AFFAIRE ICHTIGIAROGLOU c. GRECE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ICHTIGIAROGLOU c. GRECE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 12045/06/2008
Stato: Grecia
Data: 2008-06-19 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; violazione dell’art P1-1; Parzialmente inammissibile; Danno materiale – risarcimento; Danno morale – risarcimento
PRIMA SEZIONE
CAUSA ICHTIGIAROGLOU C. GRECIA
( Richiesta no 12045/06)
SENTENZA
STRASBURGO
19 giugno 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Ichtigiaroglou c. Grecia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
Nina Vajic, presidentessa, Christos Rozakis, Khanlar Hajiyev, Dean Spielmann, Sverre Erik Jebens, Giorgio Malinverni, George Nicolaou, giudici,
e di S?ren Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 29 maggio 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 12045/06) diretta contro la Repubblica ellenica e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra O. I. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 20 marzo 2006 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dai Sigg. G. L. e D. P., avvocati al foro di Tessalo Nico. Il governo greco (“il Governo”) ? rappresentato dai delegati del suo agente, Sigg. K. Georgiadis, assessore presso il Consulente legale dello stato, ed I. Bakopoulos, revisore presso il Consulente legale dello stato.
3. Il 2 aprile 2007, la Corte ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dalla durata del procedimento e dall’inosservanza del diritto al rispetto dei beni al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che si sarebbe pronunciata sull’ammissibilit? ed il merito allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1922 e ha risieduto a Tessalo Nico.
A. Il contesto della causa
5. Il richiedente aveva lavorato ?come salariato del settore privato a Istanbul, dal 1950 al 1965. Costretto di lasciare la Turchia, si ? installato in modo definitivo a Tessalo Nico nell’aprile 1965.
6. Il 29 giugno 1981, il richiedente deposit? presso l’organismo di sicurezza sociale (?d???a ?????????? ?sfa??se??, qui di seguito “l’IKA”) una richiesta per vedersi riconoscere titolare di un diritto a `una pensione di vecchiaia e di ottenere la convalida in Grecia dopo il riscatto delle annualit? dell? assicurazione versata da lei in Turchia, in virt? dell’articolo 5 del decreto-legge no 4377/1964. La sua domanda fu respinta come tardiva, al motivo che era stata depositata dopo la scadenza del termine imperativo di un anno a contare della data dell’insediamento definitivo dell’interessata in Grecia, come era previsto dalla legislazione pertinente, decreto-legge numero 4377/1964 e 4378/1964. Il rigetto della sua domanda fu confermato definitivamente dalla sentenza n? 2377/1985 del Consiglio di stato.
7. Nel 1992, il Parlamento greco vot? una legge n? 2079/1992 (paragrafo 32 sotto) il cui articolo 23 annullava il termine previsto dalla precedente legislazione e dava l’occasione agli interessati di depositare delle nuove domande presso l?IKA.
B. I passi intrapresi dal richiedente presso le autorit? e le giurisdizioni amministrative per ottenere la riconoscenza del suo diritto ad una pensione di vecchiaia
8. Il 25 febbraio 1993, in virt? della nuova legge n? 2079/1992, il richiedente deposit? presso l’IKA una domanda affinch? le annualit? dell? assicurazione fossero convalidate dopo il riscatto.
9. Il 18 novembre 1993, il vicedirettore dell’ufficio dell’IKA a Tessalo Nico respinse la domanda per il motivo che la legge n? 2079/1992 riguardava solamente i greci che risiedono in Turchia e non si applicava a coloro che si erano stabiliti in Grecia nel frattempo e le cui domande erano state respinte.
10. L? 8 dicembre 1993, il richiedente invest?, per via gerarchica, l’autorit? amministrativa di ricorso in materia, ovvero il comitato ?locale amministrativo (??p??? ??????t??? ?p?t??p?) dell’ufficio dell’IKA.
11. L? 8 febbraio 1994, il Parlamento greco vot? la legge n? 2187/1994 il cui articolo 9 portava modifica in modo retroattivo dell’articolo 23 della legge n? 2079/1992 (paragrafo 33 sotto). Secondo la nuova disposizione, solo le persone che risiedevano in modo permanente in Turchia potevano beneficiare della soppressione del termine previsto dalla precedente legislazione e potevano depositare una domanda presso l’IKA.
12. Il 21 giugno 1994, il comitato locale dichiar? il ricorso del richiedente inammissibile al motivo che l’atto attaccato, reso a titolo di informazione e privo di carattere esecutivo, non poteva essere oggetto di un ricorso dinnanzi a lui, decisione n? 607/1994.
13. Il 10 ottobre 1994, il richiedente invest? le giurisdizioni amministrative di un ricorso in annullamento della decisione n? 607/1994.
14. Il 31 luglio 1995, dopo avere considerato che l’atto del vicedirettore dell’IKA aveva un carattere esecutivo, il tribunale amministrativo di prima istanza di Tessalo Nico annull? la decisione attaccata e rinvi? la causa dinnanzi al comitato locale affinch? questo deliberasse sul merito della domanda del richiedente, giudizio n? 3923/1995.
15. Il 16 gennaio 1996, il comitato locale respinse la domanda, al motivo che in virt? dell’articolo 9 della legge n? 2187/1994, la legge n? 2079/1992 non si applicava nel caso del richiedente poich? questo non risiedeva pi? in Turchia, decisione n? 63/1996.
16. Il 29 aprile 1996, il richiedente invest? di nuovo le giurisdizioni amministrative di un ricorso in annullamento del rigetto della sua domanda col comitato locale.
17. Il 27 novembre 1996, il tribunale amministrativo di prima istanza di Tessalo Nico accolse la domanda del richiedente ed annull? la decisione attaccata. In particolare, dopo avere considerato che l’applicazione retroattiva dell’articolo 9 della legge n? 2187/1994 era contraria alla Costituzione, il tribunale concluse che la domanda del richiedente ricadeva nel campo di applicazione dell’articolo 23 della legge n? 2079/1992 e rinvi? la causa dinnanzi al comitato locale affinch? questo esaminasse se le altre condizioni stabilite dalla legislazione si trovavano riunite, decisione n? 4669/1996.
18. Il 7 maggio 1997, l’IKA interpose appello a questa decisione.
19. Il 17 dicembre 1998, la corte amministrativa di appello di Tessalo Nico conferm? la decisione attaccata. In particolare, consider? che l’articolo 23 della legge n? 2079/1992 che aveva annullato i termini contemplati per depositare una domanda presso l’IKA, non si applicava solamente alle persone di origine greca che avevano la loro residenza permanente in Egitto o in Turchia ma riguardava anche queste che si era installato definitivamente in Grecia. In pi?, constat? che stabilendo una nuova condizione di applicabilit?, ossia la residenza permanente in Turchia o in Egitto, l’articolo 9 della legge n? 2187/1994 portava ex nunc modifica dell’articolo 23 della legge n? 2079/1992 e non poteva assimilarsi ad un’interpretazione autentica dall? effetto retroattivo (articolo 77 della Costituzione). Secondo la corte di appello, il richiedente poteva dunque vedersi applicare l’articolo 23 della legge n? 2079/1992, anche se il 25 febbraio 1993, data in cui aveva depositato la sua domanda, non risiedeva pi? in Turchia, sentenza n? 1948/1998.
20. Il 18 giugno 1999, il richiedente chiese al comitato locale dell’IKA di convalidare le annualit? di assicurazione versate in Turchia dopo il riscatto conformemente alla sentenza n? 1948/1998 della corte di appello di Tessalo Nico. Il 7 dicembre 2000, con la decisione n? 924/2000, il comitato locale accolse la domanda del richiedente e riconobbe questo titolare di simile diritto. Il 2 agosto e 23 ottobre 2002, in applicazione di questa decisione, le annualit? dell? assicurazione versate dal richiedente furono calcolate, l’importo di riscatto fu fissato a 8 842,85 euro ed una pensione fu assegnata in modo retroattivo all’interessata a partire dal 24 giugno 1999, decisioni del direttore dell’ufficio dell’IKA numero 12467/2002 e 25871/2002.
21. Il 1 giugno 1999, l’IKA ricorse nel frattempo, in cassazione contro la sentenza n? 1948/1998; sosteneva che la legge n? 2187/1994 escludeva expressis verbis l’applicazione retroattiva della legge n? 2079/1992 sulle domande di riscatto delle annualit? di assicurazione.
22. L’udienza dinnanzi al Consiglio di stato fu fissata inizialmente al 25 novembre 2002, poi rinviata d? ufficio a sette riprese. Il 14 febbraio 2005, il Consiglio di stato annull? la sentenza attaccata. L’alta giurisdizione amministrativa consider? che l’articolo 9 della legge n? 2187/1994 che dava un’interpretazione autentica, modificava e completava la legge n? 2079/1992, si applicava in modo retroattivo. A questo titolo, cit? due sentenze rese nel 2004 nelle quali era arrivata alla stessa conclusione (paragrafo 35 sotto). Confermando che la disposizione controversa escludeva dal campo di applicazione della legge n? 2079/1992 le domande di riscatto di annualit? dell? assicurazione depositata da persone che non risiedevano in Egitto o in Turchia, il Consiglio di stato rinvi? la causa dinnanzi alla corte di appello affinch? questa si pronunciasse in concreto sulla domanda del richiedente alla luce delle suddette considerazioni, sentenza n? 370/2005.
23. Il 29 novembre 2006, basandosi sulla motivazione della sentenza n? 370/2005 del Consiglio di stato, la corte amministrativa di appello di Tessalo Nico annull? la decisione n? 4669/1996 del tribunale amministrativo di prima istanza e respinse la domanda del richiedente, sentenza n? 2621/2006.
C. Le azioni intraprese dall’IKA contro il richiedente
1. Il procedimento in annullamento della decisione che aveva convalidato le annualit? dell?assicurazione versata dal richiedente in Turchia
24. Il 21 marzo e il 27 aprile 2001, l’IKA invest? le giurisdizioni amministrative di un ricorso in annullamento della decisione n? 924/2000 cos? come di una domanda di rinvio dell? esecuzione di questa decisione. Contestava in particolare i giustificativi che il richiedente aveva fornito a sostegno della sua domanda.
25. Il 23 ottobre 2001, il tribunale amministrativo di prima istanza di Tessalo Nico respinse la domanda di rinvio ad esecuzione, giudizio n? 603/2001. Il 21 novembre 2002, il tribunale respinse in seguito, il ricorso dell’IKA e conferm? la decisione attaccata, sentenza n? 3597/2002. Il 17 aprile 2003, l’IKA fece appello. Il 30 giugno 2005, la corte di appello di Tessalo Nico respinse l’appello dell’IKA, sentenza n? 1646/2005. Il 30 marzo 2006, l’IKA si ricorse in cassazione. La causa ? attualmente pendente dinnanzi al Consiglio di stato.
2. La revoca delle decisioni che accordano al richiedente una pensione di vecchiaia
26. Il 20 aprile e il 29 maggio 2007, basandosi sulla sentenza n? 370/2005 del Consiglio di stato, il direttore dell’IKA revoc? le decisioni numero 12467/2002 e 25871/2002 che avevano riconosciuto al richiedente un diritto di pensione di vecchiaia, decisioni numero 104632/2007 e 14306/2007.
27. Nel luglio 2007, l’IKA cess? il versamento della pensione controversa.
28. Il 2 ottobre 2007, al richiedente fu intimato di versare all’IKA la somma che aveva percepito a titolo di pensione dal 24 giugno 1999 al luglio 2007, aumentata di interessi, o un importo di 48 495,04 euro.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
A. La Costituzione
29. L’articolo 77 della Costituzione greca ? formulato cos?:
“1. L’interpretazione delle leggi tramite autorit? incombe sul potere legislativo.
2. Una legge che non ? interpretativa in realt? produce i suoi effetti solo a partire dalla sua pubblicazione. “
B. I decreti-legge numero 4377/1964 e 4378/1964 relativi alle misure di protezione dei cittadini greci e delle persone di origine greca in provenienza dall? Egitto e dalla Turchia
30. L’articolo 5 della decreto-legge no 4377/1964 dispone:
“1. Le persone riguardaste nel paragrafo 1 dell’articolo primo del presente decreto hanno il diritto a garanzia presso gli organismi di sicurezza sociale per ci? che riguarda la sicurezza sociale principale e sussidiaria esistente in Grecia, conformemente alle disposizioni in vigore di suddetti organismi, in ragione delle loro attivit? professionali nella provincia meridionale della Repubblica arabo Unita [Egitto], sulla base di una domanda che deve essere introdotta imperativamente presso l’organismo competente nel termine di un anno a contare dalla pubblicazione dal presente decreto o a contare dalla data del loro arrivo in Grecia, se questa data ? posteriore alla pubblicazione del presente decreto.
2. Le persone garantite in virt? del paragrafo 1 del presente articolo sono abilitate, qualunque siano le disposizioni esistenti, a `vedere convalidare o a riscattare, in tutto o in parte , il tempo effettivo delle prestazioni che hanno effettuato nella cornice della stessa attivit? professionale nella provincia meridionale della Repubblica arabo Unita, anche se simile convalida o simile riscatto non sono previsti dalle disposizioni in vigore. Domanda di convalida o di riscatto deve essere fatta nel termine prescritto al paragrafo 1 del presente articolo, facendosi il riscatto sulla base del pagamento da parte dell’interessato ?delle quote pertinenti dell?assicurato e del datore di lavoro, poich? anche questo ultimo ? tenuto a quotare, come sono fissate nel momento in cui `la domanda viene introdotta.
(…) “
31. In virt? del decreto-legge no 4378/1964, le disposizioni del decreto-legge no 4377/1964 sono stati estesi ai cittadini greci ed alle persone di origine greca che erano stati espulsi gi? della Turchia o sono stati sul punto di esserlo, cos? come a coloro che erano costretti a lasciare la Turchia perch? non potevano ottenere un permesso di lavoro o il cui permesso di soggiorno non era stato rinnovato.
C. La legge n? 2079/1992
32. L’articolo 23 della legge n? 2079/1992 dispone che:
“1. I termini previsti dai decreto-leggi numero 4377/1964 e 4378/1964 e che erano scaduti, sono prorogati indefinitamente
2. A contare dall’entrata in vigore della disposizione sono annullate le limitazioni all’applicabilit? dei decreti-legge numero 4377/1964 e 4378/1964 previsti dal paragrafo 1 dell’articolo 1 cos? come dai paragrafi 1 e 2 dell’articolo 5 del decreto-legge numero 4377/1964. “
D. La legge n? 2187/1994
33. L’articolo 9 della legge n? 2187/1994 ? formulato cos?:
“1. Alla fine del paragrafo 2 dell’articolo 23 della legge n? 2079/1992 vengono aggiunte le seguenti disposizioni: “(…) Affinch? i paragrafi 1 e 2 del presente articolo siano applicabili, occorre che le persone riguardate abbiano la loro residenza permanente e costante nei paesi enunciati in queste disposizioni.
(…)
3. Il presente articolo sar? reputato come entrato in vigore nello stesso momento della legge n? 2079/1992. “
E. La giurisprudenza delle giurisdizioni amministrative
34. In numerose cause che riguardano delle domande di convalida delle annualit? dell? assicurazione versata in Turchia o in Egitto, le giurisdizioni amministrative del merito hanno dato seguito agli interessati considerando che, malgrado il suo paragrafo 3, l’articolo 9 della legge n? 2187/1994 non interpretava in modo autentico l’articolo 23 della legge n? 2079/1992 e che, questa ultima disposizione si applicava di conseguenza, anche alle persone di origine greca che si erano stabilite definitivamente in Grecia (vedere, a titolo indicativo, ??f?? 5862/1999, ??f?? 4485/1999, ??f?? 4263/1999, ??f?? 4459/1998, ??f?e?? 1175/1999, ??f?e?? 1048/2001, ??f?e?? 18/2003 e ??fTes 1048/2001).
35. Il Consiglio di stato si ? pronunciato per la prima volta sul carattere retroattivo dell’articolo 9 della legge n? 2187/1994 con le sentenze numero 1297/2004 e 1298/2004. Ha considerato che la disposizione controversa si applicava in modo retroattivo poich? interpretava in modo autentico la legge n? 2079/1992. Secondo l’alta giurisdizione, questa interpretazione era conforme all’articolo 77 della Costituzione e provocava la mancata applicazione della legge n? 2079/1992 alle domande depositate dalle persone che non risiedevano in modo permanente in Egitto o in Turchia. Tutte le sentenze rese dal Consiglio di stato in seguito sono fedeli a questa giurisprudenza (vedere, tra le numerose sentenze, St? 1997/2006, St? 1927/2005, St? 1703/2005, St? 1705/05 e St? 2000/2004).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE A RAGIONE DELLA DURATA DEL PROCEDIMENTO
36. Il richiedente si lamenta che la durata del procedimento dinnanzi alle autorit? e le giurisdizioni amministrative abbia ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
37. Il Governo combatte questa tesi e sostiene che la durata del procedimento non ? irragionevole, tenuto conto della complessit? della causa.
38. Il procedimento controverso ? cominciato l? 8 dicembre 1993, con l’immissione nel processo del comitato locale amministrativo dell’ufficio dell’IKA -passo indispensabile affinch? il richiedente potesse sottoporre la sua controversia al tribunale amministrativo competente (vedere, in questo senso, Paskhalidis ed altri c. Grecia, sentenza del 19 marzo 1997, Raccolta delle sentenze e decisioni 1997-II, p. 486, ? 33,-, e ? finito il 29 novembre 2006 con la sentenza n? 2621/2006 della corte amministrativa di appello di Tessalo Nico. Il periodo da considerare dunque si estende per pi? di dodici anni ed undici mesi per tre gradi di giurisdizione.
A. Sull’ammissibilit?
39. La Corte constata che questa lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che non riscontra nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
40. La Corte ricorda che il carattere ragionevole della durata di un procedimento si rivaluta secondo le circostanze della causa ed avendo riguardo dei criteri consacrati dalla sua giurisprudenza, in particolare la complessit? della causa, il comportamento del richiedente e quello delle autorit? competenti cos? come la posta della controversia per gli interessati (vedere, tra molti altri, Frydlender c. Francia [GC], n? 30979/96, ? 43, CEDH 2000-VII).
41. La Corte ha trattato a pi? riprese di cause che sollevano delle questioni simili a quella del caso specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione (vedere Frydlender precitata).
42. Dopo avere esaminato tutti gli elementi che gli sono stati sottoposti, la Corte considera che il Governo non ha esposto nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che nello specifico la durata del procedimento controverso ? eccessiva e non risponde all’esigenza del “termine ragionevole.”
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 a ragione della durata del procedimento impegnato dal richiedente dinnanzi alle giurisdizioni amministrative.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
43. Il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto dei suoi beni. Invoca a questo titolo l’articolo 1 del Protocollo n? 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi delle parti
1. Il Governo
44. Il Governo ricorda la giurisprudenza della Corte secondo la quale l’articolo 1 del Protocollo n? 1 protegge solamente i beni “reali.” Ora, secondo lui, questa disposizione non ? applicabile alla situazione giuridica del richiedente, poich? quest? ultimo non dispone di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo n? 1. Difatti, per il Governo, ai termini della legge n? 2079/1992 come emendata dalla legge n? 2187/1994, il richiedente non aveva nessuno diritto di ottenere la convalida delle annualit? dell?assicurazione versata in Turchia poich? non assolveva le condizioni previste da questa legislazione. Ci? che avrebbe confermato la sentenza n? 370/2005 del Consiglio di stato del resto. Il fatto che le giurisdizioni del merito abbiano dato inizialmente guadagno di causa al richiedente sarebbe senza importanza perch? questi giudizi non sarebbero stati definitivi e non avrebbero avuto dunque l’autorit? della cosa giudicata.
45. Il Governo considera anche che il richiedente non pu? mettersi neanche sul terreno della “speranza legittima” che si fonda non sulla semplice speranza di essere indennizzato ma su una certezza di ottenere guadagno di causa. Basandosi sulla sentenza Kopeck? c. Slovacchia ([GC], no 44912/98, CEDH 2004-IX) sottolinea che la giurisprudenza ben stabilita del Consiglio di stato era sfavorevole al richiedente che non poteva credere legittimamente all’esistenza di un diritto acquisito.
46. Per di pi?, il Governo sostiene che l’interpretazione e l’applicazione della legge n? 2187/1994 sono state operate nella cornice del procedimento controverso e non hanno costituito un’ingerenza ex post del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia. Ad ogni modo, non sarebbe vietato al potere legislativo regolamentare, con le nuove disposizioni, dei diritti che derivano da leggi anteriormente in vigore.
2. Il richiedente
47. Il richiedente sostiene che prima dell’adozione della legge n? 2187/1994, l’articolo 23 della legge n? 2079/1992, letto alla luce della legislazione precedente, costituiva una base legale sufficiente e solida che gli riconosceva il diritto ad una pensione di vecchiaia ed alla convalida delle annualit? dell?assicurazione versata in Turchia. Questi diritti sarebbero stati del resto confermati dai giudizi numero 4669/1996 e 1948/1998 delle giurisdizioni amministrative del merito. Il richiedente contesta l’argomento del Governo secondo cui c’era una giurisprudenza sfavorevole ben stabilita del Consiglio di stato. Le prime sentenze che respingono delle domande similari sarebbero state rese dal Consiglio di stato nel 2004 mentre, fino a questa data, le giurisdizioni amministrative del merito avrebbero accolto domande degli interessati e avrebbero respinto l?applicazione in modo retroattivo della legge n? 2187/1994. Perci?, visto la formulazione dell’articolo 23 della legge n? 2079/1992 e la giurisprudenza delle giurisdizioni amministrative, il richiedente avrebbe avuto una “speranza legittima” di ottenere guadagno di causa e, pertanto, sarebbe stato titolare di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.
48. Il richiedente conclude che la legge n? 2187/1994 ha fatto sparire in modo retroattivo il suo credito di ottenere la pensione controversa, sebbene avesse assolto anteriormente le condizioni applicabili, e che questa ingerenza ha rotto l’equilibrio richiesto tra le esigenze dell’interesse generale ed il rispetto del suo diritto al rispetto dei suoi beni.
B. Valutazione della Corte
49. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, un richiedente pu? addurre una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 solo nella misura in cui le decisioni che incrimina si riferiscono ai suoi “beni” al senso di questa disposizione. La nozione di “bene” ha una portata autonoma che non si limita alla propriet? di beni corporali e che ? indipendente rispetto alle qualifiche formali del diritto interno: certi altri diritti ed interessi che costituiscono degli attivi possono passare anche per “diritti patrimoniali” e dunque dei “beni” ai fini di questa disposizione. In ogni caso, importa di esaminare se le circostanze, considerate nel loro insieme, hanno reso il richiedente titolare di un interesse sostanziale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 (Iatridis c. Grecia [GC], n? 31107/96, ? 54, CEDH 1999-II, Beyeler c. Italia [GC], n? 33202/96, ? 100, CEDH-2000-I, e Broniowski c. Polonia [GC], n? 31443/96, ? 129, CEDH 2004-V).
50. L’articolo 1 del Protocollo n? 1 vale solamente per i beni reali. Un reddito futuro pu? cos? essere considerato come un “bene” solo se ? stato gi? guadagnato o se ? oggetto di un credito certo. Inoltre, neanche la speranza di vedersi riconoscere un diritto di propriet? che si ? nell’impossibilit? di esercitare infatti non pu? essere considerata come un “bene” ed ne va parimenti di un credito condizionale che si estingue a causa del mancata realizzazione della condizione (Gratzinger e Gratzingerova c. Repubblica ceca, d?c.) [GC], n? 39794/98, ? 69, CEDH 2002-VII).
51. Per?, in certe circostanze, la “speranza legittima” di ottenere un valore patrimoniale della protezione pu? beneficiare anche dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Cos?, quando l’interesse patrimoniale ? dell’ordine del credito, si pu? considerare che l’interessato disponga di una speranza legittima se tale interesse presenta una base sufficiente in diritto interno, per esempio quando ? confermato da una giurisprudenza ben stabilita dai tribunali (Anheuser-Busch Inc. c. Portogallo [GC], no 73049/01, ? 65, CEDH 2007 -…).
52. Per giudicare nello specifico l’esistenza di un bene, la Corte pu? avere riguardo al diritto interno in vigore all’epoca dell’ingerenza addotta. Secondo la Corte, il 25 febbraio 1993, data in cui ha chiesto per la prima volta presso l’IKA una pensione di vecchiaia, il richiedente deteneva un credito che poteva vedere concretarsi, conformemente all’articolo 23 della legge n? 2079/1992. Risulta sia dai giudizi numero 4669/1996 e 1948/1998 resi nello specifico che da altre sentenze rese nella cornice di controversie similari, paragrafo 34 sopra, che le giurisdizioni amministrative continuavano ad applicare questa disposizione malgrado l’adozione della legge n? 2187/1994 alla quale negavano di dare un effetto retroattivo. E? solamente nel 2004, ossia quasi pi? di dieci anni dopo l’introduzione della domanda del richiedente presso l?IKA, che il Consiglio di stato, la pi? alta giurisdizione interna competente, ha per la prima volta deliberato sull’interpretazione e l’applicazione della legislazione controversa, paragrafo 35 sopra. Agli occhi della Corte, il richiedente ha disposto, per quasi dodici anni, di un “bene” al senso della prima frase dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 alla Convenzione che si applica quindi nello specifico.
53. Si pone la questione di sapere dunque se la soppressione del diritto del richiedente ad una pensione di vecchiaia ha recato offesa al suo diritto al rispetto dei suoi beni, al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
54. La Corte nota che, nello specifico, il richiedente aveva sollecitato una pensione di vecchiaia in virt? della legge n? 2079/1992. Malgrado l’adozione della legge n? 2187/1994, fu riconosciuto titolare, mediante riscatto delle annualit? versate in Turchia (vedere sopra paragrafo 20), di tale pensione tramite due decisioni di giustizia rese in prima istanza ed in appello e ha cominciato a percepir la somma assegnata a titolo di pensione a partire dal 24 giugno 1999. Nel frattempo, le giurisdizioni amministrative hanno respinto tutti i ricorsi con i quali l?’IKA contestava questo diritto. Pi? di undici anni dopo la sua domanda iniziale, il Consiglio di stato, con la sua sentenza n? 370/2005, ha considerato che il richiedente non aveva il diritto di percepire la pensione controversa in ragione dell’effetto retroattivo della legge n? 2187/1994. In pi?, la Corte nota che nel 2007, l’IKA ha deciso di richiedere all’interessato un importo di 48 500 euro circa corrispondente alle somme che aveva percepito a titolo di pensione, aumentate di interessi.
55. A titolo preliminare, la Corte lega un’importanza tutta particolare all’adozione della legge n? 2187/1994 con effetto retroattivo (vedere nello stesso senso Aubert ed altri c). Francia, numero 31501/03, 31870/03, 13045/04, 13076/04, 14838/04, 17558/04, 30488/04, 45576/04 e 20389/05, 9 gennaio 2007, Draon c,,. Francia [GC], n? 1513/03, 6 ottobre 2005, e Smokovitis ed altri c. Grecia, n? 46356/99, 11 aprile 2002). Difatti, anche se accetta che in principio non sia vietato al potere legislativo regolamentare, con nuove disposizioni, dei diritti derivanti da leggi in vigore anteriormente (vedere Papageorgiou c). Grecia, sentenza del 22 ottobre 1997, Raccolta delle sentenze e decisioni 1997-VI, p. 2288, ? 37) la Corte rileva tuttavia che simile intervento legislativo deve essere giustificato dagli imperiosi motivi di interesse generale, cos? come esige, in particolare, il principio della preminenza del diritto.
56. Nello specifico, anche se la legittimit? e la conformit? dell’articolo 9 della legge n? 2187/1994 coi suddetti principi risultano molto contestabili, la Corte sottolinea tuttavia che l’adozione della legge controversa non ha di per s? privato il richiedente di un “valore patrimoniale” preesistente e facente parte dei suoi “beni.” Difatti, a dispetto della sua adozione, le giurisdizioni amministrative del merito hanno negato di dargli un effetto retroattivo e hanno optato per un’applicazione conforme alla Convenzione dando cos? guadagno di causa al richiedente.
57. In compenso, agli occhi della Corte, il giusto equilibrio voluto tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia del diritto al rispetto dei beni del richiedente ? stato rotto dall’applicazione dell’articolo 9 della legge n? 2187/1994 da parte del Consiglio di stato, applicazione intervenuta pi? di undici anni dopo la nascita della controversia. Difatti, la sentenza n? 370/2005 del Consiglio di stato ha puramente e semplicemente soppresso, applicando in modo retroattivo la legge, il suo diritto di ottenere la pensione controversa. Il richiedente ? stato cos? non solo privato di un “valore patrimoniale” preesistente e facente parte dei suoi “beni”, ma ha subito anche un carico sproporzionato, perch? al momento si suppone che restituisca la totalit? delle somme che aveva percepito bona fide a titolo di pensione.
58. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.
III. SULLE ALTRE VIOLAZIONI ADDOTTE
59. Il richiedente si lamenta anche, sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, del rifiuto dell’IKA di conformarsi alle sentenze rese a suo favore da parte delle giurisdizioni amministrative. Invoca infine l’articolo 14 della Convenzione, senza precisazione.
Sull’ammissibilit?
60. Tenuto conto dell’insieme degli elementi in suo possesso, e nella misura in cui ? competente per conoscere in merito alle affermazioni formulate, la Corte non ha rilevato nessuna apparenza di violazione dei diritti e libert? garantite dalla Convenzione o dai suoi Protocolli.
61. Segue che questa parte della richiesta ? manifestamente male fondata e deve essere respinta in applicazione dell’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
62. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
63. Il richiedente richiede 239 862,19 euro (EUR, per danno materiale,). Questa somma corrisponde alle somme che avrebbe dovuto percepire a titolo di pensione per il periodo dal 1993 al 1999, le somme che l’IKA richiede come indebitamente versate per il periodo dal 1999 al 2007, cos? come le somme che l’interessata dovrebbe percepire a titolo di pensione per i quindici anni in avvenire. Sollecita anche 100 000 EUR per il danno morale che avrebbe subito.
64. Il Governo invita la Corte ad allontanare la domanda presentata per danno materiale perch? non ci sarebbe nessuno legame di causalit? tra le violazioni addotte ed un qualsiasi danno materiale di cui il richiedente avrebbe dovuto soffrire. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che una constatazione di violazione costituirebbe in s? una soddisfazione equa sufficiente.
65. La Corte ha constatato la violazione degli articoli 6 ? 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 in ragione del comportamento delle autorit? e delle giurisdizioni amministrative e del tempo che hanno messo per pronunciarsi sulla causa del richiedente. Pure ammettendo che il richiedente abbia subito innegabilmente un danno materiale a causa delle violazioni constatate, la Corte rileva che gli elementi della pratica non permettono di stabilire con precisione l’ampiezza del danno effettivamente subito. Stima peraltro che il richiedente ha subito un torto morale certo che non saprebbe essere riparato dalle semplici constatazioni di violazioni che figurano in questa sentenza.
66. In queste circostanze, avuto riguardo dell’insieme degli elementi di cui dispone e deliberando in equit?, come vuole l’articolo 41 della Convenzione, gli accorda 50 000 EUR ogni capo di danno compreso.
B. Oneri e spese
67. Il richiedente chiede anche 3 653 EUR per oneri e spese sostenuti dinnanzi alle giurisdizioni interne e 68 000 EUR per quelli impegnati dinnanzi alla Corte. A questo titolo, produce cinque fatture di una somma totale di 4 111 EUR per la parcella che ha gi? versato per la sua rappresentanza dinnanzi alle giurisdizioni interne cos? come un contratto privato concluso coi suoi avvocati in virt? del quale questi ultimi saranno rimunerati sulla base della somma che percepir? in risarcimento del danno subito.
68. Il Governo contesta queste pretese, non giustificate secondo lui. Stima eccessiva la somma chiesta.
69. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese solo nella misura in cui vengano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei suddetti criteri, la Corte stima ragionevole la somma di 5 000 EUR, ogni onere compreso, e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
70. La Corte giudica appropriato ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Dichiara, all’unanimit?, la richiesta ammissibile in quanto alle lagnanze derivate dalla durata del procedimento e dal diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni, ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce, all’unanimit?, che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce, per sei voci contro una, che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1;
4. Stabilisce per sei voci contro una,
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 50 000 EUR (cinquantamila euro) ogni capo di danno compreso, cos? come 5 000 EUR (cinquemila euro) per oneri e spese, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta dal richiedente su questa ultima somma;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
5. Respinge, all’unanimit?, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.

Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 19 giugno 2008, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Nina Vajic
Cancelliere Pr?sidente
Alla presente sentenza si trova unita, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione dell’opinione parzialmente dissidente del giudice Vaji?.
N.V.
S.N.
OPINIONE PARZIALMENTE DISSIDENTE
DEL GIUDICE VAJI?
(Traduzione provvisoria)
Sono spiacente di non potermi unire alla maggioranza nella presente causa, e ci? per le seguenti ragioni.
1. Il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto dei suoi beni. Per pronunciarsi su questa lagnanza, la Corte aveva il dovere di ricercare prima se, conformemente alla sua giurisprudenza come si trova esposta e spiegata nella sentenza Kopecky c. Slovacchia decisione della Grande Camera del 28 settembre 2004 (CEDH 2004-IX), il richiedente possedeva un diritto o un bene che ricadeva sotto la protezione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
Secondo la maggioranza, nello specifico il richiedente aveva un bene fin dal 25 febbraio 1993, cio? la data in cui investe l’IKA per vedersi concedere una pensione di vecchiaia (paragrafo 52 della sentenza). Questa ?, lo dico rispettosamente, un’affermazione alla quale non posso aderire. Se non mi sbaglio, la Corte non ha ammesso fino a questo momento nella sua giurisprudenza l’idea che il semplice fatto di contestare un legge e/o di pretendere di possedere un bene, che ci sia stata o meno una decisione di giustizia che dice il contrario, poteva costituire un bene o un diritto protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 (Kopecky, sentenza precitata, ?? 35, 44, 48 e 50). La Corte ha detto chiaramente nella sentenza Kopecky che l’esistenza di una “contestazione reale” non costituisce un criterio che permette di giudicare l’esistenza di una “speranza legittima” per un richiedente. Personalmente, non sono favorevole a simile estensione della portata dell’articolo 1 del Protocollo no 1, sia che questa estensione sia intenzionale o meno.
Risulta dai fatti della causa che l’IKA ha accolto solamente nel 2002 la richiesta di una pensione formata dal richiedente, decisioni numero 12467/2002 e 25871/2002, con effetto retroattivo (paragrafo 20 della sentenza). Secondo me, ? a partire da questo momento che il richiedente ha disposto di una decisione esecutiva a suo favore che fu annullata tuttavia nel 2007 (paragrafo 26), avendo il Consiglio di stato, il 14 febbraio 2005, annullato la legge no 2187/1994. Ecco perch? non posso seguire la maggioranza quando conclude che la sentenza del Consiglio di stato ha privato il richiedente “del suo diritto di ottenere la pensione controversa” (paragrafo 57 della sentenza), prima che la decisione che riconosceva l’esistenza di questo diritto avesse acquisito forza di cosa giudicata.
2. Per di pi?, nell’ottobre 2007 al richiedente fu intimato di rimborsare gli importi che aveva gi? percepito dal 1999 al 2007 (paragrafo 28 della sentenza). Bisogna rilevare a questo proposito che per ci? che riguarda l’intimazione che le ? stata fatta di versare la somma percepita indebitamente, l’interessata avrebbe potuto formare opposizione (a?a??p?) dinnanzi al tribunale amministrativo conformemente all’articolo 73 del decreto-legge no 356/1974. Si tratta di un ricorso contemplato nella cornice del procedimento di esecuzione forzata. Inoltre, secondo la giurisprudenza del Consiglio di stato, ? vietato richiedere delle somme versate bona fide a titolo di pensione poich? simile misura sarebbe contraria al principio di una buona amministrazione in ragione delle ripercussioni finanziarie molto pesanti che avrebbe per gli interessati (Consiglio di stato, sentenze numero 754/1964, 2908/1972, 3513/1972, 2760-2762/1973, 3636-3646/1973).
Ignoriamo se il richiedente ha impegnato un procedimento di questo genere (paragrafo 28), il che mi porta a concludere che la richiesta di risarcimento per danno materiale sia prematura. La maggioranza, deliberando in equit? (paragrafo 66), del resto ha concesso al richiedente una somma superiore a quella che ? stata invitata a rimborsare (paragrafo 28).
3. Perci?, anche se la Corte ha avuto ragione di constatare una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1-, ci? che, secondo me, non ? il caso-, non avrebbe dovuto accordare nulla al richiedente a titolo di danno materiale. Facendo cos?, ha manomesso il procedimento interno (eventuale) e l’ha svuotata di senso.

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l?art. 6-1 ; Violation de l?art P1-1 ; Partiellement irrecevable ; Dommage mat?riel – r?paration ; Pr?judice moral – r?paration
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE ICHTIGIAROGLOU c. GR?CE
(Requ?te no 12045/06)
ARR?T
STRASBOURG
19 juin 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Ichtigiaroglou c. Gr?ce,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Nina Vajic, pr?sidente,
Christos Rozakis,
Khanlar Hajiyev,
Dean Spielmann,
Sverre Erik Jebens,
Giorgio Malinverni,
George Nicolaou, juges,
et de S?ren Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 29 mai 2008,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 12045/06) dirig?e contre la R?publique hell?nique et dont une ressortissante de cet Etat, Mme O. I. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 20 mars 2006 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante est repr?sent?e par Mes G. L. et D. P., avocats au barreau de Thessalonique. Le gouvernement grec (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par les d?l?gu?s de son agent, MM. K. Georgiadis, assesseur aupr?s du Conseil juridique de l?Etat, et I. Bakopoulos, auditeur aupr?s du Conseil juridique de l?Etat.
3. Le 2 avril 2007, la Cour a d?cid? de communiquer au Gouvernement les griefs tir?s de la dur?e de la proc?dure et de l?inobservation du droit au respect des biens. Se pr?valant de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? qu?elle se prononcerait en m?me temps sur la recevabilit? et le fond.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. La requ?rante est n?e en 1922 et r?side ? Thessalonique.
A. Le contexte de l?affaire
5. La requ?rante avait travaille? comme salari?e du secteur prive? a` Istanbul, de 1950 ? 1965. Contrainte de quitter la Turquie, elle s?est install?e de mani?re d?finitive a` Thessalonique en avril 1965.
6. Le 29 juin 1981, la requ?rante d?posa aupr?s de l?Organisme de s?curit? sociale (?d???a ?????????? ?sfa??se??, ci-apr?s ? l?IKA ?) une demande afin de se voir reconna?tre titulaire d?un droit a` une pension de vieillesse et d?obtenir la validation en Gr?ce apr?s rachat des annuit?s d?assurance vers?es par elle en Turquie, en vertu de l?article 5 du d?cret-loi no 4377/1964. Sa demande fut rejet?e comme tardive, au motif qu?elle avait ?t? d?pos?e apr?s l?expiration du d?lai imp?ratif d?un an ? compter de la date de l?installation d?finitive de l?int?ress?e en Gr?ce, tel qu?il ?tait pr?vu par la l?gislation pertinente (d?crets-lois nos 4377/1964 et 4378/1964). Le rejet de sa demande fut d?finitivement confirm? par l?arr?t n? 2377/1985 du Conseil d?Etat.
7. En 1992, le Parlement grec vota une loi n? 2079/1992 (paragraphe 32 ci-dessous), dont l?article 23 supprimait le d?lai pr?vu par la l?gislation pr?c?dente et donnait l?occasion aux int?ress?s de d?poser des nouvelles demandes aupr?s de l?IKA.
B. Les d?marches faites par la requ?rante aupr?s des autorit?s et des juridictions administratives pour obtenir la reconnaissance de son droit ? une pension de vieillesse
8. Le 25 f?vrier 1993, en vertu de la nouvelle loi n? 2079/1992, la requ?rante d?posa aupr?s de l?IKA une demande tendant a` ce que les annuit?s d?assurance fussent valid?es apr?s rachat.
9. Le 18 novembre 1993, le sous-directeur du bureau de l?IKA ? Thessalonique rejeta la demande au motif que la loi n? 2079/1992 ne concernait que les Grecs r?sidant en Turquie et ne s?appliquait pas ? ceux qui s??taient install?s en Gr?ce entre-temps et dont les demandes avaient ?t? rejet?es.
10. Le 8 d?cembre 1993, la requ?rante saisit, par la voie hi?rarchique, l?autorit? administrative de recours en la mati?re, a` savoir le comite? local administratif (??p??? ??????t??? ?p?t??p?) du bureau de l?IKA.
11. Le 8 f?vrier 1994, le Parlement grec vota la loi n? 2187/1994, dont l?article 9 portait r?troactivement modification de l?article 23 de la loi n? 2079/1992 (paragraphe 33 ci-dessous). Selon la nouvelle disposition, seules les personnes qui r?sidaient de mani?re permanente en Turquie pouvaient b?n?ficier de la suppression du d?lai pr?vu par la l?gislation pr?c?dente et d?poser une demande aupr?s de l?IKA.
12. Le 21 juin 1994, le comit? local d?clara le recours de la requ?rante irrecevable au motif que l?acte attaqu?, rendu ? titre d?information et d?pourvu de caract?re ex?cutoire, ne pouvait pas faire l?objet d?un recours devant lui (d?cision n? 607/1994).
13. Le 10 octobre 1994, la requ?rante saisit les juridictions administratives d?un recours en annulation de la d?cision n? 607/1994.
14. Le 31 juillet 1995, apr?s avoir consid?r? que l?acte du sous-directeur de l?IKA avait un caract?re ex?cutoire, le tribunal administratif de premi?re instance de Thessalonique annula la d?cision attaqu?e et renvoya l?affaire devant le comit? local pour que celui-ci statu?t sur le fond de la demande de la requ?rante (jugement n? 3923/1995).
15. Le 16 janvier 1996, le comit? local rejeta la demande, au motif qu?en vertu de l?article 9 de la loi n? 2187/1994, la loi n? 2079/1992 ne s?appliquait pas dans le cas de la requ?rante puisque celle-ci ne r?sidait plus en Turquie (d?cision n? 63/1996).
16. Le 29 avril 1996, la requ?rante saisit ? nouveau les juridictions administratives d?un recours en annulation du rejet de sa demande par le comit? local.
17. Le 27 novembre 1996, le tribunal administratif de premi?re instance de Thessalonique fit droit ? la demande de la requ?rante et annula la d?cision attaqu?e. En particulier, apr?s avoir consid?r? que l?application r?troactive de l?article 9 de la loi n? 2187/1994 ?tait contraire ? la Constitution, le tribunal conclut que la demande de la requ?rante tombait dans le champ d?application de l?article 23 de la loi n? 2079/1992 et il renvoya l?affaire devant le comit? local afin que celui-ci examin?t si les autres conditions ?tablies par la l?gislation se trouvaient r?unies (d?cision n? 4669/1996).
18. Le 7 mai 1997, l?IKA interjeta appel de cette d?cision.
19. Le 17 d?cembre 1998, la cour administrative d?appel de Thessalonique confirma la d?cision attaqu?e. En particulier, elle consid?ra que l?article 23 de la loi n? 2079/1992, qui avait supprim? les d?lais pr?vus pour d?poser une demande aupr?s de l?IKA, ne s?appliquait pas seulement aux personnes d?origine grecque qui avaient leur r?sidence permanente en Egypte ou en Turquie mais concernait ?galement celles qui s??taient install?es d?finitivement en Gr?ce. De plus, elle constata qu?en ?tablissant une nouvelle condition d?applicabilit?, ? savoir la r?sidence permanente en Turquie ou en Egypte, l?article 9 de la loi n? 2187/1994 portait modification ex nunc de l?article 23 de la loi n? 2079/1992 et ne pouvait pas s?assimiler ? une interpr?tation authentique ? effet r?troactif (article 77 de la Constitution). Selon la cour d?appel, la requ?rante pouvait donc se voir appliquer l?article 23 de la loi n? 2079/1992, m?me si le 25 f?vrier 1993, date ? laquelle elle avait d?pos? sa demande, elle ne r?sidait plus en Turquie (arr?t n? 1948/1998).
20. Le 18 juin 1999, la requ?rante demanda au comit? local de l?IKA de valider les annuit?s d?assurance vers?es par elle en Turquie apr?s rachat conform?ment ? l?arr?t n? 1948/1998 de la cour d?appel de Thessalonique. Le 7 d?cembre 2000, par la d?cision n? 924/2000, le comit? local accueillit la demande de la requ?rante et reconnut celle-ci titulaire d?un tel droit. Les 2 ao?t et 23 octobre 2002, en application de cette d?cision, les annuit?s d?assurance vers?es par la requ?rante furent calcul?es, le montant de rachat fut fix? ? 8 842,85 euros et une pension fut allou?e r?troactivement ? l?int?ress?e ? partir du 24 juin 1999 (d?cisions du directeur du bureau de l?IKA nos 12467/2002 et 25871/2002).
21. Entre-temps, le 1er juin 1999, l?IKA se pourvut en cassation contre l?arr?t n? 1948/1998 ; il soutenait que la loi n? 2187/1994 excluait expressis verbis l?application r?troactive de la loi n? 2079/1992 sur les demandes de rachat des annuit?s d?assurance.
22. L?audience devant le Conseil d?Etat fut initialement fix?e au 25 novembre 2002, puis report?e d?office ? sept reprises. Le 14 f?vrier 2005, le Conseil d?Etat infirma l?arr?t attaqu?. La haute juridiction administrative consid?ra que l?article 9 de la loi n? 2187/1994, qui donnait une interpr?tation authentique, modifiait et compl?tait la loi n? 2079/1992, s?appliquait r?troactivement. A ce titre, elle cita deux arr?ts rendus en 2004, dans lesquels elle ?tait arriv?e ? la m?me conclusion (paragraphe 35 ci-dessous). En confirmant que la disposition litigieuse excluait du champ d?application de la loi n? 2079/1992 les demandes de rachat d?annuit?s d?assurance d?pos?es par des personnes qui ne r?sidaient pas en Egypte ou en Turquie, le Conseil d?Etat renvoya l?affaire devant la cour d?appel afin que celle-ci se pronon??t in concreto sur la demande de la requ?rante ? la lumi?re des consid?rations susmentionn?es (arr?t n? 370/2005).
23. Le 29 novembre 2006, se fondant sur la motivation de l?arr?t n? 370/2005 du Conseil d?Etat, la cour administrative d?appel de Thessalonique infirma la d?cision n? 4669/1996 du tribunal administratif de premi?re instance et rejeta la demande de la requ?rante (arr?t n? 2621/2006).
C. Les actions entreprises par l?IKA ? l?encontre de la requ?rante
1. La proc?dure en annulation de la d?cision ayant valid? les annuit?s d?assurance vers?es par la requ?rante en Turquie
24. Les 21 mars et 27 avril 2001, l?IKA saisit les juridictions administratives d?un recours en annulation de la d?cision n? 924/2000 ainsi que d?une demande de sursis ? ex?cution de cette d?cision. Il contestait en particulier les justificatifs que la requ?rante avait fournis ? l?appui de sa demande.
25. Le 23 octobre 2001, le tribunal administratif de premi?re instance de Thessalonique rejeta la demande de sursis ? ex?cution (jugement n? 603/2001). Par la suite, le 21 novembre 2002, le tribunal repoussa le recours de l?IKA et confirma la d?cision attaqu?e (arr?t n? 3597/2002). Le 17 avril 2003, l?IKA fit appel. Le 30 juin 2005, la cour d?appel de Thessalonique rejeta l?appel de l?IKA (arr?t n? 1646/2005). Le 30 mars 2006, l?IKA se pourvut en cassation. L?affaire est actuellement pendante devant le Conseil d?Etat.
2. La r?vocation des d?cisions accordant ? la requ?rante une pension de vieillesse
26. Les 20 avril et 29 mai 2007, se fondant sur l?arr?t n? 370/2005 du Conseil d?Etat, le directeur de l?IKA r?voqua les d?cisions nos 12467/2002 et 25871/2002 qui avaient reconnu ? la requ?rante un droit de pension de vieillesse (d?cisions nos 104632/2007 et 14306/2007).
27. En juillet 2007, l?IKA cessa le versement de la pension litigieuse.
28. Le 2 octobre 2007, la requ?rante fut somm?e de verser ? l?IKA les sommes qu?elle avait per?ues ? titre de pension du 24 juin 1999 ? juillet 2007, major?es d?int?r?ts, soit un montant de 48 495,04 euros.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
A. La Constitution
29. L?article 77 de la Constitution grecque est ainsi libell? :
? 1. L?interpr?tation de lois par voie d?autorit? incombe au pouvoir l?gislatif.
2. Une loi qui en r?alit? n?est pas interpr?tative ne produit ses effets qu?? partir de sa publication. ?
B. Les d?crets-lois nos 4377/1964 et 4378/1964 relatifs aux mesures de protection des ressortissants grecs et des personnes d?origine grecque en provenance d?Egypte et de Turquie
30. L?article 5 du d?cret-loi no 4377/1964 dispose:
? 1. Les personnes vis?es au paragraphe 1 de l?article premier du pr?sent d?cret ont le droit d??tre assur?es aupr?s des organismes de s?curit?? sociale pour ce qui concerne la s?curit?? sociale principale et subsidiaire existant en Gr?ce, conform?ment aux dispositions en vigueur desdits organismes, a` raison de leurs activit?s professionnelles dans la province m?ridionale de la R?publique Arabe Unie [Egypte], sur la base d?une demande qui doit ?tre introduite imp?rativement aupr?s de l?organisme comp?tent dans le d?lai d?un an a` compter de la publication du pr?sent d?cret ou a` compter de la date de leur arriv?e en Gr?ce, si cette date est post?rieure a` la publication du pr?sent d?cret.
2. Les personnes assur?es en vertu du paragraphe 1 du pr?sent article sont habilit?es, quelles que soient les dispositions existantes, a` voir valider ou a` racheter, en tout ou en partie, le temps effectif des prestations qu?elles ont effectu?es dans le cadre de la m?me activit? professionnelle dans la province m?ridionale de la R?publique Arabe Unie, m?me si pareille validation ou pareil rachat ne sont pas pr?vus par les dispositions en vigueur. La demande de validation ou de rachat doit ?tre pr?sent?e dans le d?lai prescrit au paragraphe 1 du pr?sent article, le rachat se faisant sur la base du paiement par l?int?ress?? des cotisations pertinentes de l?assure? et de l?employeur, lorsque ce dernier est ?galement tenu de cotiser, telles qu?elles sont fix?es au moment ou` la demande est introduite.
(…) ?
31. En vertu du d?cret-loi no 4378/1964, les dispositions du d?cret-loi no 4377/1964 ont ?t? ?tendues aux ressortissants grecs et aux personnes d?origine grecque qui avaient d?j? ?t? expuls?s de Turquie ou ?taient sur le point de l??tre, ainsi qu?? ceux d?entre eux qui ?taient contraints de quitter la Turquie parce qu?ils ne pouvaient obtenir de permis de travail ou que leur permis de s?jour n?avait pas ?t? renouvel?.
C. La loi n? 2079/1992
32. L?article 23 de la loi n? 2079/1992 dispose que :
? 1. Les d?lais pr?vus par les d?crets-lois nos 4377/1964 et 4378/1964 et qui avaient expir? (…), sont prorog?s ind?finiment (…)
2. A compter de l?entr?e en vigueur de la disposition (…) sont supprim?es les limitations ? l?applicabilit? des d?crets-lois nos 4377/1964 et 4378/1964 pr?vues par le paragraphe 1 de l?article 1 ainsi que par les paragraphes 1 et 2 de l?article 5 (…) du d?cret-loi nos 4377/1964. ?
D. La loi n? 2187/1994
33. L?article 9 de la loi n? 2187/1994 est ainsi libell? :
? 1. A la fin du paragraphe 2 de l?article 23 de la loi n? 2079/1992 sont ajout?es les dispositions suivantes : ? (…) Pour que les paragraphes 1 et 2 du pr?sent article soient applicables, il faut que les personnes qui y sont vis?es aient leur r?sidence permanente et constante dans les pays ?nonc?s dans ces dispositions.
(…)
3. Le pr?sent article sera r?put? ?tre entr? en vigueur en m?me temps que la loi n? 2079/1992. ?
E. La jurisprudence des juridictions administratives
34. Dans de nombreuses affaires portant sur des demandes de validation des annuit?s d?assurance vers?es en Turquie ou en Egypte, les juridictions administratives du fond ont fait droit aux int?ress?s en consid?rant que, malgr? son paragraphe 3, l?article 9 de la loi n? 2187/1994 n?interpr?tait pas de mani?re authentique l?article 23 de la loi n? 2079/1992 et que, par cons?quent, cette derni?re disposition s?appliquait ?galement aux personnes d?origine grecque qui s??taient install?es d?finitivement en Gr?ce (voir, ? titre indicatif, ??f?? 5862/1999, ??f?? 4485/1999, ??f?? 4263/1999, ??f?? 4459/1998, ??f?e?? 1175/1999, ??f?e?? 1048/2001, ??f?e?? 18/2003 et ??fTes 1048/2001).
35. Le Conseil d?Etat s?est prononc? pour la premi?re fois sur le caract?re r?troactif de l?article 9 de la loi n? 2187/1994 par les arr?ts nos 1297/2004 et 1298/2004. Il a consid?r? que la disposition litigieuse s?appliquait r?troactivement puisqu?il interpr?tait de mani?re authentique la loi n? 2079/1992. Selon la haute juridiction, cette interpr?tation ?tait conforme ? l?article 77 de la Constitution et entra?nait la non-application de la loi n? 2079/1992 aux demandes d?pos?es par des personnes qui ne r?sidaient pas de mani?re permanente en Egypte ou en Turquie. Tous les arr?ts rendus par la suite par le Conseil d?Etat sont fid?les ? cette jurisprudence (voir, parmi de nombreux arr?ts, St? 1997/2006, St? 1927/2005, St? 1703/2005, St? 1705/05 et St? 2000/2004).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION ? RAISON DE LA DUR?E DE LA PROC?DURE
36. La requ?rante se plaint que la dur?e de la proc?dure devant les autorit?s et les juridictions administratives ait m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
37. Le Gouvernement combat cette th?se et soutient que la dur?e de la proc?dure n?est pas d?raisonnable, compte tenu de la complexit? de l?affaire.
38. La proc?dure litigieuse a d?but? le 8 d?cembre 1993, avec la saisine du comit? local administratif du bureau de l?IKA ? d?marche indispensable pour que la requ?rante p?t soumettre son litige au tribunal administratif comp?tent (voir, en ce sens, Paskhalidis et autres c. Gr?ce, arr?t du 19 mars 1997, Recueil des arr?ts et d?cisions 1997-II, p. 486, ? 33) ?, et a pris fin le 29 novembre 2006 avec l?arr?t n? 2621/2006 de la cour administrative d?appel de Thessalonique. La p?riode ? consid?rer s??tale donc sur plus de douze ans et onze mois pour trois degr?s de juridiction.
A. Sur la recevabilit?
39. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs qu?il ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
40. La Cour rappelle que le caract?re raisonnable de la dur?e d?une proc?dure s?appr?cie suivant les circonstances de la cause et eu ?gard aux crit?res consacr?s par sa jurisprudence, en particulier la complexit? de l?affaire, le comportement du requ?rant et celui des autorit?s comp?tentes ainsi que l?enjeu du litige pour les int?ress?s (voir, parmi beaucoup d?autres, Frydlender c. France [GC], n? 30979/96, ? 43, CEDH 2000-VII).
41. La Cour a trait? ? maintes reprises d?affaires soulevant des questions semblables ? celle du cas d?esp?ce et a constat? la violation de l?article 6 ? 1 de la Convention (voir Frydlender pr?cit?).
42. Apr?s avoir examin? tous les ?l?ments qui lui ont ?t? soumis, la Cour consid?re que le Gouvernement n?a expos? aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime qu?en l?esp?ce la dur?e de la proc?dure litigieuse est excessive et ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1 ? raison de la dur?e de la proc?dure engag?e par la requ?rante devant les juridictions administratives.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
43. La requ?rante se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de ses biens. Elle invoque ? ce titre l?article 1 du Protocole n? 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Th?ses des parties
1. Le Gouvernement
44. Le Gouvernement rappelle la jurisprudence de la Cour selon laquelle l?article 1 du Protocole n? 1 ne prot?ge que les biens ? actuels ?. Or, selon lui, cette disposition n?est pas applicable ? la situation juridique de la requ?rante, puisque cette derni?re ne dispose pas d?un ? bien ? au sens de l?article 1 du Protocole n? 1. En effet, pour le Gouvernement, aux termes de la loi n? 2079/1992 telle qu?amend?e par la loi n? 2187/1994, la requ?rante n?avait aucun droit d?obtenir la validation des annuit?s d?assurance vers?es en Turquie puisqu?elle ne remplissait pas les conditions pr?vues par cette l?gislation. Ce qu?aurait d?ailleurs confirm? l?arr?t n? 370/2005 du Conseil d?Etat. Le fait que les juridictions du fond ont initialement donn? gain de cause ? la requ?rante serait sans importance car ces jugements n?auraient pas ?t? d?finitifs et n?auraient donc pas eu l?autorit? de la chose jug?e.
45. Le Gouvernement consid?re ?galement que la requ?rante ne peut pas se placer non plus sur le terrain de l?? esp?rance l?gitime ? qui repose non sur le simple espoir d??tre indemnis? mais sur une certitude d?obtenir gain de cause. Se fondant sur l?arr?t Kopeck? c. Slovaquie ([GC], no 44912/98, CEDH 2004-IX), il souligne que la jurisprudence bien ?tablie du Conseil d?Etat ?tait d?favorable ? la requ?rante qui ne pouvait pas l?gitimement croire ? l?existence d?un droit acquis.
46. De surcro?t, le Gouvernement soutient que l?interpr?tation et l?application de la loi n? 2187/1994 ont ?t? op?r?es dans le cadre de la proc?dure litigieuse et ne constituaient pas une ing?rence ex post du pouvoir l?gislatif dans l?administration de la justice. En tout ?tat de cause, il ne serait pas interdit au pouvoir l?gislatif de r?glementer, par de nouvelles dispositions, des droits d?coulant de lois ant?rieurement en vigueur.
2. La requ?rante
47. La requ?rante soutient qu?avant l?adoption de la loi n? 2187/1994, l?article 23 de la loi n? 2079/1992, lu ? la lumi?re de la l?gislation pr?c?dente, constituait une base l?gale suffisante et solide lui reconnaissant le droit ? une pension de vieillesse et ? la validation des annuit?s d?assurance vers?es par elle en Turquie. Ces droits auraient d?ailleurs ?t? confirm?s par les jugements nos 4669/1996 et 1948/1998 des juridictions administratives du fond. La requ?rante conteste l?argument du Gouvernement selon lequel il y avait une jurisprudence d?favorable bien ?tablie du Conseil d?Etat. Les premiers arr?ts rejetant des demandes similaires auraient ?t? rendus par le Conseil d?Etat en 2004 alors que, jusqu?? cette date, les juridictions administratives du fond auraient fait droit aux demandes des int?ress?s et refus? d?appliquer r?troactivement la loi n? 2187/1994. En cons?quence, vu la formulation de l?article 23 de la loi n? 2079/1992 et la jurisprudence des juridictions administratives, la requ?rante aurait eu une ? esp?rance l?gitime ? d?obtenir gain de cause et, partant, elle aurait ?t? titulaire d?un ? bien ? au sens de l?article 1 du Protocole n? 1.
48. La requ?rante conclut que la loi n? 2187/1994 a fait dispara?tre r?troactivement sa cr?ance d?obtenir la pension litigieuse, bien qu?elle rempl?t les conditions ant?rieurement applicables, et que cette ing?rence a rompu l??quilibre requis entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et le respect de son droit au respect de ses biens.
B. Appr?ciation de la Cour
49. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, un requ?rant ne peut all?guer une violation de l?article 1 du Protocole n? 1 que dans la mesure o? les d?cisions qu?il incrimine se rapportent ? ses ? biens ? au sens de cette disposition. La notion de ? bien ? a une port?e autonome qui ne se limite pas ? la propri?t? de biens corporels et qui est ind?pendante par rapport aux qualifications formelles du droit interne : certains autres droits et int?r?ts constituant des actifs peuvent aussi passer pour des ? droits patrimoniaux ? et donc des ? biens ? aux fins de cette disposition. Dans chaque affaire, il importe d?examiner si les circonstances, consid?r?es dans leur ensemble, ont rendu le requ?rant titulaire d?un int?r?t substantiel prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 (Iatridis c. Gr?ce [GC], n? 31107/96, ? 54, CEDH 1999-II, Beyeler c. Italie [GC], n? 33202/96, ? 100, CEDH-2000-I, et Broniowski c. Pologne [GC], n? 31443/96, ? 129, CEDH 2004-V).
50. L?article 1 du Protocole n? 1 ne vaut que pour les biens actuels. Un revenu futur ne peut ainsi ?tre consid?r? comme un ? bien ? que s?il a d?j? ?t? gagn? ou s?il fait l?objet d?une cr?ance certaine. En outre, l?espoir de voir reconna?tre un droit de propri?t? que l?on est dans l?impossibilit? d?exercer effectivement ne peut pas non plus ?tre consid?r? comme un ? bien ? et il en va de m?me d?une cr?ance conditionnelle s??teignant du fait de la non-r?alisation de la condition (Gratzinger et Gratzingerova c. R?publique tch?que (d?c.) [GC], n? 39794/98, ? 69, CEDH 2002-VII).
51. Cependant, dans certaines circonstances, l?? esp?rance l?gitime ? d?obtenir une valeur patrimoniale peut ?galement b?n?ficier de la protection de l?article 1 du Protocole no 1. Ainsi, lorsque l?int?r?t patrimonial est de l?ordre de la cr?ance, l?on peut consid?rer que l?int?ress? dispose d?une esp?rance l?gitime si un tel int?r?t pr?sente une base suffisante en droit interne, par exemple lorsqu?il est confirm? par une jurisprudence bien ?tablie des tribunaux (Anheuser-Busch Inc. c. Portugal [GC], no 73049/01, ? 65, CEDH 2007-…).
52. Pour juger en l?esp?ce de l?existence d?un bien, la Cour peut avoir ?gard au droit interne en vigueur lors de l?ing?rence all?gu?e. De l?avis de la Cour, le 25 f?vrier 1993, date ? laquelle elle a demand? pour la premi?re fois aupr?s de l?IKA une pension de vieillesse, la requ?rante d?tenait une cr?ance qu?elle pouvait voir se concr?tiser, conform?ment ? l?article 23 de la loi n? 2079/1992. Il ressort tant des jugements nos 4669/1996 et 1948/1998 rendus en l?esp?ce que d?autres arr?ts rendus dans le cadre de litiges similaires (paragraphe 34 ci-dessus) que les juridictions administratives continuaient ? appliquer cette disposition malgr? l?adoption de la loi n? 2187/1994, ? laquelle elles refusaient de donner un effet r?troactif. Ce n?est qu?en 2004, ? savoir plus de dix ans apr?s l?introduction de la demande de la requ?rante aupr?s de l?IKA, que le Conseil d?Etat, la plus haute juridiction interne comp?tente, a pour la premi?re fois statu? sur l?interpr?tation et l?application de la l?gislation litigieuse (paragraphe 35 ci-dessus). Aux yeux de la Cour, la requ?rante a dispos?, pr?s de douze ans, d?un ? bien ? au sens de la premi?re phrase de l?article 1 du Protocole n? 1 ? la Convention, lequel s?applique d?s lors en l?esp?ce.
53. La question se pose donc de savoir si la suppression du droit de la requ?rante ? une pension de vieillesse a port? atteinte ? son droit au respect de ses biens, au sens de l?article 1 du Protocole no 1.
54. La Cour note que, en l?esp?ce, la requ?rante avait sollicit? une pension de vieillesse en vertu de la loi n? 2079/1992. Malgr? l?adoption de la loi n? 2187/1994, elle fut reconnue titulaire, moyennent rachat des annuit?s vers?es par elle en Turquie (voir paragraphe 20 ci-dessus), d?une telle pension par deux d?cisions de justice rendues en premi?re instance et en appel et elle a commenc? ? percevoir les sommes allou?es ? titre de pension ? partir du 24 juin 1999. Entre-temps, les juridictions administratives ont rejet? tous les recours par lesquels l?IKA contestait ce droit. Plus de onze ans apr?s sa demande initiale, le Conseil d?Etat, par son arr?t n? 370/2005, a consid?r? que la requ?rante n?avait pas le droit de percevoir la pension litigieuse en raison de l?effet r?troactif de la loi n? 2187/1994. De plus, la Cour note qu?en 2007, l?IKA a d?cid? de r?clamer ? l?int?ress?e un montant de 48 500 euros environ correspondant aux sommes qu?elle avait per?ues ? titre de pension, major?es d?int?r?ts.
55. A titre pr?liminaire, la Cour attache une importance toute particuli?re ? l?adoption de la loi n? 2187/1994 avec effet r?troactif (voir dans le m?me sens Aubert et autres c. France, nos 31501/03, 31870/03, 13045/04, 13076/04, 14838/04, 17558/04, 30488/04, 45576/04 et 20389/05, 9 janvier 2007, Draon c. France [GC], n? 1513/03, 6 octobre 2005, et Smokovitis et autres c. Gr?ce, n? 46356/99, 11 avril 2002). En effet, m?me si elle accepte qu?en principe il n?est pas interdit au pouvoir l?gislatif de r?glementer, par de nouvelles dispositions, des droits d?coulant de lois ant?rieurement en vigueur (voir Papageorgiou c. Gr?ce, arr?t du 22 octobre 1997, Recueil des arr?ts et d?cisions 1997-VI, p. 2288, ? 37), la Cour rel?ve toutefois qu?une telle intervention l?gislative doit ?tre justifi?e par d?imp?rieux motifs d?int?r?t g?n?ral, ainsi que l?exige, notamment, le principe de la pr??minence du droit.
56. En l?esp?ce, m?me si la l?gitimit? et la conformit? de l?article 9 de la loi n? 2187/1994 avec les principes susmentionn?s lui paraissent fort contestables, la Cour souligne toutefois que l?adoption de la loi litigieuse n?a pas en elle-m?me priv? la requ?rante d?une ? valeur patrimoniale ? pr?existante et faisant partie de ses ? biens ?. En effet, en d?pit de son adoption, les juridictions administratives de fond ont refus? de lui donner un effet r?troactif et ont opt? pour une application conforme ? la Convention en donnant ainsi gain de cause ? la requ?rante.
57. En revanche, aux yeux de la Cour, le juste ?quilibre voulu entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde du droit au respect des biens de la requ?rante a ?t? rompu par l?application de l?article 9 de la loi n? 2187/1994 par le Conseil d?Etat, application intervenue plus de onze ans apr?s la naissance du litige. En effet, l?arr?t n? 370/2005 du Conseil d?Etat a purement et simplement supprim?, en appliquant r?troactivement la loi, son droit d?obtenir la pension litigieuse. La requ?rante a ?t? ainsi non seulement priv?e d?une ? valeur patrimoniale ? pr?existante et faisant partie de ses ? biens ?, mais elle a aussi subi une charge disproportionn?e, car ? l?heure actuelle elle est cens?e restituer la totalit? des sommes qu?elle avait per?ues bona fide ? titre de pension.
58. Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole n? 1.
III. SUR LES AUTRES VIOLATIONS ALL?GU?ES
59. La requ?rante se plaint ?galement, sous l?angle de l?article 6 ? 1 de la Convention, du refus de l?IKA de se conformer aux arr?ts rendus en sa faveur par les juridictions administratives. Elle invoque enfin l?article 14 de la Convention, sans pr?cision.
Sur la recevabilit?
60. Compte tenu de l?ensemble des ?l?ments en sa possession, et dans la mesure o? elle est comp?tente pour conna?tre des all?gations formul?es, la Cour n?a relev? aucune apparence de violation des droits et libert?s garantis par la Convention ou ses Protocoles.
61. Il s?ensuit que cette partie de la requ?te est manifestement mal fond?e et doit ?tre rejet?e en application de l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
62. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
63. La requ?rante r?clame 239 862,19 euros (EUR) pour dommage mat?riel. Cette somme correspond aux sommes qu?elle aurait d? percevoir ? titre de pension pour la p?riode de 1993 ? 1999, les sommes que l?IKA r?clame comme indument vers?es pour la p?riode de 1999 ? 2007, ainsi que les sommes que l?int?ress?e devrait percevoir ? titre de pension au cours des quinze ans qui viennent. Elle sollicite ?galement 100 000 EUR pour le dommage moral qu?elle aurait subi.
64. Le Gouvernement invite la Cour ? ?carter la demande pr?sent?e pour dommage mat?riel car il n?y aurait aucun lien de causalit? entre la violation all?gu?e et un quelconque dommage mat?riel dont la requ?rante aurait eu ? souffrir. Quant au dommage moral, le Gouvernement soutient qu?un constat de violation constituerait en soi une satisfaction ?quitable suffisante.
65. La Cour a constat? la violation des articles 6 ? 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1 en raison du comportement des autorit?s et des juridictions administratives et du temps qu?elles ont mis pour se prononcer sur la cause de la requ?rante. Tout en admettant que la requ?rante a ind?niablement subi un pr?judice mat?riel du fait des violations constat?es, la Cour rel?ve que les ?l?ments du dossier ne permettent pas d??tablir avec pr?cision l?ampleur du dommage effectivement subi. Elle estime par ailleurs que la requ?rante a subi un tort moral certain qui ne saurait ?tre r?par? par les simples constats de violation figurant dans cet arr?t.
66. Dans ces circonstances, eu ?gard ? l?ensemble des ?l?ments dont elle dispose et statuant en ?quit?, comme le veut l?article 41 de la Convention, elle lui accorde 50 000 EUR tous chefs de dommage confondus.
B. Frais et d?pens
67. La requ?rante demande ?galement 3 653 EUR pour les frais et d?pens expos?s devant les juridictions internes et 68 000 EUR pour ceux engag?s devant la Cour. A ce titre, elle produit cinq factures d?une somme totale de 4 111 EUR pour les honoraires qu?elle a d?j? vers?s pour sa repr?sentation devant les juridictions internes ainsi qu?un contrat priv? conclu avec ses avocats en vertu duquel ces derniers seront r?mun?r?s sur la base de la somme qu?elle percevra en r?paration du dommage subi.
68. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions, non justifi?es selon lui. Il estime excessive la somme demand?e.
69. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 5 000 EUR, tous frais confondus, et l?accorde ? la requ?rante.
C. Int?r?ts moratoires
70. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR
1. D?clare, ? l?unanimit?, la requ?te recevable quant aux griefs tir?s de la dur?e de la proc?dure et du droit de la requ?rante au respect de ses biens, et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit, ? l?unanimit?, qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit, par six voix contre une, qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole n? 1 ;
4. Dit, par six voix contre une,
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 50 000 EUR (cinquante mille euros), tous chefs de pr?judice confondus, ainsi que 5 000 EUR (cinq mille euros) pour frais et d?pens, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t par la requ?rante sur cette derni?re somme ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette, ? l?unanimit?, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 19 juin 2008, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Nina Vajic
Greffier Pr?sidente
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l?expos? de l?opinion partiellement dissidente de la juge Vajic.
N.V.
S.N.

OPINION PARTIELLEMENT DISSIDENTE
DE LA JUGE VAJIC
(Traduction provisoire)
Je suis au regret de ne pouvoir me rallier ? la majorit? dans la pr?sente affaire, et ce pour les raisons suivantes.
1. La requ?rante se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de ses biens. Pour se prononcer sur ce grief, la Cour devait d?abord rechercher si, conform?ment ? sa jurisprudence telle qu?elle se trouve expos?e et expliqu?e dans l?arr?t Kopecky c. Slovaquie prononc? par la Grande Chambre le 28 septembre 2004 (CEDH 2004-IX), la requ?rante poss?dait un droit ou un bien appelant la protection de l?article 1 du Protocole no 1.
Selon la majorit?, en l?esp?ce la requ?rante avait un bien d?s le 25 f?vrier 1993, c?est-?-dire la date ? laquelle elle saisit l?IKA pour se voir octroyer une pension de vieillesse (paragraphe 52 de l?arr?t). C?est l?, je le dis respectueusement, une affirmation ? laquelle je ne puis souscrire. Si je ne m?abuse, la Cour n?a pas admis jusqu?ici dans sa jurisprudence l?id?e que le simple fait de contester une loi et/ou de pr?tendre poss?der un bien (qu?il y ait eu ou non une d?cision de justice disant le contraire) pouvait constituer un bien ou un droit prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 (Kopecky, arr?t pr?cit?, ?? 35, 44, 48 et 50). La Cour a dit clairement dans l?arr?t Kopecky que l?existence d?une ? contestation r?elle ? ne constitue pas un crit?re permettant de juger de l?existence d?une ? esp?rance l?gitime ? pour un requ?rant. Personnellement, je ne suis pas favorable ? pareille extension de la port?e de l?article 1 du Protocole no 1, que cette extension soit intentionnelle ou non.
Il ressort des faits de la cause que l?IKA n?a accueilli qu?en 2002 la demande d?une pension form?e par la requ?rante (d?cisions nos 12467/2002 et 25871/2002), avec effet r?troactif (paragraphe 20 de l?arr?t). Selon moi, c?est ? partir de ce moment-l? que la requ?rante a dispos? d?une d?cision ex?cutoire en sa faveur, qui fut toutefois infirm?e en 2007 (paragraphe 26), le Conseil d?Etat ayant, le 14 f?vrier 2005, annul? la loi no 2187/1994. C?est pourquoi je ne puis suivre la majorit? lorsqu?elle conclut que l?arr?t du Conseil d?Etat a priv? la requ?rante ? de son droit d?obtenir la pension litigieuse ? (paragraphe 57 de l?arr?t), avant que la d?cision reconnaissant l?existence de ce droit e?t acquis force de chose jug?e.
2. Qui plus est, en octobre 2007 la requ?rante fut somm?e de rembourser les montants qu?elle avait d?j? per?us de 1999 ? 2007 (paragraphe 28 de l?arr?t). Il faut relever ? ce propos qu?en ce qui concerne la sommation qui
lui a ?t? faite de verser les sommes ind?ment per?ues, l?int?ress?e aurait pu former opposition (a?a??p?) devant le tribunal administratif conform?ment ? l?article 73 du d?cret-loi no 356/1974. Il s?agit d?un recours pr?vu dans le cadre de la proc?dure d?ex?cution forc?e. En outre, selon la jurisprudence du Conseil d?Etat, il est interdit de r?clamer des sommes vers?es bona fide ? titre de pension puisqu?une telle mesure serait contraire au principe d?une bonne administration en raison des r?percussions financi?res tr?s lourdes qu?elle aurait pour les int?ress?s (Conseil d?Etat, arr?ts nos754/1964, 2908/1972, 3513/1972, 2760-2762/1973, 3636-3646/1973).
Nous ignorons si la requ?rante a engag? une proc?dure de ce genre (paragraphe 28), ce qui m?am?ne ? conclure que la demande de r?paration pour dommage mat?riel est pr?matur?e. La majorit?, statuant en ?quit? (paragraphe 66), n?en octroie pas moins ? la requ?rante une somme sup?rieure ? celle qu?elle a ?t? invit?e ? rembourser (paragraphe 28).
3. En cons?quence, m?me si la Cour a eu raison de constater une violation de l?article 1 du Protocole no 1 ?, ce qui, ? mon avis, n?est pas le cas ?, elle n?aurait rien d? accorder ? la requ?rante au titre du dommage mat?riel. En le faisant, elle a court-circuit? la proc?dure interne (?ventuelle) et l?a vid?e de sens.

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