AFFAIRE D'ALOE c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE D’ALOE c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 61667/00/2003
Stato: Italia
Data: 2003-11-13 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA D?ALOE C. ITALIA
( Richiesta no 61667/00)
SENTENZA
STRASBURGO
13 novembre 2003
DEFINITIVO
13/02/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa D?Aloe c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, A. Kovler, V. Zagrebelsky, la Sig.ra E. Steiner, il
Sig. K. Hajiyev, giudici,,
e del Sig. S. Nielsen, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 23 ottobre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 61667/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui tre cittadini di questo Stato, il Sig. F. D’., la Sig.ra L. D.’ ed il Sig. G. D.’ (“i richiedenti”), avevano investito la Corte il 27 settembre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dinnanzi alla Corte con Me C. B., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dai suoi agenti successivi, rispettivamente il Sig. U. Leanza ed il Sig. I.M. Braguglia e dai suoi coagenti successivi, rispettivamente il Sig. V. Esposito ed il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 14 marzo 2002 la Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1963, 1964 e 1935. Risiedono a Roma.
5. Sono i proprietari da un appartamento a Roma, che avevano affittato ad A.T.
6. Con una lettera raccomandata del 18 marzo 1986, i richiedenti informarono l’inquilino della loro intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto, o il 31 ottobre 1986 e lo pregarono di liberare i luoghi prima di questa data.
7. L’interessato neg? di liberare i luoghi.
8. Il 4 febbraio 1987, i richiedenti reiterarono l?avviso di disdetta con un atto notificato e citarono l’interessato a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Roma.
9. L’inquilino, invocando la legge no 392/78 si rifiut? di comparire dinnanzi al giudice di istanza e chiese una proroga dell’affitto che le fu concesso.
10. Con un’ordinanza del 14 marzo 1988, il giudice di istanza conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 30 settembre 1988. Questa decisione divent? esecutiva il 31 maggio 1988.
11. Il 18 dicembre 1992, i richiedenti notificarono all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
12. L? 11 gennaio 1993, gli notificarono il parere che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 19 febbraio 1993 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
13. Tra il 19 febbraio 1993 ed il 28 gennaio 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a trenta tentativi di sfratto che si chiusero tutti con un fallimento, non permettendo ai richiedenti lo scaglionamento dell’esecuzione delle decisioni di sfratto di beneficiare del concorso della forza pubblica.
14. Il 17 aprile 2000, i richiedenti ricuperarono il loro appartamento.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
15. Dal 1947, la legislazione in materia di affitti di abitazioni ? stata segnata da differenti interventi dei poteri pubblici, riguardanti il controllo degli affitti per mezzo del blocco di questi, mitigati ogni tanto dagli aumenti legali decretati dal governo, cos? come la proroga legale di tutti gli affitti in corso e, infine, la sospensione o lo scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti. Per ci? che riguarda la proroga degli affitti, la sospensione dell’esecuzione forzata e lo scaglionamento degli sfratti, il diritto interno pertinente ? presentato nella sentenza resa dalla Corte nella causa Immobiliaire Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. Da ultimo, una decreto-legge no 147 del 24 giugno 2003, convertito in legge no 200/03, sospese in certi casi l’esecuzione costretta delle ordinanze di sfratto fino al 30 giugno 2004.
A. Il sistema di controllo degli affitti
16. In materia di controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione italiana si pu? riepilogare come segue.
17. La prima misura pertinente fu la legge no 392 del 27 luglio 1978 che mise in atto un sistema di “affitti equi”, equo canone, fondati su un certo numero di criteri come la superficie e gli oneri di costruzione dell’appartamento.
18. Una seconda misura fu adottata dalle autorit? italiane nell’agosto 1992, ai fini di una liberalizzazione progressiva del mercato della locazione. Introdusse allora una legislazione che attenuava le restrizioni in vigore riguardanti l’importo degli affitti, patti in deroga in virt? della quale i proprietari e gli inquilini potevano in principio scostarsi dall’affitto fissato dalla legge convenendo ad un importo differente.
19. Infine, la legge no 431 del 9 dicembre 1998 ha riformato il regime delle locazioni e liberalizzato gli affitti.
B. Obblighi dell’inquilino in caso di restituzione tardiva
20. L’inquilino ? sottoposto all’obbligo generale di indennizzare il proprietario di ogni danno causato dalla restituzione tardiva dell’alloggio. A questo riguardo, l’articolo 1591 del codice civile italiano dispone:
“L’inquilino che non ha lasciato i luoghi ? tenuto a versare l’importo convenuto al proprietario fino alla data della sua partenza, cos? come ad indennizzarlo di ogni eventuale danno.”
21. Tuttavia, la legge no 61 del 1989 ha tra l?altro plafonato l’indennizzo che poteva richiedere il proprietario ad una somma uguale all’affitto versato dall’inquilino al momento della scadenza dell’affitto, indicizzato in base al rialzo del costo della vita, articolo 24 della legge no 392 del 27 luglio 1978, ed aumentata del 20%, per tutto il periodo durante il quale il proprietario non aveva potuto godere del suo appartamento.
22. La sentenza no 482 reso nel 2000 dalla Corte costituzionale riguardava la questione di sapere se simile determinazione di un massimo fosse conforme alla Costituzione. La giurisdizione costituzionale rispose affermativamente in quanto si trattava di periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge, e spieg? che questa limitazione mirava a regolare le locazioni mentre la legislazione eccezionale era in vigore e che la penuria di alloggi esigeva la sospensione delle misure di esecuzione forzata. Se gli sfratti erano stati sospesi in virt? della legge, la legislazione aveva in anticipo determinato l’importo dell’indennizzo dovuto dall’inquilino, essendo queste due misure provvisorie ed eccezionali. Del resto, il proprietario trovava un compenso nel fatto che era dispensato dal dimostrare l’esistenza di un danno.
23. La Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitata dal proprietario nel caso dove si era trovato nell’incapacit? di riprendere possesso dell’appartamento in ragione del comportamento dell’inquilino e non dell’intervento del legislatore. La giurisdizione costituzionale ha permesso perci?, cos? al proprietario di impegnare un procedimento civile per ottenere pieno risarcimento dei danni causati dall’inquilino.

IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
24. Il richiedente si lamenta dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica. Adduce la violazione del suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
25. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione di cui la parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
26. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevavano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, vedere ?? 46-75 sentenza Immobiliare Saffi, precitata,; Lunari c. Italia, no 21463/96, 11 gennaio 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italia, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-48.

27. La Corte ha esaminato la presente causa e, riferendosi al ragionamento dettagliato nelle sentenze sopraccitate, considera che il governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente; constata che i richiedenti hanno dovuto aspettare circa sette anni e due mesi a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia per potere ricuperare il loro appartamento.
28. Di conseguenza, in questa causa, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.

II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
29. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
30. I richiedenti chiedono 74 520 000 lire italiane (ITL) [38 486,37 euro (EUR)] per il danno materiale subito, questa somma corrispondente alla mancanza a guadagnare in termini di affitti. I richiedenti richiedono, difatti, la differenza tra gli affitti al prezzo di mercato – stimato sulla base di una valutazione proposta da un geometra per gli anni dal1993 al 2000 – e l’affitto imposto dalla legge.
Fanno valere che hanno percepito dal loro vecchio inquilino la somma globale di circa 27 712 724 ITL [14 312,43 EUR], mentre avrebbero potuto percepire, per gli anni dal 1993 al 2000, la somma globale di circa 99 733 600 ITL [51 508,11 EUR].
31. Il Governo contesta queste pretese.
32. La Corte considera che c’? luogo di assegnare un risarcimento a titolo di danno materiale che risulta dalla perdita di affitto per il periodo che d? adito a violazioni.
Considerando il modo di calcolo proposto dai richiedenti per la valutazione del danno e basandosi sugli elementi in suo possesso ed il periodo considerato, la Corte decide di accordare la somma di 27 600 EUR (9 200 EUR) ad ogni richiedente.
B. Danno morale
33. I richiedenti chiedono ciascuno la somma di 5 000 000 ITL [2 582,28 EUR] per danno morale.
34. Il Governo contesta queste pretese.
35. La Corte stima che i richiedenti hanno subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, accorda ad ogni richiedente la somma richiesta, o 2 582,28 EUR ciascuno.

C. Oneri e spese
36. I richiedenti chiedono anche il rimborso degli oneri e spese come segue:
– 5 191 355 ITL [2 681,11 EUR] per gli oneri del procedimento di esecuzione;
– 2 692,80 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
37. Il Governo contesta queste pretese.
Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma di 1 000 EUR a titolo di oneri e spese del procedimento nazionale e di 2 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte.
La Corte assegna una somma globale di 3 000 EUR (1 000 EUR) ad ogni richiedente, per oneri e spese.
D. Interessi moratori
38. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 9 200 EUR (novemila due cento euro) per danno materiale,;
ii. 2 582,28 EUR (duemila cinque cento ottantadue euro e ventotto centesimi) per danno morale,;
iii. 1 000 EUR (mille euro) per oneri e spese,;
b) che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 13 novembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMIERE SECTION
AFFAIRE D’ALOE c. ITALIE
(Requ?te no 61667/00)
ARR?T
STRASBOURG
13 novembre 2003
D?FINITIF
13/02/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire D’Aloe c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
A. Kovler,
V. Zagrebelsky,
Mme E. Steiner,
M. K. Hajiyev, juges,
et de M. S. Nielsen, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 23 octobre 2003,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 61667/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants de cet Etat, M. F. D’., Mme L. D’. et M. G. D’. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Cour le 27 septembre 2000 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s devant la Cour par Me C. B., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par ses agents successifs, respectivement M. U. Leanza et M. I.M. Braguglia et par ses coagents successifs, respectivement M. V. Esposito et M. F. Crisafulli.
3. Le 14 mars 2002 la Cour a d?clar? la requ?te recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1963, 1964 et 1935. Ils r?sident ? Rome.
5. Ils sont propri?taires d’un appartement ? Rome, qu’ils avaient lou? ? A.T.
6. Par une lettre recommand?e du 18 mars 1986, les requ?rants inform?rent le locataire de son intention de mettre fin ? la location ? l’expiration du bail, soit le 31 octobre 1986 et le pri?rent de lib?rer les lieux avant cette date.
7. L’int?ress? refusa de lib?rer les lieux.
8. Par un acte signifi? le 4 f?vrier 1987, les requ?rants r?it?r?rent l’avis de cong? et assign?rent l’int?ress? ? compara?tre devant le juge d’instance de Rome.
9. Le locataire, invoquant la loi no 392/78 se refusa ? compara?tre devant le juge d’instance et demanda une prorogation du bail qui lui fut octroy?e.
10. Par une ordonnance du 14 mars 1988, le juge d’instance confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 30 septembre 1988. Cette d?cision devint ex?cutoire le 31 mai 1988.
11. Le 18 d?cembre 1992, les requ?rants signifi?rent au locataire le commandement de lib?rer l’appartement.
12. Le 11 janvier 1993, ils lui signifi?rent l’avis que l’expulsion serait ex?cut?e le 19 f?vrier 1993 par voie d’huissier de justice.
13. Entre le 19 f?vrier 1993 et le 28 janvier 2000, l’huissier de justice proc?da ? trente tentatives d’expulsion qui se sold?rent toutes par un ?chec, l’?chelonnement de l’ex?cution des d?cisions d’expulsion ne permettant pas aux requ?rants de b?n?ficier du concours de la force publique.
14. Le 17 avril 2000, les requ?rants r?cup?r?rent leur appartement.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
15. Depuis 1947, la l?gislation en mati?re de baux d’habitation a ?t? marqu?e par diff?rentes interventions des pouvoirs publics, portant sur le contr?le des loyers au moyen du blocage de ceux-ci, mitig? par les augmentations l?gales d?cr?t?es de temps ? autre par le gouvernement, ainsi que sur la prorogation l?gale de tous les baux en cours et, enfin, sur la suspension ou l’?chelonnement de l’ex?cution forc?e des expulsions. En ce qui concerne la prorogation des baux, la suspension de l’ex?cution forc?e et l’?chelonnement des expulsions, le droit interne pertinent est pr?sent? dans l’arr?t rendu par la Cour dans l’affaire Immobiliaire Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. En dernier lieu, un d?cret-loi no 147 du 24 juin 2003, converti en loi no 200/03, suspendit dans certains cas l’ex?cution forc?e des ordonnances d’expulsion jusqu’au 30 juin 2004.
A. Le syst?me de contr?le des loyers
16. En mati?re de contr?le des loyers, l’?volution de la l?gislation italienne peut se r?sumer comme suit.
17. La premi?re mesure pertinente fut la loi no 392 du 27 juillet 1978, qui mit en place un syst?me de ? loyers ?quitables ? (equo canone) reposant sur un certain nombre de crit?res tels que la superficie et les frais de construction de l’appartement.
18. Une deuxi?me mesure fut adopt?e par les autorit?s italiennes en ao?t 1992, aux fins d’une lib?ralisation progressive du march? de la location. Entra alors en vigueur une l?gislation qui att?nuait les restrictions frappant le montant des loyers (patti in deroga), en vertu de laquelle les propri?taires et les locataires pouvaient en principe s’?carter du loyer fix? par la loi en convenant d’un montant diff?rent.
19. Enfin, la loi no 431 du 9 d?cembre 1998 a r?form? le r?gime des locations et lib?ralis? les loyers.
B. Obligations du locataire en cas de restitution tardive
20. Le locataire est soumis ? l’obligation g?n?rale d’indemniser le propri?taire de tout dommage caus? par la restitution tardive du logement. A cet ?gard, l’article 1591 du code civil italien dispose :
? Le locataire qui n’a pas quitt? les lieux est tenu de verser au propri?taire le montant convenu jusqu’? la date de son d?part, ainsi que de l’indemniser de tout pr?judice ?ventuel ?.
21. Toutefois, la loi no 61 de 1989 a entre autres plafonn? l’indemnisation que pouvait r?clamer le propri?taire ? une somme ?gale au loyer vers? par le locataire au moment de l’expiration du bail, index?e sur la hausse du co?t de la vie (article 24 de la loi no 392 du 27 juillet 1978) et major?e de 20 %, pour toute la p?riode pendant laquelle le propri?taire n’avait pu jouir de son appartement.
22. L’arr?t no 482 rendu en 2000 par la Cour constitutionnelle portait sur la question de savoir si un tel plafonnement ?tait conforme ? la Constitution. La juridiction constitutionnelle r?pondit par l’affirmative s’agissant des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi, et expliqua que cette limitation visait ? r?guler les locations alors que la l?gislation d’exception ?tait en vigueur et que la p?nurie de logements exigeait la suspension des mesures d’ex?cution forc?e. Si les expulsions avaient ?t? suspendues en vertu de la loi, la l?gislation avait par avance d?termin? le montant de l’indemnisation due par le locataire, ces deux mesures ?tant provisoires et exceptionnelles. Du reste, le propri?taire y trouvait une compensation dans le fait qu’il ?tait dispens? de d?montrer l’existence d’un pr?judice.
23. La Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnel le plafonnement de l’indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire dans le cas o? il s’?tait trouv? dans l’incapacit? de reprendre possession de l’appartement en raison du comportement du locataire et non de l’intervention du l?gislateur. En cons?quence, la juridiction constitutionnelle a ainsi permis au propri?taire d’engager une proc?dure civile pour obtenir pleine r?paration des pr?judices caus?s par le locataire.

EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 ET DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
24. Les requ?rants se plaignent que l’impossibilit? prolong?e de r?cup?rer leur appartement, faute d’octroi de l’assistance de la force publique, constitue une atteinte ? leur droit de propri?t?, tel que reconnu ? l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
25. Les requ?rants all?guent aussi un manquement ? l’article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
26. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d’esp?ce et a constat? la violation de l’article 1 du Protocole no 1 et de l’article 6 ? 1 de la Convention (voir Immobiliare Saffi, pr?cit?, ?? 46-66; Lunari c. Italie, no 21463/96, 11 janvier 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italie, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-47).
27. La Cour a examin? la pr?sente affaire et, se r?f?rant au raisonnement d?taill? dans les arr?ts cit?s ci-dessus, consid?re que le gouvernement n’a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent ; elle constate que les requ?rants ont d? attendre environ sept ans et deux mois ? compter de la premi?re tentative d’expulsion de l’huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer leur appartement.
28. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 et de l’article 6 ? 1 de la Convention.

II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
29. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
30. Les requ?rants demandent 74 520 000 lires italiennes (ITL) [38 486,37 euros (EUR)] pour le pr?judice mat?riel subi, cette somme correspondant au manque ? gagner en termes de loyers. Les requ?rants r?clament, en effet, la diff?rence entre le loyer au prix du march? – estim? sur la base d’une ?valuation propos?e par un g?om?tre pour les ann?es 1993 ? 2000 – et le loyer impos? par la loi.
Ils font valoir qu’ils ont per?u de leur ancien locataire la somme globale d’environ 27 712 724 ITL [14 312,43 EUR], alors qu’ils auraient pu percevoir, pour les ann?es 1993 ? 2000, la somme globale d’environ 99 733 600 ITL [51 508,11 EUR].
31. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
32. La Cour consid?re qu’il y a lieu d’allouer un d?dommagement ? titre de dommage mat?riel r?sultant de la perte de loyer pour la p?riode donnant lieu aux violations.
Consid?rant le mode de calcul propos? par les requ?rants pour l’?valuation du pr?judice et se fondant sur les ?l?ments en sa possession et la p?riode consid?r?e, la Cour d?cide d’accorder la somme de 27 600 EUR (9 200 EUR ? chaque requ?rant).
B. Dommage moral
33. Les requ?rants demandent chacun la somme de 5 000 000 ITL [2 582,28 EUR] pour dommage moral.
34. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
35. La Cour estime que les requ?rants ont subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle accorde ? chaque requ?rant la somme r?clam?e, soit 2 582,28 EUR chacun.

C. Frais et d?pens
36. Les requ?rants demandent ?galement le remboursement des frais et d?pens comme suit :
– 5 191 355 ITL [2 681,11 EUR] pour les frais de la proc?dure d’ex?cution ;
– 2 692,80 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
37. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 1 000 EUR au titre des frais et d?pens de la proc?dure nationale et de 2 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour.
La Cour alloue une somme globale de 3 000 EUR (1 000 EUR ? chaque requ?rant) pour frais et d?pens.
D. Int?r?ts moratoires
38. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 9 200 EUR (neuf mille deux cents euros) pour dommage mat?riel ;
ii. 2 582,28 EUR (deux mille cinq cent quatre-vingt-deux euros et vingt-huit centimes) pour dommage moral ;
iii. 1 000 EUR (mille euros) pour frais et d?pens ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 13 novembre 2003 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier adjoint Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

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Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024