AFFAIRE COCCHIARELLA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE COCCHIARELLA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41, 35
Numero: 64886/01/2004
Stato: Italia
Data: 2004-11-10 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento delle vie di ricorso interne); Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione

PRIMA SEZIONE
CAUSA COCCHIARELLA C. ITALIA
( Richiesta no 64886/01)
SENTENZA
STRASBURGO
10 novembre 2004
QUESTA CAUSA E? STATA RINVIATA DINNANZI
ALLA GRANDE CAMERA CHE HA RESO LA SUA SENTENZA IL
29 marzo 2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Cocchiarella c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, A. Kovler, la Sig.ra E. Steiner,
Sigg.. K. Hajiyev, giudici,
L. Ferrari Bravo, giudice ad hoc,
e dal Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 21 ottobre 2004,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 64886/01) diretta contro la Repubblica italiana ed in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. G. C. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 22 dicembre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. S. de N. de M.a, avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato successivamente dai suoi agenti, Sigg.. U. Leanza ed I.M. Braguglia ed i suoi coagenti successivi, Sigg.. V. Esposito e F. Crisafulli. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato il Sig. L. Ferrari Bravo come giudice ad hoc per riunirsi al suo posto (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
3. Il 20 novembre 2003, la Corte ha dichiarato la richiesta accettabile.
IN FATTO
4. Il richiedente ? nato nel 1942 e ha risieduto a Benevento.
1. Il procedimento principale
5. Il 15 luglio 1994, la Sig.ra P., madre del reale richiedente, deposit? un ricorso dinnanzi al giudice di istanza di Benevento, facendo funzione di giudice del lavoro, tendendo ad ottenere la riconoscenza del suo diritto ad una pensione di invalida civile (pensione di inabilit?) ed ad un aiuto per una persona a domicilio (indennit? di accompagnamento).
6. Il 23 luglio 1994, il giudice di istanza fiss? la prima udienza al 11 marzo 1996. Questo giorno, il giudice nomin? un perito poi rimise i dibattimenti all’udienza del 9 aprile 1997.
7. Con un giudizio dello stesso giorno in cui il testo fu depositato alla cancelleria il 13 giugno 1997, il giudice respinse la domanda della Sig.ra P.
8. Il 29 luglio 1997, la Sig.ra P. interpose appello al giudizio dinnanzi al tribunale di Napoli. Il presidente del tribunale design? un giudice delatore e fiss? l’udienza di arringhe al 30 aprile 2001.
9. Nel frattempo, nella stessa giornata del 29 luglio 1997 Sig.ra P. decedette. Il 25 gennaio 2000, il richiedente si costitu? nel procedimento. Un’udienza doveva avere luogo il 14 febbraio 2002. Con un giudizio del 16 gennaio 2003 in cui il testo fu depositato alla cancelleria il 21 marzo 2003, il tribunale fece diritto alla domanda della Sig.ra P. a contare del 1 giugno 1996.
2. Il procedimento “Pinto”
10. Il 3 ottobre 2001, il richiedente investe la corte di appello di Roma al senso della legge no 89 del 24 marzo 2001, detta “legge Pinto” per lamentarsi della durata eccessiva del procedimento descritto sopra. Il richiedente chiese alla corte di dire che c’era stata una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e di condannare il governo italiano al risarcimento del danno morale subito che aveva valutato a 30 000 000 lire italiane [15 493,71 euro (EUR)].
11. Con una decisione del 7 marzo 2002 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 6 maggio 2002, la corte di appello constat? il superamento di una durata ragionevole. Accord? 1 000 EUR come risarcimento del danno morale e 800 EUR per oneri e spese. Questa decisione divent? definitiva al pi? tardi il 21 giugno 2003.
12. Con una lettera dell? 8 gennaio 2003, il richiedente inform? la Corte del risultato del procedimento nazionale e chiese che la Corte riprendesse l’esame della sua richiesta. Secondo le notizie fornite dal richiedente il 12 luglio 2004, l’amministrazione non aveva eseguito ancora la decisione della corte di appello.
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE DI IRRICEVIBILIT? SOLLEVATA DAL GOVERNO
13. Il Governo stima che non ? stato messo sufficientemente in condizione di pronunciarsi sull’ammissibilit? della richiesta poich? questa ? stata dichiarata accettabile senza che non gli fosse stata inviata nessuna questione complementare concernente l’applicazione della legge Pinto.
Contesta l’interpretazione data in altre cause similari e vuole per prova le quattro sentenze della Corte di cassazione in Assemblea Plenaria che ha dimostrato che il ricorso in cassazione non sarebbe mai dovuto essere qualificato inefficace a priori.
Indica che la presente eccezione ? differente da quell’esaminata all’epoca dell’ammissibilit? e, non avendo potuto essere presentata pi? presto, dunque deve essere esaminata.
14. La Corte nota che l’eccezione del Governo concernente l’esistenza di una via di ricorso interno ? stata respinta gi? nella sua decisione sull’ammissibilit? del 20 novembre 2003. Rileva poi che la giurisprudenza della Corte di cassazione citata dal Governo datata 26 gennaio 2004, mentre la decisione della corte di appello di Roma era diventata definitiva al pi? tardi il 21 giugno 2003.
15. La Corte ricorda inoltre che ha giudicato ragionevole di considerare che il cambiamento improvviso di giurisprudenza della Corte di cassazione, ed in particolare la sentenza no 1340 della Corte di cassazione, non poteva pi? essere ignorato dal pubblico a partire dal 26 luglio 2004 e che ? a partire da questa data che deve essere esatto dei richiedenti che utilizzano questo ricorso ai fini dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione (Di Sante c. Italia ( d?c.), no 56079/00, 24 giugno 2004).
Essendo scaduto prima del 26 luglio 2004 il termine per ricorrere in cassazione, la Corte stima che in queste circostanze il richiedente era dispensato dell’obbligo di esaurire le vie di ricorso.
16. La Corte considera che il Governo fondi la sua eccezione su degli argomenti che non sono di natura tale da rimettere in causa la sua decisione sull’ammissibilit?. Di conseguenza, l’eccezione deve essere respinta.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
17. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto con l’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
18. Il 13 luglio 2004 il richiedente ha indicato che non si lamentava del modo in cui la corte di appello aveva valutato i ritardi ma dell’importo irrisorio dei danni accordati.
19. Il Governo si oppone a questa tesi.
20. La Corte ricorda che nella sua decisione sull’ammissibilit? del 20 novembre 2003, ha stimato che concedendo la somma di 1 000 EUR, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale in applicazione della legge Pinto, la corte di appello non aveva riparato in modo adeguato e sufficiente alla violazione addotta dal richiedente.
21. Il periodo da considerare ? cominciato il 15 luglio 1994 e si ? concluso il 21 marzo 2003. ? durato circa otto anni ed otto mesi, per due istanze, dunque.
22. La Corte ricorda avere constatato in numerose sentenze (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione che risulta da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata una tale trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
23. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora l? una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
24. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Riepilogo dei criteri seguiti dalla Corte
1. Criteri generali
25. La Corte ricorda che una sentenza che constata una violazione provoca l’obbligo giuridico per lo stato convenuto allo sguardo della Convenzione di mettere un termine alla violazione e di cancellarne le conseguenze.
Se il diritto interno non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, l’articolo 41 della Convenzione conferisce alla Corte il potere di accordare un risarcimento alla parte lesa dall’atto o dall’omissione a proposito dei quali una violazione della Convenzione ? stata constatata. Nell’esercizio di questo potere, dispone di una certa latitudine; l’aggettivo “equo” ed la parte di frase “se c’? luogo” lo manifestano.
Tra gli elementi presi in considerazione dalla Corte, quando delibera in materia, figurano il danno materiale, e cio? le perdite effettivamente subite in conseguenza diretta della violazione addotta, ed il danno morale, e cio? il risarcimento dello stato di angoscia, dei dispiaceri e delle incertezze che risultano da questa violazione, cos? come di altri danni non materiali.
Inoltre, l? dove i diversi elementi che costituiscono il danno non suscitano un calcolo esatto o l? dove la distinzione tra danni materiali e danno morale si rivela difficile, la Corte pu? essere portata ad esaminarli globalmente (vedere Comingersoll c). Portogallo [GC], no 35382/97, ? 29, CEDH 2000-IV).
2. Criteri particolari al danno morale
26. Perci? che riguarda la valutazione in equit? del danno morale subito in ragione della durata di un procedimento, la Corte stima che una somma che varia da 1 000 a 1 500 EUR per anno di durata del procedimento, e non per anno di ritardo, ? una base per il calcolo da effettuare. Il risultato del procedimento nazionale, che la parte richiesta perda, vinca o finisse con concludere un ordinamento amichevole, non ha importanza in quanto tale sul danno morale subito a causa della durata del procedimento.
L’importo globale sar? aumentato di 2 000 EUR se la posta della controversia ? importante in particolare in materia di diritto del lavoro, di stato e capacit? delle persone, di pensioni, di procedimenti particolarmente gravi in relazione alla salute o alla vita di persone.
L’importo di base sar? ridotto avuto riguardo al numero di giurisdizioni che ebbero a deliberare durante la durata del procedimento, al comportamento della parte richiedente – in particolare del numero di mesi o di anni legati ai rinvii non giustificati imputabili alla parte richiedente -alla posta della controversia -per esempio quando la posta patrimoniale ? poco importante per la parte richiedente – ed in funzione del livello di vita del paese. Una riduzione pu? essere considerata anche quando il richiedente ha partecipato solamente brevemente al procedimento che ha continuato in quanto erede.
Questo importo pu? essere ridotto anche quando la parte richiedente avr? gi? ottenuto al livello nazionale una constatazione di violazione ed una somma di denaro nella cornice di una via di ricorso interno. Oltre il fatto che l’esistenza di una via di ricorso sul piano interno si accorda pienamente col principio di sussidiariet? propria alla Convenzione, questa via di ricorso ? pi? vicina ed accessibile che il ricorso dinnanzi alla Corte, ? pi? veloce, ed esercitata nella lingua della parte richiedente; presenta dunque dei vantaggi che conviene prendere in considerazione.
B. Applicazione di questi criteri al caso di specifico
1. Danni materiali e morali
27. Il richiedente stima che il danno morale subito pu? essere valutato in 11 000 EUR. Siccome stima che il danno materiale subito per avere potuto permettere a sua madre di avere una persona a domicilio ? difficilmente quantificabile chiede alla Corte di tenerne conto all’epoca della determinazione del danno morale e proponga un aumento di 3 000 EUR a questo titolo.
28. Il Governo contesta queste pretese tanto pi? che il richiedente ? il figlio della persona che ha inoltrato domanda. Il Governo stima che non si potrebbe confondere il danno materiale ed il danno morale; in pi? questo ultimo non potrebbe essere lo stesso per il titolare del diritto invocato in giustizia e per suoi vicini o eredi.
29. La Corte non vede legame di causalit? tra le violazioni constatate ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda.
30. In compenso, per ci? che riguarda il danno morale, la Corte stima per un procedimento durato pi? di otto anni per due istanze una somma di 7 000 EUR potrebbe essere considerata come equa. Tuttavia la Corte nota che, anche se la posta della controversia ? di quelle che portano ad aumentare la somma di 2 000 EUR e che il comportamento del richiedente e di sua madre non hanno contribuito a ritardare il procedimento, il richiedente ha partecipato solamente alla fine del procedimento. Pertanto, la Corte stima che c’? luogo di assegnare al richiedente la somma di 8 000 EUR meno 30% a causa della constatazione di violazione da parte della giurisdizione interna (vedere sopra ? 26), o 5 600 EUR.
31. Di questa somma, conviene inoltre sottrarre l’importo dell’indennit? accordata al richiedente al livello nazionale, o 1 000 EUR. Pertanto, il richiedente ha diritto a titolo di risarcimento del danno morale a 4 600 EUR, pi? tutti ascendenti ce possono essere dovuti a titolo di imposta su questa somma.
2. Oneri e spese
32. Il richiedente chiede anche 2 000 EUR per gli oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
33. Il Governo si rimette si alla saggezza della Corte.
34. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano invalsi nella loro realt?, nella loro necessit? ed nel carattere ragionevoli del loro tasso. Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso, dei suddetti criteri, della durata e della complessit? di questo procedimento dinnanzi alla Corte, stima che c’? luogo di accordare l’importo richiesto per intero, pi? tutti ascendenti che possono essere dovuti a titolo di imposta su questa somma.
3. Interessi moratori
35. La Corte giudica appropriata di basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge, l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce,
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguente somme:
i. 4 600 EUR, quattromila sei cento euro, per danno morale,;
ii. 2 000 EUR, duemila euro, per oneri e spese,;
iii. tutti ascendenti che sono dovuti a titolo di imposta su suddette somme;
b) che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 10 novembre 2004 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA COCCHIARELLA C. ITALIA

SENTENZA COCCHIARELLA C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement des voies de recours internes) ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMI?RE SECTION

AFFAIRE COCCHIARELLA c. ITALIE

(Requ?te no 64886/01)

ARR?T

STRASBOURG

10 novembre 2004

CETTE AFFAIRE A ?T? RENVOY?E DEVANT
LA GRANDE CHAMBRE, QUI A RENDU SON ARR?T LE

29 mars 2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Cocchiarella c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :

MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
A. Kovler,
Mme E. Steiner,
MM. K. Hajiyev, juges,

L. Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de M. S. Nielsen, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 21 octobre 2004,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 64886/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. G. C. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 22 d?cembre 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Le requ?rant est repr?sent? par Me S. de N. de M., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? successivement par ses agents, MM. U. Leanza et I.M. Braguglia et ses coagents successifs, MM. V. Esposito et F. Crisafulli. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l?Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? M. L. Ferrari Bravo comme juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).

3. Le 20 novembre 2003, la Cour a d?clar? la requ?te recevable.

EN FAIT

4. Le requ?rant est n? en 1942 et r?side ? B?n?vent.

1. La proc?dure principale

5. Le 15 juillet 1994, Mme P., m?re de l?actuel requ?rant, d?posa un recours devant le juge d?instance de B?n?vent, faisant fonction de juge du travail, tendant ? obtenir la reconnaissance de son droit ? une pension d?invalide civil (pensione di inabilit?) et ? une aide pour une personne ? domicile (indennit? di accompagnamento).

6. Le 23 juillet 1994, le juge d?instance fixa la premi?re audience au 11 mars 1996. Ce jour-l?, le juge nomma un expert puis remit les d?bats ? l?audience du 9 avril 1997.

7. Par un jugement du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 13 juin 1997, le juge rejeta la demande de Mme P.

8. Le 29 juillet 1997, Mme P. interjeta appel du jugement devant le tribunal de Naples. Le pr?sident du tribunal d?signa un juge rapporteur et fixa l?audience de plaidoiries au 30 avril 2001.

9. Entre-temps, dans la m?me journ?e du 29 juillet 1997 Mme P. d?c?da. Le 25 janvier 2000, le requ?rant se constitua dans la proc?dure. Une audience devait avoir lieu le 14 f?vrier 2002. Par un jugement du 16 janvier 2003, dont le texte fut d?pos? au greffe le 21 mars 2003, le tribunal fit droit ? la demande de Mme P. ? compter du 1er juin 1996.

2. La proc?dure ? Pinto ?

10. Le 3 octobre 2001, le requ?rant saisit la cour d?appel de Rome au sens de la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ? loi Pinto ? afin de se plaindre de la dur?e excessive de la proc?dure d?crite ci-dessus. Le requ?rant demanda ? la cour de dire qu?il y avait eu une violation de l?article 6 ? 1 de la Convention et de condamner le gouvernement italien au d?dommagement du pr?judice moral subi qu?il avait ?valu? ? 30 000 000 lires italiennes [15 493,71 euros (EUR)].

11. Par une d?cision du 7 mars 2002, dont le texte fut d?pos? au greffe le 6 mai 2002, la cour d?appel constata le d?passement d?une dur?e raisonnable. Elle accorda 1 000 EUR comme r?paration du dommage moral et 800 EUR pour frais et d?pens. Cette d?cision devint d?finitive au plus tard le 21 juin 2003.

12. Par une lettre du 8 janvier 2003, le requ?rant informa la Cour du r?sultat de la proc?dure nationale et demanda que la Cour reprenne l?examen de sa requ?te. Selon les informations fournies par le requ?rant le 12 juillet 2004, l?administration n?avait pas encore ex?cut? la d?cision de la cour d?appel.

EN DROIT

I. SUR L?EXCEPTION D?IRRECEVABILIT? SOULEV?E PAR LE GOUVERNEMENT

13. Le Gouvernement estime qu?il n?a pas ?t? suffisamment mis en condition de se prononcer sur la recevabilit? de la requ?te puisque celle-ci a ?t? d?clar?e recevable sans qu?aucune question compl?mentaire concernant l?application de la loi Pinto ne lui ait ?t? adress?e.

Il conteste l?interpr?tation donn?e dans d?autres affaires similaires et en veut pour preuve les quatre arr?ts de la Cour de cassation en Assembl?e Pl?ni?re qui ont d?montr? que le pourvoi en cassation n?aurait jamais d? ?tre qualifi? d?inefficace a priori.

Il indique que la pr?sente exception est diff?rente de celle examin?e lors de la recevabilit? et, n?ayant pas pu ?tre pr?sent?e plus t?t, doit donc ?tre examin?e.

14. La Cour note que l?exception du Gouvernement concernant l?existence d?une voie de recours interne a d?j? ?t? rejet?e dans sa d?cision sur la recevabilit? du 20 novembre 2003. Elle rel?ve ensuite que la jurisprudence de la Cour de cassation cit?e par le Gouvernement date du 26 janvier 2004, alors que la d?cision de la cour d?appel de Rome ?tait devenue d?finitive au plus tard le 21 juin 2003.

15. La Cour rappelle en outre qu?elle a jug? raisonnable de retenir que le revirement de jurisprudence de la Cour de cassation, et notamment l?arr?t no 1340 de la Cour de cassation, ne pouvait plus ?tre ignor? du public ? partir du 26 juillet 2004 et que c?est ? partir de cette date qu?il doit ?tre exig? des requ?rants qu?ils usent de ce recours aux fins de l?article 35 ? 1 de la Convention (Di Sante c. Italie (d?c.), no 56079/00, 24 juin 2004).

Le d?lai pour se pourvoir en cassation ayant expir? avant le 26 juillet 2004, la Cour estime que dans ces circonstances le requ?rant ?tait dispens? de l?obligation d??puiser les voies de recours.

16. La Cour consid?re que le Gouvernement fonde son exception sur des arguments qui ne sont pas de nature ? remettre en cause sa d?cision sur la recevabilit?. Par cons?quent, l?exception doit ?tre rejet?e.

II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION

17. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :

? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?

18. Le 13 juillet 2004 le requ?rant a indiqu? qu?il ne se plaignait pas de la fa?on dont la cour d?appel avait ?valu? les retards mais du montant d?risoire des dommages accord?s.

19. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.

20. La Cour rappelle que dans sa d?cision sur la recevabilit? du 20 novembre 2003, elle a estim? qu?en octroyant la somme de 1 000 EUR, ? titre de r?paration du dommage non patrimonial en application de la loi Pinto, la cour d?appel n?avait pas r?par? de mani?re appropri?e et suffisante la violation all?gu?e par le requ?rant.

21. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 15 juillet 1994 et s?est termin?e le 21 mars 2003. Elle a donc dur? environ huit ans et huit mois, pour deux instances.

22. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.

23. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.

Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.

III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

24. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

A. Rappel des crit?res suivis par la Cour

1. Crit?res g?n?raux

25. La Cour rappelle qu?un arr?t constatant une violation entra?ne pour l?Etat d?fendeur l?obligation juridique au regard de la Convention de mettre un terme ? la violation et d?en effacer les cons?quences.

Si le droit interne ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, l?article 41 de la Convention conf?re ? la Cour le pouvoir d?accorder une r?paration ? la partie l?s?e par l?acte ou l?omission ? propos desquels une violation de la Convention a ?t? constat?e. Dans l?exercice de ce pouvoir, elle dispose d?une certaine latitude ; l?adjectif ? ?quitable ? et le membre de phrase ? s?il y a lieu ? en t?moignent.

Parmi les ?l?ments pris en consid?ration par la Cour, lorsqu?elle statue en la mati?re, figurent le dommage mat?riel, c?est-?-dire les pertes effectivement subies en cons?quence directe de la violation all?gu?e, et le dommage moral, c?est-?-dire la r?paration de l??tat d?angoisse, des d?sagr?ments et des incertitudes r?sultant de cette violation, ainsi que d?autres dommages non mat?riels.

En outre, l? o? les divers ?l?ments constituant le pr?judice ne se pr?tent pas ? un calcul exact ou l? o? la distinction entre dommage mat?riel et dommage moral se r?v?le difficile, la Cour peut ?tre amen?e ? les examiner globalement (voir Comingersoll c. Portugal [GC], no 35382/97, ? 29, CEDH 2000-IV).

2. Crit?res particuliers au dommage moral

26. En ce qui concerne l??valuation en ?quit? du dommage moral subi en raison de la dur?e d?une proc?dure, la Cour estime qu?une somme variant de 1 000 ? 1 500 EUR par ann?e de dur?e de la proc?dure (et non par ann?e de retard) est une base de d?part pour le calcul ? effectuer. Le r?sultat de la proc?dure nationale (que la partie requ?rante perde, gagne ou finisse par conclure un r?glement amiable) n?a pas d?importance en tant que tel sur le dommage moral subi du fait de la dur?e de la proc?dure.

Le montant global sera augment? de 2 000 EUR si l?enjeu du litige est important notamment en mati?re de droit du travail, d??tat et capacit? des personnes, de pensions, de proc?dures particuli?rement graves en relation ? la sant? ou ? la vie de personnes.

Le montant de base sera r?duit eu ?gard au nombre de juridictions qui eurent ? statuer pendant la dur?e de la proc?dure, au comportement de la partie requ?rante – notamment du nombre de mois ou d?ann?es li?s ? des renvois non justifi?s imputables ? la partie requ?rante ? ? l?enjeu du litige ? par exemple lorsque l?enjeu patrimonial est peu important pour la partie requ?rante – et en fonction du niveau de vie du pays. Une r?duction peut aussi ?tre envisag?e lorsque le requ?rant n?a particip? que bri?vement ? la proc?dure qu?il a continu?e en tant qu?h?ritier.

Ce montant pourra ?tre r?duit ?galement lorsque la partie requ?rante aura d?j? obtenu au niveau national un constat de violation et une somme d?argent dans le cadre d?une voie de recours interne. Outre le fait que l?existence d?une voie de recours sur le plan interne s?accorde pleinement avec le principe de subsidiarit? propre ? la Convention, cette voie de recours est plus proche et accessible que le recours devant la Cour, est plus rapide, et s?exerce dans la langue de la partie requ?rante ; elle pr?sente donc des avantages qu?il convient de prendre en consid?ration.

B. Application de ces crit?res au cas d?esp?ce

1. Dommages mat?riel et moral

27. Le requ?rant estime que le pr?judice moral subi peut ?tre ?valu? en 11 000 EUR. Comme il estime que le dommage mat?riel subi pour avoir pu permettre ? sa m?re d?avoir une personne ? domicile est difficilement quantifiable il demande ? la Cour d?en tenir compte lors de la fixation du dommage moral et propose une augmentation de 3 000 EUR ? ce titre.

28. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions d?autant plus que le requ?rant est le fils de la demanderesse. Le Gouvernement estime que l?on ne saurait confondre le pr?judice mat?riel et le pr?judice moral ; de plus ce dernier ne saurait ?tre le m?me pour le titulaire du droit invoqu? en justice et pour ses proches ou h?ritiers.

29. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande.

30. En revanche, en ce qui concerne le dommage moral, la Cour estime que pour une proc?dure ayant dur? plus de huit ans pour deux instances une somme de 7 000 EUR pourrait ?tre consid?r?e comme ?quitable. Toutefois la Cour note que, m?me si l?enjeu du litige est de ceux qui portent ? augmenter la somme de 2 000 EUR et que le comportement du requ?rant et de sa m?re n?ont pas contribu? ? retarder la proc?dure, le requ?rant n?a particip? qu?? la fin de la proc?dure. Partant, la Cour estime qu?il y a lieu d?allouer au requ?rant la somme de 8 000 EUR moins 30 % du fait du constat de violation de la part de la juridiction interne (voir ? 26 ci-dessus), soit 5 600 EUR.

31. De cette somme, il convient en outre de soustraire le montant de l?indemnit? accord?e au requ?rant au niveau national, soit 1 000 EUR. Partant, le requ?rant a droit ? titre de r?paration du dommage moral ? 4 600 EUR, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur cette somme.

2. Frais et d?pens

32. Le requ?rant demande ?galement 2 000 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.

33. Le Gouvernement s?en remet ? la sagesse de la Cour.

34. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession, des crit?res susmentionn?s, de la dur?e et de la complexit? de cette proc?dure devant la Cour, elle estime qu?il y a lieu d?accorder le montant r?clam? en entier, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur cette somme.

3. Int?r?ts moratoires

35. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,

1. Rejette, l?exception pr?liminaire du Gouvernement ;

2. Dit, qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;

3. Dit,

a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :

i. 4 600 EUR (quatre mille six cents euros) pour dommage moral ;

ii. 2 000 EUR (deux mille euros) pour frais et d?pens ;

iii. tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur lesdites sommes ;

b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 10 novembre 2004 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

ARR?T COCCHIARELLA c. ITALIE

ARR?T COCCHIARELLA c. ITALIE

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024