AFFAIRE CAPONE c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CAPONE c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: P1-1
Numero: 62592/00/2005
Stato: Italia
Data: 2005-07-15 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Eccezione preliminare unita al fondo respinto (no-esaurimento di vie di ricorso interni); Soddisfazione equa riservata
PRIMA SEZIONE
CAUSA CAPONE C. ITALIA
( Richiesta no 62592/00)
SENTENZA
STRASBURGO
15 luglio 2005
DEFINITIVO
30/11/2005
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Capone c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta dA:
IL SIG. C.L. Rozakis, presidente, la
Sig.ra F. Tulkens, il
Sig. P. Lorenzen, il Sig.re N. Vajić,
S. Botoucharova, Sigg.. V. Zagrebelsky, K. Hajiyev, giudici,
e del Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 23 giugno 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 62592/00) diretta contro la Repubblica italiana e di cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra C. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 19 ottobre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da Me P. L., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dai suoi agenti successivi, rispettivamente Sigg.. U Leanza ed I. il Sig. Braguglia ed i suoi coagenti i Sigg.. F. Crisafulli e N. Lettieri.
3. Il richiedente adduceva essere stato privato del suo terreno in modo arbitrario, tenuto conto di fatto che non era stata indennizzato. Inoltre, si lamentava dell’applicabilit? alla sua causa della legge no 359 di 1992, per effetto della quale l’importo del risarcimento sarebbe ridotto.
4. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
5. Con una decisione del 29 aprile 2004, la camera ha dichiarato la richiesta ammissibile e ha unito al merito il secondo risvolto dell’eccezione del Governo derivato dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
6. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
7. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento9. La presente richiesta ? stata assegnata alla prima sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
8. Il richiedente ? nato nel 1925 e residente a Benevento.
9. Il richiedente era proprietario di un terreno edificabile di 2 509 metri quadrati ubicati a Benevento e registrato al catasto, foglio 48, appezzamenti 118 e 648.
10. Con un’ordinanza del 1 luglio 1991, la municipalit? di Benevento approv? il progetto di costruzione di abitazioni ad affitto moderato sul terreno del richiedente e deleg? all’ufficio delle abitazioni ad affitto moderato (“I.A.C.P. “) la realizzazione dei lavori di costruzione.
11. Con un’ordinanza del 31 gennaio 1992, la municipalit? di Benevento autorizz? l’I.A.C.P. ad occupare di emergenza una parte del terreno del richiedente, ossia 1 035 metri quadrati, in vista della sua espropriazione, per procedere ai lavori di costruzione delle abitazioni ad affitto moderato.
12. Con un’ordinanza del 24 giugno 1992, l’I.A.C.P. offre al richiedente la somma di 30 000 ITL il metro quadrato a titolo di indennit? di espropriazione.
13. Con un atto di assegnazione notificato il 28 luglio 1992, il richiedente introdusse dinnanzi alla corte di appello di Napoli una prima azione di giustizia contro la municipalit? di Benevento e dell’I.A.C.P.
14. Faceva valere che l’indennizzo fissato era nettamente inferiore rispetto al valore venale del terreno, che non era stata fissata nessuna indennit? per il periodo di occupazione del terreno prima di un eventuale decreto di espropriazione e che il terreno globalmente considerato era stato reso inutilizzabile in ragione dei lavori di costruzione che erano stati effettuati.
15. Con un’ordinanza notificata il 17 dicembre 1996, l’I.A.C.P, al richiedente, offre a questa la somma di 25 000 ITL il metro quadrato a titolo di indennit? di espropriazione.
16. Con un atto di assegnazione notificato il 14 gennaio 1996, il richiedente introdusse dinnanzi alla corte di appello di Napoli una seconda azione contro la municipalit? di Benevento e dell’I.A.C.P. mirando a contestare l’importo dell’indennit? di espropriazione offerta dall’I.A.C.P. il 17 dicembre 1996.
17. Con un’ordinanza del 21 aprile 1997, la municipalit? di Benevento decret? l’espropriazione del terreno.
18. Il 23 ottobre 1997, i due procedimenti pendenti dinnanzi alla corte di appello di Napoli furono uniti.
19. Durante il procedimento dinnanzi alla corte di appello, il 16 marzo 1999, una perizia fu depositata alla cancelleria. Il perito valut? a 169 740 000 ITL, o 164 000 ITL il metro quadrato, il valore venale del terreno al 21 aprile 1997, ossia al momento della sua espropriazione. Inoltre, il perito valut? a 48 347 200 ITL nel 1997 l’importo dell’indennit? conseguente alla perdita di valore della parte restante del terreno ed a 109 043 600 ITL nel 1997 l’importo dell’indennit? di espropriazione calcolata ai termini dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Infine, il perito valut? a 54 521 800 ITL l’importo dell’indennit? di occupazione.
20. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 30 luglio 2002, la corte di appello di Napoli respinse i ricorsi del richiedente. La corte consider? in particolarmente non essere misura di determinare un’indennit? che prende in conto la natura edificabile del terreno, al motivo che il richiedente non aveva unito ai suoi ricorsi la copia della dichiarazione dell’imposta municipale sugli immobili (“I.C.I. “).
21. Con un ricorso notificato il 14 febbraio 2003, il richiedente ricorse in cassazione.
22. Il 19 maggio 2005, la parte richiedente ha fatto sapere che il procedimento ? sempre pendente dinnanzi alla Corte di cassazione.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
23. La legge no 2359 di 1865, nel suo articolo 39, contemplava che in caso di espropriazione di un terreno, l’indennit? da versare doveva corrispondere al valore commerciale del terreno al momento dell’espropriazione.
24. L’articolo 42 della Costituzione, come interpretato dalla Corte costituzionale (vedere, tra altri, la sentenza no 138 del 6 dicembre 1977) garantisce, in caso di espropriazione, un indennizzo che non raggiunge il valore commerciale del terreno.
25. La legge no 865 del 1971 ha introdotto dei nuovi criteri: ogni terreno, che fosse agricolo o edificabile, doveva essere indennizzato come se si trattava di un terreno agricolo.
26. Con la sentenza no 5 del 1980, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge no 865 di 1971, al motivo che questa trattava in modo identico due situazioni molto differenti, ossia che contemplava lo stesso tipo di indennizzo per i terreni edificabili ed i terreni agricoli.
27. Per ovviare a questa situazione, il Parlamento adott? la legge no 385 del 29 luglio 1980 che reintroduceva i criteri che erano appena stati dichiarati incostituzionali ma questa volta provvisoriamente: la legge disponeva difatti che la somma versata era un acconto dinnanzi ad essere completata da un’indennit? che sarebbe calcolata sulla base di una legge da adottare che preveeva dei criteri di indennizzo specifico per i terreni edificabili.
28. Con la sentenza no 223 del 15 luglio 1983, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la legge no 385 di 1980, al motivo che questa sottoponeva l’indennizzo in caso di espropriazione di un terreno edificabile all’adozione di una legge futura.
29. In seguito alla sentenza no 223 del 1983, la legge no 2359 del 1865 espose di nuovo i suoi effetti; di conseguenza, un terreno edificabile doveva essere indennizzato all’altezza del suo valore commerciale (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sez.. I, sentenza no 13479 del 13 dicembre 1991; sez.. I, sentenza no 2180 del 22 febbraio 1992).
30. La legge no 359 dell? 8 agosto 1992, introdusse, nel suo articolo 5 bis, una misura “provvisoria, eccezionale ed urgente”, tendente alla correzione delle finanze pubbliche, valida fino all’adozione di misure strutturali. Questa disposizione si applicava ad ogni procedimento pendente.
31. L’articolo 5 bis dispone che l’indennit? da versare in caso di espropriazione di un terreno edificabile ? calcolata secondo il seguente formula:
[[valore commerciale del terreno + totale delle rendite fondiarie degli 10 ultimi anni]: 2]-abbattimento del 40%.
32. In simile caso, l’indennit? corrisponde al 30% del valore commerciale. Su questo importo, un’imposta del 20% alla sorgente ? applicata (imposta prevista dall’articolo 11 della legge no 413 del 1991).
33. L’abbattimento del 40% non ? applicabile se l’espropriazione si basa non su un decreto di espropriazione, ma su un atto di “cessione volontario” del terreno, o, come nello specifico, se l’espropriazione ha avuto luogo prima dell’entrata in vigore dell’articolo 5 bis (vedere la sentenza della Corte costituzionale no 283 del 16 giugno 1993). In questi casi, l’indennit? che ne risulta corrisponde al 50% del valore commerciale. Bisogner? dedurre ancora il 20% a titolo di imposta questo su importo (paragrafo 32 sopra).
34. La Corte costituzionale ha stimato che l’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 e la sua applicazione retroattiva erano compatibili con la Costituzione (sentenza no 283 del 16 giugno 1993; sentenza no 442 del 16 dicembre 1993) nella misura in cui questa legge aveva un carattere urgente e provvisorio.
35. Il Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione (decreto del Presidente della Repubblica no 327 di 2001) successivamente modificate dal decreto legislativo no 302 del 2002, entrato in vigore il 30 giugno 2003, ha codificato le disposizioni esistenti in materia di espropriazione ed i principi elaborati in materia dalla giurisprudenza.
36. L’articolo 37 del Repertorio riprende per l’essenziale i criteri di determinazione dell’indennit? di espropriazione prevista dall’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
37. Il richiedente adduce la violazione del suo diritto al rispetto dei beni al motivo che non ? stata indennizzato per l’espropriazione del suo terreno. Inoltre, si lamenta del fatto che l’importo dell’indennizzo che gli sar? accordato ai termini della legislazione in vigore, sar? largamente inferiore al valore venale del terreno. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi difese dinnanzi alla Corte
1. Il Governo
38. A titolo preliminare, il Governo ha sostenuto che il richiedente non ha esaurito le vie di ricorso interne al motivo che il procedimento ? sempre pendente dinnanzi alla Corte di cassazione.
39. Il Governo sostiene che un tale procedimento costituisce un mezzo di ricorso efficace, che il richiedente deve esaurire prima che la Corte possa pronunciarsi sulla richiesta. Un esame anticipato dalla Corte andrebbe contro il principio di sussidiariet?.
40. Sul merito, il Governo fa osservare che il richiedente ? stato privato del terreno in applicazione di un procedimento di espropriazione legittimo e pienamente rispettoso delle forme.
41. Il Governo osserva che il meccanismo dell’espropriazione a causa di utilit? pubblica soddisfa in quanto tale le esigenze di protezione dell’interesse della collettivit?.
42. A questo riguardo, riferendosi alla causa James ed altri c. Regno Unit,( James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie A no 98) ricorda che dipende dalla competenza esclusiva delle autorit? nazionali di verificare quali procedimenti rispondono in quanto tale alle esigenze di utilit? pubblica.
43. Nel calcolo di un’indennit? di espropriazione, bisogna ricercare un giusto equilibrio tra l’interesse privato e gli interessi generali. Per questo fatto, l’indennit? di espropriazione adeguata pu? essere inferiore al valore commerciale di un terreno.
44. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi alla causa Papachelas c. Grecia (Papachelas c. Grecia [GC], no 31423/96, CEDH 1999-II) il Governo sostiene che la riduzione dell’importo dell’indennit? di espropriazione dovuta al richiedente ? rispettosa in quanto tale del principio di proporzionalit?.
45. Inoltre, sottolinea che il decreto di espropriazione ? stato pronunciato nel 1997, o dopo l’entrata in vigore della legislazione che riduce l’importo dell’indennit? dovuta al richiedente. Segue che l’applicazione di una tale legislazione alla causa del richiedente costituiva un risultato pienamente prevedibile da parte di questa al momento dell’espropriazione.
2. Il richiedente
46. Il richiedente contesta la tesi del Governo. Fa osservare che, tredici anni dopo l’occupazione del suo terreno ed otto anni dopo l’espropriazione, non ha ancora ricevuto l’indennit? definitiva di espropriazione. E ci? malgrado l’azione in giustizia che ha impegnato dinnanzi alle giurisdizioni nazionali che, dopo tredici anni, ? sempre senza risultato.
47. D?altra parte, il richiedente si lamenta dell’importo inadeguato dell’indennit? di espropriazione che potr? ottenere alla conclusione del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, in ragione dell’applicazione alla sua causa dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. A questo riguardo, adduce che potr? ottenere solamente una somma nettamente inferiore al valore venale del terreno.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
48. Alla luce della giurisprudenza in materia, tenuto conto del fatto che c’? stata espropriazione formale, la Corte stima che la privazione di propriet? controversa dipende dalla seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
49. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale; la seconda frase del primo capoverso di questo articolo non autorizza una privazione di propriet? che “nelle condizioni previste dalla legge” ed il secondo capoverso riconosce agli Stati il diritto di regolamentare l’uso dei beni mettendo in vigore delle “leggi.” Di pi?, la preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? una nozione inerente all’insieme degli articoli della Convenzione 8Amuur c. Francia, sentenza del 25 giugno 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-III, pp. 850-851, ? 50).
50. Nello specifico, non ? contestato che l’interessata ? stata privata della sua propriet? conformemente alla legge e che l’espropriazione insegue un scopo legittimo di utilit? pubblica. Dato che l’ingerenza controversa soddisfatta alla condizione di legalit? e non ? arbitraria, la mancanza di indennizzo non rende in quanto tale illegittima la confisca dello stato sui beni del richiedente (vedere, a contrario, Papamichalopoulos ed altri c. Grecia (articolo 50), sentenza del 31 ottobre 1995, serie A no 330-B, pp. 59-60, ? 36). Da allora, resta da ricercare se, nella cornice di un’espropriazione lecita, il richiedente ha dovuto sopportare un carico sproporzionato ed eccessivo.
51. La Corte ricorda che una misura di ingerenza nel diritto al rispetto dei beni deve predisporre un giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (vedere, tra altri, la sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, p. 26, ? 69). La preoccupazione di garantire un tale equilibrio si riflette nella struttura dell’articolo 1 tutto intero, dunque anche nella seconda frase che si deve leggere alla luce del principio consacrato dalla prima. In particolare, deve esistere un rapporto ragionevole di proporzionalit? tra i mezzi impiegati e lo scopo mirato da ogni misura che priva una persona della sua propriet? (Pressos Compania Naviera S.p.A. ed altri c. Belgio, sentenza del 20 novembre 1995, serie A no 332, p. 23, ? 38).
52. Per determinare se la misura controversa rispetta appena l’equilibrio voluto e, in particolare, se non fa pesare sul richiedente un carico sproporzionato, c’? luogo di prendere in considerazione le modalit? di indennizzo previsto dalla legislazione interna. A questo riguardo, la Corte ha gi? detto che senza il versamento di una somma ragionevolmente in rapporto col valore del bene, una privazione di propriet? costituisce normalmente un attentato eccessivo, ed una mancanza totale di indennizzo non potrebbe giustificarsi sul terreno dell’articolo 1 che in circostanze eccezionali (I santi monasteri c. Grecia, sentenza del 9 dicembre 1994, serie A no 301-ha, p. 35, ? 71).
53. La Corte nota che tredici anni sono gi? passati senza che il richiedente abbia ricevuto l’indennizzo definitivo. Ricorda che il carattere adeguato di un risarcimento sminuirebbe se il pagamento di questo facesse astrazione di elementi suscettibili di ridurne il valore, tale lo scorrimento di un lasso di tempo che non si saprebbe qualificare come ragionevole (Akkuş c. Turchia, sentenza del 9 luglio 1997, Raccolta 1997-IV, pp. 1309-1310, ? 29). ? innegabile che il lasso di tempo in questione ? imputabile allo stato, senza che la complessit? dell’attivit? dell’amministrazione possa giustificare in materia una durata come quell’in causa qui.
54. Peraltro, la Corte prende in conto la situazione di incertezza che pesa ancora oggi sul richiedente, tenuto conto della mancanza di indennit? definitiva e del fatto che il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne ? sempre pendente.
55. Alla luce di queste considerazioni, la Corte considera che il richiedente ha dovuto gi? sopportare un carico speciale ed esorbitante che ha solo rotto l’equilibro che deve a regnare tra, da una parte, le esigenze dell’interesse generale e, dall?altra parte, la salvaguardia del diritto al rispetto dei beni. In pi?, la Corte considera che l’importanza della somma che potr? essere concessa al termine del procedimento in corso non compensa la mancanza di risarcimento constatato, e non potrebbe essere determinante avuto riguardo dell’importanza del lasso di tempo trascorso dall’espropriazione del terreno (vedere, mutatis mutandis, Zubani c. Italia, sentenza del 7 agosto 1996, Raccolta 1996-IV, p. 1078, ? 49). In altri termini, l’importo che port? essere accordato eventualmente al richiedente alla conclusione del procedimento non ha nessuna incidenza diretta sulla questione della proporzionalit?, ma potr? essere preso eventualmente in conto ai fini di una valutazione esatta delle richieste di soddisfazione equa che il richiedente formula sul terreno dell’articolo 41 della Convenzione 8Ex-re di Grecia ed altri c. Grecia [GC], no 25701/94, ? 98, CEDH 2000-XII).
56. In conclusione, l’eccezione derivata della non-esaurimento delle vie di ricorso interne unite al merito non potrebbe essere considerata e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
57. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
58. Il richiedente valuta a 13 363,32 EUR l’indennit? che gli ? dovuta, risultante dalla differenza tra il valore venale del terreno e la somma che potr? essere accordata ai termini dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992.
59. Trattandosi del danno morale, il richiedente sollecita il versamento della somma di 15 000 EUR.
60. In quanto agli oneri e spese concernente il procedimento dinnanzi alla Corte, il richiedente chiede la somma di 3 380,79 EUR.
61. Il Governo fa di osservare prima che il procedimento di indennizzo impegnato dal richiedente al livello nazionale ? sempre pendente. Secondo lui, questo elemento deve essere preso in conto per la soddisfazione equa, per il caso in cui la Corte concludesse alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1: se la Corte accordasse una somma a titolo di una soddisfazione equa, il richiedente potrebbe essere indennizzato due volte. Il giudice nazionale sarebbe posto inoltre, meglio per determinare l’indennizzo, rispetto alla Corte che non potrebbe nello specifico che procedere ad una valutazione sommaria.
62. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva tenuto conto della possibilit? di un accordo tra lo stato convenuto e le interessate, articolo 75 ?? 1 e 4 dell’ordinamento.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interni;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera l’incarico di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 15 luglio 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA CAPONE C. ITALIA

SENTENZA CAPONE C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion
Violation de P1-1 ; Exception pr?liminaire jointe au fond rejet?e (non-?puisement de voies de recours internes) ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE CAPONE c. ITALIE
(Requ?te no 62592/00)
ARR?T
STRASBOURG
15 juillet 2005
D?FINITIF
30/11/2005
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article?44 ??2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.
?

En l’affaire Capone c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de?:
M.?C.L. Rozakis, pr?sident,?
?Mme?F. Tulkens,?
?M.?P. Lorenzen,?
?Mmes?N. Vajić,?
??S. Botoucharova,?
?MM.?V. Zagrebelsky,?
??K. Hajiyev, juges,
et de M.?S. Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 23 juin 2005,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date?:
PROC?DURE
1.?A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 62592/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet Etat, Mme?C. C. (??la requ?rante??), a saisi la Cour le 19 octobre 2000 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (??la Convention??).
2.?La requ?rante est repr?sent?e par Me?P. L., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (??le Gouvernement??) est repr?sent? par ses agents successifs, respectivement MM. U Leanza et I. M. Braguglia et ses coagents, MM. F. Crisafulli et N. Lettieri.
3.?La requ?rante all?guait avoir ?t? priv?e de son terrain de mani?re arbitraire, compte tenu de ce qu’elle n’avait pas ?t? indemnis?e. En outre, elle se plaignait de l’applicabilit? ? sa cause de la loi no 359 de 1992, par l’effet de laquelle le montant du d?dommagement serait r?duit.
4.?La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article?52???1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d’examiner l’affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l’article 26 ? 1 du r?glement.
5.?Par une d?cision du 29 avril 2004, la chambre a d?clar? la requ?te recevable et a joint au fond le deuxi?me volet de l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
6.?Tant la requ?rante que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l’affaire (article?59???1 du r?glement).
7.?Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I.??LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
8.?La requ?rante est n?e en 1925 et r?sidant ? B?n?vent.
9.?La requ?rante ?tait propri?taire d’un terrain constructible de 2?509 m?tres carr?s sis ? B?n?vent et enregistr? au cadastre, feuille 48, parcelles 118 et 648.
10. Par un arr?t? du 1er juillet 1991, la municipalit? de B?n?vent approuva le projet de construction d’habitations ? loyer mod?r? sur le terrain de la requ?rante et d?l?gua au bureau des habitations ? loyer mod?r? (??I.A.C.P.??) la r?alisation des travaux de construction.
11. Par un arr?t? du 31?janvier?1992, la municipalit? de B?n?vent autorisa le?I.A.C.P. ? occuper d’urgence une partie du terrain de la requ?rante, ? savoir 1?035 m?tres carr?s, en vue de son expropriation, afin de proc?der aux travaux de construction des habitations ? loyer mod?r?.
12. Par un arr?t? du 24 juin 1992, le I.A.C.P. offrit ? la requ?rante la somme de 30?000?ITL le m?tre carr? au titre d’indemnit? d’expropriation.
13. Par un acte d’assignation notifi? le 28?juillet?1992, la requ?rante introduisit devant la cour d’appel de Naples une premi?re action en justice ? l’encontre de la municipalit? de B?n?vent et du I.A.C.P.
14. Elle faisait valoir que l’indemnisation fix?e ?tait nettement inf?rieure par rapport ? la valeur v?nale du terrain, qu’aucune indemnit? pour la p?riode d’occupation du terrain avant un ?ventuel d?cret d’expropriation n’avait ?t? fix?e et que le terrain globalement consid?r? avait ?t? rendu inutilisable en raison des travaux de construction qui avaient ?t? effectu?s.
15. Par un arr?t? notifi? ? la requ?rante le 17 d?cembre 1996, le I.A.C.P. offrit ? celle-ci la somme de 25?000?ITL le m?tre carr? au titre d’indemnit? d’expropriation.
16. Par un acte d’assignation notifi? le ?14 janvier 1996, la requ?rante introduisit devant la cour d’appel de Naples une deuxi?me action ? l’encontre de la municipalit? de B?n?vent et du I.A.C.P. visant ? contester le montant de l’indemnit? d’expropriation offerte par le I.A.C.P. le 17?d?cembre 1996.
17. Par un arr?t? du 21?avril?1997, la municipalit? de B?n?vent d?cr?ta l’expropriation du terrain.
18. Le 23?octobre?1997, les deux proc?dures pendantes devant la cour d’appel de Naples furent jointes.
19. Au cours de la proc?dure devant la cour d’appel, le 16 mars 1999, une expertise fut d?pos?e au greffe. L’expert ?valua ? 169 740 000 ITL, soit 164?000?ITL le m?tre carr?, la valeur v?nale du terrain au 21 avril 1997, ? savoir au moment de son expropriation. En outre, l’expert ?valua ? 48?347?200 ITL en 1997 le montant de l’indemnit? cons?quente ? la perte de valeur de la partie restante du terrain et ? 109?043?600 ITL en 1997 le montant de l’indemnit? d’expropriation calcul?e aux termes de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992. Enfin, l’expert ?valua ? 54?521?800 ITL le montant de l’indemnit? d’occupation.
20. Par un arr?t d?pos? au greffe le?30 juillet 2002, la cour d’appel de Naples rejeta les recours de la requ?rante. La cour consid?ra notamment ne pas ?tre en mesure de d?terminer une indemnit? prenant en compte la nature constructible du terrain, au motif que la requ?rante n’avait pas joint ? ses recours la copie de la d?claration de l’imp?t municipal sur les immeubles (??I.C.I.??).
21. Par un recours notifi? le 14 f?vrier 2003, la requ?rante se pourvut en cassation.
22. Le 19 mai 2005, la partie requ?rante a fait savoir que la proc?dure est toujours pendante devant la Cour de cassation.
II.??LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
23.??La loi no 2359 de 1865, en son article 39, pr?voyait qu’en cas d’expropriation d’un terrain, l’indemnit? ? verser devait correspondre ? la valeur marchande du terrain au moment de l’expropriation.
24.??L’article 42 de la Constitution, tel qu’interpr?t? par la Cour constitutionnelle (voir, parmi d’autres, l’arr?t no 138 du 6 d?cembre 1977), garantit, en cas d’expropriation, une indemnisation qui n’atteint pas la valeur marchande du terrain.
25.??La loi no 865 de 1971 a introduit de nouveaux crit?res?: tout terrain, qu’il f?t agricole ou constructible, devait ?tre indemnis? comme s’il s’agissait d’un terrain agricole.
26.??Par l’arr?t no 5 de 1980, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnelle la loi no 865 de 1971, au motif que celle-ci traitait de mani?re identique deux situations tr?s diff?rentes, ? savoir qu’elle pr?voyait le m?me type d’indemnisation pour les terrains constructibles et les terrains agricoles.
27.??Pour rem?dier ? cette situation, le Parlement adopta la loi no 385 du 29?juillet 1980, qui r?introduisait les crit?res venant d’?tre d?clar?s inconstitutionnels mais cette fois ? titre provisoire?: la loi disposait en effet que la somme vers?e ?tait un acompte devant ?tre compl?t? par une indemnit?, qui serait calcul?e sur la base d’une loi ? adopter pr?voyant des crit?res d’indemnisation sp?cifiques pour les terrains constructibles.
28.??Par l’arr?t no 223 du 15 juillet 1983, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle la loi no 385 de 1980, au motif que celle-ci soumettait l’indemnisation en cas d’expropriation d’un terrain constructible ? l’adoption d’une loi future.
29.??A la suite de l’arr?t no 223 de 1983, la loi no 2359 de 1865 d?ploya de nouveau ses effets?; par cons?quent, un terrain constructible devait ?tre indemnis? ? hauteur de sa valeur marchande (voir, par exemple, Cour de cassation, sec. I, arr?t no 13479 du 13 d?cembre 1991?; sec. I, arr?t no 2180 du 22 f?vrier 1992).
30.??La loi no 359 du 8?ao?t 1992, introduisit, en son article 5 bis, une mesure ??provisoire, exceptionnelle et urgente??, tendant au redressement des finances publiques, valable jusqu’? l’adoption de mesures structurelles. Cette disposition s’appliquait ? toute proc?dure pendante.
31.??L’article 5 bis dispose que l’indemnit? ? verser en cas d’expropriation d’un terrain constructible est calcul?e selon la formule suivante?:
[[valeur marchande du terrain + total des rentes fonci?res des 10?derni?res ann?es] : 2] ? abattement de 40 %.
32.??En pareil cas, l’indemnit? correspond ? 30 % de la valeur marchande. Sur ce montant, un imp?t de 20 % ? la source est appliqu? (imp?t pr?vu par l’article 11 de la loi no 413 de 1991).
33.??L’abattement de 40 % n’est pas applicable si l’expropriation se fonde non pas sur un d?cret d’expropriation, mais sur un acte de ??cession volontaire?? du terrain, ou bien, comme en l’esp?ce, si l’expropriation a eu lieu avant l’entr?e en vigueur de l’article 5 bis (voir l’arr?t de la Cour constitutionnelle no 283 du 16 juin 1993). Dans ces cas-l?, l’indemnit? qui en r?sulte correspond ? 50 % de la valeur marchande. De ce montant il faudra encore d?duire ? 20 % ? titre d’imp?t (paragraphe 32 ci-dessus).
34.??La Cour constitutionnelle a estim? que l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992 et son application r?troactive ?taient compatibles avec la Constitution (arr?t no 283 du 16 juin 1993?; arr?t no 442 du 16?d?cembre?1993), dans la mesure o? cette loi avait un caract?re urgent et provisoire.
35.??Le R?pertoire des dispositions sur l’expropriation (d?cret du Pr?sident de la R?publique no 327 de 2001, successivement modifi? par le d?cret l?gislatif no 302 de 2002), entr? en vigueur le 30 juin 2003, a codifi? les dispositions existantes en mati?re d’expropriation et les principes ?labor?s par la jurisprudence en la mati?re.
36.??L’article 37 du R?pertoire reprend pour l’essentiel les crit?res de fixation de l’indemnit? d’expropriation pr?vus par l’article 5 bis de la loi no?359 de 1992.
EN DROIT
I.??SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
37.??La requ?rante all?gue la violation de son droit au respect des biens au motif qu’elle n’a pas ?t? indemnis?e pour l’expropriation de son terrain. En outre, elle se plaint de ce que le montant de l’indemnisation qui lui sera accord?e aux termes de la l?gislation en vigueur, sera largement inf?rieur ? la valeur v?nale du terrain. Elle invoque l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell??:
??Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes.??
A.??Th?ses d?fendues devant la Cour
1.??Le Gouvernement
38. A titre pr?liminaire, le Gouvernement a plaid? que la requ?rante n’a pas ?puis? les voies de recours internes au motif que la proc?dure est toujours pendante devant la Cour de cassation.
39. Le Gouvernement soutient qu’une telle proc?dure constitue un moyen de recours efficace, que la requ?rante doit ?puiser avant que la Cour puisse se prononcer sur la requ?te. Un examen anticip? par la Cour irait ? l’encontre du principe de subsidiarit?.
40. Sur le fond, le Gouvernement fait observer que la requ?rante a ?t? priv?e du terrain en application d’une proc?dure d’expropriation l?gitime et pleinement respectueuse des formes.
41. Le Gouvernement observe que le m?canisme de l’expropriation pour cause d’utilit? publique r?pond en tant que tel aux exigences de protection de l’int?r?t de la collectivit?.
42. A cet ?gard, se referant ? l’affaire James et autres c. Royaume-Uni (James et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98), il rappelle qu’il rel?ve de la comp?tence exclusive des autorit?s nationales de v?rifier quelles proc?dures r?pondent en tant que telles aux exigences d’utilit? publique.
43. Dans le calcul d’une indemnit? d’expropriation, il faut rechercher un juste ?quilibre entre l’int?r?t priv? et l’int?r?t g?n?ral. De ce fait, l’indemnit? d’expropriation ad?quate peut ?tre inf?rieure ? la valeur marchande d’un terrain.
44. A la lumi?re de ces consid?rations et se referant ? l’affaire Papachelas c. Gr?ce (Papachelas c. Gr?ce [GC], no 31423/96, CEDH 1999-II), le Gouvernement soutient que la r?duction du montant de l’indemnit? d’expropriation due ? la requ?rante est respectueuse en tant que telle du principe de proportionnalit?.
45. En outre, il souligne que le d?cret d’expropriation a ?t? prononc? en 1997, soit apr?s l’entr?e en vigueur de la l?gislation r?duisant le montant de l’indemnit? due ? la requ?rante. Il s’ensuit que l’application d’une telle l?gislation ? la cause de la requ?rante constituait un r?sultat pleinement pr?visible de la part de celle-ci au moment de l’expropriation.
2.??La requ?rante
46.?La requ?rante conteste la th?se du Gouvernement. Elle fait observer que, treize ans apr?s l’occupation de son terrain et huit ans apr?s l’expropriation, elle n’a pas encore re?u l’indemnit? d?finitive d’expropriation. Et cela malgr? l’action en justice qu’elle a engag?e devant les juridictions nationales, qui, apr?s treize ans, est toujours sans r?sultat.
47. D’autre part, la requ?rante se plaint du montant inad?quat de l’indemnit? d’expropriation qu’elle pourra obtenir ? l’issue de la proc?dure devant les juridictions nationales, en raison de l’application ? sa cause de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992. A cet ?gard, elle all?gue qu’elle ne pourra obtenir qu’une somme nettement inf?rieure ? la valeur v?nale du terrain.
B.??Sur l’observation de l’article 1 du Protocole no 1
48. A la lumi?re de la jurisprudence en la mati?re, compte tenu de ce qu’il y a eu expropriation formelle, la Cour estime que la privation de propri?t? litigieuse rel?ve de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1.
49. La Cour rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale?; la seconde phrase du premier alin?a de cet article n’autorise une privation de propri?t? que ??dans les conditions pr?vues par la loi?? et le second alin?a reconna?t aux Etats le droit de r?glementer l’usage des biens en mettant en vigueur des ??lois??. De plus, la pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est une notion inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Amuur c. France, arr?t du 25 juin 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, pp. 850-851, ? 50).
50.??En l’esp?ce, il n’est pas contest? que l’int?ress?e a ?t? priv?e de sa propri?t? conform?ment ? la loi et que l’expropriation poursuit un but l?gitime d’utilit? publique. ?tant donn? que l’ing?rence litigieuse satisfait ? la condition de l?galit? et n’est pas arbitraire, l’absence d’indemnisation ne rend pas en tant que telle ill?gitime la mainmise de l’Etat sur les biens de la requ?rante (voir, a contrario, Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce (article 50), arr?t du 31 octobre 1995, s?rie A no 330-B, pp. 59-60, ? 36). D?s lors, il reste ? rechercher si, dans le cadre d’une expropriation licite, la requ?rante a eu ? supporter une charge disproportionn?e et excessive.
51.??La Cour rappelle qu’une mesure d’ing?rence dans le droit au respect des biens doit m?nager un juste ?quilibre entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (voir, parmi d’autres, l’arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 26, ? 69). Le souci d’assurer un tel ?quilibre se refl?te dans la structure de l’article 1 tout entier, donc aussi dans la seconde phrase qui doit se lire ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re. En particulier, il doit exister un rapport raisonnable de proportionnalit? entre les moyens employ?s et le but vis? par toute mesure privant une personne de sa propri?t? (Pressos Compania Naviera S.A. et autres c. Belgique, arr?t du 20?novembre 1995, s?rie A no 332, p. 23, ? 38).
52.??Afin de d?terminer si la mesure litigieuse respecte le juste ?quilibre voulu et, notamment, si elle ne fait pas peser sur la requ?rante une charge disproportionn?e, il y a lieu de prendre en consid?ration les modalit?s d’indemnisation pr?vues par la l?gislation interne. A cet ?gard, la Cour a d?j? dit que sans le versement d’une somme raisonnablement en rapport avec la valeur du bien, une privation de propri?t? constitue normalement une atteinte excessive, et un manque total d’indemnisation ne saurait se justifier sur le terrain de l’article 1 que dans des circonstances exceptionnelles (Les saints monast?res c. Gr?ce, arr?t du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A, p. 35, ? 71).
53.??La Cour note que treize ans se sont d?j? ?coul?s sans que la requ?rante ait re?u l’indemnisation d?finitive. Elle rappelle que le caract?re ad?quat d’un d?dommagement diminuerait si le paiement de celui-ci faisait abstraction d’?l?ments susceptibles d’en r?duire la valeur, tel l’?coulement d’un laps de temps que l’on ne saurait qualifier de raisonnable (Akkuş c.?Turquie, arr?t du 9 juillet 1997, Recueil 1997-IV, pp. 1309-1310, ? 29). Il est ind?niable que le laps de temps en question est imputable ? l’Etat, sans que la complexit? de l’activit? de l’administration en la mati?re puisse justifier une dur?e comme celle en cause ici.
54.??Par ailleurs, la Cour prend en compte la situation d’incertitude qui p?se aujourd’hui encore sur la requ?rante, compte tenu de l’absence d’indemnit? d?finitive et du f?ait que la proc?dure devant les juridictions internes est toujours pendante.
55.??A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour consid?re que la requ?rante a d?j? eu ? supporter une charge sp?ciale et exorbitante qui a rompu le juste ?quilibre devant r?gner entre, d’une part, les exigences de l’int?r?t g?n?ral et, d’autre part, la sauvegarde du droit au respect des biens. De plus, la Cour consid?re que l’importance de la somme qui pourra ?tre octroy?e au terme de la proc?dure en cours ne compense pas l’absence de d?dommagement constat?e, et ne saurait ?tre d?terminante eu ?gard ? l’importance du laps de temps s’?tant ?coul? depuis l’expropriation du terrain (voir, mutatis mutandis, Zubani c. Italie, arr?t du 7 ao?t 1996, Recueil 1996-IV, p. 1078, ? 49). En d’autres termes, le montant qui pourra ?ventuellement ?tre accord? ? la requ?rante ? l’issue de la proc?dure n’a aucune incidence directe sur la question de la proportionnalit?, mais pourra ?ventuellement ?tre pris en compte aux fins d’une appr?ciation exacte des demandes de satisfaction ?quitable que la requ?rante formule sur le terrain de l’article?41 de la Convention (Ex-roi de Gr?ce et autres c. Gr?ce [GC], no 25701/94, ? 98, CEDH 2000-XII).
56.??En conclusion, l’exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes jointe au fond ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II.??SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
57.?Aux termes de l’article 41 de la Convention,
??Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable.??
58.??La requ?rante chiffre ? 13?363,32 EUR l’indemnit? qui lui est due, r?sultant de la diff?rence entre la valeur v?nale du terrain et la somme que pourra lui ?tre accord?e aux termes de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992.
59.??S’agissant du pr?judice moral, la requ?rante sollicite le versement de la somme de 15 000 EUR.
60.??Quant aux frais et d?pens concernant la proc?dure devant la Cour, la requ?rante demande la somme de 3?380,79 EUR.
61.??Le Gouvernement fait d’abord observer que la proc?dure en indemnisation engag?e par la requ?rante au niveau national est toujours pendante. Selon lui, cet ?l?ment doit ?tre pris en compte pour la satisfaction ?quitable, pour le cas o? la Cour conclurait ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1?: si la Cour accordait une somme au titre d’une satisfaction ?quitable, la requ?rante pourrait ?tre indemnis?e deux fois. En outre, le juge national serait mieux plac? pour d?terminer l’indemnisation, par rapport ? la Cour qui ne pourrait en l’esp?ce que proc?der ? une ?valuation sommaire.
62.??La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve compte tenu de la possibilit? d’un accord entre l’Etat d?fendeur et l’int?ress?e (article 75 ?? 1 et 4 du r?glement).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1.??Rejette l’exception de non-?puisement des voies de recours internes ;
2.??Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3.??Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat?; en cons?quence,
a)??la r?serve en entier?;
b)??invite le Gouvernement et la requ?rante ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o??l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir?;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 15 juillet 2005 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen?Christos Rozakis?
?Greffier?Pr?sident

ARR?T CAPONE c. ITALIE

ARR?T CAPONE c. ITALIE?

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