AFFAIRE CALVANESE ET SPITALETTA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CALVANESE ET SPITALETTA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 61665/00/2003
Stato: Italia
Data: 2003-12-04 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA CALVANESE E SPITALETTA C. ITALIA
(Richiesta no 61665/00)
SENTENZA
STRASBURGO
4 dicembre 2003
DEFINITIVO
04/03/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma
Nella causa Calvanese e Spitaletta c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, la Sig.ra F. Tulkens,
Sigg. A. Kovler, V. Zagrebelsky, K. Hajiyev, giudici, e del Sig. S. Nielsen, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 13 novembre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 61665/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui due cittadini di questo Stato, il Sig. G. C. e la Sig.ra F. S. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 29 giugno 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da M. Sig., avvocato a Prato. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, ed i suoi coagenti successivi, Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli.
3. Il 13 giugno 2002, la Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1944 e 1947 e hanno risieduto a Prato.
5. Sono i proprietari di un appartamento a Sesto Fiorentino (Firenze), che avevano affittato a L.A.
6. Il 19 febbraio 1990, i richiedenti informarono l’inquilina della loro intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto con un atto snotificato, o il 5 settembre 1990, e citarono l’interessata a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Firenze.
7. Con un’ordinanza del 13 marzo 1990, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 5 settembre 1991. Questa decisione divent? esecutiva il 1 ottobre 1991.
8. Il 19 settembre 1991, i richiedenti fecero una dichiarazione solenne dichiarando che avevano un bisogno urgente di ricuperare l’appartamento per farne abitazione per loro figlia.
9. Il 4 ottobre 1991, i richiedenti notificarono all’inquilina il comando di liberare l’appartamento.
10. Il 12 novembre 1991, gli notificarono il parere che lo sfratto sarebbe eseguito il 26 novembre 1991 da via di ufficiale giudiziario di giustizia.
11. Tra il 26 novembre 1991 ed i 21 maggio 1992, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a due tentativi di sfratto che si chiusero con un fallimento, perch? i richiedenti non potevano beneficiare del concorso della forza pubblica per eseguire il procedimento di sfratto.
12. Seguendo il consiglio del loro avvocato, da maggio 1992 all’agosto 1998, i richiedenti decisero di interrompere i tentativi di sfratto tramite ufficiale giudiziario per le ragioni economiche.
13. Il 7 agosto 1998, i richiedenti notificarono all’inquilina un secondo comando di liberare l’appartamento.
14. L?8 agosto 1998, gli notificarono l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 24 settembre 1998 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
15. Tra il 24 settembre 1998 ed il 26 giugno 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a sei tentativi di sfratto che si chiusero con un fallimento, i richiedenti non avendo potuto beneficiare del concorso della forza pubblica per eseguire il procedimento di sfratto.
16. Il 26 giugno 2000, invocando l’articolo 6 della Legge n? 431/98, l’inquilina chiese al giudice di istanza di sospendere il procedimento di sfratto. Questo ultimo accord? una sospensione fino al 14 dicembre 2000.
17. Il 25 gennaio 2001, i richiedenti ricuperarono il loro appartamento con l’assistenza della forza pubblica.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
18. Dal 1947, la legislazione in materia di affitti di abitazioni ? stata segnata da differenti interventi dei poteri pubblici, riguardanti il controllo degli affitti per mezzo del blocco di questi, mitigati ogni tanto dagli aumenti legali decretati dal governo, cos? come la proroga legale di tutti gli affitti in corso e, infine, la sospensione o lo scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti. Per ci? che riguarda la proroga degli affitti, la sospensione dell’esecuzione forzata e lo scaglionamento degli sfratti, il diritto interno pertinente ? presentato nella sentenza resa dalla Corte nella causa Immobiliaire Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. Da ultimo, una decreto-legge no 147 del 24 giugno 2003, convertito in legge no 200/03, sospese in certi casi l’esecuzione costretta delle ordinanze di sfratto fino al 30 giugno 2004.
A. Il sistema di controllo degli affitti
19. In materia di controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione italiana si pu? riepilogare come segue.
20. La prima misura pertinente fu la legge no 392 del 27 luglio 1978 che mise in atto un sistema di “affitti equi”, equo canone, fondati su un certo numero di criteri come la superficie e gli oneri di costruzione dell’appartamento.
21. Una seconda misura fu adottata dalle autorit? italiane nell’agosto 1992, ai fini di una liberalizzazione progressiva del mercato della locazione. Introdusse allora una legislazione che attenuava le restrizioni in vigore riguardanti l’importo degli affitti, patti in deroga in virt? della quale i proprietari e gli inquilini potevano in principio scostarsi dall’affitto fissato dalla legge convenendo ad un importo differente.
22. Infine, la legge no 431 del 9 dicembre 1998 ha riformato il regime delle locazioni e liberalizzato gli affitti.
B. Obblighi dell’inquilino in caso di restituzione tardiva
23. L’inquilino ? sottoposto all’obbligo generale di indennizzare il proprietario di ogni danno causato dalla restituzione tardiva dell’alloggio. A questo riguardo, l’articolo 1591 del codice civile italiano dispone:
“L’inquilino che non ha lasciato i luoghi ? tenuto a versare l’importo convenuto al proprietario fino alla data della sua partenza, cos? come ad indennizzarlo di ogni eventuale danno.”
24. Tuttavia, la legge no 61 del 1989 ha tra l?altro plafonato l’indennizzo che poteva richiedere il proprietario ad una somma uguale all’affitto versato dall’inquilino al momento della scadenza dell’affitto, indicizzato in base al rialzo del costo della vita, articolo 24 della legge no 392 del 27 luglio 1978, ed aumentata del 20%, per tutto il periodo durante il quale il proprietario non aveva potuto godere del suo appartamento.
25. La sentenza no 482 reso nel 2000 dalla Corte costituzionale riguardava la questione di sapere se simile determinazione di un massimo fosse conforme alla Costituzione. La giurisdizione costituzionale rispose affermativamente in quanto si trattava di periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge, e spieg? che questa limitazione mirava a regolare le locazioni mentre la legislazione eccezionale era in vigore e che la penuria di alloggi esigeva la sospensione delle misure di esecuzione forzata. Se gli sfratti erano stati sospesi in virt? della legge, la legislazione aveva in anticipo determinato l’importo dell’indennizzo dovuto dall’inquilino, essendo queste due misure provvisorie ed eccezionali. Del resto, il proprietario trovava un compenso nel fatto che era dispensato dal dimostrare l’esistenza di un danno.
26. La Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitata dal proprietario nel caso dove si era trovato nell’incapacit? di riprendere possesso dell’appartamento in ragione del comportamento dell’inquilino e non dell’intervento del legislatore. La giurisdizione costituzionale ha permesso perci?, cos? al proprietario di impegnare un procedimento civile per ottenere pieno risarcimento dei danni causati dall’inquilino.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
27. Il richiedente si lamenta dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica. Adduce la violazione del suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
28. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione di cui la parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
29. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevavano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, vedere ?? 46-75 sentenza Immobiliare Saffi, precitata,; Lunari c. Italia, no 21463/96, 11 gennaio 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italia, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-48.

30. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che i richiedenti hanno dovuto aspettare circa nove anni e due mesi a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia per potere ricuperare il loro appartamento.
31. Di conseguenza, in questa causa, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
32. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danni
33. I richiedenti richiedono la somma di 15 493,71 euro (EUR) a titolo di risarcimento del danno morale e materiale.
Per ci? che riguarda il danno materiale, i richiedenti fanno valere che loro figlia ha dovuto sostenere delle spese onerose per trovare un altro appartamento.
34. Il Governo contesta queste pretese.
35. Per ci? che riguarda il danno materiale, i richiedenti avendo omesso di ventilare le loro pretese e di unire i giustificativi necessari, come esige l’articolo 60 dell’ordinamento, la Corte decide di non accordare niente sotto questo capo.
Per ci? che riguarda il danno morale, deliberando in equit?, la Corte accorda 15 000 EUR a questo titolo (7 500 EUR ad ogni richiedente).
B. Oneri e spese
36. I richiedenti chiedono anche il rimborso di oneri e spese come segue:
– 5 500,77 EUR per gli oneri del procedimento di esecuzione;
– 4 888,78 per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
37. Il Governo contesta queste pretese.
38. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma di 2 600 EUR a titolo di oneri e spese del procedimento nazionale e di 2 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte.
La Corte assegna una somma globale di 4 600 EUR (2 300 EUR ad ogni richiedente) per oneri e spese.
C. Interessi moratori
39. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 7 500 EUR (settemila cinque cento euro) per danno morale;
ii. 2 300 EUR (duemila tre cento euro) per oneri e spese,;
iii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 4 dicembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE CALVANESE ET SPITALETTA c. ITALIE
(Requ?te no 61665/00)
ARR?T
STRASBOURG
4 d?cembre 2003
D?FINITIF
04/03/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme
En l?affaire Calvanese et Spitaletta c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
Mme F. Tulkens,
MM. A. Kovler,
V. Zagrebelsky,
K. Hajiyev, juges,
et de M. S. Nielsen, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 13 novembre 2003,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 61665/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissants de cet Etat, M. G. C. et Mme F. S. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 29 juin 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me M. M., avocate ? Prato. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et ses coagents successifs, MM. V. Esposito et F. Crisafulli.
3. Le 13 juin 2002, la Cour a d?clar? la requ?te recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1944 et 1947 et r?sident ? Prato.
5. Ils sont propri?taires d?un appartement ? Sesto Fiorentino (Florence), qu?ils avaient lou? ? L.A.
6. Par un acte signifi? le 19 f?vrier 1990, les requ?rants inform?rent la locataire de leur intention de mettre fin ? la location ? l?expiration du bail, soit le 5 septembre 1990, et assign?rent l?int?ress?e ? compara?tre devant le juge d?instance de Florence.
7. Par une ordonnance du 13 mars 1990, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 5 septembre 1991. Cette d?cision devint ex?cutoire le 1er octobre 1991.
8. Le 19 septembre 1991, les requ?rants firent une d?claration solennelle qu?ils avaient un besoin urgent de r?cup?rer l?appartement pour en faire l?habitation de leur fille.
9. Le 4 octobre 1991, les requ?rants signifi?rent ? la locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
10. Le 12 novembre 1991, ils lui signifi?rent l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 26 novembre 1991 par voie d?huissier de justice.
11. Entre le 26 novembre 1991 et le 21 mai 1992, l?huissier de justice proc?da ? deux tentatives d?expulsion qui se sold?rent par un ?chec, car les requ?rants ne pouvaient pas b?n?ficier du concours de la force publique pour ex?cuter la proc?dure d?expulsion.
12. Suivant le conseil de leur avocat, de mai 1992 ? ao?t 1998, les requ?rants d?cid?rent d?interrompre les tentatives d?expulsion par voie d?huissier pour des raisons ?conomiques.
13. Le 7 ao?t 1998, les requ?rants signifi?rent ? la locataire un second commandement de lib?rer l?appartement.
14. Le 8 ao?t 1998, ils lui signifi?rent l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 24 septembre 1998 par voie d?huissier de justice.
15. Entre le 24 septembre 1998 et le 26 juin 2000, l?huissier de justice proc?da ? six tentatives d?expulsion qui se sold?rent par un ?chec, les requ?rants n?ayant pu b?n?ficier du concours de la force publique pour ex?cuter la proc?dure d?expulsion.
16. Le 26 juin 2000, invoquant l?article 6 de la Loi n? 431/98, la locataire demanda au juge d?instance de suspendre la proc?dure d?expulsion. Ce dernier accorda une suspension jusqu?au 14 d?cembre 2000.
17. Le 25 janvier 2001, les requ?rants r?cup?r?rent leur appartement avec l?assistance de la force publique.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
18. Depuis 1947, la l?gislation en mati?re de baux d?habitation a ?t? marqu?e par diff?rentes interventions des pouvoirs publics, portant sur le contr?le des loyers au moyen du blocage de ceux-ci, mitig? par les augmentations l?gales d?cr?t?es de temps ? autre par le gouvernement, ainsi que sur la prorogation l?gale de tous les baux en cours et, enfin, sur la suspension ou l??chelonnement de l?ex?cution forc?e des expulsions. En ce qui concerne la prorogation des baux, la suspension de l?ex?cution forc?e et l??chelonnement des expulsions, le droit interne pertinent est pr?sent? dans l?arr?t rendu par la Cour dans l?affaire Immobiliaire Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. En dernier lieu, un d?cret-loi n? 147 du 24 juin 2003, converti en loi n? 200/03, suspendit dans certains cas l?ex?cution forc?e des ordonnances d?expulsion jusqu?au 30 juin 2004.
A. Le syst?me de contr?le des loyers
19. En mati?re de contr?le des loyers, l??volution de la l?gislation italienne peut se r?sumer comme suit.
20. La premi?re mesure pertinente fut la loi no 392 du 27 juillet 1978, qui mit en place un syst?me de ? loyers ?quitables ? (equo canone) reposant sur un certain nombre de crit?res tels que la superficie et les frais de construction de l?appartement.
21. Une deuxi?me mesure fut adopt?e par les autorit?s italiennes en ao?t 1992, aux fins d?une lib?ralisation progressive du march? de la location. Entra alors en vigueur une l?gislation qui att?nuait les restrictions frappant le montant des loyers (patti in deroga), en vertu de laquelle les propri?taires et les locataires pouvaient en principe s??carter du loyer fix? par la loi en convenant d?un montant diff?rent.
22. Enfin, la loi no 431 du 9 d?cembre 1998 a r?form? le r?gime des locations et lib?ralis? les loyers.
B. Obligations du locataire en cas de restitution tardive
23. Le locataire est soumis ? l?obligation g?n?rale d?indemniser le propri?taire de tout dommage caus? par la restitution tardive du logement. A cet ?gard, l?article 1591 du code civil italien dispose :
? Le locataire qui n?a pas quitt? les lieux est tenu de verser au propri?taire le montant convenu jusqu?? la date de son d?part, ainsi que de l?indemniser de tout pr?judice ?ventuel ?.
24. Toutefois, la loi no 61 de 1989 a entre autres plafonn? l?indemnisation que pouvait r?clamer le propri?taire ? une somme ?gale au loyer vers? par le locataire au moment de l?expiration du bail, index?e sur la hausse du co?t de la vie (article 24 de la loi no 392 du 27 juillet 1978) et major?e de 20 %, pour toute la p?riode pendant laquelle le propri?taire n?avait pu jouir de son appartement.
25. L?arr?t no 482 rendu en 2000 par la Cour constitutionnelle portait sur la question de savoir si un tel plafonnement ?tait conforme ? la Constitution. La juridiction constitutionnelle r?pondit par l?affirmative s?agissant des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi, et expliqua que cette limitation visait ? r?guler les locations alors que la l?gislation d?exception ?tait en vigueur et que la p?nurie de logements exigeait la suspension des mesures d?ex?cution forc?e. Si les expulsions avaient ?t? suspendues en vertu de la loi, la l?gislation avait par avance d?termin? le montant de l?indemnisation due par le locataire, ces deux mesures ?tant provisoires et exceptionnelles. Du reste, le propri?taire y trouvait une compensation dans le fait qu?il ?tait dispens? de d?montrer l?existence d?un pr?judice.
26. La Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnel le plafonnement de l?indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire dans le cas o? il s??tait trouv? dans l?incapacit? de reprendre possession de l?appartement en raison du comportement du locataire et non de l?intervention du l?gislateur. En cons?quence, la juridiction constitutionnelle a ainsi permis au propri?taire d?engager une proc?dure civile pour obtenir pleine r?paration des pr?judices caus?s par le locataire.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
27. Les requ?rants se plaignent de l?impossibilit? prolong?e de r?cup?rer leur appartement, faute d?octroi de l?assistance de la force publique. Ils all?guent la violation de leur droit de propri?t?, tel que reconnu ? l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
28. Les requ?rants all?guent aussi un manquement ? l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
29. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (voir arr?t Immobiliare Saffi, pr?cit?, ?? 46-75; Lunari c. Italie, no 21463/96, ?? 34-46, 11 janvier 2001 ; Palumbo c. Italie, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
30. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que les requ?rants ont d? attendre environ neuf ans et deux mois ? compter de la premi?re tentative d?expulsion de l?huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer leur appartement.
31. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention.
II SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
32. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommages
33. Les requ?rants r?clament la somme de 15 493,71 euros (EUR) ? titre de r?paration du pr?judice moral et mat?riel.
En ce qui concerne le pr?judice mat?riel, les requ?rants font valoir que leur fille a d? soutenir des d?penses on?reuses pour trouver un autre appartement.
34. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
35. En ce qui concerne le dommage mat?riel, les requ?rants ayant omis de ventiler leurs pr?tentions et de joindre les justificatifs n?cessaires, comme l?exige l?article 60 du r?glement, la Cour d?cide de ne rien accorder sous ce chef.
En ce qui concerne le dommage moral, statuant en ?quit?, la Cour accorde 15 000 EUR ? ce titre (7 500 EUR ? chaque requ?rant).
B. Frais et d?pens
36. Les requ?rants demandent ?galement le remboursement des frais et d?pens comme suit :
– 5 500,77 EUR pour les frais de la proc?dure d?ex?cution ;
– 4 888,78 pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
37. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
38. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 2 600 EUR au titre des frais et d?pens de la proc?dure nationale et de 2 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour.
La Cour alloue une somme globale de 4 600 EUR (2 300 EUR ? chaque requ?rant) pour frais et d?pens.
C. Int?r?ts moratoires
39. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 7 500 EUR (sept mille cinq cents euros) pour dommage moral ;
ii. 2 300 EUR (deux mille trois cents euros) pour frais et d?pens ;
iii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 4 d?cembre 2003 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier adjoint Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024