AFFAIRE BINOTTI c. ITALIE (N? 2) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BINOTTI c. ITALIE (N? 2)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 06, P1-1
Numero: 71603/01/2005
Stato: Italia
Data: 2005-10-13 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (decadenza); Nessuna questione distinta in merito all?art. 6; violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

PRIMA SEZIONE
CAUSA BINOTTI C. Italia (No 2)
( Richiesta no 71603/01)
SENTENZA
STRASBURGO
13 ottobre 2005
DEFINITIVO
13/01/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma

Nella causa Binotti c. Italia (No 2)
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. C.L. Rozakis, presidente, P. Lorenzen,
le Sig.re N. Vajić, S. Botoucharova,
il Sig. V. Zagrebelsky,
la Sig.ra E. Steiner,
il Sig. K. Hajiyev, giudici,
e del Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 22 settembre 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 71603/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra L. B. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 30 aprile 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig.P. P., avvocato a Genova. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dai suoi agenti successivi, rispettivamente Sigg.. U. Leanza ed I.M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il richiedente adduceva in particolare di essere stato privato del suo terreno in modo incompatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 ed un ostacolo al suo diritto di accesso ad un tribunale.
4. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
5. Con una decisione del 3 giugno 2004 la camera ha dichiarato la richiesta accettabile.
6. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa, articolo 59 ? 1 dell’ordinamento.
7. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla prima sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
8. Il richiedente ? nato nel 1946 e ha risieduto a Genova.
9. Il richiedente ha ereditato un terreno ubicato a Rossiglione.
10. La defunta zia del richiedente era il proprietario di parecchi terreni ubicati a Rossiglione e registrati al catasto, foglio no 17, appezzamenti 206, 207 e 208.
11. Con un’ordinanza del 22 maggio 1980, valendo come dichiarazione di utilit? pubblica, l’amministrazione di Rossiglione dispose l’occupazione di emergenza di un terreno di circa 1 176 metri quadrati, per un periodo massimale di due anni, in vista della sua espropriazione per la costruzione di un lavoro pubblico.
12. Ad una data non precisata, l’amministrazione di Rossiglione procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione. L’amministrazione prorog? il termine di occupazione del terreno con le ordinanze del 4 maggio 1982 e 6 aprile 1985.
13. Con un atto notificato il 19 febbraio 1991, la zia del richiedente cit? la citt? di Rossiglione a comparire dinnanzi al tribunale civile di Genova.
14. Adduceva che l’occupazione dei suoi terreni era illegale al motivo che si era protratta al di l? del termine autorizzato senza che si fosse proceduto all’espropriazione. Riferendosi al principio dell’espropriazione indiretta fissata dalla Corte di cassazione nella sentenza no 1464 del 26 febbraio 1983, la zia del richiedente stimava che in seguito al completamento del lavoro pubblico, il suo diritto di propriet? era stato neutralizzato e che, di conseguenza, non gli era possibile chiedere la restituzione del terreno controverso, ma solamente dei danno-interessi. Richiedeva una somma per la perdita del terreno a concorrenza del valore di questo, inoltre richiedeva un risarcimento per non godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata.
15. Il collocamento in stato della causa cominci? il 4 aprile 1991.
16. Il 17 novembre 1997, una perizia fu depositata alla cancelleria. Risulta da questa perizia che la zia del richiedente doveva essere considerata come essendo stata privata del suo terreno nel maggio 1986. La perizia indicava che il valore venale del terreno nel 1986 ed indicizzato al giorno della perizia era di 14 000 000 lire italiane (ITL). Il 23 novembre 1998, la zia del richiedente decedette. Il 20 marzo 2001, il richiedente si costitu? nel procedimento in qualit? di ereditiera.
17. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 14 giugno 2004, il tribunale di Genova dichiar? che in seguito all’occupazione del terreno, ed in vista della costruzione del lavoro che risponde all’interesse pubblico, il diritto di propriet? del richiedente era stato neutralizzato conformemente al principio dell’espropriazione indiretta. C’era luogo dunque di considerare che la propriet? del terreno era passata ab origine all’amministrazione. Dato che il trasferimento di propriet? aveva avuto luogo nella cornice di un’occupazione di terreno diventata senza titolo, il richiedente aveva diritto ai danno-interessi calcolati sulla base della legge no 662 del 1996, entrata in vigore durante procedimento. Di conseguenza il tribunale accord? al richiedente una somma di 19 9000 00 ITL (10 277,49 EUR) per la perdita della propriet? del terreno da indicizzare a partire dal 31 dicembre 1992, in pi? di un’indennit? di occupazione di 14 917 000 ITL (7 703,99 EUR).
18. Questo giudizio non ha acquisito ancora autorit? di cosa giudicata.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
a) L’occupazione di emergenza di un terreno
19. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone ad espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni (articolo 20 della legge no 865 del 1971). Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre mesi seguenti la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, deve essere preso un decreto di espropriazione formale.
20. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale al fine di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? materialmente occupato, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.
b) Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
21. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero alle occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguite da decreti di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono confrontate a casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento di lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava a sapere se, semplicemente per l’effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
22. La giurisprudenza era molto divisa sul punto di sapere quale erano illegalmente gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che non fosse sopraggiunto un decreto di espropriazione.
23. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? che derivava dell’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare in ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia ricadente sull’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
24. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno e poteva chiedere la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
25. Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? del terreno al momento della trasformazione irreversibile del bene, ossia al momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere la sentenza no 3243 del 1979 della Corte di cassazione).
2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
26. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta (accessione invertita od occupazione acquisitiva). In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere della legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo al momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata inizialmente autorizzata, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, avuto luogo senza titolo l’acquisizione del terreno avendo. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplato in caso di responsabilit? da delitto, ossia cinque anni, che cominciano a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
27. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che non trovava ad applicarsi nessuno termine di prescrizione, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto al risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che doveva applicarsi un termine di prescrizione di dieci anni (sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992). Con una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
28. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio ? radicato in una disposizione legislativa, ossia l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventi proprietario di un terreno traendo beneficio dal suo comportamento illegale non d? nessun problemi sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ossia la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione del termine di prescrizione di cinque anni all’azione di risarcimento, come previsto con l’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.
c) Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta
29. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo con il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
30. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione ed il decreto di occupazione di emergenza sono stati annullati dalle giurisdizioni amministrative; non essendo cos?, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
31. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietario di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica deve essere considerata come nulli ab initio. In questo caso, l’interessato si guarda la propriet? dal terreno e pu? chiedere in integrum il restitutio. Pu? come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e nessuno termine di prescrizione non trovo applicazione.
32. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso dunque, il principio dell’espropriazione indiretta non trova ad applicarsi. L’interessato che conserva la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere in integrum il restitutio. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia al restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere nel momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
33. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale era abbinato il progetto di costruzione ? stata considerata come invalida ab initio.
34. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica valida.
35. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 del 1988 e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrata in vigore il 30 giugno 2003.
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988
36. Ai termini dell’articolo 3 di questa legge, “Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale con una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere la restituzione del suo bene. Ha anche dritto, in pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a queste menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare del giorno dell’occupazione illegale.”
37. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato: “Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegale la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche a condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”
5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta
38. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuto in compenso all’interessato della perdita di propriet? che provoca l’occupazione illegale.
39. La legge di bilancio del 1992 (articolo 5 bis del decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992) modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
40. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che segu? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non pu? essere accordato per un’occupazione di terreno che ha avuto avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa ottica, l’indennizzo equivale all’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
41. Con la sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato una tale indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte del 30 maggio 2000 nelle cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura
42. Con le sentenze no 5902 e 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze della Corte precitata.
43. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
44. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che alla vista in materia dell’uniformit? della giurisprudenza, il principio dell’espropriazione indiretta deve considerarsi come essendo pienamente “prevedibile” a contare del 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come essendo rispettosa del principio di legalit?. Trattandosi di occupazioni di terreno che hanno luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, la Corte di cassazione ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
45. Investito di un ricorso in esecuzione di una decisione giudiziale definitiva che annulla la dichiarazione di utilit? pubblica che riguarda un procedimento di espropriazione, vista la domanda della parte richiesta che tende ad ottenere la restituzione del terreno occupato e trasformato nel frattempo, il Consiglio di stato, nella sua sentenza no 2/2005 del 29 aprile 2005 resa in seduta plenaria, si ? pronunciato sul punto di sapere se la trasformazione irreversibile di suddetto terreno in seguito alla costruzione del lavoro “pubblico” poteva costituire una ragione di diritto che impedisce la restituzione del terreno. Il Consiglio di stato ha risposto negativamente. Facendo ci?, ha:
a) riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta ? inadempiente in quanto al bisogno di sicurezza giuridica, per ci? che riguarda tra altri il punto di sapere a quale data il lavoro pubblico deve essere considerato come “realizzato” e dunque a quale data vi ? stato trasferimento di propriet? a favore dello stato;
b) reso omaggio alla giurisprudenza della Corte, ed in particolare al sentenza Belvedere Alberghiera Srl c. Italia, affermando che, a fronte di una domanda di restituzione di un bene illegalmente occupato e trasformato, il lavoro realizzato dalle autorit? pubbliche non pu?, in quanto tale, costituire un ostacolo assoluto alla restituzione,;
c) interpretato l’articolo 43 del Repertorio (paragrafo 47 sotto) nel senso in cui la no-restituzione di un terreno pu? essere ammessa solamente nei casi eccezionali, ossia quando l’amministrazione invoca un interesse pubblico particolarmente contrassegnato dalla conservazione del lavoro;
d) affermato, in questo contesto, che l’espropriazione indiretta non potrebbe costituire un’alternativa (“una mera alternativa”) ad un procedimento di espropriazione in buona e dovuta forma.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica (qui di seguito “il Repertori)
46. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore il Decreto Presidenziale no 327 del 8 giugno 2001, modificato dal Decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e che regola il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esistenti in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunti anteriormente al 1996 e non si applicai dunque nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione la giurisprudenza precedente in materia di espropriazione.
47. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che nella mancanza di un decreto di espropriazione, o nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene anche quando il piano di urbanistica o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa si pu? opporre. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
48. Il Governo eccepisce la tardivit? della richiesta, nella misura in cui il richiedente si lamenta che al termine del procedimento l’indennit? che potr? ottenere sar? calcolata in funzione della legge no 662 del 1996. Secondo lui, il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ha cominciato a decorrere dal momento dell’entrata in vigore della legge no 662 del 23 dicembre 1996. In appoggio delle sue affermazioni, il Governo cita lacausa Miconi c. Italia ( d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004.
49. Il richiedente chiede il rigetto dell’eccezione.
50. La Corte nota che un’eccezione di tardivit? del Governo ? stata respinta gi? all’epoca della decisione sull’ammissibilit? del 3 giugno 2004. A questo riguardo, ha stimato che gli effetti dell’occupazione del terreno del richiedente si analizzano in una situazione continua che, nel caso specifico, non si ? ancora conclusa.
51. Nella misura in cui l’eccezione preliminare si riferisce specificamente alla questione dell’indennizzo e potrebbe essere considerata come essendo nuova, la Corte ricorda che ai termini dell’articolo 55 del suo ordinamento, “Se la Parte contraente convenuta intende sollevare un’eccezione di irricevibilit?, deve farlo, per quanto la natura dell’eccezione e le circostanze lo permettono, nelle osservazioni scritte od orali sull’ammissibilit? della richiesta .” Ora, risulta dalla pratica che questa condizione non si trova assolta nello specifico. C’? dunque decadenza.
52. Ad ogni modo, se ? vero che la legge no 662 del 1996 ha stabilito dei criteri di calcolo per l’indennit? da versare in caso di espropriazione indiretta, ? anche vero che n? nel 1996, n? del resto ora, il richiedente non dispone di un giudizio che fa definitivamente stato del trasferimento di propriet? a favore dell’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta, e che dichiara nello stesso momento in cui il richiedente aveva diritto ad un risarcimento. In queste circostanze, il richiedente non poteva concludere all’applicabilit? di una tale legge al suo caso. In pi?, il richiedente non poteva immaginare quale sarebbe stata la stima del valore del suo terreno fatta dai giudici nazionali e quale sarebbero state le conseguenze finanziarie che derivano dall’applicazione concreta di questa legge al suo caso.
53. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N 1 DELLA CONVENZIONE
54. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno per l’effetto dell’occupazione di questo ed in mancanza di un decreto di espropriazione e di indennizzo. Secondo lui, questa situazione ha recato offesa al suo diritto al rispetto dei suoi beni garantiti all’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi difese dinnanzi alla Corte
1. Il richiedente
55. Il richiedente chiede alla Corte di dichiarare che l’espropriazione indiretta non sia conforme al principio di legalit?. Riferendosi alla sentenza Belvedere Alberghiera c. Italia (no 31524/96CEDH 2000-VI) il richiedente osserva che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in tutta illegalit?, ci? che non ? ammissibile in un Stato di diritto.
56. Il richiedente denuncia poi una mancanza di chiarezza, di prevedibilit? e di precisione dei principi e delle disposizioni applicati al suo caso.
57. Infine, in quanto all’indennizzo, il richiedente osserva che non c’? stato “risarcimento” del danno subito, ma unicamente un indennizzo largamente al disotto del valore del terreno al senso della legge no 662 del 1996 che ha plafonato l’importo dell’indennizzo.
58. Il richiedente afferma non avere ricevuto l’indennizzo accordato dal tribunale e chiede alla Corte di constatare la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
2. Il Governo
59. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Il Governo ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui non ? stato adottato nessuno decreto di espropriazione.
60. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, ci? che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
61. Secondariamente, la privazione del bene come risultante dell’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi della sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e con la legge di bilancio no 662 del 1996.
62. Il Governo ne conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
63. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che l’idea di legge ? comprensiva dei principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie a no 33 ? 45) cos? come del diritto non scritto (vedere la sentenza Sunday Time c. Regno Unito (no1) del 26 aprile 1979, serie a no 30, ? 47).
64. Segue che la giurisprudenza consolidata dalla Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
65. Il Governo ricorda che in una causa tedesca (Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003) la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Il Governo chiede alla Corte di applicare lo stesso criterio di giudizio alla presente causa.
66. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un decreto di espropriazione non sia stato pronunciato ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
67. Tuttavia, tenuto conto di ci? che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un opera di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
68. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, tendente a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
69. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di compensare l’individuo.
70. Per?, questo indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
71. Il Governo ammette che il richiedente non potr? essere interamente indennizzato e che per l’effetto della legge no 662 del 1996, l’indennit? accordata sar? inferiore al valore del terreno.
72. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che si ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa, ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
73. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
74. La Corte ricorda nota che il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne si ? concluso in prima istanza. Nota tuttavia che il giudizio del tribunale non ? diventato ancora definitivo.
75. Le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione di propriet?.”
76. Per il richiedente vi ? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo cos? che si ritorna in sostanza ad un’espropriazione di fatto.
77. Per il Governo, il richiedente deve considerarsi come essendo stato privato del suo bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dal tribunale di Genova come momento del trasferimento di propriet?.
78. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, bisogna esaminare non solo se ci sono stati spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. La Convenzione mirando a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto( Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie a no 52, pp. 24-25, ? 63).
79. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie a no 296-ha, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie a no 102, p. 47, ? 110).
80. La Corte resta convinta che l’esistenza, in quanto tale, di una base legale non basta a soddisfare il principio di legalit? e stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge.
81. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 del 1988, e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos?, la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie rilevate nella cronostoria della giurisprudenza, e nota anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta. Questo punto di vista ? stato del resto ammesso dal Consiglio di stato (paragrafo 45 sopra) che, nella sua sentenza no 2 di 2005 resa in seduta plenaria, ha riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta non ha mai dato adito a regolamentazione stabile, completa e prevedibile.
82. Inoltre, la Corte constata che, in ogni caso, l’espropriazione indiretta tende ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione. Tentando di regolare le conseguenze per l’individuo e l’amministrazione, permette a questa ultima di trarre beneficio dal suo comportamento illegale. Che sia in virt? di un principio giurisprudenziale o di un testo di legge come l’articolo 43 del Repertorio, l’espropriazione indiretta non potrebbe dunque costituire un’alternativa ad un’espropriazione in buona e dovuta forma (vedere, su questo punto anche, la posizione del Consiglio di stato, al paragrafo 45 sopra).
83. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo di cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
84. La Corte constata che nello specifico il richiedente ha perso la disponibilit? del terreno che ? stato occupato nel 1980 e che ? stato trasformato in modo irreversibile nel 1986. Secondo il tribunale di Genova l’occupazione ? diventata senza titolo a contare del 1986 e, a questa stessa data, il richiedente ? stato privato del suo bene. Il procedimento, si ? concluso in prima istanza, tuttavia, il giudizio che ha stabilito che la citt? di Rossiglione era responsabile della situazione denunciata non ha acquisito ancora l’autorit? di cosa giudicata.
85. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet?, ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che un tale trasferimento deve considerarsi come avente avuto luogo (Carbonara e Ventura c. Italia, precitato, ? 80) e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte di questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino a qui di ovviare alla situazione incriminata ha generato delle conseguenze abbastanza gravi affinch? il richiedente abbia subito un’espropriazione di fatto incompatibile col suo diritto al rispetto dei suoi beni (sentenza Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie a no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
86. In conclusione, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
87. Il richiedente adduce che l’impossibilit? per lei di richiedere un’indennit? per il non godimento del terreno durante il periodo iniziale di occupazione, ossia quando il terreno era occupato legalmente, ha ostacolato il suo diritto di accesso ad un tribunale.
88. L’articolo 6 ? 1 dispone:
“1. Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita, con un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile .”
A. Sull’eccezione preliminare del Governo
89. Nelle sue osservazioni sul merito, il Governo ha sollevato un’eccezione derivata del non rispetto del termine di sei mesi e sostiene che il richiedente avrebbe dovuto sollevare la lagnanza derivata da un attentato al suo diritto di accesso ad un tribunale entro sei mesi che cominciano a decorrere dalla fine dell’occupazione legale, ossia dal 1986 o al pi? tardi nel 1991 al momento dell’introduzione dell’azione in giustizia da parte della zia del richiedente dinnanzi al tribunale di Genova.
90. Il richiedente chiede il rigetto dell’eccezione
91. La Corte nota in primo luogo che l’eccezione del Governo ? stata respinta gi? nella sua decisione sull’ammissibilit? del 3 giugno 2004. Rileva poi che nel 1991, la zia del richiedente ha investito il tribunale di Genova di una domanda di indennizzo per il periodo di occupazione legale del terreno e che il procedimento si ? concluso nel giugno 2004, dopo l’introduzione della presente richiesta.
92. La Corte considera che il Governo fonda la sua eccezione su degli argomenti che non sono di natura tale da rimettere in causa la sua decisione sull’ammissibilit?. Di conseguenza, l’eccezione deve essere respinta.
B. Sulla fondatezza della lagnanza
93. In queste osservazioni sull’ammissibilit?, il Governo aveva sollevato un’eccezione di irricevibilit? derivata dal non esaurimento delle vie di ricorso interne al motivo che il richiedente non aveva contestato dinnanzi al tribunale amministrativo tutti gli atti del procedimento di espropriazione, ivi compreso il decreto di occupazione di emergenza.
94. Sul merito, il Governo ammette che all’epoca dell’occupazione autorizzata del terreno controverso, e prima della sentenza della Corte costituzionale no 470 del 1990 ( paragrafo 20 sopra) non c’era accesso immediato ad un tribunale al fine di richiedere l’indennit? di occupazione. Il Governo fa osservare che il richiedente ha potuto investire in ogni caso un tribunale della sua domanda di indennizzo.
95. Nella sua decisione sull’ammissibilit?, la Corte ha stimato che il problema dell’esaurimento delle vie di ricorso interne si confonde col merito della causa poich? la lagnanza derivata dell’articolo 6 della Convenzione riguarda precisamente l’ostacolo all’accesso ad un tribunale. Ha dunque unito questa questione al merito.
96. Ora, la Corte considera che le lagnanze del richiedente sollevate sotto l’angolo del diritto di accesso ad un tribunale si confondono con quelle derivate dell’articolo 1 del Protocollo no 1, nella misura in cui il richiedente ha fatto valere a questo titolo la sua impossibilit? di proteggere i suoi interessi patrimoniali durante il periodo riguardato.
97. Avuto riguardo della conclusione formulata al paragrafo 86, non stima necessario di esaminarli separatamente sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
98. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
99. Il richiedente chiede innanzitutto la restituzione del terreno ed invita la Corte a nominare un perito che possa valutare il valore del terreno.
100. Sussidiariamente, nel caso in cui la Corte non condannasse l’Italia alla restituzione del terreno, il richiedente richiede 18 363, 85 EUR a titolo di danno materiale per la perdita del terreno, somma che risulta dalla differenza tra il valore del terreno controverso rivalutato ed abbinato ad interessi e la somma, rivalutata ed abbinata ad interessi, che deve ancora percepire in esecuzione del giudizio del tribunale di Genova.
101. Inoltre, il richiedente chiede il versamento di un’indennit? di 40 000,00 EUR a titolo di danno morale.
102. Il Governo afferma che la liquidazione del danno materiale non ? legata al valore dei terreni espropriati.
103. Sussidiariamente il Governo chiede alla Corte di tenere in conto il fatto che se il procedimento di espropriazione fosse stato portato a termine, il richiedente avrebbe ricevuto un indennizzo inferiore a quello che ha appena ricevuto.
104. Il Governo osserva poi che il richiedente ha ottenuto al livello nazionale una decisione che gli accorda una somma importante. In questa situazione, la Corte non dovrebbe accordare una soddisfazione equa che provoca un arricchimento indebito del richiedente.
105. Trattandosi del danno morale, il Governo afferma che la somma chiesta dal richiedente ? manifestamente esorbitante.
106. Il richiedente chiede inoltre alla Corte la somma di 14 438,80 EUR, a titolo di rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte e della parcella di avvocato.
107. In quanto al rimborso degli oneri sollecitati dal richiedente, il Governo stima che una tale somma ? eccessiva e si rimette si alla saggezza della Corte.
108. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
Per Questi Motivi, La Corte, All’unanimit?,
1. Respinge, le eccezioni preliminari del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non si impone di esaminare la lagnanza del richiedente sul terreno dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato
perci?,
a) la riserva;
b) invita il Governo ed il richiedente ad inviarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 13 ottobre 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA BINOTTI C. ITALIA (N? 2)

SENTENZA BINOTTI C. ITALIA (N? 2)

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (forclusion) ; Aucune question distincte au regard de l’art. 6 ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
PREMI?RE SECTION

AFFAIRE BINOTTI c. Italie (No 2)

(Requ?te no 71603/01)

ARR?T

STRASBOURG

13 octobre 2005

D?FINITIF

13/01/2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme

En l’affaire Binotti c. Italie (No 2)

La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :

MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
Mmes N. Vajić,
S. Botoucharova,
M. V. Zagrebelsky,
Mme E. Steiner,
MM. K. Hajiyev, juges,

et de M. S. Nielsen, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 22 septembre 2005,

Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE

1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 71603/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet Etat, Mme L. B. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 30 avril 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention

2. La requ?rante est repr?sent?e par Me P. P., avocat ? Genova. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par ses agents successifs, respectivement MM. U. Leanza et I.M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.

3. La requ?rante all?guait en particulier d’avoir ?t? priv?e de son terrain de mani?re incompatible avec l’article 1 du Protocole no 1 et une entrave ? son droit d’acc?s ? un tribunal.

4. La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d’examiner l’affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l’article 26 ? 1 du r?glement.

5. Par une d?cision du 3 juin 2004 la chambre a d?clar? la requ?te recevable.

6. Tant la requ?rante que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l’affaire (article 59 ? 1 du r?glement).

7. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section ainsi remani?e (article 52 ? 1).

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE

8. La requ?rante est n?e en 1946 et r?side ? G?nes.

9. La requ?rante a h?rit? d’un terrain sis ? Rossiglione.

10. La d?funte tante de la requ?rante ?tait propri?taire de plusieurs terrains sis ? Rossiglione et enregistr?s au cadastre, feuille no 17, parcelles 206, 207 et 208.

11. Par un arr?t? du 22 mai 1980, valant d?claration d’utilit? publique, l’administration de Rossiglione disposa l’occupation d’urgence d’un terrain d’environ 1 176 m?tres carr?s, pour une p?riode maximale de deux ans, en vue de son expropriation pour la construction d’un ouvrage public.

12. A une date non pr?cis?e, l’administration de Rossiglione proc?da ? l’occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction. L’administration prorogea le d?lai d’occupation du terrain par des ordonnances des 4 mai 1982 et 6 avril 1985.

13. Par un acte notifi? le 19 f?vrier 1991, la tante de la requ?rante assigna la ville de Rossiglione ? compara?tre devant le tribunal civil de G?nes.

14. Elle all?guait que l’occupation de ses terrains ?tait ill?gale au motif qu’elle s’?tait prorog?e au-del? du d?lai autoris? sans qu’il soit proc?d? ? l’expropriation. Se r?f?rant au principe de l’expropriation indirecte fix? par la Cour de cassation dans l’arr?t no 1464 du 26 f?vrier 1983, la tante de la requ?rante estimait qu’? la suite de l’ach?vement de l’ouvrage public, son droit de propri?t? avait ?t? neutralis? et que, par cons?quent, il ne lui ?tait pas possible de demander la restitution du terrain litigieux, mais seulement des dommages-int?r?ts. Elle r?clamait une somme pour la perte du terrain ? concurrence de la valeur de celui-ci, en outre elle r?clamait une r?paration pour non jouissance du terrain pendant la p?riode d’occupation autoris?e.

15. La mise en ?tat de l’affaire commen?a le 4 avril 1991.

16. Le 17 novembre 1997, une expertise fut d?pos?e au greffe. Il ressort de cette expertise que la tante de la requ?rante devait ?tre consid?r?e comme ayant ?t? priv?e de son terrain en mai 1986. L’expertise indiquait que la valeur v?nale du terrain en 1986 et index?e au jour de l’expertise ?tait de 14 000 000 lires italiennes (ITL). Le 23 novembre 1998, la tante de la requ?rante d?c?da. Le 20 mars 2001, la requ?rante se constitua en qualit? d’h?riti?re dans la proc?dure.

17. Par un jugement d?pos? au greffe le 14 juin 2004, le tribunal de G?nes d?clara qu’? la suite de l’occupation du terrain, et au vu de la construction de l’ouvrage r?pondant ? l’int?r?t public, le droit de propriet? de la requ?rante avait ?t? neutralis? conformement au principe de l’expropriation indirecte. Il y avait donc lieu de considerer que la propriet? du terrain ?tait pass?e ab origine ? l’administration. Etant donn? que le transfert de propri?t? avait eu lieu dans le cadre d’une occupation de terrain devenue sans titre, la requ?rante avait droit ? des dommages-int?r?ts calcul?s sur la base de la loi no 662 de 1996, entr?e en vigueur en cours de proc?dure. Par cons?quent le tribunal accorda ? la requ?rante une somme de 19 9000 00 ITL (10 277,49 EUR) pour la perte de la propri?t? du terrain ? indexer ? partir du 31 d?cembre 1992, en plus d’une indemnit? d’occupation de 14 917 000 ITL (7 703,99 EUR).

18. Ce jugement n’a pas encore acquis l’autorit? de la chose jug?e.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

a) L’occupation d’urgence d’un terrain

19. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d’expropriation permet ? l’administration d’occuper un terrain et d’y construire avant l’expropriation. Une fois l’ouvrage ? r?aliser d?clar? d’utilit? publique et le projet de construction adopt?, l’administration peut d?cr?ter l’occupation d’urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n’exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l’occupation mat?rielle du terrain n’a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d’occupation autoris?e, un d?cret d’expropriation formelle doit ?tre pris.

20. L’occupation autoris?e d’un terrain donne droit ? une indemnit? d’occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d’acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l’indemnit? d’occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d’attendre que l’administration proc?de ? une offre d’indemnisation.

b) Le principe de l’expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)

21. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d’urgence de terrains qui ne furent pas suivies de d?crets d’expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d’un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l’occupation et de l’accomplissement de travaux de construction d’un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l’effet des travaux effectu?s, l’int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.

1. La jurisprudence avant l’arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

22. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d’un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l’occupation se poursuivant au-del? de l’?ch?ance autoris?e sans qu’un d?cret d’expropriation ne soit intervenu.

23. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l’administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l’ach?vement de l’ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l’?tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l’ill?galit? d?coulant de l’occupation ?tait permanente. L’administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d’expropriation ; dans ce cas, l’action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l’indemnit? d’expropriation et les dommages-int?r?ts n’?taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d’expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).

24. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l’administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l’?tat, lorsque l’administration avait agi sans qu’il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).

25. Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l’administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l’ach?vement de l’ouvrage public. L’int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l’arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).

2. L’arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

26. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l’expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d’un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l’occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l’occupation, l’ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l’occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l’ach?vement de l’ouvrage public. Lorsque l’occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l’?ch?ance de la p?riode d’occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d’expropriation indirecte, l’int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l’acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n’est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l’int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

3. La jurisprudence apr?s l’arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

a) La prescription

27. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu’aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s’appliquer, puisque l’occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu’un d?lai de prescription de dix ans devait s’appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu’il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

b) L’arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle

28. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l’expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l’article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l’administration devienne propri?taire d’un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l’int?r?t public, ? savoir la conservation de l’ouvrage public, l’emporte sur l’int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l’application ? l’action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l’article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.

c) Cas de non-application du principe de l’expropriation indirecte

29. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d’un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l’administration conna?t des exceptions.

30. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d’Etat a affirm? qu’il n’y a pas d’expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l’administration et le d?cret d’occupation d’urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n’?tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.

31. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l’administration ne devient pas propri?taire d’un terrain lorsque les d?cisions qu’elle a adopt?es et la d?claration d’utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l’int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L’ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.

32. Dans l’arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu’il n’y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d’utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l’expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s’appliquer. L’int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L’introduction d’une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.

33. Dans l’arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l’expropriation indirecte n’a pas lieu lorsque la d?claration d’utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.

34. Dans l’arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu’il n’y a pas de transfert de propri?t? en l’absence de d?claration d’utilit? publique valide.

35. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 et avec le R?pertoire des dispositions sur l’expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003.

4. La loi no458 du 27 octobre 1988

36. Aux termes de l’article 3 de cette loi, ? Le propri?taire d’un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d’une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l’article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l’occupation ill?gale ?.

37. Interpr?tant l’article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? : ? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l’int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d’expropriation ill?gale la restitution des terrains – et l’int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t ?.

5. Le montant de la r?paration en cas d’expropriation indirecte

38. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d’expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l’int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu’entra?ne l’occupation ill?gale.

39. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d’expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l’indemnit? pr?vue pour le cas d’une expropriation formelle. Par l’arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.

40. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui fit suite ? la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l’indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette optique, l’indemnisation ?quivaut au montant de l’indemnit? pr?vue pour le cas d’une expropriation formelle, dans l’hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.

41. Par l’arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu’une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l’occupation et la privation du terrain n’ont pas eu lieu pour cause d’utilit? publique.

6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura

42. Par les arr?ts no 5902 et 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s’est ? nouveau prononc?e sur le principe de l’expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour pr?cit?s.

43. Au vu du constat de violation de l’article 1 du protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l’expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu’il est compatible avec la Convention.

44. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l’histoire du principe de l’expropriation indirecte – a dit qu’au vu de l’uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l’expropriation indirecte doit se consid?rer comme ?tant pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S’agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d’utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l’Etat. Quant ? l’indemnisation, la Cour de cassation a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l’indemnisation due en cas d’expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu.

45. Saisi d’un recours en ex?cution d’une d?cision judiciaire d?finitive annulant la d?claration d’utilit? publique concernant une proc?dure d’expropriation, vu la demande de la partie requ?rante tendant ? obtenir la restitution du terrain entre-temps occup? et transform?, le Conseil d’Etat, dans son arr?t no 2/2005 du 29 avril 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, s’est prononc? sur le point de savoir si la transformation irr?versible dudit terrain ? la suite de la construction de l’ouvrage ? public ? pouvait constituer une raison de droit emp?chant la restitution du terrain. Le Conseil d’Etat a r?pondu par la n?gative. Ce faisant, il a :

a) reconnu que le principe jurisprudentiel de l’expropriation indirecte est d?faillant quant au besoin de s?curit? juridique, en ce qui concerne entre autres le point de savoir ? quelle date l’ouvrage public doit ?tre consid?r? comme ? r?alis? ? et donc ? quelle date il y a eu transfert de propri?t? au b?n?fice de l’Etat ;

b) rendu hommage ? la jurisprudence de la Cour, et notamment ? l’arr?t Belvedere Alberghiera Srl c. Italie, en affirmant que, face ? une demande en restitution d’un bien ill?galement occup? et transform?, l’ouvrage r?alis? par les autorit?s publiques ne peut pas, en tant que tel, constituer un obstacle absolu ? la restitution ;

c) interpr?t? l’article 43 du R?pertoire (paragraphe 47 ci-dessous) dans le sens o? la non-restitution d’un terrain ne peut ?tre admise que dans des cas exceptionnels, ? savoir lorsque l’administration invoque un int?r?t public particuli?rement marqu? ? la conservation de l’ouvrage ;

d) affirm?, dans ce contexte, que l’expropriation indirecte ne saurait constituer une alternative (? una mera alternativa ?) ? une proc?dure d’expropriation en bonne et due forme.

7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d’expropriation pour cause d’utilit? publique (ci apr?s ? le R?pertoire)

46. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le D?cret Pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le D?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et qui r?git la proc?dure d’expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l’expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s’applique pas aux cas d’occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et ne s’applique donc pas en l’esp?ce, s’est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l’ensemble de la l?gislation la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d’expropriation.

47. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu’en l’absence d’un d?cret d’expropriation, ou en l’absence de d?claration d’utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d’un ouvrage public est acquis au patrimoine de l’autorit? qui l’a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L’autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d’urbanisme ou la d?claration d’utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L’autorit? en cause peut s’y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.

EN DROIT

I. SUR L’EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT

48. Le Gouvernement excipe de la tardivet? de la requ?te, dans la mesure o? la requ?rante se plaint qu’? l’issue de la proc?dure l’indemnit? qu’elle pourra obtenir sera calcul?e en fonction de la loi no 662 de 1996. Selon lui, le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir au moment de l’entr?e en vigueur de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996. A l’appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l’affaire Miconi c. Italie (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004.

49. La requ?rante demande le rejet de l’exception.

50. La Cour note qu’une exception de tardivet? du Gouvernement a d?j? ?t? rejet?e lors de la d?cision sur la recevabilit? du 3 juin 2004. A cet ?gard, elle a estim? que les effets de l’occupation du terrain de la requ?rante s’analysent en une situation continue, qui, dans le cas d’esp?ce, n’a pas encore pris fin.

51. Dans la mesure o? l’exception pr?liminaire se r?f?re sp?cifiquement ? la question de l’indemnisation et pourrait ?tre consid?r?e comme ?tant nouvelle, la Cour rappelle qu’aux termes de l’article 55 de son r?glement, ? Si la Partie contractante d?fenderesse entend soulever une exception d’irrecevabilit?, elle doit le faire, pour autant que la nature de l’exception et les circonstances le permettent, dans les observations ?crites ou orales sur la recevabilit? de la requ?te (…) ?. Or, il ressort du dossier que cette condition ne se trouve pas remplie en l’esp?ce. Il y a donc forclusion.

52. En tout ?tat de cause, s’il est vrai que la loi no 662 de 1996 a ?tabli des crit?res de calcul pour l’indemnit? ? verser en cas d’expropriation indirecte, il est ?galement vrai que ni en 1996, ni d’ailleurs ? pr?sent, la requ?rante ne dispose d’un jugement faisant ?tat d?finitivement du transfert de propri?t? au b?n?fice de l’administration en vertu du principe de l’expropriation indirecte, et d?clarant en m?me temps que la requ?rante avait droit ? une r?paration. Dans ces circonstances, la requ?rante ne pouvait pas conclure ? l’applicabilit? d’une telle loi dans son cas. Du surcro?t, la requ?rante ne pouvait imaginer quelle serait l’estimation de la valeur de son terrain faite par les juges nationaux et quelles seraient les cons?quences financi?res d?coulant de l’application concr?te de cette loi ? son cas.

53. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime qu’il y a lieu de rejeter l’exception du Gouvernement.

II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N 1 DE LA CONVENTION

54. La requ?rante all?gue avoir ?t? priv?e de son terrain par l’effet de l’occupation de celui-ci et ? d?faut d’un d?cret d’expropriation et d’indemnisation. Selon elle, cette situation a port? atteinte ? son droit au respect de ses biens garanti ? l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?

A. Th?ses d?fendues devant la Cour

1. La requ?rante

55. La requ?rante demande ? la Cour de d?clarer que l’expropriation indirecte n’est pas conforme au principe de l?galit?. Se r?f?rant ? l’arr?t Belvedere Alberghiera c. Italie (no 31524/96, CEDH 2000-VI) la requ?rante observe que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n’est pas admissible dans un Etat de droit.

56. La requ?rante d?nonce ensuite un manque de clart?, de pr?visibilit? et de pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son cas.

57. Enfin, quant ? l’indemnisation, la requ?rante observe qu’il n’y a pas eu ? r?paration ? du pr?judice subi, mais uniquement une indemnisation largement au dessous de la valeur du terrain au sens de la loi no 662 de 1996 qui a plafonn? le montant de l’indemnisation.

58. La requ?rante affirme ne pas avoir re?u l’indemnisation accord?e par le tribunal et demande ? la Cour de constater la violation de l’article 1 du Protocole no 1.

2. Le Gouvernement

59. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Le Gouvernement admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun d?cret d’expropriation n’a ?t? adopt?.

60. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.

61. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.

62. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.

63. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que l’id?e de loi est compr?hensive des principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45) ainsi que du droit non ?crit (voir l’arr?t Sunday Times c. Royaume-Uni (no1) du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).

64. Il s’ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.

65. Le Gouvernement rappelle que dans une affaire allemande (Forrer-Niedenthal c. Allemagne, arr?t du 20 f?vrier 2003) la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l’atteinte port? ? sa propri?t?. Le Gouvernement demande ? la Cour d’appliquer le m?me crit?re de jugement ? la pr?sente affaire.

66. S’agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu’un d?cret d’expropriation n’ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

67. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d’une ?uvre d’utilit? publique, la restitution de celui-ci n’est plus possible.

68. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral pr?vale sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l’utilit? publique.

69. Quant ? l’exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l’administration est tenue de compenser le particulier.

70. Cependant, cette indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par l’administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

71. Le Gouvernement admet que la requ?rante ne pourra pas ?tre enti?rement indemnis?e et que par l’effet de la loi no 662 de 1996, l’indemnit? accord?e sera inf?rieure ? la valeur du terrain.

72. Toutefois, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l’indemnit? en cause rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Il rappelle en outre que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause, est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re.

73. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.

B. Sur l’observation de l’article 1 du Protocole no 1

74. La Cour rappelle note que la proc?dure devant les juridictions internes s’est termin?e en premi?re instance. Elle note toutefois que le jugement du tribunal n’est pas encore devenu d?finitif.

75. Les parties s’accordent pour dire qu’il y a eu ? privation de propri?t? ?.

76. Pour la requ?rante il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d’expropriation ni indemnisation si bien qu’elle revient en substance ? une expropriation de fait.

77. Pour le Gouvernement, la requ?rante doit se consid?rer comme ayant ?t? priv?e de son bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par le tribunal de G?nes comme moment du transfert de propri?t?.

78. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l’article 1 du Protocole no 1, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).

79. Elle rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l’existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).

80. La Cour reste convaincue que l’existence, en tant que telle, d’une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.

81. La Cour prend note de l’?volution jurisprudentielle qui a conduit ? l’?laboration du principe de l’expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988, et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d’expropriation. Ceci ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires relev?es dans l’historique de la jurisprudence, et note ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s. Ce point de vue a d’ailleurs ?t? admis par le Conseil d’Etat (paragraphe 45 ci-dessus) qui, dans son arr?t no 2 de 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, a reconnu que le principe jurisprudentiel de l’expropriation indirecte n’a jamais donn? lieu ? une r?glementation stable, compl?te et pr?visible.

82. En outre, la Cour constate que, dans tous les cas, l’expropriation indirecte tend ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration. Toute en tentant de r?gler les cons?quences pour le particulier et l’administration, elle permet ? cette derni?re de tirer b?n?fice de son comportement ill?gal. Que ce soit en vertu d’un principe jurisprudentiel ou d’un texte de loi comme l’article 43 du R?pertoire, l’expropriation indirecte ne saurait donc constituer une alternative ? une expropriation en bonne et due forme (voir, sur ce point ?galement, la position du Conseil d’Etat, au paragraphe 45 ci-dessus).

83. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.

84. La Cour constate qu’en l’esp?ce la requ?rante a perdu la disponibilit? du terrain qui a ?t? occup? en 1980 et qui a ?t? transform? de mani?re irr?versible en 1986. Selon le tribunal de G?nes l’occupation est devenue sans titre ? compter de 1986 et, ? cette m?me date, la requ?rante a ?t? priv?e de son bien. La proc?dure, s’est termin?e en premi?re instance, toutefois, le jugement, qui a ?tabli que la ville de Rossiglione ?tait responsable de la situation d?nonc?e n’a pas encore acquis l’autorit? de chose jug?e.

85. A d?faut d’un acte formel de transfert de propri?t?, et ? d?faut d’un jugement national d?clarant qu’un tel transfert doit se consid?rer comme ayant eu lieu (Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l’impossibilit? jusqu’? ici de rem?dier ? la situation incrimin?e a engendr? des cons?quences assez graves pour que le requ?rant ait subi une expropriation de fait incompatible avec son droit au respect de ses biens (arr?t Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.

86. En conclusion, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.

III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION

87. La requ?rante all?gue que l’impossibilit? pour elle de r?clamer une indemnit? pour la non jouissance du terrain pendant la p?riode initiale d’occupation, ? savoir lorsque le terrain ?tait occup? l?galement, a entrav? son droit d’acc?s ? un tribunal.

88. L’article 6 ? 1 dispose :

? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…), par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?.

A. Sur l’exception pr?liminaire du Gouvernement

89. Dans ses observations sur le fond, le Gouvernement a soulev? une exception tir?e du non respect du d?lai de six mois et soutient que la requ?rante aurait d? soulever le grief tir? d’une atteinte ? son droit d’acc?s ? un tribunal dans un d?lai de six mois commen?ant ? courir depuis la fin de l’occupation l?gale, ? savoir depuis 1986 ou au plus tard en 1991 au moment de l’introduction de l’action en justice par la tante de la requ?rante devant le tribunal de G?nes.

90. La requ?rante demande le rejet de l’exception

91. La Cour note en premier lieu que l’exception du Gouvernement a d?j? ?t? rejet?e dans sa d?cision sur la recevabilit? du 3 juin 2004. Elle rel?ve ensuite qu’en 1991, la tante de la requ?rante a saisi le tribunal de G?nes d’une demande en indemnisation pour la p?riode d’occupation l?gale du terrain et que la proc?dure s’est termin?e en juin 2004, apr?s l’introduction de la pr?sente requ?te.

92. La Cour consid?re que le Gouvernement fonde son exception sur des arguments qui ne sont pas de nature ? remettre en cause sa d?cision sur la recevabilit?. Par cons?quent, l’exception doit ?tre rejet?e.

B. Sur le bien-fond? du grief

93. Dans ces observations sur la recevabilit?, le Gouvernement avait soulev? une exception d’irrecevabilit? tir?e du non ?puisement des voies de recours internes au motif que la requ?rante n’avait pas contest? devant le tribunal administratif tous les actes de la proc?dure d’expropriation, y compris le d?cret d’occupation d’urgence.

94. Sur le fond, le Gouvernement admet qu’? l’?poque de l’occupation autoris?e du terrain litigieux, et avant l’arr?t de la Cour constitutionnelle no 470 de 1990 (paragraphe 20 ci-dessus), il n’y avait pas d’acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l’indemnit? d’occupation. Le Gouvernement fait observer que la requ?rante a pu en tout cas saisir un tribunal de sa demande d’indemnisation.

95. Dans sa d?cision sur la recevabilit?, la Cour a estim? que le probl?me de l’?puisement des voies de recours internes se confond avec le fond de l’affaire puisque le grief tir? de l’article 6 de la Convention concerne pr?cis?ment l’entrave ? l’acc?s ? un tribunal. Elle a donc joint cette question au fond.

96. Or, la Cour consid?re que les griefs de la requ?rante soulev?s sous l’angle du droit d’acc?s ? un tribunal se confondent avec ceux tir?s de l’article 1 du Protocole no 1, dans la mesure o? la requ?rante a fait valoir ? ce titre l’impossibilit? pour elle de prot?ger ses int?r?ts patrimoniaux pendant la p?riode concern?e.

97. Eu ?gard ? la conclusion formul?e au paragraphe 86, elle n’estime pas n?cessaire de les examiner s?par?ment sous l’angle de l’article 6 ? 1 de la Convention.

III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

98. Aux termes de l’article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

99. La requ?rante demande tout d’abord la restitution du terrain et invite la Cour ? nommer un expert qui puisse ?valuer la valeur du terrain.

100. Subsidiairement, pour le cas o? la Cour ne condamnerait pas l’Italie ? la restitution du terrain, la requ?rante r?clame 18 363, 85 EUR au titre de pr?judice mat?riel pour la perte du terrain, somme qui r?sulte de la diff?rence entre la valeur du terrain litigieux r??valu?e et assortie d’int?r?ts et la somme, r??valu?e et assortie d’int?r?ts, qu’elle doit encore percevoir en ex?cution du jugement du tribunal de G?nes.

101. En outre, la requ?rante demande le versement d’une indemnit? de 40 000,00 EUR au titre de pr?judice moral.

102. Le Gouvernement affirme que la liquidation du pr?judice mat?riel n’est pas li?e ? la valeur des terrains expropri?s.

103. Subsidiairement le Gouvernement demande ? la Cour de tenir en compte le fait que si la proc?dure d’expropriation avait ?t? port?e ? terme, la requ?rante aurait re?u une indemnisation inf?rieure ? celle qu’elle vient de recevoir.

104. Le Gouvernement observe ensuite que la requ?rante a obtenu au niveau national une d?cision lui accordant une somme importante. Dans cette situation, la Cour ne devrait pas accorder une satisfaction ?quitable entra?nant un enrichissement indu de la requ?rante.

105. S’agissant du dommage moral, le Gouvernement affirme que la somme demand?e par la requ?rante est manifestement exorbitante.

106. La requ?rante demande en outre ? la Cour la somme de 14 438,80 EUR, au titre de remboursement des frais encourus devant la Cour et des honoraires d’avocat.

107. Quant au remboursement des frais sollicit?s par la requ?rante, le Gouvernement estime qu’une telle somme est excessive et il s’en remet ? la sagesse de la Cour.

108. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et la requ?rante parviennent ? un accord.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l’UNANIMIT?,

1. Rejette, les exceptions pr?liminaires du Gouvernement ;

2. Dit, qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;

3. Dit, qu’il ne s’impose pas d’examiner le grief de la requ?rante sur le terrain de l’article 6 ? 1 de la Convention ;

4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat

en cons?quence,

a) la r?serve ;

b) invite le Gouvernement et la requ?rante ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 13 octobre 2005 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

ARR?T BINOTTI c. ITALIE (N? 2)

ARR?T BINOTTI c. ITALIE (N? 2)

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