AFFAIRE ALFANO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ALFANO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 30878/96/2003
Stato: Italia
Data: 2003-12-11 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA ALFANO C. ITALIA
( Richiesta no 30878/96)
SENTENZA
STRASBURGO
11 dicembre 2003
DEFINITIVO
11/03/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Alfano c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, il Sig.re F. Tulkens,
N. Vajic, S. Botoucharova, giudici, il Sig. L. Ferrari Bravo, giudice ad hoc, e del Sig. S. Nielsen, cancelliere aggiunge di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 20 novembre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 30878/96) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. A. A. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 9 marzo 1996 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dinnanzi alla Corte da M. G., avvocato a Salerno. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, ed i suoi coagente successivi, Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato il Sig. L. Ferrari Bravo come giudice ad hoc per riunirsi al suo posto, articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento.
3. Il 3 maggio 2001 la Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1963 e ha risieduto a Palomonte (Salerno).
5. E? il proprietario, dal 4 maggio 1993, di un appartamento ubicato a Salerno che era stato affittato al Sig. A.V. e subaffittato al Sig. G.F. Il procedimento di sfratto era pendente, ma tutti i tentativi di sfratto si chiudevano con un fallimento, non permettendo al richiedente le leggi sullo scaglionamento dell’esecuzione delle decisioni di sfratto di beneficiare del concorso della forza pubblica.
6. Il 24 maggio 1995 e il 29 gennaio 1996, il richiedente chiese in vano al prefetto di Salerno di fissare una data per la concessione dell’assistenza della forza pubblica.
7. In seguito all’entrata in vigore della legge no 431 del 9 dicembre 1998, con un atto notificato al richiedente il 13 luglio 1999, il subinquilino chiese al tribunale di Salerno di rinviare la data di esecuzione dell’ordinanza di sfratto.
8. Con un’ordinanza dell? 11 ottobre 1999, il tribunale di Salerno fiss? al 21 ottobre 2000 la data dell’esecuzione dell’ordinanza di sfratto.
9. Nel giugno 2001, in seguito ad un accordo tra il richiedente e le inquiline, queste liberarono l’appartamento in pieno accordo.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
10. Dal 1947, la legislazione in materia di affitti di abitazioni ? stata segnata da differenti interventi dei poteri pubblici, riguardanti il controllo degli affitti per mezzo del blocco di questi, mitigati ogni tanto dagli aumenti legali decretati dal governo, cos? come la proroga legale di tutti gli affitti in corso e, infine, la sospensione o lo scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti. Per ci? che riguarda la proroga degli affitti, la sospensione dell’esecuzione forzata e lo scaglionamento degli sfratti, il diritto interno pertinente ? presentato nella sentenza resa dalla Corte nella causa Immobiliaire Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. Da ultimo, una decreto-legge no 147 del 24 giugno 2003, convertito in legge no 200/03, sospese in certi casi l’esecuzione costretta delle ordinanze di sfratto fino al 30 giugno 2004.
A. Il sistema di controllo degli affitti
11. In materia di controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione italiana si pu? riepilogare come segue.
12. La prima misura pertinente fu la legge no 392 del 27 luglio 1978 che mise in atto un sistema di “affitti equi”, equo canone, fondati su un certo numero di criteri come la superficie e gli oneri di costruzione dell’appartamento.
13. Una seconda misura fu adottata dalle autorit? italiane nell’agosto 1992, ai fini di una liberalizzazione progressiva del mercato della locazione. Introdusse allora una legislazione che attenuava le restrizioni in vigore riguardanti l’importo degli affitti, patti in deroga in virt? della quale i proprietari e gli inquilini potevano in principio scostarsi dall’affitto fissato dalla legge convenendo ad un importo differente.
14. Infine, la legge no 431 del 9 dicembre 1998 ha riformato il regime delle locazioni e liberalizzato gli affitti.
B. Obblighi dell’inquilino in caso di restituzione tardiva
15. L’inquilino ? sottoposto all’obbligo generale di indennizzare il proprietario di ogni danno causato dalla restituzione tardiva dell’alloggio. A questo riguardo, l’articolo 1591 del codice civile italiano dispone:
“L’inquilino che non ha lasciato i luoghi ? tenuto a versare l’importo convenuto al proprietario fino alla data della sua partenza, cos? come ad indennizzarlo di ogni eventuale danno.”
16. Tuttavia, la legge no 61 del 1989 ha tra l?altro plafonato l’indennizzo che poteva richiedere il proprietario ad una somma uguale all’affitto versato dall’inquilino al momento della scadenza dell’affitto, indicizzato in base al rialzo del costo della vita, articolo 24 della legge no 392 del 27 luglio 1978, ed aumentata del 20%, per tutto il periodo durante il quale il proprietario non aveva potuto godere del suo appartamento.
17. La sentenza no 482 reso nel 2000 dalla Corte costituzionale riguardava la questione di sapere se simile determinazione di un massimo fosse conforme alla Costituzione. La giurisdizione costituzionale rispose affermativamente in quanto si trattava di periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge, e spieg? che questa limitazione mirava a regolare le locazioni mentre la legislazione eccezionale era in vigore e che la penuria di alloggi esigeva la sospensione delle misure di esecuzione forzata. Se gli sfratti erano stati sospesi in virt? della legge, la legislazione aveva in anticipo determinato l’importo dell’indennizzo dovuto dall’inquilino, essendo queste due misure provvisorie ed eccezionali. Del resto, il proprietario trovava un compenso nel fatto che era dispensato dal dimostrare l’esistenza di un danno.
18. La Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitata dal proprietario nel caso dove si era trovato nell’incapacit? di riprendere possesso dell’appartamento in ragione del comportamento dell’inquilino e non dell’intervento del legislatore. La giurisdizione costituzionale ha permesso perci?, cos? al proprietario di impegnare un procedimento civile per ottenere pieno risarcimento dei danni causati dall’inquilino.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
19. Il richiedente si lamenta che l’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica, costituisce un attentato al suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
20. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione la cui parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
21. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevavano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, vedere ?? 46-75 sentenza Immobiliare Saffi, precitata,; Lunari c. Italia, no 21463/96, 11 gennaio 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italia, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-48.
22. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che il richiedente ha dovuto aspettare circa sei anni a contare dalla prima domanda di concessione della forza pubblica, prima di potere ricuperare il suo appartamento.
23. Di conseguenza, in questa causa, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
24. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
25. Il richiedente richiede in primo luogo il risarcimento del danno materiale subito e lo calcola nel seguente modo: 89 000 000 lire italiane (ITL) [45 964,66 euro (EUR)] o circa 1 000 000 ITL [516,46 EUR] al mese, corrispondente alla mancanza a guadagnare in termini di affitto dal giugno 1993 all’ottobre 2000. Difatti fa valere che ha percepito dal suo vecchio inquilino la somma di 498 600 ITL [257,51 EUR] al mese, mentre in data del 1 ottobre 2001 ha affittato il suo appartamento a 1 500 000 ITL [774,69 EUR] al mese per i primi due anni, 2 000 000 ITL [1 032,91 EUR] per il terzo anno e 3 000 000 ITL [1 549,37 EUR] per il quarto. Il richiedente ha inviato il nuovo contratto di locazione.
26. Il Governo contesta queste pretese.
27. La Corte considera che c’? luogo di assegnare un risarcimento a titolo di danno materiale risultante dalla perdita di affitto per il periodo che d? adito a violazioni.
Considerando il modo di calcolo proposto dal richiedente ed alla luce degli elementi di prova in suo possesso e del periodo considerato, la Corte decide di accordare in equit? la somma di 8 750 EUR a questo titolo.
B. Danno morale
28. Il richiedente chiede la somma di 20 000 000 ITL [10 329,14 EUR] a titolo di danno morale.
29. Il Governo contesta queste pretese.
30. La Corte stima che il richiedente ha subito un torto morale certo; decide di conseguenza, deliberando in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, gli accorda la somma di 3 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
31. Il richiedente chiede anche 5 621 220 ITL [2 903,12 EUR] per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
32. Il Governo contesta queste pretese.
33. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza la Corte stima in materia, ragionevole la somma di 2 000 EUR e l’accorda al richiedente.
D. Interessi moratori
34. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 8 750 EUR (ottomila sette cento cinquanta euro) per danno materiale,;
ii. 3 000 EUR (tremila euro) per danno morale,;
iii. 2 000 EUR (duemila euro) per oneri e spese,;
iv. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 11 dicembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE ALFANO c. ITALIE
(Requ?te no 30878/96)
ARR?T
STRASBOURG
11 d?cembre 2003
D?FINITIF
11/03/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Alfano c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
Mmes F. Tulkens,
N. Vajic,
S. Botoucharova, juges,
M. L. Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de M. S. Nielsen, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 20 novembre 2003,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 30878/96) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. A. A. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 9 mars 1996 en vertu de l’ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? devant la Cour par Me M. G., avocate ? Salerne. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et ses coagents successifs, MM. V. Esposito et F. Crisafulli. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l’Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? M. L. Ferrari Bravo comme juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
3. Le 3 mai 2001 la Cour a d?clar? la requ?te recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1963 et r?side ? Palomonte (Salerne).
5. Il est propri?taire, depuis le 4 mai 1993, d’un appartement sis ? Salerne qui avait ?t? lou? ? M. A.V. et sous-lou? ? M. G.F. La proc?dure d’expulsion ?tait pendante, mais toutes les tentatives d’expulsion se soldaient par un ?chec, les lois sur l’?chelonnement de l’ex?cution des d?cisions d’expulsion ne permettant pas au requ?rant de b?n?ficier du concours de la force publique.
6. Les 24 mai 1995 et 29 janvier 1996, le requ?rant demanda en vain au pr?fet de Salerne de fixer une date pour l’octroi de l’assistance de la force publique.
7. Suite ? l’entr?e en vigueur de la loi no 431 du 9 d?cembre 1998, par un acte notifi? au requ?rant le 13 juillet 1999, la sous-locataire demanda au tribunal de Salerne de reporter la date d’ex?cution de l’ordonnance d’expulsion.
8. Par une ordonnance du 11 octobre 1999, le tribunal de Salerne fixa au 21 octobre 2000 la date de l’ex?cution de l’ordonnance d’expulsion.
9. En juin 2001, suite ? un accord entre le requ?rant et la locataire, celle-ci lib?ra l’appartement de son plein gr?.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
10. Depuis 1947, la l?gislation en mati?re de baux d’habitation a ?t? marqu?e par diff?rentes interventions des pouvoirs publics, portant sur le contr?le des loyers au moyen du blocage de ceux-ci, mitig? par les augmentations l?gales d?cr?t?es de temps ? autre par le gouvernement, ainsi que sur la prorogation l?gale de tous les baux en cours et, enfin, sur la suspension ou l’?chelonnement de l’ex?cution forc?e des expulsions. En ce qui concerne la prorogation des baux, la suspension de l’ex?cution forc?e et l’?chelonnement des expulsions, le droit interne pertinent est pr?sent? dans l’arr?t rendu par la Cour dans l’affaire Immobiliaire Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. En dernier lieu, un d?cret-loi no 147 du 24 juin 2003, converti en loi no 200/03, suspendit dans certains cas l’ex?cution forc?e des ordonnances d’expulsion jusqu’au 30 juin 2004.
A. Le syst?me de contr?le des loyers
11. En mati?re de contr?le des loyers, l’?volution de la l?gislation italienne peut se r?sumer comme suit.
12. La premi?re mesure pertinente fut la loi no 392 du 27 juillet 1978, qui mit en place un syst?me de ? loyers ?quitables ? (equo canone) reposant sur un certain nombre de crit?res tels que la superficie et les frais de construction de l’appartement.
13. Une deuxi?me mesure fut adopt?e par les autorit?s italiennes en ao?t 1992, aux fins d’une lib?ralisation progressive du march? de la location. Entra alors en vigueur une l?gislation qui att?nuait les restrictions frappant le montant des loyers (patti in deroga), en vertu de laquelle les propri?taires et les locataires pouvaient en principe s’?carter du loyer fix? par la loi en convenant d’un montant diff?rent.
14. Enfin, la loi no 431 du 9 d?cembre 1998 a r?form? le r?gime des locations et lib?ralis? les loyers.
B. Obligations du locataire en cas de restitution tardive
15. Le locataire est soumis ? l’obligation g?n?rale d’indemniser le propri?taire de tout dommage caus? par la restitution tardive du logement. A cet ?gard, l’article 1591 du code civil italien dispose :
? Le locataire qui n’a pas quitt? les lieux est tenu de verser au propri?taire le montant convenu jusqu’? la date de son d?part, ainsi que de l’indemniser de tout pr?judice ?ventuel ?.
16. Toutefois, la loi no 61 de 1989 a entre autres plafonn? l’indemnisation que pouvait r?clamer le propri?taire ? une somme ?gale au loyer vers? par le locataire au moment de l’expiration du bail, index?e sur la hausse du co?t de la vie (article 24 de la loi no 392 du 27 juillet 1978) et major?e de 20 %, pour toute la p?riode pendant laquelle le propri?taire n’avait pu jouir de son appartement.
17. L’arr?t no 482 rendu en 2000 par la Cour constitutionnelle portait sur la question de savoir si un tel plafonnement ?tait conforme ? la Constitution. La juridiction constitutionnelle r?pondit par l’affirmative s’agissant des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi, et expliqua que cette limitation visait ? r?guler les locations alors que la l?gislation d’exception ?tait en vigueur et que la p?nurie de logements exigeait la suspension des mesures d’ex?cution forc?e. Si les expulsions avaient ?t? suspendues en vertu de la loi, la l?gislation avait par avance d?termin? le montant de l’indemnisation due par le locataire, ces deux mesures ?tant provisoires et exceptionnelles. Du reste, le propri?taire y trouvait une compensation dans le fait qu’il ?tait dispens? de d?montrer l’existence d’un pr?judice.
18. La Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnel le plafonnement de l’indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire dans le cas o? il s’?tait trouv? dans l’incapacit? de reprendre possession de l’appartement en raison du comportement du locataire et non de l’intervention du l?gislateur. En cons?quence, la juridiction constitutionnelle a ainsi permis au propri?taire d’engager une proc?dure civile pour obtenir pleine r?paration des pr?judices caus?s par le locataire.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L’ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
19. Le requ?rant se plaint que l’impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement, faute d’octroi de l’assistance de la force publique, constitue une atteinte ? son droit de propri?t?, tel que reconnu ? l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
20. Le requ?rant all?gue aussi un manquement ? l’article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
21. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d’esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (voir arr?t Immobiliare Saffi, pr?cit?, ?? 46-75; Lunari c. Italie, no 21463/96, 11 janvier 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italie, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-48).
22. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n’a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que le requ?rant a d? attendre environ six ans ? compter de la premi?re demande d’octroi de la force publique, avant de pouvoir r?cup?rer son appartement.
23. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 et de l’article 6 ? 1 de la Convention.
II SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
24. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
25. Le requ?rant r?clame en premier lieu la r?paration du pr?judice mat?riel subi et le chiffre de la mani?re suivante : 89 000 000 lires italiennes (ITL) [45 964,66 euros (EUR)] ou environ 1 000 000 ITL [516,46 EUR] par mois, correspondant au manque ? gagner en termes de loyers de juin 1993 ? octobre 2000. En effet il fait valoir qu’il a per?u de son ancien locataire la somme de 498 600 ITL [257,51 EUR] par mois, alors qu’en date du 1er octobre 2001 il a lou? son appartement ? 1 500 000 ITL [774,69 EUR] par mois pour les deux premi?res ann?es, 2 000 000 ITL [1 032,91 EUR] pour la troisi?me ann?e et 3 000 000 ITL [1 549,37 EUR] pour la quatri?me. Le requ?rant ? envoy? le nouveau contrat de location.
26. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
27. La Cour consid?re qu’il y a lieu d’allouer un d?dommagement ? titre de dommage mat?riel r?sultant de la perte de loyer pour la p?riode donnant lieu aux violations.
Consid?rant le mode de calcul propos? par le requ?rant et ? la lumi?re des ?l?ments de preuves en sa possession et de la p?riode consid?r?e, la Cour d?cide d’accorder en ?quit? la somme de 8 750 EUR ? ce titre.
B. Dommage moral
28. Le requ?rant demande la somme de 20 000 000 ITL [10 329,14 EUR] ? titre de dommage moral.
29. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
30. La Cour estime que le requ?rant a subi un tort moral certain ; elle d?cide par cons?quent, statuant en ?quit? comme le veut l’article 41 de la Convention, de lui accorder la somme de 3 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
31. Le requ?rant demande ?galement 5 621 220 ITL [2 903,12 EUR] pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
32. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
33. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 2 000 EUR et l’accorde au requ?rant.
D. Int?r?ts moratoires
34. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 8 750 EUR (huit mille sept cent cinquante euros) pour dommage mat?riel ;
ii. 3 000 EUR (trois mille euros) pour dommage moral ;
iii. 2 000 EUR (deux mille euros) pour frais et d?pens ;
iv. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 d?cembre 2003 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier adjoint Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024