AFFAIRE ZUBANI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ZUBANI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 35, P1-1
Numero: 14025/88/1996
Stato: Italia
Data: 1996-08-07 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (tardivit?); Eccezione preliminare respinta (noN-esaurimento); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

Nella causa Zubani c. Italia1,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente all’articolo 43 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) ed alle clausole pertinenti del suo ordinamento B2, in una camera composta dai giudici di cui segue il nome,:
SIGG.. R. Bernhardt, presidente,
F. Matscher, R. Macdonald, C. Russo, A. Spielmann, N. Valticos, Sir John Freeland, Sigg.. A.B. Baka, U. Lohmus,

cos? come di Sigg.. H. Petzold, cancelliere,
ed P.Ji Mahoney, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 23 febbraio e 25 giugno 1996,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 29 maggio 1995, nel termine di tre mesi che aprono gli articoli 32 ? 1 e 47 della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (n? 14025/88) diretta contro la Repubblica italiana e in cui quattro cittadini di questo Stato, la Sig.ra M. Z., la Sig.ra L. Z., la Sig.ra A. Z. ed il Sig. A. Z., avevano investito la Commissione il 26 gennaio 1988 in virt? dell’articolo 25.
La domanda della Commissione rinvia agli articoli 44 e 48 cos? come alla dichiarazione italiana che riconosce la giurisdizione obbligatoria della Corte (articolo 46). Ha per oggetto di ottenere una decisione sul punto di sapere se i fatti della causa rivelano una trasgressione dello stato convenuto alle esigenze dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 alla Convenzione.

2. In risposta all’invito contemplato all’articolo 35 ? 3 d, dell’ordinamento B, i richiedenti hanno manifestato il desiderio di partecipare all’istanza e hanno designato il loro consigliere (articolo 31), che il presidente della camera ha autorizzato ad adoperare la lingua italiana (articolo 28 ? 3).
3. La camera da costituire comprendeva di pieno dritto Sig. C. Russo, giudice eletto di nazionalit? italiana (articolo 43 della Convenzione), ed il Sig. R. Bernhardt, vicepresidente della Corte (articolo 21 ? 4 b, dell’ordinamento B). L?8 giugno 1995, il presidente della Corte ha estratto a sorte il nome dagli altri sette membri, ossia il Sig. R. Macdonald, il Sig. A. Spielmann, il Sig. N. Valticos, il Sig. F. Bigi, Sir John Freeland, il Sig. A.B,. Baka ed il Sig. U. Lohmus, in presenza del cancelliere (articoli 43 in fine della Convenzione e 21 ? 5 dell’ordinamento B). Ulteriormente, il Sig. F. Matscher, giudice supplente, ha sostituito il Sig. Bigi, deceduto (articolo 22 ? 1 dell’ordinamento B).

4. Nella sua qualit? di presidente della camera, articolo 21 ? 6 dell’ordinamento B, il Sig. Bernhardt ha consultato, tramite il cancelliere, l’agente del governo italiano (“il Governo”), l’avvocato dei richiedenti ed il delegato della Commissione a proposito dell’organizzazione del procedimento (articoli 39 ? 1 e 40). Conformemente all’ordinanza resa perci?, il cancelliere ha ricevuto l’esposto del Governo il 20 dicembre 1995. I richiedenti hanno risposto il 23 gennaio 1996.
5. Il 29 gennaio 1996, la Commissione ha prodotto la pratica del procedimento seguito dinnanzi a lei; il cancelliere l’aveva invitata su istruzione del presidente.
6. Cos? come aveva deciso questo ultimo, i dibattimenti si sono svolti in pubblico il 21 febbraio 1996, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo. La Corte aveva tenuto prima una riunione preparatoria.
Sono comparsi:
– per il Governo
Il Sig. G. Raimondi, magistrato staccato,
al servizio del contenzioso diplomatico
del ministero delle Cause estere, coagente,;
– per la Commissione
Il Sig. S. Trechsel, delegato,;
– per i richiedenti
Io A. P., avvocato, consigliere.
La Corte li ha sentiti nelle loro arringhe cos? come nelle loro risposte alle sue domande.
IN FATTO
I. Le circostanze dello specifico
7. I richiedenti, tre sorelle ed un fratello, sono i proprietari di una fattoria e di un terreno adiacente, supporto del loro sfruttamento agricolo.
8. Il 21 agosto 1979, nella cornice del collocamento in opera del piano di pianificazione generale adottato conformemente alla legge n? 167/62, la citt? di Brescia (“la citt?”) prese un decreto di occupazione di emergenza di suddetto terreno, situato in un settore destinato alla costruzione di immobili di abitazione a prezzi moderati e popolari (edilizia economica e popolare)
9. Il 16 luglio 1980, la citt? procedette all’occupazione materiale del terreno con l’assistenza della forza pubblica. Il 6 ottobre 1981, il consiglio regionale di Lombardia emise un decreto di espropriazione.
10. Contestando fin dall’inizio la legalit? dell’azione dell’amministrazione, gli interessati iniziarono parecchi procedimenti dinnanzi alle giurisdizioni amministrative e civili.
A. L’azione possessoria dinnanzi alle giurisdizioni civili
11. Il 1 ottobre 1980, i richiedenti si rivolsero al giudice di istanza (pretore) di Brescia chiedendo la restituzione del terreno al motivo che il decreto di occupazione di emergenza del 21 agosto 1979 aveva perso la sua validit? perch? messo in esecuzione dopo la scadenza del termine previsto dalla legge, tre mesi.
Con una decisione provvisoria del 10 gennaio 1981, il giudice di istanza fece diritto alla domanda dei richiedenti. La citt? non ubbid?.
Il 16 marzo 1983, deliberando definitivamente, il giudice revoc? la sua prima decisione perch?, nel frattempo, il decreto di espropriazione del 6 ottobre 1981 (paragrafo 9 sopra) aveva convalidato l’occupazione controversa. Dichiar? tuttavia illegale lo spodestamento effettuato il 16 luglio 1980 qualificandolo come atto di spoliazione e condann? la citt? a riparare i danni subiti da questo fatto da parte dei richiedenti.
12. Il 13 giugno 1983, contestando questo ultimo punto, la citt? interpose appello dinnanzi al tribunale di Brescia che, il 18 dicembre 1985, conferm? la decisione attaccata. Il testo del suo giudizio fu depositato alla cancelleria il 13 giugno 1986.

13. Nell’intervallo, il 16 aprile 1981, le due cooperative incaricate dei lavori di costruzione( paragrafo 18 sotto) avevano impegnato contro i richiedenti un procedimento in risarcimento dei danni generati dal ritardo portato all’operazione immobiliare e dovuto alle loro azioni giudiziali.
B. Il procedimento sul merito dinnanzi alle giurisdizioni amministrative
14. Con un atto notificato il 12 novembre 1979, i richiedenti chiesero al tribunale amministrativo regionale (“il TAR”) di Lombardia di annullare il decreto di occupazione di emergenza del 21 agosto 1979.
Il 22 luglio 1980, presentarono un nuovo ricorso contro l’occupazione materiale del terreno, poi il 6 gennaio 1982, dinnanzi allo stesso tribunale, attaccarono il decreto di espropriazione del 6 ottobre 1981.
15. Dopo congiunzione di questi differenti ricorsi, il TAR annull?, il 15 giugno 1984, i differenti atti amministrativi ? tra cui il decreto di espropriazione – ma si dichiar? incompetente per giudicare la legalit? della presa di possesso del terreno dei richiedenti effettuata il 16 luglio 1980, stimando che questa questione dipendeva dalle giurisdizioni ordinarie. Il testo di questa decisione fu depositato alla cancelleria il 30 luglio 1984.
16. La citt? interpose appello dinnanzi al Consiglio di stato che, con una sentenza del 21 novembre 1985, depositato alla cancelleria il 17 gennaio 1986, conferm? la decisione del TAR.
C. I procedimenti di esecuzione
1. Dinnanzi alle giurisdizioni amministrative
17. La citt? non avendo ubbidito, gli interessati la citarono allora dinnanzi al Consiglio di stato.
18. Il 10 giugno 1986, questo si dichiar? incompetente e rinvi? la causa dinnanzi al TAR di Lombardia.
Il 16 luglio 1986, i richiedenti investirono il TAR che, il 24 ottobre 1986, diede parzialmente dritto alle loro richieste: decise in sostanza che l’annullamento da parte del Consiglio di stato degli atti di espropriazione controversa aveva per effetto di obbligare la citt? a procedere alla restituzione immediata della porzione dei terreni occupati sulla quale non era stata costruita nessuna opera, o circa 12 000 m?. Ordin? dunque la restituzione di suddetta porzione in uno termine di trenta giorni. In quanto al restante dei terreni sul quale erano stati costruiti degli alloggi nel frattempo, il TAR si dichiar? incompetente per ordinare delle misure di esecuzione poich? parte anteriore anche prima dell’annullamento dell’espropriazione erano stati ceduti dalla citt? a due cooperative di costruzione. Per questo fatto, i membri delle cooperative ne erano diventati gli occupanti materiali e, trattandosi di persone private, n? la citt? n? il TAR non avevano competenza per ordinare loro qualunque cosa fosse a titolo di esecuzione. Il TAR rinvi? i richiedenti a ricorrersi dinnanzi alle giurisdizioni civili.
Depositato alla cancelleria il 31 ottobre 1986, il giudizio non fu seguito da nessuno effetto.
2. Dinnanzi alle giurisdizioni civili
19. Il 29 luglio 1986, i richiedenti prendono di mira la citt? affinch? ottemperi al giudizio del 15 giugno 1984, confermato dal Consiglio di stato il 21 novembre 1985.
20. Con un atto notificato il 5 agosto 1986, la citt? cit? i richiedenti dinnanzi al tribunale di Brescia, per sentire dichiarare nulla o inefficace la messa in opera al motivo che la decisione controversa non costituiva un titolo idoneo per iniziare un procedimento di esecuzione.
I richiedenti formarono allora una richiesta riconvenzionale per ottenere dal tribunale, in pi? della restituzione del loro terreno, la demolizione degli immobili costruiti su una parte di questo, la posa di una chiusura cos? come il risarcimento dei danni subiti.
21. All’udienza del 26 marzo 1987, il tribunale mise la causa in delibera. Il 2 aprile 1987, annull? il collocamento in opera – perch? se il giudizio del TAR aveva annullato le misure adottate nella cornice dell’espropriazione, non era per tanto automaticamente esecutivo – ed accolse il domanda riconvenzionale dei richiedenti per quanto mirava al risarcimento dei danni e la restituzione del terreno.
22. Con un atto notificato il 12 giugno 1987, la citt? interpose appello.
Il 19 ottobre 1988, la causa fu messa in delibera. Il 9 novembre 1988, la corte di appello di Brescia riform? parzialmente la decisione attaccata tramite applicazione della legge n? 458 del 27 ottobre 1988 (“la legge del 1988”), detta “Legge Zubani.” Entrata in vigore il 3 novembre 1988, suddetta legge consacrava la giurisprudenza in materia stabilita dalla sentenza della Corte di cassazione (camere riunite) n? 1464 del 16 febbraio 1983 che contempla la cessione costretta del bene al potere pubblico quando, in seguito alla realizzazione di un’opera pubblica, diventa impossibile la restituzione del bene espropriato al suo proprietario. L’interessato aveva allora dritto ad un indennizzo integrale.

Perci?, la corte respinse la domanda di restituzione del terreno, pure confermando il diritto dei richiedenti al risarcimento dei danni subiti. Il testo della sua sentenza fu depositato alla cancelleria il 15 novembre 1988.
23. Ad una data non precisata, gli interessati ricorsero in cassazione attaccando, in particolare, l’applicazione retroattiva della legge del 1988. Il 18 settembre 1989, la Corte di cassazione rinvi? l’udienza ad una ulteriore data.
24. Con una sentenza del 6 novembre 1989, depositata il 3 aprile 1990, l’alta giurisdizione respinse il ricorso alla cancelleria: la corte di appello aveva applicato a buon diritto la legge del 1988 poich? i richiedenti non avevano ottenuto ancora alcuna decisione definitiva che condanna la municipalit? alla restituzione del terreno costruito.
25. Peraltro, il 15 novembre 1989, nella cornice del procedimento impegnato dalle cooperative nel 1981 (paragrafo 13 sopra) il tribunale di Brescia sollev?, alla domanda dei richiedenti, un’eccezione derivata dall’incostituzionalit? dell’articolo 3 della legge del 1988. La Corte costituzionale la respinse il 12 luglio 1990 (sentenza n? 384 – paragrafo 35 sotto).
Il 28 novembre, il tribunale respinse coloro che fanno domanda e condann? la citt? a rimborsare gli interessati per i danni subiti, precisando che questa questione dovrebbe essere oggetto di un nuovo procedimento.
26. Il 4 e 5 marzo 1993, i richiedenti citarono le cooperative e la citt? dinnanzi al tribunale affinch? questo fissasse l’importo del risarcimento al quale avevano diritto.
27. Il 26 aprile 1995, il tribunale, considerando la citt? come unica responsabile dell’occupazione controversa e dei danni causati, accord? agli interessati la somma di 599 605 830 lire italiane meno 100 000 000 lire (rivalutate a 139 650 600) versate dalla citt? nel 1988 a guisa di acconto, cos? come 22 300 000 lire per oneri e parcella di avvocato. Depositato alla cancelleria il 2 agosto 1995, il giudizio fu dichiarato esecutivo il 11 ottobre e fu notificato alla citt? il 13.
28. Il 29 settembre 1995, il consiglio comunale di Brescia stabil? il pagamento delle somme dovute in favore dei richiedenti. La prima, aumentata degli interessi legali fino alla data probabile del versamento, 31 ottobre 1995, ammontava a 1 015 255 000 lire.
29. Il 20 ottobre 1995, gli interessati indirizzarono un collocamento in opera alla citt? che, il 29 seguente novembre, vers? loro 751 164 000 lire.

30. Il 17 gennaio 1996, in virt? dell’articolo 543 del codice di procedimento civile, citarono la citt? cos? come la sua banca a comparire il 26 marzo 1996 dinnanzi al giudice dell’esecuzione affinch? si fosse proceduto al sequestro dei crediti che appartengono alla citt? in modo da ottenere il pagamento del saldo della somma dovuta. Il 18 gennaio 1996, l’ufficiale giudiziario di giustizia sequestra 250 000 000 lire.
II. Il diritto interno pertinente
A. La legislazione
31. L’articolo 20, capoverso 1, della legge n? 865 del 22 ottobre 1971 contempla:
“L’occupazione di emergenza delle zone ad espropriare ? stabilita da un decreto del prefetto. Questo decreto perde la sua validit? se l’occupazione non ? effettuata nei tre mesi seguenti la sua promulgazione.”
32. L’articolo 3 della legge n? 458 del 27 ottobre 1988 dispone:
“Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale da una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere la restituzione del suo bene.
Ha anche dritto, in pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a quelle menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare del giorno dell’occupazione illegale.”
33. L’articolo 1224 ? 2 del codice civile ? cos? formulato:
“Il creditore che dimostra avere subito un danno pi? importante ha il diritto di ottenere risarcimento. Non c’? dritto se degli interessi moratori erano stati convenuti.”
34. L’articolo 543 del codice di procedimento civile si legge cos?:
“Il sequestro dei crediti del debitore verso i terzi si effettua per mezzo di un atto notificato personalmente al terzo ed al debitore”

B. La giurisprudenza
35. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato:
“Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegittima la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche alle condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”
PROCEDIMENTO DINNANZI A LA COMMISSIONE
36. I richiedenti hanno investito la Commissione il 26 gennaio 1988. Invocando gli articoli 6 ? 1 e 8 della Convenzione, cos? come l’articolo 1 del Protocollo n? 1) si lamentavano: 1, della lunghezza dei procedimenti seguiti dinnanzi alle giurisdizioni civili ed amministrative; 2) di una violazione del diritto al rispetto del loro domicilio; 3) di un attentato al loro diritto al rispetto dei loro beni.
37. Il 6 dicembre 1993, la Commissione ha considerato la richiesta (n? 14025/88) in quanto alla terza lagnanza e l’ha respinta per il surplus. Nel suo rapporto del 21 febbraio 1995 (articolo 31), conclude all’unanimit? che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1. Il testo integrale del suo avviso figura qui accluso alla presente sentenza2.
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE DAL GOVERNO
38. Nel suo esposto, il Governo chiede alla Corte, a titolo principale, di respingere la lagnanza dei richiedenti per mancata osservanza del termine di sei mesi o per non-esaurimento delle vie di ricorso interne (articolo 26 della Convenzione). Sussidiariamente, la prega di giudicare che non ci sia stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.

IN DIRITTO
I. SULLE ECCEZIONI PRELIMINARI DEL GOVERNO
A. Sulla tardivit? della richiesta
39. Il Governo sostiene, a titolo principale che introducendo la loro richiesta il 26 febbraio 1988, i richiedenti hanno superato il termine di sei mesi stabiliti dall’articolo 26 della Convenzione: il trasferimento di propriet? del terreno controverso si sarebbe operato non al momento dell’entrata in vigore della legge del 1988 (paragrafo 22 sopra) ma, nel 1981, all’epoca della costruzione degli immobili da parte delle cooperative. Cita la sentenza della Corte di cassazione n? 1464 del 26 febbraio 1983 (Il Foro italiano, 1983, I, col. 626) dopo il quale, anche in presenza di un’espropriazione illegittima, il potere pubblico acquisisce la propriet? di un terreno “quando la trasformazione di questo dimostra la sua destinazione irreversibile in bene [di interesse] pubblico.”
40. La Corte sottolinea al primo colpo che la richiesta degli interessati alla Commissione ? anteriore in vigore all’entrata della legge del 1988.
Nota poi, col delegato della Commissione ed il consiglio dei richiedenti, che la giurisprudenza menzionata dal Governo, che fu cos? importante, si riferisce solamente all’espropriazione e non all’occupazione di emergenza, e, inoltre, non pu? essere considerata come costrittiva. Il 2 aprile 1987, il tribunale di Brescia ordin? del resto, la restituzione immediata del terreno.
L’eccezione deve essere respinta per difetto di fondamento dunque.
B. Sul non-esaurimento delle vie di ricorso interne
41. A titolo sussidiario, il Governo sostiene che le vie di ricorso interne non sono state esaurite al motivo che le Sig.re ed il Sig. Z. non sempre si sarebbero indirizzati alle giurisdizioni civili per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge in questione.
42. Secondo la Commissione, i richiedenti non sono obbligati ad esaurire che i ricorsi effettivi e, nello specifico, la lunga durata dei procedimenti priva della sua efficacia la via indicata dal Governo.

43. La Corte constata che il 28 novembre 1991, nella cornice del processo intrapreso dalle cooperative contro i richiedenti, questi ultimi ottennero la condanna della citt? di Brescia (“la citt?”) al rimborso dei danni subiti (paragrafo 25 sopra). Poi, le Sig.re ed il Sig. Z. si rivolsero, il 4 e 5 marzo 1993, dunque nove mesi prima della decisione della Commissione sull’ammissibilit? della richiesta, 6 dicembre 1993, al tribunale che, il 26 aprile 1995, fiss? l’importo al quale avevano diritto a titolo di risarcimento (paragrafi 26 e 27 sopra). In conclusione, c’? stato esaurimento delle vie di ricorso interne. Egli decide dunque di allontanare l’eccezione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
44. I richiedenti adducono un attentato al loro diritto al rispetto dei loro beni che deriva dall’occupazione illegale del loro terreno da parte dell?’amministrazione. Invocano l’articolo 1 del Protocollo n? 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe.”
45. La Corte nota che il Governo e la Commissione si accordano per dire che l’ingerenza controversa si analizza in una privazione di propriet? al senso della seconda frase dell’articolo 1 e che ? prevista dall’articolo 3 della legge del 1988 (paragrafo 32 sopra) ed insegue un interesse di utilit? pubblica, ossia la costruzione di immobili destinati ad una categoria di persone sfavorite.
46. Perci?, si tratta unicamente di ricercare se un giusto equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale e gli imperativi di salvaguardia dei diritti dell’individuo (vedere in particolare il sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie A n? 52, p. 26, ? 69).
47. Il Governo sostiene che adottando la legge del 1988, il legislatore italiano ha valutato bene gli interessi in gioco contemplando un indennizzo integrale per le “vittime” di espropriazioni illegali. L’eccezione di incostituzionalit? dell’articolo 3 di suddetta legge, sollevata dai richiedenti, era stata respinta il 12 luglio 1990 per questa ragione del resto (paragrafi 25 e 35 sopra). L’argomento della Commissione secondo il quale l’amministrazione sarebbe incitata a commettere degli abusi sapendo in anticipo che ogni irregolarit? sar? convalidata in modo retroattivo, si baserebbe su una cognizione piuttosto superficiale dei procedimenti di espropriazione. Difatti, il funzionario responsabile della mancanza amministrativa pu? essere chiamato a rimborsare il danno che il suo comportamento ha causato allo stato.
Il Governo sottolinea anche l’importanza, rispetto alla superficie totale occupata dagli immobili costruiti dalle cooperative, della somma (1 015 255 000 lire per 8670 m2 solamente) accordata ai richiedenti che non avrebbero richiesto del resto che nel maggio 1993 l’indennizzo per la perdita del loro terreno.
In conclusione, lo stato italiano non avrebbe superato il margine di valutazione predisposta dal secondo paragrafo dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.
48. I richiedenti denunciano la spoliazione di cui sono state vittime il 16 luglio 1980 cos? come il rifiuto della citt? di conformarsi alle decisioni delle giurisdizioni amministrative e civili ingiungendogli o la restituzione del terreno controverso, o il risarcimento dei danni. Stigmatizzano anche il tentativo della citt? di applicare alla disputa che li oppone da pi? di sedici anni la legge n? 549 del 28 dicembre 1995 (“la legge del 1995”) che autorizzerebbe la riduzione del 40% degli indennizzi per espropriazioni illegali. Questo comportamento del legislatore sarebbe in contraddizione flagrante con lo spirito stesso della legge del 1988 e l’interpretazione del suo articolo 3 dato dalla Corte costituzionale nel 1990.
49. Col delegato della Commissione, la Corte nota che la scelta legislativa che mira a privilegiare l’interesse della collettivit? nei casi di espropriazioni o di occupazioni illegali di terreni ? ragionevole; l’indennizzo integrale dei danni subiti dai proprietari riguardati costituisce un risarcimento soddisfacente perch?, in pi? del rimborso dei danni, l’amministrazione ? tenuta a pagare anche l’equivalente del deprezzamento monetario a partire dal giorno dell’atto illegittimo. La legge in questione non ? entrata tuttavia, in vigore che nel 1988, mentre il contenzioso che cade sul bene dei richiedenti durava da gi? otto anni (paragrafo 11 sopra) e che se la citt? ha in un primo tempo, il 29 settembre 1995, accettato di versare agli interessati le somme accordate dal tribunale di Brescia, adesso recalcitra a pagare la totalit?. Inoltre, ed anche se questo elemento non entra direttamente in fila di conto, il verbale della seduta del consiglio comunale di Brescia tenuto a questa ultima data, indica che la proposta che mira a sottoporre alla Corte dei conti la questione delle responsabilit? amministrative per il danno sopportato dal bilancio comunale ? stata respinta per ventiquattro voci contro sei, con un’astensione.
Per ci? che riguarda, infine, il restante dell’argomentazione del governo convenuto, la Corte considera che l’importanza della somma concessa dal tribunale di Brescia non potrebbe essere determinante nello specifico avuto riguardo alla durata dei procedimenti impegnati dalle Sig.re ed il Sig. Z.
Si limita a sottolineare che se la somma di 1 015 255 000 lire pu? sembrare enorme rispetto alla superficie effettivamente occupata dagli alloggi, non si potrebbe dimenticare che la propriet? dei richiedenti – 21 960 m2 che costituivano il supporto della loro attivit? di allevatori – ? stata tagliata anche da una nuova strada, cos? che gli appezzamenti restituiti sono difficilmente accessibili agli interessati.
50. Prendendo in conto l’insieme di questi elementi, la Corte stima che il “giusto equilibrio” tra le salvaguardie del diritto di propriet? e “le esigenze dell’interesse generale” ? stato rotto. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.

III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 50 DELLA CONVENZIONE
51. Ai termini dell’articolo 50 della Convenzione,
“Se la decisione della Corte dichiara che una decisione presa o una misura ordinata da un’autorit? giudiziale o tutta altra autorit? di una Parte Contraente si trovano interamente o parzialmente in opposizione con gli obblighi che derivano dalla Convenzione, e se il diritto interno di suddetta Parte permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze di questa decisione o di questa misura, la decisione della Corte accorda, se c’? luogo, alla parte lesa una soddisfazione equa”.
52. I richiedenti richiedono parecchi miliardi di lire italiane per i danni subiti cos? come per gli oneri e parcella di avvocato. Denunciano l’impossibilit? di ritornare in possesso del loro bene ed i tentativi della citt? che invoca la legge del 1995 (paragrafo 48 sopra) per sottrarsi al pagamento integrale delle somme concesse dal tribunale di Brescia il 26 aprile 1995 (paragrafo 30 sopra).
53. Per ci? che riguarda il danno materiale e morale cos? come gli oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne e gli organi della Convenzione, la Corte considera, col delegato della Commissione, che la questione dell’applicazione dell’articolo 50 non si trova in stato, non avendo fornito le parti a confronto informazioni precise su questo punto. Pertanto, c’? luogo di riservare la questione e di fissare ulteriore procedimento tenendo conto dell’eventualit? di un accordo tra lo stato convenuto ed i richiedenti (articolo 56 ?? 1 e 4 dell’ordinamento B).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge le eccezioni preliminari del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1;
3. Stabilisce che la questione dell’articolo 50 non si trova in stato per il danno materiale e morale, cos? come per gli oneri e spese sopportate dinnanzi alle giurisdizioni nazionali e gli organi della Convenzione;
Perci?,
a) la riserva su questo punto;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni su suddetta questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;

c) riserva ulteriore procedimento e delega al presidente l’incarico di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese ed in inglese, poi pronunciato in udienza pubblica al Palazzo dei Diritti dell’uomo, a Strasburgo, il 7 agosto 1996.
Rudolf BERNHARDT
Presidente
Herbert PETZOLD
Cancelliere
Note del cancelliere
1. La causa porta il n? 43/1995/549/635. Le prime due cifre indicano il posto nell’anno di introduzione, le due ultime il posto sull’elenco dell? immissione nel processo della Corte dall’origine e su quello delle richieste iniziali (alla Commissione) corrispondenti.
2. L’ordinamento B, entrato in vigore il 2 ottobre 1994, si applica a tutte le cause concernente gli Stati legati dal Protocollo n? 9.

1. Nota del cancelliere: per le ragioni di ordine pratico non figurer? che nell’edizione stampata (Raccolta delle sentenze e decisioni, 1996) ma ciascuno se lo pu? procurare presso la cancelleria.

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Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (tardivet?) ; Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
En l’affaire Zubani c. Italie1,

La Cour europ?enne des Droits de l’Homme, constitu?e, conform?ment ? l’article 43 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”) et aux clauses pertinentes de son r?glement B2, en une chambre compos?e des juges dont le nom suit :

MM. R. Bernhardt, pr?sident,
F. Matscher,
R. Macdonald,
C. Russo,
A. Spielmann,
N. Valticos,
Sir John Freeland,
MM. A.B. Baka,
U. Lohmus,

ainsi que de MM. H. Petzold, greffier, et P.J. Mahoney, greffier adjoint,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 23 f?vrier et 25 juin 1996,

Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROCEDURE

1. L’affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour par la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (“la Commission”) le 29 mai 1995, dans le d?lai de trois mois qu’ouvrent les articles 32 ? 1 et 47 de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (n? 14025/88) dirig?e contre la R?publique italienne et dont quatre ressortissants de cet Etat, Mme M. Z., Mme L. Z., Mme A.Z.et M. A. Z., avaient saisi la Commission le 26 janvier 1988 en vertu de l’article 25.
La demande de la Commission renvoie aux articles 44 et 48 ainsi qu’? la d?claration italienne reconnaissant la juridiction obligatoire de la Cour (article 46). Elle a pour objet d’obtenir une d?cision sur le point de savoir si les faits de la cause r?v?lent un manquement de l’Etat d?fendeur aux exigences de l’article 1 du Protocole n? 1 ? la Convention.

2. En r?ponse ? l’invitation pr?vue ? l’article 35 ? 3 d) du r?glement B, les requ?rants ont manifest? le d?sir de participer ? l’instance et ont d?sign? leur conseil (article 31), que le pr?sident de la chambre a autoris? ? employer la langue italienne (article 28 ? 3).

3. La chambre ? constituer comprenait de plein droit M. C. Russo, juge ?lu de nationalit? italienne (article 43 de la Convention), et M. R. Bernhardt, vice-pr?sident de la Cour (article 21 ? 4 b) du r?glement B). Le 8 juin 1995, le pr?sident de la Cour a tir? au sort le nom des sept autres membres, ? savoir M. R. Macdonald, M. A. Spielmann, M. N. Valticos, M. F. Bigi, Sir John Freeland, M. A.B. Baka et M. U. Lohmus, en pr?sence du greffier (articles 43 in fine de la Convention et 21 ? 5 du r?glement B). Ult?rieurement, M. F. Matscher, juge suppl?ant, a remplac? M. Bigi, d?c?d? (article 22 ? 1 du r?glement B).

4. En sa qualit? de pr?sident de la chambre (article 21 ? 6 du r?glement B), M. Bernhardt a consult?, par l’interm?diaire du greffier, l’agent du gouvernement italien (“le Gouvernement”), l’avocat des requ?rants et le d?l?gu? de la Commission au sujet de l’organisation de la proc?dure (articles 39 ? 1 et 40). Conform?ment ? l’ordonnance rendue en cons?quence, le greffier a re?u le m?moire du Gouvernement le 20 d?cembre 1995. Les requ?rants y ont r?pondu le 23 janvier 1996.

5. Le 29 janvier 1996, la Commission a produit le dossier de la proc?dure suivie devant elle ; le greffier l’y avait invit?e sur les instructions du pr?sident.

6. Ainsi qu’en avait d?cid? ce dernier, les d?bats se sont d?roul?s en public le 21 f?vrier 1996, au Palais des Droits de l’Homme ? Strasbourg. La Cour avait tenu auparavant une r?union pr?paratoire.

Ont comparu :

– pour le Gouvernement

M. G. Raimondi, magistrat d?tach?

au service du contentieux diplomatique

du minist?re des Affaires ?trang?res, coagent ;

– pour la Commission

M. S. Trechsel, d?l?gu? ;

– pour les requ?rants

Me A. P., avocat, conseil.

La Cour les a entendus en leurs plaidoiries ainsi qu’en leurs r?ponses ? ses questions.

EN FAIT

I. Les circonstances de l’esp?ce

7. Les requ?rants, trois soeurs et un fr?re, sont propri?taires d’une ferme et d’un terrain adjacent, support de leur exploitation agricole.

8. Le 21 ao?t 1979, dans le cadre de la mise en oeuvre du plan d’am?nagement g?n?ral adopt? conform?ment ? la loi n? 167/62, la ville de Brescia (“la ville”) prit un d?cret d’occupation d’urgence dudit terrain, situ? dans un secteur destin? ? la construction d’immeubles d’habitation ? prix mod?r?s et populaires (edilizia economica e popolare).

9. Le 16 juillet 1980, la ville proc?da ? l’occupation mat?rielle du terrain avec l’assistance de la force publique. Le 6 octobre 1981, le conseil r?gional de Lombardie ?mit un d?cret d’expropriation.

10. En contestant d?s le d?but la l?galit? de l’action de l’administration, les int?ress?s entam?rent plusieurs proc?dures devant les juridictions administratives et civiles.

A. L’action possessoire devant les juridictions civiles

11. Le 1er octobre 1980, les requ?rants s’adress?rent au juge d’instance (pretore) de Brescia en demandant la restitution du terrain au motif que le d?cret d’occupation d’urgence du 21 ao?t 1979 avait perdu sa validit? car mis ? ex?cution apr?s l’?ch?ance du d?lai pr?vu par la loi (trois mois).

Par une d?cision provisoire du 10 janvier 1981, le juge d’instance fit droit ? la demande des requ?rants. La ville ne s’ex?cuta pas.

Le 16 mars 1983, statuant d?finitivement, le juge r?voqua sa premi?re d?cision car, entre-temps, le d?cret d’expropriation du 6 octobre 1981 (paragraphe 9 ci-dessus) avait valid? l’occupation litigieuse. Il d?clara toutefois ill?gale la d?possession effectu?e le 16 juillet 1980 en la qualifiant d’acte de spoliation et condamna la ville ? r?parer les dommages subis de ce fait par les requ?rants.

12. Le 13 juin 1983, contestant ce dernier point, la ville interjeta appel devant le tribunal de Brescia qui, le 18 d?cembre 1985, confirma la d?cision attaqu?e. Le texte de son jugement fut d?pos? au greffe le 13 juin 1986.

13. Dans l’intervalle, le 16 avril 1981, les deux coop?ratives charg?es des travaux de construction (paragraphe 18 ci-dessous) avaient engag? ? l’encontre des requ?rants une proc?dure en r?paration des dommages engendr?s par le retard apport? ? l’op?ration immobili?re et d? ? leurs actions judiciaires.

B. La proc?dure sur le fond devant les juridictions administratives

14. Par un acte notifi? le 12 novembre 1979, les requ?rants demand?rent au tribunal administratif r?gional (“le TAR”) de Lombardie d’annuler le d?cret d’occupation d’urgence du 21 ao?t 1979.

Le 22 juillet 1980, ils pr?sent?rent un nouveau recours contre l’occupation mat?rielle du terrain, puis le 6 janvier 1982, devant le m?me tribunal, ils attaqu?rent le d?cret d’expropriation du 6 octobre 1981.

15. Apr?s jonction de ces diff?rents recours, le TAR annula, le 15 juin 1984, les diff?rents actes administratifs – dont le d?cret d’expropriation – mais se d?clara incomp?tent pour juger de la l?galit? de la prise de possession du terrain des requ?rants effectu?e le 16 juillet 1980, estimant que cette question relevait des juridictions ordinaires. Le texte de cette d?cision fut d?pos? au greffe le 30 juillet 1984.

16. La ville interjeta appel devant le Conseil d’Etat qui, par un arr?t du 21 novembre 1985, d?pos? au greffe le 17 janvier 1986, confirma la d?cision du TAR.

C. Les proc?dures d’ex?cution

1. Devant les juridictions administratives

17. La ville ne s’?tant pas ex?cut?e, les int?ress?s l’assign?rent alors devant le Conseil d’Etat.

18. Le 10 juin 1986, celui-ci se d?clara incomp?tent et renvoya l’affaire devant le TAR de Lombardie.

Le 16 juillet 1986, les requ?rants saisirent le TAR qui, le 24 octobre 1986, fit partiellement droit ? leur demande : il d?cida en substance que l’annulation par le Conseil d’Etat des actes d’expropriation litigieux avait pour effet d’obliger la ville ? proc?der ? la restitution imm?diate de la portion des terrains occup?s sur laquelle n’avait ?t? construite aucune oeuvre, soit environ 12 000 m?. Il ordonna donc la restitution de ladite portion dans un

d?lai de trente jours. Quant au restant des terrains, sur lesquels avaient entre-temps ?t? b?tis des logements, le TAR se d?clara incomp?tent pour ordonner des mesures d’ex?cution puisque avant m?me l’annulation de l’expropriation ils avaient ?t? c?d?s par la ville ? deux coop?ratives de construction. De ce fait, les membres des coop?ratives en ?taient devenus les occupants mat?riels et, s’agissant de personnes priv?es, ni la ville ni le TAR n’avaient comp?tence pour leur ordonner quoi que ce f?t ? titre d’ex?cution. Le TAR renvoya les requ?rants ? se pourvoir devant les juridictions civiles.

D?pos? au greffe le 31 octobre 1986, le jugement ne fut suivi d’aucun effet.

2. Devant les juridictions civiles

19. Le 29 juillet 1986, les requ?rants mirent en demeure la ville afin qu’elle obtemp?re au jugement du 15 juin 1984, confirm? par le Conseil d’Etat le 21 novembre 1985.

20. Par un acte notifi? le 5 ao?t 1986, la ville assigna les requ?rants devant le tribunal de Brescia, afin d’entendre d?clarer nulle ou inefficace la mise en demeure au motif que la d?cision litigieuse ne constituait pas un titre idoine pour entamer une proc?dure d’ex?cution.

Les requ?rants form?rent alors une demande reconventionnelle afin d’obtenir du tribunal, en plus de la restitution de leur terrain, la d?molition des immeubles b?tis sur une partie de celui-ci, la pose d’une cl?ture ainsi que la r?paration des dommages subis.

21. A l’audience du 26 mars 1987, le tribunal mit l’affaire en d?lib?r?. Le 2 avril 1987, il annula la mise en demeure – car si le jugement du TAR avait annul? les mesures adopt?es dans le cadre de l’expropriation, il n’?tait pas pour autant automatiquement ex?cutoire – et accueillit la demande reconventionnelle des requ?rants en ce qu’elle visait la r?paration des dommages et la restitution du terrain.

22. Par un acte notifi? le 12 juin 1987, la ville interjeta appel.

Le 19 octobre 1988, l’affaire fut mise en d?lib?r?. Le 9 novembre 1988, la cour d’appel de Brescia r?forma partiellement la d?cision attaqu?e par application de la loi n? 458 du 27 octobre 1988 (“la loi de 1988”), dite “Legge Zubani”. Entr?e en vigueur le 3 novembre 1988, ladite loi consacrait la jurisprudence ?tablie en la mati?re par l’arr?t de la Cour de cassation (chambres r?unies) n? 1464 du 16 f?vrier 1983, qui pr?voit la cession forc?e du bien ? la puissance publique lorsque, ? la suite de la r?alisation d’une oeuvre publique, la restitution du bien expropri? ? son propri?taire devient impossible. L’int?ress? avait alors droit ? une indemnisation int?grale.

En cons?quence, la cour rejeta la demande de restitution du terrain, tout en confirmant le droit des requ?rants ? la r?paration des dommages subis. Le texte de son arr?t fut d?pos? au greffe le 15 novembre 1988.

23. A une date non pr?cis?e, les int?ress?s se pourvurent en cassation attaquant, notamment, l’application r?troactive de la loi de 1988. Le 18 septembre 1989, la Cour de cassation reporta l’audience ? une date ult?rieure.

24. Par un arr?t du 6 novembre 1989, d?pos? au greffe le 3 avril 1990, la haute juridiction repoussa le pourvoi : la cour d’appel avait ? juste titre appliqu? la loi de 1988 puisque les requ?rants n’avaient pas encore obtenu de d?cision d?finitive condamnant la municipalit? ? la restitution du terrain construit.

25. Par ailleurs, le 15 novembre 1989, dans le cadre de la proc?dure engag?e par les coop?ratives en 1981 (paragraphe 13 ci-dessus), le tribunal de Brescia souleva, ? la demande des requ?rants, une exception tir?e de l’inconstitutionnalit? de l’article 3 de la loi de 1988. La Cour constitutionnelle la rejeta le 12 juillet 1990 (arr?t n? 384 – paragraphe 35 ci-dessous).

Le 28 novembre, le tribunal d?bouta les demanderesses et condamna la ville ? rembourser les int?ress?s pour les pr?judices subis, en pr?cisant que cette question devrait faire l’objet d’une nouvelle proc?dure.

26. Les 4 et 5 mars 1993, les requ?rants assign?rent les coop?ratives et la ville devant le tribunal afin que celui-ci fix?t le montant du d?dommagement auquel ils avaient droit.

27. Le 26 avril 1995, le tribunal, consid?rant la ville comme seule responsable de l’occupation litigieuse et des dommages caus?s, accorda aux int?ress?s la somme de 599 605 830 lires italiennes moins 100 000 000 lires (r??valu?es ? 139 650 600) vers?es par la ville en 1988 en guise d’acompte, ainsi que 22 300 000 lires pour frais et honoraires d’avocat. D?pos? au greffe le 2 ao?t 1995, le jugement fut d?clar? ex?cutoire le 11 octobre et fut notifi? ? la ville le 13.

28. Le 29 septembre 1995, le conseil municipal de Brescia arr?ta le paiement des sommes dues en faveur des requ?rants. La premi?re, major?e des int?r?ts l?gaux jusqu’? la date probable du versement (31 octobre 1995), s’?levait ? 1 015 255 000 lires.

29. Le 20 octobre 1995, les int?ress?s adress?rent une mise en demeure ? la ville, qui, le 29 novembre suivant, leur versa 751 164 000 lires.

30. Le 17 janvier 1996, en vertu de l’article 543 du code de proc?dure civile, ils assign?rent la ville ainsi que sa banque ? compara?tre le 26 mars 1996 devant le juge de l’ex?cution afin qu’il soit proc?d? ? la saisie des cr?dits appartenant ? la ville de mani?re ? obtenir le paiement du solde de la somme due. Le 18 janvier 1996, l’huissier de justice saisit 250 000 000 lires.

II. Le droit interne pertinent

A. La l?gislation

31. L’article 20, alin?a 1, de la loi n? 865 du 22 octobre 1971 pr?voit :

“L’occupation d’urgence des zones ? exproprier est ?tablie par un d?cret du pr?fet. Ce d?cret perd sa validit? si l’occupation n’est pas effectu?e dans les trois mois suivant sa promulgation.”

32. L’article 3 de la loi n? 458 du 27 octobre 1988 dispose :

“Le propri?taire d’un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d’une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien.

Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l’article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l’occupation ill?gale.”

33. L’article 1224 ? 2 du code civil est ainsi libell? :

“Le cr?ancier qui d?montre avoir subi un dommage plus important a le droit d’en obtenir r?paration. Il n’y a pas droit si des int?r?ts moratoires ?taient convenus.”

34. L’article 543 du code de proc?dure civile se lit ainsi :

“La saisie des cr?dits du d?biteur vers des tiers (…) s’effectue par le moyen d’un acte notifi? personnellement au tiers et au d?biteur (…)”

B. La jurisprudence

35. Interpr?tant l’article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? :

“Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l’int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d’expropriation ill?gitime la restitution des terrains – et l’int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t.”

PROCEDURE DEVANT LA COMMISSION

36. Les requ?rants ont saisi la Commission le 26 janvier 1988. Invoquant les articles 6 ? 1 et 8 de la Convention, ainsi que l’article 1 du Protocole n? 1, ils se plaignaient : 1) de la longueur des proc?dures suivies devant les juridictions civiles et administratives ; 2) d’une violation du droit au respect de leur domicile ; 3) d’une atteinte ? leur droit au respect de leurs biens.

37. Le 6 d?cembre 1993, la Commission a retenu la requ?te (n? 14025/88) quant au troisi?me grief et l’a rejet?e pour le surplus. Dans son rapport du 21 f?vrier 1995 (article 31), elle conclut ? l’unanimit? qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole n? 1. Le texte int?gral de son avis figure en annexe au pr?sent arr?t2.

CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR PAR LE GOUVERNEMENT

38. Dans son m?moire, le Gouvernement demande ? la Cour, ? titre principal, de rejeter le grief des requ?rants pour non-respect du d?lai de six mois ou pour non-?puisement des voies de recours internes (article 26 de la Convention). Subsidiairement, il la prie de juger qu’il n’y a pas eu violation de l’article 1 du Protocole n? 1.

EN DROIT

I. SUR LES EXCEPTIONS PRELIMINAIRES DU GOUVERNEMENT

A. Sur la tardivet? de la requ?te

39. Le Gouvernement soutient, ? titre principal, qu’en introduisant leur requ?te le 26 f?vrier 1988, les requ?rants ont d?pass? le d?lai de six mois vis? ? l’article 26 de la Convention : le transfert de propri?t? du terrain litigieux se serait op?r? non pas au moment de l’entr?e en vigueur de la loi de 1988 (paragraphe 22 ci-dessus), mais, en 1981, lors de la construction des immeubles par les coop?ratives. Il cite l’arr?t de la Cour de cassation n? 1464 du 26 f?vrier 1983 (Il Foro italiano, 1983, I, col. 626), d’apr?s lequel, m?me en pr?sence d’une expropriation ill?gitime, la puissance publique acquiert la propri?t? d’un terrain “lorsque la transformation de celui-ci d?montre sa destination irr?versible en bien [d’int?r?t] public”.

40. La Cour souligne d’embl?e que la requ?te des int?ress?s ? la Commission est ant?rieure ? l’entr?e en vigueur de la loi de 1988.

Elle note ensuite, avec le d?l?gu? de la Commission et le conseil des requ?rants, que la jurisprudence mentionn?e par le Gouvernement, si importante f?t-elle, se r?f?re seulement ? l’expropriation et non ? l’occupation d’urgence, et, en outre, ne peut ?tre consid?r?e comme contraignante. D’ailleurs, le 2 avril 1987, le tribunal de Brescia ordonna la restitution imm?diate du terrain.

L’exception doit donc ?tre rejet?e pour d?faut de fondement.

B. Sur le non-?puisement des voies de recours internes

41. A titre subsidiaire, le Gouvernement soutient que les voies de recours internes n’ont pas ?t? ?puis?es au motif que Mmes et M. Zubani ne se seraient toujours pas adress?s aux juridictions civiles afin d’obtenir l’indemnisation pr?vue par la loi en question.

42. Selon la Commission, les requ?rants ne sont oblig?s d’?puiser que les recours effectifs et, en l’esp?ce, la longue dur?e des proc?dures prive de son efficacit? la voie indiqu?e par le Gouvernement.

43. La Cour constate que le 28 novembre 1991, dans le cadre du proc?s entrepris par les coop?ratives contre les requ?rants, ces derniers obtinrent la condamnation de la ville de Brescia (“la ville”) au remboursement des pr?judices subis (paragraphe 25 ci-dessus). Ensuite, Mmes et M. Zubani s’adress?rent, les 4 et 5 mars 1993, donc neuf mois avant la d?cision de la Commission sur la recevabilit? de la requ?te (6 d?cembre 1993), au tribunal qui, le 26 avril 1995, fixa le montant auquel ils avaient droit ? titre de d?dommagement (paragraphes 26 et 27 ci-dessus). En conclusion, il y a bien eu ?puisement des voies de recours internes. Il ?chet donc d’?carter l’exception.

II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1

44. Les requ?rants all?guent une atteinte ? leur droit au respect de leurs biens d?coulant de l’occupation ill?gale de leur terrain par l’administration. Ils invoquent l’article 1 du Protocole n? 1, ainsi libell? :

“Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes.”

45. La Cour note que le Gouvernement et la Commission s’accordent pour dire que l’ing?rence litigieuse s’analyse en une privation de propri?t? au sens de la seconde phrase de l’article 1 et qu’elle est pr?vue par l’article 3 de la loi de 1988 (paragraphe 32 ci-dessus) et poursuit un int?r?t d’utilit? publique, ? savoir la construction d’immeubles destin?s ? une cat?gorie de personnes d?favoris?es.

46. En cons?quence, il s’agit uniquement de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral et les imp?ratifs de sauvegarde des droits de l’individu (voir notamment l’arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A n? 52, p. 26, ? 69).

47. Le Gouvernement soutient qu’en adoptant la loi de 1988, le l?gislateur italien a bien ?valu? les int?r?ts en jeu en pr?voyant une indemnisation int?grale pour les “victimes” d’expropriations ill?gales. L’exception d’inconstitutionnalit? de l’article 3 de ladite loi, soulev?e par les requ?rants, avait d’ailleurs ?t? repouss?e le 12 juillet 1990 pour cette raison (paragraphes 25 et 35 ci-dessus). L’argument de la Commission selon lequel l’administration serait incit?e ? commettre des abus en sachant par avance que toute irr?gularit? sera valid?e r?troactivement, se fonderait sur une connaissance plut?t superficielle des proc?dures d’expropriation. En effet, le fonctionnaire responsable de la faute administrative peut ?tre appel? ? rembourser ? l’Etat le pr?judice que son comportement lui a caus?.

Le Gouvernement souligne aussi l’importance, par rapport ? la superficie totale occup?e par les immeubles construits par les coop?ratives, de la somme (1 015 255 000 lires pour 8670 m2 seulement) accord?e aux requ?rants, qui n’auraient d’ailleurs r?clam? qu’en mai 1993 l’indemnisation pour la perte de leur terrain.

En conclusion, l’Etat italien n’aurait pas d?pass? la marge d’appr?ciation m?nag?e par le second paragraphe de l’article 1 du Protocole n? 1.

48. Les requ?rants d?noncent la spoliation dont ils ont ?t? victimes le 16 juillet 1980 ainsi que le refus de la ville de se conformer aux d?cisions des juridictions administratives et civiles lui enjoignant soit la restitution du terrain litigieux, soit la r?paration des dommages. Ils stigmatisent ?galement la tentative de la ville d’appliquer au diff?rend qui les oppose depuis plus de seize ans la loi n? 549 du 28 d?cembre 1995 (“la loi de 1995”) qui autoriserait la r?duction de 40 % des indemnisations pour expropriations ill?gales. Ce comportement du l?gislateur serait en contradiction flagrante avec l’esprit m?me de la loi de 1988 et l’interpr?tation de son article 3 donn?e par la Cour constitutionnelle en 1990.

49. Avec le d?l?gu? de la Commission, la Cour note que le choix l?gislatif visant ? privil?gier l’int?r?t de la collectivit? dans les cas d’expropriations ou d’occupations ill?gales de terrains est raisonnable ; l’indemnisation int?grale des pr?judices subis par les propri?taires concern?s constitue une r?paration satisfaisante car, en plus du remboursement des dommages, l’administration est tenue de payer aussi l’?quivalent de la d?pr?ciation mon?taire ? partir du jour de l’acte ill?gitime. Toutefois, la loi en question n’est entr?e en vigueur qu’en 1988, alors que le contentieux portant sur le bien des requ?rants durait depuis d?j? huit ans (paragraphe 11 ci-dessus) et que si la ville a dans un premier temps, le 29 septembre 1995, accept? de verser aux int?ress?s les sommes accord?es par le tribunal de Brescia, elle rechigne maintenant ? en payer la totalit?. En outre, et m?me si cet ?l?ment n’entre pas directement en ligne de compte, le proc?s-verbal de la s?ance du conseil municipal de Brescia tenue ? cette derni?re date, indique que la proposition visant ? soumettre ? la Cour des comptes la question des responsabilit?s administratives pour le pr?judice support? par le budget communal a ?t? rejet?e par vingt-quatre voix contre six, avec une abstention.

En ce qui concerne, enfin, le restant de l’argumentation du gouvernement d?fendeur, la Cour consid?re que l’importance de la somme octroy?e par le tribunal de Brescia ne saurait ?tre d?terminante en l’esp?ce eu ?gard ? la dur?e des proc?dures engag?es par Mmes et M. Zubani.

Elle se borne ? souligner que si la somme de 1 015 255 000 lires peut sembler ?norme par rapport ? la superficie effectivement occup?e par les logements, on ne saurait oublier que la propri?t? des requ?rants – 21 960 m2 qui constituaient le support de leur activit? d’?leveurs – a ?t? ?galement coup?e par une nouvelle route, de sorte que les parcelles restitu?es sont difficilement accessibles aux int?ress?s.

50. Prenant en compte l’ensemble de ces ?l?ments, la Cour estime que le “juste ?quilibre” entre la sauvegarde du droit de propri?t? et “les exigences de l’int?r?t g?n?ral” a ?t? rompu. Partant, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole n? 1.

III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 50 DE LA CONVENTION

51. Aux termes de l’article 50 de la Convention,

“Si la d?cision de la Cour d?clare qu’une d?cision prise ou une mesure ordonn?e par une autorit? judiciaire ou toute autre autorit? d’une Partie Contractante se trouve enti?rement ou partiellement en opposition avec des obligations d?coulant de la (…) Convention, et si le droit interne de ladite Partie ne permet qu’imparfaitement d’effacer les cons?quences de cette d?cision ou de cette mesure, la d?cision de la Cour accorde, s’il y a lieu, ? la partie l?s?e une satisfaction ?quitable.”

52. Les requ?rants r?clament plusieurs milliards de lires italiennes pour les pr?judices subis ainsi que pour les frais et honoraires d’avocat. Ils d?noncent l’impossibilit? de rentrer en possession de leur bien et les tentatives de la ville, qui invoque la loi de 1995 (paragraphe 48 ci-dessus), pour se soustraire au paiement int?gral des sommes octroy?es par le tribunal de Brescia le 26 avril 1995 (paragraphe 30 ci-dessus).

53. En ce qui concerne les pr?judices mat?riel et moral ainsi que les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes et les organes de la Convention, la Cour consid?re, avec le d?l?gu? de la Commission, que la question de l’application de l’article 50 ne se trouve pas en ?tat, les comparants n’ayant pas fourni de renseignements pr?cis sur ce point. Partant, il y a lieu de r?server la question et de fixer la proc?dure ult?rieure en tenant compte de l’?ventualit? d’un accord entre l’Etat d?fendeur et les requ?rants (article 56 ?? 1 et 4 du r?glement B).

PAR CES MOTIFS, LA COUR, A L’UNANIMITE,

1. Rejette les exceptions pr?liminaires du Gouvernement ;

2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole n? 1 ;

3. Dit que la question de l’article 50 ne se trouve pas en ?tat pour les dommages mat?riel et moral, ainsi que pour les frais et d?pens support?s devant les juridictions nationales et les organes de la Convention ;

En cons?quence,

a) la r?serve sur ce point ;

b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois, leurs observations sur ladite question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais et en anglais, puis prononc? en audience publique au Palais des Droits de l’Homme, ? Strasbourg, le 7 ao?t 1996.

Rudolf BERNHARDT

Pr?sident

Herbert PETZOLD

Greffier

Notes du greffier

1. L’affaire porte le n? 43/1995/549/635. Les deux premiers chiffres en indiquent le rang dans l’ann?e d’introduction, les deux derniers la place sur la liste des saisines de la Cour depuis l’origine et sur celle des requ?tes initiales (? la Commission) correspondantes.

2. Le r?glement B, entr? en vigueur le 2 octobre 1994, s’applique ? toutes les affaires concernant les Etats li?s par le Protocole n? 9.

1. Note du greffier : pour des raisons d’ordre pratique il n’y figurera que dans l’?dition imprim?e (Recueil des arr?ts et d?cisions, 1996) mais chacun peut se le procurer aupr?s du greffe.

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