AFFAIRE ZUBANI c. ITALIE (ARTICLE 41) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ZUBANI c. ITALIE (ARTICLE 41)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 14025/88/1999
Stato: Italia
Data: 1999-06-16 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese – domanda respinta

CAUSA ZUBANI C. Italia (Articolo 41)
( Richiesta n? 14025/88)
SENTENZA
STRASBURGO
16 giugno
Questa sentenza pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva nella raccolta ufficiale contenente una scelta di sentenze e di decisioni della Corte.

Nella causa Zubani c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente all’articolo 27 la Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) come emendata dal Protocollo n? 111, ed alle clausole pertinenti del suo regolamento1, in una Grande Camera composta dai giudici dei quali segue il nome:
La Sig.ra E. Palm, presidentessa,
Sigg.. A. Pastor Ridruejo, G. Bonello, J. Makarczyk, R. T?rmen J. – P. Costa, la Sig.ra V. Str??nick?, Sigg.. C. B?rsan, P. Lorenzen, M. Fischbach, V. Butkevych, J. Casadevall, la Sig.ra H. S. Greve, Sigg.. A. Baka, R. Maruste, la Sig.ra S. Botoucharova, il Sig. C. Russo, giudice ad hoc,
cos? come da M Allegati Mahoney, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 28 aprile e 9 giugno 1999,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO E FATTI
1. La causa ? stata deferita alla Corte, come stabilita in virt? del vecchio articolo 19 della Convenzione2, dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 29 maggio 1995, nel termine di tre mesi che aprivano i vecchi articoli 32 ? 1 e 47 della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (n? 14025/88) diretta contro la Repubblica italiana e in cui quattro cittadini di questo Stato, la Sig.ra M. Z. La Sig.ra L. Z., la Sig.ra A. Z. ed il Sig. A. Z., avevano investito la Commissione il 26 gennaio 1988 in virt? del vecchio articolo 25.
2. Nella sua sentenza del 7 agosto 1996 (“la sentenza al principale”), la Corte ha concluso in particolare la violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 in ragione della durata dei procedimenti impegnati dai richiedenti in seguito all’occupazione illegale del loro terreno di cui lo sfruttamento ? diventato difficile a causa delle trasformazioni legate alla costruzione di immobili di abitazione (Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-IV, p.1078, ? 49).
3. Appellandosi al vecchio articolo 50 della Convenzione, i richiedenti richiedevano una soddisfazione equa dell’ordine di parecchi miliardi di lire italiane (ITL) per i danni subiti cos? come per oneri e spese. Tuttavia, non avendo fornito le parti a confronto informazioni precise sulla questione dell’applicazione di suddetto articolo, la Corte l’aveva riservata per intero invitando il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni in materia ed in particolare a comunicargli ogni accordo al quale sarebbero potuti arrivare (ibidem, p. 1079, ?? 52 e 53, e punto 3 del dispositivo).
4. Il Governo ha depositato le sue osservazioni il 3 ottobre e 5 novembre 1996, ed i richiedenti hanno fatto giungere l? 8, il 18 e 22 novembre 1996, le loro. Il delegato della Commissione ha presentato le sue osservazioni il 10 dicembre 1996 raccomandando la concessione di almeno 200 000 000 ITL ad ogni richiedente per danno materiale e morale.
5. Risulta dai documenti presentati dalle parti che il 10 novembre 1996, gli interessati interposero appello al giudizio del tribunale di Brescia del 26 aprile 1995, per ottenere una somma pi? importante per tutti i danni subiti. Il comune si costitu? il 18 dicembre 1996. Ad una data non precisata, la corte di appello fiss? al 4 giugno 1997 la scadenza del termine per la presentazione delle conclusioni. I richiedenti depositarono le loro il 4 maggio 1997.
6. In quanto al procedimento impegnato dai richiedenti nel gennaio 1996 (ibid, p. 1074, ? 30, il comune si oppose al sequestro ad una data non precisata. Il 21 maggio 1996, il giudice di istanza di Brescia condann? il comune a versare 47 000 000 ITL ed a rimborsare 1 000 000 ITL a titolo di oneri e spese.
7. Il 28 giugno 1997, il Sig. R. Bernhardt, vicepresidente della Corte all’epoca, agendo in qualit? di presidente della camera competente, dopo avere consultato le parti ed il delegato della Commissione, ha aderito alla domanda di sospendere a deliberare presentata dal Governo in ragione dello stato dei procedimenti nazionali.

8. Governo e richiedenti hanno fatto giungere alla cancelleria, entro febbraio 1997 e giugno 1998, parecchi documenti corredati da commenti. Secondo questi documenti, i procedimenti pendenti dinnanzi alla corte di appello ed il giudice di istanza di Brescia sono stati interrotti, conformemente all’articolo 301 del Codice del procedimento civile (C.p.c), a causa del decesso dell’avvocato dei richiedenti, sopraggiunto il 15 maggio 1998.
9. Il 25 settembre 1998, la Corte, cnstatando che gli elementi della pratica non permettevano di troncare la causa, decideva di chiedere alle parti di depositare alla cancelleria, nelle sei settimane, ogni informazione utile sullo stato dei procedimenti interni pendenti cos? come delle proposte definitive su un eventuale ordinamento amichevole.
10. In seguito all’entrata in vigore del Protocollo n? 11 il 1 novembre 1998, l’esame della causa ? stato affidato, in applicazione dell’articolo 5 ? 5 di suddetto Protocollo, alla Grande Camera della Corte. Questa Grande Camera comprendeva di pieno dritto Sig. B. Conforti, giudice eletto a titolo dell’Italia (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 24 ? 4 dell’ordinamento) il Sig. L. Wildhaber, presidente della Corte, la Sig.ra E. Palm, vicepresidentessa della Corte, cos? come il Sig. J. – P. Costa ed il Sig. Sig. Fischbach, entrambi vicepresidenti di sezione (articoli 27 ? 3 della Convenzione e 24 ?? 3 e 5 a) dell’ordinamento). Sono stati designati inoltre per completare la Grande Camera: Il Sig. A. Pastor Ridruejo, il Sig. G. Bonello, il Sig. J. Makarczyk, il Sig. R. T?rmen, la Sig.ra V. Str??nick?, il Sig. P. Lorenzen, il Sig. V. Butkevych, il Sig. J. Casadevall, la Sig.ra H.S,. Grava, il Sig. A. Baka, il Sig. R. Maruste e la Sig.ra S. Botoucharova (articoli 24 ? 3 e 100 ? 4 dell’ordinamento). Ulteriormente, il Sig. Conforti, avendo partecipato all’esame della causa con la Commissione, si ? astenuto dalla Grande Camera (articolo 28 dell’ordinamento). Di conseguenza, il Governo ha designato il Sig. C. Russo per riunirsi in qualit? di giudice ad hoc (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
11. Il presidente ha deciso che non c’era luogo nello specifico di invitare la Commissione a designare un delegato (articolo 99 dell’ordinamento).
12. Dopo avere consultato l’agente del Governo ed i richiedenti, la Grande Camera ha deciso di non tenere udienza.
13. Al termine di due proroghe del termine fissato il 25 settembre 1998 (paragrafo 9 sopra) il Governo ha fatto pervenire alla cancelleria le sue osservazioni l?11 marzo 1999. I richiedenti avevano depositato le loro il 18 gennaio 1999. Egli ha appreso da queste osservazioni che i procedimenti controversi non sono stati ripresi dai richiedenti nel termine di sei mesi previsti dall’articolo 305 del C.p.c. ci? che ne ha provocato l’estinzione.
14. In seguito, la Sig.ra Palm ha sostituito il Sig. Wildhaber, impossibilitato, alla presidenza della Grande Camera ed il Sig. C. B?rsan, supplendo, l’ha sostituito come membro di questa (articoli 10 e 24 ? 5 b, dell’ordinamento).
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE
15. I richiedenti invitano la Corte a deliberare definitivamente sulla causa che accorda loro 2 000 000 000 ITL per danno ed oneri e spese.
16. Il Governo considera questa cifra iniqua ed inviti la Corte a prendere in considerazione nella sua valutazione il valore acquisito dagli appezzamenti di terreno restituito ai richiedenti e diventate edificabili cos? come la somma versata nel 1995 dal comune di Brescia.
IN DIRITTO
17. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno ed oneri e spese
18. I richiedenti pregano la Corte di accordare loro 2 000 000 000 lire italiane (ITL) a titolo dei danni che avrebbero subito e degli oneri e spese esposte in ragione della violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1. Invocano a sostegno di questa pretesa il numero e la durata dei procedimenti che hanno impegnato dinnanzi alle giurisdizioni nazionali cos? come i sentimenti di angoscia e di impotenza a fronte dei rifiuti dell’amministrazione municipale di Brescia a conformarsi alle decisioni interne che ordinano la restituzione del loro terreno. Considerano infine insufficiente la sommo percepita nel 1995.
19. Il Governo sottolinea l’utilit? pubblica dell’occupazione del terreno dei richiedenti da parte del comune nel 1980 ed afferma che in ragione dei lavori di urbanizzazione effettuati sul sito gli interessati hanno realizzato un plusvalore importante perch? hanno potuto alienare come lotti edificabili una parte degli appezzamenti restituiti, ed il restante sarebbero edificabili di facto. Di conseguenza, invita la Corte a giudicare che il danno addotto ? stato compensato sufficientemente dall’importo versato in esecuzione della sentenza del tribunale di Brescia del 26 aprile 1995 . Nel caso in cui la Corte non li facesse suoi, questi argomenti dovrebbero essere presi comunque in conto ai fini della determinazione dell’eventuale soddisfazione equa ad accordare.
20. La Corte ricorda che, nella sua sentenza al principale (p. 1078, ? 49) fondava la constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 sulle seguente considerazioni:
“(?) la Corte nota che la scelta legislativa che mira a privilegiare l’interesse della collettivit? nei casi di espropriazioni o di occupazioni illegali di terreni ? ragionevole; l’indennizzo integrale dei danni subiti dai proprietari riguardati costituisce un risarcimento soddisfacente perch?, in pi? del rimborso dei danni, l’amministrazione ? tenuta a pagare anche l’equivalente del deprezzamento monetario a partire dal giorno dell’atto illegittimo. La legge in questione non ? entrata tuttavia, in vigore che nel 1988, mentre il contenzioso che cade sul bene dei richiedenti durava da gi? otto anni (?).”
Dopo la constatazione del fatto che il comune recalcitrava a versare la totalit? dell’indennit?, la sentenza perseguiva cos?,
“Per ci? che riguarda, infine, il restante dell’argomentazione del governo convenuto, la Corte considera che l’importanza della somma concessa dal tribunale di Brescia non potrebbe essere determinante nello specifico avuto riguardo della durata dei procedimenti impegnati dalle Sig.re ed il Sig. Z.
Si limita a sottolineare che se la somma di 1 015 255 000 lire pu? sembrare enorme rispetto alla superficie effettivamente occupata dagli alloggi, non si potrebbe dimenticare che la propriet? dei richiedenti – 21 960 m2 che costituivano il supporto della loro attivit? di allevatori – ? stata tagliata anche da una nuova strada, cos? che gli appezzamenti restituiti sono difficilmente accessibili agli interessati. “
21. La Corte stima che occorre prendere anche in considerazione il numero elevato di procedimenti impegnati durante diciotto anni da parte degli interessati che, in pi?, ne hanno dovuto iniziare uno nuovo nel gennaio 1996 per ricuperare una parte della somma controversa indebitamente trattenuta col comune (paragrafo 6 sopra). Tuttavia, la realizzazione di lavori di urbanizzazione sul bene di cui si tratta e la vendita recente da parte dei richiedenti di una parte degli appezzamenti di terreno restituito, anche se non bastano a cancellare le conseguenze della violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1, devono entrare in fila di conto nella valutazione della soddisfazione equa da accordare ai richiedenti.
22. Alla vista dell’insieme di ci? che precede, la Corte considera che i richiedenti, tutti vecchi di pi? di ottant’ anni, hanno subito indubbiamente dei danni che risultano anche dalla durata dello spodestamento del loro bene, della diminuzione prolungata della possibilit? di sfruttare a loro modo suddetto bene, cos? come dei sentimenti di frustrazione e di angoscia legata all’incertezza sulla conclusione dei procedimenti nazionali ed al comportamento tenuto dal comune di Brescia.
Non essendo stati riparati sufficientemente questi danni dal Governo convenuto, la Corte, che delibera in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, accorda ai quattro richiedenti la sommo globale di 1 000 000 000 ITL per danni materiali e morali.
23. In quanto agli oneri e spese, la Corte nota prima che gli interessati hanno ottenuto dinnanzi a lei l’assistenza giudiziale. Ricorda poi che secondo la sua giurisprudenza, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabilite nella loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso (vedere, tra altri la sentenza Musial c. Polonia del 25 marzo 1999, ? 61). Di pi?, l’articolo 60 ? 2 dell’ordinamento contempla che ogni pretesa presentata a titolo dell’articolo 41 della Convenzione deve essere valutata, ripartita in voci ed accompagnata dai giustificativi necessari, in mancanza di cui la Corte pu? respingere la domanda, in tutto o in parte (sentenza Buscarini ed altri c. San Marino del 18 febbraio 1999, ? 48). Siccome i richiedenti hanno omesso di fornire i dettagli ed i giustificativi pertinenti, la Corte allontana la loro richiesta di rimborso degli oneri e spese.
B. Interessi moratori
24. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 2,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ai richiedenti, nei tre mesi, 1 000 000 000, un miliardo, lire italiane per danni materiale e morale;
b) che questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice del 2,5% l’anno a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento;
2. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese ed in inglese, poi comunicato per iscritto il 16 giugno 1999, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Firmato: Elisabetta Palm
Pr?sidente
Firmato: Paul Mahoney
Cancelliere aggiunto
Note della cancelleria
1-2. Entrato in vigore il 1 novembre 1998.

2. Come applicabile prima dell’entrata in vigore del Protocollo n? 11 e l’instaurazione di una Corte che funziona in modo permanente, articolo 19 della Convenzione come emendato da suddetto Protocollo.

Sentenza ZUBANI (Articolo 41) Del 16 Giugno 1999

Testo Tradotto

Conclusion Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens – demande rejet?e
AFFAIRE ZUBANI c. ITALIE (Article 41)

(Requ?te n? 14025/88)

ARR?T

STRASBOURG

16 juin

Cet arr?t peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive dans le recueil officiel contenant un choix d?arr?ts et de d?cisions de la Cour.

En l’affaire Zubani c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l’Homme, constitu?e, conform?ment ? l’article 27 la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?) telle qu?amend?e par le Protocole n? 111, et aux clauses pertinentes de son r?glement1, en une Grande Chambre compos?e des juges dont le nom suit :

Mme E. Palm, pr?sidente,
MM. A. Pastor Ridruejo,
G. Bonello,
J. Makarczyk,
R. T?rmen
J.-P. Costa,
Mme V. Str??nick?,
MM. C. B?rsan,
P. Lorenzen,
M. Fischbach,
V. Butkevych,
J. Casadevall,
Mme H. S. Greve,
MM. A. Baka,
R. Maruste,
Mme S. Botoucharova,
M. C. Russo, juge ad hoc,

ainsi que de M P.J. Mahoney, greffier adjoint,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 28 avril et 9 juin 1999,

Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE ET FAITS

1. L’affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour, telle qu??tablie en vertu de l?ancien article 19 de la Convention2, par la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 29 mai 1995, dans le d?lai de trois mois qu’ouvraient les anciens articles 32 ? 1 et 47 de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (n? 14025/88) dirig?e contre la R?publique italienne et dont quatre ressortissants de cet Etat, Mme M. Z.,

Mme L. Z., Mme Angela Zubani et M. A. Z.i, avaient saisi la Commission le 26 janvier 1988 en vertu de l’ancien article 25. Initialement d?sign?s comme ? A.Z. et autres ?, les requ?rants ont consenti ult?rieurement ? la divulgation de leur identit?.

2. Dans son arr?t du 7 ao?t 1996 (? l’arr?t au principal ?), la Cour a conclu ? la violation de l’article 1 du Protocole n? 1 en raison notamment de la dur?e des proc?dures engag?es par les requ?rants ? la suite de l’occupation ill?gale de leur terrain, dont l’exploitation est devenue difficile ? cause des transformations li?es ? la construction d’immeubles d’habitation (Recueil des arr?ts et d?cisions 1996?IV, p.1078, ? 49)

3. En s’appuyant sur l’ancien article 50 de la Convention, les requ?rants r?clamaient une satisfaction ?quitable de l’ordre de plusieurs milliards de lires italiennes (ITL) pour les pr?judices subis ainsi que pour frais et d?pens. Toutefois, les comparants n’ayant pas fourni de renseignements pr?cis sur la question de l’application dudit article, la Cour l’avait r?serv?e en entier en invitant le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois, leurs observations en la mati?re et notamment ? lui communiquer tout accord auquel ils pourraient aboutir (ibidem, p. 1079, ?? 52 et 53, et point 3 du dispositif).

4. Le Gouvernement a d?pos? ses observations les 3 octobre et 5 novembre 1996, et les requ?rants ont fait parvenir les leurs les 8, 18 et 22 novembre 1996. Le d?l?gu? de la Commission a pr?sent? ses observations le 10 d?cembre 1996 pr?conisant l’octroi d’au moins 200 000 000 ITL ? chaque requ?rant pour dommage mat?riel et moral.

5. Il ressort des documents pr?sent?es par les parties que le 10 novembre 1996, les int?ress?s interjet?rent appel du jugement du tribunal de Brescia du 26 avril 1995, afin d’obtenir une somme plus importante pour tous les pr?judices subis. La commune se constitua le 18 d?cembre 1996. A une date non pr?cis?e, la cour d’appel fixa au 4 juin 1997 l’?ch?ance du d?lai pour la pr?sentation des conclusions. Les requ?rants d?pos?rent les leurs le 4 mai 1997.

6. Quant ? la proc?dure engag?e par les requ?rants en janvier 1996 (ibid, p. 1074, ? 30), la commune s’opposa ? la saisie ? une date non pr?cis?e. Le 21 mai 1996, le juge d’instance de Brescia condamna la commune ? verser 47 000 000 ITL et ? rembourser 1 000 000 ITL ? titre de frais et d?pens.

7. Le 28 juin 1997, M. R. Bernhardt, vice-pr?sident de la Cour ? l’?poque, agissant en qualit? de pr?sident de la chambre comp?tente, apr?s avoir consult? les parties et le d?l?gu? de la Commission, a acc?d? ? la demande de surseoir ? statuer pr?sent?e par le Gouvernement en raison de l’?tat des proc?dures nationales.

8. Gouvernement et requ?rants ont fait parvenir au greffe, entre f?vrier 1997 et juin 1998, plusieurs documents accompagn?s de commentaires. Selon ces pi?ces, les proc?dures pendantes devant la cour d’appel et le juge d’instance de Brescia ont ?t? interrompues, conform?ment ? l’article 301 du Code de proc?dure civile (C.p.c.), ? cause du d?c?s de l’avocat des requ?rants, survenu le 15 mai 1998.

9. Le 25 septembre 1998, la Cour, constatant que les ?l?ments du dossier ne permettaient pas de trancher l?affaire, d?cidait de demander aux parties de d?poser au greffe, dans les six semaines, tous renseignements utiles sur l??tat des proc?dures internes pendantes ainsi que des propositions d?finitives sur un ?ventuel r?glement amiable.

10. A la suite de l?entr?e en vigueur du Protocole n? 11 le 1er novembre 1998, l?examen de l?affaire a ?t? confi?, en application de l?article 5 ? 5 dudit Protocole, ? la Grande Chambre de la Cour. Cette Grande Chambre comprenait de plein droit M. B. Conforti, juge ?lu au titre de l?Italie (articles 27 ? 2 de la Convention et 24 ? 4 du r?glement), M. L. Wildhaber, pr?sident de la Cour, Mme E. Palm, vice-pr?sidente de la Cour, ainsi que M. J.-P. Costa et M. M. Fischbach, tous deux vice-pr?sidents de section (articles 27 ? 3 de la Convention et 24 ?? 3 et 5 a) du r?glement). Ont en outre ?t? d?sign?s pour compl?ter la Grande Chambre : M. A. Pastor Ridruejo, M. G. Bonello, M. J. Makarczyk, M. R. T?rmen, Mme V. Str??nick?, M. P. Lorenzen, M. V. Butkevych, M. J. Casadevall, Mme H.S. Greve, M. A. Baka, M. R. Maruste et Mme S. Botoucharova (articles 24 ? 3 et 100 ? 4 du r?glement). Ult?rieurement, M. Conforti, ayant particip? ? l?examen de l?affaire par la Commission, s?est d?port? de la Grande Chambre (article 28 du r?glement). Par cons?quent, le Gouvernement a d?sign? M. C. Russo pour si?ger en qualit? de juge ad hoc (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).

11. Le pr?sident a d?cid? qu?il n?y avait pas lieu en l?esp?ce d?inviter la Commission ? d?signer un d?l?gu? (article 99 du r?glement).

12. Apr?s avoir consult? l?agent du Gouvernement et les requ?rants, la Grande Chambre a d?cid? de ne pas tenir audience.

13. A l’issue de deux prorogations du d?lai fix? le 25 septembre 1998 (paragraphe 9 ci-dessus), le Gouvernement a fait parvenir au greffe ses observations le 11 mars 1999. Les requ?rants avaient d?pos? les leurs le 18 janvier 1999. Il appert de ces observations que les proc?dures litigieuses n’ont pas ?t? reprises par les requ?rants dans le d?lai de six mois pr?vu par l’article 305 du C.p.c. ce qui en a entra?n? l’extinction.

14. Par la suite, Mme Palm a remplac? M. Wildhaber, emp?ch?, ? la pr?sidence de la Grande Chambre et M. C. B?rsan, suppl?ant, l’a remplac? comme membre de celle-ci (articles 10 et 24 ? 5 b) du r?glement).

CONCLUSIONS PR?SENT?ES ? LA COUR

15. Les requ?rants invitent la Cour ? statuer d?finitivement sur l’affaire en leur accordant 2 000 000 000 ITL pour dommage et frais et d?pens.

16. Le Gouvernement consid?re ce chiffre in?quitable et invite la Cour ? prendre en consid?ration dans son ?valuation la valeur acquise par les parcelles de terrain restitu?es aux requ?rants et devenues constructibles ainsi que la somme vers?e en 1995 par la commune de Brescia.

en droit

17. Aux termes de l’article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

A. Dommage et frais et d?pens

18. Les requ?rants prient la Cour de leur accorder 2 000 000 000 lires italiennes (ITL) au titre des dommages qu’ils auraient subis et des frais et d?pens expos?s en raison de la violation de l’article 1 du Protocole n? 1. Ils invoquent ? l’appui de cette pr?tention le nombre et la dur?e des proc?dures qu’ils ont engag?es devant les juridictions nationales ainsi que les sentiments d’angoisse et d’impuissance face aux refus de l’administration municipale de Brescia de se conformer aux d?cisions internes ordonnant la restitution de leur terrain. Ils consid?rent enfin insuffisante la somme per?ue en 1995.

19. Le Gouvernement souligne l’utilit? publique de l’occupation du terrain des requ?rants par la commune en 1980 et affirme qu’en raison des travaux d’urbanisation effectu?s sur le site les int?ress?s ont r?alis? une plus-value importante car ils ont pu ali?ner en tant que lots constructibles une partie des parcelles restitu?es, et le restant serait constructible de facto. Par cons?quent, il invite la Cour ? juger que le pr?judice all?gu? a ?t? suffisamment compens? par le montant vers? en ex?cution de l’arr?t du tribunal de Brescia du 26 avril 1995. Pour le cas o? la Cour ne les ferait pas siens, ces arguments devraient de toute mani?re ?tre pris en compte aux fins de la d?termination de l’?ventuelle satisfaction ?quitable ? accorder.

20. La Cour rappelle que, dans son arr?t au principal (p. 1078, ? 49), elle fondait le constat de violation de l’article 1 du Protocole n? 1 sur les consid?rations suivantes :

? (?) la Cour note que le choix l?gislatif visant ? privil?gier l’int?r?t de la collectivit? dans les cas d’expropriations ou d’occupations ill?gales de terrains est raisonnable ; l’indemnisation int?grale des pr?judices subis par les propri?taires concern?s constitue une r?paration satisfaisante car, en plus du remboursement des dommages, l’administration est tenue de payer aussi l’?quivalent de la d?pr?ciation mon?taire ? partir du jour de l’acte ill?gitime. Toutefois, la loi en question n’est entr?e en vigueur qu’en 1988, alors que le contentieux portant sur le bien des requ?rants durait depuis d?j? huit ans (?) ?.

Apr?s la constatation du fait que la commune rechignait ? verser la totalit? de l’indemnit?, l?arr?t poursuivait ainsi,

? En ce qui concerne, enfin, le restant de l’argumentation du gouvernement d?fendeur, la Cour consid?re que l’importance de la somme octroy?e par le tribunal de Brescia ne saurait ?tre d?terminante en l’esp?ce eu ?gard ? la dur?e des proc?dures engag?es par Mmes et M. Z..

Elle se borne ? souligner que si la somme de 1 015 255 000 lires peut sembler ?norme par rapport ? la superficie effectivement occup?e par les logements, on ne saurait oublier que la propri?t? des requ?rants – 21 960 m2 qui constituaient le support de leur activit? d’?leveurs – a ?t? ?galement coup?e par une nouvelle route, de sorte que les parcelles restitu?es sont difficilement accessibles aux int?ress?s. ?

21. La Cour estime qu’il faut aussi prendre en consid?ration le nombre ?lev? de proc?dures engag?es pendant dix-huit ans par les int?ress?s qui, de plus, ont d? en entamer une nouvelle en janvier 1996 afin de r?cup?rer une partie de la somme litigieuse ind?ment retenue par la commune (paragraphe 6 ci-dessus). Toutefois, la r?alisation de travaux d’urbanisation sur le bien dont il s’agit et la vente r?cente par les requ?rants d’une partie des parcelles de terrain restitu?es, si elles ne suffisent pas non plus ? effacer les cons?quences de la violation de l’article 1 du Protocole n? 1, doivent entrer en ligne de compte dans l’?valuation de la satisfaction ?quitable ? accorder aux requ?rants.

22. Au vu de l’ensemble de ce qui pr?c?de, la Cour consid?re que les requ?rants, tous ?g?s de plus de quatre-vingt ans, ont sans nul doute subi des pr?judices r?sultant aussi de la dur?e de la d?possession de leur bien, de la diminution prolong?e de la possibilit? d’exploiter ? leur guise ledit bien, ainsi que des sentiments de frustration et d’angoisse li?s ? l’incertitude sur l’issue des proc?dures nationales et au comportement tenu par la commune de Brescia.

Ces pr?judices n’ayant pas ?t? suffisamment r?par?s par le Gouvernement d?fendeur, la Cour, statuant en ?quit? comme le veut l’article 41 de la Convention, accorde aux quatre requ?rants la somme globale de 1 000 000 000 ITL pour dommages mat?riel et moral.

23. Quant aux frais et d?pens, la Cour note d’abord que les int?ress?s ont obtenu devant elle l’assistance judiciaire. Elle rappelle ensuite que selon sa jurisprudence, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, entre autres l’arr?t Musial

c. Pologne du 25 mars 1999, ? 61). De plus, l?article 60 ? 2 du r?glement pr?voit que toute pr?tention pr?sent?e au titre de l?article 41 de la Convention doit ?tre chiffr?e, ventil?e par rubrique et accompagn?e des justificatifs n?cessaires, faute de quoi la Cour peut rejeter la demande, en tout ou en partie (arr?t Buscarini et autres c. Saint-Marin du 18 f?vrier 1999, ? 48). Les requ?rants ayant omis de fournir les d?tails et les justificatifs pertinents, la Cour ?carte leur demande de remboursement des frais et d?pens.

B. Int?r?ts moratoires

24. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 2,5 % l?an.

Par ces motifs, la Cour, ? l?unanimit?,

1. Dit

a) que l?Etat d?fendeur doit verser aux requ?rants, dans les trois mois, 1 000 000 000 (un milliard) lires italiennes pour dommages mat?riel et moral ;

b) que ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple de 2,5 % l?an ? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement ;

2. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.

Fait en fran?ais et en anglais, puis communiqu? par ?crit le 16 juin 1999, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Sign? : Elisabeth Palm
Pr?sidente

Sign? : Paul Mahoney
Greffier adjoint

Notes du greffe

1-2. Entr? en vigueur le 1er novembre 1998.

2. Tel qu?applicable avant l?entr?e en vigueur du Protocole n? 11 et l??tablissement d?une Cour fonctionnant de fa?on permanente (article 19 de la Convention tel qu?amend? par ledit Protocole).

ARR?T ZUBANI (Article 41) DU 16 JUIN 1999

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