AFFAIRE SPORRONG ET L?NNROTH c. SUEDE (ARTICLE 50) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SPORRONG ET L?NNROTH c. SUEDE (ARTICLE 50)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41
Numero: 7151/75/1984
Stato: Svezia
Data: 1984-12-18 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione
CORTE, PLENARIA,
CAUSA SPORRONG E L?NNROTH C. Svezia (Articolo 50)
( Richiesta no 7151/75; 7152/75)
SENTENZA
STRASBURGO
18 dicembre 1984

Nella causa Sporrong e L?nnroth ,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, deliberando in seduta plenaria per applicazione dell’articolo 48 del suo ordinamento e composta dei giudici di cui segue il nome:
SIGG.. G. Wiarda, presidente,
J. Cremona,
Th?r Vilhj?lmsson,
W. Ganshof Van der Meersch,
La Sig.ra D. Bindschedler-Robert,
SIGG.. G. Lagergren,
F. G?lc?kl?,
F. Matscher,
J. Pinheiro Farinha,
E. Garc?a di Enterr?a,
L. – E. Pettiti,
B. Walsh,
Sir Vincent Evans,
SIGG.. R. Macdonald,
C. Russo,
R. Bernhardt,
J. Gersing,
cos? come dei Sigg.. SIG. – A. Eissen, cancelliere, e H. Petzold, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 21 febbraio, 25 giugno e 27 novembre 1984,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data, sull’applicazione dell’articolo 50( art. 50) della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) nello specifico:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata portata dinnanzi alla Corte nel marzo 1981 dal governo del Regno della Svezia (“il Governo”) e la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”). Alla sua origine si trovano due richieste, no 7151/75 e 7152/75, dirette contro la Svezia e che i nazionali di questo Stato, gli eredi del Sig. E. S. e la Sig.ra I. la Sig. L., avevano introdotto nel 1975 dinnanzi alla Commissione.
2. La camera costituita per esaminarla si ? sciolta il 24 settembre 1981 a favore della Corte plenaria (articolo 48 dell’ordinamento). Con una sentenza del 23 settembre 1982, questa ha rilevato, a capo dei richiedenti, delle infrazioni agli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 paragrafo 1 (P1-1, art. 6-1) della Convenzione, ma non dell’articolo 14 della Convenzione, composto con l’articolo 1 del Protocollo no 1 (art. 14+P1-1). Inoltre, ha stimato che non si impone di studiare anche la causa sotto l’angolo degli articoli 17 e 18 della Convenzione, combinati con l’articolo 1 del Protocollo no 1 (art. 17+P1-1, art. 18+P1-1) n? sotto quello dell’articolo 13 (art. 13) della Convenzione, serie A no 52, paragrafi 56-88 dei motivi e punti 1-5 del dispositivo, pp. 21-33).
Solo resta da troncare la questione dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) nello specifico. In quanto ai fatti della causa, la Corte si riferisce ai paragrafi 9 a 52 della sentenza precitata (ibidem, pp. 9-21).
3. All’epoca delle udienze del 23 febbraio 1982, il consiglio dei richiedenti aveva dichiarato che se la Corte constatasse una violazione, i suoi clienti solleciterebbero a titolo dell’articolo 50, (art. 50) una soddisfazione equa per danno materiale cos? come per onere di giustizia e spese allegati. Considerando che le loro domande sarebbero dipese largamente dal tenore della sentenza da rendere, aveva suggerito di rinviare a pi? tardi l’esame del problema . Da parte sua, il Governo si era limitato a precisare che non intendeva prendere posizione sull’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) per il momento.
Nella sua sentenza del 23 settembre 1982, la Corte ha riservato la questione. Ha invitato la Commissione a presentarle per iscritto le sue osservazioni nei due mesi, ed in particolare a darle cognizione di ogni ordinamento amichevole al quale Governo e richiedenti avrebbero potuto arrivare. Infine, ha delegato al suo presidente l’incarico di fissare in caso di bisogno il procedimento ulteriore (ibidem, paragrafo 89 dei motivi e punto 6 del dispositivo).
4. Dopo un prolungamento del termine suddetto da parte del presidente, e conformemente alle sue ordinanze e direttive, il cancelliere ha ricevuto
– il 20 maggio 1983, tramite il segretario della Commissione, un esposto dei richiedenti;
– il 4 ottobre 1983, delle osservazioni del Governo su suddetta memoria;
– il 16 gennaio 1984, dei commenti dei delegati della Commissione e delle nuove osservazioni dei richiedenti;
– l? 8, 13 e 20 febbraio, dal rappresentante di questi ultimi, dei messaggi faxati e due documenti,;
– il 21 febbraio e 15 marzo, una lettera ed alcune osservazioni dell’agente del Governo;
– il 21 giugno, tramite la segreteria della Commissione, delle osservazioni del perito dei richiedenti.
Questi diversi documenti rivelano che il non si ? potuto arrivare ad un ordinamento amichevole. Alcune osservazioni arrivate alla cancelleria il 21 giugno 1984, e giudicate troppo tardive dal Governo, la Corte non ne ha tenuto conto che nella misura in cui sono state riprese in arringa.
5. Il 16 marzo 1984, il presidente della Corte, dopo avere consultato l?agente del Governo e i delegati della Commissione tramite il cancelliere, ha deciso che le udienze avrebbero avuto luogo il 22 giugno 1984.
Il 30 marzo, il cancelliere ha comunicato alle parti a confronto un elenco di domande della Corte. Le risposte dei richiedenti gli sono giunte il 15 maggio, tramite i delegati, e quelle del Governo il 21 maggio.
6. I dibattimenti si sono svolti in pubblico il giorno dieci, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo. La Corte aveva tenuto immediatamente prima una riunione preparatoria; aveva autorizzato l’impiego della lingua svedese da parte di uno dei consiglieri del Governo, articolo 27 paragrafo 2 dell’ordinamento.
Sono comparsi:
– per il Governo
Il Sig. H. Corell, consigliere giuridico principale,
al ministero della Giustizia, agente,
Il Sig. B. Hall, giudice fondiario, consigliere,
alla corte di appello di Svea,
Io B. Malmstr?m, avvocato, consiglieri,;
– per la Commissione
SIGG.. J. Frowein, delegato,
H. T., consigliere dei richiedenti
dinnanzi alla Commissione,
E. Ahrenby,
Il Sig. Levin, assistendo il delegato,
, articolo 29 paragrafo 1, secondo frase, dell’ordinamento del,
Corte.
La Corte ha sentito nelle loro dichiarazioni, cos? come nelle loro risposte alle domande di due dei suoi membri, i Sigg.. Corell e Hall per il Governo, Sigg.. Frowein, T. ed Ahrenby per la Commissione. Il delegato di questa ha prodotto parecchi documenti.
7. Da allora, il cancelliere ha ricevuto
– il 29 giugno, la copia di una lettera dell’agente del Governo al rappresentante dei richiedenti;
– il 2 luglio, la copia di una lettera di suddetto rappresentante all’agente;
– il 27 settembre, tramite il segretario aggiunto della Commissione, dei nuovi commenti dei richiedenti cos? come dei dettagli sugli oneri impegnati da questi;
– il 22 ottobre, delle osservazioni del Governo a proposito degli oneri;
– il 6 novembre, delle osservazioni del delegato della Commissione.
La Corte ha preso in considerazione il documento arrivato il 27 settembre solamente in merito agli oneri.
IN DIRITTO
8. Ai termini dell’articolo 50 (art. 50) della Convenzione,
“Se la decisione della Corte dichiara che una decisione preso o una misura ordinata da un’autorit? giudiziale o tutta altra autorit? di una Parte Contraente si trovano interamente o parzialmente in opposizione con gli obblighi che derivano del Convenzione, e se il diritto interno di suddetta Parte permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze di questa decisione o di questa misura, la decisione della Corte accorda, se c’? luogo, alla parte lesa una soddisfazione equa”.
La successione S. e la Sig.ra L. richiedono una soddisfazione equa per danno materiale e morale, cos? come per oneri e spese.
I. PREGIUDIZIO
A. Tesi rispettive delle parti a confronto
1. I richiedenti
9. Il danno materiale addotto consisterebbe da prima in una perdita di reddito netto: le propriet? in causa non avrebbero avuto durante i periodi controversi che un reddito molto mediocre.
In secondo luogo, il loro valore commerciale sarebbe sminuito al punto di essere oggi molto basso. I richiedenti si lamentano inoltre di non avere potuto investire nei loro immobili: la municipalit? di Stoccolma non avrebbe mai acconsentito i ad un ripianificazione globale, la sola economicamente ragionevole; se per via straordinaria avesse accordato loro l’autorizzazione necessaria a questo fine, non avrebbero ricevuto, in caso di espropriazione, nessuna indennit? per gli investimenti realizzati. Secondo essi, avrebbero dovuto lasciar loro la scelta tra due soluzioni: o utilizzare i loro beni in modo normale (il che li avrebbe condotti a costruire sui loro terreni dei nuovi edifici in conformit? coi piani di urbanistica), o poterli vendere ad un prezzo ragionevole, il che avrebbe permesso loro di reinvestire in altre affari del tutto lucrativi e probabilmente di acquistare delle propriet? similari non colpite da misure restrittive. In breve, gli interessati affermano essere stati privati del plusvalore di cui avrebbero beneficiato in ciascuna di queste ipotesi.
10. Secondo i richiedenti, per valutare cos? il danno definito si deve: basarsi sulla progressione alla quale si sarebbe assistito probabilmente se non ci fosse stato il permesso di espropriare n? interdizioni a costruire; considerare parecchi elementi, degradazione della congiuntura economica dall’inizio degli anni 1970 (aumento dei costi di costruzione in termini reali, adozione delle nuove regolamentazioni); infine, appellarsi ad altri indici diversi da quello dei prezzi al consumo per misurare l’evoluzione dei valori commerciali immobiliari.
11. Entrerebbe in fila di conto solo un risarcimento in denaro. Difatti, il ritiro dei permessi a espropriare ed interdizioni a costruire che gravavano sugli immobili non potrebbero analizzarsi in una restitutio in integrum. Siccome il diritto svedese non contempla la concessione di un’indennit? per i danni del tipo di quelli che denunciano, i richiedenti pregano la Corte di assegnare 13.284.540 corone svedesi (SEK) alla successione S. e 10.912.303 alla Sig.ra L.
Ogni importo si scompone in una perdita pecuniaria stabilita al 31 dicembre 1980 (8.400.000 SEK per la successione S., 6.900.000 per la Sig.ra L.), e negli interessi (4.884.540 e 4.012.303 SEK). La prima rappresenta la “perdita netta composta del reddito operativo” (10.900.000 e 3.600.000 SEK) ed il “valore commerciale nell’ipotesi di una ricostruzione dell’immobile” (8.700.000 e 11.250.000 SE), dopo deduzione del “valore commerciale nella situazione di uso effettivo” (1.200.000 e 2.400.000 SEK) e degli “oneri di costruzione composti” (10.000.000 e 5.550.000 SEK). I secondi sono calcolati secondo la legge svedese sul prestito di denaro e si riferiscono al periodo dal 1 gennaio 1981 al 1 luglio 1984.
12. I richiedenti si lamentano anche di un danno morale per il quale richiedono un’indennit? di cui lasciano alla Corte l’incarico di fissare il livello.
2. Il Governo
13. Da parte sua, il Governo comincia con criticare il modo di calcolo adottato dalla successione S. e la Sig.ra L.. Sostiene in particolare che non si possa confrontare le cifre che corrispondono all’uso effettivo degli immobili con quelli fondate su degli investimenti ipotetici. Ai suoi occhi, i richiedenti sollecitano in fatto un’indennit? per un beneficio non realizzato; in verit?, sarebbe risultato solamente dagli effetti dell’inflazione su dei capitali chiesti in prestito. Le somme richieste supererebbero il quadruplo del valore degli immobili alla data di scadenza dei permessi di espropriare, ci? che li renderebbe eccessive.
14. Il Governo del resto contesta l’esistenza stessa di un danno materiale. Il rapporto diretto delle propriet?, cio? la differenza tra i totali degli affitti e quello degli oneri di gestione e di manutenzione, espressa in percentuale dal valore commerciale, sarebbe stato ragionevole. Da parte sua, questa ultima non si sarebbe abbassata. In quanto al rendimento totale del capitale, o la somma del rapporto diretto e dell’incremento del valore commerciale, sarebbe stato perfettamente normale e sensibilmente superiore al tasso di inflazione. Inoltre, il Governo sottolinea il carattere temporaneo della perdita, da parte degli interessati, delle possibilit? di pianificazione dei loro beni. Infine, afferma che i richiedenti avrebbero potuto ipotecare le loro propriet? ed investire i loro capitali in altri immobili non sottoposi alle restrizioni, il che avrebbe procurato loro lo stesso profitto che se avessero edificato delle nuove costruzioni nell’area di Riddaren no 8 e di Barnhuset no 6.
15. A proposito degli interessi rivendicati, il Governo sostiene che non potendo fondare una domanda di indennit? in nessuna disposizione del diritto svedese, la legislazione sull’affitto del denaro non potrebbe applicarsi nell’occorrenza. Per il caso in cui la Corte ne giudicassee diversamente, la prega di non concedere interessi su degli eventuali danni sopraggiunti prima del 1 giugno 1983, data alla quale ha preso cognizione delle pretese dei richiedenti.
16. Per ci? che riguarda il danno morale addotto, al contrario, il Governo si dichiara disposto a versare un’indennit? per il disagio che gli interessati hanno provato a causa dei permessi di espropriare di lunga durata cos? come della violazione dell’articolo 6 (art. 6). Si rimette alla decisione della Corte.
3. Il delegato della Commissione
17. Secondo il delegato della Commissione, gli investimenti immobiliari nel centro di Stoccolma si sono rivelati molto redditizi durante i periodi considerati ed i proprietari fondiari si trovano oggi, dopo la scadenza dei permessi di espropriare, in una situazione piuttosto favorevole. Un risarcimento si imporne solamente se, all’epoca controversa, i richiedenti avevano tentato effettivamente di vendere le loro propriet? ad un prezzo ragionevole, ma non erano riusciti o si erano dovuti accontentare di un prezzo inferiore, o se non avessero tratto nessuno profitto da loro immobili. Ora non sarebbe stato cos? nello specifico, cos? che ci sarebbe luogo di concludere alla mancanza di perdita suscettibile di risarcimento a titolo dell’articolo 50( art. 50).
In compenso, il delegato si mostra favorevole alla concessione di una certa somma per il danno morale che risulta dal lungo periodo durante il quale gli interessati sono restati in un’incertezza completa in quanto alla conclusione dei procedimenti relativi ai loro beni.
B. Decisione della Corte
18. Incombe sulla Corte di ricercare se la successione S. e la Sig.ra L. hanno subito un danno che deriva dalle violazioni rilevate dalla sentenza del 23 settembre 1982 e, in caso affermativo, come valutarlo.
1. Esistenza di un danno
19. Nella sua sentenza precitata, la Corte ha lasciato aperta la questione dell’esistenza di un danno (serie A no 52, p. 28, paragrafo 73). Ha sottolineato per? che i richiedenti avevano sopportato “un carico speciale ed esorbitante” in seguito alla rottura del giusto equilibrio che deve regnare tra le salvaguardie del diritto di propriet? e le esigenze dell’interesse generale (ibidem, loc. cit.). Secondo lei, la durata di validit? dei permessi di espropriare riguardanti Riddaren no 8 e Barnhuset no 6 ha avuto delle “ripercussioni dannose”, aggravate ancora dalle interdizioni a costruire (ibidem, p. 27, paragrafo 72.) La diminuzione della disponibilit? dei beni in causa ha generato parecchi effetti, denunciati dinnanzi alla Corte e constatati da questa: difficolt? a vendere alle condizioni normali del mercato ed ad ottenere dei mutui ipotecari, sovrappi? di rischi in caso di investimenti; ai quali si aggiungeva l’interdizione di edificare ogni “costruzione nuova” (ibidem, pp. 22-24, paragrafo 58 e 63. La Corte ha notato anche che i richiedenti sono rimasti in un’incertezza completa in quanto alla sorte delle loro propriet? e non hanno avuto diritto alla presa in conto, da parte del governo svedese, dei problemi che potevano incontrare (ibidem, p. 26, paragrafo 70.
20. Per assicurarsi dell’esistenza o della mancanza di un danno, la Corte deve pronunciarsi sui periodi durante i quali il mantenimento delle misure controverse ha infranto il Protocollo no 1 (P1) (“periodi di danno”), poi sui componenti del danno che meritano l? esame.
a) Durata
21. I permessi di espropriare sono restati in vigore per ventitre anni per Riddaren no 8 ed otto per Barnhuset no 6 (ibidem, pp. 11 e 12, paragrafo 18 e 25).
I richiedenti escludono dqi “periodi di danno” il lasso di tempo durante il quale suddetti permessi erano accettabili, diciassette e quindici mesi secondo il caso, la fase di studio del “ripianificazione ipotetica”, un anno, cos? come la durata della demolizione e della ricostruzione, un anno. Vi inglobano in compenso, il termine necessario alla preparazione di piani, alla demolizione ed alla ricostruzione, due anni, dopo la scadenza dei permessi. Arrivano cos? a vent’ anni per Riddaren no 8 (1960-1980) e sette per Barnhuset no 6 (1975-1981), approssimativamente.
Il Governo elimina dalla durata totale il termine di cui la municipalit? ha bisogno per agire, due anni, cos? come l’intervallo tra le introduzioni dell’istanza in giustizia e la presa di possesso dell’immobile da parte della citt?, nell’ipotesi di un’espropriazione, tre anni. Ricordando in particolare che la municipalit? di Stoccolma aveva deciso fin dal 16 ottobre 1978 di chiedere l’annullamento dei permessi di espropriare (ibidem, p. 13, paragrafo 28) arriva a diciotto anni per Riddaren no 8 (1961-1978) e tre per Barnhuset no 6 (1976-1978), approssimativamente.
22. La Corte giudica normale che occorra ad una municipalit?, dopo essersi vista accordare un permesso di espropriare, qualche tempo per condurre al loro termine gli studi necessari alla preparazione dalla decisione definitiva in quanto all’espropriazione progettata.
Nell’occorrenza, quattro anni sarebbero dovuti bastare alla municipalit? Stoccolma per pronunciarsi. C’? luogo dunque di considerare come periodi di danno diciannove anni per Riddaren no 8 (1960-1978) e quattro per Barnhuset no 6 (1975-1978).
b) Componenti,
23. A proposito del reddito netto realmente percepito durante suddetti periodi, non esistono divergenze tra le parti a confronto sull’importo degli affitti e degli oneri di gestione e di manutenzione. Inoltre, i documenti della pratica non indicano se gli affitti di Riddaren no 8 e Barnhuset no 6 si sono abbassati sensibilmente all’epoca del rilascio dei permessi di espropriare; in compenso, mostrano chiaramente che hanno accusato una progressione ragionevole durante tutti i periodi di danno ed anche aldil?, non avendo provocato la levata dei permessi dei rialzi improvvisi. Infine, se la Sig.ra L. talvolta ha avuto delle difficolt? a trovare degli inquilini, ci? non sembra avere avuto incidenza sul reddito derivato della propriet?. In riassunto, gli elementi raccolti dalla Corte non provano che il reddito degli immobili in questione sia sminuito a causa della durata eccessiva dei permessi di espropriare.
24. In quanto al valore commerciale, l’agente del Governo ed il delegato della Commissione stima che in corone costanti non ha avuto flessioni e, nel caso di Riddaren no 8, ? anche aumentato leggermente tra le concessioni dei permessi di espropriare e la loro levata. La Corte aderisce alla tesi che i richiedenti non hanno del resto molto contestato.
25. Se dunque il paragone tra l’inizio e la fine dei periodi di danno non mostra che i richiedenti si siano impoveriti, la Corte non conclude per? alla mancanza di danno dentro a questi periodi.
Difatti altri elementi meritano essi anche di essere presi in considerazione.
Si tratta da prima degli ostacoli portati alla libera utilizzazione dei beni: i richiedenti non potevano edificare sul loro proprio terreno nessuna “costruzione nuova” e potevano prendere dei rischi importanti se procedevano ai lavori, anche autorizzati, poich? si sarebbero dovuti impegnare a non richiedere, dopo l?espropriazione, nessuna indennit? a titolo del plusvalore realizzato (sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 22-23, paragrafo 58). A ci? si aggiungono gli ostacoli incontrati per ottenere dei mutui ipotecari; cos?, la Sig.ra L. non ? riuscita a contrarne uno per il restauro della facciata di Barnhuset no 6 (ibidem, p. 12, paragrafo 24).
Non si potrebbe dimenticare neanche che durante i periodi di danno i bene-fondi in questione si sono naturalmente deprezzati: evidentemente, un immobile colpito da un permesso di espropriare e che poteva sfuggire dunque in ogni momento al suo proprietario non conserva costantemente il suo valore anteriore, anche se nello specifico quelli dei richiedenti hanno ricuperato dopo suddetti periodi un valore non inferiore, in corone costanti, a quello che avevano all’epoca dell’adozione delle misure controverse. Inoltre, ogni progetto di rinnovo che i richiedenti hanno potuto considerare era all’epoca impraticabile. Si pu? considerare che hanno subito a questo capo una perdita di probabilit? alla quale si deve avere riguardo sebbene la prospettiva di realizzare possa essere stata in dubbio.
Soprattutto, gli interessati hanno vissuto in un’incertezza prolungata: ignoravano quale sorte aspettava ai loro immobili e non avevano dritto alla presa in conto, da parte del governo, delle loro difficolt?.
Infine, la violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione ha inflitto loro un torto morale: la loro causa non ha potuto essere sentita da un tribunale che godeva della pienezza di giurisdizione (ibidem, p. 31, paragrafo 87).
26. La successione S. e la Sig.ra L. hanno subito un danno che la levata dei permessi di espropriare non ha dunque riparato.
2. Valutazione del danno
27. La valutazione del danno sofferto si rivela molto problematica perch? presenta nell’occorrenza delle difficolt? specifiche. Queste tengono per una parte alla tecnicit? delle questioni immobiliari, alla complessit? dei calcoli operati dai rispettivi periti dei richiedenti e del Governo, ai cambiamenti intervenuti nelle domande delle parti lese; risultano soprattutto dalla quasi -impossibilit? di valutare, anche approssimativamente, la perdita di probabilit?.
28. Nessuno dei due metodi suggeriti dalle parti a confronto non sembra di natura tale da fornire una risposta soddisfacente.
29. La prima, detta della “ripianificazione ipotetica” e raccomandata dai richiedenti, suppone che questi ultimi avrebbero proceduto al rinnovo completo dei loro beni, facendo demolire le costruzioni esistenti e costruire al loro posto dei nuovi edifici. Ipotesi estrema o massimale, che i fatti della causa non permettono di supportare. Bene al contrario, la Corte constata che fin dal 18 aprile 1974 delle interdizioni a demolire hanno colpito gli immobili degli interessati; ora questi non li hanno denunciati dinnanzi agli organi della Convenzione. Il metodo di cui si tratta non potrebbe dunque servire ragionevolmente nella presente causa.
30. La seconda, detta dell’ “uso effettivo” e difesa dal Governo , non offre da sola una base di calcolo accettabile. Vi si pu? ricorrere certo per valutare il rapporto diretto degli immobili che non ? sminuito in ragione dei permessi di espropriare (paragrafo 23 sopra) ma non potrebbe applicarsi che parzialmente al valore commerciale. Questo metodo, come utilizzato nello specifico, ? al tempo stesso rigido ed incompleto. Si limita, da un lato, a confrontare i valori rispettivi di ciascuno dei due immobili prima del rilascio e dopo il ritiro di suddetti permessi, dell’altro a confrontarne l’evoluzione a quella dell’inflazione. Non prende in conto l’intervallo che divide i due avvenimenti. Trascura cos? le difficolt? incontrate allora dai proprietari, in ragione in particolare del deprezzamento del loro bene, e le prospettive di rinnovo che si sarebbero offerte senza le misure in questione; se le ipotesi avanzate a questo argomento dai richiedenti non hanno potuto convincere la Corte, costituiscono tuttavia un elemento da considerare.
31. La Corte dunque giudica inadeguati i metodi proposti, ma non crede doverne definire un altro. Le circostanze della causa l’incitano difatti a limitarsi ai fattori, periodi e componenti del danno – paragrafi 22 e 25 sopra, pertinenti ai suoi occhi ed a considerarli in modo globale.
32. In conclusione, le infrazioni agli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 paragrafo 1 (P1-1, art. 6-1) della Convenzione hanno leso i richiedenti. Il danno subito comprende degli elementi che si rivelano indissociabili e di cui nessuno si presta ad un calcolo esatto. La Corte li valuta nel loro insieme ed in equit?, come vuole l’articolo 50 (art. 50). A questo fine ha riguardo, da un lato, alle differenze di valore tra Riddaren no 8 e Barnhuset no 6 e, dell’altro, allo scarto tra i due periodi di danno.
La Corte stima cos? che c’? luogo di accordare una soddisfazione ai richiedenti che fissa a 800.000 SEK per la successione S. ed a 200.000 SEK per la Sig.ra L..
II. ONERI E SPESE
33. Mediante deduzione delle somme che il Consiglio dell’Europa ha versato alla Sig.ra L. a titolo dell’assistenza giudiziale, i richiedenti rivendicano il rimborso degli oneri e spese attribuibili al procedimento dinnanzi agli organi della Convenzione. Hanno fatto sommariamente le loro domande nelle loro osservazioni del 7 dicembre 1983 e li hanno precisati nella loro risposta del 15 maggio 1984 ad una domanda scritta della Corte, poi in un memorandum ricevuto il 27 settembre.
34. All’udienza del 22 giugno 1984, l’agente del Governo ha dichiarato provare qualche difficolt? ad esprimere un’opinione su suddette domande, in ragione della loro mancanza di chiarezza: gli importi indicati nelle osservazioni del 7 dicembre 1983 differirebbero da quelli menzionati nella risposta del 15 maggio 1984. Stupendosi del volume dell’oneri corrispondenti al procedimento relativo alla questione dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) ha affermato che gli interessati dovevano sopportare una parte considerevole. Ha ammesso tuttavia che la Svezia dovrebbe rimborsare loro gli oneri ragionevoli impegnati prima del 23 settembre 1982, data della prima sentenza della Corte.
35. All’epoca degli stessi dibattimenti, il delegato della Commissione ha suggerito alla Corte di procurarsi un elenco pi? dettagliato dei servizi resi dal principale avvocato nella causa, ossia H.
36. Il 27 settembre 1984, la Corte ha ricevuto dei richiedenti, tramite il segretario della Commissione, un estratto dei loro oneri e spese cos? come una copia delle relative note o fatture (paragrafo 7 sopra).
Ne risulta che la successione S. e la Sig.ra L. richiedono:
a) 469.217 SEK 25 per parcella ed oneri di Sig. H., 259.110 SEK 65, ed il Sig. T., 210.106 SEK 60 che li hanno rappresentati dinnanzi alla Commissione e la Corte,;
b) 371.392 SEK 54 per la parcella ed oneri dei periti consultati da esse, ossia i Sigg.. A., 182.900 SEK, K.n, 77.762 SEK 54, W., 70.750 SEK, H., 28.480 SEK, e M., 7.000 SEK, la Sig.ra W., 3.500 SEK, ed il Sig. Su., 1.000 SEK,;
c) 50.581 SEK 60 per oneri di traduzione;
d) 46.984 SEK 50 per onere di viaggio e di soggiorno a Strasburgo, udienze del 9 ottobre 1979 dinnanzi alla Commissione, poi del 23 febbraio 1982 e 22 giugno 1984 dinnanzi alla Corte,;
e) 25.000 SEK per oneri stimati e non ancora fatturati.
Da questo totale di 963.175 SEK 89, i richiedenti deducono 24.103 SEK, controvalore dell’importo percepito dalla Sig.ra L. a titolo dell’assistenza giudiziale. Arrivano cos? ad una somma di 939.072 SEK 89, o 307.523 SEK 14 dinnanzi alla Commissione e 631.549 SEK 75 dinnanzi alla Corte, 185.204 SEK 75 per l’istanza “al principale” e 446.345 SEK per il procedimento relativo all’articolo 50, (art. 50).
37. Il 22 ottobre 1984, l’agente del Governo ha presentato dei commenti su queste diverse pretese. Pure constatando il livello molto elevato degli oneri richiesti e la difficolt? di valutare il loro rapporto con la causa poich? i giustificativi si trovano in parte mascherati, si afferma pronto ad accettare la domanda per s?.
Per?, respinge gli ‘importi corrispondenti alle ricerche dei Sigg.. K. (77.762 SEK 54) e W.( 70.750 SEK) cos? come all’iscrizione ad un seminario di procedimento europeo diretto da parte del Sig. S. (1.000 SEK) i due primi non essendo stati convocati a Strasburgo e il terzo non potendo passare per legato ad una causa privata; ? incerto sul carattere ragionevole della parcella esatta dal Sig. T., in particolare 100.000 SEK “supplementari” per il periodo che va fino alla sentenza del 23 settembre 1982 mentre la responsabilit? principale della causa incombeva su di H.; li riduce di 5.475 SEK, tenendo conto di errori materiali e stimando inutile la preparazione di osservazioni, per 11.200 SEK, sull’arringa del delegato della Commissione all’udienza del 22 giugno 1984; esclude la tassa del 40% su dei lavori di traduzione (13.797 SEK 60) e di ricerca (1.000 SEK) che i richiedenti non hanno saldato; infine, considera che gli oneri non ancora fatturati (25.000 SEK) non potrebbero entrare in fila di conto.
Inoltre, per il caso dove la Corte non stimasse dovere considerare i suoi suggerimenti relative al Sig. K., il Governo la prega, in accordo col rappresentante dei richiedenti, da sottrarre 11.345 SEK 71 di parcella e di oneri.
Infine, rinnova la sua domanda, formulata all’udienza del 22 giugno 1984, che tende affinch? la Corte esamini, in funzione della sua decisione sul problema della soddisfazione equa, se i richiedenti non dovrebbero sopportare una parte considerevole degli oneri che hanno esposto durante il procedimento relativo all’applicazione dell’articolo 50 (art. 50).
38. Nelle sue osservazioni del 6 novembre 1984, il delegato della Commissione suggerisce che il rimborso degli oneri e spese tengano largamente conto della sorte riservata dalla Corte alla domanda di indennit? per danno materiale. Segna il suo consenso col Governo per ci? che riguarda le ricerche dei Sigg.. K. e W., l’iscrizione al seminario del Sig. S., certe parcelle del Sig. T. e gli oneri non ancora fatturati.
39. La Corte applicher? i criteri che si liberano in materia dalla sua giurisprudenza (vedere, tra molti altri, la sentenza Zimmermann e Steiner del 13 luglio 1983, serie A no 66, p. 14, paragrafo 36). Non ha motivo di dubitare della realt? delle spese dei richiedenti perch? ne possiede i giustificativa. In quanto alla loro necessit? ed al carattere ragionevole del loro tasso, constata che gli oneri e parcelle esposti raggiungono un importo elevato. Nota mentre due fattori possano almeno spiegarlo. In primo luogo, la lunghezza del procedimento: quasi a dieci anni sono trascorsi dall’immissione nel processo della Commissione. In secondo luogo, la complessit? della causa (paragrafo 27 sopra): non era irragionevole ricorrere ai servizi di periti per fare le domande di soddisfazione equa, e l’agente del Governo ha anche egli consultato degli specialisti dei problemi immobiliari.
La Corte non potrebbe considerare tuttavia certe spese perch? non ? convinta della loro necessit?: parcella di Sigg.. T. ed A. per la preparazione di documenti scartati da lei (paragrafi 4 e 7 sopra) stimati a 50.000 SEK; somma versata ai giuristi per le consultazioni ed un seminario di diritto (149.512 SEK 54); tasse su lavori di traduzione e di ricerca (14.797 SEK 60); oneri non ancora fatturati (25.000 SEK).
In queste condizioni, i richiedenti hanno diritto al rimborso, per oneri e spese, di 723.865 SEK 75, meno i 24.103 FF percepiti dalla Sig.ra L. a titolo dell’assistenza giudiziale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Stabilisce (per dodici voci contro cinque) che il Regno della Svezia deve versare, per danno, otto centomila corone svedesi (800.000 SEK) alla successione S. e due centomila corone (200.000 SEK) alla Sig.ra L.,;
2. Stabilisce (per tredici voci contro quattro) che deve rimborsare, per oneri e spese, sette cento ventitremila otto cento sessantacinque corone settantacinque (723.865 SEK 75) meno ventiquattromila cento tre franchi francesi (24.103 FF) alla successione S. ed alla Sig.ra L. congiuntamente.
Reso in francese ed in inglese, il testo francese che fa fede, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo, il 18 dicembre 1984.
Per il Presidente
Walter GANSHOF Van DER MEERSCH
Giudice
Per il Cancelliere
Herbert PETZOLD
Cancelliere aggiunge
Alla presente sentenza si trova unita, oltre una dichiarazione die Sigg.. Cremona e Bernhardt, l’esposizione delle opinioni separate seguenti (articoli 51 paragrafo 2 della Convenzione e 50 paragrafo 2 dell’ordinamento) (art. 51-2):
– opinione dissidente comune al Sig. Th?r Vilhj?lmsson, il Sig. Lagergren, il Sig. Walsh, Sir Vincent Evans ed il Sig. Gersing, concernente il danno,;
– opinione dissidente comune al Sig. Th?r Vilhj?lmsson, il Sig. Lagergren, Sir Vincent Evans ed il Sig. Gersing, concernente gli oneri impegnati per il procedimento relativo all’applicazione dell’articolo 50, (art. 50).
W. G. V. d. SIG.
H. P.

DICHIARAZIONE DEI SIGG.. GIUDICI CREMONA E BERNHARDT
(Traduzione)
Nelle opinioni separate unite alla sentenza del 23 settembre 1982, abbiamo espresso dei punti di vista in disaccordo con quelli della maggioranza della Corte.
Dopo questa prima sentenza, e per i bisogni del secondo, abbiamo giudicato buoni, come altri prima di noi in simile circostanza, di agire in funzione delle decisioni della maggioranza.

OPINIONE DISSIDENTE COMUNE AL SIG. THOR VILHJALMSSON, IL SIG. LAGERGREN, IL SIG. WALSH, SIR VINCENT EVANS ED IL SIG. GERSING, GIUDICI, CONCERNENTE IL DANNO,
(Traduzione)
1. I richiedenti richiedono una soddisfazione equa per danno materiale e morale. Riconosciamo che dovevano ricevere una tale soddisfazione a titolo del danno morale, per le ragioni esposte nella sentenza della Corte. In compenso, ci dispiace di non potere aderire all’idea che un danno materiale ? stato stabilito.
2. Incombe sui richiedenti di provare che hanno subito una perdita pecuniaria sotto i tre capi della loro domanda: perdita di reddito durante i periodi controversi, diminuzione del valore commerciale delle loro propriet? ed impossibilit? di intraprendere una ripianificazione completa di queste.
3. A proposito della perdita addotta di reddito, dividiamo il parere della Corte, espresso al paragrafo 23 e secondo che gli interessati non sono riusciti a provare l’esistenza di una perdita a questo titolo. In quanto alla diminuzione addotta del valore commerciale, rileviamo che al paragrafo 24 la Corte ha constatato che suddetto valore non solo in fin dei conti non si ? abbassato, ma ? anche aumentato nel caso di Riddaren no 8. Conviene ricordare il fatto che il Sig. A., perito, ha dichiarato dinnanzi alla Corte: “gli investimenti immobiliari in Svezia durante gli ultimi dieci anni, e soprattutto, diciamo, gli ultimi sei o sette, sono stati estremamente lucrativi.”
4. Ai nostri occhi, i documenti della pratica non rivelano nessuna caduta temporanea del valore commerciale delle propriet?. Per?, anche partendo dall’ipotesi che una tale caduta abbia avuto luogo, non pensiamo, contrariamente alla sentenza della Corte, che abbia provocato una perdita finanziaria. Dal momento che i richiedenti non hanno venduto le loro propriet? durante i periodi in questione, una diminuzione temporanea del valore commerciale non ha dato nascita che ad una perdita teorica. Aderiamo all’opinione del delegato della Commissione: una tale “perdita” entrerebbe in gioco solamente se all’epoca i richiedenti si fossero in vano si sforzati di vendere le loro propriet? ad un prezzo ragionevole e fossero stati costretti ad accettare una cifra inferiore. Ora non ne ? stato cos?.
5. In pi?, non siamo convinti che anche se non ci fossero stati permessi di espropriare n? interdizioni a costruire, i richiedenti avrebbero riorganizzato effettivamente le loro propriet? o che una tale operazione fosse stata redditizia.
6. Perci?, non vediamo in che cosa gli interessati hanno sopportato una perdita finanziaria.
7. A titolo del danno morale, stimiamo che bisognerebbe fissare la soddisfazione equa a 300.000 SEK per la successione S. ed a 100.000 SEK per la Sig.ra L..

OPINIONE DISSIDENTE COMUNE AL SIG. THOR VILHJALMSSON, SIG. LAGERGREN, SIR VINCENT EVANS ED SIG. GERSING, GIUDICI, CONCERNENTE GLI ONERI IMPEGNATI PER IL PROCEDIMENTO RELATIVO ALL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 50 (ART. 50)
(Traduzione)
A titolo dell’articolo 50 (art. 50) i richiedenti richiedono pi? di 24 milioni di corone svedesi; la Corte ne accorda loro uno. Dall’esame degli oneri attribuibili al procedimento relativo all’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) concludiamo che si deve giudicare non necessaria e sproporzionata una parte importante di quelli impegnati per fare la domanda di risarcimento del danno materiale. Stimiamo dunque che bisognerebbe ridurre di pi? la somma fissata per gli oneri dei richiedenti.
La causa porta il n? 1/1981/40/58-59. Le prime due cifre designano il suo posto nell’anno di introduzione, le ultime due il suo posto sull’elenco delle immissione nel processo della Corte dall’origine e su quella delle richieste iniziali, alla Commissione, corrispondenti.

tratta dall’ordinamento applicabile all’epoca dell’introduzione dell’istanza. Un nuovo testo entrato in vigore il 1 gennaio 1983 l’ha sostituito, ma solamente per le cause portate dinnanzi alla Corte dopo questa data.

Testo Tradotto

Conclusion
Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
COUR (PL?NI?RE)
AFFAIRE SPORRONG ET L?NNROTH c. SUEDE (ARTICLE 50)
(Requ?te no 7151/75; 7152/75)
ARR?T
STRASBOURG
18 d?cembre 1984
?

En l?affaire Sporrong et L?nnroth*,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, statuant en s?ance pl?ni?re par application de l?article 48 de son r?glement** et compos?e des juges dont le nom suit:
MM. ?G. Wiarda, pr?sident,
J. Cremona,
Th?r Vilhj?lmsson,
W. Ganshof van der Meersch,
Mme ?D. Bindschedler-Robert,
MM. ?G. Lagergren,
F. G?lc?kl?,
F. Matscher,
J. Pinheiro Farinha,
E. Garc?a de Enterr?a,
L.-E. Pettiti,
B. Walsh,
Sir ?Vincent Evans,
MM. ?R. Macdonald,
C. Russo,
R. Bernhardt,
J. Gersing,
ainsi que de MM. M.-A. Eissen, greffier, et H. Petzold, greffier adjoint,
Apr?s avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 21 f?vrier, 25 juin et 27 novembre 1984,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date, sur l?application de l?article 50 (art. 50) de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”) en l?esp?ce:
PROCEDURE
1.?? L?affaire a ?t? port?e devant la Cour en mars 1981 par le gouvernement du Royaume de Su?de (“le Gouvernement”) et la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (“la Commission”). A son origine se trouvent deux requ?tes (no 7151/75 et 7152/75) dirig?es contre la Su?de et que des nationaux de cet ?tat, les h?ritiers de M. E. S. et Mme I. M. L., avaient introduites en 1975 devant la Commission.
2.?? La chambre constitu?e pour l?examiner s?est dessaisie le 24 septembre 1981 au profit de la Cour pl?ni?re (article 48 du r?glement). Par un arr?t du 23 septembre 1982, celle-ci a relev?, dans le chef des requ?rants, des infractions aux articles 1 du Protocole no 1 et 6 par. 1 (P1-1, art. 6-1) de la Convention, mais non de l?article 14 de la Convention, combin? avec l?article 1 du Protocole no 1 (art. 14+P1-1). En outre, elle a estim? qu?il ne s?imposait pas d??tudier aussi l?affaire sous l?angle des articles 17 et 18 de la Convention, combin?s avec l?article 1 du Protocole no 1 (art. 17+P1-1, art. 18+P1-1), ni sous celui de l?article 13 (art. 13) de la Convention (s?rie A no 52, paragraphes 56-88 des motifs et points 1-5 du dispositif, pp. 21-33).
Seule reste ? trancher la question de l?application de l?article 50 (art. 50) en l?esp?ce. Quant aux faits de la cause, la Cour se r?f?re aux paragraphes 9 ? 52 de l?arr?t pr?cit? (ibidem, pp. 9-21).
3.?? Lors des audiences du 23 f?vrier 1982, le conseil des requ?rants avait d?clar? que si la Cour constatait une violation, ses clients solliciteraient au titre de l?article 50 (art. 50) une satisfaction ?quitable pour dommage mat?riel ainsi que pour frais de justice et d?penses annexes. Consid?rant que leurs demandes d?pendraient largement de la teneur de l?arr?t ? rendre, il avait sugg?r? de renvoyer ? plus tard l?examen du probl?me. De son c?t?, le Gouvernement s??tait born? ? pr?ciser qu?il n?entendait pas prendre position sur l?application de l?article 50 (art. 50) pour le moment.
Dans son arr?t du 23 septembre 1982, la Cour a r?serv? la question. Elle a invit? la Commission ? lui pr?senter par ?crit ses observations dans les deux mois, et notamment ? lui donner connaissance de tout r?glement amiable auquel Gouvernement et requ?rants pourraient aboutir. Enfin, elle a d?l?gu? ? son pr?sident le soin de fixer en cas de besoin la proc?dure ult?rieure (ibidem, paragraphe 89 des motifs et point 6 du dispositif).
4.?? Apr?s une prolongation du d?lai susmentionn? par le pr?sident, et conform?ment ? ses ordonnances et directives, le greffier a re?u
– le 20 mai 1983, par l?interm?diaire du secr?taire de la Commission, un m?moire des requ?rants;
– le 4 octobre 1983, des observations du Gouvernement sur ledit m?moire;
– le 16 janvier 1984, des commentaires des d?l?gu?s de la Commission et de nouvelles observations des requ?rants;
– les 8, 13 et 20 f?vrier, du repr?sentant de ces derniers, des messages t?l?typ?s et deux documents;
– les 21 f?vrier et 15 mars, une lettre et quelques observations de l?agent du Gouvernement;
– le 21 juin, par l?interm?diaire du secr?tariat de la Commission, des observations de l?expert des requ?rants.
Ces divers documents r?v?lent que l?on n?a pu arriver ? un r?glement amiable. Des observations arriv?es au greffe le 21 juin 1984, et jug?es trop tardives par le Gouvernement, la Cour n?a tenu compte que dans la mesure o? elles ont ?t? reprises en plaidoirie.
5.?? Le 16 mars 1984, le pr?sident de la Cour, apr?s avoir consult? agent du Gouvernement et d?l?gu?s de la Commission par l?interm?diaire du greffier, a d?cid? que des audiences auraient lieu le 22 juin 1984.
Le 30 mars, le greffier a communiqu? aux comparants une liste de questions de la Cour. Les r?ponses des requ?rants lui sont parvenues le 15 mai, par l?interm?diaire des d?l?gu?s, et celles du Gouvernement le 21 mai.
6.?? Les d?bats se sont d?roul?s en public le jour dit, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg. La Cour avait tenu imm?diatement auparavant une r?union pr?paratoire; elle avait autoris? l?emploi de la langue su?doise par l?un des conseillers du Gouvernement (article 27 par. 2 du r?glement).
Ont comparu:
– pour le Gouvernement
M. H. Corell, conseiller juridique principal
au minist?re de la Justice, ?agent,
M. B. Hall, juge foncier, conseiller
? la cour d?appel de Svea,
Me B. Malmstr?m, avocat, ?conseillers;
– pour la Commission
MM. J. Frowein, ?d?l?gu?,
H. T., conseil des requ?rants
devant la Commission,
E. Ahrenby,
M. Levin, assistant le d?l?gu?
(article 29 par. 1, seconde phrase, du r?glement de la ?
Cour).
La Cour a entendu en leurs d?clarations, ainsi qu?en leurs r?ponses aux questions de deux de ses membres, MM. Corell et Hall pour le Gouvernement, MM. Frowein, T. et Ahrenby pour la Commission. Le d?l?gu? de celle-ci a produit plusieurs pi?ces.
7.?? Depuis lors, le greffier a re?u
– le 29 juin, la copie d?une lettre de l?agent du Gouvernement au repr?sentant des requ?rants;
– le 2 juillet, la copie d?une lettre dudit repr?sentant ? l?agent;
– le 27 septembre, par l?interm?diaire du secr?taire adjoint de la Commission, de nouveaux commentaires des requ?rants ainsi que des d?tails sur les frais engag?s par ceux-ci;
– le 22 octobre, des observations du Gouvernement au sujet des frais;
– le 6 novembre, des remarques du d?l?gu? de la Commission.
La Cour a pris en consid?ration le document arriv? le 27 septembre pour autant seulement qu?il a trait aux frais.
EN DROIT
8.?? Aux termes de l?article 50 (art. 50) de la Convention,
“Si la d?cision de la Cour d?clare qu?une d?cision prise ou une mesure ordonn?e par une autorit? judiciaire ou toute autre autorit? d?une Partie Contractante se trouve enti?rement ou partiellement en opposition avec des obligations d?coulant de la (…) Convention, et si le droit interne de ladite Partie ne permet qu?imparfaitement d?effacer les cons?quences de cette d?cision ou de cette mesure, la d?cision de la Cour accorde, s?il y a lieu, ? la partie l?s?e une satisfaction ?quitable.”
La succession S.et Mme L. r?clament une satisfaction ?quitable pour dommage mat?riel et moral, ainsi que pour frais et d?pens.
I. PREJUDICE
A. Th?ses respectives des comparants
1. Les requ?rants
9.?? Le pr?judice mat?riel all?gu? consisterait d?abord en une perte de revenu net: les propri?t?s en cause n?auraient eu pendant les p?riodes litigieuses qu?un rapport tr?s m?diocre.
En second lieu, leur valeur marchande aurait diminu? au point d??tre aujourd?hui tr?s faible. Les requ?rants se plaignent en outre de n?avoir pu investir dans leurs immeubles: la municipalit? de Stockholm n?e?t jamais consenti ? un r?am?nagement global, le seul ?conomiquement raisonnable; si par extraordinaire elle leur avait accord? l?autorisation n?cessaire ? cette fin, ils n?auraient re?u, en cas d?expropriation, aucune indemnit? pour les investissements r?alis?s. D?apr?s eux, il e?t fallu leur laisser le choix entre deux solutions: soit user de leurs biens de mani?re normale (ce qui les aurait conduits ? construire sur leurs terrains de nouveaux b?timents en conformit? avec les plans d?urbanisme), soit pouvoir les vendre ? un prix raisonnable (ce qui leur aurait permis de r?investir dans d?autres affaires tout aussi lucratives et sans doute d?acheter des propri?t?s similaires non frapp?es de mesures restrictives). Bref, les int?ress?s s?affirment priv?s de la plus-value dont ils auraient b?n?fici? dans chacune de ces hypoth?ses.
10.? Selon les requ?rants, pour appr?cier le dommage ainsi d?fini on doit: se fonder sur la progression ? laquelle on aurait probablement assist? s?il n?y avait eu ni permis d?exproprier ni interdictions de construire; consid?rer plusieurs ?l?ments (d?gradation de la conjoncture ?conomique depuis le d?but des ann?es 1970, augmentation des co?ts de construction en termes r?els, adoption de nouvelles r?glementations); enfin, s?appuyer sur d?autres indices que celui des prix ? la consommation pour mesurer l??volution des valeurs marchandes immobili?res.
11.? Seule entrerait en ligne de compte une r?paration en argent. En effet, le retrait des permis d?exproprier et interdictions de construire qui grevaient les immeubles ne saurait s?analyser en une restitutio in integrum. Comme le droit su?dois ne pr?voit pas l?octroi d?une indemnit? pour les dommages du type de ceux qu?ils d?noncent, les requ?rants prient la Cour d?allouer 13.284.540 couronnes su?doises (SEK) ? la succession S.et 10.912.303 ? Mme L..
Chaque montant se d?compose en une perte p?cuniaire arr?t?e au 31 d?cembre 1980 (8.400.000 SEK pour la succession S., 6.900.000 pour Mme L.) et en des int?r?ts (4.884.540 et 4.012.303 SEK). La premi?re repr?sente la “perte nette compos?e de revenu op?rationnel” (10.900.000 et 3.600.000 SEK) et la “valeur marchande dans l?hypoth?se d?une reconstruction de l?immeuble” (8.700.000 et 11.250.000 SEK), apr?s d?duction de la “valeur marchande dans la situation d?usage effectif” (1.200.000 et 2.400.000 SEK) et des “frais de construction compos?s” (10.000.000 et 5.550.000 SEK). Les seconds sont calcul?s selon la loi su?doise sur le loyer de l?argent et se rapportent ? la p?riode du 1er janvier 1981 au 1er juillet 1984.
12.? Les requ?rants se plaignent aussi d?un dommage moral pour lequel ils r?clament une indemnit? dont ils laissent ? la Cour le soin de fixer le niveau.
2. Le Gouvernement
13.? Pour sa part, le Gouvernement commence par critiquer le mode de calcul adopt? par la succession S. et Mme L.. Il soutient en particulier que l?on ne peut comparer les chiffres correspondant ? l?usage effectif des immeubles avec ceux fond?s sur des investissements hypoth?tiques. A ses yeux, les requ?rants sollicitent en fait une indemnit? pour un b?n?fice non r?alis?; en v?rit?, il n?e?t r?sult? que des effets de l?inflation sur des capitaux emprunt?s. Les sommes r?clam?es d?passeraient le quadruple de la valeur des immeubles ? la date d?expiration des permis d?exproprier, ce qui les rendrait excessives.
14.? Le Gouvernement conteste d?ailleurs l?existence m?me d?un pr?judice mat?riel. Le rapport direct des propri?t?s, c?est-?-dire la diff?rence entre le total des loyers et celui des frais de gestion et d?entretien, exprim?e en pourcentage de la valeur marchande, aurait ?t? raisonnable. De son c?t?, cette derni?re n?aurait pas baiss?. Quant au rendement total du capital, soit la somme du rapport direct et de l?accroissement de la valeur marchande, il aurait ?t? parfaitement normal et sensiblement sup?rieur au taux d?inflation. En outre, le Gouvernement souligne le caract?re temporaire de la perte, par les int?ress?s, des possibilit?s d?am?nagement de leurs biens. Enfin, il affirme que les requ?rants auraient pu hypoth?quer leurs propri?t?s et investir leurs capitaux dans d?autres immeubles non soumis ? des restrictions, ce qui leur e?t procur? le m?me profit que s?ils avaient ?difi? de nouvelles constructions ? l?emplacement de Riddaren no 8 et de Barnhuset no 6.
15.? Au sujet des int?r?ts revendiqu?s, le Gouvernement soutient qu?aucune disposition de droit su?dois ne pouvant fonder une demande d?indemnit?, la l?gislation sur le loyer de l?argent ne saurait s?appliquer en l?occurrence. Pour le cas o? la Cour en jugerait autrement, il la prie de ne pas octroyer d?int?r?ts sur d??ventuels dommages survenus avant le 1er juin 1983, date ? laquelle il a pris connaissance des pr?tentions des requ?rants.
16.? En ce qui concerne le pr?judice moral all?gu?, au contraire, le Gouvernement se d?clare dispos? ? verser une indemnit? pour la g?ne que les int?ress?s ont ?prouv?e ? cause des permis d?exproprier de longue dur?e ainsi que de la violation de l?article 6 (art. 6) . Il s?en remet ? la d?cision de la Cour.
3. Le d?l?gu? de la Commission
17.? D?apr?s le d?l?gu? de la Commission, les investissements immobiliers dans le centre de Stockholm se sont r?v?l?s tr?s rentables pendant les p?riodes consid?r?es et les propri?taires fonciers se trouvent aujourd?hui, apr?s l?expiration des permis d?exproprier, dans une situation plut?t favorable. Un d?dommagement ne s?imposerait que si, ? l??poque litigieuse, les requ?rants avaient effectivement tent? de vendre leurs propri?t?s ? un prix raisonnable, mais n?y avaient pas r?ussi ou avaient d? se contenter d?un prix inf?rieur, ou s?ils n?avaient retir? aucun profit de leurs immeubles. Or il n?en aurait pas ?t? ainsi en l?esp?ce, de sorte qu?il y aurait lieu de conclure ? l?absence de perte susceptible de r?paration au titre de l?article 50 (art. 50).
En revanche, le d?l?gu? se montre favorable ? l?octroi d?une certaine somme pour le pr?judice moral r?sultant de la longue p?riode pendant laquelle les int?ress?s sont rest?s dans une incertitude compl?te quant ? l?issue des proc?dures relatives ? leurs biens.
B. D?cision de la Cour
18.? Il incombe ? la Cour de rechercher si la succession S.et Mme L. ont subi un pr?judice d?coulant des violations relev?es par l?arr?t du 23 septembre 1982 et, dans l?affirmative, comment l??valuer.
1. Existence d?un pr?judice
19.? Dans son arr?t pr?cit?, la Cour a laiss? ouverte la question de l?existence d?un pr?judice (s?rie A no 52, p. 28, par. 73). Elle a cependant soulign? que les requ?rants avaient support? “une charge sp?ciale et exorbitante” par suite de la rupture du juste ?quilibre devant r?gner entre la sauvegarde du droit de propri?t? et les exigences de l?int?r?t g?n?ral (ibidem, loc. cit.). Selon elle, la dur?e de validit? des permis d?exproprier frappant Riddaren no 8 et Barnhuset no 6 a eu des “r?percussions dommageables”, encore aggrav?es par les interdictions de construire (ibidem, p. 27, par. 72). La diminution de la disponibilit? des biens en cause a engendr? plusieurs effets, d?nonc?s devant la Cour et constat?s par celle-ci: difficult?s ? vendre aux conditions normales du march? et ? obtenir des pr?ts hypoth?caires, surcro?t de risques en cas d?investissements; ? quoi s?ajoutait l?interdiction d??difier toute “construction nouvelle” (ibidem, pp. 22-24, par. 58 et 63). La Cour a aussi not? que les requ?rants sont demeur?s dans une incertitude compl?te quant au sort de leurs propri?t?s et n?ont pas eu droit ? la prise en compte, par le gouvernement su?dois, des probl?mes qu?ils pouvaient rencontrer (ibidem, p. 26, par. 70).
20.? Pour s?assurer de l?existence ou de l?absence d?un pr?judice, la Cour doit se prononcer sur les p?riodes pendant lesquelles le maintien des mesures litigieuses a enfreint le Protocole no 1 (P1) (“p?riodes de pr?judice”), puis sur les composantes du dommage m?ritant examen.
a) Dur?e
21.? Les permis d?exproprier sont rest?s en vigueur pendant vingt-trois ans pour Riddaren no 8 et huit pour Barnhuset no 6 (ibidem, pp. 11 et 12, par. 18 et 25).
Les requ?rants excluent des “p?riodes de pr?judice” le laps de temps pendant lequel lesdits permis ?taient acceptables (dix-sept et quinze mois selon le cas), la phase d??tude du “r?am?nagement hypoth?tique” (un an) ainsi que la dur?e de la d?molition et de la reconstruction (un an). En revanche, ils y englobent le d?lai n?cessaire ? la pr?paration de plans, ? la d?molition et ? la reconstruction (deux ans) apr?s l?expiration des permis. Ils aboutissent ainsi ? vingt et un ans pour Riddaren no 8 (1960-1980) et sept pour Barnhuset no 6 (1975-1981), approximativement.
Le Gouvernement, lui, ?limine de la dur?e totale le d?lai dont la municipalit? a besoin pour agir (deux ans) ainsi que l?intervalle entre l?introduction de l?instance en justice et la prise de possession de l?immeuble par la ville, dans l?hypoth?se d?une expropriation (trois ans). Rappelant notamment que la municipalit? de Stockholm avait d?cid? d?s le 16 octobre 1978 de demander l?annulation des permis d?exproprier (ibidem, p. 13, par. 28), il arrive ? dix-huit ans pour Riddaren no 8 (1961-1978) et trois pour Barnhuset no 6 (1976-1978), approximativement.
22.? La Cour juge normal qu?il faille ? une municipalit?, apr?s s??tre vu accorder un permis d?exproprier, quelque temps pour mener ? leur terme les ?tudes n?cessaires ? la pr?paration de la d?cision d?finitive quant ? l?expropriation projet?e.
En l?occurrence, quatre ans auraient d? suffire ? la municipalit? de Stockholm pour se prononcer. Il y a donc lieu de retenir comme p?riodes de pr?judice dix-neuf ans pour Riddaren no 8 (1960-1978) et quatre pour Barnhuset no 6 (1975-1978).
b) Composantes
23.? Au sujet du revenu net r?ellement per?u pendant lesdites p?riodes, il n?existe pas de divergences entre les comparants sur le montant des loyers et des frais de gestion et d?entretien. En outre, les pi?ces du dossier n?indiquent pas si les loyers de Riddaren no 8 et Barnhuset no 6 ont sensiblement baiss? lors de la d?livrance des permis d?exproprier; en revanche, elles montrent clairement qu?ils ont accus? une progression raisonnable pendant toute les p?riodes de pr?judice et m?me au-del?, la lev?e des permis n?ayant pas entra?n? de hausses subites. Enfin, si Mme L. a eu parfois de la peine ? trouver des locataires, cela ne semble pas avoir eu d?incidence sur le revenu tir? de la propri?t?. En r?sum?, les ?l?ments recueillis par la Cour ne prouvent pas que le rapport des immeubles en question ait diminu? ? cause de la dur?e excessive des permis d?exproprier.
24.? Quant ? la valeur marchande, l?agent du Gouvernement et le d?l?gu? de la Commission estiment qu?en couronnes constantes elle n?a pas fl?chi et, dans le cas de Riddaren no 8, a m?me l?g?rement augment? entre l?octroi des permis d?exproprier et leur lev?e. La Cour se rallie ? cette th?se, que d?ailleurs les requ?rants n?ont gu?re contest?e.
25.? Si donc la comparaison entre le d?but et la fin des p?riodes de pr?judice ne montre pas que les requ?rants se soient appauvris, la Cour ne conclut pas pour autant ? l?absence de dommage ? l?int?rieur de ces p?riodes.
En effet, d?autres ?l?ments m?ritent eux aussi qu?on s?y arr?te.
Il s?agit d?abord des entraves apport?es ? la libre utilisation des biens: les requ?rants ne pouvaient ?difier sur leur propre terrain aucune “construction nouvelle” et prenaient des risques importants s?ils proc?daient ? des travaux, m?me autoris?s, puisqu?il leur e?t fallu s?engager ? ne r?clamer, apr?s expropriation, aucune indemnit? au titre de la plus-value r?alis?e (arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 22-23, par. 58). A quoi s?ajoutent les obstacles rencontr?s pour obtenir des pr?ts hypoth?caires; ainsi, Mme L. n?a pas r?ussi ? en contracter un pour le ravalement de la fa?ade de Barnhuset no 6 (ibidem, p. 12, par. 24).
On ne saurait oublier non plus que pendant les p?riodes de pr?judice les biens-fonds en question se sont naturellement d?pr?ci?s: de toute ?vidence, un immeuble frapp? d?un permis d?exproprier et pouvant donc ? tout moment ?chapper ? son propri?taire ne conserve pas constamment sa valeur ant?rieure, m?me si en l?esp?ce ceux des requ?rants ont r?cup?r? apr?s lesdites p?riodes une valeur non inf?rieure, en couronnes constantes, ? celle qu?elle avait lors de l?adoption des mesures litigieuses. En outre, tout projet de r?novation que les requ?rants ont pu envisager ?tait ? l??poque impraticable. On peut consid?rer qu?ils ont subi de ce chef une perte de chances ? laquelle on doit avoir ?gard encore que la perspective de les r?aliser e?t ?t? douteuse.
Surtout, les int?ress?s ont v?cu dans une incertitude prolong?e: ils ignoraient quel sort attendait leurs immeubles et n?avaient pas droit ? la prise en compte, par le gouvernement, de leurs difficult?s.
Enfin, la violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention leur a inflig? un tort moral: leur cause n?a pu ?tre entendue par un tribunal jouissant de la pl?nitude de juridiction (ibidem, p. 31, par. 87).
26.? La succession S. et Mme L. ont donc ?prouv? un pr?judice que la lev?e des permis d?exproprier n?a pas r?par?.
2. ?valuation du pr?judice
27.? L??valuation du dommage souffert se r?v?le fort probl?matique car elle pr?sente en l?occurrence des difficult?s sp?cifiques. Celles-ci tiennent pour une part ? la technicit? des questions immobili?res, ? la complexit? des calculs op?r?s par les experts respectifs des requ?rants et du Gouvernement, aux changements intervenus dans les demandes des parties l?s?es; elles r?sultent surtout de la quasi-impossibilit? de chiffrer, m?me approximativement, la perte de chances.
28.? Aucune des deux m?thodes sugg?r?es par les comparants ne semble de nature ? fournir une r?ponse satisfaisante.
29.? La premi?re, dite du “r?am?nagement hypoth?tique” et pr?conis?e par les requ?rants, suppose que ces derniers auraient proc?d? ? la r?novation compl?te de leurs biens, en faisant d?molir les constructions existantes et b?tir ? leur place de nouveaux ?difices. Hypoth?se extr?me ou maximale, que les faits de la cause ne permettent pas d??tayer. Bien au contraire, la Cour constate que d?s le 18 avril 1974 des interdictions de d?molir ont frapp? les immeubles des int?ress?s; or ceux-ci ne les ont pas d?nonc?es devant les organes de la Convention. La m?thode dont il s?agit ne saurait donc raisonnablement servir dans la pr?sente affaire.
30.? La seconde, dite de l?”usage effectif” et d?fendue par le Gouvernement, n?offre pas ? elle seule une base de calcul acceptable. On peut assur?ment y recourir pour chiffrer le rapport direct des immeubles, lequel n?a pas diminu? en raison des permis d?exproprier (paragraphe 23 ci-dessus), mais elle ne saurait s?appliquer que partiellement ? la valeur marchande. Cette m?thode, telle qu?utilis?e en l?esp?ce, est ? la fois rigide et incompl?te. Elle se borne, d?un c?t?, ? comparer les valeurs respectives de chacun des deux immeubles avant la d?livrance et apr?s le retrait desdits permis, de l?autre ? en confronter l??volution ? celle de l?inflation. Elle ne prend pas en compte l?intervalle s?parant les deux ?v?nements. Elle n?glige ainsi les difficult?s rencontr?es alors par les propri?taires, en raison notamment de la d?pr?ciation de leur bien, et les perspectives de r?novation qui se seraient offertes sans les mesures en question; si les hypoth?ses avanc?es ? ce sujet par les requ?rants n?ont pu convaincre la Cour, elles constituent pourtant un ?l?ment ? consid?rer.
31.? La Cour juge donc inad?quates les m?thodes propos?es, mais ne croit pas devoir en d?finir une autre. Les circonstances de la cause l?incitent en effet ? se limiter aux facteurs (p?riodes et composantes du dommage – paragraphes 22 et 25 ci-dessus) pertinents ? ses yeux et ? les envisager de mani?re globale.
32.? En conclusion, les infractions aux articles 1 du Protocole no 1 et 6 par. 1 (P1-1, art. 6-1) de la Convention ont l?s? les requ?rants. Le pr?judice subi comporte des ?l?ments qui se r?v?lent indissociables et dont aucun ne se pr?te ? un calcul exact. La Cour les appr?cie dans leur ensemble et en ?quit?, comme le veut l?article 50 (art. 50). A cette fin elle a ?gard, d?un c?t?, aux diff?rences de valeur entre Riddaren no 8 et Barnhuset no 6 et, de l?autre, ? l??cart entre les deux p?riodes de pr?judice.
La Cour estime ainsi qu?il y a lieu d?accorder aux requ?rants une satisfaction qu?elle fixe ? 800.000 SEK pour la succession S. et ? 200.000 SEK pour Mme L..
II. FRAIS ET DEPENS
33.? Moyennant d?duction des sommes que le Conseil de l?Europe a vers?es ? Mme L. au titre de l?assistance judiciaire, les requ?rants revendiquent le remboursement des frais et d?pens attribuables ? la proc?dure devant les organes de la Convention. Ils ont pr?sent? sommairement leurs demandes dans leurs observations du 7 d?cembre 1983 et les ont pr?cis?es dans leur r?ponse du 15 mai 1984 ? une question ?crite de la Cour, puis dans un m?morandum re?u le 27 septembre.
34.? A l?audience du 22 juin 1984, l?agent du Gouvernement a d?clar? ?prouver quelque difficult? ? exprimer une opinion sur lesdites demandes, en raison de leur manque de clart?: les montants indiqu?s dans les observations du 7 d?cembre 1983 diff?reraient de ceux mentionn?s dans la r?ponse du 15 mai 1984. S??tonnant du volume des frais correspondant ? la proc?dure relative ? la question de l?application de l?article 50 (art. 50), il a affirm? que les int?ress?s devaient en supporter une partie consid?rable. Il a toutefois admis que la Su?de devrait leur rembourser les frais raisonnables engag?s avant le 23 septembre 1982, date du premier arr?t de la Cour.
35.? Lors des m?mes d?bats, le d?l?gu? de la Commission a sugg?r? ? la Cour de se procurer une liste plus d?taill?e des services rendus par le principal avocat en l?affaire, ? savoir Me H..
36.? Le 27 septembre 1984, la Cour a re?u des requ?rants, par l?interm?diaire du secr?taire de la Commission, un relev? de leurs frais et d?pens ainsi qu?une copie des notes ou factures s?y rapportant (paragraphe 7 ci-dessus).
Il en ressort que la succession S. et Mme L. r?clament:
a) 469.217 SEK 25 pour honoraires et frais de Me H. (259.110 SEK 65) et M. T. (210.106 SEK 60) qui les ont repr?sent?es devant la Commission et la Cour;
b) 371.392 SEK 54 pour les honoraires et frais des experts consult?s par elles, ? savoir MM. A. (182.900 SEK), K. (77.762 SEK 54), W. (70.750 SEK), H. (28.480 SEK) et M.n (7.000 SEK), Mme W. (3.500 SEK) et M. S. (1.000 SEK);
c) 50.581 SEK 60 pour frais de traduction;
d) 46.984 SEK 50 pour frais de voyage et de s?jour ? Strasbourg (audiences du 9 octobre 1979 devant la Commission, puis des 23 f?vrier 1982 et 22 juin 1984 devant la Cour);
e) 25.000 SEK pour frais estim?s et non encore factur?s.
De ce total de 963.175 SEK 89, les requ?rants d?duisent 24.103 SEK, contre-valeur du montant per?u par Mme L. au titre de l?assistance judiciaire. Ils aboutissent ainsi ? une somme de 939.072 SEK 89, soit 307.523 SEK 14 devant la Commission et 631.549 SEK 75 devant la Cour (185.204 SEK 75 pour l?instance “au principal” et 446.345 SEK pour la proc?dure relative ? l?article 50) (art. 50).
37.? Le 22 octobre 1984, l?agent du Gouvernement a pr?sent? des commentaires sur ces diverses pr?tentions. Tout en constatant le niveau tr?s ?lev? des frais r?clam?s et la difficult? d?appr?cier leur rapport avec l?affaire puisque les justificatifs se trouvent en partie masqu?s, il s?affirme pr?t ? accepter la demande per se.
Cependant, il rejette les montants correspondant aux recherches de MM. K. (77.762 SEK 54) et W. (70.750 SEK) ainsi qu?? l?inscription ? un s?minaire de proc?dure europ?enne dirig? par M. S. (1.000 SEK), les deux premi?res n?ayant pas ?t? invoqu?es ? Strasbourg et la troisi?me ne pouvant passer pour li?e ? une affaire particuli?re; il s?interroge sur le caract?re raisonnable des honoraires exig?s par M. T., notamment 100.000 SEK “suppl?mentaires” pour la p?riode allant jusqu?? l?arr?t du 23 septembre 1982 alors que la responsabilit? principale de l?affaire incombait ? Me H.; il les r?duit de 5.475 SEK, tenant compte d?erreurs mat?rielles et estimant inutile la pr?paration d?observations (pour 11.200 SEK) sur la plaidoirie du d?l?gu? de la Commission ? l?audience du 22 juin 1984; il exclut la taxe de 40 % sur des travaux de traduction (13.797 SEK 60) et de recherche (1.000 SEK), que les requ?rants n?ont pas acquitt?e; enfin, il consid?re que les frais non encore factur?s (25.000 SEK) ne sauraient entrer en ligne de compte.
En outre, pour le cas o? la Cour n?estimerait pas devoir retenir ses suggestions relatives ? M. K., le Gouvernement la prie, en accord avec le repr?sentant des requ?rants, de soustraire 11.345 SEK 71 d?honoraires et de frais.
Enfin, il renouvelle sa demande, formul?e ? l?audience du 22 juin 1984, tendant ? ce que la Cour examine, en fonction de sa d?cision sur le probl?me de la satisfaction ?quitable, si les requ?rants ne devraient pas supporter une part consid?rable des frais qu?ils ont expos?s pendant la proc?dure relative ? l?application de l?article 50 (art. 50).
38.? Dans ses remarques du 6 novembre 1984, le d?l?gu? de la Commission sugg?re que le remboursement des frais et d?pens tienne largement compte du sort r?serv? par la Cour ? la demande d?indemnit? pour dommage mat?riel. Il marque son accord avec le Gouvernement en ce qui concerne les recherches de MM. K. et Westerberg, l?inscription au s?minaire de M. S., certains honoraires de M. T. et les frais non encore factur?s.
39.? La Cour appliquera les crit?res se d?gageant de sa jurisprudence en la mati?re (voir, parmi beaucoup d?autres, l?arr?t Zimmermann et Steiner du 13 juillet 1983, s?rie A no 66, p. 14, par. 36). Elle n?a pas de motif de douter de la r?alit? des d?penses des requ?rants car elle en poss?de les justificatifs. Quant ? leur n?cessit? et au caract?re raisonnable de leur taux, elle constate que les frais et honoraires expos?s atteignent un montant ?lev?. Elle note cependant que deux facteurs au moins peuvent l?expliquer. En premier lieu, la longueur de la proc?dure: pr?s de dix ans se sont ?coul?s depuis la saisine de la Commission. En second lieu, la complexit? de l?affaire (paragraphe 27 ci-dessus): il n??tait pas d?raisonnable de recourir aux services d?experts pour pr?senter les demandes de satisfaction ?quitable, et l?agent du Gouvernement a lui aussi consult? des sp?cialistes des probl?mes immobiliers.
La Cour ne saurait pourtant retenir certaines d?penses car elle n?est pas convaincue de leur n?cessit?: honoraires de MM. T. et A. pour la pr?paration de documents ?cart?s par elle (paragraphes 4 et 7 ci-dessus), estim?s ? 50.000 SEK; sommes vers?es ? des juristes pour des consultations et un s?minaire de droit (149.512 SEK 54); taxes sur travaux de traduction et de recherche (14.797 SEK 60); frais non encore factur?s (25.000 SEK).
Dans ces conditions, les requ?rants ont droit au remboursement, pour frais et d?pens, de 723.865 SEK 75, moins les 24.103 FF per?us par Mme L. au titre de l?assistance judiciaire.
PAR CES MOTIFS, LA COUR
1. Dit, par douze voix contre cinq, que le Royaume de Su?de doit verser, pour dommage, huit cent mille couronnes su?doises (800.000 SEK) ? la succession S. et deux cent mille couronnes (200.000 SEK) ? Mme L.;
2. Dit, par treize voix contre quatre, qu?il doit rembourser, pour frais et d?pens, sept cent vingt-trois mille huit cent soixante-cinq couronnes soixante-quinze (723.865 SEK 75), moins vingt-quatre mille cent trois francs fran?ais (24.103 FF), ? la succession S. et ? Mme L. conjointement.
Rendu en fran?ais et en anglais, le texte fran?ais faisant foi, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg, le 18 d?cembre 1984.
Pour le Pr?sident
Walter GANSHOF VAN DER MEERSCH
Juge
Pour le Greffier
Herbert PETZOLD
Greffier adjoint
Au pr?sent arr?t se trouve joint, outre une d?claration de MM. Cremona et Bernhardt, l?expos? des opinions s?par?es suivantes (articles 51 par. 2 de la Convention et 50 par. 2 du r?glement) (art. 51-2):
– opinion dissidente commune ? M. Th?r Vilhj?lmsson, M. Lagergren, M. Walsh, Sir Vincent Evans et M. Gersing, concernant le dommage;
– opinion dissidente commune ? M. Th?r Vilhj?lmsson, M. Lagergren, Sir Vincent Evans et M. Gersing, concernant les frais engag?s pour la proc?dure relative ? l?application de l?article 50 (art. 50).
W. G. v. d. M.
H. P.
?

DECLARATION DE MM. LES JUGES CREMONA ET BERNHARDT
(Traduction)
Dans des opinions s?par?es jointes ? l?arr?t du 23 septembre 1982, nous avons exprim? des vues en d?saccord avec celles de la majorit? de la Cour.
Apr?s ce premier arr?t, et pour les besoins du second, nous avons jug? bon, comme d?autres avant nous en pareille circonstance, d?agir en fonction des d?cisions de la majorit?.
?

OPINION DISSIDENTE COMMUNE ? M. THOR VILHJALMSSON, M. LAGERGREN, M. WALSH, SIR VINCENT EVANS ET M. GERSING, JUGES, CONCERNANT LE DOMMAGE
(Traduction)
1.?? Les requ?rants r?clament une satisfaction ?quitable pour dommage mat?riel et moral. Nous reconnaissons qu?ils devaient recevoir une telle satisfaction au titre du dommage moral, pour les raisons expos?es dans l?arr?t de la Cour. En revanche, nous regrettons de ne pouvoir souscrire ? l?id?e qu?un pr?judice mat?riel a ?t? ?tabli.
2.?? Il incombe aux requ?rants de prouver qu?ils ont subi une perte p?cuniaire sous les trois chefs de leur demande: perte de revenu durant les p?riodes litigieuses, diminution de la valeur marchande de leurs propri?t?s et impossibilit? d?entreprendre un r?am?nagement complet de celles-ci.
3.?? Au sujet de la perte all?gu?e de revenu, nous partageons l?avis de la Cour, exprim? au paragraphe 23 et selon lequel les int?ress?s n?ont pas r?ussi ? prouver l?existence d?une perte ? ce titre. Quant ? la diminution all?gu?e de la valeur marchande, nous relevons qu?au paragraphe 24 la Cour a constat? que ladite valeur non seulement n?a pas en fin de compte baiss?, mais a m?me augment? dans le cas de Riddaren no 8. Il convient de rappeler ce que M. A., expert, a d?clar? devant la Cour: “les investissements immobiliers en Su?de durant les dix derni?res ann?es, et surtout, disons, les six ou sept derni?res, ont ?t? extr?mement lucratifs.”
4.?? A nos yeux, les pi?ces du dossier ne r?v?lent aucune chute temporaire de la valeur marchande des propri?t?s. Cependant, m?me en partant de l?hypoth?se qu?une telle chute ait eu lieu, nous ne pensons pas, contrairement ? l?arr?t de la Cour, qu?elle ait provoqu? une perte financi?re. D?s lors que les requ?rants n?ont pas vendu leurs propri?t?s pendant les p?riodes en question, une diminution temporaire de la valeur marchande n?a donn? naissance qu?? une perte th?orique. Nous nous rallions ? l?opinion du d?l?gu? de la Commission: une telle “perte” n?entrerait en jeu que si ? l??poque les requ?rants s??taient en vain efforc?s de vendre leurs propri?t?s ? un prix raisonnable et avaient ?t? contraints d?accepter un chiffre inf?rieur. Or il n?en a pas ?t? ainsi.
5.?? De plus, nous ne sommes pas convaincus que m?me s?il n?y avait eu ni permis d?exproprier ni interdictions de construire, les requ?rants auraient effectivement r?am?nag? leurs propri?t?s ou qu?une telle op?ration e?t ?t? rentable.
6.?? En cons?quence, nous n?apercevons pas en quoi les int?ress?s ont support? une perte financi?re.
7.?? Au titre du dommage moral, nous estimons qu?il faudrait fixer la satisfaction ?quitable ? 300.000 SEK pour la succession S. et ? 100.000 SEK pour Mme L..
?

OPINION DISSIDENTE COMMUNE A M. THOR VILHJALMSSON, M. LAGERGREN, SIR VINCENT EVANS ET M. GERSING, JUGES, CONCERNANT LES FRAIS ENGAGES POUR LA PROCEDURE RELATIVE A L?APPLICATION DE L?ARTICLE 50 (art. 50)
(Traduction)
Au titre de l?article 50 (art. 50), les requ?rants r?clament plus de 24 millions de couronnes su?doises; la Cour leur en accorde un. De l?examen des frais attribuables ? la proc?dure relative ? l?application de l?article 50 (art. 50), nous concluons que l?on doit juger non n?cessaire et disproportionn?e une partie importante de ceux engag?s pour pr?senter la demande de r?paration du dommage mat?riel. Nous estimons donc qu?il faudrait r?duire davantage la somme fix?e pour les frais des requ?rants.
* L’affaire porte le n? 1/1981/40/58-59.? Les deux premiers chiffres d?signent son rang dans l’ann?e d’introduction, les deux derniers sa??? place sur la liste des saisines de la Cour depuis l’origine et sur celle des requ?tes initiales (? la Commission) correspondantes.

** Il s’agit du r?glement applicable lors de l’introduction de l’instance.? Un nouveau texte entr? en vigueur le 1er janvier 1983 l’a remplac?, mais seulement pour les affaires port?es devant la Cour apr?s cette date.

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 21/06/2024