AFFAIRE PRESSOS COMPANIA NAVIERA S.A. ET AUTRES c. BELGIQUE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PRESSOS COMPANIA NAVIERA S.A. ET AUTRES c. BELGIQUE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41, 06, P1-1
Numero: 17849/91/1995
Stato: Belgio
Data: 1995-11-20 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Radiazione parziale del ruolo; Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento); Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; danno materiale – decisione riservata; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione

Nella causa Pressos Compania Naviera S.p.A. ed altri
c. Belgio (1),

La Corte europea ́dei Diritti dell’uomo, costituita,
́ conformemente ̀all’articolo 43 (art. 43,)della Convenzione di salvaguardia,
dei Diritti dell’uomo e delle Libert? ́fondamentali (“la Convenzione”)
ed alle clausole pertinenti del suo ordinamento ̀A (2), in una camera
composta ́dai giudici di cui segue il nome:

SIGG.. R. Ryssdal, presidente,́
Thor ́Vilhjalmsson,
C. Russo,
J. Di Meyer,
R. Pekkanen,
M.A. Lopes Rocha,
L. Wildhaber,
D. Gotchev,
U. Lohmus,

cos?・come dal Sig. H. Petzold, cancelliere,

Dopo avere ̀deliberato ́in camera del consiglio il 26 maggio e
28 ottobre 1995,

Rende la sentenza ̂che ha, adotta ́ha ̀quell’ultima data:
_____________
Note del cancelliere

1. La causa porta il n? 38/1994/485/567. Le prime due cifre
indicano il posto nell’anno di introduzione, le due ultime il
posto sull’elenco delle immissione nel processo della Corte dall’origine e su
quella delle richieste iniziali ( alla Commissione) corrispondenti.

2. L’ordinamento ̀A si applica a tutte le cause deferite ́alla Corte
prima dell’entrata in vigore del Protocollo n? 9 (P9) e, da questa,
alle uniche cause concernenti gli Stati non legati da suddetto Protocollo
(P9). Corrisponde all’ordinamento ̀entrato in vigore ́il 1 gennaio 1983
ed emendato ha da allora a parecchie riprese.
_______________

PROCEDIMENTO

1. La causa ? ́stata deferita alla Corte dalla Commissione europea
dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 9 settembre 1994, poi dal
il governo del Regno del Belgio (“il Governo”) il
21 ottobre 1994, nel termine di tre mesi che aprono gli articoli 32
paragrafo 1 e 47 (art. 32-1, art. 47) della Convenzione. Alla sua origine si
trova una richiesta (̂n? 17849/91) diretta contro il Belgio e in cui
ventisei richiedenti (paragrafo 6 sotto) avevano investito la
Commissione il 4 gennaio 1991 in virt? dell’articolo 25 (art. 25).

La domanda della Commissione rinvia agli articoli 44 e 48
(art. 44, art. 48,)cos? come alla dichiarazione ́belga che riconosce la
giurisdizione obbligatoria della Corte (articolo 46) (art. 46) la richiesta
del Governo agli articoli 44 e 48 (art. 44, art. 48). Hanno
per oggetto di ottenere una decisione sul punto di ́sapere se i fatti
della causa rivelano ̀una trasgressione dello stato convenuto ́alle esigenze
degli articoli 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione e 1 del,
Protocollo n? 1 (P1-1).

2. In risposta ́all’invito contemplato ́all’articolo 33 paragrafo 3 d, del,
ordinamento ̀A, venticinque dei ventisei richiedenti che avevano investito la
Commissione hanno espresso il desiderio di partecipare all’istanza e designato
i loro consiglieri (articolo 30).

Questi hanno presentato il 27 febbraio 1995 un esposto per suddetti
venticinque richiedenti; il 18 maggio 1995, hanno indicato che erano
senza istruzioni del sesto richiedente.

3. La camera da costituire comprendeva di pieno dritto Sig. J. Di Meyer,
giudice eletto di nazionalit? belga (articolo 43 della Convenzione) (art. 43)
ed il Sig. R. Ryssdal, presidente della Corte, articolo 21 paragrafo 3 b, del,
ordinamento A. Questo il 24 settembre 1994, ha estratto a sorte il nome dei
sette altri membri, ossia i Sigg.. Thor ́Vilhjalmsson, N. Valticos,
R. Pekkanen, M.A. Lopes Rocha, L. Wildhaber, D. Gotchev ed U. Lohmus,
in presenza del cancelliere (articoli 43 in fine della Convenzione e 21
paragrafo 4 dell’ordinamento A) (art. 43). Ulteriormenté, il Sig. C. Russo,
supplente, ha sostituito il Sig. Valticos, impedito (articoli 22 paragrafo 1 e 24
paragrafo 1 dell’ordinamento A).

4. Nella sua qualit? di presidente della camera (articolo 21 paragrafo 5 dell?
ordinamento A, il Sig. Ryssdal ha consultato, tramite l’intermediario del cancelliere,
l’agente del Governo, gli avvocati dei richiedenti ́ed il delegato
della Commissione a proposito dell’organizzazione del procedimento (́articoli 37
paragrafo 1 e 38). Conformemente all’ordinanza resa di conseguenza, ́le
memorie ́del Governo e dei richiedenti sono giunte al cancelliere
il 24 e 27 febbraio ́1995.

5. Cos? come aveva deciso ́il presidente, i dibattimenti si sono
svolti in pubblico ́il 22 maggio 1995, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a
Strasburgo. La Corte aveva tenuto prima una riunione ́preparatoria.́

Sono comparsi:

– per il Governo

Il Sig. J. Lathouwers, consigliere aggiunto,
capo del servizio dei diritti dell’uomo,
ministero ̀della Giustizia, agente,
Il Sig. J. – Sig. Nelissen-grado, avvocato, consigliere,
Il Sig G. Michaux, avvocato,
Il Sig. J. Van di Velde, direttivo di amministrazione,
ministero ̀delle Comunicazioni
e dell’infrastruttura, consiglieri,;

– per la Commissione

Il Sig. I. Cabral Barreto, delegato,;́

– per i richiedentí

Il Sig L. S., avvocato,
Il Sig R.O. D., avvocato, consigliere,
Il Sig D. L., avvocato,
Il Sig N. C.n, avvocato, consiglieri.

La Corte ha sentito nelle loro dichiarazioní, e nelle loro risposte
alle sue domande, i Sigg.. Cabral Barreto, S.t, D. e Nelissen-grado.

IN FATTO

I. Le circostanze dello specificò

A. I sinistro e le loro conseguenze ́giudiziali

6. I richiedenti sono proprietari, reciproci di armamento o, in
un caso, curatore di navi implicati in sinistri che si sono
prodotti nelle acque territoriali belghe od olandesi a una data
anteriore al 17 settembre 1988.

Assegnando questi incidenti a delle mancanze commesse dai piloti
belgi a bordo delle navi in questione, hanno intentató, ora contro
lo stato belga, ora contro una societ? privata di pilotaggio, delle azioni,
giudiziali di cui lo stato reale, secondo le informazione fornite alla
Corte, si presenta come segue:

Il primo ̀richiedente:́ societ? di dritto greco P. C.
N. S.p.A. (nave Angeartic)

11 agosto ̂1982: collisione;

24 aprile 1985: giudizio del tribunale di Middelburg (Paesi Bassi) ce imputava
la responsabilit? al primo richiedente;́

10 giugno 1987: citazione dello stato belga in recupero dinnanzi al
tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles.

Il secondo ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano I.
S. C. (nave Oswego Freedom)

13 dicembre 1970: collisione nelle acque olandesi;

8 novembre 1972 e 16 novembre 1974: giudizio del tribunale di
Middelburg, poi sentenza della corte di appello di L’Aia che imputa il
responsabilit? al secondo richiedente;́

12 dicembre ́1972: citazione dello stato belga in recupero dinnanzi a
il tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles;

9 marzo 1988: azione dichiarata non ́fondata a difetto ́di responsabilit?́
civile del pilota secondo il diritto olandese;́

7 aprile 1988: appello interposto ́dal richiedente.́

Il terzo ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano Z.
S. C. (nave Panachaikon)

27 febbraio ́1971: collisione;

28 aprile 1977: sistemazione che stima il danno ́da sopportare dal
terzo ̀richiedente a 456 798 dollari americani;́

26 febbraio ́1973: citazione dello stato belga in recupero dinnanzi al
tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles;

18 marzo 1988: sentenza incidentale dritto dichiarante ́l’azione fondata in
virt? del principio della responsabilit? ́dello stato per le mancanze
commesse dai suoi piloti;

23 febbraio ́1994: riformazione del giudizio da parte della corte di appello di
Bruxelles, avuto riguardo ́ha ̀la della legge del 30 agosto 1988 (paragrafo 18
Sotto).

Il quarto ̀richiedente:́ societ? di diritto inglese C. M.
Ltd (nave Pass of Brander).

6 gennaio 1983: urto che caus? delle avarie a un’area al momento
dell’attracco;

23 luglio 1984: citazione dell’armamento da parte del proprietario ́
dell’area (BASF), dinnanzi al tribunale di commercio di Anversa;

22 agosto ̂1984: appello in garanzia della societ? ́di pilotaggio B.
(paragrafo 9 sotto);

19 giugno 1986: giudizio del tribunale di commercio di Anversa che condanna:
1, il quarto ̀richiedente ́a riparare ́i danni;
2, la societ? ́B., convenuto garanzia, a ̀risarcire ́il
richiedente ́delle somme pagate da lei;

18 agosto ̂1986: appello interposto ́dalla societ? B.;

11 febbraio ́1993: ordinamento ̀con l’armamento del reclamo ́di BASF,
sotto riserva ́della conclusione del procedimento pendente dinnanzi alla corte di appello
di Anversa.

Il quinto ̀richiedente:́ societ? di dritto malese M.
I. S. C. B., nave Bungan. Kantan,

23 novembre 1986: urto causante dei danni al muro di una banchina
appartenente allo stato belga;

8 agosto ̂1988: citazione dello stato belga tramite l’armamento, dinnanzi al,
tribunale di prima ̀istanza di Anversa, in risarcimento ́del danno alla
nave;

21 novembre 1988: citazione dell’armamento e del societ? ́B. Da parte
dello stato, proprietario ́della banchina, dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza,
di Anversa, in risarcimento ́del danno alla banchina;

23 novembre 1988: citazione dell’armamento da parte della citt? di Anversa,
dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa, in rimborso degli
onere che risultavano ́dal sinistro.

Il sesto ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano C. C.
(paragrafo 2 sopra).

Il settimo, ̀ottavo e nono richiedente:́ societ? di diritto
sud-coreano ́K. S. C. Ltd, il Sig. Y., nella sua qualit? di
curatore del richiedente ́n? 7, e la societ? dil diritto inglese The
L. S ? Proprietario della nave il Sig. I. A. Ltd (nave
Fantastica star)

27 ottobre 1985: collisione;

28 gennaio 1986: citazione dei richiedenti ́da parte dell’armamento avverso
dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

24 ottobre 1986: appello in garanzia dello stato belga da parte dei richiedenti;́

data ignota: ordinamento ̀transazionale con surrogazione tra i
armatori delle navi implicate nell’collisione.

Il decimo ̀ed undicesimo richiedente:́ societ? di diritto liberianó
O. C.C. C. Ltd e societ? ́del diritto giapponese K.
K. K.K.,( nave Cygnus Ace)

Primo sinistro:

1 ottobre 1983: urto causante delle avarie a un ponte nei bacini
di Anversa;

22 maggio 1984: citazione dei richiedenti ́da parte della citt? di Anversa dinnanzi a
il tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

21 giugno 1984: appello in garanzia della societ? ́di pilotaggio B. da parte dei
richiedenti

26 settembre 1990: appello in garanzia del pilota dai richiedenti.́

Secondo ̀sinistro:

23 novembre 1984: urto causante dei danni a ̀una chiusa;́

27 maggio 1987: citazione dei richiedenti ́da parte della citt? di Anversa, dinnanzi a
il tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

16 giugno 1987: appello in garanzia dello stato belga da parte dei richiedenti;́

10 settembre 1991: ordinamento ̀amichevole con surrogazione.

Il dodicesimo ̀richiedente:́ societ? del diritto inglese F. W.
, S., Ltd (nave Ande)

31 marzo 1988: urto causante dei danni a ̀una chiusa;́

29 ottobre 1990: citazione del richiedente ́da parte della citt? di Anversa,
dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

19 novembre 1990: appello in garanzia della societ? ́di pilotaggio B. dal
richiedente;́

14 gennaio 1992: pagamento con surrogazione da parte del richiedente ́di una
risarcimento ́alla citt? di Anversa.

Il tredicesimo ̀e quattordicesimo richiedente:́ societ? di diritto
inglese M.H. S. C. Ltd e P.l D. S. Ltd
(nave Donnington)

8 dicembre ́1984: urto causante dei danni a una chiusa;́

9 dicembre ́1985: citazione dei richiedenti da parte della citt? di Anversa,
dinnanzi al tribunale di commercio di questa citt?
8 dicembre ́1987: appello in garanzia dello stato belga dai richiedenti;

9 marzo 1989 e 31 marzo 1992: condanna dell’armamento, dal
tribunale di commercio poi dalla corte di Anversa, al pagamento in
principale di 34 841 522 franchi belgi (FB);

febbraio ́e giugno 1992: pagamento della somma dai richiedenti, sotto
riserva ́di una sentenza ̂della Corte europea che ́dichiari “nulla” la legge del
30 agosto ̂1988.

Il quindicesimo ̀richiedente:́ societ? del diritto francese ̧Societ? ́navale
caricatori D. – V. ( nave Marie Delmas)

20 marzo 1985: urto causante dei danni a ̀una chiusa;́

27 novembre 1986: citazione del richiedente ́e della societ? di
pilotaggio B., dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

17 novembre 1992: pagamento di un risarcimento ́da parte del richiedente, sotto
riserva ́dei seguiti da dare alla sentenza ̂della Corte europea.́

Il sedicesimo ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano M. H.
C. (nave Leandros)

26 luglio 1985: avarie importanti alle installazioni di attracco della
societ? ́E. ed ai muri di una banchina nel porto di Gand;

10 marzo 1986: citazione del richiedente ́da parte della societ? E.,
dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Gand;

18 luglio 1986: appello in garanzia dello stato da parte del richiedente;́

17 settembre 1991: condanna per difetto ́dell’armamento, dello stato e
del pilota al pagamento solidale dei diversi importi;

24 ottobre 1991: opposizione contro il giudizio.

Il diciassettesimo ̀e diciottesimo richiesto:́ societ? di diritto
brasiliano ́P. B. e societ? del diritto del Bermuda The
U.K. M. S. S. A. A. (Bermuda, Ltd,)
(nave Quitauna)

30 novembre 1986: urto con danni a una chiusa;́

27 ottobre 1987: dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa,
citazione dei richiedenti ́e dello stato belga da parte della societ? R.
e della citt? di Anversa;

8 giugno 1989: giudizio del tribunale di Anversa;

17 giugno 1991: condanna dei richiedenti, ́da parte della corte di appello,
di Anversa, a pagare il risarcimento.́

Il diciannovesimo ̀richiedente:́ societ? di dritto turco K. G.
I. V. T. A.S. (nave Fethiye)

27 ottobre 1984: avarie causate ́a ̀due altre navi, durante
manovre di ormeggio;

data ignota: citazione del richiedente ́dinnanzi al tribunale di
commercio di Gand;

27 ottobre 1986: appello in garanzia dello stato belga da parte del richiedente;́

14 gennaio 1992: giudizio del tribunale di commercio di Gand che considera la
responsabilit? ́del richiedente e che assolve lo stato belga cos? come
il pilota;

6 maggio e 1 settembre 1993: appello interposto ́dal richiedente.́

Il ventesimo ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano I.
M. C. S.p.A. (nave Acritas)

21 marzo 1984: collisione tra tre navi;

14 marzo 1986: dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa,
citazione da parte del richiedente ́degli altri armamenti implicati e dello
stato belga.

Il ventunesimo ̀richiedente:́ societ? di diritto panamense N.
R. O. S.p.A. (nave Federale Huron)

26 aprile 1986: collisione;

14 maggio 1986: dinnanzi al tribunale di commercio di Anversa, citazione da parte del
il richiedente ́dell’armamento avverso e dello stato belga;

25 aprile 1988: dinnanzi allo stesso tribunale, citazione da parte dell’armamento
avverso del richiedente ́e dello stato belga.

Il ventiduesimo ̀richiedente:́ societ? di diritto liberiano F.
P., Liberia, Ltd (nave Federale St Laurent)

29 settembre 1985: collisione;

4 settembre 1986: citazione da parte del richiedente ́dell’armamento avverso
e dello stato belga, dinnanzi al tribunale di prima ̀istanza di Anversa;

10 dicembre ́1987: ordinamento ̀amichevole.

Il ventitreesimo ̀richiedente:́ societ? di diritto delle isole ̂Caimanö
C. (3) Ltd (nave Cast Otter9

6 febbraio ́1987: arenamento

6 aprile 1987: citazione dello stato belga da parte del richiedente, ́dinnanzi al,
tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles.

Il ventiquattresimo ̀richiedente:́ societ? di diritto belga Compagnia
belga di noleggio (̀C.) S.p.A. (navi Belvaux e Clervaux)

Nave Belvaux:

18 giugno 1979: arenamento;́

10 giugno 1986: citazione dello stato da parte del richiedente, ́dinnanzi al,
tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles.

Nave Clervaux:

5 ottobre 1981: arenamento

10 luglio 1986: citazione dello stato da parte del richiedente, ́dinnanzi al,
tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles.

Il venticinquesimo ̀richiedente:́ societ? di dritto spagnolo N.
U. S.p.A. (nave Uralar Cuarto)

11 dicembre ́1983: urto causante dei danni ha ̀un frangiflutti nel
porto di Anversa;

18 luglio 1985: citazione del richiedente ́da parte della societ? R.,
che aveva il controllo provvisorio del frangiflutti, dinnanzi al tribunale di
prima ̀istanza di Anversa;

14 agosto ̂1985: appello in garanzia dello stato belga da parte del richiedente;́

26 ottobre 1988: rigetto dell’appello in garanzia dalla corte di appello
di Anversa, avuto riguardo ́all’effetto retroattivo ́della legge del 30 agosto ̂1988;

19 aprile 1991: rigetto del ricorso dalla Corte di cassazione (paragrafo 8
Sotto).

Il ventiseiesimo ̀richiedente:́ societ? del diritto inglese B.P. T.
C. Ltd (nave British Dragoon)

24 gennaio 1977: arenamento ́nell’Escaut;

21 gennaio 1982: citazione dello stato belga dal richiedenté, dinnanzi a
il tribunale di prima ̀istanza di Bruxelles.

Il ventiseiesimo ̀richiedente non ́intenṭ? nessuna azione giudiziale
contro la legge del 30 agosto ̂1988.

B. Procedimenti ́dinnanzi alla Corte di arbitraggio e dinnanzi alla Corte di
cassazione

7. Nel marzo 1989, ventiquattro dei richiedenti ́investirono la Corte
di arbitraggio di ricorso in annullamento della legge del 30 agosto ̂1988
“che modificava la legge del 3 novembre 1967 sul pilotaggio dei bastimenti marittimi”
(“la legge del 1988”) della quale denunciavano in particolare ̧l’effetto
retroattivo (paragrafo 18 sotto).

La corte respinse i ricorsi il 5 luglio 1990, considerando,́
in particolare:

“Pu? essere ammesso che il legislatore ́stimi che le
categorie ́alle quali si rivolge la legge incriminata siano,
principalmente in ragione della loro integrazione ́nell’attivit?́
marittima, abbastanza specifici ́per giustificare un regime di
responsabilit? particolare.

Nello specificò, il legislatore ́ha dato effetto retroattivo alla legge.
L’elemento ́retroattivo che comprende il sistema ̀speciale ́di
responsabilit? ́instaurato in materia di ̀pilotaggio porta attentato al
principio fondamentale della sicurezza ́giuridica secondo il quale il
contenuto del diritto deve in principio essere ̂prevedibile ́ed accessibile
cos? che l’argomento di diritto possa contemplaré, a un gradó
ragionevole, le conseguenze ́di un atto determinato al momento in cui
questo atto si ? verificato.́

Questo attentato al principio non ? nelle circostanze
dello specificò, sproporzionato ́in rapporto al’obiettivo generalé́
mirato dalla legislazione attaccata.́ Il legislatore ha inteso
mantenere nella legislazione ́sul pilotaggio il sistema ̀di
responsabilit? ́che non aveva voluto modificare nel 1967 e che
la giurisprudenza anteriore ́al 1983 cos? come la dottrina
deducevano ́dall’articolo 5 della legge del 1967 sul pilotaggio
cos? come dagli articoli 64 e 251 della legge marittima (Libro II,
titolo II, del Codice di commercio); in pi? ha preso in conto le
conseguenze ́di bilancio importanti che derivano in modo ̧imprevisto
per i poteri pubblici riguardi ́dalla modifica del
giurisprudenza.

Tenuto conto di tutti questi elementí, l’esonero di
responsabilit? ́per gli organizzatori di un servizio di pilotaggio
e la limitazione della responsabilit? ́personale dei piloti non
possono ̂essere considerati, anche quando la legge retroagisce ,
come non soddisfacenti alle esigenze degli articoli 6 e 6 bis
della Costituzione.

(…)

I richiedenti ́affermano che la legge incriminata introduce una
distinzione ingiustificata ́tra, da una parte, le controversie finite
( causae finitae ) che non ricadono nel campo di applicazione
della legge e, dall?altro parte, le controversie in corso (causae
pendentes) che ricadono, nel campo di applicazione del
legge.

La concessione di un effetto retroattivo ́a una regola di diritto significa
in principio che questa regola si ̀applica ai rapporti giuridici
nati ́e non definitivamente compiuti prima della sua entrata in vigore;
questa regola non ̀pu? essere allora ̂applicabile che a delle controversie in
corso e future e non ha nessuna influenza su delle controversie finite..́

Secondo un principio fondamentale del nostro ordine giuridico, le
decisioni ́giudiziali possono essere modificate ́solamente dal collocamento
in opera di vie di ricorso. Limitando secondo la distinzione
criticata ́l’effetto della legge nel passato, il legislatore ha voluto
rispettare questo principio e non ha stabilito dunque ́alcuna distinzione
contraria agli articoli 6 e 6bis della Costituzione.

I richiedenti ́invocano ancora la violazione dell’articolo 11
della Costituzione e dell’articolo 1 del primo Protocollo
addizionale (P1-1) alla Convenzione europea ́dei Diritti di
l’uomo.

(…)

Modificando un regime ́legale di indennizzo di danni senza
rimettere in causa i crediti ́il cui titolo ? una decisioné
giudiziale, il legislatore non ́introduce nessuna distinzione
ingiustificatá, coprendo solamente la propriet? ́gi? ̀acquisita
la protezione garantita dalle disposizioni precitaté́?

8. In quanto al venticinquesimo ̀richiedenté, ricorse dinnanzi
la Corte di cassazione contro la sentenza ̂del 26 ottobre 1988 con la quale la
corte di appello di Anversa gli aveva respinto, in virt? della ́legge del 1988,
la sua azione in garanzia contro lo stato belga (paragrafo 6 sopra).

Il 26 gennaio 1990, la Corte di cassazione sottopose alla Corte
di arbitraggio una domanda pregiudiziale ́relativa alla costituzionalit?́
della legge del 1988 ed in particolare della sua retroattivit?.́́ Il
22 novembre 1990, questa ultima ̀giurisdizione conferm? in sostanza la sua
sentenza ̂del 5 luglio 1990 (paragrafo 7 sopra).

Perci? la Corte di cassazione respinse il 19 aprile 1991 il
ricorso del venticinquesimo ̀richiedente.́ Riprendendo la risposta ́della
Corte di arbitraggio alla sua domanda pregiudizialé, allontan? un primo
mezzo derivante ́dal fatto che la retroattivit? della legge del 1988 violerebbe gli
articoli 6 e 6 bis vecchi della Costituzione. Dichiar? poi
inammissibile il mezzo derivante ́da un’infrazione all’articolo 1 del Protocollo
n? 1 (P1-1), dopo ̀avere osservato ́che il venticinquesimo ̀richiedenté
non aveva invocato ́questa disposizione dinnanzi alla corte di appello. Infine,
respinse la lagnanza dedotta da questo secondo la quale intervenendo nei processì
in corso, la legge del 1988 impedirebbe ̂al giudice di troncare le controversie
come gli ́erano state sottoposte, a disprezzo dell’indipendenza dei
tribunali e dell’uguaglianza ́delle armi tra le parti. A questo riguardo,
consider?:

“Dato che la missione e l’obbligo del giudice sono di applicare
la legge alla controversia di cui ? investito; che la circostanza che tale
? la sua missione ed il suo dovere ? senza influenza sulla sua
indipendenzá; che una legge retroattiva applicabile a delle controversie in
corso, anche se lo stato ? parte nella causa, non ostacola
l’indipendenza ́del giudice nel compimento della sua missione e
nell’esecuzione ́del suo dovere; che l’eventuale pressione esercitatá
sul giudice da una simile non legge ? altro che la pressione che
tutte le leggi esercitano su lui; che il fatto che la sentenzâ
applica una tale legge non costituisce una violazione del diritto
a un’istruzione equa ́della causa da parte di un tribunale
indipendente.”́

II. Il diritto interno pertinente

A. Il pilotaggio dei bastimenti marittimi

9. In Belgio, il pilotaggio dei bastimenti marittimi ? un servizio
pubblico organizzato dallo stato nell’interesse ̂della navigazione. Egli si
trova regolato ́dalla legge del 3 novembre 1967 sul pilotaggio dei bastimenti
marittimi (“la legge del 1967”). In pratica, ? assunto ́o dallo stato
stesso, ̂per il pilotaggio in mare e in fiume, ̀o da societ?́́
private ́dotate di una concessione, come la societ? B. che detiene il
monopolio del pilotaggio all’interno ́del porto di Anversa.

10. In virt? della legge di 1967 e delle tratte ́concluse tra il
Belgio ed i Paesi Bassi, le navi di commercio che penetrano ̀
nell’estuario dell’Escaut devono avere obbligatoriamente a bordo uno
pilota che dispone di una licenza accordata ́da uno o l’altro di questi
Stati. Il capitano di nave che contravviene a ̀questo obbligo
non incorre tuttavia in nessuna altra sanzione salvo l’obbligo di saldare
il diritto di pilotaggio che ? dovuto in ogni caso.

11. Ai termini dell’articolo 5 paragrafo 1 della legge del 1967,

“(…) il pilotaggio consiste nell’assistenza data ́ai
capitani dei bastimenti marittimi ̂da parte di piloti nominati dal
Ministro che ha il servizio di pilotaggio nelle sue attribuzioni. Il
pilota opera ̀come consulente del capitano. Questo ultimo ?
solo capo della condotta e delle manovre del bastimento.”

12. A proposito di questa disposizione, l?esposto dei motivi del progetto
della legge del 1967 precisa:́

“L’articolo 5 definisce ́il pilotaggio e, pertanto, determina la
natura del ruolo ̂del pilota in questa operazione.́ Regola ̀ dunque
una domanda giuridica importante. Poich? si tratta di assistenza,
il pilota non si sostituisce al capitano che rimane solo
capo della direzione e delle manovre della sua nave. Il
pilota ? solamente il suo consulente per la strada da seguire.
Si tratta nell’occorrenza di una conferma della regola ̀che ?
attualmente in vigore e che si ritrova tra l?altro in
una sentenza ̂[della Corte di cassazione] del 19 marzo 1896″

13. Nel suo parere sul progetto di legge, il Consiglio di stato ha considerató́
che questo “consacrava tramite un testo espresso ̀un’interpretazioné
anziana secondo la quale il pilota ? solamente il consulente del
capitano.” Siccome il progetto disponeva inizialmente che “il capitano
? solo responsabile della condotta e delle manovre della nave”, il,
Consiglio di stato ha suggerito ́che la parola “responsabile” fosse ̂sostituita ́col
termine “capo”̂, poich? sembrava che “l’intenzione del Governo non
fosse di derogare ́con questo testo al diritto comune della
responsabilit?.”́

14. L’articolo 64 della legge marittima (libro II, titolo II, del codice di
Commercio) contempla ́che “Il capitano ? tenuto ad essere ̂in persona
sulla sua nave, all’entrata ́e all’uscita dei porti, rifugi o fiumi.”

B. La responsabilit? ́in caso di collisione

15. Ai termini dell’articolo 251 della legge marittima,

(…)

Se l’collisione ? stata ́causata da una manchevolezza di una delle navi, il,
risarcimento ́del danno spetta a ̀quello che l’ha commessa.

(…)

La responsabilit? ́stabilita dalle disposizioni che precedonó̀
rimane nel caso in cui la collisione ? causata dalla manchevolezza di uno
pilota, anche quando questo ? obbligatorio.”

16. Secondo due sentenze, rese rispettivamente dalla Corte di cassazione,
il 24 aprile 1840 (Pasicrisie, 1839-1840, I, 375) ed il 19 marzo 1896,
(Pasicrisie, 1896, I, 132) il pilota doveva ̂essere considerato ́come
preposto del capitano, del proprietario o dell’armatore. Questo
provocava ̂l’applicazione dell’articolo 1384 del codice civile che dispone:

“Si ? responsabili non solo del danno che si causa di
Di mano propria, ma anche di quello causato
dalle persone di cui si deve risponderé, o delle cose che si hanno
sotto la propria custodia.

Il padre ̀e la madre sono responsabili del danno causato ́dai loro
bambini minorenni;

I padroni ̂ed i committenti, del danno causato ́dai loro
domestici ed addetti ́nelle funzioni per le quali sono stati
assunti

(…)

Ne risultava ́l’esclusione dalla responsabilit? dello stato per
le mancanze di pilotaggio. In quanto ai piloti, rispondevano solamente ́delle
mancanze commesse all’insaputa il del capitano.

17. Con una sentenza ̂del 15 dicembre ́1983 (Pasicrisie, 1983, I, 418)
resa su conclusioni conformi della Sig.ra Liekendael, avvocato generale, ́della
Corte di cassazione mise fine ha ̀questo regime ́considerando in particolare ci? che
segue a proposito dei due capoversi ́precitati (paragrafo 15 sopra)
dell’articolo 251 della legge marittima:

“Dato che risulta da queste disposizioni legali ́che, in caso
di collisione causata ́dall?errore di una nave, il proprietario di questa
nave ? tenuto di riparare ́i danni che suddetto errore ha causato
alle vittime della collisione; che non si deduce ́tuttavia, n?
dall’articolo 251 della legge marittima, n? dall’articolo 64 di questo
legge, ai termini del quale il capitano ? tenuto ad essere in persona,
sulla sua nave, all’entrata ́e all’uscita dei porti, rifugi o
fiumì, che il proprietario non ́possa esercitare ricorso contro
i terzi la cui responsabilit? potrebbe ̂essere impegnata ́sulla
base di altre disposizioni legalí, in particolare degli articoli 1382
o 1384 del Codice civile;

Dato che il capitano, solo capo della condotta e delle
manovre del bastimento conformemente all’articolo 5 della legge del
3 novembre 1967 sul pilotaggio dei bastimenti marittimi, non ?
investito di nessuna autorit? ́a riguardo ́del pilota che, seguendo lo
stesso testo legale, ́opera come suo consulente;

Dato che omettendo di esaminare se il pilota di una nave
che ha causato ́la collisione non aveva commesso un errore, anche lieve che fosse,
che ha contribuito ́alla realizzazione ́dei danni che risultanó
da questa collisione, ed escludendo che, in caso affermativo, la
responsabilit? ́dello stato possa ̂essere impegnatá, sebbene il pilota
appartenga ad un servizio organizzato ́dallo stato e dioenda dalla
competenza ́esclusiva di questo, la sentenza non ̂giustifica
legalmente la ́sua decisione”;

Ne derivava ́che il pilota non poteva passare per il
preposto del capitano e che impegnava la sua propria responsabilit? dunqué
cos? come quella dell’organizzatore del servizio di pilotaggio.

Questa nuova giurisprudenza, confermata poco dopo ̀con una sentenzâ
del 17 maggio 1985 (Pasicrisie, 1985, I, 1159) si trovava nella linea
della sentenza “̂Il Flandria” del 5 novembre 1920 (Pasicrisie, 1920, I, 193)
con la quale la Corte di cassazione aveva riconosciuto che lo stato e le altre
persone di dritto pubblico sono sottoposti al diritto comune di
responsabilit?.́

18. Con una legge del 30 agosto ̂1988, pubblicata ́al Moniteur belga del
17 settembre 1988, il legislatore ha ́inserito nella legge del 1967 uno
articolo 3 bis che si legge cos?:

“paragrafo 1. L’organizzatore di un servizio di pilotaggio non pu?
essere ̂reso, direttamente o indirettamente, responsabile di uno
danno subito o causato dalla nave pilota, quando questo danno
risulta ́da un errore dell’organizzatore stesso o di un membro
del suo personale che agisce nell’esercizio delle sue funzioni, sia che
questo errore consista in un fatto o in un’omissione.

L’organizzatore di un servizio di pilotaggio non pu? essere neanche
reso, direttamente o indirettamente, responsabile del danno che
risulta ́da un mancamento o da un vizio degli apparecchi destinati a
fornire delle informazione o delle direttive ai bastimenti marittimi,
che appartengono o vengono utilizzati ́dal servizio di pilotaggio.

Per l’applicazione del presente ́articolo, si intende per:

1? organizzatore: l’autorit? ́pubblica e l’amministrazione
portuaria che organizza il servizio di pilotaggio o lo danno in
concessione, cos? come il concessionario di suddetto servizio;

2? servizio di pilotaggio:

a) il servizio che mette a disposizione del capitano di un
bastimento marittimo un pilota che operer? ́presso ̀ questo con il
requisito ́di consulente;

b) ogni servizio che, in particolare con osservazioni radar o con
sondaggio delle acque accessibili ai bastimenti marittimi, fornisce delle
informazione o delle direttive a un bastimento marittimo, anchê
quando non c’? pilota a bordo;

3? nave pilota:́ ogni bastimento marittimo che fa appello al
servizio di pilotaggio al senso del 2? ha, e/o b, sopra.

La nave ? responsabile del danno mirato ́al capoverso ́1.

Il membro del personale che, col suo fatto o la sua omissione, ha
causato ́il danno mirato al capoverso ́1, ? responsabile solamente se egli
ha commesso un errore intenzionale o un errore grave.

Il membro del personale ? tenuto a riparare ́il danno che egli
ha causato ́con il suo errore grave solo a concorrenza di cinque centomila
franchi per avvenimento ́dannoso. Il Re pu? adattare questo importo
tenendo conto della situazione economica.́

paragrafo 2. Il paragrafo precedente ́entra in vigore il giorno
della sua pubblicazione al Moniteur belga. Ha un effetto retroattivo ́
nel tempo per un periodo ́di trent’ anni a ̀contare da questo giorno.”

C. La competenza ́della Corte di arbitraggio

19. In virt? dell’articolo 107 ter (vecchio, attualmente 142) della
Costituzione e degli articoli 1 e 26 della legge speciale ́del
6 gennaio 1989 sulla Corte di arbitraggio, questa delibera in particolare:

1,) sui ricorsi in annullamento di leggi, di decreti ́o
di ordinanze a causa di violazione, o delle regole ̀relative alla
ripartizione ́delle competenze tra lo stato, le comunit? ed le
regioní, o degli articoli 6 e 6 bis (vecchi, attualmente 10 e 11)
della Costituzione che consacrano l’uguaglianza ́dinnanzi alla legge e proibiscono
la discriminazione nell’esercizio dei diritti e libert?;́

2) sulle domande pregiudiziali ́relative alla violazione di
queste regole ̀o di questi articoli da parte di leggi, di decreti ́o di
ordinanze.

PROCEDIMENTO DINNANZI ALLA COMMISSIONE

20. I richiedenti hanno ́investito la Commissione il 4 gennaio 1991. Essi
adducevano ́che il regime di responsabilit? istituito dalla legge del
30 agosto ̂1988 viola gli articoli 1 del Protocollo n? 1 (P1-1), 6 paragrafo 1
(art. 6-1) della Convenzione e 14 della Convenzione combinato con
l’articolo 1 del Protocollo n? 1 (art. 14+P1-1).

21. Il 6 settembre 1993, la Commissione ha considerato le lagnanze relative
agli articoli 1 del Protocollo n? 1 (P1-1) e 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della
Convenzione, e respinto ́la richiesta (̂n? 17849/91, per il surplus,). Nel
suo rapporto del 4 luglio 1994 (articolo 31) (art. 31) conclude alla
non-violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1) (unanimit?)
e alla violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione,
(undici voci contro sei) salvo per ci? che riguarda il secondò
( quattordici voci contro tre) e il dodicesimo ̀richiedente, (sedici voci
contro una).

Il testo integrale ́del suo parere e delle cinque opinioni separate di cui si
accompagna figura qui accluso alla presente ́sentenza ̂(1).
_______________
1. Nota del cancelliere: per le ragioni di ordine pratico figurer? solamente
nell’edizione ́stampata (volume 332 della serie A delle pubblicazioni
della Corte) ma lo si pu? procurare presso la cancelleria.
_______________

CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE

22. Nel suo espostó, il Governo chiede alla Corte

“in ordine principale, di dichiarare ̂la richiesta ̂n? 17849/91 ́
non ammissibile e, in ordine sussidiario, di dire per diritto che i
fatti della presente ́causa non rivelanò, da parte dello stato
belga, nessuna violazione degli obblighi che gli incombono ai
termini della Convenzione europea ́dei Diritti dell’uomo”.

23. In quanto ai richiedentí, invitano la Corte a:

“1. stabilire che la legge del 30 agosto ̂1988 ha violato ́gli articoli 6
paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione e 1 del Protocollo nー 1 (P1-1);
2. stabilire che lo stato belga deve rimborsare, a ̀titolo di oneri e
spese, ́51 380 253 franchi belgi (FB),;
3. stabilire che c’? luogo di riservare ́la delibera sulla soddisfazione
equa ́che spetta ai richiedenti.”

IN DIRITTO

I. QUANTO AL SESTO RICHIEDENTE

24. La Corte nota che dei ventisei richiedenti ́che avevano investito la
Commissione, venticinque sono ́stati rappresentati dinnanzi a lei. Gli avvocati
nominati ́da questi non hanno ricevuto ̧ istruzioni dal sesto
richiedente (paragrafi 1-2 sopra). La Corte vede una
circostanza che permette di concludere che suddetto richiedente non ́intenda pi?
mantenere le sue lagnanze (articolo 49 paragrafo 2, secondo capoverso, ́dell?ordinamento ̀A).

D?altra parte, la Corte non vede nessuno motivo di ordine pubblico per il quale
perseguire l’istanza del sesto ̀richiedente ́la cui causa ?
similare a quella degli altri (articolo 49 paragrafo 4 dell’ordinamento A).

Perci? decide di disgiungere la causa della societ?́́
C. C. da quelle degli altri richiedenti ́e di cancellarla dal
ruolo.̂

II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1 (P1-1)

25. I richiedenti ́denunciano la legge del 30 agosto ̂1988 che modifica la legge
del 3 novembre 1967 sul pilotaggio dei bastimenti marittimi (̂paragrafi
9 e 18 sopra). Violerebbe l’articolo 1 del Protocollo n? 1
(P1-1), coś? formulato:́

“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto di suoi
beni. Nessuno pu? essere ̂privo ́della sua propriet? che per causa
di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e
i principi generali ́del diritto internazionale.

Le disposizioni precedenti non ́recano offesa al diritto
che possiedono ̀gli Stati di mettere in vigore le leggi che essi
giudicano necessarie ́per regolamentare l’uso dei beni
́ conformemente ̀all’interesse ̂generale ́o per garantire il pagamento dei
imposte o di altri contributi o delle multe.”

A. Sull’eccezione preliminare ́del Governo

26. Come gi? ̀dinnanzi alla Commissione, il Governo eccepisce
dell’inammissibilit? ́della richiesta ̂per non-esaurimento ́delle vie di ricorso
interni. Secondo lui, ̀i primi ventiquattro richiedenti ́avrebbero dovuto
investito perci? i tribunali ordinari della domanda di
compatibilit? ́della legge controversa con l’articolo 1 del Protocollo n? 1
(P1-1). Il ricorso in annullamento introdotto dinnanzi alla Corte di arbitraggio
non rendeva superfluo simile procedimentó, perch? le lagnanze derivano
dalla violazione di disposizioni di diritto internazionale prese isolatamente
che sfuggono ́alla competenza ́di questa giurisdizione (paragrafo 19
sopra). Perci? la sentenza della Corte di arbitraggio del 5 luglio 1990
(paragrafo 7 sopra) non s?imponeva per niente ai tribunali
dell’ordine giudiziale che avrebbe potuto dunque negare di applicare la legge del
1988 se l?avessero stimata contraria alla Convenzione.

Da parte loro , ́il venticinquesimo ̀e ventiseiesimo richiedente
non potrebbero, neanche loro, passare per avere esaurito ́le vie di
ricorso interne. Il primo ha trascurato di sollevare dinnanzi al giudice del
merito il mezzo derivato ́dall’incompatibilit? della legge del 1988 con
l’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1), impedendo cos? la Corte di
cassazione di conoscerne.̂ Quanto al secondo, non intent? nessuno
ricorso contro la legge del 1988.

27. La Corte ricorda che l’articolo 26 (art. 26) della Convenzione,
esige l’esaurimento ́delle sole vie di ricorso effettive e proprie
a risanare la violazione addotta ́(vedere, tra altri, il sentenza ̂Keegan,
c. Irlanda del 26 maggio 1994, serie ́A n? 290, p. 17, paragrafo 39).

Rileva ̀che dinnanzi alla Corte di arbitraggio, i ventiquattro,
primi richiedenti ́hanno invocato in sostanza, sotto l’angolo degli
articoli 6 e 6 bis, vecchi, della Costituzione belga, degli argomenti,
praticamente identici a quelli che hanno sviluppato ́dinnanzi agli organi
della Convenzione ed adducendo ́esplicitamente la violazione dei
articoli 11 (vecchio, attualmente 16, della Costituzione ) e 1 del
Protocollo n? 1 (P1-1). La Corte di arbitraggio stim? che la protezione
garantita ́da queste disposizioni copriva solamente la propriet? gi? ̀acquisita
(paragrafo 7 sopra).

Secondo la Corte europeá, questo ragionamento autorizzava tutti i
richiedenti ́a ̀considerare ́che, secondo ̀la Corte di arbitraggio, i fatti,
denunciati ́dinnanzi a questa da ventiquattro di essi sfuggivano al
campo di applicazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1). Avuto riguardó
al posto e all’autorit? ́di questa corte nel sistema ̀giurisdizionale
del Regno, tali motivi potevano passare per consacrare al fallimento ́ogni
altro ricorso che i richiedenti avrebbero ́potuto impegnare (vedere, mutatis,
mutandis, le sentenze ̂Hauschildt c. Danimarca del 24 maggio 1989, serie ́A
n? 154, p. 19, paragrafo 41, ed I santi monasteri ̀c. Grecia del
9 dicembre ́1994, serie A n? 301-ha, p. 29, paragrafo 51).

Decide ́dunque di allontanare l’eccezione.

B. Sulla fondatezza ́della lagnanza

28. I richiedenti ́denunciano a un doppio titolo la legge del 1988.

L?esonero dell’organizzatore di un servizio di pilotaggio dalla sua
responsabilit? ́per le mancanze del suo personale e la limitazione di quella
dei membri di questo, imporrebbero loro un carico esorbitante
che romperebbe il giusto equilibrio che deve regnare tra le esigenze dell’interessé̂
generale ́e gli imperativi di salvaguardia del loro diritto al rispetto di
i loro beni. Violerebbero cos? il secondo capoverso ́o, almeno tutta,
la prima ̀frase del primo capoverso ́dell’articolo 1 del Protocollo n? 1
(P1-1).

Per di pi?, ̂la retroattivit? ́della legge priverebbe i
Richiedenti dei loro crediti in risarcimento dei danni subiti e
violerebbe cos? la seconda ̀frase del primo capoverso ́di questo articolo
(P1-1).

1. Sull’esistenza di un “bene” al senso dell’articolo 1 (P1-1)

29. Secondo il Governo, i pretesi ́crediti dei richiedenti non
possono passare per i “beni” al senso dell’articolo 1 (P1-1). Nessuno
sarebbe stato constatato e liquidato tramite una decisione giudiziale che ha
forza di cosa giudicata.́ Tale sarebbe tuttavia la condizione affinch? una
credito ́sia certo, reale, esigibile e, pertanto, protetto
ldal’articolo 1 (P1-1).

Tenuto conto del carattere ̀inatteso e manifestamente contestabile
della soluzione adottata ́dalla Corte di cassazione nella sua sentenza ̂del
15 dicembre ́1983 (paragrafo 17 sopra) i richiedenti non
potrebbero avvalersi neanche ́di una “speranza legittima”
di ottenere un indennizzo a carico dello stato (vedere la sentenza ̂Pine
Valley Developments Ltd ed altri c. Irlanda del 29 novembre 1991,
serie ́A n? 222, p. 23, paragrafo 51). Questo sarebbe confondere il diritto di
propriet? ́con un diritto alla propriet?.́́

La Commissione aderisce ̀in sostanza a questa tesi.̀

30. I richiedenti ́sottolineano che secondo ̀il diritto comune belga
della responsabilit? ́civile, un credito di indennit? nascê, in suo
principio, dalla realizzazione ́del danno, facendone confermare la decisione giurisdizionale,
solamente l’esistenza e facendone determinare l’importo.

Il Governo risponde ́che le nozioni di “bene” e di
“propriet?” ́al senso dell’articolo 1 (P1-1) riveste una notificazione
autonoma, non tributaria delle qualifiche del diritto interno dello stato
in causa.

31. Per giudicare nello specifico ̀dell’esistenza di un “bene”, la Corte pu?
avere riguardo ́al diritto interno in vigore all’epoca dell’ingerenza addotta,in quanto
niente le permetteva di pensare che questo contravveniva all’oggetto
o allo scopo dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1).

Si trattava di un regime ́che faceva nascere ̂i crediti,́
in risarcimento ́dal sopraggiungere del danno.

Un credito ́di questo genere si analizzava in un valore patrimoniale”
ed aveva dunque il carattere ̀di “un bene al senso della prima frase
dell’articolo 1( P1-1) che si applicava quindi nello specifico” (vedere,
mutatis mutandis, la sentenza ̂Van Marle ed altri c. Paesi Bassi del
26 giugno 1986, serie ́A n? 101, p. 13, paragrafo 41).

Tenuto conto delle sentenze della Corte di cassazione del
5 novembre 1920, del 15 dicembre ́1983 e del 17 maggio 1985 (paragrafo 17
sopra) i richiedenti potevano ́pretendere avere una “speranzá
legittima” ́di vedere concretizzare i loro crediti in quanto agli incidenti in
causa conformemente al ́diritto comune della responsabilit? (vedere, mutatis,
mutandis, la sentenza ̂Pine Valley Developments ed altri precitatí,
loc. cit.).

32. Tale era difatti ́la situazione per gli incidenti in causa che
si sono prodotti tutti prima del 17 settembre 1988, data di entrata ́in
vigore della legge del 1988 (paragrafi 6 e 18 sopra).

2. Sull’esistenza di un’ingerenzá

33. Secondo la giurisprudenza della Corte, l’articolo 1 (P1-1 )che
garantisce in sostanza il diritto di propriet?́, contiene tre norme
distinte: la prima ̀che si esprime nella prima frase del
primo capoverso ́e riveste ̂un carattere ̀generale, ́enuncia il principio del,
rispetto della propriet?́; la secondà, figurando nella seconda frase
dello stesso ̂capoversó, mira la privazione di propriet? e la subordina a
certe condizioni; quanto alla terza, registrata ́nel secondo,
capoversó, riconosce ̂agli Stati contraenti il potere, tra altri,
di regolamentare ́ l’uso dei beni conformemente all’interesse ̂generale.́́ La
seconda ̀e la terza che hanno tratto a degli esempi privati
di attentato al diritto di propriet?́, si devono interpretare alla lucè
del principio consacrato dalla prima ̀(vedere, tra altri, la sentenza ̂I
santi monasteri ̀precitati, ́p. 31, paragrafo 56).

34. La legge del 1988 – la Corte nota – ha liberato lo stato ed gli
altri organizzatori di servizi di pilotaggio dalla loro responsabilit?
per le mancanze di cui avrebbero potuto dovere rispondere.́ Ha provocatố
un’ingerenza ́nell’esercizio dei diritti di credito in risarcimento che si
poteva fare valere fino ad allora in virt? del diritto interno in vigore
e, pertanto, del diritto di ogni persona, ed in particolare di ciascuno dei
richiedenti, al rispetto dei loro beni (paragrafo 31 sopra).

Nella misura in cui questa legge riguarda gli incidenti sopraggiunti prima
del 17 settembre 1988, soli in causa nella presente ́causa, questa
ingerenza si ́analizza in una privazione di propriet? al senso della seconda
frase del primo capoverso ́dell’articolo 1 (P1-1).

3. Sulla giustificazione dell’ingerenzá

35. La Corte deve ricercare allora se questa ingerenza ha avuto luogo
“a causa di utilit? ́pubblica” e nel rispetto del principio di
proporzionalit?.́

a) “a causa di utilit? ́pubblica”

36. Per giustificare l’ingerenza ́controversa, il Governo avanza
tre tipi di “considerazioni ́importanti legate all?interesse generale”:́
la preservazione ́degli interessi ̂di bilancio ́dello stato, il ristabilimento,́
della sicurezza ́giuridica nel campo della responsabilit?, e
l’armonizzazione della legislazione ́belga in materia ̀con quella dei
paesi vicini e specialmente ́dei Paesi Bassi.

37. La Corte ricorda che le autorit? ́nazionali dispongono di un
certo margine di valutazione ́per determinare che vi sia “i utilit?́
pubblica”, perch?, nel sistema ̀della Convenzione, tocca loro ́
pronunciarsi per primi tanto sull’esistenza di un problema di interessé̂
pubblico che giustifica le privazioni di propriet? ́che sulle misurè da
prendere per risolverli.

In pi?, la nozione di “utilit? ́pubblica” ? ampia per natura.
In particolare, la decisione ́da adottare delle leggi che portano privazione di
propriet? ́implica di solito l’esame di questioni politiche
economiche ́e sociali sulle quali possono regnare delle profonde divergenze
di opinioni ́in un Stato ragionevolmente democratico.́
Stimando normale che il legislatore ́disponga di una grande latitudine per
condurre una politica economica ́e sociale, la Corte rispetta il modò
in cui concepisce ̧gli imperativi ́della “utilit? pubblica” salvo che il suo
giudizio si sia rivelato manifestamente privo ́di base ragionevole (vedere,
mutatis mutandis, lasentenza ̂James ed altri c. Regno Unito del
21 febbraio ́1986, serie A n? 98-B, p. 32, paragrafo 46) ci? che
All?evidenza non ? il caso nello specifico.̀

b) Proporzionalit? ́dell’ingerenzá

38. Una misura di ingerenza ́nel diritto al rispetto dei beni deve
predisporre “́un giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse ̂generalé́
della comunit? ́e gli imperativi della salvaguardia dei diritti
fondamentali dell’individuo. La preoccupazione di garantire un tale equilibrio ́si
riflette ̀nella struttura dell’articolo 1 (P1-1) tutto intero, dunque anche
nella seconda frase che si deve leggere alla luce del principio
consacrato ́dalla prima ̀(paragrafo 33 sopra). In particolare,
deve esistere un rapporto ragionevole di proporzionalit? ́tra i
mezzi impiegati ́e lo scopo mirato con ogni misura che priva una persona
della sua propriet?.́́

Per determinare ́se la misura controversa rispetta il giusto
equilibrio ́voluto e, in particolare, se non fa pesare su uno
richiedente ́un carico sproporzionato, c’? luogo di prendere in
considerazione ́le modalit? di indennizzo previsto dalla legislazioné
interna. A questo riguardó, senza il versamento di una somma ragionevolmente
in rapporto col valore del bene, una privazione di propriet? ́costituisce
normalmente un attentato eccessivo, ed una mancanza totale di indennizzo
non potrebbe giustificarsi sul terreno dell’articolo 1 (P1-1 ) che in
circostanze eccezionali (vedere, da ultimo, la sentenza ̂I
santi monasteri ̀precitati, ́pp. 34-35, paragrafi 70-71).

39. Nello specificò, la legge del 1988 ha puramente ed semplicemente annullato,
con effetto retroattivo ́a trent’ anni e senza contropartita, i crediti,́
in risarcimento, ́di importi molto ̀elevati, ́che le vittime di incidenti
di pilotaggio avevano potuto fare valere contro lo stato belga o contro le
societ? ́private responsabili, talvolta anche ̂nei procedimenti ́gi?́̀
pendenti.

40. Il Governo invoca le conseguenze ́di bilancio allo stesso tempo
enormi ́ed imprevedibili della sentenza ̂della Corte di cassazione del
15 dicembre ́1983: all’epoca dei lavori preparatori alla legge del 1988,
l’impatto finanziario delle azioni allora in corso contro lo stato belga
era ́stato valutato a ̀3,5 miliardi di franchi belgi. Il legislatoré si
sarebbe basato sul volere preservare ́il Tesoro pubblico da questo carico,
perch? risultava ́da un’interpretazione a ̀questo punto contestabile e
imprevedibile ́delle disposizioni legali riguardate alle quali i richiedenti non
potevano credere ragionevolmente che il legislatore ́aderisse. La
Corte di arbitraggio l’avrebbe del resto confermo ́in sostanza (paragrafo 7
Sopra).

Il Governo insiste anche sulla necessit? ́che sarebbe esistita
di mettere fine al”̀l’insicurezza ́giuridica” provocata dalla sentenza ̂del
15 dicembre ́1983. Secondo lui, il legislatore del 1988 aveva del̂
riaffermare ́un principio ammesso da quasi cento cinquant’ anni dal
diritto belga e battuto in breccia ̀da un’interpretazione ́contestabile
della Corte di cassazione.

Infine, il Governo fa valere che la legge del 1988 tendeva in
Oltre all’armonizzazione della legislazione ́belga con quella dei paesi
vicini.

41. I richiedenti ́sottolineano da prima che la legge del 1988 non ha d? profitti solo per
lo stato belga, ma ha anche per la societ? ́privata di
pilotaggio mirata nella causa in parecchie controversie (paragrafo 6 sopra).
Sostengono poi che i motivi di bilancio ́invocati dal
Governo non potrebbero giustificare anche un attentato massiccio ai loro
diritti fondamentali, quindi tanto pi? che, lontano da essere ̂imprevedibilé,
la sentenza ̂della Corte di cassazione del 15 dicembre ́1983 si iscriveva in
il dritto filo della sentenza “̂Il Flandria” resa nel 1920 dalla stessa Corte
(paragrafo 17 sopra). Lo stato avrebbe avuto tutta la libert? dunque
di anticipare, tramite misure rispettose della Convenzione, quello che
era solamente ́lo sviluppo di una tendenza giurisprudenziale iniziatá
da ben molto tempo. Al posto di ci? ha annullato non soló
in modo retroattivo ́dei crediti gi? ̀acquisiti, ma si ? dató
fino al 1988 per farlo, aggravando coś l’attentato alla fiducia
dei richiedenti ́dei quali un buono numero aveva aspettato difatti almeno
fino al 1986 per citare lo stato.

42. La Corte ricorda che la Corte di cassazione aveva riconosciuto, con la sua
sentenza “̂Il Flandria” del 5 novembre 1920, che lo stato e le altre
persone di dritto pubblico sono sottoposti al diritto comune della
responsabilit? ́(paragrafo 17 sopra).

Non era probabilmente a conoscenza quindi di cause
relative alla responsabilit? ́dello stato in materia di ̀pilotaggio, ma
non era ́certamente imprevedibile che avrebbe applicato in questa
materià, alla prima occasione, i principi che aveva definito,́
in termini generali ́in questa sentenza ̂del 1920. Ci si poteva aspettare
tanto pi? che leggendo la legge del 1967 alla luce del parere del
Consiglio di stato, si poteva ́credere legittimamente che questa
non avrebbe derogato al diritto comune della responsabilit? (paragrafi 11-13)
sopra.

La sentenza del 1983 non ha portato dunque ́attentato alla sicurezzá́
giuridica.

43. Le considerazioni ́finanziarie ̀invocate ́dal Governo e
la sua preoccupazione di armonizzare il diritto belga con quello dei paesi vicini
potevano giustificare, per l’avvenire, una legislazione ́che derogasse, in questo,
materia, ̀al diritto comune della responsabilit?.́

Non potevano legittimare ́una retroattivit? il cui scopo ed
effetto era ́di privare i richiedenti dei loro crediti in
indennizzo.

Un attentato anche radicale ai diritti degli interessati non ́rispetta
un giusto equilibrio tra gli interessi ̂in presenza.́

44. La legge del 1988 ha violato dunqué, nella misura in cui riguarda i
fatti anteriori ́al 17 settembre 1988, data della sua pubblicazione e della sua
entrata in vigoré, l’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1).

III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 PARAGRAFO 1 (ART. 6-1) DELLA
CONVENZIONE

45. I richiedenti ́adducono ̀anche una violazione dell’articolo 6
paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione.

46. La Corte nota che le loro lagnanze a questo riguardo si ́confondono con quelle
che sollevano ̀sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (P1-1).
Avuto riguardo ́alla conclusione formulata ́sopra al paragrafo 44,
non stima necessario ́i esaminarli separatamente sotto l’angolo
dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1).

IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 50 (ART. 50) DELLA CONVENZIONE,

47. Ai termini dell’articolo 50 (art. 50) della Convenzione,

“Se la decisione ́della Corte dichiara che una decisione presa o una
misura ordinata ́da un’autorit? giudiziale o ogni altra
autorit? ́di una Parte Contraente si trova interamente ̀o
parzialmente in opposizione con gli obblighi che derivano ́dalla
(…) Convenzione, e se il diritto interno di suddette Parti non
permette che imperfettamente di cancellare le conseguenze ́di questa
decisione ́o di questa misura, la decisione della Corte accorda, se vi ?
luogo, alla ̀partire la lesa ́una soddisfazione equa.”

A. Danno materialé

48. I richiedenti ́richiedono il risarcimento integrale dei danni
materiali ́accumulati, valuti a ̀1 598 367 385 (un miliardo cinque cento,
novantotto milioni tre cento sessantasette mille tre
cento ottantacinque) FB. Pregano tuttavia la Corte di riservaré
questa domanda, per permettere loro di esaminare, all’occorrenza ́con
il Governo, le possibilit? ́che offre loro il diritto interno,
di ottenere compenso.

49. Il Governo segna il suo consenso su questo ultimo punto,
sottolineando che a suo parere, appartiene da prima alle giurisdizioni belghe
di stabilire ́i danni e le responsabilit? rispettive in ciascuna
delle controversie in causa.

50. In quanto al delegato ́della Commissione, non si pronuncia.

51. Nelle circostanze della causa, la Corte stima che la
domanda non si trova in stato.́ Incombe sui tribunali difatti
nazionali di determinare ́i titoli e gli importi dei crediti in
risarcimento ́nati in occasione degli incidenti all’origine della causa
(paragrafo 6 sopra). Decide di conseguenza ́di riservare il punto
relativo al danno materiale, ́tenendo conto dell’eventualit? di un
consenso tra lo stato convenuto ́e gli interessati (articolo 54 paragrafi 1
e 4 dell’ordinamento ̀A).

B. Oneri e spesé

52. I richiedenti ́sollecitano inoltre il versamento di 51 380 253
(cinquantuno milioni tre cento ottantamila due cento
Cinquantatre) FB a titolo di oneri e spese ́provocati dai
procedimenti ́dinnanzi alle giurisdizioni interne e gli organi del
Convenzione.

53. Secondo ̀il Governo, i procedimenti ́dinnanzi alle giurisdizioni
del merito non riguardavano direttamente la Convenzione, in modo che gli
oneri ivi afferenti non ̂possono essere richiesti a titolo dell’art

Testo Tradotto

Conclusion Radiation partielle du r?le ; Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement) ; Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – d?cision r?serv?e ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention

En l’affaire Pressos Compania Naviera S.A. et autres
c. Belgique (1),

La Cour europe?enne des Droits de l’Homme, constitue?e,
conforme?ment a? l’article 43 (art. 43) de la Convention de sauvegarde
des Droits de l’Homme et des Liberte?s fondamentales (“la Convention”)
et aux clauses pertinentes de son re?glement A (2), en une chambre
compose?e des juges dont le nom suit:

MM. R. Ryssdal, pre?sident,
Tho?r Vilhja?lmsson,
C. Russo,
J. De Meyer,
R. Pekkanen,
M.A. Lopes Rocha,
L. Wildhaber,
D. Gotchev,
U. Lohmus,

ainsi que de M. H. Petzold, greffier,

Apre?s en avoir de?libe?re? en chambre du conseil les 26 mai et
28 octobre 1995,

Rend l’arrêt que voici, adopte? a? cette dernie?re date:
_____________
Notes du greffier

1. L’affaire porte le n? 38/1994/485/567. Les deux premiers chiffres
en indiquent le rang dans l’anne?e d’introduction, les deux derniers la
place sur la liste des saisines de la Cour depuis l’origine et sur
celle des requêtes initiales (a? la Commission) correspondantes.

2. Le re?glement A s’applique a? toutes les affaires de?fe?re?es a? la Cour
avant l’entre?e en vigueur du Protocole n? 9 (P9) et, depuis celle-ci,
aux seules affaires concernant les Etats non lie?s par ledit Protocole
(P9). Il correspond au re?glement entre? en vigueur le 1er janvier 1983
et amende? a? plusieurs reprises depuis lors.
_______________

PROCEDURE

1. L’affaire a e?te? de?fe?re?e a? la Cour par la Commission europe?enne
des Droits de l’Homme (“la Commission”) le 9 septembre 1994, puis par
le gouvernement du Royaume de Belgique (“le Gouvernement”) le
21 octobre 1994, dans le de?lai de trois mois qu’ouvrent les articles 32
par. 1 et 47 (art. 32-1, art. 47) de la Convention. A son origine se
trouve une requête (n? 17849/91) dirige?e contre la Belgique et dont
vingt-six reque?rants (paragraphe 6 ci-dessous) avaient saisi la
Commission le 4 janvier 1991 en vertu de l’article 25 (art. 25).

La demande de la Commission renvoie aux articles 44 et 48
(art. 44, art. 48) ainsi qu’a? la de?claration belge reconnaissant la
juridiction obligatoire de la Cour (article 46) (art. 46), la requête
du Gouvernement aux articles 44 et 48 (art. 44, art. 48). Elles ont
pour objet d’obtenir une de?cision sur le point de savoir si les faits
de la cause re?ve?lent un manquement de l’Etat de?fendeur aux exigences
des articles 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention et 1 du
Protocole n? 1 (P1-1).

2. En re?ponse a? l’invitation pre?vue a? l’article 33 par. 3 d) du
re?glement A, vingt-cinq des vingt-six reque?rants qui avaient saisi la
Commission ont exprime? le de?sir de participer a? l’instance et de?signe?
leurs conseils (article 30).

Ceux-ci ont pre?sente? le 27 fe?vrier 1995 un me?moire pour lesdits
vingt-cinq reque?rants; le 18 mai 1995, ils ont indique? qu’ils e?taient
sans instructions de la sixie?me reque?rante.

3. La chambre a? constituer comprenait de plein droit M. J. De Meyer,
juge e?lu de nationalite? belge (article 43 de la Convention) (art. 43),
et M. R. Ryssdal, pre?sident de la Cour (article 21 par. 3 b) du
re?glement A). Le 24 septembre 1994, celui-ci a tire? au sort le nom des
sept autres membres, a? savoir MM. Tho?r Vilhja?lmsson, N. Valticos,
R. Pekkanen, M.A. Lopes Rocha, L. Wildhaber, D. Gotchev et U. Lohmus,
en pre?sence du greffier (articles 43 in fine de la Convention et 21
par. 4 du re?glement A) (art. 43). Ulte?rieurement, M. C. Russo,
supple?ant, a remplace? M. Valticos, empêche? (articles 22 par. 1 et 24
par. 1 du re?glement A).

4. En sa qualite? de pre?sident de la chambre (article 21 par. 5 du
re?glement A), M. Ryssdal a consulte?, par l’interme?diaire du greffier,
l’agent du Gouvernement, les avocats des reque?rants et le de?le?gue? de
la Commission au sujet de l’organisation de la proce?dure (articles 37
par. 1 et 38). Conforme?ment a? l’ordonnance rendue en conse?quence, les
me?moires du Gouvernement et des reque?rants sont parvenus au greffier
les 24 et 27 fe?vrier 1995.

5. Ainsi qu’en avait de?cide? le pre?sident, les de?bats se sont
de?roule?s en public le 22 mai 1995, au Palais des Droits de l’Homme a?
Strasbourg. La Cour avait tenu auparavant une re?union pre?paratoire.

Ont comparu:

– pour le Gouvernement

M. J. Lathouwers, conseiller adjoint,
chef du service des droits de l’homme,
ministe?re de la Justice, agent,
Me J.-M. Nelissen-Grade, avocat, conseil,
Me G. Michaux, avocat,
M. J. Van de Velde, directeur d’administration,
ministe?re des Communications
et de l’Infrastructure, conseillers;

– pour la Commission

M. I. Cabral Barreto, de?le?gue?;

– pour les reque?rants

Me L. S., avocat,
Me R.O. D., avocat, conseils,
Me D. L., avocat,
Me N. C., avocat, conseillers.

La Cour a entendu en leurs de?clarations, et en leurs re?ponses a?
ses questions, MM. Cabral Barreto, S., D. et Nelissen-Grade.

EN FAIT

I. Les circonstances de l’espe?ce

A. Les sinistres et leurs conse?quences judiciaires

6. Les reque?rants sont proprie?taires, mutuelles d’armement ou, dans
un cas, curateur de navires implique?s dans des sinistres qui se sont
produits dans les eaux territoriales belges ou ne?erlandaises a? une date
ante?rieure au 17 septembre 1988.

Attribuant ces accidents a? des fautes commises par des pilotes
belges a? bord des navires en question, ils ont intente?, tantôt contre
l’Etat belge, tantôt contre une socie?te? prive?e de pilotage, des actions
judiciaires dont l’e?tat actuel, d’apre?s les informations fournies a? la
Cour, se pre?sente comme suit:

La premie?re reque?rante: socie?te? de droit grec P. C.
N. S.A. (navire Angeartic)

11 août 1982: abordage;

24 avril 1985: jugement du tribunal de Middelburg (Pays-Bas) imputant
la responsabilite? a? la premie?re reque?rante;

10 juin 1987: assignation de l’Etat belge en recouvrement devant le
tribunal de premie?re instance de Bruxelles.

La deuxie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien I.
S. C. (navire Oswego Freedom)

13 de?cembre 1970: abordage dans les eaux ne?erlandaises;

8 novembre 1972 et 16 novembre 1974: jugement du tribunal de
Middelburg, puis arrêt de la cour d’appel de La Haye imputant la
responsabilite? a? la deuxie?me reque?rante;

12 de?cembre 1972: assignation de l’Etat belge en recouvrement devant
le tribunal de premie?re instance de Bruxelles;

9 mars 1988: action de?clare?e non fonde?e a? de?faut de responsabilite?
civile du pilote selon le droit ne?erlandais;

7 avril 1988: appel interjete? par la reque?rante.

La troisie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien Z.
S.C. (navire Panachaikon)

27 fe?vrier 1971: abordage;

28 avril 1977: arrangement estimant le pre?judice a? supporter par la
troisie?me reque?rante a? 456 798 dollars ame?ricains;

26 fe?vrier 1973: assignation de l’Etat belge en recouvrement devant le
tribunal de premie?re instance de Bruxelles;

18 mars 1988: jugement avant dire droit de?clarant l’action fonde?e en
vertu du principe de la responsabilite? de l’Etat pour les fautes
commises par ses pilotes;

23 fe?vrier 1994: re?formation du jugement par la cour d’appel de
Bruxelles, eu e?gard a? la loi du 30 août 1988 (paragraphe 18
ci-dessous).

La quatrie?me reque?rante: socie?te? de droit anglais C. M.
Ltd (navire Pass of Brander)

6 janvier 1983: heurt causant des avaries a? un emplacement lors de
l’accostage;

23 juillet 1984: assignation de l’armement par le proprie?taire de
l’emplacement (BASF), devant le tribunal de commerce d’Anvers;

22 août 1984: appel en garantie de la socie?te? de pilotage B.
(paragraphe 9 ci-dessous);

19 juin 1986: jugement du tribunal de commerce d’Anvers condamnant:
1) la quatrie?me reque?rante a? re?parer les dommages;
2) la socie?te? B.o, de?fendeur en garantie, a? de?dommager la
reque?rante des sommes paye?es par elle;

18 août 1986: appel interjete? par la socie?te? Brabo;

11 fe?vrier 1993: re?glement par l’armement de la re?clamation de BASF,
sous re?serve de l’issue de la proce?dure pendante devant la cour d’appel
d’Anvers.

La cinquie?me reque?rante: socie?te? de droit malaisien M.
I. S. C. B. (navire Bunga Kantan)

23 novembre 1986: heurt causant des dommages au mur d’un quai
appartenant a? l’Etat belge;

8 août 1988: assignation de l’Etat belge par l’armement, devant le
tribunal de premie?re instance d’Anvers, en re?paration du dommage au
navire;

21 novembre 1988: assignation de l’armement et de la socie?te? Brabo par
l’Etat, proprie?taire du quai, devant le tribunal de premie?re instance
d’Anvers, en re?paration du dommage au quai;

23 novembre 1988: assignation de l’armement par la ville d’Anvers,
devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers, en remboursement des
frais re?sultant du sinistre.

La sixie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien C. C.
(paragraphe 2 ci-dessus).

Les septie?me, huitie?me et neuvie?me reque?rantes: socie?te? de droit
sud-core?en K. S. C. Ltd, M. Y. (en sa qualite? de
curateur de la reque?rante n? 7) et la socie?te? de droit anglais The
L. S.-ship Owners’ M. I. A. Ltd (navire
Super star)

27 octobre 1985: abordage;

28 janvier 1986: assignation des reque?rants par l’armement adverse
devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

24 octobre 1986: appel en garantie de l’Etat belge par les reque?rants;

date inconnue: re?glement transactionnel avec subrogation entre les
armateurs des navires implique?s dans l’abordage.

Les dixie?me et onzie?me reque?rantes: socie?te? de droit libe?rien
O. C. C. C. Ltd et socie?te? de droit japonais K.
K. K.K. (navire Cygnus Ace)

Premier sinistre:

1er octobre 1983: heurt causant des avaries a? un pont dans les bassins
d’Anvers;

22 mai 1984: assignation des reque?rantes par la ville d’Anvers devant
le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

21 juin 1984: appel en garantie de la socie?te? de pilotage B. par les
reque?rantes;

26 septembre 1990: appel en garantie du pilote par les reque?rantes.

Deuxie?me sinistre:

23 novembre 1984: heurt causant des dommages a? une e?cluse;

27 mai 1987: assignation des reque?rantes par la ville d’Anvers, devant
le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

16 juin 1987: appel en garantie de l’Etat belge par les reque?rantes;

10 septembre 1991: re?glement amiable avec subrogation.

La douzie?me reque?rante: socie?te? de droit anglais F. W.
(S.) Ltd (navire Andes)

31 mars 1988: heurt causant des dommages a? une e?cluse;

29 octobre 1990: assignation de la reque?rante par la ville d’Anvers,
devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

19 novembre 1990: appel en garantie de la socie?te? de pilotage Brabo par
la reque?rante;

14 janvier 1992: paiement avec subrogation par la reque?rante d’une
re?paration a? la ville d’Anvers.

Les treizie?me et quatorzie?me reque?rantes: socie?te?s de droit
anglais M.H. S. C.Ltd et P. D. S. Ltd
(navire Donnington)

8 de?cembre 1984: heurt causant des dommages a? une e?cluse;

9 de?cembre 1985: assignation des reque?rantes par la ville d’Anvers,
devant le tribunal de commerce de cette ville;

8 de?cembre 1987: appel en garantie de l’Etat belge par les reque?rantes;

9 mars 1989 et 31 mars 1992: condamnation de l’armement, par le
tribunal de commerce puis par la cour d’Anvers, au paiement en
principal de 34 841 522 francs belges (FB);

fe?vrier et juin 1992: paiement de la somme par les reque?rantes, sous
re?serve d’un arrêt de la Cour europe?enne de?clarant “nulle” la loi du
30 août 1988.

La quinzie?me reque?rante: socie?te? de droit français Soci?t? navale
chargeurs D.-V. (navire Marie Delmas)

20 mars 1985: heurt causant des dommages a? une e?cluse;

27 novembre 1986: assignation de la reque?rante et de la socie?te? de
pilotage Brabo, devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

17 novembre 1992: paiement d’une re?paration par la reque?rante, sous
re?serve des suites a? donner a? l’arrêt de la Cour europe?enne.

La seizie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien M. Holdings
C. (navire Leandros)

26 juillet 1985: avaries importantes aux installations d’accostage de
la socie?te? E. et aux murs d’un quai dans le port de Gand;

10 mars 1986: assignation de la reque?rante par la socie?te? Eurosilo,
devant le tribunal de premie?re instance de Gand;

18 juillet 1986: appel en garantie de l’Etat par la reque?rante;

17 septembre 1991: condamnation par de?faut de l’armement, de l’Etat et
du pilote au paiement solidaire de divers montants;

24 octobre 1991: opposition contre le jugement.

Les dix-septie?me et dix-huitie?me reque?rantes: socie?te? de droit
bre?silien P. B. et socie?te? du droit des Bermudes The
U. K. M.l S. S. A. A. (Bermuda) Ltd
(navire Quitauna)

30 novembre 1986: heurt avec dommages a? une e?cluse;

27 octobre 1987: devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers,
assignation des reque?rantes et de l’Etat belge par la socie?te? R.
et la ville d’Anvers;

8 juin 1989: jugement du tribunal d’Anvers;

17 juin 1991: condamnation des reque?rantes, par la cour d’appel
d’Anvers, a? payer re?paration.

La dix-neuvie?me reque?rante: socie?te? de droit turc K.G.
I. v. Ti. A.S. (navire Fethiye)

27 octobre 1984: avaries cause?es a? deux autres navires, lors de
manoeuvres d’amarrage;

date inconnue: assignation de la reque?rante devant le tribunal de
commerce de Gand;

27 octobre 1986: appel en garantie de l’Etat belge par la reque?rante;

14 janvier 1992: jugement du tribunal de commerce de Gand retenant la
responsabilite? de la reque?rante et de?chargeant l’Etat belge ainsi que
le pilote;

6 mai et 1er septembre 1993: appel interjete? par la reque?rante.

La vingtie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien I.
M. C. S.A. (navire Acritas)

21 mars 1984: abordage entre trois navires;

14 mars 1986: devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers,
assignation par la reque?rante des autres armements implique?s et de
l’Etat belge.

La vingt et unie?me reque?rante: socie?te? de droit paname?en N.
R. O. S.A. (navire Federal Huron)

26 avril 1986: abordage;

14 mai 1986: devant le tribunal de commerce d’Anvers, assignation par
la reque?rante de l’armement adverse et de l’Etat belge;

25 avril 1988: devant le même tribunal, assignation par l’armement
adverse de la reque?rante et de l’Etat belge.

La vingt-deuxie?me reque?rante: socie?te? de droit libe?rien F.
P. (Liberia) Ltd (navire Federal St Laurent)

29 septembre 1985: abordage;

4 septembre 1986: assignation par la reque?rante de l’armement adverse
et de l’Etat belge, devant le tribunal de premie?re instance d’Anvers;

10 de?cembre 1987: re?glement amiable.

La vingt-troisie?me reque?rante: socie?te? du droit des îles Caïman
C.s (3) Ltd (navire Cast Otter)

6 fe?vrier 1987: e?chouement;

6 avril 1987: assignation de l’Etat belge par la reque?rante, devant le
tribunal de premie?re instance de Bruxelles.

La vingt-quatrie?me reque?rante: socie?te? de droit belge Compagnie
belge d’affre?tement (C.) S.A. (navires Belvaux et Clervaux)

Navire Belvaux:

18 juin 1979: e?chouement;

10 juin 1986: assignation de l’Etat par la reque?rante, devant le
tribunal de premie?re instance de Bruxelles.

Navire Clervaux:

5 octobre 1981: e?chouement;

10 juillet 1986: assignation de l’Etat par la reque?rante, devant le
tribunal de premie?re instance de Bruxelles.

La vingt-cinquie?me reque?rante: socie?te? de droit espagnol Naviera
U. S.A. (navire Uralar Cuarto)

11 de?cembre 1983: heurt causant des dommages a? une estacade dans le
port d’Anvers;

18 juillet 1985: assignation de la reque?rante par la socie?te? R.,
qui avait la garde provisoire de l’estacade, devant le tribunal de
premie?re instance d’Anvers;

14 août 1985: appel en garantie de l’Etat belge par la reque?rante;

26 octobre 1988: rejet de l’appel en garantie par la cour d’appel
d’Anvers, eu e?gard a? l’effet re?troactif de la loi du 30 août 1988;

19 avril 1991: rejet du pourvoi par la Cour de cassation (paragraphe 8
ci-dessous).

La vingt-sixie?me reque?rante: socie?te? de droit anglais B.P. T.
C. Ltd (navire British Dragoon)

24 janvier 1977: e?chouement dans l’Escaut;

21 janvier 1982: assignation de l’Etat belge par la reque?rante, devant
le tribunal de premie?re instance de Bruxelles.

La vingt-sixie?me reque?rante n’intenta pas d’action judiciaire
contre la loi du 30 août 1988.

B. Proce?dures devant la Cour d’arbitrage et devant la Cour de
cassation

7. En mars 1989, vingt-quatre des reque?rants saisirent la Cour
d’arbitrage de recours en annulation de la loi du 30 août 1988
“modifiant la loi du 3 novembre 1967 sur le pilotage des bâtiments de
mer” (“la loi de 1988”), dont ils de?nonçaient en particulier l’effet
re?troactif (paragraphe 18 ci-dessous).

La cour rejeta les recours le 5 juillet 1990, conside?rant
notamment:

“Il peut être admis que le le?gislateur estime que les
cate?gories auxquelles s’adresse la loi incrimine?e sont,
principalement en raison de leur inte?gration dans l’activite?
maritime, assez spe?cifiques pour justifier un re?gime de
responsabilite? particulier.

En l’espe?ce, le le?gislateur a donne? effet re?troactif a? la loi.
L’e?le?ment re?troactif que comporte le syste?me spe?cial de
responsabilite? instaure? en matie?re de pilotage porte atteinte au
principe fondamental de la se?curite? juridique, selon lequel le
contenu du droit doit en principe être pre?visible et accessible
de sorte que le sujet de droit puisse pre?voir, a? un degre?
raisonnable, les conse?quences d’un acte de?termine? au moment ou?
cet acte se re?alise.

Cette atteinte au principe n’est pas, dans les circonstances
de l’espe?ce, disproportionne?e par rapport a? l’objectif ge?ne?ral
vise? par la le?gislation attaque?e. Le le?gislateur a entendu
maintenir dans la le?gislation sur le pilotage le syste?me de
responsabilite? qu’il n’avait pas voulu modifier en 1967 et que
la jurisprudence ante?rieure a? 1983 ainsi que la doctrine
de?duisaient de l’article 5 de la loi de 1967 sur le pilotage
ainsi que des articles 64 et 251 de la loi maritime (Livre II,
titre II, du Code de commerce); de plus, il a pris en compte les
conse?quences budge?taires importantes de?coulant de façon impre?vue
pour les pouvoirs publics concerne?s de la modification de la
jurisprudence.

Compte tenu de tous ces e?le?ments, l’exone?ration de
responsabilite? pour les organisateurs d’un service de pilotage
et la limitation de la responsabilite? personnelle des pilotes ne
peuvent être conside?re?es, même en tant que la loi re?troagit,
comme ne satisfaisant pas aux exigences des articles 6 et 6 bis
de la Constitution.

(…)

Les reque?rants affirment que la loi incrimine?e introduit une
distinction injustifie?e entre, d’une part, les litiges termine?s
(causae finitae) qui ne tombent pas dans le champ d’application
de la loi et, d’autre part, les litiges en cours (causae
pendentes) qui tombent, eux, dans le champ d’application de la
loi.

L’octroi d’un effet re?troactif a? une re?gle de droit signifie
en principe que cette re?gle s’applique aux rapports juridiques
ne?s et non de?finitivement accomplis avant son entre?e en vigueur;
cette re?gle ne peut alors être applicable qu’a? des litiges en
cours et futurs et n’a aucune influence sur des litiges termine?s.

Selon un principe fondamental de notre ordre juridique, les
de?cisions judiciaires ne peuvent être modifie?es que par la mise
en oeuvre de voies de recours. En limitant selon la distinction
critique?e l’effet de la loi dans le passe?, le le?gislateur a voulu
respecter ce principe et n’a donc pas e?tabli de distinction
contraire aux articles 6 et 6bis de la Constitution.

Les reque?rants invoquent encore la violation de l’article 11
de la Constitution et de l’article 1er du premier Protocole
additionnel (P1-1) a? la Convention europe?enne des Droits de
l’Homme.

(…)

En modifiant un re?gime le?gal d’indemnisation de dommages sans
remettre en cause les cre?ances dont le titre est une de?cision
judiciaire, le le?gislateur n’introduit aucune distinction
injustifie?e, la protection assure?e par les dispositions pre?cite?es
ne couvrant que la proprie?te? de?ja? acquise.”

8. La vingt-cinquie?me reque?rante, quant a? elle, se pourvut devant
la Cour de cassation contre l’arrêt du 26 octobre 1988 par lequel la
cour d’appel d’Anvers l’avait de?boute?e, en vertu de la loi de 1988, de
son action en garantie contre l’Etat belge (paragraphe 6 ci-dessus).

Le 26 janvier 1990, la Cour de cassation soumit a? la Cour
d’arbitrage une question pre?judicielle relative a? la constitutionnalite?
de la loi de 1988 et en particulier de sa re?troactivite?. Le
22 novembre 1990, cette dernie?re juridiction confirma en substance son
arrêt du 5 juillet 1990 (paragraphe 7 ci-dessus).

En conse?quence, la Cour de cassation rejeta le 19 avril 1991 le
pourvoi de la vingt-cinquie?me reque?rante. Reprenant la re?ponse de la
Cour d’arbitrage a? sa question pre?judicielle, elle e?carta un premier
moyen tire? de ce que la re?troactivite? de la loi de 1988 violerait les
articles 6 et 6 bis anciens de la Constitution. Elle de?clara ensuite
irrecevable le moyen tire? d’une infraction a? l’article 1 du Protocole
n? 1 (P1-1), apre?s avoir observe? que la vingt-cinquie?me reque?rante
n’avait pas invoque? cette disposition devant la cour d’appel. Enfin,
elle repoussa le grief de?duit de ce qu’en intervenant dans les proce?s
en cours, la loi de 1988 empêcherait le juge de trancher les litiges
tels qu’ils lui avaient e?te? soumis, au me?pris de l’inde?pendance des
tribunaux et de l’e?galite? des armes entre les parties. A cet e?gard,
elle conside?ra:

“Attendu que la mission et l’obligation du juge est d’appliquer
la loi au litige dont il est saisi; que la circonstance que telle
est sa mission et son devoir est sans influence sur son
inde?pendance; qu’une loi re?troactive applicable a? des litiges en
cours, même si l’Etat est partie a? la cause, n’entrave pas
l’inde?pendance du juge dans l’accomplissement de sa mission et
dans l’exe?cution de son devoir; que l’e?ventuelle pression exerce?e
sur le juge par une telle loi n’est autre que la pression que
toutes les lois exercent sur lui; que le fait que l’arrêt
applique une telle loi ne constitue pas une violation du droit
a? une instruction e?quitable de la cause par un tribunal
inde?pendant.”

II. Le droit interne pertinent

A. Le pilotage des bâtiments de mer

9. En Belgique, le pilotage des bâtiments de mer est un service
public organise? par l’Etat dans l’inte?rêt de la navigation. Il se
trouve re?gi par la loi du 3 novembre 1967 sur le pilotage des bâtiments
de mer (“la loi de 1967”). En pratique, il est assume? soit par l’Etat
lui-même, pour le pilotage de mer et de rivie?re, soit par des socie?te?s
prive?es dote?es d’une concession, telle la socie?te? Brabo qui de?tient le
monopole du pilotage a? l’inte?rieur du port d’Anvers.

10. En vertu de la loi de 1967 et des traite?s conclus entre la
Belgique et les Pays-Bas, les navires de commerce qui pe?ne?trent dans
l’estuaire de l’Escaut doivent obligatoirement avoir a? leur bord un
pilote disposant d’une licence accorde?e par l’un ou l’autre de ces
Etats. Le capitaine de navire qui contrevient a? cette obligation
n’encourt toutefois aucune autre sanction que l’obligation d’acquitter
le droit de pilotage, lequel est dû en tout e?tat de cause.

11. Aux termes de l’article 5 par. 1 de la loi de 1967,

“(…) le pilotage consiste dans l’assistance donne?e aux
capitaines des bâtiments de mer par des pilotes nomme?s par le
Ministre qui a le service de pilotage dans ses attributions. Le
pilote ope?re comme le conseiller du capitaine. Ce dernier est
seul maître de la conduite et des manoeuvres du bâtiment.”

12. Au sujet de cette disposition, l’expose? des motifs du projet de
la loi de 1967 pre?cise:

“L’article 5 de?finit le pilotage et, partant, de?termine la
nature du rôle du pilote dans cette ope?ration. Il re?gle donc une
question juridique importante. Puisqu’il s’agit d’assistance,
le pilote ne se substitue pas au capitaine qui demeure seul
maître de la direction et des manoeuvres de son navire. Le
pilote n’est que son conseiller pour la route a? suivre. Il
s’agit en l’occurrence d’une confirmation de la re?gle qui est
actuellement en vigueur et que l’on retrouve entre autres dans
un arrêt [de la Cour de cassation] du 19 mars 1896 (…)”

13. Dans son avis sur le projet de loi, le Conseil d’Etat a conside?re?
que celui-ci “consacr[ait] par un texte expre?s une interpre?tation
ancienne selon laquelle le pilote n’est que le conseiller du
capitaine”. Comme le projet disposait initialement que “le capitaine
est seul responsable de la conduite et des manoeuvres du navire”, le
Conseil d’Etat a sugge?re? que le mot “responsable” fût remplace? par le
terme “maître”, puisqu’il semblait que “l’intention du Gouvernement ne
[fût] pas de de?roger par ce texte au droit commun de la
responsabilite?”.

14. L’article 64 de la loi maritime (livre II, titre II, du code de
commerce) pre?voit que “[l]e capitaine est tenu d’être en personne dans
son navire, a? l’entre?e et a? la sortie des ports, havres ou rivie?res”.

B. La responsabilite? en cas d’abordage

15. Aux termes de l’article 251 de la loi maritime,

” (…)

Si l’abordage a e?te? cause? par la faute de l’un des navires, la
re?paration du dommage incombe a? celui qui l’a commise.

(…)

La responsabilite? e?tablie par les dispositions qui pre?ce?dent
subsiste dans le cas ou? l’abordage est cause? par la faute d’un
pilote, même lorsque celui-ci est obligatoire.”

16. Selon deux arrêts, rendus par la Cour de cassation respectivement
le 24 avril 1840 (Pasicrisie, 1839-1840, I, 375) et le 19 mars 1896
(Pasicrisie, 1896, I, 132), le pilote devait être conside?re? comme le
pre?pose? du capitaine, du proprie?taire ou de l’armateur. Ceci
entraînait l’application de l’article 1384 du code civil, qui dispose:

“On est responsable non seulement du dommage que l’on cause de
son propre fait, mais encore de celui qui est cause? par le fait
des personnes dont on doit re?pondre, ou des choses que l’on a
sous sa garde.

Le pe?re et la me?re sont responsables du dommage cause? par leurs
enfants mineurs;

Les maîtres et les commettants, du dommage cause? par leurs
domestiques et pre?pose?s dans les fonctions auxquelles ils les ont
employe?s;

(…)”

Il en re?sultait l’exclusion de la responsabilite? de l’Etat pour
les fautes de pilotage. Quant aux pilotes, ils ne re?pondaient que des
fautes commises a? l’insu du capitaine.

17. Par un arrêt du 15 de?cembre 1983 (Pasicrisie, 1983, I, 418),
rendu sur conclusions conformes de Mme Liekendael, avocat ge?ne?ral, la
Cour de cassation mit fin a? ce re?gime en conside?rant notamment ce qui
suit a? propos des deux aline?as pre?cite?s (paragraphe 15 ci-dessus) de
l’article 251 de la loi maritime:

“Attendu qu’il ressort de ces dispositions le?gales que, en cas
d’abordage cause? par la faute d’un navire, le proprie?taire de ce
navire est tenu de re?parer les dommages que ladite faute a cause?s
aux victimes de l’abordage; qu’il ne se de?duit toutefois, ni de
l’article 251 de la loi maritime, ni de l’article 64 de cette
loi, aux termes duquel le capitaine est tenu d’être en personne
dans son navire, a? l’entre?e et a? la sortie des ports, havres ou
rivie?res, que le proprie?taire ne puisse exercer de recours contre
les tiers dont la responsabilite? pourrait être engage?e sur la
base d’autres dispositions le?gales, notamment des articles 1382
ou 1384 du Code civil;

Attendu que le capitaine, seul maître de la conduite et des
manoeuvres du bâtiment conforme?ment a? l’article 5 de la loi du
3 novembre 1967 sur le pilotage des bâtiments de mer, n’est
investi d’aucune autorite? a? l’e?gard du pilote qui, suivant le
même texte le?gal, ope?re comme son conseiller;

Attendu qu’en omettant d’examiner si le pilote d’un navire
ayant cause? l’abordage n’avait pas commis une faute, si le?ge?re
fût-elle, ayant contribue? a? la re?alisation des dommages re?sultant
de cet abordage, et en excluant que, dans l’affirmative, la
responsabilite? de l’Etat puisse être engage?e, bien que le pilote
appartienne a? un service organise? par l’Etat et relevant de la
compe?tence exclusive de celui-ci, l’arrêt ne justifie pas
le?galement sa de?cision;”

Il en de?coulait que le pilote ne pouvait pas passer pour le
pre?pose? du capitaine et qu’il engageait donc sa propre responsabilite?
aquilienne ainsi que celle de l’organisateur du service de pilotage.

Cette nouvelle jurisprudence, confirme?e peu apre?s par un arrêt
du 17 mai 1985 (Pasicrisie, 1985, I, 1159), se situait dans la ligne
de l’arrêt “La Flandria” du 5 novembre 1920 (Pasicrisie, 1920, I, 193),
par lequel la Cour de cassation avait reconnu que l’Etat et les autres
personnes de droit public sont soumis au droit commun de la
responsabilite?.

18. Par une loi du 30 août 1988, publie?e au Moniteur belge du
17 septembre 1988, le le?gislateur a inse?re? dans la loi de 1967 un
article 3 bis qui se lit ainsi:

“par. 1er. L’organisateur d’un service de pilotage ne peut
être rendu, directement ou indirectement, responsable d’un
dommage subi ou cause? par le navire pilote?, lorsque ce dommage
re?sulte d’une faute de l’organisateur lui-même ou d’un membre de
son personnel agissant dans l’exercice de ses fonctions, que
cette faute consiste en un fait ou une omission.

L’organisateur d’un service de pilotage ne peut non plus être
rendu, directement ou indirectement, responsable du dommage qui
re?sulte d’une de?faillance ou d’un vice des appareils destine?s a?
fournir des informations ou des directives aux bâtiments de mer,
appartenant ou utilise?s par le service de pilotage.

Pour l’application du pre?sent article, on entend par:

1? organisateur: l’autorite? publique et l’administration
portuaire qui organisent le service de pilotage ou le donnent en
concession, ainsi que le concessionnaire dudit service;

2? service de pilotage:

a) le service qui met a? la disposition du capitaine d’un
bâtiment de mer un pilote qui ope?rera aupre?s de celui-ci en
qualite? de conseiller;

b) tout service qui, notamment par observations radar ou par
sondage des eaux accessibles aux bâtiments de mer, fournit des
informations ou des directives a? un bâtiment de mer, même
lorsqu’il n’y a pas de pilote a? bord;

3? navire pilote?: tout bâtiment de mer qui fait appel au
service de pilotage au sens du 2? a) et/ou b) ci-dessus.

Le navire est responsable du dommage vise? a? l’aline?a 1er.

Le membre du personnel qui, par son fait ou son omission, a
cause? le dommage vise? a? l’aline?a 1er, n’est responsable que s’il
a commis une faute intentionnelle ou une faute grave.

Le membre du personnel n’est tenu de re?parer le dommage qu’il
a cause? par sa faute grave qu’a? concurrence de cinq cent mille
francs par e?ve?nement dommageable. Le Roi peut adapter ce montant
en tenant compte de la situation e?conomique.

par. 2. Le paragraphe pre?ce?dent entre en vigueur le jour de
sa publication au Moniteur belge. Il a un effet re?troactif dans
le temps pour une pe?riode de trente ans a? compter de ce jour.”

C. La compe?tence de la Cour d’arbitrage

19. En vertu de l’article 107 ter (ancien, actuellement 142) de la
Constitution et des articles 1 et 26 de la loi spe?ciale du
6 janvier 1989 sur la Cour d’arbitrage, celle-ci statue notamment:

1) sur les recours en annulation de lois, de de?crets ou
d’ordonnances pour cause de violation, soit des re?gles relatives a? la
re?partition des compe?tences entre l’Etat, les communaute?s et les
re?gions, soit des articles 6 et 6 bis (anciens, actuellement 10 et 11)
de la Constitution, qui consacrent l’e?galite? devant la loi et prohibent
la discrimination dans l’exercice des droits et liberte?s;

2) sur les questions pre?judicielles relatives a? la violation de
ces re?gles ou de ces articles par des lois, des de?crets ou des
ordonnances.

PROCEDURE DEVANT LA COMMISSION

20. Les reque?rants ont saisi la Commission le 4 janvier 1991. Ils
alle?guaient que le re?gime de responsabilite? institue? par la loi du
30 août 1988 viole les articles 1 du Protocole n? 1 (P1-1), 6 par. 1
(art. 6-1) de la Convention et 14 de la Convention combine? avec
l’article 1 du Protocole n? 1 (art. 14+P1-1).

21. Le 6 septembre 1993, la Commission a retenu les griefs relatifs
aux articles 1 du Protocole n? 1 (P1-1) et 6 par. 1 (art. 6-1) de la
Convention, et rejete? la requête (n? 17849/91) pour le surplus. Dans
son rapport du 4 juillet 1994 (article 31) (art. 31), elle conclut a?
la non-violation de l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1) (unanimite?)
et a? la violation de l’article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention
(onze voix contre six), sauf en ce qui concerne les deuxie?me
(quatorze voix contre trois) et douzie?me reque?rants (seize voix
contre une).

Le texte inte?gral de son avis et des cinq opinions se?pare?es dont
il s’accompagne figure en annexe au pre?sent arrêt (1).
_______________
1. Note du greffier: pour des raisons d’ordre pratique il n’y figurera
que dans l’e?dition imprime?e (volume 332 de la se?rie A des publications
de la Cour), mais on peut se le procurer aupre?s du greffe.
_______________

CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR

22. Dans son me?moire, le Gouvernement demande a? la Cour

“en ordre principal, de de?clarer la requête n? 17849/91 non
recevable et, en ordre subsidiaire, de dire pour droit que les
faits de la pre?sente cause ne re?ve?lent, de la part de l’Etat
belge, aucune violation des obligations qui lui incombent aux
termes de la Convention europe?enne des Droits de l’Homme.”

23. Quant aux reque?rants, ils invitent la Cour a?

“1. dire que la loi du 30 août 1988 a viole? les articles 6
par. 1 (art. 6-1) de la Convention et 1 du Protocole n? 1 (P1-1);
2. dire que l’Etat belge doit rembourser, a? titre de frais et
de?pens, 51 380 253 francs belges (FB);
3. dire qu’il y a lieu de re?server a? statuer sur la satisfaction
e?quitable qui revient aux reque?rantes.”

EN DROIT

I. QUANT A LA SIXIEME REQUERANTE

24. La Cour note que des vingt-six reque?rants qui avaient saisi la
Commission, vingt-cinq ont e?te? repre?sente?s devant elle. Les avocats
de?signe?s par ceux-ci n’ont pas reçu d’instructions de la sixie?me
reque?rante (paragraphes 1-2 ci-dessus). La Cour y voit une
circonstance permettant de conclure que ladite reque?rante n’entend plus
maintenir ses griefs (article 49 par. 2, second aline?a, du
re?glement A).

D’autre part, la Cour n’aperçoit aucun motif d’ordre public de
poursuivre l’instance de la sixie?me reque?rante, dont la cause est
similaire a? celle des autres (article 49 par. 4 du re?glement A).

En conse?quence, il e?chet de disjoindre la cause de la socie?te?
C. C. de celles des autres reque?rants et de la rayer du
rôle.

II. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1 (P1-1)

25. Les reque?rants de?noncent la loi du 30 août 1988 modifiant la loi
du 3 novembre 1967 sur le pilotage des bâtiments de mer (paragraphes
9 et 18 ci-dessus). Elle violerait l’article 1 du Protocole n? 1
(P1-1), ainsi libelle?:

“Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses
biens. Nul ne peut être prive? de sa proprie?te? que pour cause
d’utilite? publique et dans les conditions pre?vues par la loi et
les principes ge?ne?raux du droit international.

Les dispositions pre?ce?dentes ne portent pas atteinte au droit
que posse?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils
jugent ne?cessaires pour re?glementer l’usage des biens
conforme?ment a? l’inte?rêt ge?ne?ral ou pour assurer le paiement des
impôts ou d’autres contributions ou des amendes.”

A. Sur l’exception pre?liminaire du Gouvernement

26. Comme de?ja? devant la Commission, le Gouvernement excipe de
l’irrecevabilite? de la requête pour non-e?puisement des voies de recours
internes. D’apre?s lui, les vingt-quatre premiers reque?rants auraient
dû saisir aussi les tribunaux ordinaires de la question de la
compatibilite? de la loi litigieuse avec l’article 1 du Protocole n? 1
(P1-1). Le recours en annulation introduit devant la Cour d’arbitrage
ne rendait pas superflue pareille proce?dure, car les griefs tire?s de
la violation de dispositions de droit international prises isole?ment
e?chappent a? la compe?tence de cette juridiction (paragraphe 19
ci-dessus). Aussi l’arrêt de la Cour d’arbitrage du 5 juillet 1990
(paragraphe 7 ci-dessus) ne s’imposait-il nullement aux tribunaux de
l’ordre judiciaire, qui auraient donc pu refuser d’appliquer la loi de
1988 s’ils l’estimaient contraire a? la Convention.

De leur côte?, les vingt-cinquie?me et vingt-sixie?me reque?rantes
ne sauraient, elles non plus, passer pour avoir e?puise? les voies de
recours internes. La premie?re ne?gligea de soulever devant le juge du
fond le moyen tire? de l’incompatibilite? de la loi de 1988 avec
l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1), empêchant ainsi la Cour de
cassation d’en connaître. Quant a? la seconde, elle n’intenta aucun
recours contre la loi de 1988.

27. La Cour rappelle que l’article 26 (art. 26) de la Convention
exige l’e?puisement des seules voies de recours effectives et propres
a? redresser la violation alle?gue?e (voir, entre autres, l’arrêt Keegan
c. Irlande du 26 mai 1994, se?rie A n? 290, p. 17, par. 39).

Elle rele?ve que devant la Cour d’arbitrage, les vingt-quatre
premiers reque?rants ont invoque? en substance, sous l’angle des
articles 6 et 6 bis (anciens) de la Constitution belge, des arguments
pratiquement identiques a? ceux qu’ils ont de?veloppe?s devant les organes
de la Convention et alle?guant explicitement la violation des
articles 11 (ancien, actuellement 16) de la Constitution et 1 du
Protocole n? 1 (P1-1). La Cour d’arbitrage estima que la protection
assure?e par ces dispositions ne couvrait que la proprie?te? de?ja? acquise
(paragraphe 7 ci-dessus).

Selon la Cour europe?enne, ce raisonnement autorisait tous les
reque?rants a? conside?rer que, d’apre?s la Cour d’arbitrage, les faits
de?nonce?s devant celle-ci par vingt-quatre d’entre eux e?chappaient au
champ d’application de l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1). Eu e?gard
au rang et a? l’autorite? de cette cour dans le syste?me juridictionnel
du Royaume, de tels motifs pouvaient passer pour vouer a? l’e?chec tout
autre recours que les reque?rants auraient pu engager (voir, mutatis
mutandis, les arrêts Hauschildt c. Danemark du 24 mai 1989, se?rie A
n? 154, p. 19, par. 41, et Les saints monaste?res c. Gre?ce du
9 de?cembre 1994, se?rie A n? 301-A, p. 29, par. 51).

Il e?chet donc d’e?carter l’exception.

B. Sur le bien-fonde? du grief

28. Les reque?rants de?noncent a? un double titre la loi de 1988.

En exone?rant l’organisateur d’un service de pilotage de sa
responsabilite? pour les fautes de son personnel et en limitant celle
des membres de celui-ci, elle leur imposerait une charge exorbitante
qui romprait le juste e?quilibre entre les exigences de l’inte?rêt
ge?ne?ral et les impe?ratifs de sauvegarde de leur droit au respect de
leurs biens. Elle violerait ainsi le second aline?a ou, tout au moins,
la premie?re phrase du premier aline?a de l’article 1 du Protocole n? 1
(P1-1).

De surcroît, la re?troactivite? de la loi de?posse?derait les
reque?rants de leurs cre?ances en re?paration des dommages subis et
violerait ainsi la deuxie?me phrase du premier aline?a de cet article
(P1-1).

1. Sur l’existence d’un “bien” au sens de l’article 1 (P1-1)

29. Selon le Gouvernement, les pre?tendues cre?ances des reque?rants ne
peuvent passer pour des “biens” au sens de l’article 1 (P1-1). Aucune
n’aurait e?te? constate?e et liquide?e par une de?cision judiciaire ayant
force de chose juge?e. Telle serait pourtant la condition pour qu’une
cre?ance soit certaine, actuelle, exigible et, partant, prote?ge?e par
l’article 1 (P1-1).

Compte tenu du caracte?re inattendu et manifestement contestable
de la solution adopte?e par la Cour de cassation dans son arrêt du
15 de?cembre 1983 (paragraphe 17 ci-dessus), les reque?rants ne
pourraient pas non plus se pre?valoir d’une “espe?rance le?gitime”
d’obtenir une indemnisation a? la charge de l’Etat (voir l’arrêt Pine
Valley Developments Ltd et autres c. Irlande du 29 novembre 1991,
se?rie A n? 222, p. 23, par. 51). Ce serait confondre le droit de
proprie?te? avec un droit a? la proprie?te?.

La Commission adhe?re en substance a? cette the?se.

30. Les reque?rants soulignent que d’apre?s le droit commun belge de
la responsabilite? civile, une cre?ance d’indemnite? naît, dans son
principe, avec la re?alisation du dommage, la de?cision juridictionnelle
ne faisant qu’en confirmer l’existence et en de?terminer le montant.

Le Gouvernement re?pond que les notions de “bien” et de
“proprie?te?” au sens de l’article 1 (P1-1) revêtent une signification
autonome, non tributaire des qualifications du droit interne de l’Etat
en cause.

31. Pour juger en l’espe?ce de l’existence d’un “bien”, la Cour peut
avoir e?gard au droit interne en vigueur lors de l’inge?rence alle?gue?e,
rien ne lui permettant de penser que celui-ci contrevenait a? l’objet
ou au but de l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1).

Il s’agissait d’un re?gime aquilien, faisant naître les cre?ances
en re?paration de?s la survenance du dommage.

Une cre?ance de ce genre “s’analysait en une valeur patrimoniale”
et avait donc le caracte?re d'”un bien au sens de la premie?re phrase de
l’article 1 (P1-1), lequel s’appliquait de?s lors en l’espe?ce” (voir,
mutatis mutandis, l’arrêt Van Marle et autres c. Pays-Bas du
26 juin 1986, se?rie A n? 101, p. 13, par. 41).

Compte tenu des arrêts de la Cour de cassation du
5 novembre 1920, du 15 de?cembre 1983 et du 17 mai 1985 (paragraphe 17
ci-dessus), les reque?rants pouvaient pre?tendre avoir une “espe?rance
le?gitime” de voir concre?tiser leurs cre?ances quant aux accidents en
cause conforme?ment au droit commun de la responsabilite? (voir, mutatis
mutandis, l’arrêt Pine Valley Developments et autres pre?cite?,
loc. cit.).

32. Telle e?tait en effet la situation pour les accidents en cause qui
se sont tous produits avant le 17 septembre 1988, date d’entre?e en
vigueur de la loi de 1988 (paragraphes 6 et 18 ci-dessus).

2. Sur l’existence d’une inge?rence

33. Selon la jurisprudence de la Cour, l’article 1 (P1-1), qui
garantit en substance le droit de proprie?te?, contient trois normes
distinctes: la premie?re, qui s’exprime dans la premie?re phrase du
premier aline?a et revêt un caracte?re ge?ne?ral, e?nonce le principe du
respect de la proprie?te?; la deuxie?me, figurant dans la seconde phrase
du même aline?a, vise la privation de proprie?te? et la subordonne a?
certaines conditions; quant a? la troisie?me, consigne?e dans le second
aline?a, elle reconnaît aux Etats contractants le pouvoir, entre autres,
de re?glementer l’usage des biens conforme?ment a? l’inte?rêt ge?ne?ral. La
deuxie?me et la troisie?me, qui ont trait a? des exemples particuliers
d’atteinte au droit de proprie?te?, doivent s’interpre?ter a? la lumie?re
du principe consacre? par la premie?re (voir, parmi d’autres, l’arrêt Les
saints monaste?res pre?cite?, p. 31, par. 56).

34. La loi de 1988 – la Cour le note – a affranchi l’Etat et les
autres organisateurs de services de pilotage de leur responsabilite?
pour les fautes dont ils auraient pu devoir re?pondre. Elle a entraîne?
une inge?rence dans l’exercice des droits de cre?ance en re?paration qu’on
pouvait faire valoir en vertu du droit interne en vigueur jusqu’alors
et, partant, du droit de toute personne, et notamment de chacun des
reque?rants, au respect de ses biens (paragraphe 31 ci-dessus).

Dans la mesure ou? cette loi concerne les accidents survenus avant
le 17 septembre 1988, seuls en cause dans la pre?sente affaire, cette
inge?rence s’analyse en une privation de proprie?te? au sens de la seconde
phrase du premier aline?a de l’article 1 (P1-1).

3. Sur la justification de l’inge?rence

35. La Cour doit rechercher a? pre?sent si cette inge?rence a eu lieu
“pour cause d’utilite? publique” et dans le respect du principe de
proportionnalite?.

a) “Pour cause d’utilite? publique”

36. Pour justifier l’inge?rence litigieuse, le Gouvernement avance
trois types de “conside?rations importantes lie?es a? l’inte?rêt ge?ne?ral”:
la pre?servation des inte?rêts budge?taires de l’Etat, le re?tablissement
de la se?curite? juridique dans le domaine de la responsabilite?, et
l’harmonisation de la le?gislation belge en la matie?re avec celle des
pays voisins et spe?cialement des Pays-Bas.

37. La Cour rappelle que les autorite?s nationales disposent d’une
certaine marge d’appre?ciation pour de?terminer ce qui est “d’utilite?
publique”, car, dans le syste?me de la Convention, il leur e?choit de se
prononcer les premie?res tant sur l’existence d’un proble?me d’inte?rêt
public justifiant des privations de proprie?te? que sur les mesures a?
prendre pour les re?soudre.

De plus, la notion d'”utilite? publique” est ample par nature.
En particulier, la de?cision d’adopter des lois portant privation de
proprie?te? implique d’ordinaire l’examen de questions politiques,
e?conomiques et sociales sur lesquelles de profondes divergences
d’opinions peuvent raisonnablement re?gner dans un Etat de?mocratique.
Estimant normal que le le?gislateur dispose d’une grande latitude pour
mener une politique e?conomique et sociale, la Cour respecte la manie?re
dont il conçoit les impe?ratifs de l'”utilite? publique” sauf si son
jugement se re?ve?le manifestement de?pourvu de base raisonnable (voir,
mutatis mutandis, l’arrêt James et autres c. Royaume-Uni du
21 fe?vrier 1986, se?rie A n? 98-B, p. 32, par. 46), ce qui, a?
l’e?vidence, n’est pas le cas en l’espe?ce.

b) Proportionnalite? de l’inge?rence

38. Une mesure d’inge?rence dans le droit au respect des biens doit
me?nager un “juste e?quilibre” entre les exigences de l’inte?rêt ge?ne?ral
de la communaute? et les impe?ratifs de la sauvegarde des droits
fondamentaux de l’individu. Le souci d’assurer un tel e?quilibre se
refle?te dans la structure de l’article 1 (P1-1) tout entier, donc aussi
dans la seconde phrase qui doit se lire a? la lumie?re du principe
consacre? par la premie?re (paragraphe 33 ci-dessus). En particulier,
il doit exister un rapport raisonnable de proportionnalite? entre les
moyens employe?s et le but vise? par toute mesure privant une personne
de sa proprie?te?.

Afin de de?terminer si la mesure litigieuse respecte le juste
e?quilibre voulu et, notamment, si elle ne fait pas peser sur un
reque?rant une charge disproportionne?e, il y a lieu de prendre en
conside?ration les modalite?s d’indemnisation pre?vues par la le?gislation
interne. A cet e?gard, sans le versement d’une somme raisonnablement
en rapport avec la valeur du bien, une privation de proprie?te? constitue
normalement une atteinte excessive, et un manque total d’indemnisation
ne saurait se justifier sur le terrain de l’article 1 (P1-1) que dans
des circonstances exceptionnelles (voir, en dernier lieu, l’arrêt Les
saints monaste?res pre?cite?, pp. 34-35, paras. 70-71).

39. En l’espe?ce, la loi de 1988 a purement et simplement supprime?,
avec effet re?troactif a? trente ans et sans contrepartie, les cre?ances
en re?paration, de montants tre?s e?leve?s, que les victimes d’accidents
de pilotage avaient pu faire valoir contre l’Etat belge ou contre les
socie?te?s prive?es responsables, parfois même dans des proce?dures de?ja?
pendantes.

40. Le Gouvernement invoque les conse?quences budge?taires a? la fois
e?normes et impre?visibles de l’arrêt de la Cour de cassation du
15 de?cembre 1983: lors des travaux pre?paratoires a? la loi de 1988,
l’impact financier des actions alors en instance contre l’Etat belge
avait e?te? e?value? a? 3,5 milliards de francs belges. Le le?gislateur
aurait e?te? fonde? a? vouloir pre?server le Tre?sor public de cette charge,
car elle re?sultait d’une interpre?tation a? ce point contestable et
impre?visible des dispositions le?gales concerne?es que les reque?rants ne
pouvaient raisonnablement croire que le le?gislateur s’y rangerait. La
Cour d’arbitrage l’aurait du reste confirme? en substance (paragraphe 7
ci-dessus).

Le Gouvernement insiste aussi sur la ne?cessite? qui aurait existe?
de mettre fin a? “l’inse?curite? juridique” provoque?e par l’arrêt du
15 de?cembre 1983. Selon lui, le le?gislateur de 1988 avait dû
re?affirmer un principe admis depuis pre?s de cent cinquante ans par le
droit belge et battu en bre?che par une interpre?tation contestable de
la Cour de cassation.

Enfin, le Gouvernement fait valoir que la loi de 1988 tendait en
outre a? l’harmonisation de la le?gislation belge avec celle des pays
voisins.

41. Les reque?rants soulignent d’abord que la loi de 1988 ne profite
pas seulement a? l’Etat belge, mais aussi a? la socie?te? prive?e de
pilotage mise en cause dans plusieurs litiges (paragraphe 6 ci-dessus).
Ils soutiennent ensuite que les motifs budge?taires invoque?s par le
Gouvernement ne sauraient justifier une atteinte aussi massive a? leurs
droits fondamentaux, de?s lors surtout que, loin d’être impre?visible,
l’arrêt de la Cour de cassation du 15 de?cembre 1983 s’inscrivait dans
le droit fil de l’arrêt “La Flandria” rendu en 1920 par la même Cour
(paragraphe 17 ci-dessus). L’Etat aurait donc eu tout le loisir
d’anticiper, par des mesures respectueuses de la Convention, ce qui
n’e?tait que le de?veloppement d’une tendance jurisprudentielle amorce?e
il y a bien longtemps. Au lieu de cela, il a non seulement annule?
re?troactivement des cre?ances de?ja? acquises, mais il s’est donne?
jusqu’en 1988 pour le faire, aggravant ainsi l’atteinte a? la confiance
des reque?rants, dont un bon nombre avaient en effet attendu au moins
jusqu’en 1986 pour assigner l’Etat.

42. La Cour rappelle que la Cour de cassation avait reconnu, par son
arrêt “La Flandria” du 5 novembre 1920, que l’Etat et les autres
personnes de droit public sont soumis au droit commun de la
responsabilite? (paragraphe 17 ci-dessus).

Sans doute n’avait-elle pas eu a? connaître depuis lors d’affaires
relatives a? la responsabilite? de l’Etat en matie?re de pilotage, mais
il n’e?tait certainement pas impre?visible qu’elle appliquerait en cette
matie?re, a? la premie?re occasion, les principes qu’elle avait de?finis
en termes ge?ne?raux dans cet arrêt de 1920. On pouvait s’y attendre
d’autant plus qu’en lisant la loi de 1967 a? la lumie?re de l’avis du
Conseil d’Etat, on pouvait le?gitimement croire que celle-ci ne
de?rogeait pas au droit commun de la responsabilite? (paragraphes 11-13
ci-dessus).

L’arrêt de 1983 n’a donc pas porte? atteinte a? la se?curite?
juridique.

43. Les conside?rations financie?res invoque?es par le Gouvernement et
son souci d’harmoniser le droit belge avec celui des pays voisins
pouvaient justifier, pour l’avenir, une le?gislation de?rogeant, en cette
matie?re, au droit commun de la responsabilite?.

Ils ne pouvaient pas le?gitimer une re?troactivite? dont le but et
l’effet e?taient de priver les reque?rants de leurs cre?ances en
indemnisation.

Une atteinte aussi radicale aux droits des inte?resse?s ne respecte
pas un juste e?quilibre entre les inte?rêts en pre?sence.

44. La loi de 1988 a donc viole?, dans la mesure ou? elle concerne les
faits ante?rieurs au 17 septembre 1988, date de sa publication et de son
entre?e en vigueur, l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1).

III. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L’ARTICLE 6 PAR. 1 (art. 6-1) DE LA
CONVENTION

45. Les reque?rants alle?guent aussi une violation de l’article 6
par. 1 (art. 6-1) de la Convention.

46. La Cour note que leurs griefs a? cet e?gard se confondent avec ceux
qu’ils soule?vent sous l’angle de l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1).
Eu e?gard a? la conclusion formule?e au paragraphe 44 ci-dessus, elle
n’estime pas ne?cessaire de les examiner se?pare?ment sous l’angle de
l’article 6 par. 1 (art. 6-1).

IV. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 50 (art. 50) DE LA CONVENTION

47. Aux termes de l’article 50 (art. 50) de la Convention,

“Si la de?cision de la Cour de?clare qu’une de?cision prise ou une
mesure ordonne?e par une autorite? judiciaire ou toute autre
autorite? d’une Partie Contractante se trouve entie?rement ou
partiellement en opposition avec des obligations de?coulant de la
(…) Convention, et si le droit interne de ladite Partie ne
permet qu’imparfaitement d’effacer les conse?quences de cette
de?cision ou de cette mesure, la de?cision de la Cour accorde, s’il
y a lieu, a? la partie le?se?e une satisfaction e?quitable.”

A. Dommage mate?riel

48. Les reque?rants re?clament la re?paration inte?grale des dommages
mate?riels cumule?s, e?value?s a? 1 598 367 385 (un milliard cinq cent
quatre-vingt-dix-huit millions trois cent soixante-sept mille trois
cent quatre-vingt-cinq) FB. Ils prient toutefois la Cour de re?server
cette question, afin de leur permettre d’examiner, le cas e?che?ant avec
le Gouvernement, les possibilite?s que leur offre le droit interne
d’obtenir compensation.

49. Le Gouvernement marque son accord sur ce dernier point,
soulignant qu’a? son avis, il appartient d’abord aux juridictions belges
d’e?tablir les dommages et les responsabilite?s respectives dans chacun
des litiges en cause.

50. Quant au de?le?gue? de la Commission, il ne se prononce pas.

51. Dans les circonstances de la cause, la Cour estime que la
question ne se trouve pas en e?tat. Il incombe en effet aux tribunaux
nationaux de de?terminer les titulaires et les montants des cre?ances en
re?paration ne?es a? l’occasion des accidents a? l’origine de l’affaire
(paragraphe 6 ci-dessus). Il e?chet par conse?quent de re?server le point
relatif au dommage mate?riel, en tenant compte de l’e?ventualite? d’un
accord entre l’Etat de?fendeur et les inte?resse?s (article 54 paras. 1
et 4 du re?glement A).

B. Frais et de?pens

52. Les reque?rants sollicitent en outre le versement de 51 380 253
(cinquante et un millions trois cent quatre-vingt mille deux cent
cinquante-trois) FB au titre des frais et de?pens entraîne?s par les
proce?dures devant les juridictions internes et les organes de la
Convention.

53. D’apre?s le Gouvernement, les proce?dures devant les juridictions
du fond ne concernaient pas directement la Convention, en sorte que les
frais y affe?rents ne peuvent être re?clame?s au titre de l’article 50
(art. 50). S’agissant de ceux expose?s devant les Cours d’arbitrage et
de cassation ainsi qu’a? Strasbourg, ils se rapporteraient a? des causes
qui, selon lui, se sont re?ve?le?es identiques, a? des points mineurs pre?s;
aussi les reque?rants ne pourraient-ils pas pre?tendre a? plus de
2 000 000 FB de ce chef.

54. Le de?le?gue? de la Commission ne formule pas d’observations.

55. La Cour rele?ve que jusqu’au 17 septembre 1988, le respect des
droits garantis par la Convention n’e?tait pas en cause devant les
juridictions du fond et que, des 38 017 101 FB re?clame?s du chef de
l’ensemble des proce?dures devant celles-ci, plus de 22 millions le sont
au titre des interventions de la socie?te? de commissaires d’avaries
L. & C..

Quant aux 13 363 152 FB demande?s pour les instances devant les
Cours d’arbitrage et de cassation ainsi que les organes de la
Convention, la Cour note que plus de 9,5 millions FB le sont par
L. & C. pour frais et de?pens.

Statuant en e?quite?, la Cour alloue, 8 000 000 FB au titre des
frais et de?pens.

PAR CES MOTIFS, LA COUR

1. Disjoint, a? l’unanimite?, la cause de la sixie?me reque?rante de
celles des autres et de?cide de la rayer du rôle;

2. Rejette, a? l’unanimite?, l’exception pre?liminaire du Gouvernement;

3. Dit, par huit voix contre une, qu’il y a eu violation de
l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1);

4. Dit, par huit voix contre une, qu’il n’y a pas lieu d’examiner
aussi l’affaire sous l’angle de l’article 6 par. 1 (art. 6-1) de
la Convention;

5. Dit, a? l’unanimite?, que l’Etat de?fendeur doit verser aux
reque?rants, dans les trois mois, 8 000 000 (huit millions) francs
belges, pour frais et de?pens;

6. Dit, a? l’unanimite?, que la question de l’application de
l’article 50 (art. 50) de la Convention ne se trouve pas en e?tat
pour le dommage mate?riel;

en conse?quence,

a) la re?serve sur ce point;

b) invite le Gouvernement et les reque?rants a? lui adresser par
e?crit, dans les six mois, leurs observations sur ladite question
et notamment a? lui donner connaissance de tout accord auquel ils
pourraient aboutir;

c) re?serve la proce?dure ulte?rieure et de?le?gue a? son pre?sident le
soin de la fixer au besoin.

Fait en français et en anglais, puis prononce? en audience
publique au Palais des Droits de l’Homme, a? Strasbourg, le
20 novembre 1995.

Signe?: Rolv RYSSDAL
Pre?sident

Signe?: Herbert PETZOLD
Greffier

Au pre?sent arrêt se trouve joint, conforme?ment aux articles 51
par. 2 (art. 51-2) de la Convention et 53 par. 2 du re?glement A,
l’expose? des opinions se?pare?es suivantes:

– opinion dissidente de M. Tho?r Vilhja?lmsson;
– opinion se?pare?e de M. De Meyer.

Paraphe?: R. R.

Paraphe?: H. P.

OPINION DISSIDENTE DE M. LE JUGE THO?R VILHJA?LMSSON

(Traduction)

Je me suis prononce? pour l’absence de violation de l’article 1
du Protocole n? 1 (P1-1) a? notre Convention. Je reconnais, avec la
majorite? de la Cour, que les cre?ances pre?sente?es par les reque?rants
e?taient des biens au sens de cette disposition (P1-1). En revanche,
je ne suis pas d’accord sur la conclusion tire?e de l’application du
crite?re de proportionnalite?.

Il est re?ve?lateur, a? mon sens, que le droit maritime soit, avec
ses re?gles d’indemnisation, une branche du droit a? laquelle
s’appliquent de nombreuses conside?rations bien pre?cises. Dans ce
domaine, des sommes tre?s e?leve?es sont souvent en jeu et le rôle des
assurances y est tre?s important. Les armateurs s’y trouvent sous la
protection des re?gles de la responsabilite? limite?e. D’une manie?re
ge?ne?rale, il n’y a rien d’inhabituel ni d’abusif a? fixer des normes
juridiques qui font endosser aux armateurs la responsabilite? des
erreurs de pilotage, même lorsque c’est l’Etat qui assure ou autorise
ledit pilotage. De?s lors, le seul proble?me qui, dans cette affaire,
se pose au regard de l’article 1 du Protocole n? 1 (P1-1) est la clause
de re?troactivite? figurant dans la loi de 1988.

La Cour de cassation, semble-t-il, n’a jamais statue? sur la
responsa

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 13/06/2024