AFFAIRE PAPAMICHALOPOULOS ET AUTRES c. GR?CE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PAPAMICHALOPOULOS ET AUTRES c. GR?CE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 25, 35, 58, P1-1
Numero: 14556/89/1993
Stato: Grecia
Data: 1993-06-24 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (vittima); Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
CORTE (CAMERA)
CAUSA PAPAMICHALOPOULOS ED ALTRI C. GRECIA
( Richiesta no14556/89)
SENTENZA
STRASBURGO
24 giugno 1993

Nella causa Papamichalopoulos ed altri c. Grecia ,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente all’articolo 43 (art. 43) della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) ed alle clausole pertinenti al suo ordinamento, in una camera composta dei giudici di cui il segue nome,:
SIGG.. R. Bernhardt, presidente,
F. G?lc?kl?,
A. Spielmann,
N. Valticos
R. Pekkanen,
J.M. Morenilla,
F. Bigi,
L. Wildhaber,
J. Makarczyk,
cos? come di Sigg.. SIG. – A. Eissen, cancelliere, e H. Petzold, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 1 febbraio e 28 maggio 1993,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 25 maggio 1992, nel termine di tre mesi che aprono gli articoli 32 paragrafo 1 e 47, (art. 32-1, art. 47) della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (no 14556/89) diretta contro la Repubblica ellenica e in cui quattordici cittadini di questo Stato, Sigg.. I. e P. P., il Sig. P. K., la Sig.ra A. K., il Sig. P. Z., il Sig. N. K., il Sig. C. T., la Sig.ra I. P., la Sig.ra Sig. H., la Sig.ra I. K., la Sig.ra C. K., il Sig. A. K., il Sig. E. Z. e la Sig.ra C. T., avevano investito la Commissione il 7 novembre 1988 in virt? dell’articolo 25 (art. 25).
La domanda della Commissione rinvia agli articoli 44 e 48 (art. 44, art. 48) cos? come alla dichiarazione greca che riconosce la giurisdizione obbligatoria della Corte (articolo 46) (art. 46). Ha per oggetto di ottenere una decisione sul punto di sapere se i fatti della causa rivelano una trasgressione dello stato convenuto alle esigenze dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1).
2. In risposta all’invito contemplato all’articolo 33 paragrafo 3 d, dell’ordinamento, i richiedenti hanno manifestato il desiderio di partecipare all’istanza e designato i loro consiglieri (articolo 30).
3. La camera da costituire comprendeva di pieno dritto Sig. N. Valticos, giudice eletto di nazionalit? greca (articolo 43 della Convenzione) (art. 43) ed il Sig. R. Ryssdal, presidente della Corte (articolo 21 paragrafo 3 b, dell’ordinamento). Il 29 maggio 1992, questo ha estratto a sorte il nome dagli altri sette membri, ossia i Sigg.. R. Bernhardt, F. G?lc?kl?, A. Spielmann, R. Pekkanen, J.M,. Morenilla, F. Bigi e J. Makarczyk, in presenza del cancelliere (articoli 43 in fine della Convenzione e 21 paragrafo 4 dell’ordinamento) (art. 43).
4. Avendo assunto la presidenza della camera (articolo 21 paragrafo 5 dell’ordinamento) il Sig. Ryssdal ha consultato tramite il cancelliere l’agente del governo greco (“il Governo”), il delegato della Commissione ed i consiglieri dei richiedenti a proposito dell’organizzazione del procedimento ( articoli 37 paragrafo 1 e 38). Conformemente all’ordinanza resa perci?, il cancelliere ha ricevuto l’esposto dei richiedenti il 17 novembre 1992 e quello del Governo il 20. Il 14 dicembre, il segretario della Commissione l’ha informato che il delegato si sarebbe espresso in arringa.
Trovandosi il presidente Ryssdal impossibilitato, il vicepresidente Bernhardt l’ha sostituito alla testa della camera (articolo 21 paragrafo 5 secondo capoverso) ed il Sig. L. Wildhaber, supplendo, in qualit? di membro di questa (articoli 22 paragrafo 1 e 24 paragrafo 1).
5. Cos? come aveva deciso il presidente che aveva autorizzato gli avvocati dei richiedenti a sostenere in greco ( articolo 27 paragrafo 3 dell’ordinamento) l’udienza si ? svolta in pubblico il 26 gennaio 1993, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo. La camera aveva tenuto prima una riunione preparatoria.
Sono comparsi:
– per il Governo
SIGG.. P. Georgakopoulos, assessore,
presso del delegato di Consulente legale dello stato, agente,
V. Kondolaimos, consigliare,
presso del Consulente legale dello stato, consiglio,;
– per la Commissione
Il Sig. L. Louca?des, delegato,;
– per i richiedenti
Io G. V., avvocato,
Io J. S., avvocato e deputato
al Parlamento europeo, consigli.
La Corte ha sentito nelle loro dichiarazioni, cos? come nelle loro risposte alle sue domande, il Sig. Kondolaimos per il Governo, il Sig. Loucaides per la Commissione, il Sig. V. e S. per i richiedenti.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. Tutti di nazionalit? greca, i richiedenti sono proprietari e comproprietari di terreni nella regione di Aghia Marina Loimikou, a Maratona di Attica. Il 16 marzo 1963, l’ufficio greco del turismo diede il suo permesso per la costruzione sul sito di un insieme alberghiero; su domanda degli interessati, un gabinetto di architetti americani elabor? un progetto.
A. Le azioni in restituzione dei terreni controversi
7. Con una legge del 20 agosto 1967 (anagastikos nomos no 109, “la legge no 109/1967”), adottata alcuni mesi dopo l’instaurazione della dittatura, lo stato greco cedette ai Fondi della marina nazionale (Tameio Ethnikou Stolou) un campo di 1 165 000 m2 vicino alla spiaggia di Aghia Marina.
Dieci dei richiedenti, proprietari di una parte del campo (165 000 m2 circa) investirono il procuratore presso la corte d’appello (Eissageleas Protodikon) di Atene, invitandolo a prendere delle misure provvisorie e “a ristabilire la situazione iniziale.”
Con tre ordinanze del 30 luglio 1968, il procuratore accolse le domande: i terreni controversi non dipendevano dal campo pubblico forestale, ma costituivano delle terre agricole coltivate dai loro proprietari. Una delle tre ordinanze fu ritrattata per? per “mancanza di emergenza” dal procuratore presso la corte di appello di Atene, dopo l’opposizione formata dai Fondi della marina nazionale.
Il 12 aprile 1969, il ministro dell’agricoltura avvis? il Quartiere generale della Marina nazionale dell’impossibilit? di disporre di una parte del campo ceduto e della necessit? di prendere delle misure adeguate per “il ristabilimento del diritto.”
8. Tuttavia, lontano da restituire i terreni, la Marina nazionale intraprese dei lavori di costruzione di una base navale e di un luogo di villeggiatura per ufficiali. Un decreto reale del 12 novembre 1969, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 15 dicembre 1969, classific? tutta la regione di Aghia Marina Loimikou come “fortezza navale.”
9. Dopo la caduta della dittatura nel 1974, il Sig. P. P., padre dei richiedenti I. e P. P., investe la corte d’appello di Atene di un’azione di rivendicazione della propriet? di tre terreni. Il tribunale deliber? il 28 febbraio 1976: ai termini del suo giudizio (no 3031/1976), il richiedente aveva acquisito effettivamente, nel 1964, la propriet? di una superficie di 2 500 m2 con atto notarile; non si trattava di elementi del campo pubblico forestale, ma di appezzamenti coltivati e posseduti successivamente in buona fede dal 1890 da parecchi privati; quindi, i Fondi della marina nazionale dovevano restituirli.
10. La corte di appello di Atene conferm? questo giudizio il 31 dicembre 1976 (sentenza no 8011/1976). Stim? che nel 1967, lo stato non aveva trasferito la propriet? dei terreni controversi perch? non possedeva nessuno titolo e la presunzione di propriet? giocava solamente a riguardo delle foreste e non delle terre agricole.
11. I Fondi della marina nazionale formarono un ricorso che la Corte di cassazione (Areios Pagos) respinse il 14 giugno 1978 (sentenza no 775/1978),: i discendenti del Sig. P. P. avevano acquisito la propriet? dei suoi terreni per usucapione e conformemente al diritto romano-bizantino applicabile all’epoca, nel 1860.
12. Il 17 luglio 1978, il Sig. P. P. notific? tramite ufficiale giudiziario di giustizia le suddette decisioni ai Fondi della marina nazionale, in vista della loro esecuzione. Seguito da un ufficiale giudiziario, si present? il 28 settembre all’entrata della base navale e chiese l’esecuzione delle decisioni giudiziali, ma il comandante della base rifiut? loro l’accesso al motivo che aveva degli ordini in questo senso e che sarebbe stato necessario un’autorizzazione del Quartiere generale della Marina nazionale, che la rifiut?. Non arriv? neanche un passo impegnato presso il procuratore della Corte di cassazione.
13. Nell’agosto 1977, il Sig. K. e gli altri richiedenti introdussero due azioni di rivendicazione dei terreni controversi dinnanzi alla corte d’appello di Atene. Lo stato intervenne nel procedimento in favore dei Fondi della marina nazionale.
Con due sentenze incidentali di diritto del 1979, i numeri 11903 e 11904/1979, il tribunale ordin? un complemento di istruzione. Stim? inoltre necessario incaricare parecchi periti per esaminare i titoli di propriet? in possesso dei richiedenti ed i Fondi della marina nazionale e per depositare, nei cinque mesi, un parere sulla questione di sapere se suddetti terreni appartenevano ai querelanti o dipendevano dal campo forestale ceduto dalla legge no 109/1967. Tuttavia, il procedimento rimase pendente.
B. Il tentativo di recupero tramite scambio di terreni di uguale valore
14. Il 22 luglio 1980, il ministro della Difesa nazionale inform? i richiedenti che l’installazione della base navale impediva la restituzione dei terreni controversi ma che un procedimento che tendeva alla concessione di altri terreni, in sostituzione di quelli occupati dai Fondi della marina nazionale, si trovava in corso.
15. Il 16 ottobre 1980, il ministro dell’agricoltura invit? la prefettura di Attica dell’est a cedere agli interessati dei terreni di uguale valore che erano situati in questa regione. Precisava che anche se le decisioni giudiziali gi? rese riguardavano solamente certi individui spossessati nel 1967, le azioni in giustizia eventuali o pendenti, introdotte da altri proprietari, avrebbero conosciuto di sicuro una conclusione identica.
Nonostante un decreto del 19 giugno 1981 che regolamentava la costruzione immobiliare nell’area archeologica “Ramnoudos” della valle di Loimiko – che comprendeva i terreni controversi -, i Fondi della marina nazionale perseguirono, all’interno della base navale, la costruzione di un complesso alberghiero.
16. Con una decisione congiunta del 9 settembre 1981, i ministri dell’economia, dell’agricoltura e della Difesa nazionale istituirono una commissione di periti. Incaricata di selezionare certi terreni proposti in scambio dal ministero dell’agricoltura e di stimarne il valore tra cui un appezzamento a Dionyssos di Attica (paragrafo 27 sotto) formul? le sue conclusioni in un rapporto del 14 gennaio 1982.
17. Una legge no 1341/1983, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 marzo 1983, riconobbe espressamente, nel suo articolo 10 (paragrafo 29 sotto) che gli individui che rivendicano la propriet? dei terreni occupati dai Fondi della marina nazionale potevano chiederne altri in cambio, seguendo il procedimento dell’articolo 263 del codice rurale (paragrafo 30 ? sotto); contemplava, a questo fine, la verifica dei titoli di propriet? secondo l’articolo 246 dello stesso codice.
Nell’esposizione dei motivi, si poteva leggere:
“[L ‘] articolo [10] contempla la possibilit? di regolare la causa delle propriet? comprese nel campo ceduto dalla legge no 109/1967 ai Fondi della marina nazionale.
Si tratta di una superficie di 165 000 m2 circa. Alcuni individui la rivendicano. Alcuni di loro hanno impegnato delle azioni dinnanzi ai tribunali civili e hanno ottenuto dalla Corte di cassazione una decisione definitiva che li riconosce come proprietari. Considerando che le altre cause [pendenti] rischiano di arrivare allo stesso risultato e che il pagamento di indennit? costituirebbe una soluzione svantaggiosa per l’amministrazione, bisognerebbe adottare un testo che permettesse [al restante degli individui] di sostituire le loro propriet? con altre, che dipendono dal campo pubblico e disponibile, salvo a controllare prima di tutto il loro requisito di proprietari.
(…)
18. In virt? di suddetta legge, i richiedenti investirono la seconda commissione di espropriazione (Epitropi apallotriosseon) di Atene, composta dal presidente della corte d’appello di Atene e dai periti dell’amministrazione. Con una decisione no 17/1983, del 19 settembre 1983, riconobbe il loro diritto di propriet? su una superficie di 104 018 m2. Rilev? ci? che segue:
“(…) risulta dai dibattimenti dinnanzi a [lei], dagli scritti ed arringhe cos? come dai documenti della pratica, che gli interessati possedevano in buona fede ed in modo continuo e regolare, dai tempi immemorabili fino nel 1967, una superficie di [160 000 m2] circa, ubicata ad Aghia Marina Loimikou; che la superficie precitata aveva ricevuto da molto tempo una destinazione agricola, come lo prova[no] parecchi elementi”
19. L? 8 dicembre 1983, i Fondi della marina nazionale ricorsero contro questa decisione dinnanzi alla corte d’appello di Atene; lo stato greco si un? intervenendo nel procedimento il 25 gennaio 1984.
Con un giudizio del 31 maggio 1984 (no 1890), la corte d’appello dichiar? il ricorso inammissibile; secondo lei, solo lo stato o gli interessati avevano requisito per agire contro suddetta decisione e non dei terzi come i Fondi della marina nazionale.
20. La corte di appello di Atene conferm? il giudizio il 29 dicembre 1986.
21. Il ministro dell’economia introdusse un ricorso che la Corte di cassazione dichiar? inammissibile l? 8 gennaio 1988 (sentenza no 5/1988) coi seguenti motivi:
“(…) la legge no 1341/1983 ha accordato ai terzi che invocano dei diritti di propriet? sulla superficie compresa in quella, pi? grande, ceduta ai Fondi della marina nazionale, la possibilit? di chiedere lo scambio di quella che rivendicano con un’altra di uguale valore. Lo scambio avr? luogo conformemente al procedimento contemplato ai paragrafi 3, 4 e 5 dell’articolo 263 del codice rurale, cio? con decisione del ministro dell’agricoltura, dopo un procedimento amministrativo dinnanzi ad una commissione tripartitica e conformemente all’articolo 263 del codice rurale. (…) Per garantire la realizzazione veloce e semplice di questo scambio, il legislatore ha dato agli interessati la possibilit? di seguire, per fare riconoscere [il loro requisito di proprietari], il procedimento semplice e veloce dell’articolo 246 del codice rurale. Adottando la suddetta disposizione dell’articolo 10 della legge no 1341/1983, non ha inteso permettere la soluzione della disputa che rischierebbe di sorgere se i Fondi della marina nazionale rivendicassero contro i terzi la propriet? sulla superficie ceduta dalla legge no 109/1967, conformemente all’articolo 246 del codice rurale. I Fondi della marina nazionale dovranno seguire a questo fine il procedimento di diritto comune. Ci? risulta non solo dalla formula e dall’interpretazione grammaticale della suddetta disposizione, ma anche dall’obiettivo fissato dal legislatore
(…) Accordando ai soli ?privati ‘, persone fisiche e morali, proprietari di [questi] terreni il diritto di fare riconoscere la loro propriet?, l’autore della legge non ha introdotto nessuna discriminazione ingiustificata al riguardo dei Fondi della marina nazionale e non l’ha voluto privare della protezione giudiziale, perch? questo ultimo conserva la possibilit?, seguendo il procedimento di diritto comune, di ottenere la riconoscenza del suo diritto di propriet? che non gli servir? per? a ricevere altri terreni perch? tale non ? stata la volont? del legislatore”
Il 24 giugno 1988, la Corte di cassazione respinse, per gli stessi motivi, il ricorso che i Fondi della marina nazionale avevano formato da parte loro (sentenza no 1149/1988).
22. Il 25 luglio 1984, un nuovo decreto estese i limiti geografici della “fortezza navale.”
In applicazione dell’articolo 10 della legge no 1341/1983, la prefettura dell’Attica dell’est inform?, l? 11 settembre 1985, il ministero dell’agricoltura ed i richiedenti che alcuni dei terreni proposti in scambio erano oggetto di uno statuto speciale di propriet?; i altri erano gi? sfruttati, altri infine protetti dalla legislazione sulle foreste.
Nel novembre 1987, il ministero dell’agricoltura sugger? agli interessati di accettare dei terreni situati nel dipartimento di Pierrie, a 450 km di Aghia Marina; invit? la prefettura di questo dipartimento a sondare a questo fine. Di fronte al silenzio dell’amministrazione, tre deputati interrogarono al Parlamento, nel novembre 1988, i ministri della Difesa nazionale e dell’agricoltura sui seguiti dati alla causa. Con una lettera del 25 ottobre 1990, la direzione dell’agricoltura di Pierrie confess? la sua impotenza a trovare dei terreni appropriati.
C. Le azioni in danno-interessi
23. Il 2 dicembre 1979, i richiedenti avevano impegnato dinnanzi alla corte d’appello di Atene, contro i Fondi della marina nazionale e lo stato greco rappresentato dal ministero dell’economia, due azioni in danno-interessi per la privazione dell’uso della loro propriet?. Con due giudizi del 21 giugno 1985, il tribunale rinvi? l’esame della causa al motivo che la verifica dei titoli di propriet? dei richiedenti, eccetto il Sig. P. P., non era finita.
24. Prima, i Fondi della marina nazionale avevano invitato il Corpo dei periti giurati a stabilire il valore dei beni controversi. Il perito nominato raccolse presso il terzo richiedente, il Sig. K., il parere di tutti i proprietari riguardati sui documenti e gli atti che gli avevano comunicato i Fondi. Il 20 giugno 1986, il Sig. K. preg? questo ultimo di informarlo sulla natura dei documenti messi a disposizione del perito. Il 10 marzo 1987, i Fondi si rifiut? perch? “la causa rivestiva il carattere di un procedimento interno, ci? che escludeva l’intervento di terzi”.
25. Parecchie altre azioni in indennit? scaglionata fino al 1991 furono rinviate dalla corte d’appello di Atene o non sono state ancora sentite, a seconda del caso.
D. Fatti posteriori alla decisione della Commissione sull’ammissibilit? della richiesta
26. Il 29 ottobre 1991, il ministero dell’economia chiese per iscritto alla Societ? fondiaria dello stato (Ktimatiki Etaireia tou Dimossiou) di trovare dei terreni che potesserp servire allo scambio proposto; attir? inoltre la sua attenzione sull’obbligo, per lo stato, di versare agli interessati degli importi esorbitanti in caso di fallimento di questa transazione. Nella sua risposta, la Societ? fondiaria dello stato invoc? la mancanza di terreni disponibili.
27. Con un atto no 131 del Consiglio dei ministri, pubblicati sulla Gazzetta ufficiale del 17 ottobre 1991, il consiglio di amministrazione dei Fondi della Difesa nazionale aveva ceduto al ministero dell’economia la propriet? di 470 000 m2 che appartenevano al campo militare disabilitato sopra Dounis a Dionyssos di Attica, vicino ai terreni controversi (paragrafo 16). Destinata alla vendita, questa superficie fu incorporata alla mappa catastale di Dionyssos e fu battezzata “quartiere Semeli.” Il 31 maggio 1992, la Societ? fondiaria dello stato inser? degli inserti pubblicitari sulla stampa.
Il 21 luglio 1992, l’avvocato dei richiedenti scrisse alla Societ? fondiaria dello stato per informarsi sulla possibilit? di assegnare ai suoi clienti il nuovo quartiere; l’indomani, indirizz? la stessa lettera a tutti i ministri competenti, al presidente del Consulente legale dello stato ed al direttore dei Fondi della marina nazionale. Fino ad ora gli interessati non hanno ricevuto risposta, salvo la copia di una lettera della direzione del ministero dell’economia incaricato dei beni pubblici alla Societ? fondiaria dello stato, “(…) pregandola di agire in ragione della sua competenza e di informare il richiedente e gli altri servizi pubblici che si occupavano della questione.”
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
A. La Costituzione
28. Ai termini dell’articolo 17 della Costituzione greca del 1952, applicabile all’epoca dell’adozione della legge controversa:
“1. Nessuno ? privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica debitamente provata, nei casi e seguendo il procedimento determinato dalla legge e sempre mediante un’indennit? preliminare e completa. L’indennit? ? fissata sempre dalle giurisdizioni civili; in caso di emergenza, pu? essere fissata anche provvisoriamente per via giudiziale, dopo udienza o convocazione dell?avente diritto, che il tribunale, a sua discrezione, pu? obbligare a fornire una cauzione corrispondente a questa, secondo le modalit? previste dalla legge. Prima del pagamento dell’indennit? fissata definitivamente o provvisoriamente, tutti i diritti del proprietario restano intatti, non essendo permessa l’occupazione della propriet?.
(…)
4. Delle leggi speciali regolano le materie concernenti le requisizioni per i bisogni delle forze armate in caso di guerra o di mobilitazione, o per fronteggiare una necessit? sociale immediata di natura tale da mettere in pericolo l’ordine pubblico o la salute pubblica.”
Dal suo lato, l’articolo 17 della Costituzione del 1975, attualmente in vigore, dispone:
“1. La propriet? ? posta sotto la protezione dello stato. I diritti che ne derivano non possono esercitarsi tuttavia a scapito dell’interesse generale.
2. Nessuno pu? essere privato della sua propriet?, se non ? a causa di utilit? pubblica, debitamente provata, nei casi e seguendo il procedimento determinato dalla legge e sempre mediante un’indennit? preliminare completa. Questa deve corrispondere al valore che la propriet? espropriata possiede il giorno dell’udienza sulla causa concernente la determinazione provvisoria dell’indennit? da parte del tribunale. Nel caso di una domanda che mira alla determinazione immediata dell’indennit? definitiva, ? preso in considerazione il valore che la propriet? espropriata possiede il giorno dell’udienza del tribunale su questa domanda.
3. Non viene tenuto conto del cambiamento eventuale del valore della propriet? espropriata sopraggiunto dopo la pubblicazione dell’atto di espropriazione ed esclusivamente in ragione di questa.
4. L’indennit? ? fissata sempre dai tribunali civili; pu? essere fissata anche provvisoriamente per via giudiziale, dopo udienza o convocazione dell?avente diritto, che il tribunale pu?, a sua discrezione, obbligare a fornire una cauzione analoga prima dell’incasso dell’indennit?, secondo le disposizioni della legge.
Fino al versamento dell’indennit? definitiva o provvisoria, tutti i diritti del proprietario restano intatti, non essendo permessa l’occupazione della sua propriet?.
L’indennit? fissata deve essere versata al pi? tardi entro un anno e mezzo dopo la pubblicazione della decisione che fissa l’indennit? provvisoria; nel caso di una domanda di determinazione immediata dell’indennit? definitiva, questa deve essere versato al pi? tardi entro un anno e mezzo dopo la pubblicazione della decisione del tribunale che fissa l’indennit? definitiva, mancanza di cui l’espropriazione ? tolta di piena dritto.
L’indennit?, in quanto tale, non ? sottoposta a nessuna imposizione, tassa o trattenuta.
5. La legge fissa i casi in cui c’? luogo di accordare obbligatoriamente un risarcimento all?avente diritto, per la perdita di redditi che provengono dalla propriet? immobiliare espropriata, fino al giorno del pagamento dell’indennit?.
6. Nei casi di esecuzione di lavori di utilit? pubblica o di un interesse pi? generale per l’economia del paese, la legge pu? permettere l’espropriazione a profitto dello stato di zone pi? vaste, che si trovano all’infuori dei terreni necessari all’esecuzione dei lavori. Questa stessa legge fissa le condizioni ed i termini di una tale espropriazione cos? come le modalit? della disposizione o dell’utilizzazione, ai fini pubblici o di utilit? pubblica in generale, dei terreni espropriati che non sono necessari per l’esecuzione del lavoro considerato.
(…)
B. La legge no 1341/1983 del 30 marzo 1983
29. Secondo l’articolo 10 della legge no 1341/1983,
“I terreni sui quali fanno valere dei diritti di propriet? dei terzi e che fanno parte della superficie ubicata ad Aghia Marina Loimikou – di Attica che fu ceduta ai Fondi della marina nazionale in virt? dell’atto legislativo 109/1967, possono, su domanda degli interessati, essere oggetto di un scambio coi terreni di uguale valore, destinati all’uso pubblico (koinohristes) o disponibili secondo la legislazione relativa all’occupazione dei suoli, e conformemente al procedimento contemplato ai paragrafi 3, 4 e 5 dell’articolo 263 del codice rurale.
Per fare riconoscere i loro diritti di propriet? su suddetti terreni, gli interessati possono seguire il procedimento contemplato all’articolo 246 del codice rurale”
C. lo codifica rurale
30. I paragrafi pertinenti degli articoli 246 e 263 del codice rurale si leggono cos?:
Articolo 246, modificato dall’articolo 27 della legge no 3194/1955,
“Riconoscenza di titolo di propriet?
1. La Commissione di espropriazione competente, quando ? investita dagli interessati, si pronuncia sui titoli di propriet? dei terreni espropriati conformemente alla legge 4857 ed all’articolo 242 del presente codice.
In un termine perentorio di tre mesi a contare dalla notificazione della decisione, lo stato, cos? come gli interessati, possono attaccare questa dinnanzi alla corte d’appello territorialmente competente che delibera in ultima istanza secondo il procedimento contemplato ai seguenti articoli.
2. I giudizi resi dalle corti d’appello prima dell’entrata in vigore della presente legge, e conformemente all’articolo 246 del codice rurale, sono suscettibili di appello in un termine perentorio di un anno a contare dell’entrata in vigore della presente legge, dinnanzi alla corte di appello territorialmente competente
(…)
Articolo 263
“(…)
4. Le persone riconosciute proprietarie di terreni espropriati sono invitate dal ministro dell’agricoltura a depositare un attestato notarile con il quale dichiarano di accettare lo scambio di terreni operato secondo il paragrafo precedente e di rinunciare ad ogni domanda di indennit?.
5. L’attribuzione suddetta di terreni pubblici, comunali o cooperativi si operer? con decisione del ministro dell’agricoltura, tenendo luogo di titolo di propriet? e soggetta ad iscrizione al registro fondiario.
(…)
PROCEDIMENTO DINNANZI ALLA COMMISSIONE
31. I richiedenti hanno investito la Commissione il 7 novembre 1988. Invocavano l’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1): l’occupazione dei loro terreni, dal 1967, da parte dei Fondi della marina nazionale sarebbe illegale e non avrebbero potuto ad oggi n? disporre dei loro beni n? ricevere un’indennit?.
32. La Commissione ha considerato la richiesta (no 14556/89, il 5 marzo 1991,). Nel suo rapporto del 9 aprile 1992 (articolo 31) (art. 31) conclude all’unanimit? alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1). Il testo integrale del suo parere e delle due opinioni concordanti di cui si accompagna figura qui accluso alla presente sentenza 
CONCLUSIONI PRESENTATO ALLA CORTE
33. I richiedenti chiedono
“che lo stato greco sia obbligato a riconoscere [la loro] propriet? o compropriet? sulla superficie menzionata e la parte di ciascuno di [essi], espressa in m2; che sia obbligato a restituire a ciascuno di [essi] questa terra, come ? segnalato nella decisione no 17/1983 della Commissione di espropriazione di Atene.
Diversamente, che lo stato greco sia obbligato a [essi] versare, a titolo di indennit?, la somma di 11 639 547 000 dracme, somma che sar? distribuita a ciascuno di [essi] secondo la sua parte in quanto proprietario o comproprietario.
Questa somma sar? versata ad interesse legale, fissato dalla legge greca, a contare dal giorno in cui [la decisione [della Corte] sar? pubblicata e fino al giorno del pagamento.”
34. Da parte sua, il Governo invita la Corte a “respingere per intero la richiesta di I. P. e degli altri tredici interessati contro la Repubblica ellenica.”
IN DIRITTO
I. SULLE ECCEZIONI PRELIMINARI DEL GOVERNO
35. Il Governo adduce che i richiedenti, salvo gli eredi del Sig. P. P., non possono definirsi “vittime” al senso dell’articolo 25 paragrafo 1 (art. 25-1); non avrebbero esaurito neanche le vie di ricorso interne come esigo l’articolo 26 (art. 26.) Per l? uno e l’altro punto, trae argomento dal fatto che le loro azioni in rivendicazione rimangono pendenti dinnanzi alla corte d’appello di Atene (paragrafo 13 sopra).
36. Le due eccezioni preliminari di cui si tratta cozzano contro la decadenza. Il Governo non aveva presentato difatti, la prima dinnanzi alla Commissione. In quanto al secondo, l’aveva formulato solamente per i procedimenti di indennizzo (paragrafi 23-25 sopra); il delegato lo rileva a buon diritto.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 (P1-1)
37. Secondo gli interessati, l’occupazione illegale dei loro terreni da parte dei Fondi della marina nazionale dal 1967 ha infranto l’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1), cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe.”
Il Governo combatte questa tesi, mentre la Commissione vi aderisce.
38. Il Governo contesta agli interessati – eccetto gli eredi del Sig. P. P. – la qualit? di proprietari, perch? nessuna decisione giudiziale non sarebbe stata loro ancora riconosciuta riconosciuto non ed il procedimento impegnato da essi nel 1977 non sarebbe ancora arrivato ad una conclusione( paragrafo 13 sopra). Imputa loro la responsabilit? di questo ritardo, che attribuisce al loro rifiuto di facilitare la realizzazione della perizia ordinata nel 1979 (paragrafo 13 sopra).
39. La Corte non condivide questa opinione.
Fin dal 1968, il procuratore presso la corte d’appello di Atene accolse le domande di misure provvisorie formulate da certi richiedenti (paragrafo 7 sopra). Dall?altra parte, il ministro dell’agricoltura, nella sua lettera del 12 aprile 1969, invit? il Quartiere generale della marina nazionale a prendere le disposizioni adeguate per “il ristabilimento del diritto.” Infine, l’atteggiamento delle autorit? durante l’anno 1980 (paragrafi 14-15 sopra) e soprattutto l’adozione della legge no 1341/1983 (paragrafo 17 sopra) cos? come la decisione della seconda commissione di espropriazione di Atene (paragrafo 18 sopra) militano a favore della tesi degli interessati.
Per i bisogni della presente controversia, c’? luogo dunque di considerare questi ultimi come proprietari dei terreni in causa.
40. L’attentato addotto dai richiedenti ? cominciato nel 1967, con l’adozione della legge no 109/1967 (paragrafo 7 sopra). All’epoca, la Grecia aveva gi? ratificato la Convenzione ed il Protocollo no 1 (P1), il 28 marzo 1953; erano entrati in vigore a suo riguardo il 3 settembre 1953 per la prima ed il 18 maggio 1954 per il secondo. Li denunci? il 12 dicembre 1969, con effetto al 13 giugno 1970 (articolo 65 paragrafo 1 della Convenzione) (art. 65-1) ma senza trovarsi per tanto libera dagli obblighi che risultano da essi “per ci? che riguarda ogni fatto che, potendo costituire una violazione di questi obblighi, sarebbe stato compiuto prima di lei” (articolo 65 paragrafo 2) (art. 65-2); li ratific? il 28 novembre 1974, dopo il crollo della dittatura militare a conclusione del colpo di stato di aprile 1967.
Probabilmente la Grecia non riconobbe la competenza della Commissione in materia di richieste “individuali” (articolo 25) (art. 25 ) che il 20 novembre 1985, e solamente per gli atti, decisioni, fatti o avvenimenti posteriori a questa data (Elenco della Convenzione ,volume 28, p. 10) ma il Governo non ha invocato a questo argomento nello specifico nessuna eccezione preliminare e la questione non richiamo un esame di ufficio. La Corte si limita a notare che le lagnanze degli interessati hanno tratto da una situazione continua che al momento rimane.
41. L’occupazione dei terreni controversi da parte dei Fondi della marina nazionale ha rappresentato un’ingerenza manifesta nel godimento del diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni. Non dipendeva dalla regolamentazione dell’uso di beni, al senso del secondo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1). D?altra parte, gli interessati non hanno subito espropriazione formale: la legge no 109/1967 non ha trasferito la propriet? di suddetti terreni ai Fondi della marina nazionale.
42. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di determinare se la situazione incriminata non equivaleva tuttavia ad un’espropriazione di fatto, come lo pretendono i richiedenti (vedere, tra altri, il sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie A no 52, p. 24, paragrafo 63).
43. Egli decide di ricordare che i Fondi della marina nazionale si impossessarono nel 1967, in virt? di una legge decretata dal governo militare di allora, di un largo campo che comprendeva i terreni degli interessati; stabilisce una base navale cos? come un luogo di villeggiatura per gli ufficiali e le loro famiglie.
A partire da questa data, i richiedenti non poterono n? avvalersi dei loro beni, n? venderli, tramandarli, darli o ipotecarli; il Sig. P. P. il solo che avesse ottenuto una decisione giudiziale definitiva che ingiunge alla Marina nazionale di rendergli la sua propriet?, si vide rifiutare anche l’accesso a questa (paragrafi 11-12 sopra).
44. La Corte nota tuttavia che le autorit? avevano attirato l’attenzione della Marina nazionale, fin dal 1969, sull’impossibilit? di disporre di una parte del campo (paragrafo 7 sopra). Dopo il ristabilimento della democrazia, cercarono dei mezzi propri per riparare il danno causato agli interessati. Cos?, raccomandavano nel 1980 se non di restituire suddetti terreni, almeno di scambiarli con altri, di uguale valore (paragrafi 15-16). Questa iniziativa condusse al voto della legge no 1341/1983, destinata a regolare al pi? presto, secondo i termini stessi della sentenza della Corte di cassazione dell? 8 gennaio 1988, il problema creato nel 1967 (paragrafo 21 sopra). Avendo la seconda commissione di espropriazione di Atene riconosciutoli tutti come proprietari nel 1983 (paragrafi 18-21 sopra) i richiedenti aspiravano quindi all’attribuzione dei terreni promessi. Tuttavia, n? quelli di Attica n? quelli di Pierrie poterono essere oggetto dell’operazione progettata (paragrafo 22 qui ? sopra); i richiedenti provarono a ricuperare, nel 1992, una parte del “quartiere Semeli”, ma questo passo non arriv? a nulla di pi? (paragrafo 27 sopra).
45. La Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? dei terreni in causa, combinata col fallimento dei tentativi condotti fino qui per ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi affinch? gli interessati abbiano subito un’espropriazione di fatto incompatibile col loro diritto al rispetto dei loro beni.
46. In conclusione, c’? stata e c’? violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 50, ART. 50, DELLA CONVENZIONE,
47. Ai termini dell’articolo 50 (art. 50)
“Se la decisione della Corte dichiara che una decisione presa o una misura ordinata da un’autorit? giudiziale o tutta altra autorit? di una Parte Contraente si trovano interamente o parzialmente in opposizione con gli obblighi che derivano dalla Convenzione, e se il diritto interno di suddetta Partito permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze di questa decisione o di questa misura, la decisione della Corte accorda, se c’? luogo, alla parte lesa una soddisfazione equa”.
48. A titolo principale, i richiedenti sollecitano la restituzione dei terreni controversi ed un’indennit? di 17 459 080 000 dracme per privazione di godimento; intendono ricevere inoltre, in caso di non-restituzione, una somma che corrisponde al valore reale delle loro propriet?, ossia, secondo le loro stime, 11 639 547 000 dracme,. Sembrano rivendicare per di pi? 6 miliardi di dracme, a ragione dell’enorme danno morale che avrebbe causato loro durante venticinque anni il comportamento arbitrario dello stato. Richiedono infine, al totale, pi? di 2 miliardi di dracme a capo dei loro oneri e spese dinnanzi alle giurisdizioni nazionali e dinnanzi agli organi della Convenzione.
Il Governo contesta il modo di calcolo degli interessati; lo trova “arbitrario e completamente illogico.” Sottolinea che se ottenessero guadagno di causa dinnanzi alla Corte europea, l’arsenale giuridico greco offrirebbe loro una serie di ricorsi efficaci che permetterebbero loro di farsi indennizzare della perdita delle loro propriet? o dell’uso di queste. In quanto alle loro pretese per danno morale, le stima private di ogni fondamento perch? avrebbero loro stessi abbandonato i procedimenti giudiziali che avevano impegnato dinnanzi ai tribunali greci. Infine, qualifica ?ipotetici” gli oneri e spese di cui esigono il rimborso.
Il delegato della Commissione, egli, considera che gli elementi forniti dal Governo ed i richiedenti non costituiscono una base affidabile per la valutazione esatta del danno sofferto dai secondi; nessuno dei metodi di calcolo impiegati a questo fine non gli sembra soddisfacente. Invita quindi la Corte a riservare la questione ed ad ordinare una perizia; se tuttavia desiderasse deliberare con una sola sentenza sull’esistenza di una trasgressione e sulla soddisfazione equa, propone di assegnare un importo di 620 775 840 dracme, pi? gli oneri e spese.
49. Nelle circostanze della causa, la Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) non si trova in stato, cos? che egli decide di riservarla tenendo conto dell’eventualit? di un accordo tra lo stato convenuto ed i richiedenti (articolo 54 paragrafi 1 e 4 dell’ordinamento).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara il Governo precluso ad eccepire del difetto della qualit? di vittima a capo dei richiedenti, cos? come della non-esaurimento delle vie di ricorso interne;
2. Stabilisce che c’? stata e c’? violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1);
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti a comunicarle, nei due mesi, i nomi e requisiti di periti scelti di comune accordo per valutare i terreni controversi ed a darle all’occorrenza cognizione, negli otto mesi che seguono la scadenza di questo termine, ogni ordinamento amichevole che potrebbero venire a concludere prima simile valutazione,;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al suo presidente l’incarico di fissarlo in tempo voluto.
Fatto in francese ed in inglese, poi pronunciato in udienza pubblica al Palazzo dei Diritti dell’uomo, a Strasburgo, il 24 giugno 1993.
Rudolf BERNHARDT
Presidente
Marc-Andr? EISSEN
Cancelliere
La causa porta il n? 18/1992/363/437. Le prime due cifre indicano il posto nell’anno di introduzione, le due ultime il posto sull’elenco delle immissione nel processo della Corte dall’origine e su quella delle richieste iniziali, alla Commissione, corrispondenti.

modificato l’articolo 11 del Protocollo n? 8 (P8-11), entrato in vigore il 1 gennaio 1990.

Nota del cancelliere: per ragioni di ordine pratico non vi figurer? che nell’edizione stampata (volume 260-B della serie A delle pubblicazioni della Corte), ma si pu? procurarsela presso cancelleria.

MALONE V. THE UNITED KINGDOM JUGDMENT

SENTENZA PAPAMICHALOPOULOS ED ALTRI C. GRECIA

SENTENZA PAPAMICHALOPOULOS ED ALTRI C. GRECIA

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (victime) ; Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
COUR (CHAMBRE)
AFFAIRE PAPAMICHALOPOULOS ET AUTRES c. GR?CE
(Requ?te no14556/89)
ARR?T
STRASBOURG
24 juin 1993

En l?affaire Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce*,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, constitu?e, conform?ment ? l?article 43 (art. 43) de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”)** et aux clauses pertinentes de son r?glement, en une chambre compos?e des juges dont le nom suit:
MM. R. Bernhardt, pr?sident,
F. G?lc?kl?,
A. Spielmann,
N. Valticos
R. Pekkanen,
J.M. Morenilla,
F. Bigi,
L. Wildhaber,
J. Makarczyk,
ainsi que de MM. M.-A. Eissen, greffier, et H. Petzold, greffier adjoint,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 1er f?vrier et 28 mai 1993,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date:
PROCEDURE
1. L?affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour par la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (“la Commission”) le 25 mai 1992, dans le d?lai de trois mois qu?ouvrent les articles 32 par. 1 et 47 (art. 32-1, art. 47) de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (no 14556/89) dirig?e contre la R?publique hell?nique et dont quatorze ressortissants de cet ?tat, MM. I. et P. P., M. P. K., Mme A. K., M. P. Z., M. N. K., M. C. T., Mme I. P., Mme M. H., Mme I. K., Mme C. K., M. A. K., M. E. Z. et Mme C. T., avaient saisi la Commission le 7 novembre 1988 en vertu de l?article 25 (art. 25).
La demande de la Commission renvoie aux articles 44 et 48 (art. 44, art. 48) ainsi qu?? la d?claration grecque reconnaissant la juridiction obligatoire de la Cour (article 46) (art. 46). Elle a pour objet d?obtenir une d?cision sur le point de savoir si les faits de la cause r?v?lent un manquement de l??tat d?fendeur aux exigences de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1).
2. En r?ponse ? l?invitation pr?vue ? l?article 33 par. 3 d) du r?glement, les requ?rants ont manifest? le d?sir de participer ? l?instance et d?sign? leurs conseils (article 30).
3. La chambre ? constituer comprenait de plein droit M. N. Valticos, juge ?lu de nationalit? grecque (article 43 de la Convention) (art. 43), et M. R. Ryssdal, pr?sident de la Cour (article 21 par. 3 b) du r?glement). Le 29 mai 1992, celui-ci a tir? au sort le nom des sept autres membres, ? savoir MM. R. Bernhardt, F. G?lc?kl?, A. Spielmann, R. Pekkanen, J.M. Morenilla, F. Bigi et J. Makarczyk, en pr?sence du greffier (articles 43 in fine de la Convention et 21 par. 4 du r?glement) (art. 43).
4. Ayant assum? la pr?sidence de la chambre (article 21 par. 5 du r?glement), M. Ryssdal a consult? par l?interm?diaire du greffier l?agent du gouvernement grec (“le Gouvernement”), le d?l?gu? de la Commission et les conseils des requ?rants au sujet de l?organisation de la proc?dure (articles 37 par. 1 et 38). Conform?ment ? l?ordonnance rendue en cons?quence, le greffier a re?u le m?moire des requ?rants le 17 novembre 1992 et celui du Gouvernement le 20. Le 14 d?cembre, le secr?taire de la Commission l?a inform? que le d?l?gu? s?exprimerait en plaidoirie.
M. le pr?sident Ryssdal se trouvant emp?ch?, M. le vice-pr?sident Bernhardt l?a remplac? ? la t?te de la chambre (article 21 par. 5, second alin?a), et M. L. Wildhaber, suppl?ant, en qualit? de membre de celle-ci (articles 22 par. 1 et 24 par. 1).
5. Ainsi que l?avait d?cid? le pr?sident, qui avait autoris? les avocats des requ?rants ? plaider en grec (article 27 par. 3 du r?glement), l?audience s?est d?roul?e en public le 26 janvier 1993, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg. La chambre avait tenu auparavant une r?union pr?paratoire.
Ont comparu:
– pour le Gouvernement
MM. P. Georgakopoulos, assesseur
aupr?s du d?l?gu? de Conseil juridique de l??tat, agent,
V. Kondolaimos, conseiller
aupr?s du Conseil juridique de l??tat, conseil;
– pour la Commission
M. L. Louca?des, d?l?gu?;
– pour les requ?rants
Me G. V., avocat,
Me J. S., avocat et d?put?
au Parlement europ?en, conseils.
La Cour a entendu en leurs d?clarations, ainsi qu?en leurs r?ponses ? ses questions, M. Kondolaimos pour le Gouvernement, M. Loucaides pour la Commission, Mes V. et S. pour les requ?rants.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
6. Tous de nationalit? grecque, les requ?rants sont propri?taires et copropri?taires de terrains dans la r?gion d?Aghia Marina Loimikou, ? Marathon d?Attique. Le 16 mars 1963, l?Office grec du tourisme donna son accord pour la construction sur le site d?un ensemble h?telier; ? la demande des int?ress?s, un cabinet d?architectes am?ricain ?labora un projet.
A. Les actions en restitution des terrains litigieux
7. Par une loi du 20 ao?t 1967 (anagastikos nomos no 109, “la loi no 109/1967”), adopt?e quelques mois apr?s l??tablissement de la dictature, l??tat grec c?da au Fonds de la marine nationale (Tameio Ethnikou Stolou) un domaine de 1 165 000 m2 ? proximit? de la plage d?Aghia Marina.
Dix des requ?rants, propri?taires d?une partie du domaine (165 000 m2 environ), saisirent le procureur pr?s le tribunal de grande instance (Eissageleas Protodikon) d?Ath?nes, l?invitant ? prendre des mesures provisoires et “? r?tablir la situation initiale”.
Par trois ordonnances du 30 juillet 1968, le procureur accueillit les demandes: les terrains litigieux ne relevaient pas du domaine public forestier, mais constituaient des terres agricoles cultiv?es par leurs propri?taires. L?une des trois ordonnances fut cependant r?tract?e pour “manque d?urgence” par le procureur pr?s la cour d?appel d?Ath?nes, apr?s l?opposition form?e par le Fonds de la marine nationale.
Le 12 avril 1969, le ministre de l?Agriculture avisa le Quartier g?n?ral de la Marine nationale de l?impossibilit? de disposer d?une partie du domaine c?d? et de la n?cessit? de prendre des mesures ad?quates pour “le r?tablissement du droit”.
8. Toutefois, loin de restituer les terrains, la Marine nationale entreprit des travaux de construction d?une base navale et d?un lieu de vill?giature pour officiers. Un d?cret royal du 12 novembre 1969 (publi? au Journal officiel du 15 d?cembre 1969) classa toute la r?gion d?Aghia Marina Loimikou comme “forteresse navale”.
9. Apr?s la chute de la dictature en 1974, M. P. P., p?re des requ?rants I. et P. P., saisit le tribunal de grande instance d?Ath?nes d?une action en revendication de la propri?t? de trois terrains. Le tribunal statua le 28 f?vrier 1976: aux termes de son jugement (no 3031/1976), le demandeur avait effectivement acquis, en 1964, la propri?t? d?une superficie de 2 500 m2 par acte notari?; il ne s?agissait pas d??l?ments du domaine public forestier, mais de parcelles cultiv?es et poss?d?es successivement de bonne foi depuis 1890 par plusieurs particuliers; d?s lors, le Fonds de la marine nationale devait les restituer.
10. La cour d?appel d?Ath?nes confirma ce jugement le 31 d?cembre 1976 (arr?t no 8011/1976). Elle estima qu?en 1967, l??tat n?avait pas transf?r? la propri?t? des terrains litigieux car il ne poss?dait aucun titre et la pr?somption de propri?t? ne jouait qu?? l??gard des for?ts et non des terres agricoles.
11. Le Fonds de la marine nationale forma un pourvoi que la Cour de cassation (Areios Pagos) rejeta le 14 juin 1978 (arr?t no 775/1978): les ascendants de M. P. P. avaient acquis la propri?t? de ses terrains par usucapion et conform?ment au droit romano-byzantin applicable ? l??poque (en 1860).
12. Le 17 juillet 1978, M. P. P. signifia par huissier de justice les d?cisions susmentionn?es au Fonds de la marine nationale, en vue de leur ex?cution. Suivi d?un huissier, il se pr?senta le 28 septembre ? l?entr?e de la base navale et demanda l?ex?cution des d?cisions judiciaires, mais le commandant de la base leur refusa l?acc?s au motif qu?il avait des ordres dans ce sens et qu?il faudrait une autorisation du Quartier g?n?ral de la Marine nationale, lequel la refusa. Une d?marche engag?e aupr?s du procureur de la Cour de cassation n?aboutit pas non plus.
13. En ao?t 1977, M. K. et les autres requ?rants introduisirent deux actions en revendication des terrains litigieux devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes. L??tat intervint dans la proc?dure en faveur du Fonds de la marine nationale.
Par deux jugements avant dire droit de 1979 (nos 11903 et 11904/1979), le tribunal ordonna un compl?ment d?instruction. Il estima en outre n?cessaire de charger plusieurs experts d?examiner les titres de propri?t? poss?d?s par les requ?rants et le Fonds de la marine nationale et de d?poser, dans les cinq mois, un avis sur la question de savoir si lesdits terrains appartenaient aux plaignants ou relevaient du domaine forestier c?d? par la loi no 109/1967. Toutefois, la proc?dure demeura pendante.
B. La tentative de r?cup?ration en ?change de terrains d??gale valeur
14. Le 22 juillet 1980, le ministre de la D?fense nationale informa les requ?rants que l?installation de la base navale emp?chait la restitution des terrains litigieux mais qu?une proc?dure tendant ? l?octroi d?autres terrains, en remplacement de ceux occup?s par le Fonds de la marine nationale, se trouvait en cours.
15. Le 16 octobre 1980, le ministre de l?Agriculture invita la pr?fecture d?Attique de l?Est ? c?der aux int?ress?s des terrains d??gale valeur, qui seraient situ?s dans cette r?gion. Il pr?cisait que m?me si les d?cisions judiciaires d?j? rendues concernaient certains seulement des particuliers d?poss?d?s en 1967, les actions en justice ?ventuelles ou pendantes, introduites par d?autres propri?taires, conna?traient ? coup s?r une issue identique.
Nonobstant un d?cret du 19 juin 1981 r?glementant la construction immobili?re dans l?aire arch?ologique “Ramnoudos” de la vall?e de Loimiko – qui comprenait les terrains litigieux -, le Fonds de la marine nationale poursuivit, dans l?enceinte de la base navale, la construction d?un complexe h?telier.
16. Par une d?cision conjointe du 9 septembre 1981, les ministres de l??conomie, de l?Agriculture et de la D?fense nationale institu?rent une commission d?experts. Charg?e de s?lectionner certains terrains propos?s en ?change par le minist?re de l?Agriculture et d?en estimer la valeur, dont une parcelle ? Dionyssos d?Attique (paragraphe 27 ci-dessous), elle formula ses conclusions dans un rapport du 14 janvier 1982.
17. Une loi no 1341/1983, publi?e au Journal officiel du 30 mars 1983, reconnut express?ment, dans son article 10 (paragraphe 29 ci-dessous), que les particuliers revendiquant la propri?t? des terrains occup?s par le Fonds de la marine nationale pouvaient en demander d?autres en ?change, suivant la proc?dure de l?article 263 du code rural (paragraphe 30 ci- dessous); elle pr?voyait, ? cette fin, la v?rification des titres de propri?t? selon l?article 246 du m?me code.
Dans l?expos? des motifs, on pouvait lire:
“[L?]article [10] pr?voit la possibilit? de r?gler l?affaire des propri?t?s comprises dans le domaine (…) c?d? par la loi no 109/1967 au Fonds de la marine nationale.
Il s?agit d?une ?tendue de 165 000 m2 environ. Des particuliers la revendiquent. Certains d?entre eux ont engag? des actions devant les tribunaux civils et obtenu de la Cour de cassation une d?cision d?finitive qui les reconna?t comme propri?taires. Consid?rant que les autres affaires [pendantes] risquent d?aboutir au m?me r?sultat et que le paiement d?indemnit?s constituerait une solution d?savantageuse pour l?administration, il faudrait adopter un texte permettant [au restant des particuliers] de remplacer leurs propri?t?s par d?autres, relevant du domaine public et disponibles, sauf ? contr?ler au pr?alable leur qualit? de propri?taires.
(…)”
18. En vertu de ladite loi, les requ?rants saisirent la deuxi?me commission d?expropriation (Epitropi apallotriosseon) d?Ath?nes, compos?e du pr?sident du tribunal de grande instance d?Ath?nes et d?experts de l?administration. Par une d?cision no 17/1983, du 19 septembre 1983, elle reconnut leur droit de propri?t? sur une ?tendue de 104 018 m2. Elle releva ce qui suit:
“(…) il ressort des d?bats devant [elle], des ?crits et plaidoiries ainsi que des pi?ces du dossier, que les int?ress?s (…) poss?daient de bonne foi et de mani?re continue et r?guli?re, depuis des temps imm?moriaux jusqu?en 1967, une superficie de [160 000 m2] environ, sise ? Aghia Marina Loimikou (…); que la superficie pr?cit?e avait depuis longtemps re?u une affectation agricole, comme le prouv[aient] plusieurs ?l?ments (…)”
19. Le 8 d?cembre 1983, le Fonds de la marine nationale recourut contre cette d?cision devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes; l??tat grec se joignit ? lui en intervenant dans la proc?dure le 25 janvier 1984.
Par un jugement du 31 mai 1984 (no 1890), le tribunal de grande instance d?clara le recours irrecevable; d?apr?s lui, seuls l??tat ou les int?ress?s avaient qualit? pour agir contre ladite d?cision et non des tiers comme le Fonds de la marine nationale.
20. La cour d?appel d?Ath?nes confirma le jugement le 29 d?cembre 1986.
21. Le ministre de l??conomie introduisit un pourvoi que la Cour de cassation d?clara irrecevable le 8 janvier 1988 (arr?t no 5/1988), par les motifs suivants:
“(…) la loi no 1341/1983 a accord? ? des tiers (…), qui invoquent des droits de propri?t? sur l??tendue comprise dans celle, plus grande, c?d?e au Fonds de la marine nationale, la possibilit? de demander l??change de celle qu?ils revendiquent avec une autre d??gale valeur (…). L??change aura lieu conform?ment ? la proc?dure pr?vue aux paragraphes 3, 4 et 5 de l?article 263 du code rural, c?est-?-dire par d?cision du ministre de l?Agriculture, apr?s une proc?dure administrative devant une commission tripartite et conform?ment ? l?article 263 du code rural. (…) Afin d?assurer la r?alisation rapide et simple de cet ?change, le l?gislateur a donn? aux int?ress?s la possibilit? de suivre, pour faire reconna?tre [leur qualit? de propri?taire], la proc?dure simple et rapide de l?article 246 du code rural. En adoptant la disposition susmentionn?e de l?article 10 de la loi no 1341/1983, il n?a pas entendu permettre la solution du diff?rend qui risquerait de surgir si le Fonds de la marine nationale revendiquait contre des tiers la propri?t? sur l??tendue c?d?e par la loi no 109/1967, conform?ment ? l?article 246 du code rural. Le Fonds de la marine nationale devra suivre ? cette fin la proc?dure de droit commun. Cela ressort non seulement du libell? et de l?interpr?tation grammaticale de la disposition susmentionn?e (…), mais aussi de l?objectif fix? par le l?gislateur (…)
(…) En accordant aux seuls ?particuliers? (personnes physiques et morales) propri?taires de [ces] terrains (…) le droit de faire reconna?tre leur propri?t? (…), l?auteur de la loi n?a introduit aucune discrimination injustifi?e ? l??gard du Fonds de la marine nationale et ne l?a pas priv? de la protection judiciaire, car ce dernier conserve la possibilit?, en suivant la proc?dure de droit commun, d?obtenir la reconnaissance de son droit de propri?t?, qui ne lui servira pas cependant ? recevoir d?autres terrains car telle n?a pas ?t? la volont? du l?gislateur (…)”
Le 24 juin 1988, la Cour de cassation rejeta, par les m?mes motifs, le pourvoi que le Fonds de la marine nationale avait form? de son c?t? (arr?t no 1149/1988).
22. Le 25 juillet 1984, un nouveau d?cret ?tendit les limites g?ographiques de la “forteresse navale”.
En application de l?article 10 de la loi no 1341/1983, la pr?fecture de l?Attique de l?Est informa, le 11 septembre 1985, le minist?re de l?Agriculture et les requ?rants que certains des terrains propos?s en ?change faisaient l?objet d?un statut sp?cial de propri?t?; d?autres ?taient d?j? exploit?s, d?autres enfin prot?g?s par la l?gislation sur les for?ts.
En novembre 1987, le minist?re de l?Agriculture sugg?ra aux int?ress?s d?accepter des terrains situ?s dans le d?partement de Pierrie, ? 450 km d?Aghia Marina; il invita la pr?fecture de ce d?partement ? prospecter ? cette fin. Face au silence de l?administration, trois d?put?s interrog?rent au Parlement, en novembre 1988, les ministres de la D?fense nationale et de l?Agriculture sur les suites donn?es ? l?affaire. Par une lettre du 25 octobre 1990, la direction de l?Agriculture de Pierrie avoua son impuissance ? trouver des terrains appropri?s.
C. Les actions en dommages-int?r?ts
23. Le 2 d?cembre 1979, les requ?rants avaient engag? devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes, contre le Fonds de la marine nationale et l??tat grec repr?sent? par le minist?re de l??conomie, deux actions en dommages-int?r?ts pour la privation de l?usage de leur propri?t?. Par deux jugements du 21 juin 1985, le tribunal ajourna l?examen de l?affaire au motif que la v?rification des titres de propri?t? des demandeurs, ? l?exception de M. P. P., n??tait pas termin?e.
24. Auparavant, le Fonds de la marine nationale avait invit? le Corps des experts jur?s ? ?tablir la valeur des biens litigieux. L?expert nomm? recueillit aupr?s du troisi?me requ?rant, M. K., l?avis de tous les propri?taires concern?s sur les pi?ces et documents que lui avait communiqu?s le Fonds. Le 20 juin 1986, M. K. pria ce dernier de le renseigner sur la nature des pi?ces mises ? la disposition de l?expert. Le 10 mars 1987, le Fonds s?y refusa car “l?affaire rev?tait le caract?re d?une proc?dure interne, ce qui excluait l?intervention de tiers”.
25. Plusieurs autres actions en indemnit? ?chelonn?es jusqu?en 1991 furent ajourn?es par le tribunal de grande instance d?Ath?nes ou n?ont pas encore ?t? entendues, selon le cas.
D. Faits post?rieurs ? la d?cision de la Commission sur la recevabilit? de la requ?te
26. Le 29 octobre 1991, le minist?re de l??conomie demanda par ?crit ? la Soci?t? fonci?re de l??tat (Ktimatiki Etaireia tou Dimossiou) de trouver des terrains pouvant servir ? l??change propos?; il attira en outre son attention sur l?obligation, pour l??tat, de verser aux int?ress?s des montants exorbitants en cas d??chec de cette transaction. Dans sa r?ponse, la Soci?t? fonci?re de l??tat invoqua derechef le manque de terrains disponibles.
27. Par un acte no 131 du Conseil des ministres, publi? au Journal officiel du 17 octobre 1991, le conseil d?administration du Fonds de la D?fense nationale avait c?d? au minist?re de l??conomie la propri?t? de 470 000 m2 appartenant au camp militaire d?saffect? Dounis ? Dionyssos d?Attique, proche des terrains litigieux (paragraphe 16 ci-dessus). Destin?e ? la vente, cette superficie fut incorpor?e au plan cadastral de Dionyssos et baptis?e “quartier Semeli”. Le 31 mai 1992, la Soci?t? fonci?re de l??tat ins?ra des encarts publicitaires dans la presse.
Le 21 juillet 1992, l?avocat des requ?rants ?crivit ? la Soci?t? fonci?re de l??tat pour se renseigner sur la possibilit? d?attribuer ? ses clients le nouveau quartier; le lendemain, il adressa la m?me lettre ? tous les ministres comp?tents, au pr?sident du Conseil juridique de l??tat et au directeur du Fonds de la marine nationale. Jusqu?ici les int?ress?s n?ont pas re?u de r?ponse, sauf la copie d?une lettre de la direction du minist?re de l??conomie charg?e des biens publics ? la Soci?t? fonci?re de l??tat, la “(…) pri[ant] d?agir en raison de sa comp?tence et d?en informer le demandeur et les autres services publics qui s?occup[ai]ent de l?affaire”.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
A. La Constitution
28. Aux termes de l?article 17 de la Constitution grecque de 1952, applicable ? l??poque de l?adoption de la loi litigieuse:
“1. Nul n?est priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique d?ment prouv?e, dans les cas et suivant la proc?dure d?termin?s par la loi et toujours moyennant une indemnit? pr?alable et compl?te. L?indemnit? est toujours fix?e par les juridictions civiles; en cas d?urgence, elle peut aussi ?tre fix?e provisoirement par voie judiciaire, apr?s audition ou convocation de l?ayant droit, que le tribunal, ? sa discr?tion, peut obliger ? fournir un cautionnement correspondant ? celle-ci, selon les modalit?s pr?vues par la loi. Avant le paiement de l?indemnit? fix?e d?finitivement ou provisoirement, tous les droits du propri?taire restent intacts, l?occupation de la propri?t? n??tant pas permise.
(…)
4. Des lois sp?ciales r?glent les mati?res concernant les r?quisitions pour les besoins des forces arm?es en cas de guerre ou de mobilisation, ou pour parer ? une n?cessit? sociale imm?diate de nature ? mettre en danger l?ordre public ou la sant? publique.”
De son c?t?, l?article 17 de la Constitution de 1975, actuellement en vigueur, dispose:
“1. La propri?t? est plac?e sous la protection de l??tat. Les droits qui en d?rivent ne peuvent toutefois s?exercer au d?triment de l?int?r?t g?n?ral.
2. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t?, si ce n?est pour cause d?utilit? publique, d?ment prouv?e, dans les cas et suivant la proc?dure d?termin?s par la loi et toujours moyennant une indemnit? pr?alable compl?te. Celle-ci doit correspondre ? la valeur que la propri?t? expropri?e poss?de le jour de l?audience sur l?affaire concernant la fixation provisoire de l?indemnit? par le tribunal. Dans le cas d?une demande visant ? la fixation imm?diate de l?indemnit? d?finitive, est prise en consid?ration la valeur que la propri?t? expropri?e poss?de le jour de l?audience du tribunal sur cette demande.
3. Il n?est pas tenu compte du changement ?ventuel de la valeur de la propri?t? expropri?e survenu apr?s la publication de l?acte d?expropriation et exclusivement en raison de celle-ci.
4. L?indemnit? est toujours fix?e par les tribunaux civils; elle peut m?me ?tre fix?e provisoirement par voie judiciaire, apr?s audition ou convocation de l?ayant droit, que le tribunal peut, ? sa discr?tion, obliger ? fournir une caution analogue avant l?encaissement de l?indemnit?, selon les dispositions de la loi.
Jusqu?au versement de l?indemnit? d?finitive ou provisoire, tous les droits du propri?taire restent intacts, l?occupation de sa propri?t? n??tant pas permise.
L?indemnit? fix?e doit ?tre vers?e au plus tard dans un d?lai d?un an et demi apr?s la publication de la d?cision fixant l?indemnit? provisoire; dans le cas d?une demande de fixation imm?diate de l?indemnit? d?finitive, celle-ci doit ?tre vers?e au plus tard dans un d?lai d?un an et demi apr?s la publication de la d?cision du tribunal fixant l?indemnit? d?finitive, faute de quoi l?expropriation est lev?e de plein droit.
L?indemnit?, en tant que telle, n?est soumise ? aucune imposition, taxe ou retenue.
5. La loi fixe les cas o? il y a lieu d?accorder obligatoirement un d?dommagement aux ayants droit, pour la perte de revenus provenant de la propri?t? immobili?re expropri?e, jusqu?au jour du paiement de l?indemnit?.
6. Dans les cas d?ex?cution de travaux d?utilit? publique ou d?un int?r?t plus g?n?ral pour l??conomie du pays, la loi peut permettre l?expropriation au profit de l??tat de zones plus vastes, se trouvant en dehors des terrains n?cessaires ? l?ex?cution des travaux. Cette m?me loi fixe les conditions et les termes d?une telle expropriation ainsi que les modalit?s de la disposition ou de l?utilisation, aux fins publiques ou d?utilit? publique en g?n?ral, des terrains expropri?s qui ne sont pas n?cessaires pour l?ex?cution du travail envisag?.
(…)”
B. La loi no 1341/1983 du 30 mars 1983
29. D?apr?s l?article 10 de la loi no 1341/1983,
“Les terrains sur lesquels des tiers font valoir des droits de propri?t? et qui font partie de la superficie sise ? Aghia Marina Loimikou – d?Attique, qui fut c?d?e au Fonds de la marine nationale en vertu de l?acte l?gislatif 109/1967 (…), peuvent, sur demande des int?ress?s, faire l?objet d?un ?change avec des terrains d??gale valeur, destin?s ? l?usage public (koinohristes) ou disponibles suivant la l?gislation relative ? l?occupation des sols, et conform?ment ? la proc?dure pr?vue aux paragraphes 3, 4 et 5 de l?article 263 du code rural.
Pour faire reconna?tre leurs droits de propri?t? sur lesdits terrains, les int?ress?s peuvent suivre la proc?dure pr?vue ? l?article 246 du code rural (…)”
C. Le code rural
30. Les paragraphes pertinents des articles 246 et 263 du code rural se lisent ainsi:
Article 246 (modifi? par l?article 27 de la loi no 3194/1955)
“Reconnaissance de titre de propri?t?
1. La Commission d?expropriation comp?tente, lorsqu?elle est saisie par les int?ress?s, se prononce sur les titres de propri?t? des terrains expropri?s conform?ment ? la loi 4857 et ? l?article 242 du pr?sent code.
Dans un d?lai p?remptoire de trois mois ? compter de la notification de la d?cision, l??tat, ainsi que les int?ress?s, peuvent attaquer celle-ci devant le tribunal de grande instance territorialement comp?tent, qui statue en dernier ressort selon la proc?dure pr?vue aux articles suivants.
2. Les jugements rendus par les tribunaux de grande instance avant l?entr?e en vigueur de la pr?sente loi, et conform?ment ? l?article 246 du code rural, sont susceptibles d?appel dans un d?lai p?remptoire d?un an ? compter de l?entr?e en vigueur de la pr?sente loi, devant la cour d?appel territorialement comp?tente (…)
(…)”
Article 263
“(…)
4. Les personnes reconnues propri?taires de terrains expropri?s sont invit?es par le ministre de l?Agriculture (…) ? d?poser une attestation notari?e par laquelle elles d?clarent accepter l??change de terrains op?r? selon le paragraphe pr?c?dent et renoncer ? toute demande d?indemnit?.
5. L?attribution susmentionn?e de terrains publics, communaux ou coop?ratifs s?op?rera par d?cision du ministre de l?Agriculture, tenant lieu de titre de propri?t? et sujette ? inscription au registre foncier.
(…)”
PROCEDURE DEVANT LA COMMISSION
31. Les requ?rants ont saisi la Commission le 7 novembre 1988. Ils invoquaient l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1): l?occupation de leurs terrains, depuis 1967, par le Fonds de la marine nationale serait ill?gale et ils n?auraient pu ? ce jour ni disposer de leurs biens ni recevoir une indemnit?.
32. La Commission a retenu la requ?te (no 14556/89) le 5 mars 1991. Dans son rapport du 9 avril 1992 (article 31) (art. 31), elle conclut ? l?unanimit? ? la violation de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1). Le texte int?gral de son avis et des deux opinions concordantes dont il s?accompagne figure en annexe au pr?sent arr?t*.
CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR
33. Les requ?rants demandent
“que l??tat grec soit oblig? de reconna?tre [leur] propri?t? ou copropri?t? sur la superficie mentionn?e (…) et la part de chacun d?entre [eux], exprim?e en m2; qu?il soit oblig? de restituer ? chacun d?entre [eux] cette terre, telle qu?elle est not?e dans la d?cision no 17/1983 de la Commission d?expropriation d?Ath?nes.
Autrement, que l??tat grec soit oblig? de [leur] verser, ? titre d?indemnit?, la somme de 11 639 547 000 drachmes, somme qui sera distribu?e ? chacun d?entre [eux] selon sa part en tant que propri?taire ou copropri?taire.
Cette somme sera vers?e ? int?r?t l?gal, fix? par la loi grecque, ? compter du jour o? [la] d?cision [de la Cour] sera publi?e et jusqu?au jour du paiement.”
34. Pour sa part, le Gouvernement invite la Cour ? “rejeter en entier la requ?te de I. P. et des treize autres int?ress?s contre la R?publique hell?nique”.
EN DROIT
I. SUR LES EXCEPTIONS PRELIMINAIRES DU GOUVERNEMENT
35. Le Gouvernement all?gue que les requ?rants, sauf les h?ritiers de M. P. P., ne peuvent se pr?tendre “victimes” au sens de l?article 25 par. 1 (art. 25-1); ils n?auraient pas non plus ?puis? les voies de recours internes comme l?exige l?article 26 (art. 26). Sur l?un et l?autre point, il tire argument de ce que leurs actions en revendication demeurent pendantes devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes (paragraphe 13 ci-dessus).
36. Les deux exceptions pr?liminaires dont il s?agit se heurtent ? la forclusion. En effet, le Gouvernement n?avait pas du tout pr?sent? la premi?re devant la Commission. Quant ? la seconde, il ne l?avait formul?e que pour les proc?dures d?indemnisation (paragraphes 23-25 ci-dessus); le d?l?gu? le rel?ve ? juste titre.
II. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 (P1-1)
37. Selon les int?ress?s, l?occupation ill?gale de leurs terrains par le Fonds de la marine nationale depuis 1967 a enfreint l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1), ainsi libell?:
“Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes.”
Le Gouvernement combat cette th?se, tandis que la Commission y souscrit.
38. Le Gouvernement conteste aux int?ress?s – hormis les h?ritiers de M. P. P. – la qualit? de propri?taires, car aucune d?cision judiciaire ne la leur aurait encore reconnue et la proc?dure engag?e par eux en 1977 n?aurait toujours pas abouti (paragraphe 13 ci-dessus). Il leur impute la responsabilit? de ce retard, qu?il attribue ? leur refus de faciliter la r?alisation de l?expertise ordonn?e en 1979 (paragraphe 13 ci-dessus).
39. La Cour ne partage pas cette opinion.
D?s 1968, le procureur pr?s le tribunal de grande instance d?Ath?nes accueillit les demandes de mesures provisoires formul?es par certains requ?rants (paragraphe 7 ci-dessus). D?autre part, le ministre de l?Agriculture, dans sa lettre du 12 avril 1969, invita le Quartier g?n?ral de la marine nationale ? prendre les dispositions ad?quates pour “le r?tablissement du droit”. Enfin, l?attitude des autorit?s durant l?ann?e 1980 (paragraphes 14-15 ci-dessus) et surtout l?adoption de la loi no 1341/1983 (paragraphe 17 ci-dessus), ainsi que la d?cision de la deuxi?me commission d?expropriation d?Ath?nes (paragraphe 18 ci-dessus), militent en faveur de la th?se des int?ress?s.
Pour les besoins du pr?sent litige, il y a donc lieu de consid?rer ces derniers comme propri?taires des terrains en cause.
40. L?atteinte all?gu?e par les requ?rants a commenc? en 1967, avec l?adoption de la loi no 109/1967 (paragraphe 7 ci-dessus). A l??poque, la Gr?ce avait d?j? ratifi? la Convention et le Protocole no 1 (P1), le 28 mars 1953; ils ?taient entr?s en vigueur ? son ?gard le 3 septembre 1953 pour la premi?re et le 18 mai 1954 pour le second. Elle les d?non?a le 12 d?cembre 1969, avec effet au 13 juin 1970 (article 65 par. 1 de la Convention) (art. 65-1), mais sans se trouver pour autant d?gag?e des obligations r?sultant d?eux “en ce qui concerne tout fait qui, pouvant constituer une violation de ces obligations, aurait ?t? accompli par elle” auparavant (article 65 par. 2) (art. 65-2); elle les ratifia derechef le 28 novembre 1974, apr?s l?effondrement de la dictature militaire issue du coup d??tat d?avril 1967.
Sans doute la Gr?ce ne reconnut-elle la comp?tence de la Commission en mati?re de requ?tes “individuelles” (article 25) (art. 25) que le 20 novembre 1985, et seulement pour les actes, d?cisions, faits ou ?v?nements post?rieurs ? cette date (Annuaire de la Convention, volume 28, p. 10), mais le Gouvernement n?a invoqu? ? ce sujet en l?esp?ce aucune exception pr?liminaire et la question n?appelle pas un examen d?office. La Cour se borne ? noter que les griefs des int?ress?s ont trait ? une situation continue, qui subsiste ? l?heure actuelle.
41. L?occupation des terrains litigieux par le Fonds de la marine nationale a repr?sent? une ing?rence manifeste dans la jouissance du droit des requ?rants au respect de leurs biens. Elle ne relevait pas de la r?glementation de l?usage de biens, au sens du second alin?a de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1). D?autre part, les int?ress?s n?ont pas subi d?expropriation formelle: la loi no 109/1967 n?a pas transf?r? la propri?t? desdits terrains au Fonds de la marine nationale.
42. La Convention visant ? prot?ger des droits “concrets et effectifs”, il importe de d?terminer si la situation incrimin?e n??quivalait pas n?anmoins ? une expropriation de fait, comme le pr?tendent les requ?rants (voir, entre autres, l?arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 24, par. 63).
43. Il ?chet de rappeler que le Fonds de la marine nationale s?empara en 1967, en vertu d?une loi ?dict?e par le gouvernement militaire d?alors, d?un large domaine qui comprenait les terrains des int?ress?s; il y ?tablit une base navale ainsi qu?un lieu de vill?giature pour les officiers et leurs familles.
A partir de cette date, les requ?rants ne purent ni user de leurs biens, ni les vendre, les l?guer, les donner ou les hypoth?quer; M. P. P., le seul qui e?t obtenu une d?cision judiciaire d?finitive enjoignant ? la Marine nationale de lui rendre sa propri?t?, se vit m?me refuser l?acc?s ? celle-ci (paragraphes 11-12 ci-dessus).
44. La Cour note pourtant que les autorit?s avaient attir? l?attention de la Marine nationale, d?s 1969, sur l?impossibilit? de disposer d?une partie du domaine (paragraphe 7 ci-dessus). Apr?s le r?tablissement de la d?mocratie, elles cherch?rent des moyens propres ? r?parer le pr?judice caus? aux int?ress?s. Ainsi, elles pr?conisaient en 1980 sinon de restituer lesdits terrains, du moins de les ?changer contre d?autres, d??gale valeur (paragraphes 15-16 ci-dessus). Cette initiative conduisit au vote de la loi no 1341/1983, destin?e ? r?gler au plus vite, selon les termes m?mes de l?arr?t de la Cour de cassation du 8 janvier 1988, le probl?me cr?? en 1967 (paragraphe 21 ci-dessus). La deuxi?me commission d?expropriation d?Ath?nes les ayant tous reconnus propri?taires en 1983 (paragraphes 18-21 ci-dessus), les requ?rants aspiraient depuis lors ? l?attribution des terrains promis. Toutefois, ni ceux d?Attique ni ceux de Pierrie ne purent faire l?objet de l?op?ration projet?e (paragraphe 22 ci- dessus); les requ?rants essay?rent de r?cup?rer, en 1992, une partie du “quartier Semeli”, mais cette d?marche n?aboutit pas davantage (paragraphe 27 ci-dessus).
45. La Cour estime que la perte de toute disponibilit? des terrains en cause, combin?e avec l??chec des tentatives men?es jusqu?ici pour rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que les int?ress?s aient subi une expropriation de fait incompatible avec leur droit au respect de leurs biens.
46. En conclusion, il y a eu et il y a violation de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 50 (art. 50) DE LA CONVENTION
47. Aux termes de l?article 50 (art. 50),
“Si la d?cision de la Cour d?clare qu?une d?cision prise ou une mesure ordonn?e par une autorit? judiciaire ou toute autre autorit? d?une Partie Contractante se trouve enti?rement ou partiellement en opposition avec des obligations d?coulant de la (…) Convention, et si le droit interne de ladite Partie ne permet qu?imparfaitement d?effacer les cons?quences de cette d?cision ou de cette mesure, la d?cision de la Cour accorde, s?il y a lieu, ? la partie l?s?e une satisfaction ?quitable.”
48. A titre principal, les requ?rants sollicitent la restitution des terrains litigieux et une indemnit? de 17 459 080 000 drachmes pour privation de jouissance; ils entendent recevoir en outre, en cas de non-restitution, une somme correspondant ? la valeur actuelle de leurs propri?t?s, ? savoir, selon leurs estimations, 11 639 547 000 drachmes. Ils semblent revendiquer de surcro?t 6 milliards de drachmes, ? raison de l??norme pr?judice moral que leur aurait caus? pendant vingt-cinq ans le comportement arbitraire de l??tat. Ils r?clament enfin, au total, plus de 2 milliards de drachmes du chef de leur frais et d?pens devant les juridictions nationales et devant les organes de la Convention.
Le Gouvernement conteste le mode de calcul des int?ress?s; il le trouve “arbitraire et tout ? fait illogique”. Il souligne que s?ils obtenaient gain de cause devant la Cour europ?enne, l?arsenal juridique grec leur offrirait une s?rie de recours efficaces qui leur permettraient de se faire indemniser de la perte de leurs propri?t?s ou de l?usage de celles-ci. Quant ? leurs pr?tentions pour dommage moral, il les estime d?pourvues de tout fondement car ils auraient eux-m?mes abandonn? les proc?dures judiciaires qu?ils avaient engag?es devant les tribunaux grecs. Enfin, il qualifie d”hypoth?tiques” les frais et d?pens dont ils exigent le remboursement.
Le d?l?gu? de la Commission, lui, consid?re que les ?l?ments fournis par le Gouvernement et les requ?rants ne constituent pas une base fiable pour l??valuation exacte du pr?judice souffert par les seconds; aucune des m?thodes de calcul employ?es ? cette fin ne lui para?t satisfaisante. Il invite d?s lors la Cour ? r?server la question et ? ordonner une expertise; si toutefois elle souhaitait statuer par un seul arr?t sur l?existence d?un manquement et sur la satisfaction ?quitable, il proposerait d?allouer un montant de 620 775 840 drachmes, plus les frais et d?pens.
49. Dans les circonstances de la cause, la Cour estime que la question de l?application de l?article 50 (art. 50) ne se trouve pas en ?tat, de sorte qu?il ?chet de la r?server en tenant compte de l??ventualit? d?un accord entre l??tat d?fendeur et les requ?rants (article 54 paras. 1 et 4 du r?glement).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, A L?UNANIMITE,
1. D?clare le Gouvernement forclos ? exciper du d?faut de la qualit? de victime dans le chef des requ?rants, ainsi que du non-?puisement des voies de recours internes;
2. Dit qu?il y a eu et il y a violation de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1);
3. Dit que la question de l?application de l?article 50 (art. 50) de la Convention ne se trouve pas en ?tat; en cons?quence,
a) la r?serve en entier;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui communiquer, dans les deux mois, les noms et qualit?s d?experts choisis d?un commun accord pour ?valuer les terrains litigieux et ? lui donner connaissance le cas ?ch?ant, dans les huit mois suivant l?expiration de ce d?lai, de tout r?glement amiable qu?ils viendraient ? conclure avant pareille ?valuation;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue ? son pr?sident le soin de la fixer en temps voulu.
Fait en fran?ais et en anglais, puis prononc? en audience publique au Palais des Droits de l?Homme, ? Strasbourg, le 24 juin 1993.
Rudolf BERNHARDT
Pr?sident
Marc-Andr? EISSEN
Greffier
 L’affaire porte le n? 18/1992/363/437. Les deux premiers chiffres en indiquent le rang dans l’ann?e d’introduction, les deux derniers la place sur la liste des saisines de la Cour depuis l’origine et sur celle des requ?tes initiales (? la Commission) correspondantes.

 Tel que l’a modifi? l’article 11 du Protocole n? 8 (P8-11), entr? en vigueur le 1er janvier 1990.

 Note du greffier: pour des raisons d’ordre pratique il n’y figurera que dans l’?dition imprim?e (volume 260-B de la s?rie A des publications de la Cour), mais on peut se le procurer aupr?s du greffe.

MALONE v. THE UNITED KINGDOM JUGDMENT

ARR?T PAPAMICHALOPOULOS ET AUTRES c. GR?CE

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A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 21/06/2024