AFFAIRE LAWLESS c. IRLANDE (N? 3) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE LAWLESS c. IRLANDE (N? 3)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 05, 15, 06, 07, 17, P7-1
Numero: 332/57/1961/
Stato: Irlanda
Data: 1961-07-01 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Domanda di procedimento respinta; Non-violazione dell’art. 7
CORTE (CAMERA)
CAUSA LAWLESS C. Irlanda (No). 3,
( Richiesta no 332/57)
SENTENZA
STRASBURGO
01 luglio 1961

Nella causa “Lawless”,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente alle disposizioni dell’articolo 43 (art. 43) della Convenzione di Salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (denominata qui di seguito “la Convenzione”), e degli articoli 21 e 22 dell’Ordinamento della Corte, in una Camera composta da:
Il Sig. R. CASSIN, Presidente,
e di Sigg.. G. MARIDAKIS
E. RODENBOURG
R. McGONIGAL, membro d? ufficio
G. BALLADORE PALLIERI
E. ARNALDS
K.F. ARIK, Giudici,
P. MODINOS, Cancelliere,
rende la seguente sentenza:
PROCEDIMENTO
1. La presente causa ? stata sottoposta alla Corte, il 13 aprile 1960, tramite una richiesta della Commissione europea dei Diritti dell’uomo (denominata qui di seguito “la Commissione”) in data del 12 aprile 1960, richiesta alla quale era unita il rapporto stabilito dalla Commissione conformemente all’articolo 31 (art. 31) della Convenzione. La causa si riferisce alla richiesta introdotta dinnanzi alla Commissione, in virt? dell’articolo 25 (art. 25,)della Convenzione, da G.R. L., cittadino della Repubblica di Irlanda, contro il Governo di questo Stato.
2. Delle eccezioni preliminari e domande di procedimento erano state sollevate nella presente causa tanto dalla Commissione che dal Governo irlandese, Parte. La Corte ha deliberato su queste domande con sentenza del 14 novembre 1960.
Il procedimento come si era svolto fino a questa data si trova esposto in suddetta sentenza.
3. A seguito di suddetta sentenza, il Presidente della Camera, con ordinanza del 14 novembre 1960, ha fissato al 16 dicembre 1960 il termine del termine in che i Delegati della Commissione avevano per depositare la loro memoria, ed al 5 febbraio 1961 il termine del termine per il deposito del contro-esposto del Governo irlandese.
Conformandosi a suddetta ordinanza, la Commissione ha depositato il 16 dicembre 1960 una “Esposizione concernente il contro-esposto (?merito della causa”) che, il 19 dicembre 1960, ? stato comunicato al Governo irlandese, Parte. Il 3 febbraio 1961, dunque anche prima della scadenza del termine che gli era stato assegnato a questo effetto, il Governo irlandese ha depositato un documento intitolato “Osservazioni del Governo irlandese sull’esposizione della Commissione europea dei Diritti dell’uomo del 16 dicembre 1960.” Questo documento ? stato comunicato ai Delegati della Commissione il 7 febbraio 1961, data a partire dalla quale la causa si trovava dunque in Stato per l’esame sul merito.
Prima dell’apertura del procedimento orale, il Delegato principale della Commissione ha fatto conoscere alla Corte, con lettera indirizzata al Cancelliere, il 14 marzo 1961, il punto di vista dei Delegati della Commissione su certi problemi sollevati dal Governo irlandese nel suo documento del 3 febbraio 1961. La lettera del 14 marzo 1961 la cui copia ? stata indirizzata al Governo irlandese, ? stata versata anche alla pratica della causa.
4. Un’udienza pubblica ? stata tenuta a Strasburgo il 7, 8, 10 e 11 aprile 1961 alla quale ? comparso,:
– per la Commissione:
Sir Humphrey Waldock, Presidente della Commissione,
delegato principale,
Il Sig. C. Th. Eustathiades, Vicepresidente,
e
Il Sig. S. Petren, Membro della Commissione,
delegati collaboratori,
– per il Governo irlandese, Parte:
Il Sig. A. O’Keeffe, Pubblico ministero-generale dell’Irlanda,agendo in qualit? di agente,
assistito da:
SIGG.. S. Morrissey, Avvocato, Consulente Legale,
Ministero delle Cause estere,
A.J. Hederman, Avvocato,consigliere,
e dai:
SIGG.. D. O’Donovan, Capo Procuratore legale di Stato,
P. Berry, Assistente Segretario -generale,Dipartimento di Giustizia.
5. Prima di abbordare il merito della causa, Sir Humphrey Waldock, Delegato principale della Commissione, ha sollevato certi problemi di procedimento e preso, a questo riguardo, le seguenti conclusioni:
“Piaccia alla Corte di decidere che i Delegati della Commissione sono in diritto:
(a) di considerare come facenti parte del procedimento della causa le osservazioni scritte del richiedente sul rapporto della Commissione che sono riprodotte ai paragrafi 31 a 49 dell’esposizione della Commissione del 16 dicembre 1960, cos? come ? indicato alla pagina 15 della sentenza della Corte del 14 novembre 1960;
(b) di fare conoscere alla Corte le considerazioni del richiedente sulle domande private che sorgono durante i dibattimenti, cos? come ? indicato alla pagina 15 della sentenza della Corte del 14 novembre 1960;
(c) di considerare la persona designata dal richiedente come essendo a loro disposizione per prestar loro ogni assistenza che giudicheranno adeguata sollecitare, per fare conoscere alla Corte il punto di vista del richiedente sulle domande private che sorgono durante i dibattimenti.”
Il Sig. A. O’Keeffe, agendo come agente del Governo irlandese, ha dichiarato che si rimetteva alla saggezza della Corte.
6. Su questo incidente di procedimento, la Corte ha reso, il 7 aprile 1961, la seguente sentenza,:
“La Corte,
Visto le conclusioni presentate dai Delegati della Commissione europea dei Diritti dell’uomo all’udienza del 7 aprile 1961;
Dando atto all’agente del Governo irlandese che non desidera concludere sull’incidente;
Considerando che nella sua sentenza del 14 novembre 1960 la Corte ha dichiarato che a questo stadio del procedimento non c’era luogo di autorizzare la Commissione a trasmetterle le osservazioni scritte del richiedente sul rapporto della Commissione;
Considerando d?altra parte che la Corte ha riconosciuto gi? alla Commissione in suddetta sentenza di cui solo la versione francese fa fede, la facolt? di fare Stato dinnanzi a lei, sotto la sua propria responsabilit?, delle considerazioni del richiedente in quanto elemento proprio per illuminare la Corte;
Considerando che questa latitudine della Commissione si estende ad ogni altra considerazione che la Commissione avrebbe raccolto dal richiedente nel corso del procedimento dinnanzi alla Corte;
Considerando, peraltro, che la Commissione dispone di piena libert? in quanto alla scelta dei metodi con i quali intende stabilire il contatto col richiedente e fornire a questo l’occasione di farle conoscere i suoi punti di vista; che le ? in particolare lecito di chiedere al richiedente di designare una persona che sia a disposizione di questi delegati; che non risulta da questo fatto che la persona in questione abbia un locus standi in judicio;
Per questi motivi,
Decide all’unanimit?:
In quanto alle conclusioni sub litt. (a) che non c’? luogo, nello stato reale, di considerare le osservazioni scritte del richiedente riprodotte ai paragrafi 31 a 49 dell’esposizione della Commissione del 16 dicembre 1960 come facenti parte integrante del procedimento della causa,;
In quanto al capo sub litt. (b), che la Commissione ha ogni latitudine di fare Stato, durante i dibattimenti e nella misura in cui li giudica adeguati ad illuminare la Corte, delle considerazioni del richiedente relative o al rapporto, o ad ogni domanda privata che ? sorta dal momento del suo deposito;
In quanto al capo sub litt. (c), che spettava alla Commissione, dal momento che lo giudicava utile, di invitare il richiedente a mettere una persona a sua disposizione e ci? sotto le riserve indicate pi? alto.”
7. In seguito la Corte ha sentito nelle loro dichiarazioni, risposte e conclusioni a proposito delle domande di fatto e di diritto sul merito della causa, per la Commissione,: Sir Humphrey Waldock, Delegato principale; per il Governo irlandese: Il Sig. A. O’Keeffe, Attorney-generale, che agisce come agente.
I FATTI
I
1. La domanda della Commissione – alla quale si trova unito il rapporto stabilito dalla Commissione conformemente alle disposizioni dell’articolo 31( art. 31) della Convenzione – ha per oggetto di sottoporre la causa G.R. Lawless alla Corte, affinch? questa possa decidere se i fatti della causa rivelano o no, da parte del Governo irlandese, una violazione degli obblighi che gli incombono sui termini della Convenzione.
Cos? come risulta dalla domanda e dall’esposto della Commissione, G.R. L. adduce nella sua richiesta una violazione della Convenzione al suo riguardo, da parte delle autorit? della Repubblica dell’Irlanda, a causa della sua detenzione senza giudizio dal 13 luglio al 11 dicembre 1957 in un campo di detenzione militare, situato sul territorio della Repubblica dell’Irlanda, in esecuzione di un’ordinanza presa dal ministro della Giustizia in virt? dell’articolo 4 della Legge no 2, del 1940, che modificava la Legge del 1939 relativa agli attentati alla sicurezza dello stato.
2. I fatti della causa, come risultano dal rapporto della Commissione, dalle memorie, brani e documenti sottomessi alla Corte cos? come dalle dichiarazioni fatte tanto dalla Commissione che dal Governo irlandese, durante il procedimento orale dinnanzi alla Corte,sono essenzialmente i seguenti:
3. G.R. L., nato nel 1936, ? manovale in un’impresa di costruzioni. Ha la sua residenza abituale a Dublino (Irlanda).
4. G.R. L. ha riconosciuto dinnanzi alla Commissione essere diventato membro dell’I.R.A (“Irish Republican Army” / “Esercito repubblicano irlandese”) nel gennaio 1956. Secondo le sue proprie dichiarazioni, si sarebbe staccato dall’I.R.A nel giugno 1956, ed nel dicembre 1956, da un gruppo dissidente dell’I.R.A.
II
5. Ai termini del trattato che ha portato la creazione dello stato libero di Irlanda, firmato il 6 dicembre 1921 tra il Regno Unito e gli stati liberi dell’Irlanda, sei Contee situate nel nord dell’isola irlandese sono state mantenute sotto la sovranit? britannica.
6. Durante il periodo che ? trascorso dalla creazione dello stato libero dell’Irlanda, dei gruppi armati si sono costituiti a pi? riprese sotto il nome d ‘ “Esercito repubblicano irlandese” (I.R.A), nello scopo confessato di abbandonarsi alle attivit? terroristiche per mettere un termine alla sovranit? che la Gran Bretagna esercita sull’Irlanda del Nord. Le attivit? di questi gruppi hanno preso delle proporzioni tali che la legislazione ordinaria non permetteva pi? di garantire una repressione efficace. Il legislatore ha dunque, a pi? riprese, conferito al Governo dei poteri speciali che permettono a questo di fare fronte alla situazione creata da queste attivit? illegali; nel numero di questi poteri viene talvolta contemplato il diritto di detenzione senza giudizio.
Il 29 dicembre 1937, ? stata promulgata la Costituzione attualmente in vigore nella Repubblica dell’Irlanda. Nel maggio 1938, tutte le persone detenute per i reati politici sono state liberate.
Quando la situazione politica in Europa lasciava contemplare lo scoppio della guerra, l’I.R.A. ha ripreso le sue attivit? e ha perpetrato dei nuovi atti di violenza sul territorio della Repubblica dell’Irlanda.
All’inizio del 1939, l’I.R.A ha pubblicato dei documenti che ha intitolato “dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna.” ? in seguito a questa dichiarazione che l’I.R.A ha intensificato, a partire dal territorio della Repubblica dell’Irlanda, i suoi atti di violenza sul territorio britannico.
7. Per fare fronte alla situazione creata dall’attivit? dell’I.R.A, il Parlamento della Repubblica dell’Irlanda ha adottato una legge relativa agli attentati alla sicurezza dello stato (“Offences against the State Act, 1939”) che ? entrata in vigore il 14 giugno 1939.
III
8. La Legge del 1939 d?, nel suo titolo II, una definizione delle “attivit? pregiudizievoli al mantenimento della pace e dell’ordine pubblico o alla sicurezza dello stato.” Contempla, nel suo titolo III, delle disposizioni relative alle organizzazioni per cui le attivit? ricadono sotto l’influenza della legge e che, per questo fatto, possono essere dichiarate tramte Ordinanza del Governo “Organizzazioni illegali.” A questo argomento, la Legge di 1939 prescrive nel suo articolo 21:
Articolo 21:
“(1) ? vietato ad ogni persona fare parte di un’organizzazione illegale;
(2) ogni membro di un’organizzazione illegale contraria al presente articolo si rende colpevole di un’infrazione alle disposizioni del presente articolo e ? passibile;
(a) o, dopo constatazione, di una multa di 50 sterlinei al massimo o, a discrezione del tribunale, di una pena di detenzione di tre mesi al massimo o di entrambe queste due pene;
(b) o, dopo giudizio su imputazione, di una pena di detenzione di due anni al massimo.”
Il titolo IV della Legge di 1939 contiene delle disposizioni diverse sulla soppressione delle attivit? illegali, tra altri, all’articolo 30, la seguente disposizione sull’arresto e la detenzione di persone sospettate di essere implicate nelle attivit? illegali:
Articolo 30:
“(1) ogni membro della Garda Siochana (se non ? in uniforme, su presentazione della sua carta di identit? se gli viene richiesta) pu? senza incarico intimare ad ogni persona l’ordine di fermarsi, perquisirla, interrogarla e metterla in Stato di arresto o eseguire una o pi? di queste misure al riguardo di ogni persona che sospetta di avere commesso o di essere sul punto di commettere un’infrazione o di essere o di essere stata implicata nella perpetrazione di un’infrazione ad ogni articolo o paragrafo della presente legge, o di un atto qualificato come reato ai fini del parte V della presente legge, o che sospetta di essere portatore di un documento che ha tratto alla perpetrazione o al tentativo di perpetrazione di una qualsiasi delle infrazioni menzionate sopra.
(2) ogni membro della Garda Siochana (se non ? in uniforme su presentazione della sua carta di identit? se gli viene richiesta), ? abilitato, nell’esercizio di uno qualsiasi dei poteri contemplati al paragrafo precedente, per fermare e perquisire, avvalendosi all’occorrenza della forza, ogni veicolo o nave, barca o altro vascello che sospetta di trasportare una persona che suddetto paragrafo l’autorizza a arrestare senza incarico.
(3) ogni persona arrestata in applicazione del presente articolo pu? essere condotta ad una stazione della Garda Siochana, una prigione o ogni altro luogo adatto a questo fine, per essere detenuta durante le 24 a contare del momento del suo arresto e pu?, su ordine di un ufficiale della Garda Siochana che occupi almeno il posto di Commissario principale, rimanervi detenuta per un nuovo termine di 24 ore.
(4) ogni persona detenuta in applicazione del paragrafo precedente pu?, in ogni momento durante la sua detenzione, essere incolpata di un’infrazione e portata o dinnanzi al Tribunale del Distretto, o dinnanzi ad una Corte criminale speciale, o essere messa in libert? per ordine di un ufficiale della Garda Siochana e deve, se non ? cos? incolpata essere messa in libert?, o deve essere liberata alla scadenza del periodo di detenzione autorizzata da suddetto paragrafo.
(5) ogni membro della Garda Siochana pu? prendere, al riguardo di una persona detenuta in applicazione del presente articolo, una o pi? delle seguenti misure:
(a) prendere il nome e l’indirizzo di questa persona;
(b) perquisirla o farla perquisire,;
(c) fotografarla o farla fotografare,;
(d) prendere o fargli prendere le sue impronte digitali,;
(6) tutto nessuno che opporr? a questo che un membro della Tenne Siochana esercito un qualsiasi dei poteri che gli conferisce il paragrafo precedente al suo carico o che ostacoler? l’esercizio di questi poteri, o non decliner? o rifiuter? di declinare la sua identit? o il suo indirizzo e dar?, in risposta ad ogni domanda di questa natura, un nome o un indirizzo falso o ingannevole, sar? colpevole di un’infrazione al presente articolo e sar?, dopo constatazione, passibile di una pena di detenzione di sei mesi al massimo.”
Il titolo V della Legge del 1939 ha per oggetto la creazione di “Corsi criminali speciali” che hanno per compito di giudicare delle persone accusate di avere violato le disposizioni di suddetta legge.
Il titolo VI della Legge del 1939, infine, conteneva delle disposizioni che autorizzavano ogni ministro di stato – appena il Governo aveva messo in vigore questa parte della legge – ad ordinare, in certe circostanze, l’arresto e la detenzione di ogni persona di cui aveva la convinzione (“satisfied”) che si dedicasse alle attivit? dichiarate illegali dalla legge.
9. Il 23 giugno 1939, o nove giorni dopo l’entrata in vigore della Legge sugli attentati alla sicurezza dello stato, il Governo ha promulgato, in virt? dell’articolo 19 di suddetta legge, una Ordinanza ai termini della quale l’I.R.A., dichiarata “Organizzazione illegale”, era sciolta.
10. In seguito, circa settanta persone furono fermate e detenute in applicazione del titolo VI di suddetta legge; una di queste persone impegn? un’azione dinnanzi all’Alta Corte per contestare la validit? della sua detenzione. L’Alta Corte dell’Irlanda ha dichiarato allora questa detenzione illegale ed ha ordinato il collocamento in libert? dell’individuo con una decisione di habeas corpus.
Il Governo ha fatto allora immediatamente liberare tutte le persone detenute in virt? di queste stesse disposizioni.
11. Tenendo conto della sentenza dell’Alta Corte, il Governo ha sottoposto al Parlamento un progetto di legge che portava modifica del titolo VI della Legge del 1939 relativa alla sicurezza dello stato. Questo progetto, dopo essere stato dichiarato costituzionale dalla Corte Suprema, ? stato adottato dal Parlamento il 9 febbraio 1940 in quanto Legge no 2 di 1940, “Offences against the State (Amendment, Act 1940”,).
Questa Legge no 2 del 1940 conferisce ai ministri di stato dei poteri speciali di detenzione senza giudizio, “dal momento che il Governo avr? fatto e pubblicato una proclamazione dichiarando che i poteri conferiti dalla presente parte della presente legge sono necessari al mantenimento della pace e dell?ordine pubblico e che conviene che la presente parte dalla presente legge entri immediatamente in vigore” (articolo 3, paragrafo (2) della legge).
Ai termini dell’articolo 3, paragrafo (4) di suddetta legge, la proclamazione del Governo che mette in vigore i poteri speciali di detenzione pu? essere annullata tuttavia, in ogni momento da una semplice risoluzione della Camera bassa del Parlamento irlandese.
Inoltre, conformemente alle disposizioni dell’articolo 9 della legge, le due Camere del Parlamento devono essere tenute pienamente informate, ad intervalli regolari, delle modalit? di applicazione dei poteri di detenzione.
12. I poteri di detenzione contemplati in suddetta legge sono affidati ai ministri di stato. L’articolo 4 della legge dispone in merito a questo argomento:
“(1) quando un ministro di stato stima che una persona si dedica alle attivit? che, a suo avviso, sono pregiudizievoli al mantenimento della pace e dell’ordine pubblico o alla sicurezza dello stato, pu?, con ordinanza firmata di sua mano e che porta il suo sigillo ufficiale, ordinare l’arresto o la detenzione di questa persona in virt? del presente articolo.
(2) ogni membro della Garda Siochana pu? stabilire senza incarico ogni persona designata in un’ordinanza presa da un ministro di stato in applicazione del paragrafo precedente.
(3) ogni persona arrestata in applicazione del paragrafo precedente sar? detenuta in una prigione o in un altro luogo prescritto a questo effetto dall’ordinamento decretato in applicazione della presente parte della presente legge, finch? questa parte smette di essere in vigore o finch? sia liberata in virt? delle disposizioni susseguenti della presente parte della presente legge.
(4) quando una persona ? detenuta in virt? del presente articolo, deve esserle notificata, immediatamente dopo il suo arrivo alla prigione o in ogni altro luogo di detenzione prescritto a questo fine dagli ordinamenti promulgati in applicazione della presente parte della presente legge, copia dell’ordinanza a lei concernente presa in applicazione del presente articolo, cos? come delle disposizioni dell’articolo 8 della presente legge.”
13. Ai termini dell’articolo 8 della Legge no 2 del 1940, il Governo ? tenuto ad istituire, appena possibile dopo l’entrata in vigore dei poteri di detenzione senza giudizio, una Commissione (qui di seguito denominata,: “Commissione di detenzione”) alla quale ogni persona arrestata o detenuta in virt? della legge pu? rivolgersi, tramite il Governo, per fare esaminare il suo caso. Questa Commissione deve essere composta, dal Governo, di tre persone di cui un ufficiale delle Forze di difesa che abbia almeno sette anni di servizio e due altri membri che devono essere o degli avvocati o dei procuratori che abbiano almeno sette anni di pratica, o dei giudici o anziani giudici di uno dei tribunali ordinari. Infine l’articolo 8 della legge dispone che se la Commissione conclude che non esistono motivi ragionevoli di mantenere l’interessato in stato di detenzione, questo ? rimesso, appena possibile, in libert?.
IV
14. Dopo un periodo di parecchi anni durante i quali le attivit? dell’I.R.A furono state molto deboli, una recrudescenza si ? prodotta nel 1954 e poi a partire dal secondo semestre del 1956.
E? cos? che nel corso della seconda quindicina di dicembre 1956, degli attacchi a mano armata sono stati perpetrati contro parecchie caserme della polizia dell’Irlanda del Nord e, alla fine del mese, un poliziotto ? stato ucciso. Durante questo stesso mese, una pattuglia di polizia che circolava su delle strade di frontiera subisce degli spari, degli alberi vengono abbattuti di traverso sulle strade, dei fili telefonici vengono tagliati, ecc. Nel gennaio 1957, gli incidenti si moltiplicano. All’inizio del mese, un attacco a mano armata viene scatenato contro la caserma di polizia di Brookeborough durante il quale due degli assalitori vengono uccisi. Venivano dal territorio della Repubblica dell’Irlanda. Dodici altri tra cui quattro feriti, passano la frontiera e sono fermati dalla polizia della Repubblica dell’Irlanda. Tutto ci? mentre il Primo Ministro della Repubblica dell’Irlanda indirizza, in un messaggio radiodiffuso del 6 gennaio 1957, un appello pressante al pubblico per mettere un termine a queste aggressioni.
Sei giorni dopo questo messaggio radiodiffuso dal Primo Ministro, o il 12 gennaio 1957, l’I.R.A effettua, sul territorio della Repubblica dell’Irlanda, un attacco a mano armata contro un negozio di esplosivi situati a Moortown, Contea di Dublino, per procurarsi degli esplosivi. Il 6 maggio 1957, dei gruppi armati penetrano nel negozio di esplosivi di Swan Laois, tengono il custode in ostaggio e rubano una quantit? di esplosivi.
Il 18 aprile 1957, con un’esplosione che causa dei seri danni al ponte della ferrovia di Ayallogue, nella Contea di Armagh, a circa 5 miglia dal lato nord della frontiera, la linea di ferrovia Dublino-Belfast viene tagliata.
Nella notte del 25 al 26 aprile, tre esplosioni tra Lurgan e Portadown, in Irlanda del Nord, danneggiavano la stessa linea.
Nella notte del 3 al 4 luglio 1957, una pattuglia della polizia dell’Irlanda del Nord, di servizio vicino alla frontiera, cade in un’imboscata. Un poliziotto viene ucciso ed un altro ferito. Sui luoghi stessi, si scoprirono 87 bastoncini di gelignite collocati sulla strada, ricoperti di pietre e legati ad un detonatore.
La data di questo incidente ? solamente 8 giorni prima delle Processioni Arancioni – che, il 12 luglio, hanno luogo in numerose localit? dell’Irlanda del Nord. Questa data ? stata, in passato, particolarmente critica per il mantenimento della pace e degli ordine pubblici.
V
15. I poteri speciali di arresto e di detenzione conferiti ai ministri di stato dalla Legge no 2 del 1940, sono stati messi in vigore l? 8 luglio 1957 da una Proclamazione del Governo irlandese pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 5 luglio 1957.
Il 16 luglio 1957, il Governo ha stabilito la Commissione di detenzione prevista all’articolo 8 di suddetta legge e ha designato come membri della Commissione un ufficiale delle Forze di difesa, un giudice ed un giudice di distretto.
16. La Proclamazione con la quale il Governo irlandese metteva in vigore, l? 8 luglio 1957, i poteri speciali di detenzione contemplati nella Parte II della Legge no 2 di 1940 erano concepiti cos?:
” Il Governo, in esercizio dei poteri conferiti a loro dalla sottosezione (2) della sezione 3 dell?Atto delle Offese contro lo Stato (l’Emendamento, 1940 (Numero 2 del 1940), con la presente dichiara che i poteri conferiti dalla Parte II del suddetto Atto sono necessari per assicurare la conservazione della pace e dell?ordine pubblico e che conviene che la suddetta Parte del suddetto Atto dovrebbe entrare in vigore immediatamente?.
17. Con lettera del 20 luglio 1957, il ministro irlandese delle Cause estere informava il Segretario Generale del Consiglio dell’Europa che la Parte II della Legge no 2 del 1940 sugli attentati alla sicurezza dello stato era entrata in vigore l?8 luglio 1957.
Il paragrafo 2 di questa lettera era concepito cos?:
“… Nella misura in cui l’applicazione della seconda Parte della legge che conferisce dei poteri speciali di arresto e di detenzione, ? suscettibile di implicare una deroga agli obblighi che risultano dalla Convenzione di Salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali, ho l’onore di pregarvi di volere cortesemente considerare che la presente lettera vi e informa di tutto questo fatto, conformemente all’articolo 15 (3) (art. 15-3) della Convenzione”.
La lettera faceva valere che la detenzione delle persone in virt? della Legge no 2 era apparso necessaria “per impedire la perpetrazione di reati contro la pace e l?ordine pubblico ed il mantenimento di forze militari o armate diverse da quelle autorizzate dalla Costituzione.”
L’attenzione del Segretario Generale era attirata sulle disposizioni dell’articolo 8 della Legge del 1940 che contemplava la costituzione di una Commissione dinnanzi a cui ogni persona detenuta poteva ricorrere, Commissione che ? stata costituita il 16 luglio 1957.
18. Subito dopo la pubblicazione della proclamazione del 5 luglio 1957 che metteva in vigore i poteri di detenzione previsti dalla Legge no 2 del 1940, il Primo Ministro del Governo della Repubblica dell’Irlanda annunciava che il Governo avrebbe liberato ogni persona detenuta in virt? di questa legge che avrebbe preso l’impegno di “rispettare la Costituzione e le leggi dell’Irlanda” e di non aderire n? venire in aiuto a nessuna organizzazione dichiarata illegale in virt? della Legge del 1939 relativa agli attentati alla sicurezza dello stato.”
VI
19. G.R. L. ? stato arrestato per la prima volta, con tre altri uomini, il 21 settembre 1936 in un fienile disabilitato a Keshcarrigan, Contea di Leitrim. La polizia scopr? in questo fienile un mitragliatrice Thompson, 6 fucili da guerra, 6 fucili da caccia, un revolver, una pistola automatica e 400 caricatori. L. ha ammesso di essere membro dell’I.R.A ed di avere preso parte ad un attacco armato durante il quale erano stati rubati dei fucili e dei revolver. ? stato incolpato, il 18 ottobre, di detenzione illegale di armi da fuoco in virt? della Legge del 1925 sulle armi da fuoco (The Firearms Act, 1925) e dell’articolo 21 della Legge del 1939 relativa agli attentati alla sicurezza dello stato (The Offences against the State Act, 1939) (denominata qui di seguito “Legge del 1939”).
G.R. L. e gli altri incolpati sono stati condotti dinnanzi alla Corte criminale del Circuito di Dublino. Sono stati prosciolti il 23 novembre 1956 del capo di possesso illegale di armi da fuoco. Il giudice aveva indicato alla giuria che le condizioni tecniche relative alla prova di colpevolezza dell’imputato non erano assolte, non avendo dimostrato l’accusa in modo concludente che nessuna autorit? competente aveva rilasciato all’imputato un permesso che l’autorizzava ad essere in possesso delle armi di cui si trattava.
Il 26 ottobre, durante l’udienza dinnanzi a questo Tribunale, il giudice di distretto chiese ad uno degli incolpati, S. G., se aveva delle domande da porre agli agenti di polizia, testimoni; la risposta dello incolpato fu la seguente:
“In quanto soldato dell’esercito repubblicano irlandese e nonch? capo degli uomini qui presenti, non voglio niente avere a fare con le deliberazioni di questo tribunale.”
Avendogli chiesto il giudice se si sosteneva colpevole o non colpevole, G. rispose di nuovo:
“A nome dei miei compagni e a mio nome personale, tengo a dichiarare che le armi e munizioni trovate su noi dovevano essere utilizzate contro le forze britanniche di occupazione per ottenere la riunificazione del nostro paese e che gli irlandesi ed le irlandesi, qualunque siano le loro opinioni politiche, non avevano niente da temere da noi. Manteniamo che ? legale possedere delle armi e crediamo anche che ogni irlandese ha il dovere di prendere le armi per difendere il suo paese.”
Rispondendo una domanda che gli era posta col giudice, G.R. L. dichiarava: “S. G. ha parlato a nome mio.”
L. ? stato arrestato di nuovo a Dublino il 14 maggio 1957 in applicazione dell’articolo 30 della Legge di 1939, essendo sospettato di dedicarsi ad attivit? illegali. Uno schizzo di certe stazioni di frontiera tra le Repubbliche di Irlanda e l’Irlanda del Nord ? stato trovato su lui. Lo schizzo portava l’iscrizione: Infiltrarsi, annientare, distruggere”.
Una perquisizione ebbe luogo lo stesso giorno presso il domicilio di G.R. L.; durante questa perquisizione, si scopr? un documento manoscritto sulla guerriglia, documento contenente, tra altri, il seguente testo,:
“Il movimento di resistenza ? l’avanguardia armata del popolo irlandese in lotta per la liberazione dell’Irlanda. La forza di questo movimento risiede nel suo carattere popolare e patriottico. Le missioni essenziali delle unit? locali della resistenza sono le seguenti: Distruggere le installazioni ed instaurazioni nemiche: locali dell’esercito territoriale, baracche speciali, uffici di reclutamento, stazioni frontiere, depositi, ecc.
Attaccare gli aerodromi nemici e distruggere i capannoni di aerei, i depositi di bombe e di carburanti, abbattere i principali membri del personale volante ed i meccanici. Abbattere o catturare gli ufficiali superiori nemici e gli alti funzionari dell’amministrazione coloniale nemica, cos? come i traditori al loro saldo: ufficiali britannici, agenti di polizia, spie, magistrati, membri importanti dello partito collaboratore, ecc.”
In seguito a questo arresto, G.R. L. ? stato incolpato:
(a) di detenzione di documenti compromettenti in violazione dell’articolo 12 della Legge del 1939;
(b) di appartenenza ad un’organizzazione illegale, l’I.R.A, in violazione dell’articolo 21 della Legge del 1939.
Il 16 maggio 1957, G.R. L. ? stato portato dinnanzi alla Corte criminale del Circuito di Dublino nello stesso momento in cui tre altri uomini incolpati di violazioni analoghe in virt? della Legge del 1939. La Corte l’ha condannato ad un mese di prigione per il primo capo di accusa, ma l’ha assolto per il secondo. I minuti della Corte mostrano che il secondo capo di accusa ? stato respinto “per ragioni di fondo”, ma non sembra esistere nessuno conto reso ufficiale dai dibattimenti. I motivi di questa assoluzione non hanno potuto essere stabiliti chiaramente. G.R. L. ? stato messo in libert? verso il 16 giugno 1957, dopo avere scontato la sua pena alla prigione Mountjoy a Dublino.
20. G.R. L. ? stato arrestato di nuovo l? 11 luglio 1957 a Dun Laoghaire dall’agente di sicurezza C., mentre era sul punto di imbarcarsi su una nave in partenza per l’Inghilterra. ? stato incarcerato per 24 alla casa di detenzione “Bridewell” a Dublino, in applicazione dell’articolo 30 della Legge del 1939, come indiziato per appartenenza ad un’organizzazione illegale, l’I.R.A.
L’ispettore del sicurezza M. gli ha dichiarato allora il giorno stesso che sarebbe stato rimesso in libert? se avesse acconsentito a firmare un impegno che riguardava il suo comportamento futuro. Nessuno testo scritto dell’impegno proposto ? stato presentato a G.R. L.. I termini esatti di suddetto impegno non hanno potuto essere stabiliti chiaramente.
Il 12 luglio 1957, il Commissario principale, agendo in virt? dell’articolo 30, paragrafo 3 della Legge del 1939, ha ordinato che la detenzione di G.R. L. fosse prolungato di 24 ore fino al 13 luglio 1957 alle 19 h 45.
Alle 6 della mattina del 13 luglio 1957, prima che la sua detenzione in virt? dell’articolo 30 della Legge di 1939 si concludesse, G.R. L. ? stato trasferito dalla casa di detenzione “Bridewell” alla prigione militare di Curragh, Contea di Kildare, conosciuta sotto il nome di The Glass House. ? arrivato lo stesso giorno alle 8 della mattina e ? rimasto detenuto, a contare da questo momento, in virt? di un’ordinanza di detenzione presa il 12 luglio 1957 dal ministro della Giustizia in virt? dell’articolo 4 della Legge no 2 del 1940. Al suo arrivo, L. ha ricevuto notificazione di questa ordinanza di detenzione nella il ministro della Giustizia dichiarava che, a suo avviso, il richiedente si dedicava alle attivit? pregiudizievoli alla sicurezza dello stato, ed ordinava il suo arresto e la sua detenzione in virt? dell’articolo 4 della Legge del 1940.
Dal Glass House, G.R. L. ? stato trasferito il 17 luglio 1957 ad un campo conosciuto sotto il nome di Curragh Internment Campo che fa parte del Campo militare e delle caserme di Curragh, Contea di Kildare, dove egli ? rimasto detenuto, con circa altre 120 persone, senza essere condotto dinnanzi ad un giudice fino alla sua liberazione l? 11 dicembre 1957.
21. Il 16 agosto 1957, G.R. L. ? stato informato che sarebbe stato rimesso in libert? se avesse preso per iscritto l’impegno di “rispettare la Costituzione e le leggi dell’Irlanda” e di non aderire n? venire in aiuto a nessuna organizzazione dichiarata illegale in virt? della Legge del 1939 relativa agli attentati alla sicurezza dello stato.” G.R. L. si ? rifiutato di prendere questo impegno.
22. L? 8 settembre 1957, G.R. L. ha esercitato il diritto che gli riconosceva l’articolo 8 della Legge del 1940 di chiedere che la domanda del suo mantenimento in detenzione fosse esaminata dalla Commissione di detenzione creata in virt? dello stesso articolo di suddetta legge. ? comparso dinnanzi a questa Commissione il 17 settembre 1957, assistito da un consigliere e da avvocati. La Commissione di detenzione che si riuniva per la prima volta, ha adottato certe regole di procedimento e rinviato le sue deliberazioni al 20 settembre.
23. Per?, il 18 settembre 1957, il consiglio di G.R. L., basandosi sull’articolo 40 della Costituzione dell’Irlanda, ha sollecitato anche presso l’Alta Corte dell’Irlanda la decisione di un’ordinanza condizionale di habeas corpus ad subjiciendum. L’oggetto di questo procedimento era di ottenere dalla Corte di ordinare al Comandante del campo di detenzione di condurri G.R. L. davanti alla Corte affinch? questa esaminasse la validit? della sua detenzione e prendesse a questo riguardo una decisione. La decisione di un’ordinanza condizionale di habeas corpus obbligherebbe il Comandante a rendere conto all’Alta Corte delle ragioni per le quali non avrebbe deferito a questa ordinanza.
L’ordinanza condizionale ? stata accordata alla stessa data e ? stata notificata al Comandante che doveva rendere conto entro quattro giorni. ? stata notificata anche alla Commissione di detenzione. La Commissione di detenzione si ? riunita il 20 settembre 1957 e ha deciso di rinviare l’udienza sine die aspettando il risultato della richiesta di habeas corpus.
24. G.R. L. ha indirizzato allora una richiesta all’Alta Corte per ottenere che l’ordinanza condizionale di habeas corpus fosse resa incondizionata nonostante le ragioni addotte dal Comandante del campo di detenzione per non arrendersi alla richiesta. Il Comandante si era, nell’occorrenza, fondato sull’ordinanza di detenzione presa dal ministro della Giustizia contro l’interessato.
L’Alta Corte si ? riunita dal 8 al 11 ottobre 1957 e ha sentito gli argomenti giuridici presentati dai consiglieri delle due parti. L? 11 ottobre, ha reso una sentenza nella quale ammetteva le ragioni invocate dal Comandante del campo per giustificare la detenzione. La richiesta di habeas corpus ? stata dunque respinta.
25. Il 14 ottobre 1957, G.R. L. ha interposto appello dinnanzi alla Corte Suprema invocando non solo la Costituzione e la legislazione dell’Irlanda, ma anche le disposizioni della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo. Il 6 novembre 1957, la Corte Suprema ha respinto l’appello di G.R. L.. Ha reso la sua sentenza motivata il 3 dicembre 1957.
I principali aspettati della sentenza della Corte Suprema erano i successivi:
(a) La legge del 1940 era stata sottoposta sotto forma di progetto alla Corte Suprema affinch? questa si pronunciasse sulla sua costituzionalit?. La Corte Suprema aveva deciso che non era incostituzionale e, ai termini dell’articolo 34 (3) 3 della Costituzione, nessuno tribunale ? giudice della costituzionalit? delle leggi il cui progetto ? stato approvato dalla Corte Suprema.
(b) L’Oireachtas (cio? il Parlamento che era la sola autorit? legislativa) non aveva adottato legge che integrava la Convenzione dei Diritti dell’uomo alla legislazione interna dell’Irlanda. La Corte Suprema non poteva dunque fare eseguire la Convenzione nella misura in cui questa appariva conferire ai cittadini dei diritti differenti o supplementari a quelli che contemplava la legislazione interna irlandese.
(c) La detenzione del ricorrente in applicazione dell’articolo 30 della Legge del 1939 doveva concludersi il 13 luglio 1957 alle 19 h 45. Era detenuto in quel momento, gi? in virt? di un’altra ordinanza presa dal ministro della Giustizia, ed il suo mantenimento in detenzione era giustificato perfettamente da questa seconda ordinanza.
(d) Il ricorrente non aveva portato un principio di prova a sostegno della sua affermazione secondo la quale non sarebbe stato informato dei motivi del suo arresto in virt? dell’ordinanza ministeriale. Del resto, un’irregolarit? nell’arresto, anche se era stata stabilita, non avrebbe avuto per effetto di rendere l?ulteriore detenzione illegale, qualunque siano i diritti che abbia peraltro potuto conferire al ricorrente in virt? della legge irlandese.
(e) La Corte aveva deliberato gi? all’epoca dell’esame della Legge del 1940 sotto forma di progetto che non era abilitata a ricercare la fondatezza dell’opinione di un ministro che decideva per un’ordinanza di detenzione in applicazione dell’articolo 4 di questa legge.
(f) durante il procedimento di habeas corpus dinnanzi all’Alta Corte, il ricorrente aveva sostenuto che la costituzione della Commissione di detenzione era illegale. Ora, secondo la Corte Suprema, anche se il ricorrente avesse dovuto dimostrare che le decisioni della Commissione su diverse domande di procedimento erano erronee, ci? non avrebbe avuto per effetto di rendere la sua detenzione illegale n? di motivare una domanda di habeas corpus. Risultava difatti dall’articolo 8 della Legge del 1940 che la Commissione non era un tribunale e che una richiesta formulata dinnanzi a lei costituiva non un procedimento giurisdizionale ma semplicemente una domanda di carattere amministrativo.
26. Nel frattempo, l? 8 novembre 1957 – o due giorni dopo la notificazione del rigetto del suo appello da parte della Corte Suprema – G.R. L. aveva introdotto la sua richiesta dinnanzi alla Commissione europea dei Diritti dell’uomo. Adduceva che il suo arresto e la sua detenzione, in applicazione della Legge no 2 del 1940, senza imputazione n? giudizio, costituivano una violazione della Convenzione e chiedeva:
(a) la sua sospensione immediata;
(b) il versamento di un risarcimento e di danno-interessi per detenzione; e
(c) il pagamento degli oneri e spese di ogni genere derivanti, direttamente o indirettamente, dale azioni intentate da lui dinnanzi alle giurisdizioni irlandesi e la Commissione europea per ottenere la sua liberazione.
27. Poco dopo, la Commissione di detenzione ha ripreso, in applicazione dell’articolo 8 della Legge del 1940, l’esame del caso di G.R. L. e tenuto delle udienze per questo effetto il 6 e 10 dicembre 1957. Il 10 dicembre, all’invito dell’Procuratore -generale della Repubblica dell’Irlanda, l’interessato, comparendo in persona dinnanzi alla Commissione di detenzione, ha preso il successivo impegno verbale: “Mi impegno a non dedicarmi a nessuna attivit? illegale al senso delle Leggi del 1939 e 1940 relative agli attentati alla sicurezza dello stato.” L’indomani 11 dicembre 1957, il ministro della Giustizia, basandosi sull’articolo 6 della Legge no 2 del 1940, prendendo un’ordinanza che ordinava il rilascio di G.R. L..
28. Il procuratore legale di L. ha notificato questo rilascio alla Commissione europea dei Diritti dell’uomo con lettera in data del 16 dicembre 1957. Precisava in questa lettera che L. intendeva inseguire la sua azione dinnanzi alla Commissione per ci? che riguardava, a) la sua domanda di risarcimento e di danno-interessi per detenzione e (b) la sua domanda di rimborso di tutti gli oneri e spese derivanti dalle azioni intentate per ottenere la sua liberazione.
VII
29. Durante il procedimento scritto ed orale dinnanzi alla Corte, la Commissione europea dei Diritti dell’uomo ed il Governo irlandese hanno preso le seguenti conclusioni finali:
La Commissione, nel suo Esposto del 27 giugno 1960:
“Piaccia alla Corte di prendere in considerazione i pareri espressi dalla Commissione nel suo rapporto sulla causa G. R. L. e
(1) di decidere:
(a) se la detenzione senza giudizio del richiedente dal 13 luglio all? 11 dicembre 1957, in virt? dell’articolo 4 della Legge modificativa del 1940 sugli attentati alla sicurezza dello stato, era o meno contraria agli obblighi che incombono sul Governo convenuto ai termini degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione,;
(b) se questa detenzione era o meno contraria agli obblighi che incombono sul Governo convenuto ai termini dell’articolo 7 (art. 7) della Convenzione,;
(2) nel caso in cui questa detenzione fosse contraria agli obblighi che incombono sul Governo convenuto ai termini degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 69 della Convenzione, di decidere,:
(a) se la lettera indirizzata dal Governo al Segretario Generale il 20 luglio 1957 costituiva o meno una notificazione sufficiente ai fini dell’articolo 15, paragrafo 3 (art. 15-3) della Convenzione;
(b) se, dal 13 luglio al 11 dicembre 1957, esisteva o meno un pericolo pubblico che minacciava la vita della nazione al senso dell’articolo 15, paragrafo 1 (art. 15-1) della Convenzione;
(c) nel caso in cui tale pericolo fosse effettivamente esistito durante questo periodo, se la detenzione di persone senza giudizio in virt? dell’articolo 4 della Legge del 1940, come ? stata applicata dal Governo, era una misura rigorosamente richiesta dalla situazione;
(3) di decidere se, ad ogni modo, l’articolo 17 (art. 17) della Convenzione vieta o meno al richiedente di invocare le disposizioni degli articoli 5, 6 e 7,art. 5, art. 6, art. 7);
(4) alla luce delle sue decisioni sui punti enumerati sopra ai paragrafi 1 a 3, di giudicare e pronunciare,:
(a) se i fatti constatati rivelano o no, da parte del Governo convenuto, una violazione degli obblighi che gli incombono sui termini della Convenzione;
(b) in caso affermativo, se un risarcimento ? dovuto al richiedente a causa di questa violazione e quale deve essere l’importo.”
30. L’agente del Governo irlandese, durante l’udienza pubblica del 10 aprile 1961:
“Piaccia alla Corte di decidere e di dichiarare che le risposte alle domande che figurano al paragrafo 58 dell’Esposto della Commissione in data del 27 giugno 1960 sono le seguenti:
1.
(a) La detenzione del richiedente non era contraria agli obblighi che incombono sul Governo ai termini degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione.
(b) Questa detenzione non era contraria agli obblighi che incombono sul Governo ai termini dell’articolo 7 (art. 7) della Convenzione.
2.
(a) La lettera del Governo in data del 20 luglio 1957 costituiva una notificazione sufficiente ai fini del paragrafo 3 dell’articolo 15 (art. 15-3) della Convenzione; o sussidiariamente, nella presente causa, nessuna disposizione di suddetto paragrafo 3 (art. 15-3) non impedisce il Governo di basarsi sulle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 15 (art. 15-1).
(b) Dal 13 luglio al 11 dicembre 1957, esisteva un pericolo pubblico che minacciava la vita della nazione al senso del paragrafo 1 dell’articolo 15 (art. 15-1) della Convenzione.
(c) La detenzione di persone senza giudizio, come ? stata applicata dal Governo, era una misura rigorosamente richiesta dalla situazione.
3. Ad ogni modo, l’articolo 17 (art. 17) della Convenzione vieta al richiedente di invocare le disposizioni degli articoli 5, 6 e 7 (art. 5, art. 6, art. 7) della Convenzione.
4.
(a) I fatti constatati non rivelano, da parte del Governo, nessuna violazione degli obblighi che gli incombono sui termini della Convenzione.
(b) Avuto riguardo a ci? che precede, la domanda di un risarcimento non si pone.
IN DIRITTO
1. Considerando che ? stabilito che G.R. L. ? stato condotto dalle autorit? irlandesi l?11 luglio 1957 in applicazione degli articoli 21 e 30 della Legge no 13 del 1939 (Offences against the State Act, 1939); che prima della scadenza del mandato di arresto preso in virt? della Legge no 13 del 1939 G.R. L. si vide notificare, il 13 luglio 1957, un’ordinanza di detenzione presa il 12 luglio 1957 dal ministro della Giustizia in virt? delle disposizioni dell’articolo 4 della Legge no 2 del 1940 sugli attentati alla sicurezza dello stato (Offences against the State (Amendment) Act,1940); che ? stato detenuto, in seguito, da prima alla prigione militare di Curragh, poi al Curragh Campo di Detenzione, fino all? 11 dicembre 1957, data della sua liberazione, senza essere stato durante questo periodo, portato dinnanzi ad un giudice,;
2. Considerando che la Corte non ? chiamata a deliberare sull’arresto di G.R. L. operato l? 11 luglio 1957, ma che alla vista delle conclusioni prese sia dalla Commissione che dal Governo irlandese, ? chiamata a decidere unicamente se la detenzione di G.R. L. dal 13 luglio al 11 dicembre 1957, in virt? dell’articolo 4 della Legge no 2 del 1940 sugli attentati alla sicurezza dello stato, era o meno conforme alle prescrizioni della Convenzione;
3. Considerando a questo proposito che il Governo irlandese ha sollevato contro la richiesta di G.R. L. un fine di non ricevere un merito derivato dall’articolo 17 (art. 17) della Convenzione; che importa di esaminare a priori questo fine di non ricevere;
Sul fine di non ricevere derivato dall’articolo 17 (art. 17) della Convenzione.
4. Considerando che la Convenzione dispone nel suo articolo 17 (art. 17):
“Nessuna delle disposizioni della presente Convenzione pu? essere interpretata come se implicasse per un Stato, un gruppo o un individuo, un diritto qualsiasi di dedicarsi ad un’attivit? o di compiere un atto che mira alla distruzione dei diritti o libert? riconosciuti nella presente Convenzione o alle limitazioni pi? ampie di questi diritti e libert? di quelli contemplati in suddetta Convenzione.”
5. Considerando che il Governo irlandese ha fatto valere dinnanzi alla Commissione e ha riaffermato dinnanzi alla Corte (i )che G.R. L., al momento del suo arresto nel luglio 1957, era implicato nelle attivit? dell’I.R.A e (ii) che la Commissione, al paragrafo 138 del suo rapporto, aveva fatto osservare gi? che il comportamento di G.R. L. era “di natura tale da farlo sospettare molto seriamente di essere implicato ancora nelle attivit? dell’I.R.A all’epoca del suo arresto nel luglio 1957, che lo fosse stato o meno, a questa data, membro di questa organizzazione”; (iii) che l’I.R.A era stata vietata in ragione della sua attivit? che mirava alla distruzione dei diritti e libert? come riconosciuti nella Convenzione; che G.R. L. era dunque, nel luglio 1957, implicato nelle attivit? mirate dall’articolo 17 (art. 17) della Convenzione; che per questo fatto non aveva pi? il diritto di avvalersi degli articoli 5, 6 e 7 (art. 5, art. 6, art. 7) o di ogni altro articolo della Convenzione; che difatti, un Stato, un gruppo o un individuo dedicandosi alle attivit? mirate all’articolo 17 (art. 17) della Convenzione non pu? avvalersi di nessuna delle disposizioni della Convenzione, che questa interpretazione si trovava confermata peraltro dalla decisione presa dalla Commissione a proposito dell’ammissibilit? della richiesta introdotta dinnanzi a lei nel 1957 dal Partito comunista tedesco; che tuttavia, in caso di applicazione dell’articolo 17 (art. 17) un governo non ? sollevato da ogni obbligo nei confronti delle altre Parti Contraenti di garantire che il suo comportamento resta conforme alle disposizioni della Convenzione;
6. Considerando che la Commissione, nel rapporto cos? come nel corso del procedimento scritto ed orale dinnanzi alla Corte, ha espresso il parere che l’articolo 17 (art. 17) non si applicava nella causa; che gli argomenti presentati a questo proposito dalla Commissione possono essere riassunti come segue: che lo scopo generale dell’articolo 17 (art. 17) ? di impedire che i gruppi totalitari possano sfruttare a loro favore i principi posti dalla Convenzione; che per raggiungere questo scopo non occorreva privare per? di tutti i diritti e libert? garantite dalla Convenzione gli individui per i quali si constatava che si dedicavano alle attivit? che miravano a distruggere uno qualsiasi di questi diritti e libert?; che difatti, l’articolo 17 (art. 17) copre essenzialmente i diritti che avrebbero permesso se fossero stati invocati, di provare a trarre il diritto di dedicarsi infatti alle attivit?, che mirano alla distruzione “dei diritti o libert? riconosciuti nella Convenzione; che la decisione a proposito dell’ammissibilit? della richiesta presentata dal Partito comunista della Germania (richiesta no 250/57) quadrava perfettamente col senso cos? assegnato all’articolo 17 (art. 17); che non poteva essere domanda, a proposito di questa richiesta, dei diritti riconosciuti agli articoli 9, 10 e 11 (art. 9, art. 10, art. 11) della Convenzione, diritti che, se fossero stati riconosciuti al Partito comunista, avrebbero permesso a questo ultimo di dedicarsi precisamente alle attivit? mirate dall’articolo 17 (art. 17);
Che per ci? che riguarda il caso presente, la Commissione ha stimato che, anche se G.R. L. partecipava infatti, al momento del suo arresto, alle attivit? dell’I.R.A, l’articolo 17 (art. 17) non gli impediva di rivendicare la protezione degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione, e non dispensava tanto pi? il Governo irlandese di rispettare le disposizioni di questi articoli che proteggono ogni persona contro l’arresto arbitrario e la detenzione senza giudizio;
7. Considerando che, secondo il parere della Corte, l’articolo 17 (art. 17) per quanto miri dei raggruppamenti o degli individui, ha per scopo di metterli nell’impossibilit? di trarre dalla Convenzione un diritto che permetta loro di dedicarsi ad un’attivit? o di compiere un atto che mira alla distruzione dei diritti e libert? riconosciuti nella Convenzione; che cos? nessuno deve potere avvalersi delle disposizioni della Convenzione per dedicarsi agli atti che mirano alla distruzione dei diritti e libert? sopra mirate; che questa disposizione che ha una portata negativa, non potrebbe essere interpretata a contrario come se privasse una persona fisica dei diritti individuali fondamentali garantiti agli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione; che nello specifico G.R. L. non si avvale della Convenzione in vista di giustificare o di compiere degli atti contrari ai diritti e libert? riconosciute, ma che ha sporto querela per essere stato privato delle garanzie accordate dagli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione; che, di conseguenza, la Corte non pu? considerare, su questo capo, le conclusioni presentate dal Governo irlandese.
Sulla domanda di sapere se la detenzione senza comparizione dinnanzi ad un giudice di G.R. L. dal 13 luglio al 11 dicembre 1957, in virt? dell’articolo 4 della Legge del 1940 sugli attentati alla sicurezza dello stato (Offences against the State (Amendment) Act, 1940) era o meno contraria agli obblighi che incombono sul Governo irlandese ai termini degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione.
8. Che l’articolo 5 (art. 5) della Convenzione ? concepito cos?:
“(1) ogni persona ha diritto alla libert? ed alla sicurezza. Nessuno pu? essere privato della sua libert?, salvo nei seguenti casi e secondo le vie legali:
(a) se ? detenuto regolarmente dopo condanna da parte di un tribunale;
(b) se ? stato oggetto di un arresto o di una detenzione regolare per renitenza ad un’ordinanza resa, conformemente alla legge, da un tribunale o in vista di garantire l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;
(c) se ? stato arrestato e ? stato detenuto in vista di essere condotto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente, quando ci sono delle ragioni plausibili di sospettare che ha commesso un’infrazione o che ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedirgli di commettere un’infrazione o di fuggire dopo il compimento di questa;
(d) se si tratta della detenzione regolare di un minore, decisa per la sua educazione vigilata o della sua detenzione regolare, per portarlo dinnanzi all’autorit? competente,;
(e) se si tratta della detenzione regolare di una persona suscettibile di propagare una malattia contagiosa, di un alienato, di un’alcolista, di un tossicodipendente o di un vagabondo,;
(f) se si tratta dell’arresto o della detenzione regolare di una persona per impedirle di penetrare irregolarmente nel territorio, o contro la quale un procedimento di sfratto o di estradizione ? in corso.
(2) ogni persona arrestata deve essere informata, nel pi? breve termine possibile ed in una lingua che comprende, delle ragioni del suo arresto e di ogni accusa portata contro lei.
(3) ogni persona arrestata o detenuta, nelle condizioni contemplate al paragrafo 1 (c) del presente articolo a(rt. 5-1-c) deve essere condotta subito dinnanzi ad un giudice o un altro magistrato abilitato dalla legge ad esercitare delle funzioni giudiziali e ha il diritto di essere giudicata in un termine ragionevole, o liberata durante il procedimento. Il collocamento in libert? pu? essere subordinato ad una garanzia che garantisce la comparizione dell’interessato all’udienza.
(4) ogni persona privata della sua libert? tramite arresto o detenzione ha il diritto di introdurre un ricorso dinnanzi ad un tribunale, affinch? deliberi a breve termine sulla legalit? della sua detenzione ed ordini la sua liberazione se la detenzione ? illegale.
(5) ogni persona vittima di un arresto o di una detenzione nelle condizioni contrarie alle disposizioni di questo articolo ha diritto a risarcimento.”
9. Considerando che la Commissione, nel suo rapporto, ha espresso il parere che la detenzione di G.R. L. non dipende da nessuna delle categorie dei casi enumerati all’articolo 5, paragrafo 1, (art. 5-1) della Convenzione e non costituisce dunque una misura privativa di libert? autorizzata da suddetta disposizione; che ? sottolineato in questo parere che il paragrafo 1 dell’articolo 5 (art. 5-1) autorizza la privazione di libert? nelle sei categorie distinte di casi di cui solo quelle mirate dalle disposizioni della litt. (b) in fine (“in vista di garantire l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge”) e (c) di suddetto paragrafo sono da prendere in considerazione nello specifico, avendole invocate il Governo irlandese l?una e l?altra dinnanzi alla Commissione in vista di giustificare la detenzione di G.R. L.; che per ci? che riguarda l’articolo 5 ,paragrafo 1 litt. (b) (art. 5-1-b) in fine, la detenzione di L. ordinata da un ministro di stato perch? lo sospettava di abbandonarsi alle attivit? pregiudizievoli al mantenimento della pace e dell?ordine pubblico o alla sicurezza dello stato, non pu? essere considerata come una misura presa “in vista di garantire l’esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge”, mirando questa disposizione un arresto o una detenzione non destinata a impedire il compimento di violazioni contro la pace e l?ordine pubblico o la sicurezza dello stato, ma a garantire l’esecuzione di obblighi precisi imposti dalla legge;
Che, secondo la Commissione, la detenzione di G.R. L. non ? neanche coperta dall’articolo 5, paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) dato che non ? stato, durante il periodo considerato, condotto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente; che il paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) non autorizza l’arresto o la detenzione di una persona sospettata di dedicarsi alle violazioni penali che quando ha luogo in vista di condurla dinnanzi all’autorit? giudiziale competente; che a questo riguardo la Commissione ha fatto osservare in particolare che risulta chiaramente tanto dalla versione inglese che dalla versione francese di suddetta disposizione che l?elemento della frase”in vista di essere condotto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente” non si applica solamente o al caso di un individuo arrestato o detenuto “quando ci sono delle ragioni plausibili di sospettare che ha commesso una “violazione” ma anche al caso di una persona arrestata o detenuta “quando ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedirgli di commettere una violazione o di fuggire dopo il compimento di questa”; che inoltre, il fatto che si trova, nella versione francese, una virgola dopo l?elemento della frase “se egli ? stato stabilito e detenuto in vista di essere condotto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente” notifica che questo testo si riferisce a tutte le ipotesi di arresto e di detenzione mirate dai termini che seguono la virgola; che inoltre la disposizione dell’articolo 5 paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) deve essere avvicinata a quella contenuta al paragrafo 3 dello stesso articolo (art. 5-3) in virt? della quale ogni persona arrestata o detenuta nelle condizioni contemplate al paragrafo 1 litt. (c) di suddetto articolo (art. 5-1-c) deve essere condotta subito dinnanzi ad un giudice; che si trova confermato cos? che l’articolo 5, paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) non permette l’arresto o la detenzione di una persona che in vista di condurla dinnanzi ad un giudice;
Che la Commissione, in quanto a lei, non ha emesso nessuno parere sulla domanda di sapere se la detenzione di G.R. L. era o meno conforme all’articolo 6 (art. 6) della Convenzione,;
10. Considerando che il Governo irlandese ha fatto valere dinnanzi alla Corte:
– che la detenzione dal 13 luglio all? 11 dicembre 1957 di G.R. L. ? il cui comportamento generale ed una serie di fatti precisi lo facevano, secondo il parere della Commissione (paragrafo 138 del suo rapporto) “molto seriamente sospettare di essere implicato nelle attivit? dell’I.R.A” all’epoca del suo arresto nel luglio 1957 – non costituiva una violazione degli articoli 5 e 6 (art. 5, art. 6) della Convenzione; che il governo irlandese ha sostenuto che la Convenzione non esige che una persona arrestata o detenuta a titolo preventivo sia condotta dinnanzi ad un’autorit? giudiziale; che, di conseguenza la detenzione di G.R. L. non ? stata contraria alle esigenze della Convenzione; che a questo riguardo il Governo irlandese, senza riferirsi dinnanzi alla Corte come lui aveva fatto dinnanzi alla Commissione, alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 1 litt. (b) (art. 5-1-b) ha fatto valere in particolare i seguenti argomenti: che l’articolo 5, paragrafo 1 litt (c) (art. 5-1-c) mira due categorie di casi di privazione di libert? completamente distinte: una di un individuo arrestato o detenuto “quando ci sono delle ragioni plausibili di sospettare che ha commesso una violazione”, e l’altra di un individuo arrestato o detenuto dal momento che ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedirgli di commettere un’infrazione, eccetera… “; che risulta dalla formula di suddetta disposizione che l’obbligo di condurre l’individuo arrestato o detenuto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente si riferisce solamente alla prima categoria di suddetti casi; che tale ? il senso, in particolare della versione inglese, di questa disposizione,;
– che i lavori preparatori dell’articolo 5 (art. 5) confermano il senso cos? assegnato a suddetta disposizione; che in primo luogo, bisogna tenere conto del fatto che suddetto articolo risale ad una proposta sottoposta al Comitato di periti, nel marzo 1950, dalla delegazione del Regno Unito e che, la versione francese ? di conseguenza, solamente una traduzione del testo originale inglese; che per ci? che riguarda il paragrafo 1 litt. , c, dell’articolo (art. 5-1-c) le parole “or when it is reasonably considered necessary” erano redatte, nel primo progetto, come segue: “or which is reasonably considered to be necessary”, il che si riferisce, nella versione inglese, alle parole “arrest or detention” e non all?elemento della frase “effected for the purpose of bringing him before the competente legal authority”; che, questa disposizione ha subito in seguito, solamente delle modifiche di ordine redazionale;
– che la disposizione dell’articolo 5, paragrafo 3 (art. 5-3) non contraddice l’analisi cos? fatta del paragrafo 1 litt. , c, dello stesso articolo (art. 5-1-c); che il paragrafo 3 (art. 5-3) mira solamente la prima categoria di casi menzionata al paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) e non il caso di un arresto o detenzione di un individuo “quando ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedirgli di commettere un’infrazione”; che questa interpretazione ? confermata dal fatto che negli Stati contraenti di tradizione giuridica anglosassone (Common Law Countries) una persona non pu? essere giudicata per il fatto di avere l’intenzione di commettere una violazione;
– che inoltre l’articolo 5, paragrafo 3 (art. 5-3) risale anche ad una proposta della delegazione britannica sottoposta, nel marzo 1950, al “Comitato di periti incaricati di stabilire un primo progetto di Convenzione”; che suddetta proposta britannica era inclusa al progetto generato dai lavori del Comitato dei periti; che questo progetto fu esaminato da una “Conferenza degli Alti Funzionari” in seguito che, essi, annullarono al paragrafo 3 i termini “or to prevent his committing a crimine” (“o di impedirgli di commettere una violazione”); che perci?, il paragrafo 3, dopo il suo emendamento da parte degli Alti Funzionari, era concepito come segue:
“Anyone arrested or detained on a charge of having committed a crime, in accordance with the provisions of paragraph (1) (c) (art. 5-1-c), shall be brought promptly before a judge or other officer authorised by law”;
– che risulta da ci? che precede che gli Alti Funzionari avevano l’intenzione di escludere dal campo di applicazione dell’articolo 5, paragrafo 3 (art. 5-3) il caso di una persona arrestata in vista di impedirgli di commettere una violazione; che questa intenzione degli Alti Funzionari si trova, inoltre, confermata dal seguente passaggio del loro rapporto al Comitato dei Ministri (Doc). CM/WP 4 (50) 19, p. 14):
“La Conferenza ha giudicato utile di fare osservare che l’arresto o la detenzione autorizzata quando ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedire a un individuo di commettere una violazione non dovrebbero aprire la porta all’introduzione di un regime di polizia. Pu? per?, in certe circostanze, essere necessario arrestare un individuo in vista di impedirgli di commettere un crimine, anche se i fatti tramite i quali la sua intenzione di commetterlo si ? manifestata non costituiscono in loro stessi una violazione penale. Per evitare degli abusi possibili del diritto conferito cos? alle autorit? pubbliche, c’? luogo di applicare rigorosamente la regola dell’articolo 13, paragrafo 2”.
– che risulta da suddetto rapporto degli Alti Funzionari che questi – coscienti dei rischi di un abuso nell’applicazione di una disposizione che permette, come nel caso dell’articolo 5, paragrafo 1 litt. (c) (art. 5-1-c) l’arresto o la detenzione di una persona quando ci sono dei motivi ragionevoli di credere alla necessit? di impedirgli di commettere una violazione – hanno voluto evitare tali rischi non con una decisione giudiziale, ma con una rigorosa osservazione della regola, contenuta all’articolo 13, paragrafo 2 del progetto, diventato l’articolo 18 in seguito (art. 18) della Convenzione; che l’articolo 5 (art. 5) non aveva subito, in seguito, che delle modifiche di ordine redazionale, senza che queste modifiche al testo, ? vero, fossero di natura tale da rendere un senso completamente chiaro, escludendo ogni interpretazione erronea,;
– che per ci? che riguarda l’articolo 6 (art. 6) della Convenzione, il Governo irlandese ha sostenuto che questa disposizione

Testo Tradotto

Conclusion Questions de proc?dure rejet?es ; Non-violation de l’Art. 7
COUR (CHAMBRE)
AFFAIRE LAWLESS c. IRLANDE (No. 3)
(Requ?te no 332/57)
ARR?T
STRASBOURG
01 juillet 1961

En l?affaire “Lawless”,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, constitu?e, conform?ment aux dispositions de l?article 43 (art. 43) de la Convention de Sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (ci-apr?s d?nomm?e “la Convention”), et des articles 21 et 22 du R?glement de la Cour, en une Chambre compos?e de:
M. R. CASSIN, Pr?sident
et de MM. G. MARIDAKIS
E. RODENBOURG
R. McGONIGAL, membre d?office
G. BALLADORE PALLIERI
E. ARNALDS
K.F. ARIK, Juges
P. MODINOS, Greffier,
rend l?arr?t suivant:
PROCEDURE
1. La pr?sente affaire a ?t? soumise ? la Cour, le 13 avril 1960, par une demande de la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (ci-apr?s d?nomm?e “la Commission”) en date du 12 avril 1960, demande ? laquelle ?tait joint le rapport ?tabli par la Commission conform?ment ? l?article 31 (art. 31) de la Convention. L?affaire se r?f?re ? la requ?te introduite devant la Commission, en vertu de l?article 25 (art. 25) de la Convention, par G.R. L., ressortissant de la R?publique d?Irlande, contre le Gouvernement de cet ?tat.
2. Des exceptions pr?liminaires et questions de proc?dure avaient ?t? soulev?es dans la pr?sente affaire tant par la Commission que par le Gouvernement irlandais, Partie. La Cour a statu? sur ces questions par arr?t du 14 novembre 1960.
La proc?dure telle qu?elle s??tait d?roul?e jusqu?? cette date se trouve expos?e dans ledit arr?t.
3. A la suite dudit arr?t, le Pr?sident de la Chambre, par ordonnance du 14 novembre 1960, a fix? au 16 d?cembre 1960 le terme du d?lai dans lequel les D?l?gu?s de la Commission avaient ? d?poser leur m?moire, et au 5 f?vrier 1961 le terme du d?lai pour le d?p?t du contre-m?moire du Gouvernement irlandais.
Se conformant ? ladite ordonnance, la Commission a d?pos? le 16 d?cembre 1960 un “Expos? concernant le contre-m?moire (fond de l?affaire)” qui, le 19 d?cembre 1960, a ?t? communiqu? au Gouvernement irlandais, Partie. Le 3 f?vrier 1961, donc ?galement avant l?expiration du d?lai qui lui a ?t? imparti ? cet effet, le Gouvernement irlandais a d?pos? un document intitul? “Observations du Gouvernement irlandais sur l?expos? de la Commission europ?enne des Droits de l?Homme du 16 d?cembre 1960”. Ce document a ?t? communiqu? aux D?l?gu?s de la Commission le 7 f?vrier 1961, date ? partir de laquelle l?affaire se trouvait donc en ?tat pour l?examen sur le fond.
Avant l?ouverture de la proc?dure orale, le D?l?gu? principal de la Commission a fait conna?tre ? la Cour, par lettre adress?e au Greffier, le 14 mars 1961, le point de vue des D?l?gu?s de la Commission sur certains des probl?mes soulev?s par le Gouvernement irlandais dans son document du 3 f?vrier 1961. La lettre du 14 mars 1961, dont copie a ?t? adress?e au Gouvernement irlandais, a ?t? ?galement vers?e au dossier de l?affaire.
4. Une audience publique a ?t? tenue ? Strasbourg les 7, 8, 10 et 11 avril 1961, ? laquelle ont comparu:
– pour la Commission:
Sir Humphrey Waldock, Pr?sident de la Commission,
d?l?gu? principal,
M. C. Th. Eustathiades, Vice-pr?sident
et
M. S. Petren, Membre de la Commission,
d?l?gu?s adjoints,
– pour le Gouvernement irlandais, Partie:
M. A. O?Keeffe, Attorney-General d?Irlande,
agissant en qualit? d?agent,
assist? de:
MM. S. Morrissey, Barrister-at-Law, Legal Adviser,
Minist?re des Affaires ?trang?res,
A.J. Hederman, Barrister-at-Law,
conseils,
et de:
MM. D. O?Donovan, Chief State Solicitor,
P. Berry, Assistant Secretary-General,
Department of Justice.
5. Avant d?aborder le fond de l?affaire, Sir Humphrey Waldock, D?l?gu? principal de la Commission, a soulev? certains probl?mes de proc?dure et pris, ? ce sujet, les conclusions suivantes:
“Plaise ? la Cour de d?cider que les D?l?gu?s de la Commission sont en droit:
(a) de consid?rer comme faisant partie de la proc?dure de l?affaire les observations ?crites du requ?rant sur le rapport de la Commission qui sont reproduites aux paragraphes 31 ? 49 de l?expos? de la Commission du 16 d?cembre 1960, ainsi qu?il est indiqu? ? la page 15 de l?arr?t de la Cour du 14 novembre 1960;
(b) de faire conna?tre ? la Cour les consid?rations du requ?rant sur les questions particuli?res surgissant au cours des d?bats, ainsi qu?il est indiqu? ? la page 15 de l?arr?t de la Cour du 14 novembre 1960;
(c) de consid?rer la personne d?sign?e par le requ?rant comme ?tant ? leur disposition pour leur pr?ter toute assistance qu?ils jugeront bon de solliciter, afin de faire conna?tre ? la Cour le point de vue du requ?rant sur les questions particuli?res surgissant au cours des d?bats.”
M. A. O?Keeffe, agissant comme agent du Gouvernement irlandais, a d?clar? qu?il se rapportait ? la sagesse de la Cour.
6. Sur cet incident de proc?dure, la Cour a rendu, le 7 avril 1961, l?arr?t suivant:
“La Cour,
Vu les conclusions pr?sent?es par les D?l?gu?s de la Commission europ?enne des Droits de l?Homme ? l?audience du 7 avril 1961;
Donnant acte ? l?agent du Gouvernement irlandais qu?il ne d?sire pas conclure sur l?incident;
Consid?rant que dans son arr?t du 14 novembre 1960 la Cour a d?clar? qu?? ce stade de la proc?dure il n?y avait pas lieu d?autoriser la Commission ? lui transmettre les observations ?crites du requ?rant sur le rapport de la Commission;
Consid?rant d?autre part que la Cour a d?j? reconnu ? la Commission dans ledit arr?t, dont seule la version fran?aise fait foi, la facult? de faire ?tat devant elle, sous sa propre responsabilit?, des consid?rations du requ?rant en tant qu??l?ment propre ? ?clairer la Cour;
Consid?rant que cette latitude de la Commission s??tend ? toutes autres consid?rations que la Commission aurait recueillies du requ?rant dans la suite de la proc?dure devant la Cour;
Consid?rant, par ailleurs, que la Commission dispose d?une enti?re libert? quant au choix des m?thodes par lesquelles elle entend ?tablir le contact avec le requ?rant et fournir ? celui-ci l?occasion de lui faire conna?tre ses vues; qu?il lui est loisible notamment de demander au requ?rant de d?signer une personne qui soit ? la disposition de ces d?l?gu?s; qu?il ne r?sulte pas de ce fait que la personne en question ait un locus standi in judicio;
Par ces motifs,
D?cide ? l?unanimit?:
Quant aux conclusions sub litt. (a), qu?il n?y a pas lieu, dans l??tat actuel, de consid?rer les observations ?crites du requ?rant reproduites aux paragraphes 31 ? 49 de l?expos? de la Commission du 16 d?cembre 1960 comme faisant partie int?grante de la proc?dure de l?affaire;
Quant au chef sub litt. (b), que la Commission a toute latitude de faire ?tat, au cours des d?bats et dans la mesure ou elle les juge propres ? ?clairer la Cour, des consid?rations du requ?rant relatives soit au rapport, soit ? toute question particuli?re ayant surgi depuis son d?p?t;
Quant au chef sub litt. (c), qu?il appartenait ? la Commission, du moment qu?elle le jugeait utile, d?inviter le requ?rant ? mettre une personne ? sa disposition et cela sous les r?serves indiqu?es plus haut.”
7. Par la suite la Cour a entendu en leurs d?clarations, r?ponses et conclusions au sujet des questions de fait et de droit sur le fond de l?affaire, pour la Commission: Sir Humphrey Waldock, D?l?gu? principal; pour la Gouvernement irlandais: M. A. O?Keeffe, Attorney-General, agissant comme agent.
LES FAITS
I
1. La demande de la Commission – ? laquelle se trouve joint le rapport ?tabli par la Commission conform?ment aux dispositions de l?article 31 (art. 31) de la Convention – a pour objet de soumettre l?affaire G.R. Lawless ? la Cour, afin que celle-ci puisse d?cider si les faits de la cause r?v?lent ou non, de la part du Gouvernement irlandais, une violation des obligations qui lui incombent aux termes de la Convention.
Ainsi qu?il ressort de la demande et du m?moire de la Commission, G.R. L. all?gue dans sa requ?te une violation de la Convention ? son ?gard, par les autorit?s de la R?publique d?Irlande, du fait de sa d?tention sans jugement du 13 juillet au 11 d?cembre 1957 dans un camp de d?tention militaire, situ? sur le territoire de la R?publique d?Irlande, en ex?cution d?une ordonnance prise par le ministre de la Justice en vertu de l?article 4 de la Loi no 2, de 1940, modifiant la Loi de 1939 relative aux atteintes ? la s?ret? de l??tat.
2. Les faits de la cause, tels qu?ils ressortent du rapport de la Commission, des m?moires, pi?ces et documents soumis ? la Cour ainsi que des d?clarations faites tant par la Commission que par le Gouvernement irlandais, au cours de la proc?dure orale devant la Cour, sont essentiellement les suivants:
3. G.R. L., n? en 1936, est manoeuvre dans une entreprise de constructions. Il a sa r?sidence habituelle ? Dublin (Irlande).
4. G.R. L. a reconnu devant la Commission ?tre devenu membre de l?I.R.A (“Irish Republican Army”/”Arm?e r?publicaine irlandaise”) en janvier 1956. Selon ses propres d?clarations, il se serait d?tach? de l?I.R.A en juin 1956, et en d?cembre 1956, d?un groupe dissident de l?I.R.A.
II
5. Aux termes du trait? portant cr?ation de l??tat libre d?Irlande, sign? le 6 d?cembre 1921 entre le Royaume-Uni et l??tat libre d?Irlande, six Comt?s situ?s dans le nord de l??le irlandaise ont ?t? maintenus sous la souverainet? britannique.
6. Durant la p?riode qui s?est ?coul?e depuis la cr?ation de l??tat libre d?Irlande, des groupes arm?s se sont constitu?s ? plusieurs reprises sous le nom d?”Arm?e r?publicaine irlandaise” (I.R.A), dans le but avou? de se livrer ? des activit?s terroristes afin de mettre un terme ? la souverainet? que la Grande-Bretagne exerce sur l?Irlande du Nord. Les activit?s de ces groupes ont parfois pris des proportions telles que la l?gislation ordinaire ne permettait plus d?en assurer une r?pression efficace. Le l?gislateur a donc, ? plusieurs reprises, conf?r? au Gouvernement des pouvoirs sp?ciaux permettant ? celui-ci de faire face ? la situation cr??e par ces activit?s ill?gales; au nombre de ces pouvoirs a figur? parfois le droit de d?tention sans jugement.
Le 29 d?cembre 1937, la Constitution actuellement en vigueur dans la R?publique d?Irlande a ?t? promulgu?e. En mai 1938, toutes les personnes d?tenues pour des d?lits politiques ont ?t? lib?r?es.
Lorsque la situation politique en Europe laissait pr?voir le d?clenchement de la guerre, l?I.R.A. a repris ses activit?s et perp?trait de nouveaux actes de violence sur le territoire de la R?publique d?Irlande.
Au d?but de 1939, l?I.R.A a publi? des documents qu?elle a intitul?s “d?claration de guerre ? la Grande-Bretagne”. C?est ? la suite de cette d?claration que l?I.R.A a intensifi?e, ? partir du territoire de la R?publique d?Irlande, ses actes de violence sur le territoire britannique.
7. Pour faire face ? la situation cr??e par l?activit? de l?I.R.A, le Parlement de la R?publique d?Irlande a adopt? une loi relative aux atteintes ? la s?ret? de l??tat (“Offences against the State Act, 1939”), qui est entr?e en vigueur le 14 juin 1939.
III
8. La Loi de 1939 donne, en son titre II, une d?finition des “activit?s pr?judiciables au maintien de la paix et de l?ordre public ou ? la s?ret? de l??tat”. Elle pr?voit, en son titre III, des dispositions relatives ? des organisations dont les activit?s tombent sous le coup de la loi et qui, de ce fait, peuvent ?tre d?clar?es par Ordonnance du Gouvernement “Organisation ill?gale”. A ce sujet, la Loi de 1939 prescrit en son article 21 :
Article 21 :
“(1) Il est interdit ? toute personne de faire partie d?une organisation ill?gale;
(2) Tout membre d?une organisation ill?gale en contravention du pr?sent article se rend coupable d?une infraction aux dispositions du pr?sent article et est passible;
(a) soit, apr?s constatation, d?une amende de 50 livres au maximum ou, ? la discr?tion du tribunal, d?une peine d?emprisonnement de trois mois au maximum ou de l?une et l?autre de ces deux peines;
(b) soit, apr?s jugement sur inculpation, d?une peine d?emprisonnement de deux ans au maximum”.
Le titre IV de la Loi de 1939 contient des dispositions diverses sur la suppression des activit?s ill?gales, entre autres, ? l?article 30, la disposition suivante sur l?arrestation et la d?tention de personnes soup?onn?es d??tre impliqu?es dans des activit?s ill?gales:
Article 30:
“(1) Tout membre de la Garda Siochana (s?il n?est pas en uniforme, sur production de sa carte d?identit? si demande lui en est faite) peut sans mandat intimer ? toute personne l?ordre de s?arr?ter, la fouiller, l?interroger et la mettre en ?tat d?arrestation ou ex?cuter l?une ou plusieurs de ces mesures ? l??gard de toute personne qu?il soup?onne d?avoir commis ou d??tre sur le point de commettre une infraction ou d??tre ou d?avoir ?t? impliqu?e dans la perp?tration d?une infraction ? tout article ou paragraphe de la pr?sente loi, ou d?un acte qualifi? de d?lit aux fins de la partie V de la pr?sente loi, ou qu?il soup?onne d??tre porteur d?un document ayant trait ? la perp?tration ou ? la tentative de perp?tration de l?une quelconque des infractions susvis?es.
(2) Tout membre de la Garda Siochana (s?il n?est pas en uniforme sur production de sa carte d?identit? si demande lui en est faite) est habilit?, dans l?exercice de l?un quelconque des pouvoirs pr?vus au paragraphe pr?c?dent, ? arr?ter et fouiller (en usant au besoin de la force) tout v?hicule ou navire, bateau ou autre vaisseau qu?il soup?onne de transporter une personne que ledit paragraphe l?autorise ? arr?ter sans mandat.
(3) Toute personne arr?t?e en application du pr?sent article peut ?tre conduite ? un poste de la Garda Siochana, une prison ou tout autre lieu convenant ? cette fin, pour y ?tre d?tenue pendant 24 heures ? compter du moment de son arrestation et peut, sur ordre d?un officier de la Garda Siochana ayant au moins le rang de Commissaire principal, y demeurer d?tenue pour un nouveau d?lai de 24 heures.
(4) Toute personne d?tenue en application du paragraphe pr?c?dent peut, ? tout moment au cours de sa d?tention, ?tre inculp?e d?une infraction et traduite soit devant le Tribunal du District, soit devant une Cour criminelle sp?ciale, ou ?tre mise en libert? par ordre d?un officier de la Garda Siochana et doit, si elle n?est pas ainsi inculp?e ou mise en libert?, ?tre lib?r?e ? l?expiration de la p?riode de d?tention autoris?e par ledit paragraphe.
(5) Tout membre de la Garda Siochana peut prendre, ? l??gard d?une personne d?tenue en application du pr?sent article, une ou plusieurs des mesures suivantes:
(a) prendre le nom et l?adresse de cette personne;
(b) la fouiller ou la faire fouiller;
(c) la photographier ou la faire photographier;
(d) prendre ou lui faire prendre ses empreintes digitales;
(6) Toute personne qui s?opposera ? ce qu?un membre de la Garda Siochana exerce ? son encontre l?un quelconque des pouvoirs que lui conf?re le paragraphe pr?c?dent ou qui entravera l?exercice de ces pouvoirs, ou ne d?clinera pas ou refusera de d?cliner son identit? ou son adresse et donnera, en r?ponse ? toute demande de cette nature, un nom ou une adresse fausse ou trompeuse, sera coupable d?une infraction au pr?sent article et sera, apr?s constatation, passible d?une peine d?emprisonnement de six mois au maximum”.
Le titre V de la Loi de 1939 a pour objet la cr?ation de “Cours criminelles sp?ciales” ayant pour t?che de juger des personnes accus?es d?avoir viol? les dispositions de ladite loi.
Le titre VI de la Loi de 1939, enfin, contenait des dispositions autorisant tout ministre d??tat – d?s que le Gouvernement avait mis en vigueur cette partie de la loi – ? ordonner, dans certaines circonstances, l?arrestation et la d?tention de toute personne dont il avait la conviction (“satisfied”) qu?elle se livrait ? des activit?s d?clar?es ill?gales par la loi.
9. Le 23 juin 1939, soit neuf jours apr?s l?entr?e en vigueur de la Loi sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat, le Gouvernement a promulgu?, en vertu de l?article 19 de ladite loi, une Ordonnance aux termes de laquelle l?I.R.A., d?clar?e “Organisation ill?gale”, ?tait dissoute.
10. Par la suite, environ soixante-dix personnes furent arr?t?es et d?tenues par application du titre VI de ladite loi; l?une de ces personnes engagea une action devant la Haute Cour contestant la validit? de sa d?tention. La Haute Cour d?Irlande a alors d?clar? cette d?tention ill?gale et ordonn? la mise en libert? de l?individu par une d?cision d?habeas corpus.
Le Gouvernement a alors fait imm?diatement lib?rer toutes les personnes d?tenues en vertu de ces m?mes dispositions.
11. Tenant compte de l?arr?t de la Haute Cour, le Gouvernement a soumis au Parlement un projet de loi portant modification du titre VI de la Loi de 1939 relative ? la s?ret? de l??tat. Ce projet, apr?s avoir ?t? d?clar? constitutionnel par la Cour Supr?me, a ?t? adopt? par le Parlement le 9 f?vrier 1940 en tant que Loi no 2 de 1940, “Offences against the State (Amendment) Act 1940”.
Cette Loi no 2 de 1940 conf?re aux ministres d??tat des pouvoirs sp?ciaux de d?tention sans jugement, “d?s lors que le Gouvernement aura fait et publi? une proclamation d?clarant que les pouvoirs conf?r?s par la pr?sente partie de la pr?sente loi sont n?cessaires au maintien de la paix et de l?ordre publics et qu?il convient que la pr?sente partie de la pr?sente loi entre imm?diatement en vigueur” (article 3, paragraphe (2) de la loi).
Aux termes de l?article 3, paragraphe (4) de ladite loi, toutefois, la proclamation du Gouvernement mettant en vigueur les pouvoirs sp?ciaux de d?tention peut ?tre annul?e ? tout moment par une simple r?solution de la Chambre basse du Parlement irlandais.
En outre, conform?ment aux dispositions de l?article 9 de la loi, les deux Chambres du Parlement doivent ?tre tenues pleinement inform?es, ? des intervalles r?guliers, des modalit?s d?application des pouvoirs de d?tention.
12. Les pouvoirs de d?tention pr?vus ? ladite loi sont confi?s aux ministres d??tat. L?article 4 de la loi dispose ? ce sujet:
“(1) Lorsqu?un ministre d??tat estime qu?une personne se livre ? des activit?s qui, ? son avis, sont pr?judiciables au maintien de la paix et de l?ordre public ou ? la s?ret? de l??tat, il peut, par arr?t? sign? de sa main et portant son sceau officiel, ordonner l?arrestation ou la d?tention de cette personne en vertu du pr?sent article.
(2) Tout membre de la Garda Siochana peut arr?ter sans mandat toute personne d?sign?e dans un arr?t? pris par un ministre d??tat en application du paragraphe pr?c?dent.
(3) Toute personne arr?t?e en application du paragraphe pr?c?dent sera d?tenue dans une prison ou dans un autre lieu prescrit ? cet effet par le r?glement ?dict? en application de la pr?sente partie de la pr?sente loi, jusqu?? ce que cette partie cesse d??tre en vigueur ou jusqu?? ce qu?il soit lib?r? en vertu des dispositions subs?quentes de la pr?sente partie de la pr?sente loi.
(4) Lorsqu?une personne est d?tenue en vertu du pr?sent article, il doit lui ?tre signifi?, imm?diatement apr?s son arriv?e ? la prison ou en tout autre lieu de d?tention prescrit ? cet effet par les r?glements promulgu?s en application de la pr?sente partie de la pr?sente loi, copie de l?arr?t? la concernant pris par application du pr?sent article, ainsi que des dispositions de l?article 8 de la pr?sente loi”.
13. Aux termes de l?article 8 de la Loi no 2 de 1940, le Gouvernement est tenu d?instituer, aussit?t que possible apr?s l?entr?e en vigueur des pouvoirs de d?tention sans jugement, une Commission (ci-apr?s d?nomm?e: “Commission de d?tention”) ? laquelle toute personne arr?t?e ou d?tenue en vertu de la loi peut s?adresser, par l?interm?diaire du Gouvernement, pour faire examiner son cas. Cette Commission doit ?tre compos?e, par le Gouvernement, de trois personnes, dont un officier des Forces de d?fense ayant au moins sept ans de service et deux autres membres qui doivent ?tre soit des avocats ou solicitors ayant au moins sept ans de pratique, soit des juges ou anciens juges de l?un des tribunaux ordinaires. Si, dispose enfin l?article 8 de la loi, la Commission conclut qu?il n?existe pas de motifs raisonnables de maintenir l?int?ress? en d?tention, celui-ci est remis, aussit?t que possible, en libert?.
IV
14. Apr?s une p?riode de plusieurs ann?es pendant laquelle les activit?s de l?I.R.A avaient ?t? tr?s faibles, une recrudescence s?est produite en 1954 et puis ? partir du deuxi?me semestre de 1956.
C?est ainsi qu?au cours de la seconde quinzaine de d?cembre 1956, des attaques ? main arm?e sont perp?tr?es contre plusieurs casernes de la police d?Irlande du Nord et, ? la fin du mois, un policier est tu?. Pendant ce m?me mois, une patrouille de police circulant sur des routes frontali?res essuie des coups de feu, des arbres sont abattus en travers des routes, des fils t?l?phoniques sont coup?s, etc. En janvier 1957, les incidents se multiplient. Au d?but du mois, une attaque ? main arm?e est d?clench?e contre la caserne de police de Brookeborough, au cours de laquelle deux des assaillants sont tu?s. Ils venaient du territoire de la R?publique d?Irlande. Douze autres, dont quatre bless?s, repassent la fronti?re et sont arr?t?s par la police de la R?publique d?Irlande. C?est alors que le Premier Ministre de la R?publique d?Irlande adresse, dans un message radiodiffus? du 6 janvier 1957, un appel pressant au public pour mettre un terme ? ces agressions.
Six jours apr?s ce message radiodiffus? du Premier Ministre, soit le 12 janvier 1957, l?I.R.A effectue, sur le territoire de la R?publique d?Irlande, une attaque ? main arm?e contre un magasin d?explosifs situ? ? Moortown, Comt? de Dublin, pour se procurer des explosifs. Le 6 mai 1957, des groupes arm?s p?n?trent dans le magasin d?explosifs de Swan Laois, tiennent le gardien en respect et d?robent une quantit? d?explosifs.
Le 18 avril 1957, par une explosion qui cause de s?rieux d?g?ts au pont de chemin de fer d?Ayallogue, dans le Comt? d?Armagh, ? environ 5 milles du cot? nord de la fronti?re, la ligne de chemin de fer Dublin-Belfast est coup?e.
Dans la nuit du 25 au 26 avril, trois explosions entre Lurgan et Portadown, en Irlande du Nord, endommageaient la m?me ligne.
Dans la nuit du 3 au 4 juillet 1957, une patrouille de la police d?Irlande du Nord, de service ? proximit? de la fronti?re, tombe dans une embuscade. Un policier est tu? et un autre bless?. Sur les lieux m?mes, on devait d?couvrir 87 b?tonnets de g?linite plac?s sur la route, recouverts de pierres et reli?s ? un d?tonateur.
La date de cet incident se situait 8 jours seulement avant les Orange-Processions qui, le 12 juillet, ont lieu dans de nombreuses localit?s de l?Irlande du Nord. Cette date a ?t?, dans le pass?, particuli?rement critique pour le maintien de la paix et de l?ordre publics.
V
15. Les pouvoirs sp?ciaux d?arrestation et de d?tention conf?r?s aux ministres d??tat par la Loi no 2 de 1940, ont ?t? mis en vigueur le 8 juillet 1957 par une Proclamation du Gouvernement irlandais publi?e au Journal officiel le 5 juillet 1957.
Le 16 juillet 1957, le Gouvernement a ?tabli la Commission de d?tention pr?vue ? l?article 8 de ladite loi et d?sign? comme membres de la Commission un officier des Forces de d?fense, un juge et un juge de district.
16. La Proclamation par laquelle le Gouvernement irlandais mettait en vigueur, le 8 juillet 1957, les pouvoirs sp?ciaux de d?tention pr?vus ? la Partie II de la Loi no 2 de 1940 ?tait ainsi con?ue:
“The Government, in exercise of the powers conferred on them by subsection (2) of section 3 of the Offences against the State (Amendment) Act, 1940 (No 2 of 1940), hereby declare that the powers conferred by Part II of the said Act are necessary to secure the preservation of public peace and order and that it is expedient that the said Part of the said Act should come into force immediately.”
17. Par lettre du 20 juillet 1957, le ministre irlandais des Affaires ?trang?res informait le Secr?taire G?n?ral du Conseil de l?Europe que la Partie II de la Loi no 2 de 1940 sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat ?tait entr?e en vigueur le 8 juillet 1957.
Le paragraphe 2 de cette lettre ?tait ainsi con?u:
“… Dans la mesure ou l?application de la deuxi?me Partie de la loi, qui conf?re des pouvoirs sp?ciaux d?arrestation et de d?tention, est susceptible d?impliquer une d?rogation aux obligations r?sultant de la Convention de Sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales, j?ai l?honneur de vous prie de bien vouloir consid?rer que la pr?sente lettre vous en informe, conform?ment ? l?article 15 (3) (art. 15-3) de la Convention.”
La lettre faisait valoir que la d?tention des personnes en vertu de la Loi no 2 ?tait apparue n?cessaire “pour emp?cher la perp?tration de d?lits contre la paix et l?ordre publics et le maintien de forces militaires ou arm?es autres que celles autoris?es par la Constitution”.
L?attention du Secr?taire G?n?ral ?tait attir?e sur les dispositions de l?article 8 de la Loi de 1940 qui pr?voit la constitution d?une Commission devant laquelle peut recourir toute personne d?tenue, Commission qui a ?t? constitu?e le 16 juillet 1957.
18. Aussit?t apr?s la publication de la proclamation du 5 juillet 1957 mettant en vigueur les pouvoirs de d?tention pr?vus par la Loi no 2 de 1940, le Premier Ministre du Gouvernement de la R?publique d?Irlande annon?ait que le Gouvernement lib?rerait toute personne d?tenue en vertu de cette loi, qui prendrait l?engagement de “respecter la Constitution et les lois d?Irlande” et de “n?adh?rer ni venir en aide ? aucune organisation d?clar?e ill?gale en vertu de la Loi de 1939 relative aux atteintes ? la s?ret? de l??tat”.
VI
19. G.R. L. a ?t? arr?t? pour la premi?re fois, avec trois autres hommes, le 21 septembre 1936 dans une grange d?saffect?e ? Keshcarrigan, Comt? de Leitrim. La police d?couvrit dans cette grange une mitrailleuse Thompson, 6 fusils de guerre, 6 fusils de chasse, un revolver, un pistolet automatique et 400 chargeurs. L. a admis ?tre membre de l?I.R.A et avoir pris part ? une attaque arm?e au cours de laquelle des fusils et des revolvers avaient ?t? vol?s. Il a ?t? inculp?, le 18 octobre, de d?tention ill?gale d?armes ? feu en vertu de la Loi de 1925 sur les armes ? feu (The Firearms Act, 1925) et de l?article 21 de la Loi de 1939 relative aux atteintes ? la s?ret? de l??tat (The Offences against the State Act, 1939) (ci-apr?s d?nomm?e “Loi de 1939”).
G.R. L. et les autres inculp?s ont ?t? traduits devant la Cour criminelle du Circuit de Dublin. Ils ont ?t? acquitt?s le 23 novembre 1956 du chef de possession ill?gale d?armes ? feu. Le juge avait indiqu? au jury que les conditions techniques relatives ? la preuve de culpabilit? de l?accus? n??taient pas remplies, l?accusation n?ayant pas d?montr? de fa?on concluante qu?aucune autorit? comp?tente n?avait d?livr? ? l?accus? de permis l?autorisant ? ?tre en possession des armes dont il s?agissait.
Le 26 octobre, au cours de l?audience devant ce Tribunal, le juge de district demanda ? l?un des inculp?s, S. G., s?il avait des questions ? poser aux agents de police, t?moins; la r?ponse de l?inculp? fut la suivante:
“En tant que soldat de l?Arm?e r?publicaine irlandaise et que chef des hommes ici pr?sent, je ne veux rien avoir ? faire avec les d?lib?rations de ce tribunal.”
Le juge lui ayant demand? s?il plaidait coupable ou non coupable, G. r?pondit ? nouveau:
“Au nom de mes camarades et en mon nom personnel, je tiens ? d?clarer que les armes et munitions trouv?es sur nous devaient ?tre utilis?es contre les forces britanniques d?occupation pour obtenir la r?unification de notre pays et que les Irlandais et Irlandaises, quelles que soient leurs opinions politiques, n?avaient rien ? craindre de nous. Nous maintenons qu?il est l?gal de poss?der des armes et nous croyons ?galement que tout Irlandais a le devoir de prendre les armes pour d?fendre son pays.”
R?pondant une question qui lui ?tait pos?e par le juge, G.R. L. d?clarait: “S. G. a parl? en mon nom.”
L. a de nouveau ?t? arr?t? ? Dublin le 14 mai 1957 en application de l?article 30 de la Loi de 1939, ?tant soup?onn? de se livrer ? des activit?s ill?gales. Un croquis de certains postes frontaliers entre la R?publique d?Irlande et l?Irlande du Nord a ?t? trouv? sur lui. Le croquis portait l?inscription: “S?infiltrer, an?antir, d?truire”.
Une perquisition eut lieu le m?me jour au domicile de G.R. L.; au cours de cette perquisition, on d?couvrit un document manuscrit sur la gu?rilla, document contenant, entre autres, le texte suivant:
“Le mouvement de r?sistance est l?avant-garde arm?e du peuple irlandais en lutte pour la lib?ration de l?Irlande. La force de ce mouvement r?side dans son caract?re populaire et patriotique. Les missions essentielles des unit?s locales de la r?sistance sont les suivantes: D?truire les installations et ?tablissements ennemis: locaux de l?Arm?e territoriale, baraques sp?ciales, bureaux de recrutement, postes fronti?res, d?p?ts, etc.
Attaquer les a?rodromes ennemis et d?truire les hangars d?avions, les d?p?ts de bombes et de carburants, abattre les principaux membres du personnel volant et les m?caniciens. Abattre ou capturer les officiers sup?rieurs ennemis et les hauts fonctionnaires de l?administration coloniale ennemie, ainsi que les tra?tres ? leur solde: officiers britanniques, agents de police, espions, magistrats, membres importants du parti collaborateur, etc.”
A la suite de cette arrestation, G.R. L. a ?t? inculp?:
(a) de d?tention de documents compromettants en infraction ? l?article 12 de la Loi de 1939;
(b) d?appartenance ? une organisation ill?gale, l?I.R.A, en infraction ? l?article 21 de la Loi de 1939.
Le 16 mai 1957, G.R. L. a ?t? traduit devant la Cour criminelle du Circuit de Dublin en m?me temps que trois autres hommes inculp?s d?infractions analogues en vertu de la Loi de 1939. La Cour l?a condamn? ? un mois de prison du premier chef d?accusation, mais l?a acquitt? du second. Les minutes de la Cour montrent que le second chef d?accusation a ?t? rejet? “pour raisons de fond”, mais aucun compte rendu officiel des d?bats ne parait exister. Les motifs de cet acquittement n?ont pu ?tre clairement ?tablis. G.R. L. a ?t? mis en libert? vers le 16 juin 1957, apr?s avoir purg? sa peine ? la prison Mountjoy ? Dublin.
20. G.R. L. a de nouveau ?t? arr?t? le 11 juillet 1957 ? Dun Laoghaire par l?agent de la s?ret? C., alors qu?il ?tait sur le point de s?embarquer sur un navire en partance pour l?Angleterre. Il a ?t? incarc?r? pendant 24 heures ? la maison d?arr?t “Bridewell” ? Dublin, en application de l?article 30 de la Loi de 1939, comme suspect d?appartenance ? une organisation ill?gale, l?I.R.A.
L?inspecteur de la s?ret? M. lui a alors d?clar? le jour m?me qu?il serait remis en libert? s?il consentait ? signer un engagement concernant son comportement futur. Aucun texte ?crit de l?engagement propos? n?a ?t? pr?sent? ? G.R. L.. Les termes exacts dudit engagement n?ont pu ?tre clairement ?tablis.
Le 12 juillet 1957, le Commissaire principal, agissant en vertu de l?article 30, paragraphe 3 de la Loi de 1939, a ordonn? que la d?tention de G.R. L. soit prolong?e de 24 heures jusqu?au 13 juillet 1957 ? 19 h 45.
A 6 heures du matin le 13 juillet 1957, avant que sa d?tention en vertu de l?article 30 de la Loi de 1939 ait pris fin, G.R. L. a ?t? transf?r? de la maison d?arr?t “Bridewell” ? la prison militaire de Curragh, Comt? de Kildare (connue sous le nom de The Glass House). Il y est arriv? le m?me jour ? 8 heures du matin et y a ?t? d?tenu, ? compter de ce moment, en vertu d?un arr?t? de d?tention pris le 12 juillet 1957 par le ministre de la Justice en vertu de l?article 4 de la Loi no 2 de 1940. A son arriv?e, L. a re?u notification de cet arr?t? de d?tention dans lequel le ministre de la Justice d?clarait que, ? son avis, le requ?rant se livrait ? des activit?s pr?judiciables ? la s?ret? de l??tat, et ordonnait son arrestation et sa d?tention en vertu de l?article 4 de la Loi de 1940.
De la Glass House, G.R. L. a ?t? transf?r? le 17 juillet 1957 ? un camp connu sous le nom de Curragh Internment Camp qui fait partie du Camp militaire et des casernes de Curragh, Comt? de Kildare, ou il a ?t? d?tenu, avec quelque 120 autres personnes, sans ?tre traduit devant un juge jusqu?? sa lib?ration le 11 d?cembre 1957.
21. Le 16 ao?t 1957, G.R. L. a ?t? inform? qu?il serait remis en libert? s?il prenait par ?crit l?engagement de “respecter la Constitution et les lois de l?Irlande” et de “n?adh?rer ni venir en aide ? aucune organisation d?clar?e ill?gale en vertu de la Loi de 1939 relative aux atteintes ? la s?ret? de l??tat”. G.R. L. a refus? de prendre cet engagement.
22. Le 8 septembre 1957, G.R. L. a exerc? le droit que lui reconnaissait l?article 8 de la Loi de 1940 de demander que la question de son maintien en d?tention soit examin?e par la Commission de d?tention cr??e en vertu du m?me article de ladite loi. Il a comparu devant cette Commission le 17 septembre 1957, assist? d?un conseil et d?avocats. La Commission de d?tention, qui si?geait pour la premi?re fois, a adopt? certaines r?gles de proc?dure et ajourn? ses d?lib?rations au 20 septembre.
23. Cependant, le 18 septembre 1957, le conseil de G.R. L., se fondant sur l?article 40 de la Constitution de l?Irlande, a ?galement sollicit? aupr?s de la Haute Cour d?Irlande le prononc? d?une ordonnance conditionnelle d?habeas corpus ad subjiciendum. L?objet de cette proc?dure ?tait d?obtenir de la Cour qu?elle ordonne au Commandant du camp de d?tention de produire G.R. L.devant la Cour afin que celle-ci examine la validit? de sa d?tention et prenne une d?cision ? cet ?gard. Le prononc? d?une ordonnance conditionnelle d?habeas corpus obligerait le Commandant ? rendre compte ? la Haute Cour des raisons pour lesquelles il ne d?f?rerait pas ? cette ordonnance.
L?ordonnance conditionnelle a ?t? accord?e ? la m?me date et signifi?e au Commandant qui devait rendre compte dans un d?lai de quatre jours. Elle a ?galement ?t? notifi?e ? la Commission de d?tention. La Commission de d?tention s?est r?unie le 20 septembre 1957 et a d?cid? d?ajourner l?audience sine die en attendant le r?sultat de la requ?te d?habeas corpus.
24. G.R. L. a alors adress? une requ?te ? la Haute Cour afin d?obtenir que l?ordonnance conditionnelle d?habeas corpus fut rendue inconditionnelle nonobstant les raisons all?gu?es par le Commandant du camp de d?tention pour ne pas se rendre ? la requ?te. Le Commandant s??tait, en l?occurrence, fond? sur l?arr?t? de d?tention pris par le ministre de la Justice contre l?int?ress?.
La Haute Cour a si?g? du 8 au 11 octobre 1957 et a entendu les arguments juridiques pr?sent?s par les conseils des deux parties. Le 11 octobre, elle a rendu un arr?t dans lequel elle admettait les raisons invoqu?es par le Commandant du camp pour justifier la d?tention. La requ?te d?habeas corpus a donc ?t? rejet?e.
25. Le 14 octobre 1957, G.R. L. a interjet? appel devant la Cour Supr?me en invoquant non seulement la Constitution et la l?gislation de l?Irlande, mais aussi les dispositions de la Convention europ?enne des Droits de l?Homme. Le 6 novembre 1957, la Cour Supr?me a rejet? l?appel de G.R. L.. Elle a rendu son arr?t motiv? le 3 d?cembre 1957.
Les principaux attendus de l?arr?t de la Cour Supr?me ?taient les suivants:
(a) La loi de 1940 avait ?t? soumise sous forme de projet ? la Cour Supr?me pour que celle-ci se prononce sur sa constitutionnalit?. La Cour Supr?me avait d?cid? qu?elle n??tait pas inconstitutionnelle et, aux termes de l?article 34 (3) 3 de la Constitution, aucun tribunal n?est juge de la constitutionnalit? des lois dont le projet a ?t? approuv? par la Cour Supr?me.
(b) L?Oireachtas (c?est-?-dire le Parlement), qui ?tait la seule autorit? l?gislative, n?avait pas adopt? de loi int?grant la Convention des Droits de l?Homme ? la l?gislation interne de l?Irlande. La Cour Supr?me ne pouvait donc faire ex?cuter la Convention dans la mesure ou celle-ci apparaissait conf?rer aux citoyens des droits diff?rents ou suppl?mentaires de ceux que pr?voyait la l?gislation interne irlandaise.
(c) La d?tention de l?appelant en application de l?article 30 de la Loi de 1939 devait prendre fin le 13 juillet 1957 ? 19 h 45. A ce moment-l?, il ?tait d?j? d?tenu en vertu d?un autre arr?t? pris par le ministre de la Justice, et son maintien en d?tention ?tait parfaitement justifi? par ce deuxi?me arr?t?.
(d) L?appelant n?avait pas apport? un commencement de preuve ? l?appui de son all?gation selon laquelle il n?aurait pas ?t? inform? des motifs de son arrestation en vertu de l?arr?t? minist?riel. Au demeurant, une irr?gularit? dans l?arrestation, m?me si elle avait ?t? ?tablie, n?aurait pas eu pour effet de rendre la d?tention ult?rieure ill?gale, quels que soient les droits qu?elle ait pu par ailleurs conf?rer ? l?appelant en vertu de la loi irlandaise.
(e) La Cour avait d?j? statu? lors de l?examen de la Loi de 1940 sous forme de projet qu?elle n??tait pas habilit?e ? rechercher le bien-fond? de l?opinion d?un ministre prenant un arr?t? de d?tention en application de l?article 4 de cette loi.
(f) Au cours de la proc?dure d?habeas corpus devant la Haute Cour, l?appelant avait soutenu que la constitution de la Commission de d?tention ?tait ill?gale. Or, selon la Cour Supr?me, m?me si l?appelant devait d?montrer que les d?cisions de la Commission sur diverses questions de proc?dure ?taient erron?es, cela n?aurait pas pour effet de rendre sa d?tention ill?gale ni de motiver une demande d?habeas corpus. Il ressortait en effet de l?article 8 de la Loi de 1940 que la Commission n??tait pas un tribunal et qu?une requ?te formul?e devant elle constituait non pas une proc?dure juridictionnelle mais simplement une demande de caract?re administratif.
26. Entre-temps, le 8 novembre 1957 – soit deux jours apr?s la notification du rejet de son appel par la Cour Supr?me – G.R. L. avait introduit sa requ?te devant la Commission europ?enne des Droits de l?Homme. Il y all?guait que son arrestation et sa d?tention, en application de la Loi no 2 de 1940, sans inculpation ni jugement, constituaient une violation de la Convention et demandait:
(a) sa relaxe imm?diate;
(b) le versement d?une r?paration et de dommages-int?r?ts pour emprisonnement; et
(c) le paiement des frais et d?penses de toute esp?ce d?coulant, directement ou indirectement, des actions intent?es par lui devant les juridictions irlandaises et la Commission europ?enne pour obtenir sa lib?ration.
27. Peu apr?s, la Commission de d?tention a repris, en application de l?article 8 de la Loi de 1940, l?examen du cas de G.R. L. et tenu des audiences ? cet effet les 6 et 10 d?cembre 1957. Le 10 d?cembre, ? l?invitation de l?Attorney-General de la R?publique d?Irlande, l?int?ress?, comparaissant en personne devant la Commission de d?tention, a pris l?engagement verbal suivant: “Je m?engage ? ne me livrer ? aucune activit? ill?gale au sens des Lois de 1939 et 1940 relatives aux atteintes ? la s?ret? de l??tat”. Le lendemain 11 d?cembre 1957, le ministre de la Justice, se fondant sur l?article 6 de la Loi no 2 de 1940, prenant un arr?t? ordonnant la relaxe de G.R. L..
28. Le solicitor de L. a notifi? cette relaxe ? la Commission europ?enne des Droits de l?Homme par lettre en date du 16 d?cembre 1957. Il pr?cisait dans cette lettre que L. entendait poursuivre son action devant la Commission en ce qui concernait (a) sa demande de r?paration et de dommages-int?r?ts pour emprisonnement et (b) sa demande de remboursement de tous les frais et d?penses d?coulant des actions intent?es pour obtenir sa lib?ration.
VII
29. Au cours de la proc?dure ?crite et orale devant la Cour, la Commission europ?enne des Droits de l?Homme et le Gouvernement irlandais ont pris les conclusions finales suivantes:
La Commission, dans son M?moire du 27 juin 1960:
“Plaise ? la Cour de prendre en consid?ration les avis exprim?s par la Commission dans son rapport sur l?affaire G. R. L. et
(1) de d?cider:
(a) si la d?tention sans jugement du requ?rant du 13 juillet au 11 d?cembre 1957, en vertu de l?article 4 de la Loi modificative de 1940 sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat, ?tait ou non contraire aux obligations incombant au Gouvernement d?fendeur aux termes des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention;
(b) si cette d?tention ?tait ou non contraire aux obligations incombant au Gouvernement d?fendeur aux termes de l?article 7 (art. 7) de la Convention;
(2) Au cas ou cette d?tention serait contraire aux obligations incombant au Gouvernement d?fendeur aux termes des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention, de d?cider:
(a) si la lettre adress?e par le Gouvernement au Secr?taire G?n?ral le 20 juillet 1957 constituait ou non une notification suffisante aux fins de l?article 15, paragraphe 3 (art. 15-3), de la Convention;
(b) si, du 13 juillet au 11 d?cembre 1957, il existait ou non un danger public mena?ant la vie de la nation au sens de l?article 15, paragraphe 1 (art. 15-1), de la Convention;
(c) au cas ou un tel danger aurait effectivement exist? durant cette p?riode, si la d?tention de personnes sans jugement en vertu de l?article 4 de la Loi de 1940, telle qu?elle a ?t? appliqu?e par le Gouvernement, ?tait une mesure strictement exig?e par la situation;
(3) de d?cider si, en tout ?tat de cause, l?article 17 (art. 17) de la Convention interdit ou non au requ?rant d?invoquer les dispositions des articles 5, 6 et 7 (art. 5, art. 6, art. 7);
(4) ? la lumi?re de ses d?cisions sur les points ?num?r?s aux paragraphes 1 ? 3 ci-dessus, de juger et prononcer:
(a) si les faits constat?s r?v?lent ou non, de la part du Gouvernement d?fendeur, une violation des obligations qui lui incombent aux termes de la Convention;
(b) dans l?affirmative, si une r?paration est due au requ?rant du fait de cette violation et quel doit en ?tre le montant”.
30. L?agent du Gouvernement irlandais, au cours de l?audience publique du 10 avril 1961:
“Plaise ? la Cour de d?cider et de d?clarer que les r?ponses aux questions figurant au paragraphe 58 du M?moire de la Commission en date du 27 juin 1960 sont les suivantes:
1.
(a) La d?tention du requ?rant n??tait pas contraire aux obligations incombant au Gouvernement aux termes des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention.
(b) Cette d?tention n??tait pas contraire aux obligations incombant au Gouvernement aux termes de l?article 7 (art. 7) de la Convention.
2.
(a) La lettre du Gouvernement en date du 20 juillet 1957 constituait une notification suffisante aux fins du paragraphe 3 de l?article 15 (art. 15-3) de la Convention; ou subsidiairement, dans la pr?sente affaire, aucune disposition dudit paragraphe 3 (art. 15-3) n?emp?che le Gouvernement de se fonder sur les dispositions du paragraphe 1 de l?article 15 (art. 15-1).
(b) Du 13 juillet au 11 d?cembre 1957, il existait un danger public mena?ant la vie de la nation au sens du paragraphe 1 de l?article 15 (art. 15-1) de la Convention.
(c) La d?tention de personnes sans jugement, telle qu?elle a ?t? appliqu?e par le Gouvernement, ?tait une mesure strictement exig?e par la situation.
3. En tout ?tat de cause, l?article 17 (art. 17) de la Convention interdit au requ?rant d?invoquer les dispositions des articles 5, 6 et 7 (art. 5, art. 6, art. 7) de la Convention.
4.
(a) Les faits constat?s ne r?v?lent, de la part du Gouvernement, aucune violation des obligations qui lui incombent aux termes de la Convention.
(b) Eu ?gard ? ce qui pr?c?de, la question d?une r?paration ne se pose pas.”
EN DROIT
1. Consid?rant qu?il est ?tabli que G.R. L. a ?t? arr?t? par les autorit?s irlandaises le 11 juillet 1957 en application des articles 21 et 30 de la Loi no 13 de 1939 (Offences against the State Act, 1939); qu?avant l?expiration du mandat d?arr?t pris en vertu de la Loi no 13 de 1939 G.R. L. se vit notifier, le 13 juillet 1957, un arr?t? de d?tention pris le 12 juillet 1957 par le ministre de la Justice en vertu des dispositions de l?article 4 de la Loi no 2 de 1940 sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat (Offences against the State (Amendment) Act, 1940); qu?il a ?t? d?tenu, par la suite, d?abord ? la prison militaire de Curragh, puis au Curragh Internment Camp, jusqu?au 11 d?cembre 1957, date de sa lib?ration, sans avoir ?t? pendant cette p?riode, traduit devant un juge;
2. Consid?rant que la Cour n?est pas appel?e ? statuer sur l?arrestation de G.R. L. op?r?e le 11 juillet 1957, mais qu?au vu des conclusions prises et par la Commission et par le Gouvernement irlandais, elle est appel?e ? d?cider uniquement si la d?tention de G.R. L. du 13 juillet au 11 d?cembre 1957, en vertu de l?article 4 de la Loi no 2 de 1940 sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat, ?tait ou non conforme aux prescriptions de la Convention;
3. Consid?rant ? ce sujet que le Gouvernement irlandais a soulev? contre la requ?te de G.R. L. une fin de non recevoir de fond tir?e de l?article 17 (art. 17) de la Convention; qu?il importe d?examiner pr?alablement cette fin de non recevoir;
Sur la fin de non recevoir tir?e de l?article 17 (art. 17) de la Convention.
4. Consid?rant que la Convention dispose en son article 17 (art. 17):
“Aucune des dispositions de la pr?sente Convention ne peut ?tre interpr?t?e comme impliquant pour un ?tat, un groupement ou un individu, un droit quelconque de se livrer ? une activit? ou d?accomplir un acte visant ? la destruction des droits ou libert?s reconnus dans la pr?sente Convention ou ? des limitations plus amples de ces droits et libert?s que celles pr?vues ? ladite Convention.”
5. Consid?rant que le Gouvernement irlandais a fait valoir devant la Commission et a r?affirm? devant la Cour (i) que G.R. L., au moment de son arrestation en juillet 1957, ?tait impliqu? dans les activit?s de l?I.R.A et (ii) que la Commission, au paragraphe 138 de son rapport, avait d?j? fait observer que le comportement de G.R. L. ?tait “de nature ? le faire tr?s s?rieusement soup?onner d??tre encore impliqu? dans les activit?s de l?I.R.A lors de son arrestation en juillet 1957, qu?il ait ?t? encore ou non, ? cette date, membre de cette organisation”; (iii) que l?I.R.A avait ?t? interdite en raison de son activit? visant ? la destruction des droits et libert?s tels qu?ils sont reconnus dans la Convention; que G.R. L. ?tait donc, en juillet 1957, impliqu? dans des activit?s vis?es par l?article 17 (art. 17) de la Convention; que de ce fait il n?avait plus le droit de se pr?valoir des articles 5, 6 et 7 (art. 5, art. 6, art. 7) ou de tout autre article de la Convention; qu?en effet, un ?tat, un groupement ou un individu se livrant ? des activit?s vis?es ? l?article 17 (art. 17) de la Convention ne peut se pr?valoir d?aucune des dispositions de la Convention, que cette interpr?tation se trouvait confirm?e par ailleurs par la d?cision prise par la Commission au sujet de la recevabilit? de la requ?te introduite devant elle en 1957 par le Parti communiste allemand; que toutefois, en cas d?application de l?article 17 (art. 17), un gouvernement n?est pas d?charg? de toute obligation vis-?-vis des autres Parties Contractantes d?assurer que son comportement reste conforme aux dispositions de la Convention;
6. Consid?rant que la Commission, dans le rapport ainsi qu?au cours de la proc?dure ?crite et orale devant la Cour, a exprim? l?avis que l?article 17 (art. 17) ne s?appliquait pas en la cause; que les arguments pr?sent?s ? ce sujet par la Commission peuvent ?tre r?sum?s comme suit: que le but g?n?ral de l?article 17 (art. 17) est d?emp?cher que des groupements totalitaires puissent exploiter en leur faveur les principes pos?s par la Convention; que pour atteindre ce but il ne fallait cependant pas priver de tous les droits et libert?s garantis par la Convention les individus dont on constate qu?ils se livrent ? des activit?s visant ? d?truire l?un quelconque de ces droits et libert?s; qu?en effet, l?article 17 (art. 17) couvre essentiellement les droits qui permettraient si on les invoquait, d?essayer d?en tirer le droit de se livrer effectivement ? des activit?s, visant ? la destruction “des droits ou libert?s reconnus dans la Convention; que la d?cision au sujet de la recevabilit? de la requ?te pr?sent?e par le Parti communiste d?Allemagne (requ?te no 250/57) cadrait parfaitement avec le sens ainsi attribu? ? l?article 17 (art. 17); qu?il ne pouvait ?tre question, au sujet de cette requ?te, des droits reconnus aux articles 9, 10 et 11 (art. 9, art. 10, art. 11) de la Convention, droits qui, s?ils avaient ?t? reconnus au Parti communiste, auraient permis ? ce dernier de se livrer pr?cis?ment ? des activit?s vis?es par l?article 17 (art. 17);
Qu?en ce qui concerne le cas pr?sent, la Commission a estim? que, m?me si G.R. L. participait effectivement, au moment de son arrestation, aux activit?s de l?I.R.A, l?article 17 (art. 17) ne l?emp?chait pas de revendiquer la protection des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention, pas plus qu?il ne dispensait le Gouvernement irlandais de respecter les dispositions de ces articles qui prot?gent toute personne contre l?arrestation arbitraire et la d?tention sans jugement;
7. Consid?rant que, de l?avis de la Cour, l?article 17 (art. 17), pour autant qu?il vise des groupements ou des individus, a pour but de les mettre dans l?impossibilit? de tirer de la Convention un droit qui leur permette de se livrer ? une activit? ou d?accomplir un acte visant ? la destruction des droits et libert?s reconnus dans la Convention; qu?ainsi personne ne doit pouvoir se pr?valoir des dispositions de la Convention pour se livrer ? des actes visant ? la destruction des droits et libert?s ci-dessus vis?s; que cette disposition, qui a une port?e n?gative, ne saurait ?tre interpr?t?e a contrario comme privant une personne physique des droits individuels fondamentaux garantis aux articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention; qu?en l?esp?ce G.R. L. ne se pr?vaut pas de la Convention en vue de justifier ou d?accomplir des actes contraires aux droits et libert?s y reconnus, mais qu?il a port? plainte pour avoir ?t? priv? des garanties accord?es par les articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention; que, par cons?quent, la Cour ne peut retenir, sur ce chef, les conclusions pr?sent?es par le Gouvernement irlandais.
Sur la question de savoir si la d?tention sans comparution devant un juge de G.R. L. du 13 juillet au 11 d?cembre 1957, en vertu de l?article 4 de la Loi de 1940 sur les atteintes ? la s?ret? de l??tat (Offences against the State (Amendment) Act, 1940) ?tait ou non contraire aux obligations incombant au Gouvernement irlandais aux termes des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention.
8. Que l?article 5 (art. 5) de la Convention est ainsi con?u:
“(1) Toute personne a droit ? la libert? et ? la s?ret?. Nul ne peut ?tre priv? de sa libert?, sauf dans les cas suivants et selon les voies l?gales:
(a) s?il est d?tenu r?guli?rement apr?s condamnation par un tribunal;
(b) s?il a fait l?objet d?une arrestation ou d?une d?tention r?guli?res pour insoumission ? une ordonnance rendue, conform?ment ? la loi, par un tribunal ou en vue de garantir l?ex?cution d?une obligation prescrite par la loi;
(c) s?il a ?t? arr?t? et d?tenu en vue d??tre conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente, lorsqu?il y a des raisons plausibles de soup?onner qu?il a commis une infraction ou qu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction ou de s?enfuir apr?s l?accomplissement de celle-ci;
(d) s?il s?agit de la d?tention r?guli?re d?un mineur, d?cid?e pour son ?ducation surveill?e ou de sa d?tention r?guli?re, afin de le traduire devant l?autorit? comp?tente;
(e) s?il s?agit de la d?tention r?guli?re d?une personne susceptible de propager une maladie contagieuse, d?un ali?n?, d?un alcoolique, d?un toxicomane ou d?un vagabond;
(f) s?il s?agit de l?arrestation ou de la d?tention r?guli?res d?une personne pour l?emp?cher de p?n?trer irr?guli?rement dans le territoire, ou contre laquelle une proc?dure d?expulsion ou d?extradition est en cours.
(2) Toute personne arr?t?e doit ?tre inform?e, dans le plus court d?lai et dans une langue qu?elle comprend, des raisons de son arrestation et de toute accusation port?e contre elle.
(3) Toute personne arr?t?e ou d?tenue, dans les conditions pr?vues au paragraphe 1 (c) du pr?sent article (art. 5-1-c), doit ?tre aussit?t traduite devant un juge ou un autre magistrat habilit? par la loi ? exercer des fonctions judiciaires et a le droit d??tre jug?e dans un d?lai raisonnable, ou lib?r? pendant la proc?dure. La mise en libert? peut ?tre subordonn?e ? une garantie assurant la comparution de l?int?ress? ? l?audience.
(4) Toute personne priv?e de sa libert? par arrestation ou d?tention a le droit d?introduire un recours devant un tribunal, afin qu?il statue ? bref d?lai sur la l?galit? de sa d?tention et ordonne sa lib?ration si la d?tention est ill?gale.
(5) Toute personne victime d?une arrestation ou d?une d?tention dans des conditions contraires aux dispositions de cet article a droit ? r?paration.”
9. Consid?rant que la Commission, dans son rapport, a exprim? l?avis que la d?tention de G.R. L. ne rel?ve d?aucune des cat?gories des cas ?num?r?s ? l?article 5, paragraphe 1er (art. 5-1) de la Convention et ne constitue donc pas une mesure privative de libert? autoris?e par ladite disposition; qu?il est soulign? dans cet avis que le paragraphe 1er de l?article 5 (art. 5-1) autorise la privation de libert? dans six cat?gories distinctes de cas dont seules celles vis?es par les dispositions des litt. (b) in fine (“en vue de garantir l?ex?cution d?une obligation prescrite par la loi”) et (c) dudit paragraphe sont ? prendre en consid?ration en l?esp?ce, le Gouvernement irlandais les ayant invoqu?es l?une et l?autre devant la Commission en vue de justifier la d?tention de G.R. L.; qu?en ce qui concerne l?article 5, paragraphe 1er litt. (b) (art. 5-1-b) in fine, la d?tention de L. ordonn?e par un ministre d??tat parce qu?il le soup?onnait de se livrer ? des activit?s pr?judiciables au maintien de la paix et de l?ordre publics ou ? la s?ret? de l??tat, ne peut pas ?tre consid?r?e comme une mesure prise “en vue de garantir l?ex?cution d?une obligation prescrite par la loi”, cette disposition visant une arrestation ou une d?tention destin?e non pas ? emp?cher l?accomplissement d?infractions contre la paix et l?ordre publics ou la s?ret? de l??tat, mais ? garantir l?ex?cution d?obligations pr?cises impos?es par la loi;
Que, selon la Commission, la d?tention de G.R. L. n?est pas non plus couverte par l?article 5, paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c), ?tant donn? qu?il n?a pas ?t?, pendant la p?riode consid?r?e, conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente; que le paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c) n?autorise l?arrestation ou la d?tention d?une personne soup?onn?e de se livrer ? des infractions p?nales que lorsqu?elle a lieu en vue de la conduire devant l?autorit? judiciaire comp?tente; qu?? cet ?gard la Commission a fait observer en particulier qu?il ressort clairement tant de la version anglaise que de la version fran?aise de ladite disposition que le membre de phrase
“en vue d??tre conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente” ne s?applique pas seulement au cas d?un individu arr?t? ou d?tenu “lorsqu?il y a des raisons plausibles de soup?onner qu?il a commis une “infraction” mais ?galement au cas d?une personne arr?t?e ou d?tenue “lorsqu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction ou de s?enfuir apr?s l?accomplissement de celle-ci”; qu?en outre, le fait qu?il se trouve, dans la version fran?aise, une virgule apr?s le membre de phrase “s?il
a ?t? arr?t? et d?tenu en vue d??tre conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente” signifie que ce texte se r?f?re ? toutes les hypoth?ses d?arrestation et de d?tention vis?es par les termes qui suivent la virgule; qu?au surplus la disposition de l?article 5 paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c) doit ?tre rapproch?e de celle contenue au paragraphe 3 du m?me article (art. 5-3) en vertu de laquelle toute personne arr?t?e ou d?tenue dans les conditions pr?vues au paragraphe 1er litt. (c) dudit article (art. 5-1-c) doit ?tre aussit?t traduite devant un juge; qu?il se trouve ainsi confirm? que l?article 5, paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c) ne permet l?arrestation ou la d?tention d?une personne qu?en vue de la traduire devant un juge;
Que la Commission, quant ? elle, n?a ?mis aucun avis sur la question de savoir si la d?tention de G.R. L. ?tait ou non conforme ? l?article 6 (art. 6) de la Convention;
10. Consid?rant que le Gouvernement irlandais a fait valoir devant la Cour:
– que la d?tention du 13 juillet au 11 d?cembre 1957 de G.R. L.- dont le comportement g?n?ral et une s?rie de faits pr?cis le faisaient, selon le propre avis de la Commission (paragraphe 138 de son rapport), “tr?s s?rieusement soup?onner d??tre impliqu? dans les activit?s de l?I.R.A” lors de son arrestation en juillet 1957 – ne constituait pas une violation des articles 5 et 6 (art. 5, art. 6) de la Convention; que le gouvernement irlandais a soutenu que la Convention n?exige point qu?une personne arr?t?e ou d?tenue ? titre pr?ventif soit conduite devant une autorit? judiciaire; que, par cons?quent la d?tention de G.R. L. n?a pas ?t? contraire aux exigences de la Convention; qu?? cet ?gard le Gouvernement irlandais, sans se r?f?rer devant la Cour comme il l?avait fait devant la Commission, aux dispositions de l?article 5, paragraphe 1er litt. (b) (art. 5-1-b), a notamment fait valoir les arguments suivants: que l?article 5, paragraphe 1er litt (c) (art. 5-1-c) vise deux cat?gories de cas de privation de libert? compl?tement distinctes: l?une d?un individu arr?t? ou d?tenu “lorsqu?il y a des raisons plausibles de soup?onner qu?il a commis une infraction”, et l?autre d?un individu arr?t? ou d?tenu lorsqu?”il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction, etc …”; qu?il ressort du libell? de ladite disposition que l?obligation de conduire l?individu arr?t? ou d?tenu devant l?autorit? judiciaire comp?tente ne se r?f?re qu?? la premi?re cat?gorie de cas susmentionn?e; que tel est le sens, notamment de la version anglaise, de cette disposition;
– que les travaux pr?paratoires de l?article 5 (art. 5) confirment le sens ainsi attribu? ? ladite disposition; qu?en premier lieu, il faut tenir compte du fait que ledit article remonte ? une proposition soumise au Comit? d?experts, en mars 1950, par la d?l?gation du Royaume-Uni et que, par cons?quent, la version fran?aise n?est qu?une traduction du texte original anglais; qu?en ce qui concerne le paragraphe 1er litt. (c) de l?article (art. 5-1-c), les mots “or when it is reasonably considered necessary” ?taient r?dig?s, dans le premier projet, comme suit: “or which is reasonably considered to be necessary”, ce qui se r?f?re, dans la version anglaise, aux mots “arrest or detention” et non pas au membre de phrase “effected for the purpose of bringing him before the competent legal authority”; que, par la suite, cette disposition n?a subi que des modifications d?ordre r?dactionnel;
– que la disposition de l?article 5, paragraphe 3 (art. 5-3) ne contredit pas l?analyse ainsi faite du paragraphe 1er litt. (c) du m?me article (art. 5-1-c); que le paragraphe 3 (art. 5-3) ne vise que la premi?re cat?gorie de cas mentionn?e au paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c) et non pas le cas d?une arrestation ou d?tention d?un individu “lorsqu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction”; que cette interpr?tation est confirm?e par le fait que dans les ?tats contractants de tradition juridique anglo-saxonne (Common Law Countries) une personne ne peut ?tre jug?e du fait d?avoir l?intention de commettre une infraction;
– qu?en outre l?article 5, paragraphe 3 (art. 5-3) remonte ?galement ? une proposition de la d?l?gation britannique soumise, en mars 1950, au “Comit? d?experts charg? d??tablir un premier projet de Convention”; que ladite proposition britannique ?tait incluse au projet issu des travaux du Comit? d?experts; que ce projet fut par la suite examin? par une “Conf?rence des Hauts Fonctionnaires” qui, eux, supprim?rent au paragraphe 3 les termes “or to prevent his committing a crime” (“ou de l?emp?cher de commettre une infraction”); qu?en cons?quence, le paragraphe 3, apr?s son amendement par les Hauts Fonctionnaires, ?tait con?u comme suit:
“Anyone arrested or detained on a charge of having committed a crime, in accordance with the provisions of paragraph (1) (c) (art. 5-1-c), shall be brought promptly before a judge or other officer authorised by law”;
– qu?il r?sulte de ce qui pr?c?de que les Hauts Fonctionnaires avaient l?intention d?exclure du champ d?application de l?article 5, paragraphe 3 (art. 5-3) le cas d?une personne arr?t?e en vue de l?emp?cher de commettre une infraction; que cette intention des Hauts Fonctionnaires se trouve, en outre, confirm?e par le passage suivant de leur rapport au Comit? des Ministres (Doc. CM/WP 4 (50) 19, p. 14):
“La Conf?rence a jug? utile de faire observer que l?arrestation ou la d?tention autoris?es lorsqu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? d?emp?cher un individu de commettre une infraction, ne devraient pas ouvrir la porte ? l?introduction d?un r?gime de police. Il peut cependant, dans certaines circonstances, ?tre n?cessaire d?arr?ter un individu en vue de l?emp?cher de commettre un crime, m?me si les faits par lesquels son intention de le commettre s?est manifest?e ne constituent pas en eux-m?mes une infraction p?nale. Afin d??viter des abus possibles du droit conf?r? ainsi aux autorit?s publiques, il y a lieu d?appliquer strictement la r?gle de l?article 13, paragraphe 2”.
– qu?il ressort dudit rapport des Hauts Fonctionnaires que ceux-ci – conscients des risques d?un abus dans l?application d?une disposition qui permet, comme c?est le cas de l?article 5, paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c), l?arrestation ou la d?tention d?une personne lorsqu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction – ont voulu ?viter de tels risques non pas par une d?cision judiciaire, mais par une stricte observation de la r?gle, contenue ? l?article 13, paragraphe 2 du projet, devenu par la suite l?article 18 (art. 18) de la Convention; que l?article 5 (art. 5) n?avait subi, par la suite, que des modifications d?ordre r?dactionnel, sans que ces modifications, il est vrai, fussent de nature ? rendre au texte un sens compl?tement clair, excluant toute interpr?tation erron?e;
– qu?en ce qui concerne l?article 6 (art. 6) de la Convention, le Gouvernement irlandais a soutenu que cette disposition n?entre pas en ligne de compte pour les besoins de la cause, L.n?ayant pas fait l?objet d?une accusation p?nale;
11. Consid?rant que la Commission dans son rapport, et au cours des d?bats oraux, son D?l?gu? principal, ont repouss? l?interpr?tation que le Gouvernement irlandais, se basant notamment sur les travaux pr?paratoires, avait donn?e ? l?article 5 (art. 5); que la Commission a fait valoir avant tout qu?il n??tait pas admissible, en vertu d?une r?gle bien ?tablie relative ? l?interpr?tation des trait?s internationaux, d?avoir recours aux travaux pr?paratoires lorsque le sens des dispositions ? interpr?ter est clair et sans ?quivoque; que m?me en se r?f?rant aux travaux pr?paratoires, rien ne permet de d?gager un ?l?ment infirmant l?interpr?tation donn?e aux dispositions de l?article 5 (art. 5) par la Commission; qu?? l?appui de son interpr?tation elle a avanc? les arguments qui peuvent ?tre r?sum?s comme suit: qu?il est vrai que l?article 5 (art. 5) remonte, au sein du Conseil de l?Europe, ? une proposition faite, en mars 1950, au Comit? d?experts par la d?l?gation du Royaume-Uni, mais que cette proposition se basait sur un texte ?labor? au sein de l?O.N.U par un groupe d??tats auquel appartenait, entre autres, non seulement le Royaume-Uni, mais ?galement la France; que le texte ainsi ?tabli ? l?O.N.U a ?t? libell? en plusieurs langues dont l?anglais et le fran?ais; que la d?l?gation britannique, en soumettant sa proposition au Comit? d?experts du Conseil de l?Europe, a remis les deux versions, fran?aise et anglaise du texte en question; qu?il n?y a donc pas lieu de consid?rer la version anglaise comme le texte de base; que, bien au contraire, si le texte anglais, notamment l?article 5, paragraphe 1er litt. (c) (art. 5-1-c), a subi, au cours des travaux pr?paratoires men?s au sein du Conseil de l?Europe, plusieurs modifications, celles-ci ont ?t? faites, selon toute ?vidence, dans le souci de l?adapter ? la version fran?aise qui, ? part quelques amendeme

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