AFFAIRE IATRIDIS c. GR?CE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE IATRIDIS c. GR?CE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41, 13, 35, 06, P1-1
Numero: 31107/96/1999
Stato: Grecia
Data: 1999-03-25 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento); Eccezione preliminare respinta, termine di sei mesi,; Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 13; non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare l’art. 8; soddisfazione equa riservata

CAUSA IATRIDIS C. GRECIA
(Richiesta n? 31107/96)
SENTENZA
STRASBURGO
25 marzo 1999

Nella causa Iatridis c. Grecia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente all’articolo 27 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”), come emendata dal Protocollo n? 111, ed alle clausole pertinenti al suo regolamento2, in una Grande Camera composta dai giudici di cui il nome segue,:
La Sig.ra E. Palm, presidentessa,
Sigg.. L. Ferrari Bravo, GAUKUR J?rundsson,L. Caflisch,
I. Cabral Barreto, K. Jungwiert, il Sig. Fischbach, J. Casadevall, B. Zupančič,
La Sig.ra N. Vajić, il Sig. J. Hedigan, il Sig.re W. Thomassen, il Sig. Tsatsa-Nikolovska, Sigg.. T. Panţ?ru,
E. Levits, K. Traja,
C. Yeraris, giudice ad hoc,
cos? come dal Sig. di Salvia, cancelliere,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 17 dicembre 1998 e 24 febbraio 1999,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte, come stabilito in virt? del vecchio articolo 19 della Convenzione3, dal governo greco (“il Governo”) il 30 luglio 1998, nel termine di tre mesi che aprivano i vecchi articoli 32 ? 1 e 47 della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (no 31107/96) diretta contro la Repubblica ellenica ed in cui
un cittadino di questo Stato, il Sig. G. I., aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 28 marzo 1996, in virt? del vecchio articolo 25.
La richiesta del Governo rinvia ai vecchi articoli 44 e 48. Ha per oggetto di ottenere una decisione sul punto di sapere se i fatti della causa rivelano una trasgressione dello stato convenuto alle esigenze degli articoli 13 della Convenzione e 1 del Protocollo n? 1.
2. In risposta all’invito contemplato all’articolo 33 ? 3 d) dell’ordinamento A1, il richiedente ha espresso il desiderio di partecipare all’istanza e designato i suoi consiglieri (articolo 30), il Sig. H. T. e la Sig.ra M.N. K., avvocati al foro di Atene.
3. Nella sua qualit? di presidente della camera inizialmente costituita ( vecchio articolo 43 della Convenzione ed articolo 21 dell’ordinamento A) per conoscere in particolare delle questioni del procedimento che s possono porre prima dell’entrata in vigore del Protocollo n? 11, il Sig. R. Bernhardt, presidente della Corte all’epoca, ha consultato, tramite il cancelliere, l’agente del Governo ed i consiglieri del richiedente a proposito dell’organizzazione del procedimento scritto. Conformemente all’ordinanza resa perci? il 8 settembre 1998, il cancelliere ha ricevuto rispettivamente le memorie del richiedente e del Governo il 10 e 13 novembre 1998.
4. In seguito all’entrata in vigore del Protocollo n? 11 il 1 novembre 1998, e conformemente all’articolo 5 ? 5 di suddetto Protocollo, l’esame della causa ? stato affidato alla Grande Camera della Corte. Questa Grande Camera comprendeva di pieno dritto Sig. C.L. Rozakis, giudice eletto a titolo della Grecia (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 24 ? 4 dell’ordinamento) il Sig. L. Wildhaber, presidente della Corte, la Sig.ra E. Palm, vicepresidentessa della Corte, cos? come il Sig. J. – P. Costa ed il Sig. Sig. Fischbach, vicepresidenti di sezione (articoli 27 ? 3 della Convenzione e 24 ?? 3 e 5 A, dell’ordinamento). Sono stati designati inoltre per completare la Grande Camera: Il Sig. L. Ferrari Bravo, il Sig. L. Caflisch, il Sig. I. Cabral Barreto, il Sig. W. Fuhrmann, il Sig. K. Jungwiert, la Sig.ra N. Vajić, il Sig. J. Hedigan, la Sig.ra W. Thomassen, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. T. Panţ?ru, il Sig. E. Levits ed il Sig. K. Traja ( articoli 24 ? 3 e 100 ? 4 dell’ordinamento). Ulteriormente, il Sig. Rozakis che aveva partecipato all’esame della causa con la Commissione, si ? astenuto dalla Grande Camera (articolo 28 dell’ordinamento). Perci?, il Governo ha designato il Sig. C. Yeraris per riunirsi in qualit? di giudice ad hoc (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).

In seguito, la Sig.ra Palm ha sostituito il Sig. Wildhaber, impossibilitato, alla presidenza della Grande Camera, ed il Sig. Gaukur J?rundsson, giudice supplente, l’ha sostituito quanto membro di questa (articoli 10 e 24 ? 5 b) dell’ordinamento). Parimenti, Sigg.. Costa e Fuhrmann, anche impossibilitati, sono stati sostituiti dal Sig. J. Casadevall ed il Sig. B. Zupan?i?, giudici supplenti (articolo 24 ? 5 b,).
La Corte ha deciso che non era necessario invitare la Commissione a delegare uno dei suoi membri per partecipare al procedimento dinnanzi alla Grande Camera (articolo 99 dell’ordinamento).
5. Cos? come aveva deciso il presidente, un’udienza si ? svolta in pubblico il 17 dicembre 1998, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo.
Sono comparsi:
-per il Governo il
Sig. P. Georgakopoulos, consigliare presso il Consiglio legale dello stato, agente,
la Sig.ra V. Pelekou, revisore presso
Consiglio legale dello stato, consigliere,;
-per il richiedente
Sigg.. H. T., avvocato al foro di Tessalonica, consigliere, K. Z., avvocato al foro di Atene, consigliere.
La Corte ha ascoltato le loro dichiarazioni, cos? come la loro risposta alla domande di un giudice, il Sig. T. ed il Sig. Georgakopoulos.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
A. PROCEDIMENTI SOLLECITATI DAI “PROPRIETARI” DEL TERRENO SUL QUALE ? STATO COSTRUITO IL CINEMA “ILIOUPOLIS”
6. In 1929, K.N. eredita di suo padre adottivo i tre quarti di un terreno conosciuto sotto il nome di “campo Karras.” Nel 1938, la madre adottiva di K.N. gli vendette il quarto restante, che aveva ereditato da suo marito. Fu menzionato nel contratto di vendita che la superficie del “campo Karras” era di 12 000 000 m2.
7. Nel 1950, avendo ottenuto l’autorizzazione necessaria delle autorit?, K.N. elabora un cinema all?aperto, il cinema “Ilioupolis”, su una parte di questo terreno.

8. Nel 1953, il ministro dell’agricoltura neg? di riconoscere K.N. come proprietario della totalit? del “campo Karras”, considerando che suo padre adottivo non era il proprietario che di una parte di questo, ossia una superficie tra 320 000 e 520 000 m2 che non constava della parte sulla quale il cinema “Ilioupolis” era stato costruito. Il resto della zona era una foresta demaniale e non figurava sui titoli di propriet? prodotti da K.N. Questo introdusse dinnanzi al Consiglio di stato un ricorso in annullamento della decisione del ministro dell’agricoltura, ma fu respinto. Il 8 febbraio 1955, un decreto reale classific? la zona controversa quanto terra da rimboscare. K.N. chiede al Consiglio di stato di annullare il decreto reale, ma l’alta giurisdizione respinsela richiesta al motivo che il terreno controverso era una foresta demaniale.
9. Il 10 febbraio 1965 e 11 marzo 1966, con decisioni del Consiglio dei ministri pubblicati sulla Gazzetta ufficiale (Eφημερίδα της Κυβερνήσεως) e ritrascritte nel registro comunale di Ilioupolis, lo stato trasfer? una parte del “campo Karras” di una superficie di 220 000 m2, diverso dalla parte sulla quale il cinema “Ilioupolis” era stato costruito, alla cooperativa per l’alloggio dei funzionari di polizia.
10. Il 28 luglio 1965 fu promulgato un decreto reale per il rimboscamento di un terreno ad Ilioupolis. Secondo il Governo, questo decreto riguardava, tra altri, una parte non specificata del “campo Karras.” Il 2 dicembre 1966, questo decreto fu modificato da un altro che fu pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.
11. Il 3 aprile 1967, K.N. intenta un’azione contro la cooperativa per l’alloggio dei funzionari di polizia per fare stabilire il suo diritto di propriet? sul terreno che era stato trasferito a questa. In quanto autore del trasferimento, lo stato intervenne nel procedimento a sostegno della cooperativa. Questa azione fu registrata nel libro delle ipoteche di Ilioupolis. Menzione delle decisioni ulteriori della corte d’appello di Atene (n? 16992/1973) e della corte di appello ( n? 4910/1977-paragrafo 13 sotto) che respingono K.N. e riconoscono lo stato proprietario del terreno controverso, fu portata nel margine della pagina pertinente.
12. Nel 1976, K.N. decedette ed i suoi eredi furono invitati a pagare i diritti di successione per il terreno sul quale il cinema era stato costruito. Per garantire il pagamento di queste imposte, lo stato prese un’ipoteca su questo terreno. L’ipoteca fu tolta nel 1982.
13. Gli eredi di K.N. proseguirono l’azione del 3 aprile 1967. Il 21 giugno 1977, la corte di appello di Atene consider? che il terreno trasferito alla cooperativa di poliziotti apparteneva allo stato. Nel suo ragionamento la corte adott? la posizione del ministro dell’agricoltura secondo la quale il padre adottivo di K.N. non era proprietario che una parte del “campo Karras” che non comprendeva n? la parte sulla quale il cinema “Ilioupolis” era stato costruito n? la parte trasferita alla cooperativa. Per giungere a questa conclusione, la corte ricord?, tra altri, che nel 1905 il “campo Karras” era stato registrato come foresta al catasto delle foreste nazionali e che da allora lo stato ne aveva, in buona fede, il possesso e l’uso in quanto proprietario.
14. In seguito ad una decisione del ministro aggiunto delle Finanze del 19 settembre 1984, una parte del “campo Karras”, ivi compreso la parte sulla quale il cinema era stato costruito, fu registrata al catasto del campo pubblico il 27 giugno 1985. Il 9 luglio 1985, questo fatto fu menzionato nei libri delle ipoteche di Ilioupolis. Nel 1987, gli eredi di K.N. cominciarono un’azione dinnanzi ai tribunali per essere riconosciuti proprietari della parte che era stata registrata al catasto del campo pubblico. Nel 1988, la corte d’appello di Atene respinse la loro domanda al motivo che il 21 giugno 1977 la corte di appello di Atene aveva considerato che il padre adottivo di K.N. non era proprietario che una parte del “campo Karras” di una superficie tra 320 000 e 520 000 m2. Gli eredi di K.N. fecero appello.
15. Il 9 febbraio 1989, la corte di appello di Atene consider? che, nella sua decisione del 21 giugno 1977, aveva troncato solamente la questione della propriet? dei 220 000 m2 che era stata trasferita alla cooperativa per l’alloggio dei poliziotti. Le altre considerazioni che figurano al ragionamento di questa decisione non legavano gli eredi di K.N. Perci?, la corte annull? la decisione del 1988 della corte d’appello ed ordin? a questo tribunale di esaminare il merito della causa.
16. Il 29 maggio 1996, gli eredi di K.N. chiesero presso il procuratore della corte di grande istanza di Atene di ordinare delle misure provvisorie contro lo stato e la municipalit? di Ilioupolis. Ad una data non specificata, il procuratore neg? di accedere alla loro domanda. Gli eredi di K.N. fecero appello. Il 30 maggio 1997, il procuratore aggiunto presso la corte di appello di Atene respinse il loro appello.
B. PROCEDIMENTI SOLLECITATI DAL RICHIEDENTE
17. Nel 1978, gli eredi di K.N. ? contento il cinema di pieno aria “Ilioupolis” al richiedente che lo restaur? interamente.
Il 4 luglio 1985, la prefettura dell’Attica inform? il richiedente che a partire dal 27 giugno 1985 il terreno sul quale il cinema era stato costruito era considerato come propriet? pubblica e che lo tratteneva abusivamente. Di conseguenza, lo stato andava a richiedergli un’indennit?, secondo l’articolo 115 del decreto presidenziale del 11/12 novembre 1929, sotto riserva del suo diritto di espellerlo in virt? della legge n? 1539/1938 sulla protezione del campo dello stato.
Il 16 novembre 1988, la Societ? dei beni immobiliari dello stato (K???????? Εταιρία του Δημοσίου9 cedette il cinema alla municipalit? di Ilioupolis. Il 24 novembre 1988, la prefettura dell’Attica inform? il richiedente e l’invit? ad evacuare il cinema nei cinque giorni, in mancanza della qual cosa sarebbe stata applicata la legge n? 1539/1938.
18. Il 9 febbraio 1989, il Servizio dei beni immobiliari (K???????? Υπηρεσία) della prefettura dell’Attica ordin? l’espulsione del richiedente, in virt? della legge n? 1539/1938, come modificata dalla legge n? 263/1968. L’ordinanza “fu comunicata” al richiedente, il 16 marzo 1989, con affissione sulla porta del cinema. L’indomani, mentre gli avvocati erano in sciopero e che il richiedente era assente, i servizi della municipalit? di Ilioupolis eseguirono l’ordinanza e forzarono la porta del cinema. Fu preparato un inventario di alcuni mobili (proiettori, sedie, cartelli, attrezzatura del bar) che appartenevano al richiedente. Il Sig. G.L che aveva dei legami professionali con l’interessato ma che non agiva come suo rappresentante, firm? l’inventario e chiese ai servizi della municipalit? di tenere questi mobili.
19. Il richiedente attacc? l’ordinanza di espulsione dinnanzi al giudice conciliatore di Atene che, avendo esaminato il ricorso secondo il procedimento di riferimento, si pronunci? in favore dello stato. L’interessato fece appello dinnanzi alla corte d’appello di Atene, composto da un giudice unico. Il 23 ottobre 1989, avendo esaminato l’appello secondo il procedimento di riferimento, il tribunale annull? l’ordinanza di espulsione. Il tribunale consider? che il Servizio dei beni immobiliari non poteva prendere un’ordinanza di espulsione che se un bene immobiliare apparteneva allo stato, se non c’era contestazione in quanto al diritto dello stato di possedere questo bene e se il bene fosse occupato arbitrariamente da uno terzo.
Il tribunale stim? che queste condizioni non erano collegate nel caso di specifico, poich? il richiedente aveva stabilito con un certo grado di certezza i seguente fatti: i tribunali erano investiti di una controversia esistente tra gli eredi di K.N. e lo stato a proposito del terreno sul quale il cinema era stato costruito, gli eredi di K.N. si consideravano da molto tempo come i proprietari del terreno e del cinema ed esercitavano tutti gli attributi del diritto di propriet?, ed infine il richiedente occupava il cinema dal 1978 in virt? di un contratto di affitto.
20. In seguito a questa decisione, il richiedente intraprese parecchi passi presso le autorit? competenti contro l’occupazione continua del cinema da parte della municipalit? di Ilioupolis. Il 2 aprile 1990, il ministero delle Finanze consider? che, poich? l’ordinanza di espulsione era stata annullata, il terreno doveva essere restituito al richiedente. Secondo il ministero, era augurabile che la cessione del cinema alla municipalit? di Ilioupolis fosse revocata. Se per? la municipalit? insisteva, occorreva, all’occorrenza, determinare che doveva risarcire il richiedente, conformemente alla legge sugli affitti commerciali.

21. L?11 luglio 1991, il Consulente legale dello stato (Nομικό Συμβούλιο του Κράτους) rispondendo ad una domanda posta dal ministero delle Finanze, consider? che il cinema doveva essere restituito al richiedente. Le pretese di questo per il danno che aveva subito a causa dell’espulsione non potevano essere esaminate che in seguito ad una domanda dell’interessato al Consulente legale dello stato o di un’azione in giustizia. Inoltre, lo stato poteva difendere i suoi interessi come proprietario del terreno intentando un’azione contro gli eredi di K.N. o accelerando l’esame della controversia con questi ultimi, pendenti dinnanzi ai tribunali dal 1987.
Il 15 maggio 1994, il richiedente chiese la restituzione del cinema presso la Societ? dei beni immobiliari dello stato.
22. Il 21 dicembre 1994, impegn? un’azione in responsabilit? civile extracontrattuale dinnanzi al tribunale amministrativo di Atene contro lo stato e la municipalit? di Ilioupolis per il danno che aveva subito a causa della non-restituzione del cinema. Chiedeva 32 300 000 dracme (GRD), pi? interessi, di risarcimento per mancanza a guadagnare dal 1989 al 1994 e per perdita di materiale.
23. Il 5 aprile 1995, il richiedente chiese al sindaco di Ilioupolis di restituirgli il cinema. Il 5 maggio 1995, deposit? un lamento contro questo ultimo. Ad una data non specificata, sporse anche querela contro il presidente della Societ? dei beni immobiliari dello stato.
24. Il 26 luglio 1995, il richiedente deposit? presso la corte d’appello di Atene una domanda di consegna di un’ipoteca contro il consiglio comunale di Ilioupolis per garantirsi contro la mancanza a guadagnare, o 30 000 000 GRD. Il tribunale respinse l’interessato al motivo che non esisteva nessun obbligo di restituire la propriet?, non essendo stata formata nessuna richiesta in questo senso dinnanzi al tribunale e non avendo troncato la questione nessuna decisione giudiziale definitiva.
25. Il 31 luglio 1995, la Societ? dei beni immobiliari dello stato, in seguito ad una nuova domanda del richiedente, raccomand? di revocare la cessione dal cinema alla municipalit? di Ilioupolis e di restituire il cinema all’interessato che doveva essere reinstallato quanto inquilino dal ministero delle Finanze. Questa raccomandazione doveva essere approvata dal ministro delle Finanze, in virt? della legge n? 973/1979.
Il richiedente che non era stato informato di questa raccomandazione, si rivolse al ministro delle Finanze il 4 ottobre 1995. Il 13 ottobre 1995, chiese alla corte d’appello di Atene di ordinare delle misure provvisorie contro il sindaco di Ilioupolis nella cornice della sua azione per responsabilit? extracontrattuale. Il 16 ottobre 1995, si rivolse di nuovo al ministro delle Finanze.

Il 25 ottobre 1995, la corte d’appello consider? che non c’era luogo di pronunciare delle misure provvisorie al motivo che la responsabilit? del sindaco non poteva essere cinvolta. Il 7 novembre 1995, in seguito all’intervento del procuratore, il richiedente fu informato della decisione della Societ? dei beni immobiliari dello stato del 31 luglio 1995. Il 15 novembre 1995, chiese al ministro aggiunto delle Finanze di approvare questa decisione.
26. Il 7 agosto 1996, il Consulente legale dello stato consider? che il cinema non doveva essere reso al richiedente per le seguenti ragioni. Sebbene la corte d’appello di Atene avesse annullato l’ordinanza di espulsione il 23 ottobre 1989, non aveva ordinato la restituzione del cinema all’interessato. La decisione del 25 ottobre 1995 della corte d’appello confermava che non esisteva nessuno obbligo di restituzione del cinema. Del resto, il contratto di affitto tra il richiedente e gli eredi di K.N. non era valido, in virt? di una giurisprudenza speciale relativa ai beni dello stato. Di conseguenza, il ministro delle Finanze agirebbe illegalmente se revocasse la cessione dal cinema alla municipalit? di Ilioupolis. Il 3 settembre 1996, il ministro aggiunto delle Finanze approv? questo avviso del Consulente legale dello stato.
27. Il 31 ottobre 1996, il tribunale amministrativo di Atene respinse l’azione del richiedente del 21 dicembre 1994 al motivo che sarebbe dovuta essere introdotta dinnanzi ai tribunali civili.
Il 17 dicembre 1996, il richiedente introdusse la sua azione dinnanzi alla corte d’appello di Atene, chiedendo 140 000 000 GRD di danni ed interessi per le perdite che aveva subito in 1995 e 1996 a causa dell’impossibilit? di sfruttare il suo cinema e per danno morale. L’azione doveva essere esaminata il 13 novembre 1997, ma era ancora pendente al giorno dell’udienza dinnanzi alla Corte.
28. Il 7 gennaio 1997, la camera del consiglio del tribunale correzionale di Atene decise di tradurre il sindaco di Ilioupolis in giustizia per violazione dei doveri inerenti alla sua funzione.
29. Il 27 gennaio 1998, il richiedente intent?, contro lo stato e la municipalit? di Ilioupolis, un’azione in risarcimento per un importo di 32 000 000 GRD, pi? interessi, per mancanza a guadagnare in 1997 e danno morale. Questa azione era ancora pendente al giorno dell’udienza dinnanzi alla Corte.
30. Il cinema ? sfruttato sempre dalla municipalit? di Ilioupolis e non ? stato restituito al richiedente.
Questo ultimo non ha riaperto altrove il suo cinema all?aperto.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. SENTENZE DI SFRATTO
31. I beni immobiliari dello stato sono protetti contro i terzi dalla legge n? 263/1968 che modifica e completa le disposizioni sul campo dello stato.
L’articolo 2 ?? 2 e 3 sono formulati cos?:
“(…) L’ispettore delle imposte competenti adotta un’ordinanza di sfratto contro chiunque prende irregolarmente possesso di un bene dello stato. Un’opposizione pu? essere formata dinnanzi al giudice conciliatore contro simile ordinanza nel termine di trenta giorni a contare dalla notifica di questo. La decisione del giudice conciliatore pu? essere attaccata entro trenta giorni dinnanzi al presidente della corte d’appello che esamina l’appello in virt? del procedimento speciale contemplato all’articolo 634 del codice di procedimento civile. La decisione del presidente della corte d’appello ? senza appello. La decisione derivata dal procedimento sopramenzionato non impedisce le due parti di fare valere i loro diritti tramite procedimento ordinario “
“(…) Κατά του αυτογνωμόνως επιλαμβανομένου οιουδήποτε δημοσίου κτήματος συντάσσεται παρά του αρμοδίου Οικονομικού Εφόρου Πρωτόκολλο Διοικητικής Αποβολής. Κατ΄αυτού επιτρέπεται άσκηση ανακοπής ενώπιον του αρμοδίου Ειρηνοδικείου μέσα σε αποκλειστική προθεσμία 30 ημερών από της κοινοποιήσεως του Κατά της αποφάσεως του Ειρηνοδικείου χωρεί έφεση ενώπιον του Προέδρου Πρωτοδικών, που δικάζει με την ειδική διαδικασία του άρθρου 634 Πολ. Δικ, μέσα σε προθεσμία 30 ημερών. Κατά της αποφάσεως του Προέδρου Πρωτοδικών ουδέν ένδικο μέσο χωρεί. Η κατά την ανωτέρω διαδικασία εκδιδομένη απόφαση δεν παρακωλύει την επιδίωξη των εκατέρωθεν δικαιωμάτων κατά την τακτική διαδικασία
L’opposizione e l’insieme del procedimento contro l’ordinanza di sfratto cadono esclusivamente sulla validit? di questo e non sulla riconoscenza del diritto di propriet? o sulla regolamentazione del possesso.
32. In caso di annullamento di un’ordinanza di sfratto ed affinch? la decisione possa ordinare la sua reintegrazione, il ricorrente sfrattato deve depositare una domanda in reintegrazione o nello stesso momento dell’opposizione- in quale caso un’ingiunzione sar? emessa se l’opposizione ? accolta-o separatamente dinnanzi alla giurisdizione competente (azione in regolamentazione del possesso). Simile richiesta non ? sottoposta ai termini fissati dall’articolo 2 della legge n? 263/1968 per formare opposizione ad un’ordinanza di sfratto, nella mancanza di disposizioni a questo riguardo (sentenza n? 6802/89 della corte di appello di Atene, Raccolta 1990, pp. 778-779, giudizio n? 25950/1995 del tribunale di prima istanza di Atene, avviso n? 464/96 del Consulente legale dello stato, allegati 14a e b e 13c).
B. PROTEZIONE DEGLI INQUILINI IN QUANTO POSSESSORI
33. L’inquilino di un bene ha il possesso del bene affittato. Questo diritto di possesso ? protetto dal diritto interno. La protezione del possesso in quanto fatto materiale e rapporto giuridico sono regolati dagli articoli 997 e seguenti del codice civile.
34. In particolare, l’articolo 997 del codice civile, intitolato “Protezione dei possessori”, dispone:
“In caso di disturbi illeciti nel possesso di una cosa o di un diritto, o in caso di spodestamento, quello che detiene la cosa o il diritto per avereli ricevuti del possessore, o a titolo di inquilino o di depositario, o in seguito ad un altro rapporto similare, ? dotato anche degli azioni possessorie contro terzi. “
“Επί παρανόμου διαταράξεως της νομής πράγματος ή δικαιώματος, ή αποβολής εξ αυτής, έχει κατά τρίτων τας περί νομής αγωγάς και ο παρά τιυ νομέως λαβών την κατοχή του πράγματος ή δικαιώματος ως μισθωτής ή θεματοφύλαξ ή συνεπεία άλλης παρομοίας σχέσεως. “
35. L’inquilino e possessore del bene affittato pu? intentare azioni possessorie previste dagli articoli 987 e 989 del codice civile.
L’articolo 987 ? formulato cos?:
“Un possessore illegalmente spossessato ? in diritto di esigere la sua reintegrazione da parte di colui il cui possesso ? vizioso al suo riguardo. Non ? esclusa la pretesa ai danno-interessi che seguono le disposizioni sulla responsabilit? civile. “
“Ο νομέας που αποβλήθηκε παράνομα από τη νομή έχει δικαίωμα να αξιώσει την απόδοσή της από αυτόν που νέμεται επιλήψιμα απέναντί του. Αξίωση αποζημιώσεως σύμφωνα με τις διατάξεις για τις αδικοπραξίες δεν αποκλείεται. “
Ai termini dell’articolo 989:
“Il possessore che ? stato turbato illegalmente ? in diritto di esigere la cessazione del disturbo, cos? come [di esigere] che questo non si rinnovi all’avvenire. Non ? esclusa la pretesa ai danno-interessi seguenti le disposizioni sulla responsabilit? civile. “
“Ο νομέας που διαταράχθηκε παράνομα έχει δικαίωμα να αξιώσει την παύση της διατάραξης καθώς και την παράλειψή της στο μέλλον. Αξίωση αποζημίωσης κατά τις διατάξεις για τις αδικοπραξίες δεν αποκλείεται. “
L’articolo 987 protegge il possessore in caso di spodestamento, questo cio? di privazione del godimento del bene. L’articolo 989 lo protegge anche in caso di disturbo, cio? di un’agitazione nel godimento del bene diverso dallo spodestamento. Un esempio classico di disturbo, constatato dai tribunali interni, consiste in minacciare il possessore di vietargli un determinato atto che dipende dal possesso.

Queste vie di ricorso tendono a proteggere il possesso in s?, che si fonda o meno su un diritto. Questo ? perch? l’articolo 991 del codice civile contempla questo:
“Il convenuto ad un’azione per disturbo o spodestamento pu? invocare un diritto che gli conferisce potere sulla cosa solo nel caso in cui questo diritto ? stato riconosciuto in ultima istanza durante un procedimento tra egli ed i richiedenti. “
“Ο εναγόμενος για διατάραξη ή αποβολή δεν μπορεί να επικαλεστεί δικαίωμα που του παρέχει εξουσία πάνω στο πράγμα παρά μόνο αν το δικαίωμα έχει αναγνωριστεί τελεσίδικα σε δίκη ανάμεσα σε αυτόν και τον ενάγοντα. “
Secondo l’articolo 997 del codice civile, un possessore detiene i suoi diritti contro terzi, non contro il possessore da cui li ha ricevuti. Al carico di questo, dispone dei diritti conferiti dal rapporto giuridico che li lega.
36. Un possessore pu? intentare un azione possessoria sia in vista di vedersi reintegrare nel possesso sia per fare cessare il disturbo, a seconda che sar? stato espulso o avr? subito semplicemente un disturbo di godimento.
Pu? inoltre, nella cornice dello stesso procedimento, richiedere risarcimento del danno subito, in virt? delle disposizioni sulla responsabilit? civile (articoli 914 e seguenti).
37. Pi? particolarmente, per ci? che riguarda l’obbligo dello stato al risarcimento, l si applica ‘articolo 105 della legge introduttiva al codice civile; contempla che in caso di condotta irregolare dei suoi agenti, lo stato ? tenuto al risarcimento che ci sia stata o meno infrazione. Inoltre, se la situazione irregolare deriva da un atto amministrativo, l’annullamento preliminare di questo non ? richiesto. Il tribunale pu? esaminare la validit? dell’atto amministrativo durante il procedimento; non ? tenuto a farlo a priori.
C. PROTEZIONE DEGLI INQUILINI CONTRO I LOCATORI
38. Un possessore che detiene il suo diritto di affitto ? anche protetto contro il locatore se gli diventa impossibile di esercitare l’uso del bene dell’affittato.
39. L’articolo 583 del codice civile ? formulato cos?:
“Se l’inquilino ? defraudato in tutto o in parte dell’uso convenuto della cosa affittata in ragione di diritti di terze persone (vizio di diritto), sono applicabili con analogia le disposizioni degli articoli 576 a 579 e 582. Tuttavia, l’inquilino pu? procedere lui stesso alla soppressione del vizio di diritto degli oneri del locatore. “
“Αν η συμφωνηθείσα χρήση του μισθίου αφαιρεθεί από τον μισθωτή εν μέρει ή εν όλω εξαιτίας δικαιώματος τρίτου νομικό ελάττωμα εφαρμόζονται οι διατάξεις των άρθρων 576 έως 579 και 582. Αλλ΄ο μισθωτής δεν δύναται να προβεί ο ίδιος στην άρση του νομικού ελαττώματος με δαπάνες του εκμισθωτού. “

40. In questa ipotesi, gli articoli 576 a 579 e 582 ai quali rinviano l’articolo 583, conferiscono all’inquilino i seguenti dritti: diritto di ridurre l’affitto o di non versarglielo, diritto al risarcimento, diritto di intentare un’azione contro il locatore per fare ovviare al vizio giuridico e diritto di rescindere l’affitto.
Oltre il diritto di intentare un’azione contro il locatore per fare ovviare al vizio giuridico, l’inquilino pu? intentare anche a sue spese un azione possessoria contro terzi nella sua qualit? di possessore (articolo 997).
Il locatore ? esonerato dalla sua responsabilit? solo se l’inquilino avesse cognizione del vizio al momento della firma dell’affitto.
D. AFFITTI COMMERCIALI
41. Infine, gli affitti di locazione di immobili ai fini commerciali (affitti commerciali) sono anch?essi regolati dalle suddette disposizioni, in virt? dell’articolo 29 della legge n? 813/1978, codificata dal decreto presidenziale n? 34/1995. Questa disposizione ? formulata cos?:
“Salvo disposizioni contrarie della presente legge, gli affitti conclusi in virt? di questa sono regolati dalle clausole contrattuali e dalle disposizioni del codice civile. “
“Αι κατά τον παρόντα νόμον μισθώσεις, εφόσον δεν ορίζεται άλλως εις αυτόν, διέπονται υπό των συμβατικών περί αυτών όρων και των διατάξεων του Αστικού Κώδικος. “
PROCEDIMENTO DINNANZI ALLA COMMISSIONE
42. Il Sig. Iatridis ha investito la Commissione il 28 marzo 1996. Adduceva la violazione degli articoli 6 ? 1, 8 e 13 della Convenzione e 1 del Protocollo n? 1.
43. La Commissione (prima camera) ha dichiarato la richiesta (n? 31107/96) parzialmente accettabile il 2 luglio 1998. Nel suo rapporto del 16 aprile 1998 (vecchio articolo 31 della Convenzione) formula l’avviso che c’? stata violazione degli articoli 13 della Convenzione e 1 del Protocollo n? 1 (quattordici voci contro una) e che non ? necessario esaminare anche la causa sotto l’angolo degli articoli 6 ? 1 e 8 della Convenzione (unanimit?). Il testo integrale del suo avviso e dell’opinione dissidente da cui ? accompagnata figura qui acclusa con la presente sentenza4.
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE
44. Il Governo invita la Corte a scartare la richiesta del Sig. G. I.contro la Grecia.
45. Il richiedente chiede alla Corte di
?a) dichiarare accettabili e fondate in fatto come in diritto le lagnanze afferenti alla violazione, da parte della Repubblica ellenica, dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 e degli articoli 8 e 13 della Convenzione;
b) giungere alla stessa conclusione per ci? che riguarda l’articolo 6 della Convenzione se non constata violazione dell’articolo 13;
c) dire che la Repubblica ellenica deve versare 497 337 000 dracme al richiedente, pi? degli interessi al tasso applicabile alle transazioni commerciali, a contare della decisione della sentenza, a titolo della soddisfazione equa,;
d) ordinare alla Repubblica ellenica di mettere un termine alle violazioni constatate, permettendo al richiedente di ricuperare il cinema Ilioupolis”.
IN DIRITTO
I. SULLE ECCEZIONI PRELIMINARI DEL GOVERNO
A. NON-ESAURIMENTO VIE DELLE RICORSO INTERNE
46. Il Governo sostiene a titolo principale, come gi? dinnanzi alla Commissione che M. I. non ha esaurito le vie di ricorso interni.
In primo luogo, il richiedente non ha sollecitato, quando ha contestato dinnanzi alla corte d’appello di Atene-o anche pi? tardi- la validit? dell’ordinanza di espulsione amministrativa, che il possesso del terreno sul il quale il cinema era costruito gli fosse reso (articoli 987, 989 e 997 del codice civile). Il Governo afferma che in virt? di una giurisprudenza costante, una semplice obiezione contro una tale ordinanza mira unicamente all’annullamento di questo; il tribunale investito esamina solamente se le condizioni di adozione dell’ordinanza si trovano collegate e non si pronuncia su delle questioni relative al diritto di propriet?, all’uso o al possesso. Inoltre, una decisione giudiziale che renderebbe il terreno al richiedente sarebbe esecutiva contro lo stato perch? l’articolo 8 della legge n? 2097/1952 che istituisce l’immunit? dello stato contro l’esecuzione costretta si applica solamente alle pretese pecuniarie. limitarsi
In secondo luogo, certe azioni in danno-interessi che l’interessato aveva impegnato contro lo stato sono ancora pendenti dinnanzi alla corte d’appello di Atene. L’eventualit? di vedere l’indennizzo alla perdita dei redditi durante gli anni in cui il cinema ? restato chiuso non ? determinante perch? il richiedente, avendo conservato la sua attrezzatura, avrebbe potuto trasferire la sua attivit? in un altro luogo.
In terzo luogo, se il richiedente ignorasse l’esistenza della contestazione sul terreno controverso, avrebbe dovuto intentare contro gli eredi di K.N. un’azione in danno-interessi in virt? degli articoli 576-579, 582 e 587 del codice civile.
47. La Corte ricorda che l’articolo 35 della Convenzione esige solamente l’esaurimento dei ricorsi accessibili, adeguati e relativi alle violazioni incriminate (sentenza Tsomtsos ed altri c. Grecia del 15 novembre 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-V, p. 1713, ? 32).
A proposito del primo ramo dell’eccezione, la Corte nota con la Commissione ed il richiedente che questo ultimo aveva introdotto dinnanzi alla corte d’appello di Atene un ricorso specifico -previsto dall’articolo 2 ? 3 della legge n? 263/1968-mirando all’annullamento dell’ordinanza di espulsione amministrativa. Il tribunale gli diede vittoria di causa stimando che le condizioni per l’adozione di una tale ordinanza non si trovavano riunite; tuttavia, il ministro delle Finanze neg? di approvare la restituzione del cinema all’interessato. Ora un’azione fondata sugli articoli 987 e 989 del codice civile, supponendo che abbia avuto una conclusione favorevole al richiedente, non sarebbe arrivata- con ogni probabilit? avuto riguardo all’atteggiamento del ministro delle Finanze -ad un risultato differente da quello dell’azione dell? annullamento dell’ordinanza di espulsione. Non si potrebbe dunque rimproverare al richiedente di non avere utilizzato una via legale che avrebbe mirato per l’essenziale lo stesso scopo e non avrebbe presentato del resto delle migliori probabilit? di successo (vedere, mutatis mutandis, la sentenza Miailhe c. Francia (n? 1) del 25 febbraio 1993, serie a n? 256-C, p. 87, ? 27).
Per ci? che riguarda il secondo ramo dell’eccezione, la Corte stima che un’azione in risarcimento pu? essere considerata talvolta come un ricorso sufficiente, in particolare quando ? il solo mezzo di risanare il torto subito dall’individuo. Ora, nello specifico, un indennizzo non avrebbe costituito una soluzione di ricambio alle misure che l’ordine giuridico interno avrebbe dovuto offrire all’interessato per fronteggiare l’impossibilit? di riprendere possesso del cinema a dispetto di una decisione giudiziale che annulla l’ordinanza di espulsione. I procedimenti pendenti dinnanzi alla corte d’appello di Atene sono inoltre, solamente determinanti per la concessione di una soddisfazione equa a titolo dell’articolo 41 della Convenzione (vedere, mutatis mutandis, la sentenza Hornsby c. Grecia del 19 marzo 1997, Raccolta 1997-II, p. 509, ? 37.
In quanto al terzo ramo dell’eccezione, la Corte ricorda che l’articolo 35 esige solamente l’esaurimento dei ricorsi relativi alle violazioni incriminate; ora citare un individuo in giustizia non potrebbe costituire un tale ricorso in quanto ad un atto dello stato, ossia, nello specifico, il rifiuto di conformarsi ad una decisione giudiziale e di rendere il cinema al richiedente (sentenza Pine Valley Developments Ltd ed altri c. Irlanda del 29 novembre 1991, serie a n? 222, p. 22, ? 48).
Egli decide dunque di respingere l’eccezione di cui si tratta.
B. MANCATA OSSERVANZA DEL TERMINE DI SEI MESI
48. Il Governo invita la Corte a respingere la richiesta in virt? dell’articolo 35 della Convenzione, non avendo l’interessato investito la Commissione nel termine di sei mesi a contare della data alla quale la corte d’appello di Atene ha reso il suo giudizio che annulla l’ordinanza di espulsione. Pretende che suddetto giudizio non poteva creare una situazione continua perch? non aveva ingiunto allo stato di rendere il cinema al richiedente e questo ultimo non aveva nessuno diritto reale; di pi?, l’interessato avrebbe potuto modificare la sua situazione o chiedendo la sua reinstallazione o trasferendo altrove la sua impresa.
49. La Commissione conclude che il rifiuto del ministro delle Finanze di conformarsi al giudizio della corte d’appello ha provocato una situazione continua, ci? che rende inapplicabile la regola dei sei mesi.
50. La Corte condivide l’avviso della Commissione. Rileva inoltre che il richiedente non avrebbe potuto ricuperare il cinema che se il ministro delle Finanze avesse revocato prima la cessione di questo alla municipalit? di Ilioupolis. Ora il richiedente non ricevette copia dell’avviso favorevole a questo argomento dalla Societ? dei beni immobiliari dello stato-indispensabile affinch? il ministro rendesse la sua decisione-che il 7 novembre 1995 e deposit? la sua richiesta affinch? il ministro approvasse suddetto avviso il 15 novembre (paragrafo 25 sopra). Segue che investendo la Commissione il 28 marzo 1996, il richiedente ha soddisfatto all’esigenza del rispetto del termine di sei mesi.
Da allora, c’? luogo di scartare l’eccezione in causa.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
51. Il Sig. Iatridis adduce una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1, ai termini del quale:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “

52. Il richiedente sottolinea che nel 1978 ha concluso un contratto di affitto di un cinema all?aperto con K.N che agiva quanto proprietario, e che fino al 1985 ha goduto bene dell’affittato senza che ci? fosse oggetto di una contestazione da parte dello stato. La decisione del ministro dell’agricoltura, nel 1953 (paragrafo 8 sopra) si limit? a tracciare una linea di demarcazione tra le parti del “campo Karras” considerato come zona forestale e la parte urbana di questo campo, appartenente a K.N. ; risulterebbe chiaramente dallo schema che il terreno del cinema si troverebbe dentro a questa ultimo parte e dunque in piena zona urbana, bene lontano dal terreno trasferito alla cooperativa dei poliziotti sul quale verteva la sentenza n? 4910/1977. Se la questione della propriet? del cinema ? ancora in controversia tra lo stato ed i locatori del richiedente, ossia gli eredi di K.N, lo stato ha sempre trattato questi ultimi come i veri proprietari che percepiscono – dall’inizio e fino ad oggi-dei diritti di successione; del resto l’autorizzazione di costruire il cinema qualificava K.N. come proprietario. La sentenza della corte di appello del 21 giugno 1977 aveva troncato unicamente la questione di propriet? del terreno trasferito alla cooperativa degli ufficiali di polizia e non quella del terreno controverso che ? completamente distinto e molto lontano del primo. Nel 1978, il richiedente dunque non poteva avere il minimo dubbio sul diritto di propriet? degli eredi di K.N.
53. Il Governo sostiene che l’ordinanza di espulsione amministrativa ha privato solamente il richiedente del diritto all’uso ed al possesso del terreno controverso ma non della possibilit? di esercitare la sua professione; difatti, l’interessato disponeva di quattro anni per ricercare un altro terreno e installarvi la sua impresa, cos? che l’esecuzione di suddetta ordinanza non ha recato offesa a questo. Inoltre, il diritto dell’inquilino all’uso del bene affittato ? limitato in quanto al suo contenuto e la sua durata -il contratto che pu? essere rescisso non importa quando da una o dall’altra parte- ? relativo, perch? ? inopponibile ai terzi che hanno sul bene affittato un diritto predominante, quale un diritto reale di propriet?. Cos? il richiedente non ha acquisito mai, in virt? del contratto di locazione, un diritto patrimoniale sufficientemente fondato ed esigibile al riguardo dello stato. I dubbi che sarebbero potuti rimanere in quanto al diritto di propriet? dello stato sulla superficie rivendicata dagli eredi di K.N. sono stati tolti con la sentenza (n? 4910/1977) della corte di appello del 21 giugno 1977 (paragrafo 13 sopra) che ha riconosciuto che tutta la superficie controversa apparteneva allo stato ed il richiedente avrebbe potuto informarsi consultando i libri delle ipoteche. Il giudizio della corte d’appello del 23 ottobre 1989 non riconosceva un qualsiasi diritto del richiedente sul terreno controverso perch? il procedimento cadeva sulla sola validit? formale dell’ordinanza di sfratto e non sulla determinazione dei diritti reali delle parti sul terreno. Del resto, il richiedente si sarebbe potuto ritorcere contro il locatore e gli avrebbe potuto chiedere dei danno-interessi per l’impossibilit? nella quale si ? trovato di avvalersi del terreno che questo ultimo gli aveva affittato anche se suddetto bene comprendeva un vizio. Infine e soprattutto, era lecito al richiedente che era il proprietario dell’attrezzatura del cinema, di stabilire altrove la sua impresa.
54. La Corte ricorda che la nozione di “beni” dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 ha una portata autonoma che non si limita certamente alla propriet? di beni corporali: certi altri diritti ed interessi costituendo degli attivi possono passare anche per “diritti di propriet?” e dunque per “beni” ai fini di questa disposizione (sentenza Gasus Dosier – und F?rdertechnik GmbH c. Paesi Bassi del 23 febbraio 1995, serie a n? 306-B, p. 46, ? 53).
A questo riguardo, la Corte nota al primo colpo che la questione della propriet? del terreno sul quale si trovava il cinema controverso era dal 1953 l’oggetto di una contestazione tra i locatori del cinema e lo stato e che al giorno dell’adozione della presente sentenza questa contestazione non era stata ancora tolta. Per pronunciarsi nello specifico, la Corte non deve sostituirsi alle giurisdizioni nazionali ed determinare se il terreno controverso apparteneva allo stato o se il contratto passato tra il richiedente e gli eredi di K.N. era nullo secondo il diritto greco. Si limita a constatare che il richiedente aveva sfruttato-in virt? di un contratto firmato in buona e dovuta forma -il cinema durante gli undici anni anteriori il suo sfratto senza essere stato disturbato dalle autorit? grazie alle quali aveva costituito una clientela che si analizza in un valore patrimoniale (sentenza Vaglio Marle ed altri c. Paesi Bassi del 26 giugno 1986, serie a n? 101, p. 13, ? 41); a questo argomento, la Corte tiene conto del ruolo culturale che giocano in Grecia i cinema all?aperto per la popolazione locale e per il fatto che gli abitanti del quartiere costituiscono l’essenziale della loro clientela.
55. Secondo la giurisprudenza della Corte, l’articolo 1 del Protocollo n? 1 che garantisce in sostanza il diritto di propriet?, contiene tre norme distinte (sentenza James ed altri c. Regno Unito del 21 febbraio 1986, serie a n? 98-B, pp. 29-30, ? 37): la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda, figurando nella seconda frase dello stesso capoverso, vidima la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati contraenti il potere, tra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. La seconda e la terza che hanno munto agli esempi particolari di attentati al diritto di propriet?, devono interpretarsi alla luce del principio consacrato dalla prima.
La Corte nota che il richiedente che era titolare di un permesso specifico per sfruttare il cinema affittato da lui, ? stato sfrattato da questo dalla municipalit? di Ilioupolis e non ha trasferito altrove la sua attivit?. Rileva per di pi? che in dispetto ad una decisione giudiziale che annulla l’ordinanza di espulsione, il Sig. Iatridis si trova nell’impossibilit? di riprendere possesso del cinema controverso in ragione del rifiuto del ministro delle Finanze di revocare la cessione di questo a suddetta municipalit? (paragrafo 26 sopra).
In queste circostanze, c’? stata ingerenza nel diritto di propriet? del richiedente; il fatto che ? solamente semplice inquilino dei suoi fondi di commercio, l’ingerenza in questione non costituisce n? un’espropriazione n? una regolamentazione dell’uso dei beni, ma dipende dalla prima frase del primo capoverso dell’articolo 1.
56. Il richiedente sottolinea che dieci anni dopo la decisione della corte d’appello che annulla l’ordinanza di sfratto, lo stato continua ad occupare arbitrariamente ed illegalmente il cinema controverso e rifiuta di restituirglielo.
57. Il Governo contesta questa affermazione e sottolinea che il terreno sul quale il cinema era situato faceva parte di una superficie pi? grande che appartiene allo stato.
58. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo n? 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto di beni sia legale: la seconda frase del primo capoverso di questo articolo non autorizza una privazione di propriet? che “nelle condizioni previste dalla legge”; il secondo capoverso riconosce agli Stati il diritto di regolamentare l’uso dei beni mettendo in vigore delle “leggi.” In pi?, la preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (sentenza Amuur c. Francia del 25 giugno 1996, Raccolta 1996-III, pp. 850-851, ? 50) ed implica il dovere dello stato o di un’autorit? pubblica di piegarsi ad un giudizio o una sentenza resa a loro carico (vedere, mutatis mutandis, la sentenza Hornsby precitato, p. 511, ? 41). Segue che la necessit? di ricercare se un giusto equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie a n? 52, p. 26, ? 69) non pu? farsi sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio della legalit? e non era arbitraria.
59. Il Governo afferma che il richiedente fu invitato a due riprese prima della sua espulsione, nel 1985 e 1988 (paragrafo 17 sopra) a lasciare i luoghi; gli era allora lecito di fare valere i suoi diritti in giustizia o di preservare il funzionamento della sua impresa trasferendola in un altro luogo. In pi? e soprattutto, il giudizio della corte d’appello di Atene del 23 ottobre 1989 non ordinava l’espulsione della municipalit? e la reinstallazione del richiedente (paragrafo 19 sopra). Ora questa reinstallazione era possibile solamente in seguito ad una domanda espressa e distinta da quella di annullamento dell’ordinanza di espulsione da parte del richiedente; a questo proposito, il Governo adduce che esiste una giurisprudenza abbondante in questo senso e produce una sentenza della corte di appello di Atene (n? 6802/1989) che aveva giudicato che una domanda di reinstallazione poteva essere depositata in modo autonomo e non poteva essere sottoposta ai termini contemplati per l’esercizio di un ricorso di annullamento dell’ordinanza di sfratto.
60. Il richiedente contesta l’opportunit? e l’effettivit? di una tale domanda. Supponendo anche che avesse ottenuto una decisione che lo reintegri nei locali, nessuno procedimento gli avrebbe permesso di ricuperare il possesso del cinema. Una domanda formata contro la municipalit? di Ilioupolis non avrebbe nessuno effetto utile, perch? una decisione resa su una tale domanda sarebbe costrittiva solamente per la municipalit? e niente impedirebbe lo stato di cedere il cinema ad un’altra entit? di diritto pubblico. Anche se la domanda fosse formata contro lo stato, il richiedente non disporrebbe, in caso di nuovo rifiuto del ministro, di alcun ricorso.
61. La Corte nota che le parti a confronto hanno dei punti di vista divergenti su questo punto, ma non le tocca svuotare la controversia, tanto pi? che la decisione n? 26/1997 della camera del consiglio del tribunale correzionale di Atene -rinviando il sindaco di Ilioupolis in giudizio per violazione dei doveri inerenti alla sua funzione (paragrafo 28 sopra)-sembra considerare che una disposizione speciale che ingiunge che non era necessaria la reinstallazione del richiedente; in pi?, precisa che se “il rapporto dell’inchiesta amministrativa del 2 aprile 1990 l’avviso n? 508/1991 dell’assemblea plenaria del Consulente legale dello stato e la decisione del consiglio di amministrazione della Societ? dei beni immobiliari dello stato, del 31 luglio 1995, non [avevano] un carattere costrittivo e non [erano] esecutivi, il che non notifica che la municipalit? di Ilioupolis aveva il diritto di non conformarsi alla legge e di aspettare il procedimento di esecuzione quanto un semplice privato che nega intenzionalmente di assumere i suoi obblighi legali o contrattuali. “
Nella presente causa, esistono anche altre considerazioni sulle quali la Corte pu? fondare la sua decisione. L’espulsione del richiedente il 17 marzo 1989 aveva certo una base legale in diritto interno: l’ordinanza di espulsione amministrativa adottata il 9 febbraio 1989 da un organo dipendente dello stato, il Servizio dei beni immobiliari della prefettura dell’Attica, essendo stato il cinema ceduto nell’intervallo alla municipalit? di Ilioupolis dalla Societ? dei beni immobiliari dello stato. Tuttavia, il 23 ottobre 1989, la corte d’appello di Atene, deliberando secondo il procedimento riferito e con una decisione che ha forza di cosa giudicata, ha annullato l’ordinanza di sfratto al motivo che le condizioni richieste per la sua adozione non erano collegate. Cos?, ed a partire da questo momento, lo sfratto del richiedente ha perso ogni base legale e la municipalit? di Ilioupolis ? diventata un occupante senza titolo. Questa si trovava allora nell’obbligo di rendere il cinema al richiedente, il che fu raccomandato del resto da tutti gli organi incaricati di dare il loro avviso in materia al ministro delle Finanze, ossia il ministero delle Finanze, il Consulente legale dello stato e la Societ? dei beni immobiliari dello stato (paragrafi 20, 21 e 25). Pi? precisamente, questa ultima proponeva al ministro la revoca della cessione dal cinema alla municipalit?, la restituzione dell’uso del cinema al Sig. Iatridis cos? come la reinstallazione di questo nel bene che aveva affittato. Tuttavia, il ministro ha negato di approvare suddetta proposta, condizione indispensabile alla reintegrazione del richiedente nei suoi locali.
62. La Corte stima con la Commissione che l’ingerenza controversa ? manifestamente illegale sul piano del diritto interno e, di conseguenza, incompatibile col diritto al rispetto dei beni del richiedente. Una tale conclusione la dispensa dal ricercare se un giusto equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti individuali.
Da allora, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 13 DELLA CONVENZIONE
63. Il Sig. Iatridis invoca anche l’articolo 13 della Convenzione, cos? redatto,:
“Tutte le persone di cui i diritti e libert? riconosciuti nella (?) Convenzione sono state violati, hanno diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, anche qualora che la violazione fosse stata commessa dalle persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
Il richiedente pretende che il solo ricorso previsto dalla legislazione greca contro un’ordinanza di sfratto, ossia il ricorso per annullamento dinnanzi alle giurisdizioni civili, non potrebbe passare per “effettivo” al senso dell’articolo 13: anche se l’interessato ottiene vincita di causa, la restituzione del bene controverso ? a discrezione delle autorit? statali competenti e dipende dalla loro buona volont?.
64. Il Governo reitera per l’essenziale i suoi argomenti sul non-esaurimento delle vie di ricorso interne. In quanto alla Commissione, rinvia alle suoe conclusioni su questo punto e stima che c’? stata violazione di questa disposizione.
65. La Corte rileva che la lagnanza derivata dell’articolo 13 ? fondata sugli stessi fatti di quelli di cui ? venuta a conoscenza quando ha esaminato l’eccezione di non-esaurimento cos? come le lagnanze relative all’articolo 1 del Protocollo n? 1. Esiste per? una differenza di natura degli interessi protetti dagli articoli 13 della Convenzione e 1 del Protocollo n? 1: il primo accorda una garanzia procedurale, ossia il “diritto ad un ricorso effettivo”, mentre l’esigenza procedurale inerente al secondo va di pari in passo con l’obiettivo pi? largo che consiste in garantire il diritto al rispetto dei beni. Avuto riguardo alla differenza tra gli obiettivi vidimati dalle rispettive garanzie di questi due articoli, la Corte stima che c’? luogo nella presente causa di esaminare una stessa serie dei fatti sotto l’angolo di uno e dell?altro articolo (vedere, mutatis mutandis, il sentenza McMichael c. Regno Unito del 24 febbraio 1995, serie a n? 307-B, p. 57, ? 91).
66. L’ordine giuridico greco contempla un ricorso -il ricorso per annullamento dell’ordinanza di espulsione-che non si offriva solamente in teoria al richiedente; questo se ne avvalse e con successo poich? la corte d’appello di Atene gli diede vincita di causa (paragrafo 19 sopra). Tuttavia, la Corte ricorda che il ricorso esatto dall’articolo 13 deve essere “effettivo” in pratica come in diritto, particolarmente in questo senso che il suo esercizio non deve essere ostacolato in modo ingiustificato dagli atti od omissioni delle autorit? dello stato convenuto (sentenza Aksoy c. Turchia del 18 dicembre 1996, Raccolta 1996-VI, p. 2286, ? 95 in fine); tenuto conto del rifiuto del ministro delle Finanze di conformarsi al giudizio della corte d’appello nello specifico, suddetto ricorso non potrebbe passare per “effettivo” al senso dell’articolo 13 della Convenzione.
Pertanto, c’? stata violazione di questo articolo.
IV. SULLE VIOLAZIONI ADDOTTE DEGLI ARTICOLI 6 ? 1 E 8 DELLA CONVENZIONE
67. Il richiedente adduce anche delle violazioni degli articoli 6 ? 1 e 8 della Convenzione, cos? formulata,:
Articolo 6 ? 1
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita da un tribunale che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
Articolo 8
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza.
2. Non pu? avere ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto che per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e che costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessaria alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle infrazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
Per ci? che riguarda l’articolo 6 ? 1, il richiedente sostiene che se la Corte concludesse che il ricorso per annullamento era effettivo al senso dell’articolo 13, ne risulterebbe che lo stato convenuto avrebbe violato i suoi obblighi che derivano dell’articolo 6 per il fatto che non si era conformato alla decisione della corte d’appello di Atene, del 23 ottobre 1989. In appoggio delle sue affermazioni, il Sig. Iatridis invoca la sentenza della Corte nella causa Hornsby (sentenza precitata).
In qu

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement) ; Exception pr?liminaire rejet?e (d?lai de six mois) ; Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 13 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 8 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
AFFAIRE IATRIDIS c. GR?CE

(Requ?te n? 31107/96)

ARR?T

STRASBOURG

25 mars 1999

En l?affaire Iatridis c. Gr?ce,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, constitu?e, conform?ment ? l?article 27 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?), telle qu?amend?e par le Protocole n? 111, et aux clauses pertinentes de son r?glement2, en une Grande Chambre compos?e des juges dont le nom suit :

Mme E. Palm, pr?sidente,
MM. L. Ferrari Bravo,
Gaukur J?rundsson,

L. Caflisch,
I. Cabral Barreto,
K. Jungwiert,
M. Fischbach,
J. Casadevall,

. B. Zupančič,

Mme N. Vajić,
M. J. Hedigan,
Mmes W. Thomassen,
M. Tsatsa-Nikolovska,
MM. T. Panţ?ru,
E. Levits,
K. Traja,
C. Yeraris, juge ad hoc,
ainsi que de M. M. de Salvia, greffier,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 17 d?cembre 1998 et 24 f?vrier 1999,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE

1. L?affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour, telle qu??tablie en vertu de l?ancien article 19 de la Convention3, par le gouvernement grec (? le Gouvernement ?) le 30 juillet 1998, dans le d?lai de trois mois qu?ouvraient les anciens articles 32 ? 1 et 47 de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (no 31107/96) dirig?e contre la R?publique hell?nique et dont
un ressortissant de cet Etat, M. G. I., avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 28 mars 1996, en vertu de l?ancien article 25.

La requ?te du Gouvernement renvoie aux anciens articles 44 et 48. Elle a pour objet d?obtenir une d?cision sur le point de savoir si les faits de la cause r?v?lent un manquement de l?Etat d?fendeur aux exigences des articles 13 de la Convention et 1 du Protocole n? 1.

2. En r?ponse ? l?invitation pr?vue ? l?article 33 ? 3 d) du r?glement A3, le requ?rant a exprim? le d?sir de participer ? l?instance et d?sign? ses conseils (article 30), M. H. T. et Mme M.N. K., avocats au barreau d?Ath?nes.

3. En sa qualit? de pr?sident de la chambre initialement constitu?e (ancien article 43 de la Convention et article 21 du r?glement A) pour conna?tre notamment des questions de proc?dure pouvant se poser avant l?entr?e en vigueur du Protocole n? 11, M. R. Bernhardt, pr?sident de la Cour ? l??poque, a consult?, par l?interm?diaire du greffier, l?agent du Gouvernement et les conseils du requ?rant au sujet de l?organisation de la proc?dure ?crite. Conform?ment ? l?ordonnance rendue en cons?quence le 8 septembre 1998, le greffier a re?u les m?moires du requ?rant et du Gouvernement respectivement les 10 et 13 novembre 1998.

4. A la suite de l?entr?e en vigueur du Protocole n? 11 le 1er novembre 1998, et conform?ment ? l?article 5 ? 5 dudit Protocole, l?examen de l?affaire a ?t? confi? ? la Grande Chambre de la Cour. Cette Grande Chambre comprenait de plein droit M. C.L. Rozakis, juge ?lu au titre de la Gr?ce (articles 27 ? 2 de la Convention et 24 ? 4 du r?glement), M. L. Wildhaber, pr?sident de la Cour, Mme E. Palm, vice-pr?sidente de la Cour, ainsi que M. J.-P. Costa et M. M. Fischbach, vice-pr?sidents de section (articles 27 ? 3 de la Convention et 24 ?? 3 et 5 a) du r?glement). Ont en outre ?t? d?sign?s pour compl?ter la Grande Chambre : M. L. Ferrari Bravo, M. L. Caflisch, M. I. Cabral Barreto, M. W. Fuhrmann, M. K. Jungwiert, Mme N. Vajić, M. J. Hedigan, Mme W. Thomassen, Mme M. Tsatsa-Nikolovska, M. T. Panţ?ru, M. E. Levits et M. K. Traja (articles 24 ? 3 et 100 ? 4 du r?glement). Ult?rieurement, M. Rozakis, qui avait particip? ? l?examen de l?affaire par la Commission, s?est d?port? de la Grande Chambre (article 28 du r?glement). En cons?quence, le Gouvernement a d?sign? M. C. Yeraris pour si?ger en qualit? de juge ad hoc (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).

Par la suite, Mme Palm a remplac? M. Wildhaber, emp?ch?, ? la pr?sidence de la Grande Chambre, et M. Gaukur J?rundsson, juge suppl?ant, l?a remplac? comme membre de celle-ci (articles 10 et 24 ? 5 b) du r?glement). De m?me, MM. Costa et Fuhrmann, ?galement emp?ch?s, ont ?t? remplac?s par M. J. Casadevall et M. B. Zupančič, juges suppl?ants (article 24 ? 5 b)).

La Cour a d?cid? qu?il n??tait pas n?cessaire d?inviter la Commission ? d?l?guer l?un de ses membres pour participer ? la proc?dure devant la Grande Chambre (article 99 du r?glement).

5. Ainsi qu?en avait d?cid? le pr?sident, une audience s?est d?roul?e en public le 17 d?cembre 1998, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg.

Ont comparu :

? pour le Gouvernement
M. P. Georgakopoulos, conseiller
aupr?s du Conseil juridique de l?Etat, agent,
Mme V. Pelekou, auditeur aupr?s
du Conseil juridique de l?Etat, conseil ;

? pour le requ?rant
MM. H. T., avocat au barreau de Thessalonique, conseil,
K. Z., avocat au barreau d?Ath?nes, conseiller.

La Cour a entendu en leurs d?clarations, ainsi qu?en leur r?ponse ? la question d?un juge, M. T. et M. Georgakopoulos.

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

A. Proc?dures diligent?es par les ? propri?taires ? du terrain sur lequel le cin?ma ? Ilioupolis ? a ?t? b?ti

6. En 1929, K.N. h?rita de son p?re adoptif les trois quarts d?un terrain connu sous le nom de ? domaine Karras ?. En 1938, la m?re adoptive de K.N. lui vendit le quart restant, qu?elle avait h?rit? de son mari. Il fut mentionn? dans le contrat de vente que la superficie du ? domaine Karras ? ?tait de 12 000 000 m2.

7. En 1950, ayant obtenu l?autorisation n?cessaire des autorit?s, K.N. construisit un cin?ma de plein air, le cin?ma ? Ilioupolis ?, sur une partie de ce terrain.

8. En 1953, le ministre de l?Agriculture refusa de reconna?tre K.N. comme propri?taire de la totalit? du ? domaine Karras ?, consid?rant que son p?re adoptif n??tait propri?taire que d?une partie de celui-ci, ? savoir une superficie entre 320 000 et 520 000 m2, qui ne comprenait pas la partie sur laquelle le cin?ma ? Ilioupolis ? avait ?t? b?ti. Le reste de la zone ?tait une for?t domaniale et ne figurait pas sur les titres de propri?t? produits par K.N. Celui-ci introduisit devant le Conseil d?Etat un recours en annulation de la d?cision du ministre de l?Agriculture, mais fut d?bout?. Le 8 f?vrier 1955, un d?cret royal classa la zone litigieuse comme terre ? reboiser. K.N. demanda au Conseil d?Etat d?annuler le d?cret royal, mais la haute juridiction ?carta la requ?te au motif que le terrain litigieux ?tait une for?t domaniale.

9. Les 10 f?vrier 1965 et 11 mars 1966, par d?cisions du Conseil des ministres publi?es au Journal officiel (Eφημερίδα της Κυβερνήσεως) et retranscrites dans le registre communal d?Ilioupolis, l?Etat transf?ra une partie du ? domaine Karras ? d?une superficie de 220 000 m2, autre que la partie sur laquelle le cin?ma ? Ilioupolis ? avait ?t? b?ti, ? la coop?rative pour le logement des fonctionnaires de police.

10. Le 28 juillet 1965 fut promulgu? un d?cret royal pour le reboisement d?un terrain ? Ilioupolis. Selon le Gouvernement, ce d?cret concernait, entre autres, une partie non sp?cifi?e du ? domaine Karras ?. Le 2 d?cembre 1966, ce d?cret fut modifi? par un autre, qui fut publi? au Journal officiel.

11. Le 3 avril 1967, K.N. intenta une action contre la coop?rative pour le logement des fonctionnaires de police afin de faire ?tablir son droit de propri?t? sur le terrain qui avait ?t? transf?r? ? celle-ci. En tant qu?auteur du transfert, l?Etat intervint dans la proc?dure du c?t? de la coop?rative. Cette action fut consign?e dans le livre des hypoth?ques d?Ilioupolis. Mention des d?cisions ult?rieures du tribunal de grande instance d?Ath?nes (n? 16992/1973) et de la cour d?appel (n? 4910/1977 ? paragraphe 13 ci-dessous) d?boutant K.N. et reconnaissant l?Etat propri?taire du terrain litigieux, fut port?e dans la marge de la page pertinente.

12. En 1976, K.N. d?c?da et ses h?ritiers furent invit?s ? payer des droits de succession pour le terrain sur lequel le cin?ma avait ?t? b?ti. Pour garantir le paiement de ces imp?ts, l?Etat prit une hypoth?que sur ce terrain. L?hypoth?que fut lev?e en 1982.

13. Les h?ritiers de K.N. continu?rent l?action du 3 avril 1967. Le 21 juin 1977, la cour d?appel d?Ath?nes consid?ra que le terrain transf?r? ? la coop?rative de policiers appartenait ? l?Etat. Dans son raisonnement la cour adopta la position du ministre de l?Agriculture, selon laquelle le p?re adoptif de K.N. n??tait propri?taire que d?une partie du ? domaine Karras ?, qui ne comprenait ni la partie sur laquelle le cin?ma ? Ilioupolis ? avait ?t? b?ti ni la partie transf?r?e ? la coop?rative. Pour parvenir ? cette conclusion, la cour rappela, entre autres, qu?en 1905 le ? domaine Karras ? avait ?t? enregistr? comme for?t au cadastre des for?ts nationales et que depuis lors l?Etat en avait, de bonne foi, la possession et l?usage en tant que propri?taire.

14. A la suite d?une d?cision du ministre adjoint des Finances du 19 septembre 1984, une partie du ? domaine Karras ?, y compris la partie sur laquelle le cin?ma avait ?t? b?ti, fut enregistr?e au cadastre du domaine public le 27 juin 1985. Le 9 juillet 1985, ce fait fut mentionn? dans les livres des hypoth?ques d?Ilioupolis. En 1987, les h?ritiers de K.N. entam?rent une action devant les tribunaux pour ?tre reconnus propri?taires de la partie qui avait ?t? enregistr?e au cadastre du domaine public. En 1988, le tribunal de grande instance d?Ath?nes rejeta leur demande au motif que le 21 juin 1977 la cour d?appel d?Ath?nes avait consid?r? que le p?re adoptif de K.N. n??tait propri?taire que d?une partie du ? domaine Karras ? d?une superficie entre 320 000 et 520 000 m2. Les h?ritiers de K.N. firent appel.

15. Le 9 f?vrier 1989, la cour d?appel d?Ath?nes consid?ra que, dans sa d?cision du 21 juin 1977, elle n?avait tranch? que la question de la propri?t? des 220 000 m2 qui avait ?t? transf?r?e ? la coop?rative pour le logement des policiers. Les autres consid?rations figurant au raisonnement de cette d?cision ne liaient pas les h?ritiers de K.N. En cons?quence, la cour annula la d?cision de 1988 du tribunal de grande instance et ordonna ? ce tribunal d?examiner le fond de l?affaire.

16. Le 29 mai 1996, les h?ritiers de K.N. demand?rent au procureur aupr?s de la cour de grande instance d?Ath?nes d?ordonner des mesures provisoires contre l?Etat et la municipalit? d?Ilioupolis. A une date non sp?cifi?e, le procureur refusa d?acc?der ? leur demande. Les h?ritiers de K.N. firent appel. Le 30 mai 1997, le procureur adjoint aupr?s de la cour d?appel d?Ath?nes rejeta leur appel.

B. Proc?dures diligent?es par le requ?rant

17. En 1978, les h?ritiers de K.N. lou?rent le cin?ma de plein air ? Ilioupolis ? au requ?rant, qui le restaura enti?rement.

Le 4 juillet 1985, la pr?fecture de l?Attique informa le requ?rant qu?? partir du 27 juin 1985 le terrain sur lequel le cin?ma avait ?t? b?ti ?tait consid?r? comme propri?t? publique et qu?il le retenait abusivement. Par cons?quent, l?Etat allait lui r?clamer une indemnit?, selon l?article 115 du d?cret pr?sidentiel des 11/12 novembre 1929, sous r?serve de son droit de l?expulser en vertu de la loi n? 1539/1938 sur la protection du domaine de l?Etat.

Le 16 novembre 1988, la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat (Kτηματική Εταιρία του Δημοσίου) c?da le cin?ma ? la municipalit?
d?Ilioupolis. Le 24 novembre 1988, la pr?fecture de l?Attique en informa le requ?rant et l?invita ? ?vacuer le cin?ma dans les cinq jours, faute de quoi la loi n? 1539/1938 serait appliqu?e.

18. Le 9 f?vrier 1989, le Service des biens immobiliers (Kτηματική Υπηρεσία) de la pr?fecture de l?Attique ordonna l?expulsion du requ?rant, en vertu de la loi n? 1539/1938, telle que modifi?e par la loi n? 263/1968. L?arr?t? fut ? communiqu? ? au requ?rant, le 16 mars 1989, par affichage sur la porte du cin?ma. Le lendemain, alors que les avocats ?taient en gr?ve et que le requ?rant ?tait absent, les services de la municipalit? d?Ilioupolis ex?cut?rent l?arr?t? et forc?rent la porte du cin?ma. Un inventaire de quelques meubles (projecteurs, chaises, panneaux, ?quipement du bar) qui appartenaient au requ?rant fut dress?. M. G.L., qui avait des liens professionnels avec l?int?ress? mais qui n?agissait pas comme son repr?sentant, signa l?inventaire et demanda aux services de la municipalit? de garder ces meubles.

19. Le requ?rant attaqua l?arr?t? d?expulsion devant le juge de paix d?Ath?nes qui, ayant examin? le recours selon la proc?dure de r?f?r?, se pronon?a en faveur de l?Etat. L?int?ress? fit appel devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes, compos? d?un juge unique. Le 23 octobre 1989, ayant examin? l?appel selon la proc?dure de r?f?r?, le tribunal annula l?arr?t? d?expulsion. Le tribunal consid?ra que le Service des biens immobiliers ne pouvait prendre un arr?t? d?expulsion que si un bien immobilier appartenait ? l?Etat, s?il n?y avait pas de contestation quant au droit de l?Etat de poss?der ce bien et si le bien ?tait arbitrairement occup? par un tiers.

Le tribunal estima que ces conditions n??taient pas r?unies dans le cas d?esp?ce, puisque le requ?rant avait ?tabli avec un certain degr? de certitude les faits suivants : les tribunaux ?taient saisis d?un litige existant entre les h?ritiers de K.N. et l?Etat ? propos du terrain sur lequel le cin?ma avait ?t? b?ti, les h?ritiers de K.N. se consid?raient comme les propri?taires du terrain et du cin?ma depuis fort longtemps et exer?aient tous les attributs du droit de propri?t?, et enfin le requ?rant occupait le cin?ma depuis 1978 en vertu d?un contrat de bail.

20. A la suite de cette d?cision, le requ?rant entreprit plusieurs d?marches aupr?s des autorit?s comp?tentes contre l?occupation continue du cin?ma par la municipalit? d?Ilioupolis. Le 2 avril 1990, le minist?re des Finances consid?ra que, puisque l?arr?t? d?expulsion avait ?t? annul?, le terrain devait ?tre restitu? au requ?rant. Selon le minist?re, il ?tait souhaitable que la cession du cin?ma ? la municipalit? d?Ilioupolis f?t r?voqu?e. Si cependant la municipalit? insistait, il fallait, le cas ?ch?ant, d?terminer qui devait d?dommager le requ?rant, conform?ment ? la loi sur les baux commerciaux.

21. Le 11 juillet 1991, le Conseil juridique de l?Etat (Nομικό Συμβούλιο του Κράτους), r?pondant ? une question pos?e par le minist?re des Finances, consid?ra que le cin?ma devait ?tre restitu? au requ?rant. Les pr?tentions de celui-ci pour le pr?judice qu?il avait subi ? cause de l?expulsion ne pouvaient ?tre examin?es qu?? la suite d?une demande de l?int?ress? au Conseil juridique de l?Etat ou d?une action en justice. En outre, l?Etat pouvait d?fendre ses int?r?ts comme propri?taire du terrain en intentant une action contre les h?ritiers de K.N. ou en acc?l?rant l?examen du litige avec ces derniers, pendant devant les tribunaux depuis 1987.

Le 15 mai 1994, le requ?rant demanda la restitution du cin?ma aupr?s de la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat.

22. Le 21 d?cembre 1994, il engagea une action en responsabilit? civile extracontractuelle devant le tribunal administratif d?Ath?nes contre l?Etat et la municipalit? d?Ilioupolis pour le dommage qu?il avait subi du fait de la non-restitution du cin?ma. Il demandait 32 300 000 drachmes (GRD), plus int?r?ts, de r?paration pour manque ? gagner de 1989 ? 1994 et pour perte de mat?riel.

23. Le 5 avril 1995, le requ?rant demanda au maire d?Ilioupolis de lui restituer le cin?ma. Le 5 mai 1995, il d?posa une plainte contre ce dernier. A une date non sp?cifi?e, il porta aussi plainte contre le pr?sident de la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat.

24. Le 26 juillet 1995, le requ?rant d?posa aupr?s du tribunal de grande instance d?Ath?nes une demande en consignation d?une hypoth?que ? l?encontre du conseil municipal d?Ilioupolis pour se garantir contre le manque ? gagner, soit 30 000 000 GRD. Le tribunal d?bouta l?int?ress? au motif que nulle obligation de restituer la propri?t? n?existait, aucune requ?te n?ayant ?t? form?e en ce sens devant le tribunal et aucune d?cision judiciaire d?finitive n?ayant tranch? la question.

25. Le 31 juillet 1995, la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat, ? la suite d?une nouvelle demande du requ?rant, recommanda de r?voquer la cession du cin?ma ? la municipalit? d?Ilioupolis et de restituer le cin?ma ? l?int?ress?, qui devait y ?tre r?install? comme locataire par le minist?re des Finances. Cette recommandation devait ?tre approuv?e par le ministre des Finances, en vertu de la loi n? 973/1979.

Le requ?rant, qui n?avait pas ?t? inform? de cette recommandation, s?adressa au ministre des Finances le 4 octobre 1995. Le 13 octobre 1995, il demanda au tribunal de grande instance d?Ath?nes d?ordonner des mesures provisoires contre le maire d?Ilioupolis dans le cadre de son action pour responsabilit? extracontractuelle. Le 16 octobre 1995, il s?adressa de nouveau au ministre des Finances.

Le 25 octobre 1995, le tribunal de grande instance consid?ra qu?il n?y avait pas lieu de prononcer des mesures provisoires au motif que la responsabilit? du maire ne pouvait ?tre engag?e. Le 7 novembre 1995, ? la suite de l?intervention du procureur, le requ?rant fut inform? de la d?cision de la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat du 31 juillet 1995. Le 15 novembre 1995, il demanda au ministre adjoint des Finances d?approuver cette d?cision.

26. Le 7 ao?t 1996, le Conseil juridique de l?Etat consid?ra que le cin?ma ne devait pas ?tre rendu au requ?rant pour les raisons suivantes. Bien que le tribunal de grande instance d?Ath?nes e?t annul? l?arr?t? d?expulsion le 23 octobre 1989, il n?avait pas ordonn? la restitution du cin?ma ? l?int?ress?. La d?cision du 25 octobre 1995 du tribunal de grande instance confirmait qu?il n?existait aucune obligation de restitution du cin?ma. D?ailleurs, le contrat de bail entre le requ?rant et les h?ritiers de K.N. n??tait pas valable, en vertu d?une jurisprudence sp?ciale relative aux biens de l?Etat. Par cons?quent, le ministre des Finances agirait ill?galement s?il r?voquait la cession du cin?ma ? la municipalit? d?Ilioupolis. Le 3 septembre 1996, le ministre adjoint des Finances approuva cet avis du Conseil juridique de l?Etat.

27. Le 31 octobre 1996, le tribunal administratif d?Ath?nes rejeta l?action du requ?rant du 21 d?cembre 1994 au motif qu?elle aurait d? ?tre introduite devant les tribunaux civils.

Le 17 d?cembre 1996, le requ?rant introduisit son action devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes, demandant 140 000 000 GRD de dommages et int?r?ts pour les pertes qu?il avait subies en 1995 et 1996 du fait de l?impossibilit? d?exploiter son cin?ma et pour pr?judice moral. L?action devait ?tre examin?e le 13 novembre 1997, mais ?tait encore pendante au jour de l?audience devant la Cour.

28. Le 7 janvier 1997, la chambre du conseil du tribunal correctionnel d?Ath?nes d?cida de traduire le maire d?Ilioupolis en justice pour violation des devoirs inh?rents ? sa fonction.

29. Le 27 janvier 1998, le requ?rant intenta, ? l?encontre de l?Etat et de la municipalit? d?Ilioupolis, une action en r?paration pour un montant de 32 000 000 GRD, plus int?r?ts, pour manque ? gagner en 1997 et dommage moral. Cette action ?tait encore pendante au jour de l?audience devant la Cour.

30. Le cin?ma est toujours exploit? par la municipalit? d?Ilioupolis et n?a pas ?t? restitu? au requ?rant.

Ce dernier n?a pas rouvert son cin?ma de plein air ailleurs.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

A. Arr?t?s d?expulsion

31. Les biens immobiliers de l?Etat sont prot?g?s contre les tiers par la loi n? 263/1968 modifiant et compl?tant les dispositions sur le domaine de l?Etat.

L?article 2 ?? 2 et 3 est ainsi libell? :

? (…) L?inspecteur des imp?ts comp?tent adopte un arr?t? d?expulsion ? l?encontre de quiconque prend irr?guli?rement possession d?un bien de l?Etat. Une opposition peut ?tre form?e devant le juge de paix contre pareil arr?t? dans le d?lai de trente jours ? compter de la signification de celui-ci (…). La d?cision du juge de paix peut ?tre attaqu?e dans un d?lai de trente jours devant le pr?sident du tribunal de grande instance, qui examine l?appel en vertu de la proc?dure sp?ciale pr?vue ? l?article 634 du code de proc?dure civile. La d?cision du pr?sident du tribunal de grande instance est sans appel. La d?cision issue de la proc?dure susvis?e n?emp?che pas les deux parties de faire valoir leurs droits par la voie de la proc?dure ordinaire (…) ?

? (…) Κατά του αυτογνωμόνως επιλαμβανομένου οιουδήποτε δημοσίου κτήματος συντάσσεται παρά του αρμοδίου Οικονομικού Εφόρου Πρωτόκολλο Διοικητικής Αποβολής. Κατ΄αυτού επιτρέπεται άσκηση ανακοπής ενώπιον του αρμοδίου Ειρηνοδικείου μέσα σε αποκλειστική προθεσμία 30 ημερών από της κοινοποιήσεως του (…) Κατά της αποφάσεως του Ειρηνοδικείου χωρεί έφεση ενώπιον του Προέδρου Πρωτοδικών, που δικάζει με την ειδική διαδικασία του άρθρου 634 Πολ. Δικ., μέσα σε προθεσμία 30 ημερών. Κατά της αποφάσεως του Προέδρου Πρωτοδικών ουδέν ένδικο μέσο χωρεί. Η κατά την ανωτέρω διαδικασία εκδιδομένη απόφαση δεν παρακωλύει την επιδίωξη των εκατέρωθεν δικαιωμάτων κατά την τακτική διαδικασία (…)

L?opposition et l?ensemble de la proc?dure contre l?arr?t? d?expulsion portent exclusivement sur la validit? de celui-ci et non sur la reconnaissance du droit de propri?t? ou sur la r?glementation de la possession.

32. En cas d?annulation d?un arr?t? d?expulsion et afin que la d?cision puisse ordonner sa r?int?gration, l?appelant expuls? doit d?poser une demande en r?int?gration soit en m?me temps que l?opposition ? auquel cas une injonction sera ?mise si l?opposition est accueillie ? soit s?par?ment devant la juridiction comp?tente (action en r?glementation de la possession). Pareille demande n?est pas soumise aux d?lais fix?s par l?article 2 de la loi n? 263/1968 pour former opposition ? un arr?t? d?expulsion, en l?absence de dispositions ? cet ?gard (arr?t n? 6802/89 de la cour d?appel d?Ath?nes, Recueil 1990, pp. 778-779, jugement n? 25950/1995 du tribunal de premi?re instance d?Ath?nes, avis n? 464/96 du Conseil juridique de l?Etat, annexes 14a et b et 13c).

B. Protection des locataires en tant que possesseurs

33. Le locataire d?un bien a la possession du bien lou?. Ce droit de possession est prot?g? par le droit interne. La protection de la possession en tant que fait mat?riel et rapport juridique est r?gie par les articles 997 et suivants du code civil.

34. En particulier, l?article 997 du code civil, intitul? ? Protection des possesseurs ?, dispose :

? En cas de troubles illicites dans la possession d?une chose ou d?un droit, ou en cas de d?possession, celui qui d?tient la chose ou le droit pour les avoir re?us du possesseur, soit ? titre de locataire ou de d?positaire, soit par suite d?un autre rapport similaire, est ?galement pourvu des actions possessoires ? l?encontre des tiers. ?

? Επί παρανόμου διαταράξεως της νομής πράγματος ή δικαιώματος, ή αποβολής εξ αυτής, έχει κατά τρίτων τας περί νομής αγωγάς και ο παρά τιυ νομέως λαβών την κατοχή του πράγματος ή δικαιώματος ως μισθωτής ή θεματοφύλαξ ή συνεπεία άλλης παρομοίας σχέσεως. ?

35. Le locataire et possesseur du bien lou? peut intenter des actions possessoires pr?vues par les articles 987 et 989 du code civil.

L?article 987 est ainsi libell? :

? Un possesseur ill?galement d?poss?d? est en droit d?exiger sa r?int?gration de la part de celui dont la possession est vicieuse ? son ?gard. La pr?tention ? des dommages-int?r?ts suivant les dispositions sur la responsabilit? civile n?est pas exclue. ?

? Ο νομέας που αποβλήθηκε παράνομα από τη νομή έχει δικαίωμα να αξιώσει την απόδοσή της από αυτόν που νέμεται επιλήψιμα απέναντί του. Αξίωση αποζημιώσεως σύμφωνα με τις διατάξεις για τις αδικοπραξίες δεν αποκλείεται. ?

Aux termes de l?article 989 :

? Le possesseur qui a ?t? ill?galement troubl? est en droit d?exiger la cessation du trouble, ainsi que [d?exiger] que celui-ci ne se renouvelle pas ? l?avenir. La pr?tention ? des dommages-int?r?ts suivant les dispositions sur la responsabilit? civile, n?est pas exclue. ?

? Ο νομέας που διαταράχθηκε παράνομα έχει δικαίωμα να αξιώσει την παύση της διατάραξης καθώς και την παράλειψή της στο μέλλον. Αξίωση αποζημίωσης κατά τις διατάξεις για τις αδικοπραξίες δεν αποκλείεται. ?

L?article 987 prot?ge le possesseur en cas de d?possession, c?est-?-dire de privation de la jouissance du bien. L?article 989 le prot?ge aussi en cas de trouble, c?est-?-dire d?un trouble dans la jouissance du bien autre que la d?possession. Un exemple classique de trouble, constat? par les tribunaux internes, consiste ? menacer le possesseur de lui interdire un acte d?termin? relevant de la possession.

Ces voies de recours tendent ? prot?ger la possession en soi, qu?elle repose ou non sur un droit. C?est pourquoi l?article 991 du code civil pr?voit ceci :

? Le d?fendeur ? une action pour trouble ou d?possession ne peut invoquer un droit lui conf?rant pouvoir sur la chose que dans le seul cas o? ce droit a ?t? reconnu en dernier ressort au cours d?une proc?dure entre lui et le demandeur. ?

? Ο εναγόμενος για διατάραξη ή αποβολή δεν μπορεί να επικαλεστεί δικαίωμα που του παρέχει εξουσία πάνω στο πράγμα παρά μόνο αν το δικαίωμα έχει αναγνωριστεί τελεσίδικα σε δίκη ανάμεσα σε αυτόν και τον ενάγοντα. ?

Selon l?article 997 du code civil, un possesseur d?tient ses droits contre des tiers, non contre le possesseur dont il les a re?us. A l?encontre de celui-ci, il dispose des droits conf?r?s par le rapport juridique qui les lie.

36. Un possesseur peut intenter une action possessoire soit en vue de se voir r?int?grer dans la possession soit pour faire cesser le trouble, selon qu?il aura ?t? expuls? ou aura simplement subi un trouble de jouissance.

Il peut en outre, dans le cadre de la m?me proc?dure, r?clamer r?paration du pr?judice subi, en vertu des dispositions sur la responsabilit? civile (articles 914 et suivants).

37. Plus particuli?rement, en ce qui concerne l?obligation de l?Etat ? r?paration, l?article 105 de la loi introductive au code civil s?applique ; il pr?voit qu?en cas de conduite irr?guli?re de ses agents, l?Etat est tenu ? r?paration qu?il y ait eu ou non infraction. En outre, si la situation irr?guli?re d?coule d?un acte administratif, l?annulation pr?alable de celui-ci n?est pas requise. Le tribunal peut examiner la validit? de l?acte administratif au cours de la proc?dure ; il n?est pas tenu de le faire pr?alablement.

C. Protection des locataires contre les bailleurs

38. Un possesseur qui d?tient son droit d?un bail est aussi prot?g? contre le bailleur s?il lui devient impossible d?exercer l?usage du bien lou?.

39. L?article 583 du code civil est ainsi libell? :

? Si le locataire est frustr? en tout ou partie de l?usage convenu de la chose lou?e en raison de droits de tierces personnes (vice de droit), sont applicables par analogie les dispositions des articles 576 ? 579 et 582. Toutefois, le locataire peut proc?der lui-m?me ? la suppression du vice de droit aux frais du bailleur. ?

? Αν η συμφωνηθείσα χρήση του μισθίου αφαιρεθεί από τον μισθωτή εν μέρει ή εν όλω εξαιτίας δικαιώματος τρίτου νομικό ελάττωμα εφαρμόζονται οι διατάξεις των άρθρων 576 έως 579 και 582. Αλλ΄ο μισθωτής δεν δύναται να προβεί ο ίδιος στην άρση του νομικού ελαττώματος με δαπάνες του εκμισθωτού. ?

40. Dans cette hypoth?se, les articles 576 ? 579 et 582, auxquels renvoie l?article 583, conf?rent au locataire les droits suivants : droit de r?duire le loyer ou de ne pas le verser, droit ? r?paration, droit d?intenter une action contre le bailleur afin de faire rem?dier au vice juridique et droit de r?silier le bail.

Outre le droit d?intenter une action contre le bailleur afin de faire rem?dier au vice juridique, le locataire peut aussi intenter ? ses frais une action possessoire ? l?encontre de tiers en sa qualit? de possesseur (article 997).

Le bailleur n?est exon?r? de sa responsabilit? que si le locataire avait connaissance du vice au moment de la signature du bail.

D. Baux commerciaux

41. Enfin, les baux de location d?immeubles ? des fins commerciales (baux commerciaux) sont eux aussi r?gis par les dispositions susmentionn?es, en vertu de l?article 29 de la loi n? 813/1978, codifi?e par le d?cret pr?sidentiel n? 34/1995. Cette disposition est ainsi libell?e :

? Sauf dispositions contraires de la pr?sente loi, les baux conclus en vertu de celle-ci sont r?gis par les clauses contractuelles et par les dispositions du code civil. ?

? Αι κατά τον παρόντα νόμον μισθώσεις, εφόσον δεν ορίζεται άλλως εις αυτόν, διέπονται υπό των συμβατικών περί αυτών όρων και των διατάξεων του Αστικού Κώδικος. ?

PROC?DURE DEVANT LA COMMISSION

42. M. Iatridis a saisi la Commission le 28 mars 1996. Il all?guait la violation des articles 6 ? 1, 8 et 13 de la Convention et 1 du Protocole n? 1.

43. La Commission (premi?re chambre) a d?clar? la requ?te (n? 31107/96) partiellement recevable le 2 juillet 1998. Dans son rapport du 16 avril 1998 (ancien article 31 de la Convention), elle formule l?avis qu?il y a eu violation des articles 13 de la Convention et 1 du Protocole n? 1 (quatorze voix contre une) et qu?il n?est pas n?cessaire d?examiner aussi l?affaire sous l?angle des articles 6 ? 1 et 8 de la Convention (unanimit?). Le texte int?gral de son avis et de l?opinion dissidente dont il s?accompagne figure en annexe au pr?sent arr?t4.

CONCLUSIONS PR?SENT?ES ? LA COUR

44. Le Gouvernement invite la Cour ? ?carter la requ?te de M. G. I. contre la Gr?ce.

45. Le requ?rant demande ? la Cour de

? a) d?clarer recevables et fond?s en fait comme en droit les griefs aff?rents ? la violation, par la R?publique hell?nique, de l?article 1 du Protocole n? 1 et des articles 8 et 13 de la Convention ;

b) parvenir ? la m?me conclusion en ce qui concerne l?article 6 de la Convention si elle ne constate pas de violation de l?article 13 ;

c) dire que la R?publique hell?nique doit verser au requ?rant 497 337 000 drachmes, plus des int?r?ts au taux applicable aux transactions commerciales, ? compter du prononc? de l?arr?t, au titre de la satisfaction ?quitable ;

d) ordonner ? la R?publique hell?nique de mettre un terme aux violations constat?es, en permettant au requ?rant de recouvrer le cin?ma Ilioupolis ?.

EN DROIT

I. SUR LES EXCEPTIONS PR?LIMINAIRES DU GOUVERNEMENT

A. Non-?puisement des voies de recours internes

46. Le Gouvernement soutient ? titre principal, comme d?j? devant la Commission, que M. I. n?a pas ?puis? les voies de recours internes.

En premier lieu, le requ?rant n?a pas sollicit?, lorsqu?il a contest? devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes ? ou m?me plus tard ? la validit? de l?arr?t? d?expulsion administrative, que la possession du terrain sur lequel le cin?ma ?tait construit lui f?t rendue (articles 987, 989 et 997 du code civil). Le Gouvernement affirme qu?en vertu d?une jurisprudence constante, une simple objection contre un tel arr?t? vise uniquement l?annulation de celui-ci ; le tribunal saisi examine seulement si les conditions d?adoption de l?arr?t? se trouvent r?unies et ne se prononce pas sur des questions relatives au droit de propri?t?, ? l?usage ou ? la possession. En outre, une d?cision judiciaire qui rendrait le terrain au requ?rant serait ex?cutoire contre l?Etat car l?article 8 de la loi n? 2097/1952 qui institue l?immunit? de l?Etat contre l?ex?cution forc?e ne s?applique qu?aux pr?tentions p?cuniaires.

En deuxi?me lieu, certaines des actions en dommages-int?r?ts que l?int?ress? avait engag?es contre l?Etat sont encore pendantes devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes. L??ventualit? de voir l?indemnisation se limiter ? la perte des revenus pendant les ann?es o? le cin?ma est rest? ferm? n?est pas d?terminante car le requ?rant, ayant conserv? son ?quipement, aurait pu transf?rer son activit? ? un autre endroit.

En troisi?me lieu, si le requ?rant ignorait l?existence de la contestation sur le terrain litigieux, il aurait d? intenter contre les h?ritiers de K.N. une action en dommages-int?r?ts en vertu des articles 576-579, 582 et 587 du code civil.

47. La Cour rappelle que l?article 35 de la Convention n?exige que l??puisement des recours accessibles, ad?quats et relatifs aux violations incrimin?es (arr?t Tsomtsos et autres c. Gr?ce du 15 novembre 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-V, p. 1713, ? 32).

Au sujet de la premi?re branche de l?exception, la Cour note avec la Commission et le requ?rant que ce dernier avait introduit devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes un recours sp?cifique ? pr?vu par l?article 2 ? 3 de la loi n? 263/1968 ? visant l?annulation de l?arr?t? d?expulsion administrative. Le tribunal lui donna gain de cause en estimant que les conditions pour l?adoption d?un tel arr?t? ne se trouvaient pas r?unies ; toutefois, le ministre des Finances refusa d?approuver la restitution du cin?ma ? l?int?ress?. Or une action fond?e sur les articles 987 et 989 du code civil, ? supposer qu?elle ait eu une issue favorable au requ?rant, n?aurait pas abouti ? selon toute vraisemblance eu ?gard ? l?attitude du ministre des Finances ? ? un r?sultat diff?rent de celui de l?action en annulation de l?arr?t? d?expulsion. On ne saurait donc reprocher au requ?rant de n?avoir pas utilis? une voie de droit qui aurait vis? pour l?essentiel le m?me but et au demeurant n?aurait pas pr?sent? de meilleures chances de succ?s (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Miailhe c. France (n? 1) du 25 f?vrier 1993, s?rie A n? 256-C, p. 87, ? 27).

En ce qui concerne la deuxi?me branche de l?exception, la Cour estime qu?une action en r?paration peut parfois ?tre consid?r?e comme un recours suffisant, notamment lorsque c?est le seul moyen de redresser le tort subi par l?individu. Or, en l?esp?ce, une indemnisation n?aurait pas constitu? une solution de rechange aux mesures que l?ordre juridique interne aurait d? offrir ? l?int?ress? pour parer ? l?impossibilit? de reprendre possession du cin?ma en d?pit d?une d?cision judiciaire annulant l?arr?t? d?expulsion. En outre, les proc?dures pendantes devant le tribunal de grande instance d?Ath?nes ne sont d?terminantes que pour l?octroi d?une satisfaction ?quitable au titre de l?article 41 de la Convention (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Hornsby c. Gr?ce du 19 mars 1997, Recueil 1997-II, p. 509, ? 37).

Quant ? la troisi?me branche de l?exception, la Cour rappelle que l?article 35 n?exige que l??puisement des recours relatifs aux violations incrimin?es ; or assigner un particulier en justice ne saurait constituer un tel recours quant ? un acte de l?Etat, ? savoir, en l?esp?ce, le refus de se conformer ? une d?cision judiciaire et de rendre le cin?ma au requ?rant (arr?t Pine Valley Developments Ltd et autres c. Irlande du 29 novembre 1991, s?rie A n? 222, p. 22, ? 48).

Il ?chet donc de rejeter l?exception dont il s?agit.

B. Non-respect du d?lai de six mois

48. Le Gouvernement invite la Cour ? rejeter la requ?te en vertu de l?article 35 de la Convention, l?int?ress? n?ayant pas saisi la Commission dans le d?lai de six mois ? compter de la date ? laquelle le tribunal de grande instance d?Ath?nes a rendu son jugement annulant l?arr?t? d?expulsion. Il pr?tend que ledit jugement ne pouvait pas cr?er une situation continue car il n?avait pas enjoint ? l?Etat de rendre le cin?ma au requ?rant et ce dernier n?y avait aucun droit r?el ; de plus, l?int?ress? aurait pu modifier sa situation soit en demandant sa r?installation soit en transf?rant son entreprise ailleurs.

49. La Commission conclut que le refus du ministre des Finances de se conformer au jugement du tribunal de grande instance a entra?n? une situation continue, ce qui rend inapplicable la r?gle des six mois.

50. La Cour partage l?avis de la Commission. Elle rel?ve en outre que le requ?rant n?aurait pu r?cup?rer le cin?ma que si le ministre des Finances avait auparavant r?voqu? la cession de celui-ci ? la municipalit? d?Ilioupolis. Or le requ?rant ne re?ut copie de l?avis favorable ? ce sujet de la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat ? indispensable pour que le ministre rend?t sa d?cision ? que le 7 novembre 1995 et d?posa sa requ?te afin que le ministre approuv?t ledit avis le 15 novembre (paragraphe 25 ci-dessus). Il s?ensuit qu?en saisissant la Commission le 28 mars 1996, le requ?rant a satisfait ? l?exigence du respect du d?lai de six mois.

D?s lors, il y a lieu d??carter l?exception en cause.

II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1

51. M. Iatridis all?gue une violation de l?article 1 du Protocole n? 1, aux termes duquel :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

52. Le requ?rant souligne qu?en 1978 il a conclu un contrat de bail d?un cin?ma de plein air avec K.N., qui agissait comme propri?taire, et que jusqu?en 1985 il a joui du bien lou? sans que cela fasse l?objet d?une contestation de la part de l?Etat. La d?cision du ministre de l?Agriculture, en 1953 (paragraphe 8 ci-dessus), se limita ? tracer une ligne de d?marcation entre la partie du ? domaine Karras ? consid?r?e comme zone foresti?re et la partie urbaine de ce domaine, appartenant ? K.N. ; il r?sulterait clairement du sch?ma que le terrain du cin?ma se trouverait ? l?int?rieur de cette derni?re partie et donc en pleine zone urbaine, bien loin du terrain transf?r? ? la coop?rative des policiers sur lequel portait l?arr?t n? 4910/1977. Si la question de la propri?t? du cin?ma est encore en litige entre l?Etat et le bailleur du requ?rant, ? savoir les h?ritiers de K.N., l?Etat a toujours trait? ces derniers comme les vrais propri?taires en percevant ? d?s le d?but et jusqu?? aujourd?hui ? des droits de succession ; d?ailleurs l?autorisation de construire le cin?ma qualifiait K.N. de propri?taire. L?arr?t de la cour d?appel du 21 juin 1977 avait uniquement tranch? la question de propri?t? du terrain transf?r? ? la coop?rative des officiers de police et non celle du terrain litigieux qui est compl?tement distinct et tr?s ?loign? du premier. En 1978, le requ?rant ne pouvait donc avoir le moindre doute sur le droit de propri?t? des h?ritiers de K.N.

53. Le Gouvernement soutient que l?arr?t? d?expulsion administrative a seulement priv? le requ?rant du droit ? l?usage et ? la possession du terrain litigieux mais non de la possibilit? d?exercer sa profession ; en effet, l?int?ress? disposait de quatre ans pour rechercher un autre terrain et y installer son entreprise, de sorte que l?ex?cution dudit arr?t? n?a pas port? atteinte ? celle-ci. En outre, le droit du locataire ? l?usage du bien lou? est limit? quant ? son contenu et sa dur?e ? le contrat pouvant ?tre d?nonc? n?importe quand par l?une ou l?autre partie ? et relatif, car il est inopposable aux tiers qui ont sur le bien lou? un droit pr?dominant, tel un droit r?el de propri?t?. Ainsi le requ?rant n?a jamais acquis, en vertu du contrat de location, un droit patrimonial suffisamment fond? et exigible ? l??gard de l?Etat. Les doutes qui auraient pu subsister quant au droit de propri?t? de l?Etat sur la superficie revendiqu?e par les h?ritiers de K.N. ont ?t? lev?s avec l?arr?t (n? 4910/1977) de la cour d?appel du 21 juin 1977 (paragraphe 13 ci-dessus), qui a reconnu que toute la superficie litigieuse appartenait ? l?Etat et le requ?rant aurait pu s?en informer en consultant les livres des hypoth?ques. Le jugement du tribunal de grande instance du 23 octobre 1989 ne reconnaissait pas un quelconque droit du requ?rant sur le terrain litigieux car la proc?dure portait sur la seule validit? formelle de l?arr?t? d?expulsion et non sur la d?termination des droits r?els des parties sur le terrain. D?ailleurs, le requ?rant aurait pu se retourner contre le bailleur et lui demander des dommages-int?r?ts pour l?impossibilit? dans laquelle il s?est trouv? d?user du terrain que ce dernier lui avait lou? alors que ledit bien comportait un vice. Enfin et surtout, il ?tait loisible au requ?rant, qui ?tait propri?taire de l??quipement du cin?ma, d??tablir son entreprise ailleurs.

54. La Cour rappelle que la notion de ? biens ? de l?article 1 du Protocole n? 1 a une port?e autonome qui ne se limite certainement pas ? la propri?t? de biens corporels : certains autres droits et int?r?ts constituant des actifs peuvent aussi passer pour des ? droits de propri?t? ? et donc pour des ? biens ? aux fins de cette disposition (arr?t Gasus Dosier- und F?rdertechnik GmbH c. Pays-Bas du 23 f?vrier 1995, s?rie A n? 306-B, p. 46, ? 53).

A cet ?gard, la Cour note d?embl?e que la question de la propri?t? du terrain sur lequel se situait le cin?ma litigieux faisait depuis 1953 l?objet d?une contestation entre le bailleur du cin?ma et l?Etat et qu?au jour de l?adoption du pr?sent arr?t cette contestation n?avait pas encore ?t? lev?e. Pour se prononcer en l?esp?ce, la Cour n?a pas ? se substituer aux juridictions nationales et ? d?terminer si le terrain litigieux appartenait ? l?Etat ou si le contrat pass? entre le requ?rant et les h?ritiers de K.N. ?tait nul selon le droit grec. Elle se limite ? constater que le requ?rant avait exploit? ? en vertu d?un contrat sign? en bonne et due forme ? le cin?ma pendant onze ans avant son expulsion sans avoir ?t? inqui?t? par les autorit?s, gr?ce ? quoi il avait constitu? une client?le, qui s?analyse en une valeur patrimoniale (arr?t Van Marle et autres c. Pays-Bas du 26 juin 1986, s?rie A n? 101, p. 13, ? 41) ; ? ce sujet, la Cour tient compte du r?le culturel que jouent en Gr?ce les cin?mas de plein air pour la population locale et du fait que les habitants du quartier constituent l?essentiel de leur client?le.

55. Selon la jurisprudence de la Cour, l?article 1 du Protocole n? 1, qui garantit en substance le droit de propri?t?, contient trois normes distinctes (arr?t James et autres c. Royaume-Uni du 21 f?vrier 1986, s?rie A n? 98-B, pp. 29-30, ? 37) : la premi?re, qui s?exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux Etats contractants le pouvoir, entre autres, de r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral. La deuxi?me et la troisi?me, qui ont trait ? des exemples particuliers d?atteintes au droit de propri?t?, doivent s?interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re.

La Cour note que le requ?rant, qui ?tait titulaire d?un permis sp?cifique pour exploiter le cin?ma lou? par lui, a ?t? expuls? de celui-ci par la municipalit? d?Ilioupolis et n?a pas transf?r? son activit? ailleurs. Elle rel?ve de surcro?t qu?en d?pit d?une d?cision judiciaire annulant l?arr?t? d?expulsion, M. Iatridis se trouve dans l?impossibilit? de reprendre possession du cin?ma litigieux en raison du refus du ministre des Finances de r?voquer la cession de celui-ci ? ladite municipalit? (paragraphe 26 ci-dessus).

Dans ces circonstances, il y a eu ing?rence dans le droit de propri?t? du requ?rant ; celui-ci n??tant que simple locataire de son fonds de commerce, l?ing?rence en question ne constitue ni une expropriation ni une r?glementation de l?usage des biens, mais rel?ve de la premi?re phrase du premier alin?a de l?article 1.

56. Le requ?rant souligne que dix ans apr?s la d?cision du tribunal de grande instance annulant l?arr?t? d?expulsion, l?Etat continue d?occuper arbitrairement et ill?galement le cin?ma litigieux et refuse de le lui restituer.

57. Le Gouvernement conteste cette all?gation et souligne que le terrain sur lequel le cin?ma ?tait situ? faisait partie d?une superficie plus grande appartenant ? l?Etat.

58. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole n? 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect de biens soit l?gale : la seconde phrase du premier alin?a de cet article n?autorise une privation de propri?t? que ? dans les conditions pr?vues par la loi ? ; le second alin?a reconna?t aux Etats le droit de r?glementer l?usage des biens en mettant en vigueur des ? lois ?. De plus, la pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (arr?t Amuur c. France du 25 juin 1996, Recueil 1996-III, pp. 850-851, ? 50) et implique le devoir de l?Etat ou d?une autorit? publique de se plier ? un jugement ou un arr?t rendus ? leur encontre (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Hornsby pr?cit?, p. 511, ? 41). Il s?ensuit que la n?cessit? de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A n? 52, p. 26, ? 69) ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de la l?galit? et n??tait pas arbitraire.

59. Le Gouvernement affirme que le requ?rant fut invit? ? deux reprises avant son expulsion (en 1985 et 1988 ? paragraphe 17 ci-dessus) ? quitter les lieux ; il lui ?tait alors loisible de faire valoir ses droits en justice ou de pr?server le fonctionnement de son entreprise en la transf?rant dans un autre endroit. De plus et surtout, le jugement du tribunal de grande instance d?Ath?nes du 23 octobre 1989 n?ordonnait pas l?expulsion de la municipalit? et la r?installation du requ?rant (paragraphe 19 ci-dessus). Or cette r?installation n??tait possible qu?? la suite d?une demande expresse et distincte de celle en annulation de l?arr?t? d?expulsion de la part du requ?rant ; ? ce sujet, le Gouvernement all?gue qu?il existe une jurisprudence abondante en ce sens et produit un arr?t de la cour d?appel d?Ath?nes (n? 6802/1989) qui avait jug? qu?une demande en r?installation pouvait ?tre d?pos?e de mani?re autonome et n??tait pas soumise aux d?lais pr?vus pour l?exercice d?un recours en annulation de l?arr?t? d?expulsion.

60. Le requ?rant conteste l?opportunit? et l?effectivit? d?une telle demande. A supposer m?me qu?il e?t obtenu une d?cision le r?int?grant dans les locaux, aucune proc?dure ne lui aurait permis de recouvrer la possession du cin?ma. Une demande form?e contre la municipalit? d?Ilioupolis n?aurait aucun effet utile, car une d?cision rendue sur une telle demande ne serait contraignante que pour la municipalit? et rien n?emp?cherait l?Etat de c?der le cin?ma ? une autre entit? de droit public. M?me si la demande ?tait form?e contre l?Etat, le requ?rant ne disposerait, en cas de nouveau refus du ministre, d?aucun recours.

61. La Cour note que les comparants ont des vues divergentes sur ce point, mais il ne lui incombe pas de vider la controverse, d?autant plus que la d?cision n? 26/1997 de la chambre du conseil du tribunal correctionnel d?Ath?nes ? renvoyant le maire d?Ilioupolis en jugement pour violation des devoirs inh?rents ? sa fonction (paragraphe 28 ci-dessus) ? semble consid?rer qu?une disposition sp?ciale enjoignant la r?installation du requ?rant n??tait pas n?cessaire ; de plus, elle pr?cise que si ? le rapport de l?enqu?te administrative du 2 avril 1990, l?avis n? 508/1991 de l?assembl?e pl?ni?re du Conseil juridique de l?Etat et la d?cision du conseil d?administration de la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat, du 31 juillet 1995, n?[avaient] pas un caract?re contraignant et n?[?taient] pas ex?cutoires, cela ne signifie pas que la municipalit? d?Ilioupolis (…) avait le droit de ne pas se conformer ? la loi et d?attendre la proc?dure d?ex?cution comme un simple particulier qui refuse intentionnellement d?assumer ses obligations l?gales ou contractuelles. ?

Dans la pr?sente affaire, il existe aussi d?autres consid?rations sur lesquelles la Cour peut fonder sa d?cision. L?expulsion du requ?rant le 17 mars 1989 avait assur?ment une base l?gale en droit interne : l?arr?t? d?expulsion administrative adopt? le 9 f?vrier 1989 par un organe d?pendant de l?Etat, le Service des biens immobiliers de la pr?fecture de l?Attique, le cin?ma ayant ?t? dans l?intervalle c?d? ? la municipalit? d?Ilioupolis par la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat. Toutefois, le 23 octobre 1989, le tribunal de grande instance d?Ath?nes, statuant selon la proc?dure en r?f?r? et par une d?cision ayant force de chose jug?e, a annul? l?arr?t? d?expulsion au motif que les conditions requises pour son adoption n??taient pas r?unies. Ainsi, et ? partir de ce moment, l?expulsion du requ?rant a perdu toute base l?gale et la municipalit? d?Ilioupolis est devenue un occupant sans titre. Celle-ci se trouvait alors dans l?obligation de rendre le cin?ma au requ?rant, ce qui fut recommand? du reste par tous les organes charg?s de donner au ministre des Finances leur avis en la mati?re, ? savoir le minist?re des Finances, le Conseil juridique de l?Etat et la Soci?t? des biens immobiliers de l?Etat (paragraphes 20, 21 et 25 ci-dessus). Plus pr?cis?ment, cette derni?re proposait au ministre la r?vocation de la cession du cin?ma ? la municipalit?, la restitution de l?usage du cin?ma ? M. Iatridis ainsi que la r?installation de celui-ci dans le bien qu?il avait lou?. Toutefois, le ministre a refus? d?approuver ladite proposition, condition indispensable ? la r?int?gration du requ?rant dans ses locaux.

62. La Cour estime avec la Commission que l?ing?rence litigieuse est manifestement ill?gale sur le plan du droit interne et, par cons?quent, incompatible avec le droit au respect des biens du requ?rant. Une telle conclusion la dispense de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits individuels.

D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole n? 1.

III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 13 DE LA CONVENTION

63. M. Iatridis invoque aussi l?article 13 de la Convention, ainsi r?dig? :

? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (?) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?

Le requ?rant pr?tend que le seul recours pr?vu par la l?gislation grecque contre un arr?t? d?expulsion, ? savoir le recours en annulation devant les juridictions civiles, ne saurait passer pour ? effectif ? au sens de l?article 13 : m?me si l?int?ress? obtient gain de cause, la restitution du bien litigieux est ? la discr?tion des autorit?s ?tatiques comp?tentes et d?pend de leur bonne volont?.

64. Le Gouvernement r?it?re pour l?essentiel ses arguments sur le non-?puisement des voies de recours internes. Quant ? la Commission, elle renvoie ? ses conclusions sur ce point et estime qu?il y a eu violation de cette disposition.

65. La Cour rel?ve que le grief tir? de l?article 13 est fond? sur les m?mes faits que ceux dont elle a eu ? conna?tre lorsqu?elle a examin? l?exception de non-?puisement ainsi que les griefs relatifs ? l?article 1 du Protocole n? 1. Il existe cependant une diff?rence de nature des int?r?ts prot?g?s par les articles 13 de la Convention et 1 du Protocole n? 1 : le premier accorde une garantie proc?durale, ? savoir le ? droit ? un recours effectif ?, tandis que l?exigence proc?durale inh?rente au second va de pair avec l?objectif plus large consistant ? assurer le droit au respect des biens. Eu ?gard ? la diff?rence entre l?objectif vis? par les garanties respectives de ces deux articles, la Cour estime qu?il y a lieu dans la pr?sente affaire d?examiner une m?me s?rie des faits sous l?angle de l?un et l?autre articles (voir, mutatis mutandis, l?arr?t McMichael c. Royaume-Uni du 24 f?vrier 1995, s?rie A n? 307-B, p. 57, ? 91).

66. L?ordre juridique grec pr?voit un recours ? le recours en annulation de l?arr?t? d?expulsion ? qui ne s?offrait pas seulement en th?orie au requ?rant ; celui-ci en usa et avec succ?s puisque le tribunal de grande instance d?Ath?nes lui donna gain de cause (paragraphe 19 ci-dessus). Toutefois, la Cour rappelle que le recours exig? par l?article 13 doit ?tre ? effectif ? en pratique comme en droit, en ce sens particuli?rement que son exercice ne doit pas ?tre entrav? de mani?re injustifi?e par les actes ou omissions des autorit?s de l?Etat d?fendeur (arr?t Aksoy c. Turquie du 18 d?cembre 1996, Recueil 1996-VI, p. 2286, ? 95 in fine) ; compte tenu du refus du ministre des Finances de se conformer au jugement du tribunal de grande instance en l?esp?ce, ledit recours ne saurait passer pour ? effectif ? au sens de l?article 13 de la Convention.

Partant, il y a eu violation de cet article.

IV. SUR LES VIOLATIONS ALL?GU?ES DES ARTICLES 6 ? 1 ET 8 DE LA CONVENTION

67. Le requ?rant all?gue aussi des violations des articles 6 ? 1 et 8 de la Convention, ainsi libell?s :

Article 6 ? 1

? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?

Article 8

? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale, de son domicile et de sa correspondance.

2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?

En ce qui concerne l?article 6 ? 1, le requ?rant soutient que si la Cour concluait que le recours en annulation ?tait effectif au sens de l?article 13, il en r?sulterait que l?Etat d?fendeur aurait viol? ses obligations d?coulant de l?article 6 du fait qu?il ne s??tait pas conform? ? la d?cision du tribunal de grande instance d?Ath?nes, du 23 octobre 1989. A l?appui de ses all?gations, M. Iatridis invoque l?arr?t de la Cour dans l?affaire Hornsby (arr?t pr?cit?).

Quant ? l?article 8, le requ?rant souligne les circonstances dans lesquelles a eu lieu son expulsion : les autorit?s auraient r?ussi ? le surprendre car elles avaient forc? la porte du cin?ma en son absence et avaient m?me emport? l??quipement du cin?ma et des objets personnels. Cela constituerait une violation du droit de l?int?ress? au respect du domicile, distincte de celle de l?article 1 du Protocole n? 1.

68. Dans sa requ?te introductive d?instance, le Gouvernement n?avait saisi la Cour que des articles 1 du Protocole n? 1 et 13 de la Convention. Toutefois, dans son m?moire, il ?voque bri?vement les griefs tir?s des articles

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