AFFAIRE BRANNIGAN ET McBRIDE c. ROYAUME-UNI - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BRANNIGAN ET McBRIDE c. ROYAUME-UNI

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 13, 15
Numero: 14553/89/1993
Stato: Inghilterra
Data: 1993-05-26 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Derogazione dell’arte. 5-3 soddisfanno le esigenze dell’arte. 15; no-violazione dell’arte. 5-5; no-violazione dell’arte. 13
CORTE ( PLENARIA)
Causa BRANNIGAN E McBRIDE c. REGNO UNITO
(Richiesta no14553/89; 14554/89)
SENTENZA
STRASBURGO
26 maggio 1993

Nella causa Brannigan e McBride c. Regno Unito ,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, deliberando in seduta plenaria con applicazione dell’articolo 51 del suo ordinamento e composta dai giudici di cui segue il nome:
SIGG.. R. Ryssdal, presidente,
R. Bernhardt,
Th?r Vilhj?lmsson,
F. G?lc?kl?,
F. Matscher,
L. – E. Pettiti,
B. Walsh,
R. Macdonald,
C. Russo,
A. Spielmann,
J. Di Meyer,
N. Valticos,
S.K. Martens,
La Sig.ra E. Palm,
SIGG.. I. Foighel,
R. Pekkanen,
A.N. Loizou,
J.M. Morenilla,
F. Bigi,
Sir John Freeland,
SIGG.. A.B. Baka,
M.A. Lopes Rocha,
L. Wildhaber,
G. Mifsud Bonnici,
J. Makarczyk,
D. Gotchev,
cos? come dei Sigg.. SIG. – A. Eissen, cancelliere, e H. Petzold, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 26 novembre 1992 e 22 aprile 1993,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 21 febbraio 1992, nel termine di tre mesi che aprono gli articoli 32 paragrafo 1 e 47 (art. 32-1, art. 47) della Convenzione di salvacustodia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). Alla sua origine si trovano due richieste (numero 14553 e 14554/89) dirette contro il Regno Unito di Grande – Bretagna e di Irlanda del Nord e in cui dei cittadini irlandesi, Sigg.. P. B. e P. M., avevano investito la Commissione il 19 gennaio 1989 in virt? dell’articolo 25, art. 25. Il Sig. M. ? deceduto nel 1992, paragrafo 11 sotto.
La domanda della Commissione rinvia agli articoli 44 e 48 (art. 44, art. 48) cos? come alla dichiarazione britannica che riconosce la giurisdizione obbligatoria della Corte (articolo 46) (art. 46). Ha per oggetto di ottenere una decisione sul punto di sapere se i fatti della causa rivelano una trasgressione del Regno Unito alle esigenze dell’articolo 5 paragrafi 3 e 5 (art. 5-3, art. 5-5) cos? come dell’articolo 13 (art. 13) avuto riguardo alla derogazione britannica a titolo dell’articolo 15 (art. 15).
2. In risposta all’invito contemplato all’articolo 33 paragrafo 3 d, dell’ordinamento, il Sig. B. e Sig.ra M. – madre e rappresentante personale di Sig. M. (paragrafo 11 sotto) – hanno espresso il desiderio di partecipare all’istanza e designato i loro consiglieri (articolo 30). Per pi? di comodit?, il Sig. M. rester? menzionato nella presente sentenza come “il richiedente.”
Il governo irlandese, avvisato dal cancelliere del suo diritto di intervenire nel procedimento (articoli 48, capoverso b,) della Convenzione e 33 paragrafo 3 b, dell’ordinamento, (art. 48-b) non ha manifestato l’intenzione di avvalersene.
3. La camera da costituire comprendeva di pieno dritto Sir John Freeland, giudice eletto di nazionalit? britannica (articolo 43 della Convenzione) (art. 43) ed il Sig. R. Ryssdal, presidente della Corte (articolo 21 paragrafo 3 b) dell’ordinamento). Il 27 febbraio 1992, questo ha estratto a sorte il nome dagli altri sette membri, ossia i Sigg.. R. Bernhardt, F. G?lc?kl?, L. – E. Pettiti, B. Walsh, S.K. Martens, R. Pekkanen e L. Wildhaber, in presenza del cancelliere (articoli 43 in fine della Convenzione e 23 dell’ordinamento) (art. 43).
4. Avendo assunto la presidenza della camera (articolo 21 paragrafo 5 dell’ordinamento) il Sig. Ryssdal ha consultato tramite il cancelliere l’agente del governo del Regno Unito (“il Governo”), il delegato della Commissione ed i consiglieri dei richiedenti a proposito dell’organizzazione del procedimento (articoli 37 paragrafo 1 e 38.) Conformemente alle sue ordinanze e direttive, il cancelliere ha ricevuto l’esposto del Governo il 17 luglio 1992. I richiedenti hanno depositato il loro fuori termine, il 31 agosto 1992, ma la camera ha deciso, il 28 ottobre 1992, che c’era luogo di metterlo nella pratica (articolo 37 paragrafo 1 in fine). Prima, il segretario della Commissione aveva annunciato al cancelliere che il delegato si sarebbe espresso oralmente.
5. Il 27 marzo, il presidente aveva autorizzato la Commissione consultiva permanente dell’Irlanda del Nord per i Diritti dell’uomo (Northern Ireland Standing Advisory Commission on Human Rights) in virt? dell’articolo 37 paragrafo 2 dell’ordinamento, a presentare delle osservazioni scritte su degli aspetti precisi della causa. Il 27 maggio, aveva ammesso anche, sotto certe condizioni, Amnesty International e tre organizzazioni che avevano formulato una domanda congiunta (Liberty, Interights ed il Committee si the Administration of Justice). Le loro osservazioni rispettive sono arrivate il 22 giugno, 7 e 19 agosto 1992.
6. Il 28 ottobre 1992, la camera ha deciso, in virt? dell’articolo 51 dell’ordinamento, di sciogliersi con effetto immediato al profitto della Corte plenaria.
7. Cos? come aveva deciso il presidente, i dibattimenti si sono svolti in pubblico il 24 novembre 1992, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo.
Sono comparsi:
– per il Governo
La Sig.ra A. Glover, consigliere giuridico,
ministero delle Cause estere e del Commonwealth, agente,
SIGG.. N. Bratza, Q.C,
R. Weatherup, consigliere,;
– per la Commissione
Il Sig. H. Danelius, delegato,;
– per i richiedenti
SIGG.. R. W., Q.C,
S. T., avvocato, consigliere,
P. Sig., procuratore legale.
La Corte ha sentito nelle loro dichiarazioni il Sig. Bratza per il Governo, il Sig. Danelius per la Commissione ed il Sig. W. per i richiedenti, cos? come nelle risposte alle domande di due dei suoi membri.
8. Prima dell’udienza, il presidente aveva autorizzato il Governo a depositare dei commenti su certi aspetti delle osservazioni degli amici curiae. I richiedenti hanno risposto per iscritto il 18 dicembre 1992. Le riflessioni del Governo sulle domande degli interessati a titolo dell’articolo 50 (art. 50) della Convenzione sono giunte il 17 gennaio 1993.
9. Il Sig. B. Repik che aveva assistito ai dibattimenti e partecipato alla deliberazione del 26 novembre 1992, non ha pi? potuto riunirsi nello specifico dopo il 31 dicembre 1992, essendo scaduto il suo mandato di giudice con lo scioglimento della Repubblica federativa ceca e slovacca (articoli 38 e 65 paragrafo 3 della Convenzione) (art. 38, art. 65-3).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
A. P. B.
10. Il primo richiedente, il Sig. P. B., ? nato nel 1964. Operaio non specializzato, risiede a Downpatrick, in Irlanda del Nord.
Il 9 gennaio 1989 alle 6 h 30, dei poliziotti lo fermarono a casa sua in virt? dell’articolo 12 paragrafo 1 b) della legge di 1984 che ricade su delle disposizioni provvisorie sulla prevenzione del terrorismo (Prevention of Terrorism (Temporary Provisions) Act 1984, “la legge del 1984”). Lo si condusse al centro di interrogatorio della caserma di Gough, Armagh, dove gli si rilasci? la “Nota di informazione destinata alla persone sotto custodia cautelativa” (“Notice to Persons in Police Custody”) che informo il detenuto sui suoi diritti (paragrafo 24 sotto). Il ministro degli Interni permise di prolungare la custodia cautelare di due giorni, il 10 gennaio alle 19 h 30, poi di tre due giorni dopo alle 21 h 32. L’interessato ricuper? la libert? il 15 alle 21 h. Rimase detenuto sei giorni, quattordici ore e trenta minuti al totale dunque.
Durante la sua custodia cautelativa, subisce quarantatre interrogatori; gli si rifiutarono libri, giornali e ci? con cui cosa scrivere, cos? come la radio e la televisione, e gli si viet? di incontrare altri detenuti.
L’accesso ad un procuratore legale fu da prima differito durante le quarantotto ore, stimando la polizia che tali contatti avrebbero disturbato l’inchiesta, ma il Sig. B. ricevette in seguito, l?l 11 gennaio 1989, la visita del suo uomo di legge. Un medico l’esamin? diciassette volte.
B. P. M.
11. Il secondo richiedente, il Sig. P. M., ? nato nel 1951.
Il 5 gennaio 1989 alle 5 h 5, dei poliziotti lo fermarono a casa sua in virt? dell’articolo 12 paragrafo 1 b) della legge del 1984. Venne condotto al centro di interrogatorio di Castlereagh dove gli venne rilasciata la “Nota di informazione destinata alla persone sotto custodia cautelare.” L’indomani alle 17 h 10, il ministro degli Interni permise di prolungare la custodia cautelativa di tre giorni. L’interessato ricuper? la libert? il luned? 9 a 11 h 30. Rest? detenuti quattro giorni, sei ore e venticinque minuti al totale dunque.
Durante la sua custodia cautelativa, subisce ventidue interrogatori e lo stesso regime del Sig. B.( paragrafo 10 sopra).
Ricevette due visite del suo procuratore legale, il 5 e 7 gennaio 1989, ed un medico l’esamin? otto volte.
Il Sig. M. ? stato ucciso il 4 febbraio 1992 da un poliziotto diventato pazzo furioso e che aveva attaccato il quartiere generale del Sinn Fein a Belfast.
II. DIRITTO E PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. Introduzione
12. La situazione critica che regnava in Irlanda del Nord all’inizio degli anni 1970, e l’ampiezza degli portate terroristiche di cui si accompagnava, si trovano all’origine della legge del 1974 che ricade sulle disposizioni provvisorie sulla prevenzione del terrorismo (“la legge del 1974”). Dal 1972 al 1992, si attribu? al terrorismo in Irlanda del Nord pi? di tre migliaia di morti. Nel mezzo degli anni 1980 si registrarono molto meno uccisi che all’inizio del decennio precedente, ma il terrorismo sistematico persistette.
Da quando imperversa, la campagna terroristica ha fatto 35 104 feriti in Irlanda del Nord tra cui molte persone mutilate o colpite da un’invalidit? a vita. Durante lo stesso periodo, si sono censite 41 859 esplosioni o sparatorie terroristiche. Altre parti del Regno Unito hanno conosciuto anch?esse un?ondata terroristica di grande portata.
13. La legge del 1974 entr? in vigore il 29 novembre 1974. Proscriveva l’esercito repubblicano irlandese (Irish Republican Army, “l’I.R.A. “), vietata gi? in Irlanda del Nord, e reprimeva ogni sostegno aperto a questa organizzazione in Grande – Bretagna. Inoltre, dotava la polizia di poteri speciali in materia di arresto e di custodia cautelativa per permettergli di lottare pi? efficacemente contro la minaccia del terrorismo (paragrafi 16-17 sotto).
Doveva essere proscritta ogni sei mesi dal Parlamento affinch? potesse controllare, tra altri, la necessit? di mantenere i poteri di eccezione. And? cos? fino in marzo 1976, data alla quale fu promulgata mediante certi emendamenti.
Secondo l’articolo 17 della legge del 1976, occorreva che il Parlamento confermasse i poteri speciali ogni i dodici mesi. Al suo turno, suddetta legge fu rinnovata ogni anno fino nel 1984, data alla quale fu ripromulgata sotto una forma modificata. La legge del 1984, entrata in vigore in marzo, proib? l’esercito nazionale irlandese di liberazione (Irish National Liberation Army) in aggiunta all’I.R.A. Proseguita ogni anno, ? stata sostituita dalla legge del 1989, entrata in vigore il 27 marzo 1989 e nella quale l’articolo 14 rinchiude delle disposizioni analoghe a quelle dell’articolo 12 del suo precursore.
14. La legge del 1976 fu oggetto dei rapporti di Lord Shackleton e di Lord Jellicoe, pubblicati rispettivamente nel luglio 1978 e gennaio 1983. Dei rapporti annui su quella del 1984 furono presentati al Parlamento da Sir Cyril Philips, per il 1984 e il 1985, e dal visconte Colville, dal 1986-1991 che realizz? anche nel 1987 un studio di pi? grande ampiezza sul gioco della legge del 1984.
15. Queste diverse analisi furono chieste dal governo e furono comunicate al Parlamento per aiutare a determinare se la legislazione continuava a corrispondere ad un bisogno. I loro autori concludevano in particolare che avuto riguardo ai problemi inerenti alla prevenzione ed alla localizzazione del terrorismo, si rivelava indispensabile conservare i poteri di eccezione in materia di arresto e di custodia cautelativa. Allontanavano l’idea di affidare le decisioni che prolungano la custodia cautelativa ai tribunali, in particolare perch? si basavano su delle informazioni molto delicate che non si potevano divulgare ai detenuti, n? ai loro consiglieri. Per differenti ragioni, simile decisione dipendeva bene dal campo dell’esecutivo.
Nel suo rapporto del 1987 passante al vaglio le clausole dell’articolo 12, il visconte Colville stimava che esistevano delle buone ragioni di fare durare la detenzione, in certi casi, al di l? delle quarantotto e fino a sette giorni. Rilevava la frequenza, in Irlanda del Nord, del seguente fenomeno, a questo argomento: la polizia possedeva delle informazioni che gli permettevano di stabilire un legame tra certe persone ed un atto di terrorismo, ma gli interessati, se si trovavano detenuti, mantenevano il silenzio ed i testimoni avevano paura di presentarsi, in ogni caso dinnanzi ad un tribunale. In queste condizioni, l’accusa si basava sempre pi? su degli elementi m?dico – legali ed il lavoro di inchiesta guadagnava in importanza. L’autore enumerava anche i motivi che, presi isolatamente o, spesso, combinati tra essi, giustificavano di prolungare i differenti periodi durante i quali, se no, le persone sospettate di condotte terroristiche avrebbero dovuto essere incolpate o rinviate in giudizio: controllo delle impronte digitali; esami m?dico – legali; confronto delle risposte del detenuto con gli indizi raccolti; nuove piste di inchiesta; dati forniti da uno o parecchi altri detenuti nella stessa causa; ricerca ed ascolto di altri testimoni (Command Paper 264, paragrafi 5.1.5 – 5.1.7, dicembre 1987).
B. Il potere di arresto senza mandato previsto dalla legge de1984 e da altre
16. Le clausole pertinenti dell’articolo 12 della legge del 1984, analoghe a quelle delle leggi del 1974 e 1976, sono le seguenti:
“12. (1) (…) un agente di polizia pu? arrestare senza mandato una persona di cui ha dei motivi plausibili di sospettare
(…)
b) di essere o essere stata implicata nel compimento, la preparazione o l’istigazione di atti di terrorismo ai quali si applica questo titolo della presente legge;
(…)
(3) gli atti di terrorismo ai quali si applica questo titolo della presente legge sono:
a) gli atti di terrorismo legati alla situazione in Irlanda del Nord;
(…)
(4) una persona arrestata in virt? del presente articolo non rimane in custodia cautelativa pi? di quarantotto ore dopo il suo arresto; il ministro pu? tuttavia prolungare questo termine di uno o parecchi periodi di cui precisa la durata.
(5) questo o questi periodi supplementari non superano cinque giorni al totale.
(6) le disposizioni qui di seguito (obbligo di tradurre l’incolpato in giustizia dopo il suo arresto) non si applicano alle persone cos? tenute sotto custodia cautelativa:
(…)
d) l’articolo 131 dell’ordinanza del 1981 sulla Corte dei Magistrati dell’Irlanda del Nord;
(…)
(8) il presente articolo non reca offesa ai poteri di arresto utilizzabile da lui.”
17. L’articolo 14 paragrafo 1 della legge del 1984 definisce il terrorismo come “il ricorso alla violenza ai fini politici”, ivi compreso il disegno “di ispirare paura alla popolazione o ad una porzione di questa.” La Camera dei Lord ha giudicato formulata in “termini larghi” una definizione identica comparsa nella legge del 1978 sullo stato di emergenza in Irlanda del Nord (Northern Ireland, Emergency Provisions, Act 1978); si ? rifiutata di dare alla parola “terroristica” un’interpretazione pi? stretta che il senso menzionato dal suo uso che decorre agli occhi di un membro della polizia o di un semplice cittadino( Lord Roskill nella causa McKee v. Chief Constable for Northern Ireland, All England Law Reports 1985, vol. 1, pp. 3-4).
C. La detenzione secondo il diritto penale ordinario
18. L’articolo 131 dell’ordinanza del 1981 delle Corti dei Magistrati dell’Irlanda del Nord, dichiarata inapplicabile con l’articolo 12 paragrafo 6 d) della legge del 1984 (paragrafo 16 qui ? sopra) contemplava che una persona arrestata senza mandato e non rilasciata nelle ventiquattro ore doveva essere tradotta il pi? presto possibile dinnanzi ad un tale tribunale, in nessun caso pi? delle quarantotto dopo il suo arresto.
19. ? stato abrogato dall’ordinanza del 1989 sulla polizia e le prove in materia penale in Irlanda del Nord, (Police and Criminal Evidence, Northern Ireland, Order 1989, Statutory Instrument 1989/1341, Northern Ireland, 12.) Secondo questa (omologo della legge del 1984 sullo stesso oggetto) applicabile in Inghilterra ed al Galles, una persona arrestata perch? la si sospetta di essere coinvolta in una violazione, non pu? restare prima in custodia cautelativa pi? di ventiquattro ore senza imputazione (articolo 42 paragrafo 1). Un poliziotto del posto, perlomeno commissario (Superintendent) ,pu? decidere di prolungare la detenzione di una durata non superiore a trentasei ore, a contare dall’arresto o dall’arrivo al commissariato dopo questa, se ha
“(…) dei motivi plausibili di credere
a) che si impone di detenere l’interessato senza imputazione per procurarsi o preservare degli elementi di prova relativi ad una violazione per la quale si trova in stato di arresto, o di raccoglierne interrogandolo;
b) che una violazione per la quale si trova in stato di arresto ? grave e giustifichi un arresto;
c) che l’inchiesta sia condotta con zelo e celerit?.” (articolo 43 paragrafo 1)
L’articolo 44 paragrafo 1 dell’ordinanza abilita una Corte dei Magistrati, su lamento scritto di un poliziotto, a prolungare la custodia cautelativa se constata l’esistenza di motivi plausibili di stimare legittima una tale misura. Questa si giustifica in simile caso solo mediante la riunione delle condizioni fissate ai capoversi da a) a c) sopra (articolo 44 paragrafo 4). La persona riguardata dal lamento deve riceverne una copia e deve comparire dinnanzi al tribunale affinch? l? ascolti( articolo 44 paragrafo 2); ha il diritto di essere rappresentata da un uomo di legge all’udienza, articolo 44 paragrafo 3. La detenzione supplementare autorizzata dal mandato non pu? superare trentasei ore (articolo 44 paragrafo 12). L’articolo 45 permette ad una Corte dei Magistrati, su lamento scritto di un poliziotto, di prolungare anche di molto tempo la custodia cautelativa che giudica buona avuto riguardo agli elementi di prova di cui dispone (articolo 45 paragrafi 1 e 2) ma questo nuovo prolungamento non pu? superare trentasei ore, n? concludersi pi? di novantasei ore dopo l’arresto o l’arrivo al commissariato dopo questa (articolo 45 paragrafo 3).
D. Esercizio del potere di arresto contemplato all’articolo 12 paragrafo 1 b, della legge del 1984,
20. Per operare un arresto regolare in virt? dell’articolo 12 paragrafo 1 b, della legge del 1984, il poliziotto deve avere delle ragioni plausibili di sospettare la persona in questione di essere o essere stata implicata nel compimento, la preparazione o l’istigazione di atti di terrorismo. Inoltre, un arresto senza mandato ubbidisce alle regole di common law enunciate dalla Camera dei Lord nel causa Christie v. Leachinsky (Appeal Case 1947, pp. 587 e 600): l’interessato deve essere informato del motivo esatto del suo arresto, normalmente fin dal suo collocamento in custodia cautelativa o, se delle circostanze private lo giustificano, appena possibile in seguito. Non c’? bisogno di adoperare a questo fine un linguaggio tecnico o preciso; basta che l’individuo fermato sappia in sostanza perch?.
La High Court dell’Irlanda del Nord ha esaminato l’articolo 12 paragrafo 1 b) nella causa Ex parta Lynch (Northern Ireland Reports 1980, p. 131) in cui la persona arrestata sollecitava un’ordinanza di habeas corpus. Il poliziotto che aveva fermato il richiedente gli aveva dichiarato appellarsi all’articolo 12 della legge del 1976 perch? lo sospettava di essere implicato in attivit? terroristiche. La High Court ne ha dedotto che la legalit? dell’arresto non si poteva contestare a questo riguardo si.
21. I sospetti del poliziotto che procede all’arresto devono essere ragionevoli nell’occorrenza; per giudicarne, il tribunale deve disporre di certe informazioni sulle loro sorgenti ed i loro motivi (decisione del giudice Higgins nella causa Van Hout v. Chief Constable of t? RUC and the Northern Ireland Office, decisione del High Court dell’Irlanda del Nord del 28 giugno 1984).
E. Scopo dell’arresto e della custodia cautelativa autorizzata con l’articolo 12 della legge del 1984
22. In diritto comune, non si potrebbe fermare e tenere sotto custodia cautelativa qualcuno al solo scopo di indagare a suo proposito. Un interrogatorio motivato dalle ragioni plausibili di sospettare l’interessato di avere commesso una violazione propria a giustificare un arresto costituisce una causa legittima di privazione di libert? senza mandato quando ha per scopo di dissipare o confermare questi sospetti, purch? l’indiziato sia tradotto in giustizia appena possibile (R. v. Houghton, Criminal Appeal Rinvii 1979, vol. 68, p. 205, e Holgate-Mohammed v. Duke, All England Law Reports 1984, vol. 1, p. 1059).
In compenso, nella causa Ex parta Lynch (loc). cit., p. 131) le Lord Capo di Giustizia Lowry ga stimato che la regolarit? di un arresto effettuato a titolo dell?articolo 12 par. 1b) della legge del 1984 non dipena dall?esistenza di sospetto di un determinato crimine o delitto. Ha aggiunto:
“(…) decide di notare inoltre che un arresto operato in virt? dell’articolo 12 paragrafo 1 giunge su una custodia cautelativa autorizzata senza imputazione. Si pu? anche non avere in fin dei conti nessuna imputazione; cos?, un arresto non rappresenta necessariamente la prima tappa di perseguimenti penali esercitati contro un indiziato sulla base di un rimprovero che deve dare adito ad esame giudiziale.”
F. Prolungamento della custodia cautelativa
23. In Irlanda del Nord, le domande di prolungamento della custodia cautelativa al di l? del termine iniziale delle quarantotto sono trattate al livello degli alti funzionari della polizia a Belfast, poi sottomesse al consenso del ministro per l’Irlanda del Nord o, in mancanza, di un segretario di stato.
La legge di 1984, come i suoi precursori non fissa condizioni da osservare in materia, ma dei criteri precisi si sono liberati dalla pratica; i rapporti e studi sopra menzionati (paragrafi 14-15 sopra) ne danno l’elenco.
Secondo le statistiche fornite da Governo, furono arrestate nel 1990, a titolo della legge riguardante le disposizioni provvisorie sulla prevenzione del terrorismo, 1549 persone sul totale delle quali 333 si videro incolpare alla fine. Sopport? una detenzione di due giorni al massimo 1140 di esse tra cui il 17% fu oggetto di un’imputazione, mentre la proporzione raggiunse il 39% per i 365 individui tenuti sotto custodia cautelativa pi? di due giorni e meno di cinque. Inoltre, il 67% delle 45 persone detenute pi? di cinque giorni furono incolpate di violazioni gravi come assassinio, tentativo di assassinio ed esplosioni; in ogni caso, le prove che fondano l’accusa furono portate o solamente rivelate allo stadio estremo della detenzione.
G. Diritti durante la detenzione
24. Una persona detenuta in virt? dell’articolo 12 della legge del 1984 (oggi, l’articolo 14 della legge del 1989) pu?, su sua richiesta, fare segnalare la sua detenzione ed il luogo di questa ad un amico, un genitore o un’altra persona e consultare un procuratore legale senza testimone; deve essere informata di questi diritti il pi? presto possibile. La richiesta deve ricevere appena possibile un seguito favorevole che pu? essere ritardato tuttavia di quaranta – otto ore, al massimo, in certe determinate circostanze (articoli 44 e 45 della legge del 1991 sullo stato di emergenza in Irlanda del Nord, Northern Ireland, Emergency Provisions, Act 1991, – anticamente, articoli 14 e 15 della legge del 1987).
La decisione di rifiutare l’accesso ad un procuratore legale nelle prime quarantotto ore ? suscettibile di un controllo giudiziale. La giurisprudenza del High Court dell’Irlanda del Nord mostra che dopo l’articolo 45 della legge di 1991 sullo stato di emergenza in Irlanda del Nord, il funzionario competente non pu? allo stesso modo rifiutare simile accesso senza motivi ragionevoli di credere che l’esercizio del diritto in causa provocherebbe una o parecchi delle conseguenze enunciate al paragrafo 8 di questo articolo. Gli tocca di convincere il tribunale dell’esistenza di tali motivi; a difetto, il tribunale ordina di autorizzare immediatamente i contatti con un procuratore legale (decisioni del High Court dell’Irlanda del Nord sulle richieste in controllo giudiziale di Patrick Duffy, 20 settembre 1991, di Dermot e Deirdre McKenna, 10 febbraio 1992, cos? come di Francis Maher ed altri, 25 marzo 1992,).
Dal 1979, si ha costume di non interrogare un detenuto prima che un medico giurista non l’abbia esaminato. In seguito, le disposizioni stimate gli permettono di vedere un medico, in particolare il suo proprio. Una consultazione con un medico giurista ha luogo ogni giorno all’una fissata di anticipo.
I diritti precitati si trovano brevemente enunciati in una “Nota di informazione destinata alla persone in custodia cautelativa”, che si rilascia durante la loro detenzione agli individui arrestati in virt? dell’articolo 12.
H. Ruolo della giustizia nelle inchieste sulle violazioni terroristiche
25. Ai termini del paragrafo 2 dell’allegato 7 alla legge di 1989 riguardanti le disposizioni provvisorie sulla prevenzione del terrorismo, un giudice di pace pu?, con mandato, abilitare un poliziotto incaricato di un’inchiesta in materia di terrorismo a perquisire dei locali ed a confiscare e conservare ogni oggetto che scoprir? e che avr? dei motivi ragionevoli di stimare, in particolare, di natura tale da favorire l’inchiesta. Il paragrafo 5, capoversi 1 e 4, dell?allegato 7 investe di un potere analogo i giudici di circoscrizione e i giudici delle corti di conta dell?Irlanda del Nord. Tuttavia, secondo il capoverso 2 del paragrafo 8, il ministro pu? assegnare a ogni poliziotto dell’Irlanda del Nord il potere di perquisizione mirata ai paragrafi 2 e 5 nei casi, tra altri, in cui la divulgazione di informazioni, che sarebbe necessaria per formulare una domanda a titolo di questi testi, gli sembra propria a disturbare i membri del Reale Ulster Constabulary nelle loro investigazioni o a nuocere in qualche modo alla sicurezza in Irlanda del Nord o a quella di persone che vi abitano.
I. VIE DI RICORSO
26. Le principali vie di ricorso aperte alle persone detenute in virt? della legge del 1984 consistono nel sollecitare un’ordinanza di habeas corpus ed ad intentare al civile un’azione in danno-interessi per detenzione illegale (false imprisonment).
1. Habeas corpus
27. La legge del 1984 permette di arestare qualcuno e di tenerlo cautelativa per sette giorni in tutto(articolo 12 paragrafi 4 e 5 – paragrafo 16 sopra). Il paragrafo 5 (2) del suo allegato 3 precisa che una tale persona ? reputata trovarsi in custodia cautelativa legale” (in legal custody) ma non esclude il ricorso dell? habeas corpus. Se l’arresto iniziale ? illegale, ne va parimenti della detenzione ulteriore (decisione del giudice Higgins nella causa Van Hout, loc. cit., p. 18).
28. L? habeas corpus ? un procedimento con la quale una persona privata della sua libert? pu? chiedere di emergenza il suo rilascio adducendo l’illegalit? della sua detenzione.
Il tribunale competente conosce solamente la regolarit?, e non la fondatezza, di questa ultima. Il suo controllo ? ola cui ampiezza non ? affatto invariabile ma dipende dal contesto della causa e, all’occorrenza, dai termini della legge in virt? della quale si esercita il potere di detenzione – riguarda in particolare il rispetto delle esigenze formali di suddetta legge e pu? estendersi, per esempio, al carattere ragionevole dei sospetti sui quali fondano l’arresto (Ex parta Lynch, loc. cit., e Van Hout, loc. cit.). Una detenzione tecnicamente legale pu? dare anche adito ad esame al motivo che ci sarebbe stato abuso di potere perch? le autorit? avrebbero agito di malafede, alla leggera o in un scopo illecito (R. v. Governor of Brixton Prison, ex parta Sarno, King’s Bench Reports 1916, vol. 2, p. 742, e R. v. Brixton Prigione (Governor), ex parta Soblen, All England Law Reports 1962, vol. 3, p. 641).
Il fardello della prova pesa sulle autorit? convenute: devono giustificare la legalit? della decisione di detenere, ammesso che il richiedente in habeas corpus abbia fornito un principio di prova (Khawaja v. Secretary of State, All England Law Reports 1983, vol. 1, p. 765).
2. Detenzione arbitraria
29. Chiunque si definisce illegalmente arrestato e detenuto pu? introdurre inoltre un’azione in danno-interessi a questo capo. Quando la legalit? dell’arresto si trova subordinata all’esistenza di un motivo ragionevole di sospetto, incombe sull’autorit? convenuta di dimostrare questa (Dallison v. Caffrey, Queen’s Bench Reports 1965, vol. 1, p. 348, e Van Hout, loc. cit., p. 15.) Nella cornice di simile istanza, il carattere ragionevole di un arresto pu? essere verificato a partire dai principi ben stabiliti dal controllo giurisdizionale dell’esercizio del potere discrezionale dell’esecutivo (Holgate – Mohammed v. Duke, loc. cit.).
III. LA DEROGAZIONE DEL REGNO UNITO
30. Nel suo sentenza Brogan ed altri c. Regno Unito del 29 novembre 1988 (serie A no 145-B) la Corte ha esaminato delle domande simili a quelle che si pongono nello specifico. Ha constatato una violazione dell’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) della Convenzione nel capo di ciascuno dei richiedenti che avevano tutti subito una custodia cautelativa a titolo dell’articolo 12 della legge del 1984. Ha giudicato che anche la pi? breve delle quattro detenzioni controverse – quattro giorni e sei ore – aveva superato i limiti di tempo permesso dalla prima parte dell’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3). Ha rilevato inoltre una violazione all’articolo 5 paragrafo 5 (art. 5-5) nel caso di ciascuno dei richiedenti (serie A no 145-B, pp. 30-35, paragrafi 55-62 e 66-67).
In seguito a questa sentenza, il ministro degli Interni ha fatto dinnanzi alla Camera dei comuni, il 22 dicembre 1988, una dichiarazione in cui spiegava le difficolt? di un controllo giudiziale della decisione di stabilire e detenere un terrorista presunto. Ha detto in particolare questo:
“Noi dobbiamo ben prendere in conto le terribili pressioni che si esercitano gi? sulle autorit? giudiziali, specialmente in Irlanda del Nord dove bisogna esaminare la maggior parte delle cause. Abbiamo anche la preoccupazione che le informazioni su dei progetti terroristici che militano spesso per il mantenimento in detenzione, non si ritrovano in possesso di terroristi per gioco dei procedimenti giudiziali che, almeno secondo la tradizione giuridica del Regno Unito, obbligano in principio a dare all’imputato ed al suo consigliere cognizione dei carichi portati contro lui.
(…)
Nell’intervallo, le cose non possono restare nello stato. Ho precisato gi? alla Camera che faremo in modo che la polizia conservi i poteri necessari per bloccare il terrorismo, e continua ad averne bisogno per potere tenere sotto custodia cautelativa gli indiziati fino a sette giorni in certi casi. Per allontanare ogni dubbio sull’attitudine della polizia a trattare con efficacia tali casi, il governo si prepara a notificare un parere di derogazione in virt? dell’articolo 15 (art. 15) della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo e dell’articolo 4 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. Esiste un pericolo pubblico al senso di queste disposizioni, avute riguardo al terrorismo legato alla situazione dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito”,
31. Il 23 dicembre 1988, il Regno Unito ha informato il Segretario Generale del Consiglio dell’Europa che il suo governo si avvaleva del diritto di derogazione contemplata all’articolo 15 paragrafo 1 (art. 15-1) della Convenzione, nella misura in cui l’esercizio dei poteri definiti all’articolo 12 della legge del 1984 non quadrasse con l’articolo 5 paragrafo 3( art. 5-3) della Convenzione. Un passaggio di questa dichiarazione ? formulato cos?:
“(…) In seguito a [la sentenza Brogan ed altri], il Segretario di Stato per gli Affari Interni ha informato il Parlamento, il 6 dicembre 1988 che nel contesto della campagna terroristica e visto la necessit? assoluta di tradurre i terroristi in giustizia, il Governo non stimava che la durata massimale di custodia cautelativa doveva essere ridotta. Ha informato il Parlamento che il Governo esaminava la causa in vista di fornire una risposta alla sentenza. Il 22 dicembre 1988, il Segretario di Stato ha, di nuovo, informato il Parlamento che il Governo desiderava sempre, se ci? era possibile, trovare un procedimento giudiziale che avesse permesso un ricorso contro il prolungamento della custodia cautelativa e, all’occorrenza, l’autorizzazione di suddetto prolungamento da un giudice o un altro magistrato. Un nuovo periodo di riflessione e di consultazione era per? necessario prima che il Governo potesse esprimere un’opinione ferma e definitiva. Dalla sentenza del 29 novembre 1988, come prima di questa data, il Governo ha stimato che era necessario perseguire, per ci? che riguardava il terrorismo legato alla situazione in Irlanda del Nord, l’esercizio dei poteri esposti sopra permettendo una nuova custodia cautelativa per i periodi che vanno fino a cinque giorni, alla discrezione del Segretario di Stato, nella misura rigorosamente richiesta dalle esigenze della situazione per permettere che le inchieste e le investigazioni necessarie siano condotte correttamente per decidere se ? necessario impegnare dei perseguimenti penali. Per quanto l’esercizio di questi poteri non sia conforme agli obblighi imposti dalla Convenzione, il Governo si avvale del diritto di derogazione prevista dall’articolo 15 paragrafo 1 (art. 15-1) della Convenzione e continuer? a fare parimenti fino a nuova notificazione”
32. Il Governo ha studiato la possibilit? di affidare alle giurisdizioni ordinarie il potere di prolungare la detenzione, ma ha concluso all’inopportunit? di implicarle in simile decisione. Il ministro, il Sig. Davide Waddington, ne ha esposto le ragioni in una risposta scritta del 14 novembre 1989 ad una parlamentare:
“Le decisioni che autorizzano la detenzione di terroristi presunti per pi? di quarantotto ore possono prendersi, e si prendono spesso, sulla base di informazioni di cui non si pu? svelare la natura e la sorgente ad un indiziato o al suo consigliere senza rischiare seriamente di perdere l?aiuto di individui che aiutano la polizia, o la fortuna di procurarsi altre informazione preziose. Ogni nuovo procedimento che evita questi pericoli permettendo ad un tribunale di deliberare sulla base di elementi non divulgati al detenuto o al suo consigliere costituirebbe una grave strappo ai principi che regolano il procedimento giudiziale del nostro paese e potrebbe portare grandemente attentato alla fiducia dell’opinione pubblica nell’indipendenza del potere giudiziale. Il Governo inorridirebbe molto a proporre un nuovo procedimento che possa avere questo effetto.” (Official Reports, 14 novembre 1989, collo. 210)
Con una nuova notificazione, del 12 dicembre 1989, il Regno Unito ha informato il Segretario Generale che non si aveva potuto mettere a punto nessuno procedimento soddisfacente di controllo della detenzione di terroristi presunti, con partecipazione dei tribunali, e che la derogazione sarebbe rimasta dunque in vigore finch? le circostanze l’avrebbero esatto.
PROCEDIMENTO DINNANZI ALLA COMMISSIONE
33. I richiedenti hanno investito la Commissione il 19 gennaio 1989 (richieste numero 14553/89 e 14554/89). Si lamentavano di non essere stati tradotti subito dinnanzi ad un giudice come avrebbe voluto l’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3). Pretendevano anche di non avere diritto a risarcimento, a dispetto dell’articolo 5 paragrafo 5 (art. 5-5) e, a disprezzo dell’articolo 13 (art. 13) non disporre di un ricorso effettivo in quanto a queste lagnanze.
Hanno sollevato ulteriormente altre lamentele che avevano formulato a titolo degli articoli 3, 5 paragrafi 1 e 4, 8, 9 e 10 (art. 3, art. 5-1, art. 5-4, art. 8, art. 9, art. 10).
34. Dopo avere ordinato la congiunzione delle richieste il 5 ottobre 1990, la Commissione le ha considerate il 28 febbraio 1991. Nel suo rapporto del 3 dicembre 1991 (articolo 31) (art. 31) conclude:
a) per otto voci contro cinque, al difetto di violazione dell’articolo 5 paragrafi 3 e 5 (art. 5-3, art. 5-5) in ragione della derogazione formulata dal Regno Unito il 23 dicembre 1988 in virt? dell’articolo 15 (art. 15);
b) all’unanimit?, alla mancanza di ogni domanda distinta sul terreno dell’articolo 13 (art. 13).
Il testo integrale del suo parere, cos? come delle opinioni separate di cui si accompagna, figura qui accluso alla presente sentenza 
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE DAL GOVERNO
35. Il Governo invita la Corte a dire che il Regno Unito non ha infranto l’articolo 5 paragrafi 3 e 5 (art. 5-3, art. 5-5) essendosi avvalso il 23 dicembre 1988 del suo diritto di derogazione a titolo dell’articolo 15 (art. 15) e che non ha mancato neanche alle esigenze dell’articolo 13 (art. 13) o, in ordine sussidiario che nessuna domanda distinta non si pone allo sguardo di questo testo.
IN DIRITTO
I. SU LE VIOLAZIONI ADDOTTE DELL’ARTICOLO 5 (ART. 5)
36. I richiedenti, i Sigg.. B. e M., sono stati detenuti in virt? dell’articolo 12 paragrafo 1 b) della legge del 1984 all’inizio di gennaio 1989, alcuni giorni dopo il parere britannico di derogazione del 23 dicembre 1988 (articolo 15 della Convenzione) (art. 15) stesso posteriore di poco alla sentenza della Corte nella causa Brogan ed altri (29 novembre 1988, serie A no 145-B). Il primo lo rest? per sei giorni, quattordici ore e trenta minuti, il secondo quattro giorni, sei ore e venticinque minuti (paragrafi 10-11 sopra). Invocano i paragrafi 3 e 5 dell’articolo 5 (art. 5-3, art. 5-5) della Convenzione del quale egli decide di citare qui di seguito i passaggi:
“1. Ogni persona ha diritto alla libert? ed alla sicurezza. Nessuno pu? essere privato della sua libert?, salvo nei seguenti casi e secondo le vie legali:
(…)
c) se ? stato arrestato e ? stato detenuto vista di essere condotto dinnanzi all’autorit? giudiziale competente, quando ci sono delle ragioni plausibili di sospettare che ha commesso una violazione;
(…)
3. Ogni persona arrestata o detenuta, nelle condizioni contemplate al paragrafo 1 c) del presente articolo, (art. 5-1-c) deve essere tradotta subito dinnanzi ad un giudice o un altro magistrato abilitato dalla legge ad esercitare delle funzioni giudiziali
(…)
5. Ogni persona vittima di un arresto o di una detenzione nelle condizioni contrarie alle disposizioni di questo articolo,(art. 5) ha diritto a risarcimento.”
37. Rilevando che la custodia cautelativa di ciascuno di essi dur? molto pi? tempo del pi? breve periodo giudicato dalla Corte contrario all’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) nella causa Brogan ed altri, il Governo concede che la condizione di prontezza non ? stata assolta nello specifico (paragrafo 30 sopra). Riconosce inoltre una trasgressione alle esigenze del paragrafo 5 dell’articolo 5 (art. 5-5) in mancanza di un diritto a risarcimento per la violazione del paragrafo 3 (art. 5-3).
Avuto riguardo alla sua sentenza Brogan ed altri, la Corte constata che c’? stata inosservanza dell’articolo 5 paragrafi 3 e 5 (art. 5-3, art. 5-5) (loc. cit., pp. 30-35, paragrafi 55-62 e 66-67).
38. Secondo il Governo, questa si trova tuttavia coperta con la notificazione che ha operato il 23 dicembre 1988 a titolo dell’articolo 15 (art. 15).
Quindi, la Corte deve esaminare la validit? della derogazione alla luce di questo testo. Ricorda al primo colpo che nella sua sentenza Brogan ed altri, aveva lasciato esplicitamente aperta la domanda di sapere se una campagna terroristica in Irlanda del Nord permetteva nel Regno Unito di derogare, in virt? dell’articolo 15 (art. 15) agli obblighi che derivano per lui della Convenzione (loc). cit., pp. 27-28, paragrafo 48).
A. Validit? della derogazione notificata dal Regno Unito a titolo dell’articolo 15, art. 15,
39. I richiedenti stimano suddetta derogazione non valida, tesi contestata dal Governo e la Commissione.
40. Ai termini dell’articolo 15 (art. 15)
“1. In caso di guerra o in caso di altro pericolo pubblico che minaccia la vita della nazione, ogni Alta Parte Contraente pu? prendere delle misure che derogano agli obblighi previsti dal Convenzione, nella rigorosa misura in cui la situazione l’esiga ed alla condizione che queste misure non siano in contraddizione con gli altri obblighi che derivano del diritto internazionale.
2. La disposizione precedente non autorizza nessuna derogazione all’articolo 2 (art. 2) salvo per il caso di decesso risultante da atti leciti di guerra, ed agli articoli 3, 4, paragrafo 1, e 7,a(rt. 3, art. 4-1, art. 7).
3. Ogni Alta Parte Contraente che esercita questo diritto di derogazione tiene il Segretario Generale del Consiglio dell’Europa pienamente informato delle misure prese e dei motivi che le hanno ispirate. Deve informare anche il Segretario Generale del Consiglio dell’Europa della data alla quale queste misure hanno smesso di essere in vigore e le disposizioni della Convenzione ricevono di nuovo piena applicazione.”
1. Passo della Corte
41. I richiedenti giudicano incompatibile con l’articolo 15 paragrafo 2 (art. 15-2) di assegnare alle autorit? nazionali un ampio margine di valutazione quando si tratta di derogare alle garanzie riconosciute come indispensabili per proteggere dei diritti non suscettibili di derogazione, tali quelli degli articoli 2 e 3 (art. 2, art. 3). Ne andrebbe particolarmente cos? quando il pericolo riveste un carattere quasi permanente come in Irlanda del Nord. Simile atteggiamento non quadrerebbe di pi? con la sentenza Brogan ed altri, in cui la Corte ha considerato il controllo giudiziale come uno dei principi fondamentali di una societ? democratica e in cui avrebbe accreditato gi? il Governo di un margine di valutazione prendendo in conto (al paragrafo 58 (loc). cit., p. 32) il contesto del terrorismo in Irlanda del Nord.
42. Nelle sue osservazioni scritte, Amnesty International esprime l’opinione che la Corte deve esaminare molto da vicino le derogazioni alle garanzie di procedimento fondamentale, essenziali alla protezione dei detenuti in ogni momento ma specialmente in periodi di crisi. Liberty, Interights ed il Committee of the Administration of Justice (“Liberty ed altri”) affermano, da parte loro, che il margine di valutazione degli Stati, se anche se ne accorda loro uno, deve essere tanto pi? stretto quanto il pericolo diventa permanente.
43. La Corte ricorda che incombe su ogni Stato contraente, responsabile di “la vita della[sua] nazione”, di determinare se un “pericolo pubblico” la minaccia e, in caso affermativo, fin dove gli occorre andare per provare a dissiparlo. In contatto diretto e costante con le realt? pressanti del momento, le autorit? nazionali si trovano in principio meglio collocate del giudice internazionale per pronunciarsi sulla presenza di simile pericolo come sulla natura e l?estensione delle derogazioni necessarie per scongiurarlo. Pertanto, si deve lasciare ad essi un largo margine di valutazione in materia (sentenza Irlanda c. Regno Unito del 18 gennaio 1978, serie A no 25, pp. 78-79, paragrafo 207).
Gli Stati non godono per tanto di un potere illimitato in questa tenuta. La Corte ha competenza per decidere, in particolare, se hanno superato la “rigorosa misura” delle esigenze della crisi. Il margine nazionale di valutazione si accompagna di un controllo europeo dunque (ibidem). Quando esercita questo, la Corte deve allo stesso tempo egare il peso che conviene ai fattori pertinenti come la natura dei diritti toccati dalla derogazione, la durata dello stato di emergenza e le circostanze che l’hanno creato.
2. Sull’esistenza di un pericolo pubblico che minaccia la vita della nazione
44. I richiedenti non contestano che ci fosse un pericolo pubblico che “minacciava la vita della nazione”, ma secondo essi incombe sul Governo di convincerne la Corte.
45. Liberty ed altri affermano in compenso, nelle loro osservazioni scritte che niente rivelava pi? allora una crisi di ampiezza eccezionale. Al loro parere, un riesame del problema non avrebbe potuto giustificare una nuova derogazione che se, dopo il ritiro della precedente nell’agosto 1984, si fosse assistito ad una degradazione dimostrabile della situazione. Secondo la Commissione consultiva permanente per i Diritti dell’uomo, al contrario, regnava in Irlanda del Nord un pericolo pubblico abbastanza grave per dare al Governo il diritto di derogare.
46. Avuto riguardo alle agitazioni che attraversava l’Irlanda del Nord, Governo e Commissione concludono all’esistenza di simile pericolo all’epoca.
47. Ricordando le sue sentenze Lawless c. Irlanda del 1 luglio 1961 (serie A no 3, p. 56, paragrafo 28, ed Irlanda c. Regno Unito precitata, serie A no 25, p. 78, paragrafo 205) e concedendosi alla sua propria valutazione alla luce dell’insieme degli elementi di cui dispone in quanto all’ampiezza ed agli effetti della violenza terroristica in Irlanda del Nord ed altrove nel Regno Unito (paragrafo 12 sopra) la Corte stima fuori dubbio che era bene cos?.
Non giudica necessario confrontare la situazione del 1984 a quella di dicembre 1988: la decisione di togliere una derogazione dipende in principio dal potere discrezionale dello stato e ? chiaro che il Governo credeva la legislazione in causa realmente compatibile con la Convenzione (paragrafi 49-51 sotto).
3. Sul punto di sapere se le misure fossero rigorosamente esatte dalla situazione
a) Considerazioni generali
48. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, implica un controllo giudiziale degli attentati dell’esecutivo al diritto individuale alla libert?, garantito dall’articolo 5 (art. 5) (sentenza Brogan ed altri precitata, serie A no 145-B, p. 32, paragrafo 58). Decide di rilevare inoltre che il parere di derogazione invocata nello specifico ha seguito da vicino la sentenza Brogan ed altri nella quale il Governo aveva infranto l’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) non traducendo “subito” i richiedenti dinnanzi ad un tribunale.
La Corte deve esaminare la derogazione sulla base di questi elementi e senza dimenticare che il potere di arresto e di detenzione in causa si trova in vigore dal 1974. Nota tuttavia che non si tratta qui, per l’essenziale, dell’esistenza del potere di mettere in custodia cautelativa dei presunti terroristi durante un periodo che pu? raggiungere sette giorni – i richiedenti hanno tolto la lagnanza che avevano presentato sul terreno dell’articolo 5 paragrafo 1 (art. 5-1,)(paragrafo 33 sopra)-, ma piuttosto del suo esercizio senza controllo giudiziale.
b) sul punto di sapere se la derogazione cercasse veramente di rimediare a uno stato d?emergenza
49. Secondo i richiedenti, la derogazione non costituiva una risposta necessaria ad un nuovo o modificato stato di cose, ma la reazione del Governo alla sentenza Brogan ed altri; cercava di eludere ne solamente le conseguenze.
50. Secondo il Governo e la Commissione questa sentenza ha provocato certo la derogazione, ma dal 1974 la situazione non aveva smesso di esigere i poteri di detenzione prolungata conferita dalla legislazione sulla prevenzione del terrorismo. I governi successivi avrebbero considerato tutti che questi poteri si conciliavano con l’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) e che nessuna derogazione non si impone. Tuttavia, tanto le misure che la derogazione rappresenterebbero delle risposte dirette allo stato di emergenza al quale il Regno Unito era e rimaneva confrontato.
51. La Corte constata da prima che dal 1974 il Governo stima avere bisogno di suddetti poteri per combattere la minaccia del terrorismo. La sentenza Brogan ed altri l’hanno posto dinnanzi ad una scelta: introdurre un controllo giudiziale della decisione di detenere qualcuno in virt? dell’articolo 12 della legge del 1984, o notificare una derogazione agli obblighi che derivano in materia della Convenzione. Dal momento che giudicava impossibile di instaurare un controllo giudiziale compatibile con l’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) in ragione delle difficolt? private inerenti all’istruzione ed alla repressione della criminalit? terroristica, una derogazione diventava inevitabile. Pertanto, come il potere di detenzione prolungata senza controllo giudiziale ed il parere del 23 dicembre 1988 erano legati nettamente alla persistenza dello stato di emergenza, niente mostra che la derogazione fosse altra che una vera risposta a questa.
c) sul punto di sapere se la derogazione fosse prematura
52. Secondo i richiedenti, si trattava di una misura provvisoria, non contemplata dall’articolo 15 (art. 15): della dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dell’Europa il 23 dicembre 1988, risulterebbe che il Governo non era arrivato ancora o ad una “opinione ferma definitiva” sulla necessit? di derogare all’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) e chiedeva un termine supplementare di riflessione e di consultazione. Al termine di questo, il ministro degli Interni avrebbe confermato la derogazione in una risposta scritta del 14 novembre 1989 ad una parlamentare (paragrafo 32 sopra). Sempre secondo i richiedenti, l’articolo 15 (art. 15) non autorizzava fino l? nessuna derogazione, ed anche a questa data il Governo non aveva ricercato in modo adeguato se un “magistrato abilitato dalla legge ad esercitare delle funzioni giudiziali” avesse potuto assolvere le condizioni dell’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3).
53. Agli occhi del Governo, il fatto che esaminava la possibilit? di un controllo giudiziale della detenzione prolungata non inficia per niente la validit? della derogazione: cos? come l’ha rilevato la Commissione, riconsiderare continuamente le misure di derogazione quadra con le esigenze dell’articolo 15 paragrafo 3 (art. 15-3).
54. La Corte non aderisce alla tesi del carattere prematuro della derogazione.
Certo, l’articolo 15 (art. 15) non menzionare l’ipotesi di una sospensione temporanea delle garanzie della Convenzione, applicabile fino al momento in cui si sa se una derogazione si impone. La notificazione del 23 dicembre 1988 indicava tuttavia chiaramente che “nel contesto della campagna terroristica e visto la necessit? assoluta di tradurre i terroristi in giustizia, il Governo non stimava che la durata massimale di custodia cautelativa doveva essere ridotta.” Tuttavia, desiderava “trovare un procedimento giudiziale che permettesse sempre un ricorso contro il prolungamento della custodia cautelativa e, all’occorrenza, l’autorizzazione di suddetto prolungamento da parte di un giudice o di un altro magistrato”( paragrafo 31 sopra).
Non si saprebbe contestare la validit? della derogazione per la semplice ragione che il Governo aveva deciso di studiare la possibilit? di immaginare, all’avvenire, un mezzo per conformarsi meglio agli obblighi che derivano della Convenzione. Di fatto, pari processo di riflessione continua si concilia non solo con l’articolo 15 paragrafo 3 (art. 15-3) che comandano un riesame costante della necessit? di misure di eccezione, ma corrisponde ancora in modo implicito alla nozione stessa di proporzionalit?.
d) sul punto di sapere se la mancanza di controllo giudiziale della custodia cautelativa prolungata si giustificava
55. I richiedenti stimano anche gratuita l’asserzione del Governo secondo la quale non si poteva incaricare un giudice, o un altro magistrato abilitato dalla legge ad esercitare delle funzioni giudiziali, di controllare una custodia cautelativa prolungata o egli occorreva un periodo di detenzione di sette giorni. Non ammettono che gli elementi da fornire ad un tribunale per convincerlo della legittimit? di una tale custodia cautelativa possano essere pi? sensibili di quelli di cui si ha bisogno in un procedimento di habeas corpus. Con la Commissione consultiva permanente per i Diritti dell’uomo, segnalano inoltre che le giurisdizioni nord – irlandesi devono spesso conoscere argomenti fondati su delle informazioni confidenziali – per esempio nel caso di domande di collocamento in libert? sotto cauzione – e che esistono abbastanza garanzie, di procedimento e di prova, per proteggere il segreto. In certi tipi di istanze i giudici sarebbero parimenti, supposti agire sulla fede di elementi da non divulgare n? al consigliere n? al suo cliente. Ne andrebbe cos?, per esempio, quando l’esecutivo invoca l’immunit? di un documento nell’interesse pubblico o che la polizia chiede di prolungare una custodia cautelativa in virt? dell? “ordinanza del 1989 sulla polizia e le prove in materia penale in Irlanda del Nord” (paragrafo 19 sopra).
56. Secondo il Governo, nessuno di suddetti procedimenti non comprendono al tempo stesso la non-rivelazione di elementi al detenuto, o al suo consigliere, ed una decisione del tribunale. La sola eccezione figurerebbe all’allegato 7 alla legge di 1989 riguardante le disposizioni provvisorie sulla prevenzione del terrorismo che abilita il tribunale a rendere un’ordinanza relativa alla produzione e la ricerca di elementi speciali utili alle inchieste in materia di terrorismo. Il paragrafo 8 dello stesso allegato precisa quindi che l? dove la divulgazione di informazioni al tribunale sarebbe troppo delicata o nuocerebbe all’inchiesta, l’adozione di simile ordinanza dipende dal ministro e non dal tribunale (paragrafo 25 sopra).
Il Governo sottolinea anche che gli ? dispiaciuto di dovere constatare l’impossibilit? di instaurare, nella cornice del sistema della common law, un regime compatibile con l’articolo 5 paragrafo 3, (art. 5-3) senza ridurre per tanto l’efficacia della risposta alla minaccia terroristica. La decisione di prolungare una custodia cautelativa si appellerebbe su delle informazione di cui non si potrebbe svelare la natura e l’origine all’indiziato, o al suo consigliere, senza compromettere la sicurezza di persone che aiutano la polizia o senza rischiare di alienarsi delle preziose sorgenti di informazioni. Inoltre, il potere giudiziale inseguirebbe un pericolo reale di perdere la sua indipendenza se lo si mischiasse alla concessione o all’approvazione dei prolungamenti di custodia cautelativa: non mancherebbe di passare per un ingranaggio del procedimento di inchiesta e di perseguimento.
Per di pi?, il Governo contesta la validit? del paragone col habeas corpus: associare il potere giudiziale alla concessione o all’approvazione di suddette prolungamenti obbligherebbero a rivelare molte informazioni delicate supplementari, che non ci sarebbe bisogno di produrre in un procedimento di habeas corpus. In particolare, bisognerebbe fornire ad un tribunale delle precisazioni sull’oggetto e l’ampiezza delle investigazioni condotte dalla polizia dopo l’arresto, ivi compreso dei dettagli sui testimoni sentiti e degli elementi raccolti di un altro modo, cos? come delle informazioni relative allo svolgimento futuro dell’inchiesta.
Infine, Lord Shackleton, Lord Jellicoe ed il visconte Colville avrebbero concluso, nei loro rapporti rispettivi che arresto e custodia cautelativa prolungata costituivano delle armi indispensabili per combattere il terrorismo. Avrebbero rilevato anche che l’abitudine dei terroristi di rimanere muti durante gli interrogatori di polizia, disturbava e ritardava le inchieste sulle violazioni terroristiche, a partire da ci? la polizia doveva concedersi a numerosi controlli e ricerche, e dipendeva di pi? che l’ordinario da uno scrupoloso lavoro di investigazione e da esami m?dico-legali, (paragrafo 15 sopra).
57. Agli occhi della Commissione, il Governo non ha oltrepassato a questo riguardo il suo margine di valutazione.
58. La Corte nota che dopo i diversi rapporti consacrati al gioco della legislazione sulla prevenzione del terrorismo, le difficolt? inerenti alle inchieste e perseguimenti nel campo della criminalit? terroristica comandano di estendere il periodo di custodia cautelativa sottratta ad ogni controllo giudiziale( paragrafo 15 sopra). Le ha del resto riconosciute nella sua sentenza Brogan ed altri precitata (serie A no 145-B, p. 33, paragrafo 61).
Constata inoltre che il Governo persiste a stimare essenziale di impedire di svelare al detenuto ed al suo consigliere certi dati che fondano le decisioni relative a simile prolungamento e che secondo lui, nel sistema accusatorio della common law, l’indipendenza del potere giudiziale si troverebbe compromesso se dei giudici o altri magistrati dovessero partecipare alle tali decisioni.
Egli decide di aggiungere che non basterebbe introdurre, nel procedimento applicabile in materia, un “giudice o altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare delle funzioni giudiziali”, per creare nello stesso momento una situazione conforme all’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3). Questo testo – come l’articolo 5 paragrafo 4 (art. 5-4) ? si deve interpretare come esigente di un procedimento che rivesta un carattere giudiziale bench? non debba essere necessariamente identico in ciascuno dei casi in cui l’intervento di un giudice si imponei (vedere, tra altri, le seguenti sentenze,: sull’articolo 5 paragrafo 3 (art. 5-3) Schiesser c. Svizzera del 4 dicembre 1979, serie A no 34, p. 13, paragrafo 30, e Huber c. Svizzera del 23 ottobre 1990, serie A no 188, p. 18, paragrafi 42-43; sull’articolo 5 paragrafo 4, art. 5-4, De Wilde, Ooms e Versyp c. Belgio del 18 giugno 1971, serie A no 12, p. 41, paragrafo 78, Sanchez-Reisse c. Svizzera del 21 ottobre 1986, serie A no 107, p. 19, paragrafo 51, e Lamy c. Belgio del 30 marzo 1989, serie A no 151, pp. 15-16, paragrafo 28).
59. In quanto alla natura dei mezzi pi? adeguati od opportuni di fare fronte alla crisi che imperversava allora, la Corte non deve sostituire la sua opinione a quella del Governo, direttamente responsabile dell’instaurazione di un equilibrio tra le adozioni di misure efficaci di lotta contro il terrorismo da una parte, ed il rispetto dei diritti individuali dell’altro (sentenza Irlanda c. Regno Unito precitato, serie A no 25, p. 82, paragrafo 214, e sentenza Klass ed altri c. Germania del 6 settembre 1978, serie A no 28, p. 23, paragrafo 49). Nel contesto dell’Irlanda del Nord, dove il corpo giudiziale ? ridotto e vulnerabile agli attacchi terroristici, si comprende che il Governo associ un grande prezzo alla fiducia del pubblico nell’indipendenza dei magistrati.
60. Alla luce di queste considerazioni, si pu? dire chee il Governo abbia superato il suo margine di valutazione escludendo il controllo giudiziale nelle circostanze dell’epoca.
e) Sulle garanzie contro gli abusi,
61. Secondo i richiedenti, Amnesty International e Liberty ed altri, esistono solamente delle garanzie trascurabili contro gli abusi del potere di detenzione e gli interessati, completamente tagliati dal mondo esterno, si vedono rifiutare ogni accesso ai giornali, alla radio ed alla loro famiglia. Amnesty International, in particolare, sottolinea che le norme internazionali, come l’insieme di principi per la protezione delle persone sottoposte ad una forma qualsiasi di detenzione o di imprigionamento (risoluzione 43/173 dell’assemblea Generale delle Nazioni Unite, del 9 dicembre 1988) proscrivono la detenzione al segreto esigendo il diritto di comunicare coi suoi avvocati ed i membri della sua famiglia. Tradurre subito l’indiziato dinnanzi ad un’autorit? giudiziale rivestirebbe tanto pi? importanza per il fatto che il procedimento di habeas corpus si sarebbe rivelato inefficace in Irlanda del Nord. L’articolo 5 paragrafo 4 (art. 5-4) dovrebbe essere considerato come non suscettibile di derogazione in caso di pericolo pubblico.
Inoltre, le decisioni che prolungano una custodia cautelativa non si presterebbero, in pratica, ad una domanda di habeas corpus o di controllo giudiziale perch? si prenderebbero nel pi? grande mistero e sarebbero quasi sempre adottate. A prova: nessuno avrebbe tentato mai di attaccare ne una; si conterebbero tuttavia in migliaia.
62. Malgrado la tesi contraria dei richiedenti e di suddette organizzazioni, la Corte ? convinta che le garanzie effettive assicurano ben bene una protezione apprezzabile contro i comportamenti arbitrari e le detenzioni al segreto.
63. Innanzitutto, il ricorso del habeas corpus permette un controllo della legalit? dell’arresto e delle detenzione iniziali. Nessuno contesta che si offrisse alla scelta dei richiedenti e dei loro consiglieri, n? che fornisse una garanzia apprezzabile contro una detenzione arbitraria (sentenza Brogan ed altri precitata, serie A no 145-B, pp. 34-35, paragrafi 63-65.) La Corte ricorda in questo contesto che gli interessati hanno tolto la loro lagnanza relativa all’articolo 5 paragrafo 4 (art. 5-4) (paragrafo 33 sopra).
64. Poi, i detenuti hanno il diritto assoluto, che possono rivendicare in giustizia, di consultare un procuratore legale quarantotto ore dopo il loro arresto. Del resto, ciascuno dei due richiedenti se ne ? potuto avvalere dopo questo termine (paragrafi 10-11 sopra).
Fino l?, l’esercizio di questo diritto pu? essere ritardato solamente per i motivi ragionevoli. La giurisprudenza del High Court dell’Irlanda del Nord mostra chiaramente che la decisione di differire l’accesso ad un procuratore legale pu? dare adito a controllo giudiziale e che incombe allora sulle autorit? di provare l’esistenza dei tali motivi. Ne risulta anche che il controllo giudiziale costituisce un mezzo veloce ed efficace di impedire un rifiuto arbitrario di accesso ad un procuratore legale (paragrafo 24 sopra).
Nessuno nega neanche che la persone custodia cautelativa ha il diritto di informare un genitore o amico della loro detenzione e di farsi esaminare con un medico.
65. In aggiunta alle garanzie fondamentali sopra menzionate, delle personalit? indipendenti si sono propese, ad intervalli regolari, sul gioco della legislazione in causa che fino al 1989 dovevano essere proseguiti periodicamente.
f)Conclusione,
66. Avuto riguardo alla natura della minaccia terroristica in Irlanda del Nord, all’ampiezza limitata della derogazione ed ai motivi invocati all’appoggio, tutto come alla presenza di garanzie fondamentali contro gli abusi, la Corte stima che il Governo non ha superato il suo margine di valutazione considerando che la derogazione soddisfaceva le rigorose esigenze della situazione.
4. Sugli altri obblighi che derivano del diritto internazionale
67. Ai termini dell’articolo 15 paragrafo 1( art. 15-1) le misure di derogazione prese da uno Stato non devono essere “in contraddizione con gli altri obblighi che derivano dal diritto internazionale” (paragrafo 40 sopra).
68. A questo riguardo, i richiedenti pretendono per la prima volta dinnanzi alla Corte che l’articolo 4 del Patto delle Nazioni Unite del 1966 relativo ai diritti civili e politici (“il Patto”) del quale il Regno Unito fa parte, subordina la validit? di una derogazione alla proclamazione del pericolo pubblico “con un atto ufficiale.” Non avendo mai avuto luogo simile proclamazione, la derogazione non quadrerebbe con un altro obbligo assunto dal Regno Unito in virt? del diritto internazionale. Occorrerebbe una proclamazione formale difatti e non una semplice dichiarazione al Parlamento.
69. Secondo il Governo, si pu? discutere della necessit? di una proclamazione ufficiale ai fini dell’articolo 4, dal momento che il pericolo regnava anche prima della ratifica del Patto da parte del Regno Unito e che sarebbe rimasto. La sua esistenza e la derogazione sarebbero state pubblicamente ed ufficialmente annunciate dal ministro degli Interni dinnanzi alla Camera dei comuni il 22 dicembre 1988. In pi?, il Comitato dei Diritti dell’uomo delle Nazioni Unite non avrebbe lasciato intendere mai che la derogazione non assolvesse le condizioni di forma dell’articolo 4.
70. Il delegato della Commissione giudica difendibile la tesi del Governo.
71. La parte pertinente dell’articolo 4 del Patto ? formulata cos?:
“Nel caso in cui un pericolo pubblico eccezionale minacci l’esistenza della nazione e sia proclamato da un atto ufficiale”
72. Non entra nelle attribuzioni della Corte di provare a definire, per via di autorit?, il senso delle parole “proclamate da un atto ufficiale.” Non deve nemmeno ricercare se l’argomentazione dei richiedenti si fonda su una base plausibile.
73. Nella sua dichiarazione del 22 dicembre 1988 dinnanzi alla Camera dei comuni, il ministro degli Interni ha spiegato in dettaglio i motivi sottostanti alla decisione del Governo ed indicato che si preparava a notificare una derogazione in virt? tanto dell’articolo 15 (art. 15) della Convenzion

Testo Tradotto

Conclusion D?rogation de l’Art. 5-3 r?pond aux exigences de l’Art. 15 ; Non-violation de l’Art. 5-5 ; Non-violation de l’Art. 13
COUR (PL?NI?RE)
AFFAIRE BRANNIGAN ET McBRIDE c. ROYAUME-UNI
(Requ?te no14553/89; 14554/89)
ARR?T
STRASBOURG
26 mai 1993

En l?affaire Brannigan et McBride c. Royaume-Uni*,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, statuant en s?ance pl?ni?re par application de l?article 51 de son r?glement et compos?e des juges dont le nom suit:
MM. R. Ryssdal, pr?sident,
R. Bernhardt,
Th?r Vilhj?lmsson,
F. G?lc?kl?,
F. Matscher,
L.-E. Pettiti,
B. Walsh,
R. Macdonald,
C. Russo,
A. Spielmann,
J. De Meyer,
N. Valticos,
S.K. Martens,
Mme E. Palm,
MM. I. Foighel,
R. Pekkanen,
A.N. Loizou,
J.M. Morenilla,
F. Bigi,
Sir John Freeland,
MM. A.B. Baka,
M.A. Lopes Rocha,
L. Wildhaber,
G. Mifsud Bonnici,
J. Makarczyk,
D. Gotchev,
ainsi que de MM. M.-A. Eissen, greffier, et H. Petzold, greffier adjoint,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 26 novembre 1992 et 22 avril 1993,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date:
PROCEDURE
1. L?affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour par la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (“la Commission”) le 21 f?vrier 1992, dans le d?lai de trois mois qu?ouvrent les articles 32 par. 1 et 47 (art. 32-1, art. 47) de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”). A son origine se trouvent deux requ?tes (nos 14553 et 14554/89) dirig?es contre le Royaume-Uni de Grande- Bretagne et d?Irlande du Nord et dont des citoyens irlandais, MM. P. B. et P. M., avaient saisi la Commission le 19 janvier 1989 en vertu de l?article 25 (art. 25). M. M. est d?c?d? en 1992 (paragraphe 11 ci-dessous).
La demande de la Commission renvoie aux articles 44 et 48 (art. 44, art. 48) ainsi qu?? la d?claration britannique reconnaissant la juridiction obligatoire de la Cour (article 46) (art. 46). Elle a pour objet d?obtenir une d?cision sur le point de savoir si les faits de la cause r?v?lent un manquement du Royaume-Uni aux exigences de l?article 5 paras. 3 et 5 (art. 5-3, art. 5-5) ainsi que de l?article 13 (art. 13), eu ?gard ? la d?rogation britannique au titre de l?article 15 (art. 15).
2. En r?ponse ? l?invitation pr?vue ? l?article 33 par. 3 d) du r?glement, M. B. et Mme M. – m?re et repr?sentant personnel de M. M. (paragraphe 11 ci-dessous) – ont exprim? le d?sir de participer ? l?instance et d?sign? leurs conseils (article 30). Pour plus de commodit?, M. M. restera mentionn? dans le pr?sent arr?t comme “le requ?rant”.
Le gouvernement irlandais, avis? par le greffier de son droit d?intervenir dans la proc?dure (articles 48, alin?a b), de la Convention et 33 par. 3 b) du r?glement) (art. 48-b), n?a pas manifest? l?intention d?en user.
3. La chambre ? constituer comprenait de plein droit Sir John Freeland, juge ?lu de nationalit? britannique (article 43 de la Convention) (art. 43), et M. R. Ryssdal, pr?sident de la Cour (article 21 par. 3 b) du r?glement). Le 27 f?vrier 1992, celui-ci a tir? au sort le nom des sept autres membres, ? savoir MM. R. Bernhardt, F. G?lc?kl?, L.-E. Pettiti, B. Walsh, S.K. Martens, R. Pekkanen et L. Wildhaber, en pr?sence du greffier (articles 43 in fine de la Convention* et 23 du r?glement) (art. 43).
4. Ayant assum? la pr?sidence de la chambre (article 21 par. 5 du r?glement), M. Ryssdal a consult? par l?interm?diaire du greffier l?agent du gouvernement du Royaume-Uni (“le Gouvernement”), le d?l?gu? de la Commission et les conseils des requ?rants au sujet de l?organisation de la proc?dure (articles 37 par. 1 et 38). Conform?ment ? ses ordonnances et directives, le greffier a re?u le m?moire du Gouvernement le 17 juillet 1992. Les requ?rants ont d?pos? le leur hors d?lai, le 31 ao?t 1992, mais la chambre a d?cid?, le 28 octobre 1992, qu?il y avait lieu de le verser au dossier (article 37 par. 1 in fine). Auparavant, le secr?taire de la Commission avait annonc? au greffier que le d?l?gu? s?exprimerait oralement.
5. Le 27 mars, le pr?sident avait autoris? la Commission consultative permanente d?Irlande du Nord pour les Droits de l?Homme (Northern Ireland Standing Advisory Commission on Human Rights), en vertu de l?article 37 par. 2 du r?glement, ? pr?senter des observations ?crites sur des aspects pr?cis de l?affaire. Le 27 mai, il y avait ?galement admis, sous certaines conditions, Amnesty International et trois organisations qui avaient formul? une demande conjointe (Liberty, Interights et le Committee on the Administration of Justice). Leurs observations respectives sont arriv?es les 22 juin, 7 et 19 ao?t 1992.
6. Le 28 octobre 1992, la chambre a r?solu, en vertu de l?article 51 du r?glement, de se dessaisir avec effet imm?diat au profit de la Cour pl?ni?re.
7. Ainsi qu?en avait d?cid? le pr?sident, les d?bats se sont d?roul?s en public le 24 novembre 1992, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg.
Ont comparu:
– pour le Gouvernement
Mme A. Glover, conseiller juridique,
minist?re des Affaires ?trang?res et du Commonwealth, agent,
MM. N. Bratza, Q.C.,
R. Weatherup, conseils;
– pour la Commission
M. H. Danelius, d?l?gu?;
– pour les requ?rants
MM. R. W., Q.C.,
S. T., avocat, conseils,
P. M., solicitor.
La Cour a entendu en leurs d?clarations M. Bratza pour le Gouvernement, M. Danelius pour la Commission et M. W. pour les requ?rants, ainsi que des r?ponses aux questions de deux de ses membres.
8. Avant l?audience, le pr?sident avait autoris? le Gouvernement ? d?poser des commentaires sur certains aspects des observations des amici curiae. Les requ?rants y ont r?pondu par ?crit le 18 d?cembre 1992. Les r?flexions du Gouvernement sur les demandes des int?ress?s au titre de l?article 50 (art. 50) de la Convention sont parvenues le 17 janvier 1993.
9. M. B. Repik, qui avait assist? aux d?bats et particip? ? la d?lib?ration du 26 novembre 1992, n?a plus pu si?ger en l?esp?ce apr?s le 31 d?cembre 1992, son mandat de juge ayant expir? avec la dissolution de la R?publique f?d?rative tch?que et slovaque (articles 38 et 65 par. 3 de la Convention) (art. 38, art. 65-3).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESPECE
A. P. B.
10. Le premier requ?rant, M. P. B., est n? en 1964. Ouvrier non sp?cialis?, il r?side ? Downpatrick, en Irlande du Nord.
Le 9 janvier 1989 ? 6 h 30, des policiers l?appr?hend?rent chez lui en vertu de l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984 portant dispositions provisoires sur la pr?vention du terrorisme (Prevention of Terrorism (Temporary Provisions) Act 1984, “la loi de 1984”). On le conduisit au centre d?interrogatoire de la caserne de Gough, Armagh, o? on lui d?livra la “Note d?information destin?e aux personnes en garde ? vue” (“Notice to Persons in Police Custody”), qui renseigne le d?tenu sur ses droits (paragraphe 24 ci-dessous). Le ministre de l?Int?rieur permit de prolonger la garde ? vue de deux jours, le 10 janvier ? 19 h 30, puis de trois le surlendemain ? 21 h 32. L?int?ress? recouvra la libert? le 15 ? 21 h. Il demeura donc d?tenu six jours, quatorze heures et trente minutes au total.
Pendant sa garde ? vue, il subit quarante-trois interrogatoires; on lui refusa livres, journaux et de quoi ?crire, ainsi que la radio et la t?l?vision, et on lui interdit de rencontrer d?autres d?tenus.
L?acc?s ? un solicitor fut d?abord diff?r? pendant quarante-huit heures, la police estimant que de tels contacts g?neraient l?enqu?te, mais M. B. re?ut par la suite, le 11 janvier 1989, la visite de son homme de loi. Un m?decin l?examina dix-sept fois.
B. P. M.
11. Le second requ?rant, M. P. M., est n? en 1951.
Le 5 janvier 1989 ? 5 h 5, des policiers l?appr?hend?rent chez lui en vertu de l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984. On le conduisit au centre d?interrogatoire de Castlereagh o? on lui d?livra la “Note d?information destin?e aux personnes en garde ? vue”. Le lendemain ? 17 h 10, le ministre de l?Int?rieur permit de prolonger la garde ? vue de trois jours. L?int?ress? recouvra la libert? le lundi 9 ? 11 h 30. Il resta donc d?tenu quatre jours, six heures et vingt-cinq minutes au total.
Pendant sa garde ? vue, il subit vingt-deux interrogatoires et le m?me r?gime que M. B. (paragraphe 10 ci-dessus).
Il re?ut deux visites de son solicitor, les 5 et 7 janvier 1989, et un m?decin l?examina huit fois.
M. M. a ?t? tu? le 4 f?vrier 1992 par un policier devenu fou furieux et qui avait attaqu? le quartier g?n?ral du Sinn Fein ? Belfast.
II. DROIT ET PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. Introduction
12. La situation critique qui r?gnait en Irlande du Nord au d?but des ann?es 1970, et l?ampleur des men?es terroristes dont elle s?accompagnait, se trouvent ? l?origine de la loi de 1974 portant dispositions provisoires sur la pr?vention du terrorisme (“la loi de 1974”). De 1972 ? 1992, on attribua au terrorisme en Irlande du Nord plus de trois milliers de morts. Au milieu des ann?es 1980 on enregistra beaucoup moins de tu?s qu?au d?but de la d?cennie pr?c?dente, mais le terrorisme syst?matique persista.
Depuis qu?elle s?vit, la campagne terroriste a fait 35 104 bless?s en Irlande du Nord, dont beaucoup de personnes mutil?es ou frapp?es d?une invalidit? ? vie. Au cours de la m?me p?riode, on a d?nombr? 41 859 explosions ou fusillades terroristes. D?autres parties du Royaume-Uni ont connu elles aussi une vague terroriste de grande envergure.
13. La loi de 1974 entra en vigueur le 29 novembre 1974. Elle proscrivait l?Arm?e r?publicaine irlandaise (Irish Republican Army, “l?I.R.A.”), d?j? interdite en Irlande du Nord, et r?primait tout soutien ouvert ? cette organisation en Grande- Bretagne. En outre, elle dotait la police de pouvoirs sp?ciaux en mati?re d?arrestation et de garde ? vue pour lui permettre de lutter plus efficacement contre la menace du terrorisme (paragraphes 16-17 ci-dessous).
Elle devait ?tre reconduite tous les six mois par le Parlement afin qu?il p?t contr?ler, entre autres, la n?cessit? de maintenir les pouvoirs d?exception. Il en alla ainsi jusqu?en mars 1976, date ? laquelle elle fut promulgu?e derechef moyennant certains amendements.
D?apr?s l?article 17 de la loi de 1976, il fallait que le Parlement confirm?t les pouvoirs sp?ciaux tous les douze mois. A son tour, ladite loi fut renouvel?e chaque ann?e jusqu?en 1984, date ? laquelle elle fut repromulgu?e sous une forme modifi?e. La loi de 1984, entr?e en vigueur en mars, prohiba l?Arm?e nationale irlandaise de lib?ration (Irish National Liberation Army), en sus de l?I.R.A. Reconduite tous les ans, elle a ?t? remplac?e par la loi de 1989, entr?e en vigueur le 27 mars 1989 et dont l?article 14 renferme des dispositions analogues ? celles de l?article 12 de sa devanci?re.
14. La loi de 1976 fit l?objet de rapports de Lord Shackleton et de Lord Jellicoe, publi?s en juillet 1978 et janvier 1983 respectivement. Des rapports annuels sur celle de 1984 furent pr?sent?s au Parlement par Sir Cyril Philips (pour 1984 et 1985) et par le vicomte Colville (pour 1986-1991), qui r?alisa aussi en 1987 une ?tude de plus grande ampleur sur le jeu de la loi de 1984.
15. Ces diverses analyses furent demand?es par le gouvernement et communiqu?es au Parlement pour aider ? d?terminer si la l?gislation continuait ? correspondre ? un besoin. Leurs auteurs concluaient en particulier qu?eu ?gard aux probl?mes inh?rents ? la pr?vention et ? la d?tection du terrorisme, il se r?v?lait indispensable de conserver les pouvoirs d?exception en mati?re d?arrestation et de garde ? vue. Ils ?cartaient l?id?e de confier aux tribunaux les d?cisions prolongeant la garde ? vue, notamment parce qu?elles se fondaient sur des renseignements fort d?licats que l?on ne pouvait divulguer aux d?tenus, ni ? leurs conseils. Pour diff?rentes raisons, pareille d?cision relevait bien du domaine de l?ex?cutif.
Dans son rapport de 1987 passant au crible les clauses de l?article 12, le vicomte Colville estimait qu?il existait de bonnes raisons de faire durer la d?tention, dans certains cas, au-del? de quarante-huit heures et jusqu?? sept jours. Il relevait ? ce sujet la fr?quence, en Irlande du Nord, du ph?nom?ne suivant: la police poss?dait des renseignements lui permettant d??tablir un lien entre certaines personnes et un acte de terrorisme, mais les int?ress?s, s?ils se trouvaient d?tenus, gardaient le silence et les t?moins avaient peur de se pr?senter, en tout cas devant un tribunal. Dans ces conditions, l?accusation se fondait de plus en plus sur des ?l?ments m?dico- l?gaux et le travail d?enqu?te gagnait en importance. L?auteur ?num?rait aussi les motifs qui, pris isol?ment ou, souvent, combin?s entre eux, justifiaient de prolonger les diff?rentes p?riodes pendant lesquelles, sinon, les personnes soup?onn?es de men?es terroristes auraient d? ?tre inculp?es ou renvoy?es en jugement: contr?le des empreintes digitales; examens m?dico- l?gaux; confrontation des r?ponses du d?tenu avec les indices recueillis; nouvelles pistes d?enqu?te; donn?es fournies par un ou plusieurs autres d?tenus dans la m?me affaire; recherche et audition d?autres t?moins (Command Paper 264, paragraphes 5.1.5- 5.1.7, d?cembre 1987).
B. Le pouvoir d?arrestation sans mandat pr?vu par la loi de1984 et par d?autres
16. Les clauses pertinentes de l?article 12 de la loi de 1984, analogues ? celles des lois de 1974 et 1976, sont les suivantes:
“12. (1) (…) un agent de police peut arr?ter sans mandat une personne qu?il a des motifs plausibles de soup?onner
(…)
b) d??tre ou avoir ?t? impliqu?e dans l?accomplissement, la pr?paration ou l?instigation d?actes de terrorisme auxquels s?applique ce titre de la pr?sente loi;
(…)
(3) Les actes de terrorisme auxquels s?applique ce titre de la pr?sente loi sont:
a) les actes de terrorisme li?s ? la situation en Irlande du Nord;
(…)
(4) Une personne arr?t?e en vertu du pr?sent article ne demeure pas en garde ? vue plus de quarante-huit heures apr?s son arrestation; le ministre peut n?anmoins prolonger ce d?lai d?une ou plusieurs p?riodes dont il pr?cise la dur?e.
(5) Cette ou ces p?riodes suppl?mentaires n?exc?dent pas cinq jours au total.
(6) Les dispositions ci-apr?s (obligation de traduire l?inculp? en justice apr?s son arrestation) ne s?appliquent pas aux personnes ainsi gard?es ? vue:
(…)
d) l?article 131 de l?ordonnance de 1981 sur les Magistrates? Courts d?Irlande du Nord;
(…)
(8) Le pr?sent article ne porte pas atteinte aux pouvoirs d?arrestation utilisables ind?pendamment de lui.”
17. L?article 14 par. 1 de la loi de 1984 d?finit le terrorisme comme “le recours ? la violence ? des fins politiques”, y compris le dessein “d?inspirer de la peur ? la population ou ? une fraction de celle-ci”. La Chambre des Lords a jug? libell?e en “termes larges” une d?finition identique figurant dans la loi de 1978 sur l??tat d?urgence en Irlande du Nord (Northern Ireland (Emergency Provisions) Act 1978); elle a refus? de donner au mot “terroriste” une interpr?tation plus ?troite que le sens ?voqu? par son usage courant aux yeux d?un membre de la police ou d?un simple citoyen (Lord Roskill dans l?affaire McKee v. Chief Constable for Northern Ireland, All England Law Reports 1985, vol. 1, pp. 3-4).
C. La d?tention selon le droit p?nal ordinaire
18. L?article 131 de l?ordonnance de 1981 sur les Magistrates? Courts d?Irlande du Nord, d?clar? inapplicable par l?article 12 par. 6 d) de la loi de 1984 (paragraphe 16 ci- dessus), pr?voyait qu?une personne arr?t?e sans mandat et non rel?ch?e dans les vingt-quatre heures devait ?tre traduite devant un tel tribunal dans les meilleurs d?lais, en aucun cas plus de quarante-huit heures apr?s son arrestation.
19. Il a ?t? abrog? par l?ordonnance de 1989 sur la police et les preuves en mati?re p?nale en Irlande du Nord (Police and Criminal Evidence (Northern Ireland) Order 1989, Statutory Instrument 1989/1341 (Northern Ireland) 12). Selon celle-ci (homologue de la loi de 1984 sur le m?me objet, applicable en Angleterre et au pays de Galles), une personne arr?t?e parce qu?on la soup?onne d?avoir tremp? dans une infraction, ne peut d?abord rester en garde ? vue plus de vingt-quatre heures sans inculpation (article 42 par. 1). Un policier du rang, pour le moins, de commissaire (Superintendent) peut d?cider de prolonger la d?tention d?une dur?e non sup?rieure ? trente-six heures, ? compter de l?arrestation ou de l?arriv?e au commissariat apr?s celle-ci, s?il a
“(…) des motifs plausibles de croire
a) qu?il s?impose de d?tenir l?int?ress? sans inculpation afin de se procurer ou de pr?server des ?l?ments de preuve relatifs ? une infraction pour laquelle il se trouve en ?tat d?arrestation, ou de les recueillir en l?interrogeant;
b) qu?une infraction pour laquelle il se trouve en ?tat d?arrestation est grave et justifie une arrestation;
c) que l?enqu?te est conduite avec diligence et c?l?rit?.” (article 43 par. 1)
L?article 44 par. 1 de l?ordonnance habilite une Magistrates? Court, sur plainte ?crite d?un policier, ? prolonger la garde ? vue si elle constate l?existence de motifs plausibles d?estimer l?gitime une telle mesure. Celle-ci ne se justifie en pareil cas que moyennant la r?union des conditions fix?es aux alin?as a) ? c) ci-dessus (article 44 par. 4). La personne vis?e par la plainte doit en recevoir une copie et ?tre traduite devant le tribunal pour qu?il l?entende (article 44 par. 2); elle a le droit d??tre repr?sent?e par un homme de loi ? l?audience (article 44 par. 3). La d?tention suppl?mentaire autoris?e par le mandat ne peut d?passer trente-six heures (article 44 par. 12). L?article 45 permet ? une Magistrates? Court, sur plainte ?crite d?un policier, de prolonger la garde ? vue aussi longtemps qu?elle le juge bon eu ?gard aux ?l?ments de preuve dont elle dispose (article 45 paras. 1 et 2), mais cette nouvelle prolongation ne peut exc?der trente-six heures, ni s?achever plus de quatre-vingt-seize heures apr?s l?arrestation ou l?arriv?e au commissariat apr?s celle-ci (article 45 par. 3).
D. Exercice du pouvoir d?arrestation pr?vu ? l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984
20. Pour op?rer une arrestation r?guli?re en vertu de l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984, le policier doit avoir des raisons plausibles de soup?onner la personne en question d??tre ou avoir ?t? impliqu?e dans l?accomplissement, la pr?paration ou l?instigation d?actes de terrorisme. En outre, une arrestation sans mandat ob?it aux r?gles de common law ?nonc?es par la Chambre des Lords dans l?affaire Christie v. Leachinsky (Appeal Cases 1947, pp. 587 et 600): l?int?ress? doit ?tre inform? du motif exact de son arrestation, normalement d?s sa mise en garde ? vue ou, si des circonstances particuli?res le justifient, d?s que possible par la suite. Il n?y a pas besoin d?employer ? cette fin un langage technique ou pr?cis; il suffit que l?individu appr?hend? sache en substance pourquoi.
La High Court d?Irlande du Nord a examin? l?article 12 par. 1 b) dans l?affaire Ex parte Lynch (Northern Ireland Reports 1980, p. 131), o? la personne arr?t?e sollicitait une ordonnance d?habeas corpus. Le policier qui avait appr?hend? le demandeur lui avait d?clar? s?appuyer sur l?article 12 de la loi de 1976 car il le soup?onnait de tremper dans des men?es terroristes. La High Court en a d?duit que la l?galit? de l?arrestation ne pouvait se contester ? cet ?gard.
21. Les soup?ons du policier qui proc?de ? l?arrestation doivent ?tre raisonnables en l?occurrence; pour en juger, le tribunal doit disposer de certains renseignements sur leurs sources et leurs motifs (d?cision du juge Higgins dans l?affaire Van Hout v. Chief Constable of the RUC and the Northern Ireland Office, d?cision de la High Court d?Irlande du Nord du 28 juin 1984).
E. But de l?arrestation et de la garde ? vue autoris?es par l?article 12 de la loi de 1984
22. En droit commun, on ne saurait appr?hender et garder ? vue quelqu?un ? seule fin d?enqu?ter ? son sujet. Un interrogatoire motiv? par des raisons plausibles de soup?onner l?int?ress? d?avoir commis une infraction propre ? justifier une arrestation constitue une cause l?gitime de privation de libert? sans mandat lorsqu?il a pour but de dissiper ou confirmer ces soup?ons, ? condition que le suspect soit traduit en justice d?s que possible (R. v. Houghton, Criminal Appeal Reports 1979, vol. 68, p. 205, et Holgate-Mohammed v. Duke, All England Law Reports 1984, vol. 1, p. 1059).
En revanche, dans l?affaire Ex parte Lynch (loc. cit., p. 131) le Lord Chief Justice Lowry a estim? que la r?gularit? d?une arrestation effectu?e au titre de l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984 ne d?pend pas de l?existence du soup?on d?un crime ou d?lit d?termin?. Il a ajout?:
“(…)[I]l ?chet de noter en outre qu?une arrestation op?r?e en vertu de l?article 12 par. 1 d?bouche (…) sur une garde ? vue autoris?e sans inculpation. Il peut n?y avoir en fin de compte aucune inculpation; ainsi, une arrestation ne repr?sente pas forc?ment (…) la premi?re ?tape de poursuites p?nales exerc?es contre un suspect sur la base d?un reproche devant donner lieu ? un examen judiciaire.”
F. Prolongation de la garde ? vue
23. En Irlande du Nord, les demandes de prolongation de la garde ? vue au-del? du d?lai initial de quarante-huit heures sont trait?es au niveau des hauts fonctionnaires de la police ? Belfast, puis soumises ? l?agr?ment du ministre pour l?Irlande du Nord ou, ? d?faut, d?un secr?taire d??tat.
La loi de 1984 (comme ses devanci?res) ne fixe pas de conditions ? observer en la mati?re, mais des crit?res pr?cis se sont d?gag?s de la pratique; les rapports et ?tudes mentionn?s ci-dessus (paragraphes 14-15 ci-dessus) en donnent la liste.
D?apr?s des statistiques fournies par le Gouvernement, furent arr?t?es en 1990, au titre de la loi portant dispositions provisoires sur la pr?vention du terrorisme, 1549 personnes au total dont 333 se virent finalement inculper. Subirent une d?tention de deux jours au plus 1140 d?entre elles, dont 17 % firent l?objet d?une inculpation, tandis que la proportion atteignit 39 % pour les 365 individus gard?s ? vue plus de deux jours et moins de cinq. En outre, 67 % des 45 personnes d?tenues plus de cinq jours furent inculp?es d?infractions graves telles qu?assassinat, tentative d?assassinat et explosions; dans chaque cas, les preuves fondant l?accusation ne furent apport?es ou r?v?l?es qu?au stade ultime de la d?tention.
G. Droits pendant la d?tention
24. Une personne d?tenue en vertu de l?article 12 de la loi de 1984 (aujourd?hui, l?article 14 de la loi de 1989) peut, ? sa demande, faire signaler sa d?tention et le lieu de celle-ci ? un ami, un parent ou une autre personne et consulter un solicitor sans t?moin; elle doit ?tre inform?e de ces droits dans les meilleurs d?lais. La demande doit recevoir d?s que possible une suite favorable, qui peut toutefois ?tre retard?e de quarante- huit heures, au maximum, dans certaines circonstances d?termin?es (articles 44 et 45 de la loi de 1991 sur l??tat d?urgence en Irlande du Nord (Northern Ireland (Emergency Provisions) Act 1991) – anciennement, articles 14 et 15 de la loi de 1987).
La d?cision de refuser l?acc?s ? un solicitor dans les premi?res quarante-huit heures est susceptible d?un contr?le judiciaire. La jurisprudence de la High Court d?Irlande du Nord montre que d?apr?s l?article 45 de la loi de 1991 sur l??tat d?urgence en Irlande du Nord, le fonctionnaire comp?tent ne peut diff?rer pareil acc?s sans des motifs raisonnables de croire que l?exercice du droit en cause entra?nerait une ou plusieurs des cons?quences ?nonc?es au paragraphe 8 de cet article. Il lui incombe de convaincre le tribunal de l?existence de tels motifs; ? d?faut, le tribunal ordonne d?autoriser imm?diatement les contacts avec un solicitor (d?cisions de la High Court d?Irlande du Nord sur les demandes en contr?le judiciaire de Patrick Duffy (20 septembre 1991), de Dermot et Deirdre McKenna (10 f?vrier 1992) ainsi que de Francis Maher et autres (25 mars 1992)).
Depuis 1979, on a coutume de ne pas interroger un d?tenu avant qu?un m?decin l?giste ne l?ait examin?. Par la suite, les dispositions prises lui permettent de voir un m?decin, notamment le sien propre. Une consultation avec un m?decin l?giste a lieu chaque jour ? une heure fix?e d?avance.
Les droits pr?cit?s se trouvent bri?vement ?nonc?s dans une “Note d?information destin?e aux personnes en garde ? vue”, que l?on d?livre pendant leur d?tention aux individus arr?t?s en vertu de l?article 12.
H. R?le de la justice dans les enqu?tes sur les infractions terroristes
25. Aux termes du paragraphe 2 de l?annexe 7 ? la loi de 1989 portant dispositions provisoires sur la pr?vention du terrorisme, un justice of the peace peut, par mandat, habiliter un policier charg? d?une enqu?te en mati?re de terrorisme ? perquisitionner dans des locaux et ? saisir et conserver tout objet qu?il y d?couvrira et qu?il aura des motifs raisonnables d?estimer, notamment, de nature ? favoriser l?enqu?te. Le paragraphe 5, alin?as 1 et 4, de l?annexe 7 investit d?un pouvoir analogue les circuit judges et les county court judges d?Irlande du Nord.
Toutefois, selon l?alin?a 2 du paragraphe 8, le ministre peut attribuer ? tout policier d?Irlande du Nord le pouvoir de perquisition vis? aux paragraphes 2 et 5 dans les cas, entre autres, o? la divulgation de renseignements, qui serait n?cessaire pour formuler une demande au titre de ces textes, lui para?t propre ? g?ner des membres de la Royal Ulster Constabulary dans leurs investigations ou ? nuire de quelque mani?re ? la s?curit? en Irlande du Nord ou ? celle de personnes s?y trouvant.
I. VOIES DE RECOURS
26. Les principales voies de recours ouvertes aux personnes d?tenues en vertu de la loi de 1984 consistent ? solliciter une ordonnance d?habeas corpus et ? intenter au civil une action en dommages-int?r?ts pour d?tention ill?gale (false imprisonment).
1. Habeas corpus
27. La loi de 1984 permet d?arr?ter quelqu?un et de le garder ? vue pendant sept jours en tout (article 12 paras. 4 et 5 – paragraphe 16 ci-dessus). Le paragraphe 5 (2) de son annexe 3 pr?cise qu?une telle personne “est r?put?e se trouver en garde ? vue l?gale” (in legal custody), mais il n?exclut pas le recours de l?habeas corpus. Si l?arrestation initiale est ill?gale, il en va de m?me de la d?tention ult?rieure (d?cision du juge Higgins dans l?affaire Van Hout, loc. cit., p. 18).
28. L?habeas corpus est une proc?dure par laquelle une personne priv?e de sa libert? peut demander d?urgence son ?largissement en all?guant l?ill?galit? de sa d?tention.
Le tribunal comp?tent ne conna?t que de la r?gularit?, et non du bien-fond?, de cette derni?re. Son contr?le – dont l?ampleur n?a rien d?invariable mais d?pend du contexte de la cause et, le cas ?ch?ant, des termes de la loi en vertu de laquelle s?exerce le pouvoir de d?tention – porte notamment sur le respect des exigences formelles de ladite loi et peut s??tendre, par exemple, au caract?re raisonnable des soup?ons sur lesquels repose l?arrestation (Ex parte Lynch, loc. cit., et Van Hout, loc. cit.). Une d?tention techniquement l?gale peut aussi donner lieu ? un examen au motif qu?il y aurait eu abus de pouvoir car les autorit?s auraient agi de mauvaise foi, ? la l?g?re ou dans un but illicite (R. v. Governor of Brixton Prison, ex parte Sarno, King?s Bench Reports 1916, vol. 2, p. 742, et R. v. Brixton Prison (Governor), ex parte Soblen, All England Law Reports 1962, vol. 3, p. 641).
Le fardeau de la preuve p?se sur les autorit?s d?fenderesses: elles doivent justifier de la l?galit? de la d?cision de d?tenir, pourvu que le demandeur en habeas corpus ait fourni un commencement de preuve (Khawaja v. Secretary of State, All England Law Reports 1983, vol. 1, p. 765).
2. D?tention arbitraire
29. Quiconque se pr?tend ill?galement arr?t? et d?tenu peut en outre introduire de ce chef une action en dommages-int?r?ts. Lorsque la l?galit? de l?arrestation se trouve subordonn?e ? l?existence d?un motif raisonnable de suspicion, il incombe ? l?autorit? d?fenderesse de d?montrer celle-ci (Dallison v. Caffrey, Queen?s Bench Reports 1965, vol. 1, p. 348, et Van Hout, loc. cit., p. 15). Dans le cadre de pareille instance, le caract?re raisonnable d?une arrestation peut ?tre v?rifi? ? partir des principes bien ?tablis du contr?le juridictionnel de l?exercice du pouvoir discr?tionnaire de l?ex?cutif (Holgate- Mohammed v. Duke, loc. cit.).
III. LA D?ROGATION DU ROYAUME-UNI
30. Dans son arr?t Brogan et autres c. Royaume-Uni du 29 novembre 1988 (s?rie A no 145-B), la Cour a examin? des questions semblables ? celles qui se posent en l?esp?ce. Elle a constat? une violation de l?article 5 par. 3 (art. 5-3) de la Convention dans le chef de chacun des requ?rants, qui tous avaient subi une garde ? vue au titre de l?article 12 de la loi de 1984. Elle a jug? que m?me la plus br?ve des quatre d?tentions litigieuses – quatre jours et six heures – avait d?pass? les limites de temps permises par la premi?re partie de l?article 5 par. 3 (art. 5-3). Elle a relev? en outre une infraction ? l?article 5 par. 5 (art. 5-5) dans le cas de chacun des requ?rants (s?rie A no 145-B, pp. 30-35, paras. 55-62 et 66-67).
A la suite de cet arr?t, le ministre de l?Int?rieur a fait devant la Chambre des communes, le 22 d?cembre 1988, une d?claration o? il expliquait les difficult?s d?un contr?le judiciaire de la d?cision d?arr?ter et d?tenir un terroriste pr?sum?. Il a dit notamment ceci:
“Nous devons bien prendre en compte les terribles pressions qui s?exercent d?j? sur les autorit?s judiciaires, sp?cialement en Irlande du Nord o? il faut examiner la plupart des affaires. Nous avons aussi le souci que les renseignements sur des projets terroristes, qui souvent militent pour le maintien en d?tention, ne se retrouvent pas en la possession de terroristes par le jeu des proc?dures judiciaires, lesquelles, au moins selon la tradition juridique du Royaume-Uni, obligent en principe ? donner ? l?accus? et ? ses conseils connaissance des charges port?es contre lui.
(…)
Dans l?intervalle, les choses ne peuvent rester en l??tat. J?ai d?j? pr?cis? ? la Chambre que nous ferons en sorte que la police conserve les pouvoirs n?cessaires pour contrer le terrorisme, et elle continue d?en avoir besoin pour pouvoir garder ? vue les suspects jusqu?? sept jours dans certains cas. Pour ?carter tout doute sur l?aptitude de la police ? traiter avec efficacit? de tels cas, le gouvernement s?appr?te ? notifier un avis de d?rogation en vertu de l?article 15 (art. 15) de la Convention europ?enne des Droits de l?Homme et de l?article 4 du Pacte international relatif aux droits civils et politiques. Il existe un danger public au sens de ces dispositions, eu ?gard au terrorisme li? ? la situation de l?Irlande du Nord dans le Royaume-Uni (…)”
31. Le 23 d?cembre 1988, le Royaume-Uni a inform? le Secr?taire G?n?ral du Conseil de l?Europe que son gouvernement se pr?valait du droit de d?rogation pr?vu ? l?article 15 par. 1 (art. 15-1) de la Convention, dans la mesure o? l?exercice des pouvoirs d?finis ? l?article 12 de la loi de 1984 ne cadrerait pas avec l?article 5 par. 3 (art. 5-3) de la Convention. Un passage de cette d?claration est ainsi libell?:
“(…) A la suite de [l?arr?t Brogan et autres], le Secretary of State for the Home Department a inform? le Parlement, le 6 d?cembre 1988, que dans le contexte de la campagne terroriste et vu la n?cessit? absolue de traduire les terroristes en justice, le Gouvernement n?estimait pas que la dur?e maximale de garde ? vue devait ?tre r?duite. Il a inform? le Parlement que le Gouvernement examinait l?affaire en vue de fournir une r?ponse ? l?arr?t. Le 22 d?cembre 1988, le Secretary of State a, ? nouveau, inform? le Parlement que le Gouvernement souhaitait toujours, si cela ?tait possible, trouver une proc?dure judiciaire permettant un recours contre la prolongation de la garde ? vue et, le cas ?ch?ant, l?autorisation de ladite prolongation par un juge ou un autre magistrat. Une nouvelle p?riode de r?flexion et de consultation ?tait cependant n?cessaire avant que le Gouvernement puisse exprimer une opinion ferme et d?finitive. Depuis l?arr?t du 29 novembre 1988, de m?me qu?avant cette date, le Gouvernement a estim? qu?il ?tait n?cessaire de poursuivre, en ce qui concerne le terrorisme li? ? la situation en Irlande du Nord, l?exercice des pouvoirs expos?s ci-dessus permettant une nouvelle garde ? vue pour des p?riodes allant jusqu?? cinq jours, ? la discr?tion du Secretary of State, dans la mesure strictement requise par les exigences de la situation afin de permettre que les enqu?tes et les investigations n?cessaires soient men?es correctement pour d?cider s?il est n?cessaire d?engager des poursuites p?nales. Pour autant que l?exercice de ces pouvoirs ne soit pas conforme aux obligations impos?es par la Convention, le Gouvernement se pr?vaut du droit de d?rogation pr?vu par l?article 15 par. 1 (art. 15-1) de la Convention et continuera ? faire de m?me jusqu?? nouvelle notification (…)”
32. Le Gouvernement a ?tudi? la possibilit? de confier aux juridictions ordinaires le pouvoir de prolonger la d?tention, mais il a conclu ? l?inopportunit? de les impliquer dans pareille d?cision. Le ministre, M. David Waddington, en a expos? les raisons dans une r?ponse ?crite du 14 novembre 1989 ? un parlementaire:
“Les d?cisions autorisant la d?tention de terroristes pr?sum?s pour plus de quarante-huit heures peuvent se prendre, et se prennent souvent, sur la base de renseignements dont on ne peut d?voiler la nature et la source ? un suspect ou ? son conseil sans risquer s?rieusement de perdre le concours d?individus aidant la police, ou la chance de se procurer d?autres informations pr?cieuses. Toute nouvelle proc?dure ?vitant ces dangers en permettant ? un tribunal de statuer sur la base d??l?ments non divulgu?s au d?tenu ou ? son conseil constituerait une grave entorse aux principes qui r?gissent la proc?dure judiciaire de notre pays et pourrait porter grandement atteinte ? la confiance de l?opinion publique dans l?ind?pendance du pouvoir judiciaire. Le Gouvernement r?pugnerait beaucoup ? proposer une nouvelle proc?dure pouvant avoir cet effet.” (Official Report, 14 novembre 1989, col. 210)
Par une nouvelle notification, du 12 d?cembre 1989, le Royaume-Uni a inform? le Secr?taire G?n?ral que l?on n?avait pu mettre au point aucune proc?dure satisfaisante de contr?le de la d?tention de terroristes pr?sum?s, avec participation des tribunaux, et que la d?rogation demeurerait donc en vigueur tant que les circonstances l?exigeraient.
PROCEDURE DEVANT LA COMMISSION
33. Les requ?rants ont saisi la Commission le 19 janvier 1989 (requ?tes nos 14553/89 et 14554/89). Ils se plaignaient de n?avoir pas ?t? aussit?t traduits devant un juge comme l?e?t voulu l?article 5 par. 3 (art. 5-3). Ils pr?tendaient aussi ne pas avoir droit ? r?paration, en d?pit de l?article 5 par. 5 (art. 5-5) et, au m?pris de l?article 13 (art. 13), ne pas disposer d?un recours effectif quant ? ces griefs.
Ils ont ult?rieurement retir? d?autres dol?ances qu?ils avaient formul?es au titre des articles 3, 5 paras. 1 et 4, 8, 9 et 10 (art. 3, art. 5-1, art. 5-4, art. 8, art. 9, art. 10).
34. Apr?s avoir ordonn? la jonction des requ?tes le 5 octobre 1990, la Commission les a retenues le 28 f?vrier 1991. Dans son rapport du 3 d?cembre 1991 (article 31) (art. 31), elle conclut:
a) par huit voix contre cinq, au d?faut de violation de l?article 5 paras. 3 et 5 (art. 5-3, art. 5-5), en raison de la d?rogation formul?e par le Royaume-Uni le 23 d?cembre 1988 en vertu de l?article 15 (art. 15);
b) ? l?unanimit?, ? l?absence de toute question distincte sur le terrain de l?article 13 (art. 13).
Le texte int?gral de son avis, ainsi que des opinions s?par?es dont il s?accompagne, figure en annexe au pr?sent arr?t*.
CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR PAR LE GOUVERNEMENT
35. Le Gouvernement invite la Cour ? dire que le Royaume-Uni n?a pas enfreint l?article 5 paras. 3 et 5 (art. 5-3, art. 5-5), ayant us? le 23 d?cembre 1988 de son droit de d?rogation au titre de l?article 15 (art. 15), et qu?il n?a pas non plus manqu? aux exigences de l?article 13 (art. 13) ou, en ordre subsidiaire, que nulle question distincte ne se pose au regard de ce texte.
EN DROIT
I. SUR LES VIOLATIONS ALLEGUEES DE L?ARTICLE 5 (art. 5)
36. Les requ?rants, MM. B. et M., ont ?t? d?tenus en vertu de l?article 12 par. 1 b) de la loi de 1984 au d?but de janvier 1989, quelques jours apr?s l?avis britannique de d?rogation du 23 d?cembre 1988 (article 15 de la Convention) (art. 15), lui-m?me post?rieur de peu ? l?arr?t de la Cour en l?affaire Brogan et autres (29 novembre 1988, s?rie A no 145-B). Le premier le resta six jours, quatorze heures et trente minutes, le second quatre jours, six heures et vingt-cinq minutes (paragraphes 10-11 ci-dessus). Ils invoquent les paragraphes 3 et 5 de l?article 5 (art. 5-3, art. 5-5) de la Convention, duquel il ?chet de citer les passages ci-apr?s:
“1. Toute personne a droit ? la libert? et ? la s?ret?. Nul ne peut ?tre priv? de sa libert?, sauf dans les cas suivants et selon les voies l?gales:
(…)
c) s?il a ?t? arr?t? et d?tenu en vue d??tre conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente, lorsqu?il y a des raisons plausibles de soup?onner qu?il a commis une infraction (…);
(…)
3. Toute personne arr?t?e ou d?tenue, dans les conditions pr?vues au paragraphe 1 c) du pr?sent article, (art. 5-1-c) doit ?tre aussit?t traduite devant un juge ou un autre magistrat habilit? par la loi ? exercer des fonctions judiciaires (…)
(…)
5. Toute personne victime d?une arrestation ou d?une d?tention dans des conditions contraires aux dispositions de cet article (art. 5) a droit ? r?paration.”
37. Relevant que la garde ? vue de chacun d?eux dura plus longtemps que la plus br?ve p?riode jug?e par la Cour contraire ? l?article 5 par. 3 (art. 5-3) dans l?affaire Brogan et autres, le Gouvernement conc?de que la condition de promptitude n?a pas ?t? remplie en l?esp?ce (paragraphe 30 ci-dessus). Il reconna?t en outre un manquement aux exigences du paragraphe 5 de l?article 5 (art. 5-5), faute d?un droit ? r?paration pour la violation du paragraphe 3 (art. 5-3).
Eu ?gard ? son arr?t Brogan et autres, la Cour constate qu?il y a eu inobservation de l?article 5 paras. 3 et 5 (art. 5-3, art. 5-5) (loc. cit., pp. 30-35, paras. 55-62 et 66-67).
38. D?apr?s le Gouvernement, celle-ci se trouve pourtant couverte par la notification qu?il a op?r?e le 23 d?cembre 1988 au titre de l?article 15 (art. 15).
D?s lors, la Cour doit examiner la validit? de la d?rogation ? la lumi?re de ce texte. Elle rappelle d?embl?e que dans son arr?t Brogan et autres, elle avait explicitement laiss? ouverte la question de savoir si une campagne terroriste en Irlande du Nord permettait au Royaume-Uni de d?roger, en vertu de l?article 15 (art. 15), aux obligations qui d?coulent pour lui de la Convention (loc. cit., pp. 27-28, par. 48).
A. Validit? de la d?rogation notifi?e par le Royaume-Uni au titre de l?article 15 (art. 15)
39. Les requ?rants estiment ladite d?rogation non valable, th?se contest?e par le Gouvernement et la Commission.
40. Aux termes de l?article 15 (art. 15),
“1. En cas de guerre ou en cas d?autre danger public mena?ant la vie de la nation, toute Haute Partie Contractante peut prendre des mesures d?rogeant aux obligations pr?vues par la (…) Convention, dans la stricte mesure o? la situation l?exige et ? la condition que ces mesures ne soient pas en contradiction avec les autres obligations d?coulant du droit international.
2. La disposition pr?c?dente n?autorise aucune d?rogation ? l?article 2 (art. 2), sauf pour le cas de d?c?s r?sultant d?actes licites de guerre, et aux articles 3, 4 (paragraphe 1) et 7 (art. 3, art. 4-1, art. 7).
3. Toute Haute Partie Contractante qui exerce ce droit de d?rogation tient le Secr?taire G?n?ral du Conseil de l?Europe pleinement inform? des mesures prises et des motifs qui les ont inspir?es. Elle doit ?galement informer le Secr?taire G?n?ral du Conseil de l?Europe de la date ? laquelle ces mesures ont cess? d??tre en vigueur et les dispositions de la Convention re?oivent de nouveau pleine application.”
1. D?marche de la Cour
41. Les requ?rants jugent incompatible avec l?article 15 par. 2 (art. 15-2) d?attribuer aux autorit?s nationales une ample marge d?appr?ciation quand il s?agit de d?roger ? des garanties reconnues comme indispensables pour prot?ger des droits non susceptibles de d?rogation, tels ceux des articles 2 et 3 (art. 2, art. 3). Il en irait particuli?rement ainsi lorsque le danger rev?t un caract?re quasi permanent, comme en Irlande du Nord. Semblable attitude ne cadrerait pas davantage avec l?arr?t Brogan et autres, o? la Cour a consid?r? le contr?le judiciaire comme l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique et o? elle aurait d?j? cr?dit? le Gouvernement d?une marge d?appr?ciation en prenant en compte, au paragraphe 58 (loc. cit., p. 32), le contexte du terrorisme en Irlande du Nord.
42. Dans ses observations ?crites, Amnesty International exprime l?opinion que la Cour doit examiner de tr?s pr?s les d?rogations ? des garanties de proc?dure fondamentales, essentielles ? la protection des d?tenus ? tout moment mais sp?cialement en p?riode de crise. Liberty, Interights et le Committee on the Administration of Justice (“Liberty et autres”) affirment, de leur c?t?, que la marge d?appr?ciation des ?tats, si du moins on leur en accorde une, doit ?tre d?autant plus ?troite que le danger devient permanent.
43. La Cour rappelle qu?il incombe ? chaque ?tat contractant, responsable de “la vie de [sa] nation”, de d?terminer si un “danger public” la menace et, dans l?affirmative, jusqu?o? il faut aller pour essayer de le dissiper. En contact direct et constant avec les r?alit?s pressantes du moment, les autorit?s nationales se trouvent en principe mieux plac?es que le juge international pour se prononcer sur la pr?sence de pareil danger comme sur la nature et l??tendue des d?rogations n?cessaires pour le conjurer. Partant, on doit leur laisser en la mati?re une large marge d?appr?ciation (arr?t Irlande c. Royaume-Uni du 18 janvier 1978, s?rie A no 25, pp. 78-79, par. 207).
Les ?tats ne jouissent pas pour autant d?un pouvoir illimit? en ce domaine. La Cour a comp?tence pour d?cider, notamment, s?ils ont exc?d? la “stricte mesure” des exigences de la crise. La marge nationale d?appr?ciation s?accompagne donc d?un contr?le europ?en (ibidem). Quand elle exerce celui-ci, la Cour doit en m?me temps attacher le poids qui convient ? des facteurs pertinents tels que la nature des droits touch?s par la d?rogation, la dur?e de l??tat d?urgence et les circonstances qui l?ont cr??.
2. Sur l?existence d?un danger public mena?ant la vie de la nation
44. Les requ?rants ne contestent pas qu?il y e?t un danger public “mena?ant la vie de la nation”, mais d?apr?s eux il incombe au Gouvernement d?en convaincre la Cour.
45. Liberty et autres affirment en revanche, dans leurs observations ?crites, que plus rien alors ne r?v?lait une crise d?ampleur exceptionnelle. A leur avis, un r?examen du probl?me n?aurait pu justifier une nouvelle d?rogation que si, apr?s le retrait de la pr?c?dente en ao?t 1984, on avait assist? ? une d?gradation d?montrable de la situation. Selon la Commission consultative permanente pour les Droits de l?Homme, au contraire, il r?gnait en Irlande du Nord un danger public assez grave pour donner au Gouvernement le droit de d?roger.
46. Eu ?gard aux troubles que traversait l?Irlande du Nord, Gouvernement et Commission concluent ? l?existence de pareil danger ? l??poque.
47. Rappelant ses arr?ts Lawless c. Irlande du 1er juillet 1961 (s?rie A no 3, p. 56, par. 28) et Irlande c. Royaume-Uni pr?cit? (s?rie A no 25, p. 78, par. 205), et se livrant ? sa propre appr?ciation ? la lumi?re de l?ensemble des ?l?ments dont elle dispose quant ? l?ampleur et aux effets de la violence terroriste en Irlande du Nord et ailleurs au Royaume-Uni (paragraphe 12 ci-dessus), la Cour estime hors de doute qu?il en allait bien ainsi.
Elle ne juge pas n?cessaire de comparer la situation de 1984 ? celle de d?cembre 1988: la d?cision de retirer une d?rogation rel?ve en principe du pouvoir discr?tionnaire de l??tat et il est clair que le Gouvernement croyait la l?gislation en cause r?ellement compatible avec la Convention (paragraphes 49-51 ci-dessous).
3. Sur le point de savoir si les mesures ?taient strictement exig?es par la situation
a) Consid?rations g?n?rales
48. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, implique un contr?le judiciaire des atteintes de l?ex?cutif au droit individuel ? la libert?, garanti par l?article 5 (art. 5) (arr?t Brogan et autres pr?cit?, s?rie A no 145-B, p. 32, par. 58). Il ?chet de relever en outre que l?avis de d?rogation invoqu? en l?esp?ce a suivi de pr?s l?arr?t Brogan et autres, d?apr?s lequel le Gouvernement avait enfreint l?article 5 par. 3 (art. 5-3) en ne traduisant pas “aussit?t” les requ?rants devant un tribunal.
La Cour doit examiner la d?rogation sur la base de ces ?l?ments et sans oublier que le pouvoir d?arrestation et de d?tention en cause se trouve en vigueur depuis 1974. Elle note toutefois qu?il ne s?agit pas ici, pour l?essentiel, de l?existence du pouvoir de garder ? vue des terroristes pr?sum?s pendant une p?riode pouvant atteindre sept jours – les requ?rants ont retir? le grief qu?ils avaient pr?sent? sur le terrain de l?article 5 par. 1 (art. 5-1) (paragraphe 33 ci-dessus) -, mais plut?t de son exercice sans contr?le judiciaire.
b) Sur le point de savoir si la d?rogation cherchait vraiment ? parer ? un ?tat d?urgence
49. D?apr?s les requ?rants, la d?rogation ne constituait pas une r?ponse n?cessaire ? un ?tat de choses nouveau ou modifi?, mais la r?action du Gouvernement ? l?arr?t Brogan et autres; elle ne cherchait qu?? en ?luder les cons?quences.
50. Selon le Gouvernement et la Commission cet arr?t a certes provoqu? la d?rogation, mais depuis 1974 la situation n?a cess? d?exiger les pouvoirs de d?tention prolong?e conf?r?s par la l?gislation sur la pr?vention du terrorisme. Les gouvernements successifs auraient tous consid?r? que ces pouvoirs se conciliaient avec l?article 5 par. 3 (art. 5-3) et que nulle d?rogation ne s?imposait. Toutefois, tant les mesures que la d?rogation repr?senteraient des r?ponses directes ? l??tat d?urgence auquel le Royaume-Uni ?tait et demeure confront?.
51. La Cour constate d?abord que depuis 1974 le Gouvernement estime avoir besoin desdits pouvoirs pour combattre la menace du terrorisme. L?arr?t Brogan et autres l?a plac? devant un choix: introduire un contr?le judiciaire de la d?cision de d?tenir quelqu?un en vertu de l?article 12 de la loi de 1984, ou notifier une d?rogation aux obligations d?coulant de la Convention en la mati?re. D?s lors qu?il jugeait impossible d?instaurer un contr?le judiciaire compatible avec l?article 5 par. 3 (art. 5-3), en raison des difficult?s particuli?res inh?rentes ? l?instruction et ? la r?pression de la criminalit? terroriste, une d?rogation devenait in?vitable. Partant, comme le pouvoir de d?tention prolong?e sans contr?le judiciaire et l?avis du 23 d?cembre 1988 ?taient nettement li?s ? la persistance de l??tat d?urgence, rien ne montre que la d?rogation f?t autre chose qu?une riposte v?ritable ? celle-ci.
c) Sur le point de savoir si la d?rogation ?tait pr?matur?e
52. D?apr?s les requ?rants, il s?agissait d?une mesure provisoire, non pr?vue par l?article 15 (art. 15): de la d?claration adress?e au Secr?taire G?n?ral du Conseil de l?Europe le 23 d?cembre 1988, il ressortirait que le Gouvernement n?avait pas encore abouti ? une “opinion ferme ou d?finitive” sur la n?cessit? de d?roger ? l?article 5 par. 3 (art. 5-3) et demandait un d?lai suppl?mentaire de r?flexion et de consultation. Au terme de celui-ci, le ministre de l?Int?rieur aurait confirm? la d?rogation dans une r?ponse ?crite du 14 novembre 1989 ? un parlementaire (paragraphe 32 ci-dessus). Toujours selon les requ?rants, l?article 15 (art. 15) n?autorisait jusque-l? aucune d?rogation, et m?me ? cette date le Gouvernement n?avait pas recherch? de mani?re ad?quate si un “magistrat habilit? par la loi ? exercer des fonctions judiciaires” pouvait remplir les conditions de l?article 5 par. 3 (art. 5-3).
53. Aux yeux du Gouvernement, le fait qu?il examinait la possibilit? d?un contr?le judiciaire de la d?tention prolong?e n?entache nullement la validit? de la d?rogation: ainsi que l?a relev? la Commission, reconsid?rer en permanence les mesures de d?rogation cadre avec les exigences de l?article 15 par. 3 (art. 15-3).
54. La Cour ne souscrit pas ? la th?se du caract?re pr?matur? de la d?rogation.
Certes, l?article 15 (art. 15) ne mentionne pas l?hypoth?se d?une suspension temporaire des garanties de la Convention, applicable jusqu?au moment o? l?on sait si une d?rogation s?impose. La notification du 23 d?cembre 1988 indiquait pourtant clairement que “dans le contexte de la campagne terroriste et vu la n?cessit? absolue de traduire les terroristes en justice, le Gouvernement n?estimait pas que la dur?e maximale de garde ? vue devait ?tre r?duite”. N?anmoins, il souhaitait toujours “trouver une proc?dure judiciaire permettant un recours contre la prolongation de la garde ? vue et, le cas ?ch?ant, l?autorisation de ladite prolongation par un juge ou un autre magistrat” (paragraphe 31 ci-dessus).
On ne saurait contester la validit? de la d?rogation pour la simple raison que le Gouvernement avait r?solu d??tudier la possibilit? d?imaginer, ? l?avenir, un moyen de mieux se conformer aux obligations d?coulant de la Convention. De fait, pareil processus de r?flexion continue non seulement se concilie avec l?article 15 par. 3 (art. 15-3), qui commande un r?examen constant de la n?cessit? de mesures d?exception, mais encore correspond de mani?re implicite ? la notion m?me de proportionnalit?.
d) Sur le point de savoir si l?absence de contr?le judiciaire de la garde ? vue prolong?e se justifiait
55. Les requ?rants estiment aussi gratuite l?assertion du Gouvernement selon laquelle on ne pouvait charger un juge, ou un autre magistrat habilit? par la loi ? exercer des fonctions judiciaires, de contr?ler une garde ? vue prolong?e ou il fallait une p?riode de d?tention de sept jours. Ils n?admettent pas que les ?l?ments ? fournir ? un tribunal pour le convaincre de la l?gitimit? d?une telle garde ? vue peuvent ?tre plus sensibles que ceux dont on a besoin dans une proc?dure d?habeas corpus. Avec la Commission consultative permanente pour les Droits de l?Homme, ils signalent en outre que les juridictions nord- irlandaises ont souvent ? conna?tre d?arguments fond?s sur des renseignements confidentiels – par exemple dans le cas de demandes de mise en libert? sous caution – et qu?il existe assez de garanties, de proc?dure et de preuve, pour prot?ger le secret. De m?me, dans certains types d?instances les juges seraient cens?s agir sur la foi d??l?ments ? ne divulguer ni au conseil ni ? son client. Il en irait ainsi, par exemple, quand l?ex?cutif invoque l?immunit? d?un document dans l?int?r?t public ou que la police demande de prolonger une garde ? vue en vertu de l?”ordonnance de 1989 sur la police et les preuves en mati?re p?nale en Irlande du Nord” (paragraphe 19 ci-dessus).
56. D?apr?s le Gouvernement, aucune desdites proc?dures ne comprend ? la fois la non-r?v?lation d??l?ments au d?tenu, ou ? son conseil, et une d?cision du tribunal. La seule exception figurerait ? l?annexe 7 ? la loi de 1989 portant dispositions provisoires sur la pr?vention du terrorisme, qui habilite le tribunal ? rendre une ordonnance relative ? la production et la recherche d??l?ments sp?ciaux utiles aux enqu?tes en mati?re de terrorisme. Le paragraphe 8 de la m?me annexe pr?cise cependant que l? o? la divulgation de renseignements au tribunal serait trop d?licate ou nuirait ? l?enqu?te, l?adoption de pareille ordonnance rel?ve du ministre et non du tribunal (paragraphe 25 ci-dessus).
Le Gouvernement souligne ?galement qu?il a regrett? de devoir constater l?impossibilit? d?instaurer, dans le cadre du syst?me de la common law, un r?gime compatible avec l?article 5 par. 3 (art. 5-3) sans amoindrir pour autant l?efficacit? de la riposte ? la menace terroriste. La d?cision de prolonger une garde ? vue s?appuierait sur des informations dont on ne saurait d?voiler la nature et l?origine au suspect, ou ? son conseil, sans compromettre la s?curit? de personnes aidant la police ou sans risquer de s?ali?ner de pr?cieuses sources de renseignements. En outre, le pouvoir judiciaire courrait un danger r?el de perdre son ind?pendance si on le m?lait ? l?octroi ou ? l?approbation des prolongations de garde ? vue: il ne manquerait pas de passer pour un rouage de la proc?dure d?enqu?te et de poursuite.
De surcro?t, le Gouvernement conteste la validit? de la comparaison avec l?habeas corpus: associer le pouvoir judiciaire ? l?octroi ou ? l?approbation desdites prolongations obligerait ? r?v?ler beaucoup d?informations d?licates suppl?mentaires, que l?on n?aurait pas besoin de produire dans une proc?dure d?habeas corpus. En particulier, il faudrait fournir ? un tribunal des pr?cisions sur l?objet et l?ampleur des investigations men?es par la police apr?s l?arrestation, y compris des d?tails sur les t?moins entendus et des ?l?ments recueillis d?une autre mani?re, ainsi que des renseignements relatifs au d?roulement futur de l?enqu?te.
Enfin, Lord Shackleton, Lord Jellicoe et le vicomte Colville auraient conclu, dans leurs rapports respectifs, qu?arrestation et garde ? vue prolong?e constituaient des armes indispensables pour combattre le terrorisme. Ils auraient aussi relev? que l?entra?nement des terroristes ? demeurer muets durant les interrogatoires de police, g?nait et retardait les enqu?tes sur les infractions terroristes, en cons?quence de quoi la police devait se livrer ? de nombreux contr?les et recherches, et d?pendait plus qu?? l?ordinaire d?un minutieux travail d?investigation et d?examens m?dico-l?gaux (paragraphe 15 ci-dessus).
57. Aux yeux de la Commission, le Gouvernement n?a pas outrepass? sa marge d?appr?ciation ? cet ?gard.
58. La Cour note que d?apr?s les divers rapports consacr?s au jeu de la l?gislation sur la pr?vention du terrorisme, les difficult?s inh?rentes aux enqu?tes et poursuites dans le domaine de la criminalit? terroriste commandent d??tendre la p?riode de garde ? vue soustraite ? tout contr?le judiciaire (paragraphe 15 ci-dessus). Elle les a du reste reconnues dans son arr?t Brogan et autres pr?cit? (s?rie A no 145-B, p. 33, par. 61).
Elle constate en outre que le Gouvernement persiste ? estimer essentiel d?emp?cher de d?voiler au d?tenu et ? son conseil certaines donn?es fondant les d?cisions relatives ? pareille prolongation et que selon lui, dans le syst?me accusatoire de la common law, l?ind?pendance du pouvoir judiciaire se trouverait compromise si des juges ou autres magistrats devaient participer ? de telles d?cisions.
Il ?chet d?ajouter qu?il ne suffirait pas d?introduire, dans la proc?dure applicable en la mati?re, un “juge ou (…) autre magistrat autoris? par la loi ? exercer des fonctions judiciaires”, pour cr?er du m?me coup une situation conforme ? l?article 5 par. 3 (art. 5-3). Ce texte – comme l?article 5 par. 4 (art. 5-4) – doit s?interpr?ter comme exigeant une proc?dure qui rev?te un caract?re judiciaire bien qu?elle ne doive pas n?cessairement ?tre identique dans chacun des cas o? l?intervention d?un juge s?impose (voir, entre autres, les arr?ts suivants: sur l?article 5 par. 3 (art. 5-3), Schiesser c. Suisse du 4 d?cembre 1979, s?rie A no 34, p. 13, par. 30, et Huber c. Suisse du 23 octobre 1990, s?rie A no 188, p. 18, paras. 42-43; sur l?article 5 par. 4 (art. 5-4), De Wilde, Ooms et Versyp c. Belgique du 18 juin 1971, s?rie A no 12, p. 41, par. 78, Sanchez-Reisse c. Suisse du 21 octobre 1986, s?rie A no 107, p. 19, par. 51, et Lamy c. Belgique du 30 mars 1989, s?rie A no 151, pp. 15-16, par. 28).
59. Quant ? la nature des moyens les plus ad?quats ou opportuns de faire face ? la crise qui s?vissait alors, la Cour n?a pas ? substituer son opinion ? celle du Gouvernement, directement responsable de l??tablissement d?un ?quilibre entre l?adoption de mesures efficaces de lutte contre le terrorisme d?une part, et le respect des droits individuels de l?autre (arr?t Irlande c. Royaume-Uni pr?cit?, s?rie A no 25, p. 82, par. 214, et arr?t Klass et autres c. Allemagne du 6 septembre 1978, s?rie A no 28, p. 23, par. 49). Dans le contexte de l?Irlande du Nord, o? le corps judiciaire est r?duit et vuln?rable aux attaques terroristes, on comprend que le Gouvernement attache un grand prix ? la confiance du public dans l?ind?pendance des magistrats.
60. ? la lumi?re de ces consid?rations, on ne peut dire que le Gouvernement ait exc?d? sa marge d?appr?ciation en excluant le contr?le judiciaire dans les circonstances de l??poque.
e) Sur les garanties contre les abus
61. D?apr?s les requ?rants, Amnesty International et Liberty et autres, il n?existe que des garanties n?gligeables contre les abus du pouvoir de d?tention et les int?ress?s, compl?tement coup?s du monde ext?rieur, se voient refuser tout acc?s aux journaux, ? la radio et ? leur famille. Amnesty International, en particulier, souligne que des normes internationales, tel l?Ensemble de principes pour la protection des personnes soumises ? une forme quelconque de d?tention ou d?emprisonnement (r?solution 43/173 de l?Assembl?e G?n?rale des Nations Unies, du 9 d?cembre 1988), proscrivent la d?tention au secret en exigeant le droit de communiquer avec ses avocats et les membres de sa famille. Traduire aussit?t le suspect devant une autorit? judiciaire rev?tirait d?autant plus d?importance que la proc?dure d?habeas corpus se serait av?r?e inefficace en Irlande du Nord. L?article 5 par. 4 (art. 5-4) devrait ?tre consid?r? comme non susceptible de d?rogation en cas de danger public.
En outre, les d?cisions prolongeant une garde ? vue ne se pr?teraient pas, en pratique, ? une demande d?habeas corpus ou de contr?le judiciaire car elles se prendraient dans le plus grand myst?re et seraient presque toujours adopt?es. A preuve: nul n?aurait jamais tent? d?en attaquer une; elles se compteraient pourtant par milliers.
62. Malgr? la th?se contraire des requ?rants et desdites organisations, la Cour est convaincue que des garanties effectives assurent bel et bien une protection appr?ciable contre les comportements arbitraires et les d?tentions au secret.
63. Tout d?abord, le recours de l?habeas corpus permet un contr?le de la l?galit? de l?arrestation et de la d?tention initiales. Nul ne conteste qu?il s?offrait au choix des requ?rants et de leurs conseils, ni qu?il fournit une garantie appr?ciable contre une d?tention arbitraire (arr?t Brogan et autres pr?cit?, s?rie A no 145-B, pp. 34-35, paras. 63-65). La Cour rappelle dans ce contexte que les int?ress?s ont retir? leur grief relatif ? l?article 5 par. 4 (art. 5-4) (paragraphe 33 ci-dessus).
64. Ensuite, les d?tenus ont le droit absolu, qu?ils peuvent revendiquer en justice, de consulter un solicitor quarante-huit heures apr?s leur arrestation. Du reste, chacun des deux requ?rants a pu en user apr?s ce d?lai (paragraphes 10-11 ci-dessus).
Jusque-l?, l?exercice de ce droit ne peut ?tre retard? que pour des motifs raisonnables. La jurisprudence de la High Court d?Irlande du Nord montre clairement que la d?cision de diff?rer l?acc?s ? un solicitor peut donner lieu ? un contr?le judiciaire et qu?il incombe alors aux autorit?s de prouver l?existence de tels motifs. Il en ressort aussi que le contr?le judiciaire constitue un moyen rapide et efficace d?emp?cher un refus arbitraire d?acc?s ? un solicitor (paragraphe 24 ci-dessus).
Nul ne disconvient non plus que les personnes en garde ? vue ont le droit d?informer un parent ou ami de leur d?tention et de se faire examiner par un m?decin.
65. En sus des garanties fondamentales mentionn?es ci-dessus, des personnalit?s ind?pendantes se sont pench?es, ? des intervalles r?guliers, sur le jeu de la l?gislation en cause, qui jusqu?? 1989 devait ?tre reconduite p?riodiquement.
f) Conclusion
66. Eu ?gard ? la nature de la menace terroriste en Irlande du Nord, ? l?ampleur limit?e de la d?rogation et aux motifs invoqu?s ? l?appui, tout comme ? la pr?sence de garanties fondamentales contre les abus, la Cour estime que le Gouvernement n?a pas exc?d? sa marge d?appr?ciation en consid?rant que la d?rogation r?pondait aux strictes exigences de la situation.
4. Sur les autres obligations d?coulant du droit international
67. Aux termes de l?article 15 par. 1 (art. 15-1), les mesures de d?rogation prises par un ?tat ne doivent pas ?tre “en contradiction avec les autres obligations d?coulant du droit international” (paragraphe 40 ci-dessus).
68. A cet ?gard, les requ?rants pr?tendent pour la premi?re fois devant la Cour que l?article 4 du Pacte des Nations Unies de 1966 relatif aux droits civils et politiques (“le Pacte”), auquel le Royaume-Uni est partie, subordonne la validit? d?une d?rogation ? la proclamation du danger public “par un acte officiel”. Semblable proclamation n?ayant jamais eu lieu, la d?rogation ne cadrerait pas avec une autre obligation assum?e par le Royaume-Uni en vertu du droit international. Il faudrait en effet une proclamation formelle et non une simple d?claration au Parlement.
69. D?apr?s le Gouvernement, on peut discuter de la n?cessit? d?une proclamation officielle aux fins de l?article 4, d?s lors que le danger r?gnait avant m?me la ratification du Pacte par le Royaume-Uni et qu?il subsisterait. Son existence et la d?rogation auraient ?t? publiquement et officiellement annonc?es par le ministre de l?Int?rieur devant la Chambre des communes le 22 d?cembre 1988. De plus, le Comit? des Droits de l?Homme des Nations Unies n?aurait jamais laiss? entendre que la d?rogation ne remplissait pas les conditions de forme de l?article 4.
70. Le d?l?gu? de la Commission juge d?fendable la th?se du Gouvernement.
71. La partie pertinente de l?article 4 du Pacte est ainsi libell?e:
“Dans le cas o? un danger public exceptionnel menace l?existence de la nation et est proclam? par un acte officiel (…)”
72. Il n?entre pas dans les attributions de la Cour d?essayer de d?finir, par voie d?autorit?, le sens des mots “proclam? par un acte officiel”. Elle n?en doit pas moins rechercher si l?argumentation des requ?rants s?appuie sur une base plausible.
73. Dans sa d?claration du 22 d?cembre 1988 devant la Chambre des communes, le ministre de l?Int?rieur a expliqu? en d?tail les motifs sous-jacents ? la d?cision du Gouvernement et indiqu? qu?il s?appr?tait ? notifier une d?rogation en vertu tant de l?article 15 (art. 15) de la Convention europ?enne que de l?article 4 du Pacte. Et d?ajouter qu?il existait “un danger public au sens de ces dispositions, eu ?gard au terrorisme li? ? la situation de l?Irlande du Nord dans le Royaume-Uni (…)” (paragraphe 30 ci-dessus).
La Cour estime que la d?claration dont il s?agit, qui rev?tait un caract?re formel et divulguait les intentions du Gouvernement en mati?re de d?rogation, cadrait bien avec la notion de proclamation officielle. Elle juge donc d?nu?e de fondement l?opinion des requ?rants sur ce point.
5. R?sum?
74. La Cour conclut, d?s lors, que l?avis de d?rogation du Royaume-Uni r?pond aux exigences de l?article 15 (art. 15) et que, partant, les requ?rants ne peuvent valablement se plaindre d?une violation de l?article 5 par. 3 (art. 5-3). Il s?ensuit que l?article 5 par. 5 (art. 5-5) n?obligeait nullement ? leur accorder un droit ? r?paration.
II. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L?ARTICLE 13 (art. 13)
75. Devant la Commission, les requ?rants ont d?nonc? l?absence d?un recours interne effectif pour leurs griefs au titre de l?article 5 (art. 5). Ils maintiennent cette all?gation devant la Cour, mais ne formulent aucune observation pour l??tayer.
Aux termes de l?article 13 (art. 13),
“Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles.”
76. La Cour rappelle que les int?ress?s pouvaient contester la l?galit? de leur d?tention par la voie de l?habeas corpus, recours que son arr?t Brogan et autres du 29 novembre 1988 a jug? ad?quat aux fins de l?article 5 par. 4 (art. 5-4) de la Convention (s?rie A no 145-B, pp. 34-35, paras. 63-65). L?article 13 (art. 13) fixant des conditions moins strictes que l?article 5 par. 4 (art. 5-4), lequel doit ?tre consid?r? comme la lex specialis pour les dol?ances tir?es de l?article 5 (art. 5), il n

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