Per effettuare una ricerca personalizzata clicca qui. Per conoscere il significato del livello d'importanza clicca qui.

CASO: CASE OF BASTREGHI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 33966/96/2001
STATO: Italia
DATA: 03/12/2001
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF BASTREGHI v. ITALY
(Application no. 33966/96)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
3 December 2001

In the case of Bastreghi v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr G. Bonello,
Mrs F. Tulkens,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 November 2001,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 33966/96) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mr F. B. (“the applicant”), on 30 September 1996.
2. The applicant was represented before the Court by Mrs M. F., a lawyer practising in Florence. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about his prolonged inability – through lack of police assistance – to recover possession of his apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 22 March 2001, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 24 August 2001 and on 20 July 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Florence, which he had let to A.D.G.
7. In a writ served on the tenant on 15 December 1989, the applicant informed the tenant of his intention to terminate the lease and summoned him to appear before the Florence Magistrate. The first hearing was held on 14 January 1991. The applicant asked for a provisional order for possession. By a decision of 10 February 1992, the Florence Magistrate refused to make a provisional order.
8. By a decision of 5 October 1992 which was made enforceable on 1 December 1993, the Florence Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 October 1993.
9. On 10 December 1993, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
10. On 11 January 1994, he served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 3 March 1994.
11. Between 3 March 1994 and 8 April 1998, the bailiff made nine attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
12. On 15 October 1998, the tenant vacated the premises.
THE LAW
13. On 24 July 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 23,000,000 ITL to Mr F. B. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 33966/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
14. On 10 September 2001, the Court received from the applicant’s representative the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 23,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mr F. B. with a view to securing a friendly settlement of application no. 33966/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
15. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
16. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 3 December 2001, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President


TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo ( regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA BASTREGHI C. ITALIA
(Richiesta n. 33966/96)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
3 dicembre 2001


Nella causa Bastreghi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. G. Bonello il Sig.ra F. Tulkens, il Sig. P. Lorenzen il Sig.ra N. Vajic, il Sig.ra S. Botoucharova giudici, il Sig. G. Raimondi giudice ad hoc,
ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato l’ 8 novembre 2001,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 33966/96) contro la Repubblica italiana depositata con la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto l’Articolo 25 precedente della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, il Sig. F. B. (“il richiedente”), il 30 settembre 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato di fronte alla Corte dalla Sig.ra M. F., un avvocato che pratica a Firenze. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lamentò della sua incapacità prolungata -per mancanza di assistenza di polizia- di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 22 marzo 2001.
5. il 24 agosto 2001 e il 20 luglio 2001, il richiedente e l'Agente del Governo rispettivamente presentarono dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Firenze che lui aveva affittato ad A.D.G.
7. In un documento notificato all'inquilino il 15 dicembre 1989, il richiedente informò l'inquilino della sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e lo chiamò in causa per apparire di fronte al Magistrato di Firenze. La prima udienza si tenne il 14 gennaio 1991. Il richiedente chiese un mandato provvisorio per possesso. Con una decisione del 10 febbraio 1992, il Magistrato di Firenze rifiutò di fare un mandato provvisorio.
8. Con una decisione del 5 ottobre 1992 che fu resa esecutiva il 1 dicembre 1993, il Magistrato di Firenze sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati il 30 ottobre 1993.
9. Il 10 dicembre 1993, il richiedente notificò avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
10. L’11 gennaio 1994, lui notificò avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito tramite un ufficiale giudiziario il 3 marzo 1994.
11. Fra il 3 marzo 1994 e l’8 aprile 1998, l'ufficiale giudiziario fece nove tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome il richiedente non fu abilitato all’ assistenza di polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
12. Il 15 ottobre 1998, l'inquilino sgombrò i locali.
LA LEGGE
13. Il 24 luglio 2001, la Corte ricevette la dichiarazione seguente dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare 23,000,000 ITL al Sig. F. B. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 33966/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
14. Il 10 settembre 2001, la Corte ricevette dal rappresentante del richiedente la dichiarazione seguente firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 23,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi al Sig. F. B. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 33966/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”


15. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È soddisfatto che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
16. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.


PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e noificato per iscritto il 3 dicembre 2001, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente





DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.