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CASO: CASE OF BERTINI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 32363/96/2001
STATO: Italia
DATA: 03/12/2001
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF BERTINI v. ITALY
(Application no. 32363/96)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
3 December 2001

In the case of Bertini v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr G. Bonello,
Mrs F. Tulkens,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 November 2001,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 32363/96) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs A. B. (“the applicant”), on 26 February 1996.
2. The applicant was represented before the Court by Mr F. L., a lawyer practising in Rome. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability – through lack of police assistance – to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 15 March 2001, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 29 August 2001 and on 6 September 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.

THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Rome, which she had let to L.G.
7. In a registered letter of 28 June 1982, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1982 and asked him to vacate the premises by that date.
8. On 28 June 1982 she served a notice to quit on the tenant, but he refused to leave.
9. In a writ served on the tenant on 3 December 1984, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Rome Magistrate.
10. On 29 January 1985, the Rome Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 29 January 1986. That decision was made enforceable on 29 January 1985.
11. On 18 April 1986, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
12. On 13 May 1986 she served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 10 July 1986.
13. Between 10 July 1986 and 2 October 1997 the bailiff made forty-two attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
14. On 12 November 1997, the tenant spontaneously vacated the apartment.
THE LAW
15. On 10 September 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 65,000,000 ITL to Mrs A. B. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 32363/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
16. On 3 September 2001, the Court received from the applicant’s representative the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 65,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs A. B.i with a view to securing a friendly settlement of application no. 32363/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
17. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
18. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 3 December 2001, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President


TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo ( regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA BERTINI C. ITALIA
(Richiesta n. 32363/96)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
3 dicembre 2001


Nella causa Bertini c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. G. Bonello il Sig.ra F. Tulkens, il Sig. P. Lorenzen il Sig.ra N. Vajic, la Sig.ra S. Botoucharova giudici, il Sig. G. Raimondi goidice ad hoc
ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato l’8 novembre 2001,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 32363/96) contro la Repubblica italiana depositata con la Commissione europea di Diritti umani (“la Commissione”) sotto l’Articolo 25 precedente della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra A. B. (“il richiedente”), il 26 febbraio 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato di fronte alla Corte dal Sig. F. L., un avvocato che pratica a Roma. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lamentò della sua incapacità prolungata -per mancanza di assistenza della polizia- di recuperare possesso del suo appartamento e sulla durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti , la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 15 marzo 2001.
5. Il 29 agosto 2001 e il 6 settembre 2001, il richiedente e l'Agente del Governo presentarono rispettivamente dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.


I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Roma che aveva affittato a L.G.
7. In una lettera datata 28 giugno 1982, il richiedente informò l'inquilino che intendeva terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 31 dicembre 1982 e gli chiese di sgombrare i locali in quella data.
8. Il 28 giugno 1982 notificò all'inquilino un avviso per sgomberare, ma lui si rifiutò di andarsene.
9. In un documento notificato all'inquilino il 3 dicembre 1984, il richiedente reiterò la sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Roma.
10. Il 29 gennaio 1985, il Magistrato di Roma sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati il 29 gennaio 1986. Questa decisione fu resa esecutiva il 29 gennaio 1985.
11. Il 18 aprile 1986, il richiedente notificò un avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
12. Il 13 maggio 1986 notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 10 luglio 1986.
13. Fra il 10 luglio 1986 e il 2 ottobre 1997 l'ufficiale giudiziario fece quaranta due tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome il richiedente non fu abilitato all’ assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
14. Il 12 novembre 1997, l'inquilino sgombrò spontaneamente l'appartamento.
LA LEGGE
15. Il 10 settembre 2001, la Corte ricevette la dichiarazione seguente dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare 65,000,000 ITL al Sig.ra A. B. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 32363/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
16. Il 7 novembre 2001, la Corte ricevette dal rappresentante del richiedente la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 65,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra A. B.. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 32363/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
17. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È soddisfatto che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
18. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.

PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 3 dicembre 2001, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente




DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è sabato 14/11/2020.