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CASO: CASE OF CECCHI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 37888/97/2003
STATO: Italia
DATA: 09/01/2003
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF CECCHI v. ITALY
(Application no. 37888/97)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
9 January 2003
This judgment is final but it may be subject to editorial revision.

In the case of Cecchi v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mr E. Levits,
Mr A. Kovler, judges,
Mrs M. Del Tufo, ad hoc judge,
and Mr S. Nielsen, Deputy Section Registrar,
Having deliberated in private on 12 December 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 37888/97) against the Italian Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs I. C. (“the applicant”), on 24 July 1997.
2. The applicant was represented by Mr P.L. G., a lawyer practising in Florence. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr F. Crisafulli.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 4 October 2001, after obtaining the parties' observations, the Court declared the application admissible
5. On 7 November 2002 and on 22 November 2002 the applicant and the Government respectively submitted formal declarations accepting a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Florence, which she had let to I.M.
7. In a writ served on the tenant on 11 June 1987, the applicant communicated her intention to terminate the lease on expiry of the term on 30 June 1987 and summoned the tenant to appear before the Florence Magistrate.
8. By a decision of 29 June 1987, which was made enforceable on 7 July 1987, the Florence Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 June 1988.
9. On 4 May 1989, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for herself.
10. On 7 October 1989, the applicant served notice on the tenant requiring her to vacate the premises.
11. On 17 November 1989, she served notice on the tenant informing her that the order for possession would be enforced by a bailiff on 18 December 1989.
12. Between 18 December 1989 and 24 January 1997, the bailiff made fifteen attempts to recover possession.
13. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
14. On 28 February 1997, the applicant repossessed the apartment.
THE LAW
15. On 22 November 2002 the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 12,000 (twelve thousand) Euros to Mrs I. C. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 37888/97. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
16. On 7 November 2002 the Court received the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 12,000 (twelve thousand) Euros covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs I. C. with a view to securing a friendly settlement of application no. 37888/97 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court's judgment.”
17. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
18. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties' undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 9 January 2003, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Søren Nielsen Christos Rozakis
Deputy Registrar President



TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dPRIMA SEZIONE
CAUSA CECCHI C. ITALIA
(Richiesta n. 37888/97)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
9 gennaio 2003
Questa sentenza è definitiva ma può essere soggetta a revisione editoriale.


Nella causa Cecchi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente il
Sig.ra F. Tulkens, il Sig. P. Lorenzen la Sig.ra N. Vajic, il Sig. E. Levits il Sig. A. Kovler, giudici, la Sig.ra M. Del Tufo giudice ad hoc ed il Sig. S. Nielsen, Cancelliere Aggiunto di Sezione
Avendo deliberato in privato il 12 dicembre 2002,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 37888/97) contro la Repubblica italiana depositata con la Corte sotto l’Articolo 34 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra I. C. (“il richiedente”), il 24 luglio 1997.
2. Il richiedente fu rappresentato dal Sig. P.L. G., un avvocato che pratica a Firenze. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa della mancanza di assistenza della polizia – di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 4 ottobre 2001,
5. Il 7 novembre 2002 e il 22 novembre 2002 il richiedente ed il Governo presentarono rispettivamente dichiarazioni formali accettando un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Firenze che lei aveva affittato ad I.M.
7. In un documento notificato all'inquilino l’11 giugno 1987, il richiedente comunicò la sua intenzione di terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 30 giugno 1987 e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Firenze.
8. Con una decisione del 29 giugno 1987 che fu resa esecutiva il 7 luglio 1987 il Magistrato di Firenze sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati il 30 giugno 1988.
9. Il 4 maggio 1989, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lei.
10. Il 7 ottobre 1989, il richiedente notificò un avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
11. Il 17 novembre 1989, lei notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 18 dicembre 1989.
12. Fra il 18 dicembre 1989 e il 24 gennaio 1997, l'ufficiale giudiziario fece quindici tentativi di recuperare possesso.
13. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l'assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
14. Il 28 febbraio 1997, il richiedente riacquistò l'appartamento.
LA LEGGE
15. Il 22 novembre 2002, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 12,000 (dodici mila) Euros a Sig.ra I. C. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 37888/97. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
16. Il 7 novembre 2002, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 12,000 (dodici mila) Euro che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra I. C. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 37888/97 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
17. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
18. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.

PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMEMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell'impegno delle parti di non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 9 gennaio 2003, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Søren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Aggiunto Presidente





DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è mercoledì 07/10/2020.