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CASO: CASE OF FIORENTINI VIZZINI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 39451/98/2002
STATO: Italia
DATA: 19/12/2002
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF FIORENTINI VIZZINI v. ITALY
(Application no. 39451/98)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
19 December 2002
This judgment is final but it may be subject to editorial revision.

In the case of Fiorentini Vizzini v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mr E. Levits,
Mrs S. Botoucharova,
Mr V. Zagrebelsky, judges,
and Mr S. Nielsen, Deputy Section Registrar,
Having deliberated in private on 28 November 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 39451/98) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs G. F. V. (“the applicant”), on 17 June 1997.
2. The applicant acted in person. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. The case was transferred to the Court on 1 November 1998 by virtue of Article 5 § 2 of Protocol No. 11 to the Convention. On 13 December 2001, having obtained the parties' observations, the Court declared the application admissible.
5. On 10 October 2002 and on 24 October 2002 the applicant and the Government respectively submitted formal declarations accepting a friendly settlement of the case.

THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Milan, which she had let to V.C.
7. The tenant fell in rent arrears.
8. In a writ served on the tenant on 29 May 1984, the applicant informed the tenant of her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Milan Magistrate.
9. By a decision of 5 June 1984, which was made enforceable on 5 July 1984, the Milan Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 5 June 1985.
10. On an unspecified date, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
11. On an unspecified date the applicant served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 29 July 1986.
12. Between 29 July 1986 and 20 September 1993 the bailiff made twenty-five attempts to recover possession.
13. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
14. On 25 November 1993, the applicant recovered possession of the apartment.
THE LAW
15. On 24 October 2002 the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 6,000 (six thousand) Euros to Mrs G. F. V. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 39451/98. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
16. The Court received the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay me a sum totalling 6,000 (six thousand) Euros covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to with a view to securing a friendly settlement of application no. 39451/98 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and I have reached.
I further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court's judgment.”
17. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
18. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties' undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 19 December 2002, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Søren Nielsen Christos Rozakis
Deputy Registrar President

TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA FIORENTINI VIZZINI C. ITALIA
(Richiesta n. 39451/98)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
19 dicembre 2002
Questa sentenza è definitiva ma può essere soggetta a revisione editoriale.


Nella causa Fiorentini Vizzini c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente,
la Sig.ra F. Tulkens, il Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra N. Vajic,
il Sig. E. Levits, la Sig.ra S. Botoucharova, il Sig. V. Zagrebelsky, giudici, ed il Sig. S. Nielsen, Cancelliere Aggiunto di Sezione
Avendo deliberato in privato il 28 novembre 2002,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 39451/98) contro la Repubblica italiana depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra G. F. V. (“il richiedente”), il 17 giugno 1997.
2. Il richiedente agì in persona. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò sulla sua incapacità prolungata – a causa di mancanza di assistenza della polizia - di recuperare possesso del suo appartamento e sulla durata dei procedimenti di sfratto.
4. La causa fu trasferita alla Corte il 1 novembre 1998 in virtù dell’ Articolo 5 § 2 del Protocollo N.ro 11 alla Convenzione. Il 13 dicembre 2001, avendo ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile.
5. Il 10 ottobre 2002 e il 24 ottobre 2002 il richiedente ed il Governo presentarono rispettivamente dichiarazioni formali accettando un regolamento amichevole della causa.


I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Milano che aveva affittato a V.C.
7. L'inquilino incorse in arretrati d’ affitto.
8. In un documento notificato all'inquilino il 29 maggio 1984, il richiedente informò l'inquilino della sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Milano.
9. Con una decisione del 5 giugno 1984 che fu resa esecutiva il 5 luglio 1984 il Magistrato di Milano sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati per il 5 giugno 1985.
10. In una data non specificata, il richiedente notificò un avviso all'inquilino chiedendogli sgombrare i locali.
11. In una data non specificata il richiedente notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 29 luglio 1986.
12. Fra il 29 luglio 1986 e il 20 settembre 1993 l'ufficiale giudiziario fece venticinque tentativi di recuperare possesso.
13. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l'assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
14. Il 25 novembre 1993, il richiedente recuperò possesso dell'appartamento.
LA LEGGE
15. Il 24 ottobre 2002, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 6,000 (sei mila) Euro alla Sig.ra G. F. V. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 39451/98. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
16. La Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 6,000 (sei mila) Euro che copre danno materiale e morale e costi nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 39451/98 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”

17. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
18. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMEMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell'impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglesi, e notificato per iscritto il 19 dicembre 2002, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Søren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Aggiunto Presidente



DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.