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CASO: CASE OF VIETTI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 37248/97/2002
STATO: Italia
DATA: 18/07/2002
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF VIETTI v. ITALY
(Application no. 37248/97)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
18 July 2002
This judgment is final but it may be subject to editorial revision.

In the case of Vietti v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mr E. Levits,
Mr A. Kovler, judges,
Mrs M. Del Tufo, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 4 July 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 37248/97) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs E. V. (“the applicant”), on 2 April 1997.
2. The applicant was represented by Mr G.M. J., a lawyer practising in Milan. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 4 October 2001, after obtaining the parties' observations, the Court declared the application admissible.
5. On 26 February 2002 and on 1 March 2002 the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Milan, which she had let to E.P.
7. In a writ served on the tenant on 9 June 1987, the applicant communicated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Milan Magistrate.
8. By a decision of 18 June 1987, which was made enforceable on 29 June 1987, the Milan Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 29 June 1989.
9. On 16 May 1989 and again on 1 October 1990 the applicant served notice on the tenant requiring her to vacate the premises.
10. On 6 November 1990, she served notice on the tenant informing her that the order for possession would be enforced by a bailiff on 23 November 1990.
11. Between 23 November 1990 and 15 July 1999, the bailiff made thirty attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful as, under the statutory provisions providing for the suspension or the staggering of evictions, the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
12. Pursuant to Section 6 of Law no. 431/98, the enforcement proceedings were suspended.
13. In July 2000, the applicant recovered possession of the apartment.
THE LAW
14. On 1 March 2002 the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 15,493.71 Euros (30,000,000 ITL) to Mrs E. V. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 37248/97. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
15. On 26 February 2002 the Court received from the applicant's representative the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 15,493.71 Euros (30,000,000 ITL) covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs E. V. with a view to securing a friendly settlement of application no. 37248/97 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court's judgment.”
16. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
17. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties' undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 18 July 2002, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President

TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA VIETTI C. ITALIA
(Richiesta n. 37248/97)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
18 luglio 2002
Questa sentenza è definitiva ma può essere soggetta a revisione editoriale.


Nella causa Vietti c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente
la Sig.ra F. Tulkens, il Sig. P. Lorenzen la Sig.ra N. Vajic, il Sig. E. Levits il Sig. A. Kovler, giudici, la Sig.ra M. Del Tufo giudice ad hoc ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 4 luglio 2002,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 37248/97) contro la Repubblica italiana depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra E. V. (“il richiedente”), il 2 aprile 1997.
2. Il richiedente fu rappresentato dal Sig. G.M. J., un avvocato che pratica a Milano. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa di mancanza di assistenza della polizia – di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 4 ottobre 2001.
5. Il 26 febbraio 2002 e il 1 marzo 2002 il richiedente e l'Agente del Governo hanno presentato rispettivamente dichiarazioni formali in cui proponevano un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Milano che aveva affittato ad E.P.
7. In un documento notificato all'inquilino il 9 giugno 1987, il richiedente comunicò la sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Milano.
8. Con una decisione del 18 giugno 1987 che fu resa esecutiva il 29 giugno 1987 il Magistrato di Milano sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati per il 29 giugno 1989.
9. Il 16 maggio 1989 e di nuovo il 1 ottobre 1990 il richiedente ha notificato un avviso all'inquilino in cui gli richiedeva di sgombrare i locali.
10. Il 6 novembre 1990, notificò un avviso all'inquilino in cui lo informava che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 23 novembre 1990.
11. Fra il23 novembre 1990 e il 15 luglio 1999 , l'ufficiale giudiziario fece trenta tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo siccome, sotto i provvedimenti legali che prevedevano la sospensione o lo scaglionamento degli sfratti, al richiedente non fu concessa l’assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
12. Facendo seguito alla Sezione 6 della Legge n. 431/98, i procedimenti di esecuzione furono sospesi.
13. Nel luglio 2000, il richiedente recuperò possesso dell'appartamento.
LA LEGGE
14. Il 1 marzo 2002, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 15,493.71 Euro(30,000,000 ITL) alla Sig.ra E. V. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 37248/97. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
15. Il 26 febbraio 2002, la Corte ricevette dal rappresentante del richiedente la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 15,493.71 Euro (30,000,000 ITL) che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra E. V. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 37248/97 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
16. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
17. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE ALL'UNANIMITA'
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell'impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 18 luglio 2002, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente



DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è mercoledì 02/12/2020.