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CASO: CASE OF DE FILIPPIS v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 33967/96/2002
STATO: Italia
DATA: 21/02/2002
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF DE FILIPPIS v. ITALY
(Application no. 33967/96)
JUDGMENT
(Friendly Settlement)
STRASBOURG
21 February 2002

In the case of De Filippis v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr G. Bonello,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 31 January 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 33967/96) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs R. D.F. (“the applicant”), on 11 July 1996.
2. The applicant was represented by Mrs C. C., a lawyer practising in Milan. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 5 April 2001, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 15 October 2001 and on 29 October 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Milan, which she had let to I.V.C.
7. In a writ served on the tenant on 27 October 1987, the applicant informed the tenant of her intention to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1987 and summoned her to appear before the Milan Magistrate. The tenant opposed the termination of the lease contesting the term of expiry.
8. By a judgment of 23 November 1988, which was made enforceable on 10 December 1991, the Milan Magistrate ordered that the premises be vacated by 31 December 1991.
9. On 2 December 1991, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for herself.
10. On 9 January 1992, the applicant served notice on the tenant requiring her to vacate the premises.
11. On 12 February 1992, she served notice on the tenant informing her that the order for possession would be enforced by a bailiff on 14 March 1992.
12. Between 14 March 1992 and 11 March 1996, the bailiff made seventeen attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
13. On 23 May 1996, the applicant repossessed the apartment with the assistance of the police.
THE LAW
14. On 29 October 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 7,000,000 ITL to Mrs R. D. F. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 33967/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
15. On 15 October 2001, the Court received the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 7,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs R. D. F. with a view to securing a friendly settlement of application no. 33967/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
16. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
17. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 22 February 2002, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President


TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA DE FILIPPIS C. ITALIA
(Richiesta n. 33967/96)
SENTENZA
( Regolamento amichevole)
STRASBOURG
21 febbraio 2002


Nella causa De Filippis c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente il
Sig.ra F. Tulkens, il Sig. G. Bonello il Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra N. Vajic la Sig.ra S. Botoucharova, giudici, il Sig. G. Raimondi che giudice ad hoc ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 31 gennaio 2002,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 33967/96) contro l'Italia depositata con la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra R. D.F. (“il richiedente”), l’11 luglio 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato dalla Sig.ra C. C., un avvocato che pratica a Milano. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa di assistenza di polizia - di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 5 aprile 2001.
5. Il 15 ottobre 2001 e il 29 ottobre 2001, il richiedente e l'Agente del Governo rispettivamente presentarono dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Milano che aveva affittato ad I.V.C.
7. In un documento notificato all'inquilino il 27 ottobre 1987, il richiedente informò l'inquilino della sua intenzione di terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 31 dicembre 1987 e lo chiamò in causa per apparire di fronte al Magistrato di Milano. L'inquilino si oppose alla conclusione del contratto d'affitto contestandone il termine di scadenza.
8. Con una sentenza di 23 novembre 1988 che fu resa esecutiva il 10 dicembre 1991 il Magistrato di Milano ordinò che i locali fossero sgombrati il 31 dicembre 1991.
9. Il 2 dicembre 1991, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lei.
10. Il 9 gennaio 1992, il richiedente notificò un avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
11. Il 12 febbraio 1992, notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito tramite un ufficiale giudiziario il 14 marzo 1992.
12. Fra il 14 marzo 1992 e l’11 marzo 1996, l'ufficiale giudiziario fece diciassette tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l'assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
13. Il 23 maggio 1996, il richiedente riacquistò l'appartamento grazie all'assistenza della polizia.
LA LEGGE
14. Il 29 ottobre 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 7,000,000 ITL alla Sig.ra R. D. F. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 33967/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
15. Il 15 ottobre 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 7,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra R. D. F.. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 33967/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”

16. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
17. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.

PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMEMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 22 febbraio 2002, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente




DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.