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CASO: CASE OF COLUCCI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 31605/96/2002
STATO: Italia
DATA: 21/02/2002
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF COLUCCI v. ITALY
(Application no. 31605/96)
JUDGMENT
(Friendly Settlement)
STRASBOURG
21 February 2002

In the case of Colucci v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr G. Bonello,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 31 January 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 31605/96) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs A. C. (“the applicant”), on 9 January 1996.
2. The applicant was represented before the Court by Mr U. B., a lawyer practising in Livorno. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 15 March 2001, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 30 November 2001 and on 8 November 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.

THE FACTS
6. A.A. and S.S. were the owners of an apartment in Livorno, which they had let to C.C.
7. In a writ served on the tenant on 8 October 1985, they communicated their intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Livorno Magistrate.
8. By a decision of 21 October 1985, the Livorno Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 June 1988.
9. On 21 April 1986, the applicant became the owner of the apartment.
10. On 12 July 1988, she served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
11. On an unspecified date, she served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 23 January 1989.
12. On 28 February 1989, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for herself.
13. Between 23 January 1989 and 17 November 1995, the bailiff made thirteen attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
14. On 4 October 1996, the tenant vacated the premises.
THE LAW
15. On 8 November 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 20,000,000 ITL to Mrs A. C. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 31605/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
16. On 30 November 2001, the Court received from the applicant’s representative the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 20,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs A. C. with a view to securing a friendly settlement of application no. 31605/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement, which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
17. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
18. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 21 February 2002, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President

TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo ( regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA COLUCCI C. ITALIA
(Richiesta n. 31605/96)
SENTENZA
( Regolamento amichevole)
STRASBOURG
21 febbraio 2002


Nella causa Colucci c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente il
Sig.ra F. Tulkens, il Sig. G. Bonello il Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra N. Vajic la Sig.ra S. Botoucharova, giudici, il Sig. G. Raimondi giudice ad hoc ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato 31 gennaio 2002,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 31605/96) contro la Repubblica italiana depositata con la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il prcedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra A. C. (“il richiedente”), il 9 gennaio 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato di fronte alla Corte dal Sig. U. B., un avvocato che pratica a Livorno. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa della mancanza di assistenza della polizia - di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 15 marzo 2001.
5. Il 30 novembre 2001 e l’ 8 novembre 2001, il richiedente e l'Agente del Governo presentarono rispettivamente dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.


I FATTI
6. A.A. e S.S. erano i proprietari di un appartamento a Livorno che loro avevano affittato a C.C.
7. In un documento notificato all'inquilino l’8 ottobre 1985, comunicarono la loro intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamarono in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato a Livorno.
8. Con una decisione del 21 ottobre 1985, il Magistrato di Livorno sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati entro il 30 giugno 1988.
9. Il 21 aprile 1986, il richiedente divenne il proprietario dell'appartamento.
10. Il 12 luglio 1988, notificò avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
11. In una data non specificata, notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 23 gennaio 1989.
12. Il 28 febbraio 1989, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lei.
13. Fra il23 gennaio 1989 e il17 novembre 1995, l'ufficiale giudiziario fece tredici tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l'assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
14. Il 4 ottobre 1996, l'inquilino sgombrò i locali.
LA LEGGE
15. L’8 novembre 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 20,000,000 ITL al Sig.ra A. C. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 31605/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
16. Il 30 novembre 2001, la Corte ricevette dal rappresentante del richiedente la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 20,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra A. C. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 31605/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
17. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
18. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMEMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prese nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 21 febbraio 2002, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente



DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.