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CASO: CASE OF LAMPERI BALENCI v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, P1-1

NUMERO: 31260/96/2002
STATO: Italia
DATA: 21/02/2002
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF LAMPERI BALENCI v. ITALY
(Application no. 31260/96)
JUDGMENT
(Friendly Settlement)
STRASBOURG
21 February 2002

In the case of Lamperi Balenci v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mrs F. Tulkens,
Mr G. Bonello,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 31 January 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 31260/96) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs W. L. B. (“the applicant”), on 13 November 1996.
2. The applicant acted in person. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 7 September 2000, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 11 September 2001 and on 18 October 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Florence, which she had let to M.N. In a registered letter of 26 July 1984, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 January 1985 and asked him to vacate the premises by that date.
7. In a writ served on the tenant on 31 December 1984, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Florence Magistrate.
8. By a decision of 9 December 1985, which was made enforceable on 3 January 1986, the Florence Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 31 January 1986.
9. On 11 April 1986, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
10. On 12 May 1986, she served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 23 May 1986.
11. Between 23 May 1986 and 3 November 1998, the bailiff made twenty-eight attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
12. On 1 April 1999, the applicant recovered possession of her apartment.
THE LAW
13. On 18 October 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 46,000,000 ITL to Mrs W. L. B. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 31260/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
14. On 11 September 2001, the Court received the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay me a sum totalling 46,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs with a view to securing a friendly settlement of application no. 31260/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
15. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
16. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 21 February 2002, pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President


TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA LAMPERI BALENCI C. ITALIA
(Richiesta n. 31260/96)
SENTENZA
( Regolamento amichevole)
STRASBOURG
21 febbraio 2002


Nella causa Lamperi Balenci c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente
la Sig.ra F. Tulkens, il Sig. G. Bonello il Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra N. Vajic la Sig.ra S. Botoucharova, giudici, il Sig. G. Raimondi giudice ad hoc ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 31 gennaio 2002,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 31260/96) contro l'Italia depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra W. L. B. (“il richiedente”), il 13 novembre 1996.
2. Il richiedente agì in persona. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa della mancanza di assistenza della polizia – di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 7 settembre 2000.
5. L’11 settembre 2001 e il 18 ottobre 2001, il richiedente e l'Agente del Governo rispettivamente presentarono dichiarazioni formali che proponevano un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Firenze che aveva affittato a M.N. In una lettera datata 26 luglio 1984, il richiedente informò l'inquilino che intendeva terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 31 gennaio 1985 e gli chiese di sgombrare i locali per quella data.
7. In un documento notificato all'inquilino il 31 dicembre 1984, il richiedente reiterò la sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Firenze.
8. Con una decisione del 9 dicembre 1985 che fu resa esecutiva il 3 gennaio 1986 il Magistrato di Firenze sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati per il 31 gennaio 1986.
9. L’11 aprile 1986, il richiedente notificò un avviso all'inquilino chiedendogli di sgombrare i locali.
10. Il 12 maggio 1986, notificò un avviso all'inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 23 maggio 1986.
11. Fra il 23 maggio 1986 e il 3 novembre 1998, l'ufficiale giudiziario fece ventotto tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu concessa l’ assistenza della polizia nell'esecuzione del mandato per possesso.
12. 1 aprile 1999, il richiedente recuperò possesso del suo appartamento.
LA LEGGE
13. Il 18 ottobre 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 46,000,000 ITL al Sig.ra W. L. B. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 31260/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
14. Il 11 settembre 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 46,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 31260/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
15. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
16 Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE ALL’UNANIMITA’
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 21 febbraio 2002, facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente




DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.