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CASO: CASE OF SIT s.r.l. v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 32650/96/2001
STATO: Italia
DATA: 04/10/2001
ORGANO: Sezione Seconda


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
SECOND SECTION
CASE OF SIT s.r.l. v. ITALY
(Application no. 32650/96)
JUDGMENT
(Friendly Settlement)
STRASBOURG
4 October 2001

In the case of SIT s.r.l. v. Italy,
The European Court of Human Rights (Second Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr A.B. Baka,
Mr G. Bonello,
Mrs M. Tsatsa-Nikolovska,
Mr E. Levits,
Mr A. Kovler, judges,
Mr G. Raimondi, ad hoc judge,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 13 September 2001,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 32650/96) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian company, S. s.r.l. (“the applicant”), on 4 April 1996.
2. The applicant was represented by Mrs I. S.a, a lawyer practising in Pisa. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about its prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of its apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 15 March 2001, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 16 July 2001 and on 12 July 2001, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Livorno, which it had let to R.G. In a registered letter of 29 March 1983, the applicant informed the tenant that it intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1983 and asked him to vacate the premises by that date.
7. In a writ served on the tenant on 29 April 1984, the applicant reiterated its intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Livorno Magistrate.
8. On 7 May 1984, the Livorno Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 28 February 1985. That decision was made enforceable on 21 May 1984.
9. On 5 January 1986, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
10. On 20 February 1986, it served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 14 March 1986.
11. Between 14 March 1986 and 6 June 1997, the bailiff made twenty-one attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful as, under the statutory provisions providing for the suspension or the staggering of evictions, the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
12. On an unspecified of June 1997, the applicant repossessed the apartment.
THE LAW
13. On 13 July 2001, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 40,000,000 ITL to S. s.r.l. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 32650/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention."
14. On 24 July 2001, the Court received the following declaration signed by the applicant’s representative:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 40,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to S. s.r.l. with a view to securing a friendly settlement of application no. 32650/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
15. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
16. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 4 October 2001 pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President


TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
SECONDA SEZIONE
CAUSA SIT S.R.L. C. ITALIA
(Richiesta n. 32650/96)
SENTENZA
( Regolamento amichevole)
STRASBOURG
4 ottobre 2001


Nella causa SIT s.r.l. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Seconda Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. A.B. Baka, il Sig. G. Bonello la Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. E. Levits il Sig. A. Kovler, giudici, il Sig. G. Raimondi che giudice ad hoc ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 13 settembre 2001,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 32650/96) contro l'Italia depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da una società italiana, S. s.r.l.. (“il richiedente”), il 4 aprile 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato dalla Sig.ra I. S., un avvocato che pratica a Pisa. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa di mancanza di assistenza della polizia – di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 15 marzo 2001.
5. Il 16 luglio 2001 e il 12 luglio 2001, il richiedente e l'Agente del Governo rispettivamente presentarono dichiarazioni formali in cui proponevano un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Livorno che aveva affittato a R.G. In una lettera datata 29 marzo 1983, il richiedente informò l'inquilino che intendeva terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 31 dicembre 1983 e gli chiese di sgombrare i locali per quella data.
7. In un documento notificato all'inquilino il 29 aprile 1984, il richiedente reiterò la sua intenzione di terminare il contratto d'affitto e chiamò in causa l'inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Livorno.
8. Il 7 maggio 1984, il Magistrato di Livorno sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati per il 28 febbraio 1985. Questa decisione fu resa esecutiva il 21 maggio 1984.
9. Il 5 gennaio 1986, il richiedente notificò un avviso all'inquilino in cui gli richiedeva di sgombrare i locali.
10. Il 20 febbraio 1986, notificò un avviso all'inquilino in cui lo informava che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 14 marzo 1986.
11. Fra il 14 marzo 1986 e il 6 giugno 1997, l'ufficiale giudiziario fece ventuno tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo siccome, sotto i provvedimenti legali che prevedevano la sospensione o lo scaglionamento di sfratti, al richiedente non fu concessa l’ assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
12. In un giorno non specificato di giugno 1997, il richiedente riacquistò l'appartamento.
LA LEGGE
13. Il 13 luglio 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 40,000,000 ITL a S.. s.r.l in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 32650/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
14. Il 24 luglio 2001, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 40,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi a S. s.r.l. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 32650/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
15. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
16. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.

PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE ALL’UNANIMITA’
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 4 ottobre 2001 facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente




DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.