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CASO: CASE OF GIMIGLIANO v. ITALY

TIPOLOGIA: Sentenza
LIVELLO DI IMPORTANZA: 3 (limitata)
ARTICOLI: 37, 39, P1-1

NUMERO: 30918/96/2001
STATO: Italia
DATA: 01/03/2001
ORGANO: Sezione Prima


TESTO ORIGINALE

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
SECOND SECTION
CASE OF GIMIGLIANO v. ITALY
(Application no.30918/96)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
1 March 2001

In the case of Gimigliano v. Italy,
The European Court of Human Rights (Second Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr A.B. Baka,
Mr B. Conforti,
Mr P. Lorenzen,
Mrs M. Tsatsa-Nikolovska,
Mr E. Levits,
Mr A. Kovler, judges,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 February 2001,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 30918/96) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (“the Commission”) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by an Italian national, Mrs A. G. (“the applicant”), on 13 November 1995.
2. The applicant was represented by N. and M. G., lawyers practising in Catanzaro. The Italian Government (“the Government”) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability - through lack of police assistance - to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 22 June 2000, after obtaining the parties’ observations, the Court declared the application admissible.
5. On 21 December 2000 and on 20 December 2000, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Florence, which she had let to N.B. and M.L. In a writ served on the tenants on 26 July 1986, the applicant informed them that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1986 and summoned them to appear before the Florence Magistrate.
7. By a decision of 13 October 1986, which was made enforceable on 23 October 1986, the Florence Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 June 1988.
8. On 9 March 1989, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for herself.
9. On 12 May 1989, the applicant served notice on the tenants requiring them to vacate the premises. On 31 May 1989, she served notice on the tenants informing them that the order for possession would be enforced by a bailiff on 15 June 1989.
10. Between 15 June 1989 and 13 November 1996, the bailiff made 19 attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
11. On 7 December 1996, the applicant repossessed the apartment with the assistance of the police.
THE LAW
12. On 21 December 2000, the Court received the following declaration from the Government:
“I declare that the Government of Italy offer to pay 26,000,000 ITL to Mrs A. G. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 30918/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable immediately after the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to the Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention.”
13. On 21 December 2000, the Court received the following declaration signed by the applicant:
“I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 26,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs A. G. with a view to securing a friendly settlement of application no. 30918/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 § 1 of the Convention after the delivery of the Court’s judgment.”
14. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 § 1 in fine of the Convention and Rule 62 § 3 of the Rules of Court).
15. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties’ undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 1 March 2001 pursuant to Rule 77 §§ 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President

TESTO TRADOTTO

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
SECONDA SEZIONE
CAUSA GIMIGLIANO C. ITALIA
(No.30918/96 applicativo)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
1 marzo 2001


Nella causa Gimigliano c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Seconda Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. A.B. Baka, il Sig. B. Conforti, il Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. E. Levits, il Sig. A. Kovler, giudici, ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato l’8 febbraio 2001,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa originò in una richiesta (n. 30918/96) contro l'Italia depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (“la Commissione”) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da un cittadino italiano, la Sig.ra A. G. (“il richiedente”), il 13 novembre 1995.
2. Il richiedente fu rappresentato da N. e M. G., avvocati che praticano a Catanzaro. Il Governo italiano (“il Governo”) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagnò della sua incapacità prolungata – a causa della mancanza di assistenza della polizia –di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiarò la richiesta ammissibile il 22 giugno 2000.
5. Il 21 dicembre 2000 e il 20 dicembre 2000, il richiedente e l'Agente del Governo rispettivamente presentarono dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente è il proprietario di un appartamento a Firenze che aveva affittato a N.B. e M.L. In un documento notificato agli inquilini il 26 luglio 1986, il richiedente li informò che intendeva terminare il contratto d'affitto alla scadenza del termine il 31 dicembre 1986 e li chiamò in causa per apparire di fronte al Magistrato di Firenze.
7. Con una decisione del 13 ottobre 1986 che fu resa esecutiva il 23 ottobre 1986 il Magistrato di Firenze sostenne la validità dell'avviso per sgomberare ed ordinò che i locali fossero sgombrati per il 30 giugno 1988.
8. Il 9 marzo 1989, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lei.
9. Il 12 maggio 1989, il richiedente notificò un avviso agli inquilini che gli richiedeva di sgombrare i locali. Il 31 maggio 1989, lei notificò un avviso agli inquilini che li informava che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 15 giugno 1989.
10. Fra il15 giugno 1989 e il 13 novembre 1996 , l'ufficiale giudiziario fece 19 tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostrò senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordato l'assistenza della polizia nell'eseguire il mandato per possesso.
11. Il 7 dicembre 1996, il richiedente riacquistò l'appartamento tramite l'assistenza della polizia.
LA LEGGE
12. Il 21 dicembre 2000, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
“Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 26,000,000 ITL alla Sig.ra A. G. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 30918/96. Questa somma coprirà qualsiasi danno materiale e morale così come i costi, e sarà pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all’ Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituirà la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione.”
13. Il 21 dicembre 2000, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
“Io noto che il Governo dell'Italia è pronto a pagare un importo totale di 26,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra A. G. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 30918/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell'Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa è stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione è resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m’impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l’Articolo 43 § 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.”
14. La Corte prende nota dell'accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). È sicuro che l'accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l'Articolo 37 § 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 § 3 degli Articoli di Corte).
15. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMEMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prend enota dell’impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 1 marzo 2001 facendo seguito all’ Articolo 77 §§ 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente



DATA DI VALIDITÀ: La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è lunedì 14/09/2020.