CASE OF SHORAZOVA v. MALTA - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.

Se desideri chiarimenti in tema di espropriazione compila il modulo cliccando qui e poi chiamaci ai seguenti numeri: 06.91.65.04.018 - 340.95.85.515

Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF SHORAZOVA v. MALTA

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,P1-1
Numero: 51853/19
Stato: Malta
Data: 2022-03-03 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

PRIMA SEZIONE

CASO SHORAZOVA c. MALTA

(Ricorso n. 51853/19)

SENTENZA

Art 1 P1 – Controllo dell’uso dei beni – Mancanza di garanzie procedurali per il lungo congelamento di tutti i beni della ricorrente a Malta su richiesta di assistenza legale delle autorit? kazake, verosimilmente influenzata da motivi di persecuzione politica.

Art. 6 ? 1 (penale) – Tempo ragionevole – La durata del procedimento di ricorso costituzionale, di quasi cinque anni, non ? eccessiva nelle circostanze specifiche del caso.

STRASBURGO

3 marzo 2022

FINALE

03/06/2022

La presente sentenza ? divenuta definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nel caso Shorazova c. Malta,

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Prima Sezione), riunita in Camera composta da:

P?ter Paczolay, Presidente,
Krzysztof Wojtyczek,
Alena Pol??kov?,
Erik Wennerstr?m,
Lorena Schembri Orland,
Ioannis Ktistakis,
Davor Deren?inovi?, giudici,
e Liv Tigerstedt, cancelliere aggiunto,

visto quanto segue:

il ricorso (n. 51853/19) contro la Repubblica di Malta presentato alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”) da una cittadina austriaca, la signora Elnara Shorazova (“la ricorrente”), il 1? ottobre 2019;

la decisione di notificare al Governo maltese (“il Governo”) le censure relative all’articolo 6 ? 1 (arto civile) in relazione al procedimento ordinario, all’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione e all’articolo 6 ? 1 in relazione alla durata del procedimento di ricorso costituzionale e di dichiarare irricevibile il resto del ricorso;

l’indicazione del Governo austriaco di non voler esercitare il proprio diritto di intervento nel procedimento ai sensi dell’articolo 36 ? 1 della Convenzione e dell’articolo 44 ? 1 del Regolamento della Corte;

le osservazioni delle parti;

Avendo deliberato in privato il 1? febbraio 2022,

pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:

INTRODUZIONE

1. Il caso riguarda un procedimento relativo a una richiesta di assistenza legale e a un conseguente provvedimento di blocco dei beni della ricorrente, che trovava fondamento in una richiesta relativa a un procedimento penale in corso in Kazakistan nei suoi confronti. Il caso solleva questioni ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione e dell’articolo 6.

I FATTI

2. La ricorrente ? nata nel 1976 in Kazakistan e vive a Vienna. ? stata rappresentata dal dottor J. Giglio, un avvocato che esercita a La Valletta.

3. Il Governo era rappresentato dai suoi agenti, il dottor C. Soler, avvocato di Stato, e il dottor J. Vella, avvocato presso l’Ufficio dell’Avvocatura dello Stato.

4. I fatti del caso, come presentati dalle parti, possono essere riassunti come segue.

LE CIRCOSTANZE DEL CASO

Premessa
5. La ricorrente ? la vedova di Rakhat Aliyev, noto anche come Shoraz (in seguito denominato R.A.). Quest’ultimo, prima del matrimonio con la ricorrente, era sposato con D.N., figlia di Nursultan Nazarbayev (di seguito N.N.), che nel 1983, quando R.A. si ? sposato, occupava una posizione di alto livello nel partito comunista del Kazakistan. Nel 1991 N.N. ? diventato Presidente del Kazakistan e lo ? rimasto fino al marzo 2019.

6. Tra il 1991 e il 2002 R.A. ? stato nominato dall’allora suocero in varie posizioni governative, fino a quando non sono sorte tensioni tra i due, presumibilmente in seguito a rapporti degli Stati Uniti che indicavano che R.A. era considerato come successore di N.N. A quel punto, nel 2002, R.A. ? stato nominato ambasciatore in Austria. Nel 2005 R.A. ? tornato in Kazakistan come viceministro degli Affari esteri.

7. In seguito all’omicidio del leader dell’opposizione kazaka nel 2006 e ai suggerimenti di alcuni mass media kazaki (controllati da R.A.) di introdurre una riforma democratica, sono sorte nuovamente tensioni tra R.A. e N.N. Di conseguenza, R.A. ? stato nuovamente nominato ambasciatore in Austria.

8. Nel maggio 2007 N.N. ha annunciato cambiamenti costituzionali che avrebbero rafforzato ulteriormente la sua posizione di sovrano del Kazakistan. R.A. ha espresso apertamente le sue critiche a tali modifiche e ha dichiarato che si sarebbe candidato alle elezioni presidenziali del 2012. Nello stesso anno ha appreso di aver divorziato dalla moglie D.N., anche se presumibilmente non gli era mai stata notificata la procedura di divorzio, nella quale sosteneva che la sua firma fosse stata falsificata. D.N. ha assunto il controllo di tutte le loro propriet? e la cura e la custodia dei loro tre figli.

9. Subito dopo, il governo kazako ha emesso contro R.A. un mandato di arresto e un avviso rosso tramite Interpol e ha presentato varie richieste di assistenza legale alle autorit? occidentali che sono proseguite fino a quando R.A. ? morto in carcere in Austria nel febbraio 2015.

10. Nel frattempo, nel 2009, R.A. ha sposato la ricorrente e nel periodo 2009-2013 ha preso residenza a Malta, dove ha continuato a sostenere le riforme democratiche in Kazakistan.
Procedimenti in Stati europei
Austria
(a) Prima richiesta di estradizione

11. Il 25 maggio 2007 l’Austria ha ricevuto una richiesta di estradizione dal Kazakistan, sulla base del fatto che R.A. e altri avevano commesso i reati di sequestro di diverse persone, appropriazione dei loro beni tramite ricatto e utilizzo di documenti falsi.

12. La richiesta ? stata respinta il 7 agosto 2007. Dopo aver esaminato i rapporti del Dipartimento di Stato americano e di Human Rights Watch, il tribunale austriaco ha ritenuto che ci fosse motivo di credere che il procedimento penale in Kazakistan sarebbe stato condotto in modo contrario alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (in particolare agli articoli 3 e 6). Infatti, gi? durante il procedimento di estradizione in Austria, le autorit? kazake avevano ripetutamente violato i principi del giusto processo. Ha anche notato che un certo A.D. aveva testimoniato di essere stato pagato un milione di dollari statunitensi (USD) per testimoniare contro R.A. e che gli era stato offerto un altro milione di USD per ottenere informazioni sul modo in cui R.A. era sorvegliato in Austria e se i suoi agenti di sicurezza portavano armi. Inoltre, sono sorti sospetti sul procedimento di divorzio di R.A. in cui la sua firma era stata falsificata, il che ha sollevato preoccupazioni sul modo in cui sarebbe stato condotto il procedimento penale avviato. Il tribunale ha inoltre sospettato che l’azione penale nei confronti di R.A. e di altre persone a lui collegate fosse il risultato delle sue opinioni politiche contrarie a quelle del Presidente del Kazakistan.

(b) Primo procedimento penale

13. Nel 2007 ? stato avviato un procedimento penale contro R.A. con l’accusa di riciclaggio di denaro, in particolare di occultamento di beni provenienti da reati previsti dal codice penale kazako. L’11 luglio 2007 ? stato revocato un provvedimento di congelamento emesso nell’ambito di tale procedimento, in quanto nessuna prova dimostrava l’esistenza di attivit? criminali. Dal fascicolo ? emerso che i sospetti di riciclaggio sono stati notificati dagli istituti bancari esclusivamente sulla base di notizie diffuse dai media e che i flussi di denaro in questione, almeno in parte, erano rintracciabili sulla base dei documenti presentati.

14. Il procedimento penale ? stato interrotto il 29 agosto 2007.

(c) Secondo procedimento penale

15. Nel 2010 ? stata avviata un’ulteriore indagine penale nei confronti del ricorrente e di R.A. sulla base di accuse di riciclaggio di denaro da parte delle autorit? kazake. Il procedimento ? stato interrotto.

(d) Seconda richiesta di estradizione

16. Nel 2011 le autorit? kazake hanno richiesto l’estradizione di R.A. per espiare la sua pena (si vedano i paragrafi 33 e 34 di seguito in relazione al procedimento in Kazakistan).

17. Il 16 giugno 2011 la richiesta ? stata respinta, rilevando che le sentenze erano state emesse in contumacia e che non si poteva escludere che il caso avesse un carattere politico.

(e) Terzo procedimento penale

18. Nel 2014 le autorit? austriache hanno emesso un mandato di arresto nei confronti di R.A. e di altre persone, e l’ex volontario si ? presentato alle autorit?. R.A. e il ricorrente avevano lasciato Malta proprio a questo scopo. Il procedimento nei confronti di R.A. ? stato interrotto nel 2015 prima dell’inizio del processo, poich? ? stato trovato morto nel carcere austriaco.

19. Con sentenza d’appello del 14 settembre 2016, i coimputati sono stati assolti dall’accusa di omicidio ma ritenuti colpevoli, tra l’altro, di rapimento, minaccia e maltrattamento di altre persone, con l’aiuto di R.A. Nella sentenza il tribunale ha osservato che vi erano notevoli indizi che le vittime (due direttori di banca) fossero state uccise dai servizi di sicurezza kazaki e che l’intero caso di rapimento e omicidio fosse stato interpretato retroattivamente al fine di eliminare R.A. e le persone a lui vicine. Inoltre, non si poteva escludere che le autorit? ufficiali kazake potessero essere dietro una fondazione che aveva investito circa dieci milioni di euro (EUR) nella persecuzione di R.A.

Germania
20. Nel 2010 ? stata avviata un’indagine penale in Germania contro il richiedente e R.A. sulla base di accuse di riciclaggio di denaro da parte delle autorit? kazake.

21. Il procedimento ? stato interrotto il 5 gennaio 2016 in quanto i reati contestati non erano accertabili.

Liechtenstein
22. Nel 2013, e nuovamente nel 2015, le autorit? kazake hanno richiesto l’assistenza legale del Liechtenstein, a seguito della quale sono state avviate indagini penali in Liechtenstein nei confronti del ricorrente e di R.A. e il 16 dicembre 2015 ? stato emesso un provvedimento di congelamento per due anni in relazione ai loro beni.

23. Le indagini sono state interrotte il 29 giugno 2015 e il provvedimento di congelamento ? stato revocato il 18 dicembre 2017 in quanto lo Stato richiedente non aveva motivato una richiesta di proroga del provvedimento.

24. La richiesta di assistenza legale ? stata rifiutata dal Tribunale regionale reale il 30 maggio 2018, tra l’altro, perch? contraria all’ordine pubblico, in particolare a causa del comportamento del Comitato di sicurezza nazionale della Repubblica del Kazakistan (KNB) in relazione all’azione penale contro R.A., e del fatto che l’autorit? richiedente stava continuando le indagini contro R.A. post mortem.

25. Il 6 settembre 2018 l’Alta Corte principesca ha accolto il reclamo del pubblico ministero, ha annullato la decisione e ha ordinato alla Corte regionale reale di continuare l’assistenza giudiziaria.

26. Il ricorrente e altre persone coinvolte hanno presentato un ricorso che ? stato respinto dalla Corte Suprema Principesca il 1? febbraio 2019.

27. I ricorrenti hanno quindi presentato ricorsi individuali contro questa ordinanza presso la Corte di giustizia dello Stato, che il 2 settembre 2019 ha ritenuto che i diritti costituzionalmente garantiti dei ricorrenti fossero stati violati, in parte, soprattutto per quanto riguarda il trattamento non arbitrario. Ha quindi accolto i ricorsi, tranne per quanto riguarda il defunto R.A., e ha rinviato il caso alla Corte Suprema.

28. In particolare, ha ritenuto che una richiesta straniera possa essere soddisfatta solo se l’ordine pubblico o altri interessi essenziali del Principato del Liechtenstein non sono stati violati. Esaminando la situazione dei diritti umani in Kazakistan, ha osservato che i rapporti internazionali indicavano che i procedimenti non avrebbero soddisfatto i requisiti di un processo equo. I Servizi Segreti erano un organo speciale direttamente subordinato al Presidente (il cui immediato predecessore in carica era l’ex suocero di R.A.) e vi erano indicazioni che gli ex compagni di R.A. erano stati arrestati arbitrariamente e maltrattati per ottenere confessioni. I rapporti hanno anche evidenziato il predominio del Presidente e del partito al potere e la mancanza di un sistema giudiziario indipendente e di procedure dello Stato di diritto. Le violazioni da parte di funzionari delle forze dell’ordine e della magistratura sono state esplicitamente menzionate insieme a molestie che hanno portato alla morte, torture o maltrattamenti di prigionieri e detenuti e arresti arbitrari. Questi rapporti sono stati presi in considerazione anche dalla Corte europea dei diritti umani nella causa Baysakov e altri contro Ucraina (n. 54131/08, ? 49, 18 febbraio 2010). Dalla relazione finale del Ministero federale della Giustizia austriaco dell’11 marzo 2009 ? emerso inoltre che il rapimento di R.A. era stato pianificato e che successivamente era stato assassinato. Altri rapporti mostravano che KNB era stata incaricata di rimpatriare R.A. e altre persone, forse anche commettendo atti criminali. Inoltre, era credibile che il ricorrente e R.A. fossero perseguitati per motivi politici e che i principi di un giusto processo non fossero rispettati nello Stato richiedente, in particolare per quanto riguarda R.A. La Commissione ha quindi concluso che la richiesta di assistenza legale era contraria all’ordine pubblico e non poteva quindi essere accolta dal Lichtenstein. Ne conseguiva che la decisione del 6 settembre 2018 dell’Alta Corte principesca che confermava la decisione del pubblico ministero doveva essere annullata.

29. In appello, il 7 febbraio 2020, la Corte Suprema ? stata vincolata dal parere della Corte di Stato.

Cipro
30. Nel 2016 le autorit? cipriote hanno emesso un provvedimento di blocco dei beni del ricorrente, revocato pochi mesi dopo. Alla Corte non sono stati forniti ulteriori dettagli al riguardo.

Grecia
31. Nel 2014, tramite una rogatoria ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit? organizzata transnazionale, le autorit? kazake hanno chiesto alle autorit? greche di condurre un’indagine su atti di riciclaggio di denaro commessi congiuntamente e ripetutamente da varie persone tra cui il ricorrente. Nel 2014 il Consiglio giudiziario della Corte di giustizia di Atene ha accolto la richiesta. Con la decisione del Consiglio giudiziario n. 4405/2014 ? stato emesso un ordine di congelamento di una serie di conti e depositi sicuri, tra cui alcuni di propriet? del richiedente.

32. A seguito della relativa istruttoria, con sentenza del 16 luglio 2020 il Consiglio giudiziario della Corte di giustizia di Atene ha revocato il provvedimento di congelamento e ha ritenuto che non si dovesse procedere all’imputazione, tra l’altro, del ricorrente. Ha condiviso le argomentazioni del pubblico ministero secondo cui la rogatoria non conteneva alcuna informazione o documento che provasse gli incidenti descritti nei capi d’imputazione, che si basavano principalmente sulle testimonianze di due persone senza alcun riferimento alle condizioni in cui erano state ottenute. Ha inoltre fatto riferimento a una sentenza del Tribunale di primo grado di Vienna e ad altre sentenze emesse in Stati europei che hanno respinto rogatorie simili, osservando che sono emerse importanti questioni in relazione alla legittimit? dei procedimenti penali invocati. Prendendo atto delle affermazioni dell’imputato circa l’esistenza di un’azione politica, ha rilevato che nel fascicolo non era stata inserita alcuna informazione che dimostrasse che l’imputato fosse a conoscenza delle presunte attivit? criminali di R.A.
Atti in Kazakistan
33. A seguito del rifiuto delle autorit? austriache di estradare R.A., nel 2007 ? stato processato in contumacia. Nel 2008 ? stato condannato a una pena detentiva di vent’anni.

34. Nel 2009, a seguito di un altro processo in contumacia, R.A. ? stato condannato per reati politici da un tribunale militare segreto e condannato a una pena detentiva di vent’anni.

35. Secondo la ricorrente, non le ? mai stato notificato ufficialmente alcun procedimento a suo carico.

Procedimenti nello Stato convenuto
La richiesta di assistenza legale tramite rogatoria
36. Nel febbraio 2013 le autorit? maltesi hanno ricevuto una richiesta di assistenza legale ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit? organizzata transnazionale, riguardante la ricorrente e R.A. in relazione a reati presumibilmente commessi in Kazakistan. All’epoca le autorit? kazake stavano conducendo un’indagine su accuse di frode e riciclaggio di denaro da parte di R.A. e del ricorrente.

37. La richiesta ? stata comunicata al magistrato in linea con l’articolo 649(1) del codice penale, che ha convocato una serie di testimoni da interrogare, tra cui il ricorrente, che doveva essere interrogato il 31 ottobre 2013, e R.A. Nel frattempo, ? stato emesso un decreto di sequestro (sekwestru) il 6 agosto 2013.

38. Il 1? ottobre 2013 il ricorrente e R.A. si sono opposti alla richiesta e hanno chiesto alla Corte dei magistrati di non eseguire la lettera di richiesta in quanto le procedure kazake erano contrarie all’ordine pubblico e ai principi fondamentali del diritto maltese, come specificato nell’articolo 649, paragrafi 1 e 5, del Codice penale. Hanno presentato la documentazione pertinente a sostegno della loro richiesta. Hanno chiesto alla corte di non trasmettere informazioni gi? raccolte e di garantire la dovuta protezione a loro e alle altre persone chiamate a testimoniare e la cui identit? ? stata quindi rivelata alle autorit? kazake. Il Procuratore generale ha presentato osservazioni in risposta.

39. L’obiezione del ricorrente e di R.A. ? stata respinta il 21 ottobre 2013; la Corte dei magistrati ha osservato che non poteva decidere alcuna eccezione preliminare e che non si trattava di un procedimento di estradizione nel corso del quale i ricorrenti avrebbero potuto sollevare tali argomenti, che ha considerato di natura costituzionale. Ha tuttavia osservato che nella raccolta delle prove avrebbe applicato i principi del diritto maltese.

40. Secondo le autorit? maltesi, in una data imprecisata, ? stato avviato un procedimento penale in Kazakistan contro la ricorrente e suo marito con l’accusa, tra l’altro, di riciclaggio di denaro. Ciononostante, si ? continuato a raccogliere prove e ad ascoltare testimoni, ai sensi dell’articolo 649 del Codice penale, in assenza della ricorrente e del marito (che non si trovavano a Malta e non erano stati avvisati) o del loro rappresentante.

41. Nel gennaio 2014 ? stata ricevuta un’ulteriore richiesta di assistenza legale con la quale si chiedeva allo Stato maltese di identificare e congelare i beni appartenenti alla ricorrente e a R.A.

I provvedimenti di congelamento
(a) Il provvedimento di congelamento del Tribunale penale

42. A seguito di una richiesta del Procuratore Generale che agiva su richiesta delle autorit? kazake, il 25 febbraio 2014 il Tribunale penale, in un procedimento a porte chiuse, ha emesso un ordine di congelamento (ordni ta’ffrizar) con il quale ha disposto il congelamento dei beni detenuti a Malta dalla ricorrente e dal marito e ha vietato loro di trasferire o disporre di qualsiasi bene mobile o immobile ai sensi dell’articolo 435C del Codice penale e dell’articolo 10 della Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro.

43. L’ordine di congelamento era ancora in vigore al momento della comunicazione delle denunce al Governo convenuto e delle successive osservazioni, poich? il Tribunale penale lo aveva ripetutamente rinnovato su richiesta del Procuratore generale. Mentre era ancora colpito dal provvedimento di congelamento, il Tribunale penale nel frattempo, su richiesta della ricorrente, le ha permesso di trasferire a suo nome due autovetture, di affittare un immobile (i cui proventi sarebbero stati anch’essi colpiti dal provvedimento di congelamento – salvo una specifica autorizzazione concessa in seguito per il pagamento delle relative imposte e delle bollette di acqua ed elettricit?) e di trasferire a suo nome parte delle azioni di una societ? (anch’essa oggetto del provvedimento di congelamento).

(b) L’ordine di congelamento da parte della Corte dei Magistrati

44. Nell’ambito del procedimento di assistenza legale, il 7 aprile 2014 la Corte dei magistrati ha emesso un provvedimento di blocco dei beni della ricorrente e del marito ai sensi dell’articolo 23A del Codice penale (blocco dei beni di un imputato). Non sono stati forniti dettagli su questo provvedimento.

Prosecuzione dell’assistenza legale
45. Il 14 aprile 2014 tutte le prove raccolte sono state inviate alle autorit? kazake.
46. Il 12 settembre 2014 la ricorrente e il marito hanno chiesto alla Corte dei magistrati di proseguire il procedimento in pubblico. La richiesta ? stata respinta il 2 ottobre 2014 sulla base del fatto che non avevano un locus standi nel procedimento.

47. Con decreto del 10 ottobre 2014, a seguito di un intervento delle giurisdizioni costituzionali (si veda il paragrafo 51 infra) su richiesta delle parti, la Corte dei Magistrati ha dichiarato, tra l’altro, che la ricorrente e il marito erano considerati imputati nei procedimenti penali in Kazakistan e avevano, quindi, la legittimazione ad agire in questi procedimenti come imputati, con i relativi diritti (si veda il paragrafo 51 infra).

48. Su loro richiesta di una copia delle accuse su cui si basavano queste lettere di richiesta, il 20 novembre 2014 la ricorrente e suo marito, cos? come il tribunale, hanno ricevuto una copia delle accuse dalle autorit? kazake, il cui rappresentante ha spiegato che le indagini erano ancora in corso.

Procedimenti di ricorso costituzionale
(a) Primo grado

49. Nel frattempo, nel giugno 2014 la ricorrente e R.A. hanno avviato un procedimento di ricorso costituzionale.

50. Essi lamentavano che il procedimento avviato dal Procuratore generale a Malta su richiesta delle autorit? kazake violava i loro diritti ai sensi dell’articolo 6 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione; che, data la situazione politica in Kazakistan, i ricorrenti non avevano alcuna garanzia che i loro diritti nel procedimento in Kazakistan (di cui non erano nemmeno stati informati) sarebbero stati rispettati e quindi che le autorit? maltesi non avrebbero dovuto attenersi alla richiesta di assistenza legale, che comprendeva anche il congelamento dei loro beni. Hanno chiesto al tribunale di porre fine a tutti i procedimenti avviati a Malta e di ordinare che tutte le informazioni raccolte siano distrutte e non inviate alle autorit? kazake, nonch? di emettere qualsiasi ordinanza pertinente per porre rimedio alle suddette violazioni.

51. Con un decreto provvisorio del 10 ottobre 2014, il tribunale ha disposto che le sedute davanti alla Corte dei magistrati non si svolgessero pi? a porte chiuse, che non venissero inviati documenti in Kazakistan fino alla decisione del caso e che l’avvocato del ricorrente avesse pieno accesso agli atti di tali procedimenti.

52. Con sentenza del 5 ottobre 2017 la Corte civile (Prima Sala), nella sua competenza costituzionale, ha riscontrato una parziale violazione dell’articolo 6 della Convenzione (si veda il successivo paragrafo 54) e ha disposto che la documentazione raccolta dalle autorit? maltesi non fosse inviata – laddove non fosse gi? stata inviata – alle autorit? kazake, in quanto raccolta in violazione dei diritti dei ricorrenti; che non si proseguisse con l’assistenza legale eventualmente richiesta alle autorit? maltesi in relazione all’ormai defunto R.A. n? si inviassero documenti alle autorit? kazake. Quest’ultima constatazione ? stata fatta in quanto, in conformit? con l’ordine pubblico maltese, nessun procedimento penale pu? essere perseguito contro una persona deceduta o i suoi eredi.

53. Tuttavia, ha ritenuto che l’assistenza legale nei confronti della ricorrente dovesse continuare e che tutta la documentazione raccolta dovesse essere inviata alle autorit? kazake in relazione alle accuse penali contro di lei (in quanto doveva essere considerata un’imputata, come concordato nel verbale del 10 ottobre 2014), fintanto che il diritto maltese fosse rispettato in tale processo.

54. In particolare, ha ritenuto che si trattasse di una situazione in cui la ricorrente e il marito erano imputati in un procedimento penale in Kazakistan, ma in cui la raccolta di prove – una parte del procedimento penale – veniva intrapresa a Malta. Pertanto, la raccolta delle prove e il congelamento dei loro beni non avrebbero potuto essere effettuati in assenza della ricorrente (e di suo marito), che aveva la legittimazione ad agire e i relativi diritti in qualit? di imputati, e in tal senso vi ? stata una violazione dell’articolo 6.
55. Per il resto, la Corte ha ritenuto di non essere competente a valutare se il procedimento in Kazakistan non fosse autentico (fazulli) e se fosse politicamente motivato. Spettava a lui [ il Tribunale civile (prima sezione) nella sua competenza costituzionale] solo decidere, nel caso di specie, se lo Stato maltese dovesse continuare ad assistere un sistema giudiziario presumibilmente corrotto e incapace di fornire un equo processo. Sebbene non si trattasse di una questione di estradizione, la Corte era del parere che l’assistenza legale non dovesse essere fornita in relazione a procedimenti che non potevano garantire un processo equo. Tuttavia, la Corte ha notato che la Costituzione del Kazakistan, almeno sulla carta, offre le garanzie di un processo equo. In secondo luogo, nonostante i rapporti di vari enti ritengano che il sistema giudiziario del Kazakistan non sia favorevole a processi equi, le Nazioni Unite hanno comunque accettato il Kazakistan come firmatario della Convenzione che prevede l’assistenza reciproca in materia penale. La Corte ha preso nota dei vari rapporti che le sono stati presentati in merito, anche per quanto riguarda il regolare ricorso alla tortura nei processi politici. Ha rilevato che, in effetti, secondo una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, alcune persone erano state torturate per testimoniare contro il marito della ricorrente. Tuttavia, ha ritenuto che, poich? non si trattava di estradizione, data la gravit? dei reati finanziari di cui il richiedente era accusato, le autorit? maltesi non avrebbero dovuto ostacolare le indagini non inviando le informazioni raccolte, anche supponendo che il procedimento contro il richiedente non fosse privo di motivazioni politiche.

56. Mentre altri Paesi avevano rifiutato le richieste di estradizione, non sembrava essere cos? per le richieste di assistenza che di per s? non erano determinanti per la colpevolezza e quindi il diritto del richiedente a un processo equo non sarebbe stato pregiudicato. La Corte non ha ritenuto opportuno fare affermazioni generali sulla democrazia in Kazakistan, che non era rilevante per il caso in questione, poich? non era stato sufficientemente provato che il processo del richiedente fosse politicamente motivato.

57. Sebbene la Corte non sia stata impressionata dalla testimonianza di A.Z. (un funzionario kazako) che mancava totalmente di credibilit?, ha ritenuto che non si potesse affermare che le accuse contro il richiedente fossero del tutto infondate. N? le accuse sembravano fondate o avere una base legale – ma questo non proibiva a un altro Paese di proseguire le proprie indagini. Pertanto, sebbene la richiesta del richiedente non potesse essere considerata prematura, nonostante il procedimento non fosse giunto al termine, era necessario fornire indicazioni sulla strada da seguire.

58. Per quanto riguarda il suo reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1, la Corte ha ritenuto che il congelamento dei suoi beni costituisse un controllo dell’uso della propriet? nell’interesse generale – era legale e perseguiva uno scopo legittimo, vale a dire quello di un deterrente nella lotta contro la criminalit? organizzata e il riciclaggio di denaro, ed era stato attuato in un modo (almeno dopo essere stato regolato da questa Corte) che aveva raggiunto un giusto equilibrio tra gli interessi in gioco. Pertanto, come sostenuto dal Procuratore generale, era stato proporzionato considerando che la ricorrente (e suo marito), che erano stati dipendenti dello Stato con una retribuzione limitata, erano comunque riusciti a possedere diverse societ? a Malta e all’estero, nonch? propriet? di un valore considerevole, che secondo il Procuratore generale erano state acquisite attraverso beni di origine illecita.

59. In totale si sono tenute quindici udienze in questo procedimento, durante le quali sono state presentate per lo pi? prove scritte o orali.

(b) Appello

60. Entrambe le parti hanno presentato appello. La ricorrente ha impugnato la sentenza nella parte in cui ha respinto il reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 in relazione al provvedimento di blocco (osservando in particolare che i tribunali nazionali non avevano distinto tra indagati o imputati e che, mentre erano diventati imputati il 10 ottobre 2014, il provvedimento di blocco era stato emesso il 25 febbraio 2014). La donna ha inoltre presentato un ricorso in merito alla prosecuzione dell’assistenza alle autorit? kazake. In particolare, in relazione al provvedimento di blocco emesso nel febbraio 2014, ha ritenuto che il tribunale si fosse basato su dichiarazioni giuridicamente e fattualmente errate e non comprovate del Procuratore generale. Ha osservato che non era vero che fosse sempre stata un’impiegata con un salario e un reddito limitati, e che il fatto che una propriet? fosse costosa non significava che fosse stata acquisita con mezzi illeciti, in assenza di uno straccio di prova.
61. Il ricorso ? stato fissato per l’udienza del 13 novembre 2017 ed ? stato rinviato per le memorie al 12 febbraio 2018. In quest’ultima data il tribunale ha rinviato la causa per la sentenza. Sono seguiti altri due rinvii per la sentenza e l’11 giugno 2018 il ricorrente ha chiesto di presentare ulteriore documentazione. La richiesta ? stata discussa l’8 ottobre 2018 dopo un rinvio, apparentemente a causa della perdita del fascicolo. Il caso ? stato poi rinviato cinque volte per la sentenza.

62. Con una sentenza dell’8 aprile 2019 la Corte costituzionale ha respinto il ricorso del ricorrente.

63. Ha confermato che il reclamo non era prematuro e che la prosecuzione del procedimento dopo il 10 ottobre 2014 – data in cui erano stati riconosciuti come imputati – in assenza della ricorrente (e di suo marito), in un momento in cui era in corso un procedimento penale contro di loro in Kazakistan e quando quindi avevano lo status di imputati, violava il diritto della ricorrente a un equo processo. Ci? in considerazione del fatto che, secondo la legge maltese, un imputato ha il diritto di essere avvisato del procedimento derivante da rogatoria e di essere presente durante tutto il processo penale, compresa la raccolta di prove in uno Stato straniero, al fine di salvaguardare i propri interessi.

64. La Corte Costituzionale ha ritenuto che qualsiasi cosa accadesse a Malta doveva essere in linea con il diritto interno maltese e con i diritti del ricorrente al giusto processo. Il tribunale di primo grado aveva quindi giustamente ordinato che qualsiasi prova raccolta in violazione di tali diritti non fosse inviata alle autorit? kazake. Tuttavia, tali prove dovrebbero essere nuovamente portate davanti ai tribunali nazionali in presenza del ricorrente, in modo da consentire a Malta di conformarsi ai suoi obblighi internazionali.

65. Ha inoltre ritenuto che il provvedimento di congelamento dovesse essere mantenuto nei confronti della ricorrente, ma non del marito ormai deceduto, poich? si trattava di una misura cautelare – uno strumento previsto dal Codice Penale, spesso utilizzato nei casi di riciclaggio di denaro – e non vi era quindi alcuna violazione di alcun diritto umano se rimaneva applicabile fino alla fine del procedimento penale. Data la gravit? del reato di cui era accusato il ricorrente, la misura richiesta dal Procuratore generale non era stata arbitraria o irragionevole, come confermato anche dal Tribunale penale che ha emesso l’ordinanza il 25 febbraio 2014. Inoltre, non spettava al tribunale decidere se il ricorrente fosse colpevole o meno, ma semplicemente decidere se il provvedimento di congelamento dovesse essere emesso, e le considerazioni del primo tribunale erano state ragionevoli data la testimonianza del ricorrente.

66. Nella misura in cui i ricorrenti avevano anche chiesto al tribunale di revocare le conclusioni ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1, mentre non era stato presentato alcun motivo specifico di ricorso a questo proposito, la Corte Costituzionale ha ritenuto che nessuna violazione di questo tipo potesse essere accolta, poich?, contrariamente a un ordine di confisca, un ordine di congelamento non privava i ricorrenti del loro possesso, ma era solo una misura temporanea che era legittima, nell’interesse generale e proporzionata allo scopo perseguito.

Ulteriori sviluppi dopo la comunicazione dei reclami al Governo convenuto il 2 novembre 2020
67. Dopo la conclusione delle osservazioni delle parti (presentate tra marzo e maggio 2021), nel novembre 2021 la ricorrente ha informato la Corte dei seguenti ulteriori sviluppi che si erano verificati nei mesi precedenti, e successivi, al deposito delle osservazioni delle parti.

68. Il 14 dicembre 2020, il ricorrente ha presentato un’istanza alla Corte penale lamentando la prassi secondo la quale simili richieste di assistenza venivano, in sostanza, rinnovate automaticamente dal tribunale ogni sei mesi, su richiesta del Procuratore generale, senza che le autorit? competenti maltesi chiedessero se lo Stato richiedente fosse ancora interessato all’assistenza che aveva originariamente richiesto, e senza che la domanda del Procuratore generale fosse notificata alle persone colpite dal provvedimento di congelamento. La ricorrente ha quindi chiesto al Tribunale penale di fissare un’udienza e di revocare il provvedimento di congelamento. Ha inoltre presentato alla Corte penale l’esposizione dei fatti preparata dalla Cancelleria della Corte europea dei diritti dell’uomo in relazione al suo ricorso dinanzi alla Corte che, in parte, era stato notificato al Governo convenuto il 2 novembre 2020.

69. Lo stesso giorno la Corte penale ha invitato il Procuratore generale a presentare osservazioni entro ventiquattro ore. Dopo una serie di proroghe, quest’ultimo ha presentato le proprie osservazioni il 22 febbraio 2021. La Corte penale ha fissato un’udienza per il 26 febbraio 2021, in cui ha ordinato al Procuratore generale di mettersi in contatto con le autorit? kazake per ottenere informazioni sullo stato del presunto procedimento giudiziario in Kazakistan.
70. Il 19 marzo 2021 le autorit? kazake hanno informato il Procuratore Generale che il Dipartimento Investigativo del Comitato di Sicurezza Nazionale della Repubblica del Kazakistan stava ancora indagando sul caso penale contro la ricorrente, suo marito e altri. Hanno quindi chiesto ai tribunali maltesi di mantenere il provvedimento di congelamento in quanto ritenevano che “in questa fase delle indagini non ci sono motivi per revocare le restrizioni sui beni sequestrati del gruppo criminale di Aliyev”.

71. Il 25 marzo 2021 la Corte penale ha ritenuto questa risposta insufficiente e di conseguenza ha chiesto al Procuratore generale di ottenere maggiori informazioni. Il 23 aprile 2021 il Procuratore Generale ha depositato una nota agli atti del procedimento con la quale ha esposto le informazioni aggiuntive ricevute, che erano una replica della precedente risposta.

72. Insoddisfatta, il 18 maggio 2021, la Corte penale ha chiesto ulteriori informazioni. Essa si ? chiesta perch? le informazioni inviate parlassero di un’indagine in corso in Kazakistan quando la richiesta originaria alle autorit? maltesi era stata fatta ai sensi dell’articolo 435C del codice penale perch? era stato avviato un procedimento giudiziario nei confronti della ricorrente, dove “? stata accusata davanti ai tribunali del Kazakistan il 25 marzo 2013” (fejn hija ?iet mixlija quddiem il-Qorti tal-Kazakhastan fil-25 ta’ Marzu 2013).

73. Il 18 giugno 2021 le autorit? kazake hanno inviato un’ulteriore risposta confermando che l’indagine preliminare era ancora in corso, ma che il 5 luglio 2019 era stata temporaneamente sospesa perch? le persone accusate si trovavano al di fuori della Repubblica del Kazakistan ed era necessario ottenere ulteriori prove da diversi Paesi stranieri. Hanno specificato che il procedimento giudiziario non era ancora iniziato (ad eccezione di singole sessioni giudiziarie condotte da un giudice istruttore per autorizzare alcune azioni investigative). In effetti, il procedimento penale contro la ricorrente non poteva, in quella fase, essere trasmesso al tribunale, poich? era sfuggita alle indagini e figurava nella lista internazionale dei ricercati. Poich? si trovava al di fuori dei confini della Repubblica del Kazakistan e si era sottratta a comparire davanti al procedimento penale e al tribunale, il 13 giugno 2015 ? stato nominato un avvocato come suo difensore. Hanno spiegato che “partecipa” a tutte le azioni investigative che riguardano gli interessi della ricorrente, tra cui l’ottenimento dell’autorizzazione del giudice istruttore per il sequestro dei suoi beni, nonch? il sequestro di informazioni bancarie. Allo stesso tempo, in conformit? con la legislazione di procedura penale della Repubblica del Kazakistan, l’organo investigativo prende tutte le misure previste per notificarle tutto ci? nella forma dovuta e corretta. Tuttavia, poich? la donna non ha mai preso parte alle azioni investigative e alle udienze tenute dal giudice istruttore, i suoi interessi sono stati rappresentati dall’avvocato difensore nominato. Infine, hanno osservato che secondo la legge kazaka ? possibile confiscare i beni ottenuti con mezzi illegali fino all’emissione della decisione finale (confisca dei beni non basata sulla condanna) e che erano pronti a istituire la procedura di confisca preventiva, a favore della Repubblica del Kazakistan, dei beni della ricorrente e di suo marito che erano stati congelati a Malta, e hanno chiesto alle autorit? maltesi se tale decisione sarebbe stata riconosciuta a Malta.

74. Il 22 luglio 2021, il Procuratore Generale ha nuovamente presentato un’istanza chiedendo alla Corte penale di prorogare l’ordine di congelamento di altri sei mesi.

75. Il 23 luglio 2021 il Tribunale penale ha respinto la richiesta e ha revocato il provvedimento di congelamento. Il relativo decreto ? stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 agosto 2021. Il Tribunale penale ha osservato che l’articolo 425C [recte 435C] del Codice penale e l’articolo 10 della Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro, sulla base dei quali era stato emesso il provvedimento di blocco, si riferivano a una persona “accusata o imputata”. Tuttavia, sulla base delle informazioni fornite, ? emerso che in Kazakistan non ? stato avviato alcun procedimento contro il richiedente, essendo le circostanze ancora oggetto di indagini preliminari (peraltro sospese), sette anni dopo l’emissione del provvedimento. Dopo aver esaminato le leggi pertinenti del Kazakistan, il richiedente doveva essere considerato esclusivamente un sospetto. Ne consegue che la Corte penale non era pi? convinta che esistessero ancora le condizioni previste dalla legge maltese per il mantenimento dell’ordinanza. La Corte si ? spinta fino ad affermare che non sono mai esistite, poich? il procedimento non ? mai stato avviato davanti a nessun tribunale in Kazakistan (il-Qorti ma g?adhiex aktar sodisfatta illi 1-kundizzjonijiet li wasslu g?all-ghemil tal-Ordni g?adhom jezistu sebg?a snin wara, anzi tazzarda tg?id illi dawn il-kundizzjonijict g?al ?rug tal-Ordni qatt ma kienu jezistu stante illi qatt ma ?ew inizjati proceduri quddiem xi qorti fir-Repubblika tal-Kazkhstan) e quindi il ricorrente non era stato “accusato o imputato” dei reati indicati da tali autorit?.
QUADRO GIURIDICO DI RIFERIMENTO

IL CODICE PENALE
76. L’articolo 23A del Codice penale, relativo al congelamento dei beni degli imputati, nella misura in cui ? pertinente, recita come segue:

“(1) Nel presente articolo, a meno che il contesto non richieda diversamente:

“reato rilevante” significa qualsiasi reato di natura non involontaria diverso da un reato ai sensi delle Ordinanze o della Legge, passibile di pena detentiva o di detenzione per un periodo superiore a un anno;

per “Legge” si intende la Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro;

“Ordinanze” indica l’Ordinanza sulle droghe pericolose e l’Ordinanza sulle professioni mediche e affini.

(2) Nel caso in cui una persona sia accusata di un reato rilevante, le disposizioni dell’articolo 5 della Legge si applicano mutatis mutandis e le stesse disposizioni si applicano a qualsiasi ordinanza emessa dalla Corte in virt? del presente articolo come se si trattasse di un’ordinanza emessa dalla Corte ai sensi del suddetto articolo 5 della Legge.

(3) Qualora il tribunale non proceda immediatamente a emettere un’ordinanza ai sensi del comma 2, il tribunale emetter? immediatamente un’ordinanza di blocco temporaneo avente gli stessi effetti di un’ordinanza emessa ai sensi dell’articolo 5 della Legge, ordinanza temporanea che rimarr? in vigore fino a quando il tribunale non emetter? l’ordinanza richiesta dal suddetto comma.

(4) Qualora, per qualsiasi motivo, il tribunale respinga la richiesta di ordinanza presentata dall’accusa ai sensi del comma 2, il Procuratore generale pu?, entro tre giorni lavorativi dalla data della decisione del tribunale, rivolgersi alla Corte penale affinch? emetta l’ordinanza richiesta e le disposizioni dell’articolo 5 della Legge si applicheranno, mutatis mutandis, all’ordinanza emessa dalla Corte penale ai sensi del presente comma come se si trattasse di un’ordinanza emessa dal tribunale ai sensi del medesimo articolo 5. L’ordine di blocco temporaneo emesso ai sensi del comma (3) rimane in vigore fino a quando il Tribunale penale non si pronuncia sulla richiesta.

(5) La persona accusata pu?, entro tre giorni lavorativi dalla data in cui ? stata emessa l’ordinanza ai sensi del sotto-articolo (2), richiedere al Tribunale penale la revoca dell’ordinanza, fermo restando che l’ordinanza emessa ai sensi del sotto-articolo (2) rimarr? in vigore se non revocata dal Tribunale penale.”

77. L’articolo 435C del Codice penale, relativo al congelamento dei beni di persone accusate di reati perseguibili da tribunali al di fuori di Malta, per quanto pertinente, recita come segue:

“(1) Qualora il Procuratore Generale riceva una richiesta avanzata da un’autorit? giudiziaria, giudiziaria o amministrativa di un luogo al di fuori di Malta o da un tribunale internazionale per il sequestro temporaneo di tutto o parte del denaro o dei beni, mobili o immobili, di una persona (di seguito, nel presente articolo, “l’imputato”) accusata o imputata in un procedimento davanti ai tribunali di quel luogo o davanti al tribunale internazionale di un reato pertinente, il Procuratore generale pu? richiedere alla Corte penale un’ordinanza (d’ora in poi nel presente titolo denominata “ordinanza di congelamento”) avente gli stessi effetti di un’ordinanza di cui all’articolo 22A(1) dell’Ordinanza [sulle droghe pericolose], e le disposizioni del suddetto articolo 22A si applicheranno, fatte salve le disposizioni del sotto-articolo (2), mutatis mutandis a tale ordinanza.

(2) Le disposizioni dell’articolo 24C, paragrafi da 2 a 5, dell’Ordinanza si applicano a un’ordinanza emessa ai sensi del presente articolo come se fosse un’ordinanza emessa ai sensi del suddetto articolo 24C.

(3) L’articolo 22B dell’Ordinanza si applicher? anche a chiunque agisca in violazione di un’ordinanza di blocco ai sensi del presente articolo.”

78. L’articolo 649 del Codice penale, relativo alla raccolta di prove in relazione a reati perseguibili da tribunali al di fuori di Malta, per quanto pertinente, recita come segue:

“(1) Se il Procuratore Generale comunica a un magistrato una richiesta fatta da un’autorit? giudiziaria, giudiziaria o amministrativa di qualsiasi luogo al di fuori di Malta o da un tribunale internazionale per l’esame di qualsiasi testimone presente a Malta, o per qualsiasi indagine, perquisizione o/e sequestro (perkwi?izzjoni jew/u qbid), il magistrato esamina sotto giuramento il suddetto testimone sugli interrogatori trasmessi dalla suddetta autorit? o tribunale o in altro modo, e prende nota della testimonianza per iscritto, o conduce l’indagine richiesta, o ordina la perquisizione o/e il sequestro come richiesto, a seconda dei casi. L’ordine di perquisizione e/o sequestro ? eseguito dalla polizia. Il magistrato deve rispettare le formalit? e le procedure indicate nella richiesta dell’autorit? straniera, a meno che queste non siano contrarie all’ordine pubblico o al diritto pubblico interno di Malta.
(2) Le disposizioni del sub-articolo (1) si applicano solo se la richiesta dell’autorit? giudiziaria, giudiziaria o amministrativa straniera o del tribunale internazionale ? presentata ai sensi e in conformit? di un trattato, una convenzione, un accordo o un’intesa tra Malta e il paese, o tra Malta e il tribunale, da cui proviene la richiesta o che si applica a entrambi i paesi o di cui entrambi i paesi sono parte o che si applica a Malta e al suddetto tribunale o di cui Malta e il suddetto tribunale sono parte. Una dichiarazione rilasciata da o sotto l’autorit? del Procuratore generale che confermi che la richiesta ? presentata ai sensi e in conformit? con il trattato, la convenzione, l’accordo o l’intesa che prevede l’assistenza reciproca in materia penale costituisce una prova inoppugnabile di quanto contenuto in tale certificato. In assenza di tale trattato, convenzione, accordo o intesa, si applicano le disposizioni del comma (3).

(3) (…)

(4) Il magistrato trasmetter? al Procuratore generale la deposizione cos? raccolta, o il risultato dell’indagine condotta, o i documenti o le cose trovate o sequestrate in esecuzione di qualsiasi ordine di perquisizione e/o sequestro.

(5) Ai fini dei commi (1) e (3), il magistrato condurr? il procedimento, per quanto possibile, come se si trattasse di un’inchiesta relativa al genere, ma si atterr? alle formalit? e alle procedure indicate dall’autorit? straniera richiedente, a meno che non siano contrarie ai principi fondamentali del diritto maltese, e avr? gli stessi poteri, o, per quanto possibile, gli stessi poteri che la legge conferisce alla Corte dei magistrati in quanto corte d’inchiesta penale, nonch? i poteri, o per quanto possibile, che la legge gli conferisce in relazione a un’inchiesta relativa all’in genere:

a condizione che un magistrato non possa arrestare una persona, al fine di dare esecuzione a un ordine emesso o dato ai sensi dell’articolo 554(2), o per il ragionevole sospetto che tale persona abbia commesso un reato, a meno che i fatti che costituiscono il reato che tale persona ? accusata o sospettata di aver commesso non costituiscano anche un reato perseguibile a Malta.

(…)”

LA LEGGE SUL RICICLAGGIO DI DENARO
79. Gli articoli 5 e 10 della Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro, Capitolo 373 delle Leggi di Malta, nella misura in cui sono pertinenti, recitano come segue:

Articolo 5

(congelamento dei beni delle persone accusate)

“(1) Se una persona ? accusata ai sensi dell’articolo 3 [riciclaggio di denaro], il tribunale, su richiesta dell’accusa, emette un’ordinanza che –

(a) sequestrare (jissekwestra) nelle mani di terzi in generale tutte le somme di denaro e gli altri beni mobili dovuti o di pertinenza o appartenenti all’imputato, e

(b) vietare all’imputato di trasferire, dare in pegno, ipotecare o disporre in altro modo di qualsiasi bene mobile o immobile:

A condizione che in tale ordinanza il tribunale stabilisca quali somme di denaro possano essere versate o ricevute dall’imputato durante il periodo di validit? dell’ordinanza, specificando le fonti, le modalit? e le altre forme di pagamento, compresi lo stipendio, i salari, la pensione e le prestazioni di sicurezza sociale spettanti all’imputato, per consentire all’imputato e alla sua famiglia una vita dignitosa, per un ammontare, ove i mezzi lo consentano, di tredicimilanovecentosettantasei euro e ventiquattro centesimi (13.976,24) ogni anno:

A condizione che il tribunale possa anche

(a) autorizzare il pagamento di debiti dovuti dall’imputato a creditori in buona fede e contratti prima dell’emissione dell’ordinanza; e

(b) autorizzare l’imputato, per motivi fondati, a trasferire beni mobili o immobili.

(2) Tale ordinanza

(a) diventer? operativa e vincolante per tutti i terzi nel momento stesso in cui viene emessa e il direttore dell’Ufficio per il recupero dei beni provveder? a pubblicarne immediatamente un avviso nella Gazzetta e a farne registrare una copia nel Registro pubblico per quanto riguarda i beni immobili; e

(b) rimane in vigore fino alla conclusione del procedimento e, in caso di condanna, fino all’esecuzione della sentenza.

(3) Il tribunale pu? modificare tale ordinanza per circostanze particolari e le disposizioni dei precedenti commi si applicheranno all’ordinanza cos? modificata.”

Articolo 10

(congelamento dei beni di una persona accusata di reati perseguibili da tribunali al di fuori di Malta)
“(1) Qualora il Procuratore Generale riceva una richiesta da parte di un’autorit? giudiziaria o giudiziaria di un luogo al di fuori di Malta per il sequestro temporaneo di tutto o parte del denaro o dei beni, mobili o immobili, di una persona (di seguito nel presente articolo denominata “l’imputato”) accusata o imputabile (imputata jew akku?ata) in un procedimento dinanzi ai tribunali di tale luogo di un reato consistente in un atto o in un’omissione che, se commesso in queste Isole, o in circostanze corrispondenti, costituirebbe un reato ai sensi dell’articolo 3, il Procuratore generale pu? richiedere alla Corte penale un’ordinanza (di seguito denominata “ordinanza di congelamento”) avente gli stessi effetti di un’ordinanza di cui all’articolo 22A, paragrafo 1, della Dangerous Drugs Ordinance, e le disposizioni del suddetto articolo 22A si applicheranno, fatte salve le disposizioni del sottoarticolo (2) del presente articolo, mutatis mutandis a tale ordinanza.

(2) Le disposizioni dell’articolo 24C, paragrafi da 2 a 5, dell’Ordinanza sulle droghe pericolose si applicano a un’ordinanza emessa ai sensi del presente articolo come se si trattasse di un’ordinanza emessa ai sensi del suddetto articolo 24C”.

ORDINANZA SULLE DROGHE PERICOLOSE
80. Nella misura in cui sono pertinenti, gli articoli dell’Ordinanza sulle droghe pericolose, capitolo 101 delle Leggi di Malta, sopra menzionati, recitano come segue:

Articolo 22A

“(1) … il tribunale, su richiesta dell’accusa, emette un’ordinanza per

(a) sequestrare nelle mani di terzi in generale tutte le somme di denaro e gli altri beni mobili dovuti o di pertinenza o appartenenti all’imputato, e

(b) vietare all’imputato di trasferire o disporre in altro modo di qualsiasi bene mobile o immobile:

A condizione che in tale ordinanza il tribunale stabilisca quali somme di denaro possano essere versate o ricevute dall’imputato durante il periodo di validit? dell’ordinanza, specificando le fonti, le modalit? e le altre forme di pagamento, compresi lo stipendio, i salari, la pensione e le prestazioni di previdenza sociale spettanti all’imputato, per consentire all’imputato e alla sua famiglia una vita dignitosa, per un ammontare, ove i mezzi lo consentano, di tredicimilanovecentosettantasei euro e ventiquattro centesimi (13.976,24) ogni anno:

A condizione che il tribunale possa anche

(a) autorizzare il pagamento di debiti dovuti dall’imputato a creditori in buona fede e contratti prima dell’emissione dell’ordinanza; e

(b) autorizzare l’imputato, per motivi fondati, a trasferire beni mobili o immobili.

(2) Tale ordinanza

(a) diventer? immediatamente operativa e vincolante per tutti i terzi e il direttore dell’Ufficio per il recupero dei beni ne far? pubblicare senza indugio un avviso nella Gazzetta e ne far? registrare una copia nel Registro pubblico per i beni immobili, e

(b) rimane in vigore fino alla conclusione del procedimento e, in caso di condanna, fino all’esecuzione della sentenza.

(3) Il tribunale pu? modificare tale ordinanza per circostanze particolari e le disposizioni dei precedenti commi si applicano all’ordinanza cos? modificata.

(7) Qualora il tribunale non proceda immediatamente a emettere un’ordinanza ai sensi del comma 1, il tribunale emetter? immediatamente un’ordinanza di blocco temporaneo avente gli stessi effetti di un’ordinanza emessa ai sensi del presente articolo; tale ordinanza temporanea rimarr? in vigore fino a quando il tribunale non emetter? l’ordinanza richiesta dal suddetto articolo.

….

(9) La persona accusata pu?, entro tre giorni lavorativi dalla data di emissione dell’ordinanza ai sensi del sub-articolo (7), richiedere al Tribunale penale la revoca dell’ordinanza, a condizione che quest’ultima rimanga in vigore se non revocata dal Tribunale penale.”

Articolo 24C

“(…) (2). La prima disposizione dell’articolo 22A(1) non si applica a un provvedimento di blocco o sequestro emesso ai sensi del presente articolo a meno che:

(a) l’imputato sia presente a Malta alla data di emissione del provvedimento; o

(b) il Procuratore generale o qualsiasi altra persona interessata presente a Malta chieda al tribunale, prima o dopo l’emissione dell’ordinanza, l’applicazione di tale clausola, nel qual caso il tribunale applicher? la clausola solo nella misura in cui sia convinto che l’applicazione della clausola sia necessaria per consentire all’imputato e alla sua famiglia una vita dignitosa.

(4) Fatte salve le disposizioni del comma (5), un provvedimento di congelamento ai sensi del presente articolo rimarr? in vigore per un periodo di sei mesi dalla data in cui ? stato emesso, ma potr? essere rinnovato dal tribunale per ulteriori periodi di sei mesi su richiesta a tal fine del Procuratore generale e a condizione che il tribunale abbia accertato che:

(a) le condizioni che hanno portato all’emissione dell’ordinanza sussistono ancora; o

(b) l’imputato ? stato condannato per un reato di cui al sottoarticolo (1) nel procedimento di cui allo stesso sottoarticolo e la sentenza pronunciata nei confronti dell’imputato in tale procedimento o qualsiasi ordinanza di confisca ad esso conseguente o accessoria, sia essa emessa in un procedimento civile o penale, non ? stata eseguita:
A condizione che, qualora l’imputato sia stato condannato come sopra indicato, ma non sia stato emesso alcun provvedimento di confisca in relazione a tale condanna, il provvedimento di congelamento sar? comunque rinnovato su richiesta del Procuratore Generale qualora il tribunale sia convinto che sia in corso o sia imminente un procedimento civile o penale per l’emissione di tale provvedimento.

(5) Qualsiasi provvedimento di congelamento ai sensi del presente articolo pu? essere revocato dal Tribunale prima della scadenza del periodo stabilito al comma (4):

(a) su richiesta del Procuratore generale; o

(b) su richiesta di qualsiasi persona interessata e dopo aver ascoltato il Procuratore generale, se il tribunale ha accertato che:

(i) che le condizioni che hanno portato all’emissione dell’ordine non esistono pi?; o

(ii) che ? stata emessa una decisione definitiva nel procedimento di cui al comma 1, in virt? della quale l’imputato non ? stato riconosciuto colpevole di alcun reato di cui al medesimo comma”.

MATERIALE INTERNAZIONALE PERTINENTE

81. Il materiale internazionale pertinente riguardante il Kazakistan ? esposto in Batyrkhairov c. Turchia (n. 69929/12, ?? 31-39, 5 giugno 2018).

82. Nella sentenza Baysakov e altri c. Ucraina (n. 54131/08, ?? 49-50, 18 febbraio 2010, relativa a un’estradizione in Kazakistan, che secondo la Corte avrebbe dato luogo a una violazione dell’articolo 3), sulla base di rapporti internazionali pertinenti, la Corte aveva ritenuto, tra l’altro, che le persone associate all’opposizione politica in Kazakistan erano e continuano a essere sottoposte a varie forme di pressione da parte delle autorit?, principalmente finalizzate a punirle per le attivit? di opposizione e a impedire loro di impegnarsi in tali attivit?. In particolare, al ? 33, la sentenza fa riferimento a un rapporto di Amnesty International che, in relazione al marito della ricorrente, afferma che Amnesty:

“ha ricevuto accuse in alcuni casi penali di alto profilo legati al processo e alla condanna in contumacia dell’ex genero del presidente Nazarbaev, Rakhat Aliev, per aver pianificato un presunto tentativo di colpo di stato e per diversi altri capi d’accusa, che collaboratori o dipendenti di Rakhat Aliev sono stati detenuti arbitrariamente da ufficiali dell’NSS, tenuti in isolamento in strutture di detenzione preventiva e pre-processuale, dove sono stati torturati o altrimenti maltrattati allo scopo di estorcere “confessioni” sulla loro partecipazione al presunto complotto per il colpo di stato”. In almeno un caso, i parenti hanno affermato che il processo ? stato segreto e che gli accusati non hanno avuto accesso a una difesa adeguata…”.

83. L’articolo 18 punto 21 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalit? organizzata transnazionale recita come segue:

“L’assistenza giudiziaria pu? essere rifiutata:

(a) Se la richiesta non ? presentata in conformit? con le disposizioni del presente articolo;

(b) Se lo Stato Parte richiesto ritiene che l’esecuzione della richiesta possa pregiudicare la sua sovranit?, sicurezza, ordine pubblico o altri interessi essenziali;

(c) se il diritto interno dello Stato Parte richiesto vieterebbe alle autorit? dello stesso di eseguire l’azione richiesta in relazione a qualsiasi reato analogo, se questo fosse oggetto di indagini, azioni penali o procedimenti giudiziari sotto la propria giurisdizione;

(d) se l’accoglimento della richiesta sarebbe contrario all’ordinamento giuridico dello Stato Parte richiesto in materia di assistenza giudiziaria”.

LA LEGGE

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1 ALLA CONVENZIONE E DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE IN RELAZIONE AL PROCEDIMENTO ORDINARIO RELATIVO ALL’ASSISTENZA GIUDIZIARIA E AL PROVVEDIMENTO DI CONGELAMENTO
84. La ricorrente ha lamentato che l’adempimento da parte dello Stato maltese della richiesta di assistenza legale e del provvedimento di blocco richiesto dalle autorit? del Kazakistan non era conforme all’articolo 6, poich? le richieste derivavano da un regime che non poteva offrire alcuna garanzia di un processo equo. La donna si ? inoltre lamentata in particolare dell’ordine di congelamento e della sua durata, che si basava su accuse inventate e politicamente motivate. La donna si ? appellata all’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione. Le disposizioni recitano come segue:

Articolo 1 del Protocollo n. 1

“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al pacifico godimento dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non nell’interesse pubblico e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Tuttavia, le disposizioni precedenti non pregiudicano in alcun modo il diritto di uno Stato di applicare le leggi che ritiene necessarie per controllare l’uso della propriet? in conformit? all’interesse generale o per assicurare il pagamento di imposte o di altri contributi o sanzioni.”

Articolo 6

“Nella determinazione dei suoi diritti e doveri civili… ogni individuo ha diritto a un’equa… udienza… da parte di [un]… tribunale…”.
Le osservazioni delle parti
Il ricorrente
85. La ricorrente ha sostenuto che l’esecuzione da parte delle autorit? maltesi della richiesta di assistenza e del conseguente provvedimento di congelamento era viziata. Tale adempimento costituiva una violazione della Convenzione in quanto la richiesta derivava da un regime che, soprattutto nei confronti della ricorrente (il cui marito era un nemico del regime), non poteva garantire una procedura equa, indipendente e imparziale. Ha ritenuto che, per essere conforme alla Convenzione, uno Stato non deve rendersi complice, essendo la lunga manus di un procedimento al di fuori della sua giurisdizione che ? inficiato da manifesta iniquit?. Ha osservato che n? lei n? il marito erano mai stati indagati o tanto meno condannati per riciclaggio di denaro in nessuno Stato europeo. Concentrandosi sull’equit? del procedimento a Malta, i tribunali nazionali hanno ignorato le basi molto dolorose su cui il procedimento si era basato. Hanno cos? scelto di chiudere gli occhi su tutte le prove presentate – che dimostravano che la situazione equivaleva a una persecuzione politica del marito, ormai deceduto – fino al giorno in cui sarebbe stata eventualmente richiesta la sua estradizione.

86. La Corte aveva gi? formalmente proclamato la sua sfiducia nelle autorit? kazake nelle sentenze Kaboulov c. Ucraina (n. 41015/04, ?? 110-14, 19 novembre 2009), Baysakov e altri (sopra citati, ?? 35 e 46-52) e Batyrkhairov (sopra citati, ?? 33-52). La Corte costituzionale aveva anche riconosciuto che il sistema giudiziario kazako era imperfetto. In effetti, non era stata particolarmente colpita dall’esperto di diritto costituzionale inviato dalle autorit? kazake per testimoniare nel caso del ricorrente, tanto da respingere la sua testimonianza per mancanza di credibilit? (cfr. paragrafo 57). Ciononostante, aveva permesso a tale regime di decidere sulla propriet? della ricorrente, pur sapendo che ella non avrebbe potuto essere presente a tale procedimento senza rischiare la vita.

87. La Corte aveva stabilito il principio secondo il quale la probabilit? di un processo iniquo in una giurisdizione straniera era sufficiente a non mettere un richiedente in pericolo di subire tale processo, e quindi a impedire la sua estradizione. Secondo la ricorrente non c’era motivo di distinguere la situazione nel caso di specie da tali violazioni, in quanto tutti gli articoli della Convenzione erano meritevoli di tutela.

88. Inoltre, la ricorrente si ? lamentata della legittimit? e della durata del provvedimento di blocco. La ricorrente ha ritenuto che la misura non perseguisse un reale interesse pubblico (soprattutto a Malta). Ha inoltre ritenuto che, oltre a un obbligo negativo, lo Stato maltese avesse anche un obbligo positivo di non essere complice delle violazioni dei diritti umani perpetrate in Kazakistan. L’emissione di un ordine di congelamento basato sull’accusa di una dittatura straniera di aver avviato un’azione penale per riciclaggio di denaro, non poteva assolvere l’onere dello Stato di dimostrare che dietro la misura ci fosse un reale interesse pubblico. Ha ritenuto che il procedimento in Kazakistan fosse politicamente motivato e che non potesse offrire, nel caso del richiedente, alcuna garanzia procedurale contro l’arbitrariet?. Inoltre, l’ordine di congelamento, che era gi? in vigore da sette anni e aveva paralizzato tutte le sue attivit? economiche quotidiane, si sarebbe certamente trasformato in una confisca. La ricorrente si trovava quindi in una situazione in cui tutti i suoi beni erano immobilizzati e non poteva fare nulla. Ci? era ancor pi? vero se si considera che era ignara del procedimento in Kazakistan – uno Stato che, secondo i tribunali austriaci, aveva fatto di tutto per eliminare il marito della ricorrente (cfr. paragrafi 12 e 19 supra).

89. In risposta alle argomentazioni del Governo, la ricorrente ha sostenuto che il caso in questione non poteva essere trattato come una qualsiasi altra richiesta di assistenza legale, in quanto aveva avuto origine in uno Stato con un pessimo curriculum in materia di rispetto dei diritti umani, ed era in particolare rivolto al marito della ricorrente che era stato considerato un nemico dello Stato. Inoltre, non ? stata una consolazione il fatto che potesse guadagnare interessi o affitti, che ancora una volta non ha potuto utilizzare, in quanto anch’essi colpiti dall’ordinanza. La ricorrente non riteneva nemmeno rilevante il fatto di possedere altri

Testo Tradotto

FIRST SECTION

CASE OF SHORAZOVA v. MALTA

(Application no. 51853/19)

JUDGMENT

Art 1 P1 ? Control of the use of property ? Lack of procedural safeguards for lengthy freezing of all applicant?s property in Malta at legal assistance request of Kazakh authorities, likely tainted by political persecution motives

Art 6 ? 1 (criminal) ? Reasonable time ? Duration of constitutional redress proceedings, lasting almost five years, not excessive in the specific circumstances of the case

STRASBOURG

3 March 2022

FINAL

03/06/2022

This judgment has become final under Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Shorazova v. Malta,

The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:

P?ter Paczolay, President,
Krzysztof Wojtyczek,
Alena Pol??kov?,
Erik Wennerstr?m,
Lorraine Schembri Orland,
Ioannis Ktistakis,
Davor Deren?inovi?, judges,
and Liv Tigerstedt, Deputy Section Registrar,

Having regard to:

the application (no. 51853/19) against the Republic of Malta lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Austrian national, Ms Elnara Shorazova (?the applicant?), on 1 October 2019;

the decision to give notice to the Maltese Government (?the Government?) of the complaints concerning Article 6 ? 1 (civil limb) in relation to the ordinary proceedings, Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention and Article 6 ? 1 in relation to the length of the constitutional redress proceedings and to declare inadmissible the remainder of the application;

the indication by the Austrian Government that they did not wish to exercise their right to intervene in the proceedings in accordance with Article 36 ? 1 of the Convention and Rule 44 ? 1 of the Rules of Court;

the parties? observations;

Having deliberated in private on 1 February 2022,

Delivers the following judgment, which was adopted on that date:

INTRODUCTION

1. The case concerns proceedings relating to a request for legal assistance and a consequent freezing order on the applicant?s property, which had its basis in a request in connection with criminal proceedings ongoing in Kazakhstan against her. It raises issues under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention and Article 6.

THE FACTS

2. The applicant was born in 1976 in Kazakhstan and lives in Vienna. She was represented by Dr J. Giglio, a lawyer practising in Valletta.

3. The Government were represented by their Agents, Dr C. Soler, State Advocate, and Dr J. Vella, Advocate at the Office of the State Advocate.

4. The facts of the case, as submitted by the parties, may be summarised as follows.

THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE

Background
5. The applicant is the widow of Rakhat Aliyev also known as Shoraz (hereinafter referred to as R.A.). The latter was, prior to his marriage to the applicant, married to D.N., the daughter of Nursultan Nazarbayev (hereinafter N.N.) who occupied a high-ranking position in the Communist party of Kazakhstan in 1983 when R.A. got married. In 1991 N.N. became the President of Kazakhstan and remained so until March 2019.

6. Between 1991 and 2002 R.A. was appointed by his then father-in-law to various government positions, until tensions arose between them, allegedly following United States reports that indicated that R.A. was being considered as a successor to N.N. At that point, in 2002, R.A. was appointed as ambassador to Austria. In 2005 R.A. returned to Kazakhstan as Vice?minister of Foreign Affairs.

7. Following the murder of the Kazakhstan opposition leader in 2006, and suggestions by certain Kazakh mass media (controlled by R.A.) to introduce democratic reform, tensions again arose between R.A. and N.N. Consequently, R.A. was again appointed as ambassador to Austria.

8. In May 2007 N.N. announced constitutional changes which would have further strengthened his position as ruler of Kazakhstan. R.A. openly expressed his criticism to such changes and declared that he would run for president in the 2012 election. In the same year he learnt that he was divorced from his wife D.N., although allegedly he had never been notified of the divorce procedure, in which he claimed his signature had been falsified. D.N. took control of all their property and the care and custody of their three children.

9. Immediately thereafter, the Kazakh government issued against R.A. an arrest warrant and a red notice through Interpol and lodged various requests for legal assistance with western authorities which continued until R.A. died in prison in Austria in February 2015.

10. In the meantime, in 2009, R.A. married the applicant and during the period 2009-2013 took residence in Malta, where he continued to advocate for democratic reforms in Kazakhstan.

Proceedings in European States
Austria
(a) First extradition request

11. On 25 May 2007 Austria received an extradition request from Kazakhstan, on the basis that R.A. and others had committed the crimes of kidnapping several people, appropriating their assets through blackmail and using forged documents.

12. The request was denied on 7 August 2007. Having considered reports from the U.S. Department of State and Human Rights Watch, the Austrian court considered that there was reason to believe that the criminal proceedings in Kazakhstan would be conducted in a manner contrary to the European Convention on Human Rights (in particular its Articles 3 and 6). Indeed, already during the extradition proceedings in Austria, the Kazakh authorities had repeatedly breached the principles of due process. It also noted that a certain A.D. had testified that he had been paid one million United States Dollars (USD) to testify against R.A. and was offered another one million USD to procure information about the way R.A. was being guarded in Austria and whether his security agents were carrying arms. Further, suspicions arose as to the divorce proceedings of R.A. in which his signature had been forged, which raised concerns in respect of the way in which criminal proceedings instituted would be carried out. The court further suspected that the criminal prosecution of R.A. and others connected to him had been the result of his political opinions which ran counter to those of the President of Kazakhstan.

(b) First criminal proceedings

13. In 2007 criminal proceedings were instituted against R.A. on charges of money laundering, in particular, concealing assets originating from crimes under the Kazakhstan criminal code. On 11 July 2007 a freezing order issued in those proceedings was revoked as no evidence showed any criminal activity. The file showed that the money laundering suspicions were notified by banking institutes solely on the basis of reports in the media, and the cash flows at issue, at least partly, were traceable on the grounds of the documents submitted.

14. The criminal proceedings were discontinued on 29 August 2007.

(c) Second criminal proceedings

15. In 2010 a further criminal investigation ensued against the applicant and R.A. based on claims of money laundering by the Kazakh authorities. The proceedings were discontinued.

(d) Second extradition request

16. In 2011 the Kazakh authorities requested the extradition of R.A. to expiate his sentence (see paragraphs 33 and 34 below in relation to the proceedings in Kazakhstan).

17. On 16 June 2011 the request was refused, it was noted that the judgments had been given in absentia and that it could not be ruled out that the case had a political character.

(e) Third criminal proceedings

18. In 2014 the Austrian authorities issued an arrest warrant against R.A. and other persons, and the former voluntary submitted himself to the authorities. R.A. and the applicant had left Malta precisely for this purpose. The proceedings in respect of R.A. were discontinued in 2015 before the start of the trial as he was found dead in the Austrian prison.

19. By an appeal judgment of 14 September 2016, the co-accused persons were acquitted of the charge of murder but found guilty of inter alia, kidnapping, threatening and ill-treating other persons, with the aid of R.A. In its judgment the court noted that there were considerable indications that the victims (two bank managers) had been killed by the Kazakh Security Service and that the entire abduction and murder case had been construed retroactively in order to eliminate R.A. and persons close to him. Further, it could not be ruled out that official Kazakh authorities might be behind a foundation which had invested about ten million euros (EUR) in persecution of R.A.

Germany
20. In 2010 a criminal investigation was initiated in Germany against the applicant and R.A. based on claims of money laundering by the Kazakh authorities.

21. The proceedings were discontinued on 5 January 2016 as the crimes at issue were not ascertainable.

Liechtenstein
22. In 2013, and again in 2015, the Kazakh authorities sought legal assistance from Liechtenstein, as result of which criminal investigations were initiated against the applicant and R.A. in Liechtenstein and a freezing order was issued on 16 December 2015, for two years, in relation to their property.

23. The investigations were discontinued on 29 June 2015 and the freezing order was lifted on 18 December 2017 as the requesting State had not substantiated a motion for the extension of the order.

24. The request for legal assistance was refused by the Royal Regional Court on 30 May 2018, inter alia, because it was contrary to public order, in particular due to the conduct of the National Security Committee of the Republic of Kazakhstan (KNB) in connection with the prosecution of R.A., and the fact that the requesting authority was continuing investigations against R.A. post mortem.

25. On 6 September 2018 the Princely High Court upheld the complaint of the public prosecutor, overturned the decision and ordered the Royal Regional Court to continue the judicial assistance.

26. The applicant and other involved persons filed an appeal which was dismissed by the Princely Supreme Court on 1 February 2019.

27. The appellants then lodged individual appeals against this order with the State Court of Justice, which on 2 September 2019 considered that the appellants constitutionally guaranteed rights had been violated, in part, mainly as concerned the non-arbitrary treatment. It thus upheld the appeals, save in respect of the deceased R.A., and referred the case back to the Supreme Court.

28. In particular, it considered that a foreign request may only be complied with if public order or other essential interests of the Principality of Liechtenstein were not violated. Examining the human rights situation in Kazakhstan, it noted that international reports indicated that proceedings there would not meet the requirements of a fair trial. The Secret Service was a special body directly subordinate to the President (whose immediate predecessor in office was R.A.?s former father-in-law) and there were indications that R.A.?s former companions had been arbitrarily arrested and mistreated in order to obtain confessions. The reports also showed the dominance of the President and the ruling party and the lack of an independent judiciary and of rule of law procedures. Violations by law enforcement officials and judicial officials were explicitly mentioned together with harassment leading to death, torture or ill-treatment of prisoners and detainees, and arbitrary arrests. These reports had also been relied on by the European Court of Human Rights in Baysakov and Others v. Ukraine (no. 54131/08, ? 49, 18 February 2010). It further emerged from the final report of the Austrian Federal Ministry of Justice of 11 March 2009 that the abduction of R.A. had been planned and that he had subsequently been murdered. Other reports showed that KNB had been tasked with repatriating R.A. and other persons, possibly also by committing criminal acts. Further, it was credible that the applicant and R.A. were persecuted for political reasons and that the principles of a fair trial were not observed in the requesting State, in particular in relation to R.A. It thus concluded that the request for legal assistance was contrary to public order and thus could not be entertained by Lichtenstein. It followed that the decision of 6 September 2018 of the Princely High Court upholding the prosecutor?s decision had to be annulled.

29. On appeal, on 7 February 2020, the Supreme Court was bound by the opinion of the State Court.

Cyprus
30. In 2016 the Cypriot authorities issued a freezing order in respect of the applicant?s property, which was lifted a few months later. No further detail was provided to the Court in this respect.

Greece
31. In 2014, by means of a letter rogatory in terms of the United Nations Convention Against Transnational Organised Crime, the Kazakh authorities requested the Greek authorities to conduct an inquiry into acts of money laundering committed jointly and repeatedly by various persons including the applicant. In 2014 the Judicial Council of the Athens Magistrates? Court accepted the request. By means of judicial council decision no. 4405/2014 a freezing order was issued on a series of accounts and safe deposits, including some owned by the applicant.

32. Following the relevant inquiry, by a judgment of 16 July 2020 the Judicial Council of the Athens Magistrates? Court rescinded the freezing order and held that no charges should be held against, inter alia, the applicant. It shared the prosecutor?s arguments that the letter rogatory contained no information or document proving the incidents as described in the charges, which mainly relied on testimony of two individuals with no reference to the conditions under which they had been obtained. It further referred to a judgment of the Vienna Court of First Instance as well as other judgments given in European States which dismissed similar letters rogatory, noting that important questions arose in relation to the legitimacy of the criminal proceedings relied on. Noting the accused person?s assertions of political prosecution, it found that no information had been included in the file showing that the accused were aware of the alleged criminal activities of R.A.

Proceedings in Kazakhstan
33. Following the Austrian authorities? refusal to extradite R.A., in 2007 he was tried in absentia. In 2008 he was convicted and sentenced to a twenty?year term of imprisonment.

34. In 2009, following another trial in absentia, R.A. was convicted of political offences by a secret military court and sentenced to a twenty-year term of imprisonment.

35. According to the applicant, she was never officially notified of any proceedings against her.

Proceedings in the Respondent State
The request for legal assistance via letters rogatory
36. In February 2013 the Maltese authorities received a request for legal assistance in terms of the United Nations Convention Against Transnational Organised Crime, concerning the applicant and R.A. in relation to crimes allegedly committed in Kazakhstan. At the time the Kazakh authorities were conducting an investigation into allegations of fraud and money laundering on the part of R.A. and the applicant.

37. The request was communicated to the Magistrate in line with Article 649(1) of the Criminal Code, who called for a number of witnesses to be questioned including the applicant, who was to be questioned on 31 October 2013, and R.A. In the meantime, an attachment order (sekwestru) was issued on 6 August 2013.

38. On 1 October 2013 the applicant and R.A. objected to the request and asked the Court of Magistrates not to execute the letter of request on the grounds that the Kazakh procedures were contrary to public policy and fundamental principles of Maltese law, as specified in Article 649(1) and (5) of the Criminal Code. They submitted relevant documentation to substantiate their claim. They asked the court not to pass on any already collected information and to ensure that they and other people who had been called to testify and whose identity had therefore been disclosed to the Kazakh authorities, be given due protection. The Attorney General made submissions in reply.

39. The applicant and R.A.?s objection was rejected on 21 October 2013, the Court of Magistrates noting that it could not decide any preliminary pleas and that these were not extradition proceedings during which the claimants could raise such arguments, which it considered of a constitutional nature. It noted, however, that in its collection of evidence it would apply the principles of Maltese law.

40. According to the Maltese authorities, on an unspecified date, criminal proceedings in Kazakhstan were instituted against the applicant and her husband on, inter alia, charges of money laundering. Nevertheless, evidence continued to be collected and witnesses continued to be heard, under Article 649 of the Criminal Code, in the absence of the applicant and her husband (who were not in Malta and had not been notified) or their representative.

41. A further request for legal assistance was received in January 2014 whereby the Maltese State was requested to identify and freeze assets belonging to the applicant and R.A.

The freezing orders
(a) The freezing order by the Criminal Court

42. Following a request by the Attorney General acting on the request of the Kazakh authorities, on 25 February 2014 the Criminal Court, in proceedings in camera, issued a freezing order (ordni ta?ffrizar) by which it ordered the freezing of the assets held in Malta by the applicant and her husband and prohibited them from transferring or disposing of any movable or immovable property in accordance with Article 435C of the Criminal Code and Article 10 of the Prevention of Money Laundering Act.

43. The freezing order was still in place at the time of the communication of the complaints to the Respondent Government and the subsequent observations, the Criminal Court having renewed it repeatedly upon the Attorney General?s request. While still affected by the freezing order, the Criminal Court in the meantime, on the applicant?s request, allowed her to transfer in her name two cars, to rent out a property (the proceeds of which were also to be affected by the freezing order ? save for a specific authorisation which was later granted to pay related tax and water and electricity bills), and to transfer onto her name part shares of a company (which was also to be subject of the freezing order).

(b) The freezing order by the Court of Magistrates

44. In the context of the proceedings for legal assistance, on 7 April 2014 the Court of Magistrates issued a freezing order over the applicant?s and her husband?s property under Article 23A of the Criminal Code (freezing of property of an accused person). No detail has been submitted concerning this order.

Continuation of the legal assistance
45. On 14 April 2014 all the evidence collected was sent to the Kazakh authorities.

46. On 12 September 2014 the applicant and her husband asked the Court of Magistrates to continue the proceedings in public. The request was denied on 2 October 2014 on the basis that they had no locus standi in the proceedings.

47. By a decree of 10 October 2014, following an intervention by the constitutional jurisdictions (see paragraph 51 below) on request by the parties, the Court of Magistrates declared, inter alia, that the applicant and her husband be considered accused persons in criminal proceedings in Kazakhstan, and they had thus, legal standing in these proceedings as accused, with the relevant rights (see paragraph 51 below).

48. Upon their request for a copy of the accusations on the basis of which these letters of request were being based, on 20 November 2014 the applicant and her husband, as well as the court, were handed over a copy of the charges by the Kazakh authorities, whose representative explained that investigations were still in process.

Constitutional redress proceedings
(a) First-instance

49. In the meantime, in June 2014 the applicant and R.A. instituted constitutional redress proceedings.

50. They complained that the proceedings instituted by the Attorney General in Malta on request of the Kazakh authorities were in breach of their rights under Article 6 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention; that given the political situation in Kazakhstan the claimants had no guarantees that their rights in the proceedings in Kazakhstan (of which they had not even been notified) would be respected and thus that the Maltese authorities should not abide by the request for legal assistance, which also included freezing their assets. They requested the court to bring to an end all the proceedings initiated in Malta and to order that all information which had been collected be destroyed and not sent to the Kazakh authorities as well as to make any relevant order to redress the said breaches.

51. By an interim decree of 10 October 2014, the court ordered that sittings before the Court of Magistrates be no longer held in camera, that no documents be sent to Kazakhstan until the case was decided and that the applicant?s lawyer be given full access to the acts of those proceedings.

52. By a judgment of 5 October 2017 the Civil Court (First Hall) in its constitutional competence found a partial breach of Article 6 of the Convention (see paragraph 54 below) and ordered that the documentation collected by the Maltese authorities should not be sent ? where it had not already been sent ? to the Kazakh authorities as it had been collected in breach of the rights of the claimants; that any legal assistance requested from the Maltese authorities in relation to the now deceased R.A. should not continue nor should documents be sent to the Kazakh authorities. The latter finding was so since, in accordance with Maltese public policy, no criminal proceedings can be pursued against a deceased individual or his heirs.

53. It, however, found that the legal assistance in respect of the applicant should be continued and that all documentation collected be sent to the Kazakh authorities in relation to the criminal charges against her (as she had to be considered an accused person as agreed in the minutes of 10 October 2014) as long as Maltese law was being respected in that process.

54. In particular, it considered that the situation was one where the applicant and her husband were accused persons in criminal proceedings in Kazakhstan, but where the collection of evidence ? a part of the criminal proceedings ? was being undertaken in Malta. Thus, the collection of evidence and freezing of their assets could not have been made in the absence of the applicant (and her husband) who had standing as well as the relevant rights as accused persons, and in that connection there had been a breach of Article 6.

55. As to the rest, the court held that it had no competence to assess whether the proceedings in Kazakhstan were not genuine (fazulli) and whether they were politically motivated. It was for it [ the Civil Court (First Hall) in its constitutional competence] only to decide, in the present case, whether the Maltese State was to continue assisting a judicial system which was allegedly corrupt and unable to give a fair hearing. While this was not a question of extradition, the court was of the view that legal assistance should not be given in relation to proceedings which could not guarantee a fair trial. However, the court noted that the Constitution of Kazakhstan, at least on paper, offered the guarantees of a fair trial. Secondly, despite reports from various entities considering that the judicial system in Kazakhstan was not conducive of fair trials, the United Nations nevertheless accepted Kazakhstan as a signatory to the Convention which provided for reciprocal assistance in criminal matters. The court took note of the various reports presented to it on the matter, including concerning the regular use of torture in political trials. It found that, indeed, according to a judgment of the ECtHR, persons had also been tortured to give evidence against the applicant?s husband. It, however, considered that the since the issue was not one of extradition, given the seriousness of the financial crimes with which the applicant was charged, the Maltese authorities should not obstruct the investigation by not sending the collected information, even assuming the proceedings against the applicant were not free from any political motives.

56. While other countries had refused extradition requests, it did not appear to be so with requests for assistance which in themselves were not determinative of guilt and thus the applicant?s right to a fair trial would not be prejudiced. The court did not consider it appropriate to make any general assertions as to democracy in Kazakhstan, which was not relevant to the present case, as it had not been sufficiently proved that the applicant?s trial was politically motivated.

57. While the court was not impressed by the witness testimony of A.Z. (a Kazakh official) who totally lacked credibility, it considered that it could not be said that the charges against the applicant were entirely ill-founded. Nor did the charges appear to be grounded or having any legal basis ? but this did not prohibit another country from pursuing their investigations. Thus, while the applicant?s request could not be considered as premature, despite proceedings not having come to an end, it was necessary to give guidance as to the way forward.

58. As to her complaint under Article 1 of Protocol No. 1, the court held that the freezing of her assets constituted a control of use of property in the general interest ? it had been legal and pursued a legitimate aim, namely that of a deterrent in the fight against organized crime and money laundering, and was put in place in a way (at least after it was regulated by this court) which had achieved a fair balance between the interests at play. Thus, as submitted by the Attorney General, it had been proportionate having considered that the applicant (and her husband) who had been employees of the State at limited pay, had nonetheless managed to own various companies in Malta and abroad, as well as properties of a considerable value, which according to the Attorney General had been acquired via assets having an illicit origin.

59. In all fifteen hearings took place in these proceedings, during most of which written or oral evidence was presented.

(b) Appeal

60. Both parties appealed. The applicant challenged the judgment in so far as it rejected the complaint under Article 1 of Protocol No. 1 in relation to the freezing order (noting in particular that the domestic courts had not differentiated between investigated or accused persons and that while they became accused on 10 October 2014, the freezing order had been issued on 25 February 2014). She further appealed in relation to the continuation of the assistance to the Kazakh authorities. Particularly, in relation to the freezing order issued in February 2014, she considered that the court had based itself on legally and factually incorrect and unsubstantiated statements made by the Attorney General. She noted that it was not true that she had always been an employee on a limited wage and with a limited income, and that just because a property was expensive, it did not mean that it had been acquired by illicit means, in the absence of a shred of evidence.

61. The appeal was appointed for hearing on 13 November 2017 and was adjourned for pleadings to 12 February 2018. On the latter date the court adjourned the case for judgment. Two further adjournments for judgment ensued, and on 11 June 2018 the applicant requested to submit further documentation. The request was debated on 8 October 2018 following one adjournment, apparently because the casefile had been lost. The case was then adjourned five times for judgment.

62. By a judgment of 8 April 2019 the Constitutional Court rejected the applicant?s appeal.

63. It confirmed that the complaint was not premature and that the continuation of proceedings after 10 October 2014 ? the date on which they had been recognised as accused ? in the absence of the applicant (and her husband), at a time when criminal proceedings were ongoing against them in Kazakhstan and when they therefore had the status of accused persons was in breach of the applicant?s right to a fair trial. This was so given that under the Maltese law an accused person had the right to be notified of the proceedings arising from letters rogatory and to be present throughout the criminal process, including the collection of evidence in a foreign state, in order to safeguard their interests.

64. The Constitutional Court considered that whatever went on in Malta had to be in line with the domestic law in Malta and the applicant?s fair trial rights. The first-instance court had thus been right to order that any evidence collected in breach of those rights should not be sent to the Kazakh authorities. However, that evidence should again be brought before the domestic courts in the presence of the applicant, so as to enable Malta to conform to its international obligations.

65. It further considered that the freezing order should be kept in place in respect of the applicant, but not her husband who was now deceased, since it was a precautionary measure ? a tool provided for by the Criminal Code, which was often used in money laundering cases ? and there was therefore no breach of any human right if it remained applicable until the end of the criminal proceedings. Given the seriousness of the offence with which the applicant was charged, the measure requested by the Attorney General had not been arbitrary or unreasonable, as also confirmed by the Criminal Court which issued the order on 25 February 2014. It was also not for the court to decide whether the applicant was guilty or not, but simply to decide whether the freezing order had to be issued, and the first-court?s considerations had been reasonable given the applicant?s testimony.

66. In so far as the claimants had also requested the court to reverse the findings under Article 1 of Protocol No. 1, while no specific appeal plea was made in this regard, the Constitutional Court was of the view that no such breach could be upheld, since, contrary to a confiscation order, a freezing order did not deprive the claimants of their possession but was only a temporary measure which was lawful, in the general interest and proportionate to the aim pursued.

Further developments following the communication of the complaints to the Respondent Government on 2 November 2020
67. Following the conclusion of the parties? observations (submitted between March and May 2021), in November 2021 the applicant informed the Court of the following further developments which had occurred in the months preceding, and subsequent, to the filing of observations by the parties.

68. On 14 December 2020, the applicant filed an application with the Criminal Court complaining about the practice whereby similar requests for assistance were, essentially, automatically renewed by the court every six months, on request by the Attorney General, without the Maltese competent authorities asking whether the Requesting State was still interested in the assistance it had originally requested, and without the application of the Attorney General being notified to the persons impacted by the freezing order. The applicant thus asked the Criminal Court to set a hearing and to revoke the freezing order. She also submitted to the Criminal Court the Statement of Facts prepared by the Registry of the European Court of Human Rights in relation to her application before the Court which had, in part, been notified to the Respondent Government on 2 November 2020.

69. On the same day the Criminal Court invited the Attorney General to submit comments within twenty-four hours. Following a number of extensions, the latter made submissions on 22 February 2021. The Criminal Court set a hearing for 26 February 2021, wherein it ordered that the Attorney General get in touch with the Kazakh authorities to obtain information about the status of the alleged judicial proceedings in Kazakhstan.

70. On 19 March 2021 the Kazakh authorities informed the Attorney General that the Investigation Department of the National Security Committee of the Republic of Kazakhstan was still investigating the criminal case against the applicant, her husband and others. They thus asked the Maltese courts to maintain the freezing order as they considered that ?at this stage of the investigation there are no grounds for lifting the restrictions on the seized assets of the Aliyev?s criminal group?.

71. On 25 March 2021 the Criminal Court deemed this reply insufficient and consequently requested the Attorney General to obtain more information. On 23 April 2021 the Attorney General filed a note in the acts of the proceedings whereby he exhibited the additional information received, which was a replica of the previous reply.

72. Unsatisfied, on 18 May 2021, the Criminal Court asked for more information. It questioned why the information sent spoke about an investigation going on in Kazakhstan when the original request to the Maltese authorities had been made in terms of Article 435C of the Criminal Code because judicial proceedings had been instituted against the applicant, where ?she was charged before the courts of Kazakhstan on 25 March 2013? (fejn hija ?iet mixlija quddiem il-Qorti tal-Kazakhastan fil?25 ta? Marzu 2013).

73. On 18 June 2021 the Kazakh authorities sent a further reply confirming that the pre-trial investigation was still underway, but that on 5 July 2019 it had been temporarily suspended because the accused persons were outside the Republic of Kazakhstan, and it was necessary to obtain additional evidence from several foreign countries. They specified that court proceedings had not yet commenced (except for individual court sessions conducted by an investigating judge to authorise certain investigative actions). Indeed, the criminal case against the applicant could not, at that stage, be sent to court since she had escaped from the investigation and was on the international wanted list. Since she was outside the borders of the Republic of Kazakhstan and evaded appearing before the criminal prosecution and the court, on 13 June 2015, a lawyer was appointed as her defender. They explained that he ?participates? in all investigative actions affecting the applicant?s interests including obtaining the authorisation of the investigating judge for the arrest of her property, as well as the seizure of bank information. At the same time, following the criminal procedure legislation of the Republic of Kazakhstan, the investigation body takes all the envisaged measures to notify her about this in due and proper form. However, since she never took part in the investigative actions and the court hearings held by the investigating judge, her interests were represented by the appointed defence lawyer. Lastly, they noted that under Kazakh law it was possible to confiscate property obtained by illegal means until the final decision was issued (non-conviction based asset forfeiture) and that they were ready to institute the procedure for pre-trial confiscation, in favour of the Republic of Kazakhstan, of the applicant?s and her husband?s assets which were frozen in Malta, and asked the Maltese authorities whether such a decision would be recognized in Malta.

74. On 22 July 2021, the Attorney General again filed an application asking the Criminal Court to extend the freezing order by another six months.

75. On 23 July 2021 the Criminal Court refused the request and revoked the freezing order. The relevant decree was published in the Government Gazette on 31 August 2021. The Criminal Court noted that Article 425C [recte 435C] of the Criminal Code and Article 10 of the Prevention of Money Laundering Act, on the basis of which the freezing order had been issued, referred to a person ?charged or accused?. Nevertheless, on the basis of the information provided, it transpired that no proceedings had been undertaken in Kazakhstan against the applicant, the circumstances still being under pre-trial investigation (which moreover was suspended), seven years after the order was issued. Having examined the relevant laws of Kazakhstan the applicant was solely to be considered a suspect. It followed that the Criminal Court was no longer satisfied that the conditions under Maltese law for the keeping in place of the order still existed. The Court went as far as saying, that they never existed since proceedings were never initiated before any court in Kazakhstan (il-Qorti ma g?adhiex aktar sodisfatta illi 1-kundizzjonijiet li wasslu g?all-ghemil tal-Ordni g?adhom jezistu sebg?a snin wara, anzi tazzarda tg?id illi dawn il-kundizzjonijict g?al ?rug tal-Ordni qatt ma kienu jezistu stante illi qatt ma ?ew inizjati proceduri quddiem xi qorti fir-Repubblika tal-Kazkhstan) and thus the applicant had not been ?charged or accused?, with the crimes indicated by those authorities.

RELEVANT LEGAL FRAMEWORK

THE CRIMINAL CODE
76. Article 23A of the Criminal Code, concerning the freezing of property of accused persons, in so far as relevant, reads as follows:

?(1) In this article, unless the context otherwise requires:

“relevant offence” means any offence not being one of an involuntary nature other than a crime under the Ordinances or under the Act, liable to the punishment of imprisonment or of detention for a term of more than one year;

“the Act” means the Prevention of Money Laundering Act;

“the Ordinances” means the Dangerous Drugs Ordinance and the Medical and Kindred Professions Ordinance.

(2) Where a person is charged with a relevant offence the provisions of article 5 of the Act shall apply mutatis mutandis and the same provisions shall apply to any order made by the Court by virtue of this article as if it were an order made by the Court under the said article 5 of the Act.

(3) Where the court does not proceed forthwith to make an order as required under sub-article (2) the court shall forthwith make a temporary freezing order having the same effect as an order made under article 5 of the Act which temporary order shall remain in force until such time as the court makes the order required by the said sub-article.

(4) Where for any reason whatsoever the court denies a request made by the prosecution for an order under sub-article (2) the Attorney General may, within three working days from the date of the court?s decision, apply to the Criminal Court to make the required order and the provisions of article 5 of the Act shall apply mutatis mutandis to the order made by the Criminal Court under this sub-article as if were an order made by the court under the same article 5. The temporary freezing order made under subarticle (3) shall remain in force until the Criminal Court determines the application.

(5) The person charged may within three working days from the date of the making of the order under sub-article (2) apply to the Criminal Court for the revocation of the order provided that the order made under sub-article (2) shall remain in force unless revoked by the Criminal Court.?

77. Article 435C of the Criminal Code, concerning the freezing of property of persons accused of offences cognizable by courts outside Malta, in so far as relevant, reads as follows:

?(1) Where the Attorney General receives a request made by a judicial, prosecuting or administrative authority of any place outside Malta or by an international court for the temporary seizure of all or any or the moneys or property, movable or immovable, of a person (hereinafter in this article referred to as “the accused” charged or accused in proceedings before the courts of that place or before the international court of a relevant offence, the Attorney General may apply to the Criminal Court for an order (hereinafter in this title referred to as a “freezing order”) having the same effect as an order as is referred to in article 22A(1) of the [Dangerous Drugs] Ordinance, and the provision of the said article 22A shall, subject to the provisions of sub-article (2), apply mutatis mutandis to that order.

(2) The provisions of article 24C(2) to (5) of the Ordinance shall apply to an order made under this article as if it were an order made under the said article 24C.

(3) Article 22B of the Ordinance shall also apply to any person who acts in contravention of a freezing order under this article.?

78. Article 649 of the Criminal Code, concerning the collection of evidence in relation to offences cognizable by courts of justice outside Malta, in so far as relevant, reads as follows:

?(1) Where the Attorney General communicates to a magistrate a request made by a judicial, prosecuting or administrative authority of any place outside Malta or by an international court for the examination of any witness present in Malta, or for any investigation, search or/and seizure (perkwi?izzjoni jew/u qbid), the magistrate shall examine on oath the said witness on the interrogatories forwarded by the said authority or court or otherwise, and shall take down the testimony in writing, or shall conduct the requested investigation, or order the search or/and seizure as requested, as the case may be. The order for search or/and seizure shall be executed by the Police. The magistrate shall comply with the formalities and procedures indicated in the request of the foreign authority unless these are contrary to the public policy or the internal public law of Malta.

(2) The provisions of sub-article (1) shall only apply where the request by the foreign judicial, prosecuting or administrative authority or by the international court is made pursuant to, and in accordance with, any treaty, convention, agreement or understanding between Malta and the country, or between Malta and the court, from which the request emanates or which applies to both such countries or to which both such countries are a party or which applies to Malta and the said court or to which both Malta and the said court are a party. A declaration made by or under the authority of the Attorney General confirming that the request is made pursuant to, and in accordance with, such treaty, convention, agreement or understanding which makes provision for mutual assistance in criminal matters shall be conclusive evidence of the matters contained in that certificate. In the absence of such treaty, convention, agreement or understanding the provisions of subarticle (3) shall be applicable.

(3) (…)

(4) The magistrate shall transmit the deposition so taken, or the result of the investigation conducted, or the documents or things found or seized in execution of any order for search or/and seizure, to the Attorney General.

(5) For the purposes of sub-articles (1) and (3) the magistrate shall, as nearly as may be, conduct the proceedings as if they were an inquiry relating to the in genere but shall comply with the formalities and procedures indicated by the requesting foreign authority unless they are contrary to the fundamental principles of Maltese law and shall have the same powers, or as nearly as may be, as are by law vested in the Court of Magistrates as court of criminal inquiry, as well as the powers, or as nearly as may be, as are by law conferred upon him in connection with an inquiry relating to the in genere:

provided that a magistrate may not arrest any person, for the purpose of giving effect to an order made or given under article 554(2), or upon reasonable suspicion that such person has committed an offence, unless the facts amounting to the offence which such person is accused or suspected to have committed amount also to an offence which may be prosecuted in Malta.

(…)?

THE MONEY LAUNDERING ACT
79. Articles 5 and 10 of the Prevention of Money Laundering Act, Chapter 373 of the Laws of Malta, in so far as relevant, read as follows:

Article 5

(freezing of property of accused persons)

?(1) Where a person is charged under article 3 [money laundering], the court shall at the request of the prosecution make an order –

(a) attaching (jissekwestra) in the hands of third parties in general all moneys and other movable property due or pertaining or belonging to the accused, and

(b) prohibiting the accused from transferring, pledging, hypothecating or otherwise disposing of any movable or immovable property:

Provided that the court shall in such an order determine what moneys may be paid to or received by the accused during the subsistence of such order, specifying the sources, manner and other modalities of payment, including salary, wages, pension and social security benefits payable to the accused, to allow him and his family a decent living in the amount, where the means permit, of thirteen thousand and nine hundred and seventy-six euro and twenty-four cents (13,976.24) every year:

Provided further that the court may also –

(a) authorise the payment of debts which are due by the accused to bona fide creditors and which were contracted before such order was made; and

(b) on good ground authorise the accused to transfer movable or immovable property.

(2) Such order shall –

(a) become operative and binding on all third parties immediately it is made, and the Director of the Asset Recovery Bureau shall cause a notice thereof to be published without delay in the Gazette, and shall also cause a copy thereof to be registered in the Public Registry in respect of immovable property; and

(b) remain in force until the final determination of the proceedings, and in the case of a conviction until the sentence has been executed.

(3) The court may for particular circumstances vary such order, and the provisions of the foregoing subarticles shall apply to such order as so varied.?

Article 10

(freezing of property of person accused with offences cognizable by courts outside Malta)

?(1) Where the Attorney General receives a request made by a judicial or prosecuting authority of any place outside Malta for the temporary seizure of all or any of the moneys or property, movable or immovable, of a person (hereinafter in this article referred to as “the accused”) charged or accused (imputata jew akku?ata) in proceedings before the courts of that place of an offence consisting in an act or an omission which if committed in these Islands, or in corresponding circumstances, would constitute an offence under article 3, the Attorney General may apply to the Criminal Court for an order (hereinafter referred to as a “freezing order”) having the same effect as an order as is referred to in article 22A(1) of the Dangerous Drugs Ordinance, and the provisions of the said article 22A shall, subject to the provisions of subarticle (2) of this article, apply mutatis mutandis to that order.

(2) The provisions of article 24C(2) to (5) of the Dangerous Drugs Ordinance shall apply to an order made under this article as if it were an order made under the said article 24C.?

THE DANGEROUS DRUGS ORDINANCE
80. In so far as relevant, the Articles of the Dangerous Drugs Ordinance, Chapter 101 of the Laws of Malta, mentioned above read as follows:

Article 22A

?(1) … the court shall at the request of the prosecution make an order –

(a) attaching in the hands of third parties in general all moneys and other movable property due or pertaining or belonging to the accused, and

(b) prohibiting the accused from transferring or otherwise disposing of any movable or immovable property:

Provided that the court shall in such an order determine what moneys may be paid to or received by the accused during the subsistence of such order, specifying the sources, manner and other modalities of payment, including salary, wages, pension and social security benefits payable to the accused, to allow him and his family a decent living in the amount, where the means permit, of thirteen thousand and nine hundred and seventy-six euro and twenty-four cents (13,976.24) every year:

Provided further that the court may also –

(a) authorise the payment of debts which are due by the accused to bona fide creditors and which were contracted before such order was made; and

(b) on good ground authorise the accused to transfer movable or immovable property.

(2) Such order shall –

(a) become operative and binding on all third parties immediately it is made, and the Director of the Asset Recovery Bureau shall cause a notice thereof to be published without delay in the Gazette, and shall also cause a copy thereof to be registered in the Public Registry in respect of immovable property, and

(b) remain in force until the final determination of the proceedings, and in the case of a conviction until the sentence has been executed.

(3) The court may for particular circumstances vary such order, and the provisions of the foregoing subarticles shall apply to such order as so varied.

(7) Where the court does not proceed forthwith to make an order as required under sub-article (1), the court shall forthwith make a temporary freezing order having the same effect as an order made under this article, which temporary order shall remain in force until such time as the court makes the order required by the said article.

….

(9) The person charged may within three working days from the date of the making of the order under sub-article (7) apply to the Criminal Court for the revocation of the order, provided that order shall remain in force unless revoked by the Criminal Court.?

Article 24C

?(…) (2). The first proviso of article 22A(1) shall not apply to a freezing order made under this article unless:

(a) the accused is present in Malta on the date the order is made; or

(b) the Attorney General or any other interested person present in Malta applies to the court, before or after the order is made, for the application of that proviso in which case the court shall only apply the proviso to the extent that it is satisfied that the application of the proviso is necessary to allow the accused and his family a decent living.

(4) Subject to the provisions of subarticle (5), a freezing order under this article shall remain in force for a period of six months from the date on which it is made but shall be renewed by the court for further periods of six months upon an application for that purpose by the Attorney General and upon the court being satisfied that:

(a) the conditions which led to the making of the order still exist; or

(b) that the accused has been convicted of an offence as is referred to in subarticle (1) in the proceedings referred to in the same subarticle and the sentence in regard to the accused in those proceedings or any confiscation order consequential or accessory thereto, whether made in civil or criminal proceedings, has not been executed:

Provided that where the accused has been convicted as aforesaid but no confiscation order has been made in the sentence in respect of that conviction the freezing order shall nevertheless be renewed as requested by the Attorney General where the court is satisfied that civil or criminal proceedings for the making of such an order are pending or are imminent.

(5) Any freezing order under this article may be revoked by the Court before the expiration of the period laid down in subarticle (4):

(a) at the request of the Attorney General; or

(b) at the request of any interested person and after hearing the Attorney General upon the court being satisfied:

(i) that the conditions which led to the making of the order no longer exist; or

(ii) that there has been a final decision in the proceedings referred to in subarticle (1) by virtue of which the accused has not been found guilty of any offence as is referred to in the same subarticle.?

RELEVANT INTERNATIONAL MATERIAL

81. Relevant international material concerning Kazakhstan is set out in Batyrkhairov v. Turkey (no. 69929/12, ?? 31-39, 5 June 2018).

82. In Baysakov and Others v. Ukraine (no. 54131/08, ?? 49-50, 18 February 2010 concerning an extradition to Kazakhstan, which the Court found would give rise to a violation of Article 3), based on relevant international reports, the Court had held, inter alia, that people associated with the political opposition in Kazakhstan were and continue to be subjected to various forms of pressure by the authorities, mainly aimed at punishing them for, and preventing them from engaging in, opposition activities. In particular ? 33, the judgment made reference to an Amnesty International Report which, in connection with the applicant?s husband, stated that Amnesty:

?received allegations in some high-profile criminal cases linked to the prosecution and conviction in absentia of the former son-in-law of President Nazarbaev, Rakhat Aliev, for planning an alleged coup attempt and several other charges, that associates or employees of Rakhat Aliev were arbitrarily detained by NSS officers, held incommunicado in pre-charge and pre-trial detention facilities where they were tortured or otherwise ill-treated with the aim of extracting ?confessions? that they had participated in the alleged coup plot. In at least one case, relatives have alleged that the trial was secret and that the accused did not have access to adequate defence…?

83. Article 18 point 21 of the United Nations Convention Against Transnational Organised Crime reads as follows:

?Mutual legal assistance may be refused:

(a) If the request is not made in conformity with the provisions of this article;

(b) If the requested State Party considers that execution of the request is likely to prejudice its sovereignty, security, ordre public or other essential interests;

(c) If the authorities of the requested State Party would be prohibited by its domestic law from carrying out the action requested with regard to any similar offence, had it been subject to investigation, prosecution or judicial proceedings under their own jurisdiction;

(d) If it would be contrary to the legal system of the requested State Party relating to mutual legal assistance for the request to be granted.?

THE LAW

ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1 TO THE CONVENTION AND ARTICLE 6 ? 1 OF THE CONVENTION IN RELATION TO THE ORDINARY PROCEEDINGS CONCERNING LEGAL ASSITANCE AND THE FREEZING ORDER
84. The applicant complained that the Maltese State?s compliance with the request for legal assistance and the freezing order requested by the Kazakhstan authorities was not in compliance with Article 6 since the requests stemmed from a regime that could not offer any guarantees of a fair trial. She also particularly complained about the freezing order as well as its duration, which was based on politically motivated trumped up charges. She relied on Article 1 of Protocol No.1 to the Convention. The provisions read as follows:

Article 1 of Protocol No. 1

?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.

The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?

Article 6

?In the determination of his civil rights and obligations … everyone is entitled to a fair … hearing … by [a] … tribunal …?

The parties? submissions
The applicant
85. The applicant submitted that compliance by the Maltese authorities with the request for assistance and the consequent freezing order was flawed. Such compliance constituted a breach of the Convention in so far as the request stemmed from a regime, which particularly in relation to the applicant (whose husband was an enemy of the regime), could not guarantee a fair, independent and impartial procedure. She considered that to be compliant with the Convention a State must not become an accomplice, by being the lunga manus of proceedings outside its jurisdiction which are tainted by manifest unfairness. She noted that neither her nor her husband had ever been investigated or even less convicted of money laundering in any European State. By focusing on the fairness of the proceedings in Malta, the domestic courts had ignored the very distressing foundations on which the proceedings had been based. They had thus chosen to close an eye on all the evidence submitted ? which showed that the situation amounted to political persecution of her now deceased husband ? until the day when her extradition would possibly be requested.

86. The Court had already formally proclaimed its mistrust in the Kazakh authorities in its judgments in the names of Kaboulov v. Ukraine (no. 41015/04, ?? 110-14, 19 November 2009), Baysakov and Others (cited above, ?? 35 and 46-52) and Batyrkhairov (cited above, ?? 33-52). The Constitutional Court had also acknowledged that the Kazakh judicial system was flawed. Indeed, it had been particularly unimpressed with the constitutional law expert sent by the Kazakh authorities to testify in the applicant?s case ? so much so that it dismissed his testimony for lack of credibility (see paragraph 57 above). Nevertheless, it had allowed that regime to decide on the applicant?s property, despite knowing that the she could not be present at those proceedings without risking her life.

87. The Court had established the principle that the likelihood of an unfair trial in a foreign jurisdiction was sufficient not to place an applicant in danger of that trial, and thus to prevent his or her extradition. In the applicant?s view there was no reason to distinguish the situation in the present case from such violations, as all the Convention articles were worthy of protection.

88. Further, the applicant complained about the legitimacy and the duration of the freezing order. She considered that the measure did not pursue any genuine public interest (especially in Malta). She further considered that apart from a negative obligation, the Maltese State also had a positive obligation not to be complicit in the breaches of human rights to be perpetrated in Kazakhstan. Issuing a freezing order based on an allegation by a foreign dictatorship, that a prosecution for money laundering had been initiated, could not fulfil the State?s onus of proving that there was indeed a genuine public interest behind the measure. She considered that the proceedings in Kazakhstan were politically motivated and they could not, in the applicant?s case, offer any procedural safeguards against arbitrariness. Moreover, the freezing order which had already been in place for seven years, and had paralysed all her everyday economic activities, was certainly to become a confiscation. The applicant was thus in a situation where she had all her property immobilised and could do nothing about it. This was even more so given that she was oblivious to the proceedings in Kazakhstan ? a State which according to the Austrian courts had gone through great lengths to eliminate the applicant?s husband (see paragraphs 12 and 19 above).

89. In reply to the Government?s arguments, the applicant submitted that the present case could not be treated as any other request for legal assistance, as it had originated in a State with a bad track record of respect for human rights, and was particularly directed at the applicant?s husband who had been considered as an enemy of the State. It was also no consolation that she could earn interest or rent, which she once again could not use, as they were also affected by the order. Nor did she consider it relevant that she owned other assets in other countries given that for more than seven years she could not use the assets held in Malta.

90. Lastly, the applicant contested the Government?s submission that an oral hearing was held before the renewals of the freezing order. She noted that both the original order as well as the renewals were held in camera, and she had always only been notified of the renewal after a decision had been taken. According to the applicant, the decisions simply stated that the Attorney General?s request was granted. Moreover, the Criminal Code did not specify any conditions which had to be met for the order to be renewed and in practice the court invariably acceded to such requests.

91. On submitting the factual update, following the closing of the regular rounds of observations, the applicant made no further submissions.

The Government
92. The Government submitted that Article 6 in its civil limb did not apply to the proceedings related to the request for legal assistance by which the gathering of evidence and freezing of assets were carried out. The Government noted that in these proceedings it was acting in its sovereign power and that the applicant had no civil right at play. However, even assuming there was such a right at play, there had been no dispute between two parties, as the proceedings were instituted unilaterally, for the court to collect evidence. Thus, they were of an investigative nature, and not proceedings against the applicant. Even if a right and a dispute existed, the proceedings were not directly decisive of any civil rights as their aim was to collect evidence.

93. The Government considered that the courts were not bound to examine whether proceedings in Kazakhstan fulfilled the guarantees under Article 6 before providing the required legal assistance and issuing freezing orders. They noted that often assistance had to be provided swiftly due to the nature of the crimes. Thus, placing such an obligation on a State would amount to a disproportionate burden, jeopardising international efforts aimed at preventing cross-border criminal activities.

94. They considered that generally a State was answerable only for proceedings carried out on their territory, not beyond. The present case did not fall within the two scenarios where, according to the Court, this assessment was required, namely extradition cases, or enforcement of foreign judgments. Moreover, in the context of extradition, the Court had set a very high standard. It required a rampant violation of fair trial rights for an extradition to conflict with Article 6. In the context of enforcement, it required an assessment of the entire proceedings of the foreign jurisdiction, which in the present case was not possible as proceedings were ongoing. The Government submitted that its approach to freezing orders appeared similar to that of other European States as shown by the facts of the present case, where, for example, in Greece and Liechtenstein freezing orders were issued by the courts of those States and only later lifted.

95. The Government was of the view that although the domestic courts had no obligation to assess the compliance with Article 6 of the foreign proceedings, the applicant was not bereft of any protection. Indeed, when the applicant discovered that such proceedings were ongoing, she had filed an application for the court to desist from assisting Kazakhstan on account of the alleged political bias, and she had had an oral hearing. While it is true that her request was rejected, the Court of Magistrates nonetheless made it clear that proceedings in Malta would be continued with full regard and respect of her fundamental rights.

96. The Government submitted that the applicant was complaining only about the freezing order issued by the Criminal Court on 25 February 2014. They noted that the freezi

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/07/2024