CASE OF ROUSK v. SWEDEN - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF ROUSK v. SWEDEN

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 35, 08, P1-1
Numero: 27183/04/2013
Stato: Svezia
Data: 2013-07-25 00:00:00
Organo: Sezione Quinta
Testo Originale

Conclusioni:
Resto inammissibile
Violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 – Protezione di proprietà (l’Articolo 1 parà. 2 di Protocollo N.ro 1 – Controlli dell’uso di proprietà)
Violazione di Articolo 8 – Diritto per rispettare per privato e la vita di famiglia (Articolo 8-1 – Riguardo per la vita di famiglia
Riguardo per casa
Rispetti per la vita privata)
Danno patrimoniale – l’assegnazione
Danno non-patrimoniale – l’assegnazione

QUINTA SEZIONE

CAUSA ROUSK C. SVEZIA

(Richiesta n. 27183/04)

SENTENZA

STRASBOURG

25 luglio 2013

Questa sentenza diverrà definitivo nelle circostanze esposte fuori in Articolo 44 § 2 della Convenzione. Può essere soggetto a revisione editoriale.

Nella causa di Rousk c. la Svezia,
La Corte europea di Diritti umani (quinta Sezione), riunendosi che come una Camera, compose di:
Mark Villiger, Presidente
Angelika Nußberger,
Boštjan M. Zupančič,
Ann Potere-Forde,
Ganna Yudkivska,
Helena Jäderblom,
Aleš Pejchal, judges,and
Claudia Westerdiek, Sezione Cancelliere
Avendo deliberato in privato 9 luglio 2013,
Consegna la sentenza seguente sulla quale fu adottata quel la data:
PROCEDURA
1. La causa nacque da in una richiesta (n. 27183/04) contro il Regno della Svezia depositato con la Corte sotto Articolo 34 della Convenzione per la Protezione di Diritti umani e le Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) con un cittadino svedese, OMISSIS (“il richiedente”), 22 luglio 2004.
2. Il richiedente fu rappresentato con OMISSIS, un avvocato che pratica a Stoccolma. Il Governo svedese (“il Governo”) fu rappresentato col loro Agente, Sig.ra io. Kalmerborn, del Ministero per Affari Esteri.
3. Il richiedente addusse che le misure dell’Esecuzione Autorità avevano provocato violazioni di diritto suo al godimento tranquillo di contrario di proprietà suo ad Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 della Convenzione così come il suo diritto per rispettare per suo privato e la vita di famiglia e casa, contrari ad Articolo 8 della Convenzione.
4. 6 giugno 2007 la richiesta fu comunicata al Governo.
5. 1 febbraio 2011 la Corte cambiò la composizione delle sue Sezioni (l’Articolo 25 § 1 degli Articoli di Corte) e la richiesta sopra fu assegnata ai di recente composero quinta Sezione.
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DI LA CAUSA
6. Il richiedente nacque nel 1950 e morì a giugno 2011. Sua moglie e risuola erede, il Sig.ra Julia Rousk, deciso di intraprendere la richiesta. Lei vive in Hässelby.
Sfondo di Generale di A.
7. Il richiedente era il proprietario di una società vicina ed era sotto un’obbligazione legale per presentare una dichiarazione dei redditi speciale ogni anno. Per l’accertamento tributario anno 2002 (reddito guadagnò durante 2001), lui fu obbligato per presentare la dichiarazione dei redditi nessuno più tardi che 31 marzo 2002. Comunque, avendo fallito che, a luglio 2002, la Tassa Autorità (Skattemyndigheten) a Stoccolma ordinò che lui presentasse la sua dichiarazione dei redditi entro due settimane dal ricevere l’ordine. Siccome lui non si attenne con l’ordine, la Tassa Autorità l’informò che avrebbe fatto una tassazione d’ufficio del suo reddito e, ad ottobre 2002, gli spedì una proposta per una tassazione d’ufficio. Il richiedente fu dato due settimane per fare commenti su sé, ma non faceva così. A novembre 2002, la Tassa Autorità decise di mantenere la proposta e, come sé nessuno motivi trovati per esenzione, tassa imposta maggiora il prezzo di su lui. Il richiedente si informò che le tasse, sovrapprezzi di tassa ed un’accusa di ritardo corrisposero, in totale, SEK 232,572 (verso EUR 27,000). Questo importo sarebbe pagato in 26 febbraio 2003. La decisione della Tassa Autorità incluse informazioni di come richiedere revisione o fare appello contro sé. Comunque, a che tempo il richiedente faceva nessuno, né lui tregua di richiesta dal pagare le tasse.
8. Fin da debiti di imposta allo Stato immediatamente è esecutivo, la Tassa Autorità, dopo avere ricordato al richiedente del suo obbligo per pagare il debito di imposta passò la rivendicazione per raccolta all’Esecuzione Autorità (Kronofogdemyndigheten) a Stoccolma dove fu registrato ad aprile 2003.
B. L’ordine di esecuzione della sentenza
9. In 28 maggio 2003 l’Esecuzione Autorità emise un ordine di esecuzione della sentenza (utmätning di om di beslut) allegando il diritto di luogo-affittanza del richiedente (il tomträtt) e l’alloggio sul luogo dove il richiedente e sua moglie vissero (in futuro assegnò a come la sua proprietà). Notò che i debiti esecutivi totali del richiedente corrisposero a SEK 255,329 e che il valore di tassazione della sua proprietà per 2002 era SEK 1,372,000, con la sua ipoteca che corrisponde a SEK 960,200. 29 aprile 2003, un Esecuzione Ufficiale era stato alla casa del richiedente per una visita pre-progettata per investigare se lui aveva qualsiasi beni che potrebbero essere allegati. Comunque, il richiedente non era stato a casa. L’Esecuzione Ufficiale aveva lasciato un nota per il richiedente, mentre richiedendolo per contattare l’Esecuzione Autorità. Sembrerebbe che lui non faceva così. Secondo un rapporto di indagine dei beni del richiedente 4 luglio 2003 datò, ed eseguì con l’Esecuzione Autorità, nessuno altri beni per coprire i debiti del richiedente che la sua proprietà era accounted per. L’ordine di esecuzione della sentenza di 28 maggio 2003 fu spedito al richiedente ma sembrerebbe che lui divenne solamente consapevole di sé del momento di entrata luglio 2003 e 4 agosto 2003, su richiesta col richiedente l’Esecuzione Autorità gli spedì una copia del documento.
10. 10 agosto 2003 il richiedente fece appello contro l’ordine di esecuzione della sentenza alla Corte distrettuale (il tingsrätten) di Stoccolma e richiese che sia abrogato come il suo debito di imposta non era stato deciso infine. Lui notò che lui non era stato notificato la decisione di allegare la sua proprietà e così era stato ostacolato dal fare appello più presto contro sé. Lui affermò poi che lui immediatamente avrebbe presentato la sua dichiarazione dei redditi per l’accertamento tributario anno 2002 alla Tassa Autorità e che lui aveva richiesto anche tregua da pagamento delle sue tasse benché la Tassa Autorità non avesse trattato ancora con questa richiesta. Inoltre, lui disse che era improvvisamente sproporzionato per vendere la sua casa che comporterebbe conseguenze economiche, sociali e mediche e serie per lui e sua moglie. Lui pativa depressione seria da degli anni per i quali lui aveva chiesto aiuto medico ad ottobre 2002, ed a febbraio 2003 lui aveva cominciato trattamento. Solamente ultimamente l’aveva cominciato a sentirsi bene e stato in grado trattare con la sua situazione. Lui presentò un certificato medico che affermò che lui era stato in contatto con un centre di cura psichiatrico fin da febbraio 2003 e che lui patì depressione e stava prendendo antidepressivi. Infine, lui informò la corte che un altro dei suoi debiti, al Traffico e Settore della Gestione della Proprietà (Gatu – l’och Fastighetskontoret; in futuro il “TPMD”), era stato annullato siccome lui l’aveva pagato.
11. 28 agosto 2003 la Corte distrettuale respinse il ricorso. Non trovò nessuno ragioni di abrogare la decisione come là era un debito esecutivo contro il richiedente per che il creditore, lo Stato, pagamento richiesto. La corte fu notificata con l’Esecuzione Autorità che, alla conoscenza seconda, la Tassa Autorità non aveva concesso la proroga di richiedente dal pagamento delle sue tasse.
12. Il richiedente fece appello alla Corte d’appello di Svea (il hovrätten) 15 settembre 2003 e richiese una proroga di tre settimane per presentare il suo ricorso poiché lui aveva chiesto i certi documenti dall’Esecuzione Autorità ma non li aveva ricevuti ancora.
13. 5 novembre 2003 la Corte d’appello, non avendo ricevuto ulteriori comunicazioni dal richiedente permesso rifiutato per fare appello. Il richiedente non fece ulteriore ricorso alla Corte Suprema (domstolen di Högsta).
C. Request per tregua da pagamento delle tasse e re-valutazione del reddito del richiedente per 2002
14. 28 luglio 2003, con fax e lettera, il richiedente, riferendosi ad un ordine per presentare la sua dichiarazione dei redditi determinato che a causa di malattia lui non presentava la sua dichiarazione dei redditi dall’i anni di accertamento tributario 2002 e 2003. Lui richiese la Tassa Autorità per accordarlo tregua dal pagamento delle sue tasse finché un accertamento tributario nuovo era stato reso, siccome lui intese di presentare brevemente la sua dichiarazione dei redditi. Il fax e lettera furono ordinate erroneamente apparentemente, nella posta in arrivo alla Tassa Autorità e così non era finché il richiedente rinnovò uno mese più tardi la sua richiesta, 28 agosto 2003, che la Tassa Autorità trattò con sé. Lui presentò anche a questo punto, la sua dichiarazione dei redditi per l’accertamento tributario anno 2002. Lui invocò la sua malattia e presentò un certificato medico che conferma che lui patì depressione. Infine, lui notò che era estremamente importante per lui che la richiesta sia data al più presto possibile con. Lui reiterò la sua richiesta per tregua in un fax alla Tassa Autorità 1 settembre 2003, notando che era dell’importanza più alta a lui che la richiesta sia data prontamente con.
15. 3 settembre 2003 la Tassa Autorità l’accordò tregua da pagamento delle tasse e sovrapprezzi di tassa imposto su lui come un risultato dell’accertamento tributario discrezionale. Questa decisione fu registrata nello stesso giorno nel conto di tassa del richiedente nel database della Tassa Autorità. La Tassa Autorità non informò direttamente comunque, l’Esecuzione Autorità della tregua con fax o in qualsiasi l’altro modo.
16. 30 settembre 2003 la Tassa Autorità spedì una re-valutazione preliminare del suo reddito il richiedente per l’accertamento tributario anno 2002 e lo diede due settimane per fare commenti su sé. Nella sua re-valutazione, la Tassa Autorità prima notò, che poiché il richiedente aveva presentato una dichiarazione dei redditi, la tassazione d’ufficio, incluso i sovrapprezzi di tassa dovrebbe essere abrogata. Fondò poi comunque, che alla dichiarazione dei redditi del richiedente mancarono informazioni essenziali per che la ragione ne accettò solamente parte e completò il resto con la sua propria valutazione. Impose inoltre tassa maggiora il prezzo di sulla parte dove aveva fatto una tassazione d’ufficio, mentre dà luogo ad un importo totale per tasse e sovrapprezzi di tassa di SEK 78,866 (verso EUR 9,150).
17. 26 novembre 2003 la Tassa Autorità confermò la sua considerazione preliminare e la tregua dal pagamento che era stato accordato 3 settembre 2003 obsoleto. Invece, il debito di imposta del richiedente allo Stato, basato sulla decisione nuova, divenne esecutivo. 30 aprile 2004, su richiesta col richiedente la Tassa Autorità l’accordato tregua da pagamento della tassa maggiora il prezzo di comunque, (SEK 17,469).
18. Su richiesta col richiedente, la Tassa Autorità, 29 giugno 2004, riconsiderò la sua decisione nella luce delle sue ulteriori osservazioni nella causa ma decise di non cambiare la decisione.
19. 2 dicembre 2007 il richiedente fece appello contro la decisione della Tassa Autorità alla Corte amministrativa Provinciale (il länsrätten). 17 gennaio 2008 la Tassa Autorità decise di non alterare la sua decisione e spedì il ricorso alla Corte amministrativa Provinciale. Nessuno ulteriori decisioni o sentenze sono state presentate con le parti e, di conseguenza, la conseguenza di questi procedimenti è ignota alla Corte.
D. La richiesta per sospensione della vendita della proprietà del richiedente ad asta pubblica e la vendita effettiva
20. 23 giugno 2003 l’Esecuzione Autorità decise nel frattempo, che la proprietà del richiedente dovrebbe essere venduta ad asta pubblica per pagare i suoi debiti e lui fu informato di questa decisione con una lettera di 4 luglio 2003. In una lettera di 31 luglio 2003, lui fu informato inoltre, che l’asta pubblica avrebbe avuto luogo 3 settembre 2003.
21. 28 luglio 2003, una valutazione della proprietà del richiedente fu eseguita con una società indipendente alla richiesta dell’Esecuzione Autorità. La società valutò la proprietà a fra SEK 1,850,000 e SEK 2,150,000.
22. Nello stesso giorno, 28 luglio 2003, il richiedente richiese l’Esecuzione Autorità per sospendere la vendita della sua proprietà per un periodo di due mesi, mentre affermando che lui non era stato in grado presentare la sua dichiarazione dei redditi in tempo dovuto a ragioni personali. Lui affermò inoltre che lui aveva pagato un altro dei suoi debiti, vale a dire che al TPMD che dovrebbe essere rimosso perciò dal ruolo dell’Esecuzione Autorità dei suoi debiti. Secondo il richiedente, lui aveva telefonato l’Esecuzione Autorità più primo e li informò che lui stava patendo depressione seria per la quale lui era trattato.
23. 30 luglio 2003 l’Esecuzione Autorità respinse la richiesta del richiedente. Notò che lo Stato, come postulante aveva opposto una sospensione di esecuzione. Inoltre, le ragioni personali invocate col richiedente non erano circostanze così speciali che una sospensione potrebbe essere accordata. Non c’erano così, nessuno ragioni di sospendere i procedimenti di esecuzione.
24. 4 agosto 2003 il richiedente fece appello contro la decisione alla Corte distrettuale, mentre invocando gli stessi motivi come nel suo ricorso contro l’ordine di esecuzione della sentenza (veda § 10 sopra), vale a dire la sua malattia, il fatto che il debito al TPMD era stato pagato, che lui presenterebbe la sua dichiarazione dei redditi ed aveva richiesto tregua dal pagamento. Lui presentò anche una copia del certificato medico.
25. In replica al ricorso del richiedente, l’Esecuzione Autorità presentò, inter l’alia che il fatto che il richiedente ora aveva presentato una lettera dal TPMD che conferma che il suo debito in che riguardo era stato pagato non alterò il fatto che il suo debito di imposta rimase ed era esecutivo e che lo Stato, siccome postulante rappresentò con l’Esecuzione Autorità, pagamento richiesto. Non ci sono informazioni se la Tassa Autorità fu consultata su questo problema.
26. 28 agosto 2003 la Corte distrettuale respinse il ricorso. Notò che il postulante, lo Stato non era stato d’accordo a sospendere la vendita e che non c’erano ragioni speciali nella causa del richiedente per giustificare una sospensione sulla vendita.
27. 3 settembre 2003 a 1.45 di sera l’asta pubblica per vendere la proprietà del richiedente ebbe luogo. Dal protocollo dell’Esecuzione Autorità della vendita all’asta sembra che una prima offerta nell’importo di SEK 1,475,000 fu respinta con l’Esecuzione Autorità come essendo troppo basso. Dopo un secondo tondo di offerte, l’Esecuzione Autorità accettò comunque, l’offerta più alta dell’importo di SEK 1,600,000 (verso EUR 186,000) come sé lo considerò improbabile che una somma più alta potrebbe essere ottenuta. La data di accessione alla proprietà per il proprietario nuovo, una persona privata, sia esposto per 1 ottobre 2003 e, di conseguenza, il richiedente si informò che lui doveva sgombrare la sua casa prima quel la data. Il protocollo notò inoltre che i costi diretti per l’asta pubblica corrisposta a SEK 45,660.
28. 15 settembre 2003 il richiedente fece appello alla Corte d’appello contro la decisione della Corte distrettuale per non sospendere la vendita della sua proprietà. 5 novembre 2003 la corte di appello colpita la causa del suo ruolo di cause come la proprietà già era stata venduta quando il ricorso fu depositato con la corte.
29. 17 settembre 2003 il richiedente fece appello contro la vendita alla Corte distrettuale, mentre richiedendo che sia dichiarato privo di valore legale fin dalla Tassa Autorità, nello stesso giorno che la vendita all’asta è stata contenuta, l’aveva accordato tregua dal pagamento del suo debito di imposta e, perciò, l’ordine di esecuzione della sentenza sarebbe dovuto essere revocato. Nell’alternativa, lui richiese, che una vendita all’asta nuova sia contenuta per per ottenere un prezzo più alto per la proprietà poiché, nella sua prospettiva, era stato venduto lontano per un prezzo abbassi che il suo vero valore. In questo riguardo, lui notò, che la società indipendente aveva valutato la proprietà a circa SEK 2 milione.
30. In replica, l’Esecuzione Autorità presentò, che non era stato mostrato che la decisione della Tassa Autorità che concede la proroga di richiedente da pagamento del suo debito di imposta era stata presa di fronte all’asta pubblica aveva preso posto a 1.45 di sera secondo informazioni dalla Tassa Autorità, la decisione era stata presa di pomeriggio di 3 settembre. In qualsiasi l’evento, il richiedente aveva gli altri debiti al corrispondere Statale a SEK 23,775 (verso EUR 2,800) quale garantito la vendita della proprietà. Notò inoltre che solamente due persone avevano costituito offerte la proprietà alla vendita all’asta e che aveva rifiutato la prima offerta ed aveva accettato il secondo che corrispose a 80% del valore di mercato valutato. Indicò che comprando una proprietà ad asta pubblica comportò più rischi per l’acquirente per che ragione che il prezzo di vendita era sotto valore di mercato normalmente. Per esempio, non erano garanzie che lo stato della proprietà era lo stesso nel giorno di accessione alla proprietà come quando la proprietà era stata ispezionata prima della vendita.
31. Il richiedente fece commenti sull’osservazione dell’Esecuzione Autorità ed indicò che il debito esecutivo e rimanente dopo che lui era stato concesso proroga dal suo debito di imposta corrisposto solamente a circa SEK 7,500 e non SEK 23,775 siccome chiesto con l’Esecuzione Autorità. Lui notò inoltre che la decisione della Tassa Autorità su tregua fu registrata a 2.02 di sera 3 settembre e che l’Esecuzione Autorità avesse potuto verificare così questo durante la pausa fra i due tondi di offerta. In questo riguardo a, lui indicò che lui aveva informato l’Esecuzione Autorità della sua richiesta per tregua dal pagare le sue tasse e che avrebbe dovuto verificare perciò direttamente con la Tassa Autorità prima di cominciare l’asta pubblica. Questo era specialmente così siccome ambo le autorità rappresentarono lo Stato che era il postulante nella causa.
32. 15 ottobre 2003 la Corte distrettuale respinse il ricorso. Notò che l’ordine di esecuzione della sentenza non era stato annullato e che i motivi invocarono col richiedente per perché il documento sarebbe dovuto essere annullato non dia ragione di annullare la vendita della proprietà. Come concernito il prezzo ottenuto per la proprietà a vendita all’asta, la corte divise la valutazione dell’Esecuzione Autorità. Le ulteriori osservazioni del richiedente non diedero causa per accordare il suo ricorso.
33. 4 novembre 2003, il richiedente fece appello alla Corte d’appello, mentre invocando Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione, e chiedendo che chiaramente era sproporzionato per vendere la sua proprietà per un debito che, secondo calcolo suo, corrispose a nessuno più di SEK 6,721 (verso EUR 800).
34. 12 dicembre 2003 la Corte d’appello rifiutò permesso per fare appello. Il richiedente fece appello contro la decisione 2 gennaio 2004 e reiterò le sue rivendicazioni. 23 gennaio 2004, la Corte Suprema rifiutò comunque, permesso per fare appello.
E. La decisione di sfrattare il richiedente e le sue conseguenze
35. Benché il richiedente era stato ordinato per muoversi fuori di alloggio suo di fronte a 1 ottobre 2003, lui rifiutò di fare così. Di conseguenza, 6 ottobre 2003 che l’Esecuzione Autorità, alla richiesta dell’acquirente della proprietà ha deciso di sfrattare il richiedente, a meno che lui si mosse fuori di fronte a 14 ottobre 2003.
36. 10 ottobre 2003 il richiedente richiese tregua dallo sfratto, mentre invocando suo e la salute povera di sua moglie ed il fatto che loro non avevano alloggio alternativo. Inoltre, lui affermò che la vendita non aveva guadagnato ancora vigore legale, siccome lui aveva fatto appello contro sé per che la ragione lui ancora era il proprietario giusto della proprietà.
37. Nello stesso giorno l’Esecuzione Autorità respinta la richiesta come sé considerò, che non era probabile che la situazione del richiedente cambiasse entro le prossime settimane, come sé una questione di una malattia improvvisa non era, e proroga potrebbe essere concessa solamente per un massimo di quattro settimane e se c’erano ragioni eccezionali.
38. 11 ottobre 2003 il richiedente fece appello contro ambo le decisioni alla Corte distrettuale, mentre contestando la decisione di sfratto ed insistendo che, al molto minimo, lo sfratto dovrebbe essere posticipato. Lui mantenne i suoi argomenti ed indicò che mentre lui fu obbligato per lasciare la sua casa di fronte alla vendita aveva guadagnato vigore legale, lui non riceverebbe i soldi dalla vendita sino a dopo ciò che l’ostacolò efficacemente dal comprare una casa nuova. Lui aggiunse che sia lui e sua moglie avevano sofferto di una reazione di crisi a causa della loro situazione che lo fece impossibile per lui trattare con la situazione e cercare una casa nuova per loro. Lui fornì un certificato medico, 13 ottobre 2003 datato con un medico principale e specialista in psichiatria che affermò che il richiedente patì depressione, i sintomi che sono un umore generalmente basso le difficoltà prendendo iniziative e trovando cose fatte e la concentrazione povera. Il suo stato aveva fluttuato piuttosto, ma indice c’era stato un miglioramento. Lui era in bisogno di medicazione continuata ed una situazione calma e sicura.
39. 13 ottobre 2003 la Corte distrettuale decise di non posticipare il set di sfratto per il giorno seguente e, 5 novembre 2003, respinse il ricorso, mentre afferma che divise l’Esecuzione Autorità sta ragionando.
40. Sull’ulteriore ricorso col richiedente nel quale lui mantenne le sue rivendicazioni, la Corte d’appello rifiutò permesso per fare appello 23 dicembre 2003, siccome faceva la Corte Suprema in 27 maggio 2004.
41. 22 ottobre 2003, lo sfratto fu eseguito nel frattempo, con l’Esecuzione Autorità. Il richiedente e sua moglie erano presenti, siccome era due agenti di polizia. L’alloggio fu vuotato con promotori professionali ed i contenuti immagazzinati con loro. Il gatto del richiedente fu portato ad un cattery e la sua macchina fu preso ad una libbra. Un numero di articoli, elencato con l’Esecuzione Autorità si gettò via comunque, siccome era considerato che loro o fossero impossibile per immagazzinare (come fiori e cibo dal fridge/freezer) o spazzatura. Un letto che non poteva essere rimosso dall’alloggio in un pezzo dovuto alla sua taglia era anche, con decisione speciale dell’Esecuzione Autorità, distrusse e gettato via. Secondo una lettera dall’Esecuzione Autorità al richiedente, 18 maggio 2004 datato, il costo dello sfratto corrispose a SEK 71,115.
42. Il richiedente si lamentò contro queste misure alla Corte distrettuale e, allo stesso tempo, fece appello contro la decisione dell’Esecuzione Autorità riguardo al letto. Lui affermò che lui lo considerò per essere una violazione del suo diritto a proprietà per sfrattarlo e gettare via alcuno del suo belongings, mentre ebbe riguardo ad in particolare al fatto che la vendita della sua proprietà non aveva guadagnato ancora vigore legale e che, lui ancora era di conseguenza, il suo proprietario legale. Lui presentò inoltre un ruolo particolareggiato di tutti gli articoli che lui disse era stato gettato via o era stato avuto “scomparve” ed esigè il risarcimento per la perdita di questi articoli. Lui si lamentò inoltre che un polo di bandiera che appartenne a suo fratello era stato considerato come parte della proprietà.
43. 26 novembre 2003 la Corte distrettuale trovata che nessuno errori erano stati commessi durante lo sfratto in relazione alla decisione di distruggere il letto e perciò erano stati respinti l’azione di reclamo del richiedente. Il richiedente non fece appello contro questa decisione alla Corte d’appello.
44. 23 dicembre 2003, la Corte distrettuale respinse inoltre, l’azione di reclamo del richiedente che concerne le altre misure presa durante lo sfratto e respinse la rivendicazione per il risarcimento per articoli distrutti o gettato via come sé doveva essere tentato in procedimenti separati.
45. Il richiedente fece appello inoltre alla Corte d’appello che, 29 gennaio 2004, permesso rifiutato per fare appello. Il richiedente non rese qualsiasi l’ulteriore ricorso alla Corte Suprema.
F. che La distribuzione dei soldi ha ottenuto dalla vendita della proprietà
46. 1 ottobre 2003 l’Esecuzione Autorità sostenne una sessione di distribuzione (il fördelningssammanträde) dividere i soldi ottenuto dalla vendita della proprietà fra i creditori. Dal protocollo della sessione sembra che fu deciso che l’ipoteca del richiedente (SEK 881,788) immediatamente dovrebbe essere rimborsato alla sua banca, mentre i costi e parcelle coinvolsero nei procedimenti dell’asta pubblica (SEK 45,660), il debito alla Tassa Autorità ed i soldi rimanenti lasciò per il richiedente dovrebbe essere pagato una volta la vendita guadagnò vigore legale. Il debito alla Tassa Autorità fu notato nel protocollo siccome corrispondendo a SEK 256,352.
47. Il richiedente fece appello contro la decisione di distribuzione dell’Esecuzione Autorità, mentre chiedendo che dovrebbe essere dichiarato privo di valore legale poiché lui era stato concesso proroga da pagamento della maggior parte del suo debito di imposta e non sarebbe dovuto essere incluso perciò nel protocollo, a parte la somma di SEK 6,721. L’Esecuzione Autorità era stata informata della tregua 8 settembre 2003, e l’aveva conosciuto perciò al tempo della sessione di distribuzione.
48. L’Esecuzione Autorità presentò in replica che il suo sistema di elaboratore è stato aggiornato il primo sabato di ogni mese e che la tregua accordò così con la Tassa Autorità non era stato registrato ancora 1 ottobre 2003 quando la sessione di distribuzione era stata contenuta. Comunque, poiché poi, la registrazione era stata resa ed il debito di imposta esecutivo era stato ridotto a SEK 6,721 che sarebbe preso in considerazione quando i soldi fu pagato alle parti diverse.
49. 19 novembre 2003 la Corte distrettuale decise che il protocollo dalla sessione di distribuzione dovrebbe essere corretto per riflettere l’importo corretto (SEK 6,721) a causa dello Stato al tempo della sessione di distribuzione, poiché l’Esecuzione Autorità aveva conosciuto la tregua da pagamento al tempo, anche se non fu registrato formalmente nel suo database. Questa decisione guadagnò vigore legale.
50. 27 gennaio 2004, l’Esecuzione Autorità pagò il richiedente SEK 524,343 (verso EUR 61,000), vale a dire l’importo di soldi che rimase dalla vendita della proprietà dopo tutti i debiti così come costa relativo alla vendita su asta pubblica e lo sfratto era stato pagato. Lo Stato ricevette SEK 6,721 come pagamento per i debiti esecutivi del richiedente allo Stato (apparentemente questi erano debiti relativo a tassa di veicolo e parcelle di licenza di televisione).
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE E PRATICA
51. Disposizioni nazionali di attinenza alla causa presente sono trovate principalmente nell’Accertamento tributario Atto (il taxeringslagen; 1990:324), l’Atto sull’Archiviazione di Dichiarazione dei redditi e Dichiarazioni di Reddito (lagen om självdeklarationer och kontrolluppgifter, 1990:325; sostituì entro 2001:1227; in futuro “il Dichiarazione dei redditi Atto”), l’Atto del Pagamento della Tassa (lo skattebetalningslagen, 1997:483), l’Atto sulla Raccolta di debiti allo Stato (lagen om indrivning av statliga fordringar m.m., 1993:891; in futuro “l’Atto della Raccolta del Debito”), l’Ordinanza sulla Raccolta di debiti allo Stato (l’indrivningsförordningen, 1993:1229), l’Esecuzione Codice (l’utsökningsbalken, 1981:774) e l’Esecuzione Ordinanza (l’utsökningsförordningen, 1981:981).
52. La Tassa Autorità è l’autorità centrale responsabile per accertamento tributario e raccolta. Ha chiusura cravatte amministrative all’Esecuzione Autorità che ha come il suo compito principale per assicurare raccolta di debiti privati e pubblici esecutivi. Secondo l’Esecuzione Codice, Capitolo 2, sezione 30 l’Esecuzione Autorità rappresenta lo Stato in cause pubbliche (mål di allmänna) di fronte all’Autorità che include pagamento di tasse (Capitolo 1, sezione 6).
Obbligo di A. per registrare una dichiarazione dei redditi e tassazione d’ufficio
53. Secondo Capitolo 2, sezione 7, e Capitolo 4, sezione 5, del Dichiarazione dei redditi Atto proprietari di società vicine sono obbligati a presentare una dichiarazione dei redditi speciale ogni anno, di fronte ad una data specificata. Capitolo 4, sezione 2 dell’Accertamento tributario Atto conviene che la Tassa Autorità deve prendere la sua decisione di accertamento tributario susseguente di fronte alla fine di novembre. Un contribuente che per ragioni eccezionali non può presentare una dichiarazione dei redditi in tempo dovuto, può essere concesso una proroga breve sulla richiesta (Capitolo 16, sezione 1 del Dichiarazione dei redditi Atto).
54. Nelle specifiche circostanze specificate in Capitolo 4, sezione 3, dell’Accertamento tributario Atto come quando la persona responsabile per tasse non è riuscito a presentare una dichiarazione dei redditi o la dichiarazione dei redditi è incompleta, la Tassa Autorità valuterà la tassa o la base per imporre tassa ad un importo che sembra ragionevole in prospettiva di che che è venuto a luce nella questione. Questo è noto come “la tassazione d’ufficio” (lo skönstaxering).
55. Se la persona riguardata è scontentata con la decisione della Tassa Autorità, lui o lei ha un diritto a revisione della decisione di accertamento tributario o può fare appello contro sé ad una corte amministrativa provinciale. Una richiesta per revisione o un ricorso deve essere presentata alla Tassa Autorità di fronte alla fine del quinto anno che segue l’anno di accertamento tributario (Capitolo 4, sezione 9, e Capitolo 6 le sezioni 1 e 3 dell’Accertamento tributario Agiscono). L’ulteriore ricorso mente ad una corte amministrativa di ricorso e, soggetto ad ottemperanza con le condizioni per ottenere permesso per fare appello, la Corte amministrativa Suprema.
Pagamento di B. e raccolta di debiti di imposta
56. Tassa che è pagabile sotto una decisione di base su definitivo tassa è dovuta essere pagata nessuno più tardi che la prossima data di scadenza che accade dopo 90 giorni è passata fin dalla data della decisione (Capitolo 16, sezione 6 dell’Atto del Pagamento della Tassa). Se ragioni speciali esistono, la Tassa Autorità può decidere su un’altra data come la definitivo data per pagamento (l’ibid.).
57. Capitolo 23, sezioni 7 e 8, dell’Atto del Pagamento della Tassa prevede che una richiesta per revisione o un ricorso contro una decisione riguardo a tasse non ha suspensive effettuare sull’obbligo per pagare la tassa ed una decisione di tassazione si può eseguire anche se non è divenuto definitivo.
58. Comunque, la Tassa Autorità può concedere proroga dal pagamento di tasse e sovrapprezzi di tassa in conformità con le disposizioni posate in giù in Capitolo 17, sezioni 2, 2a e 3 dell’Atto del Pagamento della Tassa. Proroga può essere concessa in tre situazioni diverse: (1) se può essere presunto che la tassa impose sarà rinviata o sarà ridotta, (2) se la persona responsabile per tasse una revisione della decisione di accertamento tributario ha richiesto o ha registrato un ricorso contro sé e è incerto se lui o lei dovranno pagare la tassa, e (3) se la persona responsabile per tasse una revisione ha richiesto o ha registrato un ricorso e pagamento della tassa darebbero luogo a danno considerevole per lui o lei o sembrerebbero altrimenti irragionevole.
59. Non ci sono nessuno disposizioni legali che convengono che una richiesta per tregua dovrebbe essere data prontamente con o all’interno dei certi tempo-limiti. Comunque, il Tassa Consiglio Nazionale (Riksskatteverket) ha raccomandato che simile richieste dovrebbero essere date con entro due settimane normalmente (RSV S 1998:13).
60. Capitolo 17, sezione 10 dell’Atto del Pagamento della Tassa prevede che nessuna richiesta può essere costituita raccolta di un importo coperta con tregua. Inoltre, secondo Capitolo 3, sezione 21, dell’Esecuzione Codice esecuzione non può avere luogo se l’imputato chiede, per esempio, che lui o lei hanno pagato il debito o che dell’altra condizione riguardo alle relazioni fra l’imputato e gli altri importi di parte ad un ostacolo contro esecuzione e questa eccezione non può essere ignorata. In tale causa, se una misura di esecuzione già ha avuto luogo, cadrà, se possibile.
61. Capitolo 20, sezione 1 dell’Atto del Pagamento della Tassa prevede che, se un importo di tassa non è stato pagato in tempo, il debito sarà trasferito all’Esecuzione Autorità per raccolta a meno che ci sono ragioni speciali di frenarsi da tale richiesta. Comunque, prima che il debito sia trasferito, il debitore può, a meno che ci sono ragioni speciali, sia richiesto di pagare il debito (Capitolo 20, sezione 3). Secondo Capitolo 20, sezione 4 dello stesso Atto, raccolta può essere eseguita sotto l’Esecuzione Codice e le ulteriori disposizioni sulla raccolta di debiti di imposta sarà trovato nell’Atto della Raccolta del Debito. Sezione 6 degli stati di Atto secondi che l’Esecuzione Autorità eseguirà un’indagine dei beni del debitore con una prospettiva a decidendo su misure di raccolta appropriate.
62. Secondo sezioni 7 e 8 dell’Atto della Raccolta del Debito, l’Esecuzione Autorità può accordare un differimento di pagamento nelle certe circostanze, per istanza mentre attende una decisione dall’autorità competente riguardo a proroga al pagamento o se è richiesto a causa della situazione personale del debitore. Inoltre, sezione 18 dell’Atto della Raccolta del Debito conviene che l’Esecuzione Autorità può sospendere fino a nuovo avviso raccolta se le ulteriori misure di raccolta sembrano futili o non sono giustificabile in prospettiva dei costi, e l’interesse pubblico non richiede raccolta. Questa sezione autorizza inoltre il Governo a dare istruzioni più particolareggiate sulla richiesta di questa disposizione.
63. Nell’Ordinanza sulla Raccolta di debiti allo Stato, il Governo ha specificato di conseguenza, che se l’obbligo del debitore per pagare un debito di imposta è caduto o ha ridotto, la Tassa Autorità deve prontamente (lo skyndsamt) notifichi l’Esecuzione Autorità di questo (sezione 8). Questo fa domanda anche se il debitore è stato accordato proroga al pagamento o se è stato scoperto che raccolta non sarebbe dovuta essere richiesta.
Sequestro di C., vendita con asta pubblica e sfratto
64. Tutti citano in questa sezione è all’Esecuzione Codice a meno che altrimenti specificò.
65. Secondo Capitolo 2, sezione 19, decisioni dell’Esecuzione Autorità immediatamente sono esecutive e misure di esecuzione sono continuare anche se la decisione dell’Autorità è piaciuta contro. Siccome titoli di esecuzione di preoccupazioni in cause pubbliche, Capitolo 3, sezione 23 stati che questi possono essere eseguiti prima che loro hanno guadagnato vigore legale, se questo è stato prescritto specialmente. Comunque, se il titolo di esecuzione è stato revocato, il sequestro immediatamente sarà annullato. Capitolo 1, sezione 6 specifica che cause pubbliche includono cause riguardo a pagamento di tasse. Ordini di esecuzione della sentenza saranno notificati formalmente sul debitore secondo l’articolo principale posato in giù in sezione 9 dell’Esecuzione Ordinanza.
66. Nella prima istanza, simile beni saranno allegati, siccome può essere usato per pagamento della rivendicazione col minimo costo, perdita o l’altro disturbo per il debitore (Capitolo 4, sezione 3). Secondo il travaux préparatoires, beni immobili, diritti di luogo-affittanza e navi registrate ed aereo devono, come un articolo, sia allegato scorso (Bill 1980/81:8 Statale, p. 359 et seq.).
67. Secondo Capitolo 4, sezione 10, sequestro avrà al più presto possibile luogo dopo che i documenti necessari sono stati ricevuti con l’Esecuzione Autorità. Sezione 12 dello stesso capitolo prevede che notificazione può, con delle eccezioni, sia spedito al debitore con posto o determinato a lui o lei in un’altra maniera appropriata prima che sequestro ha luogo.
68. In cause pubbliche la vendita di proprietà attaccata avrà luogo senza ritardo, a meno che c’è un impedimento alla vendita o proroga è concessa con l’Esecuzione Autorità (Capitolo 8, sezione 19). Su richiesta col debitore, proroga dalla vendita può essere concessa solamente con l’Esecuzione Autorità se il postulante l’accetta o ci sono ragioni speciali (Capitolo 8, sezione 3). Siccome preoccupazioni allegarono beni immobili e diritti di luogo-affittanza, loro sono venduti con asta pubblica normalmente (Capitolo 12, sezione 1) e la vendita dovrebbe avere luogo entro quattro mesi del sequestro a meno che c’è un impedimento alla vendita o proroga è concessa (Capitolo 12, sezione 11). Avviso pubblico della vendita all’asta sarà dato nel buon tempo ed in una maniera appropriata (Capitolo 12, sezione 20). Il richiedente ed il proprietario della proprietà, così come possessori noti di rivendicazioni e diritti che dovrebbero essere prese in considerazione alla vendita all’asta, sarà dato avviso separato della vendita all’asta nel buon tempo (Capitolo 12, sezione 21).
69. Secondo Capitolo 12, sezione 46, un acquirente che ha adempiuto suo o il suo obbligo per pagare la somma di acquisto ottiene accesso alla proprietà nel giorno che è stato deciso per la distribuzione della somma di acquisto. Inoltre, Capitolo 12, sezione 48 gli stati che nonostante qualsiasi ricorso contro la vendita all’asta, l’acquirente ottiene accesso alla proprietà su che giorno, a meno che altrimenti ordinò con la corte dove è pendente il ricorso.
70. Quando proprietà attaccata è stata venduta, l’acquirente è concesso per ricevere, se necessario, assistenza di esecuzione dall’Esecuzione Autorità per prendere proprietà della proprietà (Capitolo 8, sezione 18). Comunque, prima che posto di prese di sfratto, l’imputato sarà riconosciuto un’opportunità di esprimere suo o le sue prospettive (Capitolo 16, sezione 2). Inoltre, lo sfratto sarà implementato così che ragionevole riguardo a è avuto a sia gli interessi dell’acquirente e la situazione dell’imputato (Capitolo 16, sezione 3).
71. In linea con Capitolo 16, sezione 3, sfratto può, se possibile, succeda entro quattro settimane da ricevuta dei documenti necessari con l’Esecuzione Autorità ma nessuno più presto che una settimana da quando l’imputato è riconosciuto un’opportunità di esprimere le sue prospettive. Comunque, Capitolo 16, sezione 4 permette all’Esecuzione Autorità di concedere proroga da sfratto per un massimo di due settimane dalla scadenza del tempo-limite di quattro-settimana assegnò ad in sezione 3 se è necessario con riguardo ad all’imputato. Se ci sono ragioni straordinarie, questa tregua può essere prolungata ad un massimo di quattro settimane.
72. Capitolo 16, sezione 6 prevede che l’Esecuzione Autorità può, se è avuto bisogno, faccia attenzione al trasporto della proprietà che sarà rimossa, spazio di affitto per deposito della proprietà e prende le altre misure simili che sorgono dallo sfratto.
73. Segue da Capitolo 18, sezione 14 dell’Esecuzione Codice che se un ricorso contro una decisione su sequestro è accordato, più tardi decisioni nella causa, come decisioni per vendere proprietà e sfrattare il proprietario, può essere revocato anche, purché queste decisioni sono connesse con la decisione su sequestro e che loro non avevano guadagnato vigore legale quando il ricorso fu depositato.
Accesso di D. a databasi
74. Secondo “Informazioni delle attività dell’Esecuzione Autorità svedese”, l’Autorità ha un Esecuzione Registro computerizzato e su scala nazionale che contiene sia rivendicazioni pubbliche e private. Tutti i pagamenti ed azioni prese in relazione a debitori sono registrate nel registro. Inoltre, la Tassa Autorità amministra un Tassa Registro per fini di tassazione che contengono documenti di tutti i contribuenti ed a che l’Esecuzione Autorità ha accesso diretto (veda anche, Capitolo 2, sezione 8 dell’Atto su maneggiare di informazioni all’interno delle attività di tassazione della Tassa Autorità [ritardo om behandling av uppgifter gli il beskattningsverksamhet di Skatteverkets, 2001:181], specificando che quale informazioni l’Esecuzione Autorità, ha accesso diretto a). Nella conformità con Capitolo 2, sezione 27, dell’Atto su maneggiare di informazioni all’interno delle attività dell’Esecuzione Autorità (ritardo om behandling av uppgifter gli il verksamhet di Kronofogdemyndighetens, 2001:184) la Tassa Autorità ha anche finora accesso diretto ai databasi dell’Esecuzione Autorità in come preoccupazioni le attività di tassazione precedenti e dove, secondo Capitolo 2, sezioni 2 e 5, loro includono procedure di esecuzione relativo a debiti di imposta.
LA LEGGE
IO. La Richiesta del Governo per Colpire La Richiesta Di Il Ruolo Sotto Articolo 37 Di La Convenzione
75. 23 giugno 2008 il Governo presentò una dichiarazione unilaterale nella quale loro affermarono che loro pentirono il disturbo causato al richiedente con la vendita della sua proprietà con asta pubblica e lo sfratto che consegue del richiedente e sua moglie ed offrirono di pagarlo EUR 80,000. Su questa base, il Governo invitò la Corte a colpire la richiesta del suo ruolo di cause, nella conformità con Articolo 37 § 1 (il c) della Convenzione.
76. Il richiedente obiettò alla causa che è colpita e richiese che la Corte intraprende il suo esame dell’ammissibilità e meriti della causa.
77. La Corte nota che, sotto certe circostanze, può essere appropriato per colpire una richiesta sotto Articolo 37 § 1 (il c) della Convenzione sulla base di una dichiarazione unilaterale del Governo rispondente, anche se il richiedente augura essere continuato l’esame della causa. Comunque, dipenderà dalle particolari circostanze se la dichiarazione unilaterale offre una base sufficiente per trovare che riguardo per diritti umani come definito nella Convenzione non costringa la Corte a continuare il suo esame della causa (veda Tahsin Acar c. la Turchia (eccezione preliminare) [GC], n. 26307/95, § 75, ECHR 2003-VI, ed Angelov ed Altri c. la Bulgaria, n. 43586/04, § 12 4 novembre 2010).
78. In questo riguardo, la Corte nota, che il Governo non ha ammesso che c’è stata una violazione della Convenzione. Pentendo il disturbo causato al richiedente con la vendita della sua proprietà ad asta pubblica e lo sfratto che consegue non può, nella prospettiva della Corte, sia considerato equivalente ad un riconoscimento di una violazione della Convenzione. Inoltre, benché la misura proponesse col Governo per rimediare alla situazione, vale a dire pagando un importo appropriato di soldi al richiedente, sembra ragionevole e sufficiente, non può vincere l’assenza di un riconoscimento di una violazione che ha riguardo ad allo specifico contesto nel quale si intende che dichiarazioni unilaterali siano usate.
79. Così, avendo riguardo ad a che che è stato affermato sopra ed i fatti della causa presente, i costatazione di Corte che la dichiarazione unilaterale non propone compensazione soddisfacente al richiedente e che, di conseguenza, il Governo è andato a vuoto a stabilire una base sufficiente per trovare che riguardo per diritti umani come definito nella Convenzione non costringa la Corte a continuare il suo esame della causa (veda, Prencipe c. il Monaco, n. 43376/06, § 63 16 luglio 2009; veda anche, con contrasto, Akman c. la Turchia (colpendo), n. 37453/97, §§ 23-24, ECHR 2001-VI, e Van Houten c. i Paesi Bassi (colpendo), n. 25149/03, §§ 34-37 ECHR 2005-IX).
80. Questo essere così, la Corte respinge la richiesta del Governo per colpire la richiesta sotto Articolo 37 § 1 della Convenzione ed intraprenderà di conseguenza il suo esame dell’ammissibilità e meriti della causa.
II. VIOLAZIONE ALLEGATO DI ARTICOLO 1 DI PROTOCOLLO N. 1 A LA CONVENZIONE
81. Il richiedente si lamentò che i suoi diritti di proprietà erano stati violati perché la vendita della sua proprietà ad asta pubblica e lo sfratto che consegue sia completamente sproporzionata agli scopi perseguiti e perché un numero del suo belongings era stato distrutto o era stato scartato durante lo sfratto. La proprietà era stata venduta lontano inoltre, per un prezzo sotto valore di mercato, mentre provocandolo perdita finanziaria e sostanziale. Lui invocò Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione che legge siccome segue:
“Ogni naturale o legale persona è concessa al godimento tranquillo delle sue proprietà. Nessuno sarà privato delle sue proprietà eccetto nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni previste per con legge e coi principi generali di diritto internazionale.
Comunque, le disposizioni precedenti non possono in qualsiasi modo danneggia il diritto di un Stato per eseguire simile leggi come sé ritiene necessario controllare l’uso di proprietà in conformità con l’interesse generale o garantire il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni penali.”
Ammissibilità di A.
82. Il Governo presentò che la richiesta dovrebbe essere dichiarata inammissibile per la non-esaurimento di via di ricorso nazionali. Loro notarono che il richiedente non era riuscito a fare appello contro la decisione della Corte d’appello alla Corte Suprema nei procedimenti relativo all’emissione dell’ordine di esecuzione della sentenza. Inoltre, lui non aveva dato ragioni per il suo ricorso alla Corte d’appello in quelli procedimenti. Il Governo osservò che quando la Corte distrettuale aveva esaminato il ricorso, la Tassa Autorità non aveva concesso ancora la proroga da pagamento del debito di imposta benché quel era stato accordato al tempo dell’esame della Corte d’appello del ricorso. Comunque, poiché il richiedente non informò la corte di appello di sé, la corte non sapeva di questo fatto. Nell’opinione del Governo, la Corte d’appello avrebbe accordato permesso per fare appello e revocò la decisione di emettere l’ordine di esecuzione della sentenza se avesse conosciuto la tregua. Se fosse accaduto questo, la decisione di vendere la proprietà e lo sfratto che consegue sarebbe potuto essere revocato anche in conformità con Capitolo 18, sezione 14, dell’Esecuzione Codice.
83. Il Governo osservò inoltre che il richiedente non aveva esaurito via di ricorso nazionali in relazione ai procedimenti riguardo alla distruzione e gettando via di alcuno del suo belongings, incluso il letto, in collegamento con lo sfratto. La decisione della Corte distrettuale riguardo al letto non fu piaciuta contro alla Corte d’appello, e la decisione della Corte d’appello che concerne l’altro belongings non fu piaciuta contro alla Corte Suprema. Inoltre, il richiedente avrebbe potuto chiamare in giudizio lo Stato per il risarcimento in procedimenti civili sotto l’Atto di Responsabilità da atto illecito.
84. Il richiedente chiese che lui aveva esaurito via di ricorso nazionali come sé non era probabile che la Corte d’appello o la Corte Suprema avrebbero accordato permesso per fare appello ed avrebbero revocato l’ordine di esecuzione della sentenza. Lui non fu d’accordo anche che una revoca dell’ordine di esecuzione della sentenza avrebbe comportato automaticamente una revoca delle decisioni per vendere la proprietà e sfrattarlo. Il richiedente sottolineò inoltre che i suoi belongings erano stati fissati in deposito quando lui fu sfrattato e così lui non aveva avuto accesso a tutti i suoi documenti per essere in grado in modo appropriato fare appello. Nella sua prospettiva, le corti nazionali avrebbero dovuto ordinare l’Esecuzione Autorità per completare la causa coi documenti attinenti. In qualsiasi l’evento, la Corte d’appello aveva tutte le informazioni necessarie fare un esame corretto della sua causa.
85. La Corte prima nota che, come preoccupazioni i procedimenti relativo alla distruzione del letto, il richiedente non fece appello contro la decisione della Corte distrettuale alla Corte d’appello, nonostante stato stato informato di questa possibilità nella decisione della Corte distrettuale. La Corte osserva anche che se il richiedente avesse fatto appello alla Corte d’appello e la sua decisione era stata negativa, lui avrebbe potuto depositare un ulteriore ricorso alla Corte Suprema. Sia la Corte d’appello e la Corte Suprema avevano la piena giurisdizione per rovesciare la decisione della corte più bassa. Nell’opinione della Corte, queste erano via di ricorso effettive che avrebbe dovuto esaurire il richiedente.
86. Come preoccupazioni i procedimenti relativo all’altro belongings distrutto presumibilmente o gettato via, la Corte osserva che il richiedente non riuscì a fare appello contro la decisione della Corte d’appello alla Corte Suprema. Nel momento in cui per i procedimenti sopra, i costatazione di Corte che un ricorso alla Corte Suprema costituì una via di ricorso effettiva che il richiedente fu obbligato per esaurire per adempiere il requisito di Articolo 35 § 1 della Convenzione.
87. Similmente e per le stesse ragioni come sopra, la Corte nota che il richiedente non riuscì a fare appello contro la decisione della Corte d’appello alla Corte Suprema nei procedimenti riguardo all’ordine di esecuzione della sentenza e che lui non esaurì con ciò o via di ricorso nazionali in riguardo di questo set di procedimenti.
88. Segue che l’eccezione del Governo in questo riguardo deve essere accettata e le azioni di reclamo del richiedente relativo a questi tre set di procedimenti siano dichiarate inammissibili per la non-esaurimento di via di ricorso nazionali all’interno del significato di Articolo 35 §§ 1 e 4 della Convenzione.
89. Il Governo ha chiesto anche comunque, che se il richiedente avesse esaurito via di ricorso nazionali nei procedimenti relativo all’emissione dell’ordine di esecuzione della sentenza, la decisione di vendere la proprietà e lo sfratto che consegue sarebbe potuto essere revocato in conformità con Capitolo 18, sezione 14 dell’Esecuzione Codice e che, di conseguenza, l’insuccesso del richiedente per esaurire via di ricorso nazionali in questo riguardo volle dire che lui perse una possibile opportunità di evitare la vendita della sua proprietà e lo sfratto che consegue. Il richiedente contestò questo.
90. La Corte reitera che con virtù di Articolo 35 § 1 della Convenzione che ricorso normale dovrebbe essere avuto con un richiedente a via di ricorso che sono disponibili e sufficiente per riconoscere compensazione in riguardo delle violazioni addotte. L’esistenza delle via di ricorso in oggetto non solo deve essere sufficientemente sicuro in teoria ma in pratica, fallendo a loro mancherà quale l’accessibilità richiesta e l’efficacia (veda, fra le altre autorità, Akdivar ed Altri c. Turchia, sentenza di 16 settembre 1996, Relazioni 1996-IV, p. 1210, § 66, e Čonka c. il Belgio, n. 51564/99, § 43 ECHR 2002-io).
91. Al giorno d’oggi la causa, la Corte osserva che la proprietà del richiedente fu venduta e lui si sfrattò mentre i procedimenti riguardo all’ordine di esecuzione della sentenza ancora erano pendenti di fronte alla Corte d’appello. Così, anche se il richiedente aveva avuto successo in quelli procedimenti, è difficile vedere come la vendita e, in particolare, lo sfratto sarebbe potuto essere soppresso l’effetto di una modifica. Sembrerebbe alla Corte che, a migliore, il richiedente sarebbe stato compensato finanziariamente per la perdita della sua casa. Questo non è anche comunque, sicuro poiché la disposizione assegnò a sopra con gli stati Statali che più tardi decisioni possono essere revocate, mentre indicando che è una scelta per le autorità ma non un obbligo. In queste circostanze, i costatazione di Corte che il fatto che il richiedente non esaurì le via di ricorso indicate col Governo in relazione all’ordine di esecuzione della sentenza non possono condurre alla conclusione che le azioni di reclamo del richiedente relativo alla vendita della sua proprietà e lo sfratto dalla sua casa sono anche automaticamente inammissibili per la non-esaurimento. Infatti, la Corte nota che il richiedente fece appello contro le decisioni di vendere la sua proprietà e sfrattarlo, dal principio alla fine alla Corte Suprema. L’eccezione del Governo in questo riguardo deve essere respinta perciò.
92. La Corte nota inoltre che le azioni di reclamo riguardo alla vendita della proprietà del richiedente su asta pubblica e lo sfratto che consegue non sono mal-fondate manifestamente all’interno del significato di Articolo 35 § 3 (un) della Convenzione e che loro non sono inammissibili su qualsiasi gli altri motivi. Questa parte della richiesta deve essere dichiarata perciò ammissibile.
B. Merits
1. Le osservazioni del richiedente
93. Il richiedente presentò che il suo diritto al godimento tranquillo di proprietà sue era stato violato quando la sua proprietà fu venduta ad asta pubblica, e lui fu sfrattato successivamente, per un debito esecutivo che corrisponde a nessuno più di SEK 6,721 nel giorno della vendita. Nella sua prospettiva, questa misura costituì una privazione irrevocabile e definito della sua proprietà ed era completamente sproporzionata agli scopi perseguiti, in particolare come la decisione di vendere la proprietà non aveva guadagnato vigore legale quando la proprietà fu venduta e quando lui fu sfrattato.
94. Lui sottolineò che lui stava patendo depressione grave al tempo degli eventi e che questa era la sola ragione per il suo insuccesso per presentare la sua dichiarazione dei redditi in tempo e per non avere fatto domanda più presto per tregua per presentare la sua dichiarazione dei redditi.
95. Secondo il richiedente, la sua causa riguardò ad una grande misura la mancanza delle salvaguardie procedurali. Benché lui concordò che Stati dovrebbero essere riconosciuti un margine ampio della valutazione quando adottando leggi per garantire, inter alia, il pagamento di tasse che gli stessi non dovrebbero fare domanda al diritto alle salvaguardie procedurali quando facendo domanda ed interpretando quelle leggi. In simile cause, gli Stati ‘ provvedono d’un margine della valutazione dovrebbe essere molto stretto. Questo era in particolare così quando il creditore pagamento esigente era lo Stato stesso.
96. Il richiedente dibattè inoltre che la Tassa Autorità era andata a vuoto ad attenersi con sezione 8 dell’Ordinanza sulla Raccolta di debiti allo Stato quando non notificò prontamente l’Esecuzione Autorità che l’aveva accordato tregua dal pagamento del debito di imposta. La Tassa Autorità avrebbe dovuto sapere che c’era un rischio imminente della sua proprietà che è venduta poiché era la Tassa Autorità che aveva chiesto l’esecuzione nel primo posto. La Tassa Autorità andò a vuoto anche inoltre, a trattare prontamente la sua richiesta per tregua, mentre accordandolo solamente 3 settembre 2003, più di un mese dopo che lui aveva presentato la prima richiesta e nonostante lui avendo informato l’Autorità dell’urgenza della questione ed avendo presentato la sua dichiarazione dei redditi. Al richiedente questo rivelò un difetto nel sistema che pesò pesantemente quando in considerazione della proporzionalità della misura.
97. Come riguardato la proporzionalità dell’esecuzione misura contro lui, il richiedente presentò che quando usando un sistema di prima esecuzione di debiti di imposta siccome fatto domanda in Svezia, lo Stato doveva offrire le salvaguardie addizionali specialmente se, come nella sua causa, erano indicazioni prima del fait accompli che il debito non dovrebbe essere eseguito. Lui indicò che, secondo la causa-legge della Corte, procedimenti che conducono ad una possibile interferenza coi diritti di proprietà di una persona devono riconoscere l’individuo un’opportunità ragionevole di fissare suo o la sua causa alle autorità responsabili per il fine di impugnare efficacemente le misure (Jokela c. la Finlandia, n. 28856/95, § 45 ECHR 2002-IV). Al giorno d’oggi la causa, un debito di imposta si aveva eseguito dopo che la Tassa Autorità aveva concesso proroga da pagamento. Benché il debito rimanente corrispose nessuno più di SEK 6,721, lui non fu dato mai l’opportunità di pagare che somma anche se lui aveva beni, come una macchina coprirlo.
98. Inoltre, il richiedente aveva presunto che la Tassa Autorità e l’Esecuzione Autorità, ambo i rappresentanti dello Stato in modo appropriato comunicarono l’un con l’altro. Lui si era aspettato anche le autorità per informarlo dei suoi diritti e guidarlo verso le altre possibilità di pagare il suo debito, come autorità pubbliche in Svezia abbia un “obbligo di servizio” (il serviceskyldighet) verso individui privati (sezione 4 dell’Amministrazione pubblica Agisce, förvaltningslagen, 1986:223). Loro erano anche consapevoli che la sua proprietà aveva un valore di tassazione di SEK 1,372,000 mentre la sua ipoteca corrispose a SEK 960,000, mentre lasciò stanza per lui per prendere un prestito supplementare per coprire il debito. Con non guidandolo per trovare una soluzione ed avendo ignorato la serietà della sua malattia della quale era consapevole, l’Esecuzione Autorità non aveva agito in buon fede.
99. Anche se le autorità non potevano essere biasimate per che che accadde prima che la proprietà fosse venduta, il richiedente sostenne che loro immediatamente avessero potuto rettificare la situazione quando loro furono ne informati. Secondo il richiedente, il sistema svedese mancarono evidentemente le salvaguardie procedurali e sufficienti correggere un’esecuzione erronea dopo che era stato giustiziato.
100. In conclusione, il richiedente chiese, che la prima esecuzione del debito di imposta sotto circostanze così rare come nella sua causa non era essenziale per lo Stato per giustificare le conseguenze serie subite con lui. Così, le misure prese erano andate a vuoto a prevedere un equilibrio equo e lui doveva sopportare un carico eccessivo in violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione.
2. Le osservazioni del Governo
101. Il Governo riconobbe che la vendita della proprietà del richiedente e lo sfratto costituì un’interferenza col suo diritto al godimento tranquillo delle sue proprietà. Comunque, loro presentarono che la vendita notificò il fine di garantire il pagamento di tasse e perciò, nella conformità con la causa-legge della Corte (J.A. Pye (Oxford) Ltd e J.A. Pye (Oxford) la Terra Ltd c. il Regno Unito [GC], n. 44302/02, §§ 65-66, ECHR 2007-III, e Gasus Dosier – l’und Fördertechnik GmbH c. i Paesi Bassi, 23 febbraio 1995, § 59 la Serie Un n. 306-B), non dovrebbe essere considerato come un controllo di uso della proprietà del richiedente come una privazione di sé. Seguendo questa causa-legge, allo Stato dovrebbe essere concesso un margine ampio della valutazione quando leggi passeggere per il fine di garantire il pagamento di tasse e la Corte rispetterebbero la valutazione della legislatura in simile questioni a meno che era privo di fondamento ragionevole (Gasus, § 60).
102. Inoltre, loro presentarono che le misure prese nella causa presente chiaramente erano nell’interesse generale, siccome loro mirarono a raccogliendo un debito di imposta e loro avevano una base in diritto nazionale, in particolare l’Atto del Pagamento della Tassa, l’Atto sulla Raccolta di debiti allo Stato e l’Esecuzione Codice.
103. Come concernito la proporzionalità dell’interferenza, il Governo notò che secondo legge svedese, contribuenti sono concessi per fare appello contro decisioni su tasse e sovrapprezzi di tassa o richiesta che loro siano riconsiderati sino alla fine del quinto anno che segue l’anno di accertamento tributario. In prospettiva di che, loro presentarono che sarebbe stato irragionevole se esecuzione non potesse avere luogo finché un debito di imposta era divenuto definitivo e che questa era una ragione che tassa e sovrapprezzi di tassa si potrebbero eseguire prima che loro avevano guadagnato vigore legale in Svezia. Sotto certe circostanze, la Tassa Autorità aveva inoltre, la possibilità di concedere proroga da pagamento, posticipa pagamento o sospende raccolta.
104. Il Governo contese inoltre che il richiedente aveva avuto molta volta e l’opportunità di eliminare il rischio della sua proprietà che è venduta ad asta pubblica. Loro notarono che lui non aveva presentato la sua dichiarazione dei redditi in 31 marzo 2002 e non aveva chiesto tregua e che lui era rimasto passivo nonostante azioni numerose prese con la Tassa Autorità ed i suoi sforzi di farlo si attenga coi suoi obblighi durante 2002 e la prima la metà di 2003. Inoltre, quando lui infine aveva presentato la sua dichiarazione dei redditi 28 agosto 2003, lui non aveva informato la Tassa Autorità che la sua proprietà sarebbe venduta 3 settembre 2003 anche se lui lo conobbe. Inoltre, il Governo dibattè che il richiedente avesse potuto evitare facilmente la vendita della sua proprietà con pagando il debito di imposta, mentre usò la sua proprietà come sicurezza per un prestito. Nella loro prospettiva il dovere di servizio dell’Esecuzione Autorità non poteva essere considerato come di vasta portata come il richiedente aveva suggerito.
105. Come riguardi le azioni dell’Esecuzione Autorità, il Governo notò che aveva eseguito un’indagine nei beni del richiedente e fondò che la sua proprietà era il bene solo di valore sufficiente per coprire i debiti che erano pagabili ed esecutivi. Aveva avuto così riguardo ad al principio della proporzionalità contenuto in Capitolo 4, sezione 3, dell’Esecuzione Codice. Inoltre, l’Esecuzione Autorità aveva verificato che nessuna proroga da pagamento era stata concessa di fronte all’asta pubblica succedè. Comunque, il Governo ammise che la Tassa Autorità era andata a vuoto a trattare con la prima richiesta del richiedente per tregua da pagamento datò 28 luglio 2003 perché la lettera era stata ordinata erroneamente nella posta in arrivo. Loro presunsero che, aveva la richiesta stato dato con in tempo dovuto e concesso, l’Esecuzione Autorità sarebbe stata notificata della tregua di fronte all’asta pubblica. Ancora, il Governo affermò che era impossibile per sapere la conseguenza di tale prima richiesta poiché, a che punto, il richiedente non aveva presentato ancora la sua dichiarazione dei redditi o aveva richiesto revisione della decisione di accertamento tributario, né lui aveva fatto appello contro sé. Loro notarono tuttavia che, se una prima richiesta fosse stata rifiutata, è probabile che il richiedente avrebbe presentato più presto e poi la sua dichiarazione dei redditi stato concesso più presto proroga che avrebbe potuto influenzare la decisione dell’Esecuzione Autorità di vendere la proprietà.
106. Rivolgendosi alla seconda richiesta del richiedente per tregua, il Governo osservò che la decisione della Tassa Autorità fu presa, e l’asta pubblica ebbe luogo, nello stesso pomeriggio. Poiché il richiedente non aveva informato la Tassa Autorità che la vendita avrebbe avuto luogo 3 settembre, nonostante stato stato informato di questo fatto alla fine di luglio, la Tassa Autorità non ne era consapevole e, così, non poteva essere aspettatosi di immediatamente notificare l’Esecuzione Autorità. Anche se la Tassa Autorità aveva conosciuto la vendita, non era sicuro che una notificazione sarebbe stata pronta abbastanza per fermare la vendita. In prospettiva di questo, il Governo contese, che la seconda richiesta per tregua era stata decisa con prontezza sufficiente con la Tassa Autorità come l’ufficio responsabile aveva trattato con sé entro due giorni di ricevuta. L’Esecuzione Autorità fu notificata ufficialmente inoltre, della tregua lunedì 8 settembre, cinque giorni dopo la decisione erano stati impiegati, in mercoledì 3 settembre. Comunque, il Governo osservò che se l’Esecuzione Autorità avesse conosciuto la tregua, era piuttosto possibile che avrebbe posticipato la vendita per tentare di scoprire se la parte del debito che ancora era esecutivo potrebbe essere pagata col richiedente

Testo Tradotto

Conclusions:
Remainder inadmissible
Violation of Article 1 of Protocol No. 1 – Protection of property (Article 1 para. 2 of Protocol No. 1 – Control of the use of property)
Violation of Article 8 – Right to respect for private and family life (Article 8-1 – Respect for family life
Respect for home
Respect for private life)
Pecuniary damage – award
Non-pecuniary damage – award

FIFTH SECTION

CASE OF ROUSK v. SWEDEN

(Application no. 27183/04)

JUDGMENT

STRASBOURG

25 July 2013

This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 § 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Rousk v. Sweden,
The European Court of Human Rights (Fifth Section), sitting as a Chamber composed of:
Mark Villiger, President,
Angelika Nußberger,
Boštjan M. Zupančič,
Ann Power-Forde,
Ganna Yudkivska,
Helena Jäderblom,
Aleš Pejchal, judges,
and Claudia Westerdiek, Section Registrar,
Having deliberated in private on 9 July 2013,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 27183/04) against the Kingdom of Sweden lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by a Swedish national, OMISSIS (“the applicant”), on 22 July 2004.
2. The applicant was represented by OMISSIS, a lawyer practising in Stockholm. The Swedish Government (“the Government”) were represented by their Agent, Ms I. Kalmerborn, of the Ministry for Foreign Affairs.
3. The applicant alleged that the Enforcement Authority’s measures had caused violations of his right to the peaceful enjoyment of his property contrary to Article 1 of Protocol No. 1 of the Convention as well as his right to respect for his private and family life and home, contrary to Article 8 of the Convention.
4. On 6 June 2007 the application was communicated to the Government.
5. On 1 February 2011 the Court changed the composition of its Sections (Rule 25 § 1 of the Rules of Court) and the above application was assigned to the newly composed Fifth Section.
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
6. The applicant was born in 1950 and died in June 2011. His wife and sole heir, Mrs Julia Rousk, decided to pursue the application. She lives in Hässelby.
A. General background
7. The applicant was the owner of a close company and was under a statutory obligation to submit a special income tax return every year. For the tax assessment year 2002 (income earned during 2001), he was obliged to submit the tax return no later than 31 March 2002. However, having failed that, in July 2002, the Tax Authority (Skattemyndigheten) in Stockholm ordered him to submit his tax return within two weeks from receiving the order. As he did not comply with the order, the Tax Authority informed him that it would make a discretionary assessment of his income and, in October 2002, sent him a proposal for a discretionary assessment. The applicant was given two weeks to comment on it, but did not do so. In November 2002, the Tax Authority decided to maintain the proposal and, as it found no grounds for exemption, imposed tax surcharges on him. The applicant was informed that the taxes, tax surcharges and a delay charge amounted to, in total, SEK 232,572 (approximately EUR 27,000). This amount was to be paid by 26 February 2003. The Tax Authority’s decision included information about how to request reconsideration or appeal against it. However, at that time the applicant did neither, nor did he request respite from paying the taxes.
8. Since tax debts to the State are immediately enforceable, the Tax Authority, after having reminded the applicant of his obligation to pay the tax debt, passed the claim for collection to the Enforcement Authority (Kronofogdemyndigheten) in Stockholm where it was registered in April 2003.
B. The writ of execution
9. On 28 May 2003 the Enforcement Authority issued a writ of execution (beslut om utmätning) attaching the applicant’s site-leasehold right (tomträtt) and the house on the site where the applicant and his wife lived (hereafter referred to as his property). It noted that the applicant’s total enforceable debts amounted to SEK 255,329 and that his property’s taxation value for 2002 was SEK 1,372,000, with his mortgage amounting to SEK 960,200. On 29 April 2003, an Enforcement Officer had been to the applicant’s home for a pre-planned visit to investigate whether he had any assets that could be attached. However, the applicant had not been at home. The Enforcement Officer had left a note for the applicant, requesting him to contact the Enforcement Authority. It would appear that he did not do so. According to an investigation report of the applicant’s assets dated 4 July 2003, and carried out by the Enforcement Authority, no other assets to cover the applicant’s debts than his property was accounted for. The writ of execution of 28 May 2003 was sent to the applicant but it would appear that he only became aware of it some time in July 2003 and on 4 August 2003, upon request by the applicant, the Enforcement Authority sent him a copy of the writ.
10. On 10 August 2003 the applicant appealed against the writ of execution to the District Court (tingsrätten) of Stockholm and requested that it be repealed as his tax debt had not been finally decided. He noted that he had not been served the decision to attach his property and thus had been prevented from appealing against it sooner. He then stated that he would submit his tax return for the tax assessment year 2002 to the Tax Authority immediately and that he had also requested respite from payment of his taxes although the Tax Authority had not dealt with this request yet. Moreover, he claimed that it was utterly disproportionate to sell his home, which would entail serious economic, social and medical consequences for him and his wife. He had suffered from serious depression for some years, for which he had sought medical help in October 2002, and in February 2003 he had begun treatment. Only lately had he begun to feel better and been able to deal with his situation. He submitted a medical certificate which stated that he had been in contact with a psychiatric care centre since February 2003 and that he suffered from depression and was taking antidepressants. Lastly, he informed the court that another of his debts, to the Traffic and Property Management Department (Gatu- och Fastighetskontoret; hereafter the “TPMD”), had been cancelled as he had paid it.
11. On 28 August 2003 the District Court rejected the appeal. It found no reasons to repeal the decision as there was an enforceable debt against the applicant for which the creditor, the State, demanded payment. The court was notified by the Enforcement Authority that, to the latter’s knowledge, the Tax Authority had not granted the applicant respite from the payment of his taxes.
12. The applicant appealed to the Svea Court of Appeal (hovrätten) on 15 September 2003 and requested an extension of three weeks to submit his appeal since he had asked for certain documents from the Enforcement Authority but had not yet received them.
13. On 5 November 2003 the Court of Appeal, having received no further communications from the applicant, refused leave to appeal. The applicant made no further appeal to the Supreme Court (Högsta domstolen).
C. Request for respite from payment of the taxes and re-assessment of the applicant’s income for 2002
14. On 28 July 2003, by fax and letter, the applicant, referring to an order to submit his tax return, stated that due to illness he had not submitted his tax returns for the tax assessment years 2002 and 2003. He requested the Tax Authority to grant him respite from the payment of his taxes until a new tax assessment had been made, as he intended to submit his tax returns shortly. Apparently, the fax and letter were sorted wrongly in the incoming mail to the Tax Authority and thus it was not until the applicant renewed his request one month later, on 28 August 2003, that the Tax Authority dealt with it. At this time, he also submitted his tax return for the tax assessment year 2002. He invoked his illness and submitted a medical certificate confirming that he suffered from depression. Lastly, he noted that it was extremely important for him that the request be dealt with as soon as possible. He reiterated his request for respite in a fax to the Tax Authority on 1 September 2003, noting that it was of highest importance to him that the request be dealt with promptly.
15. On 3 September 2003 the Tax Authority granted him respite from payment of the taxes and tax surcharges imposed on him as a result of the discretionary tax assessment. This decision was registered on the same day in the applicant’s tax account in the Tax Authority’s database. However, the Tax Authority did not inform the Enforcement Authority about the respite directly by fax or in any other way.
16. On 30 September 2003 the Tax Authority sent the applicant a preliminary re-assessment of his income for the tax assessment year 2002 and gave him two weeks to comment on it. In its re assessment, the Tax Authority first noted that since the applicant had submitted a tax return, the discretionary assessment, including the tax surcharges, should be repealed. However, it then found that the applicant’s tax return lacked essential information, for which reason it accepted only part of it and supplemented the remainder with its own assessment. It further imposed tax surcharges on the part where it had made a discretionary assessment, resulting in a total amount for taxes and tax surcharges of SEK 78,866 (approximately EUR 9,150).
17. On 26 November 2003 the Tax Authority confirmed its preliminary consideration and the respite from the payment, which had been granted on 3 September 2003, lapsed. Instead, the applicant’s tax debt to the State, based on the new decision, became enforceable. However, on 30 April 2004, upon request by the applicant, the Tax Authority granted him respite from payment of the tax surcharges (SEK 17,469).
18. Upon request by the applicant, the Tax Authority, on 29 June 2004, reconsidered its decision in the light of his further submissions in the case but decided not to change the decision.
19. On 2 December 2007 the applicant appealed against the Tax Authority’s decision to the County Administrative Court (länsrätten). On 17 January 2008 the Tax Authority decided not to alter its decision and forwarded the appeal to the County Administrative Court. No further decisions or judgments have been submitted by the parties and, consequently, the outcome of these proceedings is unknown to the Court.
D. The request for stay of the sale of the applicant’s property at public auction and the actual sale
20. In the meantime, on 23 June 2003, the Enforcement Authority decided that the applicant’s property should be sold at public auction to pay his debts and he was informed of this decision by a letter of 4 July 2003. Moreover, in a letter of 31 July 2003, he was informed that the public auction would take place on 3 September 2003.
21. On 28 July 2003, an evaluation of the applicant’s property was carried out by an independent company at the request of the Enforcement Authority. The company valued the property to between SEK 1,850,000 and SEK 2,150,000.
22. On the same day, 28 July 2003, the applicant requested the Enforcement Authority to stay the sale of his property for a period of two months, stating that he had not been able to submit his tax return in time due to personal reasons. He further stated that he had paid another of his debts, namely that to the TPMD, which should therefore be removed from the Enforcement Authority’s list of his debts. According to the applicant, he had telephoned the Enforcement Authority earlier and informed them that he was suffering from serious depression for which he was being treated.
23. On 30 July 2003 the Enforcement Authority rejected the applicant’s request. It noted that the State, as petitioner, had opposed a stay of execution. Moreover, the personal reasons invoked by the applicant were not such special circumstances that a stay could be granted. Thus, there were no reasons to stay the enforcement proceedings.
24. On 4 August 2003 the applicant appealed against the decision to the District Court, invoking the same grounds as in his appeal against the writ of execution (see above § 10), namely his illness, the fact that the debt to the TPMD had been paid, that he would submit his tax return and had requested respite from the payment. He also submitted a copy of the medical certificate.
25. In reply to the applicant’s appeal, the Enforcement Authority submitted, inter alia, that the fact that the applicant had now submitted a letter from the TPMD confirming that his debt in that respect had been paid did not alter the fact that his tax debt remained and was enforceable and that the State, as petitioner represented by the Enforcement Authority, required payment. There is no information whether the Tax Authority was consulted on this issue.
26. On 28 August 2003 the District Court rejected the appeal. It noted that the petitioner, the State, had not agreed to stay the sale and that there were no special reasons in the applicant’s case to justify a stay on the sale.
27. On 3 September 2003 at 1.45 p.m. the public auction to sell the applicant’s property took place. From the Enforcement Authority’s protocol of the auction it appears that a first bid in the amount of SEK 1,475,000 was rejected by the Enforcement Authority as being too low. However, after a second round of bids, the Enforcement Authority accepted the highest bid in the amount of SEK 1,600,000 (approximately EUR 186,000) as it considered it unlikely that a higher sum could be obtained. The date of accession to the property for the new owner, a private person, was set for 1 October 2003 and, consequently, the applicant was informed that he had to vacate his home before that date. The protocol further noted that the direct costs for the public auction amounted to SEK 45,660.
28. On 15 September 2003 the applicant appealed to the Court of Appeal against the District Court’s decision not to stay the sale of his property. On 5 November 2003 the appellate court struck the case out of its list of cases as the property had already been sold when the appeal was lodged with the court.
29. On 17 September 2003 the applicant appealed against the sale to the District Court, demanding that it be declared null and void since the Tax Authority, on the same day the auction was held, had granted him respite from the payment of his tax debt and, therefore, the writ of execution should have been revoked. In the alternative, he requested that a new auction be held in order to obtain a higher price for the property since, in his view, it had been sold for a price far lower than its real value. In this respect, he noted that the independent company had valued the property at around SEK 2 million.
30. In reply, the Enforcement Authority submitted that it had not been shown that the Tax Authority’s decision granting the applicant respite from payment of his tax debt had been taken before the public auction had taken place at 1.45 p.m. According to information from the Tax Authority, the decision had been made in the afternoon of 3 September. In any event, the applicant had other debts to the State amounting to SEK 23,775 (approximately EUR 2,800) which warranted the sale of the property. It further noted that only two persons had made bids for the property at the auction and that it had refused the first offer and accepted the second one, which amounted to 80% of the estimated market value. It pointed out that buying a property at public auction entailed more risks for the buyer, for which reason the sale price was normally below market value. For example, there were no guarantees that the state of the property was the same on the day of accession to the property as when the property had been inspected prior to the sale.
31. The applicant commented on the Enforcement Authority’s submission and pointed out that the remaining enforceable debt after he had been granted respite from his tax debt amounted only to around SEK 7,500 and not SEK 23,775 as claimed by the Enforcement Authority. He further noted that the Tax Authority’s decision on respite was registered at 2.02 p.m. on 3 September and that the Enforcement Authority thus could have verified this during the pause between the two bidding rounds. In this regard, he pointed out that he had informed the Enforcement Authority of his request for respite from paying his taxes and that it therefore should have verified directly with the Tax Authority before beginning the public auction. This was especially so as both authorities represented the State, which was the petitioner in the case.
32. On 15 October 2003 the District Court rejected the appeal. It noted that the writ of execution had not been annulled and that the grounds invoked by the applicant for why the writ should have been annulled did not give reason to annul the sale of the property. As concerned the price obtained for the property at auction, the court shared the Enforcement Authority’s assessment. The applicant’s further submissions did not give cause to grant his appeal.
33. On 4 November 2003, the applicant appealed to the Court of Appeal, invoking Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, and claiming that it was clearly disproportionate to sell his property for a debt which, according to his calculation, amounted to no more than SEK 6,721 (approximately EUR 800).
34. On 12 December 2003 the Court of Appeal refused leave to appeal. The applicant appealed against the decision on 2 January 2004 and reiterated his claims. However, on 23 January 2004, the Supreme Court refused leave to appeal.
E. The decision to evict the applicant and its consequences
35. Although the applicant had been ordered to move out of his house before 1 October 2003, he refused to do so. As a result, on 6 October 2003 the Enforcement Authority, at the request of the buyer of the property, decided to evict the applicant, unless he moved out before 14 October 2003.
36. On 10 October 2003 the applicant requested respite from the eviction, invoking his and his wife’s poor health and the fact that they had no alternative housing. Moreover, he stated that the sale had not yet gained legal force, as he had appealed against it, for which reason he was still the rightful owner of the property.
37. On the same day, the Enforcement Authority rejected the request as it considered that the applicant’s situation was not likely to change within the next few weeks, as it was not a question of a sudden illness, and respite could only be granted for a maximum of four weeks and if there were exceptional reasons.
38. On 11 October 2003 the applicant appealed against both decisions to the District Court, disputing the eviction decision and insisting that, at the very least, the eviction should be postponed. He maintained his arguments and pointed out that while he was obliged to leave his home before the sale had gained legal force, he would not receive the money from the sale until after that, which effectively prevented him from buying a new home. He added that both he and his wife had suffered a crisis reaction due to their situation which made it impossible for him to deal with the situation and search for a new home for them. He furnished a medical certificate, dated 13 October 2003, by a chief physician and specialist in psychiatry, which stated that the applicant suffered from depression, the symptoms being a generally low mood, difficulties taking initiatives and getting things done and poor concentration. His state had fluctuated somewhat, but overall there had been an improvement. He was in need of continued medication and a calm and secure situation.
39. On 13 October 2003 the District Court decided not to postpone the eviction set for the following day and, on 5 November 2003, it rejected the appeal, stating that it shared the Enforcement Authority’s reasoning.
40. Upon further appeal by the applicant, in which he maintained his claims, the Court of Appeal refused leave to appeal on 23 December 2003, as did the Supreme Court on 27 May 2004.
41. Meanwhile, on 22 October 2003, the eviction was enforced by the Enforcement Authority. The applicant and his wife were present, as were two police officers. The house was emptied by professional movers and the contents stored by them. The applicant’s cat was taken to a cattery and his car was taken to a pound. However, a number of items, listed by the Enforcement Authority, were thrown away as they were considered to be either impossible to store (such as flowers and food from the fridge/freezer) or rubbish. A bed which could not be removed from the house in one piece due to its size was also, by special decision of the Enforcement Authority, destroyed and thrown away. According to a letter from the Enforcement Authority to the applicant, dated 18 May 2004, the cost of the eviction amounted to SEK 71,115.
42. The applicant complained against these measures to the District Court and, at the same time, appealed against the Enforcement Authority’s decision concerning the bed. He stated that he considered it to be a violation of his right to property to evict him and to throw some of his belongings away, having regard in particular to the fact that the sale of his property had not yet gained legal force and that, consequently, he was still its lawful owner. He further submitted a detailed list of all items which he claimed had been thrown away or had “disappeared” and demanded compensation for the loss of these items. He further complained that a flag pole which belonged to his brother had been considered as part of the property.
43. On 26 November 2003 the District Court found that no mistakes had been made during the eviction in relation to the decision to destroy the bed and therefore rejected the applicant’s complaint. The applicant did not appeal against this decision to the Court of Appeal.
44. Moreover, on 23 December 2003, the District Court rejected the applicant’s complaint concerning other measures taken during the eviction and dismissed the claim for compensation for items destroyed or thrown away as it had to be tried in separate proceedings.
45. The applicant appealed further to the Court of Appeal which, on 29 January 2004, refused leave to appeal. The applicant did not make any further appeal to the Supreme Court.
F. The distribution of the money obtained from the sale of the property
46. On 1 October 2003 the Enforcement Authority held a distribution session (fördelningssammanträde) to divide the money obtained from the sale of the property among the creditors. From the protocol of the session it appears that it was decided that the applicant’s mortgage (SEK 881,788) should be repaid to his bank immediately, while the costs and fees involved in the proceedings of the public auction (SEK 45,660), the debt to the Tax Authority and the remaining money left for the applicant should be paid once the sale gained legal force. The debt to the Tax Authority was noted in the protocol as amounting to SEK 256,352.
47. The applicant appealed against the Enforcement Authority’s distribution decision, claiming that it should be declared null and void since he had been granted respite from payment of most of his tax debt and it therefore should not have been included in the protocol, except for the sum of SEK 6,721. The Enforcement Authority had been informed about the respite on 8 September 2003, and had therefore known about it at the time of the distribution session.
48. The Enforcement Authority submitted in reply that its computer system was updated on the first Saturday of every month and that the respite granted by the Tax Authority thus had not yet been registered on 1 October 2003 when the distribution session had been held. However, since then, the registration had been made and the enforceable tax debt had been reduced to SEK 6,721, which would be taken into account when the money was paid to the different parties.
49. On 19 November 2003 the District Court decided that the protocol from the distribution session should be corrected to reflect the correct amount (SEK 6,721) due to the State at the time of the distribution session, since the Enforcement Authority had known about the respite from payment at the time, even though it was not formally registered in its database. This decision gained legal force.
50. On 27 January 2004, the Enforcement Authority paid the applicant SEK 524,343 (approximately EUR 61,000), namely the amount of money which remained from the sale of the property after all debts as well as costs relating to the sale on public auction and the eviction had been paid. The State received SEK 6,721 as payment for the applicant’s enforceable debts to the State (apparently these were debts relating to vehicle tax and television licence fees).
II. RELEVANT DOMESTIC LAW AND PRACTICE
51. Domestic provisions of relevance to the present case are found mainly in the Tax Assessment Act (taxeringslagen; 1990:324), the Act on the Filing of Income Tax Returns and Statements of Income (lagen om självdeklarationer och kontrolluppgifter, 1990:325; replaced by 2001:1227; hereafter “the Tax Return Act”), the Tax Payment Act (skattebetalningslagen, 1997:483), the Act on the Collection of Debts to the State (lagen om indrivning av statliga fordringar m.m., 1993:891; hereafter “the Debt Collection Act”), the Ordinance on the Collection of Debts to the State (indrivningsförordningen, 1993:1229), the Enforcement Code (utsökningsbalken, 1981:774) and the Enforcement Ordinance (utsökningsförordningen, 1981:981).
52. The Tax Authority is the central authority responsible for tax assessment and collection. It has close administrative ties to the Enforcement Authority which has as its main task to ensure collection of enforceable private and public debts. According to the Enforcement Code, Chapter 2, section 30, the Enforcement Authority represents the State in public cases (allmänna mål) before the Authority, which includes payment of taxes (Chapter 1, section 6).
A. Obligation to file an income tax return and discretionary assessment
53. According to Chapter 2, section 7, and Chapter 4, section 5, of the Tax Return Act, owners of close companies are obliged to submit a special income tax return every year, before a specified date. Chapter 4, section 2, of the Tax Assessment Act stipulates that the Tax Authority has to make its subsequent tax assessment decision before the end of November. A taxpayer who for exceptional reasons cannot submit an income tax return in due time, may be granted a short respite upon application (Chapter 16, section 1, of the Tax Return Act).
54. In specific circumstances specified in Chapter 4, section 3, of the Tax Assessment Act, such as when the person liable for taxes has failed to submit an income tax return or the income tax return is incomplete, the Tax Authority will estimate the tax or the basis for levying tax at an amount that appears reasonable in view of what has come to light in the matter. This is known as “discretionary assessment” (skönstaxering).
55. If the person concerned is dissatisfied with the decision of the Tax Authority, he or she has a right to reconsideration of the tax assessment decision or may appeal against it to a county administrative court. A request for reconsideration or an appeal must be submitted to the Tax Authority before the end of the fifth year following the tax assessment year (Chapter 4, section 9, and Chapter 6, sections 1 and 3 of the Tax Assessment Act). Further appeal lies to an administrative court of appeal and, subject to compliance with the conditions for obtaining leave to appeal, the Supreme Administrative Court.
B. Payment and collection of tax debts
56. Tax that is payable under a basic decision on final tax must have been paid no later than the next due date occurring after 90 days have passed since the date of the decision (Chapter 16, section 6, of the Tax Payment Act). If special reasons exist, the Tax Authority may decide on another date as the final date for payment (ibid.).
57. Chapter 23, sections 7 and 8, of the Tax Payment Act provides that a request for reconsideration or an appeal against a decision concerning taxes has no suspensive effect on the obligation to pay the tax and a taxation decision may be enforced even if it has not become final.
58. However, the Tax Authority may grant respite from the payment of taxes and tax surcharges in accordance with the provisions laid down in Chapter 17, sections 2, 2a and 3 of the Tax Payment Act. Respite may be granted in three different situations: (1) if it may be assumed that the tax imposed will be remitted or reduced, (2) if the person liable for taxes has requested a reconsideration of the tax assessment decision or filed an appeal against it and it is uncertain whether he or she will have to pay the tax, and (3) if the person liable for taxes has requested a reconsideration or filed an appeal and payment of the tax would result in considerable damage for him or her or would otherwise appear unreasonable.
59. There are no legal provisions stipulating that an application for respite should be dealt with promptly or within certain time-limits. However, the National Tax Board (Riksskatteverket) has recommended that such applications should normally be dealt with within two weeks (RSV S 1998:13).
60. Chapter 17, section 10, of the Tax Payment Act provides that no request may be made for collection of an amount covered by respite. Moreover, according to Chapter 3, section 21, of the Enforcement Code, enforcement may not take place if the defendant claims, for example, that he or she has paid the debt or that some other condition concerning the relations between the defendant and the other party amounts to an obstacle against enforcement and this objection cannot be ignored. In such a case, if an enforcement measure has already taken place, it shall lapse, if possible.
61. Chapter 20, section 1, of the Tax Payment Act provides that, if a tax amount has not been paid in time, the debt shall be transferred to the Enforcement Authority for collection unless there are special reasons to refrain from such a demand. However, before the debt is transferred, the debtor shall, unless there are special reasons, be requested to pay the debt (Chapter 20, section 3). According to Chapter 20, section 4 of the same Act, collection may be enforced under the Enforcement Code and further provisions on the collection of tax debts are to be found in the Debt Collection Act. Section 6 of the latter Act states that the Enforcement Authority shall carry out an investigation of the debtor’s assets with a view to deciding on appropriate collection measures.
62. According to sections 7 and 8 of the Debt Collection Act, the Enforcement Authority may grant a deferment of payment in certain circumstances, for instance, while awaiting a decision from the competent authority concerning respite for payment or if it is called for due to the debtor’s personal situation. Moreover, section 18 of the Debt Collection Act stipulates that the Enforcement Authority may suspend collection until further notice if further collection measures appear futile or are not justifiable in view of the costs, and the public interest does not require collection. This section further authorises the Government to give more detailed instructions on the application of this provision.
63. Consequently, in the Ordinance on the Collection of Debts to the State, the Government has specified that if the debtor’s obligation to pay a tax debt has lapsed or been reduced, the Tax Authority must promptly (skyndsamt) notify the Enforcement Authority of this (section 8). This also applies if the debtor has been granted respite for payment or if it has been discovered that collection should not have been requested.
C. Attachment, sale by public auction and eviction
64. All references in this section are to the Enforcement Code unless otherwise specified.
65. According to Chapter 2, section 19, decisions by the Enforcement Authority are immediately enforceable and enforcement measures are to continue even if the Authority’s decision is appealed against. As concerns enforcement titles in public cases, Chapter 3, section 23, states that these may be enforced before they have gained legal force, if this has been specially prescribed. However, if the enforcement title has been revoked, the attachment shall be cancelled immediately. Chapter 1, section 6, specifies that public cases include cases concerning payment of taxes. Writs of execution shall be formally served on the debtor according to the main rule laid down in section 9 of the Enforcement Ordinance.
66. In the first instance, such assets shall be attached as may be used for payment of the claim with the least cost, loss or other inconvenience for the debtor (Chapter 4, section 3). According to the travaux préparatoires, real property, site-leasehold rights and registered ships and aircraft should, as a rule, be attached last (Government Bill 1980/81:8, p. 359 et seq.).
67. According to Chapter 4, section 10, attachment shall take place as soon as possible after the necessary documents have been received by the Enforcement Authority. Section 12 of the same chapter provides that notification shall, with some exceptions, be sent to the debtor by post or given to him or her in another appropriate manner before attachment takes place.
68. In public cases the sale of attached property shall take place without delay, unless there is an impediment to the sale or respite is granted by the Enforcement Authority (Chapter 8, section 19). Upon request by the debtor, respite from the sale may be granted by the Enforcement Authority only if the petitioner accepts it or there are special reasons (Chapter 8, section 3). As concerns attached real property and site-leasehold rights, they are normally sold by public auction (Chapter 12, section 1) and the sale should take place within four months of the attachment unless there is an impediment to the sale or respite is granted (Chapter 12, section 11). Public notice of the auction is to be given in good time and in an appropriate manner (Chapter 12, section 20). The applicant and the owner of the property, as well as known holders of claims and rights that should be taken into account at the auction, are to be given separate notice of the auction in good time (Chapter 12, section 21).
69. According to Chapter 12, section 46, a purchaser who has fulfilled his or her obligation to pay the purchase sum obtains access to the property on the day that has been decided for the distribution of the purchase sum. Moreover, Chapter 12, section 48, states that, notwithstanding any appeal against the auction, the purchaser obtains access to the property on that day, unless otherwise ordered by the court where the appeal is pending.
70. When attached property has been sold, the purchaser is entitled to receive, if necessary, enforcement assistance from the Enforcement Authority in order to take possession of the property (Chapter 8, section 18). However, before eviction takes place, the defendant shall be afforded an opportunity to express his or her views (Chapter 16, section 2). Moreover, the eviction shall be implemented so that reasonable regard is had to both the purchaser’s interests and the defendant’s situation (Chapter 16, section 3).
71. In line with Chapter 16, section 3, eviction shall, if possible, take place within four weeks from receipt of the necessary documents by the Enforcement Authority but no sooner than one week from when the defendant is afforded an opportunity to express his views. However, Chapter 16, section 4, allows the Enforcement Authority to grant respite from eviction for a maximum of two weeks from the expiry of the four-week time-limit referred to in section 3 if it is necessary with regard to the defendant. If there are extraordinary reasons, this respite may be extended to a maximum of four weeks.
72. Chapter 16, section 6, provides that the Enforcement Authority shall, if needed, attend to the transport of the property that shall be removed, rent space for storage of the property and take other similar measures arising from the eviction.
73. It follows from Chapter 18, section 14, of the Enforcement Code, that if an appeal against a decision on attachment is granted, later decisions in the case, such as decisions to sell property and to evict the owner, may also be revoked, provided these decisions are connected with the decision on attachment and that they had not gained legal force when the appeal was lodged.
D. Access to databases
74. According to “Information about the activities of the Swedish Enforcement Authority” , the Authority has a nationwide computerised Enforcement Register which contains both public and private claims. All payments and actions taken in relation to debtors are recorded in the register. Moreover, the Tax Authority administers a Tax Register for taxation purposes, which contains records of all taxpayers, and to which the Enforcement Authority has direct access (see also, Chapter 2, section 8 of the Act on handling of information within the Tax Authority’s taxation activities [lag om behandling av uppgifter i Skatteverkets beskattningsverksamhet, 2001:181], specifying which information the Enforcement Authority has direct access to). In accordance with Chapter 2, section 27, of the Act on handling of information within the Enforcement Authority’s activities (lag om behandling av uppgifter i Kronofogdemyndighetens verksamhet, 2001:184) the Tax Authority also has direct access to the Enforcement Authority’s databases in so far as concerns the former’s taxation activities and where, according to Chapter 2, sections 2 and 5, they include enforcement procedures relating to tax debts.
THE LAW
I. THE GOVERNMENT’S REQUEST TO STRIKE THE APPLICATION OUT OF THE LIST UNDER ARTICLE 37 OF THE CONVENTION
75. On 23 June 2008 the Government submitted a unilateral declaration in which they stated that they regretted the inconvenience caused to the applicant by the sale of his property by public auction and the ensuing eviction of the applicant and his wife and offered to pay him EUR 80,000. On this basis, the Government invited the Court to strike the application out of its list of cases, in accordance with Article 37 § 1 (c) of the Convention.
76. The applicant objected to the case being struck out and requested that the Court pursue its examination of the admissibility and merits of the case.
77. The Court notes that, under certain circumstances, it may be appropriate to strike out an application under Article 37 § 1 (c) of the Convention on the basis of a unilateral declaration by the respondent Government, even if the applicant wishes the examination of the case to be continued. It will, however, depend on the particular circumstances whether the unilateral declaration offers a sufficient basis for finding that respect for human rights as defined in the Convention does not require the Court to continue its examination of the case (see Tahsin Acar v. Turkey (preliminary objection) [GC], no. 26307/95, § 75, ECHR 2003 VI, and Angelov and Others v. Bulgaria, no. 43586/04, § 12, 4 November 2010).
78. In this respect, the Court notes that the Government have not admitted that there has been a violation of the Convention. Regretting the inconvenience caused to the applicant by the sale of his property at public auction and the ensuing eviction cannot, in the Court’s view, be considered equivalent to an acknowledgment of a violation of the Convention. Moreover, although the measure proposed by the Government to remedy the situation, namely, paying an appropriate amount of money to the applicant, appears reasonable and sufficient, it cannot outweigh the absence of an acknowledgment of a violation having regard to the specific context in which unilateral declarations are intended to be used.
79. Thus, having regard to what has been stated above and the facts of the present case, the Court finds that the unilateral declaration does not offer satisfactory redress to the applicant and that, consequently, the Government have failed to establish a sufficient basis for finding that respect for human rights as defined in the Convention does not require the Court to continue its examination of the case (see, Prencipe v. Monaco, no. 43376/06, § 63, 16 July 2009; see also, by contrast, Akman v. Turkey (striking out), no. 37453/97, §§ 23-24, ECHR 2001 VI, and Van Houten v. the Netherlands (striking out), no. 25149/03, §§ 34-37, ECHR 2005 IX).
80. This being so, the Court rejects the Government’s request to strike the application out under Article 37 § 1 of the Convention and will accordingly pursue its examination of the admissibility and merits of the case.
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1 TO THE CONVENTION
81. The applicant complained that his property rights had been violated because the sale of his property at public auction and the ensuing eviction were completely disproportionate to the aims pursued and because a number of his belongings had been destroyed or discarded during the eviction. Moreover, the property had been sold for a price far below market value, causing him substantial financial loss. He invoked Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which reads as follows:
“Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.”
A. Admissibility
82. The Government submitted that the application should be declared inadmissible for non-exhaustion of domestic remedies. They noted that the applicant had failed to appeal against the Court of Appeal’s decision to the Supreme Court in the proceedings relating to the issuance of the writ of execution. Moreover, he had given no reasons for his appeal to the Court of Appeal in those proceedings. The Government observed that when the District Court had examined the appeal, the Tax Authority had not yet granted the respite from payment of the tax debt although that had been granted at the time of the Court of Appeal’s examination of the appeal. However, since the applicant did not inform the appellate court about it, the court was unaware of this fact. In the Government’s opinion, the Court of Appeal might have granted leave to appeal and revoked the decision to issue the writ of execution if it had known about the respite. Had this occurred, the decision to sell the property and the ensuing eviction could also have been revoked in accordance with Chapter 18, section 14, of the Enforcement Code.
83. The Government further observed that the applicant had not exhausted domestic remedies in relation to the proceedings concerning the destruction and throwing away of some of his belongings, including the bed, in connection with the eviction. The District Court’s decision concerning the bed was not appealed against to the Court of Appeal, and the Court of Appeal’s decision concerning other belongings was not appealed against to the Supreme Court. Moreover, the applicant could have sued the State for compensation in civil proceedings under the Tort Liability Act.
84. The applicant claimed that he had exhausted domestic remedies as it was not likely that the Court of Appeal or the Supreme Court would have granted leave to appeal and revoked the writ of execution. He also disagreed that a revocation of the writ of execution would automatically have entailed a revocation of the decisions to sell the property and to evict him. The applicant further stressed that his belongings had been put in storage when he was evicted and thus he had not had access to all his documents to be able to appeal properly. In his view, the national courts should have ordered the Enforcement Authority to complete the case with the relevant documents. In any event, the Court of Appeal had all the information necessary to make a proper examination of his case.
85. The Court first notes that, as concerns the proceedings relating to the destruction of the bed, the applicant did not appeal against the District Court’s decision to the Court of Appeal, despite having been informed of this possibility in the District Court’s decision. The Court also observes that if the applicant had appealed to the Court of Appeal and its decision had been negative, he could have lodged a further appeal to the Supreme Court. Both the Court of Appeal and the Supreme Court had full jurisdiction to overturn the lower court’s decision. In the Court’s opinion, these were effective remedies which the applicant should have exhausted.
86. As concerns the proceedings relating to other belongings allegedly destroyed or thrown away, the Court observes that the applicant failed to appeal against the Court of Appeal’s decision to the Supreme Court. Just as for the proceedings above, the Court finds that an appeal to the Supreme Court constituted an effective remedy which the applicant was obliged to exhaust in order to fulfil the requirement of Article 35 § 1 of the Convention.
87. Likewise and for the same reasons as above, the Court notes that the applicant failed to appeal against the Court of Appeal’s decision to the Supreme Court in the proceedings concerning the writ of execution and that he thereby did not exhaust domestic remedies in respect of this set of proceedings either.
88. It follows that the Government’s objection in this respect must be accepted and the applicant’s complaints relating to these three sets of proceedings be declared inadmissible for non-exhaustion of domestic remedies within the meaning of Article 35 §§ 1 and 4 of the Convention.
89. However, the Government have also claimed that if the applicant had exhausted domestic remedies in the proceedings relating to the issuance of the writ of execution, the decision to sell the property and the ensuing eviction could have been revoked in accordance with Chapter 18, section 14, of the Enforcement Code and that, consequently, the applicant’s failure to exhaust domestic remedies in this respect meant that he lost a possible chance to avoid the sale of his property and the ensuing eviction. The applicant contested this.
90. The Court reiterates that by virtue of Article 35 § 1 of the Convention normal recourse should be had by an applicant to remedies which are available and sufficient to afford redress in respect of the breaches alleged. The existence of the remedies in question must be sufficiently certain not only in theory but in practice, failing which they will lack the requisite accessibility and effectiveness (see, among other authorities, Akdivar and Others v. Turkey, judgment of 16 September 1996, Reports 1996-IV, p. 1210, § 66, and Čonka v. Belgium, no. 51564/99, § 43, ECHR 2002 I).
91. In the present case, the Court observes that the applicant’s property was sold and he was evicted while the proceedings concerning the writ of execution were still pending before the Court of Appeal. Thus, even if the applicant had been successful in those proceedings, it is difficult to see how the sale and, in particular, the eviction could have been undone. It would appear to the Court that, at best, the applicant would have been financially compensated for the loss of his home. However, even this is not certain since the provision referred to above by the Government states that later decisions may be revoked, indicating that it is an option for the authorities but not an obligation. In these circumstances, the Court finds that the fact that the applicant did not exhaust the remedies indicated by the Government in relation to the writ of execution cannot lead to the conclusion that the applicant’s complaints relating to the sale of his property and the eviction from his home are also automatically inadmissible for non-exhaustion. In fact, the Court notes that the applicant did appeal against the decisions to sell his property and to evict him, all the way to the Supreme Court. The Government’s objection in this respect must therefore be dismissed.
92. The Court further notes that the complaints concerning the sale of the applicant’s property on public auction and the ensuing eviction are not manifestly ill-founded within the meaning of Article 35 § 3 (a) of the Convention and that they are not inadmissible on any other grounds. This part of the application must therefore be declared admissible.
B. Merits
1. The applicant’s submissions
93. The applicant submitted that his right to the peaceful enjoyment of his possessions had been violated when his property was sold at public auction, and he was subsequently evicted, for an enforceable debt amounting to no more than SEK 6,721 on the day of the sale. In his view, this measure constituted an irrevocable and definite deprivation of his property and was completely disproportionate to the aims pursued, in particular as the decision to sell the property had not gained legal force when the property was sold and when he was evicted.
94. He stressed that he had been suffering from severe depression at the time of the events and that this was the single reason for his failure to submit his tax return in time and for not having applied sooner for respite to submit his tax return.
95. According to the applicant, his case concerned to a large extent the lack of procedural safeguards. Although he agreed that States should be afforded a wide margin of appreciation when adopting laws in order to secure, inter alia, the payment of taxes, the same should not apply to the right to procedural safeguards when applying and interpreting those laws. In such cases, the States’ margin of appreciation should be very narrow. This was in particular so when the creditor demanding payment was the State itself.
96. The applicant further argued that the Tax Authority had failed to comply with section 8 of the Ordinance on the Collection of Debts to the State when it did not promptly notify the Enforcement Authority that it had granted him respite from the payment of the tax debt. The Tax Authority ought to have known that there was an impending risk of his property being sold since it was the Tax Authority that had sought the enforcement in the first place. Moreover, the Tax Authority also failed to treat his request for respite promptly, granting it only on 3 September 2003, more than a month after he had submitted the first request and despite him having informed the Authority about the urgency of the matter and having submitted his tax return. To the applicant this revealed a flaw in the system which weighed heavily when considering the proportionality of the measure.
97. As concerned the proportionality of the enforcement measures against him, the applicant submitted that when using a system of early enforcement of tax debts as applied in Sweden, the State had to provide extra safeguards especially if, as in his case, there were indications prior to the fait accompli that the debt should not be enforced. He pointed out that, according to the Court’s case-law, proceedings leading to a possible interference with a person’s property rights must afford the individual a reasonable opportunity of putting his or her case to the responsible authorities for the purpose of effectively challenging the measures (Jokela v. Finland, no. 28856/95, § 45, ECHR 2002 IV). In the present case, a tax debt had been enforced after the Tax Authority had granted respite from payment. Although the remaining debt amounted to no more than SEK 6,721, he was never given the chance to pay that sum even though he had assets, such as a car, to cover it.
98. Furthermore, the applicant had assumed that the Tax Authority and the Enforcement Authority, both representatives of the State, communicated properly with each other. He had also expected the authorities to inform him of his rights and guide him towards other possibilities to pay his debt, as public authorities in Sweden have a “service obligation” (serviceskyldighet) towards private individuals (section 4 of the Public Administration Act, förvaltningslagen, 1986:223). They were also aware that his property had a taxation value of SEK 1,372,000 while his mortgage amounted to SEK 960,000, leaving room for him to take a supplementary loan to cover the debt. By not guiding him to find a solution and having ignored the seriousness of his illness, of which it was aware, the Enforcement Authority had not acted in good faith.
99. Even if the authorities could not be blamed for what happened before the property was sold, the applicant held that they could have rectified the situation immediately when they were informed of it, by annulling the sale and thereby avoiding the eviction. According to the applicant, the Swedish system obviously lacked sufficient procedural safeguards to correct an erroneous enforcement after it had been executed.
100. In conclusion, the applicant claimed that the early enforcement of the tax debt under such rare circumstances as in his case was not essential for the State in order to justify the serious consequences suffered by him. Thus, the measures taken had failed to strike a fair balance and he had to bear an excessive burden in violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.
2. The Government’s submissions
101. The Government recognised that the sale of the applicant’s property and the eviction constituted an interference with his right to the peaceful enjoyment of his possessions. However, they submitted that the sale served the purpose of securing the payment of taxes and therefore, in accordance with the Court’s case-law (J.A. Pye (Oxford) Ltd and J.A. Pye (Oxford) Land Ltd v. the United Kingdom [GC], no. 44302/02, §§ 65-66, ECHR 2007 III, and Gasus Dosier- und Fördertechnik GmbH v. the Netherlands, 23 February 1995, § 59, Series A no. 306 B), should be considered as a control of use of the applicant’s property not as a deprivation of it. Following this case-law, the State should be allowed a wide margin of appreciation when passing laws for the purpose of securing the payment of taxes and the Court would respect the legislature’s assessment in such matters unless it was devoid of reasonable foundation (Gasus, § 60).
102. Moreover, they submitted that the measures taken in the present case were clearly in the general interest, as they aimed at collecting a tax debt and they had a basis in domestic law, in particular the Tax Payment Act, the Act on the Collection of Debts to the State and the Enforcement Code.
103. As concerned the proportionality of the interference, the Government noted that according to Swedish law, taxpayers are entitled to appeal against decisions on taxes and tax surcharges or request that they be reconsidered until the end of the fifth year following the tax assessment year. In view of that, they submitted that it would be unreasonable if enforcement could not take place until a tax debt had become final and that this was one reason that taxes and tax surcharges could be enforced before they had gained legal force in Sweden. Moreover, under certain circumstances, the Tax Authority had the possibility to grant respite from payment, defer payment or suspend collection.
104. The Government further contended that the applicant had had plenty of time and opportunity to eliminate the risk of his property being sold at public auction. They noted that he had not submitted his tax return by 31 March 2002 and had not asked for respite and that he had remained passive despite numerous actions taken by the Tax Authority and its efforts to make him comply with his obligations during 2002 and the first half of 2003. Moreover, when he had finally submitted his tax return on 28 August 2003, he had not informed the Tax Authority that his property would be sold on 3 September 2003 even though he knew about it. Furthermore, the Government argued that the applicant could easily have avoided the sale of his property by paying the tax debt, using his property as security for a loan. In their view the Enforcement Authority’s service duty could not be considered as far-reaching as the applicant had suggested.
105. As regards the actions of the Enforcement Authority, the Government noted that it had carried out an investigation into the applicant’s assets and found that his property was the only asset of sufficient value to cover the debts that were payable and enforceable. It thus had had regard to the principle of proportionality contained in Chapter 4, section 3, of the Enforcement Code. Moreover, the Enforcement Authority had verified that no respite from payment had been granted before the public auction took place. However, the Government acknowledged that the Tax Authority had failed to deal with the applicant’s first request for respite from payment dated 28 July 2003 because the letter had been wrongly sorted in the incoming mail. They assumed that, had the application been dealt with in due time and granted, the Enforcement Authority would have been notified of the respite before the public auction. Still, the Government claimed that it was impossible to know the outcome of such a first request since, at that point, the applicant had not yet submitted his tax return or requested reconsideration of the tax assessment decision, nor had he appealed against it. They did note though that, if a first request had been refused, the applicant might have submitted his tax return sooner and then been granted respite sooner, which could have influenced the Enforcement Authority’s decision to sell the property.
106. Turning to the applicant’s second request for respite, the Government observed that the Tax Authority’s decision was taken, and the public auction took place, on the same afternoon. Since the applicant had not informed the Tax Authority that the sale would take place on 3 September, despite having been informed of this fact at the end of July, the Tax Authority was not aware of it and, thus, could not have been expected to notify the Enforcement Authority immediately. Even if the Tax Authority had known about the sale, it was not certain that a notification would have been prompt enough to stop the sale. In view of this, the Government contended that the second request for respite had been decided with sufficient promptness by the Tax Authority as the responsible office had dealt with it within two days of receipt. Moreover, the Enforcement Authority was officially notified of the respite on Monday 8 September, five days after the decision had been taken, on Wednesday 3 September. The Government observed, however, that if the Enforcement Authority had known about the respite, it was quite possible that it would have postponed the sale in order to try to find out whether the part of the debt that was still enforceable could be paid by the applicant or obtained through the sale of some other assets belonging to the applicant.
107. In conclusion, the Government submitted that the sale at public auction of the applicant’s property, and the ensuing eviction, had been justified in the public interest to secure the payment of taxes and proportionate to the aim pursued. However, in view of the fact that the Tax Authority, by mistake, had not dealt with the applicant’s first request for respite and considering that there was a chance that a decision based on that application and taken in due time could have led to the postponement of the sale, the Government preferred to leave it to the Court’s discretion whether this complaint revealed a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.
3. The Court’s assessment
108. The Court reiterates that Article 1 of Protocol No. 1 guarantees in substance the right to property. It contains three distinct rules which have been frequently repeated in the Court’s case-law since being set out in the case of Sporrong and Lönnroth v. Sweden (judgment of 23 September 1982, § 61, Series A no. 52):
“… The first rule, which is of a general nature, enounces the principle of peaceful enjoyment of property; it is set out in the first sentence of the first paragraph. The second rule covers deprivation of possessions and subjects it to certain conditions; it appears in the second sentence of the same paragraph. The third rule recognises that the States are entitled, amongst other things, to control the use of property in accordance with the general interest, by enforcing such laws as they deem necessary for the purpose; it is contained in the second paragraph.”
(a) Whether there has been an interference and the applicable rule
109. The Court notes that it is common ground that there has been an interference with the applicant’s right to the peaceful enjoyment of his possessions through the sale at public auction of his property and his ensuing eviction. However, while the applicant has argued that he was deprived of his property contrary to the second rule mentioned above, the Government have claimed that the interference should be considered under the third rule.
110. The Court notes that, on 28 May 2003 after the Tax Authority had passed its claim for collection of the applicant’s unpaid taxes to the Enforcement Authority, the latter issued a writ of execution attaching the applicant’s site-leasehold and the house on the site where the applicant and his wife lived. The Enforcement Authority then decided to sell the property, informing the applicant of this on 4 July 2003, and a few weeks later decided that the public auction should take place on 3 September 2003. The applicant was informed of this by letter dated 31 July 2003. In the Court’s opinion, these two decisions were the logical consequences of the first, in particular in the absence of any action on the part of the applicant to halt the procedure. Moreover, the Court observes that the Enforcement Authority’s procedure and all of the above decisions had their basis in Swedish legislation regulating the collection and enforcement of tax debts to the State, namely in the Tax Payment Act (Chapter 20, section 1, and Chapter 23, sections 7 and 8) and the Enforcement Code (Chapter 3, section 23, Chapter 4, section 10, Chapter 8, section 19, and Chapter 12, sections 1 and 11). Thus, it was in the exercise of these powers that the Enforcement Authority issued the writ of execution attaching the applicant’s property and then sold it with the purpose of enforcing his unpaid tax debts.
111. Against this background, the Court finds that it is most appropriate to examine the applicant’s complaints under the head of “control the use of property … to secure the payment of taxes”, which comes under the third rule contained in the second paragraph of Article 1 of Protocol No. 1. That paragraph explicitly reserves the right of Contracting States to pass such laws as they may deem necessary to secure the payment of taxes (see Gasus, cited above, § 59). It is clear to the Court that measures of that kind, taken in order to facilitate the enforcement of tax debts and secure tax revenue to the State, are in the general interest. Moreover, the measures taken by the Enforcement Authority were in accordance with national legislation, as specified above.
(b) Compliance with the conditions laid down in the second paragraph
112. According to the Court’s well-established case-law, the three rules set out above are connected. In James and Others v. the United Kingdom (judgment of 21 February 1986, Series A no. 98, pp. 29-30, § 37), the Court explained the relationship between them as follows:
“The three rules are not, however, ‘distinct??

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024