CASE OF POZZI v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF POZZI v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 59367/00/2003
Stato: Italia
Data: 2003-12-04 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell? Art. 6-1; danno materiale – richiesta respinta; danno Morale – risarcimento finanziario; Costi e spese risarcimento parziale – procedimenti nazionali; Costi e spese risarcimento parziale – procedimenti della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA POZZI C. ITALIA
(Richiesta n. 59367/00)
SENTENZA
STRASBOURG
4 dicembre 2003
DEFINITIVO
04/03/2004
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze esposte nell? Articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetta a revisione editoriale.
Nella causa Pozzi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. P. Lorenzen, il Sig. G. Bonello, la Sig.ra F. Tulkens, il Sig. A. Kovler, il Sig. V. Zagrebelsky, il Sig. K. Hajiyev, giudici, ed il Sig. S. Nielsen, Sostituto Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 13 novembre 2003,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa origin? in una richiesta (n. 59367/00) contro la Repubblica italiana depositata per la Corte sotto l?Articolo 34 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un cittadino italiano, il Sig. P. P. (?il richiedente?), il 21 marzo 2000.
2. Il richiedente fu rappresentato dal Sig. P. D. S. M., un avvocato che pratica a Roma. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dai suoi co-agenti successivi rispettivamente il Sig. V. Esposito ed il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 7 marzo 2002 la Corte dichiar? la richiesta ammissibile.
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA
4. Il richiedente nacque nel 1929 e vive a Roma.
5. E? il proprietario di un appartamento a Roma che lui aveva affittato a F.S.A.
6. In un documento presentato all’inquilino il 9 ottobre 1984, il richiedente inform? l’inquilino della sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e lo chiam? in causa per apparire di fronte al Magistrato di Roma.
7. Con una decisione del 23 ottobre 1984 che fu resa esecutiva l? 8 novembre 1984 il Magistrato di Roma sostenne la validit? dell’avviso per sgomberare ed ordin? che i locali venissero sgombrati per il 23 ottobre 1985.
8. Il 12 febbraio 1986, il richiedente present? un avviso all’inquilino in cui gli richiedeva di sgombrare i locali.
9. Il 3 aprile 1986 inform? l’inquilino che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 9 maggio 1986.
10. Tra il 9 maggio 1986 e il 29 gennaio 1999, l’ufficiale giudiziario fece quarantatre tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente non fu concessa l? assistenza della polizia nell’eseguire il mandato per possesso.
11. Il 28 ottobre 1998, il richiedente istitu? dei procedimenti contro l’inquilino presso il tribunale del magistrato di Roma. Facendo seguito all? Articolo 1591 del Codice civile italiano, chiese il rimborso dei danni causati dall’inquilino in termini di perdita di affitto.
12. Il 21 settembre 1999, il richiedente recuper? possesso dell’appartamento.
13. Il 26 novembre 1999, il richiedente cess? i procedimenti civili istituiti contro l’inquilino. Secondo il richiedente, non avrebbe avuto nessuna prospettive di ottenere la compensazione adeguata alla luce dei provvedimenti della Legge n. 421 del 9 dicembre 1998 che limitava la richiesta di compensazione dal proprietario ad una somma uguale all’affitto pagato dall’inquilino al tempo della scadenza del contratto d’affitto, proporzionalmente aumentato secondo il costo della vita, pi? 20% per il periodo dell’incapacit? di recuperare possesso dell’appartamento.
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
14. Fin dal 1947 le autorit? pubbliche in Italia frequentemente sono intervenute in materia di legislazione di affitto residenziale allo scopo di controllare gli affitti. Questo ? stato realizzato tramite congelamento degli affitti (di quando in quando mitigati quando il Governo decretava aumenti legali), la proroga legale di tutti i contratti d’affitto correnti e la proroga, la sospensione o lo scaglionamento dell’imposizione di mandati di sfratto. Il diritto nazionale attinente riguardo alla proroga di affitti, la sospensione di imposizione e lo scaglionamento di sfratti ? descritta nella sentenza della Corte nella causa Immobiliare Saffi c. l’Italia [GC], n. 22774/93, ?? 18-35, 1999-V di ECHR. Ultimamente, per delle cause, fu presentata una sospensione dell’esecuzione dei mandati per possesso fino al 30 giugno 2004 come da Decreto Legislativo n. 147 24 giugno 2003 che divenne Legge n. 200 il 1 agosto 2003.

A. Il sistema di controllo degli affitti
15. Riguardo al controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione italiana pu? essere riassunta come segue.
16. La prima misura attinente era la Legge n. 392 del27 luglio 1978 che fornisce il sistema per ?gli equocanoni? (il cos? definito equo canone) sulla base di un numero di criteri come la superficie dell’appartamento ed i suoi costi di realizzazione.
17. Il secondo passo delle autorit? italiane ? datato agosto 1992. Fu preso nella prospettiva della liberalizzazione progressiva del mercato degli affitti. Di conseguenza, una legislazione che sbloccava le restrizioni sui livelli degli affitti (il cos? definito patti in deroga) entr? in vigore. Ai proprietari e agli inquilini fu data l’opportunit? di derogare all’affitto imposto dalla legge ed accordarsi su un prezzo diverso.
18. Ultimamente, Legge n. 431 del 9 dicembre 1998 riform? i contratti d?affitto e liberalizz? gli affitti.
B. Obblighi dell’inquilino in caso di tarda restituzione
19. L’inquilino ? sottoposto a un obbligo generale di risarcire il proprietario per qualsiasi danno causato nella causa di tarda restituzione dell’appartamento. A questo riguardo, l?Articolo 1591 del Codice civile italiano prevede:
?L’inquilino che non riesce a sgombrare il patrimonio immobiliare ? sottoposto a un obbligo di pagare al proprietario l’importo convenuto sino alla data in cui se ne va, insieme ad altri danni rimanenti.?
20. Comunque, la Legge n. 61 di 1989 stabilisce, inter alia, un limite alla compensazione rivendicabile dal proprietario assegnandogli una somma uguale all’affitto pagato dall’inquilino al tempo della scadenza del contratto d’affitto, proporzionalmente aumento secondo il costo della vita (Articolo 24 della Legge n. 392 27 luglio 1978) pi? il 20%, per il periodo dell’incapacit? di disporre della propriet? dell’appartamento.
21. Nella sentenza n. 482 di 2000, la Corte Costituzionale fu chiamata a decidere se tale limitazione si atteneva alla Costituzione. La Corte Costituzionale sostenne che era compatibile con la Costituzione riguardo a certi periodi di tempo durante i quali la sospensione degli sfratti era determinata dalla legge. La Corte Costituzionale spieg? che l’introduzione della limitazione era intesa a stabilire gli affitti al tempo della legislazione di emergenza, quando la penuria di alloggi rendevano la sospensione dell’imposizione necessaria. Mentre gli sfratti erano sospesi ex il lege, la legge predeterminava sia il quantum del rimborso a carico dell’inquilino, sia le misure che sono provvisorie ed eccezionali. Inoltre, gli interessi del proprietario furono controbilanciati dall’esenzione per lui dal carico di provare i danni.
22. La Corte Costituzionale dichiar? la limitazione alla compensazione rivendicabile dal proprietario incostituzionale riguardo a cause in cui l’impossibilit? per il proprietario per riacquistare l’appartamento dipendeva dalla condotta dell’inquilino e non era a causa di un intervento legislativo. Di conseguenza, apr? la strada ai proprietari per l’istituzione di procedimenti civili per ottenere la piena riparazione dei danni causati dall’inquilino.
LA LEGGE
I. VIOLAZIONE ADDOTTA DELL? ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N.RO 1 E DELL? ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
23. Il richiedente si lagn? della sua incapacit? prolungata di recuperare possesso del suo appartamento, dovuta alla mancanza di assistenza della polizia. Dichiar? una violazione del suo diritto alla propriet?, come garantito dall? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 alla Convenzione che prevede:
??Ogni persona fisica o giuridica ? abilitata al godimento tranquillo della sua propriet?. Nessuno sar? privato della sua propriet? eccetto che nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale.
Comunque, i provvedimenti precedenti non possono in qualsiasi modo danneggiare il diritto di un Stato ad eseguire tali leggi se ritiene necessario controllare l’uso della propriet? in conformit? con l’interesse generale o assicurare il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni penali.?
24. Il richiedente dichiar? anche una violazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione, la cui parte attinente prevede:
?Nella determinazione dei suoi diritti civili ed obblighi…, ognuno ? abilitato a un?… udienza all’interno di un termine ragionevole da [un]… tribunale…?

25. La Corte prima ha esaminato un certo numero di cause che sollevano problemi simili a quelli della presente causa e ha trovato una violazione dell? Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 ed dell?Articolo 6 ? 1 della Convenzione (vedere Immobiliare Saffi, citata sopra, ?? 46-75; Lunari c. Italia, n. 21463/93, ?? 34-46 11 gennaio 2001; Palumbo c. Italia, n. 15919/89, 30 novembre 2000?? 33-48).
26. La Corte ha esaminato la presente causa e trova che non ci sia nessun fatto o argomento del Governo che condurrebbe a una qualsiasi conclusione diversa in questo caso. Nota che il richiedente ha dovuto aspettare approssimativamente tredici anni e quattro mesi dopo il primo tentativo dell’ufficiale giudiziario prima di essere in grado riacquisire l’appartamento.
C’? stata di conseguenza, una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 e dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione nella presente causa.

II. L?APPLICAZIONE DELL? ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
27. L?Articolo 41 della Convenzione prevede:
?Se la Corte trova che c’? stata una violazione della Convenzione o dei Protocolli inoltre, e se la legge interna dell?Alta Parte Contraente riguardata permette di rendere una riparazione solamente parziale, la Corte pu?, se necessario, riconoscere una soddisfazione equa alla vittima.?
A. danno Materiale
28. Il richiedente chiese, in primo luogo, riparazione per il danno materiale che aveva sostenuto. Propose due alternative di metodi di calcolo:
– o il 30% del valore dell’appartamento [750,000,000 lire italiani (ITL), 387,342.67 euro (EUR)], cio? la somma di ITL 225,000,000 [EUR 116,202.80] come riparazione per la consueta riduzione del prezzo degli appartamenti non liberi in caso di vendita;
– o la perdita di affitto, cio? la somma di ITL 230,000,000 [EUR 118,784], come riparazione per la differenza tra il valore di mercato dell?affitto dell’appartamento e l’affitto imposto dalla legge per il periodo di tempo da agosto 1992 a settembre 1999.
Allo scopo di stimare il prezzo di valore di mercato dell?affitto dell’appartamento, il richiedente present? un’opinione competente depositata presso il tribunale del magistrato di Roma nel 1998.
29. Il Governo contest? le richieste.
30. Riguardo al primo mezzo di calcolo proposto dal richiedente, la Corte osserva che da una parte nulla nella pratica suggerisce che tent?, ma che non era stato in grado, di vendere l’appartamento. Di conseguenza, la Corte lo respinge.
31. Dall?altra parte riguardo al secondo mezzo di calcolo proposto dal richiedente, la Corte considera, che gli deve essere data la compensazione per il danno materiale che ? il risultato della perdita di affitto per il periodo di tempo riferito alle violazioni trovate. Alla luce dell’evidenza di fronte a s? ed il periodo riguardato, la Corte decide di dare al richiedente, su una base equa la somma di EUR 100,000.
B. danno Morale
32. Il richiedente chiese ITL 100,000,000 [EUR 51,645.69] per il danno morale. Lui lasci? anche che la questione venisse stimata dalla Corte in modo equo.
33. Il Governo contest? la richiesta.
34. La Corte considera che il richiedente ha dovuto sostenere un danno morale. Stabilendo su una base equa, gli d? EUR 3,000 sotto questo capo.
C. Costi e spese
35. Il richiedente ha anche chiesto rimborso per le sue spese processuali e spese come segue:
– ITL 9,053,421 [EUR 4,675] per i costi dei procedimenti di esecuzione;
– EUR 3,000 per i costi e spese di fronte alla Corte.
Riguardo ai costi e spese di fronte alla Corte, il richiedente lasci? anche che la questione venisse stimata dalla Corte in modo equo.
36. Il Governo contest? le richieste.
37. Sulla base delle informazioni in suo possesso e la giurisprudenza della Corte, la Corte considera ragionevole dare la somma di EUR 2,200 al richiedente per i costi dei procedimenti di esecuzione ed EUR 2,000 per i costi e spese incorsi di fronte alla Corte.
38. La Corte d? una somma totale di EUR 4,200 per spese processuali e spese.
D. Interesse di mora
39. La Corte considera adatto che l’interesse di mora debba essere basato sul tasso di prestito marginale della Banca Centrale europea a cui si dovrebbero aggiungere tre punti percentuale.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE ALL?UNANIMIT?
1. Ritiene che c’? stata una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 alla Convenzione;
2. Ritiene che c’? stata una violazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Ritiene
(a) che lo Stato convenuto deve pagare ogni richiedente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diviene definitiva secondo l?Articolo 44 ? 2 della Convenzione i seguenti importi:
(i) EUR 100,000 (cento mila euro) per danno materiale;
(ii) EUR 3,000 (tre mila euro) per danno morale;
(iii) EUR 4,200 (quattro mila duecento euro) per spese processuali
e spese;
(iv) qualsiasi tassa che pu? essere addebitabile sugli importi sopra;
(b) che dalla scadenza dei tre mesi summenzionati sino ad accordo l?interesse semplice sar? pagabile sugli importi sopra ad un tasso uguale al tasso di prestito marginale della Banca Centrale europea durante il periodo predefinito pi? tre punti di percentuale;
4. Respinge il resto della richiesta del richiedente per la soddisfazione equa.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 4 dicembre 2003, facendo seguito all?Articolo 77 ?? 2 e 3 degli Articoli di Corte.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation of P1-1 ; Violation of Art. 6-1 ; Pecuniary damage – claim rejected ; Non-pecuniary damage – financial award ; Costs and expenses partial award – domestic proceedings ; Costs and expenses partial award – Convention proceedings
FIRST SECTION
CASE OF POZZI v. ITALY
(Application no. 59367/00)
JUDGMENT
STRASBOURG
4 December 2003
FINAL
04/03/2004
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.
In the case of Pozzi v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr P. Lorenzen,
Mr G. Bonello,
Mrs F. Tulkens,
Mr A. Kovler,
Mr V. Zagrebelsky,
Mr K. Hajiyev, judges,
and Mr S. Nielsen, Deputy Section Registrar,
Having deliberated in private on 13 November 2003,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 59367/00) against the Italian Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mr P. P. (?the applicant?), on 21 March 2000.
2. The applicant was represented by Mr P. D. S. M., a lawyer practising in Rome. The Italian Government (?the Government?) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their successive co-Agents respectively Mr V. Esposito and Mr F. Crisafulli.
3. On 7 March 2002 the Court declared the application admissible.
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
4. The applicant was born in 1929 and lives in Rome.
5. He is the owner of a flat in Rome, which he had let to F.S.A.
6. In a writ served on the tenant on 9 October 1984, the applicant informed the tenant of his intention to terminate the lease and summoned him to appear before the Rome Magistrate.
7. By a decision of 23 October 1984, which was made enforceable on 8 November 1984, the Rome Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 23 October 1985.
8. On 12 February 1986, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
9. On 3 April 1986 he informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 9 May 1986.
10. Between 9 May 1986 and 29 January 1999, the bailiff made forty-three attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
11. On 28 October 1998, the applicant instituted proceedings against the tenant in the Rome magistrate’s court. Pursuant to Article 1591 of the Italian Civil Code, he sought the reimbursement of the damages caused by the tenant in terms of loss of rent.
12. On 21 September 1999, the applicant recovered possession of the flat.
13. On 26 November 1999, the applicant discontinued the civil proceedings instituted against the tenant. According to the applicant, he had had no prospects of obtaining adequate compensation in the light of the provisions of Law no. 421 of 9 December 1998 which limited the compensation claimable by the owner to a sum equal to the rent paid by the tenant at the time of the expiration of the lease, proportionally increased according to the cost of living, plus 20%, along the period of inability to dispose of the possession of the flat.
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
14. Since 1947 the public authorities in Italy have frequently intervened in residential tenancy legislation with the aim of controlling rents. This has been achieved by rent freezes (occasionally relaxed when the Government decreed statutory increases), by the statutory extension of all current leases and by the postponement, suspension or staggering of the enforcement of orders for possession. The relevant domestic law concerning the extension of tenancies, the suspension of enforcement and the staggering of evictions is described in the Court’s judgment in the case of Immobiliare Saffi v. Italy [GC], no. 22774/93, ?? 18-35, ECHR 1999-V. Lastly, for some cases, a suspension of the enforcement of the orders for possession until 30 June 2004 was introduced by Legislative Decree no. 147 of 24 June 2003, which became Law no. 200 of 1 August 2003.
A. The system of control of the rents
15. As regards the control of the rents, the evolution of the Italian legislation may be summarised as follows.
16. The first relevant measure was the Law no. 392 of 27 July 1978 which provided machinery for ?fair rents? (the so-called equo canone) on the basis of a number of criteria such as the surface of the flat and its costs of realisation.
17. The second step of the Italian authorities dated August 1992. It was taken in the view of progressive liberalisation of the market of tenancies. Accordingly, a legislation relaxing on rent levels restrictions (the so-called patti in deroga) entered into force. Owners and tenants were in principle given the opportunity to derogate from the rent imposed by law and to agree on a different price.
18. Lastly, Law no. 431 of 9 December 1998 reformed the tenancies and liberalised the rents.
B. Obligations of the tenant in the case of late restitution
19. The tenant is under a general obligation to refund the owner any damages caused in the case of late restitution of the flat. In this regard, Article 1591 of the Italian Civil Code provides:
?The tenant who fails to vacate the immovable property is under an obligation to pay the owner the agreed amount until the date when he leaves, together with other remaining damages.?
20. However, Law no. 61 of 1989 set out, inter alia, a limit to the compensation claimable by the owner entitling him to a sum equal to the rent paid by the tenant at the time of the expiration of the lease, proportionally increased according to the cost of living (Article 24 of Law no. 392 of 27 July 1978) plus 20%, along the period of inability to dispose of the possession of the flat.
21. In the judgment no. 482 of 2000, the Constitutional Court was called upon to decide whether such a limitation complied with the Constitution. The Constitutional Court held that it was compatible with the Constitution with regard to periods of time during which the suspension of the evictions was determined by law. The Constitutional Court explained that the introduction of that limitation was intended to settle the tenancies of the time of the emergency legislation, when the housing shortage made the suspension of the enforcement necessary. While evictions were suspended ex lege, the law predetermined the quantum of the reimbursement chargeable to the tenant, both measures being temporary and exceptional. Besides, the interests of the owner were counterbalanced by the exemption for him from the burden to prove the damages.
22. The Constitutional Court declared the limitation to the compensation claimable by the owner unconstitutional with regard to cases where the impossibility for the owner to repossess the flat depended on the conduct of the tenant and was not due to a legislative intervention. Accordingly, it opened the way to owners for the institution of civil proceedings in order to obtain full reparation of the damages caused by the tenant.
THE LAW
I. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL No. 1 AND OF ARTICLE 6 ? 1 OF THE CONVENTION
23. The applicant complained of his prolonged inability to recover possession of his flat, owing to the lack of police assistance. He alleged a violation of his right of property, as guaranteed by Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which provides:
?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?
24. The applicant also alleged a breach of Article 6 ? 1 of the Convention, the relevant part of which provides:
?In the determination of his civil rights and obligations …, everyone is entitled to a … hearing within a reasonable time by [a] … tribunal…?
25. The Court has previously examined a number of cases raising issues similar to those in the present case and found a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and Article 6 ? 1 of the Convention (see Immobiliare Saffi, cited above, ?? 46-66; Lunari v. Italy, no. 21463/93, 11 January 2001, ?? 34-46; Palumbo v. Italy, no. 15919/89, 30 November 2000, ?? 33-47).
26. The Court has examined the present case and finds that there are no facts or arguments from the Government which would lead to any different conclusion in this instance. It notes that the applicant had to wait approximately thirteen years and four months after the first attempt of the bailiff before being able to repossess the flat.
Consequently, there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and of Article 6 ? 1 of the Convention in the present case.

II. APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
27. Article 41 of the Convention provides:
?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?
A. Pecuniary damage
28. The applicant sought, firstly, reparation for the pecuniary damage he had sustained. He proposed two alternative means of calculations:
– either the 30% of the value of the flat [750,000,000 Italian lire (ITL), 387,342.67 euros (EUR)], i.e. the sum of ITL 225,000,000 [EUR 116,202.80] as reparation for the usual reduction of the price of not vacant flats in case of sale;
– or the loss of rent, i.e. the sum of ITL 230,000,000 [EUR 118,784], as reparation for the difference between the market value rent of the flat and the rent imposed by law for the period of time from August 1992 to September 1999.
For the purpose of assessing the market value price and rent of the flat, the applicant submitted an expert opinion deposited to the Rome magistrate’s court in 1998.
29. The Government contested the claims.
30. As regards the first mean of calculation proposed by the applicant, the Court observes on the one hand that nothing in the file suggests that he attempted, but had not been able, to sell the flat. Accordingly, the Court rejects it.
31. On the other hand, having regard to the second mean of calculation proposed by the applicant, the Court considers that he must be awarded compensation for the pecuniary damage resulting from the loss of rent for the period of time related to the violations found. In the light of the evidence before it and the period concerned, the Court decides to award the applicant, on an equitable basis, the sum of EUR 100,000.
B. Non-pecuniary damage
32. The applicant claimed ITL 100,000,000 [EUR 51,645.69] for the non-pecuniary damage. He also left the matter to be assessed by the Court in an equitable manner.
33. The Government contested the claim.
34. The Court considers that the applicant must have sustained some non-pecuniary damage. Ruling on an equitable basis, it awards him EUR 3,000 under this head.
C. Costs and expenses
35. The applicant also claimed reimbursement for his legal costs and expenses as follows:
– ITL 9,053,421 [EUR 4,675] for the costs of the enforcement proceedings;
– EUR 3,000 for the costs and expenses before the Court.
As regards the costs and expenses before the Court, the applicant also left the matter to be assessed by the Court in an equitable manner.
36. The Government contested the claims.
37. On the basis of the information in its possession and the Court’s case-law, the Court considers it reasonable to award the applicant the sum of EUR 2,200 for the costs of the enforcement proceedings and EUR 2,000 for the costs and expenses incurred before the Court.
38. The Court awards a total sum of EUR 4,200 for legal costs and expenses.
D. Default interest
39. The Court considers it appropriate that the default interest should be based on the marginal lending rate of the European Central Bank to which should be added three percentage points.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention;
2. Holds that there has been a violation of Article 6 ? 1 of the Convention;
3. Holds
(a) that the respondent State is to pay the applicant, within three months from the date on which the judgment becomes final according to Article 44 ? 2 of the Convention, the following amounts:
(i) EUR 100,000 (one hundred thousand euros) for pecuniary damage;
(ii) EUR 3,000 (three thousand euros) for non-pecuniary damage;
(iii) EUR 4,200 (four thousand two hundred euros) for legal costs
and expenses;
(iv) any tax that may be chargeable on the above amounts;
(b) that from the expiry of the above-mentioned three months until settlement simple interest shall be payable on the above amounts at a rate equal to the marginal lending rate of the European Central Bank during the default period plus three percentage points;
4. Dismisses the remainder of the applicant’s claim for just satisfaction.
Done in English, and notified in writing on 4 December 2003, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Deputy Registrar President

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  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
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  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.