CASE OF P?LKA AND OTHERS v. THE CZECH REPUBLIC - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF P?LKA AND OTHERS v. THE CZECH REPUBLIC

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,P1-1
Numero: 30262/13
Stato: Repubblica Ceca
Data: 2022-03-24 00:00:00
Organo: Sezione Quinta
Testo Originale

QUINTA SEZIONE

CASO DI P?LKA E ALTRI c. REPUBBLICA CECA

(Ricorso n. 30262/13)

SENTENZA

Art. 1 P1 – Privazione della propriet? – Equilibrio iniquo nei procedimenti giudiziari di espropriazione immobiliare e di indennizzo – Mancata valutazione delle conseguenze dell’espropriazione da parte dei giudici nazionali e mancato rispetto dei requisiti procedurali stabiliti dalla giurisprudenza della Corte

STRASBURGO

24 marzo 2022

FINALE

24/06/2022

La presente sentenza ? divenuta definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nel caso P?lka e altri c. Repubblica Ceca,

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Quinta Sezione), riunita in Camera composta da:

S?ofra O’Leary, Presidente,
M?rti?? Mits,
St?phanie Mourou-Vikstr?m,
L?tif H?seynov,
Ivana Jeli?,
Arnfinn B?rdsen,
Kate?ina ?im??kov?, giudici,
e Victor Soloveytchik, cancelliere di sezione,

visti i seguenti atti:

il ricorso (n. 30262/13) contro la Repubblica Ceca presentato alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”) dal sig. V?clav P?lka, dalla sig.ra Marie Hochmanov?, dal sig. Bohuslav Ku?era e suo figlio (omonimo) e dal sig. Josef P?lka, cittadini cechi, (“i ricorrenti”), il 2 maggio 2013;

la decisione di notificare al Governo ceco (“il Governo”) il reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 e di dichiarare irricevibile il resto del ricorso;

le osservazioni delle parti;

Avendo deliberato in privato il 1? marzo 2022,

pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:

INTRODUZIONE

1. Il presente caso riguarda l’approccio applicato dalle autorit? ceche nel fissare l’indennizzo pagato ai ricorrenti per l’espropriazione dei loro beni e la proporzionalit? del suo importo. Il caso solleva una questione ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1.

I FATTI

LE CIRCOSTANZE DEL CASO
2. I ricorrenti sono nati rispettivamente nel 1947 e nel 1969, nel 1941, nel 1972 e nel 1943 e vivono a Hradec Kr?lov?, Jina?ovice e Brno. I ricorrenti sono stati rappresentati dall’avvocato L. Prudil, che esercita a Brno.

3. Il Governo era rappresentato dal suo agente, V. A. Schorm, del Ministero della Giustizia.

4. I fatti della causa possono essere riassunti come segue.

Procedimento di esproprio
5. Nel 2000 la Direzione ceca delle strade e delle autostrade (?editelstv? silnic a d?lnic ?R, di seguito “la Direzione delle autostrade”), un quango (p??sp?vkov? organizace) istituito dal Ministero dei Trasporti, ha avviato trattative con i ricorrenti, e con i predecessori legali di alcuni di loro, in merito al futuro utilizzo di una parte della loro propriet? – vale a dire un terreno nel catasto di Tluma?ov na Morav? classificato come seminativo e protetto come terreno agricolo – per la costruzione dell’autostrada R55.

6. Nel 2003 i ricorrenti sono stati invitati a firmare un contratto di acquisto per il lotto n. 1233/6 con una superficie di 15.499 metri quadrati e per il lotto n. 1233/13 con una superficie di 64 metri quadrati. Il contratto di acquisto, senza fare riferimento ad alcuna disposizione legislativa, indicava come prezzo di acquisto un importo di 778.149,80 corone ceche (CZK) (24.607 euro all’epoca). Il documento stabiliva inoltre quanto segue:

“I partecipanti riconoscono che si tratta di un prezzo amministrativo [??edn? cena] determinato in conformit? al regolamento sui prezzi pertinente”.

Di conseguenza, il prezzo di acquisto offerto era stato valutato in 50 CZK (1,58 EUR) al metro quadro.

7. Il 21 aprile 2004 i ricorrenti hanno informato la Direzione delle autostrade di non essere d’accordo con il prezzo di acquisto offerto. Hanno dichiarato, tra l’altro, quanto segue:

“Come indicato … nella bozza di contratto d’acquisto, il prezzo d’acquisto … ? il prezzo amministrativo [cena ??edn?] calcolato in base al relativo regolamento sui prezzi. Questo regolamento (regolamenti) [?] il Decreto n. 540/2002 che attua alcune disposizioni della Legge n. 151/1997 sulla valutazione dei beni, e successive modifiche. Tuttavia, dalla bozza del contratto d’acquisto non risulta quali precise disposizioni … siano state utilizzate per il calcolo del prezzo d’acquisto proposto …”.

I ricorrenti hanno inoltre dichiarato che il prezzo di appezzamenti di terreno comparabili in quella localit? e in quel momento era di circa 100 CZK al metro quadro, che consideravano un compenso adeguato per i loro appezzamenti di terreno[1].

8. L’11 ottobre 2004 la Direzione autostrade present? una domanda di esproprio all’Ufficio Edilizia del Comune di Otrokovice (m?stsk? ??ad – stavebn? ??ad, “l’Ufficio Edilizia”) sulla base di una somma di indennizzo vicina al prezzo di acquisto che era stato offerto ai ricorrenti, ossia 778.150 CZK (25.647 EUR all’epoca dei fatti).

9. Il 13 gennaio 2005 il Ministero delle Finanze, dopo aver presentato una richiesta di deroga da parte della Direzione Autostrade che le consentiva di concordare un prezzo superiore a quello stabilito, ha emesso una decisione in cui dichiarava di non accogliere tale richiesta. La decisione ? stata motivata, tra l’altro, con il fatto che la Direzione delle autostrade non aveva presentato una proposta specifica in merito a (i) il prezzo di acquisto pi? elevato da concordare e (ii) la determinazione dell’importo del prezzo concordato. Nella sua richiesta, la Direzione autostrade si era basata sui documenti forniti dai ricorrenti, che non avevano fornito alcuna giustificazione per il risarcimento di 1.556.300 CZK (51.229 euro all’epoca dei fatti) da loro richiesto; n? avevano fornito alcuna prova (a parte l’argomentazione secondo cui 100 CZK al metro quadro era un prezzo che ritenevano essere il prezzo usuale di terreni comparabili nelle vicinanze e all’epoca in questione, a seguito di un sondaggio tra le agenzie immobiliari della zona).

10. Il 3 maggio 2005 l’Ufficio Edilizia ha emesso una decisione che ordinava l’espropriazione del terreno in questione in cambio di un indennizzo di 778.149,80 CZK (25.647 euro all’epoca dei fatti) determinato da una perizia ai sensi della legislazione applicabile – ossia la Legge n. 151/1997, il Decreto n. 540/2002 e del Decreto n. 122/1984, emanati dall’ex Ministero federale delle Finanze, sull’indennizzo per gli edifici, i terreni, la vegetazione e i relativi diritti espropriati.

11. Il 20 settembre 2005, in appello, l’Ufficio regionale di Zl?n (krajsk? ??ad) ha confermato la decisione dell’Ufficio costruzioni. L’Ufficio ha dichiarato che, poich? la costruzione dell’autostrada era di interesse pubblico, le condizioni per l’esproprio erano soddisfatte. Ha inoltre affermato che l’Ufficio per l’edilizia aveva proceduto in conformit? con la legge e che non aveva riscontrato altri errori procedurali. La decisione di esproprio ? diventata definitiva il 26 settembre 2005. Di conseguenza, ai ricorrenti ? stato corrisposto un indennizzo per il bene espropriato entro il termine di sessanta giorni.

Il procedimento giudiziario
12. I ricorrenti hanno presentato un ricorso al Tribunale regionale di Brno (krajsk? soud) per il controllo giudiziario delle decisioni amministrative, sostenendo che i requisiti legali per l’esproprio non erano stati soddisfatti perch? un’autostrada di importanza locale non avrebbe dovuto essere considerata un progetto di costruzione “di interesse pubblico” e avrebbe potuto comunque essere realizzata senza interferire con i loro diritti di propriet?. Hanno inoltre sostenuto che le trattative per il trasferimento del titolo di propriet? non si erano svolte in conformit? con la legge e che il prezzo negoziato (cena vyjedn?vac?) come indennizzo per la propriet? espropriata era stato determinato in modo errato ed era per loro inaccettabile tenendo conto della localit? del terreno espropriato.

13. Con sentenza del 27 settembre 2006, il Tribunale regionale ha annullato la decisione dell’Ufficio regionale, osservando che non aveva trattato adeguatamente l’obiezione dei ricorrenti riguardo all’importo dell’indennizzo. Nel determinare l’entit? dell’indennizzo, l’Ufficio regionale si era limitato a fare riferimento alla perizia che aveva determinato l’indennizzo ai sensi del regolamento generalmente vincolante, ignorando l’obiezione dei ricorrenti secondo cui il prezzo determinato dalla perizia era significativamente inferiore al prezzo di mercato. Il Tribunale regionale ha dichiarato, tra l’altro, quanto segue:

“L’autorit? amministrativa non pu? abrogare il suo dovere [di trattare l’obiezione d’appello relativa all’importo dell’indennizzo per il terreno espropriato] sulla base del fatto che ha semplicemente [basato la sua decisione] sulla perizia, [e ha ignorato il fatto che] le conclusioni di quest’ultima erano state contestate dai [ricorrenti] … [La questione se la decisione dell’autorit? amministrativa in merito all’importo dell’indennizzo sia basata solo sul prezzo determinato in conformit? al regolamento sui prezzi – senza [prendere in considerazione] il prezzo corrispondente alla domanda e all’offerta in un determinato luogo e momento (in altre parole, il prezzo a cui l’oggetto in questione potrebbe essere venduto …) – non emerge dalla motivazione [della decisione amministrativa] e costituisce una motivazione sufficiente … che … l’autorit? amministrativa … ? tenuta ad affrontare nel conseguente procedimento. ? necessario che … [la decisione amministrativa] sia motivata in modo convincente per quanto riguarda il fatto che [l’autorit? amministrativa] abbia determinato l’importo dell’indennizzo sulla base del prezzo di mercato [cena tr?n?], e quindi sul prezzo al quale il terreno avrebbe potuto essere venduto al momento dell’inizio della procedura di esproprio.

L’esproprio ? una cos? grave interferenza con i diritti di propriet?, [che sono costituzionalmente protetti], che qualsiasi interpretazione restrittiva delle condizioni stabilite dalla legge per l’esproprio non ? ammissibile; … lo stesso vale per la determinazione dell’indennizzo.

A questo proposito, il [tribunale ha fatto riferimento] alla decisione della Corte costituzionale n. III ?S 102/94 [in cui si afferma che]: “l’espropriazione forzata dei diritti di propriet? … deve soddisfare le condizioni costituzionali di cui all’articolo 11 ? 4 della Carta dei diritti e delle libert? fondamentali. Tali condizioni comprendono l’obbligo di fornire un risarcimento. Per “indennizzo adeguato” [si intende] una somma equivalente [di denaro], o un importo [che sia sufficiente], nelle condizioni locali, ad acquistare un oggetto simile alla quota di un comproprietario di una propriet? che ? stata assegnata ad altri comproprietari” [p?isouzen ostatn?m spoluvlastn?k?m].

Per quanto riguarda l’osservazione dell'[autorit? amministrativa] secondo cui la perizia si basava sul Decreto n. 122/1984 e sulla Legge n. 151. 122/1984 e sulla Legge n. 151/1997 e che, pertanto, [l’autorit? amministrativa] non aveva motivo di mettere in discussione le sue conclusioni, [il tribunale osserva] che da quanto sopra deriva che i prezzi degli appezzamenti di terreno dovrebbero essere basati sul prezzo di mercato e che [l’autorit? amministrativa] aveva [aveva il dovere] di affrontare l’obiezione dei [ricorrenti] in merito alla notevole sproporzione tra il prezzo determinato dalla perizia e il prezzo di mercato”.

14. Il 26 giugno 2007, su ricorso per cassazione (kasa?n? st??nost) dell’Ufficio regionale, la Corte amministrativa suprema (Nejvy??? spr?vn? soud) ha rinviato il caso alla Corte regionale, ritenendo di non essere autorizzata a riesaminare l’indennit? di esproprio in quanto si trattava di una questione di diritto civile che doveva essere esaminata ai sensi del quinto capitolo del Codice di procedura civile (il “CCP”) e non dalla magistratura amministrativa. La Corte ha sottolineato che le sentenze relative alle decisioni di esproprio e le sentenze relative all’indennit? da versare per i beni espropriati sono tipi di sentenze distinte e che anche le modalit? di revisione sono diverse. Mentre le sentenze di esproprio dovevano essere impugnate davanti a un tribunale amministrativo, le sentenze che determinavano l’indennizzo per la propriet? espropriata erano soggette a revisione ai sensi del quinto capitolo del PCC.

15. Il 15 novembre 2007 il Tribunale regionale ha respinto il ricorso dei ricorrenti e li ha informati che avrebbero potuto avviare un procedimento giudiziario ai sensi del quinto capitolo del PCC davanti a un tribunale civile entro un mese se avessero voluto impugnare la decisione delle autorit? amministrative sull’indennit? di esproprio.

16. Il 16 gennaio 2008 i ricorrenti hanno intentato un’azione legale ai sensi del quinto capitolo del PCC per stabilire che l’indennit? dovuta per i beni immobili espropriati avrebbe dovuto essere il prezzo di mercato e per ottenere il pagamento della differenza tra l’indennit? ricevuta e il prezzo di mercato stimato, che – secondo la loro valutazione peritale – era di 385 CZK per mq, per un totale di 5.991.760 CZK (240.385 euro). Di conseguenza, i ricorrenti hanno chiesto l’importo di 5.213.610 CZK (209.166 EUR all’epoca dei fatti).

17. Con sentenza del 3 novembre 2008, il Tribunale municipale di Praga (m?stsk? soud) ha respinto il loro ricorso. Ha concluso che la decisione di esproprio era diventata definitiva il 26 settembre 2005, data in cui era ancora in vigore la legge n. 50/1976 sull’urbanistica e i regolamenti edilizi (la “legge edilizia”), in vigore fino al 30 giugno 2006. In base a tale legge, l’importo dell’indennizzo da versare per l’esproprio doveva essere calcolato in base al regolamento generalmente vincolante, senza lasciare alcun margine di discrezionalit? all’Ufficio Edilizia del Comune. Solo dopo l’entrata in vigore di un emendamento alla legge edilizia, il 1? luglio 2006, le autorit? amministrative sono state obbligate a fare riferimento al prezzo usuale (di mercato) (obvykl? cena) nel determinare l’indennizzo dovuto in caso di esproprio. Le autorit? amministrative che avevano deciso l’esproprio avevano quindi proceduto in conformit? con la legge. Il Tribunale municipale ha dichiarato esplicitamente che:

“La decisione di esproprio ? diventata definitiva il 26.9.2005. Di conseguenza, l’indennit? di esproprio ? stata calcolata ai sensi dell’articolo 111 della legge n. 50/1976, in vigore fino al 30.6.2006 – vale a dire prima della modifica introdotta dalla legge n. 186/2006, entrata in vigore solo l’1.7.2006.

Ai sensi dell’articolo 111(2) della Legge n. 50/1976, in vigore fino al 30.6.2006, l’indennit? di espropriazione, le modalit? di tale indennit?, il soggetto che doveva pagare l’indennit? e il soggetto a cui doveva essere pagata – nonch? l’importo massimo di tale indennit? – sono regolati dalla normativa generalmente vincolante, [che ?] il Decreto n. 122/1984 (abrogato dalla Legge n. 186/2006, entrata in vigore solo l’1.7.2006). 122/1984 (abrogato dalla Legge n. 184/2006 l’1.1.2007), che, nella sezione 2(1) …, [stabilisce che] le modalit? di determinazione dell’importo del prezzo [sono disciplinate] dalla normativa applicabile in materia di prezzi, ossia la Legge n. 151/1977 e il Decreto attuativo n. 540/2002. 540/2002

Ne consegue … che se il valore [del terreno nel caso di specie ? stato [effettivamente] valutato … allora in base al decreto n. 540/2002, ? stato fatto in conformit? con l’articolo 111(2) della … legge sull’edilizia, come in vigore il 30.6.2006, perch? l’indennizzo ? stato determinato in conformit? con il regolamento generalmente vincolante.

A questo proposito, ? necessario sottolineare che [i ricorrenti] non … contestano l’erroneit? della perizia, ma piuttosto il meccanismo impreciso con cui ? stato determinato l’importo dell’indennizzo, [che ha dato luogo a una] discrepanza tra il prezzo determinato da un regolamento generalmente vincolante (che tiene conto del numero di abitanti del comune) [da un lato, e il prezzo abituale (di mercato) [dall’altro].

[La legge sull’edilizia ? stata abrogata dalla legge n. 183/2006 a partire dall’1.1.2007.

Nel periodo compreso tra l’1.7.2006 e l’1.1.2007, la sfera dell’espropriazione, disciplinata dalla legge n. 50/1976, ? stata modificata dalla legge n. 186/2006, che ha rivisto alcuni atti relativi all’adozione della legge sull’edilizia e della legge sull’espropriazione.

Ai sensi dell’articolo 111, paragrafo 1, lettera a), della legge n. 50/1976, come modificata dalla legge n. 186/2006, [una persona che ? stata privata della sua propriet?] ha diritto a un indennizzo pari al prezzo normale del terreno o dell’edificio, comprese tutte le parti e gli accessori…

Un confronto tra l’articolo 111, paragrafo 2, della precedente legge sull’edilizia e l’articolo 111, paragrafo 1, lettera a), della legge sull’edilizia, come modificata dalla legge n. 186/2006, rivela un cambiamento significativo per quanto riguarda la determinazione degli importi dell’indennizzo [da versare] per gli appezzamenti di terreno espropriati. Dall’entrata in vigore della Legge n. 186/2006, gli importi pagati a titolo di indennizzo non sono pi? stati calcolati in base alle norme generalmente vincolanti, ma come il prezzo abituale [per tali terreni].

Di conseguenza, il calcolo dell’indennizzo ai sensi della normativa in vigore dall’1.7.2006 (Legge n. 186/2006), sulla base del prezzo usuale, ? in netto contrasto con la normativa precedente, in cui il prezzo era determinato in base al decreto di indennizzo e al [pertinente] regolamento sui prezzi, e non in base al prezzo usuale.

Pertanto, se le autorit? che hanno agito nella procedura di esproprio hanno effettivamente proceduto in conformit? con l’articolo 111(2) della Legge n. 50/1976, in vigore fino al 30 giugno 2006, e hanno calcolato l’indennizzo per i terreni espropriati sulla base del regolamento generalmente vincolante, allora hanno proceduto correttamente”.

18. Il 3 settembre 2009 l’Alta Corte di Praga (vrchn? soud) ha confermato la sentenza di cui sopra, osservando che gli organi amministrativi avevano ragione a basarsi sulla legislazione applicabile all’epoca dei fatti e che non si poteva dedurre un effetto retroattivo di una legge entrata in vigore il 1? luglio 2006. Ha affermato, tra l’altro, che:

“Ai sensi dell’articolo 11 ? 4 della Carta dei diritti e delle libert? fondamentali [ceca] […], l’espropriazione o altre limitazioni obbligatorie dei diritti di propriet? sono consentite nell’interesse pubblico, sulla base della legge e dietro compenso”. Questa disposizione, che costituisce un’eccezione al principio dell’intangibilit? dei diritti di propriet? garantito dall’articolo 11 ? 1 della Carta, non fornisce ulteriori criteri per la determinazione dell’indennizzo per i beni espropriati. Ai sensi del Protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, … nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non nell’interesse pubblico e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale (articolo 1, seconda frase). [Tuttavia, questo principio non affronta la questione dell’ammontare dell’indennizzo per l’espropriazione [di beni] in modo pi? dettagliato[.] [Al contrario, fa riferimento alla normativa legale (cio? interna) e ai principi generali del diritto internazionale. Ai sensi dell’articolo 128 ? 2 del Codice civile, un bene pu? essere espropriato o la sua propriet? pu? essere limitata – a meno che lo scopo [perseguito] possa essere raggiunto altrimenti – solo sulla base della legge, nell’interesse pubblico, [e] solo per questo scopo e dietro compenso. Sebbene non risulti da questa disposizione che l’esproprio debba essere basato sulla legge, ci? deriva necessariamente dall’articolo 111 della … (legge edilizia), in vigore fino al 30.6.2006 …, poich? la decisione di esproprio in questione ? diventata definitiva il 26.9.2005. … Si pu? quindi concludere che, nel caso in esame, il prezzo per gli appezzamenti di terreno espropriati ? stato determinato nel modo prescritto dalla legge e che, alla luce di quanto sopra, questa procedura era pienamente conforme al termine di costituzionalit? e al requisito derivante dalla Convenzione [e] dai suoi Protocolli”.

19. Il 9 novembre 2011 la Corte Suprema (Nejvy??? soud) ha respinto il ricorso dei ricorrenti per motivi di diritto (dovol?n?), affermando che le autorit? avevano proceduto in conformit? con la legge applicabile.

20. Il 1? novembre 2012 la Corte costituzionale (?stavn? soud) ha respinto il reclamo costituzionale (?stavn? st??nost) dei ricorrenti, ritenendo che le decisioni impugnate fossero state adottate in conformit? alla legge applicabile all’epoca dei fatti. Ha ritenuto, tra l’altro, che:

“La sentenza della Corte Suprema ? conforme alla decisione della Corte Suprema n. 30 Cdo 730/2008 del 18 marzo 2010 …; con le conclusioni [in essa contenute] relative a tale questione giuridica la Corte Costituzionale concorda pienamente. [In tale decisione, [che riguardava] l’analoga questione interpretativa, la Corte di Cassazione ha affermato che: “[La] legislazione in vigore al momento in cui le autorit? amministrative hanno deciso l’esproprio ? decisiva per la determinazione dell’importo dell’indennizzo…”. Poich? il ricorrente aveva gi? diritto all’indennizzo per l’esproprio in quel momento, il principio secondo cui la situazione esistente al momento della pronuncia ? decisiva per l’importo dell’indennizzo (articolo 154, paragrafo 1, del Codice di procedura civile) non pu? essere applicato. L’articolo 31 della legge n. 184/2006 non pu? essere applicato perch? [questa legge] ? entrata in vigore il 1? gennaio 2007, ossia solo dopo la chiusura del procedimento di esproprio”.

QUADRO GIURIDICO E PRASSI RILEVANTI
Legge applicabile all’epoca dei fatti
La Carta dei diritti e delle libert? fondamentali
21. L’articolo 11, paragrafo 1, garantisce a tutti il diritto di propriet?. La propriet? di ciascun proprietario ha lo stesso contenuto legale e gode della stessa protezione. Ai sensi del paragrafo 4, l’espropriazione o qualsiasi altra limitazione obbligatoria dei diritti di propriet? pu? essere consentita se nell’interesse pubblico, da esercitarsi sulla base della legge e in cambio di un indennizzo.

Codice civile (Legge n. 40/1964) (in vigore fino al 31 dicembre 2013)
22. Nell’interesse pubblico, un oggetto pu? essere espropriato o la sua propriet? pu? essere limitata, a meno che lo scopo [perseguito] non possa essere raggiunto in altro modo; l’esproprio o la restrizione [in questione] possono essere imposti solo sulla base della legge, solo per questo scopo e [solo] dietro compenso.

Il Codice di procedura civile (Legge n. 99/1963)
23. Ai sensi dell’articolo 154 ? 1, la sentenza deve essere emessa sulla base della situazione esistente al momento della pronuncia.

Il quinto capo riguarda la giurisdizione nei procedimenti amministrativi. L’articolo 244 stabilisce che, nell’ambito della loro giurisdizione di diritto amministrativo, i tribunali civili devono controllare la legittimit? delle decisioni delle autorit? amministrative su richiesta o in appello.

Legge n. 50/1976 sulla pianificazione urbanistica e territoriale e sui regolamenti edilizi (Legge edilizia) (in vigore fino al 30 giugno 2006)
24. Ai sensi dell’articolo 111(2), un regolamento di applicazione generale prevedeva l’indennizzo per l’esproprio, le modalit? di tale indennizzo, la parte che doveva pagare l’indennizzo e la parte a cui doveva essere pagato l’indennizzo, nonch? l’importo massimo di tale indennizzo, se applicabile.

Decreto n. 122/1984 sull’indennit? per gli edifici, i terreni, la vegetazione e i diritti espropriati (in vigore fino al 31 dicembre 2006).
25. In base alla sezione 2, l’indennizzo per gli edifici, i terreni e la vegetazione da corrispondere ai cittadini e alle organizzazioni diverse dalle “organizzazioni socialiste” doveva essere fissato all’importo indicato nelle norme tariffarie applicabili. Alla data dell’esproprio, la legge n. 151/1997 sulla valutazione delle propriet? era il regolamento tariffario applicabile.

Legge n. 151/1997 sulla valutazione delle propriet?
26. Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, la valutazione di beni o servizi deve basarsi sul prezzo usuale, a meno che non sia previsto un metodo di valutazione diverso. Ai fini della legge, per “prezzo” si intende il prezzo che sarebbe stato ottenuto per la vendita di un bene identico o simile o per la prestazione di un servizio identico o simile in conformit? al “principio di libera concorrenza” nella Repubblica Ceca alla data della valutazione. Allo stesso tempo, devono essere prese in considerazione tutte le circostanze che influenzano il prezzo. Tuttavia, gli effetti di circostanze di mercato straordinarie, la situazione personale del venditore o dell’acquirente e qualsiasi fattore preferenziale speciale devono essere ignorati. Per “circostanze straordinarie del mercato” si intendono, ad esempio, la costrizione del venditore o dell’acquirente o le conseguenze di una calamit? naturale o di altro tipo. La “situazione personale” pu? includere, a titolo esemplificativo, i rapporti patrimoniali, familiari e altri rapporti personali tra il venditore e l’acquirente. “Preferenza speciale” pu? includere un valore speciale attribuito a un bene o a un servizio derivante da un rapporto personale con esso.

27. Ai sensi dell’articolo 10(1), il valore di un terreno edificabile deve essere calcolato moltiplicando l’area del terreno per il prezzo al metro quadro indicato nella mappa dei prezzi emessa dal comune. Se il valore di un lotto non ? indicato nella mappa dei prezzi, deve essere calcolato moltiplicando l’area del lotto per il prezzo base al metro quadro – adeguato per tenere conto dell’ubicazione e di altri fattori che influenzano, in particolare, l’uso del lotto per la costruzione – o per un prezzo stabilito con un altro metodo di valutazione ai sensi dell’articolo 2, come stabilito nel decreto applicabile.

28. Il metodo di calcolo dell’importo dell’indennizzo ? stabilito dal Decreto n. 540/2002. 540/2002 che attua alcune disposizioni della Legge n. 151/1997 sulla valutazione dei beni.

Legge applicabile dopo il 1? luglio 2006
Legge n. 50/1976 sulla pianificazione urbanistica e territoriale e sui regolamenti edilizi (legge sull’edilizia) (modificata dalla legge n. 186/2006, in vigore dopo il 1? luglio 2006).

29. Ai sensi dell’articolo 111, paragrafo 1, lettera a), l’indennizzo equivalente al prezzo usuale del terreno o dell’edificio, comprese tutte le sue componenti e le sue pertinenze, era dovuto in cambio dell’esproprio se il terreno in questione veniva espropriato.

30. L’articolo 111, paragrafo 3, prevedeva che l’indennizzo fosse determinato in modo e per un importo corrispondente al danno pecuniario subito dall’espropriato a causa dell’esproprio. Nel caso in cui il prezzo usuale ai sensi della sottosezione 1(a) fosse inferiore al prezzo riscontrato in base al regolamento sui prezzi, un indennizzo pari al prezzo riscontrato era dovuto al proprietario del bene espropriato.

Legge attualmente applicabile
Legge n. 184/2006 sull’espropriazione o la limitazione del diritto di propriet? di un terreno o di un edificio (Legge sull’espropriazione) (entrata in vigore il 1? gennaio 2007).

31. Ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 1, lettera a), il proprietario del bene espropriato ha diritto a un indennizzo pari al prezzo normale del terreno o dell’edificio, comprese le pertinenze se anch’esse vengono espropriate.

32. Ai sensi dell’articolo 10(3), l’indennizzo ai sensi delle sottosezioni 1 e 2 deve essere determinato in modo e per un importo proporzionato al danno pecuniario che il proprietario del bene espropriato subisce a causa dell’esproprio.

33. La Sezione 10(5) stabilisce che il prezzo del terreno o dell’edificio ai fini della determinazione dell’indennizzo deve essere determinato sulla base della condizione “as-is” dello stesso e della destinazione d’uso alla data di presentazione della domanda di esproprio. Tale valutazione non deve tenere conto di eventuali diminuzioni o aumenti di valore in relazione allo scopo proposto per l’esproprio.

Sentenze rilevanti della Corte Costituzionale
Sentenza n. II. ?S 1135/14 del 30 giugno 2015
34. In questa sentenza la Corte Costituzionale ha esaminato la questione della violazione del diritto alla protezione dei beni nel contesto dell’importo dell’indennizzo dovuto per l’espropriazione di terreni diversi da quelli appartenenti ai ricorrenti, e ha affermato che:

“10. La Corte Costituzionale osserva in primo luogo che questo caso riguarda l’applicazione dell’articolo 111(2) della Legge sull’Edilizia, in vigore fino al 30 giugno 2006, che prevedeva che l’indennizzo per l’espropriazione, le modalit? dell’indennizzo, la parte che doveva pagare l’indennizzo e la parte a cui l’indennizzo doveva essere pagato – e, [se del caso,] l’importo massimo di tale indennizzo – fosse determinato da un regolamento legale generalmente vincolante. Questo regolamento era il Decreto n. 122/1984 sull’indennizzo per gli edifici, i terreni e la vegetazione espropriati e i relativi diritti[.] [Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, l’indennizzo per gli edifici, i terreni e la vegetazione versato ai cittadini e alle organizzazioni non socialiste doveva essere fissato all’importo specificato nelle norme tariffarie applicabili. I regolamenti sui prezzi validi erano la Legge n. 151/1997 sulla valutazione della propriet? e sugli emendamenti ad alcune leggi (la Legge sulla valutazione della propriet?), e successive modifiche, e il Decreto n. 540/2002, che [insieme] implementavano la legge sulla valutazione della propriet?. 540/2002, che [insieme] attuava alcune disposizioni della Legge n. 151/1997 …, modificata dal Decreto n. 452/2003. 452/2003. La norma giuridica citata, in vigore fino al 30 giugno 2006, si basava sul fatto che l’indennizzo era stabilito come prezzo “amministrativo” […] [? stato solo sulla base della legge n. 186/2006 sulla modifica di alcuni atti relativi all’adozione della legge sull’edilizia e della legge sull’esproprio (entrata in vigore il 1? luglio 2006) che ? stato possibile concedere il prezzo normale (di mercato) per i beni immobili espropriati.

12. La Corte Costituzionale ? consapevole del fatto che all’epoca dei fatti (fino al 30 giugno 2006) la legge edilizia allora in vigore e le relative norme sui prezzi prevedevano che l’indennizzo per i beni espropriati fosse fissato al prezzo amministrativo piuttosto che al prezzo di mercato. Tuttavia, nella sua giurisprudenza consolidata, la Corte costituzionale ha ribadito pi? volte che non avrebbe tollerato un approccio formalistico da parte delle autorit? pubbliche e, in particolare, dei tribunali ordinari che applicano ragionamenti essenzialmente sofisticati per evidenti ingiustizie.

16. Nel caso in esame, la seconda sezione della Corte costituzionale ? giunta a conclusioni diverse da quelle indicate nella decisione citata. Tale approccio non ? contrario all’articolo 89 ? 2 della Costituzione – che prevede che le sentenze esecutive della Corte Costituzionale siano vincolanti per tutti gli organi e le persone e si riflette quindi nel regime decisionale della Corte Costituzionale stessa – ma non si applica alle decisioni che non hanno tale natura generalmente vincolante. La Corte Costituzionale osserva che nella decisione sopra citata non aveva affatto considerato il conflitto tra il diritto dei ricorrenti a un equo indennizzo per la propriet? espropriata e i diritti sanciti dalla Carta, dalla Costituzione, dalla Convenzione, dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Nel caso in esame, invece, la presunta violazione dei diritti dei ricorrenti – cos? come sanciti dalle fonti del diritto citate – costituisce la ragione principale per cui la Corte costituzionale ha ritenuto fondato il ricorso costituzionale. A ci? si aggiungono le diverse circostanze di fatto costituite dalla durata del procedimento, in quanto nel caso di specie – a differenza del caso n. IV. ?S 1163/12 – il Tribunale regionale di Brno ha deciso l’importo dell’indennizzo per l’esproprio quasi dieci anni dopo che era stato originariamente determinato dall’Ufficio Edilizia del Comune di Otrokovice. La questione del tempo gioca un ruolo cruciale nell’assegnazione dell’indennizzo per i beni espropriati perch?, con il passare del tempo, aumenta la disparit? tra il prezzo stabilito dal Decreto n. 122/1984 e l’equo indennizzo corrispondente al prezzo del bene. 122/1984 e l’equo indennizzo corrispondente al valore di mercato.

24. Nel caso in esame, il tribunale di prima istanza ha proceduto nel modo descritto sopra quando ha concluso, sulla base delle motivazioni di cui sopra, che il pagamento del prezzo amministrativo del terreno non soddisfaceva la condizione costituzionale e legale secondo cui l’indennizzo previsto per l’esproprio deve essere ragionevole ed equo per soddisfare il suo significato e scopo. Il tribunale di primo grado ha dedotto che solo il prezzo di mercato soddisfa tali requisiti, essendo il prezzo al quale il bene espropriato potrebbe essere venduto nel rispettivo momento e luogo, e che si basa sul valore equo del bene espropriato e fornisce un adeguato risarcimento per il danno pecuniario causato dalla perdita della propriet?. Il tribunale di primo grado ha quindi concluso che l’autorit? amministrativa ha commesso un errore nel fissare l’indennit? di esproprio a 1.482.000 CZK sulla base del prezzo amministrativo e avrebbe dovuto invece determinare l’indennizzo finanziario sulla base del prezzo di mercato di 11.139.700 CZK.

27. Il Tribunale regionale ha proceduto correttamente quando, nel decidere l’importo dell’indennizzo per l’esproprio, ha emesso una sentenza basata sulla legislazione in vigore al momento della pronuncia. Il quinto capitolo del Codice di procedura civile, relativo al controllo giurisdizionale delle decisioni delle autorit? amministrative, non contiene una disciplina giuridica completa per la rinegoziazione di una causa privata o di altre questioni legali decise da un’autorit? amministrativa. Per i casi in cui il quinto capitolo non fornisce una regolamentazione giuridica di una particolare questione procedurale, l’articolo 245 del Codice di procedura civile stabilisce che si applicano le disposizioni generali dei capitoli da 1 a 4 di questo Codice, in particolare gli articoli 153 e 154, in base ai quali il Tribunale regionale ha proceduto nel caso sopra citato.

28. In sintesi, sebbene l’Alta Corte di Olomouc e la Corte Suprema siano giunte alla conclusione che l’importo dell’indennizzo nei casi di esproprio debba essere deciso in base alla legislazione in vigore al momento dell’esproprio – vale a dire che sarebbe stato assegnato il prezzo amministrativo – tale conclusione non era conforme all’articolo 154 del Codice di Procedura Civile e agli obblighi internazionali della Repubblica Ceca (articolo 1 ? 1 della Costituzione).”

Sentenza n. I. ?S 1904/14 dell’11 agosto 2015.
35. La Corte costituzionale ha ribadito le sue conclusioni nella successiva sentenza I. ?S 1135/14 del 30 giugno 2015 sulla questione dell’equo indennizzo per i beni espropriati.

LA LEGGE

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1. 1
36. I ricorrenti lamentavano la violazione del loro diritto al pacifico godimento dei loro beni, in quanto l’indennizzo che era stato loro corrisposto per i terreni espropriati era stato determinato secondo un approccio rigido e ammontava solo al 13% del prezzo di mercato della propriet? espropriata, che non poteva quindi essere considerato un indennizzo proporzionato al prezzo di mercato della propriet?. Essi si sono basati sull’articolo 1 del Protocollo n. 1, che recita come segue:

“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al pacifico godimento dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non nell’interesse pubblico e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Tuttavia, le disposizioni precedenti non pregiudicano in alcun modo il diritto di uno Stato di applicare le leggi che ritiene necessarie per controllare l’uso della propriet? in conformit? all’interesse generale o per assicurare il pagamento di imposte o di altri contributi o sanzioni.”

Ammissibilit?
37. Il Governo ha sostenuto che il ricorso era irricevibile a causa del mancato esaurimento delle vie di ricorso interne, in quanto i ricorrenti avevano presentato un’azione presso i tribunali civili ai sensi del quinto capitolo del PCC contestando solo la sentenza sull’indennit? di esproprio. Essi non avevano proseguito il procedimento dinanzi ai tribunali amministrativi, nel quale avrebbero potuto contestare la sentenza di esproprio dei terreni e il fatto che essa non fosse stata eseguita nell’interesse pubblico e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

38. I ricorrenti hanno affermato che non stavano lamentando una violazione del loro diritto al pacifico godimento dei beni perch? erano stati privati della loro propriet?. Il loro ricorso era diretto esclusivamente contro il fatto che era stato loro corrisposto un indennizzo che non corrispondeva al prezzo di mercato del bene espropriato.

39. Nel caso in esame, la denuncia dei ricorrenti si concentra sul fatto che le autorit? hanno fornito loro un indennizzo che, a quanto pare, non era affatto proporzionato al valore di mercato della propriet? espropriata. A tal fine, i ricorrenti hanno avviato un procedimento dinanzi ai tribunali civili ai sensi del quinto capitolo del PCC (cfr. paragrafi 16-20). Nelle loro osservazioni ai tribunali nazionali, esprimendo profondo disaccordo con l’indennizzo previsto, hanno chiaramente contestato la proposta finanziaria in questione, invocando la tutela costituzionale del diritto al pacifico godimento dei loro beni.

40. La Corte ritiene che, nel sollevare questo motivo dinanzi ai tribunali nazionali, i ricorrenti si siano avvalsi normalmente dei rimedi a loro accessibili e che riguardavano, in sostanza, i fatti contestati a livello europeo (si vedano, mutatis mutandis, Zarb Adami c. Malta (dec.), n. 17209/02, 24 maggio 2005, e Sammut e Visa Investments Ltd c. Malta (dec.), n. 27023/03, 28 giugno 2005). Pertanto, il rimedio a cui fa riferimento il Governo, relativo alla possibilit? di presentare reclamo contro la decisione sull’espropriazione stessa, non ? pertinente al caso di specie.

41. Alla luce di quanto sopra, la Corte ritiene che l’eccezione preliminare del Governo debba essere respinta. Essa osserva che il presente ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3. Essa osserva inoltre che non ? inammissibile. Rileva inoltre che non ? irricevibile per altri motivi. Deve pertanto essere dichiarato ricevibile.

Il merito
Le argomentazioni delle parti
42. I ricorrenti hanno sostenuto che l’indennizzo per l’espropriazione dei loro beni non aveva corrisposto al loro valore di mercato e che i tribunali non avevano affrontato questo argomento, omettendo di trattare il conflitto tra la precedente legislazione sull’espropriazione e la giurisprudenza della Corte.

43. Hanno inoltre insistito sul fatto che l’iniquit? della normativa legale applicabile all’epoca dell’esproprio era dimostrata dal fatto che solo un anno dopo l’esproprio dei terreni era stata adottata una modifica della legislazione che prevedeva che l’indennizzo pagato per i terreni espropriati fosse il prezzo di mercato anzich? il prezzo amministrativo. Inoltre, c’? stato un cambiamento fondamentale nella giurisprudenza della Corte Costituzionale – avvenuto due anni dopo la conclusione del procedimento giudiziario riguardante i ricorrenti – che ha portato alla conclusione che le assegnazioni del prezzo amministrativo per i terreni espropriati effettuate nello stesso periodo del caso dei ricorrenti avevano violato il diritto alla protezione della propriet? ai sensi dell’articolo 11 ? 1 della Carta dei diritti e delle libert? fondamentali.

44. Il Governo ha sostenuto che l’indennizzo pagato ai ricorrenti per il terreno espropriato ? stato interamente proporzionato al suo valore di mercato. La perizia presentata dai ricorrenti ignorava il fatto che prima dell’emissione della decisione di pianificazione sulla localizzazione dell’autostrada R55, i terreni in questione erano seminativi. La natura del terreno non avrebbe quindi mai permesso la costruzione di case familiari. Ci? premesso, secondo il Governo, sarebbe errato e autoreferenziale aver determinato il presunto prezzo di mercato sulla base delle vendite di terreni destinati alla costruzione di case famiglia.

45. Il Governo ha inoltre osservato che, secondo il Rapporto sullo stato dei terreni e le prospettive 2006 pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, il prezzo medio di mercato per i terreni agricoli di oltre 5 ettari idonei all’uso agricolo era di 3,58 CZK per metro quadro nella Repubblica Ceca nel 2005. Il prezzo medio di mercato di tutti i terreni agricoli nel periodo 1993-2005 si ? attestato a 18,43 CZK per mq. Come indicato nel Rapporto sul mercato fondiario di Farmy.cz, nel 2016 il prezzo dei terreni agricoli si ? attestato a circa 20,41 CZK per mq e il prezzo dei terreni coltivabili ? stato in media di 21,7 per mq. Pertanto, poich? ai ricorrenti ? stato corrisposto un risarcimento di 50 CZK per mq, essi hanno ricevuto un pagamento significativamente pi? elevato rispetto al prezzo medio pagato per i terreni agricoli nella Repubblica Ceca nel 2005.

46. Per quanto riguarda le sentenze della Corte Costituzionale n. II. ?S 1135/14 e I. ?S 1904/14, il Governo ha ammesso che i tribunali nazionali avevano valutato il prezzo di mercato degli appezzamenti in questione in modo diverso, non facendo riferimento al prezzo amministrativo come era avvenuto nel procedimento di esproprio impugnato. Tuttavia, il Governo non ha condiviso la tesi dei ricorrenti secondo cui questi due casi sarebbero identici al caso in esame. Inoltre, il Governo non era convinto che l’indennizzo finale previsto per gli appezzamenti in quei casi fosse pari al loro prezzo di mercato all’epoca dei fatti.

La valutazione della Corte
(a) Principi generali

47. Secondo la giurisprudenza della Corte, qualsiasi privazione di propriet? ai fini della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 deve rispettare il principio di legalit?, deve essere nell’interesse pubblico e deve perseguire uno scopo legittimo con mezzi ragionevolmente proporzionati allo scopo perseguito (si veda, ad esempio, Jahn e altri c. Germania [GC], nn. 46720/99, 72203/01 e 72552/01, ?? 81-94, CEDU 2005).

48. In particolare, per quanto riguarda il requisito della proporzionalit?, la Corte ha ripetutamente affermato che deve essere raggiunto un “giusto equilibrio” tra le esigenze del pubblico o dell’interesse generale della comunit? e le esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell’individuo. I termini di indennizzo previsti dalla legislazione pertinente sono rilevanti per valutare se la misura contestata rispetti l’equo bilanciamento richiesto e, in particolare, se non imponga un onere sproporzionato ai ricorrenti (si veda Vistin? e Perepjolkins c. Lettonia [GC], n. 71243/01, ? 110 con ulteriori riferimenti, 25 ottobre 2012, CEDU 2012, e Urb?rska obec Tren?ianske Biskupice c. Slovacchia, n. 74258/01, ? 114, 27 novembre 2007).

49. Se ? vero che in molti casi di espropriazione legittima ? solo l’indennizzo completo che pu? essere considerato “ragionevolmente correlato” al valore della propriet?, l’articolo 1 del Protocollo n. 1 non garantisce il diritto all’indennizzo completo in tutte le circostanze. Obiettivi legittimi di “interesse pubblico”, come quelli perseguiti da misure di riforma economica o da misure volte a conseguire una maggiore giustizia sociale, possono richiedere un rimborso inferiore all’intero valore di mercato (si veda l’esauriente rassegna della giurisprudenza della Corte su questo tema in Scordino c. Italia (n. 1) [GC], n. 36813/97, ?? 95). 36813/97, ?? 95-98, CEDU 2006-V, con ulteriori riferimenti).

50. Inoltre, la Corte ribadisce che, quando la propriet? di un individuo ? stata espropriata, dovrebbe esserci una procedura che garantisca una valutazione complessiva delle conseguenze dell’espropriazione, compresa l’assegnazione di un importo di indennizzo che mantenga il rapporto ragionevole tra tale importo e il valore della propriet? espropriata. Tale procedura dovrebbe includere anche la determinazione dei titolari del diritto all’indennizzo e di qualsiasi altra questione relativa all’esproprio, nonch? le spese del procedimento (si veda Alfa Glass Anonymi Emboriki Etairia Yalopinakon c. Grecia, n. 74515/13, ? 36, 28 gennaio 2021).

51. Nel determinare se questi requisiti sono stati soddisfatti, la Corte riconosce che lo Stato gode di un ampio margine di apprezzamento sia per quanto riguarda la scelta dei mezzi di esecuzione sia per verificare se le conseguenze dell’esecuzione sono giustificate nell’interesse generale al fine di raggiungere l’obiettivo della legge in questione (si veda Chassagnou e altri c. Francia [GC], nn. 25088/94, 28331/95 e 28443/95, ? 75, CEDU 1999-III). Tuttavia, la Corte non pu? abdicare al suo potere di controllo e deve stabilire se l’equilibrio richiesto sia stato mantenuto in modo conforme al diritto dei ricorrenti al pacifico godimento dei loro beni, ai sensi della prima frase dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 (si veda Jahn, sopra citato, ? 93).

(b) Applicazione dei principi pertinenti al caso di specie

(i) Se vi sia stata un’interferenza

52. Avendo ammesso che i beni in questione appartenevano ai ricorrenti prima della decisione di esproprio, la Corte ritiene che vi sia stata un’ingerenza nel diritto dei ricorrenti al pacifico godimento dei loro beni, che equivale a una “privazione” dei beni ai sensi della seconda frase del primo paragrafo dell’articolo 1 del Protocollo n. 1. La Corte deve pertanto esaminare se l’ingerenza sia stata causata dal diritto dei ricorrenti al pacifico godimento dei loro beni. La Corte deve quindi esaminare se l’ingerenza lamentata possa essere giustificata ai sensi di tale disposizione.

(ii) Rispetto del principio di legalit?

53. La Corte ribadisce che il primo e pi? importante requisito dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 ? che qualsiasi interferenza da parte di un’autorit? pubblica con il pacifico godimento dei beni deve essere legittima: la seconda frase del primo paragrafo autorizza una privazione dei beni solo “alle condizioni previste dalla legge” e il secondo paragrafo riconosce che gli Stati hanno il diritto di controllare l’uso della propriet? applicando “leggi”. Inoltre, la legge su cui si basa l’ingerenza deve essere conforme al diritto interno dello Stato contraente, comprese le disposizioni pertinenti della Costituzione (cfr. Ex Re di Grecia e altri c. Grecia [GC], n. 25701/94, ?? 79 e 82, CEDU 2000-XII).

54. Il principio di legalit? presuppone inoltre che le disposizioni applicabili del diritto interno siano sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (si veda Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, Serie A n. 296-A, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow e altri c. Regno Unito, sentenza dell’8 luglio 1986, Serie A n. 102, p. 47, ? 110).

55. Nel caso di specie, la Corte osserva che, sotto certi aspetti, la legislazione nazionale mancava di chiarezza in merito alla questione se la sentenza del Tribunale municipale di Praga sull’ammontare dell’indennizzo avrebbe dovuto basarsi sulla legislazione in vigore al momento della sua pronuncia o su quella in vigore al momento della decisione amministrativa sull’esproprio dei beni dei ricorrenti. Tuttavia, poich? le decisioni dei tribunali nazionali sulla legge applicabile nel caso dei ricorrenti erano debitamente motivate e sembrano essere state supportate dalla giurisprudenza pertinente all’epoca dei fatti, non si pu? concludere che l’ingerenza in questione fosse imprevedibile o arbitraria e quindi incompatibile con il principio di legalit?.

56. La Corte ribadisce a questo proposito che spetta innanzitutto alle autorit? nazionali, in particolare ai tribunali, interpretare e applicare il diritto interno (si veda, ad esempio, Wittek c. Germania, no. 37290/97, ? 49, CEDU 2002-X; Forrer-Niedenthal c. Germania, no. 47316/99, ? 39, 20 febbraio 2003; e Ex Re di Grecia e altri, sopra citata, ? 82). La Corte conclude quindi che la privazione dei beni era prevista dalla legge, come richiesto dall’articolo 1 del Protocollo n. 1.

57. Tuttavia, la Corte ? tenuta a verificare che il modo in cui il diritto interno ? stato interpretato e applicato – anche quando i requisiti sono stati rispettati – non comporti conseguenze contrarie agli standard della Convenzione. Da questo punto di vista, l’elemento di incertezza di una legge e il considerevole margine di manovra che essa concede alle autorit? sono considerazioni materiali da prendere in considerazione per stabilire se una determinata misura abbia raggiunto un giusto equilibrio.

(iii) Lo scopo dell’interferenza

58. I ricorrenti non hanno contestato che l’interferenza fosse nell’interesse pubblico e la Corte non trova alcuna ragione per ritenere il contrario.

(iv) L’esistenza di un giusto equilibrio

59. Nel caso di specie, la Corte osserva che la decisione di esproprio ? divenuta definitiva il 26 settembre 2005, quando la Legge sull’edilizia, in vigore fino al 30 giugno 2006, prevedeva che l’importo dell’indennizzo dovuto per l’esproprio fosse calcolato in base al regolamento generalmente vincolante (cfr. paragrafi 17 e 24). La Corte osserva inoltre che l’indennizzo concesso ai ricorrenti ? stato calcolato sulla base dei criteri stabiliti dalla legge sulla valutazione della propriet? e dai decreti n. 122/1984 e 540/2002 (cfr. paragrafi 10, 17, 28 e 33). La Corte osserva a questo proposito che la legislazione applicabile (in particolare la legge sulla valutazione della propriet?) prevedeva che il “prezzo usuale” fosse pagato come indennizzo per i beni espropriati (cfr. paragrafo 26). La Corte osserva inoltre che la stessa formulazione ? stata utilizzata sia nella legislazione entrata in vigore il 1? luglio 2006 sia in quella attualmente in vigore (cfr. paragrafi 29-30 e 31-33 supra). Tuttavia, mentre questa formulazione ? rimasta identica prima e dopo il 30 giugno 2006, la legislazione in vigore fino al 30 giugno 2006 vincolava strettamente il calcolo del “prezzo usuale” alla normativa sui prezzi, lasciando alle autorit? amministrative un margine di discrezionalit? minimo o nullo (si veda la spiegazione dettagliata della questione contenuta nella sentenza del Tribunale municipale di Praga del 3 novembre 2008 nella causa del ricorrente, descritta al paragrafo 17), mentre tutta la legislazione in vigore dopo il 30 giugno 2006 ha tenuto conto del danno patrimoniale subito a seguito dell’espropriazione (si vedano i paragrafi 30 e 32 e la sentenza della Corte Costituzionale del 30 giugno 2015 citata al paragrafo 34).

60. Alla luce della giurisprudenza della Corte ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione (si veda, mutatis mutandis, Papachelas c. Grecia, [GC], no. 31423/96, ?? 48-49 e 53-55, CEDU 1999-II, e Platakou c. Grecia, no. 38460/97, ? 54, CEDU 2001-1), ? evidente che il diritto interno che prevede un sistema rigido di determinazione dell’indennizzo che non tiene conto di fattori diversi dai prezzi fissati amministrativamente rischia di alterare l’equo equilibrio richiesto da tale disposizione. La Corte osserva che la Corte costituzionale ceca, nelle sentenze del 30 giugno e dell’11 agosto 2015, ha ragionato in modo analogo (applicando il diritto nazionale, la Convenzione e altri strumenti di diritto internazionale), e ha rilevato che l’applicazione della legislazione pertinente (come in vigore fino al 30 giugno 2006) sull’importo dell’indennizzo da pagare per l’esproprio poteva avere un risultato in conflitto, tra l’altro, con il diritto internazionale vincolante per la Repubblica ceca (cfr. paragrafi 34 e 35 supra).

61. Sembra che gli sviluppi sopra citati abbiano segnato un cambiamento nella giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia; tuttavia, tale cambiamento ? arrivato troppo tardi per i ricorrenti, poich? il loro caso era stato esaminato e deciso in precedenza. ? evidente che nel procedimento relativo alla causa dei ricorrenti, conclusosi nel 2012, i tribunali nazionali non si sono basati sulla pertinente giurisprudenza della Corte e si sono rifiutati di esaminare qualsiasi questione di proporzionalit? ed equit? in relazione all’indennizzo concesso ai ricorrenti, attenendosi rigidamente alla posizione secondo cui solo i prezzi fissati per regolamento erano rilevanti ai fini del calcolo dell’indennizzo da corrispondere per l’espropriazione dei loro beni (si vedano i paragrafi 16-20 sopra).

62. I regolamenti sui prezzi, in vigore all’epoca, prescrivevano gli specifici importi vincolanti da assegnare a titolo di indennizzo per l’espropriazione, non consentendo alle autorit? nazionali di effettuare una valutazione che tenesse conto delle circostanze specifiche del caso. Sebbene non si possa affermare che un sistema di indennizzo basato su tabelle e tassi emessi dall’amministrazione sia di per s? problematico ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione, nel caso di specie la legislazione in vigore all’epoca non prevedeva “una procedura che garantisse una valutazione globale delle conseguenze dell’esproprio” (cfr. Efstathiou e Michailidis & Co. Motel Amerika c. Grecia, no. 55794/00, ? 29, ECHR 2003-IX). In particolare, i tribunali nazionali hanno stabilito che dovevano essere applicati solo i prezzi fissati nei regolamenti e quindi, su tale base, si sono rifiutati di esaminare qualsiasi altra prova relativa al bene espropriato.

63. Una conseguenza diretta di quanto sopra ? la controversia tra le parti del procedimento dinanzi alla Corte sul rapporto tra l’indennizzo pagato e il valore della propriet? espropriata. Mentre i ricorrenti sostengono di aver ricevuto un indennizzo pari al 13% del prezzo di mercato del terreno espropriato (si veda il paragrafo 36 supra), il Governo sostiene che l’indennizzo ? stato del tutto proporzionato al valore di mercato del terreno in questione (si veda il paragrafo 44 supra). Tuttavia, in assenza di un’adeguata valutazione da parte dei tribunali nazionali, la Corte non pu? ipotizzare quale indennizzo sarebbe o avrebbe potuto essere offerto ai ricorrenti; pu? solo valutare se, all’epoca dei fatti, il diritto nazionale prevedesse una procedura adeguata – amministrativa o giudiziaria – nei casi di espropriazione, come nel caso degli attuali ricorrenti. Ne consegue che nel caso di specie il problema principale non risiede nell’importo determinato come indennizzo per l’esproprio, ma nella legislazione pertinente e nella sua interpretazione da parte dei tribunali nazionali prima del cambiamento della giurisprudenza della Corte Costituzionale.

64. A questo proposito, il procedimento interno nel caso dei ricorrenti ? stato condotto sulla base di un approccio errato, non garantendo una valutazione complessiva delle conseguenze dell’esproprio. Tale approccio ? stato riconosciuto successivamente dalla Corte Costituzionale come incompatibile con l’articolo 1 del Protocollo n. 1 – conclusione che la Corte condivide.

65. In questo contesto, la Corte ritiene che il giusto equilibrio ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 sia stato turbato in quanto l’approccio rigido applicato dai tribunali nazionali non ha rispettato i requisiti procedurali stabiliti dalla pertinente giurisprudenza della Corte ai sensi di tale disposizione (si vedano i paragrafi 50-51 supra).

66. Alla luce di quanto sopra, la Corte ritiene che vi sia stata una violazione del diritto dei ricorrenti al pacifico godimento dei loro beni, come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n. 1.

APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
67. L’articolo 41 della Convenzione prevede:

“Se la Corte constata una violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente interessata consente una riparazione solo parziale, la Corte accorda, se necessario, un’equa soddisfazione alla parte lesa”.

68. I ricorrenti hanno chiesto un’equa soddisfazione dell’importo di 1.000.000 CZK per ciascun ricorrente, vale a dire 5.000.000 di corone ceche (CZK – 164.586 EUR) in totale, in relazione al danno non patrimoniale. Per quanto riguarda i costi e le spese, i ricorrenti hanno chiesto 24.006 CZK per le spese sostenute nel procedimento davanti alla Corte e per la traduzione delle loro osservazioni scritte in inglese.

69. Il Governo ha ritenuto eccessivo l’ammontare del danno non patrimoniale.

Data la natura del reclamo dei ricorrenti, le ragioni per cui ha riscontrato una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 e il fatto che i ricorrenti sono liberi di presentare un’istanza per la riapertura del procedimento davanti alla Corte Costituzionale (sezioni 119-119b) della Legge sulla Corte Costituzionale (Legge n. 182/1993)), la Corte ritiene che la constatazione di una violazione costituisca una giusta soddisfazione sufficiente rispetto a qualsiasi danno non patrimoniale subito dai ricorrenti.

70. Per quanto riguarda i costi e le spese, la Corte ribadisce che un richiedente ha diritto al rimborso dei costi e delle spese solo nella misura in cui ? stato dimostrato che questi sono stati effettivamente e necessariamente sostenuti e sono ragionevoli nel loro ammontare. Nel caso di specie, tenuto conto dei documenti in suo possesso e dei criteri sopra esposti, la Corte ritiene ragionevole assegnare la somma di 790 euro a copertura delle spese sotto tutti i profili.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,

Dichiara ricevibile la denuncia ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1;
Dichiara che vi ? stata una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1;
Dichiara
(a) che la constatazione di una violazione costituisce una giusta soddisfazione sufficiente per qualsiasi danno non pecuniario subito dai ricorrenti;

(b) che lo Stato convenuto paghi congiuntamente ai ricorrenti, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diventer? definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 790 euro (settecentonovanta euro), pi? le imposte eventualmente applicabili, a titolo di costi e spese, da convertire in corone ceche al tasso applicabile alla data del regolamento;

(c) che a partire dalla scadenza dei tre mesi di cui sopra e fino al saldo saranno dovuti interessi semplici sugli importi di cui sopra a un tasso pari al tasso di prestito marginale della Banca Centrale Europea durante il periodo di inadempienza, maggiorato di tre punti percentuali.

Fatto in inglese e notificato per iscritto il 24 marzo 2022, ai sensi dell’articolo 77, paragrafi 2 e 3, del Regolamento del Tribunale.

Victor Soloveytchik S?ofra O’Leary
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

FIFTH SECTION

CASE OF P?LKA AND OTHERS v. THE CZECH REPUBLIC

(Application no. 30262/13)

JUDGMENT

Art 1 P1 ? Deprivation of property ? Unfair balance struck during court proceedings on property expropriation and compensation ? Domestic courts? failure to assess consequences of expropriation and to comply with procedural requirements established by Court case-law

STRASBOURG

24 March 2022

FINAL

24/06/2022

This judgment has become final under Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of P?lka and Others v. the Czech Republic,

The European Court of Human Rights (Fifth Section), sitting as a Chamber composed of:

S?ofra O?Leary, President,
M?rti?? Mits,
St?phanie Mourou-Vikstr?m,
L?tif H?seynov,
Ivana Jeli?,
Arnfinn B?rdsen,
Kate?ina ?im??kov?, judges,
and Victor Soloveytchik, Section Registrar,

Having regard to:

the application (no. 30262/13) against the Czech Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by Mr V?clav P?lka, Mrs Marie Hochmanov?, Mr Bohuslav Ku?era and his son (of the same name) and Mr Josef P?lka, Czech nationals, (?the applicants?), on 2 May 2013;

the decision to give notice to the Czech Government (?the Government?) of the complaint under Article 1 of Protocol No. 1 and to declare inadmissible the remainder of the application;

the parties? observations;

Having deliberated in private on 1 March 2022,

Delivers the following judgment, which was adopted on that date:

INTRODUCTION

1. The present case concerns the approach applied by the Czech authorities in fixing the compensation paid to the applicants for the expropriation of their property and the proportionality of its amount. The case raises an issue under Article 1 of Protocol No. 1.

THE FACTS

THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
2. The applicants were born in 1947 and 1969, 1941, 1972 and 1943 respectively, and live in Hradec Kr?lov?, Jina?ovice and Brno. The applicants were represented by Mr L. Prudil, a lawyer practising in Brno.

3. The Government were represented by their Agent, V. A. Schorm, of the Ministry of Justice.

4. The facts of the case may be summarised as follows.

Expropriation proceedings
5. In 2000 the Czech Road and Motorway Directorate (?editelstv? silnic a d?lnic ?R, hereinafter ?the Motorway Directorate?), a quango (p??sp?vkov? organizace) established by the Ministry of Transport, entered into negotiations with the applicants, and the legal predecessors of some of them, regarding the future use of a part of their property ? namely land in the cadastre of Tluma?ov na Morav? zoned as arable land and protected as agricultural land ? for the construction of motorway R55.

6. In 2003 the applicants were invited to sign a purchase agreement for plot no. 1233/6 with an area of 15,499 sq. m and plot no. 1233/13 with an area of 64 sq. m. The purchase agreement, without referring in detail to any legislative provision, indicated as the purchase price an amount of 778,149.80 Czech korunas (CZK) (EUR 24,607 at the relevant time). It also stipulated as follows:

?The participants acknowledge that this is an administrative price [??edn? cena] determined in accordance with the relevant pricing regulation.?

Accordingly, the purchase price offered had been assessed at 50 CZK (EUR 1.58) per square metre.

7. On 21 April 2004 the applicants informed the Motorway Directorate that they were not in agreement with the purchase price offered. They stated, inter alia, as follows:

?As is indicated … in the draft purchase agreement, the purchase price … is the administrative price [cena ??edn?] calculated under the relevant pricing regulation. This regulation (regulations) [is] Decree no. 540/2002 implementing certain provisions of Law no. 151/1997 on the valuation of property, as amended. However, it does not appear from the draft purchase contract which precise provisions … were used for calculation of the purchase price proposed … .?

The applicants further stated that the price of comparable parcels of land in that location and at that time was about CZK 100 per sq. m, which they considered to be appropriate compensation for their plots of land[1].

8. On 11 October 2004 the Motorway Directorate lodged an expropriation application with the Otrokovice Municipal Construction Office (m?stsk? ??ad ? stavebn? ??ad, ?the Construction Office?) on the basis of a compensation sum close to the purchase price that had been offered to the applicants, namely CZK 778,150 (EUR 25,647 at the relevant time).

9. On 13 January 2005 the Ministry of Finance ? after a request was lodged by the Motorway Directorate for an exemption to be granted allowing it to agree to a price higher than the price determined, issued a decision declaring that it declined to grant this request. It substantiated its decision, inter alia, by noting the fact that the Motorway Directorate had failed to submit a specific proposal as to (i) the higher purchase price to be agreed, and (ii) the determination of the amount of the agreed price. In its request, the Motorway Directorate had relied on the documents provided by the applicants, who had not provided any justification for the compensation of CZK 1,556,300 (EUR 51,229 at the relevant time) that they sought; neither had they provided any evidence (apart from the argument that CZK 100 per square metre was a price that they considered to be the usual price of comparable land in the vicinity and at the time in question, following a poll of real estate agencies in that area).

10. On 3 May 2005 the Construction Office issued a decision ordering the expropriation of the land in question in return for compensation of CZK 778,149.80 (EUR 25,647 at the relevant time) determined by an expert opinion under the applicable legislation ? that is to say Law no. 151/1997, Decree no. 540/2002 and Decree no. 122/1984, issued by the former Federal Ministry of Finances, on Compensation for Expropriated Buildings, Land, Vegetation and the Rights thereto.

11. On 20 September 2005, on appeal, the Zl?n Regional Office (krajsk? ??ad) upheld the Construction Office?s decision. It stated that as the construction of the motorway was in the public interest, the conditions for expropriation were fulfilled. It further held that the Construction Office had proceeded in accordance with the law and that it had not found any other procedural errors. The expropriation decision became final on 26 September 2005. Accordingly, the applicants were paid compensation for the expropriated property within the sixty-day time-limit.

Court proceedings
12. The applicants lodged an application with the Brno Regional Court (krajsk? soud) for judicial review of the administrative decisions, arguing that the legal requirements for expropriation had not been met because a motorway of local importance should not have been considered to be a construction project ?in the public interest? and could anyway be realised without interfering with their property rights. They also claimed that the title transfer negotiations had not taken place in compliance with the law and that the negotiated price (cena vyjedn?vac?) in compensation for the expropriated property had been determined incorrectly and was for them inacceptable taking into account the locality of the expropriated land.

13. In a judgment of 27 September 2006 the Regional Court quashed the decision of the Regional Office, noting that it had not dealt adequately with the applicants? objection regarding the amount of the compensation. When determining the level of compensation, the Regional Office had merely referred to the expert opinion that had determined the compensation under the generally binding regulation, disregarding the applicants? objection that the price determined by the expert opinion was significantly below the market price. The Regional Court stated, inter alia, as follows:

?The administrative authority cannot abrogate its duty [to deal with the appellate objection concerning the amount of compensation for the expropriated land] on the grounds that it merely [based its decision] on the expert opinion, [and had disregarded the fact that] the latter?s conclusions had been challenged by the [applicants] … [T]he question of whether the decision of the administrative authority as to the amount of compensation is based only on the price determined in accordance with the pricing regulation ? without [taking into account] the price corresponding to supply and demand at a given place and time (in other words the price at which the object in question could be sold …) ? does not appear from the reasoning [of the administrative decision] and constitutes sufficient grounds … that … the administrative authority … is obliged to address in the ensuing proceedings. It is necessary that … [the administrative decision] be convincingly reasoned in respect of whether [the administrative authority] ascertained the amount of compensation on the basis of the market price [cena tr?n?], and thus on the price for which the land could have been sold at the moment of the beginning of the expropriation procedure.

Expropriation is such a serious interference with property rights, [which are constitutionally protected], that any restrictive interpretation of the conditions laid down in law for expropriation is not admissible; … the same holds for the determination of compensation.

In this respect, the [court referred] to Constitutional Court Decision no. III ?S 102/94 [stating that]: ?forced dispossession of property rights … must meet the constitutional conditions laid down in Article 11 ? 4 of the Charter of Fundamental Rights and Freedoms. These conditions include the obligation to provide compensation. ?Adequate compensation? [means] an equivalent sum [of money], or an amount [that is sufficient], under the local conditions, to purchase an object similar to a co-owner?s share of a property that has been assigned to other co-owners? [p?isouzen ostatn?m spoluvlastn?k?m].

As regards the [administrative authority]?s remark that the expert opinion was based on Decree no. 122/1984 and Law no. 151/1997 and that, therefore, [the administrative authority] had no reason to question its conclusions, [the court notes] that it follows from the above that prices of parcels of land should be based on the market price and that [the administrative authority] had [had a duty] to deal with the [applicants]? objection concerning the considerable disproportion between the price determined by the expert opinion and the market price.?

14. On 26 June 2007, upon a cassation appeal (kasa?n? st??nost) by the Regional Office, the Supreme Administrative Court (Nejvy??? spr?vn? soud), remitted the case to the Regional Court, finding that it was not empowered to review the expropriation compensation since it was a civil law matter that had to be reviewed under the fifth chapter of the Code of Civil Procedure (the ?CCP?) and not by the administrative judiciary. The court pointed out that rulings in decisions on expropriation and rulings on the compensation to be paid for expropriated property were distinct kinds of ruling and that the ways in which they could be reviewed differed too. Whilst rulings on expropriation had to be challenged before an administrative court, rulings determining the compensation for the expropriated property were subject to review under the fifth chapter of the CCP.

15. On 15 November 2007 the Regional Court dismissed the applicants? action and informed them that they could initiate court proceedings under the fifth chapter of the CCP before a civil court within one month if they wished to challenge the decision of the administrative authorities on the expropriation compensation.

16. On 16 January 2008 the applicants brought an action under the fifth chapter of the CCP seeking to establish that the compensation payable for the expropriated real estate should have been the market price and to obtain payment of the difference between the compensation they had received and the estimated market price, which ? according to their expert valuation ? was CZK 385 per sq. m, resulting in a total of CZK 5,991,760 (EUR 240,385). Accordingly, the applicants sought the amount of CZK 5,213,610 (EUR 209,166 at the relevant time).

17. In a judgment of 3 November 2008 the Prague Municipal Court (m?stsk? soud) rejected their action. It concluded that the expropriation decision had become final on 26 September 2005, a date when Law no. 50/1976 on Town and Country Planning and Building Regulations (?the Building Act?) ? as in force until 30 June 2006 ? still applied. Under that law, the amount of compensation payable in respect of the expropriation was to be calculated in accordance with the generally binding regulation, allowing the Municipal Construction Office no margin of discretion. It was only after an amendment to the Building Act came into force on 1 July 2006 that the administrative authorities were required to refer to the usual (market) price (obvykl? cena) when determining the compensation payable in cases of expropriation. The administrative authorities deciding on the expropriation had therefore proceeded in compliance with the law. The Municipal Court explicitly stated:

?The expropriation decision became final on 26.9.2005. Accordingly, compensation for expropriation was calculated under section 111 of Law no. 50/1976, as in force until 30.6.2006 ? that is to say before the amendment introduced by Law no. 186/2006, which entered into force only on 1.7.2006.

Under section 111(2) of Law no. 50/1976, as in force until 30.6.2006, compensation for expropriation, the manner of such compensation, the party who was to pay the compensation and the party to whom that compensation was to be paid ? as well as the maximum amount of such compensation ? is regulated by the generally binding regulation, [which is] Decree no. 122/1984 (repealed by Law no. 184/2006 on 1.1.2007), which, in [its] section 2(1) …, [stipulates that] the manner of determining the amount of the price amount [shall be governed] by the applicable pricing regulation ? i.e. Law no. 151/1977 and implementing Decree no. 540/2002.

It follows … that if the value [of the land in the present case was [indeed] assessed … then under Decree no. 540/2002, it was done in accordance with section 111(2) of … the Building Act, as in force on 30.6.2006, because compensation was determined in accordance with the generally binding regulation.

In this regard, it is necessary to highlight the fact that [the applicants] do not … dispute the incorrectness of the expert opinion, but rather the inaccurate mechanism by which the amount of compensation was determined, [which gave rise to a] discrepancy between the price determined by a generally binding regulation (taking into account the number of inhabitants of the municipality) [on the one hand, and the usual (market) price [on the other hand].

[T]he Building Act was repealed by Law no. 183/2006 as at the date of 1.1.2007.

During the period from 1.7.2006 until 1.1.2007, the sphere of expropriation, as regulated by Law no. 50/1976, was amended by Law no. 186/2006 revising certain acts related to the adoption of the Building Act by and the Expropriation Act.

Under section 111(1)(a) of Law no. 50/1976, as amended by Law no. 186/2006, [a person who has been deprived of his/her property] is entitled to compensation in the amount of the usual price of the land or building, including all parts and accessories …

A comparison of section 111(2) of the former Building Act and section 111(1)(a) of the Building Act, as amended by Law no. 186/2006, reveals a significant change as to the determination of amounts in compensation [to be paid] for expropriated parcels of land. Since the entry into force of Law no. 186/2006, amounts paid in compensation have no longer been calculated in accordance with the generally binding regulations but as the usual price [for such land].

Accordingly, the calculation of compensation under the regulations in force since 1.7.2006 (Law no. 186/2006), on the basis of the usual price, is in clear contrast to the previous regulations, where the price was determined in accordance with the compensation decree and the [relevant] pricing regulation, and not according to the usual price.

Hence, if the authorities acting in the expropriation procedure did indeed proceed in accordance with section 111(2) of Law no. 50/1976, as in force until 30 June 2006, and calculated compensation for the expropriated land on the basis of the generally binding regulation, then they proceeded correctly.?

18. On 3 September 2009 the Prague High Court (vrchn? soud) upheld the above judgment, noting that the administrative bodies had been right to rely on the legislation applicable at the material time and that a retroactive effect of a law that had come into force on 1 July 2006 could not be inferred. It stated, inter alia:

?Under Article 11 ? 4 of the [Czech] Charter of Fundamental Rights and Freedoms …, expropriation or some other mandatory limitation of property rights is permitted in the public interest, on the basis of law, and for compensation. This provision, which constitutes an exception to the principle of the intangibility of property rights guaranteed by Article 11 ? 1 of the Charter, does not provide further criteria in respect of determining compensation for expropriated property. Pursuant to Protocol No. 1 to the European Convention on Human Rights, … no one shall be deprived of his possessions except in the public interest, and subject to the conditions provided by law and by the general principles of international law (Article 1, second sentence). [However], this principle does not address the issue of the amount of compensation for expropriation [of property] in more detail[.] [O]n the contrary, it refers to the legal (i.e. domestic) regulation and general principles of international law. Under Article 128 ? 2 of the Civil Code, an object may be expropriated or ownership thereof may be restricted ? unless the purpose [sought] can be achieved otherwise ? only on the basis of law, in the public interest, [and] only for this purpose and for compensation. Although it does not follow from this provision that the expropriation should be based on law, it necessarily follows from section 111 of … (the Building Act), as in force until 30.6.2006 …, because the expropriation decision in question became final on 26.9.2005. … It can therefore be concluded that in the present case, the price for the expropriated parcels of land was determined in the manner prescribed by law and that, in view of the above, this procedure was fully in compliance with the term of constitutionality and the requirement arising from the Convention [and] Protocols thereto.?

19. On 9 November 2011 the Supreme Court (Nejvy??? soud) dismissed the applicants? appeal on points of law (dovol?n?), affirming that the authorities had proceeded in accordance with the applicable law.

20. On 1 November 2012 the Constitutional Court (?stavn? soud) dismissed the constitutional complaint (?stavn? st??nost) by the applicants, holding that the impugned decisions had been adopted in accordance with the law applicable at the material time. It held, inter alia:

?The judgment of the Supreme Court complies with Supreme Court Decision no. 30 Cdo 730/2008 of 18 March 2010 …; with the conclusions [contained therein] regarding that legal issue the Constitutional Court fully concurs. [I]n that decision, [which concerned] the similar question of interpretation, the Supreme Court held that: ?[T]he legislation in force at the time when the administrative authorities decided on the expropriation was decisive for the determination of the amount of compensation … Since the claimant was already entitled to compensation for expropriation at that time, the principle that the situation existing at the time of its pronouncement is decisive cannot be applied in respect of the amount of compensation (Article 154 ? 1 of the Code of Civil Procedure). Section 31 of Law no. 184/2006 cannot be applied because [this law] entered into force on 1 January 2007 ? that is to say only after the expropriation proceedings had been terminated.?

RELEVANT LEGAL FRAMEWORK AND PRACTICE
Law applicable at the material time
The Charter of Fundamental Rights and Freedoms
21. Article 11 ? 1 guarantees everyone the right to own property. Each owner?s property has the same statutory content and enjoys the same protection. Under paragraph 4, expropriation or any other mandatory limitation of property rights may be permitted if in the public interest, to be exercised on the basis of the law and in return for compensation.

The Civil Code (Law no. 40/1964) (as in force until 31 December 2013)
22. In the public interest, an object may be expropriated or ownership thereof may be restricted unless the purpose [sought] can be achieved otherwise; the expropriation or restriction [in question] may be imposed only on the basis of law, only for this purpose and [only] for compensation.

The Code of Civil Procedure (Law no. 99/1963)
23. Under Article 154 ? 1 a judgment must be delivered on the basis of the situation existing at the time of its pronouncement.

The fifth chapter concerns jurisdiction in administrative proceedings. Article 244 thereof lays down that, as part of their administrative-law jurisdiction, the civil courts must review the lawfulness of decisions of the administrative authorities on application or appeal.

Law no. 50/1976 on Town and Country Planning and Building Regulations (the Building Act) (in force until 30 June 2006)
24. Under section 111(2) a generally applicable regulation provided for compensation for expropriation, the manner of such compensation, the party who was to pay the compensation and the party to whom compensation was to be paid, and the maximum amount of such compensation, if applicable.

Decree no. 122/1984 on compensation for expropriated buildings, land, vegetation and the rights thereto (in force until 31 December 2006)
25. Under section 2, compensation for buildings, land, and vegetation payable to citizens and organisations other than ?socialist organisations? was to be fixed at the amount stated in the applicable pricing regulations. As at the date of the expropriation, Law no. 151/1997 on the valuation of property was the applicable pricing regulation.

Law no. 151/1997 on the valuation of property
26. Under section 2(1) the valuation of assets or services must be based on the usual price, unless a different method of valuation is provided for. For the purposes of the law, ?price? means the price that would have been obtained when selling an identical or similar asset or when rendering an identical or similar service in accordance with the ?arm?s length principle? in the Czech Republic on the date of the valuation. At the same time, all the circumstances influencing the price must be taken into account. However, the effects of extraordinary market circumstances, the personal situation of the seller or buyer and any special preferential factors must be disregarded. ?Extraordinary market circumstances? may mean, for instance, the seller?s or the buyer?s duress, or the consequences of a natural or other disaster. ?Personal situation? may include, without limitation, property, family and other personal relations between the seller and the buyer. ?Special preference? may include a special value attributed to an asset or service arising from a personal relationship thereto.

27. Under section 10(1), the value of a construction plot is to be calculated by multiplying the area of the plot by the price per square metre stated in the pricing map issued by the municipality. If a plot?s value is not indicated on the pricing map, it should be calculated by multiplying the area of the plot by the basic price per square metre ? adjusted to take account of the location and of such other factors influencing, in particular, the use of the plot for construction ? or by a price established using another valuation method under section 2, as set out in the applicable decree.

28. The method of computing the amount of compensation is laid down in Decree no. 540/2002 Implementing Certain Provisions of Law no. 151/1997 on the valuation of property.

Law applicable after 1 July 2006
Law no. 50/1976 on Town and Country Planning and Building Regulations (the Building Act) (as amended by Law no. 186/2006, in force after 1 July 2006)

29. Under section 111(1)(a), compensation equivalent to the usual price of the land or building, including all components thereof and appurtenances thereto, was payable in return for expropriation if the land in question was being expropriated.

30. Section 111(3) provided that compensation was to be determined in a manner and at an amount corresponding to the pecuniary damage incurred by the expropriated person as a result of the expropriation. Where the usual price under subsection 1(a) was lower than the price found under the pricing regulation, compensation equalling the price found was payable to the owner of the expropriated property.

Law currently applicable
Law no. 184/2006 on the Expropriation or Restriction of the Ownership Right to a Plot of Land or a Building (the Expropriation Act) (which entered into force on 1 January 2007)

31. Under section 10(1)(a) the owner of the expropriated property is entitled to compensation amounting to the usual price of the land or building, including appurtenances if they are also being expropriated.

32. Under section 10(3), compensation under sub-sections 1 and 2 is to be determined in a manner and at an amount proportionate to the pecuniary damage that the owner of the expropriated property incurs as a result of the expropriation.

33. Section 10(5) states that the price of the land or building for the purposes of determining the compensation must be determined on the basis of the ?as-is? condition thereof, and the purpose of use at the date of filing the expropriation application. Such valuation should not take into account any decrease or increase in value in connection with the proposed purpose of the expropriation.

Relevant judgments of the Constitutional Court
Judgment No. II. ?S 1135/14 of 30 June 2015
34. In this judgment the Constitutional Court considered the issue of violation of the right to protection of possessions in the context of the amount of compensation payable for expropriation of land other than that belonging to the applicants, and held:

?10. The Constitutional Court notes at the outset that this case concerns the application of section 111(2) of the Building Act, as in force until 30 June 2006, which provided that compensation for expropriation, the manner of compensation, the party who was to pay the compensation and the party to whom compensation was to be paid ? and, [where applicable,] the maximum amount of such compensation ? was to be determined by a generally binding legal regulation. This regulation was Decree no. 122/1984 on compensation for expropriated buildings, land, vegetation and the rights thereto[.] [U]nder its section 2(1), compensation for buildings, land and vegetation paid to citizens and non-Socialist organisations was to be set at the amount specified in the applicable pricing regulations. The valid price regulations were Law no. 151/1997 on Property Valuation and on Amendments to Certain Acts (the Property Valuation Act), as amended, and Decree no. 540/2002, which [together] implemented certain provisions of Law no. 151/1997 …, as amended by Decree no. 452/2003. The cited legal regulation, which was in force until 30 June 2006, was based on the fact that compensation was established as the ?administrative? price[.] [I]t was only on the basis of Law no. 186/2006 on the amendment of certain acts related to the adoption of the Building Act and of the Expropriation Act (which took effect on 1 July 2006) that the usual (market) price could be granted for expropriated real estate.

12. The Constitutional Court is aware that at the material time (until 30 June 2006) the then applicable Building Act and the associated pricing regulations provided that compensation for expropriated property should be set at the administrative price rather than the market price. Nevertheless, in its settled case-law the Constitutional Court has reiterated many times that it would not tolerate a formalistic approach on the part of the public authorities and, in particular, the ordinary courts applying essentially sophisticated reasoning for obvious injustice.

16. In the instant case, the second chamber of the Constitutional Court reached conclusions that differed from those stated in the decision quoted above. Such an approach is not contrary to Article 89 ? 2 of the Constitution ? which provides that enforceable judgments of the Constitutional Court are binding on all bodies and persons and is therefore reflected in the decision-making regime of the Constitutional Court itself ? but does not apply to decisions that are not of such a generally binding nature. The Constitutional Court notes that in the decision quoted above it had not considered at all the conflict between the appellants? right to fair compensation for the expropriated property and the rights enshrined in the Charter, the Constitution, the Convention, the International Covenant on Civil and Political Rights, the Universal Declaration of Human Rights and the Charter of Fundamental Rights of the European Union. By contrast, in the present case the alleged breach of the applicants? rights ? as laid down in the sources of law referred to ? constitutes the main reason for the Constitutional Court?s finding that the constitutional complaint was well-founded. In addition to that, there are different factual circumstances consisting of the length of the proceedings, as in the present case ? unlike in case no. IV. ?S 1163/12 ? the Regional Court in Brno decided on the amount of compensation for the expropriation almost ten years after it had originally been determined by the Otrokovice Municipal Construction Office. The issue of time plays a crucial role in the awarding of compensation for expropriated property because, as time passes, the disparity grows between the price as set out in Decree no. 122/1984 and fair compensation corresponding to the market value.

24. In the case at hand, the court of first instance proceeded in the manner described above when it concluded, on the above grounds, that payment of the administrative price for the land did not satisfy the constitutional and legal condition that compensation provided in respect of expropriation must be reasonable and fair in order to fulfil its meaning and purpose. The court of first instance inferred that only the market price satisfies those requirements, being the price at which the expropriated property could be sold at the respective time and place, and which relies on the fair value of the expropriated property and provides adequate compensation for the pecuniary damage caused by the loss of ownership. The court of first instance therefore concluded that the administrative authority had erred in setting the expropriation compensation at CZK 1,482,000 based on the administrative price and should instead have determined financial compensation based on the market price of CZK 11,139,700.

27. The Regional Court there proceeded correctly when, in deciding the amount of the compensation for the expropriation, it delivered a judgment based on the legislation in force at the time of its pronouncement. The fifth chapter of the Code of Civil Procedure concerning judicial review of administrative authorities? decisions does not contain a comprehensive legal regulation for the renegotiation of a private lawsuit or other legal matters decided by an administrative authority. For cases where the fifth chapter does not provide legal regulation of a particular procedural issue, Article 245 of the Code of Civil Procedure stipulates that the general provisions of Chapters 1 to 4 of this Code are to apply, namely Articles 153 and 154, according to which the Regional Court proceeded in the aforementioned case.

28. To summarise, although the Olomouc High Court and the Supreme Court came to the conclusion that the amount of compensation in cases of expropriation should be decided according to the legislation in force at the time of the expropriation ? which is to say that the administrative price would be awarded ? that conclusion was not in compliance with Article 154 of the Code of Civil Procedure and the international obligations of the Czech Republic (Article 1 ? 1 of the Constitution).?

Judgment No. I. ?S 1904/14 of 11 August 2015
35. The Constitutional Court reiterated its conclusions in its subsequent judgment I. ?S 1135/14 of 30 June 2015 on the matter of fair compensation for expropriated property.

THE LAW

ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1
36. The applicants complained that their right to the peaceful enjoyment of their possessions had been violated because the compensation they were paid for the expropriated land was determined under a rigid approach and amounted to only 13% of the market price of the expropriated property, which could not therefore be regarded as compensation proportionate to the market price of the property. They relied on Article 1 of Protocol No. 1, which reads as follows:

?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.

The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?

Admissibility
37. The Government maintained that the complaint was inadmissible due to the non-exhaustion of domestic remedies as the applicants had lodged an action with the civil courts under the fifth chapter of the CCP challenging only the ruling on the expropriation compensation. They had failed to continue the proceedings before the administrative courts, in which they could have challenged the ruling on the expropriation of the land, and the fact that it had not been executed in the public interest and in accordance with the conditions provided for by law.

38. The applicants submitted that they were not claiming a violation of their right to peaceful enjoyment of possessions because they had been deprived of their property. Their application was directed solely against the fact that they had been provided with compensation that did not correspond to the market price of the expropriated property.

39. In the present case, the focus of the applicants? complaint is on the fact that the authorities had provided them with compensation that was allegedly not at all proportionate to the market value of the expropriated property. For these particular purposes, the applicants instituted proceedings before the civil courts under the fifth chapter of the CCP (see paragraphs 16?20 above). In their submissions to the domestic courts, expressing profound disagreement with the compensation provided, they clearly challenged the financial proposition at issue, relying on the constitutional protection of the right to the peaceful enjoyment of their possessions.

40. The Court considers that in raising this plea before the domestic courts, the applicants made normal use of the remedies which were accessible to them and which related, in substance, to the facts complained of at European level (see, mutatis mutandis, Zarb Adami v. Malta (dec.), no. 17209/02, 24 May 2005, and Sammut and Visa Investments Ltd v. Malta (dec.), no. 27023/03, 28 June 2005). Therefore, the remedy referred to by the Government concerning the possibility of complaining against the decision on the expropriation itself is not relevant to the present case.

41. In the light of the above, the Court finds that the Government?s preliminary objection must be dismissed. It notes that the present complaint is not manifestly ill-founded within the meaning of Article 35 ? 3. It further notes that it is not inadmissible on any other grounds. It must therefore be declared admissible.

Merits
The parties? submissions
42. The applicants maintained that the compensation for the expropriation of their property had not corresponded to its market value and that the courts had not addressed this argument, failing to deal with the conflict between the earlier expropriation legislation and the Court?s case?law.

43. They furthermore insisted that the unfairness of the legal regulation applicable at the time of the expropriation was demonstrated by the fact that only one year after the expropriation of the land, an amendment to the legislation was adopted which meant that the compensation paid for the expropriated land was the market price rather than the administrative price. In addition, there was a fundamental change in the case-law of the Constitutional Court ? which occurred two years after termination of the court proceedings concerning the applicants ? resulting in the conclusion that awards of the administrative price for expropriated land made during the same timeframe as the applicants? case had violated the right to the protection of property under Article 11 ? 1 of the Charter of Fundamental Rights and Freedoms.

44. The Government argued that the compensation paid to the applicants for the expropriated land had been entirely proportionate to its market value. The expert valuation submitted by the applicants ignored the fact that before the issuance of the planning decision on the siting of motorway R55, the land in question had been arable land. The nature of the land would therefore never have allowed the construction of family homes. That being said, according to the Government, it would be erroneous and self-serving to have determined the alleged market price on the basis of sales of land intended for the construction of family homes.

45. The Government further noted that, according to the Land Status Report and Outlook 2006 published by the Ministry of Agriculture, the average market price for agricultural land in excess of 5 ha which was suitable for agricultural use was CZK 3.58 per sq. m in the Czech Republic in 2005. The average market price of all agricultural land over the period 1993?2005 stood at CZK 18.43 per sq. m. As stated in the Report on the Land Market by Farmy.cz, in 2016 the price of agricultural land stood at approximately CZK 20.41per sq. m and the price of arable land averaged 21.7 per sq. m. Thus, as compensation of CZK 50 per sq. m had been paid to the applicants, they received a significantly higher payment than the average price paid for agricultural land in the Czech Republic in 2005.

46. As regards the Constitutional Court judgments Nos. II. ?S 1135/14 and I. ?S 1904/14, the Government admitted that the domestic courts had assessed the market price of the plots in question differently, not referring to the administrative price as had been the case in the impugned expropriation proceedings. However, the Government disagreed with the applicants? contention that these two cases were identical with the instant case. Furthermore, the Government were not convinced that the final compensation provided in respect of the plots in those cases had been equal to their market price at the material time.

The Court?s assessment
(a) General principles

47. According to the Court?s case-law, any deprivation of property for the purposes of the second sentence of Article 1 of Protocol No. 1 must comply with the principle of lawfulness, must be in the public interest and must pursue a legitimate aim by means reasonably proportionate to the aim sought (see, for example, Jahn and Others v. Germany [GC], nos. 46720/99, 72203/01 and 72552/01, ?? 81-94, ECHR 2005).

48. In particular, as regards the requirement of proportionality, the Court has repeatedly stated that a ?fair balance? must be struck between the demands of the public or the general interest of the community and the requirements of the protection of the individual?s fundamental rights. Compensation terms under the relevant legislation are material to the assessment of whether the contested measure respects the requisite fair balance and, notably, whether it does not impose a disproportionate burden on the applicants (see Vistin? and Perepjolkins v. Latvia [GC], no. 71243/01, ? 110 with further references, 25 October 2012, ECHR 2012, and Urb?rska obec Tren?ianske Biskupice v. Slovakia, no. 74258/01, ? 114, 27 November 2007).

49. While it is true that in many cases of lawful expropriation it is only full compensation that can be regarded as being ?reasonably related? to the value of the property, Article 1 of Protocol No. 1 does not guarantee the right to full compensation in all circumstances. Legitimate objectives in the ?public interest?, such as those pursued in economic reform measures or measures designed to achieve greater social justice, may call for reimbursement of less than the full market value (see the exhaustive outline of the Court?s case-law on this issue in Scordino v. Italy (no. 1) [GC], no. 36813/97, ?? 95?98, ECHR 2006?V, with further references).

50. Moreover, the Court reiterates that, where an individual?s property has been expropriated, there should be a procedure ensuring an overall assessment of the consequences of the expropriation, including the award of an amount of compensation maintaining the reasonable relation between this amount and the value of the expropriated property. Such a procedure should also include the determination of the holders of the right to compensation and any other issue relating to the expropriation, as well as the costs of the proceedings (see Alfa Glass Anonymi Emboriki Etairia Yalopinakon v. Greece, no. 74515/13, ? 36, 28 January 2021).

51. In determining whether these requirements were met, the Court recognises that the State enjoys a wide margin of appreciation with regard both to choosing the means of enforcement and to ascertaining whether the consequences of enforcement are justified in the general interest for the purpose of achieving the object of the law in question (see Chassagnou and Others v. France [GC], nos. 25088/94, 28331/95 and 28443/95, ? 75, ECHR 1999-III). Nevertheless, the Court cannot abdicate its power of review and must determine whether the requisite balance was maintained in a manner consonant with the applicants? right to the peaceful enjoyment of their possessions, within the meaning of the first sentence of Article 1 of Protocol No. 1 (see Jahn, cited above, ? 93).

(b) Application of the relevant principles to the present case

(i) Whether there was any interference

52. Having accepted that the property in question belonged to the applicants before the expropriation decision, the Court considers that there was an interference with the applicants? right to the peaceful enjoyment of their possessions amounting to a ?deprivation? of possessions within the meaning of the second sentence of the first paragraph of Article 1 of Protocol No. 1. The Court must therefore examine whether the interference complained of can be justified under that provision.

(ii) Compliance with the principle of lawfulness

53. The Court reiterates that the first and most important requirement of Article 1 of Protocol No. 1 is that any interference by a public authority with the peaceful enjoyment of possessions should be lawful: the second sentence of the first paragraph authorises a deprivation of possessions only ?subject to the conditions provided for by law? and the second paragraph recognises that States have the right to control the use of property by enforcing ?laws?. Moreover, the law upon which the interference is based should be in accordance with the domestic law of the Contracting State, including the relevant provisions of the Constitution (see Former King of Greece and Others v. Greece [GC], no. 25701/94, ?? 79 and 82, ECHR 2000-XII).

54. The principle of lawfulness also presupposes that the applicable provisions of domestic law are sufficiently accessible, precise and foreseeable (see Hentrich v. France, judgment of 22 September 1994, Series A no. 296?A, pp. 19-20, ? 42, and Lithgow and Others v. the United Kingdom, judgment of 8 July 1986, Series A no. 102, p. 47, ? 110).

55. In the present case, the Court observes that in certain respects the national legislation lacked clarity as to the question of whether the judgment of the Prague Municipal Court on the amount of compensation should have been based on the legislation in force at the time of its pronouncement or on that in force at the time of the administrative decision on the expropriation of the applicants? property. However, as the decisions of the domestic courts on the applicable law in the applicants? case were duly reasoned and seem to have been supported by the relevant case-law at the material time, it cannot lead to the conclusion that the interference in question was unforeseeable or arbitrary and therefore incompatible with the principle of lawfulness.

56. The Court reiterates in that connection that it is first and foremost for the domestic authorities, especially the courts, to interpret and apply the domestic law (see, for example, Wittek v. Germany, no. 37290/97, ? 49, ECHR 2002-X; Forrer-Niedenthal v. Germany, no. 47316/99, ? 39, 20 February 2003; and Former King of Greece and Others, cited above, ? 82). The Court therefore concludes that the deprivation of property was provided for by law, as required by Article 1 of Protocol No. 1.

57. However, the Court is required to verify that the manner in which domestic law was interpreted and applied ? even where the requirements have been complied with ? does not entail consequences at variance with the Convention standards. From that standpoint, the element of uncertainty in a statute and the considerable latitude it affords authorities are material considerations to be taken into account in determining whether a particular measure struck a fair balance.

(iii) The aim of the interference

58. The applicants did not dispute that the interference was in the public interest and the Court finds no reason to hold otherwise.

(iv) Whether there was a fair balance

59. In the present case, the Court observes that the expropriation decision became final on 26 September 2005, when the Building Act, as in force until 30 June 2006, provided that the amount of compensation payable in respect of expropriation was to be calculated in accordance with the generally binding regulation (see paragraphs 17 and 24 above). The Court further observes that the compensation awarded to the applicants was calculated on the basis of the criteria laid down in the Valuation of Property Act and in Decrees Nos. 122/1984 and 540/2002 (see paragraphs 10, 17, 28 and 33 above). The Court notes in this regard that the applicable legislation (in particular the Valuation of Property Act) provided that the ?usual price? was to be paid in compensation for expropriated property (see paragraph 26 above). The Court further notes that the same wording was used both in the legislation that came into force on 1 July 2006 and in the currently applicable legislation (see paragraphs 29-30 and 31-33 above). However, while this wording remained identical before and after 30 June 2006, the legislation that was in force until 30 June 2006 strictly tied the calculation of the ?usual price? to the pricing regulations, allowing the administrative authorities no or little margin of discretion (see the detailed explanation of the matter contained in the judgment of the Prague Municipal Court of 3 November 2008 in the applicant?s case detailed in paragraph 17 above), whereas all legislation in force after 30 June 2006 has taken into account the pecuniary damage incurred as a result of expropriation (see paragraphs 30 and 32 above and the Constitutional Court?s judgment of 30 June 2015 cited in paragraph 34 above).

60. In the light of the Court?s case-law under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention (see, mutatis mutandis, Papachelas v. Greece, [GC], no. 31423/96, ?? 48-49 and 53-55, ECHR 1999-II, and Platakou v. Greece, no. 38460/97, ? 54, ECHR 2001-1), it is evident that domestic law that provides a rigid system of determining compensation which disregards factors other than administratively fixed prices risks upsetting the fair balance required by that provision. The Court observes that the Czech Constitutional Court, in its judgments of 30 June and 11 August 2015, reasoned in a similar manner (applying the national law, the Convention and other international law instruments), and found that the application of the relevant legislation (as in force until 30 June 2006) on the amount of compensation to be paid for expropriation could have a result that conflicted with, inter alia, international law binding on the Czech Republic (see paragraphs 34 and 35 above).

61. It appears that the above-noted developments marked a change in the Constitutional Court?s case-law on the matter; however, that change came too late for the applicants, as their case had been examined and decided earlier. It is clear that in the proceedings in the applicants? case, which ended in 2012, the domestic courts failed to rely on the Court?s relevant case-law and refused to examine any issue of proportionality and fairness in respect of the compensation awarded to the applicants, rigidly sticking to the position that only prices fixed by regulation were of any relevance to the calculation of the compensation to be paid for the expropriation of their property (see paragraphs 16-20 above).

62. The pricing regulations, in force at the relevant time, prescribed the specific binding amounts to be awarded in compensation for expropriation, not allowing the national authorities to make an assessment which would take into account the specific circumstances of the case. While it cannot be said that a system of compensation using tables and rates issued by the administration is as such problematic under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, in the present case the legislation in force at the relevant time did not provide for ?a procedure ensuring an overall assessment of the consequences of the expropriation? (see Efstathiou and Michailidis & Co. Motel Amerika v. Greece, no. 55794/00, ? 29, ECHR 2003-IX). In particular, the domestic courts ruled that only the prices fixed in regulations were to be applied and they thus, on that basis, refused to examine any other evidence concerning the expropriated property.

63. A direct consequence of the above is the dispute between the parties to the proceedings before the Court on the relationship between the compensation paid and the value of the expropriated property. While the applicants claim that they were paid compensation amounting to 13% of the market price of the expropriated land (see paragraph 36 above), the Government submit that the compensation had been entirely proportionate to the market value of the land concerned (see paragraph 44 above). However, in the absence of proper assessment by the national courts, the Court cannot speculate what compensation would or could have been offered to the applicants; it can only evaluate whether, at the relevant time, the domestic law provided for a suitable procedure ? administrative or judicial ? in the expropriation cases, such as the case of the present applicants. It follows that in the present case the key problem lies not in the amount that was determined as compensation for the expropriation, but in the relevant legislation and its interpretation by the national courts prior to the change in case-law of the Constitutional Court.

64. In that regard, the domestic proceedings in the applicants? case were conducted on the basis of a flawed approach, not ensuring an overall assessment of the consequences of the expropriation. Such an approach was recognised later by the Constitutional Court to be incompatible with Article 1 of Protocol No. 1 ? a conclusion to which the Court subscribes.

65. Against this background, the Court finds that the fair balance under Article 1 of Protocol No. 1 was upset in that the rigid approach applied by the domestic courts did not comply with the procedural requirements established by the Court?s relevant case-law under that provision (see paragraphs 50-51 above).

66. In the light of the foregoing, the Court finds there has been a violation of the applicants? right to the peaceful enjoyment of their possessions, as guaranteed by Article 1 of Protocol No. 1.

APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
67. Article 41 of the Convention provides:

?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?

68. The applicants claimed just satisfaction in the amount of CZK 1,000,000 for each applicant, namely 5,000,000 Czech korunas (CZK – EUR 164,586) in total, in respect of non-pecuniary damage. As regards costs and expenses, the applicants claimed CZK 24,006 for the expenses they incurred in the proceedings before the Court and the translation of their written observations into English.

69. The Government considered the amount of non-pecuniary damage excessive.

Given the nature of the applicants? complaint, the reasons for which it has found a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and the fact that the applicants are free to lodge an application for the reopening the proceedings before the Constitutional Court (sections 119-119b) of the Constitutional Court Act (Law no. 182/1993)), the Court considers that the finding of a violation constitutes sufficient just satisfaction in respect of any non-pecuniary damage suffered by the applicants.

70. As regards costs and expenses, the Court?s reiterates that an applicant is entitled to the reimbursement of costs and expenses only in so far as it has been shown that these have been actually and necessarily incurred and are reasonable as to quantum. In the present case, regard being had to the documents in its possession and the above criteria, the Court considers it reasonable to award the sum of EUR 790 covering costs under all heads.

FOR THESE REASONS, THE COURT, UNANIMOUSLY,

Declares the complaint under Article 1 of Protocol No. 1 admissible;
Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1;
Holds
(a) that the finding of a violation constitutes sufficient just satisfaction for any non-pecuniary damage suffered by the applicants;

(b) that the respondent State pay the applicants jointly, within three months from the date on which the judgment becomes final in accordance with Article 44 ? 2 of the Convention, EUR 790 (seven hundred and ninety euros), plus any tax that may be chargeable, in respect of costs and expenses, to be converted into Czech korunas at the rate applicable at the date of the settlement;

(c) that from the expiry of the above-mentioned three months until settlement simple interest shall be payable on the above amounts at a rate equal to the marginal lending rate of the European Central Bank during the default period plus three percentage points.

Done in English, and notified in writing on 24 March 2022, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.

Victor Soloveytchik S?ofra O?Leary
Registrar President

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

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Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/07/2024