CASE OF KATONA AND Z?VARSK? v. SLOVAKIA - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF KATONA AND Z?VARSK? v. SLOVAKIA

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,P1-1
Numero: 43932/19
Stato: Slovacchia
Data: 2023-02-09 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

PRIMA SEZIONE

CASO KATONA E Z?VARSK? v. SLOVACCHIA

(Domande n. 43932/19 e 43995/19)

SENTENZA

Art 1 P1 ? Godimento pacifico di beni ? Privazione di propriet? ? Impossibilit? di perseguire in giudizio crediti nei confronti del debitore in fallimento per il pagamento di denaro dovuto sulla base di cambiali dovute a causa di modifiche legislative sulla “scarica del debito” ? Bar assoluto ? Mancanza di risarcimento ? Onere individuale eccessivo per i richiedenti ? Giusto equilibrio tra interessi concorrenti non raggiunti

STRASBURGO

9 febbraio 2023

FINALE

26/06/2023

Questa sentenza ? diventata definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione.
Pu? essere oggetto di revisione editoriale.

Nel caso di Katona e Z?varsk? v. Slovacchia,

La Corte europea dei diritti del l’uomo (prima sezione), riunita in una sezione composta da:

Marko Bo?njak, Presidente,
P?ter Paczolay,
Krzysztof Wojtyczek,
Alena Pol??kov?,
L?tif H?seynov,
Gilberto Felici,
Erik Wennerstr?m, giudici,
e Liv Tigerstedt, vicecancelliere,

visto il parere del Parlamento europeo:

i ricorsi (nn. 43932/19 e 43995/19) contro la Repubblica slovacca presentati alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“Convenzione”) da un cittadino ungherese, L?szl? Katona (“il primo ricorrente) e un cittadino slovacco, Tom?? Z?varsk? (“il secondo ricorrente”) (“i ricorrenti”), il 6 agosto 2019;

la decisione di notificare al governo della Repubblica slovacca (“il governo”) le denunce di cui agli articoli 6 (accesso a un tribunale) e 13 della convenzione e all’articolo 1 del protocollo n. 1, e di dichiarare irricevibili le restanti istanze;

la decisione del governo ungherese di non avvalersi del loro diritto di intervenire nel procedimento relativo al ricorso n. 43932/19 (articolo 36? 1 della Convenzione);

le osservazioni delle parti;

dopo aver deliberato in privato il 10 gennaio 2023,

pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:

INTRODUZIONE

1. Le domande riguardano l’esclusione dal soddisfacimento delle procedure di insolvenza o di qualsiasi altra procedura dei crediti dei ricorrenti nei confronti di un privato per il pagamento di somme dovute sulla base di una serie di cambiali. A parte una, tutte le conclusioni sono state giudicate con sentenze definitive e vincolanti. L’esclusione ? avvenuta per effetto di legge, combinato con il fatto che il debitore era stato dichiarato insolvente e aveva concesso una “remissione del debito” in un procedimento che i ricorrenti non erano parti e mediante una decisione contro la quale non vi era appello.

I FATTI

2. I ricorrenti sono nati nel 1955 e nel 1979 e vivono rispettivamente a Budapest (Ungheria) e a Bratislava. Essi erano rappresentati dal signor R. Skovajsa, avvocato di Bratislava.

3. Il governo era rappresentato dal suo agente, la signora M. B?lintov?.

4. I fatti possono essere riassunti come segue.

CONTESTO
5. I richiedenti detengono azioni di un’entit? commerciale. Nel 2005 il primo ricorrente ha trasferito una parte delle sue azioni a un altro individuo (“il debitore”) che ha accettato di pagare al primo ricorrente una certa somma di denaro in diverse rate.

6. Nella promessa di pagamento, il debitore ha emesso cambiali a favore del primo richiedente corrispondenti al valore delle rispettive rate da pagare. Il primo richiedente ha successivamente trasferito una di tali note al secondo richiedente.

7. Non ? contestato che, nel l’ambito di detto accordo, (i) la prima ricorrente aveva crediti paralleli indipendenti nei confronti del debitore, sia nel l’ambito del l’accordo di trasferimento di azioni, sia in base alle cambiali, e (ii) era libero di chiedere il pagamento al debitore sotto uno o entrambi questi titoli. Egli ha inoltre fatto valere, e la sua osservazione non ? stata direttamente contestata dal governo (vedere paragrafi 44 e 48 di seguito), che (iii) non aveva fatto valere i suoi diritti o intrapreso qualsiasi altra azione in relazione ai suoi crediti nel quadro del contratto di trasferimento di azioni, e (iv) di conseguenza erano divenuti privi di legge.

8. In assenza di pagamento, le ricorrenti hanno citato in giudizio il debitore oltre nove delle suddette cambiali, il cui importo principale era in totale 74.000 euro (EUR).

Ne sono derivati quattro ordini di pagamento emessi dal tribunale distrettuale di Bratislava V il 24 marzo 2011, il 17 gennaio 2012 e l’11 febbraio e il 6 maggio 2014, che ordinavano al debitore di pagare ai ricorrenti gli importi dovuti. A seguito del rigetto dei ricorsi della convenuta, tali ordinanze sono state certificate come definitive, vincolanti ed esecutive il 30 maggio 2016 (ordinanza del 24 marzo 2011 a favore del secondo ricorrente), il 22 agosto 2016 (ordinanza del 17 gennaio 2012 a favore del primo ricorrente), del 6 novembre 2017 (ordinanza dell’11 febbraio 2014 a favore del primo ricorrente) e del 7 novembre 2017 (ordinanza del 6 maggio 2014 a favore del primo ricorrente).

Un ulteriore ordine di pagamento ? stato emesso dal tribunale distrettuale il 5 settembre 2014 per ulteriori importi da versare al primo ricorrente, ma ? stato impugnato e il procedimento ? stato infine chiuso il 23 luglio 2019 senza una decisione nel merito per i motivi illustrati al successivo punto 15.

9. Tra il 2016 e il 2018 i ricorrenti hanno chiesto l’esecuzione delle quattro decisioni definitive, vincolanti ed esecutive e l’esecuzione ? stata autorizzata. Per quanto riguarda il credito aggiudicato a favore del secondo ricorrente (per l’importo principale di EUR 20.000, pi? le somme associate), 1.399 EUR ? stato sequestrato dal reddito mensile del debitore. Di tale importo, 1.092,93 EUR sono stati versati al secondo ricorrente e il resto ? stato trattenuto dal funzionario incaricato dell’esecuzione per le sue spese. Oltre a ci?, l’esecuzione non ha prodotto alcun ricavo in quanto non erano stati identificati attivi rilevanti.

EVOLUZIONE DEL REGOLAMENTO SULL’INSOLVENZA
10. L’insolvenza e le procedure applicabili sono disciplinate dal Codice del fallimento e della ristrutturazione (Legge n. 7/2005 Coll., come modificato – “Codice BR”).

11. Gli effetti di una decisione di fallimento comportano, tra l’altro, che tutte le procedure giudiziarie riguardanti i beni appartenenti al patrimonio fallimentare siano sospese (articolo 47 ? 1 del Codice BR) e tutte le procedure di esecuzione siano chiuse (articolo 48 del Codice BR).

12. Se il fallimento ? un individuo, il Codice BR prevede la possibilit? di uno “scarico del debito” (oddl?enie). Nella sua formulazione prima di marzo 2017, una scarica del debito ? diventato possibile una volta che la procedura fallimentare era stata chiusa. Ci? significava che, in quella fase, sarebbe stato definito un periodo di prova di tre anni in cui il fallito doveva generare un certo importo di reddito e renderlo disponibile per l’estinzione di eventuali debiti in sospeso. Se il fallimento soddisfacesse le condizioni, tutti i debiti in essere sarebbero diventati incapaci di essere perseguiti in giudizio (nevym?hate?n?) contro il fallimento.

13. Il 1? marzo 2017 ? entrata in vigore una modifica (Legge n. 377/2016 Coll.) al Codice BR. Essa ha inserito la “remissione del debito” nella procedura fallimentare e ha previsto, tra l’altro, che in caso di fallimento con una remissione del debito qualsiasi credito sulla base di cambiali emesse dal fallito prima di una data definita sia diventato incapace di essere perseguito legalmente.

PROCEDURA FALLIMENTARE
14. Il 24 gennaio 2019 il tribunale distrettuale di Bratislava I ha emesso un’ordinanza di fallimento nei confronti del debitore, ha nominato un curatore fallimentare per gestire la sua propriet? e, su richiesta del debitore, lo ha prosciolto dai suoi debiti nei termini specificati nella decisione. L’ordine ? stato emesso su richiesta del debitore e non ? stato oggetto di ricorso.

15. Con l’applicazione delle rispettive disposizioni del Codice BR (vedi paragrafi 11 e 29), l’ordinanza di fallimento ha avuto come effetto automatico la chiusura della procedura di esecuzione intentata dai ricorrenti contro il debitore. Inoltre, in applicazione di tali norme per analogia, anche il procedimento relativo alla domanda pendente della prima ricorrente ? stato chiuso (si veda il precedente punto 8).

16. In una relazione del 10 agosto 2021, il curatore fallimentare ha informato il tribunale distrettuale, tra l’altro, che, ad eccezione di una richiesta di pagamento di 662 EUR allo Stato, gli unici creditori che avevano chiesto la registrazione dei loro crediti nella procedura fallimentare riguardante la successione del debitore erano i ricorrenti.

17. In una lettera del 23 agosto 2021, il Tribunale Distrettuale ha confermato al curatore fallimentare che i crediti giudicati dei ricorrenti sulla base delle cambiali non erano in grado di essere perseguiti ai sensi dell’articolo 166b ? 1 (c) del Codice BR. Di conseguenza, non potevano essere registrati o considerati nella procedura fallimentare del debitore e non ? stata richiesta alcuna decisione in merito.

QUADRO GIURIDICO E PRASSI PERTINENTI

LA COSTITUZIONE
18. Ai sensi dell’articolo 20 ? 1 della Costituzione (Legge costituzionale n. 460/1992 Coll., come modificato), il diritto di propriet? di tutte le persone ha lo stesso contenuto giuridico e gode della stessa protezione. Tale protezione non si estende tuttavia alla propriet? acquisita in violazione della legge.

19. Ai sensi dell’articolo 20, paragrafo 3, la propriet? implica la responsabilit? e non deve essere abusata a scapito dei diritti altrui o contraria agli interessi generali protetti dalla legge. L’esercizio del diritto di propriet? non deve interferire con i diritti umani al di l? di una misura determinata dalla legge.

20. Espropriazione o restrizioni al diritto di propriet? possono essere imposte solo nella misura necessaria e nell’interesse pubblico, in conformit? con la legge e per un adeguato risarcimento (Articolo 20 ? 4).

21. In una sentenza costituzionale del 3 aprile 1996 nella causa n. PL. ?S 38/95, la Corte costituzionale ha stabilito che l’espropriazione o le restrizioni al diritto di propriet? possono essere imposte sulla base di un atto del Parlamento, ma non direttamente da un atto del Parlamento.

REVISIONE COSTITUZIONALE DELLA LEGISLAZIONE NEL PROCEDIMENTO RELATIVO A UNA DENUNCIA INDIVIDUALE
22. ? prassi consolidata della Corte costituzionale che n? l’articolo 127, che prevede ilprocedura di reclamo, n? qualsiasi altra disposizione della Costituzione fornisce la base per i singoli di contestare la legislazione come incompatibile con la Costituzione o con gli strumenti internazionali, tra cui la Convenzione (cfr. ad esempio la decisione del 7 novembre 2007 relativa al caso n. IV. ?S 287/07).

CODICE FALLIMENTARE E DI RISTRUTTURAZIONE
23. Ai sensi dell’articolo 166 ? 1 del Codice BR, come modificato dalla legge n. 377/2016 Coll., un soggetto insolvente pu? chiedere l’estinzione del debito attraverso una procedura fallimentare (articoli 167 e seguenti) o un piano di rateizzazione (spl?tkov? kalend?r) (articoli 168 e seguenti).

24. L’articolo 166b del codice BR modificato definisce il tipo di crediti che sono “esclusi dalla soddisfazione”. Il paragrafo 1 (c) afferma che ci? si applica ai crediti basati su cambiali emesse dal fallito prima di una data di riferimento di cui all’articolo 166 bis (a) del Codice BR modificato.

25. Secondo la relazione esplicativa (d?vodov? Spr?va) sulla legge n. 377/2016 Coll., il motivo dell’esclusione di crediti basati su cambiali dall’adempimento ha a che fare con il fatto che le cambiali sono utilizzate come garanzia per l’adempimento di un obbligo sottostante. Il debito sotto la cambiale ? indipendente dal debito sottostante e abitualmente coesistono, mentre non ci sono ostacoli a perseguire il debito sottostante nei procedimenti ai sensi del codice di BR.

26. L’incapacit? di un credito di essere perseguito in giudizio deve essere presa in considerazione dai tribunali anche se il fallimento non lo invoca (Articolo 166e ? 4 del codice BR modificato).

27. Ai sensi dell’articolo 166f del Codice BR modificato, se un creditore colpito da un debito pu? dimostrare che, attraverso di esso, il fallimento non persegue un obiettivo onesto (poctiv? z?mer)ha il diritto di chiedere la cancellazione del debito mediante un’azione contro il fallito o i suoi eredi entro sei anni dalla decisione di fallimento o dalla determinazione del calendario di pagamento.

28. Ai sensi dell’articolo 166g ? 1 del Codice BR modificato, un obiettivo onesto ? riconosciuto se le azioni del fallimento a seguito della richiesta di scarico del debito dimostrano un autentico sforzo per affrontare i suoi debiti entro le sue possibilit? e capacit?. Il paragrafo 2 di tale articolo fornisce esempi dell’assenza di uno scopo onesto, come nel caso in cui il fallimento abbia nascosto alcuni beni, non abbia incluso una persona nell’elenco dei suoi creditori, abbia basato la sua richiesta di esonero dai debiti su informazioni false o incomplete, non ha collaborato con il fiduciario, ha deliberatamente provocato la sua insolvenza, ha finto di essere insolvente al momento della sua richiesta di estinzione del debito, ha contratto debiti anticipando che li avrebbe prosciolti chiedendo un ordine di fallimento o un piano di rateizzazione, ha tentato di svantaggiare alcuni o favorire altri creditori, ha negligentemente omesso di rispettare il piano di rateizzazione stabilito o di effettuare determinati pagamenti specifici, o ha chiesto l’estinzione del debito pur non avendo il centro dei suoi interessi principali in Slovacchia.

29. Ai sensi dell’articolo 167f ? 1 del Codice BR modificato, la procedura di esecuzione non deve essere avviata o continuata in relazione ai beni appartenenti al patrimonio fallimentare.

LA LEGGE

RIUNIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO
30. Tenuto conto del l’oggetto analogo dei ricorsi, la Corte li esamina congiuntamente con un’unica sentenza.

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1
31. Basandosi sul l’articolo 1 del protocollo n. 1 della Convenzione e sul l’articolo 13 della Convenzione, le ricorrenti lamentano di non essere state in grado di far valere le proprie pretese nei confronti del debitore in giudizio e di non aver goduto di alcuna tutela giuridica in materia.

32. Essendo il maestro della caratterizzazione da dare in legge ai fatti di una causa (cfr. ad esempio, Radomilja e altri v. Croazia [GC], nn. 37685/10 e 22768/12, ? 126, 20 marzo 2018), la Corte ritiene che, 1 del protocollo n. 1, che recita:

“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al godimento pacifico dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non per interesse pubblico e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Le disposizioni precedenti, tuttavia, non pregiudicano in alcun modo il diritto di uno Stato di applicare le leggi che ritiene necessarie per controllare l’uso dei beni in conformit? con l’interesse generale o per garantire il pagamento di tasse o altri contributi o sanzioni.”

Ammissibilit?
33. Il Governo ha sostenuto la non soppressione dei mezzi di ricorso nazionali in quanto i ricorrenti avrebbero potuto e dovuto far valere i loro diritti mediante un’azione di cancellazione dell’estinzione del debito del debitore ai sensi dell’articolo 166 f del Codice di Commercio e, a seconda del suo esito, una denuncia alla Corte costituzionale. Il ricorso in questione consentiva la cancellazione di un’estinzione del debito qualora fosse viziata da un obiettivo disonesto del fallimento. Le statistiche disponibili hanno dimostrato che, in pratica, questo ? il caso pi? frequente nelle situazioni in cui il presunto fallimento non ? in realt? insolvente, la sua insolvenza ? un prerequisito essenziale per l’estinzione del debito. Mentre era vero che i ricorrenti non avevano legittimazione a contestare la legislazione dinanzi alla Corte costituzionale in astratto, se avessero fatto uso del ricorso ai sensi dell’articolo 166f del Codice BR e se non fossero stati soddisfatti con il suo esito, avrebbero potuto impugnarla dinanzi alla Corte costituzionale.

34. I ricorrenti hanno risposto di non essere a conoscenza e il governo non aveva indicato alcun motivo per cui la cancellazione del debito del debitore potesse essere contestata ai sensi dell’articolo 166 F del codice di commercio. Inoltre, erano stati completamente esclusi dalla procedura relativa all’estinzione del debito. Di conseguenza, esse non avevano accesso al fascicolo e quindi alle informazioni necessarie per poter effettivamente seguire la via legale suggerita dal governo. Inoltre, hanno ritenuto che le informazioni statistiche su cui si basa il governo fossero inconcludenti e hanno sostenuto che, in ogni caso, impugnare il discarico del debito mediante un’azione separata avrebbe generato ulteriori costi procedurali (oltre a quelle del contenzioso sottostante e dei procedimenti di esecuzione), che in realt? rappresentavano un ostacolo all’affermazione dei loro diritti nel modo proposto dal Governo. Infine, poich? la presunta violazione dei loro diritti era originata dall’applicazione diretta del Codice BR modificato, e poich? essi come individui non erano legittimati a contestare le disposizioni legali dinanzi alla Corte costituzionale, una denuncia costituzionale non era in grado di fornire loro alcun risarcimento.

35. La Corte osserva che la presunta violazione dei diritti di propriet? dei ricorrenti ? avvenuta come effetto diretto della sentenza sulla liquidazione del debito del debitore nell’ordinanza di fallimento del 24 gennaio 2019 contro di lui. Questo effetto ha avuto origine automaticamente dall’applicazione dell’articolo 166b (c) del Codice BR, come modificato dalla legge n. 377/2016 Coll.

36. Poich? non vi ? stata alcuna contestazione circa l’interpretazione o l’applicazione di tale disposizione da parte del fiduciario, del tribunale fallimentare o di chiunque altro, ? chiaro che ci? che ? in questione ? la disposizione giuridica stessa. ? incontestabile che i ricorrenti non possono far valere i loro diritti di propriet? in relazione ad esso impugnando la relativa ordinanza di fallimento dinanzi alla Corte costituzionale (si veda anche il paragrafo 22 sopra).

37. Nella misura in cui il governo si ? basato su un ricorso per la cancellazione del debito ai sensi del l’articolo 166 F del Codice BR, la Corte osserva che la disponibilit? di tale ricorso dipende dal fatto che sia dimostrato che il fallimento persegue un obiettivo disonesto attraverso la remissione del debito. Come indicato nell’articolo 166g ? 1 del Codice BR per mezzo di una delimitazione sia positiva che negativa, il contenuto di questo criterio si concentra sull’atteggiamento e il comportamento del fallito. Ci? ? in effetti in linea con le informazioni statistiche fornite dal governo secondo cui, nella maggior parte dei casi, l’intenzione disonesta del fallito ? dimostrata se il fallito persegue una remissione del debito senza essere effettivamente insolvente.

37. A questo proposito, tuttavia, il Tribunale rileva che l’essenza del reclamo dei ricorrenti non ha nulla a che fare con le intenzioni del debitore in quanto tale, ma piuttosto con il debito-il regime di discarico sarebbe sproporzionato e non offrirebbe alcuna tutela ai loro diritti e interessi. Non ? stato suggerito dal governo o stabilito altrimenti che un’azione ai sensi dell’articolo 166f del codice di commercio consenta l’esame di questi elementi.

39. In tali circostanze, il Tribunale constata che non ? stato dimostrato che il tipo di ricorso indicato era disponibile in teoria e in pratica al momento pertinente, vale a dire che era accessibile, di essere in grado di presentare ricorso contro le denunce dei ricorrenti e di offrire ragionevoli prospettive di successo (cfr. Akdivar e altri contro Turchia, 16 settembre 1996, ? 68, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-IV). Questa conclusione non ? alterata dalla possibilit? per i ricorrenti di impugnare l’esito di un’azione ai sensi dell’articolo 166f del codice di commercio dinanzi alla Corte costituzionale. Ci? vale in particolare in quanto, come gi? osservato, la denuncia riguarda essenzialmente la disposizione giuridica stessa e non la sua interpretazione o applicazione (vedi Jenisov? v. Slovakia, n. 58764/00, ?? 58-60, 3 novembre 2009; vedi anche Babylonov? v. Slovakia, n. 69146/01, ? 44, CEDU 2006-VIII; L.G.R. e A.P.R. v. Slovakia (dec.), n. 1349/12, ? 55, 13 maggio 2014, con ulteriori riferimenti; e contrasto Orange Slovensko, a. s. v. Slovakia (dicembre), n. 43983/02, 24 ottobre 2006).

40. L’opposizione del governo ? pertanto respinta.

41. La Corte rileva che questa parte dei ricorsi non ? n? manifestamente infondata n? irricevibile per altri motivi elencati nell’articolo 35 della Convenzione. Essa deve pertanto essere dichiarata ricevibile.

Meriti
Osservazioni delle parti
(a) I ricorrenti

42. I ricorrenti lamentano che gli effetti dell’estinzione del debito del debitore, derivanti dal codice BR modificato con effetto dal 1o marzo 2017, avevano reso loro impossibile far valere i loro crediti nei confronti del debitore in giudizio e che erano stati privati di qualsiasi tutela giuridica in tale contesto. Essi hanno sottolineato che le cambiali che costituiscono la base per le loro richieste erano state emesse prima dell’entrata in vigore di detta modifica e che, mentre erano in corso di prosecuzione di tali richieste in procedimenti giudiziari e di esecuzione, non avrebbero potuto prevedere che l’emendamento avrebbe modificato in modo significativo il quadro per farlo.

42. La procedura fallimentare del debitore costituiva di fatto un procedimento di esecuzione collettiva nei suoi confronti e i ricorrenti erano stati completamente esclusi dalla possibilit? di farne uso, che li aveva discriminati rispetto ad altri creditori. Se lo scopo dell’esclusione dal soddisfacimento in caso di estinzione del debito sulla base di cambiali era quello di impedire la doppia riscossione sullo stesso importo in base alla cambiale e allo strumento contrattuale originale alla base della cambiale, tale obiettivo avrebbe potuto essere conseguito con altri mezzi pi? proporzionati a tale obiettivo.

44. In ogni caso, in risposta al l’argomentazione del Governo (si veda il successivo punto 48), i ricorrenti hanno sostenuto che il primo ricorrente non aveva fatto alcuna disposizione riguardo alle sue pretese nei confronti del debitore a titolo del l’azioneaccordo di trasferimento, che questi crediti erano stati nel frattempo prescrizione, e che il secondo richiedente non aveva avuto tali crediti. Non sussisteva pertanto alcun rischio di doppia riscossione dello stesso importo nel loro singolo caso. Inoltre, non era necessario fornire al debitore alcuna protezione speciale altrimenti giustificata per i consumatori, poich? il rapporto tra i ricorrenti e il debitore era di natura puramente commerciale.

45. Le ricorrenti erano state completamente escluse da qualsiasi possibilit? di far valere i loro crediti nei confronti del debitore nella procedura fallimentare o con qualsiasi altro mezzo legale, senza alcun risarcimento. Di conseguenza, l’essenza dei loro diritti di propriet? ? stata compromessa e Inoltre, l’accordo ha interferito con l’uguaglianza dei proprietari garantita dalla costituzione e ha ignorato la necessit? di trovare un giusto equilibrio tra gli interessi concorrenti in vista del principio di proporzionalit?.

(b) Il governo

46. Il governo sosteneva che il motivo per cui i crediti delle ricorrenti non erano stati soddisfatti era l’insolvenza del debitore. Il fatto che una delle pretese della prima ricorrente non fosse stata in realt? accolta dai giudici con effetto finale non ha fatto alcuna differenza effettiva e non ha richiesto alcuna risposta diversa da quella che segue.

47. L’insolvenza di un debitore privato costituiva una parte ordinaria del rischio che doveva essere assunto da un creditore privato e non comportava alcuna responsabilit? diretta da parte dello Stato. La responsabilit? della Convenzione di quest’ultimo era quindi limitata all’obbligo positivo di fornire un quadro e alla disponibilit? di misure per l’esecuzione delle richieste dei ricorrenti.

48. Le cambiali dei ricorrenti erano servite a garantire i crediti iniziali in base al titolo azionarioaccordo di trasferimento e non vi erano state restrizioni legali sulla possibilit? di far valere i crediti originari nella procedura fallimentare del debitore o con qualsiasi altro mezzo prima di tale procedura. Poich? non era chiaro cosa fosse successo alle rivendicazioni originali basate sull’accordo di trasferimento di azioni, qualsiasi considerazione sul fatto che fossero state escluse dalla legge era speculativa.

49. I crediti basati su cambiali erano tra gli altri crediti che sono stati esclusi ai sensi dell’articolo 166b del codice BR modificato dal soddisfacimento in caso di estinzione del debito, con l’obiettivo prioritario – legato al contesto dell’insolvenza – di favorire la soddisfazione dell’importo principale dei crediti originari per crediti accessori o paralleli. Per quanto riguarda le richieste basate specificamente su cambiali, la loro esclusione ha fatto seguito a una serie di misure adottate per la protezione dei consumatori da abusi mediante cambiali. Tale abuso era diventato un fatto comune in considerazione dell’esistenza parallela del debito originario, il cui pagamento era garantito da una cambiale, e del debito esistente in modo indipendente in base alla cambiale.

50. L’obiettivo dello scarico del debito era quello di affrontare il problema dell’insolvenza delle persone, che era in generale un importante fenomeno economico e sociale. Era chiaro che si trattava di un conflitto intrinseco degli interessi dei creditori, dei fallimentari e, per estensione, anche di quelli della societ?. L’accordo di scarico del debito mirava a conciliare tali interessi consentendo il reinserimento dei soggetti insolventi nella vita economica e garantendo l’equit? nella soddisfazione dei creditori sulla base del principio del pari passu.
51. Inoltre, il governo ha sottolineato che, prima dell’estinzione del debito del debitore, i ricorrenti avevano potuto far valere le loro pretese in base alle loro cambiali dinanzi ai tribunali ordinari e nel conseguente procedimento di esecuzione e che non erano stati presentati reclami in proposito. In combinazione con la disponibilit? del ricorso per la cancellazione del debito ai sensi dell’articolo 166f del codice di BR, lo Stato convenuto aveva adempiuto tutti i suoi obblighi positivi in gioco in questo caso.

Valutazione della Corte
52. La Corte rileva in via preliminare che ci? che ? al centro della presente causa sono le richieste dei ricorrenti per il pagamento di denaro e che non ? stato contestato dal governo che tali richieste ammontavano a beni ai sensi dell’articolo 1 del protocollo n. 1. in fatto, tutte le richieste, tranne una, sono state accolte da decisioni giudiziarie definitive e vincolanti, la cui esecuzione ? stata autorizzata. 1 del protocollo n. 1 (vedi Stran Greek Refineries and Stratis Andreadis v. Greece, 9 dicembre 1994, ? 59, serie A n. 301-B). Il procedimento relativo al credito residuo della prima ricorrente ? stato chiuso senza decisione di merito (paragrafi 8 e 15). Tuttavia, ? indiscusso che tale affermazione esisteva ed era ben fondata. Di conseguenza, il Tribunale ammette che, nelle circostanze particolari, la domanda rimanente della prima ricorrente ha dato luogo ad un legittimo affidamento sul fatto che sarebbe stata trattata allo stesso modo delle altre domande in questione (vedi, mutatis mutandis, Pressos Compania Naviera S.A. e altri v. Belgio, 20 novembre 1995, ? 31, serie A n. 332). Pertanto, ai sensi dell’articolo 1 del protocollo n. 1, esso costituiva anch’esso un possesso.

53. Si deve poi stabilire se vi sia stata un’interferenza nel diritto dei ricorrenti al godimento pacifico dei loro beni e, in caso affermativo, in quale delle forme previste dall’articolo 1 del protocollo n. 1. A tale riguardo, il governo ha sostenuto che i crediti delle ricorrenti erano nei confronti di un debitore privato, che la ragione per cui non erano stati soddisfatti era l’insolvenza del debitore, che lo Stato non aveva alcuna responsabilit? diretta della Convenzione per tali crediti non erano stati soddisfatti, e che le denunce delle ricorrenti dovevano essere esaminate alla luce degli obblighi positivi dello Stato ai sensi della disposizione invocata.

54. In accordo con il governo, la Corte osserva che le richieste dei ricorrenti erano di natura privata e contro un debitore di diritto privato. L’essenza delle loro denunce dinanzi alla Corte, tuttavia, ha meno a che fare con queste rivendicazioni non essere onorato dal debitore che con la possibilit? assolutamente legale di essere eseguito, che ? dovuto ad un particolare emendamento legislativo adottato mentre i ricorrenti erano in procinto di far valere le loro richieste. Infatti, come indica l’esperienza del secondo ricorrente, l’insolvenza del debitore non ha rappresentato un impedimento assoluto ad almeno una parte del suo credito eseguito con successo contro il debitore (si veda il precedente paragrafo 9). Tuttavia, gli effetti dell’estinzione del debito del debitore ai sensi della modifica del codice BR in vigore dal 1o marzo 2017 costituivano indubbiamente un ostacolo assoluto al perseguimento dei crediti dei ricorrenti nei confronti del debitore nel suo fallimento o in qualsiasi altro tipo di procedimento. Ci? che sta alla base di questo caso ? quindi un’azione da parte dello Stato, piuttosto che un’azione o un’omissione da parte di un privato, che lo distingue da quelli esaminati dalla Corte in passato con riferimento agli obblighi positivi delle parti convenute ai sensi della Convenzione (cfr. ad esempio Kotov v. Russia [GC], n. 54522/00, 3 aprile 2012).

55. In tali circostanze, gli effetti dell’estinzione del debito hanno costituito un’interferenza con i beni dei ricorrenti. Per quanto riguarda la forma, la Corte rileva che, de jure, le pretese dei ricorrenti non sono state estinte ed esistono ancora (contrasto Pressos Compania Naviera S.A. e altri, sopra citato, ? 34). Tuttavia, con l’applicazione dell’articolo 166b del codice BR modificato, sono diventati incapaci di essere perseguiti legalmente e sono stati esclusi dal soddisfacimento (vedere paragrafi 12 e 24 sopra). L’effetto sostanziale di questa misura ? che ? diventato assolutamente e permanentemente impossibile perseguire tali crediti in sede giudiziaria, esecutiva, fallimentare o in qualsiasi altro tipo di procedimento ufficiale.

56. In tali circostanze e in considerazione dell’obiettivo della Convenzione di garantire diritti “pratici ed efficaci”La Corte ritiene che il discarico del debito abbia comportato conseguenze sufficientemente gravi da far ritenere che i ricorrenti siano stati vittime di una privazione di fatto dei loro beni (cfr. Sporrong e L?nnroth v. Sweden, 23 settembre 1982, ? 63, serie A n. 52).

57. La Corte deve pertanto esaminare se tale interferenza fosse “di interesse generale” e se soddisfacesse i requisiti di proporzionalit?.

58. Per giustificare l’ingerenza, il governo ha fatto riferimento allo scopo di un’estinzione del debito, che consisteva nel risolvere il problema dell’insolvenza dei singoli consentendo loro di reintegrarsi nella vita economica. La preferenza accordata al soddisfacimento dell’importo principale del loro debito originario per i debiti accessori o paralleli ? servita a tale scopo, e l’esclusione dalla soddisfazione di crediti basati su cambiali ? servita anche a proteggere i consumatori da abusi a causa della doppia riscossione del debito originale in aggiunta al debito previsto dalla cambiale.

59. La Corte non esita ad accettare che il complesso fenomeno socioeconomico del l’insolvenza dei singoli richieda una risposta da parte dello Stato, che pu? assumere, nel l’interesse pubblico, la forma di un regime speciale nelle procedure di insolvenza. Rispetto del margine di apprezzamento delle autorit? nazionali (cfr., ad esempio, Pressos Compania Naviera S.A. e altri, sopra citati, ? 37, con ulteriore riferimento, e B?l?n? Nagy v. Hungary [GC], n. 53080/13, ? 113, 13 dicembre 2016)Analogamente, non trova motivo di mettere in discussione l’approccio generale di privilegiare, in un dato contesto, il soddisfacimento del capitale del debito originario in debiti accessori o paralleli. Tuttavia, ad eccezione di uno, nel caso di specie le rivendicazioni delle ricorrenti erano state confermate in sentenze definitive e vincolanti, certificate esecutive. Inoltre, poich? il rapporto contrattuale tra le ricorrenti e il debitore era di natura puramente commerciale, la Corte ritiene che non si possa trovare alcuna giustificazione per l’interferenza con i loro diritti di propriet? nella necessit? di tutelare i consumatori.

60. Per quanto riguarda la proporzionalit? della misura, l’articolo 1 del protocollo n. 1 richiede che vi sia un ragionevole rapporto di proporzionalit? tra i mezzi impiegati e l’obiettivo perseguito. Questo giusto equilibrio sar? compromesso se l’interessato dovr? sostenere un onere individuale eccessivo. Non va inoltre trascurata l’importanza degli obblighi procedurali di cui all’articolo 1 del protocollo n. 1. Bench? tale disposizione non contenga requisiti procedurali espliciti, i procedimenti giudiziari riguardanti il diritto al godimento pacifico dei propri beni devono altres? offrire all’individuo una ragionevole possibilit? di rivolgersi alle autorit? competenti al fine di contestare efficacemente le misure che interferiscono con i diritti garantita dalla presente disposizione. Un’interferenza con i diritti previsti dall’articolo 1 del protocollo n. 1 non pu? quindi avere alcuna legittimit? in assenza di un procedimento in contraddittorio che rispetti il principio della parit? delle armi, consentendo la discussione di aspetti importanti per l’esito del caso (vedi, per esempio, G.I.E.M. S.R.L. e altri v. Italia [GC], nn. 1828/06 e altri 2, ?? 300 e 302, 28 giugno 2018, con ulteriori riferimenti).

60. Sui fatti, l’estinzione del debito del debitore era il risultato di un procedimento da lui avviato e di cui i ricorrenti non erano parti, e la decisione non era soggetta ad impugnazione (vedi punto 14 supra).

62. Inoltre, gli effetti dell’estinzione del debito sui crediti delle ricorrenti derivavano direttamente dalle disposizioni giuridiche, non richiedevano alcuna decisione (si veda il punto 17 supra) e, come gi? stabilito (si vedano i punti 36 e 39 supra), i ricorrenti non hanno avuto modo di contestarla efficacemente (cfr. ad esempio Hentrich v. France, 22 settembre 1994, ? 49, serie A n. 296-A; G.I.E.M. S.R.L. e altri, sopra citati, ? 303; e Uzan e altri v. Turkey, nn. 19620/05 e 3 altri, ? 215, 5 marzo 2019). Di conseguenza, le disposizioni giuridiche pertinenti non consentono di tener conto di eventuali eccezioni o fattori di bilanciamento (cfr. Megadat.com SRL v. Moldova, n. 21151/04, ? 74, CEDU 2008), quali, ad esempio, che nel caso specifico delle ricorrenti non vi era in realt? alcun rischio di doppia riscossione sul debito originario e che, oltre alle ricorrenti stesse, non vi erano creditori privati i cui interessi potrebbero potenzialmente richiedere una tutela (si veda il precedente paragrafo 16). In effetti, le ricorrenti non avevano accesso ad alcun procedimento in cui avrebbero potuto effettivamente sostenere la loro tesi. La necessit? di un siffatto procedimento va vista in correlazione con il fatto che, come gi? rilevato (punto 59 supra), la situazione dei ricorrenti esula dal l’oggetto e dallo scopo della normativa controversa.

63. Alla luce di quanto precede, e rilevando che la loro privazione dei beni era accompagnata da una totale mancanza di compensazione (vedi The Holy Monasteries v. Greece, 9 dicembre 1994, ? 71, Series A n. 301 A), la Corte conclude che gli effetti delle disposizioni giuridiche dell’esonero dal pagamento del debito del debitore sui ricorrenti ponevano un onere individuale eccessivo su di loro. Il giusto equilibrio che avrebbe dovuto essere raggiunto tra la tutela del diritto dei ricorrenti al godimento pacifico dei loro beni e le esigenze dell’interesse generale ? stato pertanto turbato.

64. Si ? pertanto verificata una violazione dell’articolo 1 del protocollo n. 1.

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
65. I ricorrenti lamentavano inoltre che la loro incapacit? di far valere i loro crediti nei confronti del debitore era contraria al loro diritto di accesso a un tribunale, come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione.

66. Il governo ha sostenuto la non soppressione dei rimedi nazionali, allo stesso modo in relazione alla denuncia ai sensi dell’articolo 1 del protocollo n. 1. Inoltre, hanno sottolineato che prima dell’ingiunzione di fallimento nei confronti del debitore i ricorrenti erano stati in grado di far valere i loro crediti nei suoi confronti sia nei procedimenti giudiziari che in quelli di esecuzione. Di conseguenza, a loro avviso, i ricorrenti avevano accesso a un tribunale e la denuncia era manifestamente infondata.

67. Tenuto conto dei fatti, delle conclusioni delle parti e delle conclusioni di cui sopra, il Tribunale ritiene che l’eccezione relativa al l’esaurimento dei mezzi di ricorso nazionali debba essere respinta e che sul merito, ha gi? esaminato le principali questioni giuridiche sollevate nel presente ricorso. La Commissione ritiene pertanto che il reclamo restante dei ricorrenti sia ricevibile, ma che non sia necessario pronunciarsi separatamente su di esso (cfr. Centro per le risorse giuridiche per conto di Valentin C?mpeanu v. Romania [GC], n. 47848/08, ? 156, CEDU 2014).

APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
68. L’articolo 41 della Convenzione prevede:

“Se la Corte constata che vi ? stata una violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se la legge interna dell’Alta Parte Contraente interessata consente solo un risarcimento parziale, la Corte deve, se necessario, dare giusta soddisfazione alla parte lesa.”

Danno
69. A titolo di risarcimento dei danni pecuniari, le ricorrenti hanno chiesto, rispettivamente, 12.464,36 euro (EUR) e 6.802,34 euro, che corrisponde all’importo integrale delle spese sostenute a livello nazionale per far valere i propri crediti nei confronti del debitore. Nella stessa rubrica, hanno inoltre chiesto rispettivamente 57,058 EUR e 18,228,39 EUR, che corrispondono al 70% del valore nominale delle loro cambiali, pi? gli interessi.

70. Le ricorrenti chiedevano inoltre, rispettivamente, 30.000 EUR e 20.000 EUR per danni non materiali.

71. Ribadendo che il motivo principale per cui i crediti delle ricorrenti nei confronti del debitore non erano stati soddisfatti era l’insolvenza di quest’ultimo, il governo ha sostenuto che non vi era alcun nesso di causalit? tra le violazioni e il danno pecuniario asserito. Inoltre, essi ritenevano eccessivi i crediti relativi al danno morale.

72. Il Tribunale rileva che i crediti dei ricorrenti nei confronti del presunto danno pecuniario si fondano sulle loro pretese nei confronti del debitore, che quest’ultimo ? un privato e che ? incontestabile che egli sia stato dichiarato insolvente. Il Tribunale constata che, in tali circostanze, non pu? ipotizzare l’effettiva perdita finanziaria subita dai ricorrenti a causa della loro incapacit? di far valere i loro crediti nei confronti del debitore. Non ritiene tuttavia irragionevole ritenere che i ricorrenti abbiano subito una perdita di opportunit? reali (cfr., mutatis mutandis, Lawyer Partners a.s. v. Slovakia, nn. 54252/07 e altri 14, ? 60, CEDU 2009).

73. Pronunciandosi su base equa, la Corte assegna al primo ricorrente 11.000 EUR e al secondo ricorrente 9.000 EUR, oltre a qualsiasi imposta che possa essere dovuta, sia per danni pecuniari che non patrimoniali considerati insieme.

Costi e spese
74. I ricorrenti hanno inoltre chiesto 3.600 EUR ciascuno per le spese legali sostenute dinanzi alla Corte. Secondo le fatture presentate a sostegno di tali richieste, gli importi corrispondevano a trenta ore di lavoro legale per ciascuno di essi.

75. Il Governo ha sottolineato che, sebbene la situazione delle ricorrenti e le denunce della Convenzione fossero sostanzialmente le stesse, esse avevano chiesto individualmente un risarcimento dello stesso importo, che il Governo considerava una duplicazione ingiustificata delle richieste.

76. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente ha diritto al rimborso delle spese e delle spese solo nella misura in cui ? stato dimostrato che queste erano effettivamente e necessariamente sostenute e sono ragionevoli per quanto riguarda il quantum (vedi Iatridis c. Grecia (solo soddisfazione) [GC]n. 31107/96, ? 32, CEDU 2000-XI).

77. Nel caso di specie, i ricorrenti sono stati rappresentati in tutte le fasi dinanzi al Tribunale dallo stesso avvocato e le loro denunce e i loro argomenti erano sostanzialmente gli stessi, differindo solo nei dettagli di fatto. Tenuto conto dei documenti in suo possesso e dei criteri di cui sopra, la Corte ritiene ragionevole attribuire congiuntamente ai ricorrenti la somma di 5.000 EUR per il procedimento dinanzi alla Corte, pi? qualsiasi imposta che possa essere loro imputabile.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE

decide, all’unanimit?, di aderire alle candidature;
dichiara, all’unanimit?, le domande ricevibili;
ritiene, con cinque voti contro due, che vi sia stata violazione dell’articolo 1 del protocollo n. 1;
ritiene, all’unanimit?, che non sia necessario esaminare separatamente il merito della denuncia ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione;
Detiene, con cinque voti contro due,
(a) che lo Stato convenuto deve pagare, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diventa definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, i seguenti importi:

(i) al primo ricorrente 11.000 EUR (undicimila euro), pi? l’imposta eventualmente esigibile, per danni pecuniari e non patrimoniali;

(ii) al secondo richiedente 9.000 EUR (9.000 euro), pi? qualsiasi imposta eventualmente esigibile, per danni pecuniari e non patrimoniali;

(iii) ai ricorrenti congiuntamente 5.000 EUR (cinquemila euro), pi? qualsiasi imposta che possa essere a loro carico, per costi e spese;

(b) che, a decorrere dalla scadenza dei tre mesi sopra menzionati, fino al regolamento, gli interessi semplici sono dovuti sugli importi di cui sopra ad un tasso pari al tasso di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea durante il periodo di default maggiorato di tre punti percentuali;

Respinge, all’unanimit?, il resto della domanda dei ricorrenti per giusta soddisfazione.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 9 febbraio 2023, ai sensi della regola 77 ?? 2 e 3 del regolamento della Corte.

Liv Tigerstedt Marko Bo?njak
Vice cancelliere Presidente

Testo Tradotto

FIRST SECTION

CASE OF KATONA AND Z?VARSK? v. SLOVAKIA

(Applications nos. 43932/19 and 43995/19)

JUDGMENT

Art 1 P1 ? Peaceful enjoyment of possessions ? Deprivation of property ? Impossibility of pursuing in legal proceedings claims against bankrupt debtor for payment of money owed on the basis of promissory notes due to legislative amendment on ?debt discharge? ? Absolute bar ? Lack of compensation ? Excessive individual burden on applicants ? Fair balance between competing interests not struck

STRASBOURG

9 February 2023

FINAL

26/06/2023

This judgment has become final under Article 44 ? 2 of the Convention.
It may be subject to editorial revision.

In the case of Katona and Z?varsk? v. Slovakia,

The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:

Marko Bo?njak, President,
P?ter Paczolay,
Krzysztof Wojtyczek,
Alena Pol??kov?,
L?tif H?seynov,
Gilberto Felici,
Erik Wennerstr?m, judges,
and Liv Tigerstedt, Deputy Section Registrar,

Having regard to:

the applications (nos. 43932/19 and 43995/19) against the Slovak Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by a Hungarian national, Mr L?szl? Katona (?the first applicant), and a Slovak national, Mr Tom?? Z?varsk? (?the second applicant?) (?the applicants?), on 6 August 2019;

the decision to give notice to the Government of the Slovak Republic (?the Government?) of the complaints under Articles 6 (access to a court) and 13 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1, and to declare inadmissible the remainder of the applications;

the decision of the Hungarian Government not to avail themselves of their right to intervene in the proceedings concerning application no. 43932/19 (Article 36 ? 1 of the Convention);

the parties? observations;

Having deliberated in private on 10 January 2023,

Delivers the following judgment, which was adopted on that date:

INTRODUCTION

1. The applications concern the exclusion from satisfaction in insolvency proceedings or any other proceedings of the applicants? claims against an individual for payment of money owed on the basis of a set of promissory notes. Apart from one, all the claims were adjudicated by final and binding judgments. The exclusion occurred by operation of law, combined with the fact that the debtor had been declared insolvent and granted a ?debt discharge? in proceedings to which the applicants were not a party and by way of a decision against which there was no appeal.

THE FACTS

2. The applicants were born in 1955 and 1979 and live in Budapest (Hungary) and Bratislava, respectively. They were represented by Mr R. Skovajsa, a lawyer practising in Bratislava.

3. The Government were represented by their Agent, Ms M. B?lintov?.

4. The facts of the case may be summarised as follows.

BACKGROUND
5. The applicants hold shares in a business entity. In 2005 the first applicant transferred a part of his shares to another individual (?the debtor?) who agreed to pay the first applicant a certain amount of money in several instalments.

6. In promise of payment, the debtor issued promissory notes in favour of the first applicant corresponding to the value of the respective instalments to be paid. The first applicant subsequently transferred one of those notes to the second applicant.

7. It is uncontested that, within the said arrangement, (i) the first applicant had independent parallel claims against the debtor both under the share?transfer agreement and under the promissory notes, and (ii) he was free to claim payment from the debtor under either or both of these titles. He also submitted, and his submission was not directly disputed by the Government (see paragraphs 44 and 48 below), that (iii) he had not asserted his rights or taken any other action in relation to his claims under the share-transfer agreement, and (iv) they had accordingly become statute-barred.

8. In the absence of payment, the applicants sued the debtor over nine of the said promissory notes, the principal amount of which was in total 74,000 euros (EUR).

This resulted in four payment orders issued by the Bratislava V District Court on 24 March 2011, 17 January 2012 and 11 February and 6 May 2014, ordering the debtor to pay the applicants the amounts due. Following the dismissal of the defendant?s appeals, these orders were certified as having become final, binding, and enforceable on 30 May 2016 (the order of 24 March 2011 for the benefit of the second applicant), 22 August 2016 (the order of 17 January 2012 for the benefit of the first applicant), 6 November 2017 (the order of 11 February 2014 for the benefit of the first applicant) and 7 November 2017 (the order of 6 May 2014 for the benefit of the first applicant).

A further payment order was issued by the District Court on 5 September 2014 for further amounts to be paid to the first applicant, but it was challenged and the proceedings were ultimately terminated on 23 July 2019 without a decision on the merits for the reasons explained in paragraph 15 below.

9. Between 2016 and 2018 the applicants applied for enforcement of the four final, binding and enforceable judgments and the enforcement was authorised. In respect of the claim adjudicated in favour of the second applicant (for the principal amount of EUR 20,000, plus associated sums), EUR 1,399 was seized from the debtor?s monthly income. Out of that amount, EUR 1,092.93 was paid to the second applicant and the rest was retained by the enforcement officer for his costs. Other than that, the enforcement yielded no proceeds as no sizeable assets had been identified.

DEVELOPMENTS IN THE REGULATION OF INSOLVENCY
10. Insolvency and the applicable procedures are governed by the Bankruptcy and Restructuring Code (Law no. 7/2005 Coll., as amended ? ?the BR Code?).

11. The effects of a bankruptcy order entail, inter alia, that all legal proceedings concerning the assets belonging to the bankruptcy estate are stayed (Article 47 ? 1 of the BR Code) and all enforcement proceedings are terminated (Article 48 of the BR Code).

12. If the bankrupt is an individual, the BR Code provides for the possibility of a ?debt discharge? (oddl?enie). In its wording before March 2017, a debt discharge became possible once the bankruptcy proceedings had been terminated. It meant that, at that stage, a three-year probation period would be defined in which the bankrupt had to generate a certain amount of income and make it available for the discharge of any outstanding debts. Provided the bankrupt fulfilled the conditions, all outstanding debts would become incapable of being pursued in legal proceedings (nevym?hate?n?) against the bankrupt.

13. On 1 March 2017 an amendment (Law no. 377/2016 Coll.) to the BR Code came into force. It made the ?debt discharge? a part of the bankruptcy proceedings and provided, inter alia, that in the event of bankruptcy with a debt discharge any claims on the basis of promissory notes issued by the bankrupt prior to a defined date became incapable of being legally pursued.

BANKRUPTCY PROCEEDINGS
14. On 24 January 2019 the Bratislava I District Court issued a bankruptcy order in respect of the debtor, appointed a bankruptcy trustee to manage his estate and, upon the debtor?s request, discharged him of his debts in the terms specified in the decision. The order was issued upon the debtor?s request and was not subject to appeal.

15. By operation of the respective provisions of the BR Code (see paragraphs 11 above and 29 below), the bankruptcy order had as an automatic effect the termination of the enforcement proceedings the applicants had instituted against the debtor. Moreover, in application of those rules per analogiam, the proceedings concerning the first applicant?s pending claim were also terminated (see paragraph 8 above).

16. In a report of 10 August 2021, the bankruptcy trustee informed the District Court, inter alia, that, except for a claim for payment of EUR 662 to the State, the only creditors who had sought to have their claims registered in the bankruptcy proceedings concerning the debtor?s estate were the applicants.

17. In a letter of 23 August 2021, the District Court confirmed to the bankruptcy trustee that the applicants? adjudicated claims based on the promissory notes were incapable of being pursued within the meaning of Article 166b ? 1 (c) of the BR Code. Accordingly, they could not be registered or considered in the debtor?s bankruptcy proceedings and no decision in their respect was called for.

RELEVANT LEGAL FRAMEWORK AND PRACTICE

THE CONSTITUTION
18. Pursuant to Article 20 ? 1 of the Constitution (Constitutional Law no. 460/1992 Coll., as amended), the ownership right of all persons has the same legal content and enjoys the same protection. Such protection does not, however, extend to ownership acquired in contravention of the law.

19. Under paragraph 3 of Article 20, ownership implies responsibility and it must not be abused to the detriment of the rights of others or contrary to general interests protected by law. The exercise of the right of ownership must not interfere with human rights beyond a measure determined by law.

20. Expropriation or restrictions on the right of ownership may be imposed only to the extent necessary and in the public interest, in accordance with the law and for adequate compensation (Article 20 ? 4).

21. In a constitutional judgment of 3 April 1996 in case no. PL. ?S 38/95, the Constitutional Court held that expropriation or restrictions on the right of ownership could be imposed on the basis of an Act of Parliament, but not directly by an Act of Parliament.

CONSTITUTIONAL REVIEW OF LEGISLATION IN THE PROCEEDINGS ON AN INDIVIDUAL COMPLAINT
22. It has been the Constitutional Court?s long-established practice that neither Article 127, which provides for the individual-complaint procedure, nor any other provision of the Constitution provides the basis for individuals to challenge legislation as being incompatible with the Constitution or with international instruments, including the Convention (see, for example, its decision of 7 November 2007 in case no. IV. ?S 287/07).

THE BANKRUPTCY AND RESTRUCTURING CODE
23. Under Article 166 ? 1 of the BR Code, as amended by Law no. 377/2016 Coll., an insolvent individual may apply for a debt discharge through bankruptcy proceedings (Articles 167 et seq.) or an instalment plan (spl?tkov? kalend?r) (Articles 168 et seq.).

24. Article 166b of the amended BR Code defines the type of claims that are ?excluded from satisfaction?. Paragraph 1 (c) states that this applies to claims based on promissory notes issued by the bankrupt prior to a reference date set out in Article 166a ? 1 (a) of the amended BR Code.

25. According to the explanatory report (d?vodov? spr?va) on Law no. 377/2016 Coll., the reason for the exclusion of claims based on promissory notes from satisfaction has to do with the fact that promissory notes are used as a security for the fulfilment of an underlying obligation. The debt under the promissory note is independent of the underlying debt and they habitually co-exist, while there are no obstacles to pursuing the underlying debt in the proceedings under the BR Code.

26. A claim?s incapability of being pursued in legal proceedings is to be taken into account by courts even if the bankrupt does not invoke it (Article 166e ? 4 of the amended BR Code).

27. Under Article 166f of the amended BR Code, if a creditor affected by a debt discharge can show that, through it, the bankrupt was not pursuing an honest aim (poctiv? z?mer), he or she is entitled to seek cancellation of the debt discharge by way of an action against the bankrupt or his or her heirs within six years of the bankruptcy order or the determination of the payment schedule.

28. In the terms of Article 166g ? 1 of the amended BR Code, an honest aim is recognised if the bankrupt?s actions following the request for a debt discharge demonstrate a genuine effort to address his or her debts within his or her possibilities and abilities. Paragraph 2 of that Article gives examples of the absence of an honest aim, such as if the bankrupt has concealed some assets, has failed to include an individual in the list of his or her creditors, has based his or her request for a debt discharge on false or incomplete information, has failed to cooperate with the trustee, has deliberately brought about his or her insolvency, has pretended to be insolvent at the time of his or her request for a debt discharge, has incurred liabilities anticipating that he or she would discharge them by asking for a bankruptcy order or an instalment plan, has attempted to disadvantage some or favour other creditors, has negligently failed to respect the established instalment plan or to make certain specific payments, or has requested a debt discharge despite not having the centre of his or her main interests in Slovakia.

29. By virtue of Article 167f ? 1 of the amended BR Code, enforcement proceedings must not be commenced or continued in relation to assets belonging to the bankruptcy estate.

THE LAW

JOINDER OF THE APPLICATIONS
30. Having regard to the similar subject matter of the applications, the Court finds it appropriate to examine them jointly in a single judgment.

ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL No. 1
31. Relying on Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention and Article 13 of the Convention, the applicants complained that they had been unable to pursue their claims against the debtor in legal proceedings and that they had not had any legal protection in that connection.

32. Being the master of the characterisation to be given in law to the facts of a case (see, for example, Radomilja and Others v. Croatia [GC], nos. 37685/10 and 22768/12, ? 126, 20 March 2018), the Court considers that, on the facts, the complaints are to be examined under Article 1 of Protocol No. 1, which reads as follows:

?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.

The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?

Admissibility
33. The Government argued non-exhaustion of domestic remedies in that the applicants could and should have asserted their rights by way of an action for the cancellation of the debtor?s debt discharge under Article 166f of the BR Code and, depending on its outcome, a complaint to the Constitutional Court. The action in question enabled the cancellation of a debt discharge in the event it was tainted by a dishonest aim on the part of the bankrupt. The available statistics showed that, in practice, this was the case most frequently in situations where the presumed bankrupt was not in fact insolvent, his or her insolvency being an essential prerequisite for the debt discharge. While it was true that the applicants had no standing to challenge legislation before the Constitutional Court in abstracto, had they made use of the action under Article 166f of the BR Code and had they not been satisfied with its outcome, it would have been open to them to challenge it before the Constitutional Court.

34. The applicants responded that they were not aware of and the Government had failed to indicate any grounds on which the debtor?s debt discharge could be contested under Article 166f of the BR Code. Moreover, they had been completely excluded from the proceedings concerning the debt discharge. They had accordingly had no access to the case file and therefore to any information necessary to be able effectively to pursue the legal avenue suggested by the Government. Furthermore, they considered the statistical information relied on by the Government inconclusive and argued that, in any event, challenging the debt discharge by way of a separate action would have generated further procedural costs (on top of those of the underlying litigation and enforcement proceedings), which in reality represented a barrier to the assertion of their rights in the way proposed by the Government. Lastly, as the alleged violation of their rights had originated from the direct application of the amended BR Code, and as they as individuals had no standing to contest legal provisions before the Constitutional Court, a constitutional complaint was not capable of providing them with any redress.

35. The Court notes that the alleged violation of the applicants? property rights came about as the direct effect of the ruling on the debtor?s debt discharge in the bankruptcy order of 24 January 2019 against him. This effect originated automatically from the application of Article 166b (c) of the BR Code, as amended by Law no. 377/2016 Coll.

36. As there has been no complaint about the interpretation or application of that provision by the trustee, the bankruptcy court or anyone else, it is clear that what is in issue is the legal provision itself. It is uncontested that there is no way for the applicants to assert their property rights in relation to it by challenging the underlying bankruptcy order before the Constitutional Court (see also paragraph 22 above).

37. In so far as the Government relied on an action for the cancellation of the debt discharge under Article 166f of the BR Code, the Court notes that the availability of this remedy depends on it being shown that the bankrupt was pursuing a dishonest aim through the debt discharge. As indicated in Article 166g ? 1 of the BR Code by way of both positive and negative delineation, the content of this criterion focuses on the attitude and behaviour of the bankrupt. This is in fact consonant with the statistical information submitted by the Government to the effect that in most instances the bankrupt?s dishonest intention is demonstrated if the bankrupt pursues a debt discharge without actually being insolvent.

38. In that regard, however, the Court notes that the essence of the applicants? grievance has nothing to do with the intentions of the debtor as such, but rather with the debt-discharge arrangement allegedly being disproportionate and providing no protection to their rights and interests. It has not been suggested by the Government or established otherwise that an action under Article 166f of the BR Code allows for the consideration of these elements.

39. In these circumstances, the Court finds that it has not been shown that the type of action indicated was available in theory and in practice at the relevant time, that is to say that it was accessible, that it was capable of providing redress in respect of the applicants? complaints and that it offered reasonable prospects of success (see Akdivar and Others v. Turkey, 16 September 1996, ? 68, Reports of Judgments and Decisions 1996-IV). This conclusion is not altered by the possibility for the applicants to challenge the outcome of an action under Article 166f of the BR Code before the Constitutional Court. This is so in particular since, as already noted, the complaint is essentially about the legal provision itself and not about its interpretation or application (see Jenisov? v. Slovakia, no. 58764/00, ?? 58?60, 3 November 2009; see also Babylonov? v. Slovakia, no. 69146/01, ? 44, ECHR 2006-VIII; L.G.R. and A.P.R. v. Slovakia (dec.), no. 1349/12, ? 55, 13 May 2014, with further references; and contrast Orange Slovensko, a. s. v. Slovakia (dec.), no. 43983/02, 24 October 2006).

40. The Government?s objection is accordingly dismissed.

41. The Court notes that this part of the applications is neither manifestly ill-founded nor inadmissible on any other grounds listed in Article 35 of the Convention. It must therefore be declared admissible.

Merits
The parties? submissions
(a) The applicants

42. The applicants complained that the effects of the debtor?s debt discharge, stemming from the BR Code as amended with the effect from 1 March 2017, had made it impossible for them to pursue their claims against the debtor in legal proceedings and that they had been deprived of any legal protection in that connection. They emphasised that the promissory notes providing the basis for their claims had been issued before the entry into force of the said amendment and that, while they were in the process of pursuing those claims in judicial and enforcement proceedings, they could not have anticipated that the amendment would significantly change the framework for doing so.

43. The debtor?s bankruptcy proceedings amounted in fact to collective enforcement proceedings against him and the applicants had been completely excluded from the possibility of making any use of them, which had discriminated against them in relation to other creditors. If the purpose of the exclusion from satisfaction in the event of a debt discharge of claims based on promissory notes was to prevent double collection on the same amount under the promissory note as well as under the original contractual instrument underlying the promissory note, this objective could have been served by other means that were more proportionate to that aim.

44. In any event, in response to the Government?s argument (see paragraph 48 below), the applicants submitted that the first applicant had made no dispositions in respect of his claims against the debtor under the share-transfer agreement, that these claims had meanwhile been statute?barred, and that the second applicant had not had any such claims. There was accordingly no risk of double collection of the same amount in their individual case. Moreover, there was no need to provide the debtor with any special protection otherwise warranted for consumers since the relationship between the applicants and the debtor was of a purely business?law nature.

45. The applicants had been completely excluded from any possibility of pursuing their claims against the debtor in the bankruptcy proceedings or through any other legal means, without any compensation at all. The essence of their property rights had accordingly been impaired and, what was more, the arrangement interfered with the constitutionally guaranteed equality of owners and ignored the need for a fair balance to be struck between the competing interests in view of the principle of proportionality.

(b) The Government

46. The Government argued that the reason the applicants? claims had not been satisfied was the debtor?s insolvency. The fact that one of the first applicant?s claims had in fact not been upheld by courts with final effect made no actual difference and called for no answer other than that which follows.

47. A private debtor?s insolvency was an ordinary part of the risk to be assumed by any private creditor and it involved no direct liability on the part of the State. The latter?s Convention responsibility had therefore been limited to the positive obligation to provide a framework and the availability of measures for the enforcement of the applicants? claims.

48. The applicants? promissory notes had served to secure the original claims under the share-transfer agreement and there had been no legal restrictions on the possibility of having the original claims pursued in the debtor?s bankruptcy proceedings or through any other means prior to those proceedings. As it was unclear what had happened to the original claims based on the share-transfer agreement, any consideration of their being statute-barred was speculative.

49. Claims based on promissory notes were among other claims that were excluded under Article 166b of the amended BR Code from satisfaction in the event of a debt discharge, with the overriding aim ? linked to the insolvency context ? of favouring the satisfaction of the principal amount of the original claims to accessory or parallel claims. As to claims based on promissory notes specifically, their exclusion followed a set of measures taken for the protection of consumers from abuse by means of promissory notes. Such abuse had become a common occurrence in view of the parallel existence of the original debt, the payment of which was secured by way of a promissory note, and the independently existing debt under the promissory note.

50. The purpose of the debt discharge was to address the problem of the insolvency of individuals, which was in general an important economic and social phenomenon. It was clear that it inherently involved a clash of the interests of the creditors, those of the bankrupt, and by extension also those of society. The debt-discharge arrangement sought to reconcile those interests by allowing reintegration of the insolvent individuals into economic life, and ensuring fairness in the satisfaction of creditors based on the principle of pari passu.

51. Furthermore, the Government pointed out that, prior to the debtor?s debt discharge, the applicants had been able to pursue their claims based on their promissory notes before the ordinary courts and in the ensuing enforcement proceedings and that no complaints had been made in that connection. In combination with the availability of the action for the cancellation of the debt discharge under Article 166f of the BR Code, the respondent State had fulfilled any and all of its positive obligations at play in this case.

The Court?s assessment
52. The Court notes at the outset that what lies at the heart of the present case are the applicants? claims for the payment of money and that it has not been disputed by the Government that these claims amounted to possessions within the meaning of Article 1 of Protocol No. 1. In fact, all but one of these claims were granted by final and binding judicial decisions, the enforcement of which was authorised. The claims were accordingly sufficiently established to be enforceable, thereby amounting to possessions for the purposes of Article 1 of Protocol No. 1 (see Stran Greek Refineries and Stratis Andreadis v. Greece, 9 December 1994, ? 59, Series A no. 301-B). The proceedings concerning the first applicant?s remaining claim were terminated without any decision on the merits (see paragraphs 8 and 15 above). However, it is undisputed that such claim existed and was well founded. The Court accordingly accepts that, in the particular circumstances, the first applicant?s remaining claim gave rise to a legitimate expectation that it would be treated in the same way as the other claims at stake (see, mutatis mutandis, Pressos Compania Naviera S.A. and Others v. Belgium, 20 November 1995, ? 31, Series A no. 332). It therefore likewise amounted to a possession for the purposes of Article 1 of Protocol No. 1.

53. It must next be determined whether there has been an interference with the applicants? right to the peaceful enjoyment of their possessions and, if so, in which of the forms envisaged by Article 1 of Protocol No. 1. In that regard, the Government argued that the applicants? claims were against a private debtor, that the reason they had not been satisfied was that debtor?s insolvency, that the State had no direct Convention responsibility for those claims not having been satisfied, and that the applicants? complaints were to be examined as a matter of the State?s positive obligations under the provision relied on.

54. In agreement with the Government, the Court notes that the applicants? claims were of a private-law nature and against a private-law debtor. The essence of their complaints before the Court, however, has less to do with these claims not being honoured by the debtor than with there being absolutely no legal possibility of them being enforced, which is due to a particular legislative amendment adopted while the applicants were in the process of asserting their claims. In fact, as the experience of the second applicant indicates, the debtor?s insolvency did not represent an absolute bar to at least part of his claim being successfully enforced against the debtor (see paragraph 9 above). However, the effects of the debtor?s debt discharge under the amendment to the BR Code in force since 1 March 2017 undoubtedly constituted an absolute bar to pursuing the applicants? claims against the debtor in his bankruptcy or any other type of proceedings. What lies at the heart of this case is thus an action by the State, rather than an action or omission by a private party, which distinguishes it from those examined by the Court in the past with reference to the respondent parties? positive obligations under the Convention (see, for example, Kotov v. Russia [GC], no. 54522/00, 3 April 2012).

55. In these circumstances, the effects of the debt discharge amounted to an interference with the applicants? possessions. As to its form, the Court notes that, de jure, the applicants? claims were not extinguished and still exist (contrast Pressos Compania Naviera S.A. and Others, cited above, ? 34). However, by operation of Article 166b of the amended BR Code, they became incapable of being legally pursued and were excluded from satisfaction (see paragraphs 12 and 24 above). The substantive effect of this measure is that it became absolutely and permanently impossible to pursue these claims in judicial, enforcement, bankruptcy or any other type of official proceedings.

56. In these circumstances, and in view of the Convention?s aim to guarantee rights that are ?practical and effective?, the Court is satisfied that the debt discharge entailed sufficiently serious consequences for it to be held that the applicants have been the victims of a de facto deprivation of their possessions (see Sporrong and L?nnroth v. Sweden, 23 September 1982, ? 63, Series A no. 52).

57. The Court must accordingly consider whether that interference was ?in the public interest? and whether it satisfied the requirements of proportionality.

58. In order to justify the interference, the Government referred to the purpose of a debt discharge, which was to resolve the problem of the insolvency of individuals by enabling them to reintegrate into economic life. The favouring of the satisfaction of the principal amount of their original debt to accessory or parallel debts served this purpose, and the exclusion from satisfaction of claims based on promissory notes also served to protect consumers from abuse owing to double collection of the original debt in addition to the debt under the promissory note.

59. The Court has no hesitation in accepting that the complex socioeconomic phenomenon of the insolvency of individuals calls for a response on the part of the State, which may in the public interest take the form of special arrangements in insolvency proceedings. Respecting the national authorities? margin of appreciation (see, for example, Pressos Compania Naviera S.A. and Others, cited above, ? 37, with a further reference, and B?l?n? Nagy v. Hungary [GC], no. 53080/13, ? 113, 13 December 2016), it likewise finds no reason to question the general approach of favouring in the given context the satisfaction of the principal amount of the original debt to accessory or parallel debts. However, except for one, in the present case the applicants? claims had been confirmed in final and binding judgments which were certified as enforceable. Moreover, since the contractual relationship between the applicants and the debtor was of a purely business-law nature, the Court considers that no justification for the interference with their property rights may be found in the need to protect consumers.

60. As to the proportionality of the measure, Article 1 of Protocol No. 1 requires of any interference that there be a reasonable relationship of proportionality between the means employed and the aim pursued. This fair balance will be upset if the person concerned has to bear an excessive individual burden. In addition, the importance of the procedural obligations under Article 1 of Protocol No. 1 must not be overlooked. Although that provision contains no explicit procedural requirements, judicial proceedings concerning the right to the peaceful enjoyment of one?s possessions must also afford the individual a reasonable opportunity of putting his or her case to the competent authorities for the purpose of effectively challenging the measures interfering with the rights guaranteed by this provision. An interference with the rights provided for by Article 1 of Protocol No. 1 cannot therefore have any legitimacy in the absence of adversarial proceedings that comply with the principle of equality of arms, allowing discussion of aspects that are important for the outcome of the case (see, for example, G.I.E.M. S.R.L. and Others v. Italy [GC], nos. 1828/06 and 2 others, ?? 300 and 302, 28 June 2018, with further references).

61. On the facts, the debtor?s debt discharge was the result of proceedings which had been initiated by him and to which the applicants were not a party, and the decision was not subject to appeal (see paragraph 14 above).

62. Moreover, the effects of the debt discharge on the applicants? claims stemmed directly from the legal provisions, necessitated no decision (see paragraph 17 above) and, as already established (see paragraphs 36 and 39 above), the applicants had no way of effectively challenging it (see, for example, Hentrich v. France, 22 September 1994, ? 49, Series A no. 296-A; G.I.E.M. S.R.L. and Others, cited above, ? 303; and Uzan and Others v. Turkey, nos. 19620/05 and 3 others, ? 215, 5 March 2019). Consequently, the relevant legal provisions did not allow for any exceptions or balancing factors to be taken into account (see Megadat.com SRL v. Moldova, no. 21151/04, ? 74, ECHR 2008) such as, for example, that in the applicants? individual case there was actually no risk of double collection on the original debt and that, other than the applicants themselves, there were no private creditors whose interests might potentially call for protection (see paragraph 16 above). Indeed, the applicants had no access to any proceedings where they could have effectively argued their case. The need for such proceedings is to be seen in correlation with the fact that, as already noted (see paragraph 59 above), the applicants? situation was beyond the object and purpose of the legislation in issue.

63. In view of the foregoing considerations, and noting that their deprivation of possessions was accompanied by a total lack of compensation (see The Holy Monasteries v. Greece, 9 December 1994, ? 71, Series A no. 301 A), the Court concludes that the effects of the legal provisions of the debtor?s debt discharge on the applicants placed an excessive individual burden on them. The fair balance which should have been struck between the protection of the applicants? right to the peaceful enjoyment of their possessions and the requirements of the general interest was therefore upset.

64. There has accordingly been a violation of Article 1 of Protocol No. 1.

ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 6 OF THE CONVENTION
65. The applicants also complained that their inability to pursue their claims against the debtor had been contrary to their right of access to a court as provided in Article 6 ? 1 of the Convention.

66. The Government argued non-exhaustion of domestic remedies, in the same way as in relation to the complaint under Article 1 of Protocol No. 1. In addition, they pointed out that prior to the bankruptcy order against the debtor the applicants had been able to pursue their claims against him both in court proceedings and in enforcement proceedings. Accordingly, in their view, the applicants had had access to a court and the complaint was manifestly ill?founded.

67. Having regard to the facts of the case, the submissions of the parties, and its findings above, the Court considers that the objection as to the exhaustion of domestic remedies must be dismissed and that, on the substance, it has already examined the main legal questions raised in the present application. It thus considers that the applicants? remaining complaint is admissible but that there is no need to give a separate ruling on it (see Centre for Legal Resources on behalf of Valentin C?mpeanu v. Romania [GC], no. 47848/08, ? 156, ECHR 2014).

APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
68. Article 41 of the Convention provides:

?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?

Damage
69. By way of compensation in respect of pecuniary damage, the applicants claimed 12,464.36 euros (EUR) and EUR 6,802.34, respectively, which corresponds to the full amounts of the costs of the proceedings they incurred at the domestic level in pursuing their claims against the debtor. Under the same heading, they also claimed EUR 57,058 and EUR 18,228.39, respectively, which corresponds to 70% of the nominal value of their promissory notes, plus interest.

70. The applicants further claimed EUR 30,000 and EUR 20,000, respectively, in respect of non?pecuniary damage.

71. Reiterating that the main reason the applicants? claims against the debtor had not been satisfied was the latter?s insolvency, the Government contended that there was no causal connection between the violations and the pecuniary damage alleged. In addition, they considered the claims in respect of non-pecuniary damage excessive.

72. The Court notes that the applicants? claims in respect of the alleged pecuniary damage are based on their claims against the debtor, that the latter is a private party, and that it is uncontested that he has been declared insolvent. The Court finds that, in these circumstances, it cannot speculate as to the actual financial loss sustained by the applicants due to their inability to pursue their claims against the debtor. It nevertheless does not find it unreasonable to regard the applicants as having suffered a loss of real opportunities (see, mutatis mutandis, Lawyer Partners a.s. v. Slovakia, nos. 54252/07 and 14 others, ? 60, ECHR 2009).

73. Ruling on an equitable basis, the Court awards the first applicant EUR 11,000 and the second applicant EUR 9,000, plus any tax that may be chargeable, for both pecuniary and non-pecuniary damage taken together.

Costs and expenses
74. The applicants also claimed EUR 3,600 each in respect of the legal fees incurred before the Court. According to the bills submitted in support of these claims, the amounts corresponded to thirty hours of legal work for each of them.

75. The Government pointed out that although the applicants? situation and Convention complaints were substantially the same, they had claimed compensation individually in the same amount, which the Government considered to be an unjustified duplication of claims.

76. According to the Court?s case-law, an applicant is entitled to the reimbursement of costs and expenses only in so far as it has been shown that these were actually and necessarily incurred and are reasonable as to quantum (see Iatridis v. Greece (just satisfaction) [GC], no. 31107/96, ? 32, ECHR 2000-XI).

77. In the present case, the applicants have at all stages before the Court been represented by the same lawyer and their complaints and arguments were substantially the same, differing only in factual details. Regard being had to the documents in its possession and the above criteria, the Court considers it reasonable to award the applicants jointly the sum of EUR 5,000 for the proceedings before the Court, plus any tax that may be chargeable to them.

FOR THESE REASONS, THE COURT

Decides, unanimously, to join the applications;
Declares, unanimously, the applications admissible;
Holds, by five votes to two, that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1;
Holds, unanimously, that there is no need to examine separately the merits of the complaint under Article 6 ? 1 of the Convention;
Holds, by five votes to two,
(a) that the respondent State is to pay, within three months from the date on which the judgment becomes final in accordance with Article 44 ? 2 of the Convention, the following amounts:

(i) to the first applicant EUR 11,000 (eleven thousand euros), plus any tax that may be chargeable, in respect of pecuniary and non-pecuniary damage;

(ii) to the second applicant EUR 9,000 (nine thousand euros), plus any tax that may be chargeable, in respect of pecuniary and non?pecuniary damage;

(iii) to the applicants jointly EUR 5,000 (five thousand euros), plus any tax that may be chargeable to them, in respect of costs and expenses;

(b) that from the expiry of the above-mentioned three months until settlement simple interest shall be payable on the above amounts at a rate equal to the marginal lending rate of the European Central Bank during the default period plus three percentage points;

Dismisses, unanimously, the remainder of the applicants? claim for just satisfaction.
Done in English, and notified in writing on 9 February 2023, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.

Liv Tigerstedt Marko Bo?njak
Deputy Registrar President

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