CASE OF ESMUKHAMBETOV AND OTHERS v. RUSSIA - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF ESMUKHAMBETOV AND OTHERS v. RUSSIA

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 02, 03, 13, 35, 08, P1-1
Numero: 23445/03/2011
Stato: Russia
Data: 2011-03-29 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare congiunta ai meriti e respinta (non-esaurimento delle vie di ricorso nazionali); Violazione dell’ Art. 2 (aspetto procedurale); Violazione dell’ Art. 2 (aspetto effettivo); Violazione dell’ Art. 13+2; violazione dell’ Art. 13+8; violazione dell’ Art. 13+P1-1; Violazione dell’ Art. 8 e P1-1; Nessuna violazione dell’ Art. 3 (aspetto effettivo); Violazione dell’ Art. 3 (aspetto effettivo); danno Patrimoniale e danno non-patrimoniale – assegnazione
PRIMA SEZIONE
CAUSA ESMUKHAMBETOV ED ALTRI C. RUSSIA
(Richiesta n. 23445/03)
SENTENZA
STRASBOURG
29 marzo 2011
Questa sentenza diverrà definitiva nelle circostanze esposte nrll’ Articolo 44 § 2 della Convenzione. Può essere soggetta a revisione editoriale.

Nella causa Esmukhambetov ed Altri c. Russia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Nina Vajić, Presidente Anatoly Kovler, Christos Rozakis il Pari Lorenzen, Khanlar Hajiyev, Giorgio Nicolaou, Julia Laffranque, giudici,
e Søren Nielsen, Cancelliere di Sezione,
Avendo deliberato in privato l’8 marzo 2011,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa nacque da una richiesta (n. 23445/03) contro la Federazione russa depositata presso la Corte sotto l’Articolo 34 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e delle Libertà Fondamentali (“la Convenzione”) da ventisette cittadini russi elencati nell’Annesso I (“i richiedenti”) il 21 luglio 2003. 7 febbraio 2004 il decimo richiedente morì, e suo figlio, OMISSIS espresse il desiderio di intraprendere la richiesta per conto suo. Il 18 agosto 2004 il ventiduesimo richiedente morì, e sua figlia, OMISSIS espresse il desiderio di intraprendere la richiesta per conto suo. Al 1 marzo 2005 il secondo richiedente il cui cognome al tempo dell’ introduzione della richiesta era OMISSIS, l’ha cambiato in OMISSIS. L’ 11 luglio 2009 il diciassettesimo richiedente morì, e sua moglie, OMISSIS espresse il desiderio di intraprendere la richiesta per conto suo. La Corte accettò che OMISSIS, OMISSIS aveva qualità per continuare i procedimenti presenti a favore del decimo, rispettivamente ventiduesimo e diciassettesimo richiedente.
2. I richiedenti a cui era stato accordato il patrocinio gratuito furono rappresentati da avvocati del Centro Commemorativo dei Diritti umani (Mosca) e del Centro dell’Avvocatura dei Diritti umani europeo (Londra). Il Governo russo (“il Governo”) fu rappresentato da OMISSIS, il Rappresentante dell’ex Federazione russa alla Corte europea dei Diritti umani.
3. I richiedenti si lamentarono, in particolare, che un sciopero aereo sul villaggio dove vivevano ha dato luogo alle morti dei membri della famiglia del primo, del secondo, del terzo, del tredicesimo e del ventiduesimo richiedente e nella distruzione di tutti gli alloggi e le proprietà dei richiedenti e. Loro si lamentarono anche della sofferenza morale che avevano sopportato in collegamento con quegli eventi, la mancanza di un’indagine nella questione e la mancanza di vie di ricorso effettive a riguardo delle violazioni addotte. I richiedenti si appellarono gli Articoli 2, 3 8 e 13 della Convenzione e all’ Articolo 1 del Protocollo N.ro 1.
4. Il 29 agosto 2004 il Presidente della prima Sezione decise di accordare priorità alla richiesta sotto l’Articolo 41 dell’Ordinamento di Corte.
5. Il 21 maggio 2007 il Presidente della prima Sezione decise di dare avviso della richiesta al Governo. Fu deciso anche di esaminare i meriti della richiesta allo stesso tempo della sua ammissibilità (Articolo 29 § 1).
6. Il Governo obiettò all’esame unito dell’ammissibilità e dei meriti della richiesta. Avendo considerato l’eccezione del Governo, la Corte la respinse.
7. L’ 8 marzo 2011 la Corte decise che un’udienza nella causa non era necessaria (Articolo 59 § 3 dell’Ordinamento di Corte).
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA
8. I richiedenti sono residenti di vari villaggi nella Repubblica di Dagestan.
A. I fatti
1. Background della causa
9. Al tempo attinente i richiedenti erano residenti nel villaggio di Kogi nel Distretto di Shelkovskiy della Repubblica della Cecenia. Il villaggio di Kogi, anche noto come fattoria n. 2 della fattoria Statale “Shelkovskiy” o Runnoye, è situato nella steppa vicino al confine amministrativo della Repubblica di Dagestan. Il villaggio dista nove chilometri dal villaggio di Kumli a Dagestan. Prima degli eventi descritti sotto Kogi era abitato da persone appartenenti al gruppo etnico Nogay e consisteva di trenta alloggi comprendenti da ventisei a trenta famiglie. I suoi residenti vivevano di agricoltura, allevando soprattutto pecore e vacche.
10. Secondo i richiedenti, Kogi era un villaggio tranquillo; nessun combattenti ribelli vissero mai là. Nel 1999 fu pattugliato regolarmente da membri delle Forze Armate federali da un posto di controllo situato vicino a Kumli. Nella notte tra l’ 11 e il 12 settembre 1999 un blindato da trasporto arrivò dal di posto di controllo della periferia Kogi e sparò un “razzo luminoso” (осветительная бомба) in aria. Secondo il terzo richiedente, era un bagliore pendente da un paracadute per approssimativamente cinque minuti che illuminò molto brillantemente il villaggio. Il giorno successivo il diciassettesimo richiedente trovò un telaio di duralluminio che era lungo 1 metro e 10 centimetri di diametro vicino al trasformatore di elettricità. Era nero dentro. Un paracadute bianco era appeso sui fili sopra del trasformatore.
2. Attacco del 12 settembre 1999
(a) La versione dei richiedenti
11. Alla fine del pomeriggio del 12 settembre 1999 la maggior parte degli abitanti di un villaggio adulti stavano lavorando nel campo e la maggior parte dei figli erano a scuola. Il tempo era soleggiato e sereno.
12. Approssimativamente alle 5.15 di sera due aerei militari che volavano ad un’altitudine bassa comparvero dalla direzione di Kumli. Gli aerei volarono via ma alcuni minuti più tardi riapparvero. Avevano il muso stretto, ali ampie ed assomigliavano ad aerei militari russi SU-25.
13. Gli aerei girarono su Kogi per approssimativamente cinque minuti e poi uno di loro piombò in giù ed aprì il fuoco con le mitragliatrici e bombardò l’estremità occidentale del villaggio. La prima bomba esplose nel cortile dell’alloggio del primo richiedente. I suoi due figli- OMISSIS, di otto anni, ed OMISSIS, di due- stava giocando a là in quel momento. I figli furono uccisi immediatamente.
14. Il primo richiedente, sua moglie-OMISSIS, nata nel 1969-ed il tredicesimo richiedente erano tutti nell’alloggio quando il bombardamento cominciò. Il primo richiedente e sua moglie si precipitarono verso i ragazzi, mentre il tredicesimo richiedente che fu ferito alla gamba con granata corse al suo alloggio. Nel cortile il primo richiedente vide i suoi figli che giacevano vicino ad un cratere di bomba di approssimativamente un metro di diametro. Lui afferrò i ragazzi, li avvicinò al suo torace e comprese che erano morti. In quel momento la seconda bomba ha colpito l’alloggio del primo richiedente. Il primo richiedente gridò a sua moglie di non avvicinarsi a lui e ai figli che giacevano in giù. Invece, OMISSIS corse gridando verso loro. Il primo richiedente notò che lei era ferita nell’anca. La terza bomba immediatamente esplose vicina l’OMISSIS dopo il secondo. La moglie del primo richiedente fu ferita fatalmente con una granata all’addome e morì nelle sue braccio. Nell’osservazione del primo richiedente, lui non è in grado di ricordare l’ulteriore sequenza di eventi da quek punto sino a molte ore più tardi. Secondo le dichiarazioni di testimoni oculari, il primo richiedente era in uno stato di shock profondo, gridando che tutti i suoi membri della famiglia erano stati uccisi e inveendo contro gli aerei.
15. Il secondo aereo sparò da mitragliatrici a grande calibro e bombardò l’estremità settentrionale del villaggio. C’era una grande quantità di fumo e polvere nell’aria. Case, capannoni, altre costruzioni, bestiame bovino, pollame e mucchi di fieno furono distrutti e bruciati completamente. Gli abitanti di un villaggio, alcuni a piedi nudi e qualcuno seminudo, corsero nel panico nella direzione di Kumli.
16. Gli aerei spararono indiscriminatamente colpi e bombe ad una distanza l’uno dall’altro. Loro eseguirono quattro sorvoli e poi se ne andarono.
17. Immediatamente dopo questo attacco il diciottesimo e diciannovesimo richiedente avviarono i loro trattori. Il primo se ne andò a Kumli, insieme con un numero di suoi vicini di casa, raccogliendo altri abitanti di un villaggio lungo la strada. Il secondo, insieme al ventitreesimo richiedente arrivarono all’alloggio del primo richiedente per raccogliere i cadaveri dei membri di famiglia di OMISSIS. Ad una distanza di approssimativamente 150 metri loro trovarono anche il corpo di OMISSIS, nato nel 1948-la madre del secondo richiedente, la sorella del tredicesimo richiedente e la figlia del venti-secondo richiedente. La donna era stata uccisa con una granata. Secondo numerose dichiarazioni di testimoni oculari, i cadaveri del defunto erano mutilati sanguinanti severamente e pesantemente, e pezzi numerose schegge di granata uscirono dalle ferite quando i corpi furono mossi. I corpi sono stati raccolti, il trattore guidò verso Kumli, raccogliendo superstiti lungo la strada.
18. Nel frattempo, il terzo richiedente stava cercando sua madre, OMISSIS nata nel 1936, ed suo figlio di diciassette mesi. Loro erano andati a fare una passeggiata precedentemente in quel giorno. Alcuni degli abitanti di un villaggio gli dissero che, loro avevano l’avevano vista correre col bambino nelle sue braccio nella direzione di Kumli durante l’attacco. Il terzo richiedente andò a Kumli e gli fu detto che i suoi membri della famiglia non erano stati visti là. Lui ritornò poi a Kogi col trattore del diciannovesimo richiedente con molti altri abitanti di un villaggio. Dopo la ricerca, il corpo di OMISSIS fu trovato nel campo vicino il villaggio. C’era una ferita di granata dietro ilsuo capo. Il figlio del terzo richiedente stava piangendo vicino, incolume.
19. I corpi di tutto i defunti furono consegnati più tardi al villaggio di Kumli il 12 settembre 1999, e furono lavati e seppelliti il giorno successivo. Secondo i richiedenti, approssimativamente settanta bombe furono lasciate cadere sul loro villaggio durante l’attacco del 12 settembre 1999, dando luogo alle morti di due bambini e tre donne e la distruzione di, o danni gravi a, approssimativamente trenta alloggi.
20. Il 13 settembre 1999 l’amministrazione di Kogi emise certificati a riguardo di ognuno delle vittime, affermando che loro erano stati uccisi prima durante il giorno del bombardamento a Kogi. Nel 1999 i certificati medici di morte del 24 dicembre furono emessi a riguardo delle vittime. I documenti affermavano che la moglie del primo richiedente, OMISSIS nata nel 1969, e suo figlio, OMISSIS nato nel 1997, erano morti per ferite multiple di granata e che suo figlio OMISSIS, nato nel 1991, era morto per trauma cranico. Loro affermavano anche che la madre del secondo richiedente, OMISSIS nato nel 1948, era morto come risultato di ferite multiple da granata e che la madre del terzo richiedente, OMISSIS nata nel 1936, era morta per una ferita di granata dietro al suo capo. Il posto e la data delle morti di tutte le vittime furono registrate come il villaggio di Kogi, il 12 settembre 1999. Il 24 27 dicembre 1999 ed il 14 febbraio 2003 l’ufficio di cancelleria del Distretto di Shelkovskiy della Repubblica di Cecenia certificò la morte rispettivamente della madre del terzo richiedente, della madre del secondo richiedente e dei parenti del primo richiedente.
(b) La versione del Governo
21. Secondo il Governo all’inizio di settembre 1999 un corpo militare in comando delle attività di anti-terrorismo all’interno del territorio della Repubblica di Cecenia ricevette delle informazioni all’effetto che una concentrazione di membri di gruppi armati illegali ed una base di addestramento di terroristi era stata scoperta nella fattoria, n. 2 della fattoria statale Shelkovskiy vicino al villaggio di Runnoye, e che un numero di attacchi terroristi di grande potenza nella Repubblica di Cecenia e nel territorio della Repubblica di Dagestan adiacente al Distretto di Shelkovskiy della Repubblica di Cecenia, incluso presa di ostaggi in Kizlyar erano in corso di preparazione. Nell’osservazione del Governo per ostacolare gli attacchi terroristi e sopprimere le attività criminali di gruppi armati illegali gli ufficiali militari in comando delle attività di anti-terrorismo presero una decisione di avviare per via aerea un attacco missilistico di precisione sull’ubicazione di gruppi armati illegali vicino al villaggio in oggetto nella prospettiva dell’impossibilità di usare truppe con base nell’area del villaggio di Runnoye.
22. Il 12 settembre 1999 approssimativamente alle 5 di sera due aerei militari SU-25 compirono un attacco con missili leggeri che usavano un sistema di guida di precisione sulle basi di gruppi armati illegali localizzate nella fattoria statale n. 2 dello Shelkovskiy. Come risultato dell’ “uso preventivo di forze aeree” nel villaggio di Runnoye, alloggi e capanne apaprtenenti alla fattoria di Stato di Shelkovskiy furono distrutti. Anche, i corpi di OMISSIS furono trovati sul luogo.
3. Ritorno a Kogi
23. 14 settembre 1999 il diciassettesimo richiedente sistemò per gli abitanti di un villaggio per ritornare a Kogi a raccogliere il loro effetti personali. Una colonna di otto trattori fu accompagnata con un veicolo di battaglia di fanteria (пехоты di машины di боевая) dal posto di controllo federale Kumli vicino.
24. C’erano membri delle Forze Armate federali e numerosi in Kogi armò con fucili automatici. Loro stavano raccogliendo granata e bombe inesplose. I soldati avvertirono gli abitanti di un villaggio che loro dovrebbero affrettare, poiché è probabile che ci sia un sciopero militare per distruggere il villaggio per impedire a combattenti di ribelle di usarlo. Gli abitanti di un villaggio furono costretti per lasciare il villaggio di fronte a 3 di sera quel giorno.
25. 15 settembre 1999 alcuni degli abitanti di un villaggio, incluso il secondo e diciassettesimo richiedenti andarono di nuovo a Kogi a prendere effetti personali che loro non erano riusciti a raccogliere prima il giorno. Loro videro i membri delle Forze Armate che distruggono uno degli alloggi a per organizzare un posto di controllo là. I soldati erano sotto il comando di un ufficiale in uniforme di camuffamento verde senza spalline che avevano una copertura di campo con una vetta. Il diciassettesimo richiedente disse all’ufficiale che se fosse necessario per i membri delle Forze Armate per distruggere qualsiasi costruendo, loro potrebbero distruggere un negozio di villaggio. I soldati procederono poi demolire il negozio.
26. Molto giorni più tardi più abitanti di un villaggio, incluso molto dei richiedenti, andò a Kogi su due occasioni. Loro videro i membri delle Forze Armate, alcuno di loro dal posto di controllo Kumli vicino, demolendo alloggi e gli altri edifici nel villaggio e caricando materiali di edificio nei loro veicoli. I membri delle Forze Armate stavano raccogliendo anche granata e bombe inesplose.
27. Avendo raccolto il loro effetti personali, la maggior parte dei richiedenti lasciarono Kogi e mai non ritornarono. Loro passarono l’inverno di 1999 a 2000 in un rifugiato si accampi nella Repubblica di Dagestan.
28. Nella primavera di 2000 il venti-quarto richiedente ed i suoi membri di famiglia ritornarono al villaggio e ricostruito il suo alloggio. Il venti-quarto richiedente raccolto frammenta di bombe. A giugno 2000 agenti di polizia portarono anche via un’altra bomba inesplosa secondo lei.
29. I richiedenti presentarono dichiarazioni di testimone numerose che confermano il loro conto di eventi e fotografie che dipingono il villaggio devastato e frammenti di bombe, così come un numero di articoli di giornale che riportano sull’incidente di 12 settembre 1999.
30. 24 dicembre 2007 il capo dell’amministrazione del Distretto di Shelkovskiy emise ognuno dei richiedenti con un certificato che conferma che suo o la sua famiglia aveva posseduto un alloggio ed aveva annesso, intitoli a che era stato trasferito a loro con la fattoria di Stato di Shelkovskiy all’inizio degli anni novanta, e che quegli alloggi ed annette, così come i effetti personali dei richiedenti in loro, era stato distrutto ed era stato bruciato durante un attacco aereo su Kogi (Runnoye) a settembre 1999.
4. Indagine ufficiale
(un) le azioni di reclamo di I richiedenti ad organi pubblici ed informazioni ricevute con loro
31. Secondo i richiedenti, seguendo l’attacco di 12 settembre 1999 loro fecero domanda ripetutamente ai vari corpi Statali, incluso accusatori a livelli diversi, il distretto e reparti regionali degli interni, molti ministeri federali, i Duma Statali ed altri. Nelle loro lettere alle autorità i richiedenti descrissero in dettaglio gli eventi di 12 settembre 1999 e chiesero assistenza e dettagli dell’indagine. Questi domande rimasero estesamente senza risposta, o risposte solamente formali furono date, mentre affermando che le richieste dei richiedenti erano state spedite agli uffici di vari accusatori.
32. Brevemente dopo il bombardamento di Kogi il secondo richiedente rivolse una lettera all’ufficio di un accusatore militare in Makhachkala, nella Repubblica di Dagestan chiedendo la punizione di quelli responsabile ed il risarcimento. Un mese più tardi un investigatore dall’ufficio dell’accusatore militare, il Sig. A., visitò il secondo richiedente e l’interrogò degli eventi di 12 settembre 1999. Sulla stessa data il secondo richiedente, suo cugino, sorella ed il Sig. A. andarono a Kogi, dove loro passarono un’ora. L’investigatore ispezionò e fotografò le rovine ed i posti dove le vittime erano state uccise durante l’attacco. Il secondo richiedente diede Sig. pezzi di A. di granata, incluso alcuni che avevano numeri su loro. Lei lo richiese per stendere un ufficiale noti sulla questione, ma l’investigatore rispose che era non necessario. Poi il secondo richiedente firmò una trascrizione del suo colloquio (протокол допроса) e Sig. sinistra di A..
33. Durante l’inverno di 1999 a 2000 investigatore A. su quattro occasioni un villaggio visitò in Dagestan nel quale gli abitanti precedenti di Kogi stavano vivendo e li interrogarono.
34. Alcuni calcolano più tardi il secondo e tredicesimo richiedenti fondarono fuori che la causa era stata presa dal Sig. A. ed era stata trasferita ad un altro investigatore. A del punto il tredicesimo richiedente fu informato che l’archivio di causa era stato spedito alla base militare e federale in Khankala nella Repubblica di Cecenia per indagine.
35. In una lettera di 2 febbraio 2001 il Ministero russo dell’Interno spedì l’azione di reclamo del secondo richiedente al Settore di Cecenia dell’Interno. I secondi spedirono l’azione di reclamo del secondo richiedente su all’ufficio dell’accusatore della Repubblica di Cecenia (“l’ufficio dell’accusatore repubblicano”) 13 febbraio 2001.
36. 8 febbraio 2001 l’Ufficio dell’Accusatore Generale trasmise l’azione di reclamo del secondo richiedente all’ufficio dell’accusatore repubblicano per esame.
37. 19 febbraio 2001 l’ufficio dell’accusatore repubblicano spedì l’azione di reclamo del secondo richiedente che riguarda “la morte di sua madre in un attacco di bombardamento di 12 settembre 1999” all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20102 e notificò il secondo richiedente di che passo in una lettera di 28 febbraio 2001.
38. 22 marzo 2001 l’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20102 trasmisero l’azione di reclamo del secondo richiedente che riguarda “la morte di sua madre” all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 per indagine. I secondi spedirono l’azione di reclamo su all’accusatore militare della Guarnigione di Makhachkala (военный прокурор махачкалинского гарнизона-“l’accusatore di guarnigione”) 11 aprile 2001.
39. In una lettera di 3 maggio 2001, con una copia per il secondo richiedente l’accusatore di guarnigione informò l’accusatore militare di unità militare n. 20111 che a dicembre 1999 l’investigatore A. aveva eseguito un’indagine (l’ïðîâåðêà) nell’attacco di 12 settembre 1999 ed aveva spedito i materiali da che indagine agli uffici degli accusatori militari attinenti, incluso che di unità militare n. 20102, e che l’ufficio dell’accusatore di guarnigione non aveva ricevuto mai indietro quelli materiali.
40. 11 settembre 2001 l’Ufficio dell’Accusatore Militare Principale (прокуратура di военная di Главная) spedì la richiesta dei richiedenti riguardo al risarcimento per danno inflitto sulla loro proprietà al Ministero russo di Difesa.
41. In lettere di 21 settembre 2001 l’Ufficio dell’Accusatore Militare Principale trasmise le azioni di reclamo dei richiedenti riguardo alla morte dei loro parenti e la distruzione della loro proprietà come un risultato di un attacco aereo all’ufficio dell’accusatore militare del nord Caucasus Circuito Militare (военная прокуратура округа di военного di Северо-Кавказского). I secondi trasmisero le azioni di reclamo all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 per esame 19 ottobre 2001.
42. 27 settembre 2001 il Ministero russo di Federazione Affari e Cittadino e Migrazione Politiche (Министерство по делам федерации, национальной политики di миграционной di и РФ) informato il tredicesimo richiedente che la sua richiesta per il risarcimento per proprietà distrutta era stata esaminata e che il Ministero stava lavorando sull’adozione di disposizioni legali che mirano a sostenere i residenti della Repubblica di Cecenia che era incorsa in perdite nel 1999 e 2000.
43. 10 ottobre 2001 il Ministero russo di Difesa affermò in una lettera al tredicesimo richiedente che non era competente per pagare il risarcimento per danno inflisse su proprietà durante l’operazione in Cecenia.
44. 26 ottobre 2001 il Ministero russo dell’Interno notificò il tredicesimo richiedente che la sua lettera era stata spedita al Settore dell’Interno nel Circuito Federale e Meridionale.
45. In una lettera di 13 novembre 2001 il Ministero russo di Difesa affermò in replica alla richiesta del tredicesimo richiedente che non aveva finanziamenti assegnò per il risarcimento per danno causato con azioni militari nella Repubblica di Cecenia, e che il tredicesimo richiedente dovrebbe fare domanda al Governo di Cecenia.
46. 7 dicembre 2001 l’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 spedirono l’azione di reclamo dei richiedenti all’ufficio dell’accusatore del Distretto di Shelkovskiy (“l’ufficio dell’accusatore di distretto”), affermando che l’ufficio dell’accusatore militare era solamente competente per investigare reati commessi con membri delle Forze Armate o quelli commisero all’interno del territorio della loro unità militare, mentre nella causa presente nessuno specifico membro delle Forze Armate era stato identificato ed i numero di identificazione ed il tipo di aereo non furono conosciuti. La lettera affermò inoltre che le circostanze delle morti dei residenti di Kogi e la distruzione della loro proprietà richiesero esame e che era stato spiegato ai richiedenti che loro potessero chiedere il risarcimento in corte.
47. 8 dicembre 2001 l’ufficio dell’accusatore repubblicano trasmise l’azione di reclamo dei richiedenti riguardo all’attacco di 12 settembre 1999 all’ufficio dell’accusatore di distretto per indagine.
48. In una lettera di 15 gennaio 2002 l’ufficio dell’accusatore di distretto informò l’ufficio dell’accusatore repubblicano e l’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 che c’era nessun villaggio chiamato Kogi nel Distretto di Shelkovskiy e che l’ufficio dell’accusatore di distretto stava investigando attualmente le circostanze di un attacco aereo sul villaggio di Runnoye.
49. Nella primavera di 2002 lei fu chiamata in causa allo Shelkovskiy Distretto Ufficio dell’Interno secondo il secondo richiedente. Un investigatore, S. l’informò che un’indagine penale sarebbe stata aperta negli eventi di 12 settembre 1999 in conformità con le istruzioni degli accusatori militari e superiori. L’investigatore intervistò il secondo richiedente e poi l’assicurò che lui avrebbe contattato l’investigatore precedente A. ed otterrebbe i frammenti di bombardamenti che lei aveva dato a lui. Nell’osservazione del secondo richiedente, non era ancora un anno più tardi progresso nell’indagine.
50. 18 e 25 marzo 2003 l’Ufficio dell’Accusatore Militare Principale spedì le azioni di reclamo dei richiedenti all’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito (военный прокурор войск di группировки di Объединенной).
51. 28 marzo 2003 il Ministero russo per Situazioni Emergenza informò i richiedenti in replica alla loro richiesta per risarcimento che loro dovrebbero fare domanda al Governo di Cecenia.
52. 4 aprile 2003 l’ufficio dell’accusatore di guarnigione trasmise l’azione di reclamo dei richiedenti riguardo all’attacco sul loro villaggio 12 settembre 1999 all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 per indagine.
53. 10 aprile 2003 l’Ufficio dell’Accusatore Militare Principale spedì l’azione di reclamo dei richiedenti all’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito.
54. In una lettera di 25 aprile 2003 l’ufficio dell’accusatore militare del nord Caucasus Circuito Militare informò i richiedenti che la loro azione di reclamo dell’uccisione di cinque residenti di Kogi e la distruzione di proprietà era stata trasmessa all’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito e li era stati invitati a rivolgere le loro ulteriori consultazioni a quel l’accusatore.
55. 30 aprile 2003 l’ufficio dell’accusatore di distretto notificò i richiedenti che un’indagine penale nell’attacco di 12 settembre 1999 sul villaggio di Runnoye era stata cominciata 21 gennaio 2002, e che l’archivio di causa era stato assegnato n. 69003. La lettera affermò inoltre che l’ufficio dell’accusatore di distretto aveva richiesto l’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 per presentare i materiali dall’indagine che prima era stata condotta, ma finora loro non erano stati ricevuti con l’ufficio dell’accusatore di distretto. Secondo la lettera, l’indagine era in corso e misure mirarono ad identificando gli aerei che avevano attaccato Kogi 12 settembre 1999 era stato prendendo.
56. In 11 maggio 2003 l’ufficio dell’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito informò i richiedenti che 21 gennaio 2002 una causa penale sotto Articolo 167 § 2 (aggravò distruzione intenzionale di proprietà) del Codice Penale russo era stato aperto, e che in 8 maggio 2003 l’ufficio dell’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito aveva richiesto l’ufficio dell’accusatore repubblicano per trasmettere l’archivio di causa a loro per esame. La lettera assicurò i richiedenti che loro sarebbero tenuti aggiornati.
57. In 19 maggio 2003 l’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 spedirono l’azione di reclamo dei richiedenti all’ufficio dell’accusatore di distretto.
58. In una lettera di 27 maggio 2003 il Governo di Cecenia invitò i richiedenti a rivolgere la loro richiesta per il risarcimento per la loro proprietà distrutta all’amministrazione del Distretto di Shelkovskiy.
59. 2 giugno 2003 l’ufficio dell’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito notificò i richiedenti che le loro azioni di reclamo erano state studiate ed erano state trasmesse all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111 per “esame sui meriti.”
60. 30 giugno 2003 l’ufficio dell’accusatore di distretto spedì l’azione di reclamo dei richiedenti all’ufficio dell’accusatore militare di unità militare n. 20111.
61. In una lettera di 6 ottobre 2004 l’ufficio dell’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito affermò in replica alla consultazione dei richiedenti che la decisione di 19 gennaio 2004 di cessare procedimenti penali in causa n. 34/00/0030-04 aperti in collegamento con l’attacco aereo sul villaggio di Runnoye 12 settembre 1999 erano stati accantonati e che 5 ottobre 2004 l’ufficio dell’accusatore militare dell’Allineamento Di gruppo ed Unito aveva preso sulla causa. La lettera assicurò i richiedenti che tutte le loro dichiarazioni sarebbero verificate e che loro sarebbero informati dei risultati eventuali.
(b) Informazioni presentate dal Governo
62. 21 gennaio 2002 l’ufficio dell’accusatore di distretto avviò procedimenti penali sotto Articolo 167 § 2 del Codice Penale russo secondo il Governo, (aggravò la distruzione intenzionale di o danneggia a proprietà) sull’azione di reclamo del secondo richiedente di 29 agosto 2001 spedita all’Ufficio del Presidente russo e ricevette con l’ufficio dell’accusatore di distretto 21 gennaio 2002. L’archivio di causa fu assegnato n. 69003 e poi trasferì all’ufficio di un accusatore militare, dove fu assegnato n. 34/00/0030-04. Nell’assenza a che tempo di informazioni riguardo alle morti dei cinque residenti di Kogi (Runnoye), nessuno procedimenti erano stati tratti quel il collegamento.
63. Il Governo presentò inoltre che l’indagine aveva stabilito successivamente che cinque residenti di Kogi (Runnoye) era stato ucciso come un risultato di un sciopero coi vigori di aria federali 12 settembre 1999. Secondo loro, era stato impossibile per eseguire un esame forense e medico dei cadaveri come i parenti aveva rifiutato di concedere l’esumazione su conto di tradizioni nazionali che avevano ostruito l’indagine ed avevano avuto un impatto negativo sulla sua efficacia.
64. Un numero di documenti sembra essere stato disegnato su, incluso trascrizioni di colloqui di testimone, rapporti competenti e rapporti su esami. Il Governo non elaborò qualsiasi inoltre sui documenti procedurali loro menzionarono.
65. 23 settembre 2005 i procedimenti penali furono cessati dovendo all’assenza di elementi costituenti di un punibile delittuoso sotto Articolo 109 del Codice Penale russo secondo il Governo, (infliggendo morte con negligenza) nelle azioni dei membri delle Forze Armate. La decisione attinente affermò che i piloti degli aerei di SU-25 avevano bombardato il villaggio facendo seguito al loro superiors’ ordine vincolante, e che perciò le loro azioni non avevano costituito un crimine. Le azioni di ufficiali militari che avevano ordinato che i piloti compiessero l’attacco missile erano state giustificate con la necessità assoluta per ostacolare attacchi di terrorista di grande potenza che erano stati progettati con membri di formazioni armate ed illegali che stavano mostrando resistenza armata ed attiva ai vigori federali ed eliminare il pericolo all’interesse pubblico, gli interessi dello Stato e le vite di membri delle Forze Armate e residenti locali. Che pericolo non poteva essere eliminato con qualsiasi altro vuole dire e le azioni degli ufficiali militari in comando di che operazione era stata appropriata in prospettiva della resistenza mostrata coi combattenti illegali. Nell’osservazione del Governo, le autorità inquirenti conclusero così, che le azioni dei rappresentanti dei vigori federali erano state nessuno più che assolutamente necessario, e perciò non aveva costituito un crimine.
66. Secondo il Governo, il “parti interessate”, incluso il primo, secondo, terzo, quarto undicesimo, tredicesimo decimoquarto, sedicesimo diciottesimo, diciannovesimo e venti-sesto richiedenti furono informati della decisione di 23 settembre 2005 ed i loro diritti di impugnarlo di fronte ad un accusatore più alto o in corte fu spiegato a loro. Il Governo affermò anche che copie della decisione attinente erano state spedite a quelle vittime dichiarate nella causa.
5. Procedimenti per il risarcimento
67. A del punto i primi tre richiedenti registrarono una rivendicazione di corte contro il Ministero russo di Finanza e la Tesoreria Federale, mentre chiedendo il risarcimento in collegamento con le morti dei loro parenti.
68. Con una sentenza contumaciale di 18 marzo 2004 la Corte distrettuale di Nogayskiy della Repubblica di Dagestan (“la Corte distrettuale”) concesso le rivendicazioni dei primi tre richiedenti in pieno ed assegnò 60,000 rubli russi il primo richiedente (RUB; approssimativamente 1,500 EUR) ed il secondo e terzi richiedenti RUBno 20,000 (verso EUR 500) ognuno. La sentenza non fu piaciuta contro e succedè più tardi del tempo definitivo.
69. 9 settembre 2004 il Presidium della Corte Suprema della Repubblica di Dagestan annullò la sentenza summenzionata in procedimenti di revisione direttivi e rinviò la causa alla Corte distrettuale per un esame nuovo.
70. In una sentenza contumaciale di 18 marzo 2005 la Corte distrettuale ammise di nuovo i ricorsi dei richiedenti ed assegnò loro gli stessi importi come quegli assegnati nella sentenza di 18 marzo 2004. La corte notò che con virtù di Decreto Presidenziale n. 898 5 settembre 1995, parenti di quelli che erano morti come un risultato delle ostilità nella Repubblica di Cecenia furono concessi ad un prezzo globale di RUB 20,000 in risarcimento, e che il pagamento di che il risarcimento non dipese dalla costituzione di un collegamento causale fra il danno causato e le azioni dello Stato.
71. 13 luglio 2005 la Corte Suprema della Repubblica di Dagestan sostenne la sentenza di 18 marzo 2005 su ricorso. Gli importi assegnati furono pagati ai primi tre richiedenti in pieno.
72. Non sembra che qualsiasi dei richiedenti fatti domanda alle corti nazionali con una prospettiva ad ottenendo il risarcimento per loro distrusse o proprietà danneggiata.
B. Le richieste della Corte per l’archivio dell’ indagine
73. In maggio 2007, quando la richiesta fu comunicata a loro, il Governo fu invitato per produrre una copia dell’archivio di indagine nella causa penale aprì in collegamento con l’attacco aereo di 12 settembre 1999 sul villaggio di Kogi (Runnoye). In replica, il Governo rifiutò di produrre qualsiasi documenti dall’archivio, affermare che sé, sarebbe improprio per fare così, determinato che sotto Articolo 161 del Codice russo di Diritto processuale penale, rivelazione dei documenti era contraria agli interessi dell’indagine e potrebbe comportare una violazione dei diritti dei partecipanti nei procedimenti penali. Inoltre, nell’osservazione del Governo l’archivio sull’indagine penale nella causa presente fu classificato come sé contenne informazioni che non potevano essere rivelate al pubblico.
74. Il Governo presentò anche che loro avevano preso in considerazione la possibilità di richiedere la riservatezza sotto Articolo 33 degli Articoli di Corte, ma celebre che la Corte non offrì garanzie che una volta in ricevuta dell’archivio di indagine i richiedenti o i loro rappresentanti, alcuno di chi non erano cittadini russi e risieddero fuori il territorio della Russia, non rivelerebbe il materiale in oggetto al pubblico. Secondo il Governo, nell’assenza di qualsiasi le possibili sanzioni per i richiedenti nell’evento della loro rivelazione di informazioni riservate e materiali, non c’erano garanzie come alla loro ottemperanza con la Convenzione e gli Articoli di Corte. Allo stesso tempo, il Governo suggerì, che una delegazione di Corte potrebbe essere data accesso all’archivio in Russia, con l’eccezione di quelli documenti che contengono secrets militare e Statale e senza il diritto per fare copie dell’archivio di causa.
75. Ad ottobre 2007 la Corte reiterò la sua richiesta. In replica, il Governo rifiutò di nuovo di produrre qualsiasi documenti dall’archivio per le ragioni summenzionate.
II. DIRITTO NAZIONALE E PRATICA ATTINENTI
A. Legge umanitaria Internazionale
76. Protocollo Supplementare alle Convenzioni di Ginevra di 12 agosto 1949, e relativo alla Protezione di Vittime di Conflitti Armati e Non – internazionali adottata 8 giugno 1977 prevede nella sua parte IV relativo a popolazione civile siccome segue:
Articolo 13.-Protezione della popolazione civile
“1. La popolazione civile e civili individuali godranno protezione generale contro i pericoli che sorgono da operazioni militari. Dare effetto a questa protezione, gli articoli seguenti saranno osservati in tutte le circostanze.
2. La popolazione civile come così, così come civili individuali, non sarà l’oggetto di attacco. Atti o minacce della violenza il fine primario di che è diffondere terrore fra la popolazione civile è proibito.
3. Civili godranno la protezione riconosciuta con questa Parte, a meno che e per simile tempo siccome loro prendono una parte diretta in ostilità.”
Articolo 14.-protezione degli oggetti indispensabile alla sopravvivenza della popolazione civile
“Fame di civili come un metodo di combattimento è proibita. È proibito perciò per attaccare, distrugga, rimuova o renda inutile, per che fine, oggetti indispensabile alla sopravvivenza della popolazione civile, come generi alimentari aree agricole per la produzione di generi alimentari, raccolti, bestiame, bevendo installazioni di acqua ed approvvigionamenti e lavori irrigatori.
…”
Articolo 17.-proibizione del prelievo forzato di civili
“1. Il dislocamento della popolazione civile non sarà ordinato per ragioni riferite al conflitto a meno che la sicurezza dei civili coinvolse o ragioni militari ed imperative così richiesta. Se simile dislocamenti dovessero dovere essere eseguiti, tutte le possibili misure saranno prese in ordine che la popolazione civile può essere ricevuta condizioni soddisfacenti di ricovero, igiene, salute, la sicurezza e nutrizione sotto.
2. Civili non saranno obbligati per lasciare il loro proprio territorio per ragioni connesse col conflitto.”
B. Diritto nazionale
1. Codice di Diritto Penale
77. Finché le il 2002 questioni di penale-legge di 1 luglio furono governate col Codice del 1960 di Diritto processuale penale del RSFSR. 1 luglio 2002 il vecchio Codice fu sostituito col Codice russo di Diritto processuale penale (“il CCP”).
78. Articolo 124 degli stati di CCP che un accusatore può esaminare un’azione di reclamo riguardo ad azioni od omissioni di vari ufficiali in accusa di un’indagine penale. Una volta un’azione di reclamo è esaminata, il reclamante dovrebbe essere informato della sua conseguenza e dei possibili viali di ricorso contro la decisione dell’accusatore.
79. Articolo 125 del CCP prevede che la decisione di un investigatore o accusatore di dispensare con o procedimenti penali e limitati, e le altre decisioni ed atti od omissioni che sono responsabili infrangere i diritti costituzionali e le libertà delle parti a procedimenti penali o impedire l’accesso di cittadini alla giustizia, può essere fatto appello contro ad una corte distrettuale che è conferita poteri per esaminare la legalità ed i motivi delle decisioni contestate.
80. Articolo 161 del CCP custodisce l’articolo che informazioni dall’indagine preliminare non possono essere rivelate. Divida in paragrafi 3 dello stesso Articolo prevede che informazioni dall’archivio di indagine possono essere divulgate col permesso di un accusatore o investigatore e solamente in finora come sé non infranga i diritti ed interessi legali dei partecipanti nei procedimenti penali e non faccia pregiudizio l’indagine. È proibito per divulgare informazioni delle vite private di partecipanti in procedimenti penali senza permesso loro.
81. Articolo 162 del CCP prevede che un’indagine preliminare in una causa penale deve essere completata entro due mesi. Questo termine può essere prolungato su a tre mesi col capo del corpo investigativo ed attinente. In una causa penale dove è particolarmente complessa l’indagine preliminare, il termine può essere prolungato su a dodici mesi. Qualsiasi l’ulteriore proroga del termine può essere resa solamente in cause eccezionali.
2. Codice civile
82. Con virtù di Articolo 151 del Codice civile russo, se le certe azioni danneggiando i diritti di non-proprietà personali di un individuo o abusando di su altri beni incorporei hanno provocato lui o il suo danno non-patrimoniale (sofferenza fisica o mentale), la corte può costringere il perpetratore a pagare il risarcimento patrimoniale per quel il danno.
83. Articolo 1067 prevede che danno inflisse in una situazione della necessità assoluta, notevolmente per l’eliminazione di un pericolo che minaccia il disonesto o terze parti se il pericolo, nelle circostanze non potesse essere eliminato con qualsiasi altro vuole dire, sarà compensato per col disonesto. Avendo riguardo ad alle circostanze nelle quali fu causato il danno, una corte può imporre un obbligo per compensare per simile danno su una terza parte in cui interessa il disonesto agì, o può rilasciare da tale obbligo, in parte o in pieno, sia la terza parte ed il disonesto.
84. Articolo 1069 prevede che un’agenzia Statale o una volontà ufficiale e Statale sono responsabili verso un cittadino per danno causato con le loro azioni illegali od omissione di atto. Il risarcimento per simile danno sarà assegnato alla spesa del federale o tesoreria regionale.
3. Atto di Soppressione del Terrorismo
85. La Legge Federale su Soppressione del Terrorismo di 25 luglio 1998 (от di закон di Федеральный 25 июля 1998 г. № 130-ФЗ «il борьбе di О с терроризмом»-“la Soppressione di Atto di Terrorismo”), come in vigore al tempo attinente, purché siccome segue:
Sezione 3. Concetti di base
“Per i fini della Legge Federale e presente i concetti di base e seguenti saranno fatti domanda:
… ‘soppressione del terrorismo’ si riferirà ad attività mirate alla prevenzione, la scoperta, soppressione e minimisation di conseguenze delle attività terroriste;
‘operazione di cassa-terrorista’ si riferirà ad attività speciali mirate alla prevenzione di atti terroristici, mentre assicurando la sicurezza di individui, terroristi di neutralising e minimising le conseguenze di atti terroristici;
‘zona di un’operazione di cassa-terrorista’ si riferirà ad un terreno individuale o superficie di acqua, vuole dire di trasporto, mentre costruendo, struttura o locali con territorio adiacente dove un’operazione di cassa-terrorista è condotta;… ”
Sezione 21. Esenzione dalla responsabilità per danni
“Sulla base della legislazione ed all’interno dei limiti stabiliti con sé, danno può essere causato alla vita, salute e proprietà di terroristi, così come agli altri interessi giuridicamente protegguti, nel corso di un’operazione di cassa-terrorista. Comunque, membri delle Forze Armate, esperti e le altre persone prese parte nella soppressione del terrorismo saranno esentate dalla responsabilità per simile danno, nella conformità con la legislazione della Federazione russa.”
4. Decreti presidenziali e governativi
86. Decreto presidenziale n. 898 5 settembre 1995 purché, inter l’alia, per un pagamento di grumo-somma di 20,000 rubli russi (RUB) alle famiglie di individui che erano morti come un risultato delle ostilità nella Repubblica di Cecenia. Il Decreto affermò anche che individui che erano incorsi in perdite patrimoniali, incluso quelli che avevano perso la loro casa dovrebbero essere pagati il risarcimento, ed affidò il Governo russo col compito di fare i pagamenti attinenti a quelli riguardarono.
87. In Decreto n. 510 30 aprile 1997 che il Governo russo ha stabilito che residenti della Repubblica di Cecenia che aveva perso il loro and/or dell’alloggio le altre proprietà durante le ostilità nella repubblica e che, nessuno più tardi che prima 12 dicembre 1994, aveva lasciato permanentemente per un’altra regione fu concesso al risarcimento.
88. Decreto governativo n. 404 4 luglio 2003 stabilito il diritto di tutti i residenti permanenti della Repubblica di Cecenia che aveva perso il loro alloggio e qualsiasi proprietà in sé dopo 12 dicembre 1994 per ricevere il risarcimento nell’importo di RUBno 300,000 per l’alloggio e RUBno 50,000 per le altre proprietà.
C. Pratica delle corti russe
89. 14 dicembre 2000 la Corte distrettuale di Basmanny di Mosca consegnò una sentenza in procedimenti civili portati con un OMISSIS che chiese che il blocco di appartamenti nel quale lui aveva vissuto era crollato durante sgusciatura pesante di Grozny con le forze armate federali a gennaio 1995 ed aveva chiesto il risarcimento per danno patrimoniale e non-patrimoniale in quel il collegamento. Mentre dando credito al fatto che OMISSIS ‘proprietà di s, incluso il suo appartamento nel blocco di appartamenti era stata distrutta come un risultato di un attacco nel 1995, la corte notò, inter l’alia che sotto Articoli 1069-1071 e 1100 del Codice civile russo, lo Stato era solamente responsabile per danni per le azioni dei suoi agenti che erano illegali. Contenne inoltre che l’operazione militare nella Repubblica di Cecenia era stata avviata con virtù di decreti presidenziali e governativi attinenti che erano stati trovati essere costituzionale con la Corte Costituzionale russa ed erano stati stati ancora in vigore. Di conseguenza, la corte concluse che le azioni delle forze armate federali nella Repubblica di Cecenia erano state legali ed avevano respinto la rivendicazione del Sig. Dunayev per il risarcimento (vedere Dunayev c. la Russia, n. 70142/01, § 8 24 maggio 2007).
90. 4 luglio 2001 la Corte distrettuale di Basmanny di Mosca respinse una rivendicazione contro il Ministero di Finanza portato con un OMISSIS che affermò che il suo alloggio e l’altra proprietà erano state distrutte durante scioperi di aria massicci ed artiglieria che aprono di Grozny con le forze armate federali in ottobre e novembre 1999 ed erano state chieste il risarcimento per danno patrimoniale e non-patrimoniale in quel il collegamento. La corte diede credito al fatto che OMISSIS ‘s che alloggio privato e gli altri effetti personali erano stati distrutti come un risultato delle ostilità nel 1999 a 2000. Comunque, contenne che sotto Articolo 1069 del Codice civile russo, lo Stato era solamente responsabile per danni per le azioni dei suoi agenti che erano illegali. Notò che l’operazione militare in Cecenia era stata avviata con la virtù di decreti presidenziali e governativi attinenti che erano stati trovati essere costituzionale con la Corte Costituzionale russa, a parte due disposizioni del decreto governativo ed attinente. In che collegamento che la corte ha notato che le due disposizioni non erano state fatte domanda mai ad OMISSIS, e perciò nessuno azioni illegali da parte di corpi Statali mai avevano avuto luogo per garantire il risarcimento per danno inflisse sulla sua proprietà. 12 aprile 2002 la Mosca che Corte Urbana ha sostenuto che sentenza su ricorso (vedere Umarov c. la Russia (il dec.), n. 30788/02, 18 maggio 2006).
91. Con una sentenza contumaciale di 3 dicembre 2001 la Corte distrettuale di Leninskiy di Stavropol respinse una rivendicazione tratta finora con un OMISSIS contro un numero di ministeri federali siccome lei addusse che il blocco di appartamenti nel quale lei aveva vissuto era stato distrutto con un missile durante un attacco con le forze armate federali su Grozny a gennaio 2000 e chiese il risarcimento per l’appartamento distrutto e effetti personali che erano stati in sé. Lei chiese anche il risarcimento per danno non-patrimoniale. La corte notò, inter l’alia che sotto Articolo 1069 del Codice civile russo, lo Stato era solamente responsabile per danno causato con le azioni dei suoi agenti che erano illegali. Fondò inoltre che le azioni delle truppe federali russe in Cecenia erano state legali, come l’operazione militare in Cecenia decreti presidenziali e governativi attinenti che erano stati trovati essere costituzionale con la Corte Costituzionale russa erano stati avviati sotto. La corte concluse che non c’erano nessuno motivi per accordare OMISSIS ‘s chiedono per danno patrimoniale e che la sua rivendicazione per il risarcimento per danno non-patrimoniale non poteva essere accordata uno, nell’assenza di qualsiasi colpa o azioni illegali da parte degli imputati. La sentenza fu sostenuta su ricorso con lo Stavropol Corte Regionale 30 gennaio 2002 (Trapeznikova c. la Russia, n. 21539/02, § 30 11 dicembre 2008).
LA LEGGE
I. L’ECCEZIONE DEL GOVERNO RIGUARDO ALL’ESAURIMENTO DELLE VIE DI RICORSO NAZIONALI
A. Osservazioni delle parti
1. Il Governo
92. Il Governo dibatté che i richiedenti non erano riusciti ad esaurire le via di ricorso effettive disponibile a loro a livello nazionale. In particolare, nessuna delle decisioni procedurali preso in causa n. 34/00/0030-04 mai erano stati piaciuti contro ad un accusatore più alto, in conformità con Articolo 124 del Codice russo di Diritto processuale penale o ad una corte, in conformità con Articolo 125 dello stesso Codice.
93. Il Governo dibatté inoltre che, in finora come i richiedenti si era lamentato della sofferenza morale in violazione di Articolo 3 della Convenzione, loro avrebbero potuto chiedere il risarcimento per danno non-patrimoniale in corte sotto Articolo 151 del Codice civile russo, ma a nessun tempo loro avevano depositato tale rivendicazione.
94. Come riguardi le azioni di reclamo dei richiedenti sotto Articolo 8 della Convenzione ed Articolo 1 di Protocollo N.ro 1, il Governo presentò che, dopo che i procedimenti penali erano stati cessati, il “persone interessate”-il primo, secondo, terzo quarto, undicesimo tredicesimo, quattordicesimo sedicesimo, diciottesimo diciannovesimo e venti-sesto richiedenti che sono fra il loro numero-era stato informato del loro diritto per chiedere il risarcimento per la loro proprietà perduta in procedimenti civili. In che il collegamento il Governo si riferì alle disposizioni di diritto civile nazionale che stabilì gli articoli su risarcimento per danno inflitte su proprietà in una situazione della necessità assoluta (Articolo 1067 del Codice civile russo) e quelli riguardo al risarcimento per danno causato con corpi Statali ed i loro ufficiali (Articolo 1069 del Codice civile russo). Il Governo dibatté inoltre che i richiedenti furono concessi anche al risarcimento in conformità con Decreto Governativo n. 510 30 aprile 1997 e Decreto Governativo n. 404 4 luglio 2003. Comunque, uscire coi richiedenti non si era giovato a di qualsiasi di quelle via di ricorso, e nella prospettiva del Governo, loro non erano riusciti perciò, ad esaurire le via di ricorso nazionali in riguardo delle loro azioni di reclamo su quel la materia.
2. I richiedenti
95. Il richiedente insistette che loro avessero fatto tutto quello che si sarebbe potuto essere aspettato ragionevolmente da loro portare l’incidente di 12 settembre 1999 all’attenzione delle autorità; la risposta seconda era stata improvvisamente comunque, inadeguata. In particolare, non sembrò che qualsiasi indagine significativa era stata portata fuori nelle circostanze dell’incidente. I richiedenti affermarono inoltre che nell’assenza di qualsiasi sentenze significative nel contesto dell’indagine, tutti i loro tentativi di portare procedimenti civili per il risarcimento in riguardo di danno patrimoniale e non-patrimoniale sarebbero stati condannati ad insuccesso.
96. In generale, i richiedenti insisterono che le via di ricorso nazionali di solito disponibile era stato illusorio ed inefficace nella loro situazione.
B. La valutazione della Corte
97. La Corte reitera che l’articolo dell’esaurimento di via di ricorso nazionali sotto Articolo 35 § 1 della Convenzione obbliga richiedenti ad usare le via di ricorso che sono disponibili e sufficiente nell’ordinamento giuridico nazionale per abilitarli ottenere compensazione per le violazioni addotte prima. L’esistenza delle via di ricorso deve essere sufficientemente sicura sia in teoria ed in pratica, fallendo a loro mancherà quale l’accessibilità richiesta e l’efficacia. Articolo che 35 § 1 richiede anche che azioni di reclamo intesero di essere portate successivamente di fronte alla Corte sarebbe dovuto essere reso al corpo nazionale ed appropriato, almeno in sostanza ed in ottemperanza coi requisiti formali e tempo-limiti posati in giù in diritto nazionale e, inoltre, che qualsiasi procedurale vuole dire che ostacolerebbe una violazione della Convenzione dovrebbe essere usata. Non c’è comunque, nessun obbligo per avere ricorso a via di ricorso che sono inadeguate o inefficaci (vedere Aksoy c. la Turchia, 18 dicembre 1996, §§ 51-52 Relazioni di Sentenze e Decisioni 1996-VI; Akdivar ed Altri c. la Turchia, 16 settembre 1996, §§ 65-67 Relazioni 1996-IV; e, più recentemente, Cennet Ayhan e Mehmet Salih Ayhan c. la Turchia, n. 41964/98, § 64 27 giugno 2006).
98. La Corte ha enfatizzato che la richiesta dell’articolo dell’esaurimento di via di ricorso nazionali deve costituire assegno dovuto il fatto che è fatto domanda nel contesto di sistema per la protezione di diritti umani che gli Stati Contraenti sono stati d’accordo ad esporre su. Di conseguenza, ha riconosciuto che Articolo 35 § 1 deve essere fatto domanda con del grado della flessibilità e senza il formalismo eccessivo. Ha riconosciuto inoltre che l’articolo dell’esaurimento è né assoluto né capace di essere fatto domanda automaticamente; per i fini di fare una rassegna se è stato osservato, è essenziale per avere riguardo ad alle circostanze della causa individuale. Questo vuole dire, in particolare, che la Corte non solo deve prendere conto realistico dell’esistenza di via di ricorso formali nell’ordinamento giuridico dello Stato Contraente riguardato ma anche del contesto generale nel quale loro operano, così come le circostanze personali del richiedente. Deve esaminare poi se, in tutte le circostanze della causa, il richiedente faceva tutto quello che potrebbe essere aspettatosi ragionevolmente che di lui o lei esauriscano via di ricorso nazionali (vedere Akdivar ed Altri, citato sopra, § 69; Aksoy, citato sopra, §§ 53-54; e Tanrıkulu c. la Turchia [GC], n. 23763/94, § 82 ECHR 1999-IV).
99. Al giorno d’oggi la causa, in finora come il Governo aguzzato all’insuccesso addotto dei richiedenti per impugnare prima accusatori più alti decisioni procedurali preso nel contesto dei procedimenti penali riguardo agli eventi di 12 settembre 1999, la Corte reitera che i poteri conferirono sugli accusatori superiori costituisca via di ricorso straordinarie, l’uso di che dipende sulla discrezione degli accusatori. La Corte non accetta che i richiedenti furono costretti ad usare questa via di ricorso per attenersi coi requisiti di Articolo 35 § 1 della Convenzione (vedere Trubnikov c. la Russia (il dec.), n. 9790/99, 14 ottobre 2003).
100. Come riguardi l’insuccesso addotto dei richiedenti per fare appello contro le stesse decisioni procedurali ad una corte sotto Articolo 125 del Codice russo di Diritto processuale penale, la Corte osserva che lo strumento legale assegnò a col Governo divenne operativo 1 luglio 2002 e che i richiedenti chiaramente non erano capaci di avere ricorso a questa via di ricorso prima di quel la data. Come riguardi il periodo da allora in poi, la Corte considera che questo margine dell’eccezione del Governo solleva problemi che sono collegati da vicino alla questione dell’efficacia dell’indagine, e sarebbe perciò appropriato congiungere questa questione ai meriti e rivolgerlo nell’esame della sostanza delle azioni di reclamo dei richiedenti sotto Articolo 2 della Convenzione.
101. Infine, in finora come il Governo addotto che i richiedenti non erano riusciti ad avere ricorso a civile-legge rimedia ad od ottenere il risarcimento sotto decreti governativi in riguardo delle loro azioni di reclamo sotto Articoli 3 e 8 della Convenzione ed Articolo 1 di Protocollo N.ro 1, la Corte considera che questo margine dell’eccezione del Governo solleva problemi che sono collegati da vicino alla questione della disponibilità a livello di cittadino di via di ricorso effettive in riguardo delle azioni di reclamo attinenti, e sarebbe perciò anche appropriato congiungere questa questione ai meriti e rivolgerlo nell’esame della sostanza dell’azione di reclamo dei richiedenti sotto Articolo 13, in concomitanza con Articoli 3 e 8 della Convenzione ed Articolo 1 di Protocollo N.ro 1.
II. VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ ARTICOLO 2 DELLA CONVENZIONE
102. Il primo, secondo, terzo tredicesimo e venti-secondo richiedenti (“i richiedenti attinenti”) si lamentò delle morti dei loro membri di famiglia durante l’attacco di 12 settembre 1999. Il primo richiedente si lamentò delle morti di sua moglie, OMISSIS, ed i suoi due figli, OMISSIS; il secondo, tredicesimo e venti-secondo richiedenti si lamentarono della morte di OMISSIS, la madre del secondo richiedente, sorella del tredicesimo richiedente e figlia del venti-secondo richiedente ed il terzo richiedente si lamentò della morte di sua madre, OMISSIS. I richiedenti attinenti addussero che non c’era stata un’indagine effettiva nella questione. Loro si lamentarono anche che lo Stato era andato a vuoto ad attenersi con obblighi positivi suoi per proteggere le vite dei loro parenti. I richiedenti attinenti si riferirono ad Articolo 2 della Convenzione che legge siccome segue:
“1. Il diritto di ogni persona alla vita è protetto dalla legge. La morte non può essere inflitta a nessuno intenzionalmente, salvo nel corso dell’ esecuzione di una sentenza capitale pronunziata da un tribunale nel caso in cui il reato sia punito da questa pena per legge.
2. La morte non è considerata come inflitta in violazione di questo articolo nei casi in cui risultasse da un ricorso alla forza resa assolutamente necessaria:
a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
b) per effettuare un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;
c) per reprimere, conformemente alla legge, una sommossa o un’insurrezione. “
A. Ammissibilità
103. Il Governo affermò che, prendendo in considerazione le osservazioni dei richiedenti e dichiarazioni di testimone sulle circostanze che circondano l’incidente di 12 settembre 1999, “dovrebbe essere ammesso” che l’uso di vigore letale che dà luogo alla morte di cinque residenti di Kogi (Runnoye)- OMISSIS-aveva costituito finora una violazione di Articolo 2 della Convenzione in come che Articolo garantì il diritto alla vita dei parenti deceduti dei richiedenti attinenti. Loro presentarono inoltre che, avendo ammesso che violazione, le autorità nazionali avevano pagato il risarcimento in che riguardo ai primi tre richiedenti nell’importo di 60,000 rubli russi (RUB, verso EUR 1,500) al primo richiedente e RUB 20,000 (verso EUR 500) ad ognuno del secondo e terzi richiedenti.
104. I richiedenti attinenti si riferirono alla causa-legge ben stabilita della Corte, mentre asserendo che il pagamento del risarcimento era insufficiente per rimediare alla violazione addotto di Articolo 2 della Convenzione e che un’indagine penale ed effettiva nelle circostanze delle morti dei loro membri di famiglia fu richiesta.
105. Avendo riguardo ad alle osservazioni delle parti, la Corte osserva, che la questione sorge se, nella conformità con Articolo 34 della Convenzione, i richiedenti attinenti ancora possono chiedere di essere “le vittime” della violazione addotto di Articolo 2 della Convenzione. In questo collegamento, la Corte reitera, che un richiedente è privato di suo o il suo status come una vittima se le autorità nazionali hanno ammesso, o espressamente o in sostanza, e poi riconobbe compensazione appropriata e sufficiente per, una violazione della Convenzione (vedere, per esempio, Scordino c. l’Italia (n. 1) [GC], n. 36813/97, §§ 178-93 il 2006-V di ECHR).
106. Al giorno d’oggi la causa, si può dire che il Governo abbia dato credito come lontano come le morti alla violazione addotto di Articolo 2 della Convenzione dei parenti dei richiedenti attinenti, riguardò (vedere paragrafo 103 sopra). Rimane essere accertato se i richiedenti attinenti furono riconosciuti compensazione appropriata e sufficiente in quel il riguardo.
107. La Corte osserva che il primo, secondo e terzi richiedenti ottenuti il risarcimento negli importi di RUB 60,000, RUB 20,000 e RUB rispettivamente 20,000 per le morti dei loro membri di famiglia nell’attacco di 12 settembre 1999. La Corte reitera che, nella causa di una violazione di Articoli 2 o 3 della Convenzione, il risarcimento per il patrimoniale e danno non-patrimoniale che fluiscono dalla violazione deve in principio sia disponibile come parte della serie di compensazione (vedere Z ed Altri c. il Regno Unito [GC], n. 29392/95, § 109 il 2001-V di ECHR). La violazione addotto di Articolo 2 della Convenzione in cause di aggressione fatale con agenti Statali non può essere rimediata a solamente comunque, con assegnando danni ai parenti delle vittime (vedere, fra le altre autorità, Kaya c. la Turchia, 19 febbraio 1998, § 105 le Relazioni 1998-io, e Yaşa c. la Turchia, 2 settembre 1998, § 74 Relazioni 1998-VI). Questo è così perché, se le autorità potessero confinare la loro reazione a simile incidenti al pagamento mero del risarcimento, mentre non facendo abbastanza per perseguire e punire quelli responsabile, è probabile che questo dia luogo ad uso sbagliato di vigore letale con agenti Statali che sarebbero messi in una posizione dell’impunità virtuale, e la protezione del diritto alla vita sotto Articolo 2 della Convenzione, nonostante importanza fondamentale sua sarebbe resa inefficace in pratica. Di conseguenza, un’indagine effettiva è richiesta, oltre al risarcimento adeguato, offrire compensazione sufficiente ad un richiedente che si lamenta di una violazione di Articolo 2 della Convenzione (vedere, mutatis mutandis, Nikolova e Velichkova c. la Bulgaria, n. 7888/03, §§ 55 e 56, 20 dicembre 2007).
108. La Corte nota perciò che la questione dello status dei richiedenti attinenti come “le vittime”, nella conformità con Articolo 34 della Convenzione, è collegato da vicino alla questione dell’efficacia dell’indagine nella causa presente, e sarebbe perciò appropriato congiungere questa questione ai meriti e rivolgerlo nell’esame della sostanza dell’azione di reclamo attinente sotto Articolo 2 della Convenzione.
109. La Corte costata ulteriormente che questa parte della richiesta non è mal-fondata manifestamente all’interno del significato di Articolo 35 § 3 della Convenzione. Nota inoltre che non è inammissibile su qualsiasi gli altri motivi. Deve essere dichiarato perciò ammissibile.
B. Meriti
110. Alla luce della sua osservazione in paragrafo 108 sopra, la Corte lo trova appropriato cominciare con esaminare finora le osservazioni dei richiedenti attinenti in siccome loro sollevano un problema sotto il margine procedurale di Articolo 2 della Convenzione e poi rivolgersi all’esame del problema effettivo sotto questa disposizione di Convenzione.
1. L’inadeguatezza addotta dell’indagine
(a) Osservazioni delle parti
111. I richiedenti attinenti contesero che il Governo era andato a vuoto ad eseguire un’indagine adeguata, effettiva ed opportuna nelle circostanze dell’incidente di 12 settembre 1999. Loro indicarono che separatamente dall’indicare le date sulle quali l’indagine era stata cominciata ed era stata cessata il Governo non era riuscito a spiegare in qualsiasi dettaglio che questi passi erano stati presi nel corso dell’indagine, e rivelare qualsiasi documenti relativo a sé. I richiedenti attinenti invitarono inoltre la Corte a disegnare inferenze come alla fondatezza delle loro dichiarazioni dall’insuccesso del Governo per presentare qualsiasi documenti dall’archivio di indagine penale.
112. Il Governo dibatté che le circostanze dell’attacco di 12 settembre 1999 erano state investigate debitamente con le autorità nazionali che, avendo eseguito l’indagine, aveva deciso di cessare i procedimenti penali “nell’assenza di qualsiasi i motivi legali per sostenere chiunque criminalmente responsabile.” Il Governo presentò che il fatto che l’indagine era stata cessata non ostacoli qualsiasi dei richiedenti dal chiedere il risarcimento in procedimenti civili per il danno causato, questo corretto stato stato spiegato agli individui che erano stati dichiarati vittime nella causa prese

Testo Tradotto

Conclusion Preliminary objection joined to merits and dismissed (non-exhaustion of domestic remedies) ; Violation of Art. 2 (procedural aspect) ; Violation of Art. 2 (substantive aspect) ; Violation of Art. 13+2 ; Violation of Art. 13+8 ; Violation of Art. 13+P1-1 ; Violation of Art. 8 and P1-1 ; No violation of Art. 3 (substantive aspect) ; Violation of Art. 3 (substantive aspect) ; Pecuniary damage and non-pecuniary damage – award
FIRST SECTION
CASE OF ESMUKHAMBETOV AND OTHERS v. RUSSIA
(Application no. 23445/03)
JUDGMENT
STRASBOURG
29 March 2011
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 § 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Esmukhambetov and Others v. Russia,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Nina Vajić, President,
Anatoly Kovler,
Christos Rozakis,
Peer Lorenzen,
Khanlar Hajiyev,
George Nicolaou,
Julia Laffranque, judges,
and Søren Nielsen, Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 March 2011,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 23445/03) against the Russian Federation lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (“the Convention”) by twenty-seven Russian nationals listed in Annex I (“the applicants”) on 21 July 2003. On 7 February 2004 the tenth applicant died, and his son, OMISSIS, expressed the wish to pursue the application on his behalf. On 18 August 2004 the twenty-second applicant died, and her daughter, OMISSIS, expressed the wish to pursue the application on her behalf. As of 1 March 2005 the second applicant, whose surname at the time of introduction of the application was OMISSIS, has changed it to OMISSIS. On 11 July 2009 the seventeenth applicant died, and his wife, OMISSIS, expressed the wish to pursue the application on his behalf. The Court accepted that OMISSIS, M OMISSIS had standing to continue the present proceedings on behalf of the tenth, twenty-second and seventeenth applicants respectively.
2. The applicants, who had been granted legal aid, were represented by lawyers of the Memorial Human Rights Centre (Moscow) and the European Human Rights Advocacy Centre (London). The Russian Government (“the Government”) were represented by OMISSIS, the former Representative of the Russian Federation at the European Court of Human Rights.
3. The applicants complained, in particular, that an aerial strike on the village in which they had been living resulted in the deaths of the family members of the first, second, third, thirteenth and twenty-second applicants and in the destruction of all applicants’ houses and property. They also complained of the moral suffering they had endured in connection with those events, the lack of an investigation into the matter and the lack of effective remedies in respect of the alleged violations. The applicants relied on Articles 2, 3, 8 and 13 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1.
4. On 29 August 2004 the President of the First Section decided to grant priority to the application under Rule 41 of the Rules of Court.
5. On 21 May 2007 the President of the First Section decided to give notice of the application to the Government. It was also decided to examine the merits of the application at the same time as its admissibility (Article 29 § 1).
6. The Government objected to the joint examination of the admissibility and merits of the application. Having considered the Government’s objection, the Court dismissed it.
7. On 8 March 2011 the Court decided that a hearing in the case was unnecessary (Rule 59 § 3 of the Rules of Court).
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
8. The applicants are residents of various villages in the Republic of Dagestan.
A. The facts
1. Background to the case
9. At the material time the applicants were residents of the village of Kogi in the Shelkovskiy District of the Chechen Republic. The village of Kogi, also known as farm no. 2 of the “Shelkovskiy” State farm or Runnoye, is situated on the steppe close to the administrative border of the Republic of Dagestan. The village is nine kilometres away from the village of Kumli in Dagestan. Prior to the events described below Kogi was inhabited by people belonging to the Nogay ethnic group and consisted of thirty houses comprising twenty-six to thirty families. Its residents made their living from agriculture, mostly raising sheep and cows.
10. According to the applicants, Kogi was a peaceful village; no rebel fighters ever lived there. In 1999 it was regularly patrolled by federal servicemen from a checkpoint situated near Kumli. In the night of 11 to 12 September 1999 an armoured personnel carrier arrived from the checkpoint on the outskirts of Kogi and fired a “lightning bomb” (осветительная бомба) into the air. According to the third applicant, there was a flare hanging from a parachute for about five minutes which lit the village very brightly. The next day the seventeenth applicant found duralumin casing which was 1 metre long and 10 centimetres in diameter near the electricity transformer. It was black inside. A white parachute was hanging on the wires above the transformer.
2. Attack of 12 September 1999
(a) The applicants’ version
11. In the late afternoon of 12 September 1999 most of the adult villagers were working in the field and most of the children were at school. The weather was bright and sunny.
12. At about 5.15 p.m. two military planes flying at a low altitude appeared from the direction of Kumli. The planes flew away but several minutes later reappeared. They were narrow at the front, had wide wings and resembled Russian military SU-25 planes.
13. The planes circled over Kogi for about five minutes and then one of them swooped down and opened fire with machine guns and bombed the western end of the village. The first bomb exploded in the courtyard of the first applicant’s house. His two sons – OMISSIS aged eight, and OMISSIS, aged two – were playing there at that moment. The children were instantly killed.
14. The first applicant, his wife – OMISSIS, born in 1969 – and the thirteenth applicant were inside the house when the bombing began. The first applicant and his wife rushed towards the boys, whilst the thirteenth applicant, who was wounded in her leg by shrapnel, ran to her house. In the courtyard the first applicant saw his sons lying near a bomb crater of approximately one metre in diameter. He grabbed the boys, clasped them to his chest and realised they were dead. At that moment the second bomb hit the first applicant’s house. The first applicant shouted to his wife not to approach him and the children and to lie down. Instead, OMISSIS ran screaming towards them. The first applicant noticed that she was wounded in the hip. The third bomb exploded near the OMISSIS immediately after the second one. The first applicant’s wife was fatally wounded with shrapnel in the abdomen and died in his arms. In the first applicant’s submission, he is unable to recall the further sequence of events from that point until several hours later. According to eyewitness statements, the first applicant was in a state of deep shock, screaming that all his family members had been killed and cursing the planes.
15. The second plane fired from large-calibre machine guns and bombed the northern end of the village. There was a large amount of smoke and dust in the air. Houses, sheds, other constructions, cattle, poultry and haystacks were destroyed and burnt down. The villagers, some barefoot and some half-naked, ran in panic in the direction of Kumli.
16. The planes indiscriminately fired shots and bombs at a distance from one another. They carried out four sweeps and then left.
17. Immediately after the attack the eighteenth and nineteenth applicants started their tractors. The former drove off to Kumli, together with a number of his neighbours, picking up other villagers along the way. The latter, along with the twenty-third applicant, arrived at the first applicant’s house to collect the corpses of the OMISSIS family members. At a distance of approximately 150 metres they also found the body of OMISSIS, born in 1948 – the second applicant’s mother, the thirteenth applicant’s sister and the twenty-second applicant’s daughter. The woman had been killed by shrapnel. According to numerous eyewitness statements, the corpses of the deceased were severely mutilated and heavily bleeding, and numerous pieces of shrapnel fell from the wounds when the bodies were moved. The bodies having been collected, the tractor drove to Kumli, picking up survivors along the way.
18. Meanwhile, the third applicant was looking for his mother, OMISSIS, born in 1936, and his seventeen-month-old son. They had gone for a walk earlier that day. Some of the villagers told him that, during the attack, they had seen her running with the boy in her arms in the direction of Kumli. The third applicant went to Kumli and was told that his family members had not been seen there. He then returned to Kogi in the nineteenth applicant’s tractor with several other villagers. After some searching, OMISSIS ‘s body was found in the field near the village. There was a shrapnel wound to the back of her head. The third applicant’s son was crying nearby, unhurt.
19. The bodies of all the deceased were delivered to the village of Kumli late on 12 September 1999, and were washed and buried the next day. According to the applicants, approximately seventy bombs were dropped on their village during the attack of 12 September 1999, resulting in the deaths of two children and three women and the destruction of, or severe damage to, about thirty houses.
20. On 13 September 1999 the Kogi administration issued certificates in respect of each of the victims, stating that they had been killed during the bombing in Kogi the day before. On 24 December 1999 medical death certificates were issued in respect of the victims. The documents stated that the first applicant’s wife, OMISSIS, born in 1969, and his son, OMISSIS, born in 1997, had died from multiple shrapnel wounds and that his son OMISSIS, born in 1991, had died from trauma to the head. They also stated that the second applicant’s mother, OMISSIS, born in 1948, had died as a result of multiple shrapnel wounds and that the third applicant’s mother, OMISSIS, born in 1936, had died from a shrapnel wound to the back of her head. The place and the date of the death of all the victims were recorded as the village of Kogi, 12 September 1999. On 24 and 27 December 1999 and 14 February 2003 respectively the registry office of the Shelkovskiy District of the Chechen Republic certified the death of the third applicant’s mother, the second applicant’s mother and the first applicant’s relatives.
(b) The Government’s version
21. According to the Government, in early September 1999 a military body in command of counter-terrorist activities within the territory of the Chechen Republic received information to the effect that a concentration of members of illegal armed groups and a base for training of terrorists had been detected in farm no. 2 of the Shelkovskiy State farm near the village of Runnoye, and that a number of large-scale terrorist attacks in the Chechen Republic and in the territory of the Republic of Dagestan adjacent to the Shelkovskiy District of the Chechen Republic, including hostage taking in Kizlyar, were being prepared. In the Government’s submission, in order to prevent terrorist attacks and suppress the criminal activities of illegal armed groups and in view of the impossibility of using ground troops in the area of the village of Runnoye, military officials in command of counter-terrorist activities took a decision to launch a pinpoint missile strike by air forces on the location of illegal armed groups near the village in question.
22. On 12 September 1999 at about 5 p.m. two military SU-25 planes performed a strike with light missiles using a precision guidance system on the base of illegal armed groups located at farm no. 2 of the Shelkovskiy State farm. As a result of “the preventive use of air forces” in the village of Runnoye, houses and outhouses belonging to the Shelkovskiy State farm were destroyed. Also, the bodies of OMISSIS were found on the site.
3. Return to Kogi
23. On 14 September 1999 the seventeenth applicant arranged for the villagers to return to Kogi to collect their belongings. A column of eight tractors was accompanied by an infantry battle vehicle (боевая машины пехоты) from the federal checkpoint near Kumli.
24. There were numerous federal servicemen in Kogi armed with automatic rifles. They were collecting shrapnel and unexploded bombs. The soldiers warned the villagers that they should hurry up, since there might be a military strike to destroy the village to prevent rebel fighters from using it. The villagers were forced to leave the village before 3 p.m. that day.
25. On 15 September 1999 some of the villagers, including the second and seventeenth applicants, again went to Kogi to take belongings which they had not managed to collect the day before. They saw the servicemen destroying one of the houses in order to organise a checkpoint there. The soldiers were under the command of an officer in green camouflage uniform without shoulder straps who had a field cap with a peak. The seventeenth applicant told the officer that if it was necessary for the servicemen to destroy any building, they could destroy a village shop. The soldiers then proceeded to demolish the shop.
26. Several days later more villagers, including several of the applicants, went to Kogi on two occasions. They saw the servicemen, some of them from the checkpoint near Kumli, demolishing houses and other buildings in the village and loading building materials into their vehicles. The servicemen were also collecting shrapnel and unexploded bombs.
27. Having picked up their belongings, most of the applicants left Kogi and never came back. They spent the winter of 1999 to 2000 in a refugee camp in the Republic of Dagestan.
28. In the spring of 2000 the twenty-fourth applicant and her family members returned to the village and rebuilt her house. The twenty-fourth applicant collected fragments of bombs. According to her, in June 2000 police officers also took away another unexploded bomb.
29. The applicants submitted numerous witness statements confirming their account of events and photographs depicting the devastated village and fragments of bombs, as well as a number of newspaper articles reporting on the incident of 12 September 1999.
30. On 24 December 2007 the head of the administration of the Shelkovskiy District issued each of the applicants with a certificate confirming that his or her family had owned a house and annexes, title to which had been transferred to them by the Shelkovskiy State farm at the beginning of the 1990s, and that those houses and annexes, as well as the applicants’ belongings inside them, had been destroyed and burnt during an aerial attack on Kogi (Runnoye) in September 1999.
4. Official investigation
(a) The applicants’ complaints to public bodies and information received by them
31. According to the applicants, following the attack of 12 September 1999 they repeatedly applied to various State bodies, including prosecutors at different levels, the district and regional departments of the interior, several federal ministries, the State Duma and others. In their letters to the authorities the applicants described in detail the events of 12 September 1999 and asked for assistance and details of the investigation. These enquiries remained largely unanswered, or only formal responses were given, stating that the applicants’ requests had been forwarded to various prosecutors’ offices.
32. Shortly after the bombing of Kogi the second applicant addressed a letter to a military prosecutor’s office in Makhachkala, in the Republic of Dagestan, seeking the punishment of those responsible and compensation. A month later an investigator from the military prosecutor’s office, Mr A., visited the second applicant and questioned her about the events of 12 September 1999. On the same date the second applicant, her cousin, sister and Mr A. went to Kogi, where they spent an hour. The investigator inspected and photographed the ruins and the places where the victims had been killed during the attack. The second applicant gave Mr A. pieces of shrapnel, including some which had numbers on them. She requested him to draw up an official note on the matter, but the investigator replied that it was unnecessary. Then the second applicant signed a transcript of her interview (протокол допроса) and Mr A. left.
33. During the winter of 1999 to 2000 investigator A. on four occasions visited a village in Dagestan in which the former inhabitants of Kogi were living and questioned them.
34. Some time later the second and thirteenth applicants found out that the case had been taken from Mr A. and transferred to another investigator. At some point the thirteenth applicant was informed that the case file had been sent to the federal military base in Khankala in the Chechen Republic for investigation.
35. In a letter of 2 February 2001 the Russian Ministry of the Interior forwarded the second applicant’s complaint to the Chechen Department of the Interior. The latter sent the second applicant’s complaint on to the prosecutor’s office of the Chechen Republic (“the republican prosecutor’s office”) on 13 February 2001.
36. On 8 February 2001 the Prosecutor General’s Office transmitted the second applicant’s complaint to the republican prosecutor’s office for examination.
37. On 19 February 2001 the republican prosecutor’s office forwarded the second applicant’s complaint concerning “her mother’s death in a bombing attack of 12 September 1999” to the military prosecutor’s office of military unit no. 20102 and notified the second applicant of that step in a letter of 28 February 2001.
38. On 22 March 2001 the military prosecutor’s office of military unit no. 20102 transmitted the second applicant’s complaint concerning “her mother’s death” to the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 for investigation. The latter sent the complaint on to the military prosecutor of the Makhachkala Garrison (военный прокурор махачкалинского гарнизона – “the garrison prosecutor”) on 11 April 2001.
39. In a letter of 3 May 2001, with a copy for the second applicant, the garrison prosecutor informed the military prosecutor of military unit no. 20111 that in December 1999 the investigator A. had carried out an inquiry (проверка) into the attack of 12 September 1999 and had sent the materials from that inquiry to the relevant military prosecutors’ offices, including that of military unit no. 20102, and that the garrison prosecutor’s office had never received those materials back.
40. On 11 September 2001 the Chief Military Prosecutor’s Office (Главная военная прокуратура) forwarded the applicants’ request concerning compensation for damage inflicted on their property to the Russian Ministry of Defence.
41. In letters of 21 September 2001 the Chief Military Prosecutor’s Office transmitted the applicants’ complaints concerning the death of their relatives and destruction of their property as a result of an aerial attack to the military prosecutor’s office of the North Caucasus Military Circuit (военная прокуратура Северо-Кавказского военного округа). The latter transmitted the complaints to the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 for examination on 19 October 2001.
42. On 27 September 2001 the Russian Ministry of Federation Affairs and National and Migration Policies (Министерство по делам федерации, национальной и миграционной политики РФ) informed the thirteenth applicant that her request for compensation for destroyed property had been examined and that the Ministry was working on the adoption of legal provisions aiming to support the residents of the Chechen Republic who had incurred losses in 1999 and 2000.
43. On 10 October 2001 the Russian Ministry of Defence stated in a letter to the thirteenth applicant that it was not competent to pay compensation for damage inflicted on property during the operation in Chechnya.
44. On 26 October 2001 the Russian Ministry of the Interior notified the thirteenth applicant that her letter had been forwarded to the Department of the Interior in the Southern Federal Circuit.
45. In a letter of 13 November 2001 the Russian Ministry of Defence stated in reply to the thirteenth applicant’s request that it had no funds allocated for compensation for damage caused by military actions in the Chechen Republic, and that the thirteenth applicant should apply to the Chechen Government.
46. On 7 December 2001 the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 forwarded the applicants’ complaint to the prosecutor’s office of the Shelkovskiy District (“the district prosecutor’s office”), stating that the military prosecutor’s office was only competent to investigate offences committed by servicemen or those committed within the territory of their military unit, whereas in the present case no specific servicemen had been identified and the identification numbers and the type of plane were not known. The letter further stated that the circumstances of the deaths of the residents of Kogi and the destruction of their property required examination and that it had been explained to the applicants that they could seek compensation in court.
47. On 8 December 2001 the republican prosecutor’s office transmitted the applicants’ complaint regarding the attack of 12 September 1999 to the district prosecutor’s office for investigation.
48. In a letter of 15 January 2002 the district prosecutor’s office informed the republican prosecutor’s office and the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 that there was no village named Kogi in the Shelkovskiy District and that the district prosecutor’s office was currently investigating the circumstances of an aerial attack on the village of Runnoye.
49. According to the second applicant, in the spring of 2002 she was summoned to the Shelkovskiy District Office of the Interior. An investigator, S., informed her that a criminal investigation would be opened into the events of 12 September 1999 in accordance with the instructions of the superior military prosecutors. The investigator interviewed the second applicant and then assured her that he would contact the former investigator A. and obtain the fragments of shells that she had given to him. In the second applicant’s submission, a year later there was still no progress in the investigation.
50. On 18 and 25 March 2003 the Chief Military Prosecutor’s Office sent the applicants’ complaints to the military prosecutor of the United Group Alignment (военный прокурор Объединенной группировки войск).
51. On 28 March 2003 the Russian Ministry for Emergency Situations informed the applicants in reply to their request for compensation that they should apply to the Chechen Government.
52. On 4 April 2003 the garrison prosecutor’s office transmitted the applicants’ complaint concerning the attack on their village on 12 September 1999 to the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 for investigation.
53. On 10 April 2003 the Chief Military Prosecutor’s Office forwarded the applicants’ complaint to the military prosecutor of the United Group Alignment.
54. In a letter of 25 April 2003 the military prosecutor’s office of the North Caucasus Military Circuit informed the applicants that their complaint about the killing of five residents of Kogi and the destruction of property had been transmitted to the military prosecutor of the United Group Alignment and invited them to address their further queries to that prosecutor.
55. On 30 April 2003 the district prosecutor’s office notified the applicants that a criminal investigation into the attack of 12 September 1999 on the village of Runnoye had been commenced on 21 January 2002, and that the case file had been assigned no. 69003. The letter further stated that the district prosecutor’s office had requested the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 to submit the materials from the inquiry that had previously been conducted, but so far they had not been received by the district prosecutor’s office. According to the letter, the investigation was under way and measures aimed at identifying the planes which had attacked Kogi on 12 September 1999 were being taken.
56. On 11 May 2003 the military prosecutor’s office of the United Group Alignment informed the applicants that on 21 January 2002 a criminal case under Article 167 § 2 (aggravated deliberate destruction of property) of the Russian Criminal Code had been opened, and that on 8 May 2003 the military prosecutor’s office of the United Group Alignment had requested the republican prosecutor’s office to transmit the case file to them for examination. The letter assured the applicants that they would be kept updated.
57. On 19 May 2003 the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 forwarded the applicants’ complaint to the district prosecutor’s office.
58. In a letter of 27 May 2003 the Chechen Government invited the applicants to address their request for compensation for their destroyed property to the administration of the Shelkovskiy District.
59. On 2 June 2003 the military prosecutor’s office of the United Group Alignment notified the applicants that their complaints had been studied and transmitted to the military prosecutor’s office of military unit no. 20111 for “examination on the merits”.
60. On 30 June 2003 the district prosecutor’s office forwarded the applicants’ complaint to the military prosecutor’s office of military unit no. 20111.
61. In a letter of 6 October 2004 the military prosecutor’s office of the United Group Alignment stated in reply to the applicants’ query that the decision of 19 January 2004 to discontinue criminal proceedings in case no. 34/00/0030-04 opened in connection with the aerial attack on the village of Runnoye on 12 September 1999 had been set aside and that on 5 October 2004 the military prosecutor’s office of the United Group Alignment had taken up the case. The letter assured the applicants that all their allegations would be verified and that they would be informed of the eventual results.
(b) Information submitted by the Government
62. According to the Government, on 21 January 2002 the district prosecutor’s office instituted criminal proceedings under Article 167 § 2 of the Russian Criminal Code (aggravated deliberate destruction of or damage to property) upon the second applicant’s complaint of 29 August 2001 sent to the Office of the Russian President and received by the district prosecutor’s office on 21 January 2002. The case file was assigned no. 69003 and then transferred to a military prosecutor’s office, where it was assigned no. 34/00/0030-04. In the absence at that time of information concerning the deaths of the five residents of Kogi (Runnoye), no proceedings had been brought in that connection.
63. The Government further submitted that the investigation had subsequently established that five residents of Kogi (Runnoye) had been killed as a result of a strike by the federal air forces on 12 September 1999. According to them, it had been impossible to carry out a medical forensic examination of the corpses as the relatives had refused to allow exhumation on account of national traditions, which had obstructed the investigation and had had a negative impact on its effectiveness.
64. A number of documents appear to have been drawn up, including transcripts of witness interviews, expert reports and reports on examinations. The Government did not elaborate any further on the procedural documents they mentioned.
65. According to the Government, on 23 September 2005 the criminal proceedings were discontinued owing to the absence of constituent elements of a crime punishable under Article 109 of the Russian Criminal Code (inflicting death by negligence) in the servicemen’s actions. The relevant decision stated that the pilots of SU-25 planes had bombed the village pursuant to their superiors’ binding order, and that therefore their actions had not constituted a crime. The actions of military officials who had ordered the pilots to perform the missile strike had been justified by the absolute necessity to prevent large-scale terrorist attacks that had been planned by members of illegal armed formations, who were showing active armed resistance to the federal forces, and to eliminate the danger to the public interest, the interests of the State and the lives of servicemen and local residents. That danger could not have been eliminated by any other means and the actions of the military officials in command of that operation had been appropriate in view of the resistance shown by the illegal fighters. In the Government’s submission, the investigating authorities thus concluded that the actions of the representatives of the federal forces had been no more than absolutely necessary, and therefore had not constituted a crime.
66. According to the Government, the “interested parties”, including the first, second, third, fourth, eleventh, thirteenth, fourteenth, sixteenth, eighteenth, nineteenth and twenty-sixth applicants, were apprised of the decision of 23 September 2005 and their rights to challenge it before a higher prosecutor or in court were explained to them. The Government also stated that copies of the relevant decision had been sent to those declared victims in the case.
5. Proceedings for compensation
67. At some point the first three applicants filed a court claim against the Russian Ministry of Finance and the Federal Treasury, seeking compensation in connection with the deaths of their relatives.
68. By a default judgment of 18 March 2004 the Nogayskiy District Court of the Republic of Dagestan (“the District Court”) granted the first three applicants’ claims in full and awarded the first applicant 60,000 Russian roubles (RUB; approximately 1,500 EUR) and the second and third applicants RUB 20,000 (approximately EUR 500) each. The judgment was not appealed against and became final some time later.
69. On 9 September 2004 the Presidium of the Supreme Court of the Republic of Dagestan quashed the above-mentioned judgment in supervisory review proceedings and remitted the case to the District Court for a fresh examination.
70. In a default judgment of 18 March 2005 the District Court again granted the applicants’ claims and awarded them the same amounts as those awarded in the judgment of 18 March 2004. The court noted that by virtue of Presidential Decree no. 898 of 5 September 1995, relatives of those who had died as a result of the hostilities in the Chechen Republic were entitled to a lump sum of RUB 20,000 in compensation, and that the payment of that compensation did not depend on the establishment of a causal link between the damage caused and the actions of the State.
71. On 13 July 2005 the Supreme Court of the Republic of Dagestan upheld the judgment of 18 March 2005 on appeal. The amounts awarded were paid to the first three applicants in full.
72. It does not appear that any of the applicants applied to the domestic courts with a view to obtaining compensation for their destroyed or damaged property.
B. The Court’s requests for the investigation file
73. In May 2007, when the application was communicated to them, the Government were invited to produce a copy of the investigation file in the criminal case opened in connection with the aerial attack of 12 September 1999 on the village of Kogi (Runnoye). In reply, the Government refused to produce any documents from the file, stating it would be inappropriate to do so, given that under Article 161 of the Russian Code of Criminal Procedure, disclosure of the documents was contrary to the interests of the investigation and could entail a breach of the rights of the participants in the criminal proceedings. Besides, in the Government’s submission the file on the criminal investigation in the present case was classified as it contained information which could not be disclosed to the public.
74. The Government also submitted that they had taken into account the possibility of requesting confidentiality under Rule 33 of the Rules of Court, but noted that the Court provided no guarantees that once in receipt of the investigation file the applicants or their representatives, some of whom were not Russian nationals and resided outside Russia’s territory, would not disclose the material in question to the public. According to the Government, in the absence of any possible sanctions for the applicants in the event of their disclosure of confidential information and materials, there were no guarantees as to their compliance with the Convention and the Rules of Court. At the same time, the Government suggested that a Court delegation could be given access to the file in Russia, with the exception of those documents containing military and State secrets, and without the right to make copies of the case file.
75. In October 2007 the Court reiterated its request. In reply, the Government again refused to produce any documents from the file for the aforementioned reasons.
II. RELEVANT INTERNATIONA AND DOMESTIC LAW AND PRACTICE
A. International humanitarian law
76. Protocol Additional to the Geneva Conventions of 12 August 1949, and Relating to the Protection of Victims of Non-International Armed Conflicts adopted on 8 June 1977 provides in its part IV relating to civilian population as follows:
Article 13.-Protection of the civilian population
“1. The civilian population and individual civilians shall enjoy general protection against the dangers arising from military operations. To give effect to this protection, the following rules shall be observed in all circumstances.
2. The civilian population as such, as well as individual civilians, shall not be the object of attack. Acts or threats of violence the primary purpose of which is to spread terror among the civilian population are prohibited.
3. Civilians shall enjoy the protection afforded by this Part, unless and for such time as they take a direct part in hostilities.”
Article 14.-Protection of objects indispensable to the survival of the civilian population
“Starvation of civilians as a method of combat is prohibited. It is therefore prohibited to attack, destroy, remove or render useless, for that purpose, objects indispensable to the survival of the civilian population, such as foodstuffs, agricultural areas for the production of foodstuffs, crops, livestock, drinking water installations and supplies and irrigation works.
…”
Article 17.-Prohibition of forced movement of civilians
“1. The displacement of the civilian population shall not be ordered for reasons related to the conflict unless the security of the civilians involved or imperative military reasons so demand. Should such displacements have to be carried out, all possible measures shall be taken in order that the civilian population may be received under satisfactory conditions of shelter, hygiene, health, safety and nutrition.
2. Civilians shall not be compelled to leave their own territory for reasons connected with the conflict.”
B. Domestic law
1. Code of Criminal Procedure
77. Until 1 July 2002 criminal-law matters were governed by the 1960 Code of Criminal Procedure of the RSFSR. On 1 July 2002 the old Code was replaced by the Russian Code of Criminal Procedure (“the CCP”).
78. Article 124 of the CCP states that a prosecutor can examine a complaint concerning actions or omissions of various officials in charge of a criminal investigation. Once a complaint is examined, the complainant should be informed of its outcome and of possible avenues of appeal against the prosecutor’s decision.
79. Article 125 of the CCP provides that the decision of an investigator or prosecutor to dispense with or terminate criminal proceedings, and other decisions and acts or omissions which are liable to infringe the constitutional rights and freedoms of the parties to criminal proceedings or to impede citizens’ access to justice, may be appealed against to a district court, which is empowered to examine the lawfulness and grounds of the impugned decisions.
80. Article 161 of the CCP enshrines the rule that information from the preliminary investigation may not be disclosed. Paragraph 3 of the same Article provides that information from the investigation file may be divulged with the permission of a prosecutor or investigator and only in so far as it does not infringe the rights and lawful interests of the participants in the criminal proceedings and does not prejudice the investigation. It is prohibited to divulge information about the private lives of participants in criminal proceedings without their permission.
81. Article 162 of the CCP provides that a preliminary investigation in a criminal case must be completed within two months. This term may be extended up to three months by the head of the relevant investigative body. In a criminal case where the preliminary investigation is particularly complex, the term may be extended up to twelve months. Any further extension of the term may be made only in exceptional cases.
2. Civil Code
82. By virtue of Article 151 of the Russian Civil Code, if certain actions impairing an individual’s personal non-property rights or encroaching on other incorporeal assets have caused him or her non-pecuniary damage (physical or mental suffering), the court may require the perpetrator to pay pecuniary compensation for that damage.
83. Article 1067 provides that damage inflicted in a situation of absolute necessity, notably for the elimination of a danger threatening the tortfeasor or third parties if the danger, in the circumstances, could not be eliminated by any other means, is to be compensated for by the tortfeasor. Having regard to the circumstances in which the damage was caused, a court may impose an obligation to compensate for such damage on a third party in whose interests the tortfeasor acted, or may release from such an obligation, partly or in full, both the third party and the tortfeasor.
84. Article 1069 provides that a State agency or a State official will be liable towards a citizen for damage caused by their unlawful actions or failure to act. Compensation for such damage will be awarded at the expense of the federal or regional treasury.
3. Suppression of Terrorism Act
85. The Federal Law on Suppression of Terrorism of 25 July 1998 (Федеральный закон от 25 июля 1998 г. № 130-ФЗ «О борьбе с терроризмом» – “the Suppression of Terrorism Act”), as in force at the relevant time, provided as follows:
Section 3. Basic Concepts
“For the purposes of the present Federal Law the following basic concepts shall be applied:
… ‘suppression of terrorism’ shall refer to activities aimed at the prevention, detection, suppression and minimisation of consequences of terrorist activities;
‘counter-terrorist operation’ shall refer to special activities aimed at the prevention of terrorist acts, ensuring the security of individuals, neutralising terrorists and minimising the consequences of terrorist acts;
‘zone of a counter-terrorist operation’ shall refer to an individual terrain or water surface, means of transport, building, structure or premises with adjacent territory where a counter-terrorist operation is conducted; … ”
Section 21. Exemption from liability for damage
“On the basis of the legislation and within the limits established by it, damage may be caused to the life, health and property of terrorists, as well as to other legally protected interests, in the course of a counter-terrorist operation. However, servicemen, experts and other persons engaged in the suppression of terrorism shall be exempted from liability for such damage, in accordance with the legislation of the Russian Federation.”
4. Presidential and governmental decrees
86. Presidential Decree no. 898 of 5 September 1995 provided, inter alia, for a lump-sum payment of 20,000 Russian roubles (RUB) to the families of individuals who had died as a result of the hostilities in the Chechen Republic. The Decree also stated that individuals who had incurred pecuniary losses, including those who had lost their home, should be paid compensation, and entrusted the Russian Government with the task of making the relevant payments to those concerned.
87. In Decree no. 510 of 30 April 1997 the Russian Government established that residents of the Chechen Republic who had lost their housing and/or other possessions during the hostilities in the republic and who, no later than before 12 December 1994, had left permanently for another region were entitled to compensation.
88. Governmental Decree no. 404 of 4 July 2003 established the right of all permanent residents of the Chechen Republic who had lost their housing and any possessions in it after 12 December 1994 to receive compensation in the amount of RUB 300,000 for the housing and RUB 50,000 for the other possessions.
C. Practice of the Russian courts
89. On 14 December 2000 the Basmanny District Court of Moscow delivered a judgment in civil proceedings brought by a OMISSIS, who claimed that the block of flats in which he had lived had collapsed during heavy shelling of Grozny by the federal armed forces in January 1995 and sought compensation for pecuniary and non-pecuniary damage in that connection. While acknowledging the fact that OMISSIS ‘s property, including his apartment in the block of flats, had been destroyed as a result of an attack in 1995, the court noted, inter alia, that under Articles 1069-1071 and 1100 of the Russian Civil Code, the State was only liable for damages for its agents’ actions that were unlawful. It further held that the military operation in the Chechen Republic had been launched by virtue of relevant presidential and governmental decrees which had been found to be constitutional by the Russian Constitutional Court and were still in force. Accordingly, the court concluded that the actions of the federal armed forces in the Chechen Republic had been lawful and dismissed Mr Dunayev’s claim for compensation (see Dunayev v. Russia, no. 70142/01, § 8, 24 May 2007).
90. On 4 July 2001 the Basmanny District Court of Moscow dismissed a claim against the Ministry of Finance brought by a OMISSIS, who stated that his house and other property had been destroyed during massive air strikes and artillery shelling of Grozny by the federal armed forces in October and November 1999 and sought compensation for pecuniary and non-pecuniary damage in that connection. The court acknowledged the fact that OMISSIS ‘s private house and other belongings had been destroyed as a result of the hostilities in 1999 to 2000. It held, however, that under Article 1069 of the Russian Civil Code, the State was only liable for damages for its agents’ actions which were unlawful. It noted that the military operation in Chechnya had been launched by virtue of relevant presidential and governmental decrees which had been found to be constitutional by the Russian Constitutional Court, except for two provisions of the relevant governmental decree. In that connection the court noted that the two provisions had never been applied to OMISSIS, and therefore no unlawful actions on the part of State bodies had ever taken place to warrant compensation for damage inflicted on his property. On 12 April 2002 the Moscow City Court upheld that judgment on appeal (see Umarov v. Russia (dec.), no. 30788/02, 18 May 2006).
91. By a default judgment of 3 December 2001 the Leninskiy District Court of Stavropol dismissed a claim brought by a OMISSIS against a number of federal ministries in so far as she alleged that the block of flats in which she had lived had been destroyed by a missile during an attack by the federal armed forces on Grozny in January 2000 and sought compensation for the destroyed flat and belongings that had been in it. She also sought compensation for non-pecuniary damage. The court noted, inter alia, that under Article 1069 of the Russian Civil Code, the State was liable only for damage caused by its agents’ actions which were unlawful. It further found that the actions of the Russian federal troops in Chechnya had been lawful, as the military operation in Chechnya had been launched under relevant presidential and governmental decrees which had been found to be constitutional by the Russian Constitutional Court. The court concluded that there were no grounds to grant OMISSIS ‘s claim for pecuniary damage and that her claim for compensation for non-pecuniary damage could not be granted either, in the absence of any fault or unlawful actions on the part of the defendants. The judgment was upheld on appeal by the Stavropol Regional Court on 30 January 2002 (Trapeznikova v. Russia, no. 21539/02, § 30, 11 December 2008).
THE LAW
I. THE GOVERNMENT’S OBJECTION REGARDING EXHAUSTION OF DOMESTIC REMEDIES
A. Submissions by the parties
1. The Government
92. The Government argued that the applicants had failed to exhaust the effective remedies available to them at domestic level. In particular, none of the procedural decisions taken in case no. 34/00/0030-04 had ever been appealed against to a higher prosecutor, in accordance with Article 124 of the Russian Code of Criminal Procedure, or to a court, in accordance with Article 125 of the same Code.
93. The Government further argued that, in so far as the applicants had complained of moral suffering in breach of Article 3 of the Convention, they could have sought compensation for non-pecuniary damage in court under Article 151 of the Russian Civil Code, but at no time had they lodged such a claim.
94. As regards the applicants’ complaints under Article 8 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1, the Government submitted that, after the criminal proceedings had been discontinued, the “interested persons” – the first, second, third, fourth, eleventh, thirteenth, fourteenth, sixteenth, eighteenth, nineteenth and twenty-sixth applicants being among their number – had been informed of their right to seek compensation for their lost property in civil proceedings. In that connection the Government referred to the provisions of domestic civil law which established the rules on compensation for damage inflicted on property in a situation of absolute necessity (Article 1067 of the Russian Civil Code) and those concerning compensation for damage caused by State bodies and their officials (Article 1069 of the Russian Civil Code). The Government further argued that the applicants were also entitled to compensation in accordance with Governmental Decree no. 510 of 30 April 1997 and Governmental Decree no. 404 of 4 July 2003. However, to date the applicants had not availed themselves of any of those remedies, and therefore, in the Government’s view, they had failed to exhaust the domestic remedies in respect of their complaints on that subject.
2. The applicants
95. The applicant insisted that they had done everything that could have reasonably been expected from them to bring the incident of 12 September 1999 to the attention of the authorities; however, the latter’s response had been utterly inadequate. In particular, it did not appear that any meaningful investigation had been carried out into the circumstances of the incident. The applicants further stated that in the absence of any meaningful findings in the context of the investigation, all their attempts to bring civil proceedings for compensation in respect of pecuniary and non-pecuniary damage would have been doomed to failure.
96. Overall, the applicants insisted that the domestic remedies usually available had been illusory and ineffective in their situation.
B. The Court’s assessment
97. The Court reiterates that the rule of exhaustion of domestic remedies under Article 35 § 1 of the Convention obliges applicants to use first the remedies which are available and sufficient in the domestic legal system to enable them to obtain redress for the breaches alleged. The existence of the remedies must be sufficiently certain both in theory and in practice, failing which they will lack the requisite accessibility and effectiveness. Article 35 § 1 also requires that complaints intended to be brought subsequently before the Court should have been made to the appropriate domestic body, at least in substance and in compliance with the formal requirements and time-limits laid down in domestic law and, further, that any procedural means that might prevent a breach of the Convention should have been used. However, there is no obligation to have recourse to remedies which are inadequate or ineffective (see Aksoy v. Turkey, 18 December 1996, §§ 51-52, Reports of Judgments and Decisions 1996-VI; Akdivar and Others v. Turkey, 16 September 1996, §§ 65-67, Reports 1996-IV; and, more recently, Cennet Ayhan and Mehmet Salih Ayhan v. Turkey, no. 41964/98, § 64, 27 June 2006).
98. The Court has emphasised that the application of the rule of exhaustion of domestic remedies must make due allowance for the fact that it is being applied in the context of machinery for the protection of human rights that the Contracting States have agreed to set up. Accordingly, it has recognised that Article 35 § 1 must be applied with some degree of flexibility and without excessive formalism. It has further recognised that the rule of exhaustion is neither absolute nor capable of being applied automatically; for the purposes of reviewing whether it has been observed, it is essential to have regard to the circumstances of the individual case. This means, in particular, that the Court must take realistic account not only of the existence of formal remedies in the legal system of the Contracting State concerned but also of the general context in which they operate, as well as the personal circumstances of the applicant. It must then examine whether, in all the circumstances of the case, the applicant did everything that could reasonably be expected of him or her to exhaust domestic remedies (see Akdivar and Others, cited above, § 69; Aksoy, cited above, §§ 53-54; and Tanrıkulu v. Turkey [GC], no. 23763/94, § 82, ECHR 1999-IV).
99. In the present case, in so far as the Government pointed to the applicants’ alleged failure to challenge before higher prosecutors procedural decisions taken in the context of the criminal proceedings concerning the events of 12 September 1999, the Court reiterates that the powers conferred on the superior prosecutors constitute extraordinary remedies, the use of which depends upon the prosecutors’ discretion. The Court does not accept that the applicants were required to use this remedy in order to comply with the requirements of Article 35 § 1 of the Convention (see Trubnikov v. Russia (dec.), no. 9790/99, 14 October 2003).
100. As regards the applicants’ alleged failure to appeal against the same procedural decisions to a court under Article 125 of the Russian Code of Criminal Procedure, the Court observes that the legal instrument referred to by the Government became operational on 1 July 2002 and that the applicants were clearly unable to have recourse to this remedy prior to that date. As regards the period thereafter, the Court considers that this limb of the Government’s objection raises issues which are closely linked to the question of the effectiveness of the investigation, and it would therefore be appropriate to join this matter to the merits and to address it in the examination of the substance of the applicants’ complaints under Article 2 of the Convention.
101. Lastly, in so far as the Government alleged that the applicants had failed to have recourse to civil-law remedies or to obtain compensation under governmental decrees in respect of their complaints under Articles 3 and 8 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1, the Court considers that this limb of the Government’s objection raises issues which are closely linked to the question of the availability at national level of effective remedies in respect of the relevant complaints, and it would therefore be appropriate also to join this matter to the merits and to address it in the examination of the substance of the applicants’ complaint under Article 13, in conjunction with Articles 3 and 8 of the Convention and Article 1 of Protocol No. 1.
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 2 OF THE CONVENTION
102. The first, second, third, thirteenth and twenty-second applicants (“the relevant applicants”) complained about the deaths of their family members during the attack of 12 September 1999. The first applicant complained about the deaths of his wife, OMISSIS, and his two sons, OMISSIS; the second, thirteenth and twenty-second applicants complained about the death of OMISSIS, the mother of the second applicant, sister of the thirteenth applicant and daughter of the twenty-second applicant, and the third applicant complained about the death of his mother, OMISSIS. The relevant applicants alleged that there had not been an effective investigation into the matter. They also complained that the State had failed to comply with its positive obligations to protect their relatives’ lives. The relevant applicants referred to Article 2 of the Convention, which reads as follows:
“1. Everyone’s right to life shall be protected by law. No one shall be deprived of his life intentionally save in the execution of a sentence of a court following his conviction of a crime for which this penalty is provided by law.
2. Deprivation of life shall not be regarded as inflicted in contravention of this article when it results from the use of force which is no more than absolutely necessary:
(a) in defence of any person from unlawful violence;
(b) in order to effect a lawful arrest or to prevent the escape of a person lawfully detained;
(c) in action lawfully taken for the purpose of quelling a riot or insurrection.”
A. Admissibility
103. The Government stated that, taking into account the applicants’ submissions and witness statements on the circumstances surrounding the incident of 12 September 1999, “it should be acknowledged” that the use of lethal force resulting in the death of five residents of Kogi (Runnoye) – OMISSIS – had constituted an infringement of Article 2 of the Convention in so far as that Article secured the right to life of the relevant applicants’ deceased relatives. They further submitted that, having acknowledged that infringement, the national authorities had paid compensation in that respect to the first three applicants in the amount of 60,000 Russian roubles (RUB, approximately EUR 1,500) to the first applicant and RUB 20,000 (approximately EUR 500) to each of the second and third applicants.
104. The relevant applicants referred to the Court’s well-established case-law, asserting that the payment of compensation was insufficient to remedy the alleged violation of Article 2 of the Convention and that an effective criminal investigation into the circumstances of their family members’ deaths was required.
105. Having regard to the parties’ submissions, the Court observes that the question arises whether, in accordance with Article 34 of the Convention, the relevant applicants can still claim to be “victims” of the alleged violation of Article 2 of the Convention. In this connection, the Court reiterates that an applicant is deprived of his or her status as a victim if the national authorities have acknowledged, either expressly or in substance, and then afforded appropriate and sufficient redress for, a breach of the Convention (see, for example, Scordino v. Italy (no. 1) [GC], no. 36813/97, §§ 178-93, ECHR 2006-V).
106. In the present case, the Government may be said to have acknowledged the alleged violation of Article 2 of the Convention as far as the deaths of the relevant applicants’ relatives were concerned (see paragraph 103 above). It remains to be ascertained whether the relevant applicants were afforded appropriate and sufficient redress in that respect.
107. The Court observes that the first, second and third applicants obtained compensation in the amounts of RUB 60,000, RUB 20,000 and RUB 20,000 respectively for the deaths of their family members in the attack of 12 September 1999. The Court reiterates that, in the case of a breach of Articles 2 or 3 of the Convention, compensation for the pecuniary and non-pecuniary damage flowing from the breach should in principle be available as part of the range of redress (see Z and Others v. the United Kingdom [GC], no. 29392/95, § 109, ECHR 2001-V). However, the alleged violation of Article 2 of the Convention in cases of fatal assault by State agents cannot be remedied only by awarding damages to the relatives of the victims (see, among other authorities, Kaya v. Turkey, 19 February 1998, § 105, Reports 1998-I, and Yaşa v. Turkey, 2 September 1998, § 74, Reports 1998-VI). This is so because, if the authorities could confine their reaction to such incidents to the mere payment of compensation, while not doing enough to prosecute and punish those responsible, this might result in wrongful use of lethal force by State agents who would be placed in a position of virtual impunity, and the protection of the right to life under Article 2 of the Convention, despite its fundamental importance, would be rendered ineffective in practice. Accordingly, an effective investigation is required, in addition to adequate compensation, to provide sufficient redress to an applicant complaining of a violation of Article 2 of the Convention (see, mutatis mutandis, Nikolova and Velichkova v. Bulgaria, no. 7888/03, §§ 55 and 56, 20 December 2007).
108. The Court therefore notes that the question of the relevant applicants’ status as “victims”, in accordance with Article 34 of the Convention, is closely linked to the question of the effectiveness of the investigation in the present case, and it would therefore be appropriate to join this question to the merits and to address it in the examination of the substance of the relevant complaint under Article 2 of the Convention.
109. The Court further finds that this part of the application is not manifestly ill-founded within the meaning of Article 35 § 3 of the Convention. It further notes that it is not inadmissible on any other grounds. It must therefore be declared admissible.
B. Merits
110. In the light of its observation in paragraph 108 above, the Court finds it appropriate to begin by examining the relevant applicants’ submissions in so far as they raise an issue under the procedural limb of Article 2 of the Convention and then to turn to the examination of the substantive issue under this Convention provision.
1. Alleged inadequacy of the investigation
(a) Submissions by the parties
111. The relevant applicants contended that the Government had failed to carry out an adequate, effective and timely investigation into the circumstances of the incident of 12 September 1999. They pointed out that apart from indicating the dates on which the investigation had been commenced and discontinued the Government had failed to explain in any detail what steps had been taken in the course of the investigation, and to disclose any documents relating to it. The relevant applicants further invited the Court to draw inferences as to the well-foundedness of their allegations from the Government’s failure to submit any documents from the criminal investigation file.
112. The Government argued that the circumstances of the attack of 12 September 1999 had been duly investigated by the domestic authorities, which, having carried out the investigation, had decided to discontinue the criminal proceedings “in the absence of any lawful grounds for holding anyone criminally liable”. The Government submitted that the fact that the investigation had been discontinued did not prevent any of the applicants from seeking compensation in civil proceedings for the damage caused, this right having been explained to the individuals who had been declared victims in the present case. The Government further pointed out that the first three applicants had availed themselves of that right and had obtained compensation in connection with their relatives’ deaths. The Government thus insisted that in such circumstances the investigation in the present case had met the standard of effectiveness established in relation to Article 2 of the Convention.
113. The Government refused to submit any documents from the file on the criminal investigation with reference to their classified nature, stating that their disclosure would be contrary to the interests of the investigation and could entail a breach of the rights of the participants in the criminal proceedings. They also insisted that they had “in due manner” indicated the procedural steps taken during the investigation and, in particular, had indicated the authority in charge, the numbers assigned to the case file and the dates of the major procedural steps.
(b) The Court’s assessment
114. The Court firstly notes that the Government acknowledged the fact that the relevant applicants’ relatives had been deprived of their lives as a result of the federal aerial attack of 12 September 1999. Accordingly, it finds that the relevant applicants have an arguable claim under the substantive limb of Article 2 of the Convention.
115. The Court further reiterates that the obligation to protect the right to life under Article 2 of the Convention, read in conjunction with the State’s general duty under Article 1 of the Convention to “secure to everyone within [its] jurisdiction the rights and freedoms defined in [the] Convention”, requires by implication that there should be some form of effective official investigation when individuals have been killed as a result of the use of force, in particular by agents of the State. The investigation must be effective in the sense that it is capable of leading to a determination of whether the force used in such cases was or was not justified in the circumstances (see Kaya, cited above, § 87) and to the identification and punishment of those responsible (see Oğur v. Turkey [GC], no. 21594/93, § 88, ECHR 1999-III).
116. In particular, the authorities must take the reasonable steps available to them to secure the evidence concerning the incident, including, inter alia, eyewitness testimony, forensic evidence and, where appropriate, an autopsy which provides a complete and accurate record of injury and an objective analysis of clinical findings, including the cause of death (see, concerning autopsies, for example, Salman v. Turkey [GC], no. 21986/93, § 106, ECHR 2000-VII; concerning witnesses, for example, Tanrıkulu, cited above, § 109; and concerning forensic evidence, for example, Gül v. Turkey, no. 22676/93, § 89). Any deficiency in the investigation which undermines its ability to establish the cause of death or the person responsible may risk falling foul of this standard.
117. Also, there must be an implicit requirement of promptness and reasonable expedition (see Yaşa, cited above, §§ 102-04, and Mahmut Kaya v. Turkey, no. 22535/93, §§ 106-07, ECHR 2000-III). It must be accepted that there may be obstacles or difficulties which prevent progress in an investigation in a particular situation. However, a prompt response by the authorities in investigating the use of lethal force may generally be regarded as essential in maintaining public confidence in the maintenance of the rule of law and in preventing any appearance of collusion in or tolerance of unlawful acts.
118. For the same reasons, there must be a sufficient element of public scrutiny of the investigation or its results to secure accountability in practice as well as in theory. The degree of public

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024