CASE OF BAGIROVA AND OTHERS v. AZERBAIJAN - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF BAGIROVA AND OTHERS v. AZERBAIJAN

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 35,P1-1
Numero: 37706/17
Stato: Azerbaijan
Data: 2023-11-30 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

PRIMA SEZIONE

CASO BAGIROVA E ALTRI c. AZERBAIJAN

(ricorsi n. 37706/17 e altri 5)

SENTENZA
(Merito)

Art. 1 P1 – Godimento pacifico dei beni – Espropriazione illegittima dei beni dei ricorrenti per esigenze dello Stato – Mancato rispetto della procedura giuridica interna in materia di espropriazione di beni di propriet? privata

STRASBURGO

31 agosto 2023

FINALE

30/11/2023

La presente sentenza ? divenuta definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione.
Pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nel caso Bagirova e altri contro Azerbaigian,

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Prima Sezione), riunita in Camera composta da:

Marko Bo?njak, Presidente,
Alena Pol??kov?,
Krzysztof Wojtyczek,
L?tif H?seynov,
P?ter Paczolay,
Ivana Jeli?,
Gilberto Felici, giudici,
e Renata Degener, cancelliere di sezione,

visti:

i sei ricorsi contro la Repubblica dell’Azerbaigian presentati alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”) da sei cittadini azeri in date diverse (si veda la tabella allegata);

la decisione di notificare al Governo dell’Azerbaigian (“il Governo”) i reclami ai sensi dell’articolo 6 ? 1 (diritto a una sentenza motivata) e dell’articolo 8 della Convenzione, nonch? dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione e di dichiarare irricevibili i restanti ricorsi;

le osservazioni delle parti;

Avendo deliberato in privato il 4 luglio 2023,

pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:

INTRODUZIONE

1. I presenti ricorsi riguardano l’espropriazione delle propriet? dei ricorrenti per esigenze dello Stato e sollevano questioni principalmente ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione.

I FATTI

2. Le generalit? dei ricorrenti e dei loro rappresentanti sono riportate nella tabella allegata.

3. Il Governo era rappresentato dal suo agente, sig. ?. ?sg?rov.

4. I fatti di causa possono essere riassunti come segue.

INFORMAZIONI DI BASE E ATTI GIURIDICI PERTINENTI
5. Il 12 dicembre 2013 il capo dell’Autorit? esecutiva della citt? di Baku (“BCEA”) ha emesso l’ordinanza n. 501 in base alla quale gli edifici e le case situati nell’area delimitata dalle vie Azerbaijan, N. Narimanov e Inshaatchilar e dalle vie A. Huseynzade, Tolstoj, I. Gutgashinli, G. Khalilov, B. Aghayev e Landau a Baku dovevano essere sgomberati e demoliti ai fini di lavori di costruzione e sistemazione del paesaggio in relazione a un progetto di miglioramento dell’infrastruttura stradale. L’esecuzione dell’ordinanza ? stata affidata all’Autorit? esecutiva del distretto di Yasamal (“YDEA”).

6. I ricorrenti erano proprietari di case private, parti di case o appartamenti (“le propriet?” – si veda la tabella allegata) situate nell’area summenzionata.

7. A partire dall’inizio del 2014, i rappresentanti dell’YDEA e di varie altre autorit? statali hanno avuto incontri con i residenti dell’area. Secondo i ricorrenti, durante uno di questi incontri, tenutosi il 3 marzo 2014, A.S., il vice capo del Gabinetto dei Ministri dell’Azerbaigian all’epoca dei fatti, ha dichiarato che le propriet? non sarebbero state espropriate per esigenze statali e sarebbero state invece acquistate sulla base di contratti di vendita, che sarebbero stati stipulati su base volontaria.

7. Nella primavera del 2014 i rappresentanti dell’YDEA hanno invitato i residenti dell’area a lasciare le loro propriet? in cambio di 1.500 manat azeri (AZN – circa 1.380 euro all’epoca dei fatti) per ogni metro quadrato di propriet? come risarcimento. Alcuni residenti hanno accettato l’offerta e hanno lasciato le loro propriet?. In seguito alla loro partenza, la YDEA ha iniziato a demolire le propriet? di questi residenti e ha anche sospeso del tutto o in parte la fornitura di servizi di pubblica utilit? alle propriet? rimanenti, il che ha reso le condizioni di vita difficili per i residenti rimasti.

9. L’11 novembre 2015 il Consiglio dei Ministri ha adottato la decisione n. 358, in base alla quale la YDEA ? stata designata come ente statale responsabile dell’esproprio delle propriet? situate in una certa area, che comprendeva la zona delimitata dalle strade sopra citate (si veda il paragrafo 5), ai fini della costruzione di strade e altre reti di comunicazione di importanza statale in conformit? con il Piano di sviluppo generale della citt? di Baku. Con la stessa ordinanza, il Consiglio dei Ministri ha incaricato l’YDEA di effettuare misure preparatorie per l’esproprio di propriet? per esigenze statali e di presentare proposte al Consiglio dei Ministri a tal fine.

10. A partire da dicembre 2015, A.E., una societ? privata che era stata incaricata dall’YDEA di agire come valutatore, ha rilasciato rapporti di valutazione (qiym?tl?ndirm? aktlar?) in relazione alle propriet? dei ricorrenti. Secondo tali relazioni, il valore di mercato delle propriet? da espropriare era di 1.250 AZN al metro quadro e quindi, insieme all’indennizzo aggiuntivo del 20% da versare ai sensi del Decreto presidenziale n. 689 del 26 dicembre 2007 (cfr. il documento di lavoro della Commissione). 689 del 26 dicembre 2007 (si veda il successivo paragrafo 21), l’importo dell’indennizzo proposto era di 1.500 AZN al metro quadro, ossia lo stesso importo offerto dalle autorit? statali nel 2014.

11. In varie date le propriet? dei ricorrenti sono state demolite (si veda la tabella allegata).

12.In varie date e, in alcuni casi, dopo che le loro propriet? erano state danneggiate o parzialmente demolite, i ricorrenti, ad eccezione del ricorrente nel ricorso n. 47835/17, hanno stipulato contratti di compravendita con la YDEA e hanno ricevuto determinate somme a titolo di risarcimento (si veda la tabella allegata).

PROCEDIMENTI GIUDIZIARI
13. In varie date la YDEA ha avviato un procedimento contro i ricorrenti, o i ricorrenti hanno presentato domande contro la YDEA, nell’ambito dello stesso procedimento o separatamente, presso il Tribunale amministrativo-economico di Baku n. 1 o il Tribunale distrettuale di Yasamal. Basandosi sulla decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015, la YDEA ha sostenuto che le propriet? dei ricorrenti rientravano nell’ambito di tale decisione e ha chiesto ai giudici di primo grado di ordinarne l’espropriazione, in cambio di un indennizzo basato sulle relazioni di valutazione di A.E., e lo sfratto dei ricorrenti da tali propriet?. I ricorrenti, da parte loro, lamentavano che le azioni della YDEA avevano violato i loro diritti, in particolare il diritto di propriet?. Anche i ricorrenti che avevano stipulato contratti di compravendita con la YDEA (si veda il precedente paragrafo 12) hanno avviato un procedimento separato chiedendo l’annullamento di tali contratti.

14. In varie date, basandosi, tra l’altro, sugli articoli 157.9, 246.1 e 248 del Codice civile e sugli articoli 3.1, 4.1, 9.1, 20, 22.1 e 52 della Legge sull’esproprio dei terreni per esigenze statali (la “Legge sull’esproprio”; si vedano i paragrafi 21-28 qui di seguito), i suddetti tribunali di primo grado hanno accolto le richieste della YDEA e respinto quelle dei ricorrenti. A seguito di successivi appelli contro le sentenze dei tribunali di primo grado, queste sono state confermate dalla Corte d’appello di Baku e dalla Corte suprema (si veda la tabella allegata).

15. Gli argomenti presentati dai ricorrenti nel corso di tale procedimento e le conclusioni dei giudici nazionali possono essere riassunti come segue.

16. I ricorrenti hanno sostenuto, facendo riferimento anche alla dichiarazione di A.S. (si veda il paragrafo 7 supra), che non vi era stata alcuna necessit? statale per l’espropriazione delle loro propriet?, in quanto le strade da migliorare nella zona erano di importanza solo locale. Hanno inoltre sostenuto che la decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015 non aveva specificato la necessit? statale in questione, utilizzando invece formule generali tratte dal testo dell’articolo 3 della legge sull’esproprio (si veda il paragrafo 22 di seguito), e che aveva fatto riferimento al Piano di sviluppo generale della citt? di Baku che aveva coperto il periodo fino al 2005 e che quindi non era pi? in vigore all’epoca dei fatti in questione. Hanno inoltre sostenuto che la suddetta decisione non poteva essere una base per l’esproprio delle loro propriet? perch? aveva riguardato solo la fase preparatoria in vista dell’esproprio per esigenze statali, mentre il diritto interno richiedeva l’adozione di un’altra decisione da parte del Consiglio dei Ministri sull’esproprio stesso.

17. I ricorrenti hanno inoltre sostenuto che la designazione di una commissione di valutazione e di un valutatore indipendente (A.E. nel caso di specie) sarebbe potuta avvenire solo a seguito di una decisione in tal senso adottata dal Consiglio dei Ministri. I ricorrenti hanno inoltre contestato gli importi offerti o versati, sostenendo che non erano conformi al valore di mercato delle loro propriet?. A sostegno di tale argomentazione, i ricorrenti, ad eccezione del ricorrente nel ricorso n. 59194/17, hanno presentato perizie redatte da societ? private e hanno chiesto il riconoscimento di danni patrimoniali e non patrimoniali. I ricorrenti nei ricorsi nn. 37706/17, 59194/17, 73757/17, 75028/17 e 753/18 hanno chiesto anche un risarcimento per i terreni sottostanti e/o annessi alle loro propriet?.

18. Per quanto riguarda i contratti di compravendita, i ricorrenti hanno sostenuto di non aver avuto altra scelta se non quella di sottoscriverli o perch? le condizioni di vita, a causa dei lavori di demolizione in corso intorno a loro e delle frequenti riduzioni nella fornitura di servizi di pubblica utilit?, erano diventate troppo difficili o, in alcuni casi, perch? le loro propriet? erano state danneggiate o parzialmente demolite durante la demolizione delle propriet? vicine mentre le loro cause erano ancora pendenti in tribunale.

19. I tribunali nazionali hanno ritenuto che l’espropriazione delle propriet? dei ricorrenti in cambio dell’indennizzo proposto dalla YDEA avesse rispettato i requisiti previsti dal diritto nazionale e che gli importi offerti o pagati ai ricorrenti in base ai contratti di compravendita fossero adeguati. I tribunali hanno ritenuto che tali contratti fossero stati stipulati volontariamente e in conformit? con le disposizioni del diritto nazionale e che i ricorrenti non avessero presentato alcuna prova del contrario.

20. I giudici hanno respinto le richieste dei ricorrenti in relazione agli appezzamenti di terreno sottostanti e/o annessi alle loro propriet?, nonch? le perizie da loro presentate. Nei procedimenti relativi alle richieste dei ricorrenti nelle domande n. 47835/17 e 73757/17, i tribunali hanno specificamente osservato che le perizie presentate dai ricorrenti non potevano essere accettate come prove affidabili perch? le superfici delle loro propriet? secondo tali perizie erano diverse da quelle indicate nei loro documenti di propriet?. Nel procedimento relativo alla richiesta del ricorrente nella domanda n. 753/18, i tribunali hanno respinto la relazione, ritenendo che il valore di mercato stimato includesse il valore dell’appezzamento di terreno sottostante la casa, quando in realt? tale terreno era di propriet? dello Stato ed era stato occupato da dieci persone (tra cui il ricorrente).

QUADRO GIURIDICO DI RIFERIMENTO

21. Le disposizioni pertinenti del diritto interno e le relazioni internazionali rilevanti in materia di espropriazione in Azerbaigian sono state riassunte nelle sentenze Khalikova c. Azerbaigian (n. 42883/11, ?? 71-75 e 80-92, 22 ottobre 2015), e Aliyeva e altri c. Azerbaigian (nn. 66249/16 e altri 6, ?? 48-71 e 89-91, 21 settembre 2021).

22. L’articolo 3.1 della Legge sull’espropriazione dei terreni per esigenze statali del 20 aprile 2010 fornisce un elenco esaustivo delle esigenze statali per le quali ? possibile procedere all’espropriazione ai sensi di tale legge. La costruzione e l’installazione di strade di importanza statale e di altre reti di comunicazione (oleodotti e gasdotti principali, fognature, linee elettriche ad alta tensione e strutture idrauliche) ? una di queste.

23. L’articolo 9 della Legge prevede che l’esistenza di una necessit? statale sia determinata da una decisione emessa dal Consiglio dei Ministri. Con la stessa decisione viene nominata l’autorit? espropriante e vengono avviati i preparativi per l’emissione della decisione di esproprio. Durante questa fase, vengono determinati i confini del terreno da espropriare, la sua categoria e lo stato di propriet?, viene stilato l’elenco delle persone che potrebbero essere colpite dalla proposta di esproprio, viene stabilita una stima iniziale dei costi e la fonte di finanziamento e vengono prese altre misure pertinenti.

24. L’articolo 18 della legge prevede che, una volta eseguiti i passi necessari, l’autorit? espropriante presenti la sua proposta di esproprio del terreno al Consiglio dei ministri.

25. L’articolo 19 della Legge prevede che, dopo aver esaminato la proposta dell’autorit? espropriante e tutti i documenti pertinenti, il Consiglio dei Ministri possa emettere una decisione sull’esproprio del terreno. Con la stessa decisione viene istituita una commissione di valutazione per valutare il terreno e qualsiasi altro bene che deve essere espropriato.

26. L’articolo 20 della Legge prevede che il terreno in questione sia ufficialmente riconosciuto come terreno da espropriare dopo l’emissione della decisione di esproprio.

27. Gli articoli da 21 a 24 della Legge prevedono ulteriori passi da compiere dopo l’adozione della decisione di esproprio, come, ad esempio, l’istituzione di un gruppo di esproprio composto da rappresentanti di diverse autorit? statali, che dovrebbe tenere riunioni con le persone interessate dall’esproprio, e l’incarico a un valutatore indipendente, sulla base di un concorso indetto in conformit? con il diritto nazionale, che poi presenta le proprie proposte di valutazione alla commissione di valutazione e al Ministero delle Finanze.

28. L’articolo 52 della Legge e l’articolo 248 del Codice civile del 2000 stabiliscono che l’acquisizione del terreno dalla persona interessata dall’esproprio ? soggetta all’approvazione del tribunale, che deve verificare la conformit? dell’acquisizione del terreno con i requisiti della Legge sull’esproprio ed esaminare il tipo e l’importo dell’indennizzo da corrispondere alle persone interessate.

29. Ai sensi dell’articolo 35.1 del Codice degli alloggi del 2009, un terreno sottostante un condominio ? di propriet? comune dei proprietari degli appartamenti. L’articolo 36.4 del Codice vieta ai proprietari di un appartamento di dividere in natura o vendere la propria quota di propriet? comune o di compiere altri atti finalizzati alla cessione separata della propria quota.

LA LEGGE

UNIONE DELLE DOMANDE
30. Considerato l’oggetto simile delle domande, la Corte ritiene opportuno esaminarle congiuntamente in un’unica sentenza.

PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1 DELLA CONVENZIONE
31. I ricorrenti hanno lamentato un’interferenza illegittima e ingiustificata nei loro diritti di propriet?, in violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione, che recita come segue:

“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al pacifico godimento dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non nell’interesse pubblico e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Tuttavia, le disposizioni precedenti non pregiudicano in alcun modo il diritto di uno Stato di applicare le leggi che ritiene necessarie per controllare l’uso della propriet? in conformit? all’interesse generale o per assicurare il pagamento di imposte o di altri contributi o sanzioni.”

Ammissibilit?
Possessi
32. ? indiscutibile che i ricorrenti fossero proprietari di case, parti di case o appartamenti in base ai documenti di propriet? rilasciati loro (si veda la tabella allegata). I ricorrenti nei ricorsi nn. 37706/17, 59194/17, 73757/17, 75028/17 e 753/18 hanno sostenuto che anche gli appezzamenti di terreno sottostanti e/o annessi alle loro propriet? costituivano i loro rispettivi possedimenti. Il Governo non ha presentato osservazioni particolari su tale questione.

(a) Domanda n. 37706/17

33. Dal certificato di propriet? rilasciato alla ricorrente risulta che l’appezzamento di terreno sottostante la sua abitazione era di sua propriet? privata. Tale appezzamento di terreno costituiva quindi il suo possesso.

(b) Domande n. 73757/17 e 753/18

34. La ricorrente nella domanda n. 73757/17 era proprietaria di 1/3 di una casa privata e rivendicava la propriet? di 50 metri quadrati dell’appezzamento di terreno sottostante a tale casa che, secondo lei, occupava in totale 100 metri quadrati di terreno. Il Tribunale osserva che la ricorrente non le ha fornito una copia del suo certificato di propriet? e che nel fascicolo non vi sono informazioni sull’appezzamento di terreno sottostante la casa in questione.

35. La ricorrente nel ricorso n. 753/18 era proprietaria di una stanza in una casa privata di cui facevano parte anche altre nove persone. Pur sostenendo che il terreno sottostante e annesso alla casa in questione fosse anche di sua propriet? comune, non ha specificato l’entit? di tale quota. Nel respingere la sua richiesta di risarcimento nella misura in cui riguardava il danno patrimoniale relativo all’appezzamento di terreno, i tribunali nazionali hanno ritenuto che l’appezzamento di terreno sottostante la casa, che era in compropriet? di dieci persone in totale, fosse di propriet? dello Stato (si veda il paragrafo 20 sopra).

36. La Corte osserva a questo proposito che, nel caso Akhverdiyev c. Azerbaigian (n. 76254/11, 29 gennaio 2015), ha ritenuto che un “legittimo utilizzatore” di un bene immobile situato su un terreno di propriet? dello Stato avesse il diritto di ottenere il trasferimento gratuito del terreno nella sua propriet? e che tale diritto desse luogo a una “legittima aspettativa” di acquisire la propriet? del terreno. Gli appezzamenti di terreno sottostanti e annessi a una casa residenziale privata costituivano “beni” del proprietario della casa in virt? delle disposizioni del diritto interno (ibid., ?? 73-78).

37. La situazione nelle presenti domande ? tuttavia diversa. I ricorrenti avevano diritti di propriet? condivisa sulle case. Non hanno indicato se, in tal caso, potessero ottenere automaticamente il trasferimento in loro propriet? di ogni quota individuale degli appezzamenti di terreno sottostanti e/o annessi alle case o se l’appezzamento di terreno sottostante e/o annesso alla casa dovesse essere prima privatizzato da tutti i proprietari che avevano la propriet? condivisa delle case, dopodich? ciascuno avrebbe potuto trasferire la quota corrispondente del terreno alla propria propriet?. In assenza di argomentazioni fondate in tal senso, la Corte ritiene che la pretesa dei ricorrenti in relazione al terreno sottostante e/o annesso alle case, su cui avevano diritti di compropriet?, non sia stata dimostrata. Non si pu? quindi stabilire che le parti di terreno sottostanti e/o annesse alle loro propriet? costituissero “beni” ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1.

(c) Domande n. 59194/17 e 75028/17

38. I ricorrenti erano proprietari di appartamenti in condomini. La Corte osserva innanzitutto che le disposizioni di diritto interno che danno origine a una “legittima aspettativa” di acquisire la propriet? del terreno, a cui si fa riferimento nel caso Akhverdiyev (citato in precedenza), riguardavano case residenziali private e non appartamenti in condomini. Ai sensi degli articoli 35.1 e 36.4 del Codice degli alloggi (cfr. paragrafo 29), il terreno sottostante a tali edifici era di propriet? comune e condivisa dei proprietari degli appartamenti di quell’edificio, che non avevano il diritto di dividere in natura o di vendere le loro quote o di compiere altri atti volti all’alienazione separata delle rispettive quote. Pertanto, tali quote non possono essere considerate come “beni” separati in quanto tali, poich? erano collegate a un appartamento dell’edificio di cui facevano parte, costituendo cos? un’unica propriet?.

Stato di vittima
39. Nel caso di specie, il Governo non ha contestato lo status di vittima dei ricorrenti. Tuttavia, tale questione riguarda un aspetto che rientra nella giurisdizione della Corte e che quest’ultima non ? impossibilitata a esaminare d’ufficio (si veda, ad esempio, Akshin Garayev c. Azerbaigian, no. 30352/11, ? 36, 2 febbraio 2023).

40. La Corte ribadisce che un richiedente ? privato del suo status di vittima se le autorit? nazionali hanno riconosciuto, in modo esplicito o sostanziale, e poi fornito una riparazione adeguata e sufficiente per una violazione della Convenzione (si vedano, ad esempio, Centro Europa 7 S.r.l. e Di Stefano c. Italia [GC], no. 38433/09, ?? 80-81, CEDU 2012, e Mifsud e altri c. Malta, no. 38770/17, ? 49, 13 ottobre 2020).

41.La Corte osserva che nei casi in esame i ricorrenti hanno ricevuto vari importi a titolo di risarcimento (si veda la tabella allegata). Senza esaminare se tali importi possano essere considerati adeguati e sufficienti, la Corte osserva che i tribunali nazionali hanno ritenuto che l’espropriazione delle propriet? dei ricorrenti fosse stata conforme al diritto interno (si veda il paragrafo 19 supra). Non ? stata riconosciuta alcuna violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 da parte dei tribunali nazionali. In assenza di tale riconoscimento, la Corte ritiene che i ricorrenti possano ancora affermare di essere vittime della presunta violazione.

Conclusione sulla ricevibilit?
42. La Corte osserva che il presente ricorso, escluse le parti del reclamo relative alle pretese dei ricorrenti nei ricorsi nn. 59194/17, 73757/17, 75028/17 e 753/18 in relazione agli appezzamenti di terreno sottostanti e/o annessi alle loro propriet? che sono incompatibili ratione materiae, non ? manifestamente infondato n? irricevibile per gli altri motivi elencati nell’articolo 35 della Convenzione. Deve pertanto essere dichiarato ricevibile.

Il merito
Le osservazioni delle parti

43. I ricorrenti hanno presentato argomenti simili a quelli presentati davanti ai tribunali nazionali (si vedano i paragrafi 16-18).

44. Il Governo ha sostenuto che le propriet? dei ricorrenti rientravano nell’ambito dell’ordinanza del BCEA del 12 dicembre 2013 e che il Consiglio dei Ministri aveva designato la YDEA come autorit? espropriante nella sua decisione dell’11 novembre 2015. Hanno quindi sostenuto che l’ingerenza era stata legittima ed era nell’interesse generale della comunit?, in quanto la demolizione delle propriet? era stata effettuata per la costruzione di strade e reti di comunicazione di importanza statale. Il Governo ha inoltre sostenuto che i ricorrenti avevano liberamente stipulato i contratti di compravendita, accettando le somme offerte dalla YDEA a titolo di risarcimento, e poich? tali importi erano stati ritenuti equi e adeguati dai tribunali nazionali, non si poteva dire che l’ingerenza avesse imposto un onere eccessivo ai ricorrenti.

La valutazione della Corte

45. I principi giurisprudenziali pertinenti sono riassunti, in particolare, nelle cause Akhverdiyev (citata sopra, ?? 79-82) e Khalikova (citata sopra, ?? 134-36).

46. Le parti non contestano che vi sia stata un’interferenza nel pacifico godimento dei beni dei ricorrenti. La Corte non trova alcun motivo per ritenere il contrario e osserva che la demolizione delle propriet? dei ricorrenti ? stata una “privazione dei … beni” ai sensi della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione.

47. La Corte ribadisce che il primo e pi? importante requisito dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 ? che qualsiasi interferenza da parte di un’autorit? pubblica con il pacifico godimento dei beni deve essere legittima (si veda Guiso-Gallisay c. Italia, no. 58858/00, ? 82, 8 dicembre 2005; Leki? c. Slovenia [GC], no. 36480/07, ? 94, 11 dicembre 2018; e Aliyeva e altri, sopra citata, ? 128).

48. Osserva che il Governo ha invocato l’ordinanza del BCEA del 12 dicembre 2013 e la decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015 a sostegno della propria tesi secondo cui l’ingerenza nei diritti dei ricorrenti nei casi di specie era stata legittima (si veda il paragrafo 44 supra).

49. La Corte ha precedentemente affermato in cause contro l’Azerbaigian che il BCEA non aveva alcuna autorit? per espropriare propriet? private (si veda Akhverdiyev, ? 92, e Khalikova, ? 138, entrambi citati sopra). Pertanto, la sua decisione del 12 dicembre 2013 non poteva fungere da base legittima per l’espropriazione delle propriet? dei ricorrenti.

50.Per quanto riguarda la decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015, la Corte osserva quanto segue.

51. Ai sensi dell’articolo 9 della Legge sull’esproprio, l’esistenza di una necessit? statale ? stata determinata da una decisione emessa dal Consiglio dei Ministri. L’autorit? espropriante ? stata designata con la stessa decisione e i lavori preparatori per l’adozione della decisione di esproprio sono iniziati successivamente (si veda il paragrafo 23 sopra). Sembra che la decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015 abbia raggiunto gli obiettivi dettati dalla suddetta disposizione della Legge sull’esproprio (si veda il paragrafo 9 supra). Sebbene i ricorrenti abbiano anche sostenuto che nella sua decisione il Consiglio dei Ministri aveva omesso di specificare la necessit? statale per la quale le loro propriet? venivano espropriate e che aveva fatto riferimento a un Piano di Sviluppo Generale della citt? di Baku ormai superato (si veda il paragrafo 16 supra), la Corte non ritiene necessario affrontare tali questioni perch?, anche supponendo che la decisione del Consiglio dei Ministri dell’11 novembre 2015 fosse pienamente conforme ai requisiti del diritto interno, non potrebbe comunque servire come base per l’espropriazione delle propriet? dei ricorrenti per i seguenti motivi.

52. Come risulta dai fascicoli, la decisione del Consiglio dei ministri dell’11 novembre 2015 riguardava solo la fase preparatoria della procedura di esproprio. A seguito di un certo numero di passi da compiere durante tale fase, la YDEA doveva presentare la sua proposta di esproprio dei terreni in questione al Consiglio dei Ministri e quest’ultimo doveva poi emettere una decisione sull’esproprio ai sensi dell’articolo 19 della legge sull’esproprio. Solo dopo l’adozione di tale decisione ? stato possibile istituire una commissione di valutazione e coinvolgere un valutatore indipendente nel processo di valutazione delle propriet? da espropriare (si vedano i paragrafi 25 e 27). Tuttavia, ci? non ? accaduto nei casi in esame, dato che il Consiglio dei Ministri non ha mai emesso una decisione sull’esproprio e il valutatore A.E. ? stato coinvolto nel processo su richiesta della YDEA senza alcuna decisione del Consiglio dei Ministri in tal senso (si veda il paragrafo 10 sopra).

53. Le considerazioni che precedono sono sufficienti per consentire alla Corte di concludere che la procedura nazionale per l’espropriazione di beni di propriet? privata non ? stata seguita nei casi di specie. Pertanto, l’ingerenza nel pacifico godimento dei beni dei ricorrenti non ? stata effettuata nel rispetto delle “condizioni previste dalla legge”. Questa conclusione rende superfluo accertare se sia stato raggiunto un giusto equilibrio tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e quelle della tutela dei diritti fondamentali dell’individuo (si veda, ad esempio, Maharramov v. Azerbaijan, no. 5046/07, ? 65, 30 marzo 2017).

54. Vi ? stata di conseguenza una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione.

ALTRE PRESUNTE VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE
55. Tutti i ricorrenti hanno lamentato, ai sensi dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, che le sentenze dei tribunali nazionali nelle loro cause non erano state adeguatamente motivate. Hanno inoltre lamentato, ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione, una violazione del diritto al rispetto del proprio domicilio.

56. Tenuto conto dei fatti delle cause, delle osservazioni delle parti e delle sue conclusioni di cui sopra, la Corte ritiene di aver esaminato la principale questione giuridica sollevata nei presenti ricorsi e che non sia necessario esaminare la ricevibilit? e il merito delle suddette doglianze (cfr. Akhverdiyev, sopra citata, ? 105; cfr. anche Centre for Legal Resources per conto di Valentin C?mpeanu c. Romania [GC], n. 47848/08, ? 156, CEDU 2014).

APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE

57. L’articolo 41 della Convenzione prevede:

“Se la Corte constata una violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente interessata consente una riparazione solo parziale, la Corte accorda, se necessario, una giusta soddisfazione alla parte lesa”.

58. I ricorrenti hanno chiesto vari importi a titolo di danni patrimoniali e non patrimoniali e a titolo di costi e spese (si veda la tabella allegata).

59. Il Governo ha sostenuto che le somme richieste erano eccessive ed esagerate e che i ricorrenti non avevano presentato alcun documento a sostegno delle loro richieste.

60. La Corte ritiene che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non sia pronta per la decisione. ? quindi necessario riservare la questione, tenendo conto della possibilit? di un accordo tra lo Stato convenuto e i ricorrenti (articolo 75, paragrafi 1 e 4, del Regolamento della Corte).

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,

decide di accogliere le domande;

Dichiara irricevibile la parte del reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione riguardante le pretese dei ricorrenti nei ricorsi nn. 59194/17, 73757/17, 75028/17 e 753/18 in relazione agli appezzamenti di terreno sottostanti e/o annessi alle loro propriet?, e ricevibile il resto dei reclami in tali ricorsi;
Dichiara ricevibile il reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione nei ricorsi nn. 37706/17 e 47835/17;
Dichiara che vi ? stata una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione;
Ritiene che non sia necessario esaminare la ricevibilit? e il merito dei ricorsi ai sensi degli articoli 6 e 8 della Convenzione;
Ritiene che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non sia pronta per la decisione; di conseguenza,
(a) si riserva la questione nel suo complesso;

(b) invita il Governo e i ricorrenti a presentare, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diventer? definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni scritte al riguardo e, in particolare, a comunicare alla Corte l’eventuale accordo raggiunto;

si riserva l’ulteriore procedura e delega al Presidente della Camera il potere di fissarla se necessario.
Fatto in inglese e notificato per iscritto il 31 agosto 2023, ai sensi dell’articolo 77, paragrafi 2 e 3, del Regolamento della Corte.

Renata Degener Marko Bo?njak
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

FIRST SECTION

CASE OF BAGIROVA AND OTHERS v. AZERBAIJAN

(Applications nos. 37706/17 and 5 others)

JUDGMENT
(Merits)

Art 1 P1 ? Peaceful enjoyment of possessions ? Unlawful expropriation of the applicants? properties for State needs ? Failure to comply with domestic legal procedure on expropriation of privately-owned property

STRASBOURG

31 August 2023

FINAL

30/11/2023

This judgment has become final under Article 44 ? 2 of the Convention.
It may be subject to editorial revision.

In the case of Bagirova and Others v. Azerbaijan,

The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:

Marko Bo?njak, President,
Alena Pol??kov?,
Krzysztof Wojtyczek,
L?tif H?seynov,
P?ter Paczolay,
Ivana Jeli?,
Gilberto Felici, judges,
and Renata Degener, Section Registrar,

Having regard to:

the six applications against the Republic of Azerbaijan lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by six Azerbaijani nationals on various dates (see the appended table);

the decision to give notice to the Azerbaijani Government (?the Government?) of the complaints under Article 6 ? 1 (right to a reasoned judgment) and Article 8 of the Convention as well as Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention and to declare the remainder of the applications inadmissible;

the parties? observations;

Having deliberated in private on 4 July 2023,

Delivers the following judgment, which was adopted on that date:

INTRODUCTION

1. The present applications concern the expropriation of the applicants? properties for State needs and raise issues mainly under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.

THE FACTS

2. The personal details of the applicants and their representatives are set out in the appended table.

3. The Government were represented by their Agent, Mr ?. ?sg?rov.

4. The facts of the cases may be summarised as follows.

BACKGROUND INFORMATION AND RELEVANT LEGAL ACTS
5. On 12 December 2013 the head of the Baku City Executive Authority (?the BCEA?) issued order no. 501 on the basis of which the buildings and houses located in the area bounded by Azerbaijan, N. Narimanov and Inshaatchilar Avenues and A. Huseynzade, Tolstoy, I. Gutgashinli, G. Khalilov, B. Aghayev and Landau Streets in Baku were to be vacated and demolished for the purpose of construction and landscaping works in connection with a project to improve road-traffic infrastructure. The implementation of the order was assigned to the Yasamal District Executive Authority (?the YDEA?).

6. The applicants owned private houses, parts of houses or flats (?the properties? ? see the appended table) located in the above-mentioned area.

7. Starting from the beginning of 2014, the representatives of the YDEA and various other State authorities had meetings with the residents of the area. According to the applicants, during one of those meetings, held on 3 March 2014, A.S., the deputy head of the Cabinet of the Ministers of Azerbaijan at the relevant time, stated that the properties would not be expropriated for State needs and instead would be purchased on the basis of contracts of sale, which would be entered into on a voluntary basis.

8. Sometime in the spring of 2014 the representatives of the YDEA invited the residents in the area to leave their properties in exchange for 1,500 Azerbaijani manats (AZN ? approximately 1,380 euros at the relevant time) per sq. m of their properties in compensation. Some of the residents accepted the offer and left their properties. Following their departure, the YDEA started demolishing those residents? properties and also completely or partially suspended the provision of utility services to the remaining properties, which made living conditions difficult for the remaining residents.

9. On 11 November 2015 the Cabinet of Ministers adopted decision no. 358, on the basis of which the YDEA was designated as the State body responsible for expropriating the properties located in a certain area, which included the area bounded by the above-mentioned streets (see paragraph 5 above) for the purpose of construction of roads and other communication networks of State importance in accordance with the General Development Plan of the City of Baku. By the same order, the Cabinet of Ministers instructed the YDEA to carry out preparatory measures for the expropriation of properties for State needs and to present proposals to the Cabinet of Ministers to that end.

10. Starting from December 2015, A.E., a private company which had been engaged by the YDEA to act as an evaluator, issued valuation reports (qiym?tl?ndirm? aktlar?) in respect of the applicants? properties. According to those reports, the market value of the properties to be expropriated was AZN 1,250 per sq. m and thus, together with additional 20% compensation to be paid in accordance with Presidential Decree no. 689 of 26 December 2007 (see paragraph 21 below), the amount of the proposed compensation was AZN 1,500 per sq. m, that is, the same amount as had been offered by the State authorities in 2014.

11. On various dates the applicants? properties were demolished (see the appended table).

12. On various dates and, in some cases, after their properties had been damaged or partially demolished, the applicants, except the applicant in application no. 47835/17, entered into sale and purchase contracts with the YDEA and received certain sums by way of compensation (see the appended table).

COURT PROCEEDINGS
13. On various dates the YDEA brought proceedings against the applicants, or the applicants lodged claims against the YDEA, within the same proceedings or separately, with Baku Administrative-Economic Court No. 1 or the Yasamal District Court. Relying on the Cabinet of Minister?s decision of 11 November 2015, the YDEA submitted that the applicants? properties fell within the framework of the said decision and asked the first-instance courts to order their expropriation, in return for compensation based on A.E.?s valuation reports, and the applicants? eviction from those properties. The applicants, for their part, complained that YDEA?s actions had breached their rights, in particular their property rights. The applicants who had entered into sale and purchase contracts with the YDEA (see paragraph 12 above) also initiated separate proceedings seeking the invalidation of those contracts.

14. On various dates, relying, inter alia, on Articles 157.9, 246.1 and 248 of the Civil Code and Articles 3.1, 4.1, 9.1, 20, 22.1 and 52 of the Law on Expropriation of Land for State Needs (?the Law on Expropriation?; see paragraphs 21-28 below), the above-mentioned first-instance courts granted the YDEA?s claims and dismissed those of the applicants. Following subsequent appeals against the judgments of the first-instance courts, they were upheld by the Baku Court of Appeal and the Supreme Court (see the appended table).

15. The arguments presented by the applicants during those proceedings and the findings of the domestic courts may be summarised as follows.

16. The applicants argued, referring also to the statement made by A.S. (see paragraph 7 above), that there had been no State need for the expropriation of their properties as the roads to be improved in the area were of only local importance. They further argued that the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015 had failed to specify the State need at stake, instead using general formulae taken from the text of Article 3 of the Law on Expropriation (see paragraph 22 below), and that it had referred to the General Development Plan of the City of Baku which had covered the period up to 2005 and had therefore no longer been in force at the time of the events in question. They also argued that the above-mentioned decision could not be a basis for expropriating their properties because it had concerned only the preparatory phase with a view to expropriation for State needs whereas domestic law required the adoption of another decision by the Cabinet of Ministers on the expropriation itself.

17. The applicants further argued that the designation of a valuation commission and an independent evaluator (A.E. in the present case) could only have been done following a decision in that respect adopted by the Cabinet of Ministers. They also contested the amounts offered or paid to them, arguing that they had not been in accordance with the market value of their properties. In support of that argument, the applicants, except the applicant in application no. 59194/17, submitted expert valuations prepared by private companies and sought awards for pecuniary and non-pecuniary damage. The applicants in applications nos. 37706/17, 59194/17, 73757/17, 75028/17 and 753/18 also claimed compensation in respect of the land underlying and/or attached to their properties.

18. As to the sale and purchase contracts, the applicants argued that they had had no choice but to sign them either because the living conditions, as a result of the demolition work going on around them and frequent cuts in the provision of utility services, had become too difficult or, in some cases, because their properties had been damaged or partially demolished during the demolition of neighbouring properties while their cases had still been pending before the courts.

19. The domestic courts found that the expropriation of the applicants? properties in return for the compensation proposed by the YDEA had complied with the requirements under domestic law, and that the amounts offered or paid to them under the sale and purchase contracts had been adequate. The courts held that those contracts had been entered into voluntarily and in compliance with the provisions of domestic law and that the applicants had failed to submit any evidence to the contrary.

20. The courts dismissed the applicants? claims in respect of the plots of land underlying and/or attached to their properties as well as the expert reports presented by them. In the proceedings concerning the claims of the applicants in applications nos. 47835/17 and 73757/17, the courts specifically noted that the reports submitted by the applicants could not be accepted as reliable evidence because the surface areas of their properties according to those reports were different from the surface areas indicated in their ownership documents. In the proceedings concerning the claim of the applicant in application no. 753/18, the courts dismissed the report, finding that the estimated market value included the value of the plot of land underlying the house, when in fact that land was State-owned and had been occupied by ten individuals (including the applicant).

RELEVANT LEGAL FRAMEWORK

21. The relevant provisions of domestic law and the relevant international reports concerning expropriation in Azerbaijan were summarised in Khalikova v. Azerbaijan (no. 42883/11, ?? 71-75 and 80-92, 22 October 2015), and Aliyeva and Others v. Azerbaijan (nos. 66249/16 and 6 others, ?? 48-71 and 89-91, 21 September 2021).

22. Article 3.1 of the Law on Expropriation of Land for State Needs of 20 April 2010 provides an exhaustive list of State needs for which expropriation may take place under that Law. Building and installing roads of State importance and other communication networks (main oil and gas pipelines, sewers, high-voltage electricity lines and hydraulic structures) is one of them.

23. Article 9 of the Law provides that the existence of a State need is determined by a decision issued by the Cabinet of Ministers. By the same decision the expropriating authority is appointed and preparation for issuing a decision on expropriation is started. During that phase, the borders of the land to be expropriated, its category and ownership status are determined, the list of persons that could be affected by the proposed expropriation is drawn up, an initial estimate of the cost and the source of the financing is established, and other relevant steps are taken.

24. Article 18 of the Law provides that after the relevant steps are carried out, the expropriating authority presents its proposal concerning the expropriation of the land to the Cabinet of Ministers.

25. Article 19 of the Law provides that, after examining the expropriating authority?s proposal and all the relevant documents, the Cabinet of Ministers may issue a decision on the expropriation of the land. By the same decision a valuation commission is set up in order to evaluate the land and any other property that has to be expropriated.

26. Article 20 of the Law provides that the land at issue is officially recognised as the land to be expropriated following the issuance of the decision on expropriation.

27. Articles 21-24 of the Law provide for further steps to be taken following the adoption of the decision on expropriation, such as, for instance, establishment of an expropriation group comprised of the representatives of different State authorities, which should hold meetings with the persons affected by the expropriation, and the commissioning of an independent evaluator, on the basis of a competition held in accordance with domestic law, who then presents his or her or its proposals on valuation to the valuation commission and the Ministry of Finance.

28. Article 52 of the Law and Article 248 of the Civil Code of 2000 provide that the acquisition of the land from the person affected by expropriation is subject to court approval, which should verify the compliance of the acquisition of the land with the requirements of the Law on Expropriation, and examine the type and amount of the compensation to be paid to the affected persons.

29. Under Article 35.1 of the Housing Code of 2009 a plot of land underlying an apartment building is in the common shared ownership of the owners of the apartments. Article 36.4 of the Code prohibits the owner of an apartment from dividing in kind or selling his or her share in the common property or performing other acts aimed at the separate disposal of their share.

THE LAW

JOINDER OF THE APPLICATIONS
30. Having regard to the similar subject matter of the applications, the Court finds it appropriate to examine them jointly in a single judgment.

ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL No. 1 TO THE CONVENTION
31. The applicants complained that there had been an unlawful and unjustified interference with their property rights, in breach of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which reads as follows:

?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.

The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?

Admissibility
Possessions
32. It is undisputed that the applicants owned houses, parts of houses or flats in accordance with the ownership documents issued to them (see the appended table). The applicants in applications nos. 37706/17, 59194/17, 73757/17, 75028/17 and 753/18 claimed that the plots of land underlying and/or attached to their properties also constituted their respective possessions. The Government did not make any particular submissions on that issue.

(a) Application no. 37706/17

33. It appears from the certificate of ownership issued to the applicant that the plot of land underlying her house was in her private ownership. That plot of land thus constituted her possession.

(b) Applications nos. 73757/17 and 753/18

34. The applicant in application no. 73757/17 owned 1/3 of a private house and claimed ownership of 50 sq. m of the total plot of land underlying that house which, according to her, occupied in total 100 sq. m of land. The Court notes that the applicant has not provided it with a copy of her certificate of ownership and that there is no information about the plot of land underlying the house in question in the case file.

35. The applicant in application no. 753/18 owned a room in a private house of which nine other individuals also had shares. While she claimed that the land underlying and attached to the house in question was also in her shared ownership, she did not specify the size of any such share. When dismissing her claim in so far as it concerned pecuniary damage in respect of the plot of land, the domestic courts held that the plot of land underlying the house, which was in the shared ownership of ten persons in total, was State?owned land (see paragraph 20 above).

36. The Court notes in this connection that, in the case of Akhverdiyev v. Azerbaijan (no. 76254/11, 29 January 2015), it held that a ?lawful user? of immovable property located on State-owned land had a right to have the land transferred into his or her ownership free of charge and that this right gave rise to a ?legitimate expectation? of acquiring ownership of the land. Plots of land underlying and attached to a private residential house constituted the ?possessions? of the owner of the house by virtue of provisions of domestic law (ibid., ?? 73-78).

37. The situation in the present applications is, however, different. The applicants had shared ownership rights to the houses. They have not indicated whether in such a case they could automatically have any individual share in the plots of land underlying and/or attached to the houses transferred into their ownership or whether the plot of land underlying and/or attached to the house had to be first privatised by all owners who had shared ownership of the houses following which each person could transfer any corresponding share in the land to his or her ownership. In the absence of any substantiated arguments to that end, the Court considers that the applicants? claim in respect of the plot of land underlying and/or attached to the houses, to which they had shared ownership rights, has not been made out. It cannot therefore be established that the parts of the plots of land underlying and/or attached to their properties amounted to their ?possessions? within the meaning of Article 1 of Protocol No. 1.

(c) Applications nos. 59194/17 and 75028/17

38. The applicants owned flats in apartment buildings. The Court firstly observes that the domestic law provisions giving rise to a ?legitimate expectation? of acquiring ownership of the land, which were referred to in the case of Akhverdiyev (cited above), concerned private residential houses and not flats in apartment buildings. Under Articles 35.1 and 36.4 of the Housing Code (see paragraph 29 above), the land underlying such buildings was in the common, shared ownership of the owners of the apartments in that building, who did not have the right to divide in kind or sell their shares or to perform other acts aimed at the separate alienation of their respective shares. Therefore, such shares cannot be regarded as separate ?possessions? as such because they were attached to an apartment in the building of which they formed a part, thus constituting one whole property.

Victim status
39. In the present case, the Government have not contested the applicants? victim status. However, this issue concerns a matter which goes to the Court?s jurisdiction and which the Court is not prevented from examining of its own motion (see, for example, Akshin Garayev v. Azerbaijan, no. 30352/11, ? 36, 2 February 2023).

40. The Court reiterates that an applicant is deprived of his or her status as a victim if the national authorities have acknowledged, either expressly or in substance, and then afforded appropriate and sufficient redress for a breach of the Convention (see, for example, Centro Europa 7 S.r.l. and Di Stefano v. Italy [GC], no. 38433/09, ?? 80-81, ECHR 2012, and Mifsud and Others v. Malta, no. 38770/17, ? 49, 13 October 2020).

41. The Court observes that in the present cases the applicants received various amounts as compensation (see the appended table). Without examining whether those amounts could be regarded as appropriate and sufficient, the Court notes that the domestic courts held that the expropriation of the applicants? properties had been in compliance with the domestic law (see paragraph 19 above). There was no acknowledgement of a breach of Article 1 of Protocol No. 1 by the domestic courts. In the absence of any such acknowledgement, the Court considers that the applicants can still claim to be victims of the alleged violation.

Conclusion as regards admissibility
42. The Court notes that this complaint, excluding the parts of the complaint concerning the claims of the applicants in applications nos. 59194/17, 73757/17, 75028/17 and 753/18 in respect of the plots of land underlying and/or attached to their properties which are incompatible ratione materiae, is neither manifestly ill?founded nor inadmissible on any other grounds listed in Article 35 of the Convention. It must therefore be declared admissible.

Merits
The parties? submissions
43. The applicants presented similar arguments to those submitted before the domestic courts (see paragraphs 16-18 above).

44. The Government submitted that the applicants? properties fell under the framework of the BCEA?s order of 12 December 2013 and that the Cabinet of Ministers had designated the YDEA as the expropriating authority in its decision of 11 November 2015. They therefore argued that the interference had been lawful and was in the general interest of the community, as the demolition of the properties had been carried out for the construction of roads and communication networks of State importance. The Government further argued that the applicants had freely entered into the sale and purchase contracts, accepting the sums offered by the YDEA as compensation, and since those amounts had been found to be fair and adequate by the domestic courts, the interference could not be said to have imposed an excessive burden on the applicants.

The Court?s assessment
45. The relevant case-law principles are summarised, in particular, in the cases of Akhverdiyev (cited above, ?? 79-82), and Khalikova (cited above, ?? 134-36).

46. It is not disputed by the parties that there has been an interference with the applicants? peaceful enjoyment of their possessions. The Court does not find any ground to hold otherwise and notes that the demolition of the applicants? properties amounted to a ?depriv[ation] of … possessions? within the meaning of the second sentence of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.

47. The Court reiterates that the first and most important requirement of Article 1 of Protocol No. 1 is that any interference by a public authority with the peaceful enjoyment of possessions should be lawful (see Guiso?Gallisay v. Italy, no. 58858/00, ? 82, 8 December 2005; Leki? v. Slovenia [GC], no. 36480/07, ? 94, 11 December 2018; and Aliyeva and Others, cited above, ? 128).

48. It observes that the Government relied on the BCEA?s order of 12 December 2013 and the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015 in support of their argument that the interference with the applicants? rights in the present cases had been lawful (see paragraph 44 above).

49. The Court has previously held in cases against Azerbaijan that the BCEA did not have any authority to expropriate privately-owned property (see Akhverdiyev, ? 92, and Khalikova, ? 138, both cited above). Therefore, its decision of 12 December 2013 could not serve as a lawful basis for expropriation of the applicants? properties.

50. As to the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015, the Court notes the following.

51. Under Article 9 of the Law on Expropriation, the existence of a State need was determined by a decision issued by the Cabinet of Ministers. The expropriating authority was designated by the same decision and preparatory work for adoption of the decision on expropriation started after that (see paragraph 23 above). It appears that the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015 served the purposes dictated by the above-mentioned provision of the Law on Expropriation (see paragraph 9 above). While the applicants also argued that in its decision the Cabinet of Ministers had failed to specify the State need for which their properties were being expropriated and that it had referred to an outdated General Development Plan of the City of Baku (see paragraph 16 above), the Court does not find it necessary to address those issues because, even assuming that the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015 fully complied with the requirements of domestic law, it still could not serve as a basis for the expropriation of the applicants? properties for the following reasons.

52. As is apparent from the case files, the Cabinet of Ministers? decision of 11 November 2015 concerned the preparatory phase of the expropriation procedure only. Following a certain number of steps to be taken during that phase, the YDEA had to present its proposal for the expropriation of the relevant land to the Cabinet of Ministers and the latter then had to issue a decision on the expropriation in accordance with Article 19 of the Law on Expropriation. Only after the adoption of such a decision could a valuation commission be set up and an independent evaluator be involved in the process for the valuation of the properties to be expropriated (see paragraphs 25 and 27 above). However, that did not happen in the present cases given that the Cabinet of Ministers never issued a decision on expropriation and the evaluator A.E. was involved in the process upon YDEA?s request without any decision of the Cabinet of Ministers to that effect (see paragraph 10 above).

53. The foregoing considerations are sufficient to enable the Court to conclude that the domestic procedure for the expropriation of privately?owned property was not followed in the present cases. Therefore, the interference with the applicants? peaceful enjoyment of their possessions was not carried out in compliance with the ?conditions provided for by law?. That conclusion makes it unnecessary to ascertain whether a fair balance was struck between the demands of the general interest of the community and the requirements of the protection of the individual?s fundamental rights (see, for example, Maharramov v. Azerbaijan, no. 5046/07, ? 65, 30 March 2017).

54. There has accordingly been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.

OTHER ALLEGED VIOLATIONS OF THE CONVENTION
55. All the applicants complained under Article 6 ? 1 of the Convention that the domestic courts? judgments in their cases had not been properly reasoned. They also complained under Article 8 of the Convention of a violation of their right to respect for their home.

56. Having regard to the facts of the cases, the submissions of the parties, and its findings above, the Court considers that it has examined the main legal question raised in the present applications and that there is no need to examine the admissibility and merits of the above-mentioned complaints (compare Akhverdiyev, cited above, ? 105; compare also Centre for Legal Resources on behalf of Valentin C?mpeanu v. Romania [GC], no.47848/08, ? 156, ECHR 2014).

APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
57. Article 41 of the Convention provides:

?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?

58. The applicants claimed various amounts in respect of pecuniary and non-pecuniary damage and in respect of costs and expenses (see the appended table).

59. The Government submitted that the sums claimed were excessive and exaggerated and that the applicants had failed to submit any documents to substantiate their claims.

60. The Court considers that the question of the application of Article 41 is not ready for decision. It is therefore necessary to reserve the matter, due regard being had to the possibility of an agreement between the respondent State and the applicants (Rule 75 ?? 1 and 4 of the Rules of Court).

FOR THESE REASONS, THE COURT, UNANIMOUSLY,

Decides to join the applications;
Declares the part of the complaint under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention concerning the claims of the applicants in applications nos. 59194/17, 73757/17, 75028/17 and 753/18 in respect of the plots of land underlying and/or attached to their properties inadmissible, and the remainder of the complaints in those applications admissible;
Declares the complaint under Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention in applications nos. 37706/17 and 47835/17 admissible;
Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention;
Holds that there is no need to examine the admissibility and merits of the complaints under Articles 6 and 8 of the Convention;
Holds that the question of the application of Article 41 of the Convention is not ready for decision; accordingly,
(a) reserves the said question in whole;

(b) invites the Government and the applicants to submit, within three months from the date on which the judgment becomes final in accordance with Article 44 ? 2 of the Convention, their written observations on the matter and, in particular, to notify the Court of any agreement that they may reach;

Reserves the further procedure and delegates to the President of the Chamber the power to fix the same if need be.
Done in English, and notified in writing on 31 August 2023, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.

Renata Degener Marko Bo?njak
Registrar President

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024