AFFAITE V,C c, ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAITE V,C c, ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,03,08
Numero: 54227/14/2018
Stato: Italia
Data: 2018-02-01 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni
Violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3 – Trattamento degradante
Trattamento disumano Obblighi positivi,
Violazione dell’articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare, Articolo 8 – Obblighi positivi Articolo 8-1 – Rispetto della vita privata,
Danno morale – risarcimento, Articolo 41 – Danno morale Soddisfazione equa,

PRIMA SEZIONE

CAUSA V.C. c. ITALIA

(Richiesta no 54227/14)

SENTENZA

STRASBURGO

1 febbraio 2018

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa V.C. c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, giudici,
e di Renata Degener, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 12 dicembre 2017,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 54227/14) diretta contro la Repubblica italiana e di cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra V.C. (“il ricorrente”), ha investito la Corte il 23 luglio 2014 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”). Il presidente della sezione ha aderito alla domanda di no-divulgazione della sua identit? formulata dal ricorrente, articolo 47 ? 4 dell’ordinamento della Corte.
2. Il ricorrente ? stato rappresentato dai Miei S. Menichetti e C. Carrano, avvocati a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora, e col suo co-agente, la Sig.ra Sig. L. Aversano.
3. Il 24 agosto 2016, la richiesta ? stata comunicata al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DI LO SPECIFICO
4. Il ricorrente ? nato nel 1997.
5. Dopo il decesso di sua nonna, sopraggiunta nel 2010, il ricorrente, all’epoca minorenne, cominci? ad esprimere dei segni di sconforto. I suoi genitori chiesero il parere di un psichiatra che sottoline? che la loro ragazza soffriva di instabilit? emozionale, alterno dei periodi di collera e dei periodi di eccitazione.
6. Il 19 aprile 2013, il ricorrente partecip? ad una festa dove circolavano della droga e dell’alcol. La polizia arriv? sui luoghi, investe la droga e l’alcol e verific? l’identit? dei minore presenti.
A. Il procedimento dinnanzi al tribunale per bambini ed il collocamento del minore
7. Il 23 aprile 2013, il prefetto di Roma inform? il procuratore presso il tribunale per bambini della stessa citt? (“il tribunale per bambini”) dell’intervento poliziesco effettuato il 19 aprile 2013 e della presenza del minorenne V.C. sui luoghi oggetto di questo intervento. Un’inchiesta penale fu aperta ed il procuratore presso il tribunale per bambini ne fu informato.
8. Il 31 maggio 2013, il procuratore intese i genitori di V.C. Questi ultimi riferirono le difficolt? espresse dal loro bambino e si dichiararono inquieti per lei, precisando a questo riguardo che la loro ragazza si drogava e rubava del denaro alla casa. Di pi?, informarono il procuratore che, secondo il psichiatra che seguiva il ricorrente, soffriva di un’agitazione bipolare e di un’agitazione del deficit dell’attenzione dovuta all’uso di stupefacenti e mostrava anche dei segni di un personalit? borderline ed antisociale.
9. In seguito, nel giugno 2013, i genitori di V.C. informa il procuratore che avevano scoperto, sul conto Facebook della loro ragazza, che un fotografo si era messo in contatto con questa per fare delle fotografie a carattere pornografico. Il Governo sostiene che, a questa occasione, i genitori hanno indicato al procuratore che il loro bambino non desiderava rendersi in una determinazione specializzata.
10. Il 5 giugno 2013, il procuratore intese il minore che dichiar? che aveva cominciato a consumare della droga all’et? di dodici anni e che aveva da ordinanza. L’interessata indic? opporre al suo collocamento in una determinazione specializzata o in una famiglia di accoglimento.
11. Il 25 giugno 2013, la madre del ricorrente inform? con telefono il procuratore che la situazione non aveva migliorato e che il ricorrente era stato contattato per fare delle fotografie a carattere pornografico.
12. Il 2 luglio 2013, il procuratore segnal? al tribunale per bambini che risultava delle dichiarazioni dei genitori e dei queste del ricorrente che aveva confessato avere lasciato la scuola ed avere fatto uso di droga cos? come dei diagnostici effettuata dal psichiatra che V.C. si trovava in una situazione di pericolo ai motivi che non frequentava pi? la scuola e che esisteva un rischio che fosse mischiata ad una rete di prostituzione di bambini, dato che aveva era contattata per fare delle foto. Il procuratore chiese al tribunale per bambini di aprire un procedimento in emergenza al senso dell’articolo 25 del decreto reale no 1404 di 1934 dunque, di procedere al collocamento del minore in una determinazione specializzata e di affidare la sua guardia ai servizi sociali.
13. Il 24 luglio 2013, il tribunale design? un giudice, giudice onorario, per intendere il minore, i suoi genitori ed i servizi sociali, per verificare l’ambiente in che il bambino si trovava e di prendere le misure opportune per proteggerla.
14. Il 14 ottobre 2013, o vicino a tre mesi pi? tardi, il tribunale per bambini convoc? i servizi sociali che non si presentarono.
15. Il tribunale convoc? i genitori del minore per il 21 ottobre 2013. Questi furono sentiti nella mancanza dei servizi sociali e, a questa occasione, affermarono che il loro bambino non voleva essere sentito.
16. Il 24 ottobre 2013, il procuratore chiese al giudice di affidare la guardia del minore ai servizi sociali e di porre l’interessata in una determinazione specializzata.
17. Il 9 dicembre 2013, il tribunale per bambini, dopo avere inteso i genitori ed avere versato alla pratica le conversazioni che il minore che aveva rifiutato di essere estesa, aveva avuto sul suo conto Facebook, e conta tenuto che i servizi sociali non si erano presentati all’udienza, decise che era necessario affidare la guardia del ricorrente ai servizi sociali e decise il suo collocamento, per un periodo iniziale di dodici mesi, in una determinazione specializzata affinch? il minore, col verso di un progetto specifico, potesse essere aiutato a rettificare il suo comportamento, qualificato di irregolare, e cos? ritrovare una vita normale.
18. Il 11 dicembre 2013, i servizi sociali riceverono copia della decisione cos? presa dal tribunale.
19. Il 17 dicembre 2013 ebbe luogo la prima manutenzione tra i servizi sociali ed i genitori del minore. All’epoca di questa manutenzione, questi ultimi informarono i servizi sociali che c’era un rischio che la loro ragazza fosse mischiata ad una rete di prostituzione e che un’inchiesta penale era in corso.
20. Il 18 dicembre 2013, i servizi sociali si misero in contatto col psichiatra che seguiva il bambino, poi incontrarono questa.
21. Il 19 dicembre 2013, il procuratore presso del tribunale penale inform? presso il procuratore del tribunale per bambini che un’inchiesta penale era in corso contro due persone per sfruttamento della prostituzione del ricorrente. Questa ultima era stata sentita il 4 e 9 dicembre (vedere sotto paragrafo 48).
Il procuratore sottoline? che un arresto dei due sospetti era imminente e chiese presso al procuratore del tribunale per bambini di informarlo delle misure prese per l’esecuzione della decisione del tribunale per bambini del 9 dicembre 2013, paragrafo 17 sopra, dato che il ricorrente doveva essere sentito nella cornice l’udienza ad hoc, proposizione incidentale probatorio, (vedere qui sotto paragrafo 51.
22. Il 20 dicembre 2013, il ricorrente riafferm? volere non essere posta in una determinazione specializzata.
23. Nel gennaio 2014, diede per? il suo consenso al suo collocamento in una determinazione specializzata.
24. Il 30 gennaio 2014, i servizi sociali si misero in contatto col servizio regionale competente in materia di addiction alla droga per ottenere delle informazioni sul modo di procedere ad un svezzamento.
25. Nella notte del 30 al 31 gennaio 2014, V.C. ? vittima di un stupro, violenza sessuale, commesso con due persone (vedere sotto paragrafo 54). Il 31 gennaio, il ricorrente and? all’ospedale con un ufficiale di polizia e sua madre per farsi esaminare.
26. Il 6 febbraio 2014, i servizi sociali indicarono al tribunale per bambini che avevano avuto parecchie manutenzioni coi genitori di V.C, cos? come con la psicologa ed il psichiatra che seguivano questa. L’informarono anche che il minore aveva accettato la proposta di essere posta in una determinazione specializzata per seguire una cura di disintossicazione.
27. Il 7 febbraio 2014, i servizi sociali furono informati dell’aggressione subita dal ricorrente.
28. Il 19 febbraio 2014, la presidentessa del tribunale per bambini chiese in emergenza ai servizi sociali di informarlo sulle misure prese in favore del minore. Sottoline? che, tenuto conto dell’et? di questa ultima, era ancora possibile ottenere un cambiamento nel suo comportamento e che bisognava mettere in posto un progetto per sottrarrla ai rischi ai quali era esposta.
29. Il 25 febbraio 2014, non avendo ricevuto nessuna informazione sulla situazione del minore, il tribunale per bambini chiese alle strutture competenti dei servizi sociali di preparare un rapporto sulle misure prese in favore dell’interessata.
30. Il 13 marzo 2014, il servizio competente in materia di salute mentale dei minore inform? il tribunale che il ricorrente era stato diagnosticato come essendo asociale e tossicomane e che aveva dato il suo accordo al suo collocamento in un centro di cure, comunit? terapeutica, e che, di conseguenza, aveva chiesto al centro V.L. di prenderla incaricati.
31. Il 17 marzo 2014, il servizio competente in materia di toxicod?pendances indic? al tribunale per bambini che il minore non aveva dato il suo consenso al suo collocamento e che, ad ogni modo, una perizia psichiatrica era necessaria prima di procedere a questo.
32. Il 27 marzo 2014, i servizi sociali chiesero il collocamento temporaneo del minore in una casa di accoglimento. Il 31 marzo 2014, la casa di accoglimento scelto segnal? che non aveva posti disponibili.
33. Con un rapporto del 3 aprile 2014, il servizio competente in materia di toxicod?pendances inform? il tribunale che aveva scelto un centro di cure dove il minore avrebbe potuto seguire un percorso di riabilitazione.
34. Il 3 aprile 2014, i genitori di V.C. domanda al tribunale l’esecuzione della decisione del 9 dicembre 2013 che contemplava il collocamento in una determinazione specializzata per aiutare il minore. Chiesero anche che un curatore fosse nominato e che il tribunale prendesse delle misure urgenti per proteggere la loro ragazza.
35. Il 4 aprile 2014, il tribunale per bambini decise il collocamento immediato del minore nel centro di cure Karisma. Questa misura prese effetto il 14 aprile 2014.
36. Il 2 luglio 2014, gli educatori del centro Karisma osservarono che il minore mostrava un comportamento difficile dovuto ad una dipendenza alla droga ed all’alcol.
37. Il 19 dicembre 2014, il centro di cure Karisma inform? i servizi sociali che i problemi del minore persistevano e che le sue infrastrutture non erano adeguate per fare a fronte, tenuto conto della tossicodipendenza dell’interessata. Chiese il trasferimento del minore in un centro specializzato competente nella presa incaricata dei minorenne addictifs alle droghe.
38. I servizi sociali non risposero a questa domanda.
39. Il 7 settembre 2015, V.C. lascia il centro Karisma e torn? a casa i suoi genitori.
40. Il 22 ottobre 2015, i servizi sociali fecero pervenire un rapporto al tribunale per bambini in che sottolineavano che due manutenzioni avevano avuto luogo coi genitori del ricorrente e che una perizia psichiatrica era stata condotta. Secondo il perito, soffriva di un’agitazione delle capacit? aritmetiche e gli era raccomandato di seguire una terapia farmacologica.
41. Il 19 maggio 2016, il tribunale per bambini tenne un’udienza alla quale i servizi sociali non si presentarono. Il ricorrente fu sentito a questa occasione. Rifer? che aveva ricominciato a frequentare la scuola e che era seguita ancora dai servizi sociali. Indic? che aveva dei nuovi amici e che guardava positivamente il periodo passato nel centro di cure.
42. Il 1 giugno 2016, la procura diede un parere favorevole alla continuazione del progetto messo in posto. A questo riguardo, il ricorrente afferma che nessuno progetto aveva in realt? stati messi in posto.
43. Il 22 dicembre 2016, il tribunale per bambini convoc? due rappresentanti dei servizi sociali per essere messo informato della situazione del minore. Secondo i servizi sociali, questa andava meglio e, di conseguenza, il loro intervento non era pi? necessario.
44. Il 10 gennaio 2017, il procuratore diede un parere favorevole alla chiusura del procedimento aperto sul fondamento dell’articolo 25 del decreto reale no 1404 di 1934.
45. Con una decisione del 17 gennaio 2017, il tribunale recint? suddetta procedimento.
B. Il procedimento penale concernente la rete di prostituzione
46. Un’inchiesta sulla rete di prostituzione fu aperta nell’aprile 2013; si concluse nel dicembre 2013.
47. Il 25 settembre 2013, il procuratore presso del tribunale per bambini segnal? presso la situazione del minore al procuratore del tribunale penale di Roma.
48. Il minore fu sentito il 4 e 9 dicembre 2013 nella cornice dell’inchiesta penale. Dichiar? essere prostituita si per il conto di due persone.
49. Il 16 gennaio 2014 ed il 6 febbraio 2014, due indiziati furono arrestati.
50. Il 21 gennaio 2014, il ministero pubblico intese di nuovo il ricorrente.
51. Il 26 marzo 2014, nella cornice dell’udienza ad hoc, proposizione incidentale probatorio, il ricorrente reiter? che si era prostituita per il conto dei due sospetti tra agosto e dicembri 2013.
52. Il 17 novembre 2014, il tribunale di Roma condann? rispettivamente i due sospetti a cinque anni di reclusione ed a quattro anni di reclusione per prox?n?tisme ed ad indennizzare il ricorrente che si era costituito parte civile. Secondo i giudici, i due colpevoli avevano esercitato una pressione sul ricorrente affinch? si prostituisce, avevano tratto profitto dalla prostituzione del ricorrente che era minorenne e ne avevano diviso i guadagni. Nella sua decisione, il tribunale indic? che la minore era stata vittima di sfruttamento sessuale di agosto al dicembre 2013 e che i colpevoli avevano cognizione della sua et?.
Il 4 febbraio 2016, la corte di appello conferm? la condanna.
53. Il ricorrente indica non avere percepito la somma concessa dalle giurisdizioni a titolo di indennizzo.
C. Il procedimento penale concernente lo stupro del ricorrente
54. Un’inchiesta per stupro in riunione, violenza sessuale di gruppo, sul ricorrente nella notte del 30 al 31 gennaio 2014, fu aperta contro due sospetti. L’udienza preliminare fu fissata al 6 novembre 2015 dinnanzi al tribunale di Roma. Risulta della pratica che un’altra udienza si ? tenuta il 16 febbraio 2016 e che il procedimento sembra essere ancora pendente.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
55. Il decreto reale no 1404 del 20 luglio 1934, convertito nella legge no 835 di 1935, ha istituito i tribunali per bambini. Questa legge ha subito ulteriormente delle modifiche.
56. L’articolo 25 del decreto reale di 1934 contempla ci? che segue in caso di comportamento irregolare, irregolare condotta, di un minore,:
“Quando un minore manifesto un’irregolarit? nella sua condotta e nel suo carattere, il procuratore, il responsabile dei servizi sociali, i genitori, il tutore, gli organismi di educazione, di protezione e di sostegno dell’infanzia possono informare il tribunale per bambini che pu? effettuare delle inchieste approfondite sulla personalit? del minore ed ordinare, con una decisione motivata, la guardia ai servizi sociali ed il collocamento in un istituto. “
L’articolo 25 bis di suddetto decreto reale ? formulato cos?:
“L’ufficiale pubblico che viene a conoscere per il fatto che un minore si concede alla prostituzione o ? vittima di violenze sessuali deve informare il procuratore presso il tribunale per bambini che scatena i procedimenti per la protezione del bambino e pu? proporre al tribunale la nomina di un curatore. Il tribunale per bambini adotta le misure necessarie per il sostegno psicologico del minore e per il suo reinserimento. In caso di emergenza, il tribunale pu? procedere di ufficio. “
L’articolo 27 di questo stesso testo dispone ci? che segue:
“Nel caso in cui il tribunale ha ordinato la misura prevista dall’articolo 25, un verbale ? redatto. Il verbale deve contenere le direttive che il bambino deve seguire ; in suddetto documento pu? essere ordinato l’allontanamento del minore del domicilio familiare e deve essere indicato il luogo in che [questo] deve vivere. (…)
Un membro dei servizi sociali deve controllare la condotta del minore e deve aiutare [questo] a superare le sue difficolt? mettendosi in relazione con la sua famiglia Ne deve riferire inoltre in modo regolare al tribunale fornendo delle notizie dettagliate sul comportamento del minore e le persone che hanno preso cura di lui “
IN DIRITTO
I. SULL’AMMISSIBILIT?
57. Il Governo arguisce che il ricorrente non ha pi? la qualit? di vittima. Indica a questo riguardo che le autorit? hanno preso tutte le misure necessarie alla sua protezione ponendola in una determinazione specializzata, dove sarebbe restata durante un anno, che i procedimenti penali condotti contro i suoi aggressori sono stati condotti a termine e che i suoi genitori si sono costituiti parti civili.
58. Inoltre, il Governo sostiene che il ricorrente non ha esaurito le vie di ricorso interni al motivo che il procedimento nazionale era ancora pendente al momento dell’introduzione della richiesta.
59. Il ricorrente contesta la tesi del Governo. Indica in particolare che l’azione delle autorit? ? stata non effettiva e che i suoi motivi di appello non cadono sui procedimenti penali condotti contro le persone perseguite per stupro e prox?n?tisme.
60. La Corte stima al primo colpo, come il ricorrente, che i motivi di appello di questa non cadono sui procedimenti penali per sfruttamento sessuale e stupro. Trattandosi poi dell’eccezione del Governo derivato del difetto di requisito di vittima, la Corte ricorda che una decisione o una misura favorevole ad un ricorrente non basta in principio a togliere egli la qualit? di “vittima” che se le autorit? nazionali hanno riconosciuto, esplicitamente o in sostanza, poi riparata la violazione della Convenzione, Eckle c. Germania, 15 luglio 1982, ?? 69 e suiv., serie Ha no 51, Amuur c. Francia, 25 giugno 1996, ? 36, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-III, Dalban c. Romania [GC], no 28114/95, ? 44, CEDH 1999-VI, e Jensen c. Danimarca, d?c.), no 48470/99, CEDH 2001 X. Questa regola vale anche se l’interessato ottiene soddisfazione mentre il procedimento ? impegnato gi? dinnanzi alla Corte; cos? lo vuole il carattere accessorio del sistema delle garanzie della Convenzione (vedere, in particolare, Mikheyeva c. Lettonia, d?c.), no 50029/99, 12 settembre 2002. La questione di sapere se una persona pu? definirsi ancora vittima di una violazione addotta della Convenzione implico essenzialmente per la Corte di concedersi ad un esame ex post facto della situazione della persona riguardata, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ? 181, CEDH 2006-V.
61. Girandosi verso i fatti dello specifico, la Corte considera che ha avuto non ci, nella presente causa, n? una riconoscenza implicita dell’esistenza di una violazione della Convenzione n? un risarcimento per il periodo durante la quale il ricorrente si ? trovato in una situazione di vulnerabilit? in attesa che le autorit? prendono delle misure concrete per proteggerla.
62. Alla luce di ci? che precede, la Corte stima che il ricorrente pu? definirsi ancora vittima di una violazione degli articoli 3, 8 e 13 della Convenzione. Respinge l’eccezione sollevata a questo riguardo dal Governo dunque.
63. In quanto all’eccezione derivata della no-esaurimento delle vie di ricorso interni, la Corte nota innanzitutto che il ricorrente ha introdotto la sua richiesta il 23 luglio 2014, mentre era posta in una determinazione specializzata che suddetto collocamento si ? concluso nel settembre 2015 e che il procedimento ? stato chiuso nel gennaio 2017, paragrafo 44 sopra. Rileva poi che il procedimento in causa, prevista dal decreto reale no 1404 del 20 luglio 1934, non era suscettibile di offrire la correzione dei motivi di appello del ricorrente che cade sull’inoperosit? dei servizi sociali e sul ritardo nel collocamento in ?uvre delle misure di protezione. Inoltre, la Corte constata che i procedimenti penali condotti per sfruttamento sessuale e stupro che si sono conclusi in 2016 ed in 2015 rispettivamente, non sono oggetto della presente richiesta. Di conseguenza, la Corte considera che la richiesta non saprebbe essere respinta per difetto di esaurimento delle vie di ricorso interni, malgrado il fatto che il procedimento previsto dal decreto reale no 1404 del 20 luglio 1934 era pendente al momento dell’introduzione della richiesta. Segue che l’eccezione del Governo deve essere respinta.
64. Constatando che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?, la Corte la dichiara ammissibile.
II. Su La Violazione Addotta Degli Articoli 3 e 8 Di La Convenzione
65. Il ricorrente adduce che, sebbene minore e vittima di una rete di prostituzione, non ha beneficiato di tutte le misure di protezione necessaria da parte delle autorit? italiane. Invoca gli articoli 3 e 8 della Convenzione che si leggono cos?:
Articolo 3
“Nessuno pu? essere sottomesso alla tortura n? alle pene o trattamenti disumani o degradanti. “
Articolo 8
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare “
A. Argomenti del ricorrente
66. Il ricorrente sostiene che, sebbene minore e vulnerabile, non ha beneficiato delle misure di protezione necessaria da parte dello stato. Le autorit? non avrebbero mostrato lo zelo richiesto e non avrebbero preso in conto i rischi decorsi da lei. L’interessata avrebbe lasciato senza protezione, in una situazione vulnerabile, a partire dal 20 aprile 2013, e questo fino al giorno del suo collocamento nel centro di cure Karisma il 14 aprile 2014.
67. Il ricorrente considera che la sua protezione era fondamentale, e che il tribunale per bambini ed i servizi sociali competenti l’hanno lasciata unica e senza difesa durante un certo periodo. Precisa che, durante il periodo avendo visto la sua guardia essere affidata ai servizi sociali, ha sofferto di una mancanza di controllo da parte di questi ultimi e ? stata violata. Secondo lei, il rischio di aggressione sessuale era prevedibile.
68. Il ricorrente indica poi che i suoi genitori hanno chiesto l’adozione di una misura di protezione nel luglio 2013, che l’udienza dinnanzi al tribunale per bambini ? stata fissata nell’ottobre 2013 e che la decisione sulla sua guardia ed il suo collocamento sono stati presi nel dicembre 2013. Secondo lei, si tratta l? di un lasso di tempo molto lungo.
Aggiunge che ? stata vittima di sfruttamento sessuale tra agosto e dicembri 2013 e che ? stata violata nel gennaio 2014.
69. Secondo il ricorrente, le autorit? non hanno fatto tutto ci? che si poteva aspettare ragionevolmente di esse per impedire la materializzazione di un rischio certo ed immediato per la sua vita di cui avevano o avrebbero dovuto avere cognizione.
70. A questo riguardo, il ricorrente stima che le autorit? sono restate passive. A questo motivo, precisa che il tribunale per bambini ha ordinato il suo collocamento dieci mesi dopo la domanda fatta in questo senso coi suoi genitori e che, una volta la decisione adottata, i servizi sociali non hanno preso le misure che permettono di porrla velocemente in una determinazione specializzata. Aggiunge che il giudice ha dovuto chiedere a due riprese ai servizi sociali di indicare quali misure erano stati presi per proteggerla, paragrafi 28 e 29 sopra.
71. Il ricorrente indica anche che, dopo il suo collocamento nella determinazione specializzata, i servizi sociali si sono disinteressati della sua sorte. La sua reintegrazione tra suoi prossimi sarebbe stata decisa cos?, esclusivamente dagli educatori del centro di cure l’avendo accolta; i servizi sociali non avrebbero espresso mai nessuno parere a questo motivo; e, dopo il suo ritorno al domicilio familiare, non si sarebbero occupati di suo seguito.
72. Il ricorrente stima che, conformemente agli obblighi positivi che derivano dell’articolo 8 della Convenzione, le autorit? avrebbero dovuto prendere delle misure urgenti. Precisa che, bene al contrario, suddette autorit? l’hanno lasciata in una situazione di vulnerabilit? mentre avrebbero avuto cognizione del pericolo decorso da lei. L’inerzia delle autorit? in un primo tempo e quella dei servizi sociali in un secondo tempo l’avrebbero privato cos? della protezione richiesta.
73. Di conseguenza, per il ricorrente, le autorit? non hanno rispettato gli obblighi positivi che derivano degli articoli 3 e 8 della Convenzione.
B. Argomenti del Governo
74. Il Governo indica avere adottato tutte le misure necessarie per trovare una soluzione nel presente genere. Aggiunge che, considerando la complessit? della situazione del ricorrente, legato a differenti problemi relativi tra altri all’addiction di questa ultima alla droga, non era facile trovare una determinazione specializzata adeguata in grado di garantire il seguito del minore.
75. Il Governo afferma che, subito il tribunale per bambini prevenuti, coi genitori del ricorrente, dell’esposizione di questa ai pericoli tra che il rischio di cadere in una rete di prostituzione di minore, un’inchiesta penale ? stata aperta ed i responsabile dei fatti in causa sono stati arrestati in 2014.
Le autorit? avrebbero preso tutte le misure per proteggere il ricorrente dunque e per prevenire dei cattivi trattamenti.
76. In quanto all’aggressione sessuale subita dal ricorrente, il Governo considera che non poteva essere prevista dalle autorit?, e questo tanto pi? che, vivente con suoi prossimi al momento della commissione di questa violazione, il minore non sarebbe stato esclusivamente sotto il controllo dello stato.
77. Di conseguenza, il Governo stima che l’aggressione sessuale subita dal ricorrente non pu? essere considerata come una conseguenza del ritardo dell’amministrazione nell’esecuzione della decisione del tribunale per bambini.
78. ? di parere che questa aggressione sessuale era la conseguenza di un comportamento imprevedibile e che, di pi?, le autorit? hanno fatto tutto ci? che era ne essi potere per identificare i responsabile e rinviarli in giudizio.
79. Il Governo indica poi che la concessione della guardia di un bambino ai servizi sociali non ? in si una misura di protezione e che deve essere considerato come un aiuto accordato alla famiglia, considerando la necessit? di ottenere il consenso del minore prima di porre questo in un istituto e di mettere in opera un procedimento terapeutico di sostegno. Attira in particolare l’attenzione della Corte sulla doppio finalit? perseguita dalla misura prevista dal decreto reale no 1404 di 1934, convertito nella legge no 835 di 1935: questa misura sarebbe destinata, da una parte, a garantire il diritto all’educazione dei bambini in difficolt? e, altro parte, a prevenire la delinquenza giovanile.
80. In quanto al motivo di appello derivato dell’articolo 8 della Convenzione, il Governo sostiene che le autorit? hanno preso tutte le misure necessarie per proteggere il minore fin dalla presa di cognizione con esse dei rischi decorsi da questa ultima.
81. Precisa che le autorit? hanno inteso il ricorrente ed i suoi genitori parecchie volte per provare a scegliere la struttura pi? atta a prendere incaricati l’interessata e che parecchi delle strutture presentite non erano in grado di ospitare questa.
82. Il Governo stima che le autorit? hanno preso tutte le misure necessarie, poich? avrebbero aperto immediatamente un’inchiesta per sfruttamento sessuale ed avrebbero condannato i responsabile di questa violazione ed identificato gli autori dell’aggressione sessuale subita dal ricorrente. Riferendosi alla sentenza resa dalla Corte nel causa O’Keeffe c. Irlanda ([GC], no 35810/09, ?? 191-192, CEDH 2014 (brani)), afferma che il motivo di appello derivato dell’articolo 8 della Convenzione non solleva nessuna questione distinta di quella posto sotto l’angolo dell’articolo 3 della Convenzione.
C. Valutazione della Corte
1. Applicabilit? dell’articolo 3 della Convenzione
83. Per cadere sotto l’influenza dell’articolo 3 della Convenzione, un cattivo trattamento deve raggiungere un minimo di gravit?. La valutazione di questo minimo dipende dall’insieme dei dati della causa, in particolare della durata del trattamento e dei suoi effetti fisici o mentali, cos? come, talvolta, del sesso, dell’et?, dello stato di salute della vittima, ecc. (idem, ? 86, essendo sentito che la circostanza che un trattamento non aveva per scopo di umiliare o di abbassare la vittima non esclude in modo definitiva una constatazione di violazione dell’articolo 3 (vedere, entra altri, V. c. Regno Unito [GC], no 24888/94, ? 71, CEDH 1999 IX. Deve essere preso anche in conto il contesto in che il trattamento ? stato inflitto, tali un’atmosfera di viva tensione ed a forte carico emozionale (confrontare, per esempio, con Selmouni, precitato, ? 104; vedere anche, in particolare, G?fgen, precitato, ? 88, e l’eventuale situazione di vulnerabilit? nella quale potrebbe trovarsi la vittima, Khlaifia ed altri c. Italia [GC], no 16483/12, ? 160, CEDH 2016,
84. Nello specifico, la Corte ricorda che non ? contestato, nel caso di specifico, che il ricorrente si trovava in una situazione di vulnerabilit?: stima, di conseguenza, che il ricorrente pu? essere considerato come rilevando della categoria delle “persone vulnerabili” che hanno diritto alla protezione dello stato, A. c. Regno Unito, 23 settembre 1998, ? 22, Raccolta 1998 VI. A questo riguardo, prende atto delle violenze che il ricorrente ha subito, essendo stato vittima di sfruttamento sessuale durante il periodo che va di fine agosto a dicembre 2013 e di un stupro nel gennaio 2014. Rileva, inoltre, che le violenze inflitte all’interessata che si ? manifestata negli attentati corporali e delle pressioni psicologiche, sono sufficientemente gravi per raggiungere il grado di gravit? necessaria per rilevare dell’articolo 3 della Convenzione e che, quindi, questa disposizione ? applicabile nello specifico.
2. Applicabilit? dell’articolo 8 della Convenzione
85. La Corte rileva che l’applicabilit? dell’articolo 8 della Convenzione non ? contestata entra le parti. Stima che non fa nessuno dubbio che le violenze subite dal ricorrente che recava offesa al diritto di questa al rispetto della sua integrit? fisica (M.P). ed altri c. Bulgaria, no 22457/08, ? 110, 15 novembre 2011, sono stati sorgente di perturbazioni nello svolgimento della vita quotidiana dell’interessata e hanno recato offesa alla sua vita privata. Inoltre, ricorda avere giudicato gi? che l’integrit? fisica e morale di un individuo sono inglobate nella nozione di vita privata che si dilunga anche alle relazioni degli individui tra essi. Sembra del resto ci non avere nessuna ragione di principio di considerare la nozione di “vita privata” come escludendo gli attentati all’integrit? fisica (M.C, precitato ? 150.
86. Segue che questa disposizione ? applicabile alle circostanze dello specifico.
3. Conclusione
87. Tenuto conto di ci? che precede cos? come della natura e della sostanza dei motivi di appello espressi dal ricorrente nello specifico, la Corte stima che conviene di esaminarli sotto l’angolo degli articoli 3 e 8 della Convenzione.
4. Sulla violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione
ha, Principi applicabili
88. La Corte ricorda al primo colpo che l’interdizione dei trattamenti disumani e degradanti ? un valore fondamentale delle societ? democratiche (vedere, tra molto altri, Selmouni c. Francia [GC], no 25803/94, ? 95, CEDH 1999-V, G?fgen c. Germania [GC], no 22978/05, ? 87, CEDH 2010, El-Masri c. l’ex Repubblica iugoslava del Macedonia [GC], no 39630/09, ? 195, CEDH 2012, e Mocanu ed altri c. Romania [GC], nostri 10865/09, 45886/07 e 32431/08, ? 315, CEDH 2014 (brani)). Si tratta anche di un valore di civilt? strettamente legata al rispetto della dignit? umana che si trova al c?ur stesso della Convenzione, Bouyid c. Belgio [GC], no 23380/09, ?? 81 e 89-90, CEDH 2015. L’interdizione in questione ha un carattere assoluto, perch? non soffre nulla derogazione, anche in caso di pericolo pubblico che minaccia la vita della nazione, ed anche nelle circostanze i pi? difficili, tale la lotta contro il terrorismo ed il crimine organizzato, qualunque sia il comportamento della persona riguardata (vedere, in particolare, Georgia c. Russia (I) [GC], no 13255/07, ? 192, CEDH 2014 (brani), Svinarenko e Slyadnev c. Russia [GC], i nostri 32541/08 e 43441/08, ? 113, CEDH 2014 (brani), e Bouyid, precitato, ? 81.
89. La Corte ricorda che, combinata con l’articolo 3, l’obbligo che l’articolo 1 della Convenzione impone alle Alte Parti contraenti di garantire ad ogni persona che rileva della loro giurisdizione i diritti e libert? consacrate dalla Convenzione comandano loro di prendere delle misure proprie ad impedire che suddette persone non siano sottoposte ai cattivi trattamenti, anche amministrati dagli individui, A. c. Regno Unito, precitato, ? 22, Z ed altri c. Regno Unito [GC], no 29392/95, ?? 73-75, CEDH 2001-V, E. ed altri c. Regno Unito, no 33218/96, 26 novembre 2002, e M.C. c. Bulgaria, no 39272/98, ? 149, CEDH 2003 XII. Queste misure devono fornire in particolare una protezione effettiva trattandosi dei bambini che sono particolarmente vulnerabili, a fronte a diverse forme di violenza, ed includere delle misure ragionevoli che mirano ad impedire i cattivi trattamenti di cui le autorit? avevano o avrebbero dovuto avere cognizione cos? come una prevenzione efficace mettendo anche i minore al riparo da forme gravi di attentato all’integrit? della persona (vedere, mutatis mutandis, Osman c. Regno Unito, 28 ottobre 1998, ? 116, Raccolta 1998-VIII, ed E. ed altri c. Regno Unito, no 33218/96, ? 88, 26 novembre 2002, Z ed altri, precitato, ? 73, e M.P. ed altri, precitato, ? 108. Simili misure devono mirare a garantire il rispetto della dignit? umana e la protezione dell’interesse superiore del bambino (C.A.S). e C.S. c. Romania, no 26692/05, ? 82, 20 marzo 2012, e Pretty c. Regno Unito, no 2346/02, ? 65, CEDH 2002 III.
90. Avuto riguardo alle difficolt? per la polizia di esercitare le sue funzioni nelle societ? contemporanee, all’imprevedibilit? del comportamento umano ed alle scelte operative a fare in termini di precedenze e di risorse, bisogna interpretare tuttavia questo obbligo positivo in modo da non imporre alle autorit? un onere insopportabile o eccessivo. Ogni minaccia presunta contro la vita non obbliga le autorit?, allo sguardo della Convenzione, a prendere delle misure concrete per prevenire ne la realizzazione. Affinch? si possa parlare di un obbligo positivo, deve essere stabilito che le autorit? avevano o avrebbero dovuto avere cognizione all’epoca dell’esistenza di un rischio reale ed immediato per un individuo identificato di subire dei cattivi trattamenti a causa degli atti criminali di un terzo e che sono restate in difetto di prendere, nella cornice dei loro poteri, delle misure che sarebbero potute essere reputate ragionevolmente di natura tale da evitare questo rischio. Un’altra considerazione pertinente ? la necessit? di assicurarsi che la polizia esercita il suo potere di soffocare e di prevenire la criminalit? rispettando pienamente le vie legali ed altre garanzie che limitano legittimamente la superficie dei suoi atti di investigazioni criminali e di traduzione dei delinquenti in giustizia, ivi compreso le garanzie che figurano all’articolo 8 della Convenzione, ?orevi ?c. Croazia, no 41526/10, ?? 139, CEDH 2012 e le citazioni che sono contenute.
91. Per ci? che ? a fronte della protezione dell’integrit? fisica e morale di un individuo ad altrui, la Corte ha detto gi? che gli obblighi positivi che pesano sulle autorit?-in certi casi in virt? dell’articolo 2 o dell’articolo 3 della Convenzione, ed in altri casi in virt? dell’articolo 8, considerato solo o combinato con l’articolo 3 della Convenzione-possono comprendere un dovere di mettere in posto e di applicare in pratica una cornice giuridica adattata offrendo una protezione contro gli atti di violenza che pu? essere commesso dagli individui (vedere, tra altri, Osman c. Regno Unito, 28 ottobre 1998, ?? 128-130, Raccolta 1998 VIII, Bevacqua e S. c. Bulgaria, no 71127/01, ? 65, 12 giugno 2008, Sandra Jankovi ?c,. Croazia, no 38478/05, ? 45, 5 marzo 2009, Ha c. Croazia, no 55164/08, ? 60, 14 ottobre 2010, ed ?orevi, ?precitato, ?? 141-143,).
92. Ci? che ?, non entra nelle attribuzioni della Corte di sostituirsi alle autorit? nazionali e di effettuare al posto di queste una scelta tra il largo ventaglio di misure proprie a garantire il rispetto degli obblighi positivi che l’articolo 3 della Convenzione impone loro (idem, ? 165. Peraltro, in virt? dell’articolo 19 della Convenzione e del principio che vuole che lo scopo di questa consiste in garantire dei diritti non teorici o illusori, ma concreti ed effettivi, la Corte deve badare a ci? che gli Stati si liberano correttamente dal loro obbligo di proteggere i diritti delle persone poste sotto la loro giurisdizione, Sandra Jankovi, ?precitato, ? 46, e Hajduov? c. Slovacchia, no 2660/03, ? 47, 30 novembre 2010. La questione dell’adeguamento della risposta delle autorit? pu? sollevare un problema allo sguardo della Convenzione, Bevacqua e S., precitato, ? 79.
93. L’obbligo positiva di proteggere l’integrit? fisica dell’individuo si dilunga alle questioni concernente l’effettivit? di un’inchiesta penale, ci? che non saprebbe essere limitato ai soli casi dei cattivi trattamenti inflitti dagli agenti dello stato (M.C, precitato, ? 151,).
94. Questo aspetto dell’obbligo positivo non richiede necessariamente una condanna ma l’applicazione effettiva delle leggi, particolarmente penali, per garantire la protezione dei diritti garantiti dall’articolo 3 della Convenzione (M.G). c. Turchia, no 646/10, ? 80, 22 marzo 2016.
95. Un’esigenza di celerit? e di zelo ragionevole ? implicita nell’obbligo di indagare. I meccanismi di protezione contemplata in dritto interno devono funzionare in pratica nei termini ragionevoli che permettono di concludere l’esame in fondo alle cause concrete che sono sottoposte alle autorit?, Opuz c. Turchia, no 33401/02, ?? 150-151, CEDH 2009. Difatti, l’obbligo dello stato allo sguardo dell’articolo 3 della Convenzione non pu? essere reputato soddisfatto se i meccanismi di protezione contemplata in dritto interno esistono solamente in teoria: occorre tanto pi? che funzionano infatti in pratica, ci? che suppone un esame della causa pronta e senza ritardo inutile.
b, Applicazione allo specifico dei principi suddetti
96. Nella presente causa, non fa nessuno dubbio che le violenze subite dal ricorrente, rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 3 della Convenzione e costituiscono un’ingerenza nel diritto di questa al rispetto della sua integrit? fisica, come garantito con l’articolo 8 della Convenzione.
97. La Corte deve ricercare se la legislazione e la sua applicazione nello specifico, socia all’inoperosit? addotta dei servizi sociali, sono stati inadempienti al punto di portare violazione degli obblighi positivi che incombono sullo stato convenuto in virt? degli articoli 3 e 8 della Convenzione.
98. La questione principale che si porsi nello specifico ? di sapere dunque se le autorit? hanno preso tutte le misure necessarie per prevenire le violenze alle quali il ricorrente era esposto ed a proteggere la sua integrit? fisica.
99. La Corte va a ricercare innanzitutto se le autorit? competenti erano o sarebbero dovuti essere al fatto della situazione di vulnerabilit? del ricorrente.
100. A questo riguardo, la Corte constata che risulta della pratica che, fin da aprile 2013, le autorit? avevano cognizione della condotta irregolare del minore che era stato trovato in possesso di alcol e di droga, poich? il procuratore presso il tribunale per bambini era stato allertato di questa situazione.
101. Nota anche che, in maggio e giugno 2013, i genitori del minore hanno informato le autorit? della situazione di sconforto nella quale si trovava la loro ragazza che soffriva di un’agitazione bipolare cos? come di un’agitazione del deficit dell’attenzione e hanno mostrato anche dei segni di un personalit? borderline ed antisociale (vedere sopra paragrafo 8). Hanno menzionato anche, documenti all’appoggio, il rischio che questa non cadesse in una rete di prostituzione.
102. Alla vista di questi elementi, la Corte ? convinta che le autorit? nazionali erano a cognizione della situazione di vulnerabilit? del minore e del rischio reale ed immediato che incorreva. Va a ricercare dunque se queste stesse autorit? hanno, avuto riguardo alle circostanze dello specifico, preso tutte le misure ragionevoli per proteggere il ricorrente, e questo appena i rischi decorsero da questa sono stati portati alla loro cognizione.
103. La Corte rileva cos? come le autorit? hanno scatenato immediatamente un’inchiesta penale, ma che nessuna misura di protezione non ? stata presa al riguardo del ricorrente che, all’epoca, era vecchia di quindici anni. Difatti, sebbene il procuratore abbia, fin dal 2 luglio 2013, paragrafo 12 sopra, chiesto l’apertura di un procedimento urgente cos? come il collocamento del minore in una determinazione specializzata e la concessione della sua guardia ai servizi sociali, il tribunale per bambini ha messo pi? di quattro mesi per prendere una decisione.
104. La Corte nota anche che risulta del procedimento penale relativo alla rete di prostituzione che, durante il periodo in causa, la minore ? stata vittima di sfruttamento sessuale, paragrafo 52 sopra,: il ricorrente era portato a prostituirsi dunque ed una parte dei suoi guadagni era dovuta al maneggi dei due membri della rete di prostituzione.
105. La Corte osserva che, in seguito alla decisione del tribunale per bambini di dicembre 2013, i servizi sociali hanno messo pi? di quattro mesi per mettere qui sopra in ?uvre il collocamento del minore, nonostante le domande fatte in questo senso coi genitori di questa ultima e due domande di informazione urgente formulata dal tribunale per bambini, paragrafi 28 e 29.
106. La Corte nota che, nell’intervallo, la minore ? stata vittima di un stupro, paragrafo 25 sopra, che un’inchiesta penale per stupro in riunione ? stata aperta a questo motivo, che gli autori presunti del reato sono stati identificati e che il procedimento ? pendente dinnanzi al tribunale di Roma (vedere sopra paragrafo 54).
107. La Corte stima che, in ci? che riguarda la valutazione del rispetto con lo stato dei suoi obblighi che derivano degli articoli 3 e 8 della Convenzione, un peso considerevole deve essere dato agli sforzi esposti dai servizi sociali et/ou di protezione dell’infanzia per prendere le misure per proteggere il minore (vedere, mutatis mutandis. M.P. ed altri, precitato, ? 116.
108. Nello specifico, la Corte osserva che ha occorso quattro mesi al tribunale per bambini, a contare del giorno dove ha avuto cognizione della situazione difficile e pericolosa nella quale si trovava il ricorrente, (vedere sopra paragrafo 12, per adottare le misure di protezione prevista dalla legge e chieste dal procuratore, mentre i rischi che la minore fosse vittima di sfruttamento sessuale erano conosciuti, dato che un’inchiesta penale era in corso e che i genitori del minore avevano informato le autorit?.
109. La Corte non ? convinta dall’argomento del Governo secondo che, in mancanza di consenso del minore, il collocamento, in una determinazione, come ordinato col tribunale nella sua decisione del 9 dicembre 2013 (vedere sopra paragrafo 17), non era possibile. A supporre anche che tale era il caso, la Corte nota ha questo riguardo che, se il minore aveva rifiutato di essere posto nel dicembre 2013, paragrafo 22 sopra, ha dato il suo consenso nel gennaio 2014, paragrafo 23 sopra, o tre mesi anteriori il suo collocamento nel centro Karisma, paragrafo 35 sopra. La Corte ne conclude che la mancanza, ad un dato momento, di consenso non dispensava, a lei unica, lo stato di prendere velocemente delle misure di protezione di un minore adeguato e sufficiente, e suscettibile di garantire la conformit? con gli obblighi positivi imposti con gli articoli 3 e 8 della Convenzione.
Peraltro, avuto riguardo al comportamento dei servizi sociali che non si presentavano alle udienze, paragrafi 14 e 15 sopra, ed al tempo che hanno messo a scegliere una determinazione di accoglimento-e questo malgrado il carattere urgente della domanda formulata dalla presidentessa del tribunale in quanto alle misure prese in favore del minore che si trovava in una situazione difficile-, la Corte conclude ad una mancanza di implicazione reali desdits servizi nell’esecuzione della decisione del tribunale per bambini.
110. Per la Corte, incombeva sulle istanze nazionali di tenere conto della situazione di vulnerabilit? particolare, morale e fisica nella quale si trovavano il ricorrente e di valutare perci? la situazione, prendendo delle misure di protezione adeguata in un breve termine. Ci? non ? stato il caso nello specifico.
111. La Corte constata che, contrariamente alle giurisdizioni penali che hanno agito velocemente, in realt? le autorit? competenti (tribunale per bambini e servizi sociali) non hanno adottato nessuna misura di protezione in un breve termine mentre sapevano che il ricorrente era vulnerabile, che un procedimento per sfruttamento sessuale lei concernente era ancora pendente e che un’inchiesta per stupro in riunione era in corso. Ci? che fa, le autorit? non hanno proceduto a nessuna valutazione dei rischi decorsi dal ricorrente.
112. In queste circostanze, la Corte considera che le autorit? non saprebbero passare per avere dato prova dello zelo richiesto. Quindi, stima che non hanno preso, in tempo utile, tutte le misure ragionevoli per impedire le estorsioni di cui il ricorrente ? stato vittima.
113. Pertanto, la Corte conclude alla violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione.
III. Su La Violazione Addotta Di L’articolo 13 Di La Convenzione
114. Il ricorrente adduce non avere disposto di un ricorso in dritto interno per lamentarsi delle violazioni subite da lei. Invoca l’articolo 13 della Convenzione che ? formulata cos?:
“Tutto nessuno di cui i diritti e libert? riconobbero nel Convenzione ? stata violata ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, allora stesso che la violazione sarebbe stata commessa dalle persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
115. Il Governo contesta questa tesi.
116. Avuto riguardo alla constatazione di violazione al quale ? giunta sotto l’angolo degli articoli 3 e 8 della Convenzione, paragrafo 113 sopra, la Corte stima avere esaminato la questione giuridica principale posta dal presente genere. Tenuto conto dell’insieme dei fatti della causa e degli argomenti delle parti, giudica che non sia necessario esaminare gli stessi fatti sul terreno dell’articolo 13 della Convenzione, Centro di risorse giuridiche al nome di Valentin C?mpeanu c. Romania [GC], no 47848/08, ? 156, CEDH 2014 e le citazioni che sono contenute.
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
117. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
118. Il ricorrente richiede 150 000 euro (EUR, a titolo del danno morale che dice avere subito,).
119. Il Governo contesta questa domanda.
120. La Corte considera che c’? luogo di concedere al ricorrente 30 000 EUR per danno morale.
B. Oneri e spese
121. Giustificativi all’appoggio, il ricorrente chiede anche 4 152 000 EUR per gli oneri e spese impegnate dinnanzi alle giurisdizioni interne e 19 153,65 EUR per quegli impegnato dinnanzi alla Corte.
122. Il Governo contesta la pretesa formulata dal ricorrente, arguendo che questa non ha dimostrato avere esposto gli oneri e spese richieste.
123. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabilisco la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso. Nello specifico, tenuto conto dei documenti di cui dispone e della sua giurisprudenza, la Corte respinge la domanda relativa agli oneri e spese del procedimento nazionale. In compenso, stima ragionevole l’intimo di 10 000 EUR per il procedimento dinnanzi a lei e l’accordo al ricorrente.
C. Interessi moratori
124. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare il motivo di appello derivato dell’articolo 13 della Convenzione;
4. Stabilisce
a, che lo stato convenuto deve versare al ricorrente, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, il seguente somme:
i. 30 000 EUR, trentamila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno morale,
ii. 10 000 EUR, diecimila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto dal ricorrente a titolo di imposta, per oneri e spese,;
b che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;
5. Respingi la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 febbraio 2018, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re collaboratrice Presidente

Alla presente sentenza si trova unito, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione dell’opinione si separata dal giudice Wojtyczek.
L.A.S.
R.D.

OPINIONE CONCORDANTE DEL GIUDICE WOJTYCZEK
1. Sono di accordo coi miei colleghi concernente il dispositivo del giudizio reso nella presente causa, ma desidero tuttavia aggiungere alcune sfumature concernente la motivazione.
2. La presente causa riguarda un minore vecchio di 17 anni al momento dell’introduzione della richiesta. La formula della motivazione pu? suscitare dei dubbi concernente l’ammissibilit? della richiesta.
Normalmente, i minore sono rappresentati dai loro genitori che prendono le decisioni concernente l’utilizzazione delle vie legali per fare valere i diritti dei loro bambini. Appartiene in particolare ai genitori di decidere presso dell’introduzione della Corte di una richiesta concernente i diritti dei loro bambini. Noto in questo contesto che la richiesta introdotta al nome del ricorrente ? stata firmata debitamente dai due genitori. La richiesta ? ammissibile dunque. Constato anche che il ricorrente, dopo avere raggiunto la maggioranza, ha espresso-dei differenti modi-il suo desiderio di inseguire il procedimento dinnanzi alla Corte.
3. Il compito di proteggere i bambini contro le estorsioni legate all’uso della droga ed alla prostituzione spetta in primo luogo ai genitori, il ruolo dello stato che ? innanzitutto di rinforzare l’autorit? parentale e di aiutare i genitori ad esercitare questa in modo efficace. La difficolt? della presente causa ? legata all’incapacit? dei genitori di proteggere la loro ragazza della droga e della prostituzione.
Nella motivazione del giudizio, la Corte ha espresso l’opinione secondo la quale le autorit? italiane non hanno preso tutte le misure ragionevoli per impedire le estorsioni di cui il ricorrente ? stato vittima. Allo stesso tempo, indica implicitamente che la misura adeguata era la collocamento dell’interessata nel centro Karisma. Questa soluzione non ? tuttavia senza dare problemi.
Bisogna notare in primo luogo che, se i genitori hanno chiesto alle autorit? di agire, questi sembrano non avere accettato il collocamento della loro ragazza che il 3 aprile 2014. Di pi?, bisogna sottolineare che la misura raccomandata abbia condotto a limitare considerevolmente la libert? del ricorrente e che l’interessata si ? opposto fino nel gennaio 2014. La richiesta spetta a rimproverare alle autorit? italiane di non avere agito contro la volont? del ricorrente in quanto minore e di non avere limitato la libert? personale dell’interessata. Dice diversamente, il ricorrente si lamenta per il fatto che le autorit? sono mancate a proteggerla non solo faccia ai terzo, ma anche contro lei stessa. ? innegabile che i genitori e, all’occorrenza, le autorit?, possono e devono proteggere un minorenne contro s? se il suo interesse l’esige. Tuttavia, ? difficile se no impossibile di curare efficacemente la tossicodipendenza senza ottenere la cooperazione del paziente, anche adolescente, e soprattutto senza guadagnare la sua fiducia. Le autorit? italiane sono state confrontate ad una situazione particolarmente difficile dunque.
Di un altro lato, le autorit? sono mancate innegabilmente al primo obbligo in questa causa che era di condurre il procedimento dinnanzi al tribunale per bambini con la celerit? richiesta e di deliberare in questa causa. Risulta della pratica che i servizi competenti non hanno provato a portare un consiglio psicologico appropriato e l’aiuto necessario ai genitori prima di chiedere delle restrizioni all’autorit? parentale. Di pi?, non ? stato stabilito che i differenti servizi hanno sviluppato gli sforzi richiesi per provare a convincere il ricorrente della necessit? di un trattamento contro la tossicodipendenza e di guadagnare la sua fiducia. Queste considerazioni sono sufficienti per concludere ad una violazione della Convenzione nelle circostanze della presente causa.

Testo Tradotto

Conclusions
Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Traitement d?gradant
Traitement inhumain
Obligations positives)
Violation de l’article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale (Article 8 – Obligations positives
Article 8-1 – Respect de la vie priv?e)
Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE V.C. c. ITALIE

(Requ?te no 54227/14)

ARR?T

STRASBOURG

1er f?vrier 2018

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire V.C. c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 12 d?cembre 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 54227/14) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet ?tat, Mme V.C. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 23 juillet 2014 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?). Le pr?sident de la section a acc?d? ? la demande de non-divulgation de son identit? formul?e par la requ?rante (article 47 ? 4 du r?glement de la Cour).
2. La requ?rante a ?t? repr?sent?e par Mes S. Menichetti et C. Carrano, avocats ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora, et par son co-agent, Mme M. L. Aversano.
3. Le 24 ao?t 2016, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. La requ?rante est n?e en 1997.
5. Apr?s le d?c?s de sa grand-m?re, survenu en 2010, la requ?rante, ? l??poque mineure, commen?a ? manifester des signes de d?tresse. Ses parents demand?rent l?avis d?un psychiatre, qui souligna que leur fille souffrait d?instabilit? ?motionnelle, alternant des p?riodes de col?re et des p?riodes d?excitation.
6. Le 19 avril 2013, la requ?rante participa ? une f?te o? circulaient de la drogue et de l?alcool. La police arriva sur les lieux, saisit la drogue et l?alcool et v?rifia l?identit? des mineurs pr?sents.
A. La proc?dure devant le tribunal pour enfants et le placement de la mineure
7. Le 23 avril 2013, le pr?fet de Rome informa le procureur pr?s le tribunal pour enfants de la m?me ville (? le tribunal pour enfants ?) de l?intervention polici?re effectu?e le 19 avril 2013 et de la pr?sence de la mineure V.C. sur les lieux objet de cette intervention. Une enqu?te p?nale fut ouverte et le procureur pr?s le tribunal pour enfants en fut inform?.
8. Le 31 mai 2013, le procureur entendit les parents de V.C. Ces derniers relat?rent les difficult?s manifest?es par leur enfant et se d?clar?rent inquiets pour elle, pr?cisant ? cet ?gard que leur fille se droguait et volait de l?argent ? la maison. De plus, ils inform?rent le procureur que, selon le psychiatre qui suivait la requ?rante, elle souffrait d?un trouble bipolaire et d?un trouble du d?ficit de l?attention d? ? l?usage de stup?fiants et elle montrait ?galement des signes d?une personnalit? borderline et antisociale.
9. Par la suite, en juin 2013, les parents de V.C. inform?rent le procureur qu?ils avaient d?couvert, sur le compte Facebook de leur fille, qu?un photographe avait pris contact avec celle-ci pour faire des photographies ? caract?re pornographique. Le Gouvernement soutient que, ? cette occasion, les parents ont indiqu? au procureur que leur enfant ne souhaitait pas se rendre dans un ?tablissement sp?cialis?.
10. Le 5 juin 2013, le procureur entendit la mineure, qui d?clara qu?elle avait commenc? ? consommer de la drogue ? l??ge de douze ans et qu?elle avait depuis arr?t?. L?int?ress?e indiqua s?opposer ? son placement dans un ?tablissement sp?cialis? ou dans une famille d?accueil.
11. Le 25 juin 2013, la m?re de la requ?rante informa par t?l?phone le procureur que la situation ne s??tait pas am?lior?e et que la requ?rante avait ?t? contact?e pour faire des photographies ? caract?re pornographique.
12. Le 2 juillet 2013, le procureur signala au tribunal pour enfants qu?il ressortait des d?clarations des parents et des celles de la requ?rante, qui avait avou? avoir quitt? l??cole et avoir fait usage de drogue ainsi que des diagnostiques effectu?s par le psychiatre, que V.C. se trouvait dans une situation de danger aux motifs qu?elle ne fr?quentait plus l??cole et qu?il existait un risque qu?elle f?t m?l?e ? un r?seau de prostitution d?enfants, ?tant donn? qu?elle avait ?tait contact?e pour faire des photos. Le procureur demanda donc au tribunal pour enfants d?ouvrir une proc?dure en urgence au sens de l?article 25 du d?cret royal no 1404 de 1934, de proc?der au placement de la mineure dans un ?tablissement sp?cialis? et de confier sa garde aux services sociaux.
13. Le 24 juillet 2013, le tribunal d?signa un juge (giudice onorario) pour entendre la mineure, ses parents et les services sociaux, afin de v?rifier l?environnement dans lequel l?enfant se trouvait et de prendre les mesures opportunes pour la prot?ger.
14. Le 14 octobre 2013, soit pr?s de trois mois plus tard, le tribunal pour enfants convoqua les services sociaux, qui ne se pr?sent?rent pas.
15. Le tribunal convoqua les parents de la mineure pour le 21 octobre 2013. Ceux-ci furent entendus en l?absence des services sociaux et, ? cette occasion, ils affirm?rent que leur enfant ne voulait pas ?tre entendue.
16. Le 24 octobre 2013, le procureur demanda au juge de confier la garde de la mineure aux services sociaux et de placer l?int?ress?e dans un ?tablissement sp?cialis?.
17. Le 9 d?cembre 2013, le tribunal pour enfants, apr?s avoir entendu les parents et avoir vers? au dossier les conversations que la mineure, laquelle avait refus? d??tre ?tendue, avait eues sur son compte Facebook, et compte tenu que les services sociaux ne s??taient pas pr?sent?s ? l?audience, d?cida qu?il ?tait n?cessaire de confier la garde de la requ?rante aux services sociaux et d?cida son placement, pour une p?riode initiale de douze mois, dans un ?tablissement sp?cialis? afin que la mineure, par le biais d?un projet sp?cifique, p?t ?tre aid?e ? rectifier son comportement, qualifi? d?irr?gulier, et ainsi retrouver une vie normale.
18. Le 11 d?cembre 2013, les services sociaux re?urent copie de la d?cision ainsi prise par le tribunal.
19. Le 17 d?cembre 2013 eut lieu le premier entretien entre les services sociaux et les parents de la mineure. Lors de cet entretien, ces derniers inform?rent les services sociaux qu?il y avait un risque que leur fille f?t m?l?e ? un r?seau de prostitution et qu?une enqu?te p?nale ?tait en cours.
20. Le 18 d?cembre 2013, les services sociaux prirent contact avec le psychiatre qui suivait l?enfant, puis ils rencontr?rent celle-ci.
21. Le 19 d?cembre 2013, le procureur aupr?s du tribunal p?nal informa le procureur aupr?s du tribunal pour enfants qu?une enqu?te p?nale ?tait en cours contre deux personnes pour exploitation de la prostitution de la requ?rante. Cette derni?re avait ?t? entendue les 4 et 9 d?cembre (voir paragraphe 48 ci-dessous).
Le procureur souligna qu?une arrestation des deux suspects ?tait imminente et demanda au procureur aupr?s du tribunal pour enfants de l?informer des mesures prises pour l?ex?cution de la d?cision du tribunal pour enfants du 9 d?cembre 2013 (paragraphe 17 ci-dessus) ?tant donn? que la requ?rante devait ?tre entendue dans le cadre l?audience ad hoc (incidente probatorio) (voir paragraphe 51 ci dessous).
22. Le 20 d?cembre 2013, la requ?rante r?affirma ne pas vouloir ?tre plac?e dans un ?tablissement sp?cialis?.
23. En janvier 2014, elle donna cependant son consentement ? son placement dans un ?tablissement sp?cialis?.
24. Le 30 janvier 2014, les services sociaux prirent contact avec le service r?gional comp?tent en mati?re d?addiction ? la drogue afin d?obtenir des renseignements sur la fa?on de proc?der ? un sevrage.
25. Dans la nuit du 30 au 31 janvier 2014, V.C. fut victime d?un viol (violenza sessuale) commis par deux personnes (voir paragraphe 54 ci-dessous). Le 31 janvier, la requ?rante se rendit ? l?h?pital avec un officier de police et sa m?re pour se faire examiner.
26. Le 6 f?vrier 2014, les services sociaux indiqu?rent au tribunal pour enfants qu?ils avaient eu plusieurs entretiens avec les parents de V.C., ainsi qu?avec la psychologue et le psychiatre qui suivaient celle-ci. Ils l?inform?rent ?galement que la mineure avait accept? la proposition d??tre plac?e dans un ?tablissement sp?cialis? afin de suivre une cure de d?sintoxication.
27. Le 7 f?vrier 2014, les services sociaux furent inform?s de l?agression subie par la requ?rante.
28. Le 19 f?vrier 2014, la pr?sidente du tribunal pour enfants demanda en urgence aux services sociaux de l?informer sur les mesures prises en faveur de la mineure. Elle souligna que, compte tenu de l??ge de cette derni?re, il ?tait encore possible d?obtenir un changement dans son comportement et qu?il fallait mettre en place un projet afin de la soustraire aux risques auxquels elle ?tait expos?e.
29. Le 25 f?vrier 2014, n?ayant re?u aucune information sur la situation de la mineure, le tribunal pour enfants demanda aux structures comp?tentes des services sociaux de pr?parer un rapport sur les mesures prises en faveur de l?int?ress?e.
30. Le 13 mars 2014, le service comp?tent en mati?re de sant? mentale des mineurs informa le tribunal que la requ?rante avait ?t? diagnostiqu?e comme ?tant asociale et toxicomane et qu?elle avait donn? son accord ? son placement dans un centre de soins (comunit? terapeutica), et que, par cons?quent, il avait demand? au centre V.L. de la prendre en charge.
31. Le 17 mars 2014, le service comp?tent en mati?re de toxicod?pendances indiqua au tribunal pour enfants que la mineure n?avait pas donn? son consentement ? son placement et que, en tout ?tat de cause, une expertise psychiatrique ?tait n?cessaire avant de proc?der ? celui-ci.
32. Le 27 mars 2014, les services sociaux demand?rent le placement temporaire de la mineure dans une maison d?accueil. Le 31 mars 2014, la maison d?accueil choisie signala qu?elle n?avait pas de places disponibles.
33. Par un rapport du 3 avril 2014, le service comp?tent en mati?re de toxicod?pendances informa le tribunal qu?il avait choisi un centre de soins o? la mineure aurait pu suivre un parcours de r?habilitation.
34. Le 3 avril 2014, les parents de V.C. demand?rent au tribunal l?ex?cution de la d?cision du 9 d?cembre 2013, qui pr?voyait le placement dans un ?tablissement sp?cialis? afin d?aider la mineure. Ils demand?rent ?galement qu?un curateur f?t nomm? et que le tribunal pr?t des mesures urgentes pour prot?ger leur fille.
35. Le 4 avril 2014, le tribunal pour enfants d?cida le placement imm?diat de la mineure dans le centre de soins Karisma. Cette mesure prit effet le 14 avril 2014.
36. Le 2 juillet 2014, les ?ducateurs du centre Karisma observ?rent que la mineure montrait un comportement difficile d? ? une d?pendance ? la drogue et ? l?alcool.
37. Le 19 d?cembre 2014, le centre de soins Karisma informa les services sociaux que les probl?mes de la mineure persistaient et que ses infrastructures n??taient pas ad?quates pour y faire face, compte tenu de la toxicomanie de l?int?ress?e. Il demanda le transfert de la mineure dans un centre sp?cialis? comp?tent dans la prise en charge des mineurs addictifs aux drogues.
38. Les services sociaux ne r?pondirent pas ? cette demande.
39. Le 7 septembre 2015, V.C. quitta le centre Karisma et retourna chez ses parents.
40. Le 22 octobre 2015, les services sociaux firent parvenir un rapport au tribunal pour enfants, dans lequel ils soulignaient que deux entretiens avaient eu lieu avec les parents de la requ?rante et qu?une expertise psychiatrique avait ?t? men?e. Selon l?expert, elle souffrait d?un trouble des capacit?s arithm?tiques et il lui ?tait pr?conis? de suivre une th?rapie pharmacologique.
41. Le 19 mai 2016, le tribunal pour enfants tint une audience, ? laquelle les services sociaux ne se pr?sent?rent pas. La requ?rante fut entendue ? cette occasion. Elle relata qu?elle avait recommenc? ? fr?quenter l??cole et qu?elle ?tait encore suivie par les services sociaux. Elle indiqua qu?elle avait de nouveaux amis et qu?elle regardait positivement la p?riode pass?e dans le centre de soins.
42. Le 1er juin 2016, le parquet donna un avis favorable ? la continuation du projet mis en place. ? cet ?gard, la requ?rante affirme qu?aucun projet n?avait en r?alit? ?t? mis en place.
43. Le 22 d?cembre 2016, le tribunal pour enfants convoqua deux repr?sentants des services sociaux afin d??tre mis au courant de la situation de la mineure. Selon les services sociaux, celle-ci allait mieux et, par cons?quent, leur intervention n??tait plus n?cessaire.
44. Le 10 janvier 2017, le procureur donna un avis favorable ? la cl?ture de la proc?dure ouverte sur le fondement de l?article 25 du d?cret royal no 1404 de 1934.
45. Par une d?cision du 17 janvier 2017, le tribunal cl?tura ladite proc?dure.
B. La proc?dure p?nale concernant le r?seau de prostitution
46. Une enqu?te sur le r?seau de prostitution fut ouverte en avril 2013 ; elle prit fin en d?cembre 2013.
47. Le 25 septembre 2013, le procurateur aupr?s du tribunal pour enfants signala la situation de la mineure au procureur aupr?s du tribunal p?nal de Rome.
48. La mineure fut entendue les 4 et 9 d?cembre 2013 dans le cadre de l?enqu?te p?nale. Elle d?clara s??tre prostitu?e pour le compte de deux personnes.
49. Le 16 janvier 2014 et le 6 f?vrier 2014, deux suspects furent arr?t?s.
50. Le 21 janvier 2014, le minist?re public entendit ? nouveau la requ?rante.
51. Le 26 mars 2014, dans le cadre de l?audience ad hoc (incidente probatorio), la requ?rante r?it?ra qu?elle s??tait prostitu?e pour le compte des deux suspects entre ao?t et d?cembre 2013.
52. Le 17 novembre 2014, le tribunal de Rome condamna les deux suspects respectivement ? cinq ans de r?clusion et ? quatre ans de r?clusion pour prox?n?tisme et ? indemniser la requ?rante, qui s??tait constitu?e partie civile. Selon les juges, les deux coupables avaient exerc? une pression sur la requ?rante pour qu?elle se prostitue, ils avaient tir? profit de la prostitution de la requ?rante qui ?tait mineure et ils en avaient partag? les gains. Dans sa d?cision, le tribunal indiqua que la mineure avait ?t? victime d?exploitation sexuelle d?ao?t ? d?cembre 2013 et que les coupables avaient connaissance de son ?ge.
Le 4 f?vrier 2016, la cour d?appel confirma la condamnation.
53. La requ?rante indique ne pas avoir per?u la somme octroy?e par les juridictions ? titre d?indemnisation.
C. La proc?dure p?nale concernant le viol de la requ?rante
54. Une enqu?te pour viol en r?union (violenza sessuale di gruppo) sur la requ?rante dans la nuit du 30 au 31 janvier 2014, fut ouverte ? l?encontre de deux suspects. L?audience pr?liminaire fut fix?e au 6 novembre 2015 devant le tribunal de Rome. Il ressort du dossier qu?une autre audience s?est tenue le 16 f?vrier 2016 et que la proc?dure semble ?tre encore pendante.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
55. Le d?cret royal no 1404 du 20 juillet 1934, converti en la loi no 835 de 1935, a institu? les tribunaux pour enfants. Cette loi a subi des modifications ult?rieurement.
56. L?article 25 du d?cret royal de 1934 pr?voit ce qui suit en cas de comportement irr?gulier (irregolare condotta) d?un mineur :
? Lorsqu?un mineur manifeste une irr?gularit? dans sa conduite et dans son caract?re, le procureur, le responsable des services sociaux, les parents, le tuteur, les organismes d??ducation, de protection et de soutien de l?enfance peuvent informer le tribunal pour enfants, lequel peut effectuer des enqu?tes approfondies sur la personnalit? du mineur et ordonner, par une d?cision motiv?e, la garde aux services sociaux et le placement dans un institut. ?
L?article 25 bis dudit d?cret royal est ainsi libell? :
? L?officiel public qui vient ? conna?tre du fait qu?un mineur se livre ? la prostitution ou est victime de violences sexuelles doit informer le procureur pr?s le tribunal pour enfants, lequel d?clenche les proc?dures pour la protection de l?enfant et peut proposer au tribunal la nomination d?un curateur. Le tribunal pour enfants adopte les mesures n?cessaires pour le soutien psychologique du mineur et pour sa r?insertion. En cas d?urgence, le tribunal peut proc?der d?office. ?
L?article 27 de ce m?me texte dispose ce qui suit :
? Au cas o? le tribunal a ordonn? la mesure pr?vue par l?article 25, un proc?s-verbal est r?dig?. Le proc?s-verbal doit contenir les directives que l?enfant doit suivre (…) ; dans ledit document peut ?tre ordonn? l??loignement du mineur du domicile familial et doit ?tre indiqu? le lieu dans lequel [celui-ci] doit vivre. (…)
Un membre des services sociaux doit contr?ler la conduite du mineur et aider [celui-ci] ? d?passer ses difficult?s en se mettant en relation avec sa famille (…) Il doit en outre en r?f?rer de mani?re r?guli?re au tribunal en fournissant des nouvelles d?taill?es sur le comportement du mineur et les personnes qui ont pris soin de lui (…) ?
EN DROIT
I. SUR LA RECEVABILIT?
57. Le Gouvernement argue que la requ?rante n?a plus la qualit? de victime. Il indique ? cet ?gard que les autorit?s ont pris toutes les mesures n?cessaires ? sa protection en la pla?ant dans un ?tablissement sp?cialis?, o? elle serait rest?e pendant un an, que les proc?dures p?nales men?es contre ses agresseurs ont ?t? conduites ? terme et que ses parents se sont constitu?s parties civiles.
58. En outre, le Gouvernement soutient que la requ?rante n?a pas ?puis? les voies de recours internes au motif que la proc?dure nationale ?tait encore pendante au moment de l?introduction de la requ?te.
59. La requ?rante conteste la th?se du Gouvernement. Elle indique notamment que l?action des autorit?s a ?t? ineffective et que ses griefs ne portent pas sur les proc?dures p?nales men?es contre les personnes poursuivies pour viol et prox?n?tisme.
60. La Cour estime d?embl?e, ? l?instar de la requ?rante, que les griefs de celle-ci ne portent pas sur les proc?dures p?nales pour exploitation sexuelle et viol. S?agissant ensuite de l?exception du Gouvernement tir?e du d?faut de qualit? de victime, la Cour rappelle qu?une d?cision ou une mesure favorable ? un requ?rant ne suffit en principe ? lui retirer la qualit? de ? victime ? que si les autorit?s nationales ont reconnu, explicitement ou en substance, puis r?par? la violation de la Convention (Eckle c. Allemagne, 15 juillet 1982, ?? 69 et suiv., s?rie A no 51, Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 36, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, Dalban c. Roumanie [GC], no 28114/95, ? 44, CEDH 1999-VI, et Jensen c. Danemark (d?c.), no 48470/99, CEDH 2001 X). Cette r?gle vaut m?me si l?int?ress? obtient satisfaction alors que la proc?dure est d?j? engag?e devant la Cour ; ainsi le veut le caract?re subsidiaire du syst?me des garanties de la Convention (voir, en particulier, Mikheyeva c. Lettonie (d?c.), no 50029/99, 12 septembre 2002). La question de savoir si une personne peut encore se pr?tendre victime d?une violation all?gu?e de la Convention implique essentiellement pour la Cour de se livrer ? un examen ex post facto de la situation de la personne concern?e (Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ? 181, CEDH 2006-V).
61. Se tournant vers les faits de l?esp?ce, la Cour consid?re qu?il n?y a eu, dans la pr?sente affaire, ni une reconnaissance implicite de l?existence d?une violation de la Convention ni un d?dommagement pour la p?riode pendant laquelle la requ?rante s?est trouv?e dans une situation de vuln?rabilit? en attendant que les autorit?s prennent des mesures concr?tes afin de la prot?ger.
62. ? la lumi?re de ce qui pr?c?de, la Cour estime que la requ?rante peut encore se pr?tendre victime d?une violation des articles 3, 8 et 13 de la Convention. Elle rejette donc l?exception soulev?e par le Gouvernement ? cet ?gard.
63. Quant ? l?exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes, la Cour note tout d?abord que la requ?rante a introduit sa requ?te le 23 juillet 2014, alors qu?elle ?tait plac?e dans un ?tablissement sp?cialis?, que ledit placement a pris fin en septembre 2015 et que la proc?dure a ?t? cl?tur?e en janvier 2017 (paragraphe 44 ci-dessus). Elle rel?ve ensuite que la proc?dure en cause, pr?vue par le d?cret royal no 1404 du 20 juillet 1934, n??tait pas susceptible d?offrir le redressement des griefs de la requ?rante portant sur l?inaction des services sociaux et sur le retard dans la mise en ?uvre des mesures de protection. En outre, la Cour constate que les proc?dures p?nales men?es pour exploitation sexuelle et viol, qui se sont termin?es en 2016 et en 2015 respectivement, ne font pas l?objet de la pr?sente requ?te. Par cons?quent, la Cour consid?re que la requ?te ne saurait ?tre rejet?e pour d?faut d??puisement des voies de recours internes, malgr? le fait que la proc?dure pr?vue par le d?cret royal no 1404 du 20 juillet 1934 ?tait pendante au moment de l?introduction de la requ?te. Il s?ensuit que l?exception du Gouvernement doit ?tre rejet?e.
64. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 3 et 8 DE LA CONVENTION
65. La requ?rante all?gue que, bien que mineure et victime d?un r?seau de prostitution, elle n?a pas b?n?fici? de toutes les mesures de protection n?cessaires de la part des autorit?s italiennes. Elle invoque les articles 3 et 8 de la Convention, qui se lisent ainsi :
Article 3
? Nul ne peut ?tre soumis ? la torture ni ? des peines ou traitements inhumains ou d?gradants. ?
Article 8
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale (…) ?
A. Arguments de la requ?rante
66. La requ?rante soutient que, bien que mineure et vuln?rable, elle n?a pas b?n?fici? des mesures de protection n?cessaires de la part de l??tat. Les autorit?s n?auraient pas montr? la diligence requise et n?auraient pas pris en compte les risques courus par elle. L?int?ress?e aurait ?t? laiss?e sans protection, dans une situation vuln?rable, ? partir du 20 avril 2013, et ce jusqu?au jour de son placement dans le centre de soins Karisma le 14 avril 2014.
67. La requ?rante consid?re que sa protection ?tait primordiale, et que le tribunal pour enfants et les services sociaux comp?tents l?ont laiss?e seule et sans d?fense pendant une certaine p?riode. Elle pr?cise que, au cours de la p?riode ayant vu sa garde ?tre confi?e aux services sociaux, elle a souffert d?une absence de contr?le de la part de ces derniers et a ?t? viol?e. Selon elle, le risque d?agression sexuelle ?tait pr?visible.
68. La requ?rante indique ensuite que ses parents ont demand? l?adoption d?une mesure de protection en juillet 2013, que l?audience devant le tribunal pour enfants a ?t? fix?e en octobre 2013 et que la d?cision sur sa garde et son placement a ?t? prise en d?cembre 2013. Selon elle, il s?agit l? d?un laps de temps tr?s long.
Elle ajoute qu?elle a ?t? victime d?exploitation sexuelle entre ao?t et d?cembre 2013 et qu?elle a ?t? viol?e en janvier 2014.
69. Selon la requ?rante, les autorit?s n?ont pas fait tout ce que l?on pouvait raisonnablement attendre d?elles pour emp?cher la mat?rialisation d?un risque certain et imm?diat pour sa vie dont elles avaient ou auraient d? avoir connaissance.
70. ? cet ?gard, la requ?rante estime que les autorit?s sont rest?es passives. ? ce sujet, elle pr?cise que le tribunal pour enfants a ordonn? son placement dix mois apr?s la demande faite en ce sens par ses parents et que, une fois la d?cision adopt?e, les services sociaux n?ont pas pris les mesures permettant de la placer rapidement dans un ?tablissement sp?cialis?. Elle ajoute que le juge a d? demander ? deux reprises aux services sociaux d?indiquer quelles mesures avaient ?t? prises pour la prot?ger (paragraphes 28 et 29 ci-dessus).
71. La requ?rante indique ?galement que, apr?s son placement dans l??tablissement sp?cialis?, les services sociaux se sont d?sint?ress?s de son sort. Ainsi, sa r?int?gration parmi ses proches aurait ?t? exclusivement d?cid?e par les ?ducateurs du centre de soins l?ayant accueillie ; les services sociaux n?auraient jamais exprim? aucun avis ? ce sujet ; et, apr?s son retour au domicile familial, ils ne se seraient pas occup?s de son suivi.
72. La requ?rante estime que, conform?ment aux obligations positives d?coulant de l?article 8 de la Convention, les autorit?s auraient d? prendre des mesures urgentes. Elle pr?cise que, bien au contraire, lesdites autorit?s l?ont laiss?e dans une situation de vuln?rabilit? alors qu?elles auraient eu connaissance du danger couru par elle. L?inertie des autorit?s dans un premier temps et celle des services sociaux dans un deuxi?me temps l?auraient ainsi priv?e de la protection requise.
73. Par cons?quent, pour la requ?rante, les autorit?s n?ont pas respect? les obligations positives d?coulant des articles 3 et 8 de la Convention.
B. Arguments du Gouvernement
74. Le Gouvernement indique avoir adopt? toutes les mesures n?cessaires afin de trouver une solution dans la pr?sente esp?ce. Il ajoute que, ?tant donn? la complexit? de la situation de la requ?rante, li?e ? diff?rents probl?mes relatifs entre autres ? l?addiction de cette derni?re ? la drogue, il n??tait pas facile de trouver un ?tablissement sp?cialis? appropri? ? m?me d?assurer le suivi de la mineure.
75. Le Gouvernement affirme que, aussit?t le tribunal pour enfants pr?venu, par les parents de la requ?rante, de l?exposition de celle-ci ? des dangers, parmi lesquels le risque de tomber dans un r?seau de prostitution de mineurs, une enqu?te p?nale a ?t? ouverte et les responsables des faits en cause ont ?t? arr?t?s en 2014.
Les autorit?s auraient donc pris toutes les mesures pour prot?ger la requ?rante et pour pr?venir des mauvais traitements.
76. Quant ? l?agression sexuelle subie par la requ?rante, le Gouvernement consid?re qu?elle ne pouvait pas ?tre pr?vue par les autorit?s, et ce d?autant plus que, vivant avec ses proches au moment de la commission de cette infraction, la mineure n?aurait pas ?t? exclusivement sous le contr?le de l??tat.
77. Par cons?quent, le Gouvernement estime que l?agression sexuelle subie par la requ?rante ne peut pas ?tre consid?r?e comme une cons?quence du retard de l?administration dans l?ex?cution de la d?cision du tribunal pour enfants.
78. Il est d?avis que cette agression sexuelle ?tait la cons?quence d?un comportement impr?visible et que, de plus, les autorit?s ont fait tout ce qui ?tait en leur pouvoir pour identifier les responsables et les renvoyer en jugement.
79. Le Gouvernement indique ensuite que l?octroi de la garde d?un enfant aux services sociaux n?est pas en soi une mesure de protection et qu?il doit ?tre consid?r? comme une aide accord?e ? la famille, ?tant donn? la n?cessit? d?obtenir le consentement du mineur avant de placer celui-ci dans un institut et de mettre en place une proc?dure th?rapeutique de soutien. Il attire en particulier l?attention de la Cour sur la double finalit? poursuivie par la mesure pr?vue par le d?cret royal no 1404 de 1934, converti en la loi no 835 de 1935 : cette mesure serait destin?e, d?une part, ? garantir le droit ? l??ducation des enfants en difficult? et, d?autre part, ? pr?venir la d?linquance juv?nile.
80. Quant au grief tir? de l?article 8 de la Convention, le Gouvernement soutient que les autorit?s ont pris toutes les mesures n?cessaires afin de prot?ger la mineure d?s la prise de connaissance par elles des risques courus par cette derni?re.
81. Il pr?cise que les autorit?s ont entendu la requ?rante et ses parents plusieurs fois afin d?essayer de choisir la structure la plus apte ? prendre en charge l?int?ress?e et que plusieurs des structures pressenties n??taient pas en mesure d?h?berger celle-ci.
82. Le Gouvernement estime que les autorit?s ont pris toutes les mesures n?cessaires, puisqu?elles auraient imm?diatement ouvert une enqu?te pour exploitation sexuelle et auraient condamn? les responsables de cette infraction et identifi? les auteurs de l?agression sexuelle subie par la requ?rante. Se r?f?rant ? l?arr?t rendu par la Cour dans l?affaire O?Keeffe c. Irlande ([GC], no 35810/09, ?? 191-192, CEDH 2014 (extraits)), il affirme que le grief tir? de l?article 8 de la Convention ne soul?ve aucune question distincte de celle pos?e sous l?angle de l?article 3 de la Convention.
C. Appr?ciation de la Cour
1. Applicabilit? de l?article 3 de la Convention
83. Pour tomber sous le coup de l?article 3 de la Convention, un mauvais traitement doit atteindre un minimum de gravit?. L?appr?ciation de ce minimum d?pend de l?ensemble des donn?es de la cause, notamment de la dur?e du traitement et de ses effets physiques ou mentaux, ainsi que, parfois, du sexe, de l??ge, de l??tat de sant? de la victime, etc. (idem, ? 86), ?tant entendu que la circonstance qu?un traitement n?avait pas pour but d?humilier ou de rabaisser la victime n?exclut pas de fa?on d?finitive un constat de violation de l?article 3 (voir, entre autres, V. c. Royaume-Uni [GC], no 24888/94, ? 71, CEDH 1999 IX). Doit ?galement ?tre pris en compte le contexte dans lequel le traitement a ?t? inflig?, telles une atmosph?re de vive tension et ? forte charge ?motionnelle (comparer, par exemple, avec Selmouni, pr?cit?, ? 104 ; voir aussi, notamment, G?fgen, pr?cit?, ? 88) et l??ventuelle situation de vuln?rabilit? dans laquelle pourrait se trouver la victime (Khlaifia et autres c. Italie [GC], no 16483/12, ? 160, CEDH 2016)
84. En l?esp?ce, la Cour rappelle qu?il n?est pas contest?, dans le cas d?esp?ce, que la requ?rante se trouvait dans une situation de vuln?rabilit? : elle estime, par cons?quent, que la requ?rante peut ?tre consid?r?e comme relevant de la cat?gorie des ? personnes vuln?rables ? qui ont droit ? la protection de l??tat (A. c. Royaume-Uni, 23 septembre 1998, ? 22, Recueil 1998 VI). ? cet ?gard, elle prend acte des violences que la requ?rante a subies, ayant ?t? victime d?exploitation sexuelle au cours de la p?riode allant de fin ao?t ? d?cembre 2013 et d?un viol en janvier 2014. Elle rel?ve, en outre, que les violences inflig?es ? l?int?ress?e, qui se sont traduites par des atteintes corporelles et des pressions psychologiques, sont suffisamment graves pour atteindre le degr? de gravit? n?cessaire pour relever de l?article 3 de la Convention et que, d?s lors, cette disposition est applicable en l?esp?ce.
2. Applicabilit? de l?article 8 de la Convention
85. La Cour rel?ve que l?applicabilit? de l?article 8 de la Convention n?est pas contest?e entre les parties. Elle estime qu?il ne fait aucun doute que les violences subies par la requ?rante, qui portaient atteinte au droit de celle-ci au respect de son int?grit? physique (M.P. et autres c. Bulgarie, no 22457/08, ? 110, 15 novembre 2011), ont ?t? source de perturbations dans le d?roulement de la vie quotidienne de l?int?ress?e et ont port? atteinte ? sa vie priv?e. En outre, elle rappelle avoir d?j? jug? que l?int?grit? physique et morale d?un individu est englob?e dans la notion de vie priv?e, laquelle s??tend aussi aux relations des individus entre eux. Il para?t d?ailleurs n?y avoir aucune raison de principe de consid?rer la notion de ? vie priv?e ? comme excluant les atteintes ? l?int?grit? physique (M.C., pr?cit? ? 150).
86. Il s?ensuit que cette disposition est applicable aux circonstances de l?esp?ce.
3. Conclusion
87. Compte tenu de ce qui pr?c?de ainsi que de la nature et de la substance des griefs exprim?s par la requ?rante en l?esp?ce, la Cour estime qu?il convient de les examiner sous l?angle des articles 3 et 8 de la Convention.
4. Sur la violation des articles 3 et 8 de la Convention
a) Principes applicables
88. La Cour rappelle d?embl?e que l?interdiction des traitements inhumains et d?gradants est une valeur fondamentale des soci?t?s d?mocratiques (voir, parmi beaucoup d?autres, Selmouni c. France [GC], no 25803/94, ? 95, CEDH 1999-V, G?fgen c. Allemagne [GC], no 22978/05, ? 87, CEDH 2010, El-Masri c. l?ex R?publique yougoslave de Mac?doine [GC], no 39630/09, ? 195, CEDH 2012, et Mocanu et autres c. Roumanie [GC], nos 10865/09, 45886/07 et 32431/08, ? 315, CEDH 2014 (extraits)). Il s?agit ?galement d?une valeur de civilisation ?troitement li?e au respect de la dignit? humaine, qui se trouve au c?ur m?me de la Convention (Bouyid c. Belgique [GC], no 23380/09, ?? 81 et 89-90, CEDH 2015). L?interdiction en question a un caract?re absolu, car elle ne souffre nulle d?rogation, m?me en cas de danger public mena?ant la vie de la nation, et m?me dans les circonstances les plus difficiles, telle la lutte contre le terrorisme et le crime organis?, quel que soit le comportement de la personne concern?e (voir, notamment, G?orgie c. Russie (I) [GC], no 13255/07, ? 192, CEDH 2014 (extraits), Svinarenko et Slyadnev c. Russie [GC], nos 32541/08 et 43441/08, ? 113, CEDH 2014 (extraits), et Bouyid, pr?cit?, ? 81).
89. La Cour rappelle que, combin?e avec l?article 3, l?obligation que l?article 1 de la Convention impose aux Hautes Parties contractantes de garantir ? toute personne relevant de leur juridiction les droits et libert?s consacr?s par la Convention leur commande de prendre des mesures propres ? emp?cher que lesdites personnes ne soient soumises ? des mauvais traitements, m?me administr?s par des particuliers (A. c. Royaume-Uni, pr?cit?, ? 22, Z et autres c. Royaume-Uni [GC], no 29392/95, ?? 73-75, CEDH 2001-V, E. et autres c. Royaume-Uni, no 33218/96, 26 novembre 2002, et M.C. c. Bulgarie, no 39272/98, ? 149, CEDH 2003 XII). Ces mesures doivent fournir une protection effective notamment s?agissant des enfants, qui sont particuli?rement vuln?rables, face ? diverses formes de violence, et inclure des mesures raisonnables visant ? emp?cher les mauvais traitements dont les autorit?s avaient ou auraient d? avoir connaissance ainsi qu?une pr?vention efficace mettant les mineurs ? l?abri de formes aussi graves d?atteinte ? l?int?grit? de la personne (voir, mutatis mutandis, Osman c. Royaume-Uni, 28 octobre 1998, ? 116, Recueil 1998-VIII, et E. et autres c. Royaume-Uni, no 33218/96, ? 88, 26 novembre 2002, Z et autres, pr?cit?, ? 73, et M.P. et autres, pr?cit?, ? 108). Pareilles mesures doivent viser ? garantir le respect de la dignit? humaine et la protection de l?int?r?t sup?rieur de l?enfant (C.A.S. et C.S. c. Roumanie, no 26692/05, ? 82, 20 mars 2012, et Pretty c. Royaume-Uni, no 2346/02, ? 65, CEDH 2002 III).
90. Eu ?gard aux difficult?s pour la police d?exercer ses fonctions dans les soci?t?s contemporaines, ? l?impr?visibilit? du comportement humain et aux choix op?rationnels ? faire en termes de priorit?s et de ressources, il faut toutefois interpr?ter cette obligation positive de mani?re ? ne pas imposer aux autorit?s un fardeau insupportable ou excessif. Toute menace pr?sum?e contre la vie n?oblige pas les autorit?s, au regard de la Convention, ? prendre des mesures concr?tes pour en pr?venir la r?alisation. Pour que l?on puisse parler d?une obligation positive, il doit ?tre ?tabli que les autorit?s avaient ou auraient d? avoir connaissance ? l??poque de l?existence d?un risque r?el et imm?diat pour un individu identifi? de subir des mauvais traitements du fait des actes criminels d?un tiers et qu?elles sont rest?es en d?faut de prendre, dans le cadre de leurs pouvoirs, des mesures qui auraient raisonnablement pu ?tre r?put?es de nature ? ?viter ce risque. Une autre consid?ration pertinente est la n?cessit? de s?assurer que la police exerce son pouvoir de juguler et de pr?venir la criminalit? en respectant pleinement les voies l?gales et autres garanties qui limitent l?gitimement l??tendue de ses actes d?investigations criminelles et de traduction des d?linquants en justice, y compris les garanties figurant ? l?article 8 de la Convention (?or?evi? c. Croatie, no 41526/10, ?? 139, CEDH 2012 et les citations qui y sont contenues).
91. Pour ce qui est de la protection de l?int?grit? physique et morale d?un individu face ? autrui, la Cour a d?j? dit que les obligations positives qui p?sent sur les autorit?s ? dans certains cas en vertu de l?article 2 ou de l?article 3 de la Convention, et dans d?autres cas en vertu de l?article 8, consid?r? seul ou combin? avec l?article 3 de la Convention ? peuvent comporter un devoir de mettre en place et d?appliquer en pratique un cadre juridique adapt? offrant une protection contre les actes de violence pouvant ?tre commis par des particuliers (voir, parmi d?autres, Osman c. Royaume Uni, 28 octobre 1998, ?? 128-130, Recueil 1998 VIII, Bevacqua et S. c. Bulgarie, no 71127/01, ? 65, 12 juin 2008, Sandra Jankovi? c. Croatie, no 38478/05, ? 45, 5 mars 2009, A c. Croatie, no 55164/08, ? 60, 14 octobre 2010, et ?or?evi?, pr?cit?, ?? 141-143,).
92. Cela ?tant, il n?entre pas dans les attributions de la Cour de se substituer aux autorit?s nationales et d?effectuer ? la place de celles-ci un choix parmi le large ?ventail de mesures propres ? garantir le respect des obligations positives que l?article 3 de la Convention leur impose (idem, ? 165). Par ailleurs, en vertu de l?article 19 de la Convention et du principe voulant que le but de celle-ci consiste ? garantir des droits non pas th?oriques ou illusoires, mais concrets et effectifs, la Cour doit veiller ? ce que les ?tats s?acquittent correctement de leur obligation de prot?ger les droits des personnes plac?es sous leur juridiction (Sandra Jankovi?, pr?cit?, ? 46, et Hajduov? c. Slovaquie, no 2660/03, ? 47, 30 novembre 2010). La question de l?ad?quation de la r?ponse des autorit?s peut soulever un probl?me au regard de la Convention (Bevacqua et S., pr?cit?, ? 79).
93. L?obligation positive de prot?ger l?int?grit? physique de l?individu s??tend aux questions concernant l?effectivit? d?une enqu?te p?nale, ce qui ne saurait ?tre limit? aux seuls cas de mauvais traitements inflig?s par des agents de l??tat (M.C., pr?cit?, ? 151,).
94. Cet aspect de l?obligation positive ne requiert pas n?cessairement une condamnation mais l?application effective des lois, notamment p?nales, pour assurer la protection des droits garantis par l?article 3 de la Convention (M.G. c. Turquie, no 646/10, ? 80, 22 mars 2016).
95. Une exigence de c?l?rit? et de diligence raisonnable est implicite dans l?obligation d?enqu?ter. Les m?canismes de protection pr?vus en droit interne doivent fonctionner en pratique dans des d?lais raisonnables permettant de conclure l?examen au fond des affaires concr?tes qui sont soumises aux autorit?s (Opuz c. Turquie, no 33401/02, ?? 150-151, CEDH 2009). En effet, l?obligation de l??tat au regard de l?article 3 de la Convention ne peut ?tre r?put?e satisfaite si les m?canismes de protection pr?vus en droit interne n?existent qu?en th?orie : il faut surtout qu?ils fonctionnent effectivement en pratique, ce qui suppose un examen de l?affaire prompt et sans retard inutile.
b) Application ? l?esp?ce des principes susmentionn?s
96. Dans la pr?sente affaire, il ne fait aucun doute que les violences subies par la requ?rante, rentrent dans le champ d?application de l?article 3 de la Convention et constituent une ing?rence dans le droit de celle-ci au respect de son int?grit? physique, tel que garanti par l?article 8 de la Convention.
97. La Cour doit rechercher si la l?gislation et son application en l?esp?ce, associ?e ? l?inaction all?gu?e des services sociaux, ont ?t? d?faillantes au point d?emporter violation des obligations positives qui incombent ? l??tat d?fendeur en vertu des articles 3 et 8 de la Convention.
98. La question principale qui se pose en l?esp?ce est donc de savoir si les autorit?s ont pris toutes les mesures n?cessaires pour pr?venir les violences auxquelles la requ?rante ?tait expos?es et ? prot?ger son int?grit? physique.
99. La Cour va rechercher tout d?abord si les autorit?s comp?tentes ?taient ou auraient d? ?tre au fait de la situation de vuln?rabilit? de la requ?rante.
100. ? cet ?gard, la Cour constate qu?il ressort du dossier que, d?s avril 2013, les autorit?s avaient connaissance de la conduite irr?guli?re de la mineure, qui avait ?t? trouv?e en possession d?alcool et de drogue, puisque le procureur pr?s le tribunal pour enfants avait ?t? alert? de cette situation.
101. Elle note aussi que, en mai et juin 2013, les parents de la mineure ont inform? les autorit?s de la situation de d?tresse dans laquelle se trouvait leur fille, qui souffrait d?un trouble bipolaire ainsi que d?un trouble du d?ficit de l?attention et montrait ?galement des signes d?une personnalit? borderline et antisociale (voir paragraphe 8 ci-dessus). Ils ont ?galement ?voqu?, pi?ces ? l?appui, le risque que celle-ci ne tomb?t dans un r?seau de prostitution.
102. Au vu de ces ?l?ments, la Cour est convaincue que les autorit?s nationales ?taient ? connaissance de la situation de vuln?rabilit? de la mineure et du risque r?el et imm?diat qu?elle encourait. Elle va donc rechercher si ces m?mes autorit?s ont, eu ?gard aux circonstances de l?esp?ce, pris toutes les mesures raisonnables pour prot?ger la requ?rante, et ce d?s que les risques courus par celle-ci ont ?t? port?s ? leur connaissance.
103. La Cour rel?ve ainsi que les autorit?s ont imm?diatement d?clench? une enqu?te p?nale, mais qu?aucune mesure de protection n?a ?t? prise ? l??gard de la requ?rante, qui, ? l??poque, ?tait ?g?e de quinze ans. En effet, bien que le procureur ait, d?s le 2 juillet 2013 (paragraphe 12 ci?dessus), demand? l?ouverture d?une proc?dure urgente ainsi que le placement de la mineure dans un ?tablissement sp?cialis? et l?octroi de sa garde aux services sociaux, le tribunal pour enfants a mis plus de quatre mois pour prendre une d?cision.
104. La Cour note ?galement qu?il ressort de la proc?dure p?nale relative au r?seau de prostitution que, pendant la p?riode en cause, la mineure a ?t? victime d?exploitation sexuelle (paragraphe 52 ci-dessus) : la requ?rante ?tait donc amen?e ? se prostituer et une partie de ses gains ?taient dus aux agissements des deux membres du r?seau de prostitution.
105. La Cour observe que, ? la suite de la d?cision du tribunal pour enfants de d?cembre 2013, les services sociaux ont mis plus de quatre mois pour mettre en ?uvre le placement de la mineure, nonobstant des demandes faites en ce sens par les parents de cette derni?re et deux demandes d?information urgentes formul?es par le tribunal pour enfants (paragraphes 28 et 29 ci dessus).
106. La Cour note que, dans l?intervalle, la mineure a ?t? victime d?un viol (paragraphe 25 ci-dessus), qu?une enqu?te p?nale pour viol en r?union a ?t? ouverte ? ce sujet, que les auteurs pr?sum?s de l?infraction ont ?t? identifi?s et que la proc?dure est pendante devant le tribunal de Rome (voir paragraphe 54 ci-dessus).
107. La Cour estime que, en ce qui concerne l??valuation du respect par l??tat de ses obligations d?coulant des articles 3 et 8 de la Convention, un poids consid?rable doit ?tre donn? aux efforts d?ploy?s par les services sociaux et/ou de protection de l?enfance afin de prendre les mesures pour prot?ger le mineur (voir, mutatis mutandis. M.P. et autres, pr?cit?, ? 116).
108. En l?esp?ce, la Cour observe qu?il a fallu quatre mois au tribunal pour enfants, ? compter du jour o? il a eu connaissance de la situation difficile et dangereuse dans laquelle se trouvait la requ?rante, (voir paragraphe 12 ci-dessus) pour adopter les mesures de protection pr?vues par la loi et demand?es par le procureur, alors que les risques que la mineure f?t victime d?exploitation sexuelle ?taient connus, ?tant donn? qu?une enqu?te p?nale ?tait en cours et que les parents de la mineure avaient inform? les autorit?s.
109. La Cour n?est pas convaincue par l?argument du Gouvernement selon lequel, ? d?faut de consentement de la mineure, le placement, dans un ?tablissement, tel que ordonn? par le tribunal dans sa d?cision du 9 d?cembre 2013 (voir paragraphe 17 ci-dessus), n??tait pas possible. ? supposer m?me que tel ?tait le cas, la Cour note a cet ?gard que, si la mineure avait refus? d??tre plac?e en d?cembre 2013 (paragraphe 22 ci-dessus), elle a donn? son consentement en janvier 2014 (paragraphe 23 ci-dessus), soit trois mois avant son placement dans le centre Karisma (paragraphe 35 ci-dessus). La Cour en conclut que l?absence, ? un moment donn?, de consentement ne dispensait pas, ? elle seule, l??tat de prendre rapidement des mesures de protection d?un mineur ad?quates et suffisantes, et susceptibles d?assurer la conformit? avec les obligations positives impos?es par les articles 3 et 8 de la Convention.
Par ailleurs, eu ?gard au comportement des services sociaux qui ne se pr?sentaient pas aux audiences (paragraphes 14 et 15 ci?dessus) et au temps qu?ils ont mis ? choisir un ?tablissement d?accueil ? et ce malgr? le caract?re urgent de la demande formul?e par la pr?sidente du tribunal quant aux mesures prises en faveur de la mineure, qui se trouvait dans une situation difficile ?, la Cour conclut ? un manque d?implication r?elle desdits services dans l?ex?cution de la d?cision du tribunal pour enfants.
110. Pour la Cour, il incombait aux instances nationales de tenir compte de la situation de vuln?rabilit? particuli?re, morale et physique, dans laquelle se trouvait la requ?rante et d?appr?cier la situation en cons?quence, en prenant des mesures de protection ad?quates dans un bref d?lai. Cela n?a pas ?t? le cas en l?esp?ce.
111. La Cour constate que, contrairement aux juridictions p?nales qui ont agi rapidement, en r?alit? les autorit?s comp?tentes (tribunal pour enfants et services sociaux) n?ont adopt? aucune mesure de protection dans un bref d?lai alors qu?elles savaient que la requ?rante ?tait vuln?rable, qu?une proc?dure pour exploitation sexuelle la concernant ?tait encore pendante et qu?une enqu?te pour viol en r?union ?tait en cours. Ce faisant, les autorit?s n?ont proc?d? ? aucune appr?ciation des risques courus par la requ?rante.
112. Dans ces circonstances, la Cour consid?re que les autorit?s ne sauraient passer pour avoir fait preuve de la diligence requise. D?s lors, elle estime qu?elles n?ont pas pris, en temps utile, toutes les mesures raisonnables pour emp?cher les exactions dont la requ?rante a ?t? victime.
113. Partant, la Cour conclut ? la violation des articles 3 et 8 de la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 13 DE LA CONVENTION
114. La requ?rante all?gue ne pas avoir dispos? d?un recours en droit interne pour se plaindre des violations subies par elle. Elle invoque l?article 13 de la Convention, qui est ainsi libell? :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
115. Le Gouvernement conteste cette th?se.
116. Eu ?gard au constat de violation auquel elle est parvenue sous l?angle des articles 3 et 8 de la Convention (paragraphe 113 ci-dessus), la Cour estime avoir examin? la question juridique principale pos?e par la pr?sente esp?ce. Compte tenu de l?ensemble des faits de la cause et des arguments des parties, elle juge qu?il n?est pas n?cessaire d?examiner les m?mes faits sur le terrain de l?article 13 de la Convention (Centre de ressources juridiques au nom de Valentin C?mpeanu c. Roumanie [GC], no 47848/08, ? 156, CEDH 2014 et les citations qui y sont contenues).
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
117. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
118. La requ?rante r?clame 150 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral qu?elle dit avoir subi.
119. Le Gouvernement conteste cette demande.
120. La Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? la requ?rante 30 000 EUR pour dommage moral.
B. Frais et d?pens
121. Justificatifs ? l?appui, la requ?rante demande ?galement 4 152 000 EUR pour les frais et d?pens engag?s devant les juridictions internes et 19 153,65 EUR pour ceux engag?s devant la Cour.
122. Le Gouvernement conteste la pr?tention formul?e par la requ?rante, arguant que celle-ci n?a pas d?montr? avoir expos? les frais et d?pens r?clam?s.
123. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, compte tenu des documents dont elle dispose et de sa jurisprudence, la Cour rejette la demande relative aux frais et d?pens de la proc?dure nationale. En revanche, elle estime raisonnable la somme de 10 000 EUR pour la proc?dure devant elle et l?accorde ? la requ?rante.
C. Int?r?ts moratoires
124. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation des articles 3 et 8 de la Convention ;
3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 13 de la Convention ;
4. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 30 000 EUR (trente mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral,
ii. 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par la requ?rante ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er f?vrier 2018, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re adjointe Pr?sident

Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l?expos? de l?opinion s?par?e du juge Wojtyczek.
L.A.S.
R.D.

OPINION CONCORDANTE DU JUGE WOJTYCZEK
1. Je suis d?accord avec mes coll?gues concernant le dispositif du jugement rendu dans la pr?sente affaire, mais je souhaite n?anmoins ajouter quelques nuances concernant la motivation.
2. La pr?sente cause concerne une mineure ?g?e de 17 ans au moment de l?introduction de la requ?te. Le libell? de la motivation peut susciter des doutes concernant la recevabilit? de la requ?te.
Normalement, les mineurs sont repr?sent?s par leurs parents, lesquels prennent les d?cisions concernant l?utilisation des voies l?gales pour faire valoir les droits de leurs enfants. Il appartient notamment aux parents de d?cider de l?introduction aupr?s de la Cour d?une requ?te concernant les droits de leurs enfants. Je note dans ce contexte que la requ?te introduite au nom de la requ?rante a ?t? d?ment sign?e par les deux parents. La requ?te est donc recevable. Je constate aussi que la requ?rante, apr?s avoir atteint la majorit?, a exprim? ? de diff?rentes fa?ons ? son souhait de poursuivre la proc?dure devant la Cour.
3. La t?che de prot?ger les enfants contre les exactions li?es ? l?usage de la drogue et ? la prostitution revient en premier lieu aux parents, le r?le de l??tat ?tant avant tout de renforcer l?autorit? parentale et d?aider les parents ? exercer celle-ci de fa?on efficace. La difficult? de la pr?sente affaire est li?e ? l?incapacit? des parents de prot?ger leur fille de la drogue et de la prostitution.
Dans la motivation du jugement, la Cour a exprim? l?opinion selon laquelle les autorit?s italiennes n?ont pas pris toutes les mesures raisonnables pour emp?cher les exactions dont la requ?rante a ?t? victime. En m?me temps, elle indique implicitement que la mesure ad?quate ?tait le placement de l?int?ress?e dans le centre Karisma. Cette solution n?est toutefois pas sans poser probl?me.
Il faut noter en premier lieu que, si les parents ont demand? aux autorit?s d?agir, ceux-ci semblent n?avoir accept? le placement de leur fille que le 3 avril 2014. De plus, il faut souligner que la mesure pr?conis?e a conduit ? limiter consid?rablement la libert? de la requ?rante et que l?int?ress?e s?y est oppos?e jusqu?en janvier 2014. La requ?te revient ? reprocher aux autorit?s italiennes de ne pas avoir agi contre la volont? de la requ?rante en tant que mineure et de ne pas avoir limit? la libert? personnelle de l?int?ress?e. Autrement dit, la requ?rante se plaint du fait que les autorit?s ont failli ? la prot?ger non seulement face aux tiers, mais aussi contre elle-m?me. Il est ind?niable que les parents et, le cas ?ch?ant, les autorit?s, peuvent et doivent prot?ger un mineur contre lui-m?me si son int?r?t l?exige. Toutefois, il est difficile sinon impossible de soigner efficacement la toxicomanie sans obtenir la coop?ration du patient, m?me adolescent, et surtout sans gagner sa confiance. Les autorit?s italiennes ont donc ?t? confront?es ? une situation particuli?rement difficile.
D?un autre c?t?, les autorit?s ont ind?niablement failli ? la premi?re obligation dans cette affaire, qui ?tait de conduire la proc?dure devant le tribunal pour enfants avec la c?l?rit? requise et de statuer dans cette affaire. Il ressort du dossier que les services comp?tents n?ont pas essay? d?apporter aux parents un conseil psychologique appropri? et l?aide n?cessaire avant de demander des restrictions ? l?autorit? parentale. De plus, il n?a pas ?t? ?tabli que les diff?rents services ont d?velopp? les efforts requis pour essayer de convaincre la requ?rante de la n?cessit? d?un traitement contre la toxicomanie et de gagner sa confiance. Ces consid?rations sont suffisantes pour conclure ? une violation de la Convention dans les circonstances de la pr?sente affaire.

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Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024