AFFAIRE ZHIDOV ET AUTRES c. RUSSIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ZHIDOV ET AUTRES c. RUSSIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,35,37,P1-1
Numero: 54490/10/2018
Stato: Russia
Data: 2018-10-16 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusioni:
Parzialmente inammissibile, Art. 35, Condizioni di ammissibilit?
, L’art. 35-3-ha, Manifestamente male fondato
No-violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 – Protezione della propriet?, Articolo 1 al. 1 del Protocollo n? 1 – Rispetto dei beni
Articolo 1 al. 2 del Protocollo n? 1 – Regolamentare l’uso dei beni,
Violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 – Protezione della propriet?, Articolo 1 al. 1 del Protocollo n? 1 – Rispetto dei beni
Articolo 1 al. 2 del Protocollo n? 1 – Regolamentare l’uso dei beni,
Soddisfazione equa riservata, Articolo 41 – Danno giuridico
Danno patrimoniale
Soddisfazione equa,

TERZA SEZIONE

CAUSA ZHIDOV ED ALTRI C. RUSSIA

, Richieste i nostri 54490/10 e 3 altri-vedere elenco qui accluso,

SENTENZA
(Fondo)

STRASBURGO

16 ottobre 2018

Domanda di rinvio dinnanzi alla Grande Camera in corso

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Zhidov ed altri c. Russia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta di:
Vincent A. Di Gaetano, presidente,
Branko Lubarda,
Dmitry Dedov,
Padre Pastor Vilanova,
Alena Pol?kov??,
Georgios A. Serghides,
Jolien Schukking, giudici,
e di Fato ?Arac?, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 25 settembre 2018,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano quattro richieste, nostri 54490/10, 1153/14, 2680/14 e 31636/14, dirette contro la Federazione della Russia e di cui sei cittadini di questo Stato (“i richiedenti”) hanno investito la Corte in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”). I nomi dei richiedenti cos? come di altre informazione essi concernente figurano qui accluso.
2. Il governo russo (“il Governo”) ? stato rappresentato inizialmente dal Sig. G. Matiouchkine, vecchio rappresentante della Federazione della Russia presso della Corte europea dei diritti dell’uomo, poi col Sig. Sig. Galperine, il suo rappresentante reale.
3. I richiedenti adducevano in particolare che il loro diritto al rispetto dei loro beni era stato ignorato.
4. Il 17 gennaio 2011 ed il 23 novembre 2016, questi motivi di appello sono stati comunicati al Governo e le richieste i nostri 1153/14 e 2680/14 sono state dichiarate inammissibili per il surplus conformemente all’articolo 54 ? 3 dell’ordinamento della Corte.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DI LO SPECIFICO
5. Tutti i richiedenti facevano i proprietari di immobili situati vicino a gasdotti o di oleodotti. Le giurisdizioni interne, deliberando sulle domande delle societ? gestore di questi insediamenti, qualificarono gli immobili in causa di “costruzioni illegali” ed ordinarono la loro demolizione agli oneri dei richiedenti.
A. I fatti che si riferiscono alla richiesta no 54490/10 introdotto dal Sig. Zhidov
1. Le informazione relative al gasdotto
6. Dal 1977, un gasdotto ? in servizio vicino alla citt? di Penza, dove abita il richiedente. Dal 1993, la presenza del gasdotto ? segnalata dai cartelli. Nel 2006, il societ? Gazprom Transgaz Nijni Novgorod, la padrona del gasdotto, registr? al catasto dello stato le zone protette (?) lungo questo insediamento.
2. La genesi della causa
7. Il 7 giugno 1990, l’amministrazione locale diede al richiedente un appezzamento per fare costruire una casa individuale entro due anni. Gli ingiung? di ottenere a priori le autorizzazioni necessarie, a sapere un progetto di costruzione (?) ed una pratica di fattibilit? (-?), e di fare gradire queste con l’architetto locale.
8. Senza avere chiesto queste autorizzazioni e senza avere proceduto all’agrimensura dell’appezzamento, il richiedente cominci? la costruzione di una casa. Per?, si rivel? che l’appezzamento dove la costruzione era cominciata non era quella che gli era stato assegnato ma un’altro, trovandosi pi? lontano vicino a 200 metri, vicino immediata del gasdotto.
9. Avendo scoperto che parecchie persone, ivi compreso il richiedente, avevano cominciato a costruire delle case vicino al gasdotto, il 25 maggio 1993, il capo dell’amministrazione regionale adott? un’ordinanza che vieta ogni costruzione in questa zona. Il 18 ottobre 1993, l’ispezione presso del Comitato di architettura e di costruzione (?) inform? l’amministrazione del distretto Oktiabrski di Penza del perseguimento illecito dei lavori di costruzione vicino al gasdotto.
10. Il 15 novembre 1993, il capo dell’amministrazione del distretto adott? un’ordinanza relativa alle costruzioni illegali. Secondo questa ordinanza, la casa del richiedente che era durante costruzione, era stata eretta illegalmente (?) e doveva essere spostata sull’appezzamento che era stato assegnato all’interessato all’origine.
11. Ad una data non precisata nel 1993, un rappresentante dell’amministrazione del distretto inform? personalmente il richiedente che la sua casa si trovava nella zona protetta del gasdotto e lo preg? di arrestare la costruzione. Il richiedente persegu? tuttavia la costruzione. Nel 1994, fin? i lavori e trasloc? nella sua notizia casalinga.
12. Il 27 e 30 marzo 2009, il richiedente registr? rispettivamente il suo diritto di propriet? sul terreno e sulla casa nel registro unificato dei diritti immobiliari secondo il procedimento semplificato – su presentazione del passaporto catastale dell’immobile (?) e della decisione del 7 giugno 1990 relativo all’attribuzione dell’appezzamento, vedere “Il diritto e le pratica interne pertinenti” la parte).
3. Il procedimento di dichiarazione della casa come costruzione illegale
13. Ad una data non precisata nel 2009, la societ? gestore del gasdotto cit? il richiedente in giustizia. Chiedeva la demolizione della sua casa al motivo che si trattava di una costruzione illegale (?).
14. Nella cornice del processo, il tribunale del distretto Oktiabrski di Penza ordin? una perizia tecnica. Secondo il rapporto di perizia del 15 dicembre 2009, cos? come secondo le deposizioni orali del perito all’udienza, la casa del richiedente si trovava al tempo stesso a meno nella zona protetta di 25 metri dell’asse del gasdotto e nella zona della distanza minimale tra il gasdotto e le abitazioni (?), questo essere-a-argomento a meno di 125 metri del gasdotto, paragrafi 59-60 sotto.
15. Il 19 marzo 2010, il tribunale del distretto Oktiabrski fece diritto all’azione della societ? gestore del gasdotto riferendosi alle disposizioni che regolano la sicurezza degli insediamenti pericolosi, vedere “Il diritto e la pratica la parte interne pertinenti”). Si pronunci? in particolare come segue:
“(…) l’immobile ? stato eretto dal convenuto su un appezzamento che non gli era stato assegnato a questa fine secondo le modalit? legali, senza l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, con l’incidi violazioni delle norme e disposizioni di urbanistica e di costruzione; inoltre, il mantenimento di [suddetti] costruzione viola i diritti ed interessi legittimi di altrui e crei una minaccia a [il carico di] la vita e [di] la salute pubblica “
Il tribunale, riferendosi alle disposizioni del codice civile pertinente nello specifico, respinse il mezzo del richiedente secondo che l’azione sarebbe stata estinta in ragione del prescrizione extinctive. Annull? il diritto di propriet? dell’interessato e gli ordin? di demolire la casa a suoi oneri.
Il 27 aprile 2010, la corte regionale di Penza conferm? questo giudizio in appello.
4. Altri fatti sopraggiunti dopo la comunicazione della richiesta
16. Appare che gli ufficiali giudiziari incaricati dell’esecuzione del giudizio del 19 marzo 2010 cozzarono contro la mancanza di ingiunzione giudiziale di sfratto del richiedente e di sua sposa della casa in causa.
17. Ad una data non precisata nella pratica, la societ? gestore del gasdotto, Gazprom Transgaz Nijni Novgorod, incontrando delle difficolt? per eseguire il giudizio, cit? il richiedente e sua sposa dinnanzi al tribunale del distretto Oktiabrski chiedendo il loro sfratto della casa. Il procedimento di esecuzione del giudizio fu sospeso finch? fosse deliberato sulla domanda di sfratto.
18. All’epoca di una delle udienze, la sposa del richiedente dichiar? che, in 1993-1994, per le ragioni di sicurezza, le autorit? avevano negato di raccordare la loro casa alle reti di elettricit?, di gas e di acqua, ma che il richiedente si era procurato un gruppo elettrogeno, aveva scavato un pozzo ed aveva installato un forno a bosco per il riscaldamento. Indic? anche che, per continuare i lavori di costruzione, suoi sposi e lei avevano rivenduto un appartamento che possedevano a Penza ed avevano investito il denaro di questa vendita.
19. Il 15 novembre 2011, il tribunale del distretto Oktiabrski respinse l’azione al motivo che lo sfratto non poteva essere effettuato che da un “alloggio” e che la casa del richiedente, essendo una costruzione illegale, non poteva essere qualificata di “alloggio.”
Il 17 gennaio 2012, la corte regionale di Penza respinse l’appello interposto da Gazprom Transgaz Nijni Novgorod contro il giudizio suddetto.
20. Durante l’anno 2012, l’ufficiale giudiziario incaricato dell’esecuzione del giudizio del 19 marzo 2010 investe il tribunale del distretto Oktiabrski di una domanda di explicitation delle modalit? di esecuzione del giudizio nella mancanza di ingiunzione giudiziale di sfratto del richiedente e di sua sposa. Il 10 ottobre 2012, il tribunale del distretto respinse questa domanda. Il 20 novembre 2012, la corte regionale di Penza conferm? questa decisione in appello al motivo che il dispositivo del giudizio del 19 marzo 2010 era chiaro e che il tribunale non aveva deliberato sulla questione relativa al lic?it? dell’insediamento del richiedente e di sua sposa ed alla registrazione del loro domicilio nella casa controversa.
21. Risulta dei documenti forniti dal richiedente che, alla data del 17 giugno 2017, abitava sempre la casa in causa.
B. I fatti che si riferiscono alle richieste i nostri 1153/14 e 2680/14 introdotti dal Sig.re Kastornova e Vdovina ed il Sig. Vdovin
1. Le informazione relative al gasdotto
22. Dal 1963, un gasdotto ? in servizio vicino alla citt? di Cecov (regione di Mosca). Nel 2002, l’esistenza di questo gasdotto fu realizzata sulla mappa catastale del distretto di Cecov.
2. La genesi della causa
23. La Sig.ra Kastornova, richiesta no 1153/14, e la Sig.ra Vdovina, richiesta no 2680/14, sono proprietari di case individuali situate nella citt? di Cecov. Il Sig. Vdovin, richiesta no 2680/14, ? l’ex-marito della Sig.ra Vdovina (qui di seguito, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny.
ha, In ci? che riguarda la Sig.ra Kastornova
24. Nel 1999, l’amministrazione della citt? di Cecov diede al Sig. K., un genitore della Sig.ra Kastornova, un appezzamento alle fini di costruzione di una casa individuale. Nel 2003, il Sig. K. fece effettuare un’agrimensura del suo appezzamento (?) con l’architetto locale ed ottenne un permesso di costruire per una sauna con una mansarda.
25. Nel 2007, il Sig. K. fece dono del suo appezzamento con un atto notarile alla Sig.ra Kastornova che, lo stesso anno, iscrisse il suo diritto di propriet? al registro unificato dei diritti immobiliari.
26. Nel 2009, una casa individuale fu edificata su suddetta appezzamento, e, in 2012, la Sig.ra Kastornova iscrisse il suo diritto di propriet? su questa casa secondo il procedimento semplificato-su presentazione del passaporto catastale dell’immobile.
b, In ci? che riguarda il Sig. e la Sig.ra Vdoviny,
27. Nel 1994, l’amministrazione della citt? di Cecov diede alla Sig.ra Z. un appezzamento alle fini di costruzione di una casa individuale. Nel 2003, l’interessata fece effettuare un’agrimensura del suo appezzamento ed ottenne un permesso di costruire.
28. Nel 2004, fece costruire una casa sul suo appezzamento. Il completamento dei lavori fu approvato da un verbale di ricevimento (?) addestrato con una commissione presso dell’amministrazione del distretto di Cecov.
29. Sempre nel 2004, la Sig.ra Z. vend? con un atto notarile il suo appezzamento e la sua casa alla Sig.ra Vdovina che si install? col Sig. Vdovin. Lo stesso anno, la Sig.ra Vdovina iscrisse il suo diritto di propriet? al registro unificato dei diritti immobiliari secondo il procedimento semplificato – su presentazione dell’atto di vendita. Nel 2005, fece costruire un’altra casa su questo appezzamento e, nel settembre 2012, iscrisse anche il suo diritto di propriet? su presentazione del passaporto catastale dell’immobile. Le due case avevano lo stesso indirizzo postale: “via Gazoprovodnaya, no 2”.
3. Il procedimento di dichiarazione delle case come costruzioni illegali
30. In febbraio e nell’aprile 2012, il societ? Gazprom Transgaz Moskva cit? i richiedenti in giustizia. Chiedeva la demolizione delle loro case in quanto costruzioni illegali erette vicino al gasdotto. Il Sig. e la Sig.ra Vdoviny fecero una domanda riconvenzionale di spostamento del gasdotto.
31. Nella cornice del processo, i richiedenti e l’amministrazione municipale che intervenivano come terza partito, sostenevano che le zone protette lungo il gasdotto e le zone di distanze minimali tra i gasdotti e gli immobili non erano stati identificati mai, segnalate n? registrate nel catasto, e che nessuna restrizione dei loro diritti di propriet? sui loro appezzamenti non era stata registrata nel registro unificato dei diritti immobiliari. L’amministrazione sosteneva per di pi? che, al momento del rilascio dei permessi di costruire, ignorava l’esistenza del gasdotto.
32. Il 19 marzo 2013, il tribunale della citt? di Cecov accolse l’azione di Gazprom Transgaz Moskva. Qualific? gli immobili di costruzioni illegali perch? eretti senza le autorizzazioni richieste in violazione delle disposizioni che regolano lo sfruttamento e la sicurezza dei gasdotti e senza rispettare le distanze minimali di 200 metri tra i gasdotti e gli immobili. Il tribunale stim? anche che l’attrice aveva avvertito a pi? riprese “tutte le istanze riguardate” dell’esistenza del gasdotto e che l’amministrazione locale non poteva ignorarlo nel momento in cui aveva rilasciato i permessi di costruire. Il tribunale ordin? ai richiedenti di demolire le case a loro oneri. Pi? particolarmente, concernente M. e la Sig.ra Vdoviny, il tribunale ordin? loro di demolire “la casa di abitazione situata nella zona di distanza minimale ubicata via Gazoprovodnaya, no 2”.
33. Il tribunale respinse la domanda riconvenzionale formata da M. e la Sig.ra Vdoviny. Stim? che lo spostamento del gasdotto, regolarmente installato e servendo una missione di servizio pubblico, provocherebbe una sentenza prolungata dell’alimentazione in gas della regione di Mosca e causerebbe un danno ad un gran numero di consumatori di gas.
34. I richiedenti fecero appello di questa decisione. Rimproveravano in particolare all’amministrazione locale ed a Gazprom Transgaz Moskva di non li avere informati dell’esistenza del gasdotto vicino ai loro appezzamenti.
Il 3 luglio 2013, la corte regionale di Mosca respinse l’appello dei richiedenti che fanno suoi i conclusioni del tribunale di Cecov.
4. Altre informazione pertinenti
35. Nelle sue osservazioni del 17 marzo 2017, il Governo fornisce alla Corte il seguente informazione.
36. Ad una data non precisata, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny, richiesta no 2680/14, formarono un’azione in giustizia contro le autorit? municipali che tendono a dichiarare la loro casa inagibile, ad ottenere un altro alloggio ed il pagamento di un’indennit? per il danno giuridico che stimavano avere subito a causa dell’ingiunzione di demolire le loro case.
37. Il 9 aprile 2014, il tribunale di Cecov respinse l’azione al motivo che i richiedenti non avevano rapporti contrattuali con le autorit? e che non avevano denunciato il contratto di vendita del terreno e della casa concluso con la Sig.ra Z. fece anche riferimento al giudizio del 19 marzo 2013, paragrafi 32-33 sopra, avendo l’autorit? di cosa giudicata.
Il 11 agosto 2014, la corte regionale di Mosca conferm? questo giudizio in appello.
C. I fatti che si riferiscono alla richiesta no 31636/14 introdotto dal Sig.re Kosenko e Tikhonova
1. Le informazione relative ai due oleodotti
38. Dagli anni 1950, due oleodotti sono in servizio vicino alla citt? di Tcheliabinsk, dove abitano i richiedenti. Appare che, dagli anni 1990, gli oleodotti sono protetti da una diga in terra (?) sormontata di una chiusura.
39. Nel 1993, gli oleodotti e le zone protette lungo questi insediamenti furono realizzati sul piano generale di Tcheliabinsk. In 2012, le zone protette furono segnalate.
40. In 2012, il societ? Uraltransnefteprodukt, proprietario e sfrutti degli oleodotti, registr? le zone protette nel catasto. In 2013, fece iscrivere al registro unificato dei diritti immobiliari la menzione relativa alle zone protette che implicano delle restrizioni dei diritti immobiliari (?/?) sui terreni situati intorno agli oleodotti.
2. La genesi della causa
41. Il 6 agosto 1993, l’amministrazione della citt? di Tcheliabinsk adott? al profitto di un’associazione cooperativa di giardinaggio un’ordinanza relativa all’attribuzione di un terreno ed al rilascio di un documento giustificativo di diritto sul terreno (?). A questa ordinanza fu annessa un brano del piano generale di Tcheliabinsk su che gli oleodotti e le zone protette lungo questi erano indicati.
Appare che una delle frontiere del terreno era stata designata dalla chiusura che sormonta la diga in terra, paragrafo 38 sopra.
42. Nel 2006 e nel 2010 i richiedenti acquistarono rispettivamente, presso dei membri dell’associazione cooperativi suddetti due appezzamenti e due capanni (?) con le dipendenze, costruite negli anni 2000. Questi appezzamenti essendo destinati al giardinaggio, la costruzione dei capanni era permessa. Appare che questi appezzamenti si trovavano vicino immediati della diga in terra che protegge gli oleodotti.
43. I richiedenti privatizzarono gli appezzamenti e, in 2010 e 2011 rispettivamente, iscrissero i loro diritti di propriet? al registro unificato dei diritti immobiliari. In 2011, iscrissero anche i loro diritti di propriet? sui capanni secondo i procedimenti semplificati: La Sig.ra Kosenko lo fece su presentazione di una dichiarazione relativa all’immobile (?) e del documento giustificativo di diritto sul terreno (?), e la Sig.ra Tikhonova su presentazione del contratto di vendita immobiliare.
44. In 2013, al termine di lavori di geometra effettuato alla domanda dell’architetto locale, si rivel? che gli appezzamenti in questione si trovavano all’esterno dei limiti del terreno assegnato alla cooperativa di giardinaggio.
3. Il procedimento di dichiarazione dei capanni come costruzioni illegali
45. Stimando che gli appezzamenti dei richiedenti si trovavano nelle zone protette che costeggiano gli oleodotti, ad una data non precisata nella pratica, il societ? Uraltransnefteprodukt cit? i richiedenti in giustizia e chiese la demolizione dei capanni e delle loro dipendenze in quanto costruzioni illegali. L’amministrazione municipale partecip? al processo come terza partito.
46. Il 28 maggio 2013, il tribunale del distretto Sovetski di Tcheliabinsk fece diritto a questa domanda. Il tribunale stim? che gli appezzamenti dei richiedenti si trovavano partire nelle zone protette lungo gli oleodotti e che questi appezzamenti non erano stati assegnati mai all’associazione cooperativa di giardinaggio, paragrafi 41 e 44 sopra. Consider? che i capanni e dipendenze erano stati eretti senza rispettare le distanze minimali e senza l’accordo del gestore degli oleodotti, in violazione delle disposizioni imperative relative agli oleodotti. Giudic? infine che, sebbene le zone protette siano state registrate solamente nel catasto in 2012, le autorit? municipali erano state informate della loro esistenza fin da 1992. A questo riguardo, il tribunale indic? che “il fatto che i convenuti non ignoravano le restrizioni all’uso degli appezzamenti signifi[ait] non che queste restrizioni erano assenti.” Il tribunale ordin? la demolizione dei capanni, dipendenze e chiudi al motivo che si trattava di costruzioni illegali agli oneri dei richiedenti.
Il 22 ottobre 2013, la corte regionale di Tcheliabinsk conferm? il giudizio in appello.
4. Altre informazione pertinenti
47. Nelle sue osservazioni del 17 marzo 2017, il Governo ha informato la Corte che, il 20 dicembre 2016, il tribunale del distretto Sovetski, deliberando sulla domanda della Sig.ra Tikhonova, risolse il contratto di vendita del terreno e del capanno ed ordin? al venderesse di rimborsargli il prezzo dell’acquisto. Il Governo non ha fornito di testo di giudizio n? di informazione in quanto al carattere definitivo di questo.
48. Con una lettera raccomandata del 16 giugno 2017, la Corte ricord? alla Sig.ra Tikhonova che il termine assegnato per la presentazione di osservazioni in risposta aveva toccato dal 25 maggio 2017 ed attir? la sua attenzione sull’articolo 37 ? 1 ha, della Convenzione. Il richiedente non ricuper? questa lettera.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNE PERTINENTI
A. Le disposizioni generali relative alla propriet? immobiliare ed alla costruzione immobiliare
1. Le disposizioni relative alla registrazione dei diritti immobiliari
49. Secondo l’articolo 2 della legge federale no 122-FZ del 3 luglio 1997 relativo alla registrazione dei diritti immobiliari e delle transazioni immobiliari, in vigore tra il 28 gennaio 1998 ed i 1 gennai 2017, la registrazione dei diritti immobiliari cos? come delle restrizioni ai diritti immobiliari nel registro unificato dei diritti immobiliari era un atto giuridico che vale riconoscenza con lo stato di questi diritti. Secondo questo articolo, un diritto registrato non poteva essere contestato che in giustizia.
50. Secondo l’articolo 9 ? 3 della stessa legge, l’autorit? competente in materia di registrazione era incaricata di verificare l’autenticit? e la validit? dei documenti presentati a sostegno della domanda di registrazione, cos? come l’esistenza di diritti immobiliari registrati anteriormente sullo stesso immobile o di domande anteriori. Secondo l’articolo 13 della legge, dopo ricevimento della domanda di registrazione del diritto e dei documenti presentato a sostegno di questa, suddetta autorit? procedeva alle verifiche (?) concernente questi documenti, ivi compreso trattandosi del lic?it? delle transazioni, eccetto le transazioni notarili.
51. Il 1 settembre 2006, un nuovo articolo 25.3 fu introdotto nella legge federale suddetta. Questo articolo contemplava un procedimento semplificato di registrazione di diritto di propriet? su certi immobili. In particolare, secondo i paragrafi 1, 3 e 4 di questo articolo, la registrazione del diritto di propriet? su una casa individuale di abitazione e su un immobile eretto su un appezzamento destinato al giardinaggio si effettuava su presentazione dei titoli costitutivi del diritto sull’appezzamento, cos? come su presentazione, nel primo caso, di documenti giustificativi della costruzione dell’immobile (come, per esempio, il passaporto catastale dell’immobile, e, nel secondo caso, di una dichiarazione relativa all’immobile.
52. Il 1 gennaio 2017, la nuova legge federale relativa alla registrazione dei beni immobiliari (?) no 218-FZ ? entrato in vigore. Questa legge contempla un sistema unico di registrazione dei beni immobiliari in un registro di stato, fondendo i servizi, separati fino l?, di registrazione dei diritti immobiliari e del catasto.
53. Secondo l’articolo 56 del codice fondiario, pu? avere delle restrizioni ai diritti immobiliari sui terreni, in particolare quando si tratta di terreni dove sono stabilite delle zone protette. Queste restrizioni ai diritti immobiliari erano oggetto di una registrazione “secondo le modalit? previste dalla legge federale relativa alla registrazione dei diritti immobiliari e delle transazioni immobiliari” fino al 25 ottobre 2011 e, dopo questa data, “nei casi e secondo le modalit? previste dalle leggi federali”, essendo sentito che si trattava della legge federale relativa al catasto.
2. Le disposizioni relative alla costruzione immobiliare
54. L’articolo 222 del codice civile, come in vigore all’epoca dei fatti, qualificava di costruzione illegale tutto immobile eretta: ha, su un terreno non assegnato secondo le modalit? previste dalla legge o non edificabile, b) senza le autorizzazioni necessarie, o c, in violazione delle norme di urbanistica e di costruzione. Precisava che la persona avendo eretto la costruzione illegale non diventava proprietario che una tale costruzione non poteva essere oggetto di transazioni e che doveva essere demolita agli oneri del nessuno che l’aveva eretta, articolo 222 ?? 1 e 2. L’articolo 222 ? 3 permettevano una regolarizzazione delle costruzioni illegali con la giustizia sotto certe condizioni. Precisava che nessuna regolarizzazione era possibile se, entra altri, la costruzione violava i diritti ed interessi legittimi di altrui o minacciava la vita e la salute delle persone.
55. Secondo l’articolo 196 del codice civile, il termine del prescrizione extinctive di diritto comune ? di tre anni. Il 29 aprile 2010, il pl?num della Corte suprema e quello della Corte superiore di commercio, in una direttiva congiunta, ha confermato la pratica delle giurisdizioni interne che consistono in non applicare il prescrizione extinctive alle domande in giustizia che tende a fare demolire delle costruzioni illegali che rappresentano una minaccia alla vita ed alla salute. Nella stessa direttiva, hanno precisato che la registrazione nel registro unificato dei diritti immobiliari del diritto di propriet? su un immobile che presenta delle caratteristiche di costruzione illegale non escludeva la possibilit? di introdurre in giustizia un’azione che tende la demolizione di suddetto immobile.
56. Secondo l’articolo 30 ? 11 del codice fondiario, nel caso dove le autorit? danno ad un individuo un appezzamento alle fini di costruzione individuale, la persona riguardata non ha a chiedere, prima dell’inizio dei lavori di costruzione, un’autorizzazione relativa all’area precisa dell’immobile a costruire sull’appezzamento in causa (?).
B. Le disposizioni particolari relative ai gasdotti ed oleodotti
57. Secondo la legge federale relativa alla sicurezza industriale degli insediamenti pericolosi (?) no 116-FZ, entrata in vigore nel 1997, i gasdotti ed oleodotti sono degli insediamenti pericolosi. Secondo l’articolo 11 di questa legge, il gestore di un insediamento pericoloso deve garantire il rispetto delle norme di sicurezza industriale.
58. Secondo l’articolo 32 della legge federale relativa all’alimentazione in gas no 69-FZ, entrata in vigore nel 1999, i lavori che non rispettano il regime delle zone protette e delle distanze minimali rispetto ai gasdotti devono essere demoliti agli oneri delle persone avendo commesso queste irregolarit?.
59. Ai termini dell’ordinamento di costruzione dei gasdotti ed oleodotti no 2.05.06-85 (?2.05.06-85 “”?), le distanze minimali tra, da un lato, l’asse del gasdotto od oleodotto e, di un altro lato, le abitazioni o altri immobili, sono stabiliti in funzione del tipo, del diametro dell’insediamento e della necessit? della sua protezione. Queste distanze sono definite all’allegato 4 dell’ordinamento precitato.
60. Le regole di protezione dei gasdotti ed oleodotti (?), entrate in vigore nel 1992, instaurano le zone protette lungo l’asse dell’insediamento di una larghezza di 25 metri di ogni lato (articolo 4.1 delle regole). Queste zone sono destinate a garantire lo sfruttamento s?curis?e degli insediamenti ed ad escludere ogni rischio di danneggiamento agli insediamenti. Ogni attivit? ? vietata in queste zone, salvo queste, limitatamente enumerato, permesse dell’entit? gestore scrive con l’accordo (articolo 4.4 delle regole).
61. Le regole di protezione impongono alle entit? padrone l’obbligo di trasmettere alle autorit? locali competenti i dati relativi all’area esatta (?) di questi insediamenti ed alle zone protette intorno a queste, alle fini di realizzarli sui piani, cos? come l’obbligo di diffondere le informazione relative all’area dei condotti alla radio e nella stampa locale, almeno una volta con trimestre. Queste regole impongono anche una segnalazione del tracciato dei condotti tutti i 500 metri (articolo 3 delle regole) e delle zone protette lungo gli insediamenti.
62. Secondo l’articolo 90 ? 6 del codice fondiario, in vigore dal 21 luglio 2011, degli appezzamenti di terreni possono essere messi a disposizione delle entit? gestore degli insediamenti pericolosi alle fini dello sfruttamento dei gasdotti ed oleodotti ed alle fini della determinazione delle zone protette lungo questi insediamenti. Le zone protette sono stabilite secondo le modalit? esposte nelle regole di protezione dei gasdotti ed oleodotti, paragrafo 60 sopra, degli ordinamenti di costruzione, paragrafo 59 sopra, e di altre disposizioni legali. Ogni costruzione su questi appezzamenti che non rispettano le distanze minimali tra gli insediamenti e le abitazioni sono vietate.
IN DIRITTO
I. QUESTIONI PRELIMINARI
A. Sulla congiunzione delle richieste
63. Le presenti richieste che sono simili in fatto ed in diritto, la Corte decide di unirli, conformemente all’articolo 42 ? 1 del suo ordinamento.
B. Sulla radiazione del ruolo della richiesta no 31636/14 nella sua parte che riguarda la Sig.ra Tikhonova
64. La Corte constata che la Sig.ra Tikhonova non ha ricuperato la lettera raccomandata della cancelleria che gli ricorda che il termine che gli era assegnato per la presentazione di osservazioni in risposta aveva toccato, e che non ha sollecitato il prolungamento di questo termine, paragrafo 48 sopra.
65. La Corte conclude che la Sig.ra Tikhonova non intende mantenere la sua pi? richiesta, articolo 37 ? 1 hanno, della Convenzione. Nella mancanza di circostanze particolari toccare al rispetto dei diritti garantiti dalla Convenzione o i suoi Protocolli, la Corte considera che non si giustifica pi? di inseguire l’esame di questa parte della richiesta, al senso dell’articolo 37 ? 1 in fine della Convenzione. C’? luogo dunque di cancellarla del ruolo.
II. Su La Violazione Addotta Di L’articolo 1 Del Protocollo No 1 A La Convenzione
66. I richiedenti si dicono vittime di una privazione di propriet?. Adducono pi? precisamente della qualifica con la giustizia dei loro immobili di costruzioni illegali e le ingiunzioni di demolizione di questi si analizzano in una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiede gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessari per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
1. Applicabilit? ratione personae dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione
ha, Gli argomenti delle parti
67. Concernente la richiesta no 54490/10, introdotto dal Sig. Zhidov, il Governo considera che l’articolo 1 del Protocollo no 1 ? inapplicabile ratione personae perch? si tratterebbe di una controversia tra persone private: il richiedente ed una societ? commerciale a responsabilit? limitata, Gazprom Transgaz Nijni Novgorod. Il Governo fornisce a sostegno dei suoi argomenti un brano del registro unificato delle societ? che menzionano che l’unico socio di Gazprom Transgaz Nijni Novgorod ? la societ? con azioni Gazprom e non lo stato, e che lo scopo statutario di Gazprom Transgaz Nijni Novgorod non si limita allo sfruttamento del gasdotto ed all’alimentazione in gas, ma gli permette anche l’esercizio di altre attivit? commerciali non legate alle missioni di servizio pubblico.
68. Il richiedente combatte questa tesi. Arguisce che l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione trova bene ad applicarsi nello specifico perch?, secondo lui, sono le autorit? che gli avevano assegnato l’appezzamento in causa e che gli avevano indicato la sua area in modo erronea. Secondo lui, era la mancanza delle autorit? se aveva costruito su un altro appezzamento che quella che gli sarebbe stato assegnato. Indica inoltre che l’elemento pubblico era predominante nella presente causa perch? l’ingiunzione di demolizione sarebbe stata emessa alle fini di protezione della vita e della salute delle persone. Infine, il richiedente sostiene che lo stato russo detiene pi? del 50% delle azioni del societ? Gazprom e che, di conseguenza, il suo filiale Gazprom Transgaz Nijni Novgorod non sarebbe una vera societ? privata.
69. Trattandosi degli altri tre richieste, il Governo non solleva di tale obiezione ma ammette che c’? stata un’ingerenza dello stato nel diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni. Pi? particolarmente, nelle osservazioni concernente le richieste i nostri 1153/14 e 2680/14, introdotte rispettivamente dalla Sig.ra Kastornova e con M. e la Sig.ra Vdoviny, sottolinea l’importanza sociale dell’alimentazione in gas di un gran numero di persone fisiche e giuridiche e ricordi considerandolo delle giurisdizioni interne secondo la quale lo spostamento del gasdotto lederebbe gli interessi degli abitanti, paragrafo 33 sopra.
b, La valutazione della Corte
70. Ricordando che l’eccezione ratione personae tiene alla sua competenza, la Corte analizzer? questa questione per le quattro richieste.
71. Ricorda che non ? chiamata, in principio, a regolare delle dispute puramente private e che il fatto per lo stato, col verso del suo sistema giudiziale, di fornire una cornice per la valutazione dei diritti ed obblighi del richiedente non impegnare automaticamente la sua responsabilit? allo sguardo dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione (vedere, tra altri, Vulakh ed altri c. Russia, no 33468/03, ? 44, 10 gennaio 2012, Anheuser Busch Inc,. c. Portogallo [GC], no 73049/01, ?? 83-87, CEDH 2007 I, e Kotov c. Russia [GC], no 54522/00, ? 92, 3 aprile 2012. La Corte ha avuto per?, gi? l’occasione di giudicare implicitamente che l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione si applicava al contenzioso civile relativo alle costruzioni illegali intentate da una societ? delle ferrovie, Mkhchyan c. Russia, no 54700/12, ?? 69-70, 7 febbraio 2017, o impegnato nell’interesse dei terzo, Allard c. Svezia, no 35179/97, ?? 50 e 52, CEDH 2003 VII.
72. La Corte considera che, nello specifico, l’applicabilit? della disposizione suddetta ? legata intrinsecamente all’esistenza di un’ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni e di un scopo di utilit? pubblica perseguita dalle ingiunzioni di demolizione, e dunque in fondo al motivo di appello. Quindi, decide di unire questa eccezione al fondo.
2. Applicabilit? ratione materiae dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione
ha, Gli argomenti delle parti
73. Trattandosi della richiesta no 54490/10, introdotto dal Sig. Zhidov, il Governo adduce che la casa del richiedente non era il suo “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione. Secondo lui, la registrazione del diritto di propriet? dell’interessato nel registro unificato ? stata illecita e ha effettuato dal richiedente di malafede e con l’intenzione di indurre le autorit? in errore.
74. Il richiedente combatte questa tesi e sostiene che le autorit? hanno tollerato durante numerosi anni l’esistenza della sua casa, ci? che gli conferirebbe un interesse sostanziale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione. Inoltre, adduce avere registrato il suo diritto di propriet? in ogni buona fede, senza che il servizio di registrazione competente che aveva verificato i documenti presentati, non abbia scoperto di irregolarit?.
75. Nelle sue osservazioni che riguardano gli altri tre richieste, il Governo non solleva di tale obiezione, ammettendo implicitamente che gli immobili dei richiedenti erano i loro “beni.”
b, La valutazione della Corte
76. Ricordando che la compatibilit? ratione materiae di un motivo di appello tocca anche alla sua competenza, la Corte analizzer? questa questione per le quattro richieste.
77. Ricorda che la nozione di “bene” ha una portata autonoma che ? indipendente delle qualifiche formali del diritto interno. Ci? che importa, ? di ricercare se le circostanze di una causa dato, considerata nel loro insieme, possono passare per avere reso il richiedente titolare di un interesse sostanziale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione (vedere, per esempio, ?neryldz ?c. Turchia [GC], no 48939/99, ? 124, CEDH 2004 XII.
78. Nello specifico, la Corte constata che, a prescindere della questione di sapere se il tempo smerciato ha fatto nascere a casa i richiedenti un interesse patrimoniale sufficientemente importante e riconosciuto, al senso del giurisprudenza Hamer c. Belgio, no 21861/03, ? 76, CEDH 2007 V (brani)) e Brosset Triboulet ed altri c. Francia [GC], no 34078/02, ? 71, 29 marzo 2010, le autorit? si sono inserite nel registro unificato dei diritti immobiliari i diritti di propriet? degli interessati sugli immobili controversi e hanno avuto cos? riconosciuto formalmente il loro requisito di proprietario. Quegli erano qui dunque titolari di “beni” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, Sociedad An?nima del Ucieza c. Spagna, no 38963/08, ?? 78 79, 4 novembre 2014, e Bidzhiyeva c. Russia, no 30106/10, ? 60, 5 dicembre 2017. Pertanto, la Corte respinge questa eccezione del Governo.
3. Conclusione
79. Constatando che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?, la Corte lo dichiara ammissibile.
B. Sul fondo
1. Gli argomenti delle parti
ha, In ci? che riguarda il Sig. Zhidov, richiesta no 54490/10,
80. Il Governo sottolinea che il richiedente ha costruito la sua casa su un altro appezzamento che quella che aveva ricevuto delle autorit? e che, fin da 1993, l’interessato era informato della prossimit? immediata del gasdotto che implica l’interdizione di ogni costruzione.
81. Peraltro, il Governo assimila la presente causa al causa Saliba c. Malta, no 4251/02, 8 novembre 2005, dove la Corte non ha trovato di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione concernente l’ingiunzione di demolire un capannone illegalmente eretto.
82. Infine, il Governo indica che il richiedente non ha chiesto mai in giustizia la regolarizzazione della sua costruzione, siccome lo permetteva, secondo lui, l’articolo 222 del codice civile, paragrafo 54 sopra.
83. Il richiedente contesta questi argomenti. Senza negare essere stato informato della prossimit? del gasdotto e dell’interdizione di costruire nella zona intorno a questo, rimprovera tuttavia alle autorit? di non avergli notificato” “ufficialmente l’interdizione di costruire, di avere tollerato la sua casa durante parecchi anni senza reagire, di avere percepito le imposte afferenti e di non avere scoperto di errore all’epoca del procedimento di registrazione del suo diritto di propriet? nel registro unificato, procedimento all’epoca della quale sostiene essere stato di buona fede.
84. Stima anche che la sua causa differisce della causa Saliba precitato in ci? che il diritto russo non contempla di responsabilit? penale per le costruzioni illegali, ma che, al contrario, il codice civile permette di regolarizzarli in certe circostanze.
b, In ci? che riguarda la Sig.ra Kastornova, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny e la Sig.ra Kosenko, richieste nostri 1153/14, 2680/14 e 31636/14,
85. Il Governo stima che l’ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni era prevista dalla legge, che inseguiva un scopo legittimo e che era proporzionata a questo scopo.
86. Fa suoi i conclusioni delle giurisdizioni interne in quanto alla necessit? di demolire gli immobili dei richiedenti in quanto costruzioni illegali. In particolare, considera che, trattandosi delle richieste i nostri 1153/14 e 2680/14, introdotte rispettivamente dalla Sig.ra Kastornova e con M. e la Sig.ra Vdoviny, un spostamento del gasdotto sarebbe troppo costoso e costituirebbe una misura sproporzionata che implica una sentenza prolungata dell’alimentazione in gas della regione di Mosca e delle regioni vicine. Trattandosi della richiesta no 31636/14, introdotto dalla Sig.ra Kosenko, il Governo sostiene che l’associazione cooperativa di giardinaggio era informata della prossimit? degli oleodotti e delle zone protette e doveva al suo turno informare ne ciascuno dei suoi membri.
87. Analizzando differenti disposizioni interne, il Governo conclude che i proprietari e gestori dei gasdotti ed oleodotti non sono legalmente tenuti di registrare di restrizioni ai diritti immobiliari sui terreni attraversati da questi insediamenti.
88. Il Governo assimila le presenti cause ai cause Saliba, Hamer e Brosset-Triboulet ed altri, precitate, dove la Corte non ha trovato di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione a causa dell’obbligo di demolire, agli oneri dei proprietari e senza indennizzo, degli immobili eretti senza autorizzazioni necessarie nelle zone vietate alla costruzione nei primi due casi, e situati sulla tenuta pubblica marittima nell’ultimo caso.
89. Infine, il Governo dichiara che, alla data del 17 marzo 2017, i giudizi che ordinano la demolizione non sempre sono stati eseguiti e che, peraltro, i richiedenti non hanno chiesto in giustizia dei danno-interessi per l’annullamento del loro diritto di propriet?.
90. I richiedenti contestano questi argomenti. Arguiscono che le autorit? hanno registrato bene il loro diritto di propriet? sugli appezzamenti e gli immobili senza la minima obiezione legata alla prossimit? dei gasdotti ed oleodotti e senza avere scoperto le zone protette lungo questi insediamenti o le zone di distanze minimali.
91. Pi? particolarmente, la Sig.ra Kastornova ed il Sig. e la Sig.ra Vdoviny, richieste i nostri 1153/14 e 2680/14, sostengono che, all’epoca della distribuzione degli appezzamenti edificabili, le autorit? avrebbero dovuto cooperare con la societ? gestore del gasdotto. Arguiscono che, quando i precedenti proprietari hanno ricevuto gli appezzamenti in causa i permessi di costruire poi, e quando si sono inseriti i loro diritti nel registro unificato, ignoravano che un gasdotto si trovava vicino e non potevano contemplare assolutamente che i loro immobili sarebbero qualificati di costruzioni illegali. Aggiungono che le zone protette lungo il gasdotto non sono state segnalate mai e che, di conseguenza, la societ? gestore ha mancato ai suoi obblighi imposti dalla legge federale relativa alla sicurezza industriale.
92. I richiedenti stimano anche che le giurisdizioni interne hanno interpretato arbitrariamente ed applicato l’articolo 222 del codice civile e sostengono che l’ingerenza nel loro diritto al rispetto dei loro beni non ? stata effettuata secondo le vie legali. Inoltre, adducendo avere perso totalmente i loro immobili, nella mancanza di ogni indennizzo, i richiedenti stima che questa ingerenza non ? stata proporzionata.
93. La Sig.ra Kosenko, richiesta no 31636/14, sostiene che, durante gli anni, le autorit? hanno tollerato l’esistenza del capanno sull’appezzamento vicino agli oleodotti, e che pagava le imposte e tasse afferenti. Arguisce che il suo appezzamento si trova bene dentro al terreno dell’associazione cooperativa di giardinaggio e che era stata data alla precedente proprietaria conformemente alla legge.
2. La valutazione della Corte
ha, Sull’esistenza di un’ingerenza, il suo scopo e la sua legalit?
94. La Corte constata che le giurisdizioni interne hanno ordinato la demolizione degli immobili dei richiedenti al motivo che si trattava di costruzioni illegali. Per questo fare, si sono riferite alle disposizioni che regolano la sicurezza degli insediamenti pericolosi, alle norme di urbanistica e di costruzione (paragrafi 15) 32 e 46 sopra, e, nelle richieste i nostri 1153/14 e 2680/14, hanno preso anche in considerazione gli interessi dei consumatori di gas, paragrafo 33 sopra.
95. La Corte considera cos? come, a prescindere della questione relativa al controllo con lo stato russo delle societ? gestore dei gasdotti ed oleodotti, le ingiunzioni giudiziali di demolizione inseguivano una finalit? di interesse generale, in particolare la protezione della vita delle persone e della salute pubblica, la sicurezza dello sfruttamento di insediamenti pericolosi ed un’alimentazione in gas ininterrotto degli abitanti. Questi elementi bastano alla Corte per concludere che le ingiunzioni di demolizione si analizzino in un’ingerenza delle autorit? nel diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni, ingerenza che insegue parecchi scopi legittimi (vedere anche sopra paragrafi 57 61 sulla sicurezza dello sfruttamento degli insediamenti pericolosi) (confrontare e contrastare col causa Anheuser-Buch, precitata, dove la Corte ha trovato che non c’era ingerenza delle autorit? pubbliche che si trattano di una controversia puramente privata priva di un elemento pubblico, cos? come col causa Kotov, precitata, dove la Corte ha stimato che lo stato non poteva essere tenuto per direttamente responsabile delle irregolarit? commesse dal liquidatore privato di una banca.
La Corte respinge cos? l’eccezione del Governo tratto dall’inammissibilit? ratione personae del motivo di appello a causa della natura privata del contenzioso denunciato dai richiedenti.
96. In quanto al tipo di ingerenza ed alla norma applicabile, la Corte considera che si trattava di una misura di r?glementation dell’uso dei beni al senso del secondo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Saliba, precitato, ?? 27-28, 8 novembre 2005, Hamer, precitato, ? 60, Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria, no 46577/15, ? 69, 21 aprile 2016, e Mkhchyan, precitato, ? 70.
97. Infine, trattandosi della legalit? dell’ingerenza, la Corte ricorda che, salvo nei casi di arbitrariet? evidente, non ? competente per rimettere in causa l’interpretazione della legislazione interna con le giurisdizioni nazionali. Nello specifico, non scopre nessuno elemento che gli permetta di concludere che, qualificando le case dei richiedenti di costruzioni illegali al senso dell’articolo 222 del codice civile, le giurisdizioni interne hanno fatto un’interpretazione o un’applicazione arbitraria di questa disposizione. Considera dunque che l’ingerenza ? stata operata “nelle condizioni previste dalla legge” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
Resta a determinare se l’ingerenza ? stata proporzionata agli scopi legittimi perseguiti.
b, Sulla proporzionalit? dell’ingerenza,
i. In ci? che riguarda l’insieme delle presenti richieste
98. La Corte ricorda che la proporzionalit? dell’ingerenza implica l’esistenza di un giusto equilibro tra le esigenze dell’interesse generale della collettivit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui. Questo equilibrio ? rotto se la persona riguardata ha avuto a subire “un carico speciale ed esorbitante.” Ricorda anche che la verifica dell’esistenza di un giusto equilibrio esige un esame globale dei differenti interessi in causa e pu? chiamare in particolare un’analisi del comportamento delle parti, dei mezzi adoperati dallo stato ed il loro collocamento in ?uvre, l’obbligo delle autorit? di agire in tempo utile, in modo corretta e coerente (Bidzhiyeva, precitato, ? 64, coi riferimenti citati. In materia di diritto di propriet?, la Corte accorda un’importanza particolare al principio di buono baliato, e desidera che le autorit? pubbliche agiscono con le pi? grandi precauzioni, Moskal c. Polonia, no 10373/05, ? 72, 15 settembre 2009.
99. Nello specifico, nella sua analisi della proporzionalit? dell’ingerenza, la Corte prende nota dell’argomento dei richiedenti secondo che le autorit? si sono inserite nel registro unificato dei diritti immobiliari i loro diritti di propriet? sugli immobili situati vicino ad insediamenti pericolosi, mancanti cos? al loro obbligo di agire con zelo. Aggiungono che questa trasgressione non dovrebbe essere pregiudizievole ai richiedenti di buona fede. La Corte analizzer? dunque se l’autorit? di registrazione avrebbe dovuto negare di iscrivere i diritti immobiliari dei richiedenti a causa degli insediamenti pericolosi vicino ai loro immobili, o per altri motivi.
100. La Corte rileva che l’autorit? di registrazione era competente per verificare l’autenticit? e la validit? dei documenti cos? come l’esistenza dei diritti immobiliari gi? registrati al riguardo dello stesso bene, paragrafo 50 sopra, ma che non poteva condurre sul posto di verifiche.
101. Nello specifico, i richiedenti hanno iscritto i loro diritti secondo il procedimento semplificato: su semplice presentazione dei passaporti catastali dei beni, il Sig. Zhidov e la Sig.ra Kastornova, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny per la casa che hanno costruito, della dichiarazione relativa all’immobile, la Sig.ra Kosenko, e dell’atto di vendita immobiliare, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny. Nella cornice di questo procedimento semplificato, l’autorit? di registrazione non poteva verificare se la costruzione degli immobili necessitava l’ottenimento dei permessi di costruire o di altre autorizzazioni e se gli interessati li avevano ottenuti effettivamente, confrontare col causa Gladysheva c. Russia (no 7097/10) ?? 78-79, 16 dicembre 2011, dove le autorit? non hanno effettuato di passi basici per scoprire delle falsificazioni dei documenti, cos? come col causa Anna Popova c. Russia (no 59391/12) ?? 10-12 e 35, 4 ottobre 2016, dove un appartamento previsto da un’inchiesta penale ? stato rivenduto parecchie volte ed il diritto di propriet? registrata ad ogni volta mentre un procuratore aveva chiesto espressamente all’autorit? della registrazione di rifiutare le domande di registrazione.
102. Trattandosi dell’obbligo di suddetta autorit? di verificare si delle restrizioni a causa dell’esistenza di zone protette o di zone di distanze minimali colpiva gli appezzamenti dei richiedenti, la Corte constata che le zone protette dovevano essere effettivamente oggetto di una registrazione nel registro unificato ed ulteriormente nel catasto, paragrafo 53 sopra, in dispetto di ci? che sostiene il Governo, paragrafo 87 sopra. Nello specifico, i beni immobiliari del Sig. Zhidov e della Sig.ra Kosenko, richieste i nostri 54490/10 e 31636/14, erano partire situati in queste zone protette, ma le societ? gestore non hanno registrato di restrizioni che colpiscono l’appezzamento del Sig. Zhidov a causa dell’esistenza di queste zone protette. Hanno registrato peraltro, solamente queste ultime dopo la registrazione del diritto di propriet? della Sig.ra Kosenko (paragonare sopra 40 e 43 paragrafi). In quanto alle distanze minimali tra il gasdotto e le abitazioni, distanze in che si trovavano gli immobili della Sig.ra Kastornova ed il Sig. e la Sig.ra Vdoviny, richieste i nostri 1153/14 e 2680/14, queste non erano oggetto di nessuna registrazione ufficiale.
103. In queste circostanze, la Corte stima che l’autorit? di registrazione non poteva verificare se gli appezzamenti dei richiedenti o i loro immobili si trovavano nelle zone protette o nelle distanze minimali tra i gasdotti e le abitazioni e rifiutare, di conseguenza, l’iscrizione del diritto di propriet? degli interessati. Cos?, del parere della Corte, la registrazione del diritto di propriet? dei richiedenti non costituisce in si una trasgressione delle autorit? al loro dovere di reagire in tempo utile ed in modo coerente. La Corte esaminer? cos? di altre circostanze pertinenti per la valutazione della proporzionalit? dell’ingerenza.
ii. In ci? che riguarda il Sig. Zhidov, richiesta no 54490/10,
104. La Corte osserva che il richiedente ha cominciato la costruzione della sua casa senza avere chiesto le autorizzazioni richieste (vedere, ha contrario, N.A. ed altri c. Turchia, no 37451/97, CEDH 2005 X, e senza avere proceduto ad un’agrimensura del suo appezzamento e che, nel 1993, prima del completamento dei lavori, ha appreso che costruiva su un appezzamento altro che quella che gli era stato assegnato e che la sua casa incompiuta si trovava vicino immediata del gasdotto di cui la presenza era segnalata gi? a questa epoca. La Corte osserva che il richiedente, essendo stato pregato dalle autorit? di arrestare la costruzione ed essendo urtato si al rifiuto di queste di raccordare la casa alle reti di acqua, elettricit? e gas, ha tuttavia, ai suoi rischi e pericoli, inseguito i lavori e traslocato nella casa nel 1994.
105. Del parere della Corte, questa casa comprendeva tutti gli elementi costitutivi di una costruzione illegale al senso dell’articolo 222 del codice civile, a sapere una costruzione su un terreno non assegnato a questa fine, senza le autorizzazioni necessarie ed in violazione flagrante delle norme di urbanistica e di costruzione, paragrafi 8 e 15 sopra, (Saliba, precitato, ? 46, ed Ivanova e Cherkezov, precitato, ? 75.
106. Certo, un grande lasso di tempo ha trascorso senza che le autorit? non reagiscono, e prima che la societ? gestore del gasdotto non forma l’azione in giustizia contro il richiedente. La Corte ammette cos? come le autorit? che sono state informato della situazione, hanno contribuito a perpetuare una situazione pregiudizievole alla sicurezza ed alla salute pubblica. Per?, considera che questa tolleranza delle autorit? non poteva creare a casa il richiedente il sentimento di essere al riparo dai perseguimenti. La sua costruzione non era difatti, da un lato, r?gularisable al senso del paragrafo 3 dell’articolo 222 del codice civile, paragrafo 54 sopra, e, supponendo che il richiedente adduceva il contrario, non ha chiesto mai in giustizia una tale regolarizzazione. Di un altro lato, non c’era termine di prescrizione extinctive per agire in giustizia contro questo tipo di lavori, paragrafo 55 sopra, (vedere anche ? 85 Hamer, precitato.
107. Tutti questi elementi conducono la Corte a concludere che il richiedente non ha subito un attentato sproporzionato al suo diritto di propriet?.
Pertanto, non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
iii. In ci? che riguarda la Sig.ra Kastornova ed il Sig. e la Sig.ra Vdoviny, richieste i nostri 1153/14 e 2680/14,
108. La Corte osserva che le autorit? hanno rilasciato ai precedenti proprietari gli appezzamenti edificabili in 1994 e 1999 che, nel 2002, la presenza del gasdotto ? stata realizzata sulla mappa catastale del distretto, ma che, nel 2003, le autorit? hanno rilasciato tuttavia ai precedenti proprietari dei permessi di costruire.
109. Peraltro, nota che, nel caso della Sig.ra Z., vecchio proprietario, nel 2004, le autorit? hanno ne pi? addestrato un verbale di ricevimento dopo il completamento dei lavori di costruzione della sua casa. Rileva anche che, pi? tardi, nel 2005, il Sig. e la Sig.ra Vdoviny hanno edificato un’altra casa su questo stesso appezzamento destinato alla costruzione.
110. Tenuto conto di questi permessi e consensi, la Corte stima che, alla differenza delle cause invocate dal Governo, i richiedenti potevano credere legittimamente si in situazione di sicurezza giuridica in quanto al lic?it? della costruzione dei loro immobili (vedere, nello stesso senso, N.A. ed altri c. Turchia, precitato, ? 36. I richiedenti sono stati obbligati a demolire le loro case a causa della negligenza delle autorit? (vedere, mutatis mutandis, Moskal, precitato, ?? 73 in fini e 74, e senza che la loro propria buona fede e la loro mancanza di responsabilit? non abbiano potuto giocare il minimo ruolo nei procedimenti interni (vedere, mutatis mutandis, Sud Fondi srl ed altri c. Italia, no 75909/01, ? 121, 20 gennaio 2009.
111. In quanto all’osservazione del Governo secondo la quale i richiedenti non hanno chiesto in giustizia un indennizzo per la perdita dei loro beni, la Corte rileva che la Sig.ra Kastornova non ha infatti non intentato di azione in danno-interessi e che la domanda di rialloggio e di indennizzo di M. e la Sig.ra Vdoviny sono state respinte al motivo, in particolare, che non avevano denunciato il contratto di vendita conclusa con la Sig.ra Z., paragrafi 38 sopra. Nota che i richiedenti non hanno tentato di ritorcersi contro i loro cocontractants.
112. La Corte considera che erano le autorit? che erano all’origine dell’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni dei richiedenti e non i precedenti proprietari, e che questi ultimi avevano ottenuto tutti i consensi necessari alla costruzione, e ci? senza che la loro buona fede non sia stata rimessa mai in questione con le istanze interne. Infine, non esclude che le azioni in giustizia eventualmente impegnata dai richiedenti siano inammissibili in ragione del prescrizione extinctive di tre anni.
113. In queste circostanze, la Corte stima che sarebbe eccessivo di esigere dei richiedenti di iniziare contro i loro cocontractants delle notizie procedimenti giudiziali segnati da una totale incertezza in quanto ad una fortuna ragionevole di successo e di cui l’effettivit? pratico non ? stato dimostrato dal Governo (B.K.M). Lojistik Tasimacilik Ticaret Limited Sirketi c. Slovenia, no 42079/12, ? 50, 17 gennaio 2017, e S.C. Servizio Benz Com S.R.L. c. Romania, no 58045/11, ?? 37-42, 4 luglio 2017, coi riferimenti che sono citate.
114. Questi elementi bastano alla Corte per concludere che le autorit? non abbiano predisposto un giusto equilibro tra le esigenze dell’interesse pubblico e la necessit? di proteggere il diritto di propriet? dei richiedenti.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
iv. In ci? che riguarda la Sig.ra Kosenko, richiesta no 31636/14,
115. La Corte osserva che, fin da 1993, la presenza degli oleodotti e delle zone protette ? stata realizzata sul piano generale di Tcheliabinsk e che un brano pertinente di questo piano ? stato annesso all’ordinanza dell’amministrazione locale che assegna il terreno all’associazione cooperativa di giardinaggio. Questa ultima non poteva ignorarli dunque. Il richiedente ha registrato il suo diritto di propriet? su presentazione del documento giustificativo del suo diritto sul terreno rilasciato in virt? dell’ordinanza suddetta. La Corte stima che, al momento dell’acquisto ed al momento del deposito della sua pratica di registrazione del suo diritto di propriet?, il richiedente avrebbe potuto consultare questo piano generale di Tcheliabinsk che era a sua disposizione, e che si sarebbe dovuta rendere conto che l’appezzamento controverso si trovava vicino agli oleodotti (confrontare con le richieste i nostri 1153/14 e 2680/14) dove il piano del distretto non era annesso ai documenti giustificativi di diritto di propriet? e non era a disposizione dei richiedenti. La Corte nota che il richiedente ha sostenuto mai solamente non era in grado di consultare il brano del piano generale di Tcheliabinsk.
La Corte considera per di pi? che il richiedente non poteva ignorare la presenza fisica della diga in terra che protegge gli oleodotti e trovandosi vicino immediata dell’appezzamento che stava acquistando, e che sarebbe dovuta essere incerto almeno sulla destinazione di questa diga ed avrebbe dovuto chiedere presso delle informazioni del presidente dell’associazione cooperativa o presso delle autorit? locali.
116. Del parere della Corte, l’ingiunzione di demolire il capanno e le sue dipendenze al motivo che si trattava di costruzioni illegali non ha fatto pesare sul richiedente di carico sproporzionato.
Pertanto, non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
III. Su La Violazione Addotta Di L’articolo 8 Di La Convenzione In La Richiesta No 54490/10, il Sig. ZHIDOV,
117. Il richiedente denuncia una violazione dell’articolo 8 della Convenzione a causa del suo sfratto forzato della sua casa. L’articolo precitato ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza.
2. Non pu? avere ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto che per quanto questa ingerenza ? prevista dalla legge e che costituisce una misura che, in una societ? democratica, ? necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al bene essere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione dei reati penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? di altrui. “
A. Gli argomenti delle parti
118. Il richiedente indica che vive nella sua casa da 18 anni e che non dispone altro alloggio. Assimila la sua causa alla causa ?osi ?c. Croazia, no 28261/06, 15 gennaio 2009, dove la Corte ha constatato la violazione dell’articolo 8 della Convenzione a causa della trasgressione delle giurisdizioni interne di analizzare la situazione personale del richiedente e la proporzionalit? del suo sfratto allo scopo perseguito. Il richiedente considera che il suo sfratto gli ha fatto sopportare un carico eccessivo, in violazione dell’articolo 8 della Convenzione.
119. Il Governo reitera gli argomenti delle giurisdizioni interne in quanto alla mancanza di statuto di “alloggio” della costruzione illegale, ed egli stima che le decisioni giudiziali rese nella controversia relativa allo sfratto del richiedente non costituiscono un’ingerenza nel diritto di questo al rispetto del suo domicilio. Considera che, anche supponendo che ci sia stata un’ingerenza, questa ? stato legale, necessario e proporzionata, perch? il richiedente avrebbe in piena cognizione di causa inseguita la costruzione della casa nella zona protetta vicino al gasdotto.
B. La valutazione della Corte
120. La Corte considera che, il richiedente che abita continuamente la casa controversa dal 1994, questa costituiva il suo domicilio al senso dell’articolo 8 della Convenzione, Ivanova e Cherkezov, precitato, ? 33, coi riferimenti citati.
121. Stima mentre non ? necessario pronunciarsi sull’insieme degli argomenti delle parti perch? il motivo di appello del richiedente ? manifestamente male fondato per il seguente ragioni.
122. La Corte ricorda che, nelle cause anteriori concernente gli sfratti delle abitazioni dove ha concluso ad una violazione dell’articolo 8 della Convenzione, si trattava sempre di un solo procedimento che si conclude o con un ordine di espulsione costrittivo contro i richiedenti (?osi, ?precitato, Orli c. Croazia, no 48833/07, 21 giugno 2011, Gladysheva, precitato, Stolyarova c. Russia, no 15711/13, 29 gennaio 2015, o con un’ingiunzione di demolire un’abitazione che porta implicitamente un ordine di espulsione, Ivanova e Cherkezov, precitato, Bagdonavicius ed altri c. Russia, no 19841/06, 11 ottobre 2016.
123. Ora lei presente causa differisce considerevolmente delle cause suddette in ci? che un contenzioso separato relativo allo sfratto del richiedente della sua casa ? stato iniziato e si ? conclusa da un rigetto della domanda di sfratto, paragrafi 19 sopra. Cos?, il rifiuto delle giurisdizioni di ordinare lo sfratto del richiedente, qualunque ne sia la motivazione, era in contraddizione col giudizio che ordina la demolizione della casa del richiedente e ha costituito di facto un ostacolo alla demolizione. La Corte considera che questa situazione ? stata proficua al richiedente che, del suo lato, non ha fatto appello del giudizio del 15 novembre 2011, paragrafo 19 sopra, e sembra abitare sempre la casa controversa.
124. In queste circostanze, il motivo di appello del richiedente derivato di una violazione del suo diritto al rispetto del suo domicilio ? manifestamente male fondato e deve essere respinto, in applicazione dell’articolo 34 ? 3 hanno, della Convenzione.
IV. Su La Violazione Addotta Di L’articolo 6 Di La Convenzione In La Richiesta No 54490/10, il Sig. ZHIDOV,
125. Il richiedente si lamenta infine che il suo processo relativo alla qualifica della sua casa di costruzione illegale non sia stato equo, in violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione cos? formula nelle sue parti pertinenti nello specifico:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita con un tribunale indipendente ed imparziale, invalso con la legge che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Gli argomenti delle parti
126. In modo prova

Testo Tradotto

Conclusions:
Partiellement irrecevable (Art. 35) Conditions de recevabilit?
(Art. 35-3-a) Manifestement mal fond?
Non-violation de l’article 1 du Protocole n? 1 – Protection de la propri?t? (Article 1 al. 1 du Protocole n? 1 – Respect des biens
Article 1 al. 2 du Protocole n? 1 – R?glementer l’usage des biens)
Violation de l’article 1 du Protocole n? 1 – Protection de la propri?t? (Article 1 al. 1 du Protocole n? 1 – Respect des biens
Article 1 al. 2 du Protocole n? 1 – R?glementer l’usage des biens)
Satisfaction ?quitable r?serv?e (Article 41 – Pr?judice moral
Dommage mat?riel
Satisfaction ?quitable)

TROISI?ME SECTION

AFFAIRE ZHIDOV ET AUTRES c. RUSSIE

(Requ?tes nos 54490/10 et 3 autres ? voir liste en annexe)

ARR?T
(Fond)

STRASBOURG

16 octobre 2018

Demande de renvoi devant la Grande Chambre en cours

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Zhidov et autres c. Russie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Vincent A. De Gaetano, pr?sident,
Branko Lubarda,
Dmitry Dedov,
Pere Pastor Vilanova,
Alena Pol??kov?,
Georgios A. Serghides,
Jolien Schukking, juges,
et de Fato? Arac?, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 25 septembre 2018,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouvent quatre requ?tes (nos 54490/10, 1153/14, 2680/14 et 31636/14) dirig?es contre la F?d?ration de Russie et dont six ressortissants de cet ?tat (? les requ?rants ?) ont saisi la Cour en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?). Les noms des requ?rants ainsi que d?autres informations les concernant figurent en annexe.
2. Le gouvernement russe (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? initialement par M. G. Matiouchkine, ancien repr?sentant de la F?d?ration de Russie aupr?s de la Cour europ?enne des droits de l?homme, puis par M. M. Galperine, son repr?sentant actuel.
3. Les requ?rants all?guaient en particulier que leur droit au respect de leurs biens avait ?t? m?connu.
4. Le 17 janvier 2011 et le 23 novembre 2016, ces griefs ont ?t? communiqu?s au Gouvernement et les requ?tes nos 1153/14 et 2680/14 ont ?t? d?clar?es irrecevables pour le surplus conform?ment ? l?article 54 ? 3 du r?glement de la Cour.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Tous les requ?rants ?taient propri?taires d?immeubles situ?s ? proximit? de gazoducs ou d?ol?oducs. Les juridictions internes, statuant sur les demandes des soci?t?s exploitantes de ces installations, qualifi?rent les immeubles en cause de ? constructions ill?gales ? et ordonn?rent leur d?molition aux frais des requ?rants.
A. Les faits se rapportant ? la requ?te no 54490/10 introduite par M. Zhidov
1. Les informations relatives au gazoduc
6. Depuis 1977, un gazoduc est en service ? proximit? de la ville de Penza, o? habite le requ?rant. Depuis 1993, la pr?sence du gazoduc est signal?e par des panneaux. En 2006, la soci?t? Gazprom Transgaz Nijni Novgorod, l?exploitante du gazoduc, enregistra au cadastre de l??tat les zones prot?g?es (???????? ????) le long de cette installation.
2. La gen?se de l?affaire
7. Le 7 juin 1990, l?administration locale donna au requ?rant une parcelle pour faire construire une maison individuelle dans un d?lai de deux ans. Elle lui enjoignit d?obtenir pr?alablement les autorisations n?cessaires, ? savoir un projet de construction (???????????? ??????? ?? ??????????????) et un dossier de faisabilit? (????????-??????? ????????????), et de faire agr?er celles-ci par l?architecte local.
8. Sans avoir demand? ces autorisations et sans avoir proc?d? ? l?arpentage de la parcelle, le requ?rant commen?a la construction d?une maison. Cependant, il s?av?ra que la parcelle o? la construction ?tait commenc?e n??tait pas celle qui lui avait ?t? attribu?e mais une autre, se situant pr?s de 200 m?tres plus loin, ? proximit? imm?diate du gazoduc.
9. Ayant d?couvert que plusieurs personnes, y compris le requ?rant, avaient commenc? ? construire des maisons ? proximit? du gazoduc, le 25 mai 1993, le chef de l?administration r?gionale adopta un arr?t? interdisant toute construction dans cette zone. Le 18 octobre 1993, l?inspection aupr?s du Comit? d?architecture et de construction (????????? ???????????????????) informa l?administration du district Oktiabrski de Penza de la poursuite illicite des travaux de construction ? proximit? du gazoduc.
10. Le 15 novembre 1993, le chef de l?administration du district adopta un arr?t? relatif aux constructions ill?gales. Selon cet arr?t?, la maison du requ?rant, qui ?tait en cours de construction, avait ?t? ?rig?e ill?galement (?????????? ???????????) et devait ?tre d?plac?e sur la parcelle qui avait ?t? attribu? ? l?int?ress? ? l?origine.
11. ? une date non pr?cis?e en 1993, un repr?sentant de l?administration du district informa personnellement le requ?rant que sa maison se situait dans la zone prot?g?e du gazoduc et le pria d?arr?ter la construction. Le requ?rant poursuivit n?anmoins la construction. En 1994, il termina les travaux et emm?nagea dans sa nouvelle maison.
12. Respectivement les 27 et 30 mars 2009, le requ?rant enregistra son droit de propri?t? sur le terrain et sur la maison dans le registre unifi? des droits immobiliers selon la proc?dure simplifi?e – sur pr?sentation du passeport cadastral de l?immeuble (??????????? ??????? ??????) et de la d?cision du 7 juin 1990 relative ? l?attribution de la parcelle (voir la partie ? Le droit et la pratique internes pertinents ?).
3. La proc?dure de d?claration de la maison comme construction ill?gale
13. ? une date non pr?cis?e en 2009, la soci?t? exploitante du gazoduc assigna le requ?rant en justice. Elle demandait la d?molition de sa maison au motif qu?il s?agissait d?une construction ill?gale (??????????? ?????????).
14. Dans le cadre du proc?s, le tribunal du district Oktiabrski de Penza ordonna une expertise technique. Selon le rapport d?expertise du 15 d?cembre 2009, ainsi que selon les d?positions orales de l?expert ? l?audience, la maison du requ?rant se situait ? la fois dans la zone prot?g?e ? moins de 25 m?tres de l?axe du gazoduc et dans la zone de la distance minimale entre le gazoduc et les habitations (? ???? ?????????? ?????????? ??????????), c?est-?-dire ? moins de 125 m?tres du gazoduc (paragraphes 59-60 ci-dessous).
15. Le 19 mars 2010, le tribunal du district Oktiabrski fit droit ? l?action de la soci?t? exploitante du gazoduc en se r?f?rant aux dispositions r?gissant la s?curit? des installations dangereuses (voir la partie ? Le droit et la pratique internes pertinentes ?). Il se pronon?a en particulier comme suit :
? (…) l?immeuble a ?t? ?rig? par le d?fendeur sur une parcelle qui ne lui avait pas ?t? attribu?e ? cette fin selon les modalit?s l?gales, sans l?obtention des autorisations n?cessaires, avec de graves violations des normes et dispositions d?urbanisme et de construction ; en outre, le maintien de [ladite] construction viole les droits et int?r?ts l?gitimes d?autrui et cr?e une menace ? [l?encontre de] la vie et [de] la sant? publique (…) ?
Le tribunal, se r?f?rant aux dispositions du code civil pertinentes en l?esp?ce, rejeta le moyen du requ?rant selon lequel l?action aurait ?t? ?teinte en raison de la prescription extinctive. Il annula le droit de propri?t? de l?int?ress? et lui ordonna de d?molir la maison ? ses frais.
Le 27 avril 2010, la cour r?gionale de Penza confirma ce jugement en appel.
4. Autres faits survenus apr?s la communication de la requ?te
16. Il appara?t que les huissiers charg?s de l?ex?cution du jugement du 19 mars 2010 se heurt?rent ? l?absence d?injonction judiciaire d?expulsion du requ?rant et de son ?pouse de la maison en cause.
17. ? une date non pr?cis?e dans le dossier, la soci?t? exploitante du gazoduc, Gazprom Transgaz Nijni Novgorod, rencontrant des difficult?s pour ex?cuter le jugement, assigna le requ?rant et son ?pouse devant le tribunal du district Oktiabrski en demandant leur expulsion de la maison. La proc?dure d?ex?cution du jugement fut suspendue jusqu?? ce qu?il f?t statu? sur la demande d?expulsion.
18. Lors de l?une des audiences, l??pouse du requ?rant d?clara que, en 1993-1994, pour des raisons de s?curit?, les autorit?s avaient refus? de raccorder leur maison aux r?seaux d??lectricit?, de gaz et d?eau, mais que le requ?rant s??tait procur? un groupe ?lectrog?ne, avait creus? un puits et avait install? un four ? bois pour le chauffage. Elle indiqua ?galement que, afin de continuer les travaux de construction, son ?poux et elle avaient revendu un appartement qu?ils poss?daient ? Penza et avaient investi l?argent de cette vente.
19. Le 15 novembre 2011, le tribunal du district Oktiabrski rejeta l?action au motif que l?expulsion ne pouvait ?tre effectu?e que depuis un ? logement ? et que la maison du requ?rant, ?tant une construction ill?gale, ne pouvait pas ?tre qualifi?e de ? logement ?.
Le 17 janvier 2012, la cour r?gionale de Penza rejeta l?appel interjet? par Gazprom Transgaz Nijni Novgorod contre le jugement susmentionn?.
20. Au cours de l?ann?e 2012, l?huissier charg? de l?ex?cution du jugement du 19 mars 2010 saisit le tribunal du district Oktiabrski d?une demande d?explicitation des modalit?s d?ex?cution du jugement en l?absence d?injonction judiciaire d?expulsion du requ?rant et de son ?pouse. Le 10 octobre 2012, le tribunal du district rejeta cette demande. Le 20 novembre 2012, la cour r?gionale de Penza confirma cette d?cision en appel au motif que le dispositif du jugement du 19 mars 2010 ?tait clair et que le tribunal n?avait pas statu? sur la question relative ? la lic?it? de l?installation du requ?rant et de son ?pouse et ? l?enregistrement de leur domicile dans la maison litigieuse.
21. Il ressort des documents fournis par le requ?rant que, ? la date du 17 juin 2017, il habitait toujours la maison en cause.
B. Les faits se rapportant aux requ?tes nos 1153/14 et 2680/14 introduites par Mmes Kastornova et Vdovina et M. Vdovin
1. Les informations relatives au gazoduc
22. Depuis 1963, un gazoduc est en service ? proximit? de la ville de Tchekhov (r?gion de Moscou). En 2002, l?existence de ce gazoduc fut mat?rialis?e sur le plan cadastral du district de Tchekhov.
2. La gen?se de l?affaire
23. Mme Kastornova (requ?te no 1153/14) et Mme Vdovina (requ?te no 2680/14) sont propri?taires de maisons individuelles situ?es dans la ville de Tchekhov. M. Vdovin (requ?te no 2680/14) est l?ex-mari de Mme Vdovina (ci-apr?s, M. et Mme Vdoviny).
a) En ce qui concerne Mme Kastornova
24. En 1999, l?administration de la ville de Tchekhov donna ? M. K., un parent de Mme Kastornova, une parcelle aux fins de construction d?une maison individuelle. En 2003, M. K. fit effectuer un arpentage de sa parcelle (??? ???????? ? ?????? ?????? ?????????? ???????) par l?architecte local et obtint un permis de construire pour un sauna avec une mansarde.
25. En 2007, M. K. fit don de sa parcelle par un acte notari? ? Mme Kastornova qui, la m?me ann?e, inscrivit son droit de propri?t? au registre unifi? des droits immobiliers.
26. En 2009, une maison individuelle fut ?difi?e sur ladite parcelle, et, en 2012, Mme Kastornova inscrivit son droit de propri?t? sur cette maison selon la proc?dure simplifi?e ? sur pr?sentation du passeport cadastral de l?immeuble.
b) En ce qui concerne M. et Mme Vdoviny
27. En 1994, l?administration de la ville de Tchekhov donna ? Mme Z. une parcelle aux fins de construction d?une maison individuelle. En 2003, l?int?ress?e fit effectuer un arpentage de sa parcelle et obtint un permis de construire.
28. En 2004, elle fit construire une maison sur sa parcelle. L?ach?vement des travaux fut approuv? par un proc?s-verbal de r?ception (??? ? ??????? ? ????????????) dress? par une commission aupr?s de l?administration du district de Tchekhov.
29. Toujours en 2004, Mme Z. vendit par un acte notari? sa parcelle et sa maison ? Mme Vdovina, qui s?y installa avec M. Vdovin. La m?me ann?e, Mme Vdovina inscrivit son droit de propri?t? au registre unifi? des droits immobiliers selon la proc?dure simplifi?e – sur pr?sentation de l?acte de vente. En 2005, elle fit construire une autre maison sur cette parcelle et, en septembre 2012, elle inscrivit ?galement son droit de propri?t? sur pr?sentation du passeport cadastral de l?immeuble. Les deux maisons avaient la m?me adresse postale : ? rue Gazoprovodnaya, no 2 ?.
3. La proc?dure de d?claration des maisons comme constructions ill?gales
30. En f?vrier et en avril 2012, la soci?t? Gazprom Transgaz Moskva assigna les requ?rants en justice. Elle demandait la d?molition de leurs maisons en tant que constructions ill?gales ?rig?es ? proximit? du gazoduc. M. et Mme Vdoviny firent une demande reconventionnelle de d?placement du gazoduc.
31. Dans le cadre du proc?s, les requ?rants et l?administration municipale, qui intervenait comme tierce partie, soutenaient que les zones prot?g?es le long du gazoduc et les zones de distances minimales entre les gazoducs et les immeubles n?avaient jamais ?t? identifi?es, balis?es ni enregistr?es dans le cadastre, et qu?aucune restriction de leurs droits de propri?t? sur leurs parcelles n?avait ?t? enregistr?e dans le registre unifi? des droits immobiliers. L?administration soutenait de surcro?t que, au moment de la d?livrance des permis de construire, elle ignorait l?existence du gazoduc.
32. Le 19 mars 2013, le tribunal de la ville de Tchekhov accueillit l?action de Gazprom Transgaz Moskva. Il qualifia les immeubles de constructions ill?gales car ?rig?s sans les autorisations requises en violation des dispositions r?gissant l?exploitation et la s?curit? des gazoducs et sans respecter les distances minimales de 200 m?tres entre les gazoducs et les immeubles. Le tribunal estima ?galement que la demanderesse avait ? plusieurs reprises averti ? toutes les instances concern?es ? de l?existence du gazoduc et que l?administration locale ne pouvait pas l?ignorer au moment o? elle avait d?livr? les permis de construire. Le tribunal ordonna aux requ?rants de d?molir les maisons ? leurs frais. Plus particuli?rement, concernant M. et Mme Vdoviny, le tribunal leur ordonna de d?molir ? la maison d?habitation situ?e dans la zone de distance minimale (…) sise (…) rue Gazoprovodnaya, no 2 ?.
33. Le tribunal rejeta la demande reconventionnelle form?e par M. et Mme Vdoviny. Il estima que le d?placement du gazoduc, r?guli?rement install? et servant une mission de service public, entra?nerait un arr?t prolong? de l?alimentation en gaz de la r?gion de Moscou et causerait un pr?judice ? un grand nombre de consommateurs de gaz.
34. Les requ?rants firent appel de cette d?cision. Ils reprochaient en particulier ? l?administration locale et ? Gazprom Transgaz Moskva de ne pas les avoir inform?s de l?existence du gazoduc ? proximit? de leurs parcelles.
Le 3 juillet 2013, la cour r?gionale de Moscou rejeta l?appel des requ?rants en faisant siennes les conclusions du tribunal de Tchekhov.
4. Autres informations pertinentes
35. Dans ses observations du 17 mars 2017, le Gouvernement fournit ? la Cour les informations suivantes.
36. ? une date non pr?cis?e, M. et Mme Vdoviny (requ?te no 2680/14) form?rent une action en justice contre les autorit?s municipales tendant ? d?clarer leur maison inhabitable, ? obtenir un autre logement et le paiement d?une indemnit? pour le pr?judice moral qu?ils estimaient avoir subi du fait de l?injonction de d?molir leurs maisons.
37. Le 9 avril 2014, le tribunal de Tchekhov rejeta l?action au motif que les requ?rants n?avaient pas de rapports contractuels avec les autorit?s et qu?ils n?avaient pas d?nonc? le contrat de vente du terrain et de la maison conclu avec Mme Z. Il fit ?galement r?f?rence au jugement du 19 mars 2013 (paragraphes 32-33 ci-dessus) ayant l?autorit? de chose jug?e.
Le 11 ao?t 2014, la cour r?gionale de Moscou confirma ce jugement en appel.
C. Les faits se rapportant ? la requ?te no 31636/14 introduite par Mmes Kosenko et Tikhonova
1. Les informations relatives aux deux ol?oducs
38. Depuis les ann?es 1950, deux ol?oducs sont en service ? proximit? de la ville de Tcheliabinsk, o? habitent les requ?rantes. Il appara?t que, depuis les ann?es 1990, les ol?oducs sont prot?g?s par une digue en terre (????????? ????????????????) surmont?e d?une cl?ture.
39. En 1993, les ol?oducs et les zones prot?g?es le long de ces installations furent mat?rialis?s sur le plan g?n?ral de Tcheliabinsk. En 2012, les zones prot?g?es furent balis?es.
40. En 2012, la soci?t? Uraltransnefteprodukt, propri?taire et exploitante des ol?oducs, enregistra les zones prot?g?es dans le cadastre. En 2013, elle fit inscrire au registre unifi? des droits immobiliers la mention relative aux zones prot?g?es impliquant des restrictions des droits immobiliers (???????????/ ??????????? ????) sur les terrains situ?s autour des ol?oducs.
2. La gen?se de l?affaire
41. Le 6 ao?t 1993, l?administration de la ville de Tcheliabinsk adopta au profit d?une association coop?rative de jardinage un arr?t? relatif ? l?attribution d?un terrain et ? la d?livrance d?un document justificatif de droit sur le terrain (??????????????? ???). ? cet arr?t? fut annex? un extrait du plan g?n?ral de Tcheliabinsk, sur lequel les ol?oducs et les zones prot?g?es le long de ceux-ci ?taient indiqu?s.
Il appara?t que l?une des fronti?res du terrain avait ?t? d?sign?e par la cl?ture surmontant la digue en terre (paragraphe 38 ci-dessus).
42. En 2006 et en 2010 respectivement, les requ?rantes achet?rent aupr?s des membres de l?association coop?rative susmentionn?e deux parcelles et deux cabanons (??????? ????) avec des d?pendances, construits dans les ann?es 2000. Ces parcelles ?tant destin?es au jardinage, la construction des cabanons ?tait permise. Il appara?t que ces parcelles se situaient ? proximit? imm?diate de la digue en terre prot?geant les ol?oducs.
43. Les requ?rantes privatis?rent les parcelles et, en 2010 et 2011 respectivement, inscrivirent leurs droits de propri?t? au registre unifi? des droits immobiliers. En 2011, elles inscrivirent ?galement leurs droits de propri?t? sur les cabanons selon les proc?dures simplifi?es : Mme Kosenko le fit sur pr?sentation d?une d?claration relative ? l?immeuble (?????????? ?? ??????? ??????????? ?????????) et du document justificatif de droit sur le terrain (??????????????? ???), et Mme Tikhonova sur pr?sentation du contrat de vente immobili?re.
44. En 2013, ? l?issue de travaux de g?om?tre effectu?s ? la demande de l?architecte local, il s?av?ra que les parcelles en question se situaient ? l?ext?rieur des limites du terrain attribu? ? la coop?rative de jardinage.
3. La proc?dure de d?claration des cabanons comme constructions ill?gales
45. Estimant que les parcelles des requ?rantes se situaient dans les zones prot?g?es longeant les ol?oducs, ? une date non pr?cis?e dans le dossier, la soci?t? Uraltransnefteprodukt assigna les requ?rantes en justice et demanda la d?molition des cabanons et de leurs d?pendances en tant que constructions ill?gales. L?administration municipale participa au proc?s comme tierce partie.
46. Le 28 mai 2013, le tribunal du district Sovetski de Tcheliabinsk fit droit ? cette demande. Le tribunal estima que les parcelles des requ?rantes se situaient en partie dans les zones prot?g?es le long des ol?oducs et que ces parcelles n?avaient jamais ?t? attribu?es ? l?association coop?rative de jardinage (paragraphes 41 et 44 ci-dessus). Il consid?ra que les cabanons et d?pendances avaient ?t? ?rig?s sans respecter les distances minimales et sans l?accord de l?exploitant des ol?oducs, en violation des dispositions imp?ratives relatives aux ol?oducs. Il jugea enfin que, bien que les zones prot?g?es aient ?t? enregistr?es dans le cadastre seulement en 2012, les autorit?s municipales avaient ?t? inform?es de leur existence d?s 1992. ? cet ?gard, le tribunal indiqua que ? le fait que les d?fendeurs ignoraient les restrictions ? l?usage des parcelles ne signifi[ait] pas que ces restrictions ?taient absentes ?. Le tribunal ordonna la d?molition des cabanons, d?pendances et cl?tures au motif qu?il s?agissait de constructions ill?gales aux frais des requ?rantes.
Le 22 octobre 2013, la cour r?gionale de Tcheliabinsk confirma le jugement en appel.
4. Autres informations pertinentes
47. Dans ses observations du 17 mars 2017, le Gouvernement a inform? la Cour que, le 20 d?cembre 2016, le tribunal du district Sovetski, statuant sur la demande de Mme Tikhonova, r?solut le contrat de vente du terrain et du cabanon et ordonna ? la venderesse de lui rembourser le prix de l?achat. Le Gouvernement n?a pas fourni de texte de jugement ni d?informations quant au caract?re d?finitif de celui-ci.
48. Par une lettre recommand?e du 16 juin 2017, la Cour rappela ? Mme Tikhonova que le d?lai imparti pour la pr?sentation d?observations en r?ponse ?tait ?chu depuis le 25 mai 2017 et attira son attention sur l?article 37 ? 1 a) de la Convention. La requ?rante ne r?cup?ra pas cette lettre.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. Les dispositions g?n?rales relatives ? la propri?t? immobili?re et ? la construction immobili?re
1. Les dispositions relatives ? l?enregistrement des droits immobiliers
49. Selon l?article 2 de la loi f?d?rale no 122-FZ du 3 juillet 1997 relative ? l?enregistrement des droits immobiliers et des transactions immobili?res, en vigueur entre le 28 janvier 1998 et le 1er janvier 2017, l?enregistrement des droits immobiliers ainsi que des restrictions aux droits immobiliers dans le registre unifi? des droits immobiliers ?tait un acte juridique valant reconnaissance par l??tat de ces droits. D?apr?s cet article, un droit enregistr? ne pouvait ?tre contest? qu?en justice.
50. Selon l?article 9 ? 3 de la m?me loi, l?autorit? comp?tente en mati?re d?enregistrement ?tait charg?e de v?rifier l?authenticit? et la validit? des documents pr?sent?s ? l?appui de la demande d?enregistrement, ainsi que l?existence de droits immobiliers enregistr?s ant?rieurement sur le m?me immeuble ou de demandes ant?rieures. Selon l?article 13 de la loi, apr?s r?ception de la demande d?enregistrement du droit et des documents pr?sent?s ? l?appui de celle-ci, ladite autorit? proc?dait ? des v?rifications (???????? ??????????) concernant ces documents, y compris s?agissant de la lic?it? des transactions, ? l?exception des transactions notari?es.
51. Le 1er septembre 2006, un nouvel article 25.3 fut introduit dans la loi f?d?rale susmentionn?e. Cet article pr?voyait une proc?dure simplifi?e d?enregistrement de droit de propri?t? sur certains immeubles. En particulier, selon les paragraphes 1, 3 et 4 de cet article, l?enregistrement du droit de propri?t? sur une maison individuelle d?habitation et sur un immeuble ?rig? sur une parcelle destin?e au jardinage s?effectuait sur pr?sentation des titres constitutifs du droit sur la parcelle, ainsi que sur pr?sentation, dans le premier cas, de documents justificatifs de la construction de l?immeuble (comme, par exemple, le passeport cadastral de l?immeuble) et, dans le deuxi?me cas, d?une d?claration relative ? l?immeuble.
52. Le 1er janvier 2017, la nouvelle loi f?d?rale relative ? l?enregistrement des biens immobiliers (? ??????????????? ??????????? ????????????) no 218-FZ est entr?e en vigueur. Cette loi pr?voit un syst?me unique d?enregistrement des biens immobiliers dans un registre d??tat, en fusionnant les services, s?par?s jusque-l?, d?enregistrement des droits immobiliers et du cadastre.
53. Selon l?article 56 du code foncier, il peut y avoir des restrictions aux droits immobiliers sur les terrains, notamment lorsqu?il s?agit de terrains o? sont ?tablies des zones prot?g?es. Ces restrictions aux droits immobiliers faisaient l?objet d?un enregistrement ? selon les modalit?s pr?vues par la loi f?d?rale relative ? l?enregistrement des droits immobiliers et des transactions immobili?res ? jusqu?au 25 octobre 2011 et, apr?s cette date, ? dans les cas et selon les modalit?s pr?vus par les lois f?d?rales ? (?tant entendu qu?il s?agissait de la loi f?d?rale relative au cadastre).
2. Les dispositions relatives ? la construction immobili?re
54. L?article 222 du code civil, tel qu?en vigueur ? l??poque des faits, qualifiait de construction ill?gale tout immeuble ?rig? : a) sur un terrain non attribu? selon les modalit?s pr?vues par la loi ou non constructible, b) sans les autorisations n?cessaires, ou c) en violation des normes d?urbanisme et de construction. Il pr?cisait que la personne ayant ?rig? la construction ill?gale n?en devenait pas propri?taire, qu?une telle construction ne pouvait pas faire l?objet de transactions et qu?elle devait ?tre d?molie aux frais de la personne qui l?avait ?rig?e (article 222 ?? 1 et 2). L?article 222 ? 3 permettait une r?gularisation des constructions ill?gales par la justice sous certaines conditions. Il pr?cisait qu?aucune r?gularisation n??tait possible si, entre autres, la construction violait les droits et int?r?ts l?gitimes d?autrui ou mena?ait la vie et la sant? des personnes.
55. Selon l?article 196 du code civil, le d?lai de la prescription extinctive de droit commun est de trois ans. Le 29 avril 2010, le pl?num de la Cour supr?me et celui de la Cour sup?rieure de commerce, dans une directive conjointe, ont confirm? la pratique des juridictions internes consistant ? ne pas appliquer la prescription extinctive aux demandes en justice tendant ? faire d?molir des constructions ill?gales repr?sentant une menace ? la vie et ? la sant?. Dans la m?me directive, ils ont pr?cis? que l?enregistrement dans le registre unifi? des droits immobiliers du droit de propri?t? sur un immeuble pr?sentant des caract?ristiques de construction ill?gale n?excluait pas la possibilit? d?introduire en justice une action tendant la d?molition dudit immeuble.
56. Selon l?article 30 ? 11 du code foncier, dans le cas o? les autorit?s donnent ? un particulier une parcelle aux fins de construction individuelle, la personne concern?e n?a pas ? demander, avant le d?but des travaux de construction, une autorisation relative ? l?emplacement pr?cis de l?immeuble ? construire sur la parcelle en cause (??????????????? ???????????? ????? ?????????? ???????).
B. Les dispositions particuli?res relatives aux gazoducs et ol?oducs
57. Selon la loi f?d?rale relative ? la s?curit? industrielle des installations dangereuses (??????? ???????????????? ???????) no 116-FZ, entr?e en vigueur en 1997, les gazoducs et ol?oducs sont des installations dangereuses. Selon l?article 11 de cette loi, l?exploitant d?une installation dangereuse doit assurer le respect des normes de s?curit? industrielle.
58. Selon l?article 32 de la loi f?d?rale relative ? l?alimentation en gaz no 69-FZ, entr?e en vigueur en 1999, les ouvrages ne respectant pas le r?gime des zones prot?g?es et des distances minimales par rapport aux gazoducs doivent ?tre d?molis aux frais des personnes ayant commis ces irr?gularit?s.
59. Aux termes du r?glement de construction des gazoducs et ol?oducs no 2.05.06-85 (???? 2.05.06-85 ?????????????? ?????????????), les distances minimales entre, d?un c?t?, l?axe du gazoduc ou ol?oduc et, d?un autre c?t?, les habitations ou autres immeubles, sont ?tablies en fonction du type, du diam?tre de l?installation et de la n?cessit? de sa protection. Ces distances sont d?finies ? l?annexe 4 du r?glement pr?cit?.
60. Les r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs (??????? ?????? ????????????? ?????????????), entr?es en vigueur en 1992, instaurent les zones prot?g?es le long de l?axe de l?installation d?une largeur de 25 m?tres de chaque c?t? (article 4.1 des r?gles). Ces zones sont destin?es ? assurer l?exploitation s?curis?e des installations et ? exclure tout risque d?endommagement aux installations. Toute activit? est interdite dans ces zones, sauf celles, limitativement ?num?r?es, permises avec l?accord ?crit de l?entit? exploitante (article 4.4 des r?gles).
61. Les r?gles de protection imposent aux entit?s exploitantes l?obligation de transmettre aux autorit?s locales comp?tentes les donn?es relatives ? l?emplacement exact (?????????????? ??????) de ces installations et aux zones prot?g?es autour de celles-ci, aux fins de les mat?rialiser sur les plans, ainsi que l?obligation de diffuser les informations relatives ? l?emplacement des conduits ? la radio et dans la presse locales, au moins une fois par trimestre. Ces r?gles imposent ?galement un balisage du trac? des conduits tous les 500 m?tres (article 3 des r?gles) et des zones prot?g?es le long des installations.
62. Selon l?article 90 ? 6 du code foncier, en vigueur depuis le 21 juillet 2011, des parcelles de terrains peuvent ?tre mises ? disposition des entit?s exploitantes des installations dangereuses aux fins de l?exploitation des gazoducs et ol?oducs et aux fins de l??tablissement des zones prot?g?es le long de ces installations. Les zones prot?g?es sont ?tablies selon les modalit?s expos?es dans les r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs (paragraphe 60 ci-dessus), des r?glements de construction (paragraphe 59 ci-dessus) et d?autres dispositions l?gales. Toute construction sur ces parcelles ne respectant pas les distances minimales entre les installations et les habitations est interdite.
EN DROIT
I. QUESTIONS PR?LIMINAIRES
A. Sur la jonction des requ?tes
63. Les pr?sentes requ?tes ?tant similaires en fait et en droit, la Cour d?cide de les joindre, conform?ment ? l?article 42 ? 1 de son r?glement.
B. Sur la radiation du r?le de la requ?te no 31636/14 dans sa partie concernant Mme Tikhonova
64. La Cour constate que Mme Tikhonova n?a pas r?cup?r? la lettre recommand?e du greffe lui rappelant que le d?lai qui lui ?tait imparti pour la pr?sentation d?observations en r?ponse ?tait ?chu, et qu?elle n?a pas sollicit? la prolongation de ce d?lai (paragraphe 48 ci-dessus).
65. La Cour conclut que Mme Tikhonova n?entend plus maintenir sa requ?te (article 37 ? 1 a) de la Convention). En l?absence de circonstances particuli?res touchant au respect des droits garantis par la Convention ou ses Protocoles, la Cour consid?re qu?il ne se justifie plus de poursuivre l?examen de cette partie de la requ?te, au sens de l?article 37 ? 1 in fine de la Convention. Il y a donc lieu de la rayer du r?le.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
66. Les requ?rants se disent victimes d?une privation de propri?t?. Ils all?guent plus pr?cis?ment que la qualification par la justice de leurs immeubles de constructions ill?gales et les injonctions de d?molition de ceux-ci s?analysent en une violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
1. Applicabilit? ratione personae de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention
a) Les arguments des parties
67. Concernant la requ?te no 54490/10, introduite par M. Zhidov, le Gouvernement consid?re que l?article 1 du Protocole no 1 est inapplicable ratione personae car il s?agirait d?un litige entre personnes priv?es : le requ?rant et une soci?t? commerciale ? responsabilit? limit?e, Gazprom Transgaz Nijni Novgorod. Le Gouvernement fournit ? l?appui de ses dires un extrait du registre unifi? des soci?t?s mentionnant que l?unique associ? de Gazprom Transgaz Nijni Novgorod est la soci?t? par actions Gazprom et non l??tat, et que le but statutaire de Gazprom Transgaz Nijni Novgorod ne se limite pas ? l?exploitation du gazoduc et ? l?alimentation en gaz, mais lui permet aussi l?exercice d?autres activit?s commerciales non li?es aux missions de service public.
68. Le requ?rant combat cette th?se. Il argue que l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention trouve bien ? s?appliquer en l?esp?ce car, selon lui, ce sont les autorit?s qui lui avaient attribu? la parcelle en cause et qui lui avaient indiqu? son emplacement de fa?on erron?e. D?apr?s lui, c??tait la faute des autorit?s s?il avait construit sur une autre parcelle que celle qui lui aurait ?t? attribu?e. Il indique en outre que l??l?ment public ?tait pr?dominant dans la pr?sente affaire car l?injonction de d?molition aurait ?t? ?mise aux fins de protection de la vie et de la sant? des personnes. Enfin, le requ?rant soutient que l??tat russe d?tient plus de 50 % des actions de la soci?t? Gazprom et que, par cons?quent, sa filiale Gazprom Transgaz Nijni Novgorod ne serait pas une v?ritable soci?t? priv?e.
69. S?agissant des trois autres requ?tes, le Gouvernement ne soul?ve pas de telle objection mais admet qu?il y a eu une ing?rence de l??tat dans le droit des requ?rants au respect de leurs biens. Plus particuli?rement, dans les observations concernant les requ?tes nos 1153/14 et 2680/14, introduites respectivement par Mme Kastornova et par M. et Mme Vdoviny, il souligne l?importance sociale de l?alimentation en gaz d?un grand nombre de personnes physiques et morales et rappelle le consid?rant des juridictions internes selon laquelle le d?placement du gazoduc affecterait les int?r?ts des habitants (paragraphe 33 ci-dessus).
b) L?appr?ciation de la Cour
70. Rappelant que l?exception ratione personae tient ? sa comp?tence, la Cour analysera cette question pour les quatre requ?tes.
71. Elle rappelle qu?elle n?est pas appel?e, en principe, ? r?gler des diff?rends purement priv?s et que le fait pour l??tat, par le biais de son syst?me judiciaire, de fournir un cadre pour l?appr?ciation des droits et obligations du requ?rant n?engage pas automatiquement sa responsabilit? au regard de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention (voir, parmi d?autres, Vulakh et autres c. Russie, no 33468/03, ? 44, 10 janvier 2012, Anheuser Busch Inc. c. Portugal [GC], no 73049/01, ?? 83-87, CEDH 2007 I, et Kotov c. Russie [GC], no 54522/00, ? 92, 3 avril 2012). Cependant, la Cour a d?j? eu l?occasion de juger implicitement que l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention s?appliquait au contentieux civil relatif aux constructions ill?gales intent? par une soci?t? des chemins de fer (Mkhchyan c. Russie, no 54700/12, ?? 69-70, 7 f?vrier 2017) ou engag? dans l?int?r?t des tiers (Allard c. Su?de, no 35179/97, ?? 50 et 52, CEDH 2003 VII).
72. La Cour consid?re que, en l?esp?ce, l?applicabilit? de la disposition susmentionn?e est intrins?quement li?e ? l?existence d?une ing?rence dans le droit des requ?rants au respect de leurs biens et d?un but d?utilit? publique poursuivi par les injonctions de d?molition, et donc au fond du grief. D?s lors, elle d?cide de joindre cette exception au fond.
2. Applicabilit? ratione materiae de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention
a) Les arguments des parties
73. S?agissant de la requ?te no 54490/10, introduite par M. Zhidov, le Gouvernement all?gue que la maison du requ?rant n??tait pas son ? bien ? au sens de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. Selon lui, l?enregistrement du droit de propri?t? de l?int?ress? dans le registre unifi? a ?t? illicite et effectu? par le requ?rant de mauvaise foi et avec l?intention d?induire les autorit?s en erreur.
74. Le requ?rant combat cette th?se et soutient que les autorit?s ont tol?r? pendant de nombreuses ann?es l?existence de sa maison, ce qui lui conf?rerait un int?r?t substantiel prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. En outre, il all?gue avoir enregistr? son droit de propri?t? en toute bonne foi, sans que le service d?enregistrement comp?tent, qui avait v?rifi? les documents pr?sent?s, n?ait d?cel? d?irr?gularit?s.
75. Dans ses observations concernant les trois autres requ?tes, le Gouvernement ne soul?ve pas de telle objection, admettant implicitement que les immeubles des requ?rants ?taient leurs ? biens ?.
b) L?appr?ciation de la Cour
76. Rappelant que la compatibilit? ratione materiae d?un grief touche aussi ? sa comp?tence, la Cour analysera cette question pour les quatre requ?tes.
77. Elle rappelle que la notion de ? bien ? a une port?e autonome qui est ind?pendante des qualifications formelles du droit interne. Ce qui importe, c?est de rechercher si les circonstances d?une affaire donn?e, consid?r?es dans leur ensemble, peuvent passer pour avoir rendu le requ?rant titulaire d?un int?r?t substantiel prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention (voir, par exemple, ?nery?ld?z c. Turquie [GC], no 48939/99, ? 124, CEDH 2004 XII).
78. En l?esp?ce, la Cour constate que, ind?pendamment de la question de savoir si le temps ?coul? a fait na?tre chez les requ?rants un int?r?t patrimonial suffisamment important et reconnu, au sens de la jurisprudence Hamer c. Belgique (no 21861/03, ? 76, CEDH 2007 V (extraits)) et Brosset Triboulet et autres c. France [GC] (no 34078/02, ? 71, 29 mars 2010), les autorit?s ont inscrit dans le registre unifi? des droits immobiliers les droits de propri?t? des int?ress?s sur les immeubles litigieux et ont ainsi formellement reconnu leur qualit? de propri?taire. Ceux ci ?taient donc titulaires de ? biens ? au sens de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention (Sociedad An?nima del Ucieza c. Espagne, no 38963/08, ?? 78 79, 4 novembre 2014, et Bidzhiyeva c. Russie, no 30106/10, ? 60, 5 d?cembre 2017). Partant, la Cour rejette cette exception du Gouvernement.
3. Conclusion
79. Constatant que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?il ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour le d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Les arguments des parties
a) En ce qui concerne M. Zhidov (requ?te no 54490/10)
80. Le Gouvernement souligne que le requ?rant a construit sa maison sur une autre parcelle que celle qu?il avait re?ue des autorit?s et que, d?s 1993, l?int?ress? ?tait inform? de la proximit? imm?diate du gazoduc impliquant l?interdiction de toute construction.
81. Par ailleurs, le Gouvernement assimile la pr?sente affaire ? l?affaire Saliba c. Malte (no 4251/02, 8 novembre 2005) o? la Cour n?a pas trouv? de violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention concernant l?injonction de d?molir un hangar ill?galement ?rig?.
82. Enfin, le Gouvernement indique que le requ?rant n?a jamais demand? en justice la r?gularisation de sa construction, comme le permettait, selon lui, l?article 222 du code civil (paragraphe 54 ci-dessus).
83. Le requ?rant conteste ces arguments. Sans nier avoir ?t? inform? de la proximit? du gazoduc et de l?interdiction de construire dans la zone autour de celui-ci, il reproche toutefois aux autorit?s de ne pas lui avoir ? officiellement notifi? ? l?interdiction de construire, d?avoir tol?r? sa maison pendant plusieurs ann?es sans r?agir, d?avoir per?u les imp?ts aff?rents et de ne pas avoir d?cel? d?erreur lors de la proc?dure d?enregistrement de son droit de propri?t? dans le registre unifi?, proc?dure lors de laquelle il soutient avoir ?t? de bonne foi.
84. Il estime aussi que son affaire diff?re de l?affaire Saliba pr?cit?e en ce que le droit russe ne pr?voit pas de responsabilit? p?nale pour les constructions ill?gales, mais que, au contraire, le code civil permet de les r?gulariser dans certaines circonstances.
b) En ce qui concerne Mme Kastornova, M. et Mme Vdoviny et Mme Kosenko (requ?tes nos 1153/14, 2680/14 et 31636/14)
85. Le Gouvernement estime que l?ing?rence dans le droit des requ?rants au respect de leurs biens ?tait pr?vue par la loi, qu?elle poursuivait un but l?gitime et qu?elle ?tait proportionn?e ? ce but.
86. Il fait siennes les conclusions des juridictions internes quant ? la n?cessit? de d?molir les immeubles des requ?rants en tant que constructions ill?gales. En particulier, il consid?re que, s?agissant des requ?tes nos 1153/14 et 2680/14, introduites respectivement par Mme Kastornova et par M. et Mme Vdoviny, un d?placement du gazoduc serait trop co?teux et constituerait une mesure disproportionn?e impliquant un arr?t prolong? de l?alimentation en gaz de la r?gion de Moscou et des r?gions voisines. S?agissant de la requ?te no 31636/14, introduite par Mme Kosenko, le Gouvernement soutient que l?association coop?rative de jardinage ?tait inform?e de la proximit? des ol?oducs et des zones prot?g?es et devait ? son tour en informer chacun de ses membres.
87. Analysant diff?rentes dispositions internes, le Gouvernement conclut que les propri?taires et exploitants des gazoducs et ol?oducs ne sont pas l?galement tenus d?enregistrer de restrictions aux droits immobiliers sur les terrains travers?s par ces installations.
88. Le Gouvernement assimile les pr?sentes affaires aux affaires Saliba, Hamer et Brosset-Triboulet et autres, pr?cit?es, o? la Cour n?a pas trouv? de violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention du fait de l?obligation de d?molir, aux frais des propri?taires et sans indemnisation, des immeubles ?rig?s sans autorisations n?cessaires dans les zones interdites ? la construction dans les deux premiers cas, et situ?s sur le domaine public maritime dans le dernier cas.
89. Enfin, le Gouvernement d?clare que, ? la date du 17 mars 2017, les jugements ordonnant la d?molition n?ont toujours pas ?t? ex?cut?s et que, par ailleurs, les requ?rants n?ont pas demand? en justice des dommages-int?r?ts pour l?annulation de leur droit de propri?t?.
90. Les requ?rants contestent ces arguments. Ils arguent que les autorit?s ont bien enregistr? leur droit de propri?t? sur les parcelles et les immeubles sans la moindre objection li?e ? la proximit? des gazoducs et ol?oducs et sans avoir d?cel? les zones prot?g?es le long de ces installations ou les zones de distances minimales.
91. Plus particuli?rement, Mme Kastornova et M. et Mme Vdoviny (requ?tes nos 1153/14 et 2680/14) soutiennent que, lors de la distribution des parcelles constructibles, les autorit?s auraient d? coop?rer avec la soci?t? exploitante du gazoduc. Ils arguent que, quand les pr?c?dents propri?taires ont re?u les parcelles en cause puis les permis de construire, et quand ils ont inscrit leurs droits dans le registre unifi?, ils ignoraient qu?un gazoduc se trouvait ? proximit? et ne pouvaient absolument pas pr?voir que leurs immeubles seraient qualifi?s de constructions ill?gales. Ils ajoutent que les zones prot?g?es le long du gazoduc n?ont jamais ?t? balis?es et que, par cons?quent, la soci?t? exploitante a manqu? ? ses obligations impos?es par la loi f?d?rale relative ? la s?curit? industrielle.
92. Les requ?rants estiment ?galement que les juridictions internes ont arbitrairement interpr?t? et appliqu? l?article 222 du code civil et soutiennent que l?ing?rence dans leur droit au respect de leurs biens n?a pas ?t? effectu?e selon les voies l?gales. En outre, all?guant avoir totalement perdu leurs immeubles, en l?absence de toute indemnisation, les requ?rants estiment que cette ing?rence n?a pas ?t? proportionn?e.
93. Mme Kosenko (requ?te no 31636/14) soutient que, pendant des ann?es, les autorit?s ont tol?r? l?existence du cabanon sur la parcelle ? proximit? des ol?oducs, et qu?elle payait les imp?ts et taxes aff?rents. Elle argue que sa parcelle se situe bien ? l?int?rieur du terrain de l?association coop?rative de jardinage et qu?elle avait ?t? donn?e ? la pr?c?dente propri?taire conform?ment ? la loi.
2. L?appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence, son but et sa l?galit?
94. La Cour constate que les juridictions internes ont ordonn? la d?molition des immeubles des requ?rants au motif qu?il s?agissait de constructions ill?gales. Pour ce faire, elles se sont r?f?r?es aux dispositions r?gissant la s?curit? des installations dangereuses, aux normes d?urbanisme et de construction (paragraphes 15, 32 et 46 ci-dessus) et, dans les requ?tes nos 1153/14 et 2680/14, elles ont ?galement pris en consid?ration les int?r?ts des consommateurs de gaz (paragraphe 33 ci-dessus).
95. La Cour consid?re ainsi que, ind?pendamment de la question relative au contr?le par l??tat russe des soci?t?s exploitantes des gazoducs et ol?oducs, les injonctions judiciaires de d?molition poursuivaient une finalit? d?int?r?t g?n?ral, notamment la protection de la vie des personnes et de la sant? publique, la s?curit? de l?exploitation d?installations dangereuses et une alimentation en gaz ininterrompue des habitants. Ces ?l?ments suffisent ? la Cour pour conclure que les injonctions de d?molition s?analysent en une ing?rence des autorit?s dans le droit des requ?rants au respect de leurs biens, ing?rence poursuivant plusieurs buts l?gitimes (voir aussi paragraphes 57 61 ci-dessus sur la s?curit? de l?exploitation des installations dangereuses) (comparer et contraster avec l?affaire Anheuser-Buch, pr?cit?e, o? la Cour a trouv? qu?il n?y avait pas d?ing?rence des autorit?s publiques s?agissant d?un litige purement priv? d?pourvu d?un ?l?ment public, ainsi qu?avec l?affaire Kotov, pr?cit?e, o? la Cour a estim? que l??tat ne pouvait pas ?tre tenu pour directement responsable des irr?gularit?s commises par le liquidateur priv? d?une banque).
La Cour rejette ainsi l?exception du Gouvernement tir?e de l?irrecevabilit? ratione personae du grief du fait de la nature priv?e du contentieux d?nonc? par les requ?rants.
96. Quant au type d?ing?rence et ? la norme applicable, la Cour consid?re qu?il s?agissait d?une mesure de r?glementation de l?usage des biens au sens du second alin?a de l?article 1 du Protocole no 1 (Saliba, pr?cit?, ?? 27-28, 8 novembre 2005, Hamer, pr?cit?, ? 60, Ivanova et Cherkezov c. Bulgarie, no 46577/15, ? 69, 21 avril 2016, et Mkhchyan, pr?cit?, ? 70).
97. Enfin, s?agissant de la l?galit? de l?ing?rence, la Cour rappelle que, sauf dans les cas d?arbitraire ?vident, elle n?est pas comp?tente pour remettre en cause l?interpr?tation de la l?gislation interne par les juridictions nationales. En l?esp?ce, elle ne d?c?le aucun ?l?ment qui lui permette de conclure que, en qualifiant les maisons des requ?rants de constructions ill?gales au sens de l?article 222 du code civil, les juridictions internes ont fait une interpr?tation ou une application arbitraire de cette disposition. Elle consid?re donc que l?ing?rence a ?t? op?r?e ? dans les conditions pr?vues par la loi ? au sens de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
Il reste ? d?terminer si l?ing?rence a ?t? proportionn?e aux buts l?gitimes poursuivis.
b) Sur la proportionnalit? de l?ing?rence
i. En ce qui concerne l?ensemble des pr?sentes requ?tes
98. La Cour rappelle que la proportionnalit? de l?ing?rence implique l?existence d?un juste ?quilibre entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la collectivit? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux des individus. Cet ?quilibre est rompu si la personne concern?e a eu ? subir ? une charge sp?ciale et exorbitante ?. Elle rappelle ?galement que la v?rification de l?existence d?un juste ?quilibre exige un examen global des diff?rents int?r?ts en cause et peut appeler une analyse du comportement des parties, des moyens employ?s par l??tat et leur mise en ?uvre, en particulier, l?obligation des autorit?s d?agir en temps utile, de fa?on correcte et coh?rente (Bidzhiyeva, pr?cit?, ? 64, avec les r?f?rences cit?es). En mati?re de droit de propri?t?, la Cour accorde une importance particuli?re au principe de bonne gouvernance, et souhaite que les autorit?s publiques agissent avec les plus grandes pr?cautions (Moskal c. Pologne, no 10373/05, ? 72, 15 septembre 2009).
99. En l?esp?ce, dans son analyse de la proportionnalit? de l?ing?rence, la Cour prend note de l?argument des requ?rants selon lequel les autorit?s ont inscrit dans le registre unifi? des droits immobiliers leurs droits de propri?t? sur les immeubles situ?s ? proximit? d?installations dangereuses, manquant ainsi ? leur obligation d?agir avec diligence. Ils ajoutent que ce manquement ne devrait pas ?tre pr?judiciable aux requ?rants de bonne foi. La Cour analysera donc si l?autorit? d?enregistrement aurait d? refuser d?inscrire les droits immobiliers des requ?rants du fait des installations dangereuses ? proximit? de leurs immeubles, ou pour d?autres motifs.
100. La Cour rel?ve que l?autorit? d?enregistrement ?tait comp?tente pour v?rifier l?authenticit? et la validit? des documents ainsi que l?existence des droits immobiliers d?j? enregistr?s ? l??gard du m?me bien (paragraphe 50 ci-dessus), mais qu?elle ne pouvait pas mener de v?rifications sur place.
101. En l?esp?ce, les requ?rants ont inscrit leurs droits selon la proc?dure simplifi?e : sur simple pr?sentation des passeports cadastraux des biens (M. Zhidov et Mme Kastornova, M. et Mme Vdoviny pour la maison qu?ils ont construite), de la d?claration relative ? l?immeuble (Mme Kosenko) et de l?acte de vente immobili?re (M. et Mme Vdoviny). Dans le cadre de cette proc?dure simplifi?e, l?autorit? d?enregistrement ne pouvait pas v?rifier si la construction des immeubles n?cessitait l?obtention des permis de construire ou d?autres autorisations et si les int?ress?s les avaient effectivement obtenus (comparer avec l?affaire Gladysheva c. Russie (no 7097/10, ?? 78-79, 16 d?cembre 2011) o? les autorit?s n?ont pas effectu? de d?marches basiques pour d?celer des falsifications des documents, ainsi qu?avec l?affaire Anna Popova c. Russie (no 59391/12, ?? 10-12 et 35, 4 octobre 2016) o? un appartement vis? par une enqu?te p?nale a ?t? revendu plusieurs fois et le droit de propri?t? enregistr? ? chaque fois alors qu?un procureur avait express?ment demand? ? l?autorit? de l?enregistrement de refuser les demandes d?enregistrement).
102. S?agissant de l?obligation de ladite autorit? de v?rifier si des restrictions du fait de l?existence de zones prot?g?es ou de zones de distances minimales frappaient les parcelles des requ?rants, la Cour constate que les zones prot?g?es devaient effectivement faire l?objet d?un enregistrement dans le registre unifi? et ult?rieurement dans le cadastre (paragraphe 53 ci-dessus), en d?pit de ce que soutient le Gouvernement (paragraphe 87 ci-dessus). En l?esp?ce, les biens immobiliers de M. Zhidov et de Mme Kosenko (requ?tes nos 54490/10 et 31636/14) ?taient en partie situ?s dans ces zones prot?g?es, mais les soci?t?s exploitantes n?ont pas enregistr? de restrictions frappant la parcelle de M. Zhidov du fait de l?existence de ces zones prot?g?es. Par ailleurs, elles ont enregistr? ces derni?res seulement apr?s l?enregistrement du droit de propri?t? de Mme Kosenko (comparer paragraphes 40 et 43 ci-dessus). Quant aux distances minimales entre le gazoduc et les habitations, distances dans lesquelles se situaient les immeubles de Mme Kastornova et M. et Mme Vdoviny (requ?tes nos 1153/14 et 2680/14), celles-ci ne faisaient l?objet d?aucun enregistrement officiel.
103. Dans ces circonstances, la Cour estime que l?autorit? d?enregistrement ne pouvait pas v?rifier si les parcelles des requ?rants ou leurs immeubles se situaient dans les zones prot?g?es ou dans les distances minimales entre les gazoducs et les habitations et refuser, par cons?quent, l?inscription du droit de propri?t? des int?ress?s. Ainsi, de l?avis de la Cour, l?enregistrement du droit de propri?t? des requ?rants ne constitue pas en soi un manquement des autorit?s ? leur devoir de r?agir en temps utile et de fa?on coh?rente. La Cour examinera ainsi d?autres circonstances pertinentes pour l?appr?ciation de la proportionnalit? de l?ing?rence.
ii. En ce qui concerne M. Zhidov (requ?te no 54490/10)
104. La Cour observe que le requ?rant a commenc? la construction de sa maison sans avoir demand? les autorisations requises (voir, a contrario, N.A. et autres c. Turquie, no 37451/97, CEDH 2005 X) et sans avoir proc?d? ? un arpentage de sa parcelle et que, en 1993, avant l?ach?vement des travaux, il a appris qu?il construisait sur une parcelle autre que celle qui lui avait ?t? attribu?e et que sa maison inachev?e se trouvait ? proximit? imm?diate du gazoduc, dont la pr?sence ?tait d?j? balis?e ? cette ?poque. La Cour observe que le requ?rant, ayant ?t? pri? par les autorit?s d?arr?ter la construction et s??tant heurt? au refus de celles-ci de raccorder la maison aux r?seaux d?eau, ?lectricit? et gaz, a n?anmoins, ? ses risques et p?rils, poursuivi les travaux et emm?nag? dans la maison en 1994.
105. De l?avis de la Cour, cette maison comportait tous les ?l?ments constitutifs d?une construction ill?gale au sens de l?article 222 du code civil, ? savoir une construction sur un terrain non attribu? ? cette fin, sans les autorisations n?cessaires et en violation flagrante des normes d?urbanisme et de construction (paragraphes 8 et 15 ci-dessus) (Saliba, pr?cit?, ? 46, et Ivanova et Cherkezov, pr?cit?, ? 75).
106. Certes, un grand laps de temps s?est ?coul? sans que les autorit?s ne r?agissent, et avant que la soci?t? exploitante du gazoduc ne forme l?action en justice contre le requ?rant. La Cour admet ainsi que les autorit?s, qui ont ?t? au courant de la situation, ont contribu? ? p?renniser une situation pr?judiciable ? la s?curit? et ? la sant? publique. Cependant, elle consid?re que cette tol?rance des autorit?s ne pouvait pas cr?er chez le requ?rant le sentiment d??tre ? l?abri des poursuites. En effet, d?un c?t?, sa construction n??tait pas r?gularisable au sens du paragraphe 3 de l?article 222 du code civil (paragraphe 54 ci-dessus) et, ? supposer que le requ?rant all?guait le contraire, il n?a jamais demand? en justice une telle r?gularisation. D?un autre c?t?, il n?y avait pas de d?lai de prescription extinctive pour agir en justice contre ce type d?ouvrages (paragraphe 55 ci-dessus) (voir aussi Hamer, pr?cit?, ? 85).
107. Tous ces ?l?ments conduisent la Cour ? conclure que le requ?rant n?a pas subi une atteinte disproportionn?e ? son droit de propri?t?.
Partant, il n?y a pas eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
iii. En ce qui concerne Mme Kastornova et M. et Mme Vdoviny (requ?tes nos 1153/14 et 2680/14)
108. La Cour observe que les autorit?s ont d?livr? aux pr?c?dents propri?taires les parcelles constructibles en 1994 et 1999, que, en 2002, la pr?sence du gazoduc a ?t? mat?rialis?e sur le plan cadastral du district, mais que, en 2003, les autorit?s ont n?anmoins d?livr? aux pr?c?dents propri?taires des permis de construire.
109. Par ailleurs, elle note que, dans le cas de Mme Z. (ancienne propri?taire), en 2004, les autorit?s ont en plus dress? un proc?s-verbal de r?ception apr?s l?ach?vement des travaux de construction de sa maison. Elle rel?ve aussi que, plus tard, en 2005, M. et Mme Vdoviny ont ?difi? une autre maison sur cette m?me parcelle destin?e ? la construction.
110. Compte tenu de ces permis et agr?ments, la Cour estime que, ? la diff?rence des affaires invoqu?es par le Gouvernement, les requ?rants pouvaient l?gitimement se croire en situation de s?curit? juridique quant ? la lic?it? de la construction de leurs immeubles (voir, dans le m?me sens, N.A. et autres c. Turquie, pr?cit?, ? 36). Les requ?rants ont ?t? oblig?s de d?molir leurs maisons ? cause de la n?gligence des autorit?s (voir, mutatis mutandis, Moskal, pr?cit?, ?? 73 in fine et 74), et sans que leur propre bonne foi et leur absence de responsabilit? n?aient pu jouer le moindre r?le dans les proc?dures internes (voir, mutatis mutandis, Sud Fondi srl et autres c. Italie, no 75909/01, ? 121, 20 janvier 2009).
111. Quant ? l?observation du Gouvernement selon laquelle les requ?rants n?ont pas demand? en justice une indemnisation pour la perte de leurs biens, la Cour rel?ve que Mme Kastornova n?a effectivement pas intent? d?action en dommages-int?r?ts et que la demande de relogement et d?indemnisation de M. et Mme Vdoviny a ?t? rejet?e au motif, en particulier, qu?ils n?avaient pas d?nonc? le contrat de vente conclu avec Mme Z. (paragraphes 38 ci-dessus). Elle note que les requ?rants n?ont pas tent? de se retourner contre leurs cocontractants.
112. La Cour consid?re que c??taient les autorit?s qui ?taient ? l?origine de l?ing?rence dans le droit au respect des biens des requ?rants et non les pr?c?dents propri?taires, et que ces derniers avaient obtenu tous les agr?ments n?cessaires ? la construction, et cela sans que leur bonne foi n?ait jamais ?t? remise en question par les instances internes. Enfin, elle n?exclut pas que les actions en justice ?ventuellement engag?es par les requ?rants soient irrecevables en raison de la prescription extinctive de trois ans.
113. Dans ces circonstances, la Cour estime qu?il serait excessif d?exiger des requ?rants d?entamer contre leurs cocontractants de nouvelles proc?dures judiciaires marqu?es par une totale incertitude quant ? une chance raisonnable de succ?s et dont l?effectivit? pratique n?a pas ?t? d?montr?e par le Gouvernement (B.K.M. Lojistik Tasimacilik Ticaret Limited Sirketi c. Slov?nie, no 42079/12, ? 50, 17 janvier 2017, et S.C. Service Benz Com S.R.L. c. Roumanie, no 58045/11, ?? 37-42, 4 juillet 2017, avec les r?f?rences qui y sont cit?es).
114. Ces ?l?ments suffisent ? la Cour pour conclure que les autorit?s n?ont pas m?nag? un juste ?quilibre entre les exigences de l?int?r?t public et la n?cessit? de prot?ger le droit de propri?t? des requ?rants.
Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
iv. En ce qui concerne Mme Kosenko (requ?te no 31636/14)
115. La Cour observe que, d?s 1993, la pr?sence des ol?oducs et des zones prot?g?es a ?t? mat?rialis?e sur le plan g?n?ral de Tcheliabinsk et qu?un extrait pertinent de ce plan a ?t? annex? ? l?arr?t? de l?administration locale attribuant le terrain ? l?association coop?rative de jardinage. Cette derni?re ne pouvait donc pas les ignorer. La requ?rante a enregistr? son droit de propri?t? sur pr?sentation du document justificatif de son droit sur le terrain d?livr? en vertu de l?arr?t? susmentionn?. La Cour estime que, au moment de l?achat et au moment du d?p?t de son dossier d?enregistrement de son droit de propri?t?, la requ?rante aurait pu consulter ce plan g?n?ral de Tcheliabinsk, qui ?tait ? sa disposition, et qu?elle aurait d? se rendre compte que la parcelle litigieuse se situait pr?s des ol?oducs (comparer avec les requ?tes nos 1153/14 et 2680/14, o? le plan du district n??tait pas annex? aux documents justificatifs de droit de propri?t? et n??tait pas ? la disposition des requ?rants). La Cour note qu?? aucun moment la requ?rante n?a soutenu qu?elle n??tait pas en mesure de consulter l?extrait du plan g?n?ral de Tcheliabinsk.
La Cour consid?re de surcro?t que la requ?rante ne pouvait pas ignorer la pr?sence physique de la digue en terre prot?geant les ol?oducs et se situant ? proximit? imm?diate de la parcelle qu?elle ?tait en train d?acheter, et qu?elle aurait d? au moins s?interroger sur la destination de cette digue et demander des renseignements aupr?s du pr?sident de l?association coop?rative ou aupr?s des autorit?s locales.
116. De l?avis de la Cour, l?injonction de d?molir le cabanon et ses d?pendances au motif qu?il s?agissait de constructions ill?gales n?a pas fait peser sur la requ?rante de charge disproportionn?e.
Partant, il n?y a pas eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION DANS LA REQU?TE No 54490/10 (M. ZHIDOV)
117. Le requ?rant d?nonce une violation de l?article 8 de la Convention du fait de son expulsion forc?e de sa maison. L?article pr?cit? est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale, de son domicile et de sa correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien ?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
A. Les arguments des parties
118. Le requ?rant indique qu?il vit dans sa maison depuis 18 ans et qu?il ne dispose pas d?autre logement. Il assimile son affaire ? l?affaire ?osi? c. Croatie (no 28261/06, 15 janvier 2009) o? la Cour a constat? la violation de l?article 8 de la Convention du fait du manquement des juridictions internes d?analyser la situation personnelle de la requ?rante et la proportionnalit? de son expulsion au but poursuivi. Le requ?rant consid?re que son expulsion lui a fait supporter une charge excessive, en violation de l?article 8 de la Convention.
119. Le Gouvernement r?it?re les arguments des juridictions internes quant ? l?absence de statut de ? logement ? de la construction ill?gale, et il estime que les d?cisions judiciaires rendues dans le litige relatif ? l?expulsion du requ?rant ne constituent pas une ing?rence dans le droit de celui-ci au respect de son domicile. Il consid?re que, m?me ? supposer qu?il y ait eu une ing?rence, celle-ci a ?t? l?gale, n?cessaire et proportionn?e, car le requ?rant aurait en pleine connaissance de cause poursuivi la construction de la maison dans la zone prot?g?e ? proximit? du gazoduc.
B. L?appr?ciation de la Cour
120. La Cour consid?re que, le requ?rant habitant en permanence la maison litigieuse depuis 1994, celle-ci constituait son domicile au sens de l?article 8 de la Convention (Ivanova et Cherkezov, pr?cit?, ? 33, avec les r?f?rences cit?es).
121. Elle estime cependant qu?il n?est pas n?cessaire de se prononcer sur l?ensemble des arguments des parties car le grief du requ?rant est manifestement mal fond? pour les raisons suivantes.
122. La Cour rappelle que, dans les affaires ant?rieures concernant les expulsions des habitations o? elle a conclu ? une violation de l?article 8 de la Convention, il s?agissait toujours d?une seule proc?dure se terminant soit par un ordre d?expulsion contraignant ? l?encontre des requ?rants (?osi?, pr?cit?, Orli? c. Croatie, no 48833/07, 21 juin 2011, Gladysheva, pr?cit?, Stolyarova c. Russie, no 15711/13, 29 janvier 2015), soit par une injonction de d?molir une habitation emportant implicitement un ordre d?expulsion (Ivanova et Cherkezov, pr?cit?, Bagdonavicius et autres c. Russie, no 19841/06, 11 octobre 2016).
123. Or la pr?sente affaire diff?re consid?rablement des affaires susmentionn?es en ce qu?un contentieux s?par? relatif ? l?expulsion du requ?rant de sa maison a ?t? entam? et s?est termin? par un rejet de la demande d?expulsion (paragraphes 19 ci-dessus). Ainsi, le refus des juridictions d?ordonner l?expulsion du requ?rant, quelle qu?en soit la motivation, ?tait en contradiction avec le jugement ordonnant la d?molition de la maison du requ?rant et a constitu? de facto un obstacle ? la d?molition. La Cour consid?re que cette situation a ?t? profitable au requ?rant qui, de son c?t?, n?a pas fait appel du jugement du 15 novembre 2011 (paragraphe 19 ci-dessus) et semble toujours habiter la maison litigieuse.
124. Dans ces circonstances, le grief du requ?rant tir? d?une violation de son droit au respect de son domicile est manifestement mal fond? et il doit ?tre rejet?, en application de l?article 34 ? 3 a) de la Convention.
IV. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION DANS LA REQU?TE No 54490/10 (M. ZHIDOV)
125. Le requ?rant se plaint enfin que son proc?s relatif ? la qualification de sa maison de construction ill?gale n?a pas ?t? ?quitable, en violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ainsi libell? dans ses parties pertinentes en l?esp?ce :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal ind?pendant et impartial, ?tabli par la loi, qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Les arguments des parties
126. De mani?re g?n?rale, le requ?rant se plaint d?une violation par les juridictions internes du principe du contradictoire et de l??galit? des armes. Il reproche en particulier au tribunal du district Oktiabrski de ne pas avoir obtenu des renseignements relatifs ? un projet de d?placement du gazoduc e

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