AFFAIRE ZANGH? c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ZANGH? c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 06, P1-1
Numero: 11491/85/1991
Stato: Italia
Data: 1991-02-19 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta nello stato; Incompetenza (misure per ovviare alla situazione)
CORTE (CAMERA)
CAUSA ZANGH? C. ITALIA
( Richiesta no11491/85)
SENTENZA
STRASBURGO
19 febbraio 1991

Nella causa Zangh? ,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, costituita, conformemente all’articolo 43, art. 43, della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) ed alle clausole pertinenti del suo ordinamento , in una camera composta dai giudici di cui segue il nome:
SIGG.. R. Ryssdal, presidente,
J. Cremona,
Th?r Vilhj?lmsson,
La Sig.ra D. Bindschedler-Robert,
SIGG.. F. G?lc?kl?,
C. Russo,
N. Valticos,
S.K. Martens,
J.M. Morenilla,
cos? come di Sigg.. M. – A. Eissen, cancelliere, e H. Petzold, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 4 ottobre 1990 e 24 gennaio 1991,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 16 febbraio 1990, nel termine di tre mesi che aprono gli articoli 32 paragrafo 1 e 47 (art. 32-1, art. 47) della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (no 11491/85) diretta contro l’Italia e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. C. Z., aveva investito la Commissione il 16 aprile 1985 in virt? dell’articolo 25 (art. 25).
La domanda della Commissione rinvia agli articoli 44 e 48 ( art. 44, art. 48,)cos? come alla dichiarazione italiana che riconosce la giurisdizione obbligatoria della Corte (articolo 46) (art. 46). Ha per oggetto di ottenere una decisione sul punto di sapere se i fatti della causa rivelano una trasgressione dello stato convenuto alle esigenze degli articoli 6 paragrafo 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 ( art. 6-1, P1-1).
2. In risposta all’invito contemplato all’articolo 33 paragrafo 3 d, dell’ordinamento, il richiedente ha manifestato il desiderio di partecipare all’istanza; ha ottenuto l’autorizzazione di difendere lui stesso la sua causa (articolo 30 paragrafo 1) seconda frase.
3. Il 21 febbraio 1990, il presidente della Corte ha stimato che c’era luogo di affidare ad una camera unica, in virt? dell’articolo 21 paragrafo 6 dell’ordinamento e nell’interesse di una buona amministrazione della giustizia, l’esame della presente controversia e delle cause Brigand? e Santilli 
4. La camera da costituire del tipo comprendeva di pieno dritto Sig. C. Russo, giudice eletto di nazionalit? italiana (articolo 43 della Convenzione) (art. 43) ed il Sig. R. Ryssdal, presidente della Corte (articolo 21 paragrafo 3 b, dell’ordinamento). Il 26 marzo 1990, questo ha designato estraendo a sorte gli altri sette membri, ossia la Sig. J. Cremona, il Sig. Th?r Vilhj?lmsson, la Sig.ra D. Bindschedler-Robert, il Sig. F. G?lc?kl?, il Sig. R. Bernhardt, il Sig. S.K,. Martens ed il Sig. J.M. Morenilla, in presenza del cancelliere (articoli 43 in fine della Convenzione e 21 paragrafo 4 dell’ordinamento) (art. 43). Ulteriormente, il Sig. N. Valticos, supplente, ha sostituito il Sig. R. Bernhardt, impossibilitato (articoli 22 paragrafo 1 e 24 paragrafo 1 dell’ordinamento).
5. Avendo assunto la presidenza della camera (articolo 21 paragrafo 5 dell’ordinamento) il Sig. Ryssdal ha consultato tramite il cancelliere l’agente del governo italiano (“il Governo”), il delegato della Commissione ed il richiedente a proposito della necessit? di un procedimento scritto (articolo 37 paragrafo 1). Conformemente all’ordinanza cos? resa, il cancelliere ha ricevuto l’esposto del richiedente il 16 luglio 1990 e quello del Governo il 31. Con una lettera arrivata il 31 agosto, il segretario della Commissione l’ha informato che il delegato si sarebbe espresso all’epoca dell’udienza.
6. Il 29 agosto 1990, il presidente ha fissato al 3 ottobre la data di questa dopo avere raccolto l’opinione delle parti a confronto con gli incarichi del cancelliere (articolo 38).
7. Il 31 agosto e 3 ottobre, la Commissione ha prodotto la pratica del procedimento seguito dinnanzi a lei, cos? come il cancelliere aveva invitato su istruzioni del presidente.
8. I dibattimenti si sono svolti in pubblico il giorno stabilito, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo. La Corte aveva tenuto prima una riunione preparatoria.
Sono comparsi:
– per il Governo
SIGG.. G. Raimondi, magistrato staccato,
al Servizio del contenzioso diplomatico del ministero delle Cause
estere, coagente,
G. Manzo, magistrato staccato,
al ministero della Giustizia, consigliere,;
– per la Commissione
Il Sig. F. Martinez, delegato,;
– il richiedente in persona,
Il Sig. C. Z., assistito da Sig. V. M. avvocato.
La Corte li ha ascoltati nelle loro dichiarazioni.
IN FATTO
9. Il Sig. C. Z., professore di universit?, abita a Roma.
Comproprietario di una residenza secondaria ubicata nell’entroterra di Catania (Sicilia), rimprover? nel 1982 ad una vicina, la Sig.ra D., di avere leso con certi lavori compiuti su un bene-fondo contiguo al suo. I danni consistevano in particolare nel crollo di un muro di cinta alto un metro. La Sig.ra D. lo ricostru?, ma alzandolo a due metri. L’interessato perse cos? il vantaggio di godere della vista del mare.
10. Il 3 aprile 1982, introdusse un’istanza dinnanzi al tribunale di Catania. L’invitava a constatare l’esistenza di una servit? di vista al profitto dei suoi fondi ed a condannare la sua vicina al ristabilimento della situazione anteriore cos? come al pagamento di danni ed interessi.
11. Aperta il 25 maggio 1982, l’istruzione prosegu? fino al 22 gennaio 1985; le parti presentarono allora le loro conclusioni al giudice del collocamento in stato (giudice istruttore) che li rinvi? dinnanzi al tribunale, i dibattimenti che si dovevano tenere il 29 maggio 1986.
12. Venuto il giorno questo ultimo rinvi? l’esame della causa – in ragione della mutazione di uno dei giudici – al 10 marzo 1988, data alla quale mise la causa in delibera.
13. Adottato il 17 marzo, il giudizio fu depositato alla cancelleria il 9 maggio 1988; accoglieva le domande del richiedente che le notific? alla convenuta il 19 luglio.
14. Il 27 settembre 1988, questa interpose appello. Alcune udienze ebbero luogo il 20 gennaio 1989, 18 maggio 1989 e 28 maggio 1990 dinnanzi al consigliere del collocamento in stato (consigliere istruttore )che rinvi? allora le parti dinnanzi alla corte di appello per presentare le loro conclusioni. Secondo le informazioni fornite alla Corte, non ancora ha deliberato.
PROCEDIMENTO DINNANZI ALLA COMMISSIONE
15. Nella sua richiesta del 16 aprile 1985 alla Commissione (no 11491/85), l’interessato si lamentava della durata del procedimento civile impegnato da lui e dell’incomprensione del suo diritto al rispetto dei suoi beni; invocava gli articoli 6 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 (art. 6, P1-1).
16. La Commissione ha considerato la richiesta il 5 dicembre 1988. Nel suo rapporto del 11 dicembre 1989 (articolo 31) (art. 31) conclude, all’unanimit?, che c’? stata violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione, ma non dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1). Il testo integrale del suo avviso e dell’opinione separata di cui ? accompagnato figura qui accluso alla presente sentenza 
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE DAL GOVERNO
17. All’udienza del 3 ottobre 1990, il Governo ha confermato la conclusione del suo esposto, dove invitava la Corte a dire “che non c’? stata violazione della Convenzione n? del Protocollo no 1 nella presente causa.”
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 PARAGRAFO 1 (ART. 6-1)
18. Secondo il Sig. Z., l’esame della sua azione civile ? durato al di l? del “termine ragionevole” previsto all’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione, ai termini del quale
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile”.
Il Governo contesta questa tesi, mentre la Commissione aderisce.
19. Cominciata il 3 aprile 1982, con l’assegnazione della Sig.ra D. dinnanzi al tribunale di Catania, il procedimento resta pendente.
20. Le parti a confronto hanno discusso del modo in cui dovevano giocare nello specifico i diversi criteri applicati in questo campo dalla Corte, come il grado di complessit? della controversia, il comportamento del richiedente e quello delle autorit? competenti.
21. L’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione riconosce a ciascuno il diritto ad ottenere, in un termine ragionevole, una decisione definitiva sulle contestazioni relative ai suoi diritti ed obblighi di carattere civile. Incombe sugli Stati contraenti di organizzare il loro sistema giuridico in modo tale che le loro giurisdizioni possano assolvere questa esigenza (vedere, da ultimo, la sentenza Uni?n Alimentaria Sanders S.p.A. del 7 luglio 1989, serie A no 157, pp. 14-15, paragrafo 38).
La Corte ricorda che secondo la sua giurisprudenza in materia, il carattere ragionevole della durata di un procedimento si rivaluta in funzione delle circostanze private della causa. Nell’occorrenza, comandano una valutazione globale (vedere, mutatis mutandis, la sentenza Obermeier del 28 giugno 1990, serie A no 179, p. 23, paragrafo 72).
Siccome la causa non presentava nessuna complessit?, la Corte non potrebbe nello specifico stimare “ragionevole” un lasso di tempo che raggiunge quasi i nove anni.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1).
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 (P1-1)
22. Il richiedente fa valere che la lunghezza del procedimento controverso l’ha privato del godimento del suo bene. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1), cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe.”
N? il Governo n? la Commissione condividono questa opinione.
23. Viste le circostanze della causa e la conclusione che figura al paragrafo 21, la Corte non giudica necessario esaminare pi? a lungo la lagnanza derivata dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 50 (ART. 50)
24. Secondo l’articolo 50 (art. 50)
“Se la decisione della Corte dichiara che una decisione presa o una misura ordinata da un’autorit? giudiziale o tutta altra autorit? di una Parte Contraente si trovano interamente o parzialmente in opposizione con gli obblighi che derivano del Convenzione, e se il diritto interno di suddetta Parte permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze di questa decisione o di questa misura, la decisione della Corte accorda, se c’? luogo, alla parte lesa una soddisfazione equa”.
Il Sig. Z. dichiara non formulare nessuna pretesa pecuniaria del capo della violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) e, al nome del suo attaccamento alla causa dei diritti dell’uomo, non richiedere il rimborso degli oneri e della parcella sopportati durante il procedimento seguito dinnanzi agli organi della Convenzione. In compenso, sollecita un’indennit? di 7 950 000 lire italiane per il danno materiale che risulta dall’infrazione addotta all’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1).
La Commissione ed il Governo non si pronunciano su questo punto.
25. Le giurisdizioni nazionali che rimangono investite dell’azione del richiedente, si conservano la possibilit? da cancellare le conseguenze patrimoniali del superamento del termine ragionevole (vedere, mutatis mutandis, la sentenza Brigand? di questo giorno, paragrafo 34). Da allora, e nelle circostanze della causa, appare indicato respingere la domanda in stato.
26. Il richiedente invita la Corte anche ad indicare allo stato convenuto delle misure proprie ad ovviare alle lentezze che caratterizzerebbero il funzionamento del suo meccanismo giudiziale. La Corte ricorda anche che appartiene ad un Stato contraente di scegliere i mezzi da utilizzare nel suo ordine giuridico interno per risanare una situazione che ha provocato una violazione della Convenzione (vedere, mutatis mutandis, il sentenza Belilos del 29 aprile 1988, serie A no 132, p. 33, paragrafo 78).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione,;
2. Stabilisce che non si impone di deliberare sulla lagnanza derivata dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (P1-1);
3. Respinge, nello stato, la domanda di soddisfazione equa.
Fatto in francese ed in inglese, poi pronunciato in udienza pubblica al Palazzo dei Diritti dell’uomo, a Strasburgo, il 19 febbraio 1991.
Rolv RYSSDAL
Presidente
Marc-Andr? EISSEN
Cancelliere
La causa porta il n? 3/1990/194/254. Le prime due cifre indicano il posto nell’anno di introduzione, le due ultime il posto sull’elenco delle immissione nel processo della Corte dall’origine e su quello delle richieste iniziali, alla Commissione, corrispondenti.

modificato il Protocollo n? 8, entrato in vigore il 1 gennaio 1990.

Gli emendamenti all’ordinamento entrato in vigore il 1 aprile 1989 si applicano nello specifico.

Nota del cancelliere: 2/1990/193/253 e 5/1990/196/256

Nota del cancelliere: Per ragioni di ordine pratico vi figurer? solo nell’edizione stampata (volume 194-C della serie Alle pubblicazioni della Corte), ma ciascuno pu? procurarselo presso la cancelleria.

MALONE V. THE UNITED KINGDOM JUGDMENT

SENTENZA ZANGH? C. ITALIA

SENTENZA ZANGH? C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’Art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e en l’?tat ; Incomp?tence (mesures pour rem?dier ? la situation)
COUR (CHAMBRE)

AFFAIRE ZANGH? c. ITALIE

(Requ?te no11491/85)

ARR?T

STRASBOURG

19 f?vrier 1991

En l?affaire Zangh?*,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, constitu?e, conform?ment ? l?article 43 (art. 43) de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”)** et aux clauses pertinentes de son r?glement***, en une chambre compos?e des juges dont le nom suit:

MM. R. Ryssdal, pr?sident,

J. Cremona,

Th?r Vilhj?lmsson,

Mme D. Bindschedler-Robert,

MM. F. G?lc?kl?,

C. Russo,

N. Valticos,

S.K. Martens,

J.M. Morenilla,

ainsi que de MM. M.-A. Eissen, greffier, et H. Petzold, greffier adjoint,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 4 octobre 1990 et 24 janvier 1991,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date:

PROCEDURE

1. L?affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour par la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (“la Commission”) le 16 f?vrier 1990, dans le d?lai de trois mois qu?ouvrent les articles 32 par. 1 et 47 (art. 32-1, art. 47) de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (no 11491/85) dirig?e contre l?Italie et dont un ressortissant de cet ?tat, M. C. Z., avait saisi la Commission le 16 avril 1985 en vertu de l?article 25 (art. 25).

La demande de la Commission renvoie aux articles 44 et 48 (art. 44, art. 48) ainsi qu?? la d?claration italienne reconnaissant la juridiction obligatoire de la Cour (article 46) (art. 46). Elle a pour objet d?obtenir une d?cision sur le point de savoir si les faits de la cause r?v?lent un manquement de l??tat d?fendeur aux exigences des articles 6 par. 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1 (art. 6-1, P1-1).

2. En r?ponse ? l?invitation pr?vue ? l?article 33 par. 3 d) du r?glement, le requ?rant a manifest? le d?sir de participer ? l?instance; il a obtenu l?autorisation de d?fendre lui-m?me sa cause (article 30 par. 1, seconde phrase).

3. Le 21 f?vrier 1990, le pr?sident de la Cour a estim? qu?il y avait lieu de confier ? une chambre unique, en vertu de l?article 21 par. 6 du r?glement et dans l?int?r?t d?une bonne administration de la justice, l?examen du pr?sent litige et des affaires Brigand? et Santilli*.

4. La chambre ? constituer de la sorte comprenait de plein droit M. C. Russo, juge ?lu de nationalit? italienne (article 43 de la Convention) (art. 43), et M. R. Ryssdal, pr?sident de la Cour (article 21 par. 3 b) du r?glement). Le 26 mars 1990, celui-ci en a d?sign? par tirage au sort les sept autres membres, ? savoir M. J. Cremona, M. Th?r Vilhj?lmsson, Mme D. Bindschedler-Robert, M. F. G?lc?kl?, M. R. Bernhardt, M. S.K. Martens et M. J.M. Morenilla, en pr?sence du greffier (articles 43 in fine de la Convention et 21 par. 4 du r?glement) (art. 43). Ult?rieurement, M. N. Valticos, suppl?ant, a remplac? M. R. Bernhardt, emp?ch? (articles 22 par. 1 et 24 par. 1 du r?glement).

5. Ayant assum? la pr?sidence de la chambre (article 21 par. 5 du r?glement), M. Ryssdal a consult? par l?interm?diaire du greffier l?agent du gouvernement italien (“le Gouvernement”), le d?l?gu? de la Commission et le requ?rant au sujet de la n?cessit? d?une proc?dure ?crite (article 37 par. 1). Conform?ment ? l?ordonnance ainsi rendue, le greffier a re?u le m?moire du requ?rant le 16 juillet 1990 et celui du Gouvernement le 31. Par une lettre arriv?e le 31 ao?t, le secr?taire de la Commission l?a inform? que le d?l?gu? s?exprimerait lors de l?audience.

6. Le 29 ao?t 1990, le pr?sident a fix? au 3 octobre la date de celle-ci apr?s avoir recueilli l?opinion des comparants par les soins du greffier (article 38).

7. Les 31 ao?t et 3 octobre, la Commission a produit le dossier de la proc?dure suivie devant elle, ainsi que le greffier l?y avait invit?e sur les instructions du pr?sident.

8. Les d?bats se sont d?roul?s en public le jour dit, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg. La Cour avait tenu auparavant une r?union pr?paratoire.

Ont comparu:

– pour le Gouvernement

MM. G. Raimondi, magistrat d?tach?

au Service du contentieux diplomatique du minist?re des Affaires

?trang?res, coagent,

G. Manzo, magistrat d?tach?

au minist?re de la Justice, conseil;

– pour la Commission

M. F. Martinez, d?l?gu?;

– le requ?rant en personne,

M. C. Z., assist? de Me V. M., avocat.

La Cour les a entendus en leurs d?clarations.

EN FAIT

9. M. C. Z. professeur d?Universit?, habite Rome.

Copropri?taire d?une r?sidence secondaire sise dans l?arri?re-pays de Catane (Sicile), il reprocha en 1982 ? une voisine, Mme D., de l?avoir l?s? par certains travaux accomplis sur un bien-fonds contigu au sien. Les d?g?ts consistaient notamment dans l??croulement d?un mur de cl?ture haut d?un m?tre. Mme D. le reconstruisit, mais en l??levant ? deux m?tres. L?int?ress? perdit ainsi l?avantage de jouir de la vue de la mer.

10. Le 3 avril 1982, il introduisit une instance devant le tribunal de Catane. Il l?invitait ? constater l?existence d?une servitude de vue au profit de son fonds et ? condamner sa voisine au r?tablissement de la situation ant?rieure ainsi qu?au paiement de dommages et int?r?ts.

11. Ouverte le 25 mai 1982, l?instruction se poursuivit jusqu?au 22 janvier 1985; les parties pr?sent?rent alors leurs conclusions au juge de la mise en ?tat (giudice istruttore) qui les renvoya devant le tribunal, les d?bats devant se tenir le 29 mai 1986.

12. Le jour venu ce dernier reporta l?examen de la cause – en raison de la mutation de l?un des juges – au 10 mars 1988, date ? laquelle il mit l?affaire en d?lib?r?.

13. Adopt? le 17 mars, le jugement fut d?pos? au greffe le 9 mai 1988; il accueillait les demandes du requ?rant qui le notifia ? la d?fenderesse le 19 juillet.

14. Le 27 septembre 1988, celle-ci interjeta appel. Des audiences eurent lieu les 20 janvier 1989, 18 mai 1989 et 28 mai 1990 devant le conseiller de la mise en ?tat (consigliere istruttore) qui renvoya alors les parties devant la cour d?appel pour pr?senter leurs conclusions. Selon les renseignements fournis ? la Cour, elle n?a pas encore statu?.

PROCEDURE DEVANT LA COMMISSION

15. Dans sa requ?te du 16 avril 1985 ? la Commission (no 11491/85), l?int?ress? se plaignait de la dur?e de la proc?dure civile engag?e par lui et de la m?connaissance de son droit au respect de ses biens; il invoquait les articles 6 de la Convention et 1 du Protocole no 1 (art. 6, P1-1).

16. La Commission a retenu la requ?te le 5 d?cembre 1988. Dans son rapport du 11 d?cembre 1989 (article 31) (art. 31) elle conclut, ? l?unanimit?, qu?il y a eu violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention, mais non de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1). Le texte int?gral de son avis et de l?opinion s?par?e dont il s?accompagne figure en annexe au pr?sent arr?t*.

CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR PAR LE GOUVERNEMENT

17. ? l?audience du 3 octobre 1990, le Gouvernement a confirm? la conclusion de son m?moire, o? il invitait la Cour ? dire “qu?il n?y a pas eu violation de la Convention ni du Protocole no 1 dans la pr?sente affaire”.

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L?ARTICLE 6 par. 1 (art. 6-1)

18. Selon M. Z., l?examen de son action civile a dur? au-del? du “d?lai raisonnable” pr?vu ? l?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention, aux termes duquel

“Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…).”

Le Gouvernement conteste cette th?se, tandis que la Commission y souscrit.

19. Commenc?e le 3 avril 1982, avec l?assignation de Mme D. devant le tribunal de Catane, la proc?dure reste pendante.

20. Les comparants ont discut? de la mani?re dont devaient jouer en l?esp?ce les divers crit?res appliqu?s en ce domaine par la Cour, tels le degr? de complexit? du litige, le comportement du requ?rant et celui des autorit?s comp?tentes.

21. L?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention reconna?t ? chacun le droit ? obtenir, dans un d?lai raisonnable, une d?cision d?finitive sur les contestations relatives ? ses droits et obligations de caract?re civil. Il incombe aux ?tats contractants d?organiser leur syst?me juridique de telle sorte que leurs juridictions puissent remplir cette exigence (voir, en dernier lieu, l?arr?t Uni?n Alimentaria Sanders S.A. du 7 juillet 1989, s?rie A no 157, pp. 14-15, par. 38).

La Cour rappelle que selon sa jurisprudence en la mati?re, le caract?re raisonnable de la dur?e d?une proc?dure s?appr?cie en fonction des circonstances particuli?res de la cause. En l?occurrence, elles commandent une ?valuation globale (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Obermeier du 28 juin 1990, s?rie A no 179, p. 23, par. 72).

Comme l?affaire ne pr?sentait aucune complexit?, la Cour ne saurait en l?esp?ce estimer “raisonnable” un laps de temps qui atteint d?j? pr?s de neuf ans.

Partant, il y a eu violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1).

II. SUR LA VIOLATION ALLEGUEE DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 (P1-1)

22. Le requ?rant fait valoir que la longueur de la proc?dure litigieuse l?a priv? de la jouissance de son bien. Il invoque l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1), ainsi libell?:

“Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes.”

Ni le Gouvernement ni la Commission ne partagent cette opinion.

23. Vu les circonstances de la cause et la conclusion figurant au paragraphe 21, la Cour ne juge pas n?cessaire d?examiner de surcro?t le grief tir? de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1).

III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 50 (art. 50)

24. D?apr?s l?article 50 (art. 50),

“Si la d?cision de la Cour d?clare qu?une d?cision prise ou une mesure ordonn?e par une autorit? judiciaire ou toute autre autorit? d?une Partie Contractante se trouve enti?rement ou partiellement en opposition avec des obligations d?coulant de la (…) Convention, et si le droit interne de ladite Partie ne permet qu?imparfaitement d?effacer les cons?quences de cette d?cision ou de cette mesure, la d?cision de la Cour accorde, s?il y a lieu, ? la partie l?s?e une satisfaction ?quitable.”

M. Z. d?clare ne formuler aucune pr?tention p?cuniaire du chef de la violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) et, au nom de son attachement ? la cause des droits de l?homme, ne pas r?clamer le remboursement des frais et des honoraires support?s pendant la proc?dure suivie devant les organes de la Convention. En revanche, il sollicite une indemnit? de 7 950 000 lires italiennes pour le pr?judice mat?riel r?sultant de l?infraction all?gu?e ? l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1).

La Commission et le Gouvernement ne se prononcent pas sur ce point.

25. Les juridictions nationales, qui demeurent saisies de l?action du requ?rant, gardent la possibilit? d?effacer les cons?quences patrimoniales du d?passement du d?lai raisonnable (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Brigand? de ce jour, par. 34). D?s lors, et dans les circonstances de la cause, il appara?t indiqu? de rejeter la demande en l??tat.

26. Le requ?rant invite aussi la Cour ? indiquer ? l??tat d?fendeur des mesures propres ? rem?dier aux lenteurs qui caract?riseraient le fonctionnement de son appareil judiciaire. La Cour rappelle cependant qu?il appartient ? un ?tat contractant de choisir les moyens ? utiliser dans son ordre juridique interne pour redresser une situation qui a entra?n? une violation de la Convention (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Belilos du 29 avril 1988, s?rie A no 132, p. 33, par. 78).

PAR CES MOTIFS, LA COUR, A L?UNANIMITE,

1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention;

2. Dit qu?il ne s?impose pas de statuer sur le grief tir? de l?article 1 du Protocole no 1 (P1-1);

3. Rejette, en l??tat, la demande de satisfaction ?quitable.

Fait en fran?ais et en anglais, puis prononc? en audience publique au Palais des Droits de l?Homme, ? Strasbourg, le 19 f?vrier 1991.

Rolv RYSSDAL

Pr?sident

Marc-Andr? EISSEN

Greffier

* L’affaire porte le n? 3/1990/194/254. Les deux premiers chiffres en indiquent le rang dans l’ann?e d’introduction, les deux derniers la place sur la liste des saisines de la Cour depuis l’origine et sur celle des requ?tes initiales (? la Commission) correspondantes.

** Tel que l’a modifi? le Protocole n? 8, entr? en vigueur le 1er janvier 1990.

*** Les amendements au r?glement entr?s en vigueur le 1er avril 1989 s’appliquent en l’esp?ce.

* Note du greffier: 2/1990/193/253 et 5/1990/196/256

* Note du greffier: Pour des raisons d’ordre pratique il n’y figurera que dans l’?dition imprim?e (volume 194-C de la s?rie A des publications de la Cour), mais chacun peut se le procurer aupr?s du greffe.

MALONE v. THE UNITED KINGDOM JUGDMENT

ARR?T ZANGH? c. ITALIE

ARR?T ZANGH? c. ITALIE

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