AFFAIRE VIETRI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE VIETRI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 66373/01/2003
Stato:
Data: 2003-12-04 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA VIETRI C. ITALIA
( Richiesta no 66373/01)
SENTENZA
STRASBURGO
4 dicembre 2003
DEFINITIVO
04/03/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Vietri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, la Sig.ra F. Tulkens,
Sigg. A. Kovler, V. Zagrebelsky, K. Hajiyev, giudici, e del Sig. S. Nielsen, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 13 novembre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 66373/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. C. V. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 12 gennaio 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da S. F. e C. C., avvocati a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato rispettivamente dal suo agente, il Sig. U. Leanza, ed i suoi coagenti successivi, Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli.
3. Il 10 gennaio 2002, la Corte ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile.
4. Il 27 giugno 2002, la Corte ha dichiarato il restante della richiesta ammissibile.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1947 e ha risieduto a Roma.
6. Il richiedente e sua moglie, L.P, erano i proprietari di un appartamento a Roma, che avevano affittato ad A.N.
7. Con una lettera raccomandata del 29 settembre 1986, i proprietari informarono l’inquilino della loro intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto, o il 31 dicembre 1987, e lo pregarono di liberare i luoghi prima di questa data.
8. Il 21 novembre 1986, i proprietari reiterarono l?avviso di disdetta con un atto notificato e citarono l’interessato a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Roma.
9. Con un’ordinanza del 9 aprile 1987, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 30 giugno 1988. Questa decisione divent? esecutiva lo stesso giorno.
10. Il 26 gennaio 1990, i proprietari notificarono all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
11. Il 12 febbraio 1990, gli notificarono l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 10 aprile 1990 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
12. Tra il 10 aprile 1990 ed il 25 ottobre 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a cinquantotto tentativi di sfratto che si chiusero tutti con un fallimento, non avendo potuto beneficiare i proprietari dell’assistenza della forza pubblica.
13. Il 12 maggio 1994, fecero nel frattempo, una dichiarazione solenne dichiarando che avevano un bisogno urgente di ricuperare l’appartamento per farne la loro propria abitazione.
14. Il 17 gennaio 1999, la moglie del richiedente decedette e questo eredit? la sua quota dell’appartamento.
15. Il 27 ottobre 2000, il richiedente ricuper? l’appartamento.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
16. Dal 1947, la legislazione in materia di affitti di abitazioni ? stata segnata da differenti interventi dei poteri pubblici, riguardanti il controllo degli affitti per mezzo del blocco di questi, mitigati ogni tanto dagli aumenti legali decretati dal governo, cos? come la proroga legale di tutti gli affitti in corso e, infine, la sospensione o lo scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti. Per ci? che riguarda la proroga degli affitti, la sospensione dell’esecuzione forzata e lo scaglionamento degli sfratti, il diritto interno pertinente ? presentato nella sentenza resa dalla Corte nella causa Immobiliaire Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. Da ultimo, una decreto-legge no 147 del 24 giugno 2003, convertito in legge no 200/03, sospese in certi casi l’esecuzione costretta delle ordinanze di sfratto fino al 30 giugno 2004.
A. Il sistema di controllo degli affitti
17. In materia di controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione italiana si pu? riepilogare come segue.
18. La prima misura pertinente fu la legge no 392 del 27 luglio 1978 che mise in atto un sistema di “affitti equi”, equo canone, fondati su un certo numero di criteri come la superficie e gli oneri di costruzione dell’appartamento.
19. Una seconda misura fu adottata dalle autorit? italiane nell’agosto 1992, ai fini di una liberalizzazione progressiva del mercato della locazione. Introdusse allora una legislazione che attenuava le restrizioni in vigore riguardanti l’importo degli affitti, patti in deroga in virt? della quale i proprietari e gli inquilini potevano in principio scostarsi dall’affitto fissato dalla legge convenendo ad un importo differente.
20. Infine, la legge no 431 del 9 dicembre 1998 ha riformato il regime delle locazioni e liberalizzato gli affitti.
B. Obblighi dell’inquilino in caso di restituzione tardiva
21. L’inquilino ? sottoposto all’obbligo generale di indennizzare il proprietario di ogni danno causato dalla restituzione tardiva dell’alloggio. A questo riguardo, l’articolo 1591 del codice civile italiano dispone:
“L’inquilino che non ha lasciato i luoghi ? tenuto a versare l’importo convenuto al proprietario fino alla data della sua partenza, cos? come ad indennizzarlo di ogni eventuale danno.”
22. Tuttavia, la legge no 61 del 1989 ha tra l?altro plafonato l’indennizzo che poteva richiedere il proprietario ad una somma uguale all’affitto versato dall’inquilino al momento della scadenza dell’affitto, indicizzato in base al rialzo del costo della vita, articolo 24 della legge no 392 del 27 luglio 1978, ed aumentata del 20%, per tutto il periodo durante il quale il proprietario non aveva potuto godere del suo appartamento.
23. La sentenza no 482 reso nel 2000 dalla Corte costituzionale riguardava la questione di sapere se simile determinazione di un massimo fosse conforme alla Costituzione. La giurisdizione costituzionale rispose affermativamente in quanto si trattava di periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge, e spieg? che questa limitazione mirava a regolare le locazioni mentre la legislazione eccezionale era in vigore e che la penuria di alloggi esigeva la sospensione delle misure di esecuzione forzata. Se gli sfratti erano stati sospesi in virt? della legge, la legislazione aveva in anticipo determinato l’importo dell’indennizzo dovuto dall’inquilino, essendo queste due misure provvisorie ed eccezionali. Del resto, il proprietario trovava un compenso nel fatto che era dispensato dal dimostrare l’esistenza di un danno.
24. La Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitata dal proprietario nel caso dove si era trovato nell’incapacit? di riprendere possesso dell’appartamento in ragione del comportamento dell’inquilino e non dell’intervento del legislatore. La giurisdizione costituzionale ha permesso perci?, cos? al proprietario di impegnare un procedimento civile per ottenere pieno risarcimento dei danni causati dall’inquilino.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
25. Il richiedente si lamenta dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica. Adduce la violazione del suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
26. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione di cui la parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
27. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevavano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, vedere ?? 46-75 sentenza Immobiliare Saffi, precitata,; Lunari c. Italia, no 21463/96, 11 gennaio 2001, ?? 34-46; Palumbo c. Italia, no 15919/89, 30 novembre 2000, ?? 33-48.
28. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che il richiedente ha dovuto aspettare circa dieci anni e sei mesi a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia di potere ricuperare il suo appartamento.
29. Di conseguenza, in questa causa, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
30. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
31. Il richiedente chiede 12 990 euro (EUR) per il danno materiale, questa somma corrispondente alla differenza tra gli affitti che ha dovuto pagare per un altro alloggio e l’affitto che percepiva dal suo inquilino, per un periodo di dodici anni e sei mesi. In appoggio della sua domanda, il richiedente produce gli estratti conto bancari dai quali derivano in particolare i pagamenti effettuati e le ricevute per ogni versamento.
32. Il Governo contesta queste pretese.
33. La Corte considera che c’? luogo di assegnare un risarcimento a titolo di danno materiale per il periodo che d? adito a violazioni. Considerando il modo di calcolo proposto dal richiedente per la valutazione del danno e basandosi sugli elementi in suo possesso ed il periodo considerato, la Corte decide di accordare in equit? l’intimo di 6 400 EUR a questo titolo.
B. Danno morale
34. Il richiedente chiede 18 076 EUR per danno morale.
35. Il Governo contesta queste pretese.
36. La Corte stima che il richiedente ha subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, gli accorda 7 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
37. Il richiedente chiede anche il rimborso di oneri e spese nel seguente modo:
– 826,33 EUR per un procedimento di sfratto che ha subito a sua volta;
– 1 807,60 EUR per il procedimento di esecuzione;
– 5 424 EUR per oneri e spese del procedimento dinnanzi alla Corte.
38. Il Governo contesta queste pretese.
39. La Corte non vede legame di causalit? tra le violazioni constatate e gli oneri e spese del procedimento di sfratto sollecitato contro il richiedente e respinge questa domanda.
Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza stima in materia la Corte, ragionevole la somma di 1 400 EUR a titolo di oneri e spese del procedimento di esecuzione e di EUR 2 000 per il procedimento dinnanzi alla Corte.
40. La Corte assegna la somma globale di 3 400 EUR per oneri e spese.
D. Interessi moratori
41. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 6 400 EUR (seimila quattro cento euro) per danno materiale,;
ii. 7 000 EUR (settemila euro) per danno morale,;
iii. 3 400 EUR (tremila quattro cento euro) per oneri e spese,;
iv. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 4 dicembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE VIETRI c. ITALIE
(Requ?te no 66373/01)
ARR?T
STRASBOURG
4 d?cembre 2003
D?FINITIF
04/03/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Vietri c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
Mme F. Tulkens,
MM. A. Kovler,
V. Zagrebelsky,
K. Hajiyev, juges,
et de M. S. Nielsen, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 13 novembre 2003,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 66373/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. C. V. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 12 janvier 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me S. F. et C. C., avocats ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et ses coagents successifs, respectivement MM. V. Esposito et F. Crisafulli.
3. Le 10 janvier 2002, la Cour a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable.
4. Le 27 juin 2002, la Cour a d?clar? le restant de la requ?te recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1947 et r?side ? Rome.
6. Le requ?rant et sa femme, L.P., ?taient propri?taires d’un appartement ? Rome, qu’ils avaient lou? ? A.N.
7. Par une lettre recommand?e du 29 septembre 1986, les propri?taires inform?rent le locataire de leur intention de mettre fin ? la location ? l’expiration du bail, soit le 31 d?cembre 1987, et le pri?rent de lib?rer les lieux avant cette date.
8. Par un acte signifi? le 21 novembre 1986, les propri?taires r?it?r?rent l’avis de cong? et assign?rent l’int?ress? ? compara?tre devant le juge d’instance de Rome.
9. Par une ordonnance du 9 avril 1987, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 30 juin 1988. Cette d?cision devint ex?cutoire le m?me jour.
10. Le 26 janvier 1990, les propri?taires signifi?rent au locataire le commandement de lib?rer l’appartement.
11. Le 12 f?vrier 1990, ils lui signifi?rent l’avis que l’expulsion serait ex?cut?e le 10 avril 1990 par voie d’huissier de justice.
12. Entre le 10 avril 1990 et le 25 octobre 2000, l’huissier de justice proc?da ? cinquante-huit tentatives d’expulsion qui se sold?rent toutes par un ?chec, les propri?taires n’ayant pu b?n?ficier de l’assistance de la force publique.
13. Entre-temps, le 12 mai 1994, ils firent une d?claration solennelle qu’ils avaient un besoin urgent de r?cup?rer l’appartement pour en faire leur habitation propre.
14. Le 17 janvier 1999, la femme du requ?rant d?c?da et celui-ci h?rita de sa quote-part de l’appartement.
15. Le 27 octobre 2000, le requ?rant r?cup?ra l’appartement.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
16. Depuis 1947, la l?gislation en mati?re de baux d’habitation a ?t? marqu?e par diff?rentes interventions des pouvoirs publics, portant sur le contr?le des loyers au moyen du blocage de ceux-ci, mitig? par les augmentations l?gales d?cr?t?es de temps ? autre par le gouvernement, ainsi que sur la prorogation l?gale de tous les baux en cours et, enfin, sur la suspension ou l’?chelonnement de l’ex?cution forc?e des expulsions. En ce qui concerne la prorogation des baux, la suspension de l’ex?cution forc?e et l’?chelonnement des expulsions, le droit interne pertinent est pr?sent? dans l’arr?t rendu par la Cour dans l’affaire Immobiliaire Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V. En dernier lieu, un d?cret-loi no 147 du 24 juin 2003, converti en loi no 200/03, suspendit dans certains cas l’ex?cution forc?e des ordonnances d’expulsion jusqu’au 30 juin 2004.
A. Le syst?me de contr?le des loyers
17. En mati?re de contr?le des loyers, l’?volution de la l?gislation italienne peut se r?sumer comme suit.
18. La premi?re mesure pertinente fut la loi no 392 du 27 juillet 1978, qui mit en place un syst?me de ? loyers ?quitables ? (equo canone) reposant sur un certain nombre de crit?res tels que la superficie et les frais de construction de l’appartement.
19. Une deuxi?me mesure fut adopt?e par les autorit?s italiennes en ao?t 1992, aux fins d’une lib?ralisation progressive du march? de la location. Entra alors en vigueur une l?gislation qui att?nuait les restrictions frappant le montant des loyers (patti in deroga), en vertu de laquelle les propri?taires et les locataires pouvaient en principe s’?carter du loyer fix? par la loi en convenant d’un montant diff?rent.
20. Enfin, la loi no 431 du 9 d?cembre 1998 a r?form? le r?gime des locations et lib?ralis? les loyers.
B. Obligations du locataire en cas de restitution tardive
21. Le locataire est soumis ? l’obligation g?n?rale d’indemniser le propri?taire de tout dommage caus? par la restitution tardive du logement. A cet ?gard, l’article 1591 du code civil italien dispose :
? Le locataire qui n’a pas quitt? les lieux est tenu de verser au propri?taire le montant convenu jusqu’? la date de son d?part, ainsi que de l’indemniser de tout pr?judice ?ventuel ?.
22. Toutefois, la loi no 61 de 1989 a entre autres plafonn? l’indemnisation que pouvait r?clamer le propri?taire ? une somme ?gale au loyer vers? par le locataire au moment de l’expiration du bail, index?e sur la hausse du co?t de la vie (article 24 de la loi no 392 du 27 juillet 1978) et major?e de 20 %, pour toute la p?riode pendant laquelle le propri?taire n’avait pu jouir de son appartement.
23. L’arr?t no 482 rendu en 2000 par la Cour constitutionnelle portait sur la question de savoir si un tel plafonnement ?tait conforme ? la Constitution. La juridiction constitutionnelle r?pondit par l’affirmative s’agissant des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi, et expliqua que cette limitation visait ? r?guler les locations alors que la l?gislation d’exception ?tait en vigueur et que la p?nurie de logements exigeait la suspension des mesures d’ex?cution forc?e. Si les expulsions avaient ?t? suspendues en vertu de la loi, la l?gislation avait par avance d?termin? le montant de l’indemnisation due par le locataire, ces deux mesures ?tant provisoires et exceptionnelles. Du reste, le propri?taire y trouvait une compensation dans le fait qu’il ?tait dispens? de d?montrer l’existence d’un pr?judice.
24. La Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnel le plafonnement de l’indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire dans le cas o? il s’?tait trouv? dans l’incapacit? de reprendre possession de l’appartement en raison du comportement du locataire et non de l’intervention du l?gislateur. En cons?quence, la juridiction constitutionnelle a ainsi permis au propri?taire d’engager une proc?dure civile pour obtenir pleine r?paration des pr?judices caus?s par le locataire.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L’ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
25. Le requ?rant se plaint de l’impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement, faute d’octroi de l’assistance de la force publique. Il all?gue la violation de son droit de propri?t?, tel que reconnu ? l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
26. Le requ?rant all?gue aussi un manquement ? l’article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
27. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d’esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (voir arr?t Immobiliare Saffi, pr?cit?, ?? 46-75; Lunari c. Italie, no 21463/96, ?? 34-46, 11 janvier 2001 ; Palumbo c. Italie, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
28. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n’a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que le requ?rant a d? attendre environ dix ans et six mois ? compter de la premi?re tentative d’expulsion de l’huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer son appartement.
29. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 et de l’article 6 ? 1 de la Convention.
II SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
30. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
31. Le requ?rant demande 12 990 euros (EUR) pour le pr?judice mat?riel, cette somme correspondant ? la diff?rence entre le loyer qu’il a d? payer pour un autre logement et le loyer qu’il percevait de son locataire, sur une p?riode de douze ans et six mois. A l’appui de sa demande, le requ?rant produit les extraits de compte bancaire desquels d?coulent notamment les paiements effectu?s et re?us pour chaque virement.
32. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
33. La Cour consid?re qu’il y a lieu d’allouer un d?dommagement ? titre de dommage mat?riel pour la p?riode donnant lieu aux violations. Consid?rant le mode de calcul propos? par le requ?rant pour l’?valuation du pr?judice et se fondant sur les ?l?ments en sa possession et la p?riode consid?r?e, la Cour d?cide d’accorder en ?quit? la somme de 6 400 EUR ? ce titre.
B. Dommage moral
34. Le requ?rant demande 18 076 EUR pour dommage moral.
35. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
36. La Cour estime que le requ?rant a subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle lui accorde 7 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
37. Le requ?rant demande ?galement le remboursement des frais et d?pens de fa?on suivante :
– 826,33 EUR pour une proc?dure d’expulsion qu’il a subi ? son tour ;
– 1 807,60 EUR pour la proc?dure d’ex?cution ;
– 5 424 EUR pour les frais et d?pens de la proc?dure devant la Cour.
38. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
39. La Cour n’aper?oit pas de lien de causalit? entre les violations constat?es et les frais et d?pens de la proc?dure d’expulsion diligent?e ? l’encontre du requ?rant et rejette cette demande.
Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 1 400 EUR au titre des frais et d?pens de la proc?dure d’ex?cution et de EUR 2 000 pour la proc?dure devant la Cour.
40. La Cour alloue la somme globale de 3 400 EUR pour frais et d?pens.
D. Int?r?ts moratoires
41. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 6 400 EUR (six mille quatre cents euros) pour dommage mat?riel ;
ii. 7 000 EUR (sept mille euros) pour dommage moral ;
iii. 3 400 EUR (trois mille quatre cents euros) pour frais et d?pens ;
iv. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 4 d?cembre 2003 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier adjoint Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.