AFFAIRE STEFANETTI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE STEFANETTI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,06,46,P1-1
Numero: 21838/10/2017
Stato: Italia
Data: 2017-06-01 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni
Danno patrimoniale – risarcimento, Articolo 41 – Danno patrimoniale
Soddisfazione equa,

PRIMA SEZIONE

CAUSA STEFANETTI ED ALTRI C. ITALIA

( Richieste n. 21838/10, 21849/10, 21852/10, 21855/10, 21860/10, 21863/10, 21869/10, 21870/10)

SENTENZA
(Soddisfazione equa)

STRASBURGO

1 giugno 2017

DEFINITIVO

11/12/2017

Questa sentenza ? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Stefanetti ed altri c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
Kristina Pardalos,
Guido Raimondi,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, giudici,
e di Renata Degener, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 2 maggio 2017,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano otto richieste dirette contro la Repubblica italiana e di cui otto cittadini di questo Stato (“i ricorrenti”-vedere allegato I, hanno investito la Corte nel 2010 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Con una sentenza del 15 aprile 2014 (“la sentenza al principale”), la Corte ha giudicato che l’intervento legislativo controverso, a sapere la legge no 296 del 2006, detto anche “legge di finanze per 2007” o “legge di interpretazione autentica”) prende nel suo articolo 1 ? 777 che regolava definitivamente, in modo retroattiva, il fondo delle controversie che oppongono i ricorrenti allo stato dinnanzi alle giurisdizioni interne, non era giustificata dai motivi imperiosi di interesse generale e che c’era dunque violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione. Ha giudicato anche che l’attentato portato ai beni dei ricorrenti aveva rivestito un carattere sproporzionato, rompendo appena che il, equilibra tra le esigenze dell’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui, ed aveva portato violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, Stefanetti ed altri c. Italia, nostri 21838/10, 21849/10, 21852/10, 21855/10, 21860/10, 21863/10, 21869/10, e 21870/10, ? 56-67, 15 aprile 2014.
3. Sul fondamento dell’articolo 41 della Convenzione, i ricorrenti richiedevano delle somme a titolo di soddisfazione equa (vedere allegato II).
4. La Corte ha accordato a ciascuno degli interessati 12 000 euro (EUR), pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno giuridico. Ha respinto in compenso le domande di rimborso concernente gli oneri e spese, mancanza di prova della realt? di questi.
5. Per ci? che ? del danno patrimoniale, ha stimato che la questione dell’indennizzo del danno subito non si trovava in stato. Ha riservato questa questione dunque, e ha invitato il Governo ed i ricorrenti a sottoporrgli per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni su questo punto e, in particolare, a dargli cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare, paragrafo 73 della sentenza al principale e spunta 5 b, e c, del dispositivo.
6. Tanto i ricorrenti che il Governo ha depositato delle osservazioni.
IN DIRITTO
7. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
1. Gli argomenti delle parti
8. I ricorrenti chiedono alla Corte di prendere in considerazione, per ciascuno di essi, la differenza di importo tra le pensioni che sarebbe dovuta essere ottenuta nella mancanza dell’intervento legislativo controverso e quella che sar? percepito effettivamente fino alla fine di vita basata su una stima della speranza di vita residua. Richiedono una soddisfazione equa che equivale alla totalit? delle parti di pensione che sarebbe persa cos? (vedere allegato II).
9. Il Governo contesta queste pretese. Chiede in vigore alla Corte di determinare la soddisfazione equa sulla base della diminuzione reale dell’importo delle pensioni dei ricorrenti in ragione dell’entrata della legge no 296 del 2006, ed egli valuta il danno subito da questi basandosi sul calcolo delle posizioni individuali (vedere allegato III). Il Governo ha fornito peraltro, anche, entra altri, due quadri che indicano i subnormale di pensione che i ricorrenti avrebbero potuto percepire nella mancanza dell’adozione della legge del 2006,: il primo prende in conto il periodo compreso entro in vigore la data di partenza alla pensione dei ricorrenti e la data dell’entrata della legge di interpretazione autentica del 2006, ed il secondo, invalso con l’istituto nazionale di sicurezza sociale (“l’INPS”), quella compreso entra la data di partenza nella pensione precitata e la data della comunicazione delle richieste al Governo, cio? il 29 agosto 2012 (vedere allegati II ed III).
10. Inoltre, secondo il Governo, il sono esposte dai ricorrenti non sono corrette nella misura in cui prendono non solo le quote versate dai ricorrenti a titolo dei periodi di lavoro in Svizzera ma anche queste versate in Italia ad un altro titolo.
11. Poi, il Governo stima che la violazione dell’articolo 6 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione riguarda unicamente il periodo che va fino all’entrata in vigore della legge no 296 di 2006, al motivo che le due constatazioni di violazione si basano sul carattere retroattivo dell’intervento del legislatore nazionale.
12. Infine, secondo il Governo, la Corte non dovrebbe considerare la totalit? della differenza tra le somme che i ricorrenti avrebbero ottenuto nella mancanza dell’adozione della legge del 2006 e queste percepito da essi. Il danno subito dai ricorrenti rileverebbe difatti, unicamente della “perdita di fortuna” e sarebbe a calcolare sulla base dei criteri adottati dalla Corte nei cause Cataldo ed altri c. Italia, no 54425/08 ed altri, ? 66, 24 giugno 2014, e Biraghi ed altri c. Italia, no 3429/09 ed altri, ? 52, 24 giugno 2014.
2. La valutazione della Corte
13. La Corte ricorda che, nella sentenza al principale, ha constatato una doppia violazione. In primo luogo, l’intervento legislativo controverso che regolava definitivamente, in modo retroattiva, il fondo della controversia che oppone i ricorrenti allo stato dinnanzi alle giurisdizioni interne, non era giustificata dai motivi imperiosi di interesse generale, e c’era dunque violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione (paragrafi 38-44 della sentenza al principale). In secondo luogo, prima dell’intervento della legge di finanze per 2007, i ricorrenti erano titolari di un interesse patrimoniale che costituiva, se no un credito al riguardo della parte avversa, del meno una “speranza legittimo” di potere ottenere il pagamento delle somme controverse (paragrafo 65 della sentenza al principale). In questa sentenza, la Corte ha giudicato poi che l’adozione della legge no 296 del 2006 aveva fatto pesare sui ricorrenti un “carico esorbitante” e che l’attentato portato ai loro beni aveva rivestito un carattere sproporzionato, rompendo appena che il, equilibra tra le esigenze dell’interesse generale e la salvaguardia dei diritti fondamentali degli individui (paragrafo 66 della sentenza al principale).
14. La Corte ricorda anche che il principio che sottende la concessione di una soddisfazione equa ? buono stabilito: occorre, si pu? tanto quanto fare, porre l’interessato in una situazione equivalente a quella dove si troverebbe se la violazione della Convenzione non avesse avuto luogo. Peraltro, la condizione sine qua non alla concessione di un risarcimento di un danno patrimoniale ? l’esistenza di un legame di causalit? tra i danni addotto e la violazione constatata, Andrejeva c. Lettonia [GC], no 55707/00, ? 111, CEDH 2009, ed Agrati ed altri c. Italia (soddisfazione equa), nostri 43549/08, 6107/09 e 5087/09, ? 11, 8 novembre 2012,.
15. La Corte tiene a sottolineare che, nella presente causa, prima dell’adozione della legge controversa, la giurisprudenza della Corte di cassazione era favorevole alla posizione dei ricorrenti, Stefanetti ed altri c. Italia, precitato, ?? 17 e 42. Cos?, cos? nessuna violazione della Convenzione non aveva avuto luogo, la situazione dei ricorrenti sarebbe stata verosimilmente differente poich? questi si sarebbero potuti vedere riconoscere un importo di pensione pi? elevata. Pertanto, la Corte deduce ne che la violazione della Convenzione constatata nell’occorrenza ? suscettibile di avere causato ai ricorrenti un danno patrimoniale (vedere, mutatis mutandis, Agrati ed altri (soddisfazione equa), precitato, ? 13.
16. Per calcolare il danno subito, la Corte deve esaminare il seguente questioni: ha, la determinazione della differenza tra gli importi che i ricorrenti avrebbero dovuto ottenere nella mancanza dell’intervento della legge controversa e quegli infatti percepii da essi; b, la determinazione del danno a risarcire sul totale delle somme che gli interessati avrebbero dovuto percepire nella mancanza dell’adozione della legge avuta riguardo alla doppio violazione constatata, a sapere la violazione dell’articolo 6 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo no1 alla Convenzione.
ha, Sulla determinazione dell’importi corrispondente alla differenza tra le somme che i ricorrenti avrebbero dovuto ottenere nella mancanza dell’intervento della legge controversa e queste infatti percepite da essi e, in particolare, sul periodo di riferimento e sui criteri di calcolo
17. La Corte nota che il Governo ha valutato, con l’aiuto di quadri forniti dall’INPS, il danno subito da ciascuno dei ricorrenti. Come esempio il Governo fornisce un quadro stabilito dall’INPS in che raffigura i subnormale di pensione arrestata in 2012 che sarebbe dovuta essere versata ai ricorrenti nella mancanza dell’adozione della legge del 2006 vedere allegato II. La Corte nota che, del loro lato, i ricorrenti hanno incluso nelle loro proposte la differenza di importo tra le pensioni che avrebbero potuto ottenere fino alla fine della loro vita secondo una stima della speranza di vita residua e queste che percepiranno infatti.
18. Per ci? che ? della determinazione del periodo di riferimento, la Corte non divide l’argomento del Governo secondo che converrebbe prendere unicamente in conto il periodo compreso entro in vigore la data di partenza alla pensione dei ricorrenti e la data dell’entrata della legge del 2006. Ai suoi occhi, la violazione degli articoli 6 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione non ? legato esclusivamente al carattere retroattivo della legge cos? come l’ha affermato gi?, unicamente rispetto alla prima delle due disposizioni sopra citate, nei cause Cataldo e Biraghi (precitate, ?? 65 e 66 e 51et 52 rispettivamente.
19. La Corte respinge anche le pretese dei ricorrenti fondati sul periodo che va fino alla fine della loro vita basata su una stima della speranza di vita residua. La Corte sottolinea che la soddisfazione equa non pu? essere accordata a titolo dell’articolo 41 che per quanto si riferisce ad un’o parecchie violazioni constatate dalla Corte. Nello specifico, la Corte ha constatato la violazione della Convenzione per il periodo che va della partenza alla pensione dei ricorrenti fino in 2014, momento dove la sentenza sul fondo ? stata adottata dalla Corte. Stima che il resto del danno sofferto ? a determinare e regolare nella cornice del procedimento di esecuzione della sentenza al principale (vedere sotto 46 ?? articolo 1 e 2 della Convenzione e ? 20).
20. A questo riguardo, la Corte constata che i danni richiesti concernente il periodo posteriore alla pubblicazione della sentenza al principale della Corte derivano la loro origine per il fatto che la legge controversa, considerata da lei come avendo portato violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, ? sempre in vigore. La Corte ricorda che in virt? dell’articolo 46 ?? 1 e 2 della Convenzione, nella cornice dell’esecuzione delle sue sentenze, gli Stati hanno l’obbligo di mettere un termine alla violazione constatata e di cancellare ne le conseguenze, Iatridis c. Grecia (soddisfazione equa) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000 XI. Cos?, nell’occorrenza, senza danno della possibilit? per i ricorrenti di investire di nuovo la Corte per lamentarsi delle notizie violazioni del loro diritto di propriet? in ragione dell’applicazione della legge controversa dopo il 15 aprile 2014-data della pubblicazione della sentenza al principale-, l’indennizzo del danno subito a partire da questa data dovrebbe essere deciso, nella cornice del procedimento sull’esecuzione della presente sentenza e della sentenza al principale, con le autorit? nazionali (vedere, mutatis mutandis, Agrati ed altri (soddisfazione equa), precitato, ? 15; vedere anche il risoluzione CM/ResDH (2013)91 adottati dal Comitato dei Ministri il 29 maggio 2013, all’epoca della 1171 riunione dei Delegati dei Ministri, ed il suo allegato nel causa Lakievi ?ed altri c. Montenegro e Serbia, nostri 27458/06, 37205/06, 37207/06 e 33604/07, 13 dicembre 2011 nella quale il Comitato dei Ministri ha preso atto del ristabilimento della protezione dei diritti contemplati all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione in ragione della modifica della legge intervenuto frattempo .
21. Di conseguenza, la Corte stima che conviene di prendere in considerazione, nella cornice della presente causa, i subnormale di pensione arrestata in 2014.
22. Per ci? che ? dei criteri utilizzati dalle parti per determinare la differenza tra le somme che i ricorrenti avrebbero ottenuto nella mancanza dell’intervento della legge controversa e queste infatti percepite da essi, la Corte prende nota dell’osservazione del Governo secondo la quale l’? chiesta dai ricorrenti prendono anche in conto delle quote versate ad un titolo altro che quello concernente i periodi di lavoro in Svizzera. I ricorrenti non formulano nessuna osservazione su questo punto. Pertanto, la Corte decide di considerare come base di calcolo del danno patrimoniale gli importi indicati dal Governo (figurando nell’allegato III).
23. La Corte nota, tuttavia, che il periodo preso in conto col Governo per calcolare i subnormale si ferma al 29 agosto 2012, paragrafo 9 sopra. Di conseguenza, per il periodo che va di questa data fino in 2014, la Corte stima che c’? luogo di prendere in conto come base di calcolo il sono proposte dai ricorrenti, cos? come lei l’ha fatto nei cause Cataldo e Biraghi (precitate, ?? 66 e 52 rispettivamente; vedere allegato IV.
b, Sulla determinazione del danno a risarcire sul totale dell’importo che i ricorrenti avrebbero dovuto percepire nella mancanza dell’adozione della legge avuta riguardo alla violazione dell’articolo 6 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo no1 alla Convenzione
24. Trattandosi della tesi del Governo secondo la quale il danno subito nell’occorrenza deve essere considerato come una “perdita di fortuna”, la Corte sottolinea che, contrariamente ai ricorrenti dei cause Cataldo e Biraghi, precitate, gli interessati hanno subito un attentato al loro diritto al rispetto dei loro beni che ha portato non solo violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, ma anche quella dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Per le stesse ragioni che queste esposte al paragrafo 15 sopra, stima che le violazioni della Convenzione constatata nella sentenza al principale hanno causato un danno patrimoniale che va al di l? della semplice “perdita di fortuna” ai ricorrenti.
25. Parimenti, la Corte respinge l’argomento avanzato dai ricorrenti secondo che il danno patrimoniale dovrebbe essere calcolato sulla base della differenza di importo tra le pensioni che avrebbero dovuto ottenere nella mancanza dell’intervento legislativo controverso e queste infatti percepite da essi.
26. A questo riguardo, ricorda che, nella presente causa, i ricorrenti sono stati portati a sopportare un carico eccessivo e sproporzionato che non saprebbe giustificarsi con la difesa degli interessi legittimi della collettivit? in ragione della riduzione di pi? della met? della loro pensione (paragrafo 66 della sentenza al principale). La conclusione della Corte sarebbe stata differente se avessero avuto a subire una riduzione ragionevole e proporzionata dei loro diritti, paragrafi 58 e 59 della sentenza al principale.
27. La Corte ha cos? stimato gi? che una riduzione di meno della met? delle pensioni dei ricorrenti non era irragionevole, Maggio ed altri c. Italia, nostri 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08, 31 maggio 2011, ? 62, Cataldo e Biraghi, precitate; vedere anche Cichopek c. Polonia e 1627 altre richieste, d?c.), no 15189/10, 14 maggio 2013, ? 152. Ha stimato peraltro che non sarebbe giustificato di accordare l’interezza delle pensioni in caso di diminuzione che supera questa soglia (vedere, mutatis mutandis, Lakievi ?ed altri c. Montenegro e Serbia, precitato, ? 80.
28. Di conseguenza, la Corte non pu? assegnare essi l’interezza della somma che richiedono, precisamente perch? una riduzione ragionevole e proporzionata del loro diritto a pensione si sarebbe conciliato coi loro diritti come garantiti con la Convenzione, Kjartan ?smundsson c. Islanda, no 60669/00, ?? 45 e 51, CEDH 2004 IX.
29. Avuto riguardo a ci? che precede e tenuto conto delle circostanze specifiche della causa e del tipo di contenzioso in causa (vedere Stefanetti ed altri c). Italia, precitato, ?? 60-65, la Corte stima ragionevole di riconoscere a titolo di danno patrimoniale la differenza tra il 55% delle somme che i ricorrenti avrebbero dovuto ottenere nella mancanza dell’intervento della legge controversa e queste infatti percepite da essi (vedere allegato V).
30. Di conseguenza, decide di accordare il seguente ?:

OMISSIS

31. Infine, la Corte stima che i ricorrenti non saprebbero essere esonerati del pagamento dell’imposta, calcolato conformemente al diritto interno, sulle somme accordate da lei, tenuto conto di per il fatto che i subnormale delle pensioni sono assoggettati normalmente all’imposta su reddito.
B. Oneri e spese
32. I ricorrenti richiedono globalmente 24 711,46 EUR ciascuno per gli oneri e spese impegnate dinnanzi alla Corte.
33. Il Governo non presenta di osservazioni su questo punto.
34. Dato che, nella sentenza al principale, la Corte ha considerato, per respingere la domanda relativa al rimborso degli oneri e spese impegnate dinnanzi a lei, che non esisteva di prova della realt? di questi, paragrafo 77 della sentenza al principale e spunta 7 del dispositivo, non vede di ragioni di scostarsi nell’occorrenza di questa constatazione.
35. Tuttavia, la Corte ricorda che, cos? necessario, assegna un importo per oneri e spese in vista del rimborso delle somme che i ricorrenti hanno dovuto impegnare non solo per provare a prevenire una violazione e per fare constatarla con lei, ma anche, all’occorrenza, per ottenere-dopo una sentenza favorevole-una soddisfazione equa o delle autorit? nazionali competenti o, all’occorrenza, di lei stessa, Neumeister c. Austria (articolo 50), 7 maggio 1974, ? 43, serie Ha no 17, K?nig c. Germania (articolo 50), 10 marzo 1980, ? 20, serie Ha no 36, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ? 284, CEDH 2006 V e Kuri ?ed altri c. Slovenia (soddisfazione equa) [GC], no 26828/06, ? 127, CEDH 2014.
36. Peraltro, la Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabilisco la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso (vedere, per esempio, Maktouf e Damjanovi ?c Bosnia-Erzegovina [GC], i nostri 2312/08 e 34179/08, ? 94, CEDH 2013.
37. Nell’occorrenza, tenuto conto dei documenti di cui dispone e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole di concedere congiuntamente a questo titolo 5 000 EUR ai ricorrenti per il procedimento condotto dinnanzi a lei dopo il pronunziato dalla sentenza al principale.
C. Interessi moratori
38. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che lo stato convenuto deve versare, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione,
ha, il seguente ? per danno patrimoniale:
i. al richiedente della richiesta no 21838/10: 146 508 EUR, cento quarantaseimila cinque cento otto euro,
ii. al richiedente della richiesta no 21849/10: 100 517 EUR, centomila cinque cento diciassette euro,
iii. al richiedente della richiesta no 21852/10: 159 922 EUR, cento cinquantanove mille nove cento ventidue euro,
iv. al richiedente della richiesta no 21855/10: 167 601 EUR, cento sessantasette mille sei cento un euro,
v. al richiedente della richiesta no 21860/10: 166 158 EUR, cento sessantasei mille cento cinquantotto euro,
vi. al richiedente della richiesta no 21863/10: 72 088 EUR, settantadue mille ottantotti euro,
vii. al richiedente della richiesta no 21869/10: 47 382 EUR, quarantasettemila tre cento ottantadue euro,
viii. al richiedente della richiesta no 21870/10: 14 786 EUR, quattordicimila sette cento ottantasei euro,;
b, 5 000 EUR, cinquemila euro, per oneri e spese, congiuntamente ai ricorrenti, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta con essi;
c che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;

2. Respingi la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 giugno 2017, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re collaboratrice Presidente
?
ALLEGATO I
OMISSIS

ALLEGATO II
OMISSIS

ALLEGATO III
OMISSIS

?
ALLEGATO IV
OMISSIS

?
ALLEGATO V
OMISSIS

Testo Tradotto

Conclusions
Dommage mat?riel – r?paration (Article 41 – Dommage mat?riel
Satisfaction ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE STEFANETTI ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?tes nos 21838/10, 21849/10, 21852/10, 21855/10, 21860/10, 21863/10, 21869/10, 21870/10)

ARR?T
(Satisfaction ?quitable)

STRASBOURG

1er juin 2017

D?FINITIF

11/12/2017

Cet arr?t est devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Stefanetti et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Kristina Pardalos,
Guido Raimondi,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 2 mai 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouvent huit requ?tes dirig?es contre la R?publique italienne et dont huit ressortissants de cet ?tat (? les requ?rants ? ? voir annexe I) ont saisi la Cour en 2010 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Par un arr?t du 15 avril 2014 (? l?arr?t au principal ?), la Cour a jug? que l?intervention l?gislative litigieuse, ? savoir la loi no 296 de 2006 (dite aussi ? loi de finances pour 2007 ? ou ? loi d?interpr?tation authentique ?) prise en son article 1 ? 777, qui r?glait d?finitivement, de mani?re r?troactive, le fond des litiges opposant les requ?rants ? l??tat devant les juridictions internes, n??tait pas justifi?e par des motifs imp?rieux d?int?r?t g?n?ral et qu?il y avait donc violation de l?article 6 ? 1 de la Convention. Elle a ?galement jug? que l?atteinte port?e aux biens des requ?rants avait rev?tu un caract?re disproportionn?, rompant le juste ?quilibre entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et la sauvegarde des droits fondamentaux des individus, et avait emport? violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention (Stefanetti et autres c. Italie, nos 21838/10, 21849/10, 21852/10, 21855/10, 21860/10, 21863/10, 21869/10, et 21870/10, ? 56-67, 15 avril 2014).
3. Sur le fondement de l?article 41 de la Convention, les requ?rants r?clamaient des sommes ? titre de satisfaction ?quitable (voir annexe II).
4. La Cour a accord? ? chacun des int?ress?s 12 000 euros (EUR), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral. Elle a en revanche rejet? les demandes de remboursement concernant les frais et d?pens, faute de preuve de la r?alit? de ceux-ci.
5. Pour ce qui est du dommage mat?riel, elle a estim? que la question de l?indemnisation du pr?judice subi ne se trouvait pas en ?tat. Elle a donc r?serv? cette question, et a invit? le Gouvernement et les requ?rants ? lui soumettre par ?crit, dans les trois mois, leurs observations sur ce point et, notamment, ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir (paragraphe 73 de l?arr?t au principal et point 5 b) et c) du dispositif).
6. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations.
EN DROIT
7. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
1. Les arguments des parties
8. Les requ?rants demandent ? la Cour de prendre en consid?ration, pour chacun d?entre eux, la diff?rence de montant entre la pension qui aurait d? ?tre obtenue en l?absence de l?intervention l?gislative litigieuse et celle qui sera effectivement per?ue jusqu?? la fin de vie bas?e sur une estimation de l?esp?rance de vie r?siduelle. Ils r?clament une satisfaction ?quitable ?quivalant ? la totalit? des parts de pension qui seraient ainsi perdues (voir annexe II).
9. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions. Il demande ? la Cour de d?terminer la satisfaction ?quitable sur la base de la diminution r?elle du montant des pensions des requ?rants en raison de l?entr?e en vigueur de la loi no 296 de 2006, et il chiffre le pr?judice subi par ceux-ci en se fondant sur le calcul des positions individuelles (voir annexe III). Par ailleurs, le Gouvernement a aussi fourni, entre autres, deux tableaux indiquant les arri?r?s de pension que les requ?rants auraient pu percevoir en l?absence de l?adoption de la loi de 2006 : le premier prend en compte la p?riode comprise entre la date de d?part ? la retraite des requ?rants et la date de l?entr?e en vigueur de la loi d?interpr?tation authentique de 2006, et le deuxi?me, ?tabli par l?Institut national de s?curit? sociale (? l?INPS ?), celle comprise entre la date de d?part ? la retraite pr?cit?e et la date de la communication des requ?tes au Gouvernement, c?est-?-dire le 29 ao?t 2012 (voir annexes II et III).
10. En outre, d?apr?s le Gouvernement, les sommes expos?es par les requ?rants ne sont pas correctes dans la mesure o? elles prennent non seulement les cotisations vers?es par les requ?rants au titre des p?riodes de travail en Suisse mais ?galement celles vers?es en Italie ? un autre titre.
11. Ensuite, le Gouvernement estime que la violation de l?article 6 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention concerne uniquement la p?riode allant jusqu?? l?entr?e en vigueur de la loi no 296 de 2006, au motif que les deux constats de violation se fondent sur le caract?re r?troactif de l?intervention du l?gislateur national.
12. Enfin, selon le Gouvernement, la Cour ne devrait pas retenir la totalit? de la diff?rence entre les sommes que les requ?rants auraient obtenues en l?absence de l?adoption de la loi de 2006 et celles per?ues par eux. En effet, le pr?judice subi par les requ?rants rel?verait uniquement de la ? perte de chance ? et serait ? calculer sur la base des crit?res adopt?s par la Cour dans les affaires Cataldo et autres c. Italie (no 54425/08 et autres, ? 66, 24 juin 2014) et Biraghi et autres c. Italie (no 3429/09 et autres, ? 52, 24 juin 2014).
2. L?appr?ciation de la Cour
13. La Cour rappelle que, dans l?arr?t au principal, elle a constat? une double violation. En premier lieu, l?intervention l?gislative litigieuse, qui r?glait d?finitivement, de mani?re r?troactive, le fond du litige opposant les requ?rants ? l??tat devant les juridictions internes, n??tait pas justifi?e par des motifs imp?rieux d?int?r?t g?n?ral, et il y avait donc violation de l?article 6 ? 1 de la Convention (paragraphes 38-44 de l?arr?t au principal). En second lieu, avant l?intervention de la loi de finances pour 2007, les requ?rants ?taient titulaires d?un int?r?t patrimonial qui constituait, sinon une cr?ance ? l??gard de la partie adverse, du moins une ? esp?rance l?gitime ? de pouvoir obtenir le paiement des sommes litigieuses (paragraphe 65 de l?arr?t au principal). Dans cet arr?t, la Cour a ensuite jug? que l?adoption de la loi no 296 de 2006 avait fait peser sur les requ?rants une ? charge exorbitante ? et que l?atteinte port?e ? leurs biens avait rev?tu un caract?re disproportionn?, rompant le juste ?quilibre entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et la sauvegarde des droits fondamentaux des individus (paragraphe 66 de l?arr?t au principal).
14. La Cour rappelle aussi que le principe sous-tendant l?octroi d?une satisfaction ?quitable est bien ?tabli : il faut, autant que faire se peut, placer l?int?ress? dans une situation ?quivalente ? celle o? il se trouverait si la violation de la Convention n?avait pas eu lieu. Par ailleurs, la condition sine qua non ? l?octroi d?une r?paration d?un dommage mat?riel est l?existence d?un lien de causalit? entre le pr?judice all?gu? et la violation constat?e (Andrejeva c. Lettonie [GC], no 55707/00, ? 111, CEDH 2009, et Agrati et autres c. Italie (satisfaction ?quitable), nos 43549/08, 6107/09 et 5087/09, ? 11, 8 novembre 2012).
15. La Cour tient ? souligner que, dans la pr?sente affaire, avant l?adoption de la loi litigieuse, la jurisprudence de la Cour de cassation ?tait favorable ? la position des requ?rants (Stefanetti et autres c. Italie, pr?cit?, ?? 17 et 42). Ainsi, si aucune violation de la Convention n?avait eu lieu, la situation des requ?rants aurait vraisemblablement ?t? diff?rente puisque ceux-ci auraient pu se voir reconna?tre un montant de pension plus ?lev?. Partant, la Cour en d?duit que la violation de la Convention constat?e en l?occurrence est susceptible d?avoir caus? aux requ?rants un dommage mat?riel (voir, mutatis mutandis, Agrati et autres (satisfaction ?quitable), pr?cit?, ? 13).
16. Afin de calculer le pr?judice subi, la Cour doit examiner les questions suivantes : a) la d?termination de la diff?rence entre les montants que les requ?rants auraient d? obtenir en l?absence de l?intervention de la loi litigieuse et ceux effectivement per?us par eux ; b) la d?termination du pr?judice ? d?dommager sur le total des sommes que les int?ress?s auraient d? percevoir en l?absence de l?adoption de la loi eu ?gard ? la double violation constat?e, ? savoir la violation de l?article 6 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no1 ? la Convention.
a) Sur la d?termination des montants correspondant ? la diff?rence entre les sommes que les requ?rants auraient d? obtenir en l?absence de l?intervention de la loi litigieuse et celles effectivement per?ues par eux et, notamment, sur la p?riode de r?f?rence et sur les crit?res de calcul
17. La Cour note que le Gouvernement a chiffr?, ? l?aide de tableaux fournis par l?INPS, le pr?judice subi par chacun des requ?rants. ? titre d?exemple le Gouvernement fournit un tableau ?tabli par l?INPS, dans lequel figurent les arri?r?s de pension arr?t?s en 2012 qui auraient d? ?tre vers?s aux requ?rants en l?absence de l?adoption de la loi de 2006 voir annexe II). La Cour remarque que, de leur c?t?, les requ?rants ont inclus dans leurs propositions la diff?rence de montant entre les pensions qu?ils auraient pu obtenir jusqu?? la fin de leur vie selon une estimation de l?esp?rance de vie r?siduelle et celles qu?ils percevront effectivement.
18. Pour ce qui est de la d?termination de la p?riode de r?f?rence, la Cour ne partage pas l?argument du Gouvernement selon lequel il conviendrait de prendre uniquement en compte la p?riode comprise entre la date de d?part ? la retraite des requ?rants et la date de l?entr?e en vigueur de la loi de 2006. ? ses yeux, la violation des articles 6 de la Convention et 1 du Protocole no 1 ? la Convention n?est pas li?e exclusivement au caract?re r?troactif de la loi ainsi qu?elle l?a d?j? affirm?, uniquement par rapport ? la premi?re des deux dispositions ci-dessus cit?es, dans les affaires Cataldo et Biraghi (pr?cit?es, ?? 65 et 66 et 51et 52 respectivement).
19. La Cour rejette ?galement les pr?tentions des requ?rants fond?es sur la p?riode allant jusqu?? la fin de leur vie bas?e sur une estimation de l?esp?rance de vie r?siduelle. La Cour souligne que la satisfaction ?quitable ne peut ?tre accord?e au titre de l?article 41 que pour autant qu?elle se rapporte ? une ou plusieurs violations constat?es par la Cour. En l?esp?ce, la Cour a constat? la violation de la Convention pour la p?riode allant du d?part ? la retraite des requ?rants jusqu?en 2014, moment o? l?arr?t sur le fond a ?t? adopt? par la Cour. Elle estime que le reste du pr?judice souffert est ? d?terminer et r?gler dans le cadre de la proc?dure d?ex?cution de l?arr?t au principal (voir article 46 ?? 1 et 2 de la Convention et ? 20 ci-dessous).
20. ? cet ?gard, la Cour constate que les dommages r?clam?s concernant la p?riode post?rieure ? la publication de l?arr?t au principal de la Cour tirent leur origine du fait que la loi litigieuse, consid?r?e par elle comme ayant emport? violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, est toujours en vigueur. La Cour rappelle qu?en vertu de l?article 46 ?? 1 et 2 de la Convention, dans le cadre de l?ex?cution de ses arr?ts, les ?tats ont l?obligation de mettre un terme ? la violation constat?e et d?en effacer les cons?quences (Iatridis c. Gr?ce (satisfaction ?quitable) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000 XI). Ainsi, en l?occurrence, sans pr?judice de la possibilit? pour les requ?rants de saisir ? nouveau la Cour pour se plaindre de nouvelles violations de leur droit de propri?t? en raison de l?application de la loi litigieuse apr?s le 15 avril 2014 ? date de la publication de l?arr?t au principal ?, l?indemnisation du dommage subi ? partir de cette date devrait ?tre tranch?e, dans le cadre de la proc?dure sur l?ex?cution du pr?sent arr?t et de l?arr?t au principal, par les autorit?s nationales (voir, mutatis mutandis, Agrati et autres (satisfaction ?quitable), pr?cit?, ? 15 ; voir ?galement la r?solution CM/ResDH (2013)91 adopt?e par le Comit? des Ministres le 29 mai 2013, lors de la 1171e r?union des D?l?gu?s des Ministres, et son annexe dans l?affaire Laki?evi? et autres c. Mont?n?gro et Serbie, nos 27458/06, 37205/06, 37207/06 et 33604/07, 13 d?cembre 2011, dans laquelle le Comit? des Ministres a pris acte du r?tablissement de la protection des droits pr?vue ? l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention en raison de la modification de la loi intervenue entretemps).
21. Par cons?quent, la Cour estime qu?il convient de prendre en consid?ration, dans le cadre de la pr?sente affaire, les arri?r?s de pension arr?t?s en 2014.
22. Pour ce qui est des crit?res utilis?s par les parties afin de d?terminer la diff?rence entre les sommes que les requ?rants auraient obtenu en l?absence de l?intervention de la loi litigieuse et celles effectivement per?ues par eux, la Cour prend note de l?observation du Gouvernement selon laquelle les sommes demand?es par les requ?rants prennent ?galement en compte des cotisations vers?es ? un titre autre que celui concernant les p?riodes de travail en Suisse. Les requ?rants ne formulent aucune observation sur ce point. Partant, la Cour d?cide de retenir comme base de calcul du dommage mat?riel les montants indiqu?s par le Gouvernement (figurant dans l?annexe III).
23. La Cour note, toutefois, que la p?riode prise en compte par le Gouvernement afin de calculer les arri?r?s s?arr?te au 29 ao?t 2012 (paragraphe 9 ci-dessus). Par cons?quent, pour la p?riode allant de cette date jusqu?en 2014, la Cour estime qu?il y a lieu de prendre en compte comme base de calcul les sommes propos?es par les requ?rants, ainsi qu?elle l?a fait dans les affaires Cataldo et Biraghi (pr?cit?es, ?? 66 et 52 respectivement ; voir annexe IV).
b) Sur la d?termination du pr?judice ? d?dommager sur le total du montant que les requ?rants auraient d? percevoir en l?absence de l?adoption de la loi eu ?gard ? la violation de l?article 6 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no1 ? la Convention
24. S?agissant de la th?se du Gouvernement selon laquelle le pr?judice subi en l?occurrence doit ?tre consid?r? comme une ? perte de chance ?, la Cour souligne que, contrairement aux requ?rants des affaires Cataldo et Biraghi (pr?cit?es), les int?ress?s ont subi une atteinte ? leur droit au respect de leurs biens qui a emport? non seulement violation de l?article 6 ? 1 de la Convention, mais ?galement celle de l?article 1 du Protocole no 1. Pour les m?mes raisons que celles expos?es au paragraphe 15 ci-dessus, elle estime que les violations de la Convention constat?es dans l?arr?t au principal ont caus? aux requ?rants un dommage mat?riel qui va au-del? de la simple ? perte de chance ?.
25. De m?me, la Cour rejette l?argument avanc? par les requ?rants selon lequel le pr?judice mat?riel devrait ?tre calcul? sur la base de la diff?rence de montant entre les pensions qu?ils auraient d? obtenir en l?absence de l?intervention l?gislative litigieuse et celles effectivement per?ues par eux.
26. ? cet ?gard, elle rappelle que, dans la pr?sente affaire, les requ?rants ont ?t? amen?s ? supporter une charge excessive et disproportionn?e qui ne saurait se justifier par la d?fense des int?r?ts l?gitimes de la collectivit? en raison de la r?duction de plus de la moiti? de leur pension (paragraphe 66 de l?arr?t au principal). La conclusion de la Cour aurait ?t? diff?rente s?ils avaient eu ? subir une r?duction raisonnable et proportionn?e de leurs droits (paragraphes 58 et 59 de l?arr?t au principal).
27. La Cour a ainsi d?j? estim? qu?une r?duction de moins de la moiti? des pensions des requ?rants n??tait pas d?raisonnable (Maggio et autres c. Italie, nos 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 et 56001/08, 31 mai 2011, ? 62, Cataldo et Biraghi, pr?cit?es ; voir ?galement Cichopek c. Pologne et 1627 autres requ?tes (d?c.), no 15189/10, 14 mai 2013, ? 152). Elle a par ailleurs estim? qu?il ne serait pas justifi? d?accorder l?int?gralit? des pensions en cas de diminution d?passant ce seuil (voir, mutatis mutandis, Laki?evi? et autres c. Mont?n?gro et Serbie, pr?cit?, ? 80).
28. Par cons?quent, la Cour ne peut leur allouer l?int?gralit? de la somme qu?ils r?clament, pr?cis?ment parce qu?une r?duction raisonnable et proportionn?e de leur droit ? pension se serait concili?e avec leurs droits tels que garantis par la Convention (Kjartan ?smundsson c. Islande, no 60669/00, ?? 45 et 51, CEDH 2004 IX).
29. Eu ?gard ? ce qui pr?c?de et compte tenu des circonstances sp?cifiques de l?affaire et du type de contentieux en cause (voir Stefanetti et autres c. Italie, pr?cit?, ?? 60-65), la Cour estime raisonnable de reconna?tre ? titre de dommage mat?riel la diff?rence entre 55 % des sommes que les requ?rants auraient d? obtenir en l?absence de l?intervention de la loi litigieuse et celles effectivement per?ues par eux (voir annexe V).
30. Par cons?quent, elle d?cide d?accorder les sommes suivantes :

OMISSIS

31. Enfin, la Cour estime que les requ?rants ne sauraient ?tre exon?r?s du paiement de l?imp?t, calcul? conform?ment au droit interne, sur les sommes accord?es par elle, compte tenu du fait que les arri?r?s des pensions sont normalement assujettis ? l?imp?t sur le revenu.
B. Frais et d?pens
32. Les requ?rants r?clament 24 711,46 EUR chacun pour les frais et d?pens engag?s globalement devant la Cour.
33. Le Gouvernement ne pr?sente pas d?observations sur ce point.
34. ?tant donn? que, dans l?arr?t au principal, la Cour a consid?r?, pour rejeter la demande relative au remboursement des frais et d?pens engag?s devant elle, qu?il n?existait pas de preuve de la r?alit? de ceux-ci (paragraphe 77 de l?arr?t au principal et point 7 du dispositif), elle ne voit pas de raisons de s??carter en l?occurrence de ce constat.
35. Toutefois, la Cour rappelle que, si n?cessaire, elle alloue un montant pour frais et d?pens en vue du remboursement des sommes que les requ?rants ont d? engager non seulement pour essayer de pr?venir une violation et pour la faire constater par elle, mais aussi, au besoin, pour obtenir ? apr?s un arr?t favorable ? une satisfaction ?quitable soit des autorit?s nationales comp?tentes soit, le cas ?ch?ant, d?elle-m?me (Neumeister c. Autriche (article 50), 7 mai 1974, ? 43, s?rie A no 17, K?nig c. Allemagne (article 50), 10 mars 1980, ? 20, s?rie A no 36, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ? 284, CEDH 2006 V et Kuri? et autres c. Slov?nie (satisfaction ?quitable) [GC], no 26828/06, ? 127, CEDH 2014).
36. Par ailleurs, la Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, Maktouf et Damjanovi? c Bosnie-Herz?govine [GC], nos 2312/08 et 34179/08, ? 94, CEDH 2013).
37. En l?occurrence, compte tenu des documents dont elle dispose et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable d?octroyer ? ce titre 5 000 EUR aux requ?rants conjointement pour la proc?dure men?e devant elle apr?s le prononc? de l?arr?t au principal.
C. Int?r?ts moratoires
38. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit que l??tat d?fendeur doit verser, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention,
a) les sommes suivantes pour dommage mat?riel :
i. au requ?rant de la requ?te no 21838/10 : 146 508 EUR (cent quarante-six mille cinq cent huit euros),
ii. au requ?rant de la requ?te no 21849/10 : 100 517 EUR (cent mille cinq cent dix-sept euros),
iii. au requ?rant de la requ?te no 21852/10 : 159 922 EUR (cent cinquante-neuf mille neuf cent vingt-deux euros),
iv. au requ?rant de la requ?te no 21855/10 : 167 601 EUR (cent soixante-sept mille six cent un euros),
v. au requ?rant de la requ?te no 21860/10 : 166 158 EUR (cent soixante-six mille cent cinquante-huit euros),
vi. au requ?rant de la requ?te no 21863/10 : 72 088 EUR (soixante-douze mille quatre-vingt-huit euros),
vii. au requ?rant de la requ?te no 21869/10 : 47 382 EUR (quarante-sept mille trois cent quatre-vingt-deux euros),
viii. au requ?rant de la requ?te no 21870/10 : 14 786 EUR (quatorze mille sept cent quatre-vingt-six euros) ;
b) 5 000 EUR (cinq mille euros) pour frais et d?pens, conjointement aux requ?rants, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t par eux ;
c) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

2. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er juin 2017, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re adjointe Pr?sident
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ANNEXE I
OMISSIS

ANNEXE II
OMISSIS

ANNEXE III
OMISSIS

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ANNEXE IV
OMISSIS

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ANNEXE V
OMISSIS

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