AFFAIRE SOLARINO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SOLARINO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 08
Numero: 76171/13/2017
Stato: Italia
Data: 2017-02-09 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni : Violazione dell?rticolo 8- Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8-1- Rispetto della vita privata)
CAUSA SOLARINO c. ITALIA
(Sentenza n. 76171/13)
SENTENZA
STRASBURGO
9 febbraio 2017

Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell?articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Solarino c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da:
? Mirjana Lazarova Trajkovska, presidente,
? Ledi Bianku,
? Guido Raimondi,
? Kristina Pardalos,
? Linos-Alexandre Sicilianos,
? Robert Spano,
? Armen Harutyunyan, giudici,
? e da Renata Degener, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 17 gennaio 2017,
Pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 76171/13) presentato contro la Repubblica italiana, con cui un cittadino italiano, il sig. Giorgio Solarino (?il ricorrente?), ha adito la Corte il 19 novembre 2013 in virt? dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. Il ricorrente ? stato rappresentato dall?avv. L. D?Urso, del foro di Catania. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora.
3. Il 23 marzo 2016 il ricorso ? stato comunicato al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
4. Il ricorrente ? nato nel 1972 ed ? residente a Catania.
5. Il 5 settembre 2004 nacque A., figlia del ricorrente e della moglie, C.C. In data non precisata nel 2006 la coppia si separ?. Da quando il ricorrente se ne and?, C.C. manifest? una forte opposizione a qualsiasi tipo di relazione tra lui e A., che all?epoca aveva due anni.
6. Il 13 giugno 2006 il tribunale di Catania (di seguito ?il tribunale per i minorenni?) dispose l?affidamento congiunto della minore ai due genitori, fiss? la residenza presso C.C. e attribu? al ricorrente un diritto di visita e di alloggio.
7. Il 26 settembre 2007 C.C. chiese che fosse disposta la decadenza del ricorrente dalla potest? genitoriale in quanto lo sospettava di avere commesso molestie sessuali sulla figlia.
8. Il 3 ottobre 2007 C.C. present? una denuncia contro il ricorrente per molestie sessuali nei confronti della figlia.
9. Il 14 dicembre 2007 il tribunale per i minorenni sospese gli incontri tra il ricorrente e la minore in attesa della perizia che doveva essere condotta su quest?ultima e sul padre, e della conclusione dell?inchiesta penale relativa alle presunte molestie sessuali.
10. Il 5 dicembre 2008 il procuratore chiese al giudice per le indagini preliminari (?il GIP?) di archiviare la denuncia, sottolineando in particolare che non poteva essere mossa alcuna accusa a carico del ricorrente e che la minore era stata sentita due volte con l?assistenza di una neuropsichiatra.
11. Con un provvedimento emesso il 26 marzo 2009 il tribunale per i minorenni, basandosi sulla perizia condotta sulla minore e sul ricorrente, dispose che quest?ultimo poteva nuovamente incontrare la minore e telefonarle, dopo aver osservato che la bambina era molto contenta di vedere il padre.
12. Il 23 aprile 2009 C.C. present? un ricorso dinanzi alla sezione per i minorenni della corte d?appello avverso il provvedimento del tribunale per i minorenni del 26 marzo 2009, chiedendo che gli incontri avessero luogo in ambiente protetto. La stessa ribadiva le accuse di molestie sessuali sulla minore e chiedeva una nuova perizia.
13. Il 7 maggio 2009 il GIP archivi? la denuncia di C.C.
14. Nel settembre 2009 la corte d?appello accolse la domanda di C.C. e ordin? che gli incontri avessero luogo in ambiente protetto, chiedendo anche che fosse eseguita una nuova perizia tecnica sul ricorrente e sulla minore. La corte chiese altres? che fosse eseguita una nuova perizia tecnica sul ricorrente e sulla minore, e incaric? infine i servizi sociali di osservare il legame esistente tra il padre e la bambina, di depositare un rapporto al riguardo e di accertare se la minore avesse atteggiamenti o comportamenti derivanti da possibili abusi sessuali.
15. Secondo il rapporto peritale depositato nel 2011, non vi erano elementi che facessero pensare ad abusi sessuali. Secondo il perito, i sospetti di molestie sessuali erano attribuibili ad angosce e timori di C.C., che si sarebbe sentita ferita dopo essere stata abbandonata dal ricorrente. Il perito concludeva nel senso di un riavvicinamento tra quest?ultimo e la minore.
16. Con una decisione resa il 29 luglio 2011, la corte d?appello, senza prendere in considerazione la perizia sopra menzionata, il cui contenuto era favorevole al ricorrente, decise di vietare qualsiasi contatto tra la minore e i nonni paterni e di limitare il diritto di visita del ricorrente, portando il numero di incontri a uno a settimana, in ambiente protetto, fino a quando la minore avesse raggiunto l?et? di dieci anni. La decisione era principalmente motivata da sospetti, espressi dalla madre della minore, che il ricorrente e i nonni paterni avessero compiuto molestie sessuali nei confronti della minore.
17. Il 12 dicembre 2011 il ricorrente chiese al tribunale per i minorenni di riformare la decisione della corte d?appello.
18. Con una decisione resa il 10 luglio 2012 il tribunale respinse la richiesta del ricorrente e si dichiar? incompetente.
19. Il 6 settembre 2012 il ricorrente chiese alla corte d?appello di autorizzarlo a incontrare la minore in un ambiente pi? vicino al suo domicilio. Tale domanda fu respinta il 27 novembre 2012.
20. L?11 novembre 2013, nuovamente adito dal ricorrente, il tribunale di Catania si dichiar? anzitutto competente per tutte le questioni riguardanti la custodia della minore e il diritto di visita; poi, dopo aver esaminato tutte le perizie depositate dal 2007 e aver osservato che lo stato psichico della minore non risultava alterato, dispose che riprendessero gli incontri liberi, in ambiente non protetto, tra il ricorrente e la bambina.
21. Il 18 novembre 2013 C.C. interpose appello avverso la decisione del tribunale.
22. Il 17 dicembre 2013 la corte d?appello respinse il ricorso e stabil? che il tribunale di Catania era il solo giudice competente.
23. Con una decisione del 12 giugno 2015 il tribunale di Catania pronunci? la separazione legale tra il ricorrente e C.C.
24. Basandosi sul rapporto peritale depositato nel 2011, il tribunale dichiar? che la minore, che ormai aveva pi? di dieci anni, aveva subito un pregiudizio molto grave a causa dell?alterazione della relazione con il padre, i nonni paterni e il fratellastro, nato nel frattempo. A suo parere, la decisione della corte d?appello del 29 luglio 2011 era dovuta a una valutazione erronea della perizia ed era fondata su argomenti non pertinenti. Di conseguenza, il tribunale dispose l?affidamento congiunto della minore ai due genitori, e accord? al ricorrente un diritto di visita e di alloggio. Infine, il tribunale indic? che, in caso di inosservanza di queste prescrizioni da parte della madre, avrebbe modificato la decisione relativa all?affidamento della minore fissando la residenza principale di quest?ultima presso il ricorrente.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
25. Il diritto interno pertinente ? descritto nella sentenza Strumia c. Italia (n. 53377/13, ?? 73-78, 23 giugno 2016).
IN DIRITTO
I. SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE
26. Il ricorrente lamenta di non aver potuto allacciare una relazione con la minore per lunghi anni. Indica inoltre che, nella sua ultima decisione, il tribunale di Catania ha riconosciuto che la minore aveva subito un pregiudizio molto grave a causa di una alterazione della sua relazione con i nonni paterni, il fratellastro e lui stesso, in seguito alla decisione della corte d?appello del 29 luglio 2011. Invocando l?articolo 6 della Convenzione, il ricorrente denuncia anche la mancanza di equit? della procedura dinanzi ai giudici nazionali.
27. Essendo libera di qualificare giuridicamente i fatti di causa, la Corte non si considera vincolata dalla qualificazione data a tali fatti dai ricorrenti o dai governi convenuti. In virt? del principio jura novit curia, ad esempio, la Corte ha esaminato d?ufficio alcuni motivi di ricorso dal punto di vista di una disposizione della Convenzione, di un articolo o di un paragrafo che le parti non avevano invocato. Un motivo di ricorso si caratterizza in effetti per i fatti che denuncia e non semplicemente per i mezzi di ricorso o gli argomenti di diritto proposti (si veda, mutatis mutandis, Guerra e altri c. Italia, 19 febbraio 1998, ? 44, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998 I). Alla luce di questi principi, la Corte ritiene che la presente doglianza si presti ad essere analizzata dal punto di vista dell?articolo 8 della Convenzione (si veda, mutatis mutandis, Fourkiotis c. Grecia, n. 74758/11, ? 44, 16 giugno 2016), che recita:
?1. 1. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.
2. Non pu? esservi ingerenza di una autorit? pubblica nell?esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, ? necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell?ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute e della morale, o alla protezione dei diritti e delle libert? altrui.?
28. Il Governo contesta la tesi del ricorrente.
A. Sull?ammissibilit?
29. Constatando che il ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell?articolo 35 ? 3 a) della Convenzione e non incorre in altri motivi di irricevibilit?, la Corte lo dichiara ricevibile.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
30. Il ricorrente afferma di essersi trovato nell?impossibilit? di allacciare una relazione con la figlia tra il 2007 e il 2013 a causa di una divergenza tra le decisioni pronunciate dai giudici italiani. Egli riferisce che i suoi contatti con la minore sono stati inizialmente limitati in seguito alla denuncia presentata da C.C. e afferma che, una volta archiviata la denuncia, sulla base di una perizia che ha concluso che non vi erano stati abusi sessuali, il tribunale per i minorenni ha dichiarato che egli poteva liberamente incontrare la bambina.
31. Il ricorrente riferisce inoltre che, nel settembre 2009, su richiesta di C.C., la corte d?appello ha limitato il suo diritto di visita e ha deciso che egli poteva incontrare la minore esclusivamente in presenza degli operatori dei servizi sociali. Aggiunge che, il 19 luglio 2011, la corte d?appello ha confermato la decisione e ha vietato qualsiasi contatto tra i nonni paterni e la minore fino a che quest?ultima avesse compiuto dieci anni.
32. Il ricorrente indica anche che, successivamente, il 12 giugno 2015, il tribunale per i minorenni ha disposto l?affidamento congiunto della bambina ai due genitori e gli ha concesso un diritto di visita e di alloggio. A suo parere, i giudici nazionali hanno adottato decisioni divergenti per parecchi anni, permettendogli inizialmente di esercitare il suo diritto di visita per poi limitarlo successivamente.
33. Il ricorrente fa notare infine che, nella decisione resa nel 2015, il tribunale di Catania ha riconosciuto che la minore aveva subito un pregiudizio a causa di una restrizione dei contatti con lui. Di conseguenza, chiede alla Corte di concludere che vi ? stata violazione dell?articolo 8 della Convenzione.
34. Dopo aver esposto i principi derivanti dalla giurisprudenza della Corte, il Governo afferma che i giudici nazionali hanno sempre agito nell?interesse superiore della minore e precisa che non vi sono mai state interruzioni nei contatti tra il ricorrente e la minore a partire dal 2006, n? rottura del legame famigliare. Il Governo indica che le autorit? giudiziarie hanno dovuto procedere ad una valutazione della situazione della minore, situazione che definisce delicata e complessa.
35. Il Governo afferma anche che nel 2015, basandosi su una perizia che aveva messo in luce l?esistenza di stretti legami tra la minore e il padre, il tribunale per i minorenni ha disposto l?affidamento congiunto della minore ai due genitori e ha concesso al ricorrente un diritto di visita e di alloggio.
36. Di conseguenza, il Governo ritiene che non vi sia stata violazione dell?articolo 8 della Convenzione.
2. Valutazione della Corte
37. La Corte rammenta che, per un genitore e suo figlio, stare insieme costituisce un elemento fondamentale della vita famigliare (Kutzner c. Germania, n. 46544/99, ? 58, CEDU 2002) e che delle misure interne che lo impediscano costituiscono una ingerenza nel diritto protetto dall?articolo 8 della Convenzione (K. e T. c. Finlandia [GC], n. 25702/94, ? 151, CEDU 2001 VII).
38. La Corte rammenta che l?articolo 8 della Convenzione tende sostanzialmente a premunire l?individuo dalle ingerenze arbitrarie delle pubbliche autorit? e pu? anche generare obblighi positivi inerenti a un ?rispetto? effettivo della vita famigliare. Il confine tra gli obblighi positivi e negativi derivanti per lo Stato da questa disposizione non si presta a una definizione precisa; i principi applicabili sono comunque comparabili. In entrambi i casi, si deve avere riguardo al giusto equilibrio da garantire tra gli interessi concomitanti dell?individuo e della societ? nel suo insieme, tenendo conto in ogni caso che l?interesse superiore del minore deve costituire la considerazione determinante (Gnahor? c. Francia, n. 40031/98, ? 59 CEDU 2000 IX) e, a seconda della propria natura e gravit?, pu? prevalere su quello dei genitori (Sahin c. Germania [GC], n. 30943/96, ? 66, CEDU 2003 VIII).
39. La Corte rammenta anche che l?obbligo delle autorit? nazionali di adottare misure per agevolare degli incontri tra un genitore e un figlio non ? assoluto. La questione decisiva ? stabilire se le autorit? nazionali, per agevolare le visite, abbiano adottato tutte le misure necessarie che si potevano esigere dalle stesse nella fattispecie (idem, ? 58). In questo genere di cause, l?adeguatezza di una misura si valuta in base alla rapidit? della sua attuazione, in quanto il passare del tempo pu? avere conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il figlio e il genitore non convivente (Maumousseau e Washington c. Francia, n. 39388/05 ? 83, 6 dicembre 2007; Zhou c. Italia, n. 33773/11, ? 48, 21 gennaio 2014; Kuppinger c. Germania, n. 62198/11, ? 102, 15 gennaio 2015). Il fattore tempo assume dunque un?importanza particolare, in quanto ogni ritardo procedurale rischia di fatto di mettere fine alla questione in contestazione (H. c. Regno Unito, sentenza dell?8 luglio 1987, serie A n. 120, pp. 63-64, ?? 89-90; P.F. c. Polonia, n. 2210/12, ? 56, 16 settembre 2014).
40. Peraltro, poich? le autorit? nazionali beneficiano di rapporti diretti con tutti gli interessati, la Corte ripete che non ha il compito di regolamentare le questioni in materia di affidamento e di diritto di visita. Tuttavia, ha il compito di valutare dal punto di vista della Convenzione i provvedimenti emessi da tali autorit? nell?esercizio del loro potere discrezionale. Il margine di apprezzamento lasciato alle autorit? nazionali competenti varia a seconda della natura delle questioni in contestazione e dell?importanza degli interessi in gioco.
41. La Corte riconosce che le autorit? godono di un?ampia libert? in particolare in materia di diritto di affidamento. Occorre invece esercitare un controllo pi? rigoroso sulle restrizioni supplementari, come quelle apportate dalle autorit? al diritto di visita dei genitori, e sulle garanzie giuridiche destinate ad assicurare la protezione effettiva del diritto dei genitori e dei figli al rispetto della loro vita famigliare. Tali restrizioni supplementari comportano il rischio di troncare le relazioni famigliari tra un figlio in tenera et? e uno dei genitori o entrambi (Sommerfeld c. Germania [GC], n. 31871/96, ?? 62-63, CEDU 2003-VIII).
42. Nel caso di specie, la Corte osserva che le decisioni con cui le autorit? nazionali hanno deciso di limitare il diritto di visita del ricorrente hanno costituito effettivamente una ingerenza nel diritto di quest?ultimo al rispetto della sua vita famigliare e che da ci? risultava un obbligo positivo per lo Stato di mantenere le relazioni personali tra gli interessati (T. c. Repubblica ceca, n. 19315/11, ? 105, 17 luglio 2014).
43. La Corte osserva che i provvedimenti adottati, fondati sulle disposizioni del codice civile pertinenti in materia, erano previste dalla legge. Dai motivi considerati dai giudici nazionali risulta che la loro applicazione mirava alla salvaguardia degli interessi del minore. Pertanto, i provvedimenti in contestazione perseguivano uno scopo legittimo rispetto al secondo paragrafo dell?articolo 8 della Convenzione, ossia la protezione dei diritti e delle libert? altrui. ? inoltre opportuno esaminare, alla luce della causa nel suo complesso, se i motivi addotti per giustificare le misure controverse fossero pertinenti e sufficienti ai fini del paragrafo 2 in fine dell?articolo 8 della Convenzione.
44. A questo proposito, la Corte constata anzitutto che, nel 2006, il ricorrente beneficiava di un diritto di visita riconosciuto in virt? della decisione pronunciata dal tribunale di Catania il 13 giugno 2006 e che, in seguito alla denuncia per abusi sessuali presentata dalla madre della minore, tale tribunale ha sospeso l?esercizio di questo diritto in attesa della conclusione dell?inchiesta penale. Perci?, la Corte ritiene che, in attesa dell?esito dell?inchiesta, l?interesse del minore giustificasse la sospensione e la restrizione del diritto genitoriale e del diritto di visita del ricorrente e legittimasse l?ingerenza nel diritto di quest?ultimo al rispetto della vita famigliare. L?ingerenza era dunque, fino all?esito dell?indagine preliminare, ?necessaria alla protezione dei diritti altrui?, nella fattispecie i diritti della minore.
45. La Corte rammenta tuttavia che questo stesso interesse della minore richiedeva anche che si permettesse al legame famigliare di svilupparsi nuovamente non appena i provvedimenti adottati fossero sembrati non pi? necessari (Olsson c. Svezia (n. 2), 27 novembre 1992, ? 90, serie A n. 250).
46. Nella fattispecie, la Corte constata che, in seguito all?archiviazione della denuncia penale, il tribunale per i minorenni ha deciso, con un provvedimento emesso il 26 marzo 2009, basandosi sulla perizia condotta sulla minore e sul ricorrente, che questi poteva incontrare nuovamente la figlia, dopo aver osservato che quest?ultima era molto contenta di vedere suo padre.
47. La Corte osserva tuttavia che, su richiesta della madre, a partire da settembre 2009, il diritto di visita ? stato nuovamente limitato e che, il 29 luglio 2011, la corte d?appello, senza prendere in considerazione la perizia che si esprimeva in un senso favorevole al ricorrente, e nonostante la denuncia penale fosse stata archiviata, ha deciso di vietare qualsiasi contatto tra la minore e i nonni paterni e di limitare il diritto di visita del ricorrente, portando il numero di incontri a uno per settimana, in ambiente protetto, finch? la minore avesse raggiunto l?et? di dieci anni. Essa osserva che la decisione della corte d?appello era principalmente motivata da sospetti, espressi dalla madre della minore, che il ricorrente e i nonni paterni avessero commesso molestie sessuali sulla bambina.
48. La Corte osserva inoltre che solo nel novembre 2013 il ricorrente ha potuto ricominciare a incontrare liberamente la minore, in ambiente non protetto, due volte per settimana, in seguito alla decisione del tribunale di Catania che aveva sottolineato che non era stata riscontrata alcuna offesa all?integrit? della minore.
49. La Corte constata anche che, basandosi sul rapporto peritale depositato nel 2011, il tribunale di Catania ha dichiarato, nel giugno 2015, che la minore, che allora aveva pi? di dieci anni, aveva subito un pregiudizio molto grave a causa dell?alterazione della relazione con il padre, i nonni paterni e il fratellastro, nato nel frattempo. Secondo il tribunale, la decisione presa dalla corte d?appello il 29 luglio 2011 era la conseguenza di una valutazione erronea della perizia ed era basata su argomenti non pertinenti.
50. La Corte osserva al riguardo che la corte d?appello non ha preso in considerazione la perizia effettuata sulla minore e sul ricorrente e che, inoltre, i sospetti che pesano su quest?ultimo e sui nonni patrerni di avere commesso molestie sessuali sulla minore erano il motivo principale per il quale il diritto di visita dell?interessato era stato limitato.
51. La Corte ? del parere, sulla scia del tribunale di Catania, che i motivi della decisione contestata mostrino che il giudice nazionale in causa, che non ha tenuto conto n? della perizia che ha escluso che vi fossero stati abusi sessuali n? dell?archiviazione della denuncia, non ha esaminato con cura la situazione della minore. Essa osserva che la corte d?appello ha invece ritenuto, sulla base di semplici sospetti, che il mantenimento di contatti con il ricorrente e i nonni paterni avrebbe potuto essere pregiudizievole per lo sviluppo della minore.
52. La Corte ritiene che, considerata l?importanza della questione in gioco ? ossia la relazione tra un genitore e suo figlio ?, questo giudice non avrebbe dovuto basarsi su semplici sospetti per limitare il diritto di visita del ricorrente e considerare, malgrado le conclusioni della perizia sopra menzionata e l?archiviazione della denuncia penale, che il mantenimento di contatti con il padre e i nonni paterni potesse nuocere allo sviluppo della minore.
53. Alla luce di quanto sopra, la Corte considera che la corte d?appello non abbia invocato motivi sufficienti e pertinenti per giustificare la sua decisione, successivamente riformata da due decisioni del tribunale di Catania, di limitare il diritto di visita del ricorrente per il periodo compreso tra settembre 2009 e novembre 2013.
54. Pertanto, la Corte conclude che le autorit? nazionali hanno oltrepassato il loro margine di apprezzamento violando dunque, in danno del ricorrente, i diritti sanciti dall?articolo 8 della Convenzione.
II. SULL?APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
55. Ai sensi dell?articolo 41 della Convenzione,
?Se la Corte dichiara che vi ? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli e se il diritto interno dell?Alta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, un?equa soddisfazione alla parte lesa.?
A. Danno
56. Il ricorrente chiede la somma di 50.000 euro (EUR) per il danno materiale che sostiene di aver subito. Chiede anche una riparazione del danno morale asseritamente subito, senza tuttavia quantificare la sua domanda.
57. Il Governo contesta le pretese del ricorrente.
58. La Corte non vede alcun nesso di causalit? tra la violazione constatata e il danno materiale dedotto, e rigetta la relativa richiesta. Ritiene invece doversi accordare al ricorrente la somma di 7.000 EUR per il danno morale.
B. Spese
59. Il ricorrente chiede anche la somma di 14.474,47 EUR per le spese sostenute dinanzi alla Corte, per le quali fornisce dei documenti giustificativi.
60. Il Governo contesta questa pretesa.
61. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente pu? ottenere il rimborso delle spese sostenute solo nella misura in cui ne siano accertate la realt? e la necessit?, e il loro importo sia ragionevole. Nella fattispecie, tenuto conto dei documenti di cui dispone e della sua giurisprudenza, la Corte ritiene ragionevole la somma di 6.000 EUR per il procedimento dinanzi ad essa e la accorda al ricorrente.
C. Interessi di mora
62. La Corte ritiene opportuno basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea maggiorato di tre punti percentuali.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL?UNANIMIT?,
1. Dichiara il ricorso ricevibile;
2. Dichiara che vi ? stata violazione dell?articolo 8 della Convenzione;
3. Dichiara
a. che lo Stato convenuto deve versare al ricorrente, entro tre mesi a decorrere dal giorno in cui la sentenza sar? divenuta definitiva conformemente all?articolo 44 ? 2 della Convenzione, le somme seguenti:
i. 7.000 EUR (settemila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto a titolo di imposta, per il danno morale,
ii. 6.000 EUR (seimila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto dal ricorrente a titolo di imposta, per le spese;
b. che a decorrere dalla scadenza di detto termine e fino al versamento tali importi dovranno essere maggiorati di un interesse semplice a un tasso equivalente a quello delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante quel periodo, aumentato di tre punti percentuali;
4. Rigetta la domanda di equa soddisfazione per il resto.
Fatta in francese, poi comunicata per iscritto il 9 febbraio 2017, in applicazione dell?articolo 77 ?? 2 e 3 del regolamento della Corte.
Renata Degener
Cancelliere aggiunto
Presidente
Mirjana Lazarova Trajkovska

Testo Tradotto

Conclusions : Violation de l’article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale (Article 8-1 – Respect de la vie familiale)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE SOLARINO c. ITALIE

(Requ?te no 76171/13)

ARR?T

STRASBOURG

9 f?vrier 2017

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.
.
En l?affaire Solarino c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Linos-Alexandre Sicilianos,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 17 janvier 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 76171/13) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. Giorgio Solarino (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 19 novembre 2013 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par Me L. D?Urso, avocate ? Catane. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora.
3. Le 23 mars 2016, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1972 et r?side ? Catane.
5. Le 5 septembre 2004 naquit A., la fille du requ?rant et de son ?pouse, C.C. ? une date non pr?cis?e en 2006, le couple se s?para. D?s son d?part, C.C. manifesta une forte opposition ? toute relation entre le requ?rant et A., ?g?e alors de deux ans.
6. Le 13 juin 2006, le tribunal de Catane (ci-apr?s ? le tribunal pour enfants ?) confia la garde de l?enfant conjointement aux deux parents, fixa sa r?sidence chez C.C. et accorda au requ?rant un droit de visite et d?h?bergement.
7. Le 26 septembre 2007, C.C. demanda que le requ?rant f?t d?chu de son autorit? parentale car elle le soup?onnait de s??tre livr? ? des attouchements sexuels sur leur fille.
8. Le 3 octobre 2007, C.C. d?posa une plainte contre le requ?rant pour attouchements sexuels sur l?enfant.
9. Le 14 d?cembre 2007, le tribunal pour enfants suspendit les rencontres entre le requ?rant et l?enfant dans l?attente de l?expertise qui devait ?tre men?e sur la mineure et son p?re et de l?aboutissement de l?enqu?te p?nale portant sur les attouchements sexuels all?gu?s.
10. Le 5 d?cembre 2008, le procureur demanda au juge charg? de l?enqu?te pr?liminaire (? le GIP ?) de classer la plainte. Il soulignait en particulier que rien ne pouvait ?tre reproch? au requ?rant et que l?enfant avait ?t? entendue deux fois avec l?aide d?une neuropsychiatre.
11. Par une d?cision du 26 mars 2009, le tribunal pour enfants, en se basant sur l?expertise men?e sur la mineure et le requ?rant, d?cida que celui ci pouvait ? nouveau rencontrer l?enfant et lui t?l?phoner, apr?s avoir relev? que cette derni?re ?tait tr?s contente de voir son p?re.
12. Le 23 avril 2009, C.C. introduisit un recours devant la section des mineurs de la cour d?appel contre la d?cision du tribunal pour enfants du 26 mars 2009. Elle demandait que la tenue des rencontres e?t lieu en milieu prot?g?. Elle r?it?rait ses accusations d?attouchements sexuels sur l?enfant et sollicitait une nouvelle expertise.
13. Le 7 mai 2009, le GIP classa la plainte de C.C.
14. En septembre 2009, la cour d?appel fit droit ? la demande de C.C. Elle ordonna ainsi que les rencontres eussent lieu en milieu prot?g?. Elle demanda ?galement la r?alisation d?une nouvelle expertise technique sur le requ?rant et l?enfant. Enfin, elle chargea les services sociaux d?observer le lien existant entre le p?re et la fillette, de d?poser un rapport ? ce sujet et d??tablir si l?enfant avait des attitudes ou des comportements r?sultant de possibles abus sexuels.
15. Selon le rapport d?expertise d?pos? en 2011, il n?y avait pas d??l?ments qui pouvaient donner lieu ? penser ? des abus sexuels. D?apr?s l?expert, les soup?ons d?attouchements sexuels ?taient attribuables ? des angoisses et craintes de C.C., qui aurait ?t? bless?e apr?s avoir ?t? abandonn?e par le requ?rant. L?expert concluait dans le sens d?un rapprochement entre ce dernier et l?enfant.
16. Par une d?cision du 29 juillet 2011, la cour d?appel, sans prendre en consid?ration l?expertise susmentionn?e, ?tablie dans un sens favorable au requ?rant, d?cida d?interdire tout contact entre l?enfant et les grands-parents paternels et de restreindre le droit de visite du requ?rant, portant le nombre de rencontres ? une par semaine, en milieu prot?g?, jusqu?? ce que l?enfant atteign?t l??ge de dix ans. La d?cision ?tait principalement motiv?e par des soup?ons, exprim?s par la m?re de l?enfant, que le requ?rant et les grands parents paternels s??taient livr?s ? des attouchements sexuels sur la mineure.
17. Le 12 d?cembre 2011, le requ?rant demanda au tribunal pour enfants de r?former la d?cision de la cour d?appel.
18. Par une d?cision du 10 juillet 2012, le tribunal rejeta la demande du requ?rant et se d?clara incomp?tent.
19. Le 6 septembre 2012, le requ?rant demanda ? la cour d?appel de l?autoriser ? rencontrer l?enfant dans un endroit plus proche de son domicile. Cette demande fut rejet?e le 27 novembre 2012.
20. Le 11 novembre 2013, saisi ? nouveau par le requ?rant, le tribunal de Catane reconnut d?abord sa comp?tence pour toutes les questions concernant la garde de l?enfant et le droit de visite. Ensuite, apr?s avoir examin? toutes les expertises d?pos?es depuis 2007 et observ? qu?aucune atteinte ? l??tat psychique de l?enfant ne pouvait ?tre relev?e, il ordonna la reprise de rencontres libres, hors milieu prot?g?, entre le requ?rant et la fillette.
21. Le 18 novembre 2013, C.C. interjeta appel de la d?cision du tribunal.
22. Le 17 d?cembre 2013, la cour d?appel rejeta le recours et ?tablit que le tribunal de Catane ?tait la seule juridiction comp?tente.
23. Par une d?cision du 12 juin 2015, le tribunal de Catane pronon?a la s?paration de corps entre le requ?rant et C.C.
24. En se basant sur le rapport d?expertise d?pos? en 2011, le tribunal d?clara que l?enfant, qui d?sormais avait plus de dix ans, avait subi un pr?judice tr?s grave en raison de l?alt?ration de la relation avec son p?re, ses grands-parents paternels et son demi-fr?re, n? entre-temps. Selon lui, la d?cision de la cour d?appel du 29 juillet 2011 ?tait due ? une appr?ciation erron?e de l?expertise et ?tait bas?e sur des arguments non pertinents. Par cons?quent, le tribunal d?cida de confier la garde de l?enfant conjointement aux deux parents, et il octroya au requ?rant un droit de visite et d?h?bergement. Enfin, le tribunal indiqua que, en cas de non-respect de ces prescriptions par la m?re, il modifierait sa d?cision concernant la garde de l?enfant en fixant la r?sidence principale de celle-ci chez le requ?rant.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
25. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Strumia c. Italie (no 53377/13, ?? 73-78, 23 juin 2016).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION
26. Le requ?rant se plaint de ne pas avoir pu nouer une relation avec son enfant pendant de longues ann?es. Il indique en outre que, dans sa derni?re d?cision, le tribunal de Catane a reconnu que la mineure avait subi un pr?judice tr?s grave en raison d?une alt?ration de sa relation avec ses grands parents paternels, son demi-fr?re et lui-m?me, ? la suite de la d?cision de la cour d?appel du 29 juillet 2011. Invoquant l?article 6 de la Convention, le requ?rant d?nonce ?galement un d?faut d??quit? de la proc?dure devant les juridictions internes.
27. Ma?tresse de la qualification juridique des faits de la cause, la Cour ne se consid?re pas comme li?e par celle que leur attribuent les requ?rants ou les gouvernements d?fendeurs. En vertu du principe jura novit curia, elle a, par exemple, examin? d?office des griefs sous l?angle d?une disposition de la Convention, article ou paragraphe, qui n?avait pas ?t? invoqu?e par les parties. En effet, un grief se caract?rise par les faits qu?il d?nonce, et non par les simples moyens ou arguments de droit invoqu?s (voir, mutatis mutandis, Guerra et autres c. Italie, 19 f?vrier 1998, ? 44, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998 I). ? la lumi?re de ces principes, la Cour estime que le pr?sent grief se pr?te ? ?tre analys? sous l?angle de l?article 8 de la Convention (voir, mutatis mutandis, Fourkiotis c. Gr?ce, n 74758/11, ? 44, 16 juin 2016), qui est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale, de son domicile et de sa correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien ?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
28. Le Gouvernement conteste la th?se du requ?rant.
A. Sur la recevabilit?
29. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
30. Le requ?rant argue avoir ?t? dans l?impossibilit? de nouer une relation avec son enfant entre 2007 et 2013 en raison d?une divergence des d?cisions prononc?es par les juridictions italiennes. Il indique que ses contacts avec la mineure ont d?abord ?t? limit?s ? la suite de la plainte d?pos?e par C.C. Il dit que, une fois la plainte class?e, ? la suite d?une expertise ayant conclu ? une absence d?abus sexuels, le tribunal pour enfants a jug?, le 26 mars 2009, qu?il pouvait rencontrer librement la fillette.
31. Le requ?rant expose ensuite que, en septembre 2009, ? la demande de C.C., la cour d?appel a limit? son droit de visite et a d?cid? qu?il pouvait rencontrer l?enfant exclusivement en la pr?sence des agents des services sociaux. Il ajoute que, le 19 juillet 2011, la cour d?appel a confirm? cette d?cision et a interdit tout contact entre les grands-parents paternels et l?enfant jusqu?aux dix ans de celle-ci.
32. Le requ?rant indique aussi que, par la suite, le 12 juin 2015, le tribunal pour enfants a d?cid? de confier la garde de la fillette conjointement aux deux parents et lui a octroy? un droit de visite et d?h?bergement. Selon lui, les juridictions internes ont pris des d?cisions divergentes pendant plusieurs ann?es, d?abord en lui permettant d?exercer son droit de visite et ensuite en le restreignant.
33. Le requ?rant fait enfin observer que, dans sa d?cision de 2015, le tribunal de Catane a reconnu que l?enfant avait subi un pr?judice en raison d?une restriction des contacts avec lui-m?me. Par cons?quent, il demande ? la Cour de conclure ? la violation de l?article 8 de la Convention.
34. Apr?s avoir ?nonc? les principes qui se d?gagent de la jurisprudence de la Cour, le Gouvernement soutient que les juridictions nationales ont toujours agi dans l?int?r?t sup?rieur de l?enfant. Il pr?cise qu?il n?y a jamais eu d?interruptions dans les contacts entre le requ?rant et la mineure depuis 2006, ni de rupture du lien familial. Il indique que les autorit?s judiciaires ont d? proc?der ? une appr?ciation de la situation de la mineure, situation qu?il qualifie de sensible et complexe.
35. Le Gouvernement dit ?galement qu?en 2015, en se basant sur une expertise ayant mis en lumi?re l?existence de liens ?troits entre l?enfant et son p?re, le tribunal pour enfants a confi? la garde de la mineure conjointement aux deux parents et a octroy? au requ?rant un droit de visite et d?h?bergement.
36. Par cons?quent, le Gouvernement estime qu?il n?y a pas eu violation de l?article 8 de la Convention.
2. Appr?ciation de la Cour
37. La Cour rappelle que, pour un parent et son enfant, ?tre ensemble repr?sente un ?l?ment fondamental de la vie familiale (Kutzner c. Allemagne, no 46544/99, ? 58, CEDH 2002) et que des mesures internes qui les en emp?chent constituent une ing?rence dans le droit prot?g? par l?article 8 de la Convention (K. et T. c. Finlande [GC], no 25702/94, ? 151, CEDH 2001 VII).
38. La Cour rappelle que l?article 8 de la Convention tend pour l?essentiel ? pr?munir l?individu contre des ing?rences arbitraires des pouvoirs publics et qu?il peut engendrer de surcro?t des obligations positives inh?rentes ? un ? respect ? effectif de la vie familiale. La fronti?re entre les obligations positives et les obligations n?gatives de l??tat au titre de cette disposition ne se pr?te pas ? une d?finition pr?cise ; les principes applicables sont n?anmoins comparables. Dans les deux cas, il faut avoir ?gard au juste ?quilibre ? m?nager entre les int?r?ts concurrents de l?individu et de la soci?t? dans son ensemble en tenant compte toutefois de ce que l?int?r?t sup?rieur de l?enfant doit constituer la consid?ration d?terminante (Gnahor? c. France, no 40031/98, ? 59 CEDH 2000 IX) pouvant, selon sa nature et sa gravit?, l?emporter sur celui des parents (Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 66, CEDH 2003 VIII).
39. La Cour rappelle ?galement que l?obligation des autorit?s nationales de prendre des mesures pour faciliter des rencontres entre un parent et son enfant n?est pas absolue. Le point d?cisif consiste ? savoir si les autorit?s nationales ont pris, pour faciliter les visites, toutes les mesures n?cessaires que l?on pouvait raisonnablement exiger d?elles en l?occurrence (idem, ? 58). Dans ce genre d?affaire, le caract?re ad?quat d?une mesure se juge ? la rapidit? de sa mise en ?uvre, car le passage du temps peut avoir des cons?quences irr?m?diables sur les relations entre l?enfant et le parent qui ne vit pas avec lui (Maumousseau et Washington c. France, no 39388/05 ? 83, 6 d?cembre 2007 ; Zhou c. Italie, no 33773/11, ? 48, 21 janvier 2014 ; Kuppinger c. Allemagne, no 62198/11, ? 102, 15 janvier 2015). Le facteur temps rev?t donc une importance particuli?re car tout retard proc?dural risque de trancher en fait le probl?me en litige (H. c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1987, s?rie A no 120, pp. 63-64, ?? 89-90 ; P.F. c. Pologne, no 2210/12, ? 56, 16 septembre 2014).
40. Par ailleurs, les autorit?s nationales b?n?ficiant de rapports directs avec tous les int?ress?s, la Cour r?p?te qu?elle n?a point pour t?che de r?glementer les questions de garde et de visite. Toutefois, il lui incombe d?appr?cier sous l?angle de la Convention les d?cisions que ces instances ont rendues dans l?exercice de leur pouvoir d?appr?ciation. La marge d?appr?ciation laiss?e aux autorit?s nationales comp?tentes varie selon la nature des questions en litige et l?importance des int?r?ts en jeu.
41. La Cour reconna?t que les autorit?s jouissent d?une grande latitude en particulier en mati?re de droit de garde. Il faut en revanche exercer un contr?le plus rigoureux sur les restrictions suppl?mentaires, comme celles apport?es par les autorit?s au droit de visite des parents, et sur les garanties juridiques destin?es ? assurer la protection effective du droit des parents et des enfants au respect de leur vie familiale. Ces restrictions suppl?mentaires comportent le risque d?amputer les relations familiales entre un jeune enfant et l?un de ses parents ou les deux (Sommerfeld c. Allemagne [GC], no 31871/96, ?? 62-63, CEDH 2003-VIII).
42. En l?esp?ce, la Cour rel?ve que les d?cisions par lesquelles les autorit?s nationales ont d?cid? de restreindre le droit de visite du requ?rant ont effectivement constitu? une ing?rence dans le droit de ce dernier au respect de sa vie familiale et qu?il en r?sultait une obligation positive pour l??tat de maintenir les relations personnelles entre les int?ress?s (T. c. R?publique tch?que, no 19315/11, ? 105, 17 juillet 2014).
43. Elle note que les mesures prises, fond?es sur les dispositions pertinentes en la mati?re du code civil, ?taient pr?vues par la loi. Il ressort des motifs retenus par les juridictions internes que leur application avait pour objectif la sauvegarde des int?r?ts de l?enfant. Les mesures incrimin?es poursuivaient donc un but l?gitime au regard du second paragraphe de l?article 8 de la Convention, ? savoir la protection des droits et libert?s d?autrui. Il convient encore d?examiner, ? la lumi?re de l?ensemble de l?affaire, si les motifs invoqu?s pour justifier les mesures litigieuses ?taient pertinents et suffisants aux fins du paragraphe 2 in fine de l?article 8 de la Convention.
44. ? cet ?gard, la Cour constate tout d?abord que, en 2006, le requ?rant b?n?ficiait d?un droit de visite ?largi en vertu de la d?cision prononc?e par le tribunal de Catane le 13 juin 2006 et que, ? la suite de la plainte pour abus sexuels d?pos?e par la m?re de l?enfant, ledit tribunal a suspendu l?exercice de ce droit dans l?attente de l?aboutissement de l?enqu?te p?nale. Aussi la Cour estime t-elle que, en attendant l?issue de l?enqu?te p?nale, l?int?r?t de l?enfant justifiait la suspension et la restriction du droit parental et du droit de visite du requ?rant et qu?il l?gitimait l?ing?rence dans le droit de ce dernier au respect de sa vie familiale. L?ing?rence ?tait donc, jusqu?? l?issue de l?enqu?te pr?liminaire, ? n?cessaire ? la protection des droits d?autrui ?, en l?esp?ce les droits de l?enfant.
45. La Cour rappelle cependant que ce m?me int?r?t de l?enfant exigeait aussi de permettre au lien familial de se d?velopper ? nouveau d?s que les mesures prises ne seraient plus apparues comme n?cessaires (Olsson c. Su?de (no 2), 27 novembre 1992, ? 90, s?rie A no 250).
46. En l?esp?ce, la Cour constate que, ? la suite du classement de la plainte p?nale, le tribunal pour enfants a d?cid?, par une d?cision du 26 mars 2009, en se basant sur l?expertise men?e sur la mineure et le requ?rant, que celui-ci pouvait ? nouveau rencontrer l?enfant, apr?s avoir relev? que cette derni?re ?tait tr?s contente de voir son p?re.
47. La Cour note toutefois que, ? la demande de la m?re, ? partir de septembre 2009, le droit de visite a ? nouveau ?t? limit? et que, le 29 juillet 2011, la cour d?appel, sans prendre en consid?ration l?expertise ?tablie dans un sens favorable au requ?rant, et nonobstant le classement de la plainte p?nale, a d?cid? d?interdire tout contact entre l?enfant et les grands-parents paternels et de restreindre le droit de visite du requ?rant, portant le nombre de rencontres ? une par semaine, en milieu prot?g?, jusqu?? ce que la mineure atteign?t l??ge de dix ans. Elle rel?ve que la d?cision de la cour d?appel ?tait principalement motiv?e par des soup?ons, exprim?s par la m?re de l?enfant, que le requ?rant et les grands parents paternels s??taient livr?s ? des attouchements sexuels sur la fillette.
48. La Cour observe ensuite que ce n?est qu?en novembre 2013 que le requ?rant a pu recommencer ? rencontrer librement la mineure, hors milieu prot?g?, deux fois par semaine, ? la suite de la d?cision du tribunal de Catane qui avait soulign? qu?aucune atteinte ? l?int?grit? de l?enfant ne pouvait ?tre relev?e.
49. La Cour constate ?galement que, en se basant sur le rapport d?expertise d?pos? en 2011, le tribunal de Catane a d?clar? en juin 2015 que l?enfant, qui ?tait alors ?g?e de plus de dix ans, avait subi un pr?judice tr?s grave en raison de l?alt?ration de la relation avec son p?re, ses grands parents paternels et son demi-fr?re, n? entre-temps. Selon le tribunal, la d?cision prise par la cour d?appel le 29 juillet 2011 ?tait la cons?quence d?une appr?ciation erron?e de l?expertise et ?tait bas?e sur des arguments non pertinents.
50. La Cour rel?ve ? cet ?gard que la cour d?appel n?a pas pris en consid?ration l?expertise men?e sur l?enfant et le requ?rant et que, en outre, les soup?ons pesant sur ce dernier et sur les grands-parents paternels de s??tre livr?s ? des attouchements sexuels sur la mineure ?taient le motif principal pour lequel le droit de visite de l?int?ress? avait ?t? limit?.
51. La Cour est d?avis, ? l?instar du tribunal de Catane, que les motifs de la d?cision incrimin?e montrent que la juridiction nationale en cause, qui n?a pris en consid?ration ni l?expertise ayant exclu les abus sexuels ni le classement de la plainte, n?a pas examin? avec soin la situation de l?enfant. Elle observe que la cour d?appel a en revanche estim?, sur la base de simples soup?ons, que le maintien de contacts avec le requ?rant et les grands-parents paternels pouvait ?tre pr?judiciable au d?veloppement de l?enfant.
52. La Cour estime que, eu ?gard ? l?importance de la question en jeu ? ? savoir la relation entre un parent et son enfant ?, cette juridiction n?aurait pas d? se baser sur de simples soup?ons pour restreindre le droit de visite du requ?rant et consid?rer, en d?pit des conclusions de l?expertise susmentionn?e et du classement de la plainte p?nale, que le maintien de contacts avec le p?re et les grands parents paternels pouvait nuire au d?veloppement de la mineure.
53. ? la lumi?re de ce qui pr?c?de, la Cour consid?re que la cour d?appel n?a pas fait ?tat de motifs suffisants et pertinents pour justifier sa d?cision, ult?rieurement r?form?e par deux d?cisions successives du tribunal de Catane, de restreindre le droit de visite du requ?rant pour la p?riode comprise entre septembre 2009 et novembre 2013.
54. D?s lors, la Cour conclut que les autorit?s nationales ont outrepass? leur marge d?appr?ciation et qu?elles ont donc enfreint, dans le chef du requ?rant, les droits garantis par l?article 8 de la Convention.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
55. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
56. Le requ?rant r?clame 50 000 euros (EUR) au titre du pr?judice mat?riel qu?il dit avoir subi. Il sollicite ?galement une r?paration du dommage moral qu?il estime avoir subi, sans toutefois chiffrer sa demande.
57. Le Gouvernement conteste les pr?tentions du requ?rant.
58. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu?, et elle rejette la demande y aff?rente. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant 7 000 EUR au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
59. Le requ?rant demande ?galement 14 474,47 EUR pour les frais et d?pens engag?s devant la Cour, pour lesquels il fournit des justificatifs.
60. Le Gouvernement conteste cette pr?tention.
61. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, compte tenu des documents dont elle dispose et de sa jurisprudence, la Cour estime raisonnable la somme de 6 000 EUR pour la proc?dure devant elle et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
62. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;

3. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 7 000 EUR (sept mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral,
ii. 6 000 EUR (six mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par le requ?rant ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 9 f?vrier 2017, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffi?re adjointe Pr?sidente

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024