AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (N? 3) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (N? 3)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, P1-1
Numero: 43662/98/2005
Stato: Italia
Data: 2005-05-17 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
QUARTA SEZIONE
CAUSA SCORDINO C. Italia (No 3)
( Richiesta no 43662/98)
SENTENZA
STRASBURGO
17 maggio 2005
DEFINITIVO
12/10/2005
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Scordino (no 3, c,). Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg.. G. Bonello, il Sig. Pellonp??, K. Traja, L. Garlicki, J. Borrego Borrego, giudici, la Sig.ra Sig. Del Tufo, giudice ad hoc,
e del Sig. Sig. O’Boyle, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 26 aprile 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 43662/98) diretta contro la Repubblica italiana e in cui quattro cittadini di questo Stato, Sigg.. G., E., M. e G. S. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 12 agosto 1998 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Sono rappresentati dinnanzi alla Corte con Me N. P., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, I.M. Braguglia, e dal suo coagente, F. Crisafulli.
3. I richiedenti adducevano in particolare un attentato ingiustificato al loro diritto al rispetto dei loro beni.
4. La richiesta ? stata trasmessa alla Corte il 1 novembre 1998, data di entrata in vigore del Protocollo no 11 alla Convenzione (articolo 5 ? 2 del Protocollo no 11).
5. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato la Sig.ra M. del Tufo per riunirsi in qualit? di giudice ad hoc (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
6. Con una decisione del 6 aprile 2004, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente ammissibile.
7. Tanto i richiedenti che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
8. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
9. I richiedenti hanno ereditato di A. S. un terreno situato a Reggio Calabria e hanno registrato al catasto, foglio 111, appezzamenti 107 e 109.
10. Questo terreno era sottoposto ad un permesso di espropriare in vista di costruire delle abitazioni. Nel 1980, la municipalit? di Reggio Calabria decise che la societ? cooperativa “Il Rinascita calabrese” procederebbe ai lavori di costruzione su 3 676 m? del terreno.
11. Con un’ordinanza del 20 agosto 1980, il presidente della Regione Calabria autorizz? la cooperativa ad occupare il terreno. Il 6 settembre 1980, ci fu occupazione materiale.
12. Il 30 ottobre 1980, A. S. introdusse un ricorso dinnanzi al tribunale amministrativo di Calabria (“TAR”). Adduceva che l’ordinanza che autorizza l’occupazione del terreno era inficiata di nullit?, al motivo che non era stato sottoposto all’autorit? regionale di controllo (“CORECO”).
13. Il 2 febbraio 1982, il presidente della regione decret? l’espropriazione del terreno occupato a favore della municipalit? di Reggio Calabria.
14. Con un giudizio del 16 febbraio 1982, il TAR stim? che il decreto di occupazione di emergenza non era inficiato di nullit?. Tuttavia, visto le irregolarit? nel procedimento di adozione, questa ordinanza era inefficace e non poteva costituire quindi la base di un’ingerenza dell’amministrazione nei diritti degli individui. Di questo fatto, l’occupazione del terreno era senza titolo dall’inizio e doveva essere qualificata di arbitrariet?.
15. Con un’ingiunzione del 10 agosto 1984, A. S. chiese alla municipalit? di Reggio Calabria un risarcimento per l’occupazione del terreno. Questa ingiunzione rest? senza seguito.
16. Con un atto notificato il 26 aprile 1986, A. S. impegn? un’azione in danno-interessi contro la cooperativa “Il Rinascita calabrese” dinnanzi al tribunale civile di Reggio Calabria. Adduceva che l’occupazione del terreno era illegale, in virt? del giudizio del TAR, e chiedeva un risarcimento a concorrenza del valore commerciale del terreno.
17. La cooperativa convenuta mise in causa la municipalit? di Reggio Calabria. Questa si costitu? nel procedimento il 28 ottobre 1988.
18. Il 6 ottobre 1989, il tribunale design? un perito. Il rapporto di perizia, depositato il 15 giugno 1990, faceva stato di ci? che il terreno era stato trasformato irreversibilmente al pi? tardi il 13 gennaio 1982 dai lavori di costruzione. A questa epoca precisa, il valore stimato del terreno era di 480 220 000 ITL, o 130 000 ITL il metro quadrato.
19. Il 30 novembre 1992, A. S. deced?.
20. Il 21 settembre 1993, il ministero del Lavoro prese un’ordinanza in vista di sciogliere la cooperativa “Il Rinascita calabrese” a causa di insolvenza e nomin? un commissario incaricato della liquidazione. Il 26 ottobre 1994, lo stato dei crediti della cooperativa fu depositato. Raffigurava un credito dei richiedenti per un importo di 369 400 000 ITL, sotto riserva della conclusione del procedimento.
21. Il 22 novembre 1994, il tribunale ordin? un complemento di perizia. Il rapporto complementare fu depositato in data del 3 maggio 1995.
22. Il 3 novembre 1995, i richiedenti ed il commissario incaricato della liquidazione della cooperativa si costituirono nel procedimento. Il 22 dicembre 1995, le parti presentarono i loro conclusioni.
23. Con un’ordinanza del 25 febbraio 1997, il tribunale di Reggio Calabria chiese un altro complemento di perizia, in seguito all’entrata in vigore della legge di bilancio no 662 del 1996.
24. Con una decisione del 27 maggio 1997, il tribunale di Reggio Calabria constat? che, conformemente al giudizio del tribunale amministrativo, l’occupazione del terreno era stata fin dall’inizio senza titolo e che c’era stata un’ingerenza arbitraria nel diritto di propriet? dei richiedenti. Tuttavia, in applicazione della regola dell’espropriazione indiretta, il diritto di propriet? dei richiedenti era stato neutralizzato e c’era luogo di considerare che la propriet? del terreno era passata all’amministrazione il 13 gennaio 1982, a sapere una volta il terreno irreversibilmente trasformato dai lavori di costruzione. Il decreto di espropriazione intervenuto era ulteriormente senza effetto.
25. Il tribunale stim? poi che in compenso della privazione del terreno, i richiedenti avevano diritto ad un risarcimento. A questo riguardo, il tribunale not? che il valore del terreno nel 1982, come stimata col perito, era di 480 220 000 ITL. In seguito all’entrata in vigore della legge di bilancio no 662 del 1996 avendo plafonato per?, l’indennizzo, i richiedenti non potevano percepire un risarcimento integrale e potevano avere solamente diritto a 264 284 339 ITL. Questa somma doveva essere indicizzata al giorno della decisione e doveva essere abbinata di un interesse legale fino al pagamento.
26. Il 2 settembre 1998, il richiesto interj?tent appello di questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria. Contestavano in particolare l’importo che il tribunale aveva accordato loro e che risultava dell’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996. Di dichiarazione non c’erano di pi?, secondo essi, di utilit? pubblica valida.
27. Con una sentenza del 22 maggio 2000, la corte di appello di Reggio Calabria respinse il ricorso dei richiedenti. Stim? che nello specifico era ci stato bene dichiarazione di utilit? pubblica e che l’articolo 3 della legge no 458 del 1988 trovava ad applicarsi. Di conseguenza, la restituzione del terreno era esclusa. Peraltro, la corte conferm? l’applicabilit? al caso di specifico della legge no 662 di 1996 e la determinazione di un massimo del risarcimento che ne derivava.
28. Con un ricorso notificato il 14 novembre 2000, i richiedenti si ricorsero in cassazione.
29. Con una sentenza del 18 aprile 2002, depositato il 23 agosto 2002, la Corte di cassazione respinse il ricorso alla cancelleria.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNE PERTINENTI
a) L’occupazione di emergenza di un terreno
30. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone ad espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni (articolo 20 della legge no 865 del 1971). Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre seguenti mesi la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, un decreto di espropriazione formale deve essere preso.
31. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale ai fini di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? occupato materialmente, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.
b) Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
32. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero alle occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguiti da decreti di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono confrontate ai casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento dei lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava da sapere se, semplicemente per effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
33. La giurisprudenza era molto divisa sul punto di sapere quale erano gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato illegalmente. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che un decreto di espropriazione sia intervenuto.
34. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? che derivava dal’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare in ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia che ricadeva sull’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
35. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? terreno e poteva chiedere la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
36. Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? del terreno al momento della trasformazione irreversibile del bene, ossia al momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere la sentenza no 3243 del 1979 della Corte di cassazione).
2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
37. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta (accessione invertita od occupazione acquisitiva). In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere dalla legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo al momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata autorizzata inizialmente, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, avendo avuto luogo l’acquisizione del terreno senza titolo. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplata in caso di responsabilit? da delitto, ossia cinque anni, che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
38. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che nessuno termine di prescrizione non si trovava ad applicare, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto al risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che doveva applicarsi un termine di prescrizione di dieci anni (sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992). Con una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
39. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio si ? radicato in una disposizione legislativa, ossia l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventi proprietario di un terreno traendo beneficio dal suo comportamento illegale non d? nessun problema sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ossia la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione all’azione in risarcimento del termine di prescrizione di cinque anni, come previsto dall’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.
c) Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta
40. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo con il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
41. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione ed il decreto di occupazione di emergenza sono state annullate dalle giurisdizioni amministrative; se non fosse cos? il caso, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
42. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietario di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica devono essere considerate come nulle ab initio. In questo caso, l’interessato mantiene la propriet? dal terreno e pu? chiedere la restitutio in integrum. Pu?, come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e nessuno termine di prescrizione non trova applicazione.
43. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso, il principio dell’espropriazione indiretta non si trova ad applicare dunque. L’interessato che mantiene la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere la restitutio in integrum. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia alla restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere nel momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
44. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale il progetto di costruzione era abbinato ? stata considerata come invalida ab initio.
45. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica valida.
46. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 del 1988 (paragrafi 46-50 sotto) e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrata in vigore il 30 giugno 2003 (paragrafi 58-59 sotto).
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988: Disposizioni specifiche ai terreni utilizzati per facilitare l’accesso alla propriet? (“edilizia residenziale pubblica”)
47. Il diritto italiano contempla la possibilit? di ottenere dei contributi pubblici che facilitano l’accesso alla propriet? fondiaria (“edilizia agevolata”). Le societ? cooperative rappresentano un caso frequente di beneficiari di questo tipo di accesso alla propriet?.
48. Per il caso di espropriazione indiretta di un terreno utilizzato a questi fini, ai termini dell’articolo 3 della legge no 458 del 27 ottobre 1988 “Il proprietario di un terreno utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale da una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere alla restituzione del suo bene. Ha anche dritto, in pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a quelle menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare dal giorno dell’occupazione illegale.”
49. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (no 384), ha considerato: “Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegittima la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di alloggi a condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”
50. Nella sua sentenza del 27 dicembre 1991 (no 486), la Corte costituzionale ha assimilato la situazione espressamente prevista dall’articolo 3 a quella di terreni occupati e ha costruito in mancanza di un decreto di espropriazione.
51. In seguito all’entrata in vigore della legge di bilancio no 662 del 1996, (paragrafo 53 sotto) la Corte di cassazione ha affermato che l’indennizzo integrale non pu? pi? essere accordato per i terreni destinati a facilitare l’accesso alla propriet?, quelli che sono oramai indennizzabili secondo i criteri previsti da suddetta legge (sentenza della Corte di cassazione, Sezione I, 21.5.1997 no 4535).
5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta
52. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuta all’interessato in compenso della perdita di propriet? che provoca l’occupazione illegale.
53. La legge di bilancio del 1992, articolo 5 bis della decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992, modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
54. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che modific? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non pu? essere accordato per un’occupazione di terreno che ha avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa ottica, l’indennizzo equivale all’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
55. Con la sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato una tale indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte del 30 maggio 2000 nelle cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura
56. Con le sentenze no 5902 e no 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze precitate della Corte.
57. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
58. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che alla vista dell’uniformit? della giurisprudenza in materia, il principio dell’espropriazione indiretta deve considerarsi come essendo pienamente “prevedibile” a contare dal 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come essendo rispettosa del principio di legalit?. Trattandosi delle occupazioni di terreno che ha luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, la Corte di cassazione ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica (qui di seguito “il Repertorio)
59. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore il Decreto Presidenziale no 327 dell? 8 giugno 2001, modificato dal Decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e ha regolato il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esistenti in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunti anteriormente al 1996 e non si applica dunque nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione la giurisprudenza precedente in materia di espropriazione.
60. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che nella mancanza di un decreto di espropriazione, o nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene anche quando il piano di urbanistico o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa si pu? opporre. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
61. I richiedenti sostengono essere stato privati del loro terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi difese dinnanzi alla Corte
1. I richiedenti
62. I richiedenti chiedono alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?. Riferendosi alla sentenza Belvedere Alberghiera c. Italia ( no 31524/96, CEDH 2000-VI) i richiedenti osservano che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?, ci? che non ? ammissibile in un Stato di diritto. Secondo essi, un’espropriazione pu? avere luogo solo se si fonda su una base legale che stabilisce delle forme e dei procedimenti ai quali l’amministrazione dovr? conformarsi obbligatoriamente. Secondo essi, quando l’amministrazione contravviene a queste regole si ? in una situazione contraria al principio di legalit?, anche se c’? stata utilit? pubblica
63. I richiedenti fanno osservare poi che le indicazioni che risultano dalla sentenza Belvedere non sono state seguite dalle giurisdizioni nazionali. Si riferiscono su questo punto alle sentenze della Corte di cassazione rese dopo la sentenza Belvedere (paragrafi 55-57 sopra) ed al Repertorio che ha codificato il principio dell’espropriazione indiretta (paragrafi 59-60 sopra).
64. I richiedenti denunciano poi una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso. A questo riguardo, osservano che il principio dell’espropriazione indiretta ? stato affermato dalla Corte di cassazione nel 1983, dopo l’occupazione illegale del terreno; l’articolo 3 della legge no 458 del 1988 ? stato adottato dopo la trasformazione irreversibile del terreno e mentre il procedimento in indennizzo era pendente; le giurisdizioni nazionali hanno applicato il principio dell’espropriazione indiretta e hanno privato cos? in modo retroattivo i richiedenti del loro bene.
65. Trattandosi dell’interesse generale, i richiedenti dubitano che nello specifico l’espropriazione serva gli interessi della collettivit?, dato che ha avvantaggiato degli individui riuniti in cooperativa.
66. Infine, in quanto all’indennizzo, i richiedenti osservano che non c’? stato “risarcimento” del danno subito, ma unicamente un indennizzo largamente al disotto del valore del terreno. Riferendosi alla sentenza Ex-re di Grecia ed altri c. Grecia ([GC] (soddisfazione equa), no 25701/94, 28 novembre 2002) i richiedenti sostengono che quando lo spodestamento di un bene ? per s? illegale, come nello specifico, un risarcimento integrale deve avere luogo. Inoltre, i richiedenti osservano che l’importo dell’indennit? accordata ? il risultato dell’applicazione retroattiva del principio dell’espropriazione indiretta, della legge no 458 del 1988 che ha escluso la possibilit? di restituzione e della legge di bilancio no 662 del 1996 che ha plafonato l’importo dell’indennizzo.
67. In conclusione, i richiedenti chiedono alla Corte di constatare la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
2. Il Governo
68. Il Governo fa osservare che nel caso specifico, si tratta di un’occupazione “sine titulo”, che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui l’ordinanza che autorizza l’occupazione di emergenza ? stata dichiarata inefficace ed il decreto di espropriazione ? senza effetto. Ad ogni modo, i richiedenti sono stati privati del loro bene per effetto della realizzazione dei lavori pubblici, e della trasformazione irreversibile del terreno che questi hanno provocato. Questa privazione di bene ? solamente la conseguenza del principio dell’espropriazione indiretta, applicata, nello specifico, dalle giurisdizioni nazionali.
69. Il Governo sostiene che questa situazione ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
70. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, ci? che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
71. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. L? ulteriore giurisprudenza avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 (paragrafi 47-51 sopra) e dalla legge di bilancio no 662 del 1996 (paragrafo 54 sopra).
72. Il Governo conclude che a partire da 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
73. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo chiede alla Corte di dichiarare che il meccanismo dell’espropriazione indiretta che si basa su una dichiarazione di illegalit? da parte del giudice, ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
74. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica d parte del giudice di principi esistenti, tendenti a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponde all’utilit? pubblica.
75. Trattandosi della condizione di utilit? pubblica, il Governo sottolinea che la giurisprudenza si ? evoluta nel senso della non applicazione del principio dell’espropriazione indiretta quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata (paragrafi 40-46 sopra). Per questo fatto, invita la Corte a fare una distinzione tra le situazioni di illegalit? con dichiarazione di utilit? pubblica da quelle senza dichiarazione di utilit? pubblica.
76. Trattandosi dell’indennizzo, il Governo osserva che secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, in compenso delle irregolarit? commesse dall’amministrazione, questa ? tenuta ad indennizzare integralmente l’individuo. Per?, il Governo sostiene che l’indennizzo da accordare pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
77. Trattandosi del caso di specifico, il Governo fa osservare che il procedimento in danno-interessi ? stato intentato dai richiedenti dopo il procedimento dinnanzi al tribunale amministrativo. Conformemente all’articolo 3 della legge no 458 del 1988 che si applica nello specifico, la possibilit? di una restituzione del terreno era esclusa. Nessuna questione di legalit? non si pone quindi nello specifico.
78. In quanto all’indennizzo ottenuto dai richiedenti, il Governo ammette che i richiedenti non sono stati indennizzati interamente e che, per effetto della legge no 662 del 1996, l’indennit? accordata ? inferiore al valore del terreno.
79. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. A questo riguardo, il Governo sostiene che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa che ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare, l’espropriazione indiretta ? in ogni caso vantaggiosa per gli interessati.
80. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
81. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 contiene tre norme distinte: “la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda che figura nella seconda frase dello stesso capoverso, mira la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati il potere, tra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. Non si tratta per tanto di regole prive di rapporto tra esse. La seconda e la terza hanno munto agli esempi privati di attentati al diritto di propriet?; quindi, devono interpretarsi alla luce del principio consacrato dalla prima” (vedere, tra altri, James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie A no 98, pp. 29-30, ? 37 che riprende parte i termini dall’analisi che la Corte ha sviluppato nella sua sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie A no 52, p. 24, ? 61; vedere anche le sentenze I santi monasteri c. Grecia del 9 dicembre 1994, serie A no 301-ha, p. 31, ? 56, ed Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II).
1. Sull’esistenza di un’ingerenza
82. La Corte nota che le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione di propriet?.”
83. Ricorda che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda “norma”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth, precitata, pp. 24-25, ? 63).
84. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni nazionali hanno considerato i richiedenti come essendo privati del loro bene a contare dal momento in cui il terreno era stato trasformato irreversibilmente dai lavori pubblici. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della Corte di cassazione ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 61; Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
85. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis, precitata, ? 58; Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
86. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
2. Sul rispetto del principio di legalit?
87. L’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis, precitata, ? 58). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili ( Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-ha, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
88. Nella sentenza Belvedere Alberghiera (Belvedere Alberghiera srl c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI) e nella sentenza Carbonara e Ventura precitata, la Corte non aveva stimato utile di giudicare in abstracto se il ruolo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, occupa in un sistema di diritto continentale ? assimilabile a quello occupato dalle disposizioni legislative. L’importante ? ad ogni modo che la base legale risponda ai criteri di prevedibilit?, di accessibilit? e di precisione enunciati pi? alti. La Corte ? convinta sempre che l’esistenza in quanto tale di una base legale non basta a soddisfare al principio di legalit? e stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge.
89. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 del 1988, la legge no 662 del 1996 e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos? , la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie che hanno luogo nella cronostoria della giurisprudenza, e rileva anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta.
90. A titolo di esempio, la Corte nota che se ? vero che la giurisprudenza ha escluso, a contare dal 1996-1997, che l’espropriazione indiretta possa applicarsi quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata (paragrafi 41-45 sopra) ? anche vero che il Repertorio ha ultimamente contemplato (paragrafo 60 sopra) che nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, ogni terreno pu? essere acquisito al patrimonio pubblico, se il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno occupato e trasformato dall’amministrazione.
91. Alla vista di questi elementi, la Corte non esclude che rimanga il rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati.
92. La Corte nota poi che il meccanismo dell’espropriazione indiretta permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione, col rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati, sia che si tratti di un’illegalit? che esiste dall’inizio o di un’illegalit? sopraggiunta in seguito.
93. A questo riguardo, la Corte nota che l’espropriazione indiretta permette all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, in modo tale che sia considerato come acquisizione al patrimonio pubblico, senza che in parallelo un atto formale dichiarante il trasferimento di propriet? sia adottato. Nella mancanza di un atto che formalizza l’espropriazione ed intervenendo al pi? tardi nel momento in cui il proprietario ha perso ogni disponibilit? del bene, l’elemento che permetter? di trasferire al patrimonio pubblico il bene occupato e di raggiungere una sicurezza giuridica ? la constatazione di illegalit? da parte del giudice, che vale come dichiarazione di trasferimento di propriet?. Incombe sull’interessato – che continua ad essere formalmente proprietario – di sollecitare al giudice competente una decisione che constata, all’occorrenza, l’illegalit? abbinata alla realizzazione di un lavoro di interesse pubblico, condizioni necessarie affinch? sia dichiarato in modo retroattivo privato del suo bene.
94. Alla vista di questi elementi, la Corte stima che il meccanismo dell’espropriazione indiretta non ? atto a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica.
95. La Corte nota poi che l’espropriazione indiretta permette inoltre all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo senza per questo versare indennit? allo stesso tempo. L’indennit? deve essere richiesta dall’interessato e ci? entro prescrizione di cinque anni, cominciando a contare dalla data alla quale il giudice stima che la trasformazione irreversibile del terreno abbia avuto luogo. Questo pu? provocare delle conseguenze nefaste per l’interessato, e rendere vana ogni speranza di risarcimento (Carbonara e Ventura, precitato, ? 71).
96. La Corte rileva infine che il meccanismo dell’espropriazione indiretta permette all’amministrazione di derivare partito dal suo comportamento illegale e che il prezzo da pagare ? solamente del 10% pi? elevato che nel caso di un’espropriazione in buona e dovuta forma (paragrafo 54 sopra). Secondo la Corte, questa situazione non ? di natura tale da favorire la buona amministrazione dei procedimenti di espropriazione ed a prevenire degli episodi di illegalit?.
97. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo di cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
98. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato i richiedenti privati del loro bene a contare dal 13 gennaio 1982, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione definitiva -la sentenza della Corte di cassazione-che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stato applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 23 agosto 2002, data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte di cassazione.
99. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito da un’occupazione di terreno sine titulo dall’inizio e qualificata di arbitrariet? dal tribunale amministrativo (paragrafo 14 sopra). In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno adisprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma e, tra altri, senza che un’indennit? venisse messa a disposizione degli interessati.
100. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge di bilancio no 662 del 1996 al caso specifico ha avuto per effetto di privare i richiedenti di un risarcimento integrale del danno subito.
101. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
102. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
103. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
104. I richiedenti sollecitano il versamento di un’indennit? di 1 159 897 286 ITL a titolo del danno materiale, somma che risulta dalla differenza tra il valore del terreno controverso e la somma ottenuta alla conclusione del procedimento. Questa somma, indicizzata ? abbinata ad interessi ammontava, al 31 maggio 2004, a 806 225 EUR. I richiedenti richiedono 2 726 132 EUR che corrispondono al valore degli immobili costruiti dalla cooperativa sul terreno.
105. I richiedenti chiedono poi ciascuno 25 000 EUR, o 100 000 EUR al totale, a titolo del danno morale.
106. Trattandosi degli oneri dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, i richiedenti richiedono il rimborso di 26 983, 76 EUR per gli oneri incorsi dinnanzi alle differenti istanze nazionali e per la parcella di avvocato. In quanto agli oneri esposti nel procedimento dinnanzi alla Corte, i richiedenti sollecitano il versamento di 51 891, 44 EUR.
107. Il Governo non ha presentato commenti sulle domande di soddisfazione equa dei richiedenti.
108. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce, che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
2. Stabilisce, che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera l’incarico di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 17 maggio 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Michael O’Boyle Nicolas Bratza
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA SCORDINO C. ITALIA (N?3)

10:48 sentenza SCORDINO c. ITALIA (N?3)

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRIEME SECTION
AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (No 3)
(Requ?te no 43662/98)
ARR?T
STRASBOURG
17 mai 2005
D?FINITIF
12/10/2005
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Scordino (no 3) c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. G. Bonello,
M. Pellonp??,
K. Traja,
L. Garlicki,
J. Borrego Borrego, juges,
Mme M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. M. O?Boyle, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 26 avril 2005,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 43662/98) dirig?e contre la R?publique italienne et dont quatre ressortissants de cet Etat, MM. G., E., M. et G. S. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 12 ao?t 1998 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Ils sont repr?sent?s devant la Cour par Me N. P., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, I.M. Braguglia, et par son coagent, F. Crisafulli.
3. Les requ?rants all?guaient en particulier une atteinte injustifi?e ? leur droit au respect de leurs biens.
4. La requ?te a ?t? transmise ? la Cour le 1er novembre 1998, date d?entr?e en vigueur du Protocole no 11 ? la Convention (article 5 ? 2 du Protocole no 11).
5. La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l?Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? Mme M. del Tufo pour si?ger en qualit? de juge ad hoc (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
6. Par une d?cision du 6 avril 2004, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement recevable.
7. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire (article 59 ? 1 du r?glement).
8. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
9. Les requ?rants ont h?rit? de A. S. un terrain situ? ? Reggio Calabria et enregistr? au cadastre, feuille 111, parcelles 107 et 109.
10. Ce terrain ?tait soumis ? un permis d?exproprier en vue de construire des habitations. En 1980, la municipalit? de Reggio Calabria d?cida que la soci?t? coop?rative ? L. R. c. ? proc?derait aux travaux de construction sur 3 676 m? du terrain.
11. Par un arr?t? du 20 ao?t 1980, le pr?sident de la R?gion Calabria autorisa la coop?rative ? occuper le terrain. Le 6 septembre 1980, il y eut occupation mat?rielle.
12. Le 30 octobre 1980, A. S. introduisit un recours devant le tribunal administratif de Calabria (? TAR ?). Il all?guait que l?arr?t? autorisant l?occupation du terrain ?tait entach? de nullit?, au motif qu?il n?avait pas ?t? soumis ? l?autorit? r?gionale de contr?le (? CORECO ?).
13. Le 2 f?vrier 1982, le pr?sident de la r?gion d?cr?ta l?expropriation du terrain occup? au b?n?fice de la municipalit? de Reggio Calabria.
14. Par un jugement du 16 f?vrier 1982, le TAR estima que le d?cret d?occupation d?urgence n??tait pas entach? de nullit?. Toutefois, vu les irr?gularit?s dans la proc?dure d?adoption, cet arr?t? ?tait inefficace et ne pouvait d?s lors constituer la base d?une ing?rence de l?administration dans les droits des particuliers. De ce fait, l?occupation du terrain ?tait sans titre depuis le d?but et devait ?tre qualifi?e d?arbitraire.
15. Par une injonction du 10 ao?t 1984, A. S. demanda ? la municipalit? de Reggio Calabria un d?dommagement pour l?occupation du terrain. Cette injonction resta sans suite.
16. Par un acte notifi? le 26 avril 1986, A. S. engagea une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la coop?rative ? L. R. c. ? devant le tribunal civil de Reggio Calabria. Il all?guait que l?occupation du terrain ?tait ill?gale, en vertu du jugement du TAR, et demandait une r?paration ? concurrence de la valeur marchande du terrain.
17. La coop?rative d?fenderesse mit en cause la municipalit? de Reggio Calabria. Celle-ci se constitua dans la proc?dure le 28 octobre 1988.
18. Le 6 octobre 1989, le tribunal d?signa un expert. Le rapport d?expertise, d?pos? le 15 juin 1990, faisait ?tat de ce que le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? au plus tard le 13 janvier 1982 par les travaux de construction. A cette ?poque pr?cise, la valeur estim?e du terrain ?tait de 480 220 000 ITL, soit 130 000 ITL le m?tre carr?.
19. Le 30 novembre 1992, A. S. d?c?da.
20. Le 21 septembre 1993, le minist?re du Travail prit un arr?t? en vue de dissoudre la coop?rative ? La Rinascita calabrese ? pour cause d?insolvabilit? et nomma un commissaire charg? de la liquidation. Le 26 octobre 1994, l??tat des cr?ances de la coop?rative fut d?pos?. Y figurait une cr?ance des requ?rants pour un montant de 369 400 000 ITL, sous r?serve de l?issue de la proc?dure.
21. Le 22 novembre 1994, le tribunal ordonna un compl?ment d?expertise. Le rapport compl?mentaire fut d?pos? en date du 3 mai 1995.
22. Le 3 novembre 1995, les requ?rants et le commissaire charg? de la liquidation de la coop?rative se constitu?rent dans la proc?dure. Le 22 d?cembre 1995, les parties pr?sent?rent leurs conclusions.
23. Par une ordonnance du 25 f?vrier 1997, le tribunal de Reggio Calabria demanda un autre compl?ment d?expertise, ? la suite de l?entr?e en vigueur de la loi budg?taire no 662 de 1996.
24. Par une d?cision du 27 mai 1997, le tribunal de Reggio Calabria constata que, conform?ment au jugement du tribunal administratif, l?occupation du terrain avait ?t? d?s le d?but sans titre et qu?il y avait eu une ing?rence arbitraire dans le droit de propri?t? des requ?rants. Toutefois, en application de la r?gle de l?expropriation indirecte, le droit de propri?t? des requ?rants avait ?t? neutralis? et il y avait lieu de consid?rer que la propri?t? du terrain ?tait pass?e ? l?administration le 13 janvier 1982, ? savoir une fois le terrain irr?versiblement transform? par les travaux de construction. Le d?cret d?expropriation intervenu ult?rieurement ?tait sans effet.
25. Le tribunal estima ensuite qu?en contrepartie de la privation du terrain, les requ?rants avaient droit ? une r?paration. A cet ?gard, le tribunal nota que la valeur du terrain en 1982, telle qu?estim?e par l?expert, ?tait de 480 220 000 ITL. Cependant, ? la suite de l?entr?e en vigueur de la loi budg?taire no 662 de 1996 ayant plafonn? l?indemnisation, les requ?rants ne pouvaient pas percevoir une r?paration int?grale et n?avaient droit qu?? 264 284 339 ITL. Cette somme devait ?tre index?e au jour du prononc? et assortie d?un int?r?t l?gal jusqu?au paiement.
26. Le 2 septembre 1998, les requ?rants interj?tent appel de ce jugement devant la cour d?appel de Reggio Calabria. Ils contestaient notamment le montant que le tribunal leur avait accord? et qui r?sultait de l?application r?troactive de la loi no 662 de 1996. De plus, selon eux, il n?y avait pas de d?claration d?utilit? publique valide.
27. Par un arr?t du 22 mai 2000, la cour d?appel de Reggio Calabria rejeta le recours des requ?rants. Elle estima qu?en l?esp?ce il y avait bien eu d?claration d?utilit? publique et que l?article 3 de la loi no 458 de 1988 trouvait ? s?appliquer. Par cons?quent, la restitution du terrain ?tait exclue. Par ailleurs, la cour confirma l?applicabilit? au cas d?esp?ce de la loi no 662 de 1996 et le plafonnement de la r?paration qui en d?coulait.
28. Par un recours notifi? le 14 novembre 2000, les requ?rants se pourvurent en cassation.
29. Par un arr?t du 18 avril 2002, d?pos? au greffe le 23 ao?t 2002, la Cour de cassation rejeta le recours.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
a) L?occupation d?urgence d?un terrain
30. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d?expropriation permet ? l?administration d?occuper un terrain et d?y construire avant l?expropriation. Une fois l?ouvrage ? r?aliser d?clar? d?utilit? publique et le projet de construction adopt?, l?administration peut d?cr?ter l?occupation d?urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n?exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l?occupation mat?rielle du terrain n?a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d?occupation autoris?e, un d?cret d?expropriation formelle doit ?tre pris.
31. L?occupation autoris?e d?un terrain donne droit ? une indemnit? d?occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d?acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l?indemnit? d?occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d?attendre que l?administration proc?de ? une offre d?indemnisation.
b) Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)
32. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d?urgence de terrains qui ne furent pas suivies de d?crets d?expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d?un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l?occupation et de l?accomplissement de travaux de construction d?un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l?effet des travaux effectu?s, l?int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.
1. La jurisprudence avant l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
33. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d?un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l?occupation se poursuivant au-del? de l??ch?ance autoris?e sans qu?un d?cret d?expropriation ne soit intervenu.
34. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l?ach?vement de l?ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l??tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l?ill?galit? d?coulant de l?occupation ?tait permanente. L?administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d?expropriation ; dans ce cas, l?action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l?indemnit? d?expropriation et les dommages-int?r?ts n??taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d?expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).
35. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l??tat, lorsque l?administration avait agi sans qu?il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).
36. Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. L?int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l?arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).
2. L?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
37. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l?expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d?un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l?occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l?occupation, l?ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l?occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. Lorsque l?occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d?expropriation indirecte, l?int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l?acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n?est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l?int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
3. La jurisprudence apr?s l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
a) La prescription
38. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu?aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s?appliquer, puisque l?occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu?un d?lai de prescription de dix ans devait s?appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu?il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
b) L?arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle
39. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l?expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l?article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l?administration devienne propri?taire d?un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l?int?r?t public, ? savoir la conservation de l?ouvrage public, l?emporte sur l?int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l?application ? l?action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l?article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.
c) Cas de non-application du principe de l?expropriation indirecte
40. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d?un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l?administration conna?t des exceptions.
41. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d?Etat a affirm? qu?il n?y a pas d?expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l?administration et le d?cret d?occupation d?urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n??tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.
42. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l?administration ne devient pas propri?taire d?un terrain lorsque les d?cisions qu?elle a adopt?es et la d?claration d?utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l?int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L?ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.
43. Dans l?arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l?expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s?appliquer. L?int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L?introduction d?une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.
44. Dans l?arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l?expropriation indirecte n?a pas lieu lorsque la d?claration d?utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.
45. Dans l?arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? en l?absence de d?claration d?utilit? publique valide.
46. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 (paragraphes 46-50 ci-dessous) et avec le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003 (paragraphes 58-59 ci-dessous).
4. La loi no458 du 27 octobre 1988 : Dispositions sp?cifiques aux terrains utilis?s pour faciliter l?accession ? la propri?t? (? edilizia residenziale pubblica ?)
47. Le droit italien pr?voit la possibilit? d?obtenir des contributions publiques facilitant l?acc?s ? la propri?t? fonci?re (? edilizia agevolata ?). Les soci?t?s coop?ratives repr?sentent un cas fr?quent de b?n?ficiaires de ce type d?accession ? la propri?t?.
48. Pour le cas d?expropriation indirecte d?un terrain utilis? ? ces fins, aux termes de l?article 3 de la loi no 458 du 27 octobre 1988 ? Le propri?taire d?un terrain utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d?une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l?article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l?occupation ill?gale ?.
49. Interpr?tant l?article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (no 384), a consid?r? : ? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l?int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d?expropriation ill?gitime la restitution des terrains – et l?int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de logements ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t ?.
50. Dans son arr?t du 27 d?cembre 1991 (no 486), la Cour constitutionnelle a assimil? la situation express?ment pr?vue par l?article 3 ? celle de terrains occup?s et construits en l?absence d?un d?cret d?expropriation.
51. A la suite de l?entr?e en vigueur de la loi budg?taire no 662 de 1996, (paragraphe 53 ci-dessous) la Cour de cassation a affirm? que l?indemnisation int?grale ne peut plus ?tre accord?e pour les terrains destin?s ? faciliter l?accession ? la propri?t?, ceux-ci ?tant d?sormais indemnisables selon les crit?res pr?vus par ladite loi (arr?t de la Cour de cassation, Section I, 21.5.1997 no 4535).
5. Le montant de la r?paration en cas d?expropriation indirecte
52. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l?int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu?entra?ne l?occupation ill?gale.
53. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d?expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle. Par l?arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.
54. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui modifia la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l?indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette optique, l?indemnisation ?quivaut au montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle, dans l?hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.
55. Par l?arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu?une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l?occupation et la privation du terrain n?ont pas eu lieu pour cause d?utilit? publique.
6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura
56. Par les arr?ts no 5902 et no 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s?est ? nouveau prononc?e sur le principe de l?expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour pr?cit?s.
57. Au vu du constat de violation de l?article 1 du protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu?il est compatible avec la Convention.
58. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l?histoire du principe de l?expropriation indirecte – a dit qu?au vu de l?uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l?expropriation indirecte doit se consid?rer comme ?tant pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S?agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d?utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l?Etat. Quant ? l?indemnisation, la Cour de cassation a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l?indemnisation due en cas d?expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu.
7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d?expropriation pour cause d?utilit? publique (ci apr?s ? le R?pertoire)
59. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le D?cret Pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le D?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et r?git la proc?dure d?expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l?expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s?applique pas aux cas d?occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et ne s?applique donc pas en l?esp?ce, s?est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l?ensemble de la l?gislation la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d?expropriation.
60. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu?en l?absence d?un d?cret d?expropriation, ou en l?absence de d?claration d?utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public est acquis au patrimoine de l?autorit? qui l?a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L?autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d?urbanisme ou la d?claration d?utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L?autorit? en cause peut s?y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
61. Les requ?rants soutiennent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Th?ses d?fendues devant la Cour
1. Les requ?rants
62. Les requ?rants demandent ? la Cour de d?clarer que l?expropriation du terrain n?est pas conforme au principe de l?galit?. Se r?f?rant ? l?arr?t Belvedere Alberghiera c. Italie (no 31524/96, CEDH 2000-VI) les requ?rants observent que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n?est pas admissible dans un Etat de droit. Selon eux, une expropriation ne peut avoir lieu que si elle repose sur une base l?gale ?tablissant des formes et des proc?dures auxquelles l?administration devra obligatoirement se conformer. Selon eux, lorsque l?administration contrevient ? ces r?gles on est dans une situation contraire au principe de l?galit?, m?me s?il y a eu utilit? publique
63. Les requ?rants font observer ensuite que les indications qui ressortent de l?arr?t Belvedere n?ont pas ?t? suivies par les juridictions nationales. Ils se r?f?rent sur ce point aux arr?ts de la Cour de cassation rendus apr?s l?arr?t Belvedere (paragraphes 55-57 ci-dessus) et au R?pertoire qui a codifi? le principe de l?expropriation indirecte (paragraphes 59-60 ci-dessus).
64. Les requ?rants d?noncent ensuite un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas. A cet ?gard, ils observent que le principe de l?expropriation indirecte a ?t? affirm? par la Cour de cassation en 1983, apr?s l?occupation ill?gale du terrain ; l?article 3 de la loi no 458 de 1988 a ?t? adopt? apr?s la transformation irr?versible du terrain et alors que la proc?dure en indemnisation ?tait pendante ; les juridictions nationales ont appliqu? le principe de l?expropriation indirecte et ont ainsi priv? r?troactivement les requ?rants de leur bien.
65. S?agissant de l?int?r?t g?n?ral, les requ?rants doutent qu?en l?esp?ce l?expropriation serve les int?r?ts de la collectivit?, ?tant donn? qu?elle a avantag? des particuliers r?unis en coop?rative.
66. Enfin, quant ? l?indemnisation, les requ?rants observent qu?il n?y a pas eu ? r?paration ? du pr?judice subi, mais uniquement une indemnisation largement au dessous de la valeur du terrain. Se r?f?rant ? l?arr?t Ex-roi de Gr?ce et autres c. Gr?ce ([GC] (satisfaction ?quitable), no 25701/94, 28 novembre 2002), les requ?rants soutiennent que lorsque la d?possession d?un bien est per se ill?gale, comme en l?esp?ce, une r?paration int?grale doit avoir lieu. En outre, les requ?rants observent que le montant de l?indemnit? accord?e est le r?sultat de l?application r?troactive du principe de l?expropriation indirecte, de la loi no 458 de 1988 qui a exclu la possibilit? de restitution et de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui a plafonn? le montant de l?indemnisation.
67. En conclusion, les requ?rants demandent ? la Cour de constater la violation de l?article 1 du Protocole no 1.
2. Le Gouvernement
68. Le Gouvernement fait observer que dans le cas d?esp?ce, il s?agit d?une occupation ? sine titulo ?, reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? l?arr?t? autorisant l?occupation d?urgence a ?t? d?clar? comme ?tant inefficace et le d?cret d?expropriation est sans effet. En tout ?tat de cause, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien par l?effet de la r?alisation des travaux publics, et de la transformation irr?versible du terrain que ceux-ci ont entra?n?. Cette privation de bien n?est que la cons?quence du principe de l?expropriation indirecte, appliqu?, en l?esp?ce, par les juridictions nationales.
69. Le Gouvernement soutient que cette situation est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1.
70. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
71. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 (paragraphes 47-51 ci-dessus) et par la loi budg?taire no 662 de 1996 (paragraphe 54 ci-dessus).
72. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
73. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement demande ? la Cour de d?clarer que le m?canisme de l?expropriation indirecte, qui se fonde sur une d?claration d?ill?galit? de la part du juge, est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1.
74. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par le juge de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l?utilit? publique.
75. S?agissant de la condition d?utilit? publique, le Gouvernement souligne que la jurisprudence a ?volu? dans le sens de la non application du principe de l?expropriation indirecte lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e (paragraphes 40-46 ci-dessus). De ce fait, il invite la Cour ? faire une distinction entre les situations d?ill?galit? avec d?claration d?utilit? publique de celles sans d?claration d?utilit? publique.
76. S?agissant de l?indemnisation, le Gouvernement observe que selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, en contrepartie des irr?gularit?s commises par l?administration, celle-ci est tenue d?indemniser int?gralement le particulier. Cependant, le Gouvernement soutient que l?indemnisation ? accorder peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
77. S?agissant du cas d?esp?ce, le Gouvernement fait observer que la proc?dure en dommages-int?r?ts a ?t? intent?e par les requ?rants apr?s la proc?dure devant le tribunal administratif. Conform?ment ? l?article 3 de la loi no 458 de 1988, qui s?applique en l?esp?ce, la possibilit? d?une restitution du terrain ?tait exclue. Aucune question de l?galit? ne se poserait d?s lors en l?esp?ce.
78. Quant ? l?indemnisation obtenue par les requ?rants, le Gouvernement admet que les requ?rants n?ont pas ?t? enti?rement indemnis?s et que, par l?effet de la loi no 662 de 1996, l?indemnit? accord?e est inf?rieure ? la valeur du terrain.
79. Toutefois, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause ?tant en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re, l?expropriation indirecte est en tout cas avantageuse pour les int?ress?s.
80. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.
B. Sur l?observation de l?article 1 du Protocole no 1
81. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 contient trois normes distinctes : ? la premi?re, qui s?exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux Etats le pouvoir, entre autres, de r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral (…). Il ne s?agit pas pour autant de r?gles d?pourvues de rapport entre elles. La deuxi?me et la troisi?me ont trait ? des exemples particuliers d?atteintes au droit de propri?t? ; d?s lors, elles doivent s?interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re ? (voir, entre autres, James et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, pp. 29-30, ? 37, lequel reprend en partie les termes de l?analyse que la Cour a d?velopp?e dans son arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 24, ? 61 ; voir aussi les arr?ts Les saints monast?res c. Gr?ce du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A, p. 31, ? 56, et Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II).
1. Sur l?existence d?une ing?rence
82. La Cour note que les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu ? privation de propri?t? ?.
83. Elle rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me ? norme ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, pp. 24-25, ? 63).
84. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions nationales ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter du moment o? le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les travaux publics. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l?arr?t de la Cour de cassation a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 61 ; Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
85. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis, pr?cit?, ? 58 ; Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
86. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n?a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).
2. Sur le respect du principe de l?galit?
87. L?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis, pr?cit?, ? 58). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
88. Dans l?arr?t Belvedere Alberghiera (Belvedere Alberghiera srl c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI) et dans l?arr?t Carbonara et Ventura pr?cit?, la Cour n?avait pas estim? utile de juger in abstracto si le r?le qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, occupe dans un syst?me de droit continental est assimilable ? celui occup? par des dispositions l?gislatives. L?important est en tout ?tat de cause que la base l?gale r?ponde aux crit?res de pr?visibilit?, d?accessibilit? et de pr?cision ?nonc?s plus haut. La Cour est toujours convaincue que l?existence en tant que telle d?une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.
89. La Cour prend note de l??volution jurisprudentielle qui a conduit ? l??laboration du principe de l?expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988, la loi no 662 de 1996 et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d?expropriation. Ceci ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires qui ont lieu dans l?historique de la jurisprudence, et rel?ve ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s.
90. A titre d?exemple, la Cour note que s?il est vrai que la jurisprudence a exclu, ? compter de 1996-1997, que l?expropriation indirecte puisse s?appliquer lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e (paragraphes 41-45 ci-dessus), il est ?galement vrai que le R?pertoire a tout derni?rement pr?vu (paragraphe 60 ci-dessus) qu?en l?absence de d?claration d?utilit? publique, tout terrain peut ?tre acquis au patrimoine public, si le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain occup? et transform? par l?administration.
91. A vu de ces ?l?ments, la Cour n?exclut pas que le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s subsiste.
92. La Cour note ensuite que le m?canisme de l?expropriation indirecte permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation, avec le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s, qu?il s?agisse d?une ill?galit? existant depuis le d?but ou d?une ill?galit? survenue par la suite.
93. A cet ?gard, la Cour note que l?expropriation indirecte permet ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer irr?versiblement, de telle sorte qu?il soit consid?r? comme acquis au patrimoine public, sans qu?en parall?le un acte formel d?clarant le transfert de propri?t? ne soit adopt?. En l?absence d?un acte formalisant l?expropriation et intervenant au plus tard au moment o? le propri?taire a perdu toute disponibilit? du bien, l??l?ment qui permettra de transf?rer au patrimoine public le bien occup? et d?atteindre une s?curit? juridique est le constat d?ill?galit? de la part du juge, valant d?claration de transfert de propri?t?. Il incombe ? l?int?ress? -qui continue d??tre formellement propri?taire – de solliciter du juge comp?tent une d?cision constatant, le cas ?ch?ant, l?ill?galit? assortie de la r?alisation d?un ouvrage d?int?r?t public, conditions n?cessaires pour qu?il soit d?clar? r?troactivement priv? de son bien.
94. Au vu de ces ?l?ments, la Cour estime que le m?canisme de l?expropriation indirecte n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique.
95. La Cour note ensuite que l?expropriation indirecte permet en outre ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer sans pour autant verser d?indemnit? en m?me temps. L?indemnit? doit ?tre r?clam?e par l?int?ress? et cela dans un d?lai de prescription de cinq ans, commen?ant ? compter de la date ? laquelle le juge estime que la transformation irr?versible du terrain a eu lieu. Ceci peut entra?ner des cons?quences n?fastes pour l?int?ress?, et rendre vain tout espoir de r?paration (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 71).
96. La Cour rel?ve enfin que le m?canisme de l?expropriation indirecte permet ? l?administration de tirer parti de son comportement ill?gal et que le prix ? payer n?est que de 10% plus ?lev? que dans le cas d?une expropriation en bonne et due forme (paragraphe 54 ci-dessus). Selon la Cour, cette situation n?est pas de nature ? favoriser la bonne administration des proc?dures d?expropriation et ? pr?venir des ?pisodes d?ill?galit?.
97. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.
98. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter du 13 janvier 1982, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision d?finitive ? l?arr?t de la Cour de cassation ? que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 23 ao?t 2002, date du d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour de cassation.
99. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain sine titulo depuis le d?but et qualifi?e d?arbitraire par le tribunal administratif (paragraphe 14 ci-dessus). En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme et, entre autres, sans qu?une indemnit? ne soit mise ? la disposition des int?ress?s.
100. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application r?troactive de la loi budg?taire no 662 de 1996 au cas d?esp?ce a eu pour effet de priver les requ?rants d?une r?paration int?grale du pr?judice subi.
101. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
102. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
103. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
104. Les requ?rants sollicitent le versement d?une indemnit? de 1 159 897 286 ITL au titre du pr?judice mat?riel, somme qui r?sulte de la diff?rence entre la valeur du terrain litigieux et la somme obtenue ? l?issue de la proc?dure. Cette somme, index?e est assortie d?int?r?ts s??levait, au 31 mai 2004, ? 806 225 EUR. Les requ?rants r?clament 2 726 132 EUR correspondant ? la valeur des immeubles construits par la coop?rative sur le terrain.
105. Les requ?rants demandent ensuite chacun 25 000 EUR, soit 100 000 EUR au total, au titre du pr?judice moral.
106. S?agissant des frais devant les juridictions nationales, les requ?rants r?clament le remboursement de 26 983, 76 EUR pour les frais encourus devant les diff?rentes instances nationales et pour les honoraires d?avocat. Quant aux frais expos?s dans la proc?dure devant la Cour, les requ?rants sollicitent le versement de 51 891, 44 EUR.
107. Le Gouvernement n?a pas pr?sent? de commentaires sur les demandes de satisfaction ?quitables des requ?rants.
108. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l?UNANIMIT?,
1. Dit, qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
2. Dit, que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence ,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 17 mai 2005 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Michael O?Boyle Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

ARR?T SCORDINO c. ITALIE (N?3)

10:48 ARR?T SCORDINO c. ITALIE (N?3)

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