AFFAIRE S.H. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE S.H. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,08
Numero: 52557/14/2015
Stato: Italia
Data: 2015-10-13 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusioni: Violazione dell’articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare, Articolo 8 – Obblighi positivo Articolo 8-1 – Rispetto della vita familiare, Danno morale – risarcimento, Articolo 41 – Danno morale
Soddisfazione equa,

QUARTA SEZIONE

CAUSA S.H. c. ITALIA

(Richiesta no 52557/14)

SENTENZA

STRASBURGO

13 ottobre 2015

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa S.H. c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta di:
P?ivi Hirvel?, presidentessa,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Paul Mahoney,
Faris Vehabovi?,
Yonko Grozev, giudici,
e di Fato ?Arac?, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 22 settembre 2015,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 52557/14) diretta contro la Repubblica italiana e di cui una cittadina italiana, la Sig.ra S.H. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 11 luglio 2014 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? stato rappresentato da Me il Sig. Morcavallo, avvocato a Roma. Il Governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora.
3. Il richiedente adduce in particolare una violazione del suo diritto al rispetto della vita familiare, garantito con l’articolo 8 della Convenzione.
4. Il 23 ottobre 2014, il motivo di appello concernente la violazione dell’articolo 8 della Convenzione ? stato comunicato al Governo e la richiesta ? stata dichiarata inammissibile per il surplus, conformemente all’articolo 54 ? 3 dell’Ordinamento della Corte.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1984 e ha risieduto a Sacile.
6. I fatti della causa, come sono stati esposti dalle parti, possono riepilogare come segue.
7. Il richiedente ? la madre di tre bambini: R., P. e J., nato rispettivamente nel 2005, 2006 e 2008.
8. All’epoca dei fatti, il richiedente viveva col padre dei bambini, soffriva di depressione e seguiva una terapia farmacologica.
9. Nell’agosto 2009, i servizi sociali informarono il tribunale per bambini di Roma, qui di seguito “il tribunale”) che a pi? riprese i bambini erano stati ricoverati in seguito all’ingestione accidentale di medicinali ed un procedimento in emergenza fu aperta dinnanzi al tribunale. Con una decisione del 11 agosto 2009, il tribunale ordin? l’allontanamento dei bambini della famiglia ed il loro collocamento in un istituto ed incaric? i servizi sociali di elaborare un progetto in favore dei bambini.
10. Il 20 ottobre 2009, il richiedente ed il padre dei bambini furono sentiti col tribunale. Riconobbero che in ragione dello stato di salute del richiedente e degli effetti secondari dei medicinali che prendeva per curare la sua depressione, avevano avuto delle difficolt? ad occuparsi dei bambini. Affermarono, per?, che potevano occuparsi in modo adeguata dei bambini con l’aiuto dei servizi sociali e del nonno. Il richiedente indic? che seguiva una terapia e che gli effetti secondari inizialmente indotti coi medicinali non si erano manifestati pi?. I due genitori sollecitarono il collocamento in posto di un progetto di sostegno elaborato dai servizi sociali in vista di permettere il ritorno dei bambini in famiglia.
11. Il 3 dicembre 2009, il psichiatra deposit? il suo rapporto concernente il richiedente. Risultava di questo ultimo che seguiva una terapia farmacologica, che era preparata a seguire una psicoterapia ed ad accettare l’aiuto dei servizi sociali e che aveva un legame affettivo molto forte coi suoi bambini.
Alla stessa data, il Gruppo di lavoro integrato sulle adozioni (“G.I.L. “) deposit? il suo rapporto. Indicava che, malgrado le difficolt? familiari, i genitori avevano reagito positivamente, avevano partecipato agli incontri organizzati ed erano disposti ad accettare il sostegno dei servizi sociali. A partire da ci?, il G.I.L. proponeva il ritorno dei bambini a casa i loro genitori ed il collocamento in posto di un progetto di sostegno alla famiglia.
12. Con una decisione del 19 gennaio 2010, il tribunale, tenuto conto dei rapporti dei periti cos? come per il fatto che il nonno paterno era disponibile per aiutare suo figlio ed il richiedente ad occuparsi dei bambini, ordin? il ritorno dei bambini a casa i loro genitori.
Il 24 marzo 2010, il progetto di avvicinamento genitore-bambino fu interrotto per?, ed i bambini furono di nuovo lontani della famiglia, al motivo che il richiedente era stato ricoverato in ragione dell’aggravamento della sua malattia, che il padre aveva lasciato l’abitazione familiare e che il grande padre era malato. Il tribunale stabilisce allora per i due genitori un diritto di visita, fissato come segue: per il richiedente, un’ora tutti i quindici giorni; per il padre dei bambini, due ore con settimana.
13. Nel marzo 2010, il procuratore chiese l’apertura di un procedimento di dichiarazione di adottabilit? dei bambini.
14. Il 10 giugno 2010, i genitori furono sentiti col tribunale. Il richiedente afferm? che stava curandosi, sottoline? che il padre dei bambini era disponibile per occuparsi e che, di conseguenza, questi ultimi non si trovavano in situazione di abbandono. Il padre garantiva che, anche se lavorava, poteva occuparsi efficacemente dei bambini, con l’aiuto di suo padre, e che aveva assunto un’impiegata domestica potendo aiutarlo.
15. Nell’ottobre 2010, il tribunale ordin? una perizia per valutare la capacit? del richiedente e del padre dei bambini ad esercitare il ruolo di genitori. Il 13 gennaio 2011, il perito deposit? il suo rapporto di cui risultava:
– che il padre non presentava nessuna patologia psichiatrica, che aveva una personalit? fragile, ma che era capace di assumersi le sue proprie responsabilit?;
– che il richiedente era raggiunto di “agitazione del personalit? borderline che interferisce, in modo limitata, con la sua capacit? di prendere delle responsabilit? legate al suo ruolo di madre”;
– che i bambini erano iperattivi, e che una parte importante di questo sintomatologia poteva essere l’espressione delle difficolt? familiari.
Nei suoi conclusioni, il perito osserv? che i due genitori erano preparati ad accettare gli interventi necessari per migliorare il loro rapporto coi bambini e formul? il seguente proposte: il mantenimento del collocamento dei bambini nell’istituto, il collocamento in posto di un percorso di avvicinamento tra i genitori ed i bambini e le intensificazioni degli incontri. Propose anche una nuova valutazione della situazione familiare dopo sei mesi.
16. Con una decisione del 1 marzo 2011, tuttavia, il tribunale dichiar? i bambini adottabili e gli incontri tra i genitori ed i bambini furono interrotti.
Nei suoi motivi, il tribunale consider? che una nuova valutazione della situazione familiare non era necessaria nello specifico. Sottoline? le difficolt? dei genitori ad esercitare il loro ruolo parentale, come indicate col perito, e si rifer? alle dichiarazioni della direttrice dell’istituto secondo la quale il richiedente aveva delle “agitazioni mentali gravi”, il padre non era capace di dimostrare il suo affetto e si limitava ad interagire con gli assistenti sociale in modo polemica” ed i genitori non erano capaci di dare le attenzioni e le terapie di cui avevano bisogno” ai bambini. Tenuto conto di questi elementi, il tribunale dichiar? l?adottabilit? dei bambini.
17. Il richiedente ed il padre dei bambini interposero appello contro questa decisione e chiesero la sospensione dell’esecuzione di questa. Sostenevano:
-che il tribunale aveva dichiarato erroneamente l?adottabilit? nella mancanza di una “situazione di abbandono”, condizione necessaria ai termini della legge no 184 del 1983 per potere dichiarare l?adottabilit?;
-che la dichiarazione di adottabilit? doveva prevedere solamente si come extrema rapporto e che nello specifico, ci? non si imporsi poich? le loro difficolt? familiari, legate in particolare alla malattia del richiedente, avevano un carattere transitorio e potevano essere sormontate col sostegno degli assistenti sociali.
Sottolinearono infine che il tribunale non aveva preso in conto la perizia di gennaio 2011 ordinando il collocamento in posto di un percorso di sostegno e l’avvicinamento dei bambini coi loro genitori.
18. Nel luglio 2011, il tribunale ordin? il collocamento di ciascuno dei bambini in una famiglia di accoglimento differente.
19. Con una decisione del 7 febbraio 2012, la corte di appello di Roma respinse l’appello del richiedente e conferm? l?adottabilit?.
La corte di appello osserv? che le autorit? competenti avevano esposto gli sforzi necessari per garantire un sostegno ai genitori e preparare il ritorno dei bambini nella loro famiglia. Tuttavia, il progetto non era arrivato, ci? che dimostrava l’incapacit? dei genitori ad esercitare il loro ruolo parentale cos? come la mancanza di carattere transitorio della situazione. Appellandosi sui conclusioni dei servizi sociali, la corte di appello sottoline? che il fallimento del progetto aveva avuto delle conseguenze negative per i bambini e che l?adottabilit? mirava a salvaguardare il loro interesse ad essere accolti in una famiglia capace di prendere cura di essi in modo adeguata, ci? che la loro famiglia di origine non era in grado di fare in ragione dello stato di salute della madre e delle difficolt? del padre. La corte di appello not? che c’erano state delle evoluzioni positive della situazione, come la presa di coscienza della madre dei suoi problemi di salute e la sua volont? di seguire un percorso terapeutico cos? come gli sforzi del padre per trovare delle risorse per occuparsi dei suoi bambini o ancora la disponibilit? del nonno per aiutare suo figlio. Tuttavia, secondo la corte di appello, questi elementi non erano sufficienti alle fini della valutazione della capacit? dei due genitori di esercitare il loro ruolo parentale. Tenuto conto di questi elementi e nello scopo di salvaguardare l’interesse dei bambini, la corte di appello concludeva cos? alla conferma dell?adottabilit?.
20. Il richiedente ed il padre dei bambini si ricorsero in cassazione. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 22 gennaio 2014, la Corte di cassazione respinse il richiedente del suo ricorso, considerando,:
-che la corte di appello aveva valutato correttamente l’esistenza di una situazione di abbandono morale dei bambini e l’irreversibilit? dell’incapacit? dei genitori di esercitare il loro ruolo, tenuto conto del fallimento del primo progetto di sostegno mise in posto coi servizi sociali;
-che la dichiarazione di adottabilit? aveva preso debitamente in conto l’interesse dei bambini ad essere accolti in una famiglia capace di occuparsi efficacemente.
21. Nel febbraio 2014, il richiedente chiese al tribunale per bambini di Roma la revoca della dichiarazione di adottabilit?, sul fondamento dell’articolo 21 della legge no 184 del 1983. A sostegno della sua domanda, il richiedente produsse diversi documenti medici che attestano che il suo stato di salute aveva migliorato nel frattempo, e questo per provare che le condizioni previste dall’articolo 8 della legge no 184 del 1983 per potere dichiarare l?adottabilit? erano sparite oramai.
Con una decisione del 14 maggio 2014, il tribunale per bambini di Roma respinse la domanda del richiedente.
22. La conclusione del procedimento di adozione dei bambini non ? conosciuta.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
23. Il diritto interno pertinente si trova descrive nei cause Akinnibosun c. Italia, (no 9056/14, ? 45, 16 luglio 2015, e Zhou c. Italia, (no 33773/11, ?? 24-26, 21 gennaio 2014.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE
24. Il richiedente rimprovera alle autorit? interne di avere dichiarato l?adottabilit? dei suoi bambini mentre non esisteva nessuna situazione di abbandono nello specifico, ma solamente delle difficolt? familiari transitorie, legate alla sua patologia depressiva ed all’interruzione della sua coabitazione col padre dei bambini, difficolt? che potevano essere sormontate col collocamento in posto di un percorso di sostegno con l’aiuto dei servizi sociali.
Sottolinea che le autorit? interne hanno tagliato ogni legame coi suoi bambini mentre la perizia aveva stabilito che altre misure che mirano a salvaguardare il legame familiare potevano essere adottate nello specifico.
Di questo fatto, stima che le autorit? interne hanno mancato al loro obbligo positivo di esporre tutti gli sforzi necessari per salvaguardare le legame genitore-bambino, inerente all’articolo 8 della Convenzione, cos? formulata,:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza.
2. Non pu? avere ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto che per quanto questa ingerenza ? prevista dalla legge e che costituisce una misura che, in una societ? democratica, ? necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al bene essere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione dei reati penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? di altrui. “
25. Il Governo contesta questa tesi.
A. Sull’ammissibilit?
26. La Corte constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul fondo
1. Tesi delle parti
a) Il richiedente
27. Il richiedente sottolinea innanzitutto che le condizioni previste dalla legge per dichiarare l?adottabilit? dei suoi bambini non erano assolte nello specifico. Osserva a questo proposito che le giurisdizioni interne hanno fondato soprattutto la dichiarazione di adottabilit? sulla sua malattia e sull’interruzione della coabitazione tra i due genitori.
Considerando che queste difficolt? familiari presentavano solamente un carattere temporaneo, il richiedente stima che preferendo tagliare il legame di filiazione materna piuttosto che prendere le misure necessarie per sostenerla ed aiutarlo, le giurisdizioni interne hanno ignorato gli obblighi positivi che derivano della Convenzione.
28. Il richiedente fa osservare che se un percorso di sostegno fu messo inizialmente a posto, ? stato interrotto tuttavia a causa dell’aggravamento del suo stato di salute. Sottolinea che questo aggravamento aveva solamente un carattere temporaneo e pertanto non poteva giustificare la cessazione definitiva di ogni tentativo di salvaguardare il legame familiare.
29. Il richiedente ricorda che era cosciente delle difficolt? generate dalla sua malattia e sottolinea che aveva seguito un percorso terapeutico ed aveva chiesto, a pi? riprese, ai servizi sociali ed alle autorit? competenti un sostegno ed un accompagnamento per soddisfare per il meglio i bisogni dei bambini.
Considera che la situazione di difficolt? di un genitore non pu? bastare, in si, a giustificare la rottura della legami genitore-bambino ma imponi allo stato di prendere le misure necessarie per portare un’assistenza effettiva e preservare il legame familiare. A questo riguardo, il richiedente si riferisce al giurisprudenza Zhou c. Italia, precitata.
30. Il richiedente non contesta che le autorit? interne godono di un larghe margino di valutazione per determinare le misure a prendere per proteggere l’interesse superiore dei bambini. Fa osservare tuttavia che l’allontanamento dei bambini di loro madre ha avuto degli effetti negativi sul loro equilibrio psychophysique e riferisciti a questo proposito ai rapporti dei periti (vedere sopra paragrafo 15).
31. Il richiedente attira l’attenzione sul fatto che la decisione di dichiarare i bambino adottabili ? stata presa in dispetto dei rapporti dei periti secondo che le legame genitore-bambino dovevano essere preservate. Ricorda a questo riguardo che, in un primo tempo, i periti avevano considerato il ritorno dei bambini a casa i loro genitori. In seguito, quando il suo stato di salute si era aggravato e la coabitazione tra i due genitori era stata interrotta, il perito commesso dal tribunale aveva proposto di porre i bambini in famiglia di accoglimento ed il collocamento in posto di un percorso temporaneamente di sostegno. Le giurisdizioni interne sono contravvenute tuttavia a tali indicazioni, hanno dichiarato i bambino adottabili e li hanno posti ciascuno in una famiglia differente.
b) Il Governo,
32. Il Governo espone che le autorit? italiane competenti hanno agito nella preoccupazione di proteggere l’interesse superiore dei bambini e hanno preso tutte le misure necessarie per salvaguardare il legame familiare. La dichiarazione di adottabilit? ? stata pronunciata nella cornice di un procedimento equo, dopo un esame approfondito della situazione psicologica e fisica dei genitori e dei bambini.
33. Il Governo ricorda che i bambini vivevano in una situazione di precariet? e di pericolo, ci? che aveva giustificato l’intervento dei servizi sociali ed il loro collocamento in un istituto.
34. La dichiarazione di adottabilit?, intervenuta dopo parecchi tentativi di riunire i bambini ed i loro genitori, si basava sulle indicazioni dei periti ed era giustificata dall’esigenza di salvaguardare l’interesse superiore dei bambini. Il Governo ricorda a questo riguardo il contenuto dei rapporti di perizia che mostra i limiti della capacit? del richiedente ad esercitare il ruolo di genitore cos? come le agitazioni comportamentali dei bambini legati alla situazione familiare difficile (vedere sopra paragrafo 15).
35. Il Governo stima che la proposta dei periti di effettuare una nuova valutazione della situazione familiare prima di dichiarare i bambini adottabili non poteva essere accolta dalle giurisdizioni interne.
L’analisi attenta degli elementi di fatto e di diritto fatto dalle giurisdizioni interne aveva mostrato l’esistenza dell’incidi ragioni che giustificano la dichiarazione di adottabilit? e non lasciava nessuno dubbio in quanto all’impossibilit? di un cambiamento positivo della situazione familiare. La volont? dei genitori di occuparsi dei bambini e di accettare un sostegno dei servizi sociali non bastava a sormontare le difficolt? obiettive del caso di specifico ed a garantire un buono sviluppo psicofisico ai bambini.
36. Il Governo attira l’attenzione sul fatto che il richiedente non aveva dichiarato dinnanzi alle giurisdizioni interne essere ne misura di occuparsi dei bambini ed aveva chiesto ad essere aiutata o a ci? che si affida al padre la tengo dei bambini. Tenuto conto delle difficolt?, riconosciute col richiedente lei stessa, cos? come per il fatto che il percorso di sostegno non era arrivato, le giurisdizioni interne hanno adottato la sola decisione potendo proteggere l’interesse dei bambini. Il Governo ricorda a questo riguardo la giurisprudenza della Corte secondo la quale un giusto equilibrio deve essere predisposto tra gli interessi dei bambini e dei genitori. Tuttavia, l’interesse superiore del bambino pu? prevalere su quello dei genitori, Johansen c. Norvegia, 7 agosto 1996, ? 78, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996 III.
37. Il Governo fa valere che l’ingerenza nel diritto del richiedente al rispetto della sua vita familiare era prevista dalla legge ed inseguiva lo scopo di proteggere i bambini. Considera infine che i motivi indicati dalle giurisdizioni nazionali per fondare le loro decisioni sono pertinenti e sufficienti, e che le autorit? nazionali non hanno superato il margine di valutazione predisposta dal paragrafo 2 dell’articolo 8 della Convenzione.
2. Valutazione con la Corte
a) Principi generali
38. La Corte constata a titolo preliminare che non ? contestato che la dichiarazione di adottabilit? dei bambini costituisce un’ingerenza nell’esercizio del diritto del richiedente al rispetto della sua vita familiare. Ricorda che una tale ingerenza non ? compatibile con l’articolo 8 che se assolve le condizioni cumulative di essere prevista dalla legge, di inseguire un scopo legittimo, e di essere necessario in una societ? democratica. La nozione di necessit? implica che l’ingerenza si basi su un bisogno sociale imperioso e che sia proporzionata in particolare allo scopo legittimo ricercato (vedere Gnahor? c). Francia, no 40031/98, ? 50, CEDH 2000 IX, Couillard Maugery c. Francia, no 64796/01, ? 237, 1 luglio 2004 e Puntatori c. Portogallo, no 19554/09, ? 74, 10 aprile 2012.
39. La Corte ricorda che al di l? della protezione contro le ingerenze arbitrarie, l’articolo 8 mette al carico dello stato degli obblighi positivi inerenti al rispetto effettivo della vita familiare. Cos?, l? dove l’esistenza di un legame familiare si trova stabilita, lo stato deve in principio agire in modo da permettere a questo legame di svilupparsi (vedere Olsson c). Svezia (no 2), 27 novembre 1992, ? 90, serie Ha no 250; Neulinger e Shuruk c. Svizzera [GC], no 41615/07, ? 140, CEDH 2010; Puntatori c. Portogallo, precitata, ? 75. La frontiera tra gli obblighi positivi e negativi che derivano dell’articolo 8 non suscita una definizione precisa, ma i principi applicabili sono tuttavia comparabili. In particolare, nei due casi, bisogna avere esattamente riguardo equilibrio a predisporre tra gli interessi concorrenti, tenendo tuttavia conto di ci? che l’interesse superiore del bambino deve costituire la considerazione determinante che, secondo la sua natura e la sua gravit?, pu? prevalere su quello del genitore, Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 66, CEDH 2003-VIII; Kearns c. Francia, no 35991/04, ? 79, 10 gennaio 2008; Akinnibosun c. Italia, precitata, ? 60, precitata). In particolare, l’articolo 8 non saprebbe permettere ad un genitore di esigere che siano presi delle misure pregiudizievoli alla salute ed allo sviluppo del bambino (vedere, Johansen c. Norvegia, precitata, ? 78 e Gnahor?, precitata, ? 59. Cos?, in materia di adozione, la Corte ha ammesso gi? che possa essere dell’interesse del minore di favorire l’instaurazione di legami affettivi stabili coi suoi genitori nutritivi (Johansen, precitata, ? 80, e Kearns, precitata, ? 80.
40. La Corte ricorda anche che, nell’ipotesi degli obblighi negativi come in quella degli obblighi positivi, lo stato gode di un certo margine di valutazione (vedere, W. c. Regno Unito, 8 luglio 1987, ? 60, serie Ha no 121 che varia secondo la natura delle questioni in controversia e la gravit? degli interessi in gioco. In particolare, la Corte esige che le misure che arrivano a rompere i legami tra un bambini e la sua famiglia siano applicate solamente nelle circostanze eccezionali, cio? unicamente nei casi dove i genitori si sono mostrati particolarmente indegni, Clemeno ed altri c. Italia, no 19537/03, ? 60, 21 ottobre 2008, o quando sono giustificate da un’esigenza fondamentale riguardo l’interesse superiore del bambino, vedere ? 84 Johansen, precitata,; P., C. e S. c. Regno Unito, no 56547/00, ? 118, CEDH 2002 VI. Questo approccio pu? essere allontanato tuttavia in ragione della natura della relazione genitore-bambino, quando il legame ? molto limitato, S?derb?ck c. Svezia, 28 ottobre 1998, ?? 30 34, Raccolta 1998 VII.
41. Appartiene ad ogni Stato contraente di dotare si di un arsenale morale adeguato e sufficiente per garantire il rispetto degli obblighi positivi che gli toccano in virt? dell’articolo 8 della Convenzione ed alla Corte di ricercare se, nell’applicazione e l’interpretazione delle disposizioni legali applicabili, le autorit? interne hanno rispettato le garanzie dell’articolo 8, tenendo particolarmente conto dell’interesse superiore del bambino (vedere, mutatis mutandis, Neulinger e Shuruk c. Svizzera [GC], no 41615/07, ? 141, CEDH 2010, K.A.B. c. Spagna, no 59819/08, ? 115, 10 aprile 2012, X c,. Lettonia [GC], no 27853/09, ? 102, CEDH 2013.
42. A questo riguardo e trattandosi dell’obbligo per lo stato di arrestare delle misure positive, la Corte non ha smesso di dire che l’articolo 8 implica il diritto per un genitore alle misure proprie a riunirlo col suo bambino e l’obbligo per le autorit? nazionali di prenderli (vedere, per esempio, Eriksson c. Svezia, 22 giugno 1989, ? 71, serie Ha no 156, e Margareta e Roger Andersson c. Svezia, 25 febbraio 1992, ? 91, serie Ha no 226-ha; P.F. c. Polonia, no 2210/12, ? 55, 16 settembre 2014. In questo genere di causa, il carattere adeguato di una misura si giudica alla rapidit? del suo collocamento in ?uvre, perch? il passaggio del tempo pu? avere delle conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il bambino ed i genitori che non vivono con egli, Maumousseau e Washington c. Francia, no 39388/05 ? 83, 6 dicembre 2007; Zhou c. Italia, precitata, ? 48; Akinnibosun c. Italia, precitata, ? 63.
b, Applicazione di questi principi
43. La Corte considera che il punto decisivo nello specifico consiste in sapere dunque se, prima di annullare il legame di filiazione materna, le autorit? nazionali hanno preso bene tutte le misure necessarie ed adeguate che si poteva esigere ragionevolmente di esse affinch? i bambini possano condurre una vita familiare normale in seno alla loro propria famiglia.
44. La Corte nota che le autorit? italiane hanno preso incaricate il richiedente ed i suoi bambini a partire da agosto 2009, quando i servizi sociali informarono il tribunale che i bambini erano stati ricoverati a causa dell’ingestione accidentale di medicinali. I bambini furono lontani della famiglia e collocati in un istituto.
45. La Corte rileva che un primo progetto di sostegno alla famiglia fu messo in posto e che nel gennaio 2010, i bambini ritornarono a casa i loro genitori. La decisione del tribunale si basava sull’attestato, da parte dei periti, di una reazione positiva dei genitori al percorso di sostegno familiare elaborato coi servizi sociali e sull’esistenza di un legame affettivo molto forte tra il richiedente ed i bambini.
46. Nel marzo 2010, il padre dei bambini lasci? il domicilio familiare ed il richiedente fu ricoverato in ragione dell’aggravamento del suo stato di salute. Alla luce degli sviluppi intervenuta, i bambini furono dunque di nuovo lontani della famiglia e collocati in istituto ed un procedimento di adottabilit? fu aperta.
47. La Corte nota che il perito commesso dal tribunale previde un percorso di avvicinamento genitore-bambino, con un’intensificazione degli incontri ed un riesame della situazione dopo sei mesi. La soluzione proposta si basava sull’esistenza di legami affettivi forti genitore-bambino, cos? come sulla valutazione globalmente positiva della capacit? dei genitori di esercitare il loro ruolo e sulla loro disposizione a collaborare coi servizi sociali. La Corte nota che la perizia in questione fu depositata alla cancelleria il 13 gennaio 2011 e sono solamente due mesi dopo, a sapere il 1 marzo 2011, che il tribunale, contrariamente alle indicazioni del perito, ha dichiarato i bambini adottabili ed ordinato l’interruzione degli incontri. La decisione di tagliare in modo immediata e definitiva il legame materno ? stata presa molto velocemente, senza nessuna analisi attenta dell’incidenza della misura di adozione sulle persone riguardate ed in dispetto delle disposizioni della legge secondo che la dichiarazione di adottabilit? deve restare l’extrema ratio. Di questo fatto, il tribunale, negando di prendere in considerazione di altre soluzioni meno radicali praticabili nello specifico, come il progetto di sostegno familiare previsto dalla perizia, ha allontanato definitivamente ogni possibilit? per il progetto di arrivare e per il richiedente di riannodare dei legami coi suoi bambini.
48. La Corte ricorda che per un genitore ed il suo bambino, essere rappresentato insieme un elemento fondamentale della vita familiare, Couillard Maugery c. Francia, precitata, ? 237, e che le misure che arrivano a rompere i legami tra un bambini e la sua famiglia possono essere applicate solamente nelle circostanze eccezionali. La Corte sottolinea anche che l’articolo 8 della Convenzione impone allo stato di prendere le misure proprie a preservare, per quanto possibile, la legame madre-bambino, Zhou c. Italia, precitata, ? 59.
49. La Corte rileva che, nei casi cos? delicati e cos? complessi, il margine di valutazione lasciata alle autorit? nazionali competenti varia secondo la natura delle questioni in controversia e la gravit? degli interessi in gioco. Se le autorit? godono di una grande latitudine per valutare la necessit? di prendere incaricati un bambino, in particolare quando c’? emergenza, la Corte deve tuttavia avere acquisito la convinzione che, nella causa in questione, esistevano delle circostanze che giustificano il ritiro del bambino. Incombe sullo stato convenuto di stabilire che le autorit? hanno, prima di mettere un uguale misura ad esecuzione, valutato con cura l’incidenza che avrebbe sui genitori ed il bambino la misura di adozione, cos? come la possibilit? di altre soluzioni che la presa incaricata del bambino, K. e T. c. Finlandia [GC], no 25702/94, ?166, CEDH 2001 VII; Kutzner c. Germania, no 46544/99, ? 67, CEDH 2002 I.
50. Alla differenza di altre cause che la Corte ha avuto l’occasione di esaminare, i bambini del richiedente nello specifico non erano stati esposti ad una situazione di violenza o di maltrattamento fisico o psichico (vedere, ha contrario, Y.C. c. Regno Unito, no 4547/10, 13 marzo 2012, Dewinne c. Belgio, d?c.), no 56024/00, 10 marzo 2005; Zakharova c. Francia, d?c.), no 57306/00, 13 dicembre 2005, n? agli abusi sessuali (vedere, ha contrario, Covezzi e Morselli c. Italia, no 52763/99, ? 104, 9 maggio 2003.
La Corte ricorda avere concluso alla violazione dell’articolo 8 nel causa Kutzner c. Germania (? 68) precitata) nella quale i tribunali avevano tolto l’autorit? parentale ai richiedenti dopo avere constatato delle deficienze intellettuali di questi ultimi ed avevano posto i due bambini nelle famiglie di accoglimento distinto (? 77) precitata). La Corte ha notato che se le ragioni invocate dalle autorit? e giurisdizioni nazionali erano pertinenti, non erano sufficienti per giustificare questa grave ingerenza nella vita familiare dei richiedenti (? 81) precitati). La violazione dell’articolo 8 ? stata constatata anche in un causa Saviny c. Ucraina (no 39948/06, 18 dicembre 2008,) dove il collocamento dei bambini dei richiedenti era stato giustificato dalla loro incapacit? a garantire ai bambini delle condizioni di vita adeguata, la mancanza dei mezzi finanziari e di requisiti personali degli interessati metteva in pericolo la vita, la salute e l’educazione giuridiche dei bambini.
Ne ? andato parimenti nel causa Zhou c. Italia (?? 59-61) precitata) nella quale la Corte ha considerato che le autorit? non avevano esposto gli sforzi necessari per preservare la legame madre-bambino e si erano limitate a constatare l’esistenza di difficolt? mentre queste potevano essere sormontate per mezzo di un’assistenza sociale mirata.
La Corte ha concluso al contrario alla no-violazione dell’articolo 8 nel causa Auna c. Norvegia (no 52502/07, 28 ottobre 2010,) rilevando che l’adozione del minore non aveva non in fatto impossibilitato il richiedente di continuare ad intrattenere una relazione personale col bambino e non aveva avuto per conseguenze di tagliare il bambino delle sue radici. Nella causa precitata Couillard Maugery c. Francia, dove il collocamento dei bambini era stato ordinato in ragione di un squilibrio psichico della madre, la Corte ha concluso anche alla no-violazione dell’articolo 8, prendendo in conto la mancanza di cooperazione della madre coi servizi sociali, il rifiuto dei bambini di vedere lei e soprattutto il fatto che il legame materno non era stato tagliato in modo definitiva, il collocamento che non ha nello specifico rivestito che il carattere di una misura temporanea.
51. Nella presente causa, il procedimento di dichiarazione di adottabilit? dei bambini ? stato aperto in ragione dell’aggravamento della malattia del richiedente che aveva condotto alla sua ospedalizzazione, e della degradazione della situazione familiare, in seguito alla separazione di corpo della coppia parentale.
52. La Corte non dubita della necessit?, nella situazione dello specifico, di un intervento delle autorit? competenti alle fini di proteggere l’interesse dei bambini. Dubita tuttavia del carattere adeguato dell’intervento scelto e stimi che le autorit? nazionali non abbiano sufficientemente ?uvr? per salvaguardare le legame madre-bambino. Osserva difatti che altre soluzioni erano praticabili, come queste previsto dal perito ed in particolare il collocamento in posto di un’assistenza sociale mirata di natura tale da permettere di sormontare le difficolt? legate allo stato di salute del richiedente, preservando il legame familiare pure garantendo la protezione dell’interesse superiore dei bambini.
53. La Corte accorda dell’attenzione al fatto che a pi? riprese, il richiedente aveva sollecitato l’intervento dei servizi sociali per essere aiutata ad occuparsi per il meglio dei suoi bambini. Agli occhi della Corte, non si pu? considerare l’argomento del Governo secondo che le sollecitazioni del richiedente mostrerebbero la sua incapacit? ad esercitare il ruolo di genitore e pu? giustificare la decisione del tribunale di dichiarare i bambino adottabili. La Corte stima che una reazione delle autorit? alle domande di aiuto del richiedente avrebbe potuto salvaguardare al tempo stesso l’interesse dei bambini ed il legame materno. Per di pi?, una soluzione di questo tipo sarebbe stata conforme alle preconizzazioni del rapporto di perizia ed alle disposizioni della legge secondo che la rottura definitiva del legame familiare deve restare l’extrema ratio.
54. La Corte riafferma che il ruolo delle autorit? di protezione sociale ? precisamente di aiutare le persone in difficolt?, di guidarli nei loro passi e nel consigliere, entra altri, in quanto ai mezzi di sormontare le loro difficolt?, Saviny c. Ucraina, no 39948/06, ? 57, 18 dicembre 2008; R.M.S. c. Spagna no 28775/12, ? 86, 18 giugno 2013. Nel caso delle persone vulnerabili, le autorit? devono dare prova di un’attenzione particolare e devono garantirloro una protezione aumentata, B. c. Romania (no 2), no 1285/03, ?? 86 e 114, 19 febbraio 2013; Todorova c. Italia, no 33932/06, ? 75, 13 gennaio 2009; R.M.S. c. Spagna, no 28775/12, ? 86, 18 giugno 2013; Zhou, precitata, ?? 58-59; Akinnibosun c. Italia, precitata, ? 82.
55. La Corte osserva che il giudizio della corte di appello di Roma aveva riconosciuto un’evoluzione positiva dello stato di salute del richiedente e della situazione familiare globalmente considerata. In particolare, la corte di appello aveva preso bel voto per il fatto che il richiedente seguiva un percorso terapeutico, che il padre dei bambini si era mobilitato per trovare delle risorse per occuparsi di essi e che il nonno paterno era preparato ad aiutarlo, paragrafo 19 sopra. Questi miglioramenti non sono stati considerati tuttavia come sufficienti alle fini della valutazione della capacit? dei genitori ad esercitare il loro ruolo, e la corte di appello conferm? la dichiarazione di adottabilit?, basandosi in particolare sull’esigenza di salvaguardare l’interesse dei bambini ad essere accolti in una famiglia capace di prendere cura di essi in modo adeguata.
56. La Corte ricorda che il fatto che un bambino possa essere accolto in una cornice pi? propizia alla sua educazione non saprebbe in si giustificare che lo si sottragga alle cure dei suoi genitori biologici: per giustificarsi allo sguardo dell’articolo 8 della Convenzione, uguale ingerenza nel diritto dei genitori a godere di una vita familiare col loro bambino deve rivelarsi ancora “necessaria” in ragione di altre circostanze, K. e T. c. Finlandia [GC], precitata, ? 173; Puntatori c. Portogallo, precitata, ? 95; Akinnibosun c. Italia, precitata, ? 75.
La Corte nota che nello specifico, mentre delle soluzioni meno radicali erano disponibili, le giurisdizioni interne hanno dichiarato tuttavia i bambino adottabili in dispetto delle preconizzazioni della perizia, provocando cos? l’allontanamento definitivo ed irreversibile di loro madre. Di pi?, i tre bambini sono stati posti in tre famiglie di accoglimento differente, cos? che c’? stato non solo scoppio della famiglia ma ancora fratrie, Puntatori c. Portogallo, ? 98, precitata).
57. La Corte ? di parere che la necessit? che era fondamentale, di preservare, per quanto possibile, il legame tra i richiedenti-che si trovava peraltro in situazione di vulnerabilit? -ed i suoi figli non ? stata presa debitamente in considerazione (Zhou, ? 58, precitata). Le autorit? giudiziali si sono limitate a prendere in considerazione le difficolt? della famiglia che sarebbe potuta essere sormontata per mezzo di un’assistenza sociale mirata, come indicato peraltro nella perizia. Se ? vero che un primo percorso di sostegno era stato messo a posto nel 2009 ed era fallito a causa dell’aggravamento della malattia del richiedente e della cessazione della coabitazione con suo marito, queste circostanze non bastavano a giustificare la soppressione di ogni opportunit? per il richiedente di riannodare dei legami coi suoi bambini.
58. Avuto riguardo a queste considerazioni e nonostante il margine di valutazione dello stato la Corte conclude in materia, che le autorit? italiane, prevedendo che la sola rottura definitiva ed irreversibile del legame familiare, mentre di altre soluzioni che mirano a salvaguardare al tempo stesso l’interesse dei bambini ed il legame familiare erano praticabile nello specifico, non hanno esposto degli sforzi adeguati e sufficienti per fare rispettare il diritto del richiedente a vivere coi suoi bambini, ignorando cos? il suo diritto al rispetto della vita familiare, garantito con l’articolo 8 della Convenzione. C’? stata dunque violazione di questa disposizione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
59. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
60. Il richiedente richiede 300 000 euro (EUR) a titolo del danno morale che avrebbe subito a causa della violazione dell’articolo 8.
61. Il Governo si oppone.
62. Tenendo conto delle circostanze dello specifico e della constatazione secondo che le autorit? italiane non hanno esposto degli sforzi adeguati e sufficienti per fare rispettare il diritto del richiedente a vivere coi suoi bambini, in violazione dell’articolo 8, la Corte ? di parere che l’interessata ha subito un danno morale che non saprebbe essere riparato dalla sola constatazione di violazione della Convenzione. Considera, tuttavia, che la somma richiesta ? eccessiva. Avuto riguardo all’insieme degli elementi di cui dispone e deliberando in equit?, siccome lo vuole l’articolo 41 della Convenzione, la Corte stima che c’? luogo di fissare la somma ad assegnare all’interessata al titolo di suddetto danno morale a 32 000 EUR.
B. Oneri e spese
63. Il richiedente non chiede nessuna somma a titolo degli oneri e spese. La Corte stima dunque che non c’? luogo di assegnare al richiedente una somma a questo titolo.
C. Interessi moratori
64. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto al motivo di appello derivato dell’articolo 8 della Convenzione;

2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione;

3. Stabilisce,
a), che lo stato convenuto deve versare al richiedente, entro tre mesi a contare dal giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 32 000 EUR, trentaduemila euro, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno morale;
b) che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;

4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 13 ottobre 2015, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Fato ?Arac? P?ivi Hirvel?
Greffi?re collaboratrice Presidentessa

Testo Tradotto

Conclusions: Violation de l’article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale (Article 8 – Obligations positives Article 8-1 – Respect de la vie familiale) Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

QUATRI?ME SECTION

AFFAIRE S.H. c. ITALIE

(Requ?te no 52557/14)

ARR?T

STRASBOURG

13 octobre 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire S.H. c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
P?ivi Hirvel?, pr?sidente,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Paul Mahoney,
Faris Vehabovi?,
Yonko Grozev, juges,
et de Fato? Arac?, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 22 septembre 2015,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 52557/14) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante italienne, Mme S.H. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 11 juillet 2014 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante a ?t? repr?sent?e par Me M. Morcavallo, avocat ? Rome. Le Gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora.
3. La requ?rante all?gue en particulier une violation de son droit au respect de la vie familiale, garanti par l?article 8 de la Convention.
4. Le 23 octobre 2014, le grief concernant la violation de l?article 8 de la Convention a ?t? communiqu? au Gouvernement et la requ?te a ?t? d?clar?e irrecevable pour le surplus, conform?ment ? l?article 54 ? 3 du R?glement de la Cour.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. La requ?rante est n?e en 1984 et r?side ? Sacile.
6. Les faits de la cause, tels qu?ils ont ?t? expos?s par les parties, peuvent se r?sumer comme suit.
7. La requ?rante est la m?re de trois enfants : R., P. et J., n?s respectivement en 2005, 2006 et 2008.
8. ? l??poque des faits, la requ?rante vivait avec le p?re des enfants, souffrait de d?pression et suivait une th?rapie pharmacologique.
9. En ao?t 2009, les services sociaux inform?rent le tribunal pour enfants de Rome (ci-apr?s ? le tribunal ?) qu?? plusieurs reprises les enfants avaient ?t? hospitalis?s ? la suite de l?ingestion accidentelle de m?dicaments et une proc?dure en urgence fut ouverte devant le tribunal. Par une d?cision du 11 ao?t 2009, le tribunal ordonna l??loignement des enfants de la famille et leur placement dans un institut et chargea les services sociaux d??laborer un projet en faveur des enfants.
10. Le 20 octobre 2009, la requ?rante et le p?re des enfants furent entendus par le tribunal. Ils reconnurent qu?en raison de l??tat de sant? de la requ?rante et des effets secondaires des m?dicaments qu?elle prenait pour soigner sa d?pression, ils avaient eu des difficult?s ? s?occuper des enfants. Ils affirm?rent, cependant, qu?ils pouvaient s?occuper de mani?re ad?quate des enfants avec l?aide des services sociaux et du grand-p?re. La requ?rante indiqua qu?elle suivait une th?rapie et que les effets secondaires initialement induits par les m?dicaments ne s??taient plus manifest?s. Les deux parents sollicit?rent la mise en place d?un projet de soutien ?labor? par les services sociaux en vue de permettre le retour des enfants en famille.
11. Le 3 d?cembre 2009, la psychiatre d?posa son rapport concernant la requ?rante. Il ressortait de ce dernier qu?elle suivait une th?rapie pharmacologique, qu?elle ?tait dispos?e ? suivre une psychoth?rapie et ? accepter l?aide des services sociaux et qu?elle avait un lien affectif tr?s fort avec ses enfants.
? la m?me date, le Groupe de travail int?gr? sur les adoptions (? G.I.L. ?) d?posa son rapport. Il y indiquait que, malgr? les difficult?s familiales, les parents avaient r?agi positivement, avaient particip? aux rencontres organis?es et ?taient dispos?s ? accepter le soutien des services sociaux. En cons?quence de quoi, le G.I.L. proposait le retour des enfants chez leurs parents et la mise en place d?un projet de soutien ? la famille.
12. Par une d?cision du 19 janvier 2010, le tribunal, compte tenu des rapports des experts ainsi que du fait que le grand-p?re paternel ?tait disponible pour aider son fils et la requ?rante ? s?occuper des enfants, ordonna le retour des enfants chez leurs parents.
Le 24 mars 2010, cependant, le projet de rapprochement parents-enfants fut interrompu et les enfants furent ?loign?s ? nouveau de la famille, au motif que la requ?rante avait ?t? hospitalis?e en raison de l?aggravation de sa maladie, que le p?re avait quitt? l?habitation familiale et que le grand p?re ?tait malade. Le tribunal ?tablit alors pour les deux parents un droit de visite, fix? comme suit : pour la requ?rante, une heure tous les quinze jours ; pour le p?re des enfants, deux heures par semaine.
13. En mars 2010, le procureur demanda l?ouverture d?une proc?dure de d?claration d?adoptabilit? des enfants.
14. Le 10 juin 2010, les parents furent entendus par le tribunal. La requ?rante affirma qu?elle ?tait en train de se soigner, souligna que le p?re des enfants ?tait disponible pour s?en occuper et que, par cons?quent, ces derniers ne se trouvaient pas en situation d?abandon. Le p?re assurait que, m?me s?il travaillait, il pouvait s?occuper efficacement des enfants, avec l?aide de son p?re, et qu?il avait embauch? une employ?e domestique pouvant l?aider.
15. En octobre 2010, le tribunal ordonna une expertise afin d??valuer la capacit? de la requ?rante et du p?re des enfants ? exercer le r?le de parents. Le 13 janvier 2011, l?expert d?posa son rapport, dont il ressortait :
– que le p?re ne pr?sentait aucune pathologie psychiatrique, qu?il avait une personnalit? fragile, mais qu?il ?tait capable de prendre ses propres responsabilit?s ;
– que la requ?rante ?tait atteinte de ? trouble de la personnalit? borderline interf?rant, de mani?re limit?e, avec sa capacit? de prendre des responsabilit?s li?es ? son r?le de m?re ? ;
– que les enfants ?taient hyperactifs, et qu?une partie importante de cette symptomatologie pouvait ?tre l?expression des difficult?s familiales.
Dans ses conclusions, l?expert observa que les deux parents ?taient dispos?s ? accepter les interventions n?cessaires afin d?am?liorer leur rapport avec les enfants et il formula les propositions suivantes : le maintien du placement des enfants dans l?institut, la mise en place d?un parcours de rapprochement entre les parents et les enfants et l?intensification des rencontres. Il proposa ?galement une nouvelle ?valuation de la situation familiale apr?s six mois.
16. Par une d?cision du 1er mars 2011, toutefois, le tribunal d?clara les enfants adoptables et les rencontres entre les parents et les enfants furent interrompues.
Dans ses motifs, le tribunal consid?ra qu?une nouvelle ?valuation de la situation familiale n??tait pas n?cessaire en l?esp?ce. Il souligna les difficult?s des parents ? exercer leur r?le parental, telles qu?indiqu?es par l?expert, et se r?f?ra aux d?clarations de la directrice de l?institut, selon laquelle la requ?rante avait des ? troubles mentaux graves ?, le p?re ? n??tait pas capable de d?montrer son affection et se limitait ? interagir avec les assistants sociaux de mani?re pol?mique ? et les parents ? n??taient pas capables de donner aux enfants les attentions et les th?rapies dont ils avaient besoin ?. Compte tenu de ces ?l?ments, le tribunal d?clara l?adoptabilit? des enfants.
17. La requ?rante et le p?re des enfants interjet?rent appel contre cette d?cision et demand?rent la suspension de l?ex?cution de celle-ci. Ils soutenaient :
? que le tribunal avait erron?ment d?clar? l?adoptabilit? en l?absence d?une ? situation d?abandon ?, condition n?cessaire aux termes de la loi no 184 de 1983 pour pouvoir d?clarer l?adoptabilit? ;
? que la d?claration d?adoptabilit? devait seulement s?envisager comme extrema ratio et qu?en l?esp?ce, cela ne s?imposait pas puisque leurs difficult?s familiales, li?es notamment ? la maladie de la requ?rante, avaient un caract?re transitoire et pouvaient ?tre surmont?es avec le soutien des assistants sociaux.
Ils soulign?rent enfin que le tribunal n?avait pas pris en compte l?expertise de janvier 2011 ordonnant la mise en place d?un parcours de soutien et le rapprochement des enfants avec leurs parents.
18. En juillet 2011, le tribunal ordonna le placement de chacun des enfants dans une famille d?accueil diff?rente.
19. Par une d?cision du 7 f?vrier 2012, la cour d?appel de Rome rejeta l?appel de la requ?rante et confirma l?adoptabilit?.
La cour d?appel observa que les autorit?s comp?tentes avaient d?ploy? les efforts n?cessaires afin de garantir un soutien aux parents et pr?parer le retour des enfants dans leur famille. Toutefois, le projet n?avait pas abouti, ce qui d?montrait l?incapacit? des parents ? exercer leur r?le parental ainsi que le manque de caract?re transitoire de la situation. S?appuyant sur les conclusions des services sociaux, la cour d?appel souligna que la faillite du projet avait eu des cons?quences n?gatives pour les enfants et que l?adoptabilit? visait ? sauvegarder leur int?r?t ? ?tre accueillis dans une famille capable de prendre soin d?eux de mani?re ad?quate, ce que leur famille d?origine n??tait pas en mesure de faire en raison de l??tat de sant? de la m?re et des difficult?s du p?re. La cour d?appel nota qu?il y avait eu des ?volutions positives de la situation, telle que la prise de conscience de la m?re de ses probl?mes de sant? et sa volont? de suivre un parcours th?rapeutique ainsi que les efforts du p?re pour trouver des ressources afin de s?occuper de ses enfants ou encore la disponibilit? du grand-p?re pour aider son fils. Toutefois, selon la cour d?appel, ces ?l?ments n??taient pas suffisants aux fins de l??valuation de la capacit? des deux parents d?exercer leur r?le parental. Compte tenu de ces ?l?ments et dans le but de sauvegarder l?int?r?t des enfants, la cour d?appel concluait ainsi ? la confirmation de l?adoptabilit?.
20. La requ?rante et le p?re des enfants se pourvurent en cassation. Par un arr?t d?pos? au greffe le 22 janvier 2014, la Cour de cassation d?bouta la requ?rante de son pourvoi, consid?rant :
? que la cour d?appel avait correctement ?valu? l?existence d?une situation d?abandon moral des enfants et l?irr?versibilit? de l?incapacit? des parents d?exercer leur r?le, compte tenu de la faillite du premier projet de soutien mis en place par les services sociaux ;
? que la d?claration d?adoptabilit? avait d?ment pris en compte l?int?r?t des enfants ? ?tre accueillis dans une famille capable de s?en occuper efficacement.
21. En f?vrier 2014, la requ?rante demanda au tribunal pour enfants de Rome la r?vocation de la d?claration d?adoptabilit? (sur le fondement de l?article 21 de la loi no 184 de 1983). ? l?appui de sa demande, la requ?rante produisit divers documents m?dicaux attestant que son ?tat de sant? s??tait entre-temps am?lior?, et ce afin de prouver que les conditions pr?vues par l?article 8 de la loi no 184 de 1983 pour pouvoir d?clarer l?adoptabilit? avaient d?sormais disparu.
Par une d?cision du 14 mai 2014, le tribunal pour enfants de Rome rejeta la demande de la requ?rante.
22. L?issue de la proc?dure d?adoption des enfants n?est pas connue.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
23. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans les affaires Akinnibosun c. Italie, (no 9056/14, ? 45, 16 juillet 2015) et Zhou c. Italie, (no 33773/11, ?? 24-26, 21 janvier 2014).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION
24. La requ?rante reproche aux autorit?s internes d?avoir d?clar? l?adoptabilit? de ses enfants alors qu?il n?existait aucune situation d?abandon en l?esp?ce, mais seulement des difficult?s familiales transitoires, li?es ? sa pathologie d?pressive et ? l?interruption de sa cohabitation avec le p?re des enfants, difficult?s qui pouvaient ?tre surmont?es avec la mise en place d?un parcours de soutien avec l?aide des services sociaux.
Elle souligne que les autorit?s internes ont coup? tout lien avec ses enfants alors que l?expertise avait ?tabli que d?autres mesures visant ? sauvegarder le lien familial pouvaient ?tre adopt?es en l?esp?ce.
De ce fait, elle estime que les autorit?s internes ont manqu? ? leur obligation positive de d?ployer tous les efforts n?cessaires afin de sauvegarder le lien parents-enfants, inh?rent ? l?article 8 de la Convention, ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale, de son domicile et de sa correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien ?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
25. Le Gouvernement conteste cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
26. La Cour constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) La requ?rante
27. La requ?rante souligne tout d?abord que les conditions pr?vues par la loi pour d?clarer l?adoptabilit? de ses enfants n??taient pas remplies en l?esp?ce. Elle observe ? ce propos que les juridictions internes ont surtout fond? la d?claration d?adoptabilit? sur sa maladie et sur l?interruption de la cohabitation entre les deux parents.
Consid?rant que ces difficult?s familiales ne pr?sentaient qu?un caract?re temporaire, la requ?rante estime qu?en pr?f?rant couper le lien de filiation maternelle plut?t que prendre les mesures n?cessaires pour la soutenir et l?aider, les juridictions internes ont m?connu les obligations positives d?coulant de la Convention.
28. La requ?rante fait observer que si un parcours de soutien fut initialement mis en place, il a toutefois ?t? interrompu ? cause de l?aggravation de son ?tat de sant?. Elle souligne que cette aggravation n?avait qu?un caract?re temporaire et partant ne pouvait pas justifier la cessation d?finitive de toute tentative de sauvegarder le lien familial.
29. La requ?rante rappelle qu?elle ?tait consciente des difficult?s engendr?es par sa maladie et souligne qu?elle avait suivi un parcours th?rapeutique et demand?, ? plusieurs reprises, aux services sociaux et aux autorit?s comp?tentes un soutien et un accompagnement pour satisfaire au mieux les besoins des enfants.
Elle consid?re que la situation de difficult? d?un parent ne peut suffire, en soi, ? justifier la rupture des liens parent-enfant mais impose ? l??tat de prendre les mesures n?cessaires pour apporter une assistance effective et pr?server le lien familial. ? cet ?gard, la requ?rante se r?f?re ? la jurisprudence Zhou c. Italie, pr?cit?.
30. La requ?rante ne conteste pas que les autorit?s internes jouissent d?une large marge d?appr?ciation pour d?terminer les mesures ? prendre pour prot?ger l?int?r?t sup?rieur des enfants. Elle fait toutefois observer que l??loignement des enfants de leur m?re a eu des effets n?gatifs sur leur ?quilibre psychophysique et se r?f?re ? ce propos aux rapports des experts (voir paragraphe 15 ci-dessus).
31. La requ?rante attire l?attention sur le fait que la d?cision de d?clarer les enfants adoptables a ?t? prise en d?pit des rapports des experts selon lesquels le lien parent-enfants devait ?tre pr?serv?. Elle rappelle ? cet ?gard que, dans un premier temps, les experts avaient envisag? le retour des enfants chez leurs parents. Par la suite, lorsque son ?tat de sant? s??tait aggrav? et la cohabitation entre les deux parents avait ?t? interrompue, l?expert commis par le tribunal avait propos? de placer temporairement les enfants en famille d?accueil et la mise en place d?un parcours de soutien. Les juridictions internes ont pourtant contrevenu ? telles indications, ont d?clar? les enfants adoptables et les ont plac?s chacun dans une famille diff?rente.
b) Le Gouvernement
32. Le Gouvernement expose que les autorit?s italiennes comp?tentes ont agi dans le souci de prot?ger l?int?r?t sup?rieur des enfants et ont pris toutes les mesures n?cessaires pour sauvegarder le lien familial. La d?claration d?adoptabilit? a ?t? prononc?e dans le cadre d?une proc?dure ?quitable, apr?s un examen approfondi de la situation psychologique et physique des parents et des enfants.
33. Le Gouvernement rappelle que les enfants vivaient dans une situation de pr?carit? et de danger, ce qui avait justifi? l?intervention des services sociaux et leur placement dans un institut.
34. La d?claration d?adoptabilit?, intervenue apr?s plusieurs tentatives de r?unir les enfants et leurs parents, se fondait sur les indications des experts et ?tait justifi?e par l?exigence de sauvegarder l?int?r?t sup?rieur des enfants. Le Gouvernement rappelle ? cet ?gard le contenu des rapports d?expertise montrant les limites de la capacit? de la requ?rante ? exercer le r?le de parent ainsi que les troubles comportementaux des enfants li?s ? la situation familiale difficile (voir paragraphe 15 ci-dessus).
35. Le Gouvernement estime que la proposition des experts d?effectuer une nouvelle ?valuation de la situation familiale avant de d?clarer les enfants adoptables ne pouvait pas ?tre accueillie par les juridictions internes.
L?analyse attentive des ?l?ments de fait et de droit faite par les juridictions internes avait montr? l?existence de graves raisons justifiant la d?claration d?adoptabilit? et ne laissait aucun doute quant ? l?impossibilit? d?un changement positif de la situation familiale. La volont? des parents de s?occuper des enfants et d?accepter un soutien des services sociaux ne suffisait pas ? surmonter les difficult?s objectives du cas d?esp?ce et ? assurer un bon d?veloppement psychophysique aux enfants.
36. Le Gouvernement attire l?attention sur le fait que la requ?rante avait d?clar? devant les juridictions internes ne pas ?tre en mesure de s?occuper des enfants et avait demand? ? ?tre aid?e ou ? ce que l?on confie au p?re la garde des enfants. Compte tenu des difficult?s, reconnues par la requ?rante elle-m?me, ainsi que du fait que le parcours de soutien n?avait pas abouti, les juridictions internes ont adopt? la seule d?cision pouvant prot?ger l?int?r?t des enfants. Le Gouvernement rappelle ? cet ?gard la jurisprudence de la Cour, selon laquelle un juste ?quilibre doit ?tre m?nag? entre les int?r?ts des enfants et des parents. Toutefois, l?int?r?t sup?rieur de l?enfant peut pr?valoir sur celui des parents (Johansen c. Norv?ge, 7 ao?t 1996, ? 78, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 III).
37. Le Gouvernement fait valoir que l?ing?rence dans le droit de la requ?rante au respect de sa vie familiale ?tait pr?vue par la loi et poursuivait le but de prot?ger les enfants. Il consid?re enfin que les motifs indiqu?s par les juridictions nationales pour fonder leurs d?cisions sont pertinents et suffisants, et que les autorit?s nationales n?ont pas d?pass? la marge d?appr?ciation m?nag?e par le paragraphe 2 de l?article 8 de la Convention.
2. Appr?ciation par la Cour
a) Principes g?n?raux
38. La Cour constate ? titre liminaire qu?il n?est pas contest? que la d?claration d?adoptabilit? des enfants constitue une ing?rence dans l?exercice du droit de la requ?rante au respect de sa vie familiale. Elle rappelle qu?une telle ing?rence n?est compatible avec l?article 8 que si elle remplit les conditions cumulatives d??tre pr?vue par la loi, de poursuivre un but l?gitime, et d??tre n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique. La notion de n?cessit? implique que l?ing?rence se fonde sur un besoin social imp?rieux et qu?elle soit notamment proportionn?e au but l?gitime recherch? (voir Gnahor? c. France, no 40031/98, ? 50, CEDH 2000 IX, Couillard Maugery c. France, no 64796/01, ? 237, 1er juillet 2004 et Pontes c. Portugal, no 19554/09, ? 74, 10 avril 2012).
39. La Cour rappelle qu?au-del? de la protection contre les ing?rences arbitraires, l?article 8 met ? la charge de l??tat des obligations positives inh?rentes au respect effectif de la vie familiale. Ainsi, l? o? l?existence d?un lien familial se trouve ?tablie, l??tat doit en principe agir de mani?re ? permettre ? ce lien de se d?velopper (voir Olsson c. Su?de (no 2), 27 novembre 1992, ? 90, s?rie A no 250 ; Neulinger et Shuruk c. Suisse [GC], no 41615/07, ? 140, CEDH 2010 ; Pontes c. Portugal, pr?cit?, ? 75). La fronti?re entre les obligations positives et n?gatives d?coulant de l?article 8 ne se pr?te pas ? une d?finition pr?cise, mais les principes applicables sont n?anmoins comparables. En particulier, dans les deux cas, il faut avoir ?gard au juste ?quilibre ? m?nager entre les int?r?ts concurrents, en tenant compte toutefois de ce que l?int?r?t sup?rieur de l?enfant doit constituer la consid?ration d?terminante qui, selon sa nature et sa gravit?, peut l?emporter sur celui du parent (Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 66, CEDH 2003-VIII ; Kearns c. France, no 35991/04, ? 79, 10 janvier 2008; Akinnibosun c. Italie, pr?cit?, ? 60, pr?cit?). Notamment, l?article 8 ne saurait permettre ? un parent d?exiger que soient prises des mesures pr?judiciables ? la sant? et au d?veloppement de l?enfant (voir, Johansen c. Norv?ge, pr?cit?, ? 78 et Gnahor?, pr?cit?, ? 59). Ainsi, en mati?re d?adoption, la Cour a d?j? admis qu?il puisse ?tre de l?int?r?t du mineur de favoriser l?instauration de liens affectifs stables avec ses parents nourriciers (Johansen, pr?cit?, ? 80, et Kearns, pr?cit?, ? 80).
40. La Cour rappelle ?galement que, dans l?hypoth?se des obligations n?gatives comme dans celle des obligations positives, l??tat jouit d?une certaine marge d?appr?ciation (voir, W. c. Royaume-Uni, 8 juillet 1987, ? 60, s?rie A no 121), qui varie selon la nature des questions en litige et la gravit? des int?r?ts en jeu. En particulier, la Cour exige que des mesures aboutissant ? briser les liens entre un enfant et sa famille ne soient appliqu?es que dans des circonstances exceptionnelles, c?est-?-dire uniquement dans les cas o? les parents se sont montr?s particuli?rement indignes (Clemeno et autres c. Italie, no 19537/03, ? 60, 21 octobre 2008), ou lorsqu?elles sont justifi?es par une exigence primordiale touchant l?int?r?t sup?rieur de l?enfant (voir Johansen, pr?cit?, ? 84 ; P., C. et S. c. Royaume-Uni, no 56547/00, ? 118, CEDH 2002 VI). Cette approche peut toutefois ?tre ?cart?e en raison de la nature de la relation parent-enfant, lorsque le lien est tr?s limit? (S?derb?ck c. Su?de, 28 octobre 1998, ?? 30 34, Recueil 1998 VII).
41. Il appartient ? chaque ?tat contractant de se doter d?un arsenal juridique ad?quat et suffisant pour assurer le respect des obligations positives qui lui incombent en vertu de l?article 8 de la Convention et ? la Cour de rechercher si, dans l?application et l?interpr?tation des dispositions l?gales applicables, les autorit?s internes ont respect? les garanties de l?article 8, en tenant notamment compte de l?int?r?t sup?rieur de l?enfant (voir, mutatis mutandis, Neulinger et Shuruk c. Suisse [GC], no 41615/07, ? 141, CEDH 2010, K.A.B. c. Espagne, no 59819/08, ? 115, 10 avril 2012, X c. Lettonie [GC], no 27853/09, ? 102, CEDH 2013).
42. ? cet ?gard et s?agissant de l?obligation pour l??tat d?arr?ter des mesures positives, la Cour n?a cess? de dire que l?article 8 implique le droit pour un parent ? des mesures propres ? le r?unir avec son enfant et l?obligation pour les autorit?s nationales de les prendre (voir, par exemple, Eriksson c. Su?de, 22 juin 1989, ? 71, s?rie A no 156, et Margareta et Roger Andersson c. Su?de, 25 f?vrier 1992, ? 91, s?rie A no 226-A ; P.F. c. Pologne, no 2210/12, ? 55, 16 septembre 2014). Dans ce genre d?affaire, le caract?re ad?quat d?une mesure se juge ? la rapidit? de sa mise en ?uvre, car le passage du temps peut avoir des cons?quences irr?m?diables sur les relations entre l?enfant et le parent qui ne vit pas avec lui (Maumousseau et Washington c. France, no 39388/05 ? 83, 6 d?cembre 2007 ; Zhou c. Italie, pr?cit?, ? 48 ; Akinnibosun c. Italie, pr?cit?, ? 63).
b) Application de ces principes
43. La Cour consid?re que le point d?cisif en l?esp?ce consiste donc ? savoir si, avant de supprimer le lien de filiation maternelle, les autorit?s nationales ont bien pris toutes les mesures n?cessaires et ad?quates que l?on pouvait raisonnablement exiger d?elles pour que les enfants puissent mener une vie familiale normale au sein de leur propre famille.
44. La Cour note que les autorit?s italiennes ont pris en charge la requ?rante et ses enfants ? partir d?ao?t 2009, lorsque les services sociaux inform?rent le tribunal que les enfants avaient ?t? hospitalis?s ? cause de l?ingestion accidentelle de m?dicaments. Les enfants furent ?loign?s de la famille et plac?s dans un institut.
45. La Cour rel?ve qu?un premier projet de soutien ? la famille fut mis en place et qu?en janvier 2010, les enfants rentr?rent chez leurs parents. La d?cision du tribunal se fondait sur l?attestation, de la part des experts, d?une r?action positive des parents au parcours de soutien familial ?labor? par les services sociaux et sur l?existence d?un lien affectif tr?s fort entre la requ?rante et les enfants.
46. En mars 2010, le p?re des enfants quitta le domicile familial et la requ?rante fut hospitalis?e en raison de l?aggravation de son ?tat de sant?. ? la lumi?re des d?veloppements intervenus, les enfants furent donc ? nouveau ?loign?s de la famille et plac?s en institut et une proc?dure d?adoptabilit? fut ouverte.
47. La Cour note que l?expert commis par le tribunal envisagea un parcours de rapprochement parents-enfants, avec une intensification des rencontres et un r?examen de la situation apr?s six mois. La solution propos?e se fondait sur l?existence de liens affectifs forts parents-enfants, ainsi que sur l??valuation globalement positive de la capacit? des parents d?exercer leur r?le et sur leur disposition ? collaborer avec les services sociaux. La Cour remarque que l?expertise en question fut d?pos?e au greffe le 13 janvier 2011 et c?est seulement deux mois apr?s, ? savoir le 1er mars 2011, que le tribunal, contrairement aux indications de l?expert, a d?clar? les enfants adoptables et ordonn? l?interruption des rencontres. La d?cision de couper de mani?re imm?diate et d?finitive le lien maternel a ?t? prise tr?s rapidement, sans aucune analyse attentive de l?incidence de la mesure d?adoption sur les personnes concern?es et en d?pit des dispositions de la loi selon lesquelles la d?claration d?adoptabilit? doit rester l?extrema ratio. De ce fait, le tribunal, en refusant de prendre en consid?ration d?autres solutions moins radicales praticables en l?esp?ce, telles que le projet de soutien familial envisag? par l?expertise, a ?cart? d?finitivement toute possibilit? pour le projet d?aboutir et pour la requ?rante de renouer des liens avec ses enfants.
48. La Cour rappelle que pour un parent et son enfant, ?tre ensemble repr?sente un ?l?ment fondamental de la vie familiale (Couillard Maugery c. France, pr?cit?, ? 237) et que des mesures aboutissant ? briser les liens entre un enfant et sa famille ne peuvent ?tre appliqu?es que dans des circonstances exceptionnelles. La Cour souligne ?galement que l?article 8 de la Convention impose ? l??tat de prendre les mesures propres ? pr?server, autant que possible, le lien m?re-enfant (Zhou c. Italie, pr?cit?, ? 59).
49. La Cour rel?ve que, dans des cas si d?licats et si complexes, la marge d?appr?ciation laiss?e aux autorit?s nationales comp?tentes varie selon la nature des questions en litige et la gravit? des int?r?ts en jeu. Si les autorit?s jouissent d?une grande latitude pour appr?cier la n?cessit? de prendre en charge un enfant, en particulier lorsqu?il y a urgence, la Cour doit n?anmoins avoir acquis la conviction que, dans l?affaire en question, il existait des circonstances justifiant le retrait de l?enfant. Il incombe ? l??tat d?fendeur d??tablir que les autorit?s ont, avant de mettre une pareille mesure ? ex?cution, ?valu? avec soin l?incidence qu?aurait sur les parents et l?enfant la mesure d?adoption, ainsi que la possibilit? d?autres solutions que la prise en charge de l?enfant (K. et T. c. Finlande [GC], no 25702/94, ?166, CEDH 2001 VII ; Kutzner c. Allemagne, no 46544/99, ? 67, CEDH 2002 I).
50. ? la diff?rence d?autres affaires que la Cour a eu l?occasion d?examiner, les enfants de la requ?rante en l?esp?ce n?avaient pas ?t? expos?s ? une situation de violence ou de maltraitance physique ou psychique (voir, a contrario, Y.C. c. Royaume-Uni, no 4547/10, 13 mars 2012, Dewinne c. Belgique (d?c.), no 56024/00, 10 mars 2005 ; Zakharova c. France (d?c.), no 57306/00, 13 d?cembre 2005), ni ? des abus sexuels (voir, a contrario, Covezzi et Morselli c. Italie, no 52763/99, ? 104, 9 mai 2003).
La Cour rappelle avoir conclu ? la violation de l?article 8 dans l?affaire Kutzner c. Allemagne (? 68, pr?cit?), dans laquelle les tribunaux avaient retir? l?autorit? parentale aux requ?rants apr?s avoir constat? des d?ficiences intellectuelles de ces derniers et avaient plac? les deux enfants dans des familles d?accueil distinctes (? 77, pr?cit?). La Cour a not? que si les raisons invoqu?es par les autorit?s et juridictions nationales ?taient pertinentes, elles n??taient pas suffisantes pour justifier cette grave ing?rence dans la vie familiale des requ?rants (? 81, pr?cit?). La violation de l?article 8 a ?galement ?t? constat?e dans une affaire Saviny c. Ukraine (no 39948/06, 18 d?cembre 2008), o? le placement des enfants des requ?rants avait ?t? justifi? par leur incapacit? ? garantir aux enfants des conditions de vie ad?quates (le manque de moyens financiers et de qualit?s personnelles des int?ress?s mettait en p?ril la vie, la sant? et l??ducation morale des enfants).
Il en est all? de m?me dans l?affaire Zhou c. Italie (?? 59-61, pr?cit?), dans laquelle la Cour a consid?r? que les autorit?s n?avaient pas d?ploy? les efforts n?cessaires pour pr?server le lien m?re-enfant et s??taient limit?es ? constater l?existence de difficult?s alors que celles-ci pouvaient ?tre surmont?es au moyen d?une assistance sociale cibl?e.
La Cour a au contraire conclu ? la non-violation de l?article 8 dans l?affaire Aune c. Norv?ge (no 52502/07, 28 octobre 2010), en relevant que l?adoption du mineur n?avait en fait pas emp?ch? la requ?rante de continuer ? entretenir une relation personnelle avec l?enfant et n?avait pas eu pour cons?quences de couper l?enfant de ses racines. Dans l?affaire pr?cit?e Couillard Maugery c. France, o? le placement des enfants avait ?t? ordonn? en raison d?un d?s?quilibre psychique de la m?re, la Cour a ?galement conclu ? la non-violation de l?article 8, en prenant en compte le manque de coop?ration de la m?re avec les services sociaux, le refus des enfants de la voir et surtout le fait que le lien maternel n?avait pas ?t? coup? de mani?re d?finitive, le placement n?ayant en l?esp?ce rev?tu que le caract?re d?une mesure temporaire.
51. Dans la pr?sente affaire, la proc?dure de d?claration d?adoptabilit? des enfants a ?t? ouverte en raison de l?aggravation de la maladie de la requ?rante, qui avait conduit ? son hospitalisation, et de la d?gradation de la situation familiale, par suite de la s?paration de corps du couple parental.
52. La Cour ne doute pas de la n?cessit?, dans la situation de l?esp?ce, d?une intervention des autorit?s comp?tentes aux fins de prot?ger l?int?r?t des enfants. Elle doute toutefois du caract?re ad?quat de l?intervention choisie et estime que les autorit?s nationales n?ont pas suffisamment ?uvr? afin de sauvegarder le lien m?re-enfants. Elle observe en effet que d?autres solutions ?taient praticables, telles que celles envisag?es par l?expert et notamment la mise en place d?une assistance sociale cibl?e de nature ? permettre de surmonter les difficult?s li?es ? l??tat de sant? de la requ?rante, en pr?servant le lien familial tout en assurant la protection de l?int?r?t sup?rieur des enfants.
53. La Cour accorde de l?attention au fait qu?? plusieurs reprises, la requ?rante avait sollicit? l?intervention des services sociaux afin d??tre aid?e ? s?occuper au mieux de ses enfants. Aux yeux de la Cour, on ne peut pas retenir l?argument du Gouvernement selon lequel les sollicitations de la requ?rante montreraient son incapacit? ? exercer le r?le de parent et justifieraient la d?cision du tribunal de d?clarer les enfants adoptables. La Cour estime qu?une r?action des autorit?s aux demandes d?aide de la requ?rante aurait pu sauvegarder ? la fois l?int?r?t des enfants et le lien maternel. De surcro?t, une solution de ce type aurait ?t? conforme aux pr?conisations du rapport d?expertise et aux dispositions de la loi selon lesquelles la rupture d?finitive du lien familial doit rester l?extrema ratio.
54. La Cour r?affirme que le r?le des autorit?s de protection sociale est pr?cis?ment d?aider les personnes en difficult?, de les guider dans leurs d?marches et de les conseiller, entre autres, quant aux moyens de surmonter leurs difficult?s (Saviny c. Ukraine, no 39948/06, ? 57, 18 d?cembre 2008 ; R.M.S. c. Espagne no 28775/12, ? 86, 18 juin 2013). Dans le cas des personnes vuln?rables, les autorit?s doivent faire preuve d?une attention particuli?re et doivent leur assurer une protection accrue (B. c. Roumanie (no 2), no 1285/03, ?? 86 et 114, 19 f?vrier 2013 ; Todorova c. Italie, no 33932/06, ? 75, 13 janvier 2009 ; R.M.S. c. Espagne, no 28775/12, ? 86, 18 juin 2013 ; Zhou, pr?cit?, ?? 58-59 ; Akinnibosun c. Italie, pr?cit?, ? 82).
55. La Cour observe que le jugement de la cour d?appel de Rome avait reconnu une ?volution positive de l??tat de sant? de la requ?rante et de la situation familiale globalement consid?r?e. En particulier, la cour d?appel avait pris bonne note du fait que la requ?rante suivait un parcours th?rapeutique, que le p?re des enfants s??tait mobilis? pour trouver des ressources pour s?occuper d?eux et que le grand-p?re paternel ?tait dispos? ? l?aider (paragraphe 19 ci-dessus). Ces am?liorations n?ont toutefois pas ?t? consid?r?es comme suffisantes aux fins de l??valuation de la capacit? des parents ? exercer leur r?le, et la cour d?appel confirma la d?claration d?adoptabilit?, en se fondant notamment sur l?exigence de sauvegarder l?int?r?t des enfants ? ?tre accueillis dans une famille capable de prendre soin d?eux de mani?re ad?quate.
56. La Cour rappelle que le fait qu?un enfant puisse ?tre accueilli dans un cadre plus propice ? son ?ducation ne saurait en soi justifier qu?on le soustraie aux soins de ses parents biologiques : pour se justifier au regard de l?article 8 de la Convention, pareille ing?rence dans le droit des parents ? jouir d?une vie familiale avec leur enfant doit encore se r?v?ler ? n?cessaire ? en raison d?autres circonstances (K. et T. c. Finlande [GC], pr?cit?, ? 173 ; Pontes c. Portugal, pr?cit?, ? 95 ; Akinnibosun c. Italie, pr?cit?, ? 75).
La Cour note qu?en l?esp?ce, alors que des solutions moins radicales ?taient disponibles, les juridictions internes ont n?anmoins d?clar? les enfants adoptables en d?pit des pr?conisations de l?expertise, provoquant ainsi l??loignement d?finitif et irr?versible de leur m?re. De plus, les trois enfants ont ?t? plac?s dans trois familles d?accueil diff?rentes, de sorte qu?il y a eu ?clatement non seulement de la famille mais encore de la fratrie (Pontes c. Portugal, ? 98, pr?cit?).
57. La Cour est d?avis que la n?cessit?, qui ?tait primordiale, de pr?server, autant que possible, le lien entre la requ?rante ? laquelle se trouvait par ailleurs en situation de vuln?rabilit? ? et ses fils n?a pas ?t? prise d?ment en consid?ration (Zhou, ? 58, pr?cit?). Les autorit?s judiciaires se sont born?es ? prendre en consid?ration les difficult?s de la famille, qui auraient pu ?tre surmont?es au moyen d?une assistance sociale cibl?e, comme indiqu? par ailleurs dans l?expertise. S?il est vrai qu?un premier parcours de soutien avait ?t? mis en place en 2009 et avait ?chou? ? cause de l?aggravation de la maladie de la requ?rante et de la cessation de la cohabitation avec son mari, ces circonstances ne suffisaient pas ? justifier la suppression de toute opportunit? pour la requ?rante de renouer des liens avec ses enfants.
58. Eu ?gard ? ces consid?rations et nonobstant la marge d?appr?ciation de l??tat en la mati?re, la Cour conclut que les autorit?s italiennes, en envisageant que la seule rupture d?finitive et irr?versible du lien familial, alors que d?autres solutions visant ? sauvegarder ? la fois l?int?r?t des enfants et le lien familial ?taient praticables en l?esp?ce, n?ont pas d?ploy? des efforts ad?quats et suffisants pour faire respecter le droit de la requ?rante ? vivre avec ses enfants, m?connaissant ainsi son droit au respect de la vie familiale, garanti par l?article 8 de la Convention. Il y a donc eu violation de cette disposition.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
59. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
60. La requ?rante r?clame 300 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral qu?elle aurait subi du fait de la violation de l?article 8.
61. Le Gouvernement s?y oppose.
62. En tenant compte des circonstances de l?esp?ce et du constat selon lequel les autorit?s italiennes n?ont pas d?ploy? des efforts ad?quats et suffisants pour faire respecter le droit de la requ?rante ? vivre avec ses enfants, en violation de l?article 8, la Cour est d?avis que l?int?ress?e a subi un pr?judice moral qui ne saurait ?tre r?par? par le seul constat de violation de la Convention. Elle consid?re, toutefois, que la somme r?clam?e est excessive. Eu ?gard ? l?ensemble des ?l?ments dont elle dispose et statuant en ?quit?, comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour estime qu?il y a lieu de fixer la somme ? allouer ? l?int?ress?e au titre dudit pr?judice moral ? 32 000 EUR.
B. Frais et d?pens
63. La requ?rante ne demande aucune somme au titre des frais et d?pens. La Cour estime donc qu?il n?y a pas lieu d?allouer ? la requ?rante une somme ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
64. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant au grief tir? de l?article 8 de la Convention ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;

3. Dit,
a) que l??tat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention, 32 000 EUR (trente-deux mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 13 octobre 2015, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Fato? Arac? P?ivi Hirvel?
Greffi?re adjointe Pr?sidente

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