AFFAIRE S.C., V.P., F.C., M.C. ET E.C. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE S.C., V.P., F.C., M.C. ET E.C. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 52985/99/2003
Stato: Italia
Data: 2003-11-06 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
PRIMA SEZIONE
CAUSA S.C, V.P, F.C, M.C. ED E.C. c. ITALIA
( Richiesta no 52985/99)
SENTENZA
STRASBURGO
6 novembre 2003
FINALE
06/02/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa S.C, V.P, F.C, M.C. ED E.C. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
Il Sig. P. Lorenzen, presidente,
La Sig.ra F. Tulkens, il
Sig. G. Bonello, la Sig.ra N. Vajic, il
Sig. E. Levits, il Sig.re S. Botoucharova, giudici, il
Sig. Del Tufo, giudice ad hoc, e del Sig. S. Nielsen, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 16 ottobre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 52985/99) diretta contro la Repubblica italiana e in cui dei cittadini di questo Stato, Sigg. S.C. e V.P. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 19 gennaio 1998 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). IL SIG. S.C. ? deceduto il 12 giugno 2001. V.P, sua moglie e il secondo richiedente, cos? come F.C, M.C. ed E.C, suoi figli, hanno indicato che desideravano continuare il procedimento dinnanzi alla Corte. Il presidente della camera ha aderito alla domanda di non-divulgazione della loro identit? formulata dai richiedenti, articolo 47 ? 3 dell’ordinamento.
2. I richiedenti sono rappresentati da F. F., avvocato a Catania. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza ed il suo co-agente, il Sig. V. Esposito. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato la Sig.ra M. Del Tufo come giudice ad hoc per riunirsi al suo posto, articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento.
3. I richiedenti adducevano la violazione degli articoli 6 ? 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
4. Il 4 luglio 2002 la Corte ha dichiarato ammissibile la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo no 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1949, 1970, 1974 e 1976 e risiedono a Biancavilla (Catania).
6. Con un giudizio del 19 luglio 1991, il tribunale di Catania pronunci? il fallimento della societ? di fatto costituita tra S.C. e V.P, cos? come il loro fallimento personale.
7. Delle dieci udienze fissate tra il 9 dicembre 1991 ed il 9 maggio 1994, una fu rinviata d?ufficio e nove riguardarono l’ammissione di crediti. Il 30 maggio 1994, il giudice procedette all’accertamento del passivo. In seguito, cinque tentativi di vendita dei beni ebbero luogo tra i quali cui l’ultimo il 14 luglio 1998. Tuttavia, queste vendite furono disertate, fino all’udienze fissate il 18 gennaio e il 18 aprile 2000.
8. Il 21 aprile e il 24 novembre 1998 ed il 18 aprile 2000, l’asta pubblica di certi beni dei richiedenti ebbe luogo.
9. S.C. ? stato anche oggetto di parecchi procedimenti penali per calunnia al riguardo del curatore e di certi magistrati. Il 26 ottobre 1999, ? stato condannato anche a tre anni e quattro mesi di reclusione soto il capo di bancarotta fraudolenta per avere sottratto certi beni al procedimento di fallimento.
10. Secondo le informazione fornite dai richiedenti il 4 settembre 2003, il procedimento di fallimento era a questa data ancora pendente.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
11. Il diritto interno pertinente ? descritto nella sentenza Luordo c. Italia (no 32190/96, ?? 57-61, 17 luglio 2003,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
12. I richiedenti si lamentano del fatto che la dichiarazione di fallimento li ha privati dei loro beni.
13. Invocano l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, cos? formulata,:
Articolo 1 del Protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
14. La Corte ha trattato gi? cause che sollevano delle questioni simili a quella del caso specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (vedere in particolare ?? 65-71 la sentenza Luordo, precitata,).
15. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Il procedimento di fallimento ? durato circa dodici anni per un grado di giurisdizione, il che ha provocato la rottura del giusto equilibrio tra gli interessi generali del pagamento dei creditori del fallimento e gli interessi individuali dei richiedenti, ossia il loro diritto al rispetto dei loro beni. L’ingerenza nei diritti e libert? dei richiedenti si ? rivelata sproporzionata all’obiettivo perseguito.
16. C’? stata di conseguenza violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
17. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
18. I richiedenti stimano che i loro beni sono stati venduti a prezzi largamente al disotto del prezzo di mercato. Sollecitano a titolo di danno materiali 1 539 722,22 euro (EUR), secondo una perizia privata del 12 settembre 2002.
19. Il Governo contesta queste pretese.
20. La Corte rileva che la constatazione di violazione della Convenzione al quale giunge risulta da un’incomprensione del diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni, in particolare in ragione della durata del procedimento. In queste circostanze, non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale richiesto dai richiedenti; c’? dunque luogo di respingere questo aspetto delle loro pretese (vedere, per esempio, Arvois c. Francia, no 38249/97, ? 18, 23 novembre 1999).
B. Danno morale
21. I richiedenti chiedono ciascuno 100 000 euro (EUR) per danno morale.
22. Il Governo contesta queste pretese.
23. La Corte stima che i richiedenti hanno subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, accorda 21 000 EUR a V.P, e 5000 EUR a ciascuno degli altri richiedenti.
C. Oneri e spese
24. I richiedenti chiedono anche 10 000 EUR per oneri e spese esposti dinnanzi alla Commissione e la Corte, pi? 32 271,58 EUR per gli oneri di perizia.
25. Il Governo non si pronuncia.
26. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma di 500 EUR e l’accorda ad ogni richiedente.
D. Interessi moratori
27. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
2. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguente somme:
i. 21 000 EUR (ventuno mila euro) a V.P. e 5 000 EUR (cinquemila euro) a ciascuno degli altri richiedenti per danno morale;
ii. 500 EUR (cinque cento euro) ad ogni richiedente per oneri e spese,;
iii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
3. Respinge, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 novembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Peer Lorenzen
Cancelliere aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE S.C., V.P., F.C., M.C. ET E.C. c. ITALIE
(Requ?te no 52985/99)
ARR?T
STRASBOURG
6 novembre 2003
FINAL
06/02/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire S.C., V.P., F.C., M.C. ET E.C. c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
M. P. Lorenzen, pr?sident,
Mme F. Tulkens,
M. G. Bonello,
Mme N. Vajic,
M. E. Levits,
Mmes S. Botoucharova, juges,
M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. S. Nielsen, greffier adjoint,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 16 octobre 2003,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 52985/99) dirig?e contre la R?publique italienne et dont des ressortissants de cet Etat, MM. S.C. et V.P. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 19 janvier 1998 en vertu de l’ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). M. S.C. est d?c?d? le 12 juin 2001. V.P., son ?pouse et deuxi?me requ?rante, ainsi que F.C., M.C. et E.C., ses enfants, ont indiqu? qu’ils souhaitaient continuer la proc?dure devant la Cour. Le pr?sident de la chambre a acc?d? ? la demande de non-divulgation de leur identit? formul?e par les requ?rants (article 47 ? 3 du r?glement).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me F. F., avocat ? Catania. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, M. U. Leanza et son co-agent, M. V. Esposito. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l’Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? Mme M. Del Tufo comme juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
3. Les requ?rants all?guaient la violation des articles 6 ? 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
4. Le 4 juillet 2002 la Cour a d?clar? recevable le grief tir? de l’article 1 du Protocole no 1.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1949, 1970, 1974 et 1976 et r?sidant ? Biancavilla (Catane).
6. Par un jugement du 19 juillet 1991, le tribunal de Catane pronon?a la faillite de la soci?t? de fait constitu?e entre S.C. et V.P, ainsi que leur faillite personnelle.
7. Des dix audiences fix?es entre le 9 d?cembre 1991 et le 9 mai 1994, une fut report?e d’office et neuf concern?rent l’admission de cr?ances. Le 30 mai 1994, le juge proc?da ? l’apurement du passif. Par la suite, cinq tentatives de vente des biens eurent lieu, dont la derni?re le 14 juillet 1998. Toutefois, ces ventes furent d?sert?es, jusqu’aux audiences fix?es les 18 janvier et 18 avril 2000.
8. Les 21 avril et 24 novembre 1998 et le 18 avril 2000, la vente aux ench?res de certains biens des requ?rants eut lieu.
9. S.C. a ?galement fait l’objet de plusieurs poursuites p?nales pour calomnie ? l’?gard du syndic et de certains magistrats. Le 26 octobre 1999, il a ?galement ?cop? de trois ans et quatre mois de r?clusion du chef de banqueroute frauduleuse pour avoir soustrait certains biens ? la proc?dure de faillite.
10. Selon les informations fournies par les requ?rants le 4 septembre 2003, la proc?dure de faillite ?tait ? cette date encore pendante.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
11. Le droit interne pertinent est d?crit dans l’arr?t Luordo c. Italie (no 32190/96, ?? 57-61, 17 juillet 2003).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
12. Les requ?rants se plaignent de ce que la d?claration de faillite les a priv?s de leurs biens.
13. Ils invoquent l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, ainsi libell? :
Article 1 du Protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
14. La Cour a d?j? trait? d’affaires soulevant des questions semblables ? celle du cas d’esp?ce et a constat? la violation de l’article 1 du Protocole no 1 (voir notamment l’arr?t Luordo, pr?cit?, ?? 65-71).
15. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n’a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. La proc?dure de faillite a dur? environ douze ans pour un degr? de juridiction, ce qui a entra?n? la rupture du juste ?quilibre entre l’int?r?t g?n?ral au paiement des cr?anciers de la faillite et les int?r?ts individuels des requ?rants, ? savoir leur droit au respect de leurs biens. L’ing?rence dans les droits et libert?s des requ?rants s’est r?v?l?e disproportionn?e ? l’objectif poursuivi.
16. Par cons?quent il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
17. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
18. Les requ?rants estiment que leurs biens ont ?t? vendus pour des prix largement au dessous du prix de march?. Ils sollicitent au titre du dommage mat?riel 1 539 722,22 euros (EUR), selon une expertise priv?e du 12 septembre 2002.
19. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
20. La Cour rel?ve que le constat de violation de la Convention auquel elle parvient r?sulte d’une m?connaissance du droit du requ?rant au respect de ses biens, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Dans ces circonstances, elle n’aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel r?clam? par les requ?rants ; il y a donc lieu de rejeter cet aspect de leurs pr?tentions (voir, par exemple, Arvois c. France, no 38249/97, ? 18, 23 novembre 1999).
B. Dommage moral
21. Les requ?rants demandent chacun 100 000 euros (EUR) pour dommage moral.
22. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
23. La Cour estime que les requ?rants ont subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle accorde 21 000 EUR ? V.P., et 5000 EUR ? chacun des autres requ?rants.
C. Frais et d?pens
24. Les requ?rants demandent ?galement 10 000 EUR pour les frais et d?pens expos?s devant la Commission et la Cour, plus 32 271,58 EUR pour les frais d’expertise.
25. Le Gouvernement ne se prononce pas.
26. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 500 EUR et l’accorde ? chaque requ?rant.
D. Int?r?ts moratoires
27. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Dit, qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
2. Dit,
a) que l’Etat d?fendeur doit verser, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 21 000 EUR (vingt et un mille euros) ? V.P. et 5 000 EUR (cinq mille euros) ? chacun des autres requ?rants pour dommage moral ;
ii. 500 EUR (cinq cent euros) ? chaque requ?rant pour frais et d?pens ;
iii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
3. Rejette, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 novembre 2003 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Peer Lorenzen
Greffier adjoint Pr?sident

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