AFFAIRE PERONI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PERONI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1, P4-2
Numero: 44521/98/2003
Stato: Italia
Data: 2003-11-06 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; violazione di P1-1; Violazione dell’art. 8; violazione di P4-2; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA PERONI C. ITALIA
( Richiesta no 44521/98)
SENTENZA
STRASBURGO
6 novembre 2003
DEFINITIVO
06/02/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Peroni c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. G. Ress, presidente,
I. Cabral Barreto, P. Kuris, B. Zupancic, J. Hedigan, K. Traja, giudici, la Sig.ra Sig. Del Tufo, giudice ad hoc,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 16 ottobre 2003,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 44521/98) diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra E. P. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 22 settembre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da R. V., avvocato a Mantova. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, ed i suoi co-agenti Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato la Sig.ra Sig. Del Tufo come giudice ad hoc per riunirsi al suo posto, articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento.
3. Il 29 giugno 2000 la Corte ha dichiarato ammissibile le lagnanze tratte dagli articoli 6 ? 1 e 8 della Convenzione.
4. Il 2 luglio 2002, la Corte ha dichiarato ammissibile le lagnanze derivate degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 2 del Protocollo no 4.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1947 e ha risieduto a Brescia.
6. Con un giudizio del 18 febbraio 1982 il cui testo fu depositato alla cancelleria l? 11 marzo 1982, il tribunale di Mantova pronunci? il fallimento della societ? in accomandita semplice R. e del richiedente in quanto socia finanziatore. Il tribunale fiss? l’instaurazione dello stato dei crediti al 12 maggio 1982.
7. L’udienza del 23 settembre 1982 fu consacrata alla verifica dei crediti. L? 8 ottobre 1982, il tribunale pronunci? la chiusura della verifica dei crediti e dichiar? il passivo di fallimento “esecutivo.” Il 19 novembre 1982, il curatore chiese al giudice di nominare i mandatari dei creditori, comitato dei creditori, il che fu fatto il giorno stesso.
8. Il 9 novembre 1988, il presidente del tribunale convoc? il curatore per il 22 dicembre 1988 per spiegare le ragioni della durata del procedimento e di deporre i resoconti previsti dalla legge. Venuto il giorno, il curatore indic? che andava ad assicurarsi che il procedimento si concludesse velocemente e del deposito dei resoconti.
9. Il 22 settembre 1995, il curatore deposit? alla cancelleria del tribunale il resoconto della sua gestione ed il giorno stesso, il giudice fiss? un’udienza al 21 novembre 1995. A questa data, non essendo stato formulato nessuno reclamo contro il resoconto, il giudice approv? suddetto documento.
10. Il 28 novembre 1996, il curatore deposit? alla cancelleria una domanda che tendeva ad ottenere il pagamento della sua rimunerazione. Il 7 febbraio 1997, il curatore indic? che avrebbe depositato il progetto finale di ripartizione dell’attivo all’epoca del versamento della somma che gli era dovuta a titolo della sua rimunerazione. L? 8 aprile 1997, il curatore rilev? che la somma era stata versata il 25 marzo 1997, che l’attivo era insufficiente, che non c’erano pi? dei procedimenti pendenti che potessero impedire la chiusura del procedimento di fallimento, e chiese dunque al tribunale di pronunciarsi in questo senso.
11. Con una decisione dell? 8 aprile 1997 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 19 aprile 1997, il tribunale chiuse il procedimento di fallimento.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
12. Il diritto interno pertinente ? descritto nella sentenza Luordo c. Italia (no 32190/96, ?? 57-61, 17 luglio 2003,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
13. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto all’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole “
14. Il Governo si oppone a questa tesi.
A. Periodo da prendere in considerazione
15. Il periodo da considerare ? cominciato l? 11 marzo 1982 e si ? concluso il 19 aprile 1997. ? durato circa quindici anni ed un mese per un grado di giurisdizione dunque.
B. Carattere ragionevole del procedimento
16. La Corte ricorda avere constatato in numerose sentenze (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione che risulta da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.”
17. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
18. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 1 DEL PROTOCOLLO NO 1, 8 DELLA CONVENZIONE E 2 DEL PROTOCOLLO NO 4
19. Il richiedente si lamenta del fatto che la dichiarazione di fallimento l’ha privato di tutti i suoi beni che dopo la dichiarazione di fallimento tutta la corrispondenza che gli era indirizzata ? stata rimessa al curatore, e che la dichiarazione di fallimento gli ha impedito di allontanarsi dal suo luogo di residenza.
20. Invoca gli articoli 1 del Protocollo no 1, 8 della Convenzione e l’articolo 2 del Protocollo no 4, cos? formulato,:
Articolo 8 della Convenzione
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto di suo corrispondenza.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessaria alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
Articolo 1 del Protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
Articolo 2 del Protocollo no 4
“1. Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di un Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di scegliere liberamente la sua residenza.
2. Ogni persona ? libera di lasciare qualsiasi paese, ivi compreso il suo.
3. L’esercizio di questi diritti non pu? essere oggetto di altre restrizioni se non quelle che, previste dalla legge, costituiscono delle misure necessarie, in una societ? democratica, alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al mantenimento dell’ordine pubblico, alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui.
4. I diritti riconosciuti al paragrafo 1 possono anche, in certe zone determinate, essere oggetto di restrizioni che, previste dalla legge, sono giustificate dall’interesse pubblico in una societ? democratica. ”
21. La Corte ha trattato gi? di cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1, 8 della Convenzione e l’articolo 2 del Protocollo no 4 (vedere in particolare la sentenza Luordo, precitata, ?? 70-97).
22. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Il procedimento di fallimento ? durato circa quindici anni ed un mese per un grado di giurisdizione, il che ha provocato la rottura del giusto equilibrio tra gli interessi generali del pagamento dei creditori del fallimento e gli interessi individuali del richiedente, ossia il suo diritto al rispetto dei suoi beni, il suo diritto al rispetto della sua corrispondenza ed alla sua libert? di circolazione. Le ingerenze nei diritti e libert? del richiedente si sono rivelate sproporzionate all’obiettivo perseguito.
23. C’? stata di conseguenza violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1, 8 della Convenzione e 2 del Protocollo no 4.

III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
24. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
25. Il richiedente in primo luogo richiede il risarcimento di un danno materiale e lo calcola a 273 500 euro (EUR).
26. Il Governo contesta queste pretese.
27. Il richiedente avendo omesso di ventilare le sue pretese e di unire i giustificativi necessari, come esige l’articolo 60 dell’ordinamento, la Corte decide di non accordare niente sotto questo capo.
B. Danno morale
28. Il richiedente chiede 571 000 EUR per danno morale.
29. Il Governo contesta queste pretese.
30. La Corte stima che il richiedente ha subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, gli accorda 33 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
31. Il richiedente si rimette alla saggezza della Corte per quanto riguarda oneri e spese esposti dinnanzi alla Commissione e la Corte.
32. Anche il Governo si rimette alla saggezza della Corte.
33. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma di 2 500 EUR e l’accorda al richiedente.
D. Interessi moratori
34. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione;
4. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 2 del Protocollo no 4;
5. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, il seguente somme:
i. 33 000 EUR (trentatremila euro) per danno morale;
ii. 2 500 EUR (duemila cinque cento euro) per oneri e spese,;
iii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 novembre 2003 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Georg Ress
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 8 ; Violation de P4-2 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE PERONI c. ITALIE
(Requ?te no 44521/98)
ARR?T
STRASBOURG
6 novembre 2003
D?FINITIF
06/02/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Peroni c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. G. Ress, pr?sident,
I. Cabral Barreto,
P. Kuris,
B. Zupancic,
J. Hedigan,
K. Traja, juges,
Mme M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 16 octobre 2003,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 44521/98) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet Etat, Mme E. P. (? la requ?rante ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 22 septembre 1997 en vertu de l’ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante est repr?sent?e par Me R. V., avocat ? Mantova. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et ses co-agents MM. V. Esposito et F. Crisafulli. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l’Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? Mme M. Del Tufo comme juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
3. Le 29 juin 2000 la Cour a d?clar? recevables les griefs tir?s des articles 6 ? 1 et 8 de la Convention.
4. Le 2 juillet 2002, la Cour a d?clar? recevables les griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 2 du Protocole no 4.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. La requ?rante est n?e en 1947 et r?side ? Brescia.
6. Par un jugement du 18 f?vrier 1982, dont le texte fut d?pos? au greffe le 11 mars 1982, le tribunal de Mantoue pronon?a la faillite de la soci?t? en commandite simple R. et de la requ?rante en tant qu’associ?e commandit?e. Le tribunal fixa l’?tablissement de l’?tat des cr?ances au 12 mai 1982.
7. L’audience du 23 septembre 1982 fut consacr?e ? la v?rification des cr?ances. Le 8 octobre 1982, le tribunal pronon?a la cl?ture de la v?rification des cr?ances et d?clara le passif de faillite ? ex?cutif ?. Le 19 novembre 1982, le syndic demanda au juge de nommer les mandataires des cr?anciers (comitato dei creditori), ce qui fut fait le jour m?me.
8. Le 9 novembre 1988, le pr?sident du tribunal convoqua le syndic pour le 22 d?cembre 1988 afin d’expliquer les raisons de la dur?e de la proc?dure et de d?poser les comptes rendus pr?vus par la loi. Le jour venu, le syndic indiqua qu’il allait s’assurer que la proc?dure se termine rapidement et du d?p?t des comptes rendus.
9. Le 22 septembre 1995, le syndic d?posa au greffe du tribunal le compte rendu de sa gestion et le jour m?me, le juge fixa une audience au 21 novembre 1995. A cette date, aucune r?clamation ? l’encontre du compte rendu n’ayant ?t? formul?e, le juge approuva ledit document.
10. Le 28 novembre 1996, le syndic d?posa au greffe une demande tendant ? obtenir le paiement de sa r?mun?ration. Le 7 f?vrier 1997, le syndic indiqua qu’il aurait d?pos? le projet final de r?partition de l’actif lors du versement de la somme qui lui ?tait due au titre de sa r?mun?ration. Le 8 avril 1997, le syndic releva que la somme avait ?t? vers?e le 25 mars 1997, que l’actif ?tait insuffisant, qu’il n’y avait plus de proc?dures pendantes pouvant emp?cher la cl?ture de la proc?dure de faillite, et demanda donc au tribunal de se prononcer en ce sens.
11. Par une d?cision du 8 avril 1997, dont le texte fut d?pos? au greffe le 19 avril 1997, le tribunal cl?tura la proc?dure de faillite.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
12. Le droit interne pertinent est d?crit dans l’arr?t Luordo c. Italie (no 32190/96, ?? 57-61, 17 juillet 2003).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
13. La requ?rante all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu ? l’article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable (…) ?
14. Le Gouvernement s’oppose ? cette th?se.
A. P?riode ? prendre en consid?ration
15. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 11 mars 1982 et s’est termin?e le 19 avril 1997. Elle a donc dur?e environ quinze ans et un mois pour un degr? de juridiction.
B. Caract?re raisonnable de la proc?dure
16. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’existence en Italie d’une pratique contraire ? la Convention r?sultant d’une accumulation de manquements ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ?.
17. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu’il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
18. Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 1 DU PROTOCOLE No 1, 8 DE LA CONVENTION ET 2 DU PROTOCOLE No 4
19. La requ?rante se plaint de ce que la d?claration de faillite l’a priv?e de tous ses biens, qu’apr?s la d?claration de faillite toute la correspondance qui lui ?tait adress?e a ?t? remise au syndic, et que la d?claration de faillite l’a emp?ch?e de s’?loigner de son lieu de r?sidence.
20. Elle invoque les articles 1 du Protocole no 1, 8 de la Convention et l’article 2 du Protocole no 4, ainsi libell?s:
Article 1 du Protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
Article 8 de la Convention
? 1. Toute personne a droit au respect de sa (…) correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d’une autorit? publique dans l’exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu’elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l’ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d’autrui. ?
Article 2 du Protocole no 4
? 1. Quiconque se trouve r?guli?rement sur le territoire d’un Etat a le droit d’y circuler librement et d’y choisir librement sa r?sidence.
2. Toute personne est libre de quitter n’importe quel pays, y compris le sien.
3. L’exercice de ces droits ne peut faire l’objet d’autres restrictions que celles qui, pr?vues par la loi, constituent des mesures n?cessaires, dans une soci?t? d?mocratique, ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au maintien de l’ordre public, ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d’autrui.
4. Les droits reconnus au paragraphe 1 peuvent ?galement, dans certaines zones d?termin?es, faire l’objet de restrictions qui, pr?vues par la loi, sont justifi?es par l’int?r?t public dans une soci?t? d?mocratique. ?
21. La Cour a d?j? trait? d’affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d’esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1, 8 de la Convention et l’article 2 du Protocole no 4 (voir notamment l’arr?t Luordo, pr?cit?, ?? 70-97).
22. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n’a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. La proc?dure de faillite a dur? environ quinze ans et un mois pour un degr? de juridiction, ce qui a entra?n? la rupture du juste ?quilibre entre l’int?r?t g?n?ral au paiement des cr?anciers de la faillite et les int?r?ts individuels de la requ?rante, ? savoir son droit au respect de ses biens, son droit au respect de sa correspondance et ? sa libert? de circulation. Les ing?rences dans les droits et libert?s de la requ?rante se sont r?v?l?es disproportionn?es ? l’objectif poursuivi.
23. Par cons?quent il y a eu violation des articles 1 du Protocole no 1, 8 de la Convention et 2 du Protocole no 4.

III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
24. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
25. La requ?rante r?clame en premier lieu la r?paration d’un pr?judice mat?riel et le chiffre ? 273 500 euros (EUR).
26. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
27. La requ?rante ayant omis de ventiler ses pr?tentions et de joindre les justificatifs n?cessaires, comme l’exige l’article 60 du r?glement, la Cour d?cide de ne rien accorder sous ce chef.
B. Dommage moral
28. La requ?rante demande 571 000 EUR pour dommage moral.
29. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
30. La Cour estime que la requ?rante a subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle lui accorde 33 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
31. La requ?rante s’en remet ? la sagesse de la Cour pour les frais et d?pens expos?s devant la Commission et la Cour.
32. Le Gouvernement s’en remet ?galement ? la sagesse de la Cour.
33. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 2 500 EUR et l’accorde ? la requ?rante.
D. Int?r?ts moratoires
34. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 8 de la Convention ;
4. Dit qu’il y a eu violation de l’article 2 du Protocole no 4 ;
5. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 33 000 EUR (trente-trois mille euros) pour dommage moral ;
ii. 2 500 EUR (deux mille cinq cents euros) pour frais et d?pens ;
iii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 novembre 2003 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Georg Ress
Greffier Pr?sident

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    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 22/07/2024