AFFAIRE PAUDICIO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PAUDICIO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 35, 06, P1-1
Numero: 77606/01/2007
Stato: Italia
Data: 2007-05-24 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (noN-esaurimento delle vie di ricorso interne); Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
CAUSA PAUDICIO C. ITALIA
( Richiesta no 77606/01)
SENTENZA
STRASBURGO
24 maggio 2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma

Nel causa Paudicio c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
La Sig.ra F. Tulkens, presidentessa,
Sigg.. I. Cabral Barreto, R. T?rmen, il Sig. Ugrekhelidze, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Mularoni,
Sigg.. D. Popović, giudici,
e la Sig.ra F. Elens-Passos, cancelliere collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 5 luglio 2005 e 3 maggio 2007,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 77606/01) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino di questo Stato, il Sig. C. P. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 30 ottobre 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da Me il Sig. E., avvocato a Napoli. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. il Sig. Braguglia, col suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e col suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il richiedente si lamentava in particolare di un attentato al suo diritto al rispetto dei suoi beni ed al suo diritto di accesso ad un tribunale.
4. Con una decisione del 5 luglio 2005, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente ammissibile.
5. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte complementari (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. Il richiedente ? nato nel 1962 e ha risieduto a Napoli.
7. Il richiedente ha ereditato da sua madre un immobile ubicato ad Agerola.
8. Nel 1992, per ragioni di emergenza eccezionale, il sindaco di Agerola concedette ai vicini del richiedente, qui di seguito A. e B., un permesso per costruire una stalla destinata ai loro bovini. Questo permesso contemplava che la stalla sarebbe stata demolita nei ventiquattro mesi seguenti la sua costruzione, in virt? di un’interdizione assoluta di costruire su questo terreno previsto dal piano di urbanistica in vigore.
9. A. e B. costruirono una stalla che superava il volume di costruzione autorizzato dall’amministrazione.
A. Il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni penali
10. Ad una data non precisata, un procedimento penale fu aperto contro A. e B. per violazione di regole di urbanistica (abuso edilizio).
11. Il 24 aprile 1992, la procura di Napoli ordin? il sequestro preventivo della costruzione.
12. Il 3 giugno 1993, la madre del richiedente si costitu? partire civile nel procedimento penale impegnato contro A. e B.
13. Con un giudizio del 11 gennaio 1995, il giudice per le investigazioni preliminari pronunci? un’assoluzione di A. e di B. motivato dalla mancanza di fatti delittuosi (perch? il fatto non costituisce reato).
14. Il 30 gennaio 1995, il procuratore della Repubblica interpose appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
15. Con una sentenza del 4 giugno 1996, la corte di appello di Napoli condann? B., A. essendo deceduto durante il procedimento in appello, a venti giorni di detenzione ed al pagamento di una multa di 20 000 000 di lire (ITL) per violazione di regole di urbanistica. In pi?, ordin? al sindaco di Agerola di procedere alla demolizione della costruzione controversa in virt? dell’articolo 7 della legge no 47 del 1985 e mise infine gli oneri di demolizione a carico di B., riconobbe alla madre del richiedente il diritto ad un risarcimento, essendod a fissare l’importo con le giurisdizioni civili competenti.
16. Ad una data non precisata, B. ricorse in cassazione.
17. Il 14 maggio 1999, la Corte di cassazione respinse il suo ricorso.
18. Il 12 giugno 1999, l’ufficio di esecuzione delle sentenze della procura di Napoli trasmise la sentenza al sindaco di Agerola affinch? procedesse alla demolizione della costruzione.
B. Il procedimento in regolarizzazione
19. Il 27 febbraio 1995, B. aveva introdotto nel frattempo, presso la municipalit? di Agerola una domanda di regolarizzazione (sanatoria) della costruzione.
20. Nella cornice di questo procedimento, con una nota del 27 febbraio 1997, il sindaco di Agerola inform? la Corte di cassazione, nell’intervallo incaricato dell’esame della pratica nella cornice del procedimento penale, che la domanda in regolarizzazione non aveva probabilit? di essere accettata tenuto conto della legislazione in vigore in materia.
21. Risulta dalla pratica che questo procedimento di regolarizzazione ? sempre pendente.
22. Il 23 gennaio 2000, la madre del richiedente decedette.
23. A questo giorno, la demolizione dell’edificio controverso non ha avuto luogo.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
A. Sulla costituzione di parte civile
24. Gli articoli pertinenti del codice di procedimento penale dispongono:
Articolo 79
“La costituzione di parte civile ha luogo a partire dall’udienza preliminare “
Articolo 90
“La parte lesa esercita i diritti e le facolt? che gli sono riconosciute espressamente dalla legge e pu? inoltre, ad ogni stadio del procedimento, presentare delle memorie e, eccetto in cassazione, indicare degli elementi di prova. “
Articolo 101
“La parte lesa pu? nominare un rappresentante legale per l’esercizio dei diritti e delle facolt? di cui gode “
B. Sulla demolizione
25. L’articolo 7 della legge no 47 del 28 febbraio 1985, nelle sue parti pertinenti, dispone:
“Nel caso in cui delle costruzioni sono realizzate in mancanza di un permesso di costruire o in violazione di questo, il sindaco deve ordinare la demolizione.
Nel caso in cui la persona responsabile della violazione delle regole di urbanistica non proceda alla demolizione, la propriet? della costruzione e del terreno ? trasferita senza onere alla municipalit?
La costruzione cos? acquisita al patrimonio della municipalit? deve essere demolita a spese della persona avendo violato le regole di urbanistica
Nel caso in cui la demolizione non ? stata gi? effettuata, il giudice che emette un giudizio di condanna la ordina. “
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 ALLA CONVENZIONE
26. Il richiedente si lamenta dei danni che derivano dall’impossibilit? di ottenere la demolizione della costruzione realizzata dai suoi vicini. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che si legge cos?:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’eccezione preliminare del Governo
27. Il Governo reitera l’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, costituita da due ante e sollevata gi? in seguito alla comunicazione della presente causa.
28. Nella prima anta, espone che il richiedente non ha iniziato azione dinnanzi alle giurisdizioni civili e, nella seconda, osserva che il procedimento di regolarizzazione impegnato da B. ? sempre pendente.
29. La Corte nota che le due ante di questa eccezione sono state respinte gi? nella sua decisione del 5 luglio 2005 sull’ammissibilit? della richiesta e che il Governo fonda la sua eccezione su degli argomenti che non sono di natura tale da rimettere in causa questa decisione. Di conseguenza, l’eccezione non potrebbe essere considerata.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
30. A titolo principale, il Governo sostiene che l’ordine di demolizione deciso dalle giurisdizioni penali soddisfa in quanto tale l’esigenza di protezione degli interessi della collettivit? e non degli interessi dell’individuo, ossia il richiedente.
31. Si tratterebbe di una misura di natura amministrativa che tenderebbe, in un scopo di interesse generale, a ristabilire la situazione di fatto che le regole di urbanistica violata miravano difatti a proteggere.
32. Da allora, l’inadempimento dell’ordine di demolizione non costituirebbe, in quanto tale, una violazione di un diritto individuale di carattere privato del richiedente e non potrebbe essere considerata dunque come un attentato al diritto di questo al rispetto dei suoi beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
33. Di conseguenza, la presente causa sarebbe differente dalla causa Antonetto c. Italia (no 15918/89, 20 luglio 2000,) in cui le giurisdizioni amministrative si erano pronunciate in favore della salvaguardia dei diritti individuali.
34. A titolo sussidiario, il Governo fa valere che il procedimento di regolarizzazione iniziata da B. ? sempre pendente. Ora, nelle cause nelle quali c’era stato un principio di esecuzione dell’ordine di demolizione contro il quale l’interessato aveva formato opposizione dinnanzi alle giurisdizioni competenti (incidente di esecuzione) la Corte di cassazione avrebbe affermato la necessit? di sospendere l’esecuzione dell’ordine di demolizione quando domanda di regolarizzazione ? stata fatta nelle forme ed i termini legali, ed accompagnata dal pagamento richiesto. Il Governo riconosce che la presente causa ? differente da quelle prese in considerazione dalla Corte di cassazione, ma considera tuttavia che questa giurisprudenza dovrebbe orientare l’azione delle giurisdizioni come quella delle amministrazioni pubbliche.
35. Anche supponendo che l’inadempimento dell’ordine di demolizione abbia costituito un attentato al diritto del richiedente al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, la mancata osservanza del suo diritto sarebbe meno importante del sacrificio dello stesso diritto di B., nell’ipotesi in cui l’ordine di demolizione fosse eseguito mentre il procedimento di regolarizzazione sarebbe sempre pendente e la situazione ancora suscettibile di essere regolarizzata.
b) Il richiedente,
36. Appellandosi al fatto che nello specifico la municipalit? non ha proceduto alla demolizione della costruzione controversa che gli ordinava il giudizio definitivo delle giurisdizioni penali, il richiedente stima che la presente richiesta ? similare alla causa Antonetto (sentenza precitata).
37. Sostiene che l’inerzia della municipalit? costituisce una violazione diretta del suo diritto al rispetto dei suoi beni e si lamenta dell’abbassamento del valore commerciale della sua abitazione, causata dalla prossimit? della costruzione controversa.
38. Infine, riferendosi in particolare alla nota del 27 febbraio 1997 del sindaco di Agerola cos? come alla legislazione in vigore in materia, il richiedente considera che il procedimento di regolarizzazione iniziata da B. potr? concludersi con un’accettazione della domanda.
2. Valutazione della Corte
a) La regola applicabile
39. Nello specifico, la Corte osserva che il rifiuto delle autorit? municipali di conformarsi alla decisione definitiva delle giurisdizioni penali ha avuto come conseguenza il mantenimento nello stato della costruzione realizzata da B. in violazione delle regole di urbanistica. Tenuto conto della prossimit? di questa costruzione con l’abitazione del richiedente, le autorit? sono responsabili dell’ingerenza nel diritto di propriet? del richiedente; l’ingerenza in questione non costituisce n? un’espropriazione n? una regolamentazione dell’uso dei beni, ma dipende dal carattere generale della prima frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
40. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. Difatti, la seconda frase del primo capoverso di questo articolo non autorizza una privazione di propriet? che “nelle condizioni previste dalla legge”; il secondo capoverso riconosce agli Stati il diritto di regolamentare l’uso dei beni mettendo in vigore delle “leggi.”
41. In pi?, la preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (vedere, tra altri, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, ? 63, CEDH 2000-VI, ed Amuur c. Francia, sentenza del 25 giugno 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-III, pp. 850-851, ? 50) ed implica il dovere dello stato o di un’autorit? pubblica di piegarsi ad un giudizio o una sentenza resa a loro carico (vedere, mutatis mutandis, Hornsby c. Grecia, sentenza del 19 marzo 1997, Raccolta 1997-II, p. 511, ? 41). La stessa constatazione vale per gli atti degli organi amministrativi che hanno un carattere definitivo ed esecutivo.
42. Segue che la necessit? di ricercare se un giusto equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, p. 26, ? 69) non pu? farsi sentire che quando ? accertato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio della legalit? e non era arbitraria ( Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II).
43. Nello specifico, la Corte stima opportuno ricordare certi fatti che gli sembrano essenziali. In primo, rileva che dopo la sentenza della Corte di cassazione le giurisdizioni penali hanno ordinato definitivamente la demolizione della costruzione controversa, al motivo che questa era stata realizzata in violazione delle regole di urbanistica. Poi, la Corte osserva che il 12 giugno 1999 l’ufficio di esecuzione delle sentenze della procura di Napoli ha chiesto al sindaco di Agerola di procedere alla demolizione della costruzione, che dunque le autorit? municipali avevano il dovere di effettuare questa demolizione, ma che non l’hanno fatto.
44. In pi?, la Corte ha il dovere di constatare che le giurisdizioni penali hanno riconosciuto anche definitivamente che il richiedente aveva subito un danno materiale in ragione della costruzione illecita e che hanno riconosciuto di conseguenza all’interessato il diritto ad un risarcimento, essendo necessario il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni civili solamente allo scopo di stabilire l?eventuale importo da concedere.
45. Infine, in quanto al procedimento di regolarizzazione iniziato da B. dinnanzi alla municipalit? di Agerola, la Corte rileva che pi? di dodici anni sono trascorso senza che le autorit? municipali si siano pronunciate a questo riguardo, se non in una nota del 27 febbraio 1997 nella quale il sindaco di Agerola affermava che la domanda di regolarizzazione non aveva probabilit? di essere accettata tenuto conto della legislazione in vigore in materia.
46. Risulta dai fatti della causa che il rifiuto o l’omissione dell’amministrazione municipale di procedere alla demolizione della costruzione controversa non aveva dunque nessuna base legale in diritto interno. Una tale conclusione dispensa la Corte dal ricercare se un giusto equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti individuali (Antonetto, precitato, e Fotopoulou c. Grecia, no 66725/01, 18 novembre 2004).
47. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
48. Invocando il diritto ad una protezione giudiziale effettiva, il richiedente si lamenta dell’impossibilit? di ottenere l’esecuzione del giudizio definitivo delle giurisdizioni penali che ordinano la demolizione dell’immobile controverso. Invoca l’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nelle sue parti pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita da un tribunale chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Tesi delle parti
49. Il Governo sostiene che nessuna giurisdizione nazionale ha riconosciuto al richiedente il diritto alla demolizione dell’immobile controverso. Difatti la costituzione di parte civile nel procedimento dinnanzi alle giurisdizioni penali non sarebbe stata accettata che ai fini della concessione di un risarcimento e non di un ordine di demolizione.
50. Non disponendo il richiedente di nessuno diritto individuale alla demolizione, il Governo conclude che l’articolo 6 ? 1 della Convenzione non ? stato violato nello specifico.
51. Ad ogni modo, un ordine di demolizione non costituirebbe una misura il cui il collocamento in esecuzione sarebbe un dovere discutibile per i suoi destinatari, potendo l’amministrazione, a certe condizioni previste dalla legge, sospendere l’esecuzione di un tale ordine ed anche ignorarlo.
52. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo, sostenitore che al termine del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni penali ? a tutti gli effetti titolare di un diritto individuale alla demolizione dell’immobile controverso.
B. Valutazione della Corte
53. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, il diritto ad un tribunale sarebbe illusorio se l’ordine giuridico interno di un Stato contraente permettesse che una decisione giudiziale definitiva ed obbligatoria resti inoperante a scapito di una parte. L’esecuzione di un giudizio o sentenza, di qualunque giurisdizione essa sia, deve essere considerata dunque come facente parte integrante del “processo” al senso dell’articolo 6 (vedere, tra altri, Immobiliare Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ? 63 in fini, CEDH 1999-V, e Hornsby, precitato, ? 40.)
54. Nello specifico, la Corte considera che la lagnanza del richiedente sollevata sotto l’angolo del diritto di accesso ad un tribunale si confonde con quella tirata dall’articolo 1 del Protocollo no 1, nella misura in cui il richiedente si lamenta a questo titolo dei danni che derivano dell’impossibilit? di ottenere la demolizione della costruzione realizzata dai suoi vicini.
55. Avuto riguardo della conclusione formulata sopra al paragrafo 47, la Corte non stima necessario esaminare separatamente questa lagnanza sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
56. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
57. Il richiedente richiede da prima la demolizione della costruzione controversa. Sollecita poi il versamento di un’indennit? di 231 010 euro (EUR), pi? interessi e rivalutazione, appellandosi a una perizia che ha comandato.
58. Il Governo considera che il richiedente non ha diritto a nessuna somma, non costituendo ai suoi occhi l’inadempimento dell’ordine di demolizione una violazione di un diritto individuale di carattere privato dell’interessato. Ad ogni modo, il Governo sostiene che il richiedente non ha rinforzato la sua richiesta.
59. La Corte stima che, tenuto conto delle circostanze dello specifico ed eccezione fatta della conclusione che sar? riservata alla questione della demolizione, un risarcimento costituirebbe un risarcimento adeguato del danno subito dal richiedente. A questo riguardo, la Corte rileva che le giurisdizioni penali hanno determinato definitivamente che il richiedente ha subito un danno materiale in ragione della costruzione illecita realizzata dai suoi vicini (paragrafo 15 sopra). Tuttavia, dato che, conformemente alla decisione di queste giurisdizioni, il richiedente pu? iniziare un’azione dinnanzi alle giurisdizioni civili per ottenere un risarcimento, la Corte stima che non c’? luogo di accordare una somma a titolo di danno materiale.
B. Danno morale
60. In risarcimento del danno morale, il richiedente chiede a titolo principale la somma di 50 000 EUR ed a titolo sussidiario la somma di 21 346,88 EUR.
61. Il Governo reitera i suoi argomenti (paragrafo 58 sopra).
62. La Corte ammette che il richiedente ha subito un danno morale -per fatto in particolare della frustrazione provocata dal rifiuto o l’omissione dell’amministrazione di procedere alla demolizione della costruzione controversa malgrado la decisione definitiva delle giurisdizioni penali-che non compensa sufficientemente la constatazione di violazione (vedere, tra altri, Antonetto, precitato, Dactylidi c. Grecia, no 52903/99, ? 58, 27 marzo 2003, e Fotopoulou, precitato). Deliberando in equit?, la Corte assegna al richiedente 5 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
63. Il richiedente sollecita il versamento di 81 500,10 EUR a titolo degli oneri e spese afferenti al procedimento dinnanzi alla Corte.
64. Il Governo considera che questa somma ? esorbitante e che il richiedente non ha prodotto prove a sostegno della sua richiesta.
65. La Corte ricorda la sua giurisprudenza costante secondo la quale il sussidio di oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovano stabilite nella loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002; Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
66. La Corte ha appena concluso alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, ammettendo cos? la tesi del richiedente. Se la Corte non dubita della necessit? degli oneri richiesti n? che siano stati impegnati effettivamente a questo titolo, trova per? eccessiva la parcella rivendicata per il procedimento a Strasburgo. Considera dal momento che c’? luogo di rimborsarne solamente in parte. Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte assegna al richiedente 3 000 EUR al totale, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
D. Interessi moratori
67. La Corte giudica appropriato ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare separatamente la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione,le seguente somme, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta:
i. 5 000 EUR, cinquemila euro, per danno morale,
ii. 3 000 EUR, tremila euro, per oneri e spese,;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
5. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 24 maggio 2007, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Francesca Elens-Passos Francesca Tulkens
Greffi?re collaboratrice Pr?sidente

SENTENZA PAUDICIO C. ITALIA

SENTENZA PAUDICIO C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement des voies de recours internes) ; Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE PAUDICIO c. ITALIE
(Requ?te no 77606/01)
ARR?T
STRASBOURG
24 mai 2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme

En l’affaire Paudicio c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mme F. Tulkens, pr?sidente,
MM. I. Cabral Barreto,
R. T?rmen,
M. Ugrekhelidze,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Mularoni,
MM. D. Popović, juges,
et Mme F. Elens-Passos, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 5 juillet 2005 et 3 mai 2007,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 77606/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. C. P. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 30 octobre 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me M. E., avocat ? Naples. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le requ?rant se plaignait en particulier d’une atteinte ? son droit au respect de ses biens et ? son droit d’acc?s ? un tribunal.
4. Par une d?cision du 5 juillet 2005, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement recevable.
5. Tant le requ?rant que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites compl?mentaires (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
6. Le requ?rant est n? en 1962 et r?side ? Naples.
7. Le requ?rant a h?rit? de sa m?re un immeuble sis ? Agerola.
8. En 1992, pour des raisons d’urgence exceptionnelle, le maire d’Agerola octroya aux voisins du requ?rant (ci-apr?s A. et B.) un permis de construire pour une ?table destin?e ? leurs bovins. Ce permis pr?voyait que l’?table serait d?molie dans les vingt-quatre mois suivant sa construction, en vertu d’une interdiction absolue de construire sur ce terrain pr?vue par le plan d’urbanisme en vigueur.
9. A. et B. construisirent une ?table qui exc?dait le volume de construction autoris? par l’administration.
A. La proc?dure devant les juridictions p?nales
10. A une date non pr?cis?e, une proc?dure p?nale fut ouverte ? l’encontre d’A. et de B. pour violation de r?gles d’urbanisme (abuso edilizio).
11. Le 24 avril 1992, le parquet de Naples ordonna la saisie pr?ventive de la construction.
12. Le 3 juin 1993, la m?re du requ?rant se constitua partie civile dans la proc?dure p?nale engag?e ? l’encontre d’A. et de B.
13. Par un jugement du 11 janvier 1995, le juge pour les investigations pr?liminaires pronon?a un acquittement d’A. et de B. motiv? par l’absence de faits d?lictueux (perch? il fatto non costituisce reato).
14. Le 30 janvier 1995, le procureur de la R?publique interjeta appel de ce jugement devant la cour d’appel de Naples.
15. Par un arr?t du 4 juin 1996, la cour d’appel de Naples condamna B. (A. ?tant d?c?d? au cours de la proc?dure en appel) ? vingt jours d’emprisonnement et au paiement d’une amende de 20 000 000 de lires (ITL) pour violation de r?gles d’urbanisme. De plus, elle ordonna au maire d’Agerola de proc?der ? la d?molition de la construction litigieuse en vertu de l’article 7 de la loi no 47 de 1985 et mit les frais de d?molition ? la charge de B. Enfin, elle reconnut ? la m?re du requ?rant le droit ? un d?dommagement, le montant en ?tant ? fixer par les juridictions civiles comp?tentes.
16. A une date non pr?cis?e, B. se pourvut en cassation.
17. Le 14 mai 1999, la Cour de cassation rejeta son pourvoi.
18. Le 12 juin 1999, le bureau d’ex?cution des arr?ts du parquet de Naples transmit l’arr?t au maire d’Agerola afin qu’il proc?d?t ? la d?molition de la construction.
B. La proc?dure en r?gularisation
19. Entre-temps, le 27 f?vrier 1995, B. avait introduit aupr?s de la municipalit? d’Agerola une demande en r?gularisation (sanatoria) de la construction.
20. Dans le cadre de cette proc?dure, par une note du 27 f?vrier 1997, le maire d’Agerola informa la Cour de cassation, dans l’intervalle charg?e de l’examen du dossier dans le cadre de la proc?dure p?nale, que la demande en r?gularisation n’avait pas de chances d’?tre accept?e compte tenu de la l?gislation en vigueur en la mati?re.
21. Il ressort du dossier que cette proc?dure en r?gularisation est toujours pendante.
22. Le 23 janvier 2000, la m?re du requ?rant d?c?da.
23. A ce jour, la d?molition de l’?difice litigieux n’a pas eu lieu.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
A. Sur la constitution de partie civile
24. Les articles pertinents du code de proc?dure p?nale disposent :
Article 79
? La constitution de partie civile a lieu ? partir de l’audience pr?liminaire (…) ?
Article 90
? La partie l?s?e exerce les droits et les facult?s qui lui sont express?ment reconnus par la loi et peut en outre, ? tout stade de la proc?dure, pr?senter des m?moires et, hormis en cassation, indiquer des ?l?ments de preuve. ?
Article 101
? La partie l?s?e peut nommer un repr?sentant l?gal pour l’exercice des droits et des facult?s dont elle jouit (…) ?
B. Sur la d?molition
25. L’article 7 de la loi no 47 du 28 f?vrier 1985, dans ses parties pertinentes, dispose :
? Dans le cas o? des constructions sont r?alis?es en l’absence d’un permis de construire ou en violation de celui-ci (…), le maire doit en ordonner la d?molition.
Dans le cas o? la personne responsable de la violation des r?gles d’urbanisme ne proc?de pas ? la d?molition (…), la propri?t? de la construction et du terrain (…) est transf?r?e sans frais ? la municipalit? (…)
La construction ainsi acquise au patrimoine de la municipalit? doit ?tre d?molie aux frais de la personne ayant viol? les r?gles d’urbanisme (…)
Dans le cas o? la d?molition n’a pas ?t? d?j? effectu?e, le juge qui ?met un jugement de condamnation (…) l’ordonne. ?
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
26. Le requ?rant se plaint des dommages d?coulant de l’impossibilit? d’obtenir la d?molition de la construction r?alis?e par ses voisins. Il invoque l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui se lit ainsi :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur l’exception pr?liminaire du Gouvernement
27. Le Gouvernement r?it?re l’exception de non-?puisement des voies de recours internes, constitu?e de deux volets et d?j? soulev?e ? la suite de la communication de la pr?sente affaire.
28. Dans le premier volet, il expose que le requ?rant n’a pas entam? d’action devant les juridictions civiles et, dans le second, il observe que la proc?dure en r?gularisation engag?e par B. est toujours pendante.
29. La Cour note que les deux volets de cette exception ont d?j? ?t? rejet?s dans sa d?cision du 5 juillet 2005 sur la recevabilit? de la requ?te et que le Gouvernement fonde son exception sur des arguments qui ne sont pas de nature ? remettre en cause cette d?cision. Par cons?quent, l’exception ne saurait ?tre retenue.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
30. A titre principal, le Gouvernement soutient que l’ordre de d?molition prononc? par les juridictions p?nales r?pond en tant que tel ? l’exigence de protection des int?r?ts de la collectivit? et non pas des int?r?ts du particulier, ? savoir le requ?rant.
31. Il s’agirait en effet d’une mesure de nature administrative, qui tendrait, dans un but d’int?r?t g?n?ral, ? r?tablir la situation de fait que les r?gles d’urbanisme viol?es visaient ? prot?ger.
32. D?s lors, la non-ex?cution de l’ordre de d?molition ne constituerait pas, en tant que telle, une violation d’un droit individuel de caract?re priv? du requ?rant et ne pourrait donc pas ?tre consid?r?e comme une atteinte au droit de celui-ci au respect de ses biens au sens de l’article 1 du Protocole no 1.
33. Par cons?quent, la pr?sente affaire serait diff?rente de l’affaire Antonetto c. Italie (no 15918/89, 20 juillet 2000), o? les juridictions administratives s’?taient prononc?es en faveur de la sauvegarde des droits individuels.
34. A titre subsidiaire, le Gouvernement fait valoir que la proc?dure en r?gularisation entam?e par B. est toujours pendante. Or, dans des affaires dans lesquelles il y avait eu un commencement d’ex?cution de l’ordre de d?molition contre lequel l’int?ress? avait form? opposition devant les juridictions comp?tentes (incidente di esecuzione), la Cour de cassation aurait affirm? la n?cessit? de suspendre l’ex?cution de l’ordre de d?molition lorsqu’une demande en r?gularisation a ?t? pr?sent?e dans les formes et les d?lais l?gaux, et accompagn?e du paiement exig?. Le Gouvernement reconna?t que la pr?sente affaire est diff?rente de celles prises en consid?ration par la Cour de cassation, mais il consid?re toutefois que cette jurisprudence devrait orienter l’action des juridictions comme celle des administrations publiques.
35. M?me ? supposer que la non-ex?cution de l’ordre de d?molition ait constitu? une atteinte au droit du requ?rant au sens de l’article 1 du Protocole no 1, le non-respect de son droit serait moins important que le sacrifice du m?me droit de B., dans l’hypoth?se o? l’ordre de d?molition serait ex?cut? alors que la proc?dure en r?gularisation serait toujours pendante et la situation encore susceptible d’?tre r?gularis?e.
b) Le requ?rant
36. S’appuyant sur le fait qu’en l’esp?ce la municipalit? n’a pas proc?d? ? la d?molition de la construction litigieuse que lui ordonnait le jugement d?finitif des juridictions p?nales, le requ?rant estime que la pr?sente requ?te est similaire ? l’affaire Antonetto (arr?t pr?cit?).
37. Il soutient que l’inertie de la municipalit? constitue une violation directe de son droit au respect de ses biens et il se plaint de la baisse de la valeur marchande de son habitation, caus?e par la proximit? de la construction litigieuse.
38. Enfin, se r?f?rant en particulier ? la note du 27 f?vrier 1997 du maire d’Agerola ainsi qu’? la l?gislation en vigueur en la mati?re, le requ?rant consid?re que la proc?dure en r?gularisation entam?e par B. ne pourra pas se conclure par une acceptation de la demande.
2. Appr?ciation de la Cour
a) La r?gle applicable
39. En l’esp?ce, la Cour observe que le refus des autorit?s municipales de se conformer ? la d?cision d?finitive des juridictions p?nales a eu comme cons?quence le maintien en l’?tat de la construction r?alis?e par B. en violation des r?gles d’urbanisme. Compte tenu de la proximit? de cette construction avec l’habitation du requ?rant, les autorit?s sont responsables de l’ing?rence dans le droit de propri?t? du requ?rant ; l’ing?rence en question ne constitue ni une expropriation ni une r?glementation de l’usage des biens, mais rel?ve du caract?re g?n?ral de la premi?re phrase du premier alin?a de l’article 1 du Protocole no 1.
b) Sur l’observation de l’article 1 du Protocole no 1
40. La Cour rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. En effet, la seconde phrase du premier alin?a de cet article n’autorise une privation de propri?t? que ? dans les conditions pr?vues par la loi ? ; le second alin?a reconna?t aux Etats le droit de r?glementer l’usage des biens en mettant en vigueur des ? lois ?.
41. De plus, la pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (voir, entre autres, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, ? 63, CEDH 2000-VI, et Amuur c. France, arr?t du 25 juin 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, pp. 850-851, ? 50) et implique le devoir de l’Etat ou d’une autorit? publique de se plier ? un jugement ou un arr?t rendu ? leur encontre (voir, mutatis mutandis, Hornsby c. Gr?ce, arr?t du 19 mars 1997, Recueil 1997-II, p. 511, ? 41). La m?me constatation vaut pour les actes des organes administratifs ayant un caract?re d?finitif et ex?cutoire.
42. Il s’ensuit que la n?cessit? de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 26, ? 69) ne peut se faire sentir que lorsqu’il est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de la l?galit? et n’?tait pas arbitraire (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II).
43. En l’esp?ce, la Cour estime opportun de rappeler certains faits qui lui paraissent essentiels. D’abord, elle rel?ve qu’apr?s l’arr?t de la Cour de cassation les juridictions p?nales ont d?finitivement ordonn? la d?molition de la construction litigieuse, au motif que celle-ci avait ?t? r?alis?e en violation des r?gles d’urbanisme. Ensuite, la Cour observe que le 12 juin 1999 le bureau d’ex?cution des arr?ts du parquet de Naples a demand? au maire d’Agerola de proc?der ? la d?molition de la construction, que les autorit?s municipales avaient donc le devoir d’effectuer cette d?molition, mais qu’elles ne l’ont pas fait.
44. De plus, la Cour se doit de constater que les juridictions p?nales ont aussi d?finitivement reconnu que le requ?rant avait subi un dommage mat?riel en raison de la construction illicite et qu’elles ont par cons?quent reconnu ? l’int?ress? le droit ? un d?dommagement, la proc?dure ?ventuelle devant les juridictions civiles n’?tant n?cessaire que dans le but d’?tablir le montant ? octroyer.
45. Enfin, quant ? la proc?dure en r?gularisation entam?e par B. devant la municipalit? d’Agerola, la Cour rel?ve que plus de douze ans se sont ?coul?s sans que les autorit?s municipales se soient prononc?es ? cet ?gard, si ce n’est dans une note du 27 f?vrier 1997 dans laquelle le maire d’Agerola affirmait que la demande en r?gularisation n’avait pas de chances d’?tre accept?e compte tenu de la l?gislation en vigueur en la mati?re.
46. Il ressort donc des faits de la cause que le refus ou l’omission de l’administration municipale de proc?der ? la d?molition de la construction litigieuse n’avait aucune base l?gale en droit interne. Une telle conclusion dispense la Cour de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits individuels (Antonetto, pr?cit?, et Fotopoulou c. Gr?ce, no 66725/01, 18 novembre 2004).
47. Partant, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
48. Invoquant le droit ? une protection judiciaire effective, le requ?rant se plaint de l’impossibilit? d’obtenir l’ex?cution du jugement d?finitif des juridictions p?nales ordonnant la d?molition de l’immeuble litigieux. Il invoque l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, dans ses parties pertinentes, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Th?ses des parties
49. Le Gouvernement soutient qu’aucune juridiction nationale n’a reconnu au requ?rant le droit ? la d?molition de l’immeuble litigieux. La constitution de partie civile dans la proc?dure devant les juridictions p?nales n’aurait en effet ?t? accept?e qu’aux fins de l’octroi d’un d?dommagement et non d’un ordre de d?molition.
50. Le requ?rant ne disposant d’aucun droit individuel ? la d?molition, le Gouvernement conclut que l’article 6 ? 1 de la Convention n’a pas ?t? viol? en l’esp?ce.
51. En tout ?tat de cause, un ordre de d?molition ne constituerait pas une mesure dont la mise en ex?cution serait un devoir incontournable pour ses destinataires, l’administration pouvant, ? certaines conditions pr?vues par la loi, surseoir ? l’ex?cution d’un tel ordre et m?me l’ignorer.
52. Le requ?rant s’oppose ? la th?se du Gouvernement, soutenant qu’? l’issue de la proc?dure devant les juridictions p?nales il est bien titulaire d’un droit individuel ? la d?molition de l’immeuble litigieux.
B. Appr?ciation de la Cour
53. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, le droit ? un tribunal serait illusoire si l’ordre juridique interne d’un Etat contractant permettait qu’une d?cision judiciaire d?finitive et obligatoire reste inop?rante au d?triment d’une partie. L’ex?cution d’un jugement ou arr?t, de quelque juridiction que ce soit, doit donc ?tre consid?r?e comme faisant partie int?grante du ? proc?s ? au sens de l’article 6 (voir, entre autres, Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 63 in fine, CEDH 1999-V, et Hornsby, pr?cit?, ? 40).
54. En l’esp?ce, la Cour consid?re que le grief du requ?rant soulev? sous l’angle du droit d’acc?s ? un tribunal se confond avec celui tir? de l’article 1 du Protocole no 1, dans la mesure o? le requ?rant se plaint ? ce titre des dommages d?coulant de l’impossibilit? d’obtenir la d?molition de la construction r?alis?e par ses voisins.
55. Eu ?gard ? la conclusion formul?e au paragraphe 47 ci-dessus, la Cour n’estime pas n?cessaire d’examiner s?par?ment ce grief sous l’angle de l’article 6 ? 1 de la Convention.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
56. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
57. Le requ?rant r?clame d’abord la d?molition de la construction litigieuse. Il sollicite ensuite le versement d’une indemnit? de 231 010 euros (EUR), plus int?r?ts et r??valuation, en s’appuyant sur une expertise qu’il a command?e.
58. Le Gouvernement consid?re que le requ?rant n’a droit ? aucune somme, la non-ex?cution de l’ordre de d?molition ne constituant pas ? ses yeux une violation d’un droit individuel de caract?re priv? de l’int?ress?. En tout ?tat de cause, le Gouvernement soutient que le requ?rant n’a pas ?tay? sa demande.
59. La Cour estime que, compte tenu des circonstances de l’esp?ce et abstraction faite de l’issue qui sera r?serv?e ? la question de la d?molition, un d?dommagement constituerait une r?paration ad?quate du pr?judice subi par le requ?rant. A cet ?gard, la Cour rel?ve que les juridictions p?nales ont d?finitivement d?termin? que le requ?rant a subi un dommage mat?riel en raison de la construction illicite r?alis?e par ses voisins (paragraphe 15 ci-dessus). Toutefois, ?tant donn? que, conform?ment ? la d?cision de ces juridictions, le requ?rant peut entamer une action devant les juridictions civiles afin d’obtenir un d?dommagement, la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’accorder une somme ? titre de dommage mat?riel.
B. Dommage moral
60. En r?paration du dommage moral, le requ?rant demande ? titre principal la somme de 50 000 EUR et ? titre subsidiaire la somme de 21 346,88 EUR.
61. Le Gouvernement r?it?re ses arguments (paragraphe 58 ci-dessus).
62. La Cour admet que le requ?rant a subi un pr?judice moral ? du fait notamment de la frustration provoqu?e par le refus ou l’omission de l’administration de proc?der ? la d?molition de la construction litigieuse malgr? la d?cision d?finitive des juridictions p?nales ? que ne compense pas suffisamment le constat de violation (voir, entre autres, Antonetto, pr?cit?, Dactylidi c. Gr?ce, no 52903/99, ? 58, 27 mars 2003, et Fotopoulou, pr?cit?). Statuant en ?quit?, la Cour alloue au requ?rant 5 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
63. Le requ?rant sollicite le versement de 81 500,10 EUR au titre des frais et d?pens aff?rents ? la proc?dure devant la Cour.
64. Le Gouvernement consid?re que cette somme est exorbitante et que le requ?rant n’a pas produit de preuves ? l’appui de sa demande.
65. La Cour rappelle sa jurisprudence constante selon laquelle l’allocation de frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002 ; Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
66. La Cour vient de conclure ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1, admettant ainsi la th?se du requ?rant. Si la Cour ne doute pas de la n?cessit? des frais r?clam?s ni qu’ils aient ?t? effectivement engag?s ? ce titre, elle trouve cependant excessifs les honoraires revendiqu?s pour la proc?dure ? Strasbourg. Elle consid?re d?s lors qu’il y a lieu de ne les rembourser qu’en partie. Compte tenu des circonstances de la cause, la Cour alloue au requ?rant 3 000 EUR au total, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
D. Int?r?ts moratoires
67. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Rejette l’exception pr?liminaire du Gouvernement ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner s?par?ment le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t :
i. 5 000 EUR (cinq mille euros) pour dommage moral,
ii. 3 000 EUR (trois mille euros) pour frais et d?pens ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 24 mai 2007, en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fran?oise Elens-Passos Fran?oise Tulkens
Greffi?re adjointe Pr?sidente

ARR?T PAUDICIO c. ITALIE

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