AFFAIRE PARADISO ET CAMPANELLI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PARADISO ET CAMPANELLI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41
Numero: 25358/12/2015
Stato: Italia
Data: 2015-01-27 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusioni: Eccezione preliminare considerata, Articolo 35-3 – Ratione personae, Parzialmente inammissibile Violazione dell’articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare, Articolo 8-1 – Rispetto della vita familiare
Rispetto della vita privata, Danno morale – risarcimento, Articolo 41 – Danno morale Soddisfazione equa,

SECONDA SEZIONE

CAUSA PARADISO E CAMPANELLI C. ITALIA

(Richiesta no 25358/12)

SENTENZA

STRASBURGO

27 gennaio 2015

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Paradiso e Campanelli c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta di:
Il ?Karaka, ?presidentessa,
Guido Raimondi,
Andr?s Saj?,
Neboj?a Vuini?,
Helen Keller,
Egidijus Kris?,
Robert Spano, giudici,
e di Stanley Naismith, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 9 dicembre 2014,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, dato:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 25358/12) diretta contro la Repubblica italiana e di cui due cittadini di questo Stato, OMISSIS (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 27 aprile 2012 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”). I richiedenti hanno introdotto anche la richiesta al nome del bambino che, secondo il certificato di nascita rilasciata dalle autorit? russe il 1 marzo 2011, sarebbe loro figlio, nato il 27 febbraio 2011, e si chiamerebbe OMISSIS.
2. I richiedenti sono stati rappresentati da OMISSIS, avvocato a Mosca, lavorando per il societ? Rosjurconsulting. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora.
3. I richiedenti adducono in particolare che il rifiuto di trascrivere il certificato di nascita del bambino nei registri dello stato civile italiano e l’allontanamento del minore ? incompatibile con l’articolo 8 della Convenzione.
4. Il 9 maggio 2012, la richiesta ? stata comunicata al Governo. Il governo convenuto ed i richiedenti hanno depositato le loro osservazioni. Il 20 febbraio 2014, una questione complementare ? stata posta alle parti sul punto di sapere se esisteva un rimedio efficace per contestare la decisione della corte di appello di Campobasso del 13 aprile 2013 avendo confermato il rifiuto di trascrivere il certificato di nascita, e per contestare la decisione del tribunale per minore di Campobasso del 5 giugno 2013, avendo dichiarato che i richiedenti non avevano pi? la qualit? per agire. Il Governo ? stato invitato a depositare la giurisprudenza pertinente relativa all’efficacia dei rimedi di cui potrebbe addurre l’esistenza.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente in 1967 e 1955 e hanno risieduto a Colletorto.
6. I richiedenti sono una coppia sposata. Nel formulario di richiesta, hanno esposto che dopo avere fatto vanamente dei tentativi di fecondazione in vitro, decisero di ricorrere alla gestazione per altrui per diventare affini. Contattarono a questa fine una clinica basata a Mosca, specializzata nelle tecniche di riproduzione assistita. Conclusero una convenzione di gestazione per altrui dalla societ? Rosjurconsulting. Il 19 maggio 2010, due embrioni che appartengono loro” “furono impiantati nell’utero di una madre portatrice il 19 giugno 2010 dopo una fecondazione in vitro riuscita. Non c’era legame genetico tra questa ultima e gli embrioni.
7. Il bambino nacque il 27 febbraio 2011. La madre portatrice diede il suo consenso scritto affinch? il bambino venisse registrato come figlio dei richiedenti. La sua dichiarazione scritta datata dello stesso giorno, letto ad alta voce all’ospedale in presenza del suo medico, del medico capo e del capo di divisione, dell’ospedale, si legge cos? (traduzione francese della versione originale russa):
“Io sottoscritta ha messo al mondo un bambino alla clinica maternit? di Mosca. I genitori del bambino sono una coppia sposata di italiani, Giovanni Campanelli, nato il e Donatina Paradiso nato egli che ha dichiarato volere impiantare per iscritto i loro embrioni nel mio utero.
Sulla base di ci? che precede e conformemente al capoverso 5 del paragrafo 16 della legge federale sullo stato civile ed al capoverso 4 del paragrafo 51 del codice della famiglia do il mio consenso per l’iscrizione nell’atto e nel certificato di nascita della coppia sopra come genitori del bambino che ho assistito durante il parto. (…) “
Questa dichiarazione, nella sua traduzione italiana annessa all’originale, si legge cos? (versione francese):
“Io sottoscritta ha messo al mondo un ragazzo alla clinica maternit? di Mosca. I genitori genetici del bambino sono una coppia sposata di italiani, Giovanni Campanelli, nato il e Donatina Paradiso nato egli che ha dichiarato volere impiantare per iscritto i loro embrioni nel mio utero.
Sulla base di ci? che precede e conformemente al capoverso 5 del paragrafo 16 della legge federale sullo stato civile ed al capoverso 4 del paragrafo 51 del codice della famiglia do il mio consenso per l’iscrizione nell’atto e nel certificato di nascita della coppia sopra come genitori del bambino che ho assistito durante il parto. (…)”
8. Il 10 marzo 2011, conformemente al diritto russo, i richiedenti furono registrati come genitori del neonato. Il certificato di nascita russa, non menzionando la gestazione per altrui, fu apostill? secondo le disposizioni della Convenzione di L’Aia del 5 ottobre 1961, infra “la Convenzione dell’Aia”) annullando l’esigenza della legalizzazione degli atti pubblici esteri.
9. Il 29 aprile 2011, il richiedente and? al Consolato dall’Italia a Mosca per ottenere i documenti che permettono al neonato di partire in Italia con lei. Il richiedente rispose alle questioni e deposit? la pratica relativa alla nascita del bambino. Il Consolato dell’Italia rilasci? i documenti che permettono a questo ultimo di partire in Italia col richiedente.
10. Il 30 aprile 2011, il richiedente ed il bambino arrivarono in Italia. Alcuni giorni pi? tardi, il richiedente chiese alla municipalit? di Colletorto la registrazione del certificato di nascita.
11. Con una nota del 2 maggio 2011 – che non ? versata alla pratica – il Consolato dell’Italia a Mosca comunic? al tribunale dei minore di Campobasso, al ministero delle Cause estere, alla prefettura ed alla citt? di Colletorto, che la pratica relativa alla nascita del bambino conteneva dei dati falsi.
12. Il 5 maggio 2011, i richiedenti furono messi in esame per “alterazione di stato civile” al senso dell’articolo 567 del codice penale, per falso al senso degli articoli 489 e 479 del codice penale; inoltre, per reato all’articolo 72 della legge sull’adozione, legge no 183/1984, perch? avevano portato il bambino senza rispettare la legge ed avevano aggirato i limiti posti nel consenso all’adozione ottenuta il 7 dicembre 2006 che escludeva che possano adottare un bambino in se bassa et?.
13. Il 5 maggio 2011, il ministero pubblico presso il tribunale per minore di Campobasso chiese l’apertura di un procedimento di adottabilit?, perch? il bambino doveva essere considerato come essendo in un stato di abbandono al senso della legge. Lo stesso giorno, il tribunale per minore nomin? un curatore speciale al senso dell’articolo 8 della legge no 184/1983 ed apr? un procedimento di adottabilit?. Il 16 maggio 2011, il procuratore della Repubblica sollecit? il collocamento sotto curatela del bambino al senso degli articoli 8 e 10 della legge no 184/83. Il tribunale nomin? un curatore. Risulta della pratica che i richiedenti opponevano alle misure concernente il bambino ed aveva chiesto a potere adottare il minore.
14. Il 25 maggio 2011, il richiedente, assistita col suo avvocato di fiducia, fu interrogata dai carabinieri di Larino. L’interessata dichiar? che si era resa in Russia sola, nel settembre 2008, col liquido seminale di suo marito precedentemente raccolto. Aveva sottoscritto un contratto col societ? Rosjurconsulting che si era avviato a trovare portatrice disposta una madre ad accogliere nel suo utero il materiale genetico del richiedente e di suo sposo, col verso del clinico Vitanova di Mosca. Questa pratica era perfettamente legale in Russia e permetteva di ottenere un certificato di nascita che indica le identit? dei richiedenti come genitori. In giungo/luglio 2010, il richiedente era stato contattato dalla societ? russa al motivo che una madre portatrice era stata trovata, ed aveva dato il suo accordo per l’intervento. Il 10 marzo 2011, il richiedente era andato a Mosca. In aprile 2011, munito di un certificato di nascita rilasciata il 10 marzo 2011 dalle autorit? russe, era andata al Consolato dall’Italia a Mosca per ottenere i documenti che permettono al bambino di uscire dalla Russia e di rendersi in Italia. Il certificato di nascita indicava i nomi dei richiedenti ed il loro requisito di genitori.
15. Il 27 giugno 2011, i richiedenti furono sentiti col tribunale per minore. Il richiedente dichiar? che dopo otto tentativi infruttuosi di fecondazione in vitro, e che avevano messo in pericolo la sua salute, era ricorsa alla clinica russa perch?, in questo paese, era possibile utilizzare gli ovuli di una donatrice che erano impiantati poi nel ventre della madre portatrice.
16. Peraltro, il curatore del bambino chiese al tribunale di sospendere l’autorit? parentale dei richiedenti, al senso dell’articolo 10 ? 3 della legge no 184/1983.
17. Il 7 luglio 2011, il tribunale ordin? di procedere ad un test DNA per stabilire se il richiedente era il padre biologico del bambino.
18. Il 11 luglio 2011, il ministro dell’interno chiese all’ufficio dello stato civile di rifiutare la registrazione dell’atto di nascita.
19. Il 1 agosto 2011, il richiedente ed il bambino si sottoporsi al test DNA. Il risultato di questo test mostr? che non c’era legame genetico tra essi.
20. Il 4 agosto 2011, l’ufficio dello stato civile rifiut? la registrazione del certificato di nascita. I richiedenti introdussero un ricorso contro questo rifiuto dinnanzi al tribunale di Larino. Il ministero pubblico chiese a questo tribunale di dare una nuova identit? al bambino e di rilasciare un nuovo certificato di nascita.
21. Il tribunale di Larino essendo dichiarato si incompetente il 29 settembre 2011, il procedimento riprese dinnanzi alla corte di appello di Campobasso. I richiedenti insistevano per la trascrizione del certificato di nascita russa.
22. Il 20 ottobre 2011, sulla base della perizia genetica e dei conclusioni delle parti, ivi compreso queste del curatore del bambino, il tribunale per minore decise di allontanare il bambino dai richiedenti. Questa decisione era immediatamente esecutiva. Alla base della sua decisione, il tribunale prese in conto i seguenti elementi: il richiedente aveva dichiarato non essere la madre genetica; gli ovuli provenivano da una moglie sconosciuta; il test DNA effettuato sul richiedente e sul bambino aveva dimostrato che non c’era nessuno legame genetico tra essi; i richiedenti avevano pagato un’importante somma di denaro (49 000 euros (EUR)); contrariamente ai suoi argomenti, niente provava solamente il materiale genetico del richiedente sia stato trasportato realmente in Russia. La sola cosa che era sicura in questa storia era l’identit? della madre portatrice che non era la madre biologica e che aveva rinunciato al bambino messo al mondo. I genitori biologici rimanevano sconosciuti. Ci? che ?, si non era in un caso di maternit? surrogata, perch? il bambino non aveva nessuno legame genetico coi richiedenti. Questi ultimi versavano nell’illegalit?: avevano portato un bambino in Italia facendo credere che si trattava di loro figlio. Ci? che fa, avevano violato le disposizioni sull’adozione internazionale in primo luogo, legge no 184 del 4 maggio 1983 che contemplava una violazione penale di cui la valutazione non incombeva tuttavia sul tribunale per minore nel suo articolo 72. In secondo luogo, l’accordo concluso dai richiedenti col societ? Rosjurconsulting era contrario alla legge sulla procreazione da un punto di vista medico assistita, legge no 40 del 19 febbraio 2004 che vietava nel suo articolo 4 la fecondazione assistita eterologa. Un termine doveva essere messo a questa situazione illegale ed il solo modo era di allontanare il bambino dai richiedenti. Certo, il bambino subirebbe un danno a causa della separazione, ma, visto il corto periodo passato coi richiedenti e la sua bassa et?, il bambino sormonterebbe tutto ci?. Le ricerche per trovare una coppia di adottanti sarebbero iniziate immediatamente. Inoltre, visto che i richiedenti avevano preferito cortocircuitare la legge sull’adozione malgrado il consenso che avevano ottenuto, si poteva pensare che il bambino risultava da un desiderio narcisistico della coppia o che era destinato a decidere dei problemi di coppia. Perci? il tribunale dubitava della loro reale capacit? affettiva ed educativa. Il bambino che non ha n? una famiglia biologica n? la sua madre portatrice, perch? aveva rinunciato a lui, il tribunale stim? che la legge italiana sull’adozione si applicava al caso di specifico, al senso dell’articolo 37bis della legge no 184/1983, affid? il bambino ai servizi sociali e nomin? un tutore per la sua difesa.
23. Il bambino fu posto in una casa di accoglimento, sistem? famiglia, in un luogo sconosciuto dei richiedenti. I contatti tra i richiedenti ed il bambino furono vietati.
24. I richiedenti depositarono un ricorso (reclamo) dinnanzi alla corte di appello di Campobasso. Arguivano, entra altri, che le giurisdizioni italiane non potevano rimettere in causa il certificato di nascita. Chiedevano, peraltro, di non adottare delle misure concernente il bambino finch? il procedimento penale aperto contro essi ed il procedimento impegnato per contestare il rifiuto di trascrivere il certificato di nascita erano pendenti.
25. Con una decisione del 28 febbraio 2012, la corte di appello di Campobasso respinse il ricorso. Risulta in particolare di questa decisione che l’articolo 33 della legge no 218/95 (legge sul diritto privato internazionale) non impediva l’autorit? giudiziale italiana di non dare seguito alle indicazioni certificate proveniente di un Stato estero. Non c’era nessuna incompetenza, perch? l’articolo 37bis della legge sull’adozione internazionale, legge no 184/1983, contemplava l’applicazione della legge italiana se il minore estero era in stato di abbandono e tale era il caso nello specifico. Era peraltro inutile aspettare la conclusione del procedimento penale perch? la responsabilit? penale dei richiedenti non giocava nessuno ruolo. Era al contrario necessario adottare una misura urgente al riguardo del bambino per mettere fine alla situazione di illegalit? nella quale gli interessati versavano. Contro questa decisione non era possibile formare un ricorso in cassazione.
26. Risulta di una nota datata del 22 maggio 2012, indirizzato dal tribunale per minore al ministero della Giustizia, che il bambino non era stato dichiarato ancora come essendo adoptable perch? il procedimento che cade sulla trascrizione del certificato di nascita del bambino era pendente dinnanzi alla corte di appello di Campobasso.
27. Il 30 ottobre 2011, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Larino aveva ordinato nel frattempo, il sequestro conservatorio del certificato di nascita russa, al motivo che si trattava di una prova essenziale. Risultava della pratica difatti che i richiedenti avevano commesso non solo verosimilmente i fatti rimproverati, ma avevano tentato di dissimularli. Avevano, entra altri, dichiarato essere i genitori biologici, ed avevano corretto le loro versioni dei fatti man mano che erano smentiti.
28. I richiedenti attaccarono la decisione di sequestro conservatorio.
29. Con una decisione del 20 novembre 2012, il tribunale di Campobasso respinse il ricorso dei richiedenti. Risulta di questa decisione che c’era dell’incidi sospetti in quanto alla commissione dei reati rimproverati. In particolare, il richiedente aveva fatto circolare la voce della sua gravidanza; si era presentata al Consolato lasciando sottintendere che era la madre naturale; poi, aveva ammesso che il bambino era stato messo al mondo con una madre surrogata; ai carabinieri, aveva dichiarato il 25 maggio 2011 che il richiedente era il padre biologico mentre il test DNA l’aveva smentito e dunque aveva fatto del falsi dichiarazioni; era stata molto vaga in quanto all’identit? della madre genetica; i documenti relativi alla maternit? surrogata dicevano che i due richiedenti erano stati visti dai medici russi ci? che non concordava col fatto che il richiedente non era stato in Russia; i documenti concernente il parto non avevano una data accertata. La sola cosa certa era che il bambino era nato e che era stato rimesso al richiedente contro il pagamento di quasi 50 000 EUR. L’ipotesi secondo la quale i richiedenti avevano avuto una condotta illegale per ottenere la trascrizione della nascita e di aggirare le leggi italiane sembrava dunque fondata.
30. Nel novembre 2012, la decisione concernente il sequestro conservatorio fu trasmessa dal ministero pubblico al tribunale per minore, perch? aveva il seguente implicazioni. Il capo di accusa derivata dell’articolo 72 della legge no 184/1983 privava i richiedenti della possibilit? di accogliere il bambino in collocamento (affido) e di adottare questo o di altri minore. Non c’erano dunque altre soluzioni che continuare il procedimento di adozione per il bambino. Il collocamento provvisorio presso di una famiglia era stata chiesta in virt? degli articoli 8 e 10 della legge no 184/83. Il ministero pubblico reiter? la sua domanda e sottoline? che il bambino era stato prima lontano pi? di un anno e che viveva da in casa di accoglimento, sistem? famiglia, dove aveva stabilito delle relazioni significative con le persone chiamate ad occuparsi di lui. Il bambino non aveva dunque ancora trovato un ambiente familiare potendo sostituire quello che era stato offerto illegalmente da quelli che l’aveva portato in Italia. Questo bambino sembrava molto destinato ad una nuova separazione pi? dolorosa di quella della madre che l’aveva messo al mondo e poi di quella che pretendeva essere sua madre.
31. Risulta della pratica che il 26 gennaio 2013, il bambino fu posto presso di una famiglia di accoglimento.
32. In marzo 2013, alla domanda del tutore, una perizia che mira a determinare l’et? del minore fu effettuata. Questa stabilisce che il bambino era verosimilmente vecchio di 30 mesi, e che tre mesi di scarto ne pi? o erano in meno possibili.
33. Peraltro, inizio aprile 2013, il tutore chiese al tribunale per minore di assegnare un’identit? convenzionale al bambino, affinch? questo possa essere iscritto senza difficolt? alla scuola. Comunicava che il bambino era stato posto in una famiglia il 26 gennaio 2013, ma che era senza identit?. Questa “inesistenza” aveva un forte impatto sulle questioni amministrative: sotto quale identit? iscrivere il bambino alla scuola, nel suo blocchetto di vaccinazioni, al suo domicilio. ? vero che questa situazione rispondeva allo scopo di non permettere alla famiglia di origine, cio? ai richiedenti, di comprendere dove era il bambino per miglioramento proteggerlo. Tuttavia, un’identit? temporanea convenzionale avrebbe permesso di mantenere il segreto sull’identit? reale del bambino e, allo stesso tempo, avrebbe permesso a questo ultimo di aderire ai servizi pubblici mentre gli era solamente lecito di utilizzare i servizi medici di emergenza.
34. Con una decisione immediatamente esecutivo del 3 aprile 2013, la corte di appello di Campobasso si pronunci? a proposito del certificato di nascita del quale era questione di ordinare o non la trascrizione, al senso dell’articolo 95 del decreto del Presidente della Repubblica (“DPR”) no 396/00. Respinse l’eccezione sollevata dal tutore secondo la quale i richiedenti non avevano la qualit? per agire dinnanzi alla corte; riconobbe ai richiedenti la capacit? di stare in giustizia difatti nella misura in cui risultavano essere i “genitori” nell’atto di nascita che desideravano trascrivere. Tuttavia, era evidente che i richiedenti non erano i genitori biologici. Non c’era stata dunque gestazione per altrui, mentre i richiedenti nella loro memoria avevano parlato di fecondazione assistita eterologa; le parti si accordavano per dire che la legge russa presupponeva un legame biologico tra i bambini ed almeno uno dei genitori potenziali per potere parlare di maternit? di sostituzione. L’atto di nascita era falso dunque, ideologicamente falso. Poi, dato che niente mostrava solamente il bambino aveva la cittadinanza russa, l’argomento dei richiedenti derivati dell’inapplicabilit? della legge italiana cozzava contro l’articolo 33 della legge no 218/95 secondo che la filiazione era determinata dalla legge nazionale del bambino al momento della nascita. Era inoltre contrario all’ordine pubblico di trascrivere il certificato controverso perch? era falso. I richiedenti sostenevano la loro buona fede ed adducevano che non arrivavano a spiegarsi perch?, alla clinica russa, il liquido seminale del richiedente non era stato utilizzato; tuttavia questo non cambiava niente alla situazione e non ovviava al fatto che il richiedente non era il padre biologico. In conclusione, era legittimo rifiutare la trascrizione del certificato di nascita russa cos? come di accogliere la domanda del ministero pubblico di stabilire un nuovo atto di nascita. Di conseguenza la corte ordin? il rilascio di un nuovo atto di nascita in che sarebbe indicato che il bambino era figlio dei genitori sconosciuti, nato a Mosca il 27 febbraio 2011, ed un nuovo nome, determinato al senso del DPR no 396/00.
35. Il procedimento che cade sull’adozione del bambino riprese dinnanzi al tribunale per minore. I richiedenti confermarono presso la loro opposizione al collocamento del bambino di terza persone. Il tutore chiese di dichiarare che i richiedenti non avevano pi? di locus standi. Il ministero pubblico chiese al tribunale di non pronunciarsi sulla sua domanda di dichiarare il bambino adoptable utilizzando il nome che aveva all’origine, al motivo che aveva aperto un secondo procedimento per chiedere la dichiarazione di adottabilit? per il bambino sotto la sua nuova identit? di bambino dei genitori sconosciuti nel frattempo. Il 5 giugno 2013, tenuto conto degli elementi della pratica, il tribunale per minore dichiar? che i richiedenti non avevano pi? la qualit? per agire nel procedimento di adozione che avevano iniziato, dato che non erano n? i genitori n? i membri della famiglia del bambino, al senso dell’articolo 10 della legge no 184/1983. Il tribunale dichiar? che regolerebbe la questione dell’adozione del bambino nella cornice dell’altro procedimento di adozione alla quale il ministero pubblico si era riferito.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. La legge sul diritto internazionale privato
36. Ai termini dell’articolo 33 della legge no 218 del 1995 sul diritto internazionale privato, la filiazione ? determinata dalla legge nazionale del bambino al momento della nascita.
B. La legge di semplificazione dello stato civile
37. Il decreto del Presidente della Repubblica del 3 novembre 2000, no 396, legge di semplificazione dello stato civile, contempla che le dichiarazioni di nascita relativa ai cittadini italiani che sono stati diventati all’esteri devono essere trasmesse alle autorit? consolari (articolo 15). Le autorit? consolari trasmettono copia degli atti alle fini della trascrizione allo stato civile del comune dove l’interessato intende stabilire la sua residenza (articolo 17). Gli atti formati all’esteri non possono essere trascritti se sono contrari all’ordine pubblico (articolo 18). Affinch? espongono i loro effetti in Italia, le decisioni (provvedimenti) straniere pronunziate in materia di capacit? delle persone o di esistenza di relazioni familiari non devono essere contrari all’ordine pubblico (articolo 65).
C. La legge sulla procreazione da un punto di vista medico assistita
38. La legge no 40 del 19 febbraio 2004 contemplava nel suo articolo 4 l’interdizione di ricorrere al procreazione eterologa. Il mancata osservanza di questa disposizione provocava una sanzione pecuniaria che va di 300 000 EUR a 600 000 EUR.
Con una sentenza del 9 aprile 2014, la Corte costituzionale ha dichiarato queste disposizioni incostituzionali.
D. Le disposizioni pertinenti in materia di adozione
39. Le disposizioni relative al procedimento di adozione sono registrate nella legge no 184/1983.
Secondo l’articolo 2, il minore che ? restato senza un ambiente familiare adeguato temporaneamente pu? essere affidato ad un’altra famiglia, se possibile comprendendo dei bambini minorenne, o ad una persona sola, o ad una comunit? di tipo familiare, per garantirgli la sussistenza, l’educazione e l’istruzione. Nel caso in cui un collocamento familiare adeguato non sarebbe possibile, ? permesso di porre il minore in un istituto di assistenza pubblica o privata, di preferenza nella regione di residenza del minore.
L’articolo 5 contempla che la famiglia o il nessuni alla quale il minore ? affidato devono garantirgli la sussistenza, l’educazione e l’istruzione tenuto conto delle indicazioni del tutore ed osservando le prescrizioni dell’autorit? giudiziale. In ogni caso, la famiglia di accoglimento esercita la responsabilit? parentale in ci? che riguarda i rapporti con la scuola ed il servizio sanitario nazionale. La famiglia di accoglimento deve essere sentita nel procedimento di collocamento e quella concernente la dichiarazione di adottabilit?.
Peraltro, l’articolo 7 contempla che l’adozione ? possibile a favore dei minore dichiarati adoptables.
L’articolo 8 contempla che possono essere dichiarati in stato di adottabilit? col tribunale per bambini, anche di ufficio, (…) i minore in situazione di abbandono perch? privi di ogni assistenza giuridica o patrimoniale da parte dei genitori o della famiglia tenuti di dotare, salvo se la mancanza di assistenza ? dovuta con la forza ad una causa maggiore di carattere transitorio.” “La situazione di abbandono rimane”, insegue l’articolo 8, “(…) anche se i minore si trovano in un istituto di assistenza o se sono stati posti presso di una famiglia.” Infine, questa disposizione contempla che la causa con la forza maggiore cesso se i genitori o di altri membri della famiglia del minore tenuto di occuparsi rifiutano le misure di assistenza pubblica e se questo rifiuto ? considerato dal giudice come ingiustificato. La situazione di abbandono pu? essere segnalata all’autorit? pubblica con tutto particolare e pu? essere rilevata di ufficio col giudice. Altra parte, ogni funzionario pubblico, cos? come la famiglia del minore che hanno cognizione dello stato di abbandono di questo ultimo, sono obbligati a fare ne la denuncia. Gli istituti di assistenza devono informare peraltro, regolarmente l’autorit? giudiziale della situazione dei minore che accolgono (articolo 9).
L’articolo 10 contempla poi che il tribunale pu? ordinare, fino al collocamento prato-adottivo del minore nella famiglia di accoglimento, ogni misura temporanea nell’interesse del minore, ivi compreso, all’occorrenza, la sospensione dell’autorit? parentale.
Gli articoli 11 a 14 contemplano un’istruzione che mira a chiarire la situazione del minore ed a stabilire se questo ultimo si trova in un stato di abbandono. In particolare, l’articolo 11 dispone che quando, durante l’inchiesta, risulta che il bambino non ha rapporti con nessuno membro della sua famiglia fino al quarto grado, pu? dichiarare lo stato di adottabilit? salvo se esiste una domanda di adozione al senso dell’articolo 44.
Al termine del procedimento previsto da questi ultimi articoli, se lo stato di abbandono al senso dell’articolo 8 persiste, il tribunale dei minore dichiara il minorenne adoptable se: ha, i genitori o gli altri membri della famiglia non si sono presentati durante il procedimento; b, il loro ascolto ha dimostrato la persistenza della mancanza di assistenza giuridica e patrimoniale cos? come l’incapacit? degli interessati ad ovviare; c, le prescrizioni imposte in applicazione dell’articolo 12 non sono state eseguite dalla mancanza dei genitori (articolo 15). L’articolo 15 contempla anche che la dichiarazione di stato di adottabilit? ? pronunciata dal tribunale dei minore riunendosi presso in camera del consiglio con decisione motivata, dopo avere inteso il ministero pubblico, il rappresentante dell’istituto del quale il minore ? stato posto o della sua eventuale famiglia di accoglimento, il tutore ed il minore s? se ? vecchio di pi? di dodici anni o, se ? pi? giovane, se il suo ascolto ? necessario.
L’articolo 17 contempla che l’opposizione alla decisione che dichiara un minorenne adoptable deve essere depositata entro trenta giorni a partire dalla data della comunicazione alla parte richiesta.
L’articolo 19 contempla che durante lo stato di adottabilit?, l’esercizio dell’autorit? parentale ? sospeso.
L’articolo 20 contempla infine che lo stato di adottabilit? cessa nel momento in cui il minore ? adottato o se questo ultimo diventa maggiore. Peraltro, lo stato di adottabilit? pu? essere revocato, di ufficio o su domanda dei genitori o del ministero pubblico, se le condizioni previste dall’articolo 8 sono sparite nel frattempo. Per?, se il minore ? stato posto in una famiglia vista dell’adozione, affidamento preadottivo, al senso degli articoli 22 a 24, lo stato di adottabilit? non pu? essere revocato.
L’articolo 44 contempla certi casi di adozione speciale: l’adozione ? possibile a favore dei minore che non sono stati dichiarati ancora adoptables. In particolare, l’articolo 44 d, contempla l’adozione quando ? impossibile procedere ad un collocamento in vista dell’adozione.
40. L’articolo 37bis di questa legge contempla che la legge italiana si applica ai minore esteri che sono in Italia per ci? che ? dell’adozione, del collocamento e delle misure urgenti.
Al senso dell’articolo 72 della legge sull’adozione internazionale, quello che introduce sul territorio dello stato un minore estero in violazione delle disposizioni previste da suddetta legge, per procurarsi del denaro o di altri utili, ed affinch? il minore sia affidato definitivamente ai cittadini italiani, commette una violazione penale punita di una pena di detenzione di uno a tre anni. Questa pena si applica anche a quelli che, in scambio di denaro o di altri utili, accolgono dei minore esteri in “collocamento” in modo definitivo. La condanna per questa violazione provoca l’incapacit? di accogliere dei bambini in collocamento, affidi, e l’incapacit? di diventare tutore.
E. Il ricorso in cassazione ai termini dell’articolo 111 della Costituzione
41. Ai termini dell’articolo 111 capoverso 7 della Costituzione, ? sempre possibile ricorrersi in cassazione per addurre la violazione della legge che si tratta di decisioni giudiziali che cadono sulle restrizioni alla libert? personale. La Corte di cassazione ha allargato la tenuta di applicazione di questo rimedio ai procedimenti civili quando la decisione a contestare ha un impatto sostanziale su delle situazioni (decisoria) e non pu? essere modificata o revocata dallo stesso giudice che l’ha pronunciata (definitiva).
Le decisioni concernente le misure urgenti al riguardo di un minore in stato di abbandono prese con decisione del tribunale per minore sulla base dell’articolo 10 della legge sull’adozione, articoli 330 e segue del codice civile, 742 del codice di procedimento civile, sono modificabili e revocabili. Possono essere oggetto di un reclamo dinnanzi alla corte di appello. Trattandosi di decisioni che possono essere modificate e revocate in ogni tempo, non possono essere oggetto di un ricorso in cassazione (Cassazione civile) Sez. I, sentenza del 18.10.2012, no 17916,
III. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNAZIONALE PERTINENTI
A. La Convenzione dell’Aia che annulla l’esigenza della legalizzazione degli atti pubblici esteri
42. La Convenzione dell’Aia che annulla l’esigenza della legalizzazione degli atti pubblici esteri ? stata conclusa il 5 ottobre 1961. Si applica agli atti pubblici – come definiti all’articolo 1 – che sono stati stabiliti sul territorio di un Stato contraente e che devono essere prodotti sul territorio di un altro Stato contraente.
Articolo 2
“Ciascuno degli Stati contraenti dispensa di legalizzazione gli atti ai quali si applicano la presente Convenzione e che devono essere prodotti sul suo territorio. La legalizzazione al senso della presente Convenzione ricopre solamente la formalit? con la quale gli agenti diplomatici o consolari del paese su che il territorio del quale l’atto deve essere prodotto attesta la veracit? della firma, la qualit? ne che il firmatario dell’atto ha agito e, all’occorrenza, l’identit? del sigillo o bollo di cui questo atto ? rivestito. “
Articolo 3
“La sola formalit? che possa essere esatta per attestare la veracit? della firma, la qualit? ne che il firmatario dell’atto ha agito e, all’occorrenza, l’identit? del sigillo o bollo di cui questo atto ? rivestito, ? l’apposizione della postilla definito all’articolo 4, rilasciata dall’autorit? competente dello stato di dove provieni il documento. “
Articolo 5
“La postilla ? allegata alla richiesta del firmatario o di ogni portatore dell’atto. Debitamente piena, attesta la veracit? della firma, la qualit? ne che il firmatario dell’atto ha agito e, all’occorrenza, l’identit? del sigillo o bollo di cui questo atto ? rivestito. La firma, il sigillo o bollo che figura sulla postilla ? dispensato di ogni attestato.”
Risulta del rapporto esplicativo di suddetta Convenzione che la postilla non attesta la veracit? del contenuto dell’atto sottostante. Questa limitazione degli effetti giuridici che derivano della Convenzione dell’Aia ha per scopo di preservare il diritto degli Stati firmatari di applicare le loro proprie regole in materia di conflitti di leggi quando devono decidere del peso ad assegnare al contenuto del documento nella postilla.
B. Le disposizioni pertinenti di dritto russi
43. La legge fondamentale sulla protezione della salute dei cittadini contempla la maternit? sostituita tra le tecniche di riproduzione assistita al suo articolo 55. Possono aderire a questo tipo di tecniche le coppie sposate e non sposati, cos? come i celibi. La maternit? sostituita ? il fatto di portare e rimettere un bambino sulla base di un contratto concluso dalla madre portatrice ed i genitori “potenziali.” La madre portatrice deve essere vecchia di almeno 20 anni ed al massimo di 35 anni, avere avuto gi? un bambino in buona salute ed avere dato il suo consenso scrivono all’intervento. Questa ultima pu? farsi solamente nelle cliniche autorizzate. Il decreto del ministero della Salute no 67 del 2003 regola le modalit? e le condizioni.
Se le disposizioni pertinenti sono state rispettate, il risultato della maternit? sostituita ? che una coppia sposata ? riconosciuta come coppia di genitori di un bambino nato di una madre portatrice. Questa ultima deve dare il suo consenso scrive affinch? la coppia sia riconosciuta come genitori, articolo 51 ? 4 del codice della famiglia del 29 dicembre 1995.
C. I principi adottati dal comitato ad hoc di periti sui progressi delle scienze biomediche del Consiglio dell’Europa
44. Il comitato ad hoc di periti sui progressi delle scienze biomediche costituite in seno al Consiglio dell’Europa (CAHBI), predecessore del comitato direttivo di bio?thique, ha pubblicato nel 1989 una serie di principi di cui il quindicesimo, relativo alle “madri di sostituzione”, ? formulato cos?:
“1. Nessuno medico o determinazione non deve utilizzare le tecniche di procreazione artificiale per la concezione di un bambino che sar? portato da una madre di sostituzione.
2. Nessuno contratto o accordo tra un madri di sostituzione e la persona o la coppia per il conto della quale o del quale un bambino ? portato potuto stato invocato non in diritto.
3. Ogni attivit? di intermediario all’intenzione delle persone riguardate da una maternit? di sostituzione deve essere vietata, come ogni forma di pubblicit? che ? relativa.
4. Tuttavia, gli Stati possono, nei casi eccezionali fissati col loro diritto nazionale, contemplare, senza fare eccezione al paragrafo 2 del presente Principio, che un medico o una determinazione potranno procedere alla fecondazione di una madre di sostituzione utilizzando delle tecniche di procreazione artificiale, a condizione,:
ha. che la madre di sostituzione non toglie nessuno vantaggio materiale dell’operazione; e
b. che la madre di sostituzione possa alla nascita scegliere di tenere il bambino. “
IN DIRITTO
I. SULLE VIOLAZIONI ADDOTTE A NOME DEL BAMBINO
45. I richiedenti si lamentano al nome del bambino dell’impossibilit? di ottenere la riconoscenza della filiazione invalsa all’estera e delle misure di allontanamento e collocamento adottato dalle giurisdizioni italiane. Adducono la violazione degli articoli 6, 8 e 14 della Convenzione, della Convenzione dell’Aia cos? come della Convenzione sulla protezione dei diritti del bambino del 20 novembre 1989.
46. Secondo il Governo, i richiedenti non possono rappresentare il bambino dinnanzi alla Corte, al motivo che questo ? rappresentato gi? al livello nazionale con un tutore che ? intervenuto nel procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Nominato il 20 ottobre 2011 dal tribunale per minore di Campobasso e confermato dalla corte di appello di Campobasso il 21 febbraio 2012, il tutore rappresenta il bambino e gestisca i suoi beni. In conclusione, la richiesta presentata al nome del bambino coi richiedenti che difendono il loro proprio interesse e non quello del bambino, sarebbe, per questa parte, incompatibile ratione personae.
47. I richiedenti contestano la tesi del Governo.
48. La Corte ricorda che conviene evitare un approccio restrittivo o puramente tecnica in ci? che riguarda la rappresentanza dei bambini dinnanzi agli organi della Convenzione; in particolare, bisogna tenere conto dei legami tra i bambini riguardato ed i suoi “rappresentanti”, dell’oggetto e dello scopo della richiesta cos? come dell’esistenza eventuale di un conflitto di interessi, Moretti e Benedetti c. Italia, no 16318/07, ? 32, 27 aprile 2010; vedere anche S.D, D.P, e T. c. Regno Unito, no 23714/94, decisione della Commissione del 20 maggio 1996, non pubblicata.
49. Nello specifico, la Corte osserva innanzitutto che i richiedenti non hanno nessuno legame biologico col bambino. A prescindere della questione di sapere se il certificato di nascita stabilita in Russia ha esposto degli effetti in Italia e che, il bambino ? stato posto sotto tutela dal 20 ottobre 2011 e ? stato rappresentato dal tutore nei procedimenti interni. Il procedimento che prevede la riconoscenza del legame di filiazione in Italia non ? arrivato ed il bambino ha una nuova identit? ed un nuovo certificato di nascita. I richiedenti sono stati respinti del procedimento che prevede l’adozione del bambino. Il procedimento che mira a dare in adozione il bambino ad un’altra famiglia ? in corso, ed il bambino ? posto gi? in una famiglia di accoglimento. Nessuna procura ? stata firmata in favore dei richiedenti affinch? gli interessi del bambino siano rappresentati da essi dinnanzi alla Corte. Questo implica che i richiedenti non possiedono, di un punto di vista giuridica, la qualit? necessaria per rappresentare gli interessi del minore nella cornice di un procedimento giudiziale.
50. In queste circostanze, la Corte stima che i richiedenti non hanno requisito per agire dinnanzi alla Corte per il conto del bambino, Moretti e Benedetti, precitata, ? 35. Questa parte della richiesta deve essere respinta come essendo incompatibile ratione personae con le disposizioni della Convenzione dunque, al senso dell’articolo 35 ?? 3 e 4 di questa.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE DA PARTE DEI RICHIEDENTI A LORO NOME
51. I richiedenti adducono che il rifiuto con le autorit? italiane di registrare il certificato di nascita rilasciata in Russia e le decisioni di allontanamento del bambino adottato dalle giurisdizioni nazionali ha ignorato la Convenzione dell’Aia concludessi il 5 ottobre 1961 e hanno portato attentato alla loro vita privata e familiare come garanzia con l’articolo 8 della Convenzione. Adducono inoltre la violazione dell’articolo 6, al motivo che il procedimento che cade sull’allontanamento del minore non ? stato equo.
52. Il Governo oppone a questa tesi.
53. Secondo una giurisprudenza consolidata, le Parti contraenti sono responsabili in virt? dell’articolo 1 della Convenzione di tutte le azioni ed omissioni dei loro organi che queste derivano del diritto interno o di obblighi giuridici internazionali. L’articolo 1 non fatto a questo riguardo nessuna distinzione tra i differenti tipi di norme o di misure e non sottrae nessuna parte della “giurisdizione” delle Parti contraenti all’impero della Convenzione. La Corte ricorda che la Convenzione non deve essere interpretata isolatamente ma in modo da conciliarsi coi principi generali del diritto internazionale. In virt? dell’articolo 33 ? 3 c, della Convenzione di Vienna di 1969 sul diritto dei trattati, l’interpretazione di un trattato deve farsi tenendo conto di ogni regola pertinente di diritto internazionale applicabile nelle relazioni con le parti, in particolare di queste relative alla protezione internazionale dei diritti dell’uomo (vedere, entra altri, Nada c. Svizzera [GC], no 10593/08, ?? 168-169, CEDH 2012. Cos?, anche se il diritto di ottenere la trascrizione di un certificato di nascita estera non raffigurare in quanto tale tra i diritti garantiti dalla Convenzione, la Corte va ad esaminare la richiesta sotto l’angolo della Convenzione nel contesto degli altri trattati internazionali pertinenti.
54. Padrona della qualifica giuridica dei fatti della causa, la Corte stima appropriata di esaminare unicamente questa parte della richiesta sotto l’angolo dell’articolo 8 della Convenzione che esige che il processo decisionale che sbuca su delle misure di ingerenza sia equo e rispetta, siccome si deve, gli interessi protetti da questa disposizione, Moretti e Benedetti, precitata, ? 49; Havelka ed altri c. Repubblica ceca, no 23499/06, ?? 34-35, 21 giugno 2007; Kutzner c. Germania, no 46544/99, ? 56, CEDH 2002-I; Wallov? e Walla c. Repubblica ceca, no 23848/04, ? 47, 26 ottobre 2006. L’articolo 8 della Convenzione dispone cos? nelle sue parti pertinenti:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita familiare.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessaria alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
A. Sull’ammissibilit?
1. Sull’eccezione derivata dell’articolo 34 della Convenzione
55. Il Governo eccepisce che i richiedenti non possono agire dinnanzi alla Corte al senso dell’articolo 34 della Convenzione, perch? il bambino ? stato messo sotto tutela.
56. I richiedenti oppongono a questa tesi.
57. La Corte deve esaminare la questione di sapere se i richiedenti possono stare in giustizia e se possono definirsi vittime delle violazioni addotte al senso dell’articolo 34 della Convenzione. Nota a questo riguardo che le giurisdizioni italiane hanno riconosciuto la qualit? per agire in giustizia dei richiedenti, dato che questi erano i genitori del bambino secondo il certificato di nascita russa, e che ad inizialmente, gli interessati avevano l’autorit? parentale sul bambino. Segue che i richiedenti possono sollevare i loro motivi di appello dinnanzi alla Corte al senso dell’articolo 34 della Convenzione. L’eccezione del Governo deve essere respinta quindi.
2. Sull’eccezione di non esaurimento delle vie di ricorso interni
58. Il Governo ha osservato che i procedimenti nazionali erano pendenti. Si ? riferito in particolare al procedimento penale aperto contro i richiedenti ed al procedimento che si svolge dinnanzi al tribunale per minore di Campobasso. Invitato in seguito, paragrafo 4 sopra, a precisare se esisteva un rimedio efficace per contestare la decisione della corte di appello di Campobasso avendo confermato il rifiuto di trascrivere il certificato di nascita, e se esisteva un rimedio efficace per contestare la decisione di esclusione del procedimento del tribunale per minore, il Governo ha risposto dall’affermativo. Tuttavia, non ha depositato di giurisprudenza pertinente.
59. I richiedenti oppongono alla tesi del Governo.
60. La Corte ricorda che ai termini dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione, non pu? essere investita che dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interni come ? sentito secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuto, Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, ?? 65-69, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996 IV. Ha il dovere di decidere se i richiedenti hanno soddisfatto a questa condizione.
61. La Corte rileva in primo luogo che il procedimento penale aperto contro i richiedenti era pendente al momento dell’introduzione della richiesta. Tuttavia, nota, da una parte, che le giurisdizioni civili hanno adottato le loro decisioni senza aspettare la conclusione di questo procedimento, altro parte, che i motivi di appello dei richiedenti non mirano il procedimento penale in quanto tale. Di conseguenza, un problema di no-esaurimento delle vie di ricorso interni non si porsi su questo punto e la Corte considera che l’eccezione del Governo non ? pertinente e deve essere respinta.
62. Trattandosi del procedimento intentato dai richiedenti nello scopo di ottenere la trascrizione dell’atto di nascita del bambino, la Corte nota che i richiedenti non hanno formato un ricorso in cassazione contro la decisione della corte di appello di Campobasso avendo respinto il loro ricorso in data del 3 aprile 2013. Il Governo ha affermato l’esistenza e l’efficacia di un tale ricorso senza fornire di giurisprudenza pertinente.
La Corte non dispone di decisioni rese dalla Corte di cassazione nei casi analoghi dunque, dove la posta sarebbe anche la riconoscenza di un atto estero contrario al diritto nazionale. ? convinta tuttavia che la situazione denunciata dai richiedenti sarebbe dovuta essere sottoposta alla valutazione della Corte di cassazione che ? l’istanza nazionale suscettibile di interpretare la legge. Segue che, su questo punto, i richiedenti non hanno soddisfatto alla condizione di esaurimento delle vie di ricorso interni.
Il motivo di appello derivato dell’impossibilit? di ottenere la trascrizione del certificato di nascita del bambino nei registri dello stato civile deve essere respinto quindi conformemente all’articolo 35 ?? 1 e 4 della Convenzione.
63. Trattandosi del motivo di appello derivato delle misure di allontanamento e punta sotto tutela del bambino, la Corte rileva che la decisione del tribunale per minore di Campobasso del 20 ottobre 2011 ? stata attaccata dinnanzi alla corte di appello di Campobasso. Questa ultima ha respinto il ricorso dei richiedenti e ha confermato le misure il 28 febbraio 2012. Considerando il carattere non definitivo di questo tipo di decisioni, non era possibile ricorrersi in cassazione, paragrafo 41 sopra.
La Corte stima dal momento che i richiedenti hanno esaurito le vie di ricorso interni su questo punto. Constata che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione. La Corte rileva peraltro che non cozza contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
64. In quanto alla decisione pronunciata dal tribunale per minore di Campobasso il 5 giugno 2013, avendo decretato che gli interessati non potevano inseguire il procedimento concernente il bambino denominato Teodoro Campanelli perch? non avevano pi? la qualit? per agire, la Corte nota che i richiedenti non hanno attaccato questa decisione dinnanzi alla corte di appello e poi dinnanzi alla Corte di cassazione. Tuttavia, allo visto delle circostanze dello specifico, la Corte dubita dell’efficacia di questi rimedi nello specifico. Difatti, la decisione del tribunale per minore in questione ? stata pronunciata circa venti mesi dopo il momento dell’allontanamento del bambino. Questo ultimo, considerato in stato di abbandono in mancanza di legami biologici con almeno uno dei richiedenti, era stato posto presso alle fini dell’adozione di una famiglia da almeno gennaio 2013. Il tribunale per minore era chiamato a pronunciarsi sull’adozione del bambino nella cornice di un altro procedimento, aperta nel frattempo al riguardo dell’interessato sotto la sua nuova identit? alla quale il richiedente non aveva la possibilit? di partecipare. Di pi?, il Governo non ha fornito nessuna decisione che mostra che in un tale caso i ricorsi disponibili avrebbero avuto una fortuna ragionevole di successo. La Corte stima dal momento che anche se dei ricorsi erano aperti contro la decisione del tribunale per minore del 5 aprile 2013, i richiedenti non erano tenuti di esaurire essi, Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, ?? 66-67, Raccolta 1996 IV; Scordino c. Italia, d?c.), no 36813/97, CEDH 2003 IV.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
65. I richiedenti osservano che il problema sollevato dalla richiesta non riguarda n? la maternit? di sostituzione, n? la procreazione assistita, n? i legami genetici tra affini e bambino n?, infine, l’adozione. Il problema in causa ? il rifiuto di riconoscere un certificato di nascita rilasciata dalle autorit? russe competenti e l’allontanamento del bambino deciso dalle autorit? italiane. Malgrado l’impossibilit? di ottenere la riconoscenza della filiazione e malgrado l’allontanamento del bambino, i richiedenti hanno l’autorit? parentale su questo ultimo, anche se non sono i suoi genitori biologici, e questo grazie al certificato di nascita, rilasciata dalle autorit? russe competenti.
Il certificato controverso ? autentico, siccome prova la postilla, e, al nome della sicurezza giuridica, sarebbe dovuto essere registrato conformemente alla Convenzione dell’Aia sulla postilla concludesse il 5 ottobre 1961. ? stato rilasciato conformemente al diritto russo secondo che non ? necessario avere un legame genetico per stabilire un legame di filiazione. L’origine del bambino ? stata stabilita dalle autorit? russe competenti che hanno tenuto conto di tutte le circostanze della sua nascita. L’avvocato dei richiedenti ha sottoposto a questo riguardo un articolo redatto da s? e ha pubblicato in “Open Access Scientific Rinvii.” Risulta di questo articolo che la donazione di gameti e di embrioni ? permessa in Russia, anche al livello commerciale. La maternit? sostituita alle fini commerciali non ? vietata neanche. ? possibile in Russia acquistare presso dei gameti di una banca dunque, IVF clinic’s database,; di questo modo i gameti acquistati dai genitori potenziali diventano i “loro” gameti, ci? che permetter? loro di essere considerati come genitori.
I richiedenti non hanno commesso mai di reati in Russia. Non ne hanno commesso neanche in Italia. Erano liberi di passare la frontiera e di andare l? dove la legislazione permette in vitro eterologa la fecondazione. Pretendendo, a torto e senza fornire di ragioni valide, che il certificato di nascita era falso, le autorit? italiane hanno agito illegalmente. Il solo criterio che avrebbe dovuto guidare le autorit? italiane nelle loro decisioni doveva essere l’interesse del bambino: quello di potere restare presso dei richiedenti.
66. Il Governo fa osservare che rilasciando i documenti di viaggio che permette al bambino di partire in Italia, il Consolato italiano di Mosca ha rispettato i suoi obblighi internazionali. La postilla attaccato sul certificato di nascita russa non impediva tuttavia le autorit? italiane di verificare la veracit? del contenuto della pratica legata alla nascita del bambino. Il diritto italiano trova ad applicarsi nello specifico. L’articolo 18 del DPR no 396/2000 chiama le autorit? italiane a verificare se l’atto di nascita ? contrario o no all’ordine pubblico interno e dunque se ? atto o non ad essere trascritto nei registri dello stato civile. La filiazione si decide al senso dell’articolo 33 della legge sul diritto internazionale privato. Le giurisdizioni nazionali hanno provato la mancanza di ogni legame biologico tra i richiedenti ed i bambini. Si tratta di un certificato di nascita falso nel suo contenuto dunque. Supponendo che ci sia stata un’ingerenza nella vita privata e familiare dei richiedenti, questa ? conforme all’articolo 8 della Convenzione perch? si fonda su una base legale, risponde allo scopo di proteggere il bambino e ? necessario in una societ? democratica. Considerando il consenso che avevano ottenuto, i richiedenti avrebbero potuto adottare un bambino, tanto pi? che l’accordo bilaterale concluso tra l’Italia e le Russie il 6 novembre 2008 ha permesso 781 adozioni regolari nel solo anno 2011. Il Governo fa osservare infine che non c’? consenso europeo in materia di gestazione per altrui.
2. Valutazione con la Corte
ha, Sull’applicabilit? dell’articolo 8 della Convenzione
67. Conformemente alla sua giurisprudenza, la Corte rileva che la questione dell’esistenza o della mancanza di una vita familiare ? di prima una questione di fatto che dipende dall’esistenza di legami personali stretti, Marckx c. Belgio, 13 giugno 1979, ? 31, Serie Ha no 31; K. e T. c. Finlandia [GC], no 25702/94, ? 150, CEDH 2001 VII. La nozione di “famiglia” mira con l’articolo 8 non si limita alle uniche relazioni fondate sul matrimonio, ma pu? inglobare altri legami “familiari” di facto, quando le parti coabitano all’infuori di ogni legame maritale ed una relazione ha sufficientemente di costanza, Kroon ed altri c. Paesi Bassi, 27 ottobre 1994, ? 30, serie Ha no 297-C; Johnston ed altri c. Irlanda, 18 dicembre 1986, ? 55, serie Ha no 112; Keegan c. Irlanda, 26 maggio 1994, ? 44, serie Ha no 290; X, C’e Z c. Regno Unito, 22 aprile 1997, ? 36, Raccolta 1997 II. Peraltro, le disposizioni dell’articolo 8 non garantiscono n? il diritto di fondare una famiglia n? il diritto di adottare (E.B). c. Francia [GC], no 43546/02, ? 41, 22 gennaio 2008. Il diritto al rispetto di una “vita familiare” non protegge il semplice desiderio di fondare una famiglia; presuppone l’esistenza di una famiglia (Marckx, precitata, ? 31, addirittura al minimo di una relazione potenziale che si sarebbe potuta sviluppare, per esempio, entra un padre naturale ed un bambino nato fuori matrimonio, Nylund c. Finlandia, d?c.), no27110/95, CEDH 1999-VI, di una relazione nata di un matrimonio non fittizio, anche se una vita familiare non si trovava ancora pienamente invalsa (Abdulaziz, Cabale e Balkandali c. Regno Unito, 28 maggio 1985, ? 62, serie Ha no 94, o ancora relazione nato di un’adozione legale e non fittizia, Pini ed altri c. Romania, i nostri 78028/01 e 78030/01, ? 148, CEDH 2004-V.
68. La Corte nota che il caso di specifico presente delle similitudini col causa Wagner e J.M.W.L. c. Lussemburgo (no 76240/01, 28 giugno 2007,). Nella causa del Lussemburgo era questione dell’impossibilit? di ottenere la riconoscenza in Lussemburgo della decisione giudiziale peruviana che pronuncia l’adozione plenaria di un richiedente al profitto di un secondo richiedente. La Corte ha riconosciuto l’esistenza di una vita familiare malgrado la mancanza di riconoscenza dell’adozione, prendendo in conto lo fa che i legami familiari di facto esistevano da pi? di dieci anni tra i richiedenti e che la seconda si comportava ad ogni riguardo come la madre del minore.
In un’altra causa, Moretti e Benedetti, precitata, ?? 50-52, era questione di una coppia sposata di richiedenti che avevano accolto un bambino vecchio di un mese nella loro famiglia. Avevano trascorso diciannove mesi con lui prima che le giurisdizioni italiane non decidono di porre presso il bambino di un’altra famiglia alle fini di adozione. La Corte ha concluso anche all’esistenza di una vita familiare di facto, confermato tra altri con le perizie condotte sulla famiglia, malgrado la mancanza di ogni rapporto morale di parentela (?? 50-52).
69. Nello specifico, i richiedenti si sono visti rifiutare la trascrizione dell’atto di nascita russa che aveva stabilito la filiazione. Questo certificato non essendo stato riconosciuto in dritto italiano, non ha fatto nascere per l’esattezza un rapporto morale di parentela, anche se i richiedenti hanno avuto, meno inizialmente, l’autorit? parentale sul bambino, siccome provalo la domanda di sospensione dell’autorit? parentale introdotta dal curatore. La Corte ha il dovere quindi di prendere in conto i legami familiari di facto. A questo riguardo, rileva che i richiedenti sono passati col bambino le prime tappe importanti della sua giovane vita: sei mesi in Italia, a partire dal terzo mese di vita del bambino. Prima di questo periodo, il richiedente era passato gi? alcune settimane con lui in Russia. Anche se il periodo in quanto tale ? relativamente corto, la Corte stima che i richiedenti si sono comportati al riguardo del bambino come i genitori e conclude all’esistenza di una vita familiare di facto tra i richiedenti ed i bambini. Segue che l’articolo 8 della Convenzione si applica nello specifico.
70. A titolo che sovrabbonda, la Corte nota che, nella cornice del procedimento impegnato per ottenere la riconoscenza della filiazione, il richiedente si ? sottoporsi ad un test DNA. ? vero che nessuno legame genetico ? stato stabilito tra il richiedente ed i bambini, ha contrario, Keegan, precitata, ? 45. Tuttavia, la Corte ricorda che l’articolo 8 protegge non solo la “vita familiare”, ma anche la “vita privata.” Questa ultima include, in una certa misura, il diritto per l’individuo di annodare delle relazioni coi suoi simili, mutatis mutandis, Niemietz c. Germania, 16 dicembre 1992, ? 29, serie Ha
no 251-B,). Sembra del resto ci non avere nessuna ragione di principio di considerare la nozione di vita privata come escludendo la determinazione di un legame morale tra un bambini nato fuori matrimonio ed il suo riproduttore, Mikuli ?c. Croazia, no 53176/99, ? 53, CEDH 2002 I. La Corte ha dichiarato gi? che il rispetto della vita privata esige che ciascuno possa stabilire i dettagli della sua identit? di essere umano e che il diritto di un individuo alle tali informazione ? essenziale a causa delle loro incidenze sulla formazione della personalit?, Gaskin c. Regno Unito, 7 luglio 1989, ? 39, serie Ha no 160. Nello specifico, il richiedente ha cercato, con la via giudiziale, a stabilire se fosse riproduttore. La sua domanda di riconoscenza della filiazione legalmente invalsa all’estera si ? raddoppiata di un questua della verit? biologica, mirando a determinare i suoi legami col bambino, dunque. Perci?, esisteva una relazione diretta tra le determinazioni della filiazione e la vita privata del richiedente. Segue che i fatti della causa cadono sotto l’impero dell’articolo 8 della Convenzione (Mikuli, precitata, ? 55.
b, Sull’osservazione dell’articolo 8 della Convenzione
71. Nello specifico, i richiedenti si sono visti rifiutare, da parte del tribunale per minore di Campobasso e della corte di appello di Campobasso, la riconoscenza della filiazione invalsa all’estera e sono stati colpiti dalle decisioni giudiziali avendo condotto all’allontanamento ed alla presa incaricata del bambino. Agli occhi della Corte questa situazione si analizza in un’ingerenza nei diritti garantiti dall’articolo 8 della Convenzione, Wagner e J.M.W.L, precitata, ? 123. Uguale ingerenza ignora l’articolo 8 salvo se assolve le condizioni cumulative di essere prevista dalla legge, di inseguire un scopo legittimo, e di essere necessario in una societ? democratica. La nozione di necessit? implica un’ingerenza fondata su un bisogno sociale imperioso e, in particolare, proporzionata allo scopo legittimo ricercato, Gnahor? c. Francia, no 40031/98, ? 50, CEDH 2000 IX; Puntatori c. Portogallo, no 19554/09, ? 74, 10 aprile 2012.
72. Trattandosi della questione di sapere se questa ingerenza era “prevista dalla legge”, la Corte ricorda che ai termini dell’articolo 5 della Convenzione dell’Aia del 1961, il solo effetto della postilla ? quello di certificare l’autenticit? della firma, la qualit? ne che il firmatario dell’atto ha agito e, all’occorrenza, l’identit? del sigillo o bollo di cui questo atto ? rivestito. Risulta del rapporto esplicativo di suddetta Convenzione che la postilla non attesta la veracit? del contenuto dell’atto sottostante. Questa limitazione degli effetti giuridici che derivano della Convenzione dell’Aia ha per scopo di preservare il diritto degli Stati firmatari di applicare le loro proprie regole in materia di conflitti di leggi quando devono decidere del peso ad assegnare al contenuto del documento apostill?. Nello specifico, le giurisdizioni italiane non si sono basate sul certificato di nascita estera ma hanno optato per l’applicazione del diritto italiano che si tratta del legame di filiazione. In fatto, l’applicazione delle leggi italiane che ? stata fatta nello specifico col tribunale per minore deriva della regola dei conflitti delle leggi secondo la quale la filiazione ? determinata dalla legge nazionale del bambino al momento della nascita. Nello specifico, tenuto conto di ci? che il bambino ? generato di gamete di datori sconosciuti, la nazionalit? del bambino non era stabilita. In questa situazione, la Corte stima che l’applicazione del diritto italiano con le giurisdizioni nazionali essendo arrivata alla constatazione che il bambino era in stato di abbandono non saprebbe passare come essendo arbitrario. Infine, la Corte rileva che le misure al riguardo del bambino preso dal tribunale per minore e confermate dalla corte di appello di Campobasso si appellano sulle disposizioni di dritte interno.
Segue che l’ingerenza-fondata in particolare sugli articoli pertinenti della legge sul diritto internazionale privato e della legge sull’adozione internazionale-era “contemplata dalla legge.”
73. Trattandosi dello scopo legittimo, agli occhi della Corte, non c’? luogo di dubitare che le misure prese al riguardo del bambino tendevano alla “difesa dell’ordine”, nella misura in cui la condotta dei richiedenti cozzava contro la legge sull’adozione internazionale ed il ricorso alle tecniche di riproduzione assistita eterologa era, all’epoca dei fatti, vietato. Inoltre, le misure in questione prevedevano la protezione dei “diritti e libert?” del bambino.
74. Per valutare la “necessit?” delle misure controverse “in una societ? democratica”, la Corte esamina, alla luce dell’insieme della causa, se i motivi invocati per giustificare li sono pertinenti e sufficienti alle fini del paragrafo 2 dell’articolo 8. Nelle cause delicate e complesse, il margine di valutazione lasciata alle autorit? nazionali competenti varia secondo la natura delle questioni in controversia e la gravit? degli interessi in gioco. Se le autorit? godono di una grande latitudine in materia di adozione, Wagner e J.M.W.L, precitata, ? 127, o per valutare la necessit? di prendere incaricati un bambino, in particolare quando c’? emergenza, la Corte deve tuttavia avere acquisito la convinzione che nella causa in questione, esistevano delle circostanze che giustificano il ritiro del bambino. Incombe sullo stato convenuto di stabilire che le autorit? hanno valutato con cura l’incidenza che avrebbe sui genitori ed il bambino la misura di adozione, cos? come di altre soluzioni che la presa incaricata del bambino prima di mettere un uguale misura ad esecuzione, K. e T. c. Finlandia [GC], no 25702/94, ? 166, CEDH 2001 VII; Kutzner, precitata, ? 67.
75. Nella presente causa, la questione ? di sapere se l’applicazione fatta nello specifico delle disposizioni legislative ha predisposto un giusto equilibro tra l’interesse pubblico e gli interessi privati in gioco, fondato sul diritto al rispetto della vita privata e familiare. Ci? che fa, deve avere riguardo al principio essenziale secondo che, ogni volta che la situazione di un bambino ? in causa, l’interesse superiore di questo deve prevalere, Wagner e J.M.W.L, precitata, ?? 133-134; Mennesson c. Francia, no 65192/11, ? 81, CEDH 2014 (brani); Labassee c. Francia, no 65941/11, ? 60, 26 giugno 2014.
76. La Corte rileva che c’? la mancanza accertata di legami genetici tra il bambino ed i richiedenti nell

Testo Tradotto

Conclusions: Exception pr?liminaire retenue (Article 35-3 – Ratione personae) Partiellement irrecevable Violation de l’article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale (Article 8-1 – Respect de la vie familiale
Respect de la vie priv?e) Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral Satisfaction ?quitable)

DEUXI?ME SECTION

AFFAIRE PARADISO ET CAMPANELLI c. ITALIE

(Requ?te no 25358/12)

ARR?T

STRASBOURG

27 janvier 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Paradiso et Campanelli c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
I??l Karaka?, pr?sidente,
Guido Raimondi,
Andr?s Saj?,
Neboj?a Vu?ini?,
Helen Keller,
Egidijus K?ris,
Robert Spano, juges,
et de Stanley Naismith, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 9 d?cembre 2014,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 25358/12) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissants de cet ?tat, OMISSIS (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 27 avril 2012 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?). Les requ?rants ont introduit la requ?te ?galement au nom de l?enfant qui, d?apr?s le certificat de naissance d?livr? par les autorit?s russes le 1er mars 2011, serait leur fils, n? le 27 f?vrier 2011, et s?appellerait OMISSIS.
2. Les requ?rants ont ?t? repr?sent?s par OMISSIS, avocat ? Moscou, travaillant pour la soci?t? Rosjurconsulting. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora.
3. Les requ?rants all?guent en particulier que le refus de transcrire le certificat de naissance de l?enfant dans les registres de l??tat civil italien et l??loignement du mineur sont incompatibles avec l?article 8 de la Convention.
4. Le 9 mai 2012, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement. Le gouvernement d?fendeur et les requ?rants ont d?pos? leurs observations. Le 20 f?vrier 2014, une question compl?mentaire a ?t? pos?e aux parties sur le point de savoir s?il existait un rem?de efficace pour contester la d?cision de la cour d?appel de Campobasso du 13 avril 2013 ayant confirm? le refus de transcrire le certificat de naissance, et pour contester la d?cision du tribunal pour mineurs de Campobasso du 5 juin 2013, ayant d?clar? que les requ?rants n?avaient plus la qualit? pour agir. Le Gouvernement a ?t? invit? ? d?poser la jurisprudence pertinente relative ? l?efficacit? des rem?des dont il pourrait all?guer l?existence.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1967 et 1955 et r?sident ? Colletorto.
6. Les requ?rants sont un couple mari?. Dans le formulaire de requ?te, ils ont expos? qu?apr?s avoir vainement fait des tentatives de f?condation in vitro, ils d?cid?rent de recourir ? la gestation pour autrui pour devenir parents. Ils contact?rent ? cette fin une clinique bas?e ? Moscou, sp?cialis?e dans les techniques de reproduction assist?e. Ils conclurent une convention de gestation pour autrui avec la soci?t? Rosjurconsulting. Apr?s une f?condation in vitro r?ussie le 19 mai 2010, deux embryons ? leur appartenant ? furent implant?s dans l?ut?rus d?une m?re porteuse le 19 juin 2010. Il n?y avait pas de lien g?n?tique entre cette derni?re et les embryons.
7. Le b?b? naquit le 27 f?vrier 2011. La m?re porteuse donna son consentement ?crit pour que l?enfant soit enregistr? comme fils des requ?rants. Sa d?claration ?crite dat?e du m?me jour, lue ? haute voix ? l?h?pital en pr?sence de son m?decin, du m?decin chef et du chef de division (de l?h?pital) se lit ainsi (traduction fran?aise de la version originale russe) :
? Je soussign?e (…) ai mis au monde un gar?on ? la clinique maternit? (…) de Moscou. Les parents de l?enfant sont un couple mari? d?italiens, Giovanni Campanelli, n? le (…) et Donatina Paradiso n?e le (…), qui ont d?clar? par ?crit vouloir implanter leurs embryons dans mon ut?rus.
Sur la base de ce qui pr?c?de et conform?ment ? l?alin?a 5 du paragraphe 16 de la loi f?d?rale sur l??tat civil et ? l?alin?a 4 du paragraphe 51 du code de la famille je donne mon consentement pour l?inscription dans l?acte et dans le certificat de naissance du couple ci-dessus comme parents de l?enfant que j?ai accouch?. (…) ?
Cette d?claration, dans sa traduction italienne annex?e ? l?original, se lit ainsi (version fran?aise) :
? Je soussign?e (…) ai mis au monde un gar?on ? la clinique maternit? (…) de Moscou. Les parents g?n?tiques de l?enfant sont un couple mari? d?italiens, Giovanni Campanelli, n? le (…) et Donatina Paradiso n?e le (…), qui ont d?clar? par ?crit vouloir implanter leurs embryons dans mon ut?rus.
Sur la base de ce qui pr?c?de et conform?ment ? l?alin?a 5 du paragraphe 16 de la loi f?d?rale sur l??tat civil et ? l?alin?a 4 du paragraphe 51 du code de la famille je donne mon consentement pour l?inscription dans l?acte et dans le certificat de naissance du couple ci-dessus comme parents de l?enfant que j?ai accouch?. (…)?
8. Le 10 mars 2011, conform?ment au droit russe, les requ?rants furent enregistr?s comme parents du nouveau-n?. Le certificat de naissance russe, ne mentionnant pas la gestation pour autrui, fut apostill? selon les dispositions de la Convention de La Haye du 5 octobre 1961 (infra ? la Convention de la Haye ?) supprimant l?exigence de la l?galisation des actes publics ?trangers.
9. Le 29 avril 2011, la requ?rante se rendit au Consulat d?Italie ? Moscou pour obtenir les documents permettant au nouveau-n? de partir en Italie avec elle. La requ?rante r?pondit ? des questions et d?posa le dossier relatif ? la naissance de l?enfant. Le Consulat d?Italie d?livra les documents permettant ? ce dernier de partir en Italie avec la requ?rante.
10. Le 30 avril 2011, la requ?rante et l?enfant arriv?rent en Italie. Quelques jours plus tard, le requ?rant demanda ? la municipalit? de Colletorto l?enregistrement du certificat de naissance.
11. Par une note du 2 mai 2011 – qui n?est pas vers?e au dossier – le Consulat d?Italie ? Moscou communiqua au tribunal des mineurs de Campobasso, au minist?re des Affaires ?trang?res, ? la pr?fecture et ? la ville de Colletorto, que le dossier relatif ? la naissance de l?enfant contenait des donn?es fausses.
12. Le 5 mai 2011, les requ?rants furent mis en examen pour ? alt?ration d??tat civil ? au sens de l?article 567 du code p?nal, pour faux au sens des articles 489 et 479 du code p?nal ; en outre, pour infraction ? l?article 72 de la loi sur l?adoption (loi no 183/1984), car ils avaient amen? l?enfant sans respecter la loi et avaient contourn? les limites pos?es dans l?agr?ment ? l?adoption obtenu le 7 d?cembre 2006, qui excluait qu?ils puissent adopter un enfant en si bas ?ge.
13. Le 5 mai 2011, le minist?re public pr?s le tribunal pour mineurs de Campobasso demanda l?ouverture d?une proc?dure d?adoptabilit?, car l?enfant devait ?tre consid?r? comme ?tant dans un ?tat d?abandon au sens de la loi. Le m?me jour, le tribunal pour mineurs nomma un curateur sp?cial au sens de l?article 8 de la loi no 184/1983 et ouvrit une proc?dure d?adoptabilit?. Le 16 mai 2011, le procureur de la R?publique sollicita la mise sous curatelle de l?enfant au sens des articles 8 et 10 de la loi no 184/83. Le tribunal nomma un curateur. Il ressort du dossier que les requ?rants s?opposaient aux mesures concernant l?enfant et avaient demand? ? pouvoir adopter le mineur.
14. Le 25 mai 2011, la requ?rante, assist?e par son avocat de confiance, fut interrog?e par les carabiniers de Larino. L?int?ress?e d?clara qu?elle s??tait rendue en Russie seule, en septembre 2008, avec le liquide s?minal de son mari pr?c?demment recueilli. Elle avait souscrit un contrat avec la soci?t? Rosjurconsulting, qui s??tait engag?e ? trouver une m?re porteuse dispos?e ? accueillir dans son ut?rus le mat?riel g?n?tique de la requ?rante et de son ?poux, par le biais de la clinique Vitanova de Moscou. Cette pratique ?tait parfaitement l?gale en Russie et permettait d?obtenir un certificat de naissance indiquant les identit?s des requ?rants comme parents. En juin/juillet 2010, la requ?rante avait ?t? contact?e par la soci?t? russe au motif qu?une m?re porteuse avait ?t? trouv?e, et avait donn? son accord pour l?intervention. Le 10 mars 2011, la requ?rante s??tait rendue ? Moscou. En avril 2011, munie d?un certificat de naissance d?livr? le 10 mars 2011 par les autorit?s russes, elle s??tait rendue au Consulat d?Italie ? Moscou pour obtenir les documents permettant ? l?enfant de sortir de Russie et de se rendre en Italie. Le certificat de naissance indiquait les noms des requ?rants et leur qualit? de parents.
15. Le 27 juin 2011, les requ?rants furent entendus par le tribunal pour mineurs. La requ?rante d?clara qu?apr?s huit tentatives infructueuses de f?condation in vitro, et qui avaient mis en danger sa sant?, elle avait recouru ? la clinique russe car, dans ce pays-l?, il ?tait possible d?utiliser les ovules d?une donatrice, qui ?taient ensuite implant?s dans le ventre de la m?re porteuse.
16. Par ailleurs, le curateur de l?enfant demanda au tribunal de suspendre l?autorit? parentale des requ?rants, au sens de l?article 10 ? 3 de la loi no 184/1983.
17. Le 7 juillet 2011, le tribunal ordonna de proc?der ? un test ADN pour ?tablir si le requ?rant ?tait le p?re biologique de l?enfant.
18. Le 11 juillet 2011, le ministre de l?int?rieur demanda au bureau de l??tat civil de refuser l?enregistrement de l?acte de naissance.
19. Le 1er ao?t 2011, le requ?rant et l?enfant se soumirent au test ADN. Le r?sultat de ce test montra qu?il n?y avait pas de lien g?n?tique entre eux.
20. Le 4 ao?t 2011, le bureau de l??tat civil refusa l?enregistrement du certificat de naissance. Les requ?rants introduisirent un recours contre ce refus devant le tribunal de Larino. Le minist?re public demanda ? ce tribunal de donner une nouvelle identit? ? l?enfant et de d?livrer un nouveau certificat de naissance.
21. Le tribunal de Larino s??tant d?clar? incomp?tent le 29 septembre 2011, la proc?dure reprit devant la cour d?appel de Campobasso. Les requ?rants insistaient pour la transcription du certificat de naissance russe.
22. Le 20 octobre 2011, sur la base de l?expertise g?n?tique et des conclusions des parties, y compris celles du curateur de l?enfant, le tribunal pour mineurs d?cida d??loigner l?enfant des requ?rants. Cette d?cision ?tait imm?diatement ex?cutoire. ? la base de sa d?cision, le tribunal prit en compte les ?l?ments suivants : la requ?rante avait d?clar? ne pas ?tre la m?re g?n?tique ; les ovules provenaient d?une femme inconnue ; le test ADN effectu? sur le requ?rant et sur l?enfant avait d?montr? qu?il n?y avait aucun lien g?n?tique entre eux ; les requ?rants avaient pay? une importante somme d?argent (49 000 euros (EUR)) ; contrairement ? ses dires, rien ne prouvait que le mat?riel g?n?tique du requ?rant ait ?t? r?ellement transport? en Russie. La seule chose qui ?tait s?re dans cette histoire ?tait l?identit? de la m?re porteuse, qui n??tait pas la m?re biologique et qui avait renonc? ? l?enfant mis au monde. Les parents biologiques demeuraient inconnus. Ceci ?tant, on n??tait pas dans un cas de maternit? subrog?e, car l?enfant n?avait aucun lien g?n?tique avec les requ?rants. Ces derniers versaient dans l?ill?galit? : ils avaient amen? un enfant en Italie en faisant croire qu?il s?agissait de leur fils. Ce faisant, ils avaient en premier lieu viol? les dispositions sur l?adoption internationale (loi no 184 du 4 mai 1983), qui en son article 72 pr?voyait une infraction p?nale, dont l??valuation n?incombait toutefois pas au tribunal pour mineurs. En deuxi?me lieu, l?accord conclu par les requ?rants avec la soci?t? Rosjurconsulting ?tait contraire ? la loi sur la procr?ation m?dicalement assist?e (loi no 40 du 19 f?vrier 2004) qui interdisait en son article 4 la f?condation assist?e h?t?rologue. Un terme devait ?tre mis ? cette situation ill?gale et la seule fa?on ?tait d??loigner l?enfant des requ?rants. Certes, l?enfant subirait un pr?judice du fait de la s?paration, mais, vu la courte p?riode pass?e avec les requ?rants et son bas ?ge, l?enfant surmonterait tout ?a. Les recherches pour trouver un couple d?adoptants seraient entam?es imm?diatement. En outre, vu que les requ?rants avaient pr?f?r? court-circuiter la loi sur l?adoption malgr? l?agr?ment qu?ils avaient obtenu, on pouvait penser que l?enfant r?sultait d?un d?sir narcissique du couple ou bien qu?il ?tait destin? ? r?soudre des probl?mes de couple. En cons?quence le tribunal doutait de leur r?elle capacit? affective et ?ducative. L?enfant n?ayant ni une famille biologique ni sa m?re porteuse, car elle avait renonc? ? lui, le tribunal estima que la loi italienne sur l?adoption s?appliquait au cas d?esp?ce (au sens de l?article 37bis de la loi no 184/1983), confia l?enfant aux services sociaux et nomma un tuteur pour sa d?fense.
23. L?enfant fut plac? dans une maison d?accueil (casa famiglia) dans un endroit inconnu des requ?rants. Les contacts entre les requ?rants et l?enfant furent interdits.
24. Les requ?rants d?pos?rent un recours (reclamo) devant la cour d?appel de Campobasso. Ils arguaient, entre autres, que les juridictions italiennes ne pouvaient pas remettre en cause le certificat de naissance. Ils demandaient, par ailleurs, de ne pas adopter des mesures concernant l?enfant tant que la proc?dure p?nale ouverte contre eux et la proc?dure engag?e pour contester le refus de transcrire le certificat de naissance ?taient pendantes.
25. Par une d?cision du 28 f?vrier 2012, la cour d?appel de Campobasso rejeta le recours. Il ressort en particulier de cette d?cision que l?article 33 de la loi no 218/95 (loi sur le droit priv? international) n?emp?chait pas l?autorit? judiciaire italienne de ne pas donner suite aux indications certifi?es provenant d?un ?tat ?tranger. Il n?y avait aucune incomp?tence, car l?article 37bis de la loi sur l?adoption internationale (loi no 184/1983) pr?voyait l?application de la loi italienne si le mineur ?tranger ?tait en ?tat d?abandon et tel ?tait le cas en l?esp?ce. Il ?tait par ailleurs inutile d?attendre l?issue de la proc?dure p?nale car la responsabilit? p?nale des requ?rants ne jouait aucun r?le. Il ?tait au contraire n?cessaire d?adopter une mesure urgente ? l??gard de l?enfant pour mettre fin ? la situation d?ill?galit? dans laquelle les int?ress?s versaient. Contre cette d?cision il n??tait pas possible de former un recours en cassation.
26. Il ressort d?une note dat?e du 22 mai 2012, adress?e par le tribunal pour mineurs au minist?re de la Justice, que l?enfant n?avait pas encore ?t? d?clar? comme ?tant adoptable car la proc?dure portant sur la transcription du certificat de naissance de l?enfant ?tait pendante devant la cour d?appel de Campobasso.
27. Entre-temps, le 30 octobre 2011, le procureur de la R?publique pr?s le tribunal de Larino avait ordonn? la saisie conservatoire du certificat de naissance russe, au motif qu?il s?agissait d?une preuve essentielle. Il ressortait en effet du dossier que les requ?rants non seulement avaient vraisemblablement commis les faits reproch?s, mais avaient tent? de les dissimuler. Ils avaient, entre autres, d?clar? ?tre les parents biologiques, et avaient corrig? leurs versions des faits au fur et ? mesure qu?ils ?taient d?mentis.
28. Les requ?rants attaqu?rent la d?cision de saisie conservatoire.
29. Par une d?cision du 20 novembre 2012, le tribunal de Campobasso rejeta le recours des requ?rants. Il ressort de cette d?cision qu?il y avait de graves soup?ons quant ? la commission des infractions reproch?es. En particulier, la requ?rante avait fait circuler la rumeur de sa grossesse ; elle s??tait pr?sent?e au Consulat en laissant sous-entendre qu?elle ?tait la m?re naturelle ; ensuite, elle avait admis que l?enfant avait ?t? mis au monde par une m?re subrog?e ; aux carabiniers, elle avait d?clar? le 25 mai 2011 que le requ?rant ?tait le p?re biologique alors que les tests ADN l?avaient d?menti et donc elle avait fait de fausses d?clarations ; elle avait ?t? tr?s vague quant ? l?identit? de la m?re g?n?tique ; les documents relatifs ? la maternit? subrog?e disaient que les deux requ?rants avaient ?t? vus par les m?decins russes ce qui ne concordait pas avec le fait que le requ?rant n?avait pas ?t? en Russie ; les documents concernant l?accouchement n?avaient pas une date av?r?e. La seule chose certaine ?tait que l?enfant ?tait n? et qu?il avait ?t? remis ? la requ?rante contre le paiement de presque 50 000 EUR. L?hypoth?se selon laquelle les requ?rants avaient eu une conduite ill?gale afin d?obtenir la transcription de la naissance et de contourner les lois italiennes paraissait donc fond?e.
30. En novembre 2012, la d?cision concernant la saisie conservatoire fut transmise par le minist?re public au tribunal pour mineurs, car elle avait les implications suivantes. Le chef d?accusation tir? de l?article 72 de la loi no 184/1983 privait les requ?rants de la possibilit? d?accueillir l?enfant en placement (affido) et d?adopter celui-ci ou d?autres mineurs. Il n?y avait donc pas d?autres solutions que de continuer la proc?dure d?adoption pour l?enfant. Le placement provisoire aupr?s d?une famille avait ?t? demand? en vertu des articles 8 et 10 de la loi no 184/83. Le minist?re public r?it?ra sa demande et souligna que l?enfant avait ?t? ?loign? plus d?un an auparavant et qu?il vivait depuis en maison d?accueil (casa famiglia), o? il avait ?tabli des relations significatives avec des personnes appel?es ? s?occuper de lui. L?enfant n?avait donc pas encore trouv? un environnement familial pouvant remplacer celui qui avait ?t? ill?galement offert par ceux qui l?avaient emmen? en Italie. Cet enfant semblait destin? ? une nouvelle s?paration beaucoup plus douloureuse de celle de la m?re qui l?avait mis au monde et puis de celle qui pr?tendait ?tre sa m?re.
31. Il ressort du dossier que le 26 janvier 2013, l?enfant fut plac? aupr?s d?une famille d?accueil.
32. En mars 2013, ? la demande du tuteur, une expertise visant ? d?terminer l??ge du mineur fut effectu?e. Celle-ci ?tablit que l?enfant ?tait vraisemblablement ?g? de 30 mois, et que trois mois d??cart en plus ou en moins ?taient possibles.
33. Par ailleurs, d?but avril 2013, le tuteur demanda au tribunal pour mineurs d?attribuer une identit? conventionnelle ? l?enfant, afin que celui-ci puisse ?tre inscrit sans difficult? ? l??cole. Il communiquait que l?enfant avait ?t? plac? dans une famille le 26 janvier 2013, mais qu?il ?tait sans identit?. Cette ? inexistence ? avait un fort impact sur les questions administratives : sous quelle identit? inscrire l?enfant ? l??cole, dans son carnet de vaccinations, ? son domicile. Il est vrai que cette situation r?pondait au but de ne pas permettre ? la famille d?origine, c?est-?-dire aux requ?rants, de comprendre o? ?tait l?enfant afin de mieux le prot?ger. Toutefois, une identit? temporaire conventionnelle aurait permis de maintenir le secret sur l?identit? r?elle de l?enfant et, en m?me temps, aurait permis ? ce dernier d?acc?der aux services publics alors qu?il lui ?tait loisible seulement d?utiliser les services m?dicaux d?urgence.
34. Par une d?cision imm?diatement ex?cutoire du 3 avril 2013, la cour d?appel de Campobasso se pronon?a au sujet du certificat de naissance, duquel il ?tait question d?ordonner ou pas la transcription (au sens de l?article 95 du d?cret du Pr?sident de la R?publique (? DPR ?) no 396/00). Elle rejeta l?exception soulev?e par le tuteur selon laquelle les requ?rants n?avaient pas la qualit? pour agir devant la cour ; elle reconnut en effet aux requ?rants la capacit? d?ester en justice dans la mesure o? ils r?sultaient ?tre les ? parents ? dans l?acte de naissance qu?ils souhaitaient transcrire. Toutefois, il ?tait ?vident que les requ?rants n??taient pas les parents biologiques. Il n?y avait donc pas eu de gestation pour autrui, alors que les requ?rants dans leur m?moire avaient parl? de f?condation assist?e h?t?rologue ; les parties s?accordaient pour dire que la loi russe pr?supposait un lien biologique entre l?enfant et au moins un des parents potentiels pour pouvoir parler de maternit? de substitution. L?acte de naissance ?tait donc faux (ideologicamente falso). Ensuite, ?tant donn? que rien ne montrait que l?enfant avait la citoyennet? russe, l?argument des requ?rants tir? de l?inapplicabilit? de la loi italienne se heurtait ? l?article 33 de la loi no 218/95, selon lequel la filiation ?tait d?termin?e par la loi nationale de l?enfant au moment de la naissance. Il ?tait en outre contraire ? l?ordre public de transcrire le certificat litigieux car il ?tait faux. Les requ?rants plaidaient leur bonne foi et all?guaient qu?ils n?arrivaient pas ? s?expliquer pourquoi, ? la clinique russe, le liquide s?minal du requ?rant n?avait pas ?t? utilis? ; toutefois ceci ne changeait rien ? la situation et ne rem?diait pas au fait que le requ?rant n??tait pas le p?re biologique. En conclusion, il ?tait l?gitime de refuser la transcription du certificat de naissance russe ainsi que d?accueillir la demande du minist?re public d??tablir un nouvel acte de naissance. Par cons?quent la cour ordonna la d?livrance d?un nouvel acte de naissance dans lequel il serait indiqu? que l?enfant ?tait fils de parents inconnus, n? ? Moscou le 27 f?vrier 2011, et un nouveau nom (d?termin? au sens du DPR no 396/00).
35. La proc?dure portant sur l?adoption de l?enfant reprit devant le tribunal pour mineurs. Les requ?rants confirm?rent leur opposition au placement de l?enfant aupr?s de tierces personnes. Le tuteur demanda de d?clarer que les requ?rants n?avaient plus de locus standi. Le minist?re public demanda au tribunal de ne pas se prononcer sur sa demande de d?clarer l?enfant adoptable en utilisant le nom qu?il avait ? l?origine, au motif qu?il avait entre-temps ouvert une deuxi?me proc?dure pour demander la d?claration d?adoptabilit? pour l?enfant sous sa nouvelle identit? d?enfant de parents inconnus. Le 5 juin 2013, compte tenu des ?l?ments du dossier, le tribunal pour mineurs d?clara que les requ?rants n?avaient plus la qualit? pour agir dans la proc?dure d?adoption qu?ils avaient entam?e, ?tant donn? qu?ils n??taient ni les parents ni les membres de la famille de l?enfant, au sens de l?article 10 de la loi no 184/1983. Le tribunal d?clara qu?il r?glerait la question de l?adoption de l?enfant dans le cadre de l?autre proc?dure d?adoption, ? laquelle le minist?re public s??tait r?f?r?.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. La loi sur le droit international priv?
36. Aux termes de l?article 33 de la loi no 218 de 1995 sur le droit international priv?, la filiation est d?termin?e par la loi nationale de l?enfant au moment de la naissance.
B. La loi de simplification de l??tat civil
37. Le d?cret du Pr?sident de la R?publique du 3 novembre 2000, no 396 (loi de simplification de l??tat civil) pr?voit que les d?clarations de naissance relatives ? des ressortissants italiens qui ont ?t? faites ? l??tranger doivent ?tre transmises aux autorit?s consulaires (article 15). Les autorit?s consulaires transmettent copie des actes aux fins de la transcription ? l??tat civil de la commune o? l?int?ress? entend ?tablir sa r?sidence (article 17). Les actes form?s ? l??tranger ne peuvent ?tre transcrits s?ils sont contraires ? l?ordre public (article 18). Pour qu?elles d?ploient leurs effets en Italie, les d?cisions (provvedimenti) ?trang?res prononc?es en mati?re de capacit? des personnes ou d?existence de relations familiales (…) ne doivent pas ?tre contraires ? l?ordre public (article 65).
C. La loi sur la procr?ation m?dicalement assist?e
38. La loi no 40 du 19 f?vrier 2004 pr?voyait en son article 4 l?interdiction de recourir ? la procr?ation h?t?rologue. Le non-respect de cette disposition entra?nait une sanction p?cuniaire allant de 300 000 EUR ? 600 000 EUR.
Par un arr?t du 9 avril 2014, la Cour constitutionnelle a d?clar? ces dispositions inconstitutionnelles.
D. Les dispositions pertinentes en mati?re d?adoption
39. Les dispositions relatives ? la proc?dure d?adoption sont consign?es dans la loi no 184/1983.
Selon l?article 2, le mineur qui est rest? temporairement sans un environnement familial ad?quat peut ?tre confi? ? une autre famille, si possible comprenant des enfants mineurs, ou ? une personne seule, ou ? une communaut? de type familial, afin de lui assurer la subsistance, l??ducation et l?instruction. Au cas o? un placement familial ad?quat ne serait pas possible, il est permis de placer le mineur dans un institut d?assistance public ou priv?, de pr?f?rence dans la r?gion de r?sidence du mineur.
L?article 5 pr?voit que la famille ou la personne ? laquelle le mineur est confi? doivent lui assurer la subsistance, l??ducation et l?instruction (…) compte tenu des indications du tuteur et en observant les prescriptions de l?autorit? judiciaire. Dans tous les cas, la famille d?accueil exerce la responsabilit? parentale en ce qui concerne les rapports avec l??cole et le service sanitaire national. La famille d?accueil doit ?tre entendue dans la proc?dure de placement et celle concernant la d?claration d?adoptabilit?.
Par ailleurs, l?article 7 pr?voit que l?adoption est possible au b?n?fice des mineurs d?clar?s adoptables.
L?article 8 pr?voit que ? peuvent ?tre d?clar?s en ?tat d?adoptabilit? par le tribunal pour enfants, m?me d?office, (…) les mineurs en situation d?abandon car d?pourvus de toute assistance morale ou mat?rielle de la part des parents ou de la famille tenus d?y pourvoir, sauf si le manque d?assistance est d? ? une cause de force majeure de caract?re transitoire ?. ? La situation d?abandon subsiste ?, poursuit l?article 8, ? (…) m?me si les mineurs se trouvent dans un institut d?assistance ou s?ils ont ?t? plac?s aupr?s d?une famille ?. Enfin, cette disposition pr?voit que la cause de force majeure cesse si les parents ou d?autres membres de la famille du mineur tenus de s?en occuper refusent les mesures d?assistance publique et si ce refus est consid?r? par le juge comme injustifi?. La situation d?abandon peut ?tre signal?e ? l?autorit? publique par tout particulier et peut ?tre relev?e d?office par le juge. D?autre part, tout fonctionnaire public, ainsi que la famille du mineur, qui ont connaissance de l??tat d?abandon de ce dernier, sont oblig?s d?en faire la d?nonciation. Par ailleurs, les instituts d?assistance doivent informer r?guli?rement l?autorit? judiciaire de la situation des mineurs qu?ils accueillent (article 9).
L?article 10 pr?voit ensuite que le tribunal peut ordonner, jusqu?au placement pr?-adoptif du mineur dans la famille d?accueil, toute mesure temporaire dans l?int?r?t du mineur, y compris, le cas ?ch?ant, la suspension de l?autorit? parentale.
Les articles 11 ? 14 pr?voient une instruction visant ? ?claircir la situation du mineur et ? ?tablir si ce dernier se trouve dans un ?tat d?abandon. En particulier, l?article 11 dispose que lorsque, au cours de l?enqu?te, il ressort que l?enfant n?a de rapports avec aucun membre de sa famille jusqu?au quatri?me degr?, il peut d?clarer l??tat d?adoptabilit? sauf s?il existe une demande d?adoption au sens de l?article 44.
? l?issue de la proc?dure pr?vue par ces derniers articles, si l??tat d?abandon au sens de l?article 8 persiste, le tribunal des mineurs d?clare le mineur adoptable si : a) les parents ou les autres membres de la famille ne se sont pas pr?sent?s au cours de la proc?dure ; b) leur audition a d?montr? la persistance du manque d?assistance morale et mat?rielle ainsi que l?incapacit? des int?ress?s ? y rem?dier ; c) les prescriptions impos?es en application de l?article 12 n?ont pas ?t? ex?cut?es par la faute des parents (article 15). L?article 15 pr?voit ?galement que la d?claration d??tat d?adoptabilit? est prononc?e par le tribunal des mineurs si?geant en chambre du conseil par d?cision motiv?e, apr?s avoir entendu le minist?re public, le repr?sentant de l?institut aupr?s duquel le mineur a ?t? plac? ou de son ?ventuelle famille d?accueil, le tuteur et le mineur lui-m?me s?il est ?g? de plus de douze ans ou, s?il est plus jeune, si son audition est n?cessaire.
L?article 17 pr?voit que l?opposition ? la d?cision d?clarant un mineur adoptable doit ?tre d?pos?e dans un d?lai de trente jours ? partir de la date de la communication ? la partie requ?rante.
L?article 19 pr?voit que pendant l??tat d?adoptabilit?, l?exercice de l?autorit? parentale est suspendu.
L?article 20 pr?voit enfin que l??tat d?adoptabilit? cesse au moment o? le mineur est adopt? ou si ce dernier devient majeur. Par ailleurs, l??tat d?adoptabilit? peut ?tre r?voqu?, d?office ou sur demande des parents ou du minist?re public, si les conditions pr?vues par l?article 8 ont entre-temps disparu. Cependant, si le mineur a ?t? plac? dans une famille en vue de l?adoption (affidamento preadottivo) au sens des articles 22 ? 24, l??tat d?adoptabilit? ne peut pas ?tre r?voqu?.
L?article 44 pr?voit certains cas d?adoption sp?ciale : l?adoption est possible au b?n?fice des mineurs qui n?ont pas encore ?t? d?clar?s adoptables. En particulier, l?article 44 d) pr?voit l?adoption quand il est impossible de proc?der ? un placement en vue de l?adoption.
40. L?article 37bis de cette loi pr?voit que la loi italienne s?applique aux mineurs ?trangers qui sont en Italie pour ce qui est de l?adoption, du placement et des mesures urgentes.
Au sens de l?article 72 de la loi sur l?adoption internationale, celui qui introduit sur le territoire de l??tat un mineur ?tranger en violation des dispositions pr?vues par ladite loi, afin de se procurer de l?argent ou d?autres b?n?fices, et afin que le mineur soit confi? d?finitivement ? des citoyens italiens, commet une infraction p?nale punie d?une peine d?emprisonnement de un ? trois ans. Cette peine s?applique ?galement ? ceux qui, en ?change d?argent ou d?autres b?n?fices, accueillent des mineurs ?trangers en ? placement ? de mani?re d?finitive. La condamnation pour cette infraction entra?ne l?incapacit? d?accueillir des enfants en placement (affidi) et l?incapacit? de devenir tuteur.
E. Le recours en cassation aux termes de l?article 111 de la Constitution
41. Aux termes de l?article 111 alin?a 7 de la Constitution, il est toujours possible de se pourvoir en cassation pour all?guer la violation de la loi s?agissant de d?cisions judiciaires portant sur les restrictions ? la libert? personnelle. La Cour de cassation a ?largi le domaine d?application de ce rem?de aux proc?dures civiles lorsque la d?cision ? contester a un impact substantiel sur des situations (decisoria) et elle ne peut pas ?tre modifi?e ou r?voqu?e par le m?me juge qui l?a prononc?e (definitiva).
Les d?cisions concernant des mesures urgentes ? l??gard d?un mineur en ?tat d?abandon prises par d?cision du tribunal pour mineurs sur la base de l?article 10 de la loi sur l?adoption (articles 330 et suivants du code civil, 742 du code de proc?dure civile) sont modifiables et r?vocables. Elles peuvent faire l?objet d?une r?clamation devant la cour d?appel. S?agissant de d?cisions pouvant ?tre modifi?es et r?voqu?es en tout temps, elles ne peuvent pas faire l?objet d?un recours en cassation (Cassation civile, Sec. I, arr?t du 18.10.2012, no 17916)
III. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNATIONAUX PERTINENTS
A. La Convention de la Haye supprimant l?exigence de la l?galisation des actes publics ?trangers
42. La Convention de la Haye supprimant l?exigence de la l?galisation des actes publics ?trangers a ?t? conclue le 5 octobre 1961. Elle s?applique aux actes publics – tels que d?finis ? l?article 1 – qui ont ?t? ?tablis sur le territoire d?un ?tat contractant et qui doivent ?tre produits sur le territoire d?un autre ?tat contractant.
Article 2
? Chacun des ?tats contractants dispense de l?galisation les actes auxquels s?applique la pr?sente Convention et qui doivent ?tre produits sur son territoire. La l?galisation au sens de la pr?sente Convention ne recouvre que la formalit? par laquelle les agents diplomatiques ou consulaires du pays sur lequel le territoire duquel l?acte doit ?tre produit atteste la v?racit? de la signature, la qualit? en laquelle le signataire de l?acte a agi et, le cas ?ch?ant, l?identit? du sceau ou timbre dont cet acte est rev?tu. ?
Article 3
? La seule formalit? qui puisse ?tre exig?e pour attester la v?racit? de la signature, la qualit? en laquelle le signataire de l?acte a agi et, le cas ?ch?ant, l?identit? du sceau ou timbre dont cet acte est rev?tu, est l?apposition de l?apostille d?finie ? l?article 4, d?livr?e par l?autorit? comp?tente de l??tat d?o? ?mane le document. ?
Article 5
? L?apostille est d?livr?e ? la requ?te du signataire ou de tout porteur de l?acte. D?ment remplie, elle atteste la v?racit? de la signature, la qualit? en laquelle le signataire de l?acte a agi et, le cas ?ch?ant, l?identit? du sceau ou timbre dont cet acte est rev?tu. La signature, le sceau ou timbre qui figurent sur l?apostille sont dispens?s de toute attestation ?.
Il ressort du rapport explicatif de ladite Convention que l?apostille n?atteste pas la v?racit? du contenu de l?acte sous-jacent. Cette limitation des effets juridiques d?coulant de la Convention de la Haye a pour but de pr?server le droit des ?tats signataires d?appliquer leurs propres r?gles en mati?re de conflits de lois lorsqu?ils doivent d?cider du poids ? attribuer au contenu du document apostill?.
B. Les dispositions pertinentes de droit russe
43. La loi fondamentale sur la protection de la sant? des citoyens pr?voit ? son article 55 la maternit? subrog?e parmi les techniques de reproduction assist?e. Peuvent acc?der ? ce type de techniques les couples mari?s et non mari?s, ainsi que les c?libataires. La maternit? subrog?e est le fait de porter et remettre un enfant sur la base d?un contrat conclu par la m?re porteuse et les parents ? potentiels ?. La m?re porteuse doit ?tre ?g?e d?au moins 20 ans et au maximum de 35 ans, avoir d?j? eu un enfant en bonne sant? et avoir donn? son consentement ?crit ? l?intervention. Cette derni?re ne peut se faire que dans les cliniques autoris?es. Le d?cret du minist?re de la Sant? no 67 de 2003 r?gle les modalit?s et les conditions.
Si les dispositions pertinentes ont ?t? respect?es, le r?sultat de la maternit? subrog?e est qu?un couple mari? est reconnu comme couple de parents d?un enfant n? d?une m?re porteuse. Cette derni?re doit donner son consentement ?crit pour que le couple soit reconnu comme parents (article 51 ? 4 du code de la famille du 29 d?cembre 1995).
C. Les principes adopt?s par le comit? ad hoc d?experts sur les progr?s des sciences biom?dicales du Conseil de l?Europe
44. Le comit? ad hoc d?experts sur les progr?s des sciences biom?dicales constitu? au sein du Conseil de l?Europe (CAHBI), pr?d?cesseur du comit? directeur de bio?thique, a publi? en 1989 une s?rie de principes dont le quinzi?me, relatif aux ? m?res de substitution ?, est ainsi libell? :
? 1. Aucun m?decin ou ?tablissement ne doit utiliser les techniques de procr?ation artificielle pour la conception d?un enfant qui sera port? par une m?re de substitution.
2. Aucun contrat ou accord entre une m?re de substitution et la personne ou le couple pour le compte de laquelle ou duquel un enfant est port? ne pourra ?tre invoqu? en droit.
3. Toute activit? d?interm?diaire ? l?intention des personnes concern?es par une maternit? de substitution doit ?tre interdite, de m?me que toute forme de publicit? qui y est relative.
4. Toutefois, les ?tats peuvent, dans des cas exceptionnels fix?s par leur droit national, pr?voir, sans faire exception au paragraphe 2 du pr?sent Principe, qu?un m?decin ou un ?tablissement pourra proc?der ? la f?condation d?une m?re de substitution en utilisant des techniques de procr?ation artificielle, ? condition :
a. que la m?re de substitution ne retire aucun avantage mat?riel de l?op?ration; et
b. que la m?re de substitution puisse ? la naissance choisir de garder l?enfant. ?
EN DROIT
I. SUR LES VIOLATIONS ALL?GU?ES AU NOM DE L?ENFANT
45. Les requ?rants se plaignent au nom de l?enfant de l?impossibilit? d?obtenir la reconnaissance de la filiation ?tablie ? l??tranger et des mesures d??loignement et placement adopt?es par les juridictions italiennes. Ils all?guent la violation des articles 6, 8 et 14 de la Convention, de la Convention de la Haye ainsi que de la Convention sur la protection des droits de l?enfant du 20 novembre 1989.
46. Selon le Gouvernement, les requ?rants ne peuvent pas repr?senter l?enfant devant la Cour, au motif que celui-ci est d?j? repr?sent? au niveau national par un tuteur qui est intervenu dans la proc?dure devant les juridictions nationales. Nomm? le 20 octobre 2011 par le tribunal pour mineurs de Campobasso et confirm? par la cour d?appel de Campobasso le 21 f?vrier 2012, le tuteur repr?sente l?enfant et g?re ses biens. En conclusion, la requ?te pr?sent?e au nom de l?enfant par les requ?rants, qui d?fendent leur propre int?r?t et non celui de l?enfant, serait, pour cette partie, incompatible ratione personae.
47. Les requ?rants contestent la th?se du Gouvernement.
48. La Cour rappelle qu?il convient d??viter une approche restrictive ou purement technique en ce qui concerne la repr?sentation des enfants devant les organes de la Convention ; en particulier, il faut tenir compte des liens entre l?enfant concern? et ses ? repr?sentants ?, de l?objet et du but de la requ?te ainsi que de l?existence ?ventuelle d?un conflit d?int?r?ts (Moretti et Benedetti c. Italie, no 16318/07, ? 32, 27 avril 2010 ; voir aussi S.D., D.P., et T. c. Royaume-Uni, no 23714/94, d?cision de la Commission du 20 mai 1996, non publi?e).
49. En l?esp?ce, la Cour observe tout d?abord que les requ?rants n?ont aucun lien biologique avec l?enfant. Ind?pendamment de la question de savoir si le certificat de naissance ?tabli en Russie a d?ploy? des effets en Italie et lesquels, l?enfant a ?t? plac? sous tutelle depuis le 20 octobre 2011 et a ?t? repr?sent? par le tuteur dans les proc?dures internes. La proc?dure visant la reconnaissance du lien de filiation en Italie n?a pas abouti et l?enfant a une nouvelle identit? et un nouveau certificat de naissance. Les requ?rants ont ?t? d?bout?s de la proc?dure visant l?adoption de l?enfant. La proc?dure visant ? donner en adoption l?enfant ? une autre famille est en cours, et l?enfant est d?j? plac? dans une famille d?accueil. Aucune procuration n?a ?t? sign?e en faveur des requ?rants pour que les int?r?ts de l?enfant soient repr?sent?s par eux devant la Cour. Ceci implique que les requ?rants ne poss?dent pas, d?un point de vue juridique, la qualit? n?cessaire pour repr?senter les int?r?ts du mineur dans le cadre d?une proc?dure judiciaire.
50. Dans ces circonstances, la Cour estime que les requ?rants n?ont pas qualit? pour agir devant la Cour pour le compte de l?enfant (Moretti et Benedetti, pr?cit?, ? 35). Cette partie de la requ?te doit donc ?tre rejet?e comme ?tant incompatible ratione personae avec les dispositions de la Convention, au sens de l?article 35 ?? 3 et 4 de celle-ci.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION PAR LES REQU?RANTS EN LEUR NOM
51. Les requ?rants all?guent que le refus par les autorit?s italiennes d?enregistrer le certificat de naissance d?livr? en Russie et les d?cisions d??loignement de l?enfant adopt?es par les juridictions nationales ont m?connu la Convention de la Haye conclue le 5 octobre 1961 et ont port? atteinte ? leur vie priv?e et familiale telle que garantie par l?article 8 de la Convention. Ils all?guent en outre la violation de l?article 6, au motif que la proc?dure portant sur l??loignement du mineur n?a pas ?t? ?quitable.
52. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
53. Selon une jurisprudence constante, les Parties contractantes sont responsables en vertu de l?article 1 de la Convention de toutes les actions et omissions de leurs organes, que celles-ci d?coulent du droit interne ou d?obligations juridiques internationales. L?article 1 ne fait aucune distinction ? cet ?gard entre les diff?rents types de normes ou de mesures et ne soustrait aucune partie de la ? juridiction ? des Parties contractantes ? l?empire de la Convention. La Cour rappelle que la Convention ne doit pas ?tre interpr?t?e isol?ment mais de mani?re ? se concilier avec les principes g?n?raux du droit international. En vertu de l?article 33 ? 3 c) de la Convention de Vienne de 1969 sur le droit des trait?s, l?interpr?tation d?un trait? doit se faire en tenant compte de toute r?gle pertinente de droit international applicable dans les relations avec les parties, en particulier de celles relatives ? la protection internationale des droits de l?homme (voir, entre autres, Nada c. Suisse [GC], no 10593/08, ?? 168-169, CEDH 2012). Ainsi, m?me si le droit d?obtenir la transcription d?un certificat de naissance ?tranger ne figure pas en tant que tel parmi les droits garantis par la Convention, la Cour va examiner la requ?te sous l?angle de la Convention dans le contexte des autres trait?s internationaux pertinents.
54. Ma?tresse de la qualification juridique des faits de la cause, la Cour estime appropri? d?examiner cette partie de la requ?te uniquement sous l?angle de l?article 8 de la Convention, lequel exige que le processus d?cisionnel d?bouchant sur des mesures d?ing?rence soit ?quitable et respecte, comme il se doit, les int?r?ts prot?g?s par cette disposition (Moretti et Benedetti, pr?cit?, ? 49 ; Havelka et autres c. R?publique tch?que, no 23499/06, ?? 34-35, 21 juin 2007 ; Kutzner c. Allemagne, no 46544/99, ? 56, CEDH 2002-I ; Wallov? et Walla c. R?publique tch?que, no 23848/04, ? 47, 26 octobre 2006). L?article 8 de la Convention dispose ainsi dans ses parties pertinentes :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie (…) familiale (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire (…) ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
A. Sur la recevabilit?
1. Sur l?exception tir?e de l?article 34 de la Convention
55. Le Gouvernement excipe que les requ?rants ne peuvent pas agir devant la Cour au sens de l?article 34 de la Convention, car l?enfant a ?t? mis sous tutelle.
56. Les requ?rants s?opposent ? cette th?se.
57. La Cour doit examiner la question de savoir si les requ?rants peuvent ester en justice et s?ils peuvent se pr?tendre victimes des violations all?gu?es au sens de l?article 34 de la Convention. Elle note ? cet ?gard que les juridictions italiennes ont reconnu la qualit? pour agir en justice des requ?rants, ?tant donn? que ceux-ci ?taient les parents de l?enfant d?apr?s le certificat de naissance russe, et qu?au moins initialement, les int?ress?s avaient l?autorit? parentale sur l?enfant. Il s?ensuit que les requ?rants peuvent soulever leurs griefs devant la Cour au sens de l?article 34 de la Convention. L?exception du Gouvernement doit d?s lors ?tre rejet?e.
2. Sur l?exception de non ?puisement des voies de recours internes
58. Le Gouvernement a observ? que les proc?dures nationales ?taient pendantes. Il s?est r?f?r? en particulier ? la proc?dure p?nale ouverte ? l?encontre des requ?rants et ? la proc?dure se d?roulant devant le tribunal pour mineurs de Campobasso. Invit? par la suite (paragraphe 4 ci-dessus) ? pr?ciser s?il existait un rem?de efficace pour contester la d?cision de la cour d?appel de Campobasso ayant confirm? le refus de transcrire le certificat de naissance, et s?il existait un rem?de efficace pour contester la d?cision d?exclusion de la proc?dure du tribunal pour mineurs, le Gouvernement a r?pondu par l?affirmative. Toutefois, il n?a pas d?pos? de jurisprudence pertinente.
59. Les requ?rants s?opposent ? la th?se du Gouvernement.
60. La Cour rappelle qu?aux termes de l?article 35 ? 1 de la Convention, elle ne peut ?tre saisie qu?apr?s l??puisement des voies de recours internes tels qu?il est entendu selon les principes de droit international g?n?ralement reconnus (Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, ?? 65-69, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 IV). Elle se doit de d?cider si les requ?rants ont satisfait ? cette condition.
61. La Cour rel?ve en premier lieu que la proc?dure p?nale ouverte ? l?encontre des requ?rants ?tait pendante au moment de l?introduction de la requ?te. Toutefois, elle note, d?une part, que les juridictions civiles ont adopt? leurs d?cisions sans attendre l?issue de cette proc?dure, d?autre part, que les griefs des requ?rants ne visent pas la proc?dure p?nale en tant que telle. Par cons?quent, un probl?me de non-?puisement des voies de recours internes ne se pose pas sur ce point et la Cour consid?re que l?exception du Gouvernement n?est pas pertinente et doit ?tre rejet?e.
62. S?agissant de la proc?dure intent?e par les requ?rants dans le but d?obtenir la transcription de l?acte de naissance de l?enfant, la Cour note que les requ?rants n?ont pas form? un pourvoi en cassation contre la d?cision de la cour d?appel de Campobasso ayant rejet? leur recours en date du 3 avril 2013. Le Gouvernement a affirm? l?existence et l?efficacit? d?un tel pourvoi sans fournir de jurisprudence pertinente.
La Cour ne dispose donc pas de d?cisions rendues par la Cour de cassation dans des cas analogues, o? l?enjeu serait ?galement la reconnaissance d?un acte ?tranger contraire au droit national. Elle est toutefois convaincue que la situation d?nonc?e par les requ?rants aurait d? ?tre soumise ? l?appr?ciation de la Cour de cassation, qui est l?instance nationale susceptible d?interpr?ter la loi. Il s?ensuit que, sur ce point, les requ?rants n?ont pas satisfait ? la condition d??puisement des voies de recours internes.
Le grief tir? de l?impossibilit? d?obtenir la transcription du certificat de naissance de l?enfant dans les registres de l??tat civil doit d?s lors ?tre rejet? conform?ment ? l?article 35 ?? 1 et 4 de la Convention.
63. S?agissant du grief tir? des mesures d??loignement et mise sous tutelle de l?enfant, la Cour rel?ve que la d?cision du tribunal pour mineurs de Campobasso du 20 octobre 2011 a ?t? attaqu?e devant la cour d?appel de Campobasso. Cette derni?re a rejet? le recours des requ?rants et a confirm? les mesures le 28 f?vrier 2012. ?tant donn? le caract?re non d?finitif de ce type de d?cisions, il n??tait pas possible de se pourvoir en cassation (paragraphe 41 ci-dessus).
La Cour estime d?s lors que les requ?rants ont ?puis? les voies de recours internes sur ce point. Elle constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs qu?il ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
64. Quant ? la d?cision prononc?e par le tribunal pour mineurs de Campobasso le 5 juin 2013, ayant d?cr?t? que les int?ress?s ne pouvaient pas poursuivre la proc?dure concernant l?enfant d?nomm? Teodoro Campanelli car ils n?avaient plus la qualit? pour agir, la Cour note que les requ?rants n?ont pas attaqu? cette d?cision devant la cour d?appel et puis devant la Cour de cassation. Toutefois, au vu des circonstances de l?esp?ce, la Cour doute de l?efficacit? de ces rem?des en l?esp?ce. En effet, la d?cision du tribunal pour mineurs en question a ?t? prononc?e environ vingt mois apr?s le moment de l??loignement de l?enfant. Ce dernier, consid?r? en ?tat d?abandon ? d?faut de liens biologiques avec au moins un des requ?rants, avait ?t? plac? aux fins de l?adoption aupr?s d?une famille depuis au moins janvier 2013. Le tribunal pour mineurs ?tait appel? ? se prononcer sur l?adoption de l?enfant dans le cadre d?une autre proc?dure, ouverte entre-temps ? l??gard de l?int?ress? sous sa nouvelle identit?, ? laquelle les requ?rant n?avaient pas la possibilit? de participer. De plus, le Gouvernement n?a fourni aucune d?cision montrant que dans un tel cas les recours disponibles auraient eu une chance raisonnable de succ?s. La Cour estime d?s lors que m?me si des recours ?taient ouverts contre la d?cision du tribunal pour mineurs du 5 avril 2013, les requ?rants n??taient pas tenus de les ?puiser (Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, ?? 66-67, Recueil 1996 IV ; Scordino c. Italie (d?c.), no 36813/97, CEDH 2003 IV).
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
65. Les requ?rants observent que le probl?me soulev? par la requ?te ne concerne ni la maternit? de substitution, ni la procr?ation assist?e, ni les liens g?n?tiques entre parents et enfants ni, enfin, l?adoption. Le probl?me en cause est le refus de reconna?tre un certificat de naissance d?livr? par les autorit?s russes comp?tentes et l??loignement de l?enfant d?cid? par les autorit?s italiennes. Malgr? l?impossibilit? d?obtenir la reconnaissance de la filiation et malgr? l??loignement de l?enfant, les requ?rants ont l?autorit? parentale sur ce dernier, m?me s?ils ne sont pas ses parents biologiques, et ce gr?ce au certificat de naissance, d?livr? par les autorit?s russes comp?tentes.
Le certificat litigieux est authentique, comme le prouve l?apostille, et, au nom de la s?curit? juridique, il aurait d? ?tre enregistr? conform?ment ? la Convention de la Haye sur l?apostille conclue le 5 octobre 1961. Il a ?t? d?livr? conform?ment au droit russe, selon lequel il n?est pas n?cessaire d?avoir un lien g?n?tique pour ?tablir un lien de filiation. L?origine de l?enfant a ?t? ?tablie par les autorit?s russes comp?tentes qui ont tenu compte de toutes les circonstances de sa naissance. L?avocat des requ?rants a soumis ? cet ?gard un article r?dig? par lui-m?me et publi? dans ? Open Access Scientific Reports ?. Il ressort de cet article que la donation de gam?tes et d?embryons est permise en Russie, m?me au niveau commercial. La maternit? subrog?e ? des fins commerciales n?est pas interdite non plus. Il est donc possible en Russie d?acheter des gam?tes aupr?s d?une banque (IVF clinic?s database) ; de cette fa?on les gam?tes achet?s par les parents potentiels deviennent ? leurs ? gam?tes, ce qui leur permettra d??tre consid?r?s comme parents.
Les requ?rants n?ont jamais commis d?infractions en Russie. Ils n?en ont pas commis non plus en Italie. Ils ?taient libres de passer la fronti?re et d?aller l? o? la l?gislation permet la f?condation in vitro h?t?rologue. En pr?tendant, ? tort et sans fournir de raisons valables, que le certificat de naissance ?tait faux, les autorit?s italiennes ont agi ill?galement. Le seul crit?re qui aurait d? guider les autorit?s italiennes dans leurs d?cisions devait ?tre l?int?r?t de l?enfant : celui de pouvoir rester aupr?s des requ?rants.
66. Le Gouvernement fait observer qu?en d?livrant les documents de voyage permettant ? l?enfant de partir en Italie, le Consulat italien de Moscou a respect? ses obligations internationales. L?apostille appos?e sur le certificat de naissance russe n?emp?chait toutefois pas les autorit?s italiennes de v?rifier la v?racit? du contenu du dossier li? ? la naissance de l?enfant. Le droit italien trouve ? s?appliquer en l?esp?ce. L?article 18 du DPR no 396/2000 appelle les autorit?s italiennes ? v?rifier si l?acte de naissance est contraire ou non ? l?ordre public interne et donc s?il est apte ou pas ? ?tre transcrit dans les registres de l??tat civil. La filiation se d?termine au sens de l?article 33 de la loi sur le droit international priv?. Les juridictions nationales ont prouv? l?absence de tout lien biologique entre les requ?rants et l?enfant. Il s?agit donc d?un certificat de naissance faux dans son contenu. ? supposer qu?il y ait eu une ing?rence dans la vie priv?e et familiale des requ?rants, celle-ci est conforme ? l?article 8 de la Convention car elle repose sur une base l?gale, elle r?pond au but de prot?ger l?enfant et est n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique. ?tant donn? l?agr?ment qu?ils avaient obtenu, les requ?rants auraient pu adopter un enfant, d?autant plus que l?accord bilat?ral conclu entre l?Italie et la Russie le 6 novembre 2008 a permis 781 adoptions r?guli?res dans la seule ann?e 2011. Le Gouvernement fait enfin observer qu?il n?y a pas de consensus europ?en en mati?re de gestation pour autrui.
2. Appr?ciation par la Cour
a) Sur l?applicabilit? de l?article 8 de la Convention
67. Conform?ment ? sa jurisprudence, la Cour rel?ve que la question de l?existence ou de l?absence d?une vie familiale est d?abord une question de fait, qui d?pend de l?existence de liens personnels ?troits (Marckx c. Belgique, 13 juin 1979, ? 31, S?rie A no 31 ; K. et T. c. Finlande [GC], no 25702/94, ? 150, CEDH 2001 VII). La notion de ? famille ? vis?e par l?article 8 ne se borne pas aux seules relations fond?es sur le mariage, mais peut englober d?autres liens ? familiaux ? de facto, lorsque les parties cohabitent en dehors de tout lien marital et une relation a suffisamment de constance (Kroon et autres c. Pays-Bas, 27 octobre 1994, ? 30 , s?rie A no 297-C; Johnston et autres c. Irlande, 18 d?cembre 1986, ? 55, s?rie A no 112 ; Keegan c. Irlande, 26 mai 1994, ? 44, s?rie A no 290 ; X, Y et Z c. Royaume-Uni, 22 avril 1997, ? 36, Recueil 1997 II). Par ailleurs, les dispositions de l?article 8 ne garantissent ni le droit de fonder une famille ni le droit d?adopter (E.B. c. France [GC], no 43546/02, ? 41, 22 janvier 2008). Le droit au respect d?une ? vie familiale ? ne prot?ge pas le simple d?sir de fonder une famille ; il pr?suppose l?existence d?une famille (Marckx, pr?cit?, ? 31), voire au minimum d?une relation potentielle qui aurait pu se d?velopper, par exemple, entre un p?re naturel et un enfant n? hors mariage (Nylund c. Finlande (d?c.), no27110/95, CEDH 1999-VI), d?une relation n?e d?un mariage non fictif, m?me si une vie familiale ne se trouvait pas encore pleinement ?tablie (Abdulaziz, Cabales et Balkandali c. Royaume-Uni, 28 mai 1985, ? 62, s?rie A no 94), ou encore d?une relation n?e d?une adoption l?gale et non fictive (Pini et autres c. Roumanie, nos 78028/01 et 78030/01, ? 148, CEDH 2004-V).
68. La Cour note que le cas d?esp?ce pr?sente des similitudes avec l?affaire Wagner et J.M.W.L. c. Luxembourg (no 76240/01, 28 juin 2007). Dans l?affaire luxembourgeoise il ?tait question de l?impossibilit? d?obtenir la reconnaissance au Luxembourg de la d?cision judiciaire p?ruvienne pronon?ant l?adoption pl?ni?re d?une requ?rante au profit d?une deuxi?me requ?rante. La Cour a reconnu l?existence d?une vie familiale malgr? l?absence de reconnaissance de l?adoption, en prenant en compte le fait que des liens familiaux de facto existaient depuis plus de dix ans entre les requ?rantes et que la deuxi?me se comportait ? tous ?gards comme la m?re de la mineure.
Dans une autre affaire (Moretti et Benedetti, pr?cit?e, ?? 50-52), il ?tait question d?un couple mari? de requ?rants qui avaient accueilli un enfant ?g? d?un mois dans leur famille. Ils avaient pass? dix-neuf mois avec lui avant que les juridictions italiennes ne d?cident de placer l?enfant aupr?s d?une autre famille aux fins d?adoption. La Cour a ?galement conclu ? l?existence d?une vie familiale de facto, confirm?e entre autres par les expertises conduites sur la famille, malgr? l?absence de tout rapport juridique de parent? (?? 50-52).
69. En l?esp?ce, les requ?rants se sont vu refuser la transcription de l?acte de naissance russe qui avait ?tabli la filiation. Ce certificat n?ayant pas ?t? reconnu en droit italien, il n?a pas fait na?tre un rapport juridique de parent? ? proprement parler, m?me si les requ?rants ont eu, au moins initialement, l?autorit? parentale sur l?enfant, comme le prouve la demande de suspension de l?autorit? parentale introduite par le curateur. La Cour se doit d?s lors de prendre en compte les liens familiaux de facto. ? cet ?gard, elle rel?ve que les requ?rants ont pass? avec l?enfant les premi?res ?tapes importantes de sa jeune vie : six mois en Italie, ? partir du troisi?me mois de vie de l?enfant. Avant cette p?riode, la requ?rante avait d?j? pass? quelques semaines avec lui en Russie. M?me si la p?riode en tant que telle est relativement courte, la Cour estime que les requ?rants se sont comport?s ? l??gard de l?enfant comme des parents et conclut ? l?existence d?une vie familiale de facto entre les requ?rants et l?enfant. Il s?ensuit que l?article 8 de la Convention s?applique en l?esp?ce.
70. ? titre surabondant, la Cour note que, dans le cadre de la proc?dure engag?e pour obtenir la reconnaissance de la filiation, le requ?rant s?est soumis ? un test ADN. Il est vrai qu?aucun lien g?n?tique n?a ?t? ?tabli entre le requ?rant et l?enfant (a contrario, Keegan, pr?cit?, ? 45). Toutefois, la Cour rappelle que l?article 8 prot?ge non seulement la ? vie familiale ?, mais aussi la ? vie priv?e ?. Cette derni?re inclut, dans une certaine mesure, le droit pour l?individu de nouer des relations avec ses semblables (mutatis mutandis, Niemietz c. Allemagne, 16 d?cembre 1992, ? 29, s?rie A
no 251-B,). Il semble d?ailleurs n?y avoir aucune raison de principe de consid?rer la notion de vie priv?e comme excluant l??tablissement d?un lien juridique entre un enfant n? hors mariage et son g?niteur (Mikuli? c. Croatie, no 53176/99, ? 53, CEDH 2002 I). La Cour a d?j? d?clar? que le respect de la vie priv?e exige que chacun puisse ?tablir les d?tails de son identit? d??tre humain et que le droit d?un individu ? de telles informations est essentiel du fait de leurs incidences sur la formation de la personnalit? (Gaskin c. Royaume-Uni, 7 juillet 1989, ? 39, s?rie A no 160). En l?esp?ce, le requ?rant a cherch?, par la voie judiciaire, ? ?tablir s?il ?tait g?niteur. Sa demande de reconnaissance de la filiation l?galement ?tablie ? l??tranger s?est donc doubl?e d?une qu?te de la v?rit? biologique, visant ? d?terminer ses liens avec l?enfant. En cons?quence, il existait une relation directe entre l??tablissement de la filiation et la vie priv?e du requ?rant. Il s?ensuit que les faits de la cause tombent sous l?empire de l?article 8 de la Convention (Mikuli?, pr?cit?, ? 55).
b) Sur l?observation de l?article 8 de la Convention
71. En l?esp?ce, les requ?rants se sont vu refuser, de la part du tribunal pour mineurs de Campobasso et de la cour d?appel de Campobasso, la reconnaissance de la filiation ?tablie ? l??tranger et ont ?t? frapp?s par les d?cisions judiciaires ayant conduit ? l??loignement et ? la prise en charge de l?enfant. Aux yeux de la Cour cette situation s?analyse en une ing?rence dans les droits garantis par l?article 8 de la Convention (Wagner et J.M.W.L., pr?cit?, ? 123). Pareille ing?rence m?conna?t l?article 8 sauf si elle remplit les conditions cumulatives d??tre pr?vue par la loi, de poursuivre un but l?gitime, et d??tre n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique. La notion de n?cessit? implique une ing?rence fond?e sur un besoin social imp?rieux et, notamment, proportionn?e au but l?gitime recherch? (Gnahor? c. France, no 40031/98, ? 50, CEDH 2000 IX ; Pontes c. Portugal, no 19554/09, ? 74, 10 avril 2012).
72. S?agissant de la question de savoir si cette ing?rence ?tait ? pr?vue par la loi ?, la Cour rappelle qu?aux termes de l?article 5 de la Convention de la Haye de 1961, le seul effet de l?apostille est celui de certifier l?authenticit? de la signature, la qualit? en laquelle le signataire de l?acte a agi et, le cas ?ch?ant, l?identit? du sceau ou timbre dont cet acte est rev?tu. Il ressort du rapport explicatif de ladite Convention que l?apostille n?atteste pas la v?racit? du contenu de l?acte sous-jacent. Cette limitation des effets juridiques d?coulant de la Convention de la Haye a pour but de pr?server le droit des ?tats signataires d?appliquer leurs propres r?gles en mati?re de conflits de lois lorsqu?ils doivent d?cider du poids ? attribuer au contenu du document apostill?. En l?esp?ce, les juridictions italiennes ne se sont pas bas?es sur le certificat de naissance ?tranger mais elles ont opt? pour l?application du droit italien s?agissant du lien de filiation. En fait, l?application des lois italiennes qui a ?t? faite en l?esp?ce par le tribunal pour mineurs d?coule de la r?gle des conflits des lois selon laquelle la filiation est d?termin?e par la loi nationale de l?enfant au moment de la naissance. En l?esp?ce, compte tenu de ce que l?enfant est issu de gam?te de donneurs inconnus, la nationalit? de l?enfant n??tait pas ?tablie. Dans cette situation, la Cour estime que l?application du droit italien par les juridictions nationales ayant abouti au constat que l?enfant ?tait en ?tat d?abandon ne saurait passer comme ?tant arbitraire. Enfin, la Cour rel?ve que les mesures ? l??gard de l?enfant prises par le tribunal pour mineurs et confirm?es par la cour d?appel de Campobasso s?appuient sur les dispositions de droit interne.
Il s?ensuit que l?ing?rence ? fond?e en particulier sur les articles pertinents de la loi sur le droit international priv? et de la loi sur l?adoption internationale ? ?tait ? pr?vue par la loi ?.
73. S?agissant du but l?gitime, aux yeux de la Cour, il n?y a pas lieu de douter que les mesures prises ? l??gard de l?enfant tendaient ? la ? d?fense de l?ordre ?, dans la mesure o? la conduite des requ?rants se heurtait ? la loi sur l?adoption internationale et le recours aux techniques de reproduction assist?e h?t?rologue ?tait, ? l??poque des faits, interdit. En outre, les mesures en question visaient la protection des ? droits et libert?s ? de l?enfant.
74. Pour appr?cier la ? n?cessit? ? des mesures litigieuses ? dans une soci?t? d?mocratique ?, la Cour examine, ? la lumi?re de l?ensemble de l?affaire, si les motifs invoqu?s pour les justifier sont pertinents et suffisants aux fins du paragraphe 2 de l?article 8. Dans les affaires d?licates et complexes, la marge d?appr?ciation laiss?e aux autorit?s nationales comp?tentes varie selon la nature des questions en litige et la gravit? des int?r?ts en jeu. Si les autorit?s jouissent d?une grande latitude en mati?re d?adoption (Wagner et J.M.W.L., pr?cit?, ? 127) ou pour appr?cier la n?cessit? de prendre en charge un enfant, en particulier lorsqu?il y a urgence, la Cour doit n?anmoins avoir acquis la conviction que dans l?affaire en question, il existait des circonstances justifiant le retrait de l?enfant. Il incombe ? l??tat d?fendeur d??tablir que les autorit?s ont ?valu? avec soin l?incidence qu?aurait sur les parents et l?enfant la mesure d?adoption, ainsi que d?autres solutions que la prise en charge de l?enfant avant de mettre une pareille mesure ? ex?cution (K. et T. c. Finlande [GC], no 25702/94, ? 166, CEDH 2001 VII ; Kutzner, pr?cit?, ? 67).
75. Dans la pr?sente affaire, la question est de savoir si l?application faite en l?esp?ce des dispositions l?gislatives a m?nag? un juste ?quilibre entre l?int?r?t public et les int?r?ts priv?s en jeu, fond?s sur le droit au respect de la vie priv?e et familiale. Ce faisant, elle doit avoir ?gard au principe essentiel selon lequel, chaque fois que la situation d?un enfant est en cause, l?int?r?t sup?rieur de celui-ci doit primer (Wagner et J.M.W.L., pr?cit?, ?? 133-134 ; Mennesson c. France, no 65192/11, ? 81, CEDH 2014 (extraits) ; Labassee c. France, no 65941/11, ? 60, 26 juin 2014).
76. La Cour rel?ve qu?en l?esp?ce il y a l?absence av?r?e de liens g?n?tiques entre l?enfant et les requ?rants. Ensuite, la loi russe ne pr?cise pas si entre les futurs parents et l?enfant ? na?tre il faut un lien biologique. En outre, les requ?rants n?ont pas argu? devant les juridictions nationales que le droit russe n?exigeait pas un lien g?n?tique avec au moins un des futurs parents pour parler de gestation pour autrui. Compte tenu de ces ?l?ments, la Cour estime qu?il n?est pas n?cessaire de comparer la l?gislation des ?tats membres afin de voir si, en mati?re de gestation pour autrui, la situation se trouve ? un stade avanc? d?harmonisation en Europe. En effet, la Cour est confront?e ? un dossier dans lequel une soci?t? russe ? pour laquelle travaille l?avocat qui repr?sente les requ?rants ? Strasbourg ? a encaiss? une somme d?argent des requ?rants ; elle a achet? des gam?tes de donneurs inconnus ; elle a trouv? une m?re porteuse et lui a fait implanter les embryons ; elle a remis l?enfant aux requ?rants ; elle les a aid?s ? obtenir le certificat de naissance. Pour mieux expliquer ce processus, l?avocat en question a indiqu? qu?il ?tait tout ? fait possible de contourner l?exigence d?avoir un lien g?n?tique avec un des futu

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