AFFAIRE P.M. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE P.M. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 14, P1-1
Numero: 24650/94/2001
Stato:
Data: 2001-01-11 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; non-violazione dell’art. 14; danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale- risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
CAUSA P.M. c. ITALIA
( Richiesta n? 24650/94)
SENTENZA
STRASBURGO
11 gennaio 2001
DEFINITIVO
05/09/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa P.M. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. C.L. Rozakis, presidente,
G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?,
Sigg. P. Lorenzen, il Sig. Fischbach, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska, il
Sig. E. Levits, giudici, e del Sig. E. Fribergh, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 dicembre 2000,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (n? 24650/94) diretta contro l’Italia e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra P.M. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 17 giugno 1994 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato da prima dal suo agente, il Sig. L. Ferrari Bravo, poi dal suo agente Sig. U. Leanza ed il suo coagente, il Sig. V. Esposito. Il presidente della camera ha aderito alla richiesta di non-divulgazione di identit? formulata dal richiedente, articolo 47 ? 3 dell’ordinamento.
3. Il richiedente adduceva una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 della Convenzione a causa della sua impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica, una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione in ragione della durata del procedimento di sfratto ed una violazione dell’articolo 14 della Convenzione in ragione della discriminazione tra proprietari ed inquilini, e tra proprietari i cui appartamenti sono o meno gi? affittati al momento dell’entrata in vigore della legislazione di emergenza in materia di esecuzione degli sfratti.
4. Il 16 gennaio 1995, la Commissione, Prima Camera, ha deciso di portare la richiesta alla cognizione del governo convenuto e di invitarlo a presentare le sue osservazioni sulla sua ammissibilit? e la sua fondatezza. Il Governo ha presentato le sue osservazioni il 19 aprile 1995. Il richiedente ha risposto il 30 maggio 1995.
5. In seguito, la Commissione ha deciso di sospendere l’esame della richiesta in attesa che la Corte si pronunciasse nelle cause Scollo e Spadea e Scalabrino. Essendo state rese e le sentenze il 28 settembre 1995, le parti sono state invitate, il 12 marzo 1996, a presentare le loro osservazioni complementari, ci? che il Governo fece in data del 15 aprile 1996 ed il richiedente il 3 aprile 1996.
6. La Commissione ha dichiarato ammissibile in parte la richiesta il 27 novembre 1996.
7. Il 28 maggio 1997, la Commissione ha deciso di sospendere l’esame della causa aspettando di pronunciarsi nella causa Immobiliare Saffi c. Italia. Il 27 maggio 1998, la Commissione ha ripreso l’esame della causa e ha invitato le parti a presentare delle osservazioni complementari. Il Governo ha presentato le sue osservazioni il 19 giugno 1998.
8. La Commissione, in quanto non ha potuto finire l’esame della richiesta prima del 1 novembre 1999, l’ha deferita alla Corte a questa data, conformemente all’articolo 5 ? 3, seconda frase, del Protocollo n? 11 alla Convenzione.
9. La richiesta ? stata assegnata alla seconda sezione della Corte, articolo 52 ? 1 dell’ordinamento. In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa, articolo 27 ? 1 della Convenzione, ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento. In seguito all’astensione del Sig. B. Conforti, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha rinunciato al suo diritto di designare un giudice ad hoc per riunirsi al suo posto, articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 2 dell’ordinamento.
10. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa, articolo 59 ? 1 dell’ordinamento.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
11. Il richiedente era il proprietario di un appartamento ubicato a Venezia.
12. Nel 1964, conclude un contratto di locazione con S.G. L’affitto fu rinnovato tacitamente ogni anno fino all’entrata in vigore della legge n? 392 del 27 luglio 1978 che, in applicazione dell’articolo 58, prorog? l’affitto fino al 31 dicembre 1983.
13. Il 30 giugno 1982, il richiedente inform? l’inquilino della sua volont? di non rinnovare l’affitto alla sua scadenza, o al 31 dicembre 1983, e gli chiese di liberare l’appartamento a questa data.
14. Con un atto notificato il 19 novembre 1982, il richiedente lo cit? a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Venezia.
15. Con un’ordinanza del 25 novembre 1982 che divent? esecutiva lo stesso giorno, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 31 dicembre 1984.
16. Il 23 settembre 1987, il richiedente notific? all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
17. Il 10 novembre 1987, gli notific? l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 7 dicembre 1987 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
18. A questa data l’ufficiale giudiziario si scontr? per?, contro il rifiuto dell’inquilino di lasciare l’appartamento. L’ufficiale giudiziario fiss? la sua prossima visita al 18 dicembre 1987, ma a questa data l’inquilino neg? di nuovo di lasciare l’appartamento. Mentre l’ufficiale giudiziario aveva fissato al 18 marzo 1988 la sua successiva visita, una legislazione di emergenza entr? in vigore l? 8 febbraio 1988, instaurata per fare fronte all’eccezionale penuria di alloggi in certi comuni di cui Venezia. Il 18 marzo 1988, l’ufficiale giudiziario dichiar? la sospensione dell’esecuzione e restitu? gli atti del procedimento di esecuzione al richiedente.
19. Il 15 settembre 1989, il richiedente notific? all’inquilino un nuovo comando di liberare l’appartamento.
20. Il 9 ottobre 1989, gli notific? l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 29 novembre 1989 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
21. A questa data, l’ufficiale giudiziario si scontr? contro il rifiuto dell’inquilino di lasciare l’appartamento. Questo stesso giorno, l’ufficiale giudiziario chiese alla prefettura di Venezia di concedere il concorso della forza pubblica e fiss? la sua successiva visita al 23 marzo 1990.
22. Con una decisione del 21 marzo 1990, la prefettura di Venezia concedette il concorso della forza pubblica della quale il richiedente avrebbe potuto avvalersi nel periodo che andava dal 1 aprile 1991 al 1 giugno 1991.
23. Il 23 marzo 1990, l’ufficiale giudiziario si scontr? contro il rifiuto dell’inquilino di lasciare l’appartamento. Questo stesso giorno, l’ufficiale giudiziario fiss? la sua successiva visita al 31 maggio 1990.
24. In questa ultima data, l’ufficiale giudiziario si scontr? contro il rifiuto dell’inquilino di lasciare l’appartamento e fiss? la sua successiva visita al 1 aprile 1991.
25. Per ragioni che rimangono inspiegate, l’ufficiale giudiziario non and? a casa dell’inquilino il 1 aprile 1991.
26. Il 2 aprile 1991, l’ufficiale giudiziario rinvi? la sua visita al 31 maggio 1991 e ne inform? la forza pubblica affinch? coopera.
27. Il 22 aprile 1991 entr? in vigore una legislazione di emergenza adottata per fare a fronte all’eccezionale penuria di alloggi in certi comuni di cui Venezia, che disponeva la sospensione dei procedimenti di esecuzione di sfratto degli inquilini fino nel 1994.
28. Il 31 maggio 1991, l’ufficiale giudiziario di giustizia dichiar? la sospensione del procedimento di esecuzione per lo sfratto dell’inquilino e restitu? i documenti del procedimento al richiedente.
29. L’esecuzione degli sfratti nel comune di Venezia fu ulteriormente sospesa fino al 1997.
30. A seguito dell’entrata in vigore della legge n? 431 del 9 dicembre 1998 sulla regolamentazione dei contratti di affitto e della liberazione degli immobili ad uso di abitazione, il giudice di istanza di Venezia fiss? la data dello sfratto al 27 ottobre 1999. L’inquilino chiese che la data dello sfratto fosse differita di diciotto mesi, ai termini dell’articolo 6 della legge n? 431/98.
31. Il 31 marzo 2000, l’inquilino liber? l’appartamento.
II. IL DIRITTO INTERNO
32. Il diritto interno pertinente ? descritto nella sentenza Immobiliare Saffi c. Italia [GC], n? 22774/93, ?? 18-35, CEDU 1999-V.
IN DIRITTO
I. SULLA QUALIT? DEL VEDOVO DEL RICHIEDENTE DI PROSEGUIRE LA RICHIESTA
33. Il richiedente ? deceduto il 10 settembre 1999. Con una lettera del 10 gennaio 2000, il Sig. G. R., vedovo del richiedente, ha espresso la sua intenzione di proseguire la richiesta. Il Governo non si ? opposto.
34. La Corte stima che il vedovo del richiedente abbia un interesse legittimo a fare constatare se il ritardo nello sfratto dell’inquilino ha infranto i diritti del richiedente al rispetto dei suoi beni, ad un tribunale ed a non subire discriminazione.
Di conseguenza, la Corte riconosce a Sig. R. il requisito per proseguire il presente procedimento.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1 A LA CONVENZIONE
35. Il richiedente si lamenta che l’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica, costituisce un attentato sproporzionato al suo diritto di propriet?, come riconosciuto dall’articolo 1 del Protocollo n? 1 della Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. la regola applicabile
36. La Corte, appellandosi alla sua giurisprudenza, considera che l’interferenza messa in causa dal richiedente si analizza in una misura di regolamentazione dell’uso dei beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (vedere la sentenza Immobiliare Saffi precitata, ? 46,).
B. Il rispetto delle condizioni del secondo capoverso
1. Scopo dell’ingerenza
37. La Corte ha gi? detto che la legislazione controversa inseguiva un scopo legittimo conforme all’interesse generale, come vuole il secondo capoverso dell’articolo 1 (vedere la sentenza Immobiliare Saffi precitata, ? 48,).
2. Proporzionalit? dell’ingerenza
38. Il richiedente sottolinea che malgrado la decisione della prefettura di Venezia che gli concesse l’assistenza della forza pubblica nel 1991, lo sfratto non fu effettuato, e che questa decisione aveva perso ogni efficacia in seguito in ragione della legislazione successiva che sospendeva di nuovo le esecuzioni. Considera avere subito un ritardo eccessivo ed ingiustificato.
39. Il Governo sottolinea che il richiedente non si trovava in una situazione che legittimasse in precedenza la concessione dell’assistenza della forza pubblica come i richiedenti della causa Spadea e Scalabrino nella quale la Corte ha concluso alla non-violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1. In pi?, il Governo sottolinea la specificit? di una citt? come Venezia, dove si rivela molto difficile rialloggiare gli inquilini sfrattati. Il Governo conclude che l’ingerenza subita dal richiedente non era sproporzionata.
40. La Corte ricorda che una misura di ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra gli imperativi dell’interesse generale e quelli della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo. La ricerca di simile equilibrio si riflette nella struttura dell’articolo 1 tutto intero, dunque anche nel secondo capoverso: deve esistere un rapporto ragionevole di proporzionalit? tra i mezzi impiegati e lo scopo mirato. Controllando il rispetto di questa esigenza, la Corte riconosce allo stato un grande margine di valutazione sia per scegliere le modalit? di collocamento in opera che per giudicare se le loro conseguenze si trovano legittimate, nell’interesse generale, dalla preoccupazione di raggiungere l’obiettivo della legge in causa. In quanto a campi come quello dell’alloggio che occupa un posto centrale nelle politiche sociali ed economiche delle societ? moderne, la Corte rispetta a questo riguardo la valutazione portata dal legislatore nazionale, salvo nel caso fosse manifestamente priva di base ragionevole (vedere ? 49 la sentenza Immobiliare Saffi, precitata).
41. La Corte considera che il sistema italiano di sospensione degli sfratti degli inquilini in vigore negli anni 80 poteva passare ragionevolmente per adatto a raggiungere lo scopo legittimo perseguito (vedere, mutatis mutandis,la sentenza Scollo c. Italia del 28 settembre 1995, Serie A n? 315-C, ? 40). Ancora occorreva in particolare che un giusto equilibrio fosse predisposto tra gli interessi della comunit? ed il diritto dei proprietari e del richiedente.
42. Ora, la Corte osserva che le autorit? italiane, applicando la legislazione suddetta e tenendo conto del fatto che il richiedente non si trovava in un bisogno urgente di ricuperare il suo appartamento, gli avevano imposto un’attesa di circa sette anni e mezzo tra la data fissata dal giudice di istanza per lo sfratto, paragrafo 15 sopra, e la concessione dell’assistenza della forza pubblica, paragrafo 22 sopra. Il richiedente avrebbe dovuto, secondo la decisione della prefettura di Venezia, beneficiare di suddetta assistenza tra il 1 aprile ed i 31 maggio 1991. Tuttavia, non pot? ricuperare il suo appartamento in ragione di un’omissione da parte dell’ufficiale giudiziario di giustizia che fu seguita dall’entrata in vigore di una nuova legislazione che sospendeva le esecuzioni.
43. A prescindere anche dalla mancanza di ogni giustificazione in quanto all’omissione dell’ufficiale giudiziario di giustizia di avvalersi del concorso della forza pubblica mentre questo era stato autorizzato dalla prefettura, la Corte non pu? considerare come giustificato il ritardo ulteriore di circa nove anni che il richiedente ha dovuto subire prima di ritornare in possesso del suo bene.
44. In conclusione, la Corte stima che la restrizione subita dal richiedente all’uso del suo appartamento a partire dal 22 aprile 1991 gli ha imposto un carico speciale ed eccessivo e ha rotto quindi l’equilibrio da predisporre tra la protezione del diritto dell’individuo al rispetto dei suoi beni e le esigenze dell’interesse generale.
Di conseguenza, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
45. Il richiedente ha addotto anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione la cui parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
46. Il richiedente considera che l’ordinanza di sfratto che aveva ottenuto ? stata svuotata di sostanza, poich? ? restata prolungata per lunghi anni.
47. Il Governo si oppone a questa tesi.
48. La Corte ricorda che il diritto al tribunale garantito all’articolo 6 protegge anche il collocamento in opera delle decisioni giudiziali definitive ed obbligatorie che, in un Stato che rispetta la preminenza del diritto, non possono restare inoperanti a scapito di una parte. Di conseguenza, l’esecuzione di una decisione giudiziale non pu? essere ritardata in modo eccessivo, vedere la sentenza Immobiliare Saffi precitata, ? 66.
49. Nello specifico, il richiedente aveva ottenuto in data del 25 novembre 1982 un’ordinanza esecutiva che fissava lo sfratto dell’inquilino al 31 dicembre 1984. Facendo eccezione per due brevi periodi che vanno dal 23 settembre 1987 all? 8 febbraio 1988 e dal 15 settembre 1989 al 22 aprile 1991, l’esecuzione degli sfratti rimase sospesa ex lege fino alla fine del 1997. Il richiedente non pot? ricuperare il suo appartamento che il 30 marzo 2000, e ci? non con l’aiuto della polizia, ma in seguito alla partenza spontanea dell’inquilino.
50. La Corte stima che simile ritardo nell’esecuzione di una decisione di giustizia definitiva abbia privato le disposizioni dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione di ogni effetto utile.
C’? stata dunque violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
IV. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 14 DELLA CONVENZIONE
51. Il richiedente adduce avere subito anche da una parte una discriminazione ingiustificata in rapporto al suo inquilino e dall? altra parte in rapporto ai proprietari i cui appartamenti non erano affittati al momento dell’entrata in vigore della legislazione di emergenza in materia di esecuzione degli sfratti.
52. L’articolo 14 della Convenzione si legge cos?:
“Il godimento dei diritti e delle libert? riconosciuti nella (?) Convenzione deve essere garantito, senza alcuna distinzione, fondata in particolare sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche od ogni altra opinione, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, la fortuna, la nascita o ogni altra situazione. “
53. La Corte ricorda da prima che, secondo la sua giurisprudenza, l’articolo 14 vieta di trattare in modo differente, salvo giustificazione obiettiva e ragionevole, delle persone collocate in situazioni comparabili in materia. Una lagnanza derivata da questo potrebbe essere valida dunque solo se, in particolare, la situazione della vittima pretesa si rivelasse comparabile a quella di persone trattate meglio (vedere la sentenza Spadea e Scalabrino c. Italia del 28 settembre 1995, Serie A n? 315-B, ? 45).
54. In quanto al primo risvolto della lagnanza, la Corte osserva che il richiedente confronta la sua situazione a quella del suo inquilino. Alla vista delle differenze fondamentali che esistono tra un proprietario ed un inquilinio, la Corte stima che le loro situazioni non possono essere considerate come comparabili, cos? che non trova a questo riguardo nessuna discriminazione, Edoardo Palumbo c. Italia, n? 15919/89, ? 52, non pubblicata.
55. In quanto al secondo risvolto della lagnanza, supponendo anche che si possa confrontare la situazione dei proprietari che hanno affittato i loro appartamenti a quella di coloro che non li hanno affittati, la Corte osserva che la legislazione di emergenza in materia di sospensione delle esecuzioni degli sfratti era dettata dalla necessit? di fare fronte all?alto numero di affitti giunti a scadenza nel 1982 e 1983, cos? come dalla preoccupazione di permettere agli inquilini riguardati di rialloggiarsi in condizioni adeguate o di ottenere delle case popolari, sentenza Spadea e Scalabrino precitata, ? 31. Non si potrebbe considerare quindi come privo di giustificazione obiettiva e ragionevole il fatto che suddetta legislazione abbia riguardato solamente gli affitti in corso.
56. La Corte conclude che non c’? stata violazione dell’articolo 14 della Convenzione.
V. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
57. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
58. Il richiedente richiede il risarcimento del danno materiale subito e la calcola nel seguente modo:
a) 97 500 000 ITL, o la somma mensile di 500 000 ITL per 195 mesi, corrispondenti alla differenza tra l? affitto che percepiva e quello che ha potuto percepire a partire dal mese di aprile 2000, e ci? per il periodo che va del 1 gennaio 1984, data fissata dal giudice di istanza per lo sfratto fino alla liberazione dei luoghi il 31 marzo 2000;
b) 60 535 000 ITL per i lavori di rinnovo dell’appartamento dopo la sua liberazione;
c) 11 284 000 ITL per gli oneri del procedimento di esecuzione; ha prodotto unicamente una nota di parcella per la somma di 1 284 000 ITL.
59. Il Governo sostiene che gli importi sollecitati a titolo del danno materiale non presenterebbero nessuno legame di causalit? con le violazioni addotte. In quanto alla mancanza a guadagnare in termini di affitto, contesta i criteri utilizzati per il calcolo dell’importo del danno. In particolare, fa valere che fino al dicembre 1999, il richiedente non avrebbe potuto chiedere un affitto superiore a quello che percepiva. In quanto ai lavori di rinnovo dell’appartamento, il Governo considera che il richiedente non ha fornito la prova dell’entit? del danno. In quanto agli oneri del procedimento di esecuzione, il Governo fa valere da una parte che gli oneri del procedimento sul merito non sono in relazione con le violazioni addotte, e dall? altra parte che il richiedente ha omesso di produrre i giustificativi necessari, eccetto la somma di 1 284 000 ITL che, solamente, dovrebbe essere accordatagli.
60. In quanto alla mancanza a guadagnare, la Corte considera che c’? luogo di assegnare un risarcimento a questo titolo; considera per? che il criterio adoperato dal richiedente possa essere applicato solamente a partire dal momento in cui gli affitti sono stati liberalizzati, il 31 dicembre 1999, e fino alla data di liberazione dei luoghi, il 31 marzo 2000,: accorda di conseguenza la somma di 1 500 000 ITL a questo titolo. Per ci? che riguarda invece il periodo compreso tra il 22 aprile 1991 ed il 31 dicembre 1999, la Corte ? del parere che, se ? vero che il richiedente non avrebbe potuto concludere un affitto di abitazione aumentando l’affitto, avrebbe potuto concludere per? altri tipi di affitto (vedere, mutatis mutandis, A.O. c. Italia, n? 22534/93, ? 33). In mancanza di un criterio obiettivo, la Corte decide di assegnare la somma forfetaria di 25 000 000 ITL a questo titolo.
In quanto all’importo richiesto sotto b) la Corte stima che manca un legame di causalit? tra i danni addotti e le violazioni constatate.
In quanto infine all’importo richiesto sotto c) la Corte stima che deve essere rimborsato in partire, sentenza Scollo c. Italia del 28 settembre 1995, Serie A n? 315-C, p. 56, ? 50. La Corte ricorda a questo riguardo che ai termini dell’articolo 60 del suo ordinamento, il richiedente deve valutare e deve ripartire le sue pretese alle quali deve unire i giustificativi necessari, “in mancanza dei quali la camera pu? respingere la domanda completamente o in parte. Considera di conseguenza, come il Governo, che c’? luogo di accordare al richiedente l’intimo unicamente di 1 284 000 ITL.
In totalit?, la Corte accorda l’importo di 27 784 000 ITL per danno materiale.
B. Danno morale
61. Il richiedente chiede la somma di 50 000 000 ITL per danno moraledi cui 30 000 000 ITL a titolo dell’impossibilit? di ospitare sua nipote e dell’impossibilit? per questa ultima di abitare a Venezia.
62. Il Governo considera che la constatazione di violazione costituirebbe in s?, all’occorrenza, una soddisfazione equa sufficiente. Contesta in particolare l’importo richiesto a titolo dell’impossibilit? di ospitare la nipote del richiedente, dato che la lagnanza ivi afferente, sotto l’angolo dell’articolo 8 della Convenzione, ? stato dichiarata inammissibile dalla Commissione.
63. La Corte stima che il richiedente abbia subito un torto morale certo; decide di conseguenza, deliberando in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, di accordargli la somma di 20 000 000 ITL a questo titolo.
C. Oneri e spese
64. Il richiedente chiede infine il rimborso degli oneri e della parcella sostenuti dinnanzi alla Commissione e la Corte, che valuta a 3 000 000 ITL.
65. Il Governo si rimette alla saggezza della Corte.
66. La Corte stima ragionevole assegnare al richiedente che non era rappresentato da un avvocato, la somma di 2 000 000 ITL a questo titolo.
D. Interessi moratori
67. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza ? del 2,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che il vedovo del richiedente ha requisito per proseguire il presente procedimento al suo posto;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo N? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che non c’? stata violazione dell’articolo 14 della Convenzione;
5. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 27 784 000 (ventisette milioni sette cento ottanta quattromila) di lire italiane per danno materiale;
ii. 20 000 000 (venti milioni) di lire italiane per danno morale;
iii. 2 000 000 (due milioni) di lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 2,5% l’anno a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento;

6. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 11 gennaio 2001 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Non-violation de l’art. 14 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE P.M. c. ITALIE
(Requ?te n? 24650/94)
ARR?T
STRASBOURG
11 janvier 2001
D?FINITIF
05/09/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire P.M. c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
G. Bonello,
Mme V. Str??nick?,
MM. P. Lorenzen,
M. Fischbach,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska,
M. E. Levits, juges,
et de M. E. Fribergh, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 d?cembre 2000,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (n? 24650/94) dirig?e contre l?Italie et dont une ressortissante de cet Etat, Mme P.M. (? la requ?rante ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 17 juin 1994 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? d?abord par son agent, M. L. Ferrari Bravo, puis par son agent M. U. Leanza et son coagent, M. V. Esposito. Le pr?sident de la chambre a acc?d? ? la demande de non-divulgation d?identit? formul?e par la requ?rante (article 47 ? 3 du r?glement).
3. La requ?rante all?guait une violation de l?article 1 du Protocole n? 1 ? la Convention du fait de son impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement faute d?octroi de l?assistance de la force publique, une violation de l?article 6 ? 1 de la Convention en raison de la dur?e de la proc?dure d?expulsion et une violation de l?article 14 de la Convention en raison de la discrimination entre propri?taires et locataires, et entre propri?taires dont les appartements sont ou non d?j? lou?s au moment de l?entr?e en vigueur de la l?gislation d?urgence en mati?re d?ex?cution des expulsions.
4. Le 16 janvier 1995, la Commission (Premi?re Chambre) a d?cid? de porter la requ?te ? la connaissance du gouvernement d?fendeur et de l’inviter ? pr?senter ses observations sur sa recevabilit? et son bien-fond?. Le Gouvernement a pr?sent? ses observations le 19 avril 1995. La requ?rante y a r?pondu le 30 mai 1995.
5. Par la suite, la Commission a d?cid? de suspendre l’examen de la requ?te en attendant que la Cour se prononce dans les affaires Scollo et Spadea et Scalabrino. Les arr?ts ayant ?t? rendus le 28 septembre 1995, les parties ont ?t? invit?es, le 12 mars 1996, ? pr?senter leurs observations compl?mentaires, ce que le Gouvernement fit en date du 15 avril 1996 et la requ?rante le 3 avril 1996.
6. La Commission a d?clar? la requ?te en partie recevable le 27 novembre 1996.
7. Le 28 mai 1997, la Commission a d?cid? de suspendre l?examen de l?affaire en attendant de se prononcer dans l?affaire Immobiliare Saffi c. Italie. Le 27 mai 1998, la Commission a repris l?examen de l?affaire et a invit? les parties ? pr?senter des observations compl?mentaires. Le Gouvernement a pr?sent? ses observations le 19 juin 1998.
8. La Commission, faute d?avoir pu terminer l?examen de la requ?te avant le 1er novembre 1999, l?a d?f?r?e ? la Cour ? cette date, conform?ment ? l?article 5 ? 3, seconde phrase, du Protocole n? 11 ? la Convention.
9. La requ?te a ?t? attribu?e ? la deuxi?me section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement. A la suite du d?port de M. B. Conforti, juge ?lu au titre de l’Italie (article 28), le Gouvernement a renonc? ? son droit de d?signer un juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 2 du r?glement).
10. Tant la requ?rante que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
11. La requ?rante ?tait propri?taire d’un appartement sis ? Venise.
12. En 1964, elle conclut un contrat de location avec S.G. Le bail fut renouvel? tacitement chaque ann?e jusqu’? l’entr?e en vigueur de la loi n? 392 du 27 juillet 1978 qui, en application de l’article 58, prorogea le bail jusqu’au 31 d?cembre 1983.
13. Le 30 juin 1982, la requ?rante informa le locataire de sa volont? de ne pas renouveler le bail ? son ?ch?ance, soit au 31 d?cembre 1983, et lui demanda de lib?rer l’appartement ? cette date.
14. Par un acte signifi? le 19 novembre 1982, la requ?rante l?assigna ? compara?tre devant le juge d?instance de Venise.
15. Par une ordonnance du 25 novembre 1982, qui devint ex?cutoire le m?me jour, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 31 d?cembre 1984.
16. Le 23 septembre 1987, la requ?rante signifia au locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
17. Le 10 novembre 1987, il lui signifia l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 7 d?cembre 1987 par voie d?huissier de justice.
18. Cependant, ? cette date l?huissier se heurta au refus du locataire de quitter l’appartement. L?huissier fixa sa prochaine visite au 18 d?cembre 1987, mais ? cette date le locataire refusa ? nouveau de quitter l’appartement. Alors que l?huissier avait fix? au 18 mars 1988 sa prochaine visite, une l?gislation d’urgence entra en vigueur le 8 f?vrier 1988, instaur?e pour faire face ? l’exceptionnelle p?nurie de logements dans certaines communes, dont Venise. Le 18 mars 1988, l?huissier d?clara la suspension de l’ex?cution et restitua les actes de la proc?dure d’ex?cution ? la requ?rante.
19. Le 15 septembre 1989, la requ?rante signifia au locataire un nouveau commandement de lib?rer l?appartement.
20. Le 9 octobre 1989, il lui signifia l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 29 novembre 1989 par voie d?huissier de justice.
21. A cette date, l’huissier se heurta au refus du locataire de quitter l’appartement. Ce m?me jour, l?huissier demanda ? la pr?fecture de Venise d’octroyer le concours de la force publique et fixa sa prochaine visite au 23 mars 1990.
22. Par une d?cision du 21 mars 1990, la pr?fecture de Venise octroya le concours de la force publique, dont la requ?rante pourrait se pr?valoir dans la p?riode allant du 1er avril 1991 au 1er juin 1991.
23. Le 23 mars 1990, l?huissier se heurta au refus du locataire de quitter l’appartement. Ce m?me jour, l?huissier fixa sa prochaine visite au 31 mai 1990.
24. A cette derni?re date, l?huissier se heurta au refus du locataire de quitter l’appartement et fixa sa prochaine visite au 1er avril 1991.
25. Pour des raisons qui demeurent inexpliqu?es, l?huissier ne se rendit pas chez le locataire le 1er avril 1991.
26. Le 2 avril 1991, l?huissier renvoya sa visite au 31 mai 1991 et en informa la force publique pour qu’elle coop?re.
27. Le 22 avril 1991 entra en vigueur une l?gislation d’urgence dict?e pour faire face ? l’exceptionnelle p?nurie de logements dans certaines communes, dont Venise, disposant la suspension des proc?dures d’ex?cution d’expulsion des locataires jusqu’en 1994.
28. Le 31 mai 1991, l?huissier de justice d?clara la suspension de la proc?dure d’ex?cution pour l’expulsion du locataire et restitua les documents de la proc?dure ? la requ?rante.
29. L?ex?cution des expulsions dans la commune de Venise fut ult?rieurement suspendue jusqu?en 1997.
30. Suite ? l?entr?e en vigueur de la loi n? 431 du 9 d?cembre 1998 sur la r?glementation des contrats de bail et de la lib?ration des immeubles ? usage d?habitation, le juge d?instance de Venise fixa la date de l?expulsion au 27 octobre 1999. Le locataire demanda que la date de l?expulsion soit diff?r?e de dix-huit mois, aux termes de l?article 6 de la loi n? 431/98.
31. Le 31 mars 2000, le locataire lib?ra l?appartement.
II. LE DROIT INTERNE
32. Le droit interne pertinent est d?crit dans l?arr?t Immobiliare Saffi c. Italie [GC], n? 22774/93, ?? 18-35, CEDU 1999-V.
EN DROIT
I. SUR LA QUALIT? DU VEUF DE LA REQU?RANTE POUR POURSUIVRE LA REQU?TE
33. La requ?rante est d?c?d?e le 10 septembre 1999. Par une lettre du 10 janvier 2000, M. Gastone Rasi, veuf de la requ?rante, a exprim? son intention de poursuivre la requ?te. Le Gouvernement ne s?y est pas oppos?.
34. La Cour estime que le veuf de la requ?rante a un int?r?t l?gitime ? faire constater si le retard dans l?expulsion du locataire a enfreint les droits de la requ?rante au respect de ses biens, ? un tribunal et ? ne pas subir de discrimination.
Par cons?quent, la Cour reconna?t ? M. Rasi qualit? pour poursuivre la pr?sente proc?dure.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1 A LA CONVENTION
35. La requ?rante se plaint que l?impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement, faute d?octroi de l?assistance de la force publique, constitue une atteinte disproportionn?e ? son droit de propri?t?, tel que reconnu ? l?article 1 du Protocole n? 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. La r?gle applicable
36. La Cour, s?appuyant sur sa jurisprudence, consid?re que l?interf?rence mise en cause par la requ?rante s?analyse en une mesure de r?glementation de l?usage des biens au sens de l?article 1 du Protocole n? 1 (voir l?arr?t Immobiliare Saffi pr?cit?, ? 46).
B. Le respect des conditions du second alin?a
1. But de l?ing?rence
37. La Cour a d?j? dit que la l?gislation litigieuse poursuivait un but l?gitime conforme ? l?int?r?t g?n?ral, comme le veut le second alin?a de l?article 1 (voir l?arr?t Immobiliare Saffi pr?cit?, ? 48).
2. Proportionnalit? de l?ing?rence
38. La requ?rante souligne que malgr? la d?cision de la pr?fecture de Venise lui octroyant l?assistance de la force publique en 1991, l?expulsion ne fut pas effectu?e, et que cette d?cision a par la suite perdu toute efficacit? en raison de la l?gislation successive suspendant ? nouveau les ex?cutions. Elle consid?re avoir subi un retard excessif et injustifi?.
39. Le Gouvernement souligne que la requ?rante ne se trouvait pas dans une situation l?gitimant en priorit? l?octroi de l?assistance de la force publique de m?me que les requ?rants de l?affaire Spadea et Scalabrino, dans laquelle la Cour a conclu ? la non-violation de l?article 1 du Protocole n? 1. De plus, le Gouvernement souligne la sp?cificit? d?une ville comme Venise, o? il s?av?re tr?s difficile de reloger les locataires expuls?s. Le Gouvernement conclut que l?ing?rence subie par la requ?rante n??tait pas disproportionn?e.
40. La Cour rappelle qu?une mesure d?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les imp?ratifs de l?int?r?t g?n?ral et ceux de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu. La recherche de pareil ?quilibre se refl?te dans la structure de l?article 1 tout entier, donc aussi dans le second alin?a : il doit exister un rapport raisonnable de proportionnalit? entre les moyens employ?s et le but vis?. En contr?lant le respect de cette exigence, la Cour reconna?t ? l?Etat une grande marge d?appr?ciation tant pour choisir les modalit?s de mise en ?uvre que pour juger si leurs cons?quences se trouvent l?gitim?es, dans l?int?r?t g?n?ral, par le souci d?atteindre l?objectif de la loi en cause. S?agissant de domaines tels que celui du logement, qui occupe une place centrale dans les politiques sociales et ?conomiques des soci?t?s modernes, la Cour respecte l?appr?ciation port?e ? cet ?gard par le l?gislateur national, sauf si elle est manifestement d?pourvue de base raisonnable (voir l?arr?t Immobiliare Saffi, pr?cit?, ? 49).
41. La Cour consid?re que le syst?me italien de suspension des expulsions des locataires en vigueur dans les ann?es 80 pouvait raisonnablement passer pour convenable afin d?atteindre le but l?gitime poursuivi (voir, mutatis mutandis, l?arr?t Scollo c. Italie du 28 septembre 1995, S?rie A n? 315-C, ? 40). Encore fallait-il qu?un juste ?quilibre soit m?nag? entre les int?r?ts de la communaut? et le droit des propri?taires et de la requ?rante en particulier.
42. Or, la Cour observe que les autorit?s italiennes, en faisant application de la l?gislation susmentionn?e et en tenant compte du fait que la requ?rante ne se trouvait pas dans le besoin urgent de r?cup?rer son appartement, lui avaient impos? une attente d?environ sept ans et demi entre la date fix?e par le juge d?instance pour l?expulsion (paragraphe 15 ci-dessus) et l?octroi de l?assistance de la force publique (paragraphe 22 ci-dessus). La requ?rante aurait d?, selon la d?cision de la pr?fecture de Venise, b?n?ficier de ladite assistance entre le 1er avril et le 31 mai 1991. Toutefois, elle ne put r?cup?rer son appartement en raison d?une omission de la part de l?huissier de justice, qui fut suivie par l?entr?e en vigueur d?une nouvelle l?gislation suspendant les ex?cutions.
43. Ind?pendamment m?me de l?absence de toute justification quant ? l?omission de l?huissier de justice de se pr?valoir du concours de la force publique alors que ceci avait ?t? autoris? par la pr?fecture, la Cour ne peut consid?rer comme justifi? le retard ult?rieur d?environ neuf ans que la requ?rante d?t subir avant de rentrer en possession de son bien.
44. En conclusion, la Cour estime que la restriction subie par la requ?rante ? l’usage de son appartement ? partir du 22 avril 1991 lui a impos? une charge sp?ciale et excessive et a d?s lors rompu l??quilibre ? m?nager entre la protection du droit de l?individu au respect de ses biens et les exigences de l?int?r?t g?n?ral.
Par cons?quent, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole n? 1.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
45. La requ?rante a all?gu? aussi un manquement ? l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
46. La requ?rante consid?re que l?ordonnance d?expulsion qu?elle avait obtenue a ?t? vid?e de substance, puisqu?elle est rest?e inex?cut?e pendant des longues ann?es.
47. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
48. La Cour rappelle que le droit au tribunal garanti ? l?article 6 prot?ge ?galement la mise en ?uvre des d?cisions judiciaires d?finitives et obligatoires qui, dans un Etat qui respecte la pr??minence du droit, ne peuvent rester inop?rantes au d?triment d?une partie. Par cons?quent, l?ex?cution d?une d?cision judiciaire ne peut ?tre retard?e de mani?re excessive (voir l?arr?t Immobiliare Saffi pr?cit?, ? 66).
49. En l?esp?ce, la requ?rante avait obtenu en date du 25 novembre 1982 une ordonnance ex?cutoire fixant l?expulsion du locataire au 31 d?cembre 1984. A l?exception de deux br?ves p?riodes allant du 23 septembre 1987 au 8 f?vrier 1988 et du 15 septembre 1989 au 22 avril 1991, l?ex?cution des expulsions demeura suspendue ex lege jusqu?? la fin de 1997. La requ?rante ne put r?cup?rer son appartement que le 30 mars 2000, et cela non pas avec l?aide de la police, mais ? la suite du d?part spontan? du locataire.
50. La Cour estime qu?un tel retard dans l?ex?cution d?une d?cision de justice d?finitive a priv? les dispositions de l’article 6 ? 1 de la Convention de tout effet utile.
Il y a donc eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention.
IV. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 14 DE LA CONVENTION
51. La requ?rante all?gue ?galement avoir subi une discrimination injustifi?e par rapport d?une part ? son locataire et d?autre part aux propri?taires dont les appartements n??taient pas lou?s au moment de l?entr?e en vigueur de la l?gislation d?urgence en mati?re d?ex?cution des expulsions.
52. L?article 14 de la Convention se lit ainsi :
? La jouissance des droits et libert?s reconnus dans la (?) Convention doit ?tre assur?e, sans distinction aucune, fond?e notamment sur le sexe, la race, la couleur, la langue, la religion, les opinions politiques ou toutes autres opinions, l?origine nationale ou sociale, l?appartenance ? une minorit? nationale, la fortune, la naissance ou toute autre situation. ?
53. La Cour rappelle d’abord que, selon sa jurisprudence, l’article 14 interdit de traiter de mani?re diff?rente, sauf justification objective et raisonnable, des personnes plac?es en la mati?re dans des situations comparables. Un grief tir? de lui ne saurait donc prosp?rer que si, notamment, la situation de la victime pr?tendue se r?v?le comparable ? celle de personnes mieux trait?es (voir l?arr?t Spadea et Scalabrino c. Italie du 28 septembre 1995, S?rie A n? 315-B, ? 45).
54. S?agissant du premier volet du grief, la Cour observe que la requ?rante compare sa situation ? celle de son locataire. Au vu des diff?rences fondamentales qui existent entre un propri?taire et un locataire, la Cour estime que leurs situations ne peuvent ?tre consid?r?es comme comparables, de sorte qu?elle ne d?c?le aucune discrimination ? cet ?gard (Edoardo Palumbo c. Italie, n? 15919/89, ? 52, non publi?).
55. S?agissant du deuxi?me volet du grief, ? supposer m?me que l?on puisse comparer la situation des propri?taires ayant lou? leurs appartements ? celle de ceux ne les ayant pas lou?s, la Cour observe que la l?gislation d?urgence en mati?re de suspension des ex?cutions des expulsions ?tait dict?e par la n?cessit? de faire face au nombre ?lev? de baux venus ? ?ch?ance en 1982 et 1983, ainsi que par le souci de permettre aux locataires concern?s de se reloger dans des conditions ad?quates ou d’obtenir des logements sociaux (arr?t Spadea et Scalabrino pr?cit?, ? 31). On ne saurait d?s lors consid?rer comme d?pourvu de justification objective et raisonnable que ladite l?gislation n?ait vis? que les baux en cours.
56. La Cour conclut qu?il n?y a pas eu de violation de l?article 14 de la Convention.
V. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
57. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
58. La requ?rante r?clame la r?paration du pr?judice mat?riel subi et le chiffre de la mani?re suivante :
a) 97 500 000 ITL (soit la somme mensuelle de 500 000 ITL pour 195 mois) correspondant ? la diff?rence entre le loyer qu?elle percevait et celui qu?elle a pu percevoir ? partir du mois d?avril 2000, et cela pour la p?riode allant du 1er janvier 1984, date fix?e par le juge d?instance pour l?expulsion jusqu?? la lib?ration des lieux le 31 mars 2000 ;
b) 60 535 000 ITL pour les travaux de r?novation de l?appartement apr?s sa lib?ration ;
c) 11 284 000 ITL pour les frais de la proc?dure d?ex?cution ; elle a produit une note d?honoraires pour la somme de 1 284 000 ITL uniquement.
59. Le Gouvernement soutient que les montants sollicit?s au titre du pr?judice mat?riel ne pr?senteraient aucun lien de causalit? avec les violations all?gu?es. S?agissant du manque ? gagner en termes de loyers, il conteste les crit?res utilis?s pour le calcul du montant du pr?judice. En particulier, il fait valoir que jusqu?en d?cembre 1999, la requ?rante n?aurait pas pu demander un loyer sup?rieur ? celui qu?elle percevait. S?agissant des travaux de r?novation de l?appartement, le Gouvernement consid?re que la requ?rante n?a pas fourni la preuve de l?entit? du pr?judice. S?agissant des frais de la proc?dure d?ex?cution, le Gouvernement fait valoir d?une part que les frais de la proc?dure sur le fond ne sont pas en relation avec les violations all?gu?es, et d?autre part que la requ?rante a omis de produire les justificatifs n?cessaires, ? l?exception de la somme de 1 284 000 ITL qui, seule, devrait lui ?tre accord?e.
60. S?agissant du manque ? gagner, la Cour consid?re qu?il y a lieu d?allouer un d?dommagement ? ce titre ; elle consid?re cependant que le crit?re employ? par la requ?rante ne peut ?tre appliqu? qu?? partir du moment o? les loyers ont ?t? lib?ralis?s (le 31 d?cembre 1999) et jusqu?? la date de lib?ration des lieux (le 31 mars 2000) : elle accorde par cons?quent la somme de 1 500 000 ITL ? ce titre. En ce qui concerne par contre la p?riode comprise entre le 22 avril 1991 et le 31 d?cembre 1999, la Cour est d?avis que, s?il est vrai que la requ?rante n?aurait pu conclure un bail d?habitation en augmentant le loyer, elle aurait tout de m?me pu conclure d?autres types de bail (voir, mutatis mutandis, A.O. c. Italie, n? 22534/93 , ? 33). En l?absence d?un crit?re objectif, la Cour d?cide d?allouer la somme forfaitaire de 25 000 000 ITL ? ce titre.
S?agissant du montant r?clam? sous b), la Cour estime qu?il manque un lien de causalit? entre le pr?judice all?gu? et les violations constat?es.
S?agissant enfin du montant r?clam? sous c), la Cour estime qu?il doit ?tre rembours? en partie (arr?t Scollo c. Italie du 28 septembre 1995, S?rie A n? 315-C, p. 56, ? 50). La Cour rappelle ? cet ?gard qu?aux termes de l?article 60 de son r?glement, le requ?rant doit chiffrer et ventiler ses pr?tentions auxquelles il doit joindre les justificatifs n?cessaires, ? faute de quoi la chambre peut rejeter la demande en tout ou en partie ?. Elle consid?re par cons?quent, comme le Gouvernement, qu?il y a lieu d?accorder ? la requ?rante la somme de 1 284 000 ITL uniquement.
En totalit?, la Cour accorde le montant de 27 784 000 ITL pour dommage mat?riel.
B. Dommage moral
61. La requ?rante demande la somme de 50 000 000 ITL pour dommage moral, dont 30 000 000 ITL au titre de l?impossibilit? de loger sa petite-fille et de l?impossibilit? pour cette derni?re d?habiter Venise.
62. Le Gouvernement consid?re que le constat de violation constituerait en soi, le cas ?ch?ant, une satisfaction ?quitable suffisante. Il conteste en particulier le montant r?clam? au titre de l?impossibilit? de loger la petite-fille de la requ?rante, ?tant donn? que le grief y aff?rent, sous l?angle de l?article 8 de la Convention, a ?t? d?clar? irrecevable par la Commission.
63. La Cour estime que la requ?rante a subi un tort moral certain ; elle d?cide par cons?quent, statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, de lui accorder la somme de 20 000 000 ITL ? ce titre.
C. Frais et d?pens
64. La requ?rante demande enfin le remboursement des frais et honoraires expos?s devant la Commission et la Cour, qu?elle chiffre ? 3 000 000 ITL.
65. Le Gouvernement se remet ? la sagesse de la Cour.
66. La Cour estime raisonnable d?allouer ? la requ?rante, qui n??tait pas repr?sent?e par un avocat, la somme de 2 000 000 ITL ? ce titre.
D. Int?r?ts moratoires
67. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t est de 2,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l?UNANIMIT?,
1. Dit que le veuf de la requ?rante a qualit? pour poursuivre la pr?sente proc?dure en ses lieu et place ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole N? 1 ? la Convention ;
3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit qu?il n?y a pas eu violation de l?article 14 de la Convention ;
5. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 27 784 000 (vingt-sept millions sept cent quatre-vingt quatre mille) lires italiennes pour dommage mat?riel ;
ii. 20 000 000 (vingt millions) lires italiennes pour dommage moral ;
i ii. 2 000 000 (deux millions) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 2,5 % l?an ? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement ;

6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 janvier 2001 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

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    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 22/07/2024