AFFAIRE ORLANDI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ORLANDI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,12,14,08
Numero: 26431/12/2017
Stato: Italia
Data: 2017-12-14 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni
Violazione dell? Articolo 8 – Diritto per rispettare per la vita privata e famigliare (Articolo 8-1 – Riguardo per la vita di famiglia)
Danno non-patrimoniale – l’assegnazione (Articolo 41 – danno Non -patrimoniale
Soddisfazione equa)

PRIMA LA SEZIONE

CAUSA ORLANDI ED ALTRI C. ITALIA

(Richieste N. 26431/12; 26742/12; 44057/12 e 60088/12)

SENTENZA

STRASBOURG

14 dicembre 2017

Questa sentenza diverr? definitivo nelle circostanze esposte fuori in Articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetto a revisione editoriale.

Nella causa di Orlandi ed Altri c. l’Italia,
La Corte europea di Diritti umani (Prima la Sezione), riunendosi che come una Camera, compose di:
Kristina Pardalos, Presidente
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Jovan Ilievski, giudici
ed Abel Campos, Sezione Cancelliere
Avendo deliberato in privato 12 settembre e 14 novembre 2017,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata sulla data scorso-menzionata:
PROCEDURA
1. La causa nacque da in quattro richieste (N. 26431/12, 26742/12 44057/12 e 60088/12) contro la Repubblica italiana depositata con la Corte sotto Articolo 34 della Convenzione per la Protezione di Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) con undici cittadini italiani ed un cittadino canadese, OMISSIS
2. I richiedenti in richiesta n. 60088/12 furono rappresentati con OMISSIS; i richiedenti rimanenti furono rappresentati con OMISSIS tutti gli avvocati che praticano in Italia. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato col loro Agente, il Sig.ra Ersiliagrazia Spatafora.
3. I richiedenti addussero che le autorit? il rifiuto di ‘ per registrare i loro matrimoni contratti all’estero, e pi? generalmente l’impossibilit? di ottenere riconoscimento legale di relazione loro, in finora come la struttura legale italiana non lasci spazio a matrimonio fra persone dello stesso sesso n? s? preveda per qualsiasi l’altro tipo di unione che potrebbe darli riconoscimento legale, viol? i loro diritti sotto Articoli 8, 12 e 14.
4. 3 dicembre 2013 la Camera alla quale fu assegnata la causa decise che le azioni di reclamo sotto Articolo 8 da solo ed Articolo 14 in concomitanza con Articoli 8 e 12 sarebbero comunicati al Governo. Decise inoltre di congiungere le cause. Nello stesso giorno decise di accordare l’anonimia a due dei richiedenti in richiesta n. 26431/12 sotto Articolo 47 ? 3 degli Articoli di Corte.
5. Osservazioni scritto furono ricevute anche congiuntamente da FIDH, Centre di AIRE, ILGA-Europa, ECSOL, UFTDU ed UDU, cos? come dall’Associazione Radicale Certi Diritti, il Fondamento di Helsinki per Diritti umani Alleanza che Difende la Libert?, ed ECLJ (Centre europeo per Legge e la Giustizia) che era stato dato permesso per intervenire col Vicepresidente della Camera (l’Articolo 36 ? 2 della Convenzione). Il Sig. Pavel Parfentev in favore di sette NGOS russi (Famiglia e Fondamento di Demografia, Per Famiglia Diritti Mosca Genitori Comitato Urbano, Santo-Petersburg Genitori Comitato Urbano, Genitori Comitato di Volgodonsk la Carit? Urbana, Regionale il Centre di Cultura di Organizzazione Genitore Sociale ?Svetlitsa?, ed organizzazione sociale ?il mnogodetki di Peterburgskie?) e tre NGOS ucraini (il Comitato Parentale di Ucraina, il Comitato Parentale ed Ortodosso, e la Nazione della Salute dell’organizzazione sociale), era stato dato anche permesso per intervenire col Vicepresidente della Camera. Comunque, nessuno osservazione ? stato ricevuto con la Corte.
6. 15 dicembre 2016 il Presidente della Sezione al quale la causa fu assegnata richiese i richiedenti, sotto Decida 54 ? 2 (un) degli Articoli di Corte, presentare informazioni che riguarda i fatti.
7. Con lettere di 29 dicembre 2016, il 2017 e 7 aprile 2017 di 30 gennaio, i richiedenti in richieste N. 26431/12, 26742/12 che 44057/12 hanno presentato la loro replica che fu spedita al Governo per informazioni.
8. La richiesta sped? ai richiedenti il rappresentante legale di ‘ in richiesta n. 60088/12, cos? come una lettera susseguente, ritornata alla Corte giacente.
9. Con una lettera di 24 giugno 2017 il Governo present? un aggiornamento che riguarda i fatti che fu trasmesso ai richiedenti per informazioni.
I FATTI
IO. LE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA
10. I richiedenti i dettagli di ‘ possono essere trovati nell’Annetta.
A. Lo sfondo alla causa
1. Il Sig.ra Francesca Orlandi ed il Sig.ra Elisabetta Mortagna
11. Questi due richiedenti si incontrarono a febbraio 2007, e nel 2009 loro entrarono l’un con l’altro in una relazione stabile ed impegnata.
12. Sul 2009 OMISSIS di 11 ottobre si trasfer? a Toronto, Ontario, Canada per fini di lavoro. Un mese pi? tardi i due richiedenti decisero di sposarsi e 27 agosto 2010 che loro si sono sposati in Toronto.
13. Nel frattempo, 2 aprile 2010, il Sig.ra M. ‘ lavoro di s fin? e di conseguenza lei non fu concessa pi? ad un permesso di soggiorno. Lei ritorn? perci? in Italia e da allora poi sta coabitando con OMISSIS.
14. 18 aprile 2011 la loro coabitazione fisica fu registrata e da allora poi loro sono stati considerati come un’unit? di famiglia per fini statistici.
15. 9 settembre 2011 i due richiedenti chiesero al Consolato italiano in Toronto per trasmettere allo Status Ufficio Civile in Italia i documenti attinenti per i fini di registrazione del loro matrimonio.
16. 8 novembre 2011 i documenti attinenti furono trasferiti.
17. 13 dicembre 2011 il Comune di Ferrara inform? i due richiedenti che non era possibile registrare il loro matrimonio. La decisione not? che l’ordine legale italiano non conced? matrimonio fra stesso-sesso accoppia, e che bench? la legge non specific? che coppie dovevano essere del sesso opposto, dottrina e la giurisprudenza aveva stabilito che Articolo 29 della Costituzione si rifer? al concetto tradizionale di matrimonio, capito come essendo un matrimonio fra persone del sesso opposto. Cos?, i consorti che sono di sesso diverso erano un elemento essenziale per qualificare per matrimonio. Inoltre, secondo Circolare n. 2 26 marzo 2001 del Ministero di Affari Interni, un matrimonio contrasse all’estero fra persone dello stesso sesso, uno di chi era italiano, non poteva essere registrato finora in come s? era contrario alle norme di ordine pubblico.
2. Il Sig. D.P. ed il Sig. G.P.
18. Questi due richiedenti che vivono in Italia si incontrarono nel 2007 ed entrarono l’un con l’altro in una relazione stabile ed impegnata.
19. 9 gennaio 2008 loro cominciarono a coabitare in G.P. ‘ appartamento di s, bench? D.P. residenza formale e sostenuta nel suo proprio appartamento. In 2009 G.P. acquistato una seconda propriet? che, nell’assenza di qualsiasi riconoscimento legale, per ragioni pratiche e fiscali rimaste solamente nel suo nome. In 2010 G.P. acquistato, per un mandato nel nome di D.P (per i fini di acquistare simile propriet?), un garage. A giugno 2011 la coppia pass? a D.P. ‘ appartamento di s e stabilito la loro casa l?. Loro sono stati considerati da allora come un’unit? di famiglia per fini statistici.
20. 16 agosto 2011 i due richiedenti si sposarono in Toronto, Ontario, Canada. 10 ottobre 2011 loro aprirono un conto bancario unito. Di fronte ad un notaio, i due richiedenti nominarono reciprocamente l’un l’altro come guardiani nell’evento di incapacitation 12 gennaio 2012, (sostegno di di di amministratore).
21. Seguendo i richiedenti ‘ richiede, il Consolato italiano in Toronto trasmise allo Status Ufficio Civile in Italia i documenti attinenti per i fini di registrazione del loro matrimonio 7 gennaio 2012.
22. 20 gennaio 2012, il Comune di Peschiera Borromeo inform? i due richiedenti che non era possibile registrare il loro matrimonio. La decisione not? che l’ordine legale italiano non conced? matrimonio fra coppie di stesso-sesso. Inoltre, secondo Circolare n. 2 26 marzo 2001 del Ministero di Affari Interni, un matrimonio contrasse all’estero fra persone dello stesso sesso, uno di chi era italiano, non poteva essere registrato finora in come s? era contrario alle norme di ordine pubblico.
23. Seguendo l’entrata in vigore della legge nuova (veda paragrafo 97 sotto), 12 settembre 2016 i due richiedenti richiesero che il loro matrimonio sia trascritto come un’unione civile. Secondo i richiedenti le osservazioni di ‘ di 30 gennaio 2017 la loro richiesta ancora era pendente e nessuna replica era stata ricevuta ancora.
24. Secondo documenti 31 marzo 2017 presentato a questa Corte in giugno 2017, col Governo dat? i richiedenti che il matrimonio di ‘ ? stato trascritto come un’unione civile 21 novembre 2016. Una certificazione di questa registrazione, presentata col Governo ? datata 16 maggio 2017.
3. OMISSIS
25. I due richiedenti si incontrarono in Italia nel 2002 ed entrarono l’un con l’altro in una relazione stabile ed impegnata. OMISSIS che ? canadese non aveva un permesso di soggiorno in Italia al tempo, OMISSIS perci? il travelled ripetutamente a Canada.
26. 18 luglio 2005 la coppia si spos? in Vancouver, Canada. Di stesso anno il Sig. Isita design? il Sig. Bray come il suo erede. Nel 2007 il Sig. Isita and? in pensione e si trasfer? permanentemente a Canada, bench? lui mantenesse residenza formale in Italia.
27. Nel 2004 i due richiedenti avevano acquistato insieme della terra; nel 2007 la coppia acquist? un ulteriore appezzamento di terreno, e nel 2008 loro acquistarono un alloggio e nel 2009 una propriet? commerciale con un cottage annesso. Nel 2009 loro aprirono anche un conto bancario unito.
28. 10 ottobre 2011 loro chiesero allo Status Ufficio Civile di registrare il loro matrimonio contratto in Canada.
29. 25 novembre 2011 il Comune di Napoli inform? i due richiedenti che nessuno simile registrazione era possibile. La decisione not? che l’ordine legale italiano non conced? matrimonio fra stesso-sesso accoppia siccome reiterato in Circolare n. 55 di 2007 emessi col Ministero di Affari Interni.
30. Guida seguente dal Sindaco di Napoli, dirigendo lo Status Ufficio Civile del comune per registrare simile matrimoni (veda sotto), OMISSIS re-present? una richiesta per avere il loro matrimonio registrato. Secondo informazioni spedite ai richiedenti con e-mail, la loro richiesta fu accordata 6 agosto 2014. Comunque, inoltre alla circolare emessa 7 ottobre 2014 col Ministero di Affari Interni (veda paragrafo 89 sotto) la registrazione fu annullata su una data non specificata.
31. Su una data non specificata, seguendo l’entrata in vigore della legge nuova, i due richiedenti richiesero che il loro matrimonio sia trascritto come un’unione civile. Secondo i richiedenti le osservazioni di ‘ di 30 gennaio 2017 la loro richiesta ancora era pendente e nessuna replica era stata ricevuta ancora.
32. Secondo documenti non datati presentati a questa Corte in giugno 2017, col Governo i richiedenti che il matrimonio di ‘ ? stato trascritto come un’unione civile 27 ottobre 2016. Una certificazione di questa registrazione, presentata col Governo ? datata 29 marzo 2017.
4. OMISSIS
33. Questi due richiedenti si incontrarono ad ottobre 1995, ed un mese pi? tardi entr? l’un con l’altro in una relazione stabile ed impegnata.
34. Nel 1996 OMISSIS acquist? un alloggio a Roma, l’Italia ed in primavera 1998 che i due richiedenti hanno avviato coabitare l?. L? loro stabilirono la loro residenza comune.
35. Nel 1998 i due richiedenti celebrarono simbolicamente la loro unione di fronte ai loro amici e famiglia. Nel 2001 OMISSIS conced? accesso limitato al suo conto bancario in favore di OMISSIS. Nel 2005 i due richiedenti redassero volont? che nominano l’un l’altro come l’un l’altro eredi.
36. 9 settembre 2008 i due richiedenti si sposarono in Berkeley, California.
37. Nel 2009 i richiedenti acquistarono insieme propriet? ed aprirono un conto bancario unito.
38. Seguendo la loro richiesta dello stesso giorno, 29 settembre 2011 il Comune di Roma inform? i richiedenti che la registrazione del loro matrimonio non era possibile, come s? era contrario alle norme di ordine pubblico.
39. 1 ottobre 2011 la coppia registr? una dichiarazione con la Roma ?la Cancelleria di unioni civili? all’effetto che loro stavano entrando in un’unione civile e stavano costituendo una coppia de facto. Alla dichiarazione ? data credito con le autorit? attinenti, ma ha valore solamente simbolico (veda diritto nazionale attinente e pratichi sotto).
40. Guida seguente dal Sindaco di Roma che dirige lo Status Ufficio Civile del comune per registrare simile matrimoni (veda sotto), sul 2014 OMISSIS re di 15 ottobre una richiesta present? avere il loro matrimonio registrato. La loro richiesta fu accordata anche ed il matrimonio fu registrato. Comunque, inoltre alla circolare emessa 7 ottobre 2014 col Ministero di Affari Interni (veda paragrafo 89 sotto) con una decisione del Prefetto di Roma di 31 ottobre 2014 la registrazione summenzionata fu annullata.
41. 23 novembre 2016, seguendo l’entrata in vigore della legge nuova e la loro richiesta a che effetto, i richiedenti che il matrimonio di ‘ ? stato trascritto come un’unione civile.
5. OMISSIS
42. Questi due richiedenti si incontrarono a luglio 1993 ed immediatamente entrarono l’un con l’altro in una relazione impegnata e stabile. Alcuni settimane pi? tardi OMISSIS si mosse in con OMISSIS in La Spezia, Italia.
43. Nel 1997 la coppia si trasfer? a Milano, Italia.
44. Nel 1998 OMISSIS si trasfer? a Germania per fini di lavoro, mentre mantenendo una relazione interurbana col Sig. Dal Molin; comunque loro incontrarono ogni settimana.
45. Nel 1998 OMISSIS acquist? una propriet? a Milano con assistenza finanziaria da OMISSIS.
46. Nel 2000 OMISSIS ritorn? in Italia; la coppia si trasfer? ad OMISSIS e continu? coabitare.
47. Nel 2007 OMISSIS si trasfer? ai Paesi Bassi, di nuovo per fini di lavoro sostenendo comunque, una relazione interurbana con visite settimanali e regolari ad Italia.
48. Dopo essere stato in una relazione per quindici anni, 12 luglio 2008 che la coppia si ? sposata ad Amsterdam, i Paesi Bassi. A novembre 2008 la coppia apr? un conto bancario unito.
49. In 2009 OMISSIS eft il suo lavoro in Italia e si trasfer? ai Paesi Bassi. Siccome lui era inutilizzato, lui era totalmente dipendente sul suo consorte. OMISSIS sostenne anche finanziariamente la madre del Sig. D.M, una vittima della malattia di Alzheimer. Loro sono sotto un sistema di separazione di appezzamenti di terreno; comunque, i loro conti sono in nomi di giuntura e le loro volont? indichi l’un l’altro come eredi.
50. 28 ottobre 2011 i richiedenti richiesero il Generale Consolato ad Amsterdam per trasmettere ai rispettivi Status Uffici Civili in Italia i documenti attinenti per i fini di registrazione del loro matrimonio.
51. 29 novembre 2011 il Comune di Mediglia inform? i richiedenti che la registrazione del loro matrimonio non era possibile, come s? era contrario alle norme di ordine pubblico. Nessuna replica fu ricevuta dal Comune di Milano.
52. Seguendo la decisione che guida col Sindaco di Milano, menzionato sopra, i richiedenti re-presentarono anche una richiesta per avere il loro matrimonio registrato. Secondo le informazioni previste coi richiedenti 30 gennaio 2017, il loro matrimonio non fu registrato mai.
53. Comunque, 4 ottobre 2016, seguendo l’entrata in vigore della legge nuova e la loro richiesta a che effetto, i richiedenti che il matrimonio di ‘ ? stato trascritto come un’unione civile.
6. OMISSIS
54. I due richiedenti si sposarono in Il Hague 1 giugno 2002.
55. 12 marzo 2004, i richiedenti che sono residente in Latina, Italia loro richiesero lo Status Ufficio Civile per registrare il loro matrimonio contratto all’estero.
56. 11 agosto 2004 la loro richiesta fu respinta in conformit? col consiglio del Ministero di Affari Interni di 28 febbraio 2004. La decisione not? che l’ordine legale italiano non previde per la possibilit? di due cittadini italiani dello stesso sesso matrimonio contraente; questo era un contrario di questione ad ordine pubblico interno.
57. 19 aprile 2005 i richiedenti depositarono procedimenti di fronte al Tribunale competente di Latina, mentre richiedendo la registrazione del loro matrimonio nella luce di DPR 396/2000 (veda diritto nazionale attinente sotto).
58. Con una decisione di 10 giugno 2005 il Tribunale di Latina respinse i richiedenti la rivendicazione di ‘. Not? che la registrazione del matrimonio non era possibile, perch? se tale matrimonio fosse stato contratto in Italia s? non sarebbe stato considerato valido secondo lo stato corrente della legge, come s? adempiere il requisito pi? di base and? a vuoto che di avere una donna ed un maschio. In qualsiasi l’evento, il matrimonio contratto coi richiedenti non aveva finora conseguenza nell’ordine legale italiano in come un matrimonio fra due persone dello stesso sesso, bench? contrasse validamente all’estero, corse cassa ad ordine pubblico internazionale. Effettivamente matrimonio di stesso-sesso era in contrasto con la storia dell’Italia, tradizione e la cultura, ed il fatto che europea Unione cos? poca (EU) paesi avevano previsto simile legislazione and? a mostrare che non era in linea coi principi comuni di diritto internazionale.
59. Un ricorso coi richiedenti fu respinto con una decisione della Corte d’appello di Roma, registrata nella cancelleria attinente 13 luglio 2006. La Corte d’appello not? che simile registrazione non potesse avere luogo, determinato che il loro matrimonio manc? uno del requisites essenziale a corrispondere all’istituzione di matrimonio nell’ordine nazionale, vale a dire i consorti che sono di sessi diversi.
60. 17 luglio 2007 i due richiedenti fecero appello alla Corte di Cassazione. In particolare loro accentuarono, inter alia che ordine pubblico ha assegnato ad in Articolo 18 di Legge n. 218/95, dovevano per essere interpretati come ordine pubblico internazionale ordine pubblico non cittadino e doveva cos? essere stabilito se matrimonio di stesso-sesso era contro che ordine, nella luce di strumenti internazionali.
61. Con una sentenza di 15 marzo 2012 (n. 4184/12) la Corte di Cassazione respinse il ricorso ed inveterato la sentenza precedente. Notando la causa-legge della Corte in Schalk e Kopf c. l’Austria, (n. 30141/04, ECHR 2010) ammise che un matrimonio contrasse all’estero con due persone dello stesso sesso era davvero esistente e valido, comunque, non poteva essere registrato finora in Italia in come s? non poteva dare aumento a qualsiasi conseguenza legale.
62. La Corte di Cassazione si rifer? alla sua causa-legge, all’effetto che matrimoni civili contrassero all’estero con cittadini italiani aveva la validit? immediata nell’ordine legale italiano come un risultato del Codice civile e legge privata ed internazionale. Questo sarebbe cos? in finora come il matrimonio era stato contratto in conformit? con le leggi dello stato estero nelle quali era stato contratto, e che i requisiti effettivi ed attinenti che concernono status civile e la veste di sposarsi (secondo legge italiana) si sostenne, irrispettoso di qualsiasi inosservanza di regolamentazioni italiane riguardo all’uscita del banns o la registrazione susseguente. I precedenti erano solamente soggetti a sanzioni amministrative ed il secondo non era contribuente di qualsiasi effetti legali-poich? registrazione aveva il significato mero di dare pubblicit? ad un atto o atto che erano gi? validi sulla base del localit? regit actum principio. Cos?, aveva il matrimonio stato contratto con persone del sesso opposto, nell’assenza di qualsiasi gli altri requisiti fondamentali sarebbe stato valido e contribuente di effetti legali nell’ordine legale italiano. In che causa lo Status Ufficiale Civile non avrebbe scelta ma registrare il matrimonio. Comunque, la causa-legge aveva mostrato che il sesso opposto dei consorti era il requisito pi? indispensabile per il ?l’esistenza? di un matrimonio come un atto giuridicamente attinente, irrispettoso del fatto che questo non fu affermato dovunque esplicitamente nelle leggi attinenti. Cos?, l’assenza di tale requisito mise in oggetto non solo la validit? del matrimonio, ma la sua esistenza effettiva, volendo dire che non sarebbe contribuente a qualsiasi effetti legali (come opposto ad una nullit?). Segu? che secondo la legge ordinaria della terra, due consorti di stesso-sesso avevano, nessuno diritto avere il loro matrimonio contratto all’estero registrato.
63. La Corte di Cassazione consider? che il rifiuto detto non poteva essere basato sulla base che tale matrimonio ha funzionato cassa ad ordine pubblico (siccome dettato con le circolari attinenti), ma che il rifiuto era semplicemente una conseguenza del fatto che non poteva essere riconosciuto come un matrimonio nell’ordine legale italiano.
64. La Corte di Cassazione segu? a notare che la realt? sociale era cambiata, ancora l’ordine italiano non aveva accordato stesso-sesso accoppia il diritto per sposarsi siccome concluso nella Corte di sentenza di Cassazione n. 358/10 (quale cit? estensivamente). Effettivamente la questione se concedere matrimonio di stesso-sesso o no, o la registrazione al riguardo, non era una questione della legge di EU, s? che ? lasciato a regolamentazione con Parlamento. L’ordine legale italiano fu reso anche comunque, su di Articolo 12 della Convenzione siccome interpretato con la Corte europea di Diritti umani in Schalk e Kopf (cit? sopra); in che causa che la Corte ha considerato che la differenza di sesso di consorti era irrilevante, giuridicamente, per i fini di matrimonio. Segu? che, irrispettoso del fatto che era una questione per essere dato con con le autorit? nazionali, non potrebbe essere pi? un requisito indispensabile per il ?l’esistenza? di matrimonio. Inoltre, la Corte di Cassazione not? che persone dello stesso sesso che vive insieme in una relazione stabile avevano diritto a rispettare per loro privato e la vita di famiglia sotto Articolo 8 della Convenzione; perci?, anche se loro non avevano diritto a sposarsi o registrare un validamente matrimonio contratto vivere liberamente con lo status inviolabile di una coppia, loro potrebbero portare all’estero, azioni di fronte alle corti attinenti per chiedere, nelle specifiche situazioni riferite a diritti essenziali loro nell’esercizio del diritto trattamento col quale era uniforme quel riconobbe con legge a coppie sposate.
65. In conclusione, la Corte di Cassazione trovata, che i rivendicatori avevano nessuno diritto registrare il loro matrimonio. Questo cos? non era comunque, perch? il matrimonio non faceva ?esista? o era ?nullo? ma a causa della sua incapacit? per produrre (come un atto di matrimonio) qualsiasi effetto legale nell’ordine italiano.
II. DIRITTO NAZIONALE E PRATICA
A. diritto internazionale Privato
66. Legge n. 218 di 31 maggio 1995 riguardo alla riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato, in finora come attinente, legge siccome segue:
Articolo 16
?i) legge Estera non si far? domanda se i suoi effetti sono contrari ad ordine pubblico.
ii) In simile cause, un’altra legge far? domanda, nella conformit? con l’altro criterio che connette previsto in relazione allo stesso argomento. Nell’assenza di qualsiasi simile criterio che connette, legge italiana far? domanda.?
Articolo 17
?Le disposizioni seguenti sono senza pregiudizio alla generalit? di leggi italiane che in prospettiva del loro oggetto e sfera saranno fatte domanda nonostante riferimento alla legge estera.?
Articolo 18
?Certificati legali rilasciati all’estero non saranno registrati in Italia se loro sono contro ordine pubblico.?
Articolo 27
?Veste di entrare in matrimonio e le altre condizioni costretta ad entrare in matrimonio ? regolata con la legge nazionale di ogni consorte al tempo del matrimonio, questo senza pregiudizio allo status non sposato (stato libero) di qualsiasi dei consorti, ottenne come un risultato di una sentenza italiana o uno che sono stati riconosciuti in Italia.?
Articolo 28
?Un matrimonio ? valido, in relazione per formare, se ? considerato come simile con la legge del paese dove ? celebrato o con la legge nazionale di almeno uno dei consorti al tempo del matrimonio o con la legge dello stato comune di residenza al tempo del matrimonio.?
Articolo 29
?i) relazioni Personali fra consorti sono regolate con la legge nazionale comune a sia le parti.
ii) relazioni Personali fra consorti a che hanno nazionalit? diverse o molte nazionalit? comuni sia ? regolato con la legge dello stato dove la loro vita matrimoniale ? passata soprattutto.?
Articolo 65
?Documenti esteri riguardo allo status di individui e l’esistenza di relazioni di famiglia sono riconosciuti sotto legge italiana se ? rilasciato con autorit? pubblica dello Stato la cui legge ? riconosciuta con la legge presente… a meno che quelli documenti violano l’ordine pubblico…?
B. Il Codice civile
67. Titolo che VI del primo Libro del Codice civile tratta con matrimonio, e ? diviso in sei capitoli (quali sono divisi di nuovo in sezioni). Capitolo che III tratta con la celebrazione di un matrimonio civile. I suoi Articoli 115 e 130, in finora come attinente, legga siccome segue:
Articolo 115
?Un cittadino ? soggetto alle disposizioni di sezione uno [le condizioni per contrarre matrimonio] di questo Capitolo anche quando matrimonio contraente in un stato estero secondo la forma applicabile in stato cos? estero…?
Articolo 130
?Nessuno ? concesso per chiedere il titolo di consorte e le conseguenze legali di matrimonio a meno che una copia autenticata della celebrazione siccome registrato nei registri di famiglia ? presentato.?
Articolo 131
?Una realt? che riguarda i fatti che riflette il riconoscimento con societ? di un status civile che ? in conformit? all’atto di matrimonio sanzioni qualsiasi disertano di forma presente nell’atto di matrimonio.?
68. Le altre disposizioni pertinenti del Codice civile lessero, in finora come attinente, siccome segue:
Articolo 167
?Ognuno o ambo i consorti possono con atto pubblico, o un naturale terza persona pu? con vuole dire di una volont?, crea un finanziamento di patrimonial per le necessit? della famiglia, mentre assegnando propriet? selezionata, beni immobili o gli altri beni che sono registrati nei registri italiani ed ufficiali, od obbligazioni.?
Articolo 230 bis
?1. Nell’assenza di vincoli contrattuali, membri di famiglia che funzionano permanentemente per gli affari di famiglia sono concessi a mantenimento, agli incrementi finanziari degli affari ed ad una quota negli affari, secondo il tipo e standard di lavoro.
3. La nozione di membro di famiglia include: il consorte, parenti all’interno del di terzo grado e parente acquisito all’interno del di secondo grado. Un affari di famiglia ? un affari in che il consorte, parenti all’interno del di terzo grado e parente acquisito all’interno del di secondo grado, lavoro.?
Articolo 408
?… Un guardiano nell’evento dell’incapacit? pu? essere scelto con la persona interessata, con vuole dire di un atto pubblico o un atto privato ed autenticato.?
Articolo 540
?Il coniuge superstite ? concesso alla met? dell’appezzamento di terreno intero del defunto, soggetto alle disposizioni di Articolo 542 se l? sta scampando figli.
Irrispettoso di se c’? qualsiasi fratelli o genitori del defunto, il coniuge superstite ? dato un titolo a vivere nell’alloggio di famiglia ed usare la sua mobilia, se ? la loro propriet? comune o solamente appartiene al defunto.?
Articolo 1321
?Un contratto ? un accordo fra due o pi? parti con l’intenzione per stabilire, regoli o estingua una relazione di patrimonial fra loro.?
Articolo 1372
?Obblighi che sorgono da contratti hanno il vigore di legge fra le parti contraenti… Loro non hanno effetti su terze parti a meno che cos? purch? con legge.?
C. Decree n. 396/2000
69. Registrazione di status civile acquisita all’estero ? offerta per col Decreto del Presidente della Repubblica n. 396 3 novembre 2000 concederono ?Regolamentazione della revisione e la semplificazione dell’ordine legale di status civile facendo seguito ad Articolo 2 (12) di Legge n. 127 di 15 maggio 1997? (DPR 396/2000). Il suo Articolo 16, riguardo a matrimoni contratti all’estero legge siccome segue:
?Quando entrambi gli i consorti sono cittadini italiani o uno ? un cittadino italiano e l’altro un straniero, un matrimonio pu? essere contratto all’estero di fronte alle autorit? diplomatiche o consolare e competenti o di fronte alle autorit? locali a norma di legge del posto. Nella causa seconda una copia dell’atto di matrimonio sar? depositata col diplomatico ed autorit? consolare.?
70. Articolo 17 riferisce alla trasmissione dell’atto, e secondo Articolo 18 atti contratti all’estero non possono essere registrati se loro sono contrari ad ordine pubblico.
71. Per i fini di guida sulla richiesta di DPR 396/2000 il Ministero di Affari Interni emise le varie circolari. Circolare n. 2 26 marzo 2001 del Ministero di Affari Interni espressamente purch? che un matrimonio fra due persone dello stesso sesso, contrasse all’estero, non pu? essere registrato finora nella Status Cancelleria Civile in come s? ? contrario alle norme di ordine pubblico. Similmente, Circolare n. 55 18 ottobre 2007 purch? che l’ordine legale italiano non concede matrimonio di omosessuale, ed una richiesta per registrazione di tale matrimonio contratta all’estero deve essere rifiutata, s? che ? considerato contrario all’ordine pubblico interno. Queste circolari sono vincolanti per l’Ufficiale per Status Civile che ? competente per accertare che ai requisites di legge sono adempiuti per i fini di registrazione.
72. Nella registrazione di matrimonio di ordine legale italiana non produca qualsiasi effetti legali ed ulteriori (non costitutiva di natura di ha); notifica il fine di riconoscimento nel dominio pubblico (significato certificativo, dichiarativa di efficacia) in finora come s? d? pubblicit? ad un atto o atto che sono gi? validi sulla base del localit? regit actum principio (l’articolo che prevede che, quando un’operazione legale che si attiene con le formalit? richiese con la legge del paese dove ? eseguito ? anche valido nel paese dove sar? dato effetto).
D. la giurisprudenza Nazionale
1. Matrimonio (ed unioni civili)
73. Estratti da sentenze attinenti lette siccome segue:
Decisione di 3 aprile 2009 del Tribunale di Venezia
?La differenza di sesso costituisce un requisito indispensabile indispensabile, fondamentale a matrimonio, a tale misura che l’ipotesi opposta, vale a dire che di persone dello stesso sesso, ? giuridicamente inesistente e certamente estraneo alla definizione di matrimonio, almeno nella luce della struttura legale e corrente.?
Decisione di Corte d’appello di Roma di 13 luglio 2006 e decisione di Tribunale di Treviso di 19 maggio 2010
?[Matrimonio fra due persone dello stesso sesso] non pu? essere registrato nella Status Cancelleria Civile italiana perch? non adempie uno del requisites essenziale necessario per matrimonio nell’ordine interno, vale a dire la differenza di sesso dei consorti.?
Sentenza di Corte costituzionale n. 138/2010
74. La Corte Costituzionale italiana nella sua sentenza n. 138 15 aprile 2010 dichiarato inammissibile la richiesta costituzionale (present? con persone in una situazione simile a quelli dei richiedenti) ad Articoli 93, 96, 98, 107 108, 143 143 bis e 231 del Codice civile italiano, come s? fu diretto all’ottenimento di norme supplementari non previsto per con la Costituzione (il diretta ad ottenere una pronnunzia additiva non costituzionalmente obbligata). La causa si era stata riferita a s? con le corti ordinarie nell’ambito di una procedura che impugna il rifiuto delle autorit? per emettere banns del matrimonio per i rivendicatori matrimonio di stesso-sesso di ‘.
75. La Corte Costituzionale consider? Articolo 2 della Costituzione italiana che previde che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona, come un individuo ed in gruppi sociali dove la personalit? ? espressa, cos? come i doveri della solidariet? politica, economica e sociale contro che non c’era derogazione. Not? che col sociale di gruppo capire qualsiasi forma della comunit?, semplice o complesso intese di abilitare ed incoraggiare lo sviluppo gratis aveva di qualsiasi individuale con vuole dire di relazioni. Tale nozione incluse unioni di omosessuale, cap? come una coabitazione stabile di due persone dello stesso sesso che ha un diritto essenziale per esprimere liberamente la loro personalit? in una coppia mentre ottenne-in tempo e coi mezzi e limiti per essere esposto con legge-un riconoscimento giuridico dei diritti attinenti ed i doveri. Comunque, questo riconoscimento che necessariamente richiede regolamentazione legale e generale mir? ad esponendo fuori i diritti ed i doveri dei partner in una coppia, potrebbe essere realizzato separatamente negli altri modi dall’istituzione di matrimonio fra omosessuali. Siccome mostrato coi sistemi diversi in Europa, la questione del tipo di riconoscimento fu lasciata a regolamentazione con Parlamento, nell’esercizio della sua piena discrezione. Ciononostante, la Corte Costituzionale chiarific? che senza pregiudizio alla discrezione di Parlamento, potesse intervenire comunque secondo il principio dell’uguaglianza nelle specifiche situazioni riferite ai diritti essenziali di una coppia di omosessuale, dove lo stesso trattamento fra coppie sposate e coppie di omosessuale fu richiesto. La corte pu? in simile cause valuti la ragionevolezza delle misure.
76. Segu? a considerare che era vero che i concetti di famiglia e matrimonio non potevano essere considerati ?cristallizz?? in riferimento al momento quando la Costituzione entr? in vigore, determinato che principi costituzionali devono essere interpretati che porta in mente i cambi nell’ordine legale e l’evoluzione di societ? e le sue dogane. Ciononostante, tale interpretazione non poteva essere prolungata al punto dove colpisce la molta essenza di norme legali, mentre li cambia in tale modo come includere fenomeni e problemi che non erano stati considerati in qualsiasi il modo quando fu decretato. Infatti sembr? dal lavoro preparatorio alla Costituzione che la questione di unioni di omosessuale non aveva a tutti stato dibattuto con la riunione, nonostante il fatto che l’omosessualit? non era ignota. Nel redigere Articolo 29 della Costituzione, la riunione aveva discusso un’istituzione con una forma precisa ed una disciplina articolata previde per col Codice civile. Cos?, nell’assenza di qualsiasi simile riferimento, era inevitabile per concludere che che che era stato considerato era la nozione di matrimonio come definito nel Codice civile che entr? in vigore nel 1942 e quale al tempo, ed ancora oggi, stabilito che consorti dovevano essere del sesso opposto. Perci?, il significato di questo precetto costituzionale non poteva essere alterato con un’interpretazione creativa. In conseguenza, la norma costituzionale non prolung? ad unioni di omosessuale, e fu inteso di riferirsi a matrimonio nel suo senso tradizionale.
77. Infine, la corte consider? che, in riguardo di Articolo 3 della Costituzione riguardo al principio dell’uguaglianza, la legislazione attinente non cre? una discriminazione irragionevole, determinato che unioni di omosessuale non potevano essere considerate equivalenti a matrimonio. Anche Articolo 12 della Convenzione europea su Diritti umani ed Articolo 9 dello Statuto di Diritti essenziali non richiese la piena uguaglianza fra unioni di omosessuale e matrimoni fra un uomo ed una donna, come questo una questione della discrezione Parlamentare era essere regolata con legge nazionale, siccome attestato con gli approcci diversi che esistono in Europa.
78. Similmente, la Corte Costituzionale italiana, nelle sue sentenze N. 276/2010 7 luglio 2010 registrarono nella cancelleria 22 luglio 2010, e 4/2011 16 dicembre 2010 registrarono nella cancelleria 5 gennaio 2011, rivendicazioni manifestamente mal-fondate e dichiarate che gli articoli summenzionati del Codice civile (in finora siccome loro non concederono matrimonio fra persone dello stesso sesso) non era in conformit? ad Articolo 2 della Costituzione. La Corte Costituzionale reiter? che riconoscimento giuridico di unioni di omosessuale non richiese un’unione uguale a matrimonio, siccome mostrato con gli approcci diversi si impegnati in paesi diversi, e che sotto Articolo 2 della Costituzione era per il Parlamento, nell’esercizio della sua discrezione regolare ed approvvigionare garantiscono e riconoscimento a simile unioni.
79. Generalmente, la giurisprudenza nazionale finch? 2012 sembrarono indicare che l’impossibilit? di registrare un matrimonio di omosessuale contrasse all’estero era un risultato del fatto che non poteva essere considerato un matrimonio. Comunque, questa linea della giurisprudenza fu messa da parte nella Corte di sentenza di Cassazione n. 4184/12 (nella causa dei richiedenti) riguardo al rifiuto di registrazione di matrimoni di stesso-sesso contratto all’estero, ed un ulteriore sviluppo accadde nel 2014, siccome segue:
Corte di sentenza di Cassazione n. 4184/2012
80. Veda divide in paragrafi 61-65 sopra
Sentenza del Tribunale di Grosseto di 3 aprile 2014
81. Nella sentenza menzionata, consegn? con un giudice di prima istanza, si contenne che il rifiuto per registrare un matrimonio estero era illegale. La corte ordin? cos? l’autorit? pubblica e competente per procedere con la sua registrazione. Mentre l’ordine era eseguito, la causa fu piaciuta contro con lo Stato. Con una sentenza di 19 settembre 2014 la Corte d’appello di Firenze, mentre avendo scoperto un errore procedurale, annull? la decisione di primo-istanza e rinvi? la causa al Tribunale di Grosseto. Con una decisione di primo-istanza di 2 febbraio 2015 il Tribunale di Grosseto ordin? di nuovo l’autorit? pubblica e competente per procedere con la sua registrazione.
Procedimenti che conducono alla Corte di sentenza di Cassazione n. 2487/2017
82. Su una data non specificata un certo GLD e RLH (una coppia di stesso-sesso, uno di chi era un cittadino italiano) aveva richiesto il loro matrimonio contratto in Francia per essere registrata nello Status Ufficio Civile del comune attinente. Comunque, il sindaco attinente aveva rifiutato la loro richiesta. La coppia avvi? procedimenti contro tale decisione, ma era senza successo di fronte al primo-istanza Tribunale di Avellino.
83. Con decreto n. 1156, registrati nella cancelleria attinente 8 luglio 2015 che la Corte d’appello di Milano trovata in favore dei rivendicatori. Riferendosi alle sentenze della Corte di Cassazione N. 4148 di 2012 e 8097 di 2015, la Corte d’appello consider? che poich? il matrimonio era stato contratto validamente in Francia, non poteva essere indebolito a causa di una mossa ad Italia che sarebbe discriminatorio e comporterebbe una violazione di Articolo 12 della Convenzione, cos? come una violazione del diritto per liberare movimento sotto legge di Unione europea. La Corte d’appello not? che la questione fu regolata con Articolo 19 di decreto legislativo n. 396/2000 riguardo a registrazione di matrimoni contratta all’estero, determinato che Articolo 28 di Legge n. 218/1995 purch? che un matrimonio era valido in riguardo di forma se ? considerato cos? in conformit? con le leggi del paese dove fu contratto. Reiter? il principio contro il quale lo stesso sesso della coppia non va (non limite di un di costitusice) l’ordine pubblico, sia s? cittadino o internazionale.
84. La sentenza divenne definitivo 15 luglio 2016 determinato che la Corte di Cassazione nella sua sentenza n. 2487/2017 31 gennaio 2017 fondarono che i ricorsi non erano stati depositati secondo le procedure attinenti.
2. Altra causa-legge attinente
Sentenza del Tribunale di Reggio Emilia di 13 febbraio 2012
85. In una causa di fronte al Tribunale di Reggio Emilia [a primo-istanza], i rivendicatori (una coppia di stesso-sesso) non aveva richiesto il tribunale per riconoscere il loro matrimonio entrato in in Spagna, ma riconoscere il loro diritto alla vita di famiglia in Italia, sulla base che loro sono stati riferiti. Il Tribunale di Reggio Emilia, con vuole dire di un’ordinanza di 13 febbraio 2012, nella luce dei che indica la direzione di EU e la loro trasposizione in legge italiana cos? come l’EU Charter di Diritti essenziali, considerato che tale matrimonio era valido per i fini di ottenere un permesso di soggiorno in Italia.
Sentenza di Corte costituzionale n. 170/14 11 giugno 2014
86. Sentenza n. 170/14 della Corte Costituzionale trovarono una violazione della Costituzione, come un risultato della conclusione giuridicamente obbligatoria di un matrimonio e l’impossibilit? dei partner in che causa (chi era successo riassegnamento di genere seguente di uno dei partner partner di stesso-sesso) ottenere un riconoscimento alternativo della loro unione. In che causa che la Corte Costituzionale ha lasciato anche alla legislatura il compito di decretare urgentemente un’altra forma della coabitazione registrata, uno che proteggerebbe i diritti della coppia ed obblighi.
Corte di sentenza di Cassazione n. 8097/2015
87. Nella luce delle sentenze della sentenza di Corte Costituzionale n. 170/14 11 giugno 2014, la Corte di Cassazione sostenne che era necessario per sostenere in vigore i diritti ed obblighi che concernono al matrimonio (dopo che uno dei consorti aveva cambiato sesso) finch? il legislatore previde per un’alternativa vuole dire di riconoscimento.
Sentenza della Corte di Cassazione n. 2400/15
88. In una causa riguardo al rifiuto la Corte di Cassazione, nella sua sentenza di 9 febbraio 2015 respinse i rivendicatori la richiesta di ‘ per emettere proibizioni di matrimonio ad una stessa coppia di sesso che aveva richiesto cos?. Avendo considerato la recente causa-legge nazionale ed internazionale, concluse che – mentre le stesse coppie di sesso dovevano essere proteggute sotto Articolo 2 della Costituzione italiana e che era per il legislatore per intentare causa per assicurare riconoscimento dell’unione fra simile coppie – l’assenza di stesso sesso-matrimonio non era incompatibile col sistema nazionale ed internazionale applicabile di diritti umani. Di conseguenza, la mancanza di stesso sesso-matrimonio non poteva corrispondere a trattamento discriminatorio, come il problema nell’ordinamento giuridico corrente girato circa il fatto che non c’era separatamente altra unione disponibile da matrimonio, sia s? per eterosessuale o coppie di omosessuale. Comunque, not? che la corte non potesse stabilire tramite questioni di giurisprudenza che andarono oltre la sua competenza.
E. Il recente progresso di registrazioni di matrimonio
89. Decisioni seguenti di alcuni sindaci (incluso i sindaci di Bologna, Napoli, Roma e Milano) registrare gli stessi matrimoni di sesso contratti validamente all’estero, con una circolare emessa 7 ottobre 2014 col Ministero di Affari Interni rivolse ai Prefetti della Repubblica, i Commissari Statali delle Province di Bolzano e Trento ed il Presidente del Governo Regionale di Val D’Aosta, l’istruzione seguente fu emessa:
?Dove sindaci hanno emesso che indica la direzione riguardo alla registrazione di matrimoni di stesso-sesso emessa all’estero, e nell’evento che questi che indica la direzione sono stati eseguiti, Lei ? richiesto di invitare formalmente simile sindaci a ritirare simile che indica la direzione ed annullare qualsiasi simile registrazioni che gi? hanno preso effetto. Allo stesso tempo Lei dovrebbe avvertirli che nell’assenza di qualsiasi azione da parte loro gli atti colpiti illegittimamente saranno annullati ex officio nella conformit? con le disposizioni di Articolo 21 nonies di Legge n. 241 di 1990 ed Articolo 54 (3) e (11) di decreto 267/2001 legislativo.?
90. Con una sentenza di primo-istanza n. 3907 12 febbraio 2015 registrarono nella cancelleria attinente 9 marzo 2015, il Tribunale Amministrativo di Roma, Lazio che reitera che l? esist? nessuno diritto avere registrato gli stessi matrimoni di sesso contratti all’estero (e confermando perci? la legittimit? del contenuto della circolare di 7 ottobre 2014), ciononostante dichiar? l’ordine sopra di 7 ottobre 2004 privo di valore legale. Avendo esaminato la struttura legale ed attinente, consider? che l’Autorit? Amministrativa e Centrale e Prefetti non erano competenti per ordinare l’annullamento di qualsiasi simile registrazioni, simile competenza che ? riservata solamente alle autorit? giudiziali.
91. Questa decisione fu rovesciata su ricorso con la Corte amministrativa Suprema nella sua sentenza di 8 ottobre 2015, registrata nella cancelleria attinente 26 ottobre 2015.
92. La corte not? che Articolo 27 e 28 di Legge n. 218 di 31 maggio 1995 purch? che le condizioni soggettive per la validit? di un matrimonio saranno regolate con la legge nazionale di ogni consorte per essere, e che un matrimonio ? valido, in riguardo della sua forma, se si considera che sia valido a norma di legge del posto, dove ? stato celebrato o la legge nazionale di almeno uno dei consorti. Articolo 115 del Codice civile sottopose esplicitamente inoltre, cittadini italiani alle leggi civili ed attinenti in relazione alle condizioni necessario contrarre matrimonio, anche se il matrimonio ? contratto all’estero. Una lettura combinata di quelle richieste di disposizioni l’identificazione dei requisiti effettivi ed obbligatori (particolarmente, lo status e veste del consorte-a-sia) quali permetterebbero a tale matrimonio di produrre i suoi effetti legali ed ordinari nell’ordine legale e nazionale. La differenza in sesso dei consorti per essere era la prima condizione per la validit? di un matrimonio secondo gli articoli attinenti del codice civile, ed in linea col lungo culturale e tradizione legale dell’istituzione di matrimonio. Segu? che matrimonio di stesso-sesso era privo di uno degli elementi essenziali che l’abilitano per produrre qualsiasi effetto legale nell’ordine legale italiano.
In conseguenza, un ufficiale Statale cui il dovere ? assicurare (prima di registrare un matrimonio) che a tutti i formali e requisiti effettivi sono stati adempiuti, non sarebbe capace di registrare un matrimonio di stesso-sesso contratto all’estero finora in come s? non adempia il requisito di avere un ?marito e moglie? come richiesto con legge (sezione 64 di Legge n. 396/2000). Per questa ragione tale matrimonio non poteva essere registrato, mentre presumerlo anche non era contro ordine pubblico.
Piuttosto separatamente da questa incapacit? che sorge dall’ordine legale italiano ed ordinario, appellandosi sulle sentenze di corte costituzionali ed attinenti (N. 138 di 2010 e n. 170 di 2014) la corte fond? che n? poteva qualsiasi obbligo sia derivato dalla costituzione o strumenti internazionali ai quali Italia era una parte. N? poteva la recente sentenza di ECtHR in Oliari ed Altri c. l’Italia (N. 18766/11 e 36030/11, 21 luglio 2015) sostituisca gli ostacoli creati con Articolo 29 della Costituzione siccome interpretato con le corti nazionali. Effettivamente che sentenza aveva trovato solamente per il bisogno di introdurre una struttura legale ed attinente per la protezione di unioni di stesso-sesso, e reiter? che l’introduzione di matrimonio di stesso-sesso era una questione per essere lasciata allo Stato. Le stesse conclusioni dovevano essere giunte anche a collegamento coi diritti alla libert? di circolazione e residenza siccome capito nella legislazione di EU attinente, in finora come il riconoscimento di stessi sesso-matrimoni celebrato all’estero incorra fuori della sfera della legislazione di EU. Segu? che nell’assenza di un diritto a matrimonio di stesso-sesso, i secondi non potevano essere comparati a matrimonio eterosessuale. Effettivamente, ammettendo la registrazione di matrimoni di stesso-sesso ottenuta all’estero, irrispettoso dell’assenza di legislazione a quell’effetto, intenderebbe sostituendo la scelta del parlamento nazionale.
In relazione alla nullit? dell’ordine di 7 ottobre 2014, not?, che il sindaco era subordinato al Ministro e, in circostanze come il presente il Prefetto aveva il potere in linea con le norme attinenti, ex officio per annullare qualsiasi misure illegittime prese col sindaco. Effettivamente il potere del giudice ordinario per cancellare simile registrazioni rischiate creare l’incertezza su tale questione delicata, a causa dell’indipendenza di tale corpo e la possibilit? di decisioni contraddittorie. Segu? che il ricorso fu sostenuto e la decisione di primo-istanza annull?.
93. In pi? o meno lo stesso tempo, procedimenti simili stavano su-andando in collegamento col Sindaco della decisione di Milano di 9 ottobre 2014 per registrare un matrimonio di stesso-sesso ottenuto all’estero e la circolare di 7 ottobre 2014 (invitando i sindaci ad annullare simile registrazioni), e l’annullamento susseguente, ex l’officio, di simile registrazioni con vuole dire di un decreto di 4 novembre 2014 cos? come le ulteriori annotazioni resero 11 febbraio 2015 che ? il risultato del decreto secondo.
94. Con una sentenza di primo-istanza n. 20137 di 2015, il Tribunale Amministrativo di Lombardia trovarono in favore del sindaco ed annullarono i susseguenti contestarono atti (ma non la circolare di 7 ottobre 2014). Consider? che nei suoi poteri direttivi un Prefetto pu? emettere ordini o che indica la direzione nell’ambito del funzionare dello Status Ufficio Civile. Comunque, il Prefetto non pu? emettere un atto di annullamento nel contesto di registrazioni di matrimoni di stesso-sesso ottenuto all’estero, determinato che le leggi applicabili danno il potere per rettificare o annullare solamente matrimoni erroneamente-registrati alle autorit? giudiziali ed ordinarie.
95. Con vuole dire di una sentenza n. 05048/16 della Corte amministrativa Suprema, pubblic? 1 dicembre 2016, la decisione di primo-istanza di annullare gli atti contestati fu confermata sulla base di un ragionamento diverso. Avendo analizzato tutte le leggi attinenti e la giurisprudenza, la Corte amministrativa Suprema fond? che nessuna legge aveva attribuito al Ministro per affari Interni (o il Prefetto) il potere di annullare atti compiuto con sindaci per registrare matrimoni. Effettivamente simile potere fu attribuito al Governo nella sua composizione collegiale. Inoltre, non era per la corte per determinare durante simile procedimenti se le decisioni dei sindaci di registrare simile matrimoni erano legittime o non.
96. Un set di procedimenti simili riguardo alle registrazioni rese col Sindaco di Udine stava su-andando anche allo stesso tempo, e fu deciso in favore del sindaco in una sentenza di primo-istanza n. 228 di 2015 del Tribunale Amministrativo di Friuli Venezia Giulia che annull? gli atti contestati. La sentenza fu confermata su ricorso con vuole dire di una sentenza n. 05047/16 della Corte amministrativa Suprema pubblicarono 1 dicembre 2016 sulla base del ragionamento assegnata a nel paragrafo precedente.
F. unioni Civili
97. Di Legge n. 76 di 20 maggio 2016, in seguito ?la Legge n. 76/2016?, conced? ?Regolamentazione di unioni civili fra persone dello stesso sesso e gli articoli relativo alla coabitazione?, il legislatore italiano previde per unioni civili in Italia. La legislazione seconda entr? in vigore 5 giugno 2016.
98. La stessa legislazione, in particolare il suo Articolo 28 (un) e (b), previde che entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, il Governo italiano fu delegato per adottare decreti legislativi che prevedono per la modifica di leggi attinenti che concernono diritto internazionale privato per prevedere per l’applicabilit? di stesso-sesso unioni civili come previsti in legge italiana, a persone che hanno contratto matrimonio, unione civile o qualsiasi l’altra unione corrispondente all’estero.
99. Con decreto n. 144 del Presidente del Consiglio di Ministri di 23 luglio 2016 che entr? in vigore 29 luglio 2016 disposizioni transitorie furono adottate durante i decreti legislativi ed attinenti menzionati sopra di (sotto Articolo 28). In particolare, fu offerto che matrimoni o unioni civili contrassero all’estero sar? registrato per gli uffici consolati.
100. Sul 2017 tre decreti legislativi di 19 gennaio (N. 5, 6 e 7 19 gennaio 2017) fu adottato in linea coi requisiti sopra e 27 febbraio 2017 i decreti relativi che lasciano spazio all’entrata in vigore di simile misure cos? come cambi legislativi alle altre leggi attinenti furono adottati col Ministero per l’Interno.
101. Sino a diritto nazionale poi italiano non preveda per qualsiasi unione alternativa a matrimonio, o per coppie di omosessuale o per uni eterosessuali. I precedenti non avevano cos? nessuno mezzi di riconoscimento (veda anche Oliari ed Altri, citato sopra, ? 43, riguardo ad un rapporto di 2013 preparato con Professore F. Gallo (poi Presidente della Corte Costituzionale)).
102. Ciononostante, delle citt? avevano stabilito registri di ?unioni civili? fra persone non sposate dello stesso sesso o di sessi diversi: fra altri le citt? di Empoli, Pisa, Milano, Firenze e Napoli sono. Comunque, la registrazione di ?unioni civili? di coppie non sposate in simile registri un valore soltanto simbolico ha.
Accordi di Coabitazione di G. prima di Legge n. 76/2016
103. Di fronte all’adozione di Legge n. 76/2016, accordi di coabitazione non furono offerti specificamente per in legge italiana.
104. Protezione di coabitare coppie pi? uxorio era stata derivata da Articolo 2 della Costituzione italiana, siccome interpretato nelle varie sentenze di corte durante il corso degli anni (posto 1988). Nei pi? recenti anni (2012 onwards) sentenze nazionali avevano considerato coabitare anche stesso-sesso accoppia come meritando simile protezione.
105. Con effetto da 2 dicembre 2013 era stato possibile entrare in per riempire la lacuna nella legge scritto ?accordi di coabitazione?, vale a dire un atto privato che non aveva una forma specificata previsto con legge, e quale pu? essere entrato in coabitando persone, sia loro in una relazione parentale, partner, amici, i semplici flatmates o carers, ma non con coppie sposate. Simile contratti regolarono principalmente gli aspetti finanziari di vivere insieme, cessazione della coabitazione ed assistenza nell’evento di malattia o l’incapacit?.
III. DIRITTO INTERNAZIONALE E PRATICA
106. Il Consiglio attinente dei materiali di Europa pu? essere trovato in Oliari ed Altri (cit? sopra, ?? 56-61).
IV. UNIONE LEGGE EUROPEA
107. La legge di Unione europea ed attinente pu? essere trovata in Oliari ed Altri (cit? sopra, ?? 62-64).
108. Di particolare interesse Direttiva 2004/38/EC del Parlamento europeo ? e del Consiglio di 29 aprile 2004 sul diritto di cittadini dell’Unione ed i loro membri di famiglia per muoversi e risiedere liberamente all’interno del territorio del Membro Stati. Il suo Articolo 2 contiene la definizione seguente:
?Membro di Famiglia di ?che ‘ vuole dire:
(un) il consorte
(b) il partner con chi il cittadino di Unione ha contratto un’associazione registrata, sulla base della legislazione di un Stato membro se la legislazione delle feste di Stato membro di oste avesse registrato associazioni come equivalente a matrimonio in conformit? con le condizioni posate in gi? nella legislazione attinente del cameriere Stato membro.
(il c) i discendenti diretti che sono sotto l’et? di 21 o sono persone a carico e quelli del consorte o partner come definito in punto (b)
(d) il parente diretto e dipendente nella linea ascendente e quelli del consorte o partner come definito in punto (b);?
109. Secondo la Commissione europea ?Comunicazione dalla Commissione al Parlamento europeo ed il Consiglio su guida per la migliore trasposizione e la richiesta di Direttiva 2004/38/EC sul diritto di cittadini dell’Unione ed i loro membri di famiglia per muoversi e risiedere liberamente all’interno del territorio del Membro Stati? COM(2009) 313 definitivo (il pg. 4):
?Matrimoni contratti validamente in qualsiasi parte del mondo devono essere in principio riconosciuto per il fine della richiesta del Direttiva.
Forzati matrimoni, in quale o ambo le parti si sposano senza suo o il suo beneplacito o contro suo o la sua volont?, non ? protegguto con internazionale o legge di Comunit?. …
Membro Stati non sono obbligati a riconoscere matrimoni poligami, contratto legalmente in un terzo paese che pu? essere in conflitto col loro proprio ordine legale. …
Il Direttiva deve essere fatto domanda in conformit? col principio di non-discriminazione custodito in particolare in Articolo 21 dell’EU Charter.?
C. IL DIRITTO COMPARATO
Consiglio di A. del membro di Europa gli Stati
110. Il materiale di diritto comparato disponibile alla Corte sull’introduzione di forme ufficiali di associazione non-maritale all’interno degli ordinamenti giuridici di Consiglio dell’Europa (CoE) il membro gli show di Stati che quindici paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia ed il Regno Unito) riconosca matrimonio di stesso-sesso.
111. Diciannove membro gli Stati (Andorra, Austria Belgio, Cipro Croatia, la Repubblica ceca Estonia, Francia Grecia, Ungheria l’Italia (come da 2016), Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Svizzera ed il Regno Unito) autorizzi della forma di associazione civile per stesso-sesso accoppia (da solo o inoltre matrimonio). Nelle certe cause tale unione pu? conferire il pieno set di diritti ed i doveri applicabile all’istituto di matrimonio, e cos? ? uguale a matrimonio in tutto ma chiama, come per esempio in Malta. Portogallo non ha una forma ufficiale di unione civile. Ciononostante, la legge riconosce unioni civili e de facto che hanno effetto automatico e non costringono la coppia a prendere qualsiasi passi formali per riconoscimento. Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Svezia, Irlanda e l’Islanda prevedevano per associazione registrata nella causa di unioni di stesso-sesso, questo fu abolito in favore di matrimonio di stesso-sesso comunque.
112. Segue che datare (2017) ventisetti paesi fuori dei quaranta sette stati membro di CoE gi? ha decretato legislazione che permette lo stesso sesso accoppia avere la loro relazione riconosciuto come un matrimonio legale o come una forma di unione civile o associazione registrata.
113. Secondo informazioni disponibile alla Corte (luglio 2015 datato), riguardo alla pratica di ventisette membro Stati che non facevano al tempo prevedono per stesso sesso-matrimonio (Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia e Herzegovina, Bulgaria, Croatia, la Repubblica ceca Estonia, Finlandia Germania, Grecia Irlanda, Lituania la Repubblica iugoslava e precedente di Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Montenegro, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Svizzera, Turchia e l’Ucraina), riguardo alla registrazione di matrimoni di stesso-sesso contratta all’estero, la situazione seguente emerge,: tutti di questi il membro Stati, con l’eccezione dell’Andorra il Malta, cos? come l’Estonia (seguendo una corte che decide di 2016), rifiuti di concedere stesso-sesso accoppia registrare nazionalmente un stesso matrimonio di sesso contratto validamente all’estero. Le ragioni per rifiuto variano; del membro la base di Stati la loro posizione sulla definizione legale di matrimonio come un’unione fra un uomo ed una donna solamente, e degli Stati vanno inoltre e si appellano sui motivi di ordine pubblico, tradizione e procreazione.
114. Il membro del venticinque Stati che non facevano al tempo concedono la stessa registrazione di matrimonio di sesso pu? essere divisa in due gruppi: quelli che hanno lasciato spazio a coppie di stesso-sesso sposate registrare la loro relazione come una stessa associazione di sesso (nove membro gli Stati – l’Austria, Croatia, Repubblica ceca l’Estonia (sino a 2016), Finlandia, Germania, Irlanda, Slovenia e la Svizzera) e quelli che non facevano (il rimanendo sedici membro gli Stati). Del membro di EU Stati osservarono nessuno riport? una distinzione nella loro legislazione fra matrimoni ottenuti all’interno dell’EU o altrove.
B. Gli Stati Uniti
115. 26 giugno 2015, nella causa di al di et di Obergefell. c. Hodges, Direttore, Settore di Ohio di al di et di Salute che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sostenuto che coppie di stesso-sesso possono esercitare il diritto essenziale per sposarsi in ogni Stati, e che non c’era base legale per un Stato per rifiutare di riconoscere un matrimonio di stesso-sesso legale compi? in un altro Stato sulla base del suo carattere di stesso-sesso (veda per dettagli, Oliari ed Altri, citato sopra, ? 65).
LA LEGGE
IO. QUESTIONI PREGIUDIZIALI
A. Vittima Status
116. Come al problema di alcuni dei richiedenti che hanno avuto il loro matrimonio registrato (come un matrimonio), i richiedenti il cui matrimonio fu registrato cos? considerato che loro rimasero vittime delle violazioni allegato. Nelle loro osservazioni originali (prima dei recenti sviluppi) i richiedenti notarono in primo luogo, che registrazione non corrispose ad un’unione che d? riconoscimento alla loro coppia. In secondo luogo, come all’azione di reclamo specificamente collegata a registrazione, loro notarono, che nella luce della circolare emessa 7 ottobre 2014 simile registrazione fu legata per essere ritirata o fu annullata. In conseguenza la loro situazione non era stata rimediata a, n? la violazione era stata riconosciuta.
117. La Corte nota che il Governo non ha sollevato qualsiasi eccezione in questo riguardo. Comunque, come recentemente reiter? in Buzadji c. la Repubblica della Moldavia [GC], (n. 23755/07, ?? 68-70 5 luglio 2016), status di vittima concerne una questione che va alla giurisdizione della Corte e quale s? non ? impedito dall’esaminare di sua propria istanza. Nelle circostanze della causa presente, la Corte lo considera appropriato esaminare se i richiedenti il cui matrimonio fu registrato hanno perso il loro status di vittima.
118. La Corte si riferisce alla circolare emessa 7 ottobre 2014 col Ministero di Affari Interni (paragrafo 89 sopra) secondo che sindaci furono richiesti di annullare qualsiasi registrazioni che gi? erano state rese, ed informato che nell’assenza di simile annullamenti le registrazioni sarebbero annullate ex l’officio. I richiedenti il cui matrimonio fu registrato hanno confermato che brevemente dopo che la circolare fu emessa la registrazione nel loro riguardo fu annullato (veda divide in paragrafi 30 e 40 sopra). In queste circostanze, la Corte considera, che la registrazione provvisoria del loro matrimonio non pu? detrarre perci? dal loro status di vittima.
119. Di conseguenza, la Corte conclude che tutti gli individui nelle richieste presenti dovrebbero essere considerati ?le vittime? della violazione allegato riguardo alle autorit? il rifiuto di ‘ per registrare il loro matrimonio (come un matrimonio) all’interno del significato di Articolo 34 della Convenzione.
L’Esaurimento di B. di via di ricorso nazionali
120. Il Governo present? che le richieste N. 26431/12, 26742/12, e 44057/12 erano inammissibili, siccome i richiedenti non erano riusciti ad esaurire via di ricorso nazionali. Nella loro prospettiva non poteva essere detto che via di ricorso disponibili non erano adeguate. La giurisprudenza nazionale mostr? che le autorit? diedero la particolare attenzione ai problemi sollevati e proposero soluzioni di romanzo. Loro si riferirono in particolare a sentenza di Corte Costituzionale n. 138/10.
121. In relazione alla loro azione di reclamo riguardo alla registrazione fallita, i richiedenti presentarono, che era per il Governo per provare che l? esist? una via di ricorso nazionale ed effettiva al tempo loro depositarono le loro richieste con la Corte; comunque, loro avevano fallito o erano stati incapace per fare cos?. Loro notarono inoltre che esattamente il Governo non si appell? sulla sentenza del Tribunale di Grosseto di 3 aprile 2014 che era solamente una sentenza di primo-istanza sporadica consegnata dopo l’introduzione delle richieste con la Corte (loro si riferirono in questo collegamento a Costa e Pavan c. l’Italia, n. 54270/10, ? 38, 28 agosto 2012, e S?rmeli c. la Germania [GC], n. 75529/01, ? 110-112 ECHR 2006 VII).
122. In relazione alla loro azione di reclamo riguardando qualsiasi vuole dire di riconoscimento legale, i richiedenti presentarono inoltre, che il Governo aveva prov? neanche, con vuole dire di esempi che le corti nazionali potrebbero offrire qualsiasi riconoscimento legale delle loro unioni. Effettivamente, dato che il difetto rifer? alla legge (o manca al riguardo) a corti nazionali ed ordinarie furono impedite di prendere qualsiasi azione riparatore.

Testo Tradotto

Conclusions
Violation of Article 8 – Right to respect for private and family life (Article 8-1 – Respect for family life)
Non-pecuniary damage – award (Article 41 – Non-pecuniary damage
Just satisfaction)

FIRST SECTION

CASE OF ORLANDI AND OTHERS v. ITALY

(Applications nos. 26431/12; 26742/12; 44057/12 and 60088/12)

JUDGMENT

STRASBOURG

14 December 2017

This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Orlandi and Others v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Kristina Pardalos, President,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Jovan Ilievski, judges,
and Abel Campos, Section Registrar,
Having deliberated in private on 12 September and 14 November 2017,
Delivers the following judgment, which was adopted on the last-mentioned date:
PROCEDURE
1. The case originated in four applications (nos. 26431/12, 26742/12, 44057/12 and 60088/12) against the Italian Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by eleven Italian nationals and one Canadian national, OMISSIS
2. The applicants in application no. 60088/12 were represented by OMISSIS; the remaining applicants were represented by OMISSIS all lawyers practising in Italy. The Italian Government (?the Government?) were represented by their Agent, Ms Ersiliagrazia Spatafora.
3. The applicants alleged that the authorities? refusal to register their marriages contracted abroad, and more generally the impossibility of obtaining legal recognition of their relationship, in so far as the Italian legal framework did not allow for marriage between persons of the same sex nor did it provide for any other type of union which could give them legal recognition, breached their rights under Articles 8, 12 and 14.
4. On 3 December 2013 the Chamber to which the case was allocated decided that the complaints under Article 8 alone and Article 14 in conjunction with Articles 8 and 12 were to be communicated to the Government. It further decided to join the cases. On the same day it decided to grant anonymity to two of the applicants in application no. 26431/12 under Rule 47 ? 3 of the Rules of Court.
5. Written observations were also received from FIDH, AIRE Centre, ILGA-Europe, ECSOL, UFTDU and UDU jointly, as well as from the Associazione Radicale Certi Diritti, the Helsinki Foundation for Human Rights, Alliance Defending Freedom, and ECLJ (European Centre for Law and Justice), which had been given leave to intervene by the Vice-President of the Chamber (Article 36 ? 2 of the Convention). Mr Pavel Parfentev on behalf of seven Russian NGOS (Family and Demography Foundation, For Family Rights, Moscow City Parents Committee, Saint-Petersburg City Parents Committee, Parents Committee of Volgodonsk City, Regional Charity Social Organization Parent?s Culture Centre ?Svetlitsa?, and social organization ?Peterburgskie mnogodetki?) and three Ukrainian NGOS (the Parental Committee of Ukraine, the Orthodox Parental Committee, and the social organisation Health Nation), had also been given leave to intervene by the Vice-President of the Chamber. However, no submissions have been received by the Court.
6. On 15 December 2016 the President of the Section to which the case was allocated requested the applicants, under Rule 54 ? 2 (a) of the Rules of Court, to submit factual information.
7. By letters of 29 December 2016, 30 January 2017 and 7 April 2017, the applicants in applications nos. 26431/12, 26742/12, 44057/12 submitted their reply, which was sent to the Government for information.
8. The letter of request sent to the applicants? legal representative in application no. 60088/12, as well as a subsequent letter, returned to the Court undelivered.
9. By a letter of 24 June 2017 the Government submitted a factual update which was transmitted to the applicants for information.
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
10. The applicants? details can be found in the Annex.
A. The background to the case
1. Ms Francesca Orlandi and Ms Elisabetta Mortagna
11. These two applicants met in February 2007, and in 2009 they entered into a stable and committed relationship with each other.
12. On 11 October 2009 OMISSIS moved to Toronto, Ontario, Canada for work purposes. A month later the two applicants decided to get married and on 27 August 2010 they married in Toronto.
13. In the meantime, on 2 April 2010, Ms M.?s employment came to an end and as a result she was no longer entitled to a residence permit. She therefore returned to Italy and since then has been cohabiting with OMISSIS.
14. On 18 April 2011 their physical cohabitation was registered and since then they have been considered as a family unit for statistical purposes.
15. On 9 September 2011 the two applicants asked the Italian Consulate in Toronto to transmit to the Civil Status Office in Italy the relevant documents for the purposes of registration of their marriage.
16. On 8 November 2011 the relevant documents were transferred.
17. On 13 December 2011 the Commune of Ferrara informed the two applicants that it was not possible to register their marriage. The decision noted that the Italian legal order did not allow marriage between same-sex couples, and that although the law did not specify that couples had to be of the opposite sex, doctrine and jurisprudence had established that Article 29 of the Constitution referred to the traditional concept of marriage, understood as being a marriage between persons of the opposite sex. Thus, the spouses being of different sex was an essential element to qualify for marriage. Moreover, according to Circular no. 2 of 26 March 2001 of the Ministry of Internal Affairs, a marriage contracted abroad between persons of the same sex, one of whom was Italian, could not be registered in so far as it was contrary to the norms of public order.
2. Mr D.P. and Mr G.P.
18. These two applicants, who live in Italy, met in 2007 and entered into a stable and committed relationship with each other.
19. On 9 January 2008 they started cohabiting in G.P.?s apartment, although D.P. maintained formal residence in his own apartment. In 2009 G.P. purchased a second property which, in the absence of any legal recognition, for practical and fiscal reasons remained in his name only. In 2010 G.P. purchased, through a mandate in the name of D.P (for the purposes of purchasing such property), a garage. In June 2011 the couple moved into D.P.?s apartment and established their home there. They have since been considered as a family unit for statistical purposes.
20. On 16 August 2011 the two applicants got married in Toronto, Ontario, Canada. On 10 October 2011 they opened a joint bank account. On 12 January 2012, before a notary, the two applicants appointed each other reciprocally as guardians in the event of incapacitation (amministratore di sostegno).
21. Following the applicants? request, on 7 January 2012, the Italian Consulate in Toronto transmitted to the Civil Status Office in Italy the relevant documents for the purposes of registration of their marriage.
22. On 20 January 2012, the Commune of Peschiera Borromeo informed the two applicants that it was not possible to register their marriage. The decision noted that the Italian legal order did not allow marriage between same-sex couples. Moreover, according to Circular no. 2 of 26 March 2001 of the Ministry of Internal Affairs, a marriage contracted abroad between persons of the same sex, one of whom was Italian, could not be registered in so far as it was contrary to the norms of public order.
23. Following the entry into force of the new law (see paragraph 97 below), on 12 September 2016 the two applicants requested that their marriage be transcribed as a civil union. According to the applicants? submissions of 30 January 2017 their request was still pending and no reply had yet been received.
24. According to documents dated 31 March 2017 submitted to this Court in June 2017, by the Government, the applicants? marriage was transcribed as a civil union on 21 November 2016. A certification of this registration, submitted by the Government, is dated 16 May 2017.
3. OMISSIS
25. The two applicants met in Italy in 2002 and entered into a stable and committed relationship with each other. OMISSIS, who is Canadian, did not have a residence permit in Italy at the time, OMISSIS therefore travelled repeatedly to Canada.
26. On 18 July 2005 the couple married in Vancouver, Canada. In the same year Mr Isita designated Mr Bray as his heir. In 2007 Mr Isita retired and moved to Canada permanently, although he maintained formal residence in Italy.
27. In 2004 the two applicants had purchased some land together; in 2007 the couple purchased a further piece of land, and in 2008 they purchased a house and in 2009 a commercial property with an annexed cottage. In 2009 they also opened a joint bank account.
28. On 10 October 2011 they asked the Civil Status Office to register their marriage contracted in Canada.
29. On 25 November 2011 the Commune of Naples informed the two applicants that no such registration was possible. The decision noted that the Italian legal order did not allow marriage between same-sex couples as reiterated in Circular no. 55 of 2007 issued by the Ministry of Internal Affairs.
30. Following guidance from the Mayor of Naples, directing the Civil Status Office of the commune to register such marriages (see below), OMISSIS re-submitted an application to have their marriage registered. According to information sent to the applicants by email, their request was granted on 6 August 2014. However, further to the circular issued on 7 October 2014 by the Ministry of Internal Affairs (see paragraph 89 below) the registration was cancelled on an unspecified date.
31. On an unspecified date, following the entry into force of the new law, the two applicants requested that their marriage be transcribed as a civil union. According to the applicants? submissions of 30 January 2017 their request was still pending and no reply had yet been received.
32. According to undated documents submitted to this Court in June 2017, by the Government, the applicants? marriage was transcribed as a civil union on 27 October 2016. A certification of this registration, submitted by the Government, is dated 29 March 2017.
4. OMISSIS
33. These two applicants met in October 1995, and a month later entered into a stable and committed relationship with each other.
34. In 1996 OMISSIS purchased a house in Rome, Italy and in spring 1998 the two applicants started to cohabit there. There they established their common residence.
35. In 1998 the two applicants symbolically celebrated their union before their friends and family. In 2001 OMISSIS allowed limited access to his bank account in favour of OMISSIS. In 2005 the two applicants drafted wills nominating each other as each other?s heirs.
36. On 9 September 2008 the two applicants got married in Berkeley, California.
37. In 2009 the applicants purchased property together and opened a joint bank account.
38. Following their request of the same day, on 29 September 2011 the Commune of Rome informed the applicants that the registration of their marriage was not possible, as it was contrary to the norms of public order.
39. On 1 October 2011 the couple filed a declaration with the Rome ?Registry of civil unions? to the effect that they were entering into a civil union and constituting a de facto couple. The declaration is acknowledged by the relevant authorities, but has only symbolic value (see relevant domestic law and practice below).
40. Following guidance from the Mayor of Rome directing the Civil Status Office of the commune to register such marriages (see below), on 15 October 2014 OMISSIS re submitted an application to have their marriage registered. Their request was also granted and the marriage was registered. However, further to the circular issued on 7 October 2014 by the Ministry of Internal Affairs (see paragraph 89 below) by a decision of the Prefect of Rome of 31 October 2014 the above-mentioned registration was cancelled.
41. On 23 November 2016, following the entry into force of the new law and their request to that effect, the applicants? marriage was transcribed as a civil union.
5. OMISSIS
42. These two applicants met in July 1993 and immediately entered into a committed and stable relationship with each other. A few weeks later OMISSIS moved in with OMISSIS in La Spezia, Italy.
43. In 1997 the couple moved to Milan, Italy.
44. In 1998 OMISSIS moved to Germany for employment purposes, maintaining a long-distance relationship with Mr Dal Molin; however they met every week.
45. In 1998 OMISSIS purchased a property in Milan with financial assistance from OMISSIS.
46. In 2000 OMISSIS returned to Italy; the couple moved to OMISSIS and continued cohabiting.
47. In 2007 OMISSIS moved to the Netherlands, again for work purposes, maintaining however, a long-distance relationship with regular weekly visits to Italy.
48. After being in a relationship for fifteen years, on 12 July 2008 the couple got married in Amsterdam, the Netherlands. In November 2008 the couple opened a joint bank account.
49. In 2009 OMISSIS eft his job in Italy and moved to the Netherlands. As he was unemployed, he was totally dependent on his spouse. OMISSIS also supported financially Mr D.M?s mother, a victim of Alzheimer?s disease. They are under a system of separation of estates; however, their accounts are in joint names and their wills indicate each other as heirs.
50. On 28 October 2011 the applicants requested the General Consulate in Amsterdam to transmit to the respective Civil Status Offices in Italy the relevant documents for the purposes of registration of their marriage.
51. On 29 November 2011 the Commune of Mediglia informed the applicants that the registration of their marriage was not possible, as it was contrary to the norms of public order. No reply was received from the Commune of Milan.
52. Following the guiding decision by the Mayor of Milan, mentioned above, the applicants also re-submitted an application to have their marriage registered. According to the information provided by the applicants on 30 January 2017, their marriage was never registered.
53. However, on 4 October 2016, following the entry into force of the new law and their request to that effect, the applicants? marriage was transcribed as a civil union.
6. OMISSIS
54. The two applicants married in The Hague on 1 June 2002.
55. On 12 March 2004, the applicants being resident in Latina, Italy, they requested the Civil Status Office to register their marriage contracted abroad.
56. On 11 August 2004 their request was rejected in accordance with the advice of the Ministry of Internal Affairs of 28 February 2004. The decision noted that the Italian legal order did not provide for the possibility of two Italian nationals of the same sex contracting marriage; this was a matter contrary to internal public order.
57. On 19 April 2005 the applicants lodged proceedings before the competent Tribunal of Latina, requesting the registration of their marriage in the light of DPR 396/2000 (see relevant domestic law below).
58. By a decision of 10 June 2005 the Latina Tribunal rejected the applicants? claim. It noted that the registration of the marriage was not possible, because if such a marriage had been contracted in Italy it would not have been considered valid according to the current state of the law, as it failed to fulfil the most basic requirement, that of having a female and a male. In any event, the marriage contracted by the applicants had no consequence in the Italian legal order in so far as a marriage between two persons of the same sex, although validly contracted abroad, ran counter to international public order. Indeed same-sex marriage was in contrast with Italy?s history, tradition and culture, and the fact that so few European Union (EU) countries had provided such legislation went to show that it was not in line with the common principles of international law.
59. An appeal by the applicants was rejected by a decision of the Rome Court of Appeal, filed in the relevant registry on 13 July 2006. The Court of Appeal noted that such registration could not take place, given that their marriage lacked one of the essential requisites to amount to the institution of marriage in the domestic order, namely the spouses being of different sexes.
60. On 17 July 2007 the two applicants appealed to the Court of Cassation. In particular they highlighted, inter alia, that public order referred to in Article 18 of Law no. 218/95, had to be interpreted as international public order not national public order, and thus it had to be established whether same-sex marriage was against that order, in the light of international instruments.
61. By a judgment of 15 March 2012 (no. 4184/12) the Court of Cassation rejected the appeal and confirmed the previous judgment. Noting the Court?s case-law in Schalk and Kopf v. Austria, (no. 30141/04, ECHR 2010) it acknowledged that a marriage contracted abroad by two persons of the same sex was indeed existent and valid, however, it could not be registered in Italy in so far as it could not give rise to any legal consequence.
62. The Court of Cassation referred to its case-law, to the effect that civil marriages contracted abroad by Italian nationals had immediate validity in the Italian legal order as a result of the Civil Code and international private law. This would be so in so far as the marriage had been contracted in accordance with the laws of the foreign state in which it had been contracted, and that the relevant substantive requirements concerning civil status and the capacity to marry (according to Italian law) subsisted, irrespective of any non-observance of Italian regulations regarding the issuing of the banns or the subsequent registration. The former were subject solely to administrative sanctions and the latter were not conducive of any legal effects ? since registration had the mere significance of giving publicity to a deed or act which was already valid on the basis of the locus regit actum principle. Thus, had the marriage been contracted by persons of the opposite sex, in the absence of any other fundamental requirements it would have been valid and conducive of legal effects in the Italian legal order. In that case the Civil Status Officer would have no option but to register the marriage. However, the case-law had shown that the opposite sex of the spouses was the most indispensable requirement for the ?existence? of a marriage as a legally relevant act, irrespective of the fact that this was not stated anywhere explicitly in the relevant laws. Thus, the absence of such a requirement placed in question not only the validity of the marriage, but its actual existence, meaning that it would not be conducive to any legal effects (as opposed to a nullity). It followed that according to the ordinary law of the land, two same-sex spouses had no right to have their marriage contracted abroad registered.
63. The Court of Cassation considered that the said refusal could not be based on the ground that such a marriage ran counter to public order (as dictated by the relevant circulars), but that the refusal was simply a consequence of the fact that it could not be recognised as a marriage in the Italian legal order.
64. The Court of Cassation went on to note that the social reality had changed, yet the Italian order had not granted same-sex couples the right to marry as concluded in the Court of Cassation judgment no. 358/10 (which it cited extensively). Indeed the question whether or not to allow same-sex marriage, or the registration thereof, was not a matter of EU law, it being left to regulation by Parliament. However, the Italian legal order was also made up of Article 12 of the Convention as interpreted by the European Court of Human Rights in Schalk and Kopf (cited above); in that case the Court considered that the difference of sex of spouses was irrelevant, legally, for the purposes of marriage. It followed that, irrespective of the fact that it was a matter to be dealt with by the national authorities, it could no longer be a prerequisite for the ?existence? of marriage. Moreover, the Court of Cassation noted that persons of the same sex living together in a stable relationship had the right to respect for their private and family life under Article 8 of the Convention; therefore, even if they did not have the right to marry or to register a validly contracted marriage abroad, in the exercise of the right to freely live with the inviolable status of a couple, they could bring actions before the relevant courts to claim, in specific situations related to their fundamental rights, treatment which was uniform with that afforded by law to married couples.
65. In conclusion, the Court of Cassation found that the claimants had no right to register their marriage. However, this was so not because the marriage did not ?exist? or was ?invalid? but because of its inability to produce (as a marriage deed) any legal effect in the Italian order.
II. DOMESTIC LAW AND PRACTICE
A. Private international law
66. Law no. 218 of 31 May 1995 regarding the reform of the Italian system of private international law, in so far as relevant, reads as follows:
Article 16
?i) Foreign law shall not be applied if its effects are contrary to public order.
ii) In such cases, another law shall apply, in accordance with other connecting criteria provided in relation to the same subject matter. In the absence of any such connecting criteria, Italian law shall apply.?
Article 17
?The following provisions are without prejudice to the prevalence of Italian laws which in view of their object and scope shall be applied notwithstanding reference to the foreign law.?
Article 18
?Legal certificates released abroad shall not be registered in Italy if they are against public order.?
Article 27
?Capacity to enter into marriage and other conditions required to enter into marriage are regulated by the national law of each spouse at the time of the marriage, this without prejudice to the unmarried status (stato libero) of any of the spouses, obtained as a result of an Italian judgment or one which has been recognised in Italy.?
Article 28
?A marriage is valid, in relation to form, if it is considered as such by the law of the country where it is celebrated or by the national law of at least one of the spouses at the time of the marriage or by the law of the common state of residence at the time of the marriage.?
Article 29
?i) Personal relations between spouses are regulated by the national law common to both parties.
ii) Personal relations between spouses who have different nationalities or several nationalities common to both are regulated by the law of the state where their matrimonial life is mostly spent.?
Article 65
?Foreign documents concerning the status of individuals and the existence of family relations are recognised under Italian law if released by public authority of the State whose law is recognised by the present law … unless those documents violate the public order…?
B. The Civil Code
67. Title VI of the First Book of the Civil Code deals with marriage, and is divided into six chapters (which are again divided into sections). Chapter III deals with the celebration of a civil marriage. Its Articles 115 and 130, in so far as relevant, read as follows:
Article 115
?A citizen is subject to the provisions of section one [conditions to contract marriage] of this Chapter even when contracting marriage in a foreign state according to the form applicable in such foreign state …?
Article 130
?Nobody is entitled to claim the title of spouse and the legal consequences of marriage unless a certified copy of the celebration as recorded in the family registers is presented.?
Article 131
?A factual reality reflecting the recognition by society of a civil status, which is in conformity with the marriage deed, sanctions any defect of form present in the marriage deed.?
68. Other pertinent provisions of the Civil Code read, in so far as relevant, as follows:
Article 167
?Each or both spouses may by public deed, or a natural third person may by means of a will, create a patrimonial fund for the needs of the family, assigning selected property, real estates or other goods which are recorded in the official Italian registers, or bonds.?
Article 230 bis
?1. In the absence of contractual relationships, family members who work permanently for the family business are entitled to maintenance, to the financial increments of the business, and to a share in the business, according to the type and standard of work done.
3. The notion of family member includes: the spouse, relatives within the third degree, and in-laws within the second degree. A family business is a business in which the spouse, relatives within the third degree, and in-laws within the second degree, work.?
Article 408
?… A guardian in the event of incapacity may be chosen by the interested person, by means of a public deed or an authenticated private deed.?
Article 540
?The surviving spouse is entitled to half of the entire estate of the deceased, subject to the provisions of Article 542 if there are surviving children.
Irrespective of whether there are any siblings or parents of the deceased, the surviving spouse is entitled to live in the family house and to use its furniture, whether it is their common possession or solely belongs to the deceased.?
Article 1321
?A contract is an agreement between two or more parties with the intent to establish, regulate or extinguish a patrimonial relationship between them.?
Article 1372
?Obligations arising from contracts have the force of law between the contracting parties … They have no effects on third parties unless so provided by law.?
C. Decree no. 396/2000
69. Registration of civil status acquired abroad is provided for by the Decree of the President of the Republic no. 396 of 3 November 2000 entitled ?Regulation of the revision and simplification of the legal order of civil status pursuant to Article 2 (12) of Law no. 127 of 15 May 1997? (DPR 396/2000). Its Article 16, regarding marriages contracted abroad, reads as follows:
?When both spouses are Italian nationals or one is an Italian national and the other a foreigner, a marriage abroad may be contracted before the competent diplomatic or consular authorities or before the local authorities according to the law of the place. In the latter case a copy of the marriage deed shall be deposited with the diplomatic and consular authority.?
70. Article 17 relates to the transmission of the deed, and according to Article 18 deeds contracted abroad may not be registered if they are contrary to public order.
71. For the purposes of guidance on the application of DPR 396/2000 the Ministry of Internal Affairs issued various circulars. Circular no. 2 of 26 March 2001 of the Ministry of Internal Affairs expressly provided that a marriage between two persons of the same sex, contracted abroad, cannot be registered in the Civil Status Registry in so far as it is contrary to the norms of public order. Similarly, Circular no. 55 of 18 October 2007 provided that the Italian legal order does not allow homosexual marriage, and a request for registration of such a marriage contracted abroad must be refused, it being considered contrary to the internal public order. These circulars are binding on the Officer for Civil Status, who is competent to ascertain that the requisites of law are fulfilled for the purposes of registration.
72. In the Italian legal order marriage registration does not produce any ulterior legal effects (non ha natura costitutiva); it serves the purpose of acknowledgment in the public domain (significato certificativo, efficacia dichiarativa) in so far as it gives publicity to a deed or act which is already valid on the basis of the locus regit actum principle (the rule providing that, when a legal transaction which complies with the formalities required by the law of the country where it is carried out is also valid in the country where it is to be given effect).
D. Domestic jurisprudence
1. Marriage (and civil unions)
73. Extracts from relevant judgments read as follows:
Decision of 3 April 2009 of the Venice Tribunal
?The difference of sex constitutes an indispensable prerequisite, fundamental to marriage, to such an extent that the opposite hypothesis, namely that of persons of the same sex, is legally inexistent and certainly extraneous to the definition of marriage, at least in the light of the current legal framework.?
Rome Court of Appeal decision of 13 July 2006 and Treviso Tribunal decision of 19 May 2010
?[Marriage between two persons of the same sex] may not be registered in the Italian Civil Status Registry because it does not fulfil one of the essential requisites necessary for marriage in the internal order, namely the difference of sex of the spouses.?
Constitutional Court judgment no. 138/2010
74. The Italian Constitutional Court in its judgment no. 138 of 15 April 2010 declared inadmissible the constitutional challenge (submitted by persons in a similar situation to those of the applicants) to Articles 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143 bis and 231 of the Italian Civil Code, as it was directed to the obtainment of additional norms not provided for by the Constitution (diretta ad ottenere una pronnunzia additiva non costituzionalmente obbligata). The case had been referred to it by the ordinary courts in the ambit of a procedure challenging the refusal of the authorities to issue marriage banns for the claimants? same-sex marriage.
75. The Constitutional Court considered Article 2 of the Italian Constitution, which provided that the Republic recognises and guarantees the inviolable rights of the person, as an individual and in social groups where personality is expressed, as well as the duties of political, economic and social solidarity against which there was no derogation. It noted that by social group one had to understand any form of community, simple or complex, intended to enable and encourage the free development of any individual by means of relationships. Such a notion included homosexual unions, understood as a stable cohabitation of two people of the same sex, who have a fundamental right to freely express their personality in a couple, obtaining ? in time and by the means and limits to be set by law ? a juridical recognition of the relevant rights and duties. However, this recognition, which necessarily requires general legal regulation, aimed at setting out the rights and duties of the partners in a couple, could be achieved in other ways apart from the institution of marriage between homosexuals. As shown by the different systems in Europe, the question of the type of recognition was left to regulation by Parliament, in the exercise of its full discretion. Nevertheless, the Constitutional Court clarified that without prejudice to Parliament?s discretion, it could however intervene according to the principle of equality in specific situations related to a homosexual couple?s fundamental rights, where the same treatment between married couples and homosexual couples was called for. The court would in such cases assess the reasonableness of the measures.
76. It went on to consider that it was true that the concepts of family and marriage could not be considered ?crystallised? in reference to the moment when the Constitution came into effect, given that constitutional principles must be interpreted bearing in mind the changes in the legal order and the evolution of society and its customs. Nevertheless, such an interpretation could not be extended to the point where it affects the very essence of legal norms, modifying them in such a way as to include phenomena and problems which had not been considered in any way when it was enacted. In fact it appeared from the preparatory work to the Constitution that the question of homosexual unions had not at all been debated by the assembly, despite the fact that homosexuality was not unknown. In drafting Article 29 of the Constitution, the assembly had discussed an institution with a precise form and an articulate discipline provided for by the Civil Code. Thus, in the absence of any such reference, it was inevitable to conclude that what had been considered was the notion of marriage as defined in the Civil Code, which came into effect in 1942 and which at the time, and still today, established that spouses had to be of the opposite sex. Therefore, the meaning of this constitutional precept could not be altered by a creative interpretation. In consequence, the constitutional norm did not extend to homosexual unions, and was intended to refer to marriage in its traditional sense.
77. Lastly, the court considered that, in respect of Article 3 of the Constitution regarding the principle of equality, the relevant legislation did not create an unreasonable discrimination, given that homosexual unions could not be considered equivalent to marriage. Even Article 12 of the European Convention on Human Rights and Article 9 of the Charter of Fundamental Rights did not require full equality between homosexual unions and marriages between a man and a woman, as this was a matter of Parliamentary discretion to be regulated by national law, as evidenced by the different approaches existing in Europe.
78. Similarly, the Italian Constitutional Court, in its judgments nos. 276/2010 of 7 July 2010 filed in the registry on 22 July 2010, and 4/2011 of 16 December 2010 filed in the registry on 5 January 2011, declared manifestly ill-founded claims that the above-mentioned articles of the Civil Code (in so far as they did not allow marriage between persons of the same sex) were not in conformity with Article 2 of the Constitution. The Constitutional Court reiterated that juridical recognition of homosexual unions did not require a union equal to marriage, as shown by the different approaches undertaken in different countries, and that under Article 2 of the Constitution it was for the Parliament, in the exercise of its discretion, to regulate and supply guarantees and recognition to such unions.
79. Generally, domestic jurisprudence until 2012 seemed to indicate that the impossibility of registering a homosexual marriage contracted abroad was a result of the fact that it could not be considered a marriage. However, this line of jurisprudence was put aside in the Court of Cassation judgment no. 4184/12 (in the case of the applicants) concerning the refusal of registration of same-sex marriages contracted abroad, and a further development occurred in 2014, as follows:
Court of Cassation judgment no. 4184/2012
80. See paragraphs 61-65 above
Judgment of the Tribunal of Grosseto of 3 April 2014
81. In the mentioned judgment, delivered by a court of first instance, it was held that the refusal to register a foreign marriage was unlawful. The court thus ordered the competent public authority to proceed with its registration. While the order was being executed, the case was appealed against by the State. By a judgment of 19 September 2014 the Court of Appeal of Florence, having detected a procedural error, quashed the first-instance decision and remitted the case to the Tribunal of Grosseto. By a first-instance decision of 2 February 2015 the Tribunal of Grosseto again ordered the competent public authority to proceed with its registration.
Proceedings leading to the Court of Cassation judgment no. 2487/2017
82. On an unspecified date a certain GLD and RLH (a same-sex couple, one of whom was an Italian national) had requested their marriage contracted in France to be registered in the Civil Status Office of the relevant commune. However, the relevant mayor had refused their request. The couple instituted proceedings against such a decision, but were unsuccessful before the first-instance Tribunal of Avellino.
83. By decree no. 1156, filed in the relevant registry on 8 July 2015, the Milan Court of Appeal found in favour of the claimants. Referring to the judgments of the Court of Cassation nos. 4148 of 2012 and 8097 of 2015, the Court of Appeal considered that since the marriage had been validly contracted in France, it could not be weakened because of a move to Italy, which would be discriminatory and would entail a breach of Article 12 of the Convention, as well as a breach of the right to free movement under European Union law. The Court of Appeal noted that the matter was regulated by Article 19 of legislative decree no. 396/2000 concerning registration of marriages contracted abroad, given that Article 28 of Law no. 218/1995 provided that a marriage was valid in respect of form if it is so considered in accordance with the laws of the country where it was contracted. It reiterated the principle that the same sex of the couple does not go against (non costitusice un limite) public order, be it national or international.
84. The judgment became final on 15 July 2016 given that the Court of Cassation in its judgment no. 2487/2017 of 31 January 2017 found that the appeals had not been lodged according to the relevant procedures.
2. Other relevant case-law
Judgment of the Tribunal of Reggio Emilia of 13 February 2012
85. In a case before the Tribunal of Reggio Emilia [at first?instance], the claimants (a same-sex couple) had not requested the tribunal to recognise their marriage entered into in Spain, but to recognise their right to family life in Italy, on the basis that they were related. The Tribunal of Reggio Emilia, by means of an ordinance of 13 February 2012, in the light of the EU directives and their transposition into Italian law, as well as the EU Charter of Fundamental Rights, considered that such a marriage was valid for the purposes of obtaining a residence permit in Italy.
Constitutional Court judgment no. 170/14 of 11 June 2014
86. Judgment no. 170/14 of the Constitutional Court found a breach of the Constitution, as a result of the legally obligatory termination of a marriage, and the impossibility of the partners in that case (who had become same-sex partners following gender reassignment of one of the partners) to obtain an alternative recognition of their union. In that case the Constitutional Court also left to the legislature the task of urgently enacting another form of registered cohabitation, one which would protect the couple?s rights and obligations.
Court of Cassation judgment no. 8097/2015
87. In the light of the findings of the Constitutional Court judgment no. 170/14 of 11 June 2014, the Court of Cassation held that it was necessary to maintain in force the rights and obligations pertaining to the marriage (after one of the spouses had changed sex) until the legislator provided for an alternative means of recognition.
Judgment of the Court of Cassation no. 2400/15
88. In a case concerning the refusal to issue marriage bans to a same sex couple who had so requested, the Court of Cassation, in its judgment of 9 February 2015, rejected the claimants? request. Having considered recent domestic and international case-law, it concluded that – while same sex couples had to be protected under Article 2 of the Italian Constitution and that it was for the legislator to take action to ensure recognition of the union between such couples – the absence of same sex-marriage was not incompatible with the applicable domestic and international system of human rights. Accordingly, the lack of same sex-marriage could not amount to discriminatory treatment, as the problem in the current legal system revolved around the fact that there was no other available union apart from marriage, be it for heterosexual or homosexual couples. However, it noted that the court could not establish through jurisprudence matters which went beyond its competence.
E. The recent progress of marriage registrations
89. Following decisions of some mayors (including the mayors of Bologna, Naples, Rome and Milan) to register same sex marriages validly contracted abroad, by a circular issued on 7 October 2014 by the Ministry of Internal Affairs, addressed to the Prefects of the Republic, the Government Commissioners of the Provinces of Bolzano and Trento, and the President of the Regional Government of Val D?Aosta, the following instruction was issued:
?Where mayors have issued directives concerning the registration of same-sex marriages issued abroad, and in the event that these directives have been enforced, you are requested to formally invite such mayors to withdraw such directives and cancel any such registrations which have already taken effect. At the same time you should warn them that in the absence of any action on their part the acts illegitimately affected will be annulled ex officio in accordance with the provisions of Article 21 nonies of Law no. 241 of 1990 and Article 54 (3) and (11) of legislative decree 267/2001.?
90. By a first-instance judgment no. 3907 of 12 February 2015 filed in the relevant registry on 9 March 2015, the Administrative Tribunal of Rome, Lazio, reiterating that there existed no right to have registered same sex marriages contracted abroad (and therefore confirming the legitimacy of the content of the circular of 7 October 2014), nevertheless declared the above order of 7 October 2004 null and void. Having examined the relevant legal framework, it considered that the Central Administrative Authority and Prefects were not competent to order the annulment of any such registrations, such competence being reserved solely to the judicial authorities.
91. This decision was overturned on appeal by the Supreme Administrative Court in its judgment of 8 October 2015, filed in the relevant registry on 26 October 2015.
92. The court noted that Article 27 and 28 of Law no. 218 of 31 May 1995 provided that the subjective conditions for the validity of a marriage are to be regulated by the national law of each spouse to be, and that a marriage is valid, in respect of its form, if it is considered to be valid according to the law of the place where it has been celebrated or the national law of at least one of the spouses. Furthermore, Article 115 of the Civil Code explicitly subjected Italian nationals to the relevant civil laws in relation to the conditions necessary to contract marriage, even if the marriage is contracted abroad. A combined reading of those provisions demands the identification of the mandatory substantive requirements (particularly, the status and capacity of the spouses-to-be) which would allow such a marriage to produce its ordinary legal effects in the national legal order. The difference in sex of the spouses to be was the first condition for the validity of a marriage according to the relevant articles of the civil code, and in line with the long cultural and legal tradition of the institution of marriage. It followed that same-sex marriage was devoid of one of the essential elements enabling it to produce any legal effect in the Italian legal order.
In consequence, a State official whose duty it is to ensure (before registering a marriage) that all the formal and substantive requirements have been fulfilled, would be unable to register a same-sex marriage contracted abroad in so far as it does not fulfil the requirement of having a ?husband and wife? as required by law (section 64 of Law no. 396/2000). For this reason such a marriage could not be registered, even assuming it were not against public order.
Quite apart from this inability arising from the ordinary Italian legal order, relying on the relevant constitutional court judgments (nos. 138 of 2010 and no. 170 of 2014) the court found that neither could any obligation be derived from the constitution or international instruments to which Italy was a party. Nor could the recent ECtHR judgment in Oliari and Others v. Italy (nos. 18766/11 and 36030/11, 21 July 2015) supersede the obstacles created by Article 29 of the Constitution as interpreted by the domestic courts. Indeed that judgment had solely found for the need to introduce a relevant legal framework for the protection of same-sex unions, and reiterated that the introduction of same-sex marriage was a matter to be left to the State. The same conclusions had to be reached even in connection with the rights to freedom of movement and residence as understood in the relevant EU legislation, in so far as the recognition of same sex-marriages celebrated abroad fell outside the scope of EU legislation. It followed that in the absence of a right to same-sex marriage, the latter could not be compared to heterosexual marriage. Indeed, admitting the registration of same-sex marriages obtained abroad, irrespective of the absence of legislation to that effect, would mean superseding the choice of the national parliament.
In relation to the nullity of the order of 7 October 2014, it noted that the mayor was subordinate to the Minister and, in line with the relevant norms, in circumstances such as the present one the Prefect had the power ex officio to quash any illegitimate measures taken by the mayor. Indeed the power of the ordinary judge to delete such registrations risked creating uncertainty on such a delicate matter, because of the independence of such a body and the possibility of conflicting decisions. It followed that the appeal was upheld and the first-instance decision quashed.
93. In more or less the same time, similar proceedings were on-going in connection with the Mayor of Milan?s decision of 9 October 2014 to register a same-sex marriage obtained abroad and the circular of 7 October 2014 (inviting the mayors to cancel such registrations), and the subsequent cancellation, ex officio, of such registrations by means of a decree of 4 November 2014 as well as further annotations made on 11 February 2015 resulting from the latter decree.
94. By a first-instance judgment no. 20137 of 2015, the Administrative Tribunal of Lombardia, found in favour of the mayor and annulled the subsequent impugned acts (but not the circular of 7 October 2014). It considered that in his supervisory powers a Prefect can issue orders or directives in the ambit of the functioning of the Civil Status Office. However, the Prefect cannot issue an act of annulment in the context of registrations of same-sex marriages obtained abroad, given that the applicable laws give the power to rectify or annul erroneously-registered marriages only to the ordinary judicial authorities.
95. By means of a judgment no. 05048/16 of the Supreme Administrative Court, published on 1 December 2016, the first-instance decision to annul the impugned acts was confirmed on the basis of a different reasoning. Having analysed all the relevant laws and jurisprudence, the Supreme Administrative Court found that no law had attributed to the Minister for Internal affairs (or the Prefect) the power of annulling acts performed by mayors in order to register marriages. Indeed such power was attributed to the Government in its collegial composition. Further, it was not for the court to determine during such proceedings whether the decisions of the mayors to register such marriages were legitimate or not.
96. A set of similar proceedings concerning the registrations made by the Mayor of Udine was also on-going at the same time, and was decided in favour of the mayor in a first-instance judgment no. 228 of 2015 of the Administrative Tribunal of Friuli Venezia Giulia, which annulled the impugned acts. The judgment was confirmed on appeal by means of a judgment no. 05047/16 of the Supreme Administrative Court published on 1 December 2016 on the basis of the reasoning referred to in the previous paragraph.
F. Civil unions
97. By Law no. 76 of 20 May 2016, hereinafter ?Law no. 76/2016?, entitled ?Regulation of civil unions between people of the same sex and the rules relating to cohabitation?, the Italian legislator provided for civil unions in Italy. The latter legislation came into force on 5 June 2016.
98. The same legislation, in particular its Article 28 (a) and (b), provided that within six months from its entry into force, the Italian Government was delegated to adopt legislative decrees providing for the modification of relevant laws concerning private international law, in order to provide for the applicability of same-sex civil unions as provided in Italian law, to persons who have contracted marriage, civil union or any other corresponding union abroad.
99. By decree no. 144 of the President of the Council of Ministers of 23 July 2016, which came into force on 29 July 2016, transitory provisions were adopted pending the relevant legislative decrees mentioned above (under Article 28). In particular, it was provided that marriages or civil unions contracted abroad are to be registered through the consular offices.
100. On 19 January 2017 three legislative decrees (nos. 5, 6 and 7 of 19 January 2017) were adopted in line with the above requirements and on 27 February 2017 the relative decrees allowing for the entry into force of such measures as well as legislative changes to other relevant laws were adopted by the Ministry for the Interior.
101. Until then Italian domestic law did not provide for any alternative union to marriage, either for homosexual couples or for heterosexual ones. The former had thus no means of recognition (see also Oliari and Others, cited above, ? 43, concerning a report of 2013 prepared by Professor F. Gallo (then President of the Constitutional Court)).
102. Nevertheless, some cities had established registers of ?civil unions? between unmarried persons of the same sex or of different sexes: among others are the cities of Empoli, Pisa, Milan, Florence and Naples. However, the registration of ?civil unions? of unmarried couples in such registers has a merely symbolic value.
G. Cohabitation agreements prior to Law no. 76/2016
103. Before the adoption of Law no. 76/2016, cohabitation agreements were not specifically provided for in Italian law.
104. Protection of cohabiting couples more uxorio had been derived from Article 2 of the Italian Constitution, as interpreted in various court judgments over the years (post 1988). In more recent years (2012 onwards) domestic judgments had also considered cohabiting same-sex couples as deserving such protection.
105. In order to fill the lacuna in the written law, with effect from 2 December 2013 it had been possible to enter into ?cohabitation agreements?, namely a private deed, which did not have a specified form provided by law, and which may be entered into by cohabiting persons, be they in a parental relationship, partners, friends, simple flatmates or carers, but not by married couples. Such contracts mainly regulated the financial aspects of living together, cessation of the cohabitation, and assistance in the event of illness or incapacity .
III. INTERNATIONAL LAW AND PRACTICE
106. The relevant Council of Europe materials can be found in Oliari and Others (cited above, ?? 56-61).
IV. EUROPEAN UNION LAW
107. The relevant European Union law can be found in Oliari and Others (cited above, ?? 62-64).
108. Of particular interest is Directive 2004/38/EC of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the right of citizens of the Union and their family members to move and reside freely within the territory of the Member States. Its Article 2 contains the following definition:
? ?Family member? means:
(a) the spouse
(b) the partner with whom the Union citizen has contracted a registered partnership, on the basis of the legislation of a Member State, if the legislation of the host Member State treats registered partnerships as equivalent to marriage in accordance with the conditions laid down in the relevant legislation of the host Member State.
(c) the direct descendants who are under the age of 21 or are dependants and those of the spouse or partner as defined in point (b)
(d) the dependent direct relative in the ascending line and those of the spouse or partner as defined in point (b);?
109. According to the European Commission ?Communication from the Commission to the European Parliament and the Council on guidance for better transposition and application of Directive 2004/38/EC on the right of citizens of the Union and their family members to move and reside freely within the territory of the Member States? COM(2009) 313 final (pg. 4):
?Marriages validly contracted anywhere in the world must be in principle recognized for the purpose of the application of the Directive.
Forced marriages, in which one or both parties is married without his or her consent or against his or her will, are not protected by international or Community law. …
Member States are not obliged to recognise polygamous marriages, contracted lawfully in a third country, which may be in conflict with their own legal order. …
The Directive must be applied in accordance with the non-discrimination principle enshrined in particular in Article 21 of the EU Charter.?
V. COMPARATIVE LAW
A. Council of Europe member States
110. The comparative law material available to the Court on the introduction of official forms of non-marital partnership within the legal systems of Council of Europe (CoE) member States shows that fifteen countries (Belgium, Denmark, Finland, France, Germany, Iceland, Ireland, Luxembourg, Malta, the Netherlands, Norway, Portugal, Spain, Sweden and the United Kingdom) recognise same-sex marriage.
111. Nineteen member States (Andorra, Austria, Belgium, Cyprus, Croatia, the Czech Republic, Estonia, France, Greece, Hungary, Italy (as from 2016), Liechtenstein, Luxembourg, Malta, the Netherlands, Slovenia, Spain, Switzerland and the United Kingdom) authorise some form of civil partnership for same-sex couples (by itself or besides marriage). In certain cases such a union may confer the full set of rights and duties applicable to the institute of marriage, and thus be equal to marriage in everything but name, as for example in Malta. Portugal does not have an official form of civil union. Nevertheless, the law recognises de facto civil unions , which have automatic effect and do not require the couple to take any formal steps for recognition. Denmark, Finland, Germany, Norway, Sweden, Ireland and Iceland used to provide for registered partnership in the case of same-sex unions, this was however abolished in favour of same-sex marriage.
112. It follows that to date (2017) twenty-seven countries out of the forty seven CoE member states have already enacted legislation permitting same sex couples to have their relationship recognised as a legal marriage or as a form of civil union or registered partnership.
113. According to information available to the Court (dated July 2015), concerning the practice of twenty-seven member States which did not at the time provide for same sex-marriage (Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia and Herzegovina, Bulgaria, Croatia, the Czech Republic, Estonia, Finland, Germany, Greece, Ireland, Lithuania, the former Yugoslav Republic of Macedonia, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Poland, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Switzerland, Turkey and Ukraine), concerning the registration of same-sex marriages contracted abroad, the following situation emerges: all of these member States, with the exception of Andorra, Malta, as well as Estonia (following a court ruling of 2016), refuse to allow same-sex couples to register domestically a same sex marriage validly contracted abroad. The reasons for refusal vary; some member States base their position on the legal definition of marriage as a union between a man and a woman only, and some States go further and rely on grounds of public order, tradition and procreation.
114. The twenty-five member States which did not at the time allow same sex marriage registration can be divided into two groups: those that allowed for married same-sex couples to register their relationship as a same sex partnership (nine member States – Austria, Croatia, Czech Republic, Estonia (until 2016), Finland, Germany, Ireland, Slovenia and Switzerland) and those that did not (the remaining sixteen member States). Of the EU member States surveyed none reported a distinction in their legislation between marriages obtained within the EU or elsewhere.
B. The United States
115. On 26 June 2015, in the case of Obergefell et al. v. Hodges, Director, Ohio Department of Health et al, the Supreme Court of the United States held that same-sex couples may exercise the fundamental right to marry in all States, and that there was no lawful basis for a State to refuse to recognise a lawful same-sex marriage performed in another State on the ground of its same-sex character (see for details, Oliari and Others, cited above, ? 65).
THE LAW
I. PRELIMINARY ISSUES
A. Victim Status
116. As to the issue of some of the applicants having had their marriage registered (as a marriage), the applicants whose marriage was so registered considered that they remained victims of the alleged violations. In their original observations (prior to recent developments) the applicants noted firstly, that registration did not amount to a union giving recognition to their couple. Secondly, as to the complaint linked specifically to registration, they noted that in the light of the circular issued on 7 October 2014 such registration was bound to be withdrawn or annulled. In consequence their situation had not been remedied, nor had the violation been recognised.
117. The Court notes that the Government have not raised any objection in this respect. However, as recently reiterated in Buzadji v. the Republic of Moldova [GC], (no. 23755/07, ?? 68-70, 5 July 2016), victim status concerns a matter which goes to the Court?s jurisdiction and which it is not prevented from examining of its own motion. In the circumstances of the present case, the Court considers it appropriate to examine whether the applicants whose marriage was registered have lost their victim status.
118. The Court refers to the circular issued on 7 October 2014 by the Ministry of Internal Affairs (paragraph 89 above) according to which mayors were requested to cancel any registrations which had already been made, and informed that in the absence of such cancellations the registrations would be annulled ex officio. The applicants whose marriage was registered have confirmed that shortly after the circular was issued the registration in their respect was cancelled (see paragraphs 30 and 40 above). In these circumstances, the Court considers that the temporary registration of their marriage cannot therefore detract from their victim status.
119. Accordingly, the Court concludes that all the individuals in the present applications should be considered ?victims? of the alleged violation concerning the authorities? refusal to register their marriage (as a marriage) within the meaning of Article 34 of the Convention.
B. Exhaustion of domestic remedies
120. The Government submitted that applications nos. 26431/12, 26742/12, and 44057/12 were inadmissible, as the applicants had failed to exhaust domestic remedies. In their view it could not be said that available remedies were not adequate. Domestic jurisprudence showed that the authorities gave particular attention to the issues raised and proposed novel solutions. They referred in particular to Constitutional Court judgment no. 138/10.
121. In relation to their complaint concerning the failed registration, the applicants submitted that it was for the Government to prove that there existed an effective domestic remedy at the time they lodged their applications with the Court; however, they had failed or were unable to do so. They further noted that rightly the Government did not rely on the judgment of the Tribunal of Grosseto of 3 April 2014, which was only a sporadic first-instance judgment, delivered after the introduction of the applications with the Court (they referred in this connection to Costa and Pavan v. Italy, no. 54270/10, ? 38, 28 August 2012, and S?rmeli v. Germany [GC], no. 75529/01, ? 110-112, ECHR 2006 VII).
122. Furthermore, in relation to their complaint regarding any means of legal recognition, the applicants submitted that the Government had also not proved, by means of examples, that the domestic courts could provide any legal recognition of their unions. Indeed, given that the flaw related to the law (or lack thereof) ordinary domestic courts were prevented from taking any remedial action. Within the domestic system the appropriate remedy would have been a challenge before the Constitutional Court, which the Court has already stated is not a remedy to be used, it not being directly accessible to the individual (see Scoppola v. Italy (no. 2) [GC], no. 10249/03, ? 70, 17 September 2009). Moreover, in the present case such a challenge would not have been successful, given the precedent which lay in judgment no. 138/10, subsequently confirmed by other decisions.
123. The Court observes that at the time when all the applicants introduced their applications before the Court (April-September 2012) the case-law concerning the impossibility of registering such marriages was consolidated. The slightly different reasoning adopted in a judgment of 15 March 2012 (no. 4184/12) of the Court of Cassation in two of the applicants? cases did not alter the unfavourable outcome. Moreover, by that time the Constitutional Court had already given its judgment no. 138/10, the findings of which were subsequently reiterated in two further Constitutional Court judgments (filed in the relevant registry on 22 July 2010 and 5 January 2011, see paragraph 78 above), also delivered before the applicants had introduced their applications with the Court. Thus, at the time when the applicants wished to complain about the alleged violations, namely shortly after the refusals by the Civil Status Offices to register their marriages, there was consolidated jurisprudence of the highest courts of the land indicating that their claims had no prospect of success. The Court further notes that the judgment of the Tribunal of Grosseto was delivered after the applicants had lodged their applications with the Court, and that it is only a first instance judgment, it follows that it has no relevance for the Court?s finding under this head.
124. Bearing in mind the above, the Court considers that there is no evidence enabling it to hold that at the date when the applications were lodged with the Court the remedies available in the Italian domestic system would have had any prospects of success concerning any of their complaints. It follows that the applicants in applications nos. 26431/12, 26742/12, and 44057/12 cannot be blamed for not pursuing a remedy which was ineffective. Thus, the Court accepts that there were special circumstances which absolved these applicants from their normal obligation to exhaust domestic remedies (see Vilnes and Others v. Norway, nos. 52806/09 and 22703/10, ? 178, 5 December 2013).
125. It follows that in these circumstances the Government?s objection must be dismissed.
C. Other
1. The Government
126. On the specific circumstances of the case, the Government submitted that Ms Francesca Orlandi and Ms Elisabetta Mortagna, as well as Mr D.P. and Mr G.P., got married in Toronto, Canada, without being domiciled there, as they were domiciled in Italy. They referred to the recently amended (2013) Canadian law on the matter.
127. In respect of Mr Gianfranco Goretti and Mr Tommaso Giartosio, who got married in California, the Government noted that the law on homosexual marriage was abrogated by a referendum in 2008. The Government submitted that although this did not invalidate their marriage, the applicants failed to submit relevant documents proving the validity of their marriage entered into on 9 September 2008, at a time when the law on homosexual marriage was being assessed by the domestic courts.
128. As to OMISSISand OMISSIS, the Government submitted that the two applicants, who married in the Netherlan

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024