AFFAIRE OLIVIERI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE OLIVIERI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,13,35,06
Numero: 17708/12/2016
Stato: Italia
Data: 2016-02-25 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni: Eccezione preliminare unita al fondo e respinta, Articolo 35-1 – Esaurimento delle vie di ricorso interni, Violazione dell’articolo 6 – Diritto ad un processo equo, Articolo 6 – Procedimento amministrativo Articolo 6-1 – Termine ragionevole, Violazione dell’articolo 13 – Diritto ad un ricorso effettivo, Articolo 13 – Ricorso effettivo, Danno giuridico – risarcimento, Articolo 41 – Danno giuridico
Soddisfazione equa,

PRIMA SEZIONE

CAUSA OLIVIERI ED ALTRI C. ITALIA

( Richieste neri 17708/12, 17717/12, 17729/12 e 22994/12)

SENTENZA

STRASBURGO

25 febbraio 2016

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Olivieri ed altri c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Mirjana Lazarova Trajkovska, presidentessa,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, giudici,
e di Andr? Wampach, cancelliere aggiunge di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 2 febbraio 2016,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano quattro richieste, nostri 17708/12, 17717/12, 17729/12, 22994/12, dirette contro la Repubblica italiana e di cui nove cittadini di questo Stato di cui l’elenco raffigura qui accluso (“i richiedenti”), hanno investito la Corte tra il 2 marzo ed i 2 aprili 2012 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono stati rappresentati da OMISSIS, avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora ed il suo coagente il Sig. G. Mauro Pellegrini.
3. I richiedenti adducono in particolare una violazione del loro diritto ad un processo in un termine ragionevole, articolo 6 ? 1 della Convenzione, ed il non effettivit? del rimedio interno (articolo 13 della Convenzione).
4. Il 26 gennaio 2015, le richieste sono state comunicate al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. L’elenco delle parti richiesta figura qui acclusa.
6. I fatti della causa, come sono stati esposti dalle parti, possono riepilogare come segue.
7. Il 23 agosto 1990, il Sig. G. Olivieri, il Sig. S.V, il Sig. A.R. ed il Sig. G.V, salariati della municipalit? di Benevento, depositarono ciascuno un ricorso dinnanzi al tribunale amministrativo regionale (“il TAR”) di Campania (vedere quadro qui accluso, mirando ad ottenere la rettifica dei calcoli relativi alla loro anzianit? di servizio e la condanna della collettivit? locale al versamento delle differenze di retribuzione,). Ogni salariato fece congiuntamente una domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza.
8. Il 26 febbraio 2008, la cancelleria del TAR notific? ad ogni parte, in applicazione dell’articolo 9, capoverso 2 della legge no 205 del 21 luglio 2000, un parere che cade sull’obbligo di presentare una notizia chiede di determinazione dell’udienza, sotto pena di scadenza del ricorso. I richiedenti di cui gli eredi di S.V, A.R. e G.V, intervenuti nei rispettivi procedimenti tra luglio e settembri 2008, depositarono alle stesse date una notizia chiedo di determinazione dell’udienza (vedere quadro qui accluso).
9. Allo stesso tempo, i richiedenti, sul fondamento della legge no 89/2001 detto legge “Pinto”, introdussero un ricorso dinnanzi alla corte di appello di Napoli per lamentarsi della durata eccessiva del procedimento amministrativo.
10. La corte di appello di Napoli, entra febbraio ed aprile 2009 (vedere quadro qui accluso), dichiar? i ricorsi inammissibili. Constat? che al decorro del procedimento giurisdizionale amministrativo, i richiedenti non avevano fatto una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo, notizia condizione di ammissibilit? dei ricorsi “Pinto”, introdotti con la decreto-legge no 112 del 25 giugno 2008. Il 4 novembre 2011, la Corte di cassazione respinse i ricorsi dei richiedenti per le stesse ragioni.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. in quanto agli obblighi delle parti ad un procedimento dinnanzi al tribunale amministrativo regionale
11. Il procedimento dinnanzi al tribunale amministrativo regionale (TAR) era regolamentato, all’epoca dei fatti, con la legge no 1034 del 6 dicembre 1971. In particolare, l’articolo 19, primo capoverso, disponeva che: “Nelle cause dinnanzi ai tribunali amministrativi regionali, fino all’adozione di una legge speciale sul procedimento, le regole di procedimento delle sezioni giurisdizionali del Consiglio di stato sono osservate .”
12. Secondo queste regole di procedimenti, nei due anni dell’introduzione del ricorso, la parte richiesta doveva fare una domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, sotto pena di scadenza, Articolo 40 del decreto reale no 1054 del 26 giugno 1924. Seguito al deposito di questa domanda, il giudice investito aveva l’obbligo di fissare l’udienza. La parte richiesta poteva depositare anche una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo. In questo caso, il giudice aveva la facolt? di accordare la precedenza al ricorso, anticipando la data dell’udienza, articolo 51 del decreto reale no 642 del 17 agosto 1907.
13. Per i ricorsi pendenti di pi? di dieci anni, la cancelleria del tribunale amministrativo regionale doveva notificare un parere che cade sull’obbligo di depositare una notizia alle parti chiedo di determinazione dell’udienza per evitare la scadenza della causa, Articolo 9 della legge no 205 del 21 luglio 2000.
14. L’assemblea plenaria della Corte di cassazione ha deliberato, nella sua sentenza no 28507/05 del 15 dicembre 2005, che:
“(…) nel sistema in vigore prima della legge 205/2000 il processo amministrativo non metteva al carico della parte richiesta, dopo il deposito del ricorso, che la presentazione, entro due anni a partire dal deposito del ricorso, di una domanda che tende alla determinazione dell’udienza; seguito al deposito di questa domanda, lo svolgimento del processo era sottoposto al potere di iniziativa del giudice. Di conseguenza, il deposito della domanda prevista dall’articolo 54, secondo capoverso, del decreto reale no 642/1907, istanza di prelievo, non costituire un obbligo di fare, il suo scopo esclusivo che ? quello di segnalare l’emergenza del ricorso per ottenere ne l’esame anticipato, sbalorditivo l’ordine cronologico di iscrizione al ruolo delle domande di determinazione dell’udienza “
15. Per ci? che ? dell’obbligo di fare una domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, l’articolo 9, capoverso 2, della legge no 205/2000 contempla che:
“(…) 2. Incombe sulla Cancelleria di notificare alle parti costituite, dopo dieci anni della data di introduzione dei ricorsi, un parere che cade sull’obbligo delle parti attrici di presentare una notizia chiede di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, con la firma delle parti entro sei mesi a partire dalla data di notificazione dello stesso parere. I ricorsi per che la notizia chiede di determinazione dell’udienza non sono stati presentati, alla scadenza del termine indicato, cozzano contro la scadenza contemplata all’articolo 26, ultimo capoverso, della legge no 1034 del 6 dicembre 1971, introdotto dal capoverso 1 del presente articolo. “
B. in quanto alla soddisfazione equa per violazione del diritto ad una durata ragionevole del processo amministrativo
16. Il diritto e le pratica interne pertinenti relative, in generale, alla legge no 89 del 24 marzo 2001, detto “il legge Pinto”, figurano nel sentenza Cocchiarella c. Italia ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006-V.
17. In ci? che riguarda la sua applicazione alla durata dei procedimenti giurisdizionali amministrativi, l’assemblea plenaria della Corte di cassazione, nella sentenza no 28507/05, aveva deliberato che:
“(…) conformemente all’approccio espresso a pi? riprese nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo, [la Corte di cassazione] ? spettata gi? finora sull’interpretazione dominante e ha affermato che la violazione del diritto ad una durata ragionevole dei procedimenti giudiziari devono essere esaminati considerando il periodo di tempo essendo smerciata si a partire dall’introduzione del procedimento. Ci? trova anche applicazione nei procedimenti dinnanzi al giudice amministrativo, il difetto o il deposito tardivo della domanda di determinazione urgente della data dell’udienza che non ha nessuna incidenza.
Questa interpretazione deve essere confermata, considerando che l’esistenza di un strumento di accelerazione del processo non sospende n? differisca l’obbligo dello stato di deliberare sulla domanda, n? non provocare l’attribuzione alla parte richiesta di una responsabilit? per il superamento del termine ragionevole nella risoluzione della causa, il comportamento della parte non potendo entrare in fila di conto che nella valutazione del danno subito. “
18. In seguito, la decreto-legge no 112 del 25 giugno 2008, entrato in vigore lo stesso giorno, poi convertito, senza nessuna modifica sostanziale su questo punto, con la legge no 133 del 6 agosto 2008, ha contemplato nel suo articolo 54, capoverso 2, che:
“(…) La domanda di soddisfazione equa per lamentarsi della violazione prevista dall’articolo 2, primo capoverso, della legge no 89 del 24 marzo 2001, in un procedimento dinnanzi al giudice amministrativo non pu? essere introdotto se, in suddetta procedimento, una domanda al senso dell’articolo 51, secondo capoverso, del decreto reale no 642 del 17 agosto 1907, istanza di prelievo, non ? stata depositata. “
IN DIRITTO
I. JONCTION DELLE RICHIESTE
19. La Corte constata che, nelle quattro richieste, i richiedenti si lamentano dell’impossibilit? di ottenere un indennizzo nella cornice del rimedio “Pinto”, in ragione dell’introduzione di una nuova condizione di ammissibilit? applicabile ai procedimenti giurisdizionali amministrativi. Pertanto, tenuto conto della similitudine delle richieste in quanto ai fatti ed alle questioni di fondo che pongono, decide di unirli e di esaminarli congiuntamente in una sola sentenza.
II. Su La Violazione Addotta Degli Articoli 6 ? 1 E 13 Di La Convenzione
20. I richiedenti denunciano la durata dei procedimenti seguito dinnanzi al tribunale amministrativo regionale (TAR, della Campania,). I procedimenti controversi hanno cominciato il 23 agosto 1990, giorno dell’immissione nel processo del TAR della Campania, e hanno preso fine il 5 dicembre 2008 o il 13 marzo 2009 (vedere quadro qui accluso). Hanno avuto una durata di pi? di diciotto anni. I richiedenti invocano l’articolo 6 ? 1 della Convenzione di cui la parte pertinente ? formulata cos?:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, con un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
21. I richiedenti adducono anche che la condizione di ammissibilit? di un ricorso indennizzante “Pinto”, a sapere l’obbligo di fare una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo, nel procedimento giurisdizionale amministrativo, si analizzerebbe in una violazione del loro diritto ad un tribunale sul terreno dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, rimettendo in causa l’effettivit? di suddetto rimedio.
22. Padrona della qualifica giuridica dei fatti, Aksu c. Turchia [GC], i nostri 4149/04 e 41029/04, ? 43, CEDH 2012; Halil Y?ksel Aknc ?c. Turchia, no 39125/04, ? 54, 11 dicembre 2012; Guerra ed altri c. Italia, 19 febbraio 1998, ? 44, Raccolta delle sentenze e decisioni 1998 I, la Corte stima pi? appropriata di esaminare essenzialmente questo aspetto del motivo di appello dei richiedenti sul terreno dell’articolo 13 della Convenzione.
23. Secondo l’articolo 13 della Convenzione, cos? formulata,:
“Tutto nessuno di cui i diritti e libert? riconobbero nel Convenzione ? stata violata, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, allora stesso che la violazione sarebbe stata commessa dalle persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
A. Tesi delle parti
1. Il Governo
24. Il Governo sviluppa due linee di ragionamento nelle sue osservazioni. In primo luogo, mantiene che i richiedenti non hanno investito validamente le giurisdizioni “Pinto” in ragione del difetto di presentazione di una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo, durante il procedimento giurisdizionale amministrativo. In secondo luogo, sostiene che, eccetto il Sig. G. Olivieri, gli altri richiedenti, intervenuto di iure ereditario ad alcuni mesi della conclusione dei procedimenti rispettivi, non possono essere considerati come vittime della durata globale del procedimento.
25. In quanto alla no-esaurimento del ricorso “Pinto”, il Governo adduce che i richiedenti non avrebbero investito la portata esatta della condizione di ammissibilit? di suddetto ricorso. Avrebbero confuso la finalit? della domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza di cui lo scopo sarebbe unicamente quello di esprimere l’interesse al mantenimento della causa ed evitare con questo verso la sua scadenza, con quella della domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo che mirerebbe ad accelerare il procedimento in corso.
26. Il Governo afferma che l’istanza di prelievo, contemplato all’articolo 51 del decreto reale no 642 del 17 agosto 1907, sarebbe il primo rimedio acc?l?ratoire introduce nel sistema nazionale per evitare la violazione del diritto ad un processo in un termine ragionevole. A questo riguardo, il Governo arguisce che la domanda sarebbe un rimedio effettivo, comparabile ai rimedi esistenti in altri sistemi giuridici in seno al Consiglio dell’Europa, come la Germania o la Slovenia, e valutati favorevolmente dal Comitato dei Ministri, in particolare nel Risoluzione CM/ResDH(2013)244, 71 cause contro la Germania, Rumpf e 70 altre cause contro la Germania.
27. Sebbene previsto come semplice facolt? per la parte, dall’entrata in vigore dell’articolo 54 della decreto-legge no 112 il 25 giugno 2008, questo rimedio ? diventato una condizione di ammissibilit? di ogni ricorso per lamentarsi della durata eccessiva di un procedimento giurisdizionale amministrativo. Di conseguenza, il Governo ricusa gli argomenti dei richiedenti secondo che sarebbero stati esentati di presentare un tale domanda acc?l?ratoire prima di introdurre un ricorso “Pinto.”
28. In quanto al preteso inapplicabilit? ratione temporis della norma menzionata ai procedimenti giurisdizionali amministrativi in corso, il Governo indica che questa disposizione deve interpretare si nel senso della sua applicabilit? ai ricorsi “Pinto” introdotti a partire dal 25 giugno 2008, data di entrata in vigore della decreto-legge, e non ai procedimenti amministrativi impegnati a partire da questa stessa data.
29. Inoltre, il Governo confuta la tesi dei richiedenti secondo la quale la condizione di ammissibilit? non sarebbe applicabile ai procedimenti giurisdizionali amministrativi da cui la durata supera cinque anni. Aggiunge che, anche a supporre l’esistenza di una base legale, niente avrebbe impedito i richiedenti di presentare, contextuellement alla domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, una seconda domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo.
30. Infine, il Governo respinge l’argomento dei richiedenti sul conflitto tra le applicazioni della norma contestata in materia nei casi di specifico e la giurisprudenza della Corte, in particolare il suo decisione Daddi c. Italia (, d?c.), no 15476/09, 2 giugno 2009.
2. I richiedenti
31. I richiedenti sostengono che l’obbligo di fare la domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza non ? applicabile ratione temporis ai loro casi perch? i procedimenti erano in vigore in corso alla data di entrata della decreto-legge no 112 di 2008, a sapere il 25 giugno 2008. Ad ogni modo, questo obbligo non si imporsi ai procedimenti avendo superato una durata di cinque anni. I richiedenti denunciano in conclusione di non avere disposto di un rimedio interno efficace per lamentarsi della durata eccessiva del procedimento.
32. Pi? in dettaglio, i richiedenti adducono che la nuova disposizione prescrive un obbligo contrario alla giurisprudenza nazionale anteriore che aveva negato un qualsiasi valore giuridico alla presentazione della domanda detta di prelievo istanza. Suddetta disposizione, come interpretata nei casi di specifico, sarebbe anche in conflitto con la giurisprudenza della Corte elaborata nel decisione Daddi, precitata.
33. Infine, sottolineano che la legislazione nazionale distinguerebbe i procedimenti avendo avuto una durata inferiore a cinque anni di queste avendo superato questo termine. In questo secondo caso, la legge disporrebbe che la cancelleria del TAR deve notificare alla parte attrice un parere che cade sull’obbligo di fare una domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, per evitare la scadenza della causa. In mancanza di questo parere, la parte non potrebbe presentare di prelievo questa domanda e l’istanza non eviterebbe la scadenza. Di conseguenza, secondo i richiedenti, la parte sarebbe obbligata ad aspettare il parere della cancelleria del TAR, tenuta a fare una domanda di determinazione dell’udienza poi e solamente dopo lei potrebbe introdurre anche una “istanza di prelievo.”
34. In ci? che riguarda il loro requisito di “vittima”, i richiedenti indicano che a livello interno non ? contestato che il danno subito a causa della durata eccessiva del procedimento ? trasmissibile all’erede che si costituisce nello stesso procedimento. Questo ultimo ha anche la capacit? ad agire in giustizia di iure ereditario dinnanzi alle giurisdizioni “Pinto” per ottenere, all’occorrenza, una correzione della violazione addotta.
B. Valutazione della Corte
1. Sull’ammissibilit?
35. La Corte considera che l’eccezione di no-esaurimento delle vie di ricorso interni, sollevati dal Governo convenuto a titolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, ? legata strettamente a quella dell’esistenza di un ricorso effettivo al senso dell’articolo 13 della Convenzione (vedere McFarlane c). Irlanda [GC], no 31333/06, ? 75, 10 settembre 2010; Panju c. Belgio, no 18393/09, ? 47, 28 ottobre 2014; Vlad ed altri c. Romania, nostri 40756/06, 41508/07 e 50806/07, ? 103, 26 novembre 2013; S?rmeli c. Germania, d?c.), no 75529/01, 29 aprile 2004. Pertanto, decide che l’eccezione del Governo sar? esaminata all’epoca dell’esame della fondatezza dell’articolo 13 della Convenzione, tenuto conto delle affinit? strette che presentano 35 ? gli articoli 1 e 13 della Convenzione, Kuda ?c. Polonia [GC], no 30210/96, ? 152, CEDH 2000-XI.
36. In quanto alla qualit? di “vittima” dei richiedenti, la Corte ricorda che la sua giurisprudenza relativa all’intervento dei terzo nei procedimenti civili si libera il seguente distinzione: quando un richiedente ? intervenuto unicamente nel procedimento nazionale nel suo nome proprio, il periodo a prendere in considerazione cominci a decorrere a contare di questa data, mentre, quando un richiedente si costituisce partire alla controversia in quanto erede, pu? lamentarsi di tutta la durata del procedimento (vedere Scordino c). Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ? 220, CEDH 2006 V; Cocchiarella precitata, ? 113. La Corte considera che la stessa conclusione si imporsi per i procedimenti giurisdizionali amministrativi.
37. Di conseguenza, la Corte respinge questa eccezione e stimi che i richiedenti possono definirsi “vittima” al senso dell’articolo 34 della Convenzione.
38. La Corte constata che le richieste non sono manifestamente male fondate al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e che non cozzano contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Pertanto, devono essere dichiarate ammissibili.
2. Sul fondo
ha, Esaurimento delle vie di ricorso interni e violazione addotta dell’articolo 13 della Convenzione
i. Principi generali
39. In virt? dell’articolo 1 della Convenzione, ai termini del quale “[L]es Hautes Partite contraenti riconoscono ad ogni persona che rileva della loro giurisdizione i diritti e libert? definite al titolo I della presente Convenzione”, il collocamento in ?uvre e la sanzione dei diritti e libert? garantite dalla Convenzione spettano al primo capo alle autorit? nazionali. Il meccanismo di lamento dinnanzi alla Corte riveste un carattere accessorio rispetto ai sistemi nazionali di salvaguardia dei diritti dell’uomo dunque. Questa sussidiariet? si esprime negli articoli 13 e 35 ? 1 della Convenzione (vedere, tra altri, Cocchiarella precitata, ? 38; Balakchiev ed altri c. Bulgaria, d?c.), no 65187/10, ? 49, 18 giugno 2013.
40. La Corte ricorda che il principio di sussidiariet? non notifica che rischia di rinunciare ad ogni controllo sul risultato ottenuto a causa dell’utilizzazione della via di ricorso interno, sotto pena di svuotare i diritti garantiti dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione di ogni sostanza. A questo riguardo, c’? luogo di ricordare che la Convenzione ha per scopo di proteggere dei diritti non teorici o illusori, ma concreti ed effettivi, Principe Hans-Adamo II di Liechtenstein c. Germania [GC], no42527/98, ? 45, CEDH 2001-VIII. L’osservazione vale particolarmente per le garanzie previste dall’articolo 6 della Convenzione, vista il posto eminente che il diritto ad un processo equo, con tutte le garanzie previste da questa disposizione, occupi in una societ? democratica, Valada Matos das Innevati c. Portogallo, no 73798/13, ? 68, 29 ottobre 2015.
41. La finalit? dell’articolo 35 ? 1 che enunciano la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interni, ? di predisporre agli Stati contraenti l’occasione di prevenire o di risanare le violazioni addotte contro essi prima che la Corte ne non sia investito (vedere, tra altri, il sentenza Selmouni c. Francia [GC], no 25803/94, ? 74, CEDH 1999-V. La regola dell’articolo 35 ? 1 si basino sull’ipotesi, incorporata nell’articolo 13 con che presenta delle strette affinit?, che l’ordine interno offre un ricorso effettivo in quanto alla violazione addotta (Kuda ?precitata, ? 152,).
42. Tuttavia, le disposizioni dell’articolo 35 della Convenzione non prescrivono l’esaurimento che i ricorsi al tempo stesso relativi alle violazioni incriminate, disponibili ed adeguati. Devono esistere non solo ad un grado sufficiente di certezza in teoria ma anche in pratica, mancano loro altrimenti l’effettivit? e l’accessibilit? voluta (vedere, in particolare, i sentenze Vukovi ?ed altri c. Serbia (eccezione preliminare) [GC], no 17153/11 e 29 altre richieste, ? 71, 25 marzo 2014; Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, ? 66, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996 IV; Vernillo c. Francia, sentenza del 20 febbraio 1991, serie Ha no198, pp. 11?12, ? 27.
43. Secondo la Corte, per potere essere giudicato effettivo, un ricorso deve essere suscettibile di ovviare direttamente alla situazione incriminata e presentare delle prospettive ragionevoli di successo, Sejdovic c. Italia [GC], no 56581/00, ? 46, CEDH 2006 II; Vukovi ?ed altri, precitata, ? 74 e Balogh c. Ungheria, no 47940/99, ? 30, 20 luglio 2004.
44. I ricorsi di cui un giudicabile dispone al piano interno per lamentarsi della durata di un procedimento sono “effettivi”, al senso dell’articolo 13 della Convenzione, dal momento che permettono o di fare intervenire pi? la decisione delle giurisdizioni sequestri presto, o di fornire gi? al giudicabile un risarcimento adeguato per i ritardi imputati, S?rmeli c. Germania [GC], no 75529/01, ? 99, CEDH 2006 VII; Vassilios Athanasiou ed altri c. Grecia, no 50973/08, ? 54, 21 dicembre 2010.
45. La Corte ha affermato a pi? riprese che il migliore rimedio nell’assoluto ? come in numerose tenute, la prevenzione. Quando un sistema giudiziale si rivela inadempiente al riguardo dell’esigenza che deriva dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione in quanto al termine ragionevole, un ricorso che permette di fare accelerare il procedimento per impedire il sopraggiungere di una durata eccessiva costituisce la soluzione pi? efficace. Un tale ricorso presenta un vantaggio incontestabile rispetto ad un ricorso unicamente indennizzante perch? permette di affrettare la decisione della giurisdizione riguardata. Evita anche di avere a constatare delle violazioni successive per lo stesso procedimento e non limitarsi ad agire ha posteriori siccome il fatto un ricorso indennizzante (Scordino precitata) ? 183; Cocchiarella precitata, ? 74.
46. ? anche evidente che, per i paesi dove esistono gi? delle violazioni legate alla durata di procedimenti, un ricorso che tende unicamente ad accelerare il procedimento, se sarebbe augurabile per l’avvenire, non pu? essere sufficiente per risanare una situazione dove ? manifesto che il procedimento si ? dilungato gi? su un periodo eccessivo.
47. Differenti tipi di ricorso possono coesistere nello scopo di risanare la violazione dunque in modo adeguata. La Corte l’ha affermato gi? in materia penale giudicando soddisfacente la presa in conto della durata del procedimento per concedere una riduzione della pena in modo espressa e misurabile, Beck c. Norvegia, no 26390/95, ? 27, 26 giugno 2001. Peraltro, certi Stati l’hanno compreso scegliendo perfettamente di combinare due tipi di ricorso, un tendendo ad accelerare il procedimento e l’altro di natura indennizzante (Cocchiarella precitata) ? 77; Scordino precitata, ? 186.
ii. Applicazione dei principi al caso di specifico
48. Senza anticipare l’esame della questione di sapere se c’? stato o non superamento del termine ragionevole, la Corte stima che il motivo di appello dei richiedenti, relativo alla durata dei procedimenti giurisdizionali amministrativi dinnanzi al TAR della Campania, costituisci premi? facie un motivo di appello “difendibile.” I procedimenti hanno avuto una durata di pi? di diciotto anni (vedere quadro qui accluso) difatti. I richiedenti avevano dunque a questo riguardo dritti ad un ricorso effettivo, Valada Matos das Innevati c. Portogallo, precitata, ? 74.
49. La Corte ha giudicato nel suo sentenza Kuda ?(precitata, ? 156, che “l’interpretazione corretta dell’articolo 13 ? che questa disposizione garantisce un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale che permette di lamentarsi di un’incomprensione dell’obbligo imposto dall’articolo 6 ? 1 di intendere le cause in un termine ragionevole.”
50. Al livello nazionale, ? il legge Pinto, no 89 del 24 marzo 2001 che ha introdotto nel sistema giuridico italiano una via di ricorso indennizzante contro la lunghezza eccessiva dei procedimenti giudiziali.
51. Per ci? che ? dei procedimenti giurisdizionali amministrativi, l’articolo 54, secondo capoverso della decreto-legge no 112/2008, convertito nella legge no 133 del 2008, ha introdotto una condizione di ammissibilit? del ricorso “Pinto.” Le “giurisdizioni Pinto” non possono essere investite che se la parte richiesta ha depositato, durante il procedimento principale, una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo. All’epoca dei fatti controversi, questa domanda si basava sull’articolo 51 del decreto reale no 642 del 17 agosto 1907.
52. Secondo la Corte, a partire dalla data di entrata in vigore della decreto-legge no 112 di 2008, a sapere il 25 giugno 2008, il legislatore ha messo in posto un nuovo procedimento per lamentarsi della lunghezza eccessiva del procedimento giurisdizionale amministrativo. Questa si costituisce di due fasi: la prima fase che contempla l’introduzione della domanda detta di prelievo istanza durante il procedimento dinnanzi al giudice amministrativo e che ? condizione di ammissibilit? di un ricorso Pinto; la seconda fase, disciplinata dal legge Pinto che permette ad ogni individuo di fare presso una domanda di soddisfazione equa della corte di appello competente ratione loci.
53. In ci? che riguarda la domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, la Corte ricorda che si ? trovata a pi? riprese a giudicare dell’effettivit? di un rimedio in accelerazione (vedere, tra molto altri, Xynos c. Grecia, no 30226/09, 9 ottobre 2014; S?rmeli precitata; Lukenda c. Slovenia, no. 23032/02, ECHR 2005 X; Horvat c. Croazia, no 51585/99, CEDH 2001 VIII. In particolare, ha riconosciuto a questo tipo di ricorso un carattere “effettivo” nella misura in cui permette di affrettare la decisione della giurisdizione riguardata.
54. In ci? che riguarda le presenti cause, il testo di legge che disciplina questa domanda all’epoca dei fatti, a sapere l’articolo 51 del decreto-reale no 642 del 17 agosto 1907, indicava che “nel decreto di determinazione dell’udienza, il presidente, del TAR, pu?, alla domanda della parte o di ufficio, dichiarare la causa urgente”.
55. In seguito all’entrata in vigore del codice di procedimento amministrativo, decreto-legge no 104 del 2010, la notizia disciplina contempla, nel suo articolo 71, che “la parte pu? segnalare l’emergenza del ricorso depositando una domanda, istanza di prelievo. L’articolo 8, capoverso 2, dell’allegato no 2 dello stesso codice stabilisce che “il presidente, del TAR, pu? derogare al criterio cronologico per le ragioni di emergenza, tenendo anche conto dell’istanza di prelievo, o per le esigenze legate all’attivit? del tribunale, o in ragione della connessione di materia o quando il Consiglio di stato ha annullato un giudizio o un’ordinanza e ha rinviato la causa al pretore.”
56. La Corte nota che la formula dei due testi di legge mostra che il presidente del TAR ha una semplice facolt? di fissare la data dell’udienza. In secondo luogo, l’istanza di prelievo ? considerato come un criterio tra gli altri contemplati all’articolo 8 dell’allegato no 2 del codice di procedimento amministrativo. Infine, mancanza di informazione del Governo a questo motivo, c’? luogo di notare che non sembra che la legislazione nazionale abbia contemplato delle modalit? precise in quanto al trattamento della domanda in questione, in particolare i criteri che il presidente del TAR deve applicare per respingere o fare diritto alla domanda e le conseguenze, in caso di decisione favorevole alla parte, sullo svolgimento del procedimento.
57. La Corte ricorda che il Governo ha affermato che la domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza sarebbe un rimedio che velocizza comparabile a quegli esistente in altri sistemi giuridici dei paesi membri del Consiglio dell’Europa. Forza ?, tuttavia, di constatare che non ha fornito nessuno esempio della pratica giudiziale su questo punto. A questo riguardo, la Corte si ? dedicata su una serie di sentenze della Corte di cassazione resa entro 2014 e 2015 in materia di durata eccessiva di procedimenti giurisdizionali amministrativi, per valutare l’effetto pratico della domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, l’istanza di prelievo, sullo svolgimento del procedimento principale.
58. Risulta da queste sentenze che, tra le date della presentazione della domanda e la data di determinazione dell’udienza di discussione, il procedimento giurisdizionale amministrativo ha avuto una durata ulteriore di pi? di un anno e mezzo, sentenza no 23902/14, deposito del 10 novembre 2014, di quasi due anni, sentenza no 24030/14, deposito del 12 novembre 2014, di pi? di due anni, sentenza no 1652/2015, deposito del 28 gennaio 2015, di circa 4 anni, sentenza no 24031/14, deposito del 12 novembre 2014, di circa dodici anni, sentenza no 2307/15, deposito del 6 febbraio 2015.
59. La Corte si ? dedicata anche sulla pratica dei tribunali amministrativi regionali. A questo riguardo, rileva che il trattamento delle domande sembra dipendere in modo aleatorio dalla politica di precedenze di ogni TAR. Come esempio, in un procedimento dinnanzi al TAR del Lazio, RG no 8937/95, la parte attrice ha depositato una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza il 7 luglio 1995. L’udienza di discussione ha avuto luogo il 9 dicembre 2010. Dinnanzi al TAR della Campania, RG no 6183/97, la parte ha depositato due domande, il 18 marzo 2008 ed il 30 marzo 2009 e l’udienza di discussione ha avuto luogo il 20 maggio 2010. Sempre dinnanzi al TAR della Campania, RG no 8813/00, la parte ha sequestrato il tribunale, il 9 aprile 2008 ed il 17 aprile 2009, a due riprese, prima di ottenere la determinazione dell’udienza di discussione per il 3 giugno 2010.
60. Tenuto conto di questi elementi, la Corte rileva che non risulta n? della formula dei due testi menzionati (vedere 54 e 55 paragrafi), n? della pratica giudiziale che ha dovuto valutare del suo proprio capo, che la domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza possa affrettare efficacemente la presa di una decisione sulla causa di cui il tribunale ? investito. La Corte constata, inoltre che nessuna condizione che mira a garantire l’esame di una tale domanda non ? contemplata dal sistema nazionale (vedere, ha contrario, Techniki Olympiaki c. Grecia, d?c.), no 40547/10, 1 ottobre 2013 e Grzini ?c. Slovenia, no 26867/02, ? 87-88, 3 maggio 2007; vedere anche Xynos precitata, ? 38 e S?rmeli precitata, ?? 106-108.
61. La Corte considera che l’introduzione di una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza, istanza di prelievo, non ha un effetto significativo sulla durata del procedimento, o sbucando sulla sua accelerazione, o impedendolo di andare al di l? di ci? che potrebbe essere considerato come ragionevole (vedere, ha contrario, Holzinger (no1, c,). Austria, no 23459/94, ? 22, CEDH 2001-I. C’? luogo dunque di concludere che il risultato di questa domanda ? aleatorio.
62. La Corte osserva anche che la nuova disposizione, in mancanza di regime transitorio, si applica in modo automatica ad ogni ricorso “Pinto”, a prescindere della durata del procedimento amministrativo principale, ci? che obbliga le parti a moltiplicare le domande che mirano ad ottenere la conclusione di un processo di cui la durata ? gi? irragionevole.
63. Nei casi di specifico, ogni richiedente, sollecitato in questo senso con la cancelleria del TAR, ha fatto una seconda domanda di determinazione dell’udienza, istanza di fissazione dell’udienza, per evitare la scadenza della sua causa. Depositate tra luglio e settembri 2008, queste domande hanno provocato anche la determinazione dell’udienza di discussione per ogni causa. Le udienze hanno avuto luogo tra novembre 2008 e marzi 2009 (vedere quadro qui accluso). I richiedenti non avevano nessuno interesse a sollecitare una seconda volta dunque l’inserisco del TAR per chiedere la determinazione in emergenza della data dell’udienza.
64. Secondo la Corte, la condizione di ammissibilit? di un ricorso “Pinto” previsto all’articolo 54, capoverso 2 della legge no 112/2008 appare come una condizione formale che ha per effetto di ostacolare l’accesso al procedimento “Pinto.” Considera che l’inammissibilit? automatica dei ricorsi “Pinto”, fondati unicamente sul fatto che i richiedenti non hanno presentato di prelievo l’istanza, ha privato questi della possibilit? di ottenere una correzione appropriata e sufficiente, vedere ha contrario Mifsud c. Francia, d?c.) [GC], no 57220/00, ? 16-17, CEDH 2002 VIII.
65. A titolo che sovrabbonda, la Corte osserva che il legislatore ha modificato nel 2010 la disposizione controversa, confermando i dubbi menzionati dalla Corte nel suo decisione Daddi, precitata.
66. Nella versione del testo applicabile alle presenti cause, l’articolo 54, capoverso 2, della decreto-legge no 112 del 2008 contemplava che una domanda di soddisfazione equa ai sensi del legge Pinto poteva essere introdotta solamente se la parte al procedimento giurisdizionale amministrativo aveva depositato a priori una domanda di determinazione in emergenza della data dell’udienza. Questa previsione lasciava aperta al giudice nazionale la possibilit? di includere, nel calcolo della durata eccessiva, il periodo anteriore alla data di entrata in vigore della norma contestata.
67. In seguito, il decreto-legislativo no 104 del 2 luglio 2010 introducendo il codice di procedimento amministrativo, ha modificato la disposizione in questione. Quella contempla qui oramai che:
“La domanda di soddisfazione equa per lamentarsi della violazione prevista dall’articolo 2, primo capoverso, della legge no 89 del 24 marzo 2001, in un procedimento dinnanzi al giudice amministrativo non pu? essere introdotto se, nel procedimento in causa, non ? stata fatta una domanda di determinazione in emergenza dell’udienza, istanza di prelievo, al senso dell’articolo 71, secondo capoverso, del codice di procedimento amministrativo, n? rispetto al periodo anteriore alla sua presentazione. “
68. A questo riguardo, la Corte ha stimato qu ‘ “una pratica di interpretazione ed applicazione dell’articolo 54, secondo capoverso, di suddetto decreto-legge che ha per effetto di opporre all’ammissibilit? dei ricorsi Pinto che cadono sulla durata di un procedimento giurisdizionale amministrativo che si ? concluso prima del 25 giugno 2008, in ragione esclusivamente della mancanza di una domanda di determinazione in emergenza dell’udienza, potrebbe essere di natura tale da esentare i richiedenti interessati dell’obbligo di esaurire il ricorso “Pinto.” Ne sarebbe parimenti rispetto ai procedimenti ancora pendenti in che la determinazione in emergenza dell’udienza ? stata sollecitata solamente in vigore dopo l’entrata della disposizione in questione. In questi casi, non si pu? escludere che sia interpretata dai giudici nazionali nel senso di allontanare della determinazione della durata indennizzabile ogni periodo anteriore al 25 giugno 2008. Una tale pratica potrebbe privare in modo sistematiche certe categorie di richiedenti della possibilit? di ottenere, nel dirigente “Pinto”, una correzione appropriata e sufficiente” (Daddi precitata), difatti.
69. Questa stessa conclusione si applica alla nuova formulazione dell’articolo 54, capoverso 2, della decreto-legge no 112 del 2008, come modificato dal decreto-legislativo no 104 del 2 luglio 2010.
70. La Corte reitera che l’articolo 13 della Convenzione si basi sull’ipotesi che l’ordine interno offre un ricorso effettivo in quanto alla violazione addotta, Selmouni precitata, ? 74, e Kuda ?precitata, ? 152. Ricorda che un ricorso di cui la parte dispone per lamentarsi della durata del procedimento ? “effettivo”, al senso dell’articolo 13 della Convenzione, se permette di evitare il sopraggiungere o la continuazione della violazione addotta o se permette di “fornire una correzione adeguata per ogni violazione all’interessato essendo prodotta” gi? si, ibidem ? 158. Ci? che non ? il caso nelle presenti cause.
71. Alla luce di tutto ci? che precede, la Corte stima che il procedimento per lamentarsi della lunghezza eccessiva di un procedimento giurisdizionale amministrativo, risultante della lettura combinata dell’articolo 54, capoverso 2, della decreto-legge no 112 di 2008 e del legge Pinto, non pu? essere considerato come un ricorso effettivo al senso dell’articolo 13 della Convenzione. C’? luogo dunque di respingere l’eccezione di no-esaurimento sollevata dal Governo e di concludere alla violazione dell’articolo 13 della Convenzione.
b, Sulla violazione addotta dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione,
72. In ci? che riguarda la durata del procedimento delle presenti cause, il periodo a considerare ha cominciato il 23 agosto 1990 e si ? concluso o il 5 dicembre 2008, o il 13 marzo 2009 (vedere quadro qui accluso).
73. La Corte nota che, secondo il Governo convenuto, i richiedenti non avrebbero mostrato un vero interesse alla conclusione dei procedimenti. Sostiene anche la mancanza di sofferenza dei richiedenti, tenuto conto del carattere manifestamente male fondato delle loro pretese. Del loro lato, i richiedenti si lamentano della durata dei procedimenti, giudicati eccessiva.
74. La Corte rileva che risulta delle pratiche che ogni parte ha fatto due domande di determinazione dell’udienza durante il procedimento giurisdizionale amministrativo. In seguito, nella cornice del procedimento “Pinto”, i richiedenti hanno presentato tutto un ricorso dinnanzi alla corte di appello competente ratione loci, poi formato un ricorso in cassazione contro il rigetto di questa ultima. Di conseguenza, l’interesse dei richiedenti alla conclusione dei procedimenti non saprebbe essere messo in dubbio.
75. In quanto alla durata del procedimento, la Corte ha trattato a pi? riprese delle richieste che sollevano delle questioni simili a quella dei casi di specifico e ha constatato un’incomprensione dell’esigenza del “termine ragionevole”, tenuto conto dei criteri emanati in materia dalla sua giurisprudenza buona invalsa (vedere, in primo luogo, Cocchiarella precitata.
76. Non vedendo nessuna ragione di staccare si dei suoi precedenti conclusioni, la Corte stima che c’? luogo di constatare una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione per gli stessi motivi.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
77. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno giuridico
78. I richiedenti richiedono rispettivamente:

– per la richiesta no 17708/12, la somma di 27 375 euros (EUR);
– per la richiesta no 17717/12, la somma di 27 750 euros (EUR);
– per la richiesta no 17729/12, la somma di 27 375 euros (EUR);
– per la richiesta no 22994/12, la somma di 27 750 euros (EUR).
79. Il Governo sostiene che queste pretese non sono in accordo coi parametri della giurisprudenza della Corte e si rivelano eccessive, tenuto conto di per il fatto che i procedimenti interni sul fondo non sono stati favorevoli ai richiedenti.
80. La Corte ricorda che ha concluso alla violazione degli articoli 6 ? 1 e 13 della Convenzione. Deliberando in equit?, considera che c’? luogo di concedere per ogni richiesta 22 000 EUR a titolo del danno giuridico.
B. Oneri e spese
81. I richiedenti non chiedono il rimborso degli oneri e spese impegnate dinnanzi alle giurisdizioni interne e dinnanzi alla Corte. Niente sar? accordato loro a titolo di oneri e spese dunque.
C. Interessi moratori
82. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Decidi di unire le richieste;

2. Unito in fondo al motivo di appello tratto dall’articolo 13 l’eccezione del Governo derivato della no-esaurimento delle vie di ricorso interni e la respingo;

3. Dichiara, le richieste ammissibili;

4. Stabilisce, che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;

5. Stabilisce, che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione;

6. Stabilisce,
ha, che lo stato convenuto deve versare per ogni richiesta, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, la somma di 22 000 EUR, venti duemila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno giuridico,;
b che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;

7. Respinge, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 25 febbraio 2016, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Andr? Wampach Mirjana Lazarova Trajkovska
Cancelliere aggiunto Presidentessa

ALLEGATO: OMISSIS

Testo Tradotto

Conclusion: Exception pr?liminaire jointe au fond et rejet?e (Article 35-1 – Epuisement des voies de recours internes)
Violation de l’article 6 – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure administrativeArticle 6-1 – D?lai raisonnable)
Violation de l’article 13 – Droit ? un recours effectif (Article 13 – Recours effectif) Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE OLIVIERI ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?tes nos 17708/12, 17717/12, 17729/12 et 22994/12)

ARR?T

STRASBOURG

25 f?vrier 2016

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Olivieri et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Andr? Wampach, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 2 f?vrier 2016,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouvent quatre requ?tes (nos 17708/12, 17717/12, 17729/12, 22994/12) dirig?es contre la R?publique italienne et dont neuf ressortissants de cet ?tat, dont la liste figure en annexe (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour entre le 2 mars et le 2 avril 2012 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants ont ?t? repr?sent?s par OMISSIS, avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora et son coagent M. G. Mauro Pellegrini.
3. Les requ?rants all?guent en particulier une violation de leur droit ? un proc?s dans un d?lai raisonnable (article 6 ? 1 de la Convention) et l?ineffectivit? du rem?de interne (article 13 de la Convention).
4. Le 26 janvier 2015, les requ?tes ont ?t? communiqu?es au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. La liste des parties requ?rantes figure en annexe.
6. Les faits de la cause, tels qu?ils ont ?t? expos?s par les parties, peuvent se r?sumer comme suit.
7. Le 23 ao?t 1990, M. G. Olivieri, M. S.V., M. A.R. et M. G.V., salari?s de la municipalit? de B?n?vent, d?pos?rent chacun un recours devant le tribunal administratif r?gional (? le TAR ?) de Campanie (voir tableau en annexe) visant ? obtenir la rectification des calculs relatifs ? leur anciennet? de service et la condamnation de la collectivit? locale au versement des diff?rences de r?tribution. Chaque salari? pr?senta conjointement une demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza).
8. Le 26 f?vrier 2008, le greffe du TAR signifia ? chaque partie, en application de l?article 9, alin?a 2 de la loi no 205 du 21 juillet 2000, un avis portant sur l?obligation de pr?senter une nouvelle demande de fixation de l?audience, sous peine de p?remption du recours. Les requ?rants, dont les h?ritiers de S.V., A.R. et G.V., intervenus dans les respectives proc?dures entre juillet et septembre 2008, d?pos?rent aux m?mes dates une nouvelle demande de fixation de l?audience (voir tableau en annexe).
9. En m?me temps, les requ?rants, sur le fondement de la loi no 89/2001 dite loi ? Pinto ?, introduisirent un recours devant la cour d?appel de Naples pour se plaindre de la dur?e excessive de la proc?dure administrative.
10. La cour d?appel de Naples, entre f?vrier et avril 2009 (voir tableau en annexe), d?clara les recours irrecevables. Elle constata qu?au cours de la proc?dure juridictionnelle administrative, les requ?rants n?avaient pas pr?sent? une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo), nouvelle condition de recevabilit? des recours ? Pinto ?, introduite avec le d?cret-loi no 112 du 25 juin 2008. Le 4 novembre 2011, la Cour de cassation rejeta les pourvois des requ?rants pour les m?mes raisons.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. Quant aux obligations des parties ? une proc?dure devant le tribunal administratif r?gional
11. La proc?dure devant le tribunal administratif r?gional (TAR) ?tait r?glement?e, ? l??poque des faits, par la loi no 1034 du 6 d?cembre 1971. En particulier, l?article 19, premier alin?a, disposait que : ? Dans les affaires devant les tribunaux administratifs r?gionaux, jusqu?? l?adoption d?une loi sp?ciale sur la proc?dure, les r?gles de proc?dure des sections juridictionnelles du Conseil d??tat sont observ?es (…) ?.
12. Selon ces r?gles de proc?dures, dans les deux ans de l?introduction du recours, la partie requ?rante devait pr?senter une demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza), sous peine de p?remption (Article 40 du d?cret royal no 1054 du 26 juin 1924). Suite au d?p?t de cette demande, le juge saisi avait l?obligation de fixer l?audience. La partie requ?rante pouvait ?galement d?poser une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo). Dans ce cas, le juge avait la facult? d?accorder la priorit? au recours, anticipant la date de l?audience (article 51 du d?cret royal no 642 du 17 ao?t 1907).
13. Pour les recours pendants de plus de dix ans, le greffe du tribunal administratif r?gional devait notifier aux parties un avis portant sur l?obligation de d?poser une nouvelle demande de fixation de l?audience afin d??viter la p?remption de l?affaire (Article 9 de la loi no 205 du 21 juillet 2000).
14. L?Assembl?e pl?ni?re de la Cour de cassation a statu?, dans son arr?t no 28507/05 du 15 d?cembre 2005, que :
? (…) dans le syst?me en vigueur avant la loi 205/2000 (…) le proc?s administratif ne mettait ? la charge de la partie requ?rante, apr?s le d?p?t du recours, que (…) la pr?sentation, dans un d?lai de deux ans ? partir du d?p?t du recours (…), d?une demande tendant ? la fixation de l?audience ; suite au d?p?t de cette demande, le d?roulement du proc?s ?tait soumis au pouvoir d?initiative du juge. Par cons?quent, le d?p?t de la demande pr?vue par l?article 54, deuxi?me alin?a, du d?cret royal no 642/1907 (istanza di prelievo), ne constitue pas une obligation de faire, son but exclusif ?tant celui de signaler l?urgence du recours afin d?en obtenir l?examen anticip?, renversant l?ordre chronologique d?inscription au r?le des demandes de fixation de l?audience (…) ?
15. Pour ce qui est de l?obligation de pr?senter une demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza), l?article 9, alin?a 2, de la loi no 205/2000 pr?voit que :
? (…) 2. Il incombe au Greffe de notifier aux parties constitu?es, apr?s dix ans de la date d?introduction des recours, un avis portant sur l?obligation des parties demanderesses de pr?senter une nouvelle demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza) avec la signature des parties dans un d?lai de six mois ? partir de la date de notification du m?me avis. Les recours pour lesquels la nouvelle demande de fixation de l?audience n?a pas ?t? pr?sent?e, ? l?expiration du d?lai indiqu?, se heurtent ? la p?remption pr?vue ? l?article 26, dernier alin?a, de la loi no 1034 du 6 d?cembre 1971, introduit par l?alin?a 1 du pr?sent article. ?
B. Quant ? la satisfaction ?quitable pour violation du droit ? une dur?e raisonnable du proc?s administratif
16. Le droit et la pratique internes pertinents relatifs, en g?n?ral, ? la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ?la loi Pinto ?, figurent dans l?arr?t Cocchiarella c. Italie ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006-V).
17. En ce qui concerne son application ? la dur?e des proc?dures juridictionnelles administratives, l?Assembl?e pl?ni?re de la Cour de cassation, dans l?arr?t no 28507/05, avait statu? que :
? (…) conform?ment ? l?approche exprim?e ? maintes reprises dans la jurisprudence de la Cour de Strasbourg, [la Cour de cassation] est d?j? revenue sur l?interpr?tation jusqu?? pr?sent dominante et a affirm? que la violation du droit ? une dur?e raisonnable des proc?dures judicaires doit ?tre examin?e en consid?rant la p?riode de temps s??tant ?coul?e ? partir de l?introduction de la proc?dure. Cela trouve ?galement application dans les proc?dures devant le juge administratif, le d?faut ou le d?p?t tardif de la demande de fixation urgente de la date de l?audience n?ayant aucune incidence.
Cette interpr?tation (…) doit ?tre confirm?e, en consid?rant que (…) l?existence d?un instrument d?acc?l?ration du proc?s ne suspend ni ne diff?re l?obligation de l??tat de statuer sur la demande, ni n?entra?ne l?attribution ? la partie requ?rante d?une responsabilit? pour le d?passement du d?lai raisonnable dans la r?solution de l?affaire, le comportement de la partie ne pouvant entrer en ligne de compte que dans l?appr?ciation du pr?judice subi. ?
18. Par la suite, le d?cret-loi no 112 du 25 juin 2008, entr? en vigueur le m?me jour (puis converti, sans aucune modification substantielle sur ce point, par la loi no 133 du 6 ao?t 2008), a pr?vu dans son article 54, alin?a 2, que :
? (…) La demande de satisfaction ?quitable pour se plaindre de la violation pr?vue par l?article 2, premier alin?a (de la loi no 89 du 24 mars 2001), dans une proc?dure devant le juge administratif ne peut pas ?tre introduite si, dans ladite proc?dure, une demande au sens de l?article 51, deuxi?me alin?a, du d?cret royal no 642 du 17 ao?t 1907 (istanza di prelievo) n?a pas ?t? d?pos?e. ?
EN DROIT
I. JONCTION DES REQUETES
19. La Cour constate que, dans les quatre requ?tes, les requ?rants se plaignent de l?impossibilit? d?obtenir une indemnisation dans le cadre du rem?de ? Pinto ?, en raison de l?introduction d?une nouvelle condition de recevabilit? applicable aux proc?dures juridictionnelles administratives. Partant, compte tenu de la similitude des requ?tes quant aux faits et aux questions de fond qu?elles posent, elle d?cide de les joindre et de les examiner conjointement dans un seul arr?t.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 6 ? 1 ET 13 DE LA CONVENTION
20. Les requ?rants d?noncent la dur?e des proc?dures suivies devant le tribunal administratif r?gional (TAR) de Campanie. Les proc?dures litigieuses ont d?but? le 23 ao?t 1990, jour de la saisine du TAR de Campanie, et ont pris fin le 5 d?cembre 2008 ou le 13 mars 2009 (voir tableau en annexe). Elles ont eu une dur?e de plus de dix-huit ans. Les requ?rants invoquent l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente est ainsi libell?e :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
21. Les requ?rants all?guent aussi que la condition de recevabilit? d?un recours indemnitaire ? Pinto ?, ? savoir l?obligation de pr?senter une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo) dans la proc?dure juridictionnelle administrative, s?analyserait en une violation de leur droit ? un tribunal sur le terrain de l?article 6 ? 1 de la Convention, remettant en cause l?effectivit? dudit rem?de.
22. Ma?tresse de la qualification juridique des faits (Aksu c. Turquie [GC], nos 4149/04 et 41029/04, ? 43, CEDH 2012 ; Halil Y?ksel Ak?nc? c. Turquie, no 39125/04, ? 54, 11 d?cembre 2012 ; Guerra et autres c. Italie, 19 f?vrier 1998, ? 44, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998 I), la Cour estime plus appropri? d?examiner cet aspect du grief des requ?rants essentiellement sur le terrain de l?article 13 de la Convention.
23. Selon l?article 13 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Th?ses des parties
1. Le Gouvernement
24. Le Gouvernement d?veloppe deux lignes de raisonnement dans ses observations. En premier lieu, il maintient que les requ?rants n?ont pas valablement saisi les juridictions ? Pinto ? en raison du d?faut de pr?sentation d?une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo) au cours de la proc?dure juridictionnelle administrative. En deuxi?me lieu, il soutient que, hormis M. G. Olivieri, les autres requ?rants, intervenus de iure ereditario ? quelques mois de la conclusion des proc?dures respectives, ne peuvent pas ?tre consid?r?s comme victimes de la dur?e globale de la proc?dure.
25. Quant au non-?puisement du recours ? Pinto ?, le Gouvernement all?gue que les requ?rants n?auraient pas saisi la port?e exacte de la condition de recevabilit? dudit recours. Ils auraient confondu la finalit? de la demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza), dont le but serait uniquement celui de manifester l?int?r?t au maintien de l?affaire et ?viter par ce biais sa p?remption, avec celle de la demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo) qui viserait ? acc?l?rer la proc?dure en cours.
26. Le Gouvernement affirme que l?istanza di prelievo, pr?vue ? l?article 51 du d?cret royal no 642 du 17 ao?t 1907, serait le premier rem?de acc?l?ratoire introduit dans le syst?me national afin d??viter la violation du droit ? un proc?s dans un d?lai raisonnable. ? cet ?gard, le Gouvernement argue que la demande serait un rem?de effectif, comparable aux rem?des existants dans d?autres syst?mes juridiques au sein du Conseil de l?Europe, comme l?Allemagne ou la Slov?nie, et favorablement ?valu?s par le Comit? des Ministres, notamment dans la R?solution CM/ResDH(2013)244, 71 affaires contre l?Allemagne (Rumpf et 70 autres affaires contre l?Allemagne).
27. Bien que pr?vu comme simple facult? pour la partie, depuis l?entr?e en vigueur de l?article 54 du d?cret-loi no 112 le 25 juin 2008, ce rem?de est devenu une condition de recevabilit? de tout recours pour se plaindre de la dur?e excessive d?une proc?dure juridictionnelle administrative. Par cons?quent, le Gouvernement r?cuse les arguments des requ?rants selon lesquels ils auraient ?t? exempt?s de pr?senter une telle demande acc?l?ratoire avant d?introduire un recours ? Pinto ?.
28. Quant ? la pr?tendue inapplicabilit? ratione temporis de la norme mentionn?e aux proc?dures juridictionnelles administratives en cours, le Gouvernement indique que cette disposition doit s?interpr?ter dans le sens de son applicabilit? aux recours ? Pinto ? introduits ? partir du 25 juin 2008 (date d?entr?e en vigueur du d?cret-loi) et non aux proc?dures administratives engag?es ? partir de cette m?me date.
29. En outre, le Gouvernement r?fute la th?se des requ?rants selon laquelle la condition de recevabilit? ne serait pas applicable aux proc?dures juridictionnelles administratives dont la dur?e d?passe cinq ans. Il ajoute que, m?me ? supposer l?existence d?une base l?gale, rien n?aurait emp?ch? les requ?rants de pr?senter, contextuellement ? la demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza), une deuxi?me demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo).
30. Enfin, le Gouvernement rejette l?argument des requ?rants sur le conflit entre l?application de la norme contest?e dans les cas d?esp?ce et la jurisprudence de la Cour en la mati?re, notamment sa d?cision Daddi c. Italie ((d?c.), no 15476/09, 2 juin 2009).
2. Les requ?rants
31. Les requ?rants soutiennent que l?obligation de pr?senter la demande de fixation en urgence de la date de l?audience n?est pas applicable ratione temporis ? leurs cas car les proc?dures ?taient en cours ? la date d?entr?e en vigueur du d?cret-loi no 112 de 2008, ? savoir le 25 juin 2008. En tout ?tat de cause, cette obligation ne s?imposerait pas aux proc?dures ayant d?pass? une dur?e de cinq ans. Les requ?rants d?noncent en conclusion de ne pas avoir dispos? d?un rem?de interne efficace pour se plaindre de la dur?e excessive de la proc?dure.
32. Plus en d?tail, les requ?rants all?guent que la nouvelle disposition prescrit une obligation contraire ? la jurisprudence nationale ant?rieure, qui avait ni? une quelconque valeur juridique ? la pr?sentation de la demande dite istanza di prelievo. Ladite disposition, tel qu?interpr?t?e dans les cas d?esp?ce, serait ?galement en conflit avec la jurisprudence de la Cour ?labor?e dans la d?cision Daddi (pr?cit?e).
33. Enfin, ils soulignent que la l?gislation nationale distinguerait les proc?dures ayant eu une dur?e inf?rieure ? cinq ans de celles ayant d?pass? ce d?lai. Dans ce deuxi?me cas, la loi disposerait que le greffe du TAR doit signifier ? la partie demanderesse un avis portant sur l?obligation de pr?senter une demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza) afin d??viter la p?remption de l?affaire. ? d?faut de cet avis, la partie ne pourrait pas pr?senter cette demande et l?istanza di prelievo n??viterait pas la p?remption. Par cons?quent, selon les requ?rants, la partie serait oblig?e d?attendre l?avis du greffe du TAR, puis tenue ? pr?senter une demande de fixation de l?audience et seulement apr?s elle pourrait introduire aussi une ? istanza di prelievo ?.
34. En ce qui concerne leur qualit? de ? victime ?, les requ?rants indiquent qu?? niveau interne il n?est pas contest? que le pr?judice subi ? cause de la dur?e excessive de la proc?dure est transmissible ? l?h?ritier qui se constitue dans la m?me proc?dure. Ce dernier a ?galement la capacit? ? agir en justice de iure ereditario devant les juridictions ? Pinto ? pour obtenir, le cas ?ch?ant, un redressement de la violation all?gu?e.
B. Appr?ciation de la Cour
1. Sur la recevabilit?
35. La Cour consid?re que l?exception de non-?puisement des voies de recours internes, soulev?e par le Gouvernement d?fendeur au titre de l?article 6 ? 1 de la Convention, est ?troitement li?e ? celle de l?existence d?un recours effectif au sens de l?article 13 de la Convention (voir McFarlane c. Irlande [GC], no 31333/06, ? 75, 10 septembre 2010 ; Panju c. Belgique, no 18393/09, ? 47, 28 octobre 2014 ; Vlad et autres c. Roumanie, nos 40756/06, 41508/07 et 50806/07, ? 103, 26 novembre 2013 ; S?rmeli c. Allemagne (d?c.), no 75529/01, 29 avril 2004). Partant, elle d?cide que l?exception du Gouvernement sera examin? lors de l?examen du bien-fond? de l?article 13 de la Convention, compte tenu des affinit?s ?troites que pr?sentent les articles 35 ? 1 et 13 de la Convention (Kud?a c. Pologne [GC], no 30210/96, ? 152, CEDH 2000-XI).
36. Quant ? la qualit? de ? victime ? des requ?rants, la Cour rappelle que de sa jurisprudence relative ? l?intervention des tiers dans des proc?dures civiles se d?gage la distinction suivante : lorsqu?un requ?rant est intervenu dans la proc?dure nationale uniquement en son nom propre, la p?riode ? prendre en consid?ration commence ? courir ? compter de cette date, alors que, lorsqu?un requ?rant se constitue partie au litige en tant qu?h?ritier, il peut se plaindre de toute la dur?e de la proc?dure (voir Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ? 220, CEDH 2006 V ; Cocchiarella pr?cit?, ? 113). La Cour consid?re que la m?me conclusion s?impose pour les proc?dures juridictionnelles administratives.
37. Par cons?quent, la Cour rejette cette exception et estime que les requ?rants peuvent se pr?tendre ? victime ? au sens de l?article 34 de la Convention.
38. La Cour constate que les requ?tes ne sont pas manifestement mal fond?es au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et qu?elles ne se heurtent ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Partant, elles doivent ?tre d?clar?es recevables.
2. Sur le fond
a) ?puisement des voies de recours internes et violation all?gu?e de l?article 13 de la Convention
i. Principes g?n?raux
39. En vertu de l?article 1 de la Convention, aux termes duquel ? [L]es Hautes Parties contractantes reconnaissent ? toute personne relevant de leur juridiction les droits et libert?s d?finis au titre I de la pr?sente Convention ?, la mise en ?uvre et la sanction des droits et libert?s garantis par la Convention revient au premier chef aux autorit?s nationales. Le m?canisme de plainte devant la Cour rev?t donc un caract?re subsidiaire par rapport aux syst?mes nationaux de sauvegarde des droits de l?homme. Cette subsidiarit? s?exprime dans les articles 13 et 35 ? 1 de la Convention (voir, parmi d?autres, Cocchiarella pr?cit?, ? 38 ; Balakchiev et autres c. Bulgarie (d?c.), no 65187/10, ? 49, 18 juin 2013).
40. La Cour rappelle que le principe de subsidiarit? ne signifie pas qu?il faille renoncer ? tout contr?le sur le r?sultat obtenu du fait de l?utilisation de la voie de recours interne, sous peine de vider les droits garantis par l?article 6 ? 1 de la Convention de toute substance. ? cet ?gard, il y a lieu de rappeler que la Convention a pour but de prot?ger des droits non pas th?oriques ou illusoires, mais concrets et effectifs (Prince Hans-Adam II de Liechtenstein c. Allemagne [GC], no42527/98, ? 45, CEDH 2001-VIII). La remarque vaut particuli?rement pour les garanties pr?vues par l?article 6 de la Convention, vu la place ?minente que le droit ? un proc?s ?quitable, avec toutes les garanties pr?vues par cette disposition, occupe dans une soci?t? d?mocratique (Valada Matos das Neves c. Portugal, no 73798/13, ? 68, 29 octobre 2015).
41. La finalit? de l?article 35 ? 1, qui ?nonce la r?gle de l??puisement des voies de recours internes, est de m?nager aux ?tats contractants l?occasion de pr?venir ou de redresser les violations all?gu?es contre eux avant que la Cour n?en soit saisie (voir, parmi d?autres, l?arr?t Selmouni c. France [GC], no 25803/94, ? 74, CEDH 1999-V). La r?gle de l?article 35 ? 1 se fonde sur l?hypoth?se, incorpor?e dans l?article 13 (avec lequel elle pr?sente d??troites affinit?s), que l?ordre interne offre un recours effectif quant ? la violation all?gu?e (Kud?a pr?cit?, ? 152).
42. N?anmoins, les dispositions de l?article 35 de la Convention ne prescrivent l??puisement que des recours ? la fois relatifs aux violations incrimin?es, disponibles et ad?quats. Ils doivent exister ? un degr? suffisant de certitude non seulement en th?orie mais aussi en pratique, sans quoi leur manquent l?effectivit? et l?accessibilit? voulues (voir, notamment, les arr?ts Vu?kovi? et autres c. Serbie (exception pr?liminaire) [GC], no 17153/11 et 29 autres requ?tes, ? 71, 25 mars 2014 ; Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, ? 66, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 IV ; Vernillo c. France, arr?t du 20 f?vrier 1991, s?rie A no198, pp. 11?12, ? 27).
43. Selon la Cour, pour pouvoir ?tre jug? effectif, un recours doit ?tre susceptible de rem?dier directement ? la situation incrimin?e et pr?senter des perspectives raisonnables de succ?s (Sejdovic c. Italie [GC], no 56581/00, ? 46, CEDH 2006 II ; Vu?kovi? et autres, pr?cit?, ? 74 et Balogh c. Hongrie, no 47940/99, ? 30, 20 juillet 2004).
44. Les recours dont un justiciable dispose au plan interne pour se plaindre de la dur?e d?une proc?dure sont ? effectifs ?, au sens de l?article 13 de la Convention, d?s lors qu?ils permettent soit de faire intervenir plus t?t la d?cision des juridictions saisies, soit de fournir au justiciable une r?paration ad?quate pour les retards d?j? accus?s (S?rmeli c. Allemagne [GC], no 75529/01, ? 99, CEDH 2006 VII ; Vassilios Athanasiou et autres c. Gr?ce, no 50973/08, ? 54, 21 d?cembre 2010).
45. La Cour a affirm? ? maintes reprises que le meilleur rem?de dans l?absolu est, comme dans de nombreux domaines, la pr?vention. Lorsqu?un syst?me judiciaire s?av?re d?faillant ? l??gard de l?exigence d?coulant de l?article 6 ? 1 de la Convention quant au d?lai raisonnable, un recours permettant de faire acc?l?rer la proc?dure afin d?emp?cher la survenance d?une dur?e excessive constitue la solution la plus efficace. Un tel recours pr?sente un avantage incontestable par rapport ? un recours uniquement indemnitaire car il permet d?h?ter la d?cision de la juridiction concern?e. Il ?vite ?galement d?avoir ? constater des violations successives pour la m?me proc?dure et ne se limite pas ? agir a posteriori comme le fait un recours indemnitaire (Scordino pr?cit?, ? 183 ; Cocchiarella pr?cit?, ? 74).
46. Il est aussi ?vident que, pour les pays o? existent d?j? des violations li?es ? la dur?e de proc?dures, un recours tendant uniquement ? acc?l?rer la proc?dure, s?il serait souhaitable pour l?avenir, peut ne pas ?tre suffisant pour redresser une situation o? il est manifeste que la proc?dure s?est d?j? ?tendue sur une p?riode excessive.
47. Diff?rents types de recours peuvent donc coexister dans le but de redresser la violation de fa?on appropri?e. La Cour l?a d?j? affirm? en mati?re p?nale en jugeant satisfaisante la prise en compte de la dur?e de la proc?dure pour octroyer une r?duction de la peine de fa?on expresse et mesurable (Beck c. Norv?ge, no 26390/95, ? 27, 26 juin 2001). Par ailleurs, certains ?tats l?ont parfaitement compris en choisissant de combiner deux types de recours, l?un tendant ? acc?l?rer la proc?dure et l?autre de nature indemnitaire (Cocchiarella pr?cit?, ? 77 ; Scordino pr?cit?, ? 186).
ii. Application des principes au cas d?esp?ce
48. Sans anticiper l?examen de la question de savoir s?il y a eu ou non d?passement du d?lai raisonnable, la Cour estime que le grief des requ?rants, relatif ? la dur?e des proc?dures juridictionnelles administratives devant le TAR de Campanie, constitue prima facie un grief ? d?fendable ?. Les proc?dures ont en effet eu une dur?e de plus de dix-huit ans (voir tableau en annexe). Les requ?rants avaient donc droit ? un recours effectif ? cet ?gard (Valada Matos das Neves c. Portugal, pr?cit?, ? 74).
49. La Cour a jug? dans son arr?t Kud?a (pr?cit?, ? 156) que ? l?interpr?tation correcte de l?article 13 est que cette disposition garantit un recours effectif devant une instance nationale permettant de se plaindre d?une m?connaissance de l?obligation impos?e par l?article 6 ? 1 d?entendre les causes dans un d?lai raisonnable.?.
50. Au niveau national, c?est la loi Pinto, no 89 du 24 mars 2001, qui a introduit dans le syst?me juridique italien une voie de recours indemnitaire contre la longueur excessive des proc?dures judiciaires.
51. Pour ce qui est des proc?dures juridictionnelles administratives, l?article 54, deuxi?me alin?a du d?cret-loi no 112/2008 (converti en la loi no 133 de 2008) a introduit une condition de recevabilit? du recours ? Pinto ?. Les ? juridictions Pinto ? ne peuvent ?tre saisies que si la partie requ?rante a d?pos?, au cours de la proc?dure principale, une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo). ? l??poque des faits litigieux, cette demande se fondait sur l?article 51 du d?cret royal no 642 du 17 ao?t 1907.
52. Selon la Cour, ? partir de la date d?entr?e en vigueur du d?cret-loi no 112 de 2008, ? savoir le 25 juin 2008, le l?gislateur a mis en place une nouvelle proc?dure pour se plaindre de la longueur excessive de la proc?dure juridictionnelle administrative. Celle-ci se compose de deux phases : la premi?re phase, qui pr?voit l?introduction de la demande dite istanza di prelievo au cours de la proc?dure devant le juge administratif et qui est condition de recevabilit? d?un recours Pinto; la deuxi?me phase, disciplin?e par la loi Pinto, qui permet ? chaque individu de pr?senter une demande de satisfaction ?quitable aupr?s de la cour d?appel comp?tente ratione loci.
53. En ce qui concerne la demande de fixation en urgence de la date de l?audience, la Cour rappelle qu?elle s?est trouv?e ? maintes reprises ? juger de l?effectivit? d?un rem?de en acc?l?ration (voir, parmi beaucoup d?autres, Xynos c. Gr?ce, no 30226/09, 9 octobre 2014 ; S?rmeli pr?cit? ; Lukenda c. Slov?nie, no. 23032/02, ECHR 2005 X ; Horvat c. Croatie, no 51585/99, CEDH 2001 VIII). En particulier, elle a reconnu ? ce type de recours un caract?re ? effectif ? dans la mesure o? il permet d?h?ter la d?cision de la juridiction concern?e.
54. En ce qui concerne les pr?sentes affaires, le texte de loi disciplinant cette demande ? l??poque des faits, ? savoir l?article 51 du d?cret-royal no 642 du 17 ao?t 1907, indiquait que ? dans le d?cret de fixation de l?audience, le pr?sident (du TAR) peut, ? la demande de la partie ou d?office, d?clarer l?affaire urgente ?.
55. ? la suite de l?entr?e en vigueur du code de proc?dure administrative (d?cret-loi no 104 de 2010), la nouvelle discipline pr?voit, dans son article 71, que ? la partie peut signaler l?urgence du recours en d?posant une demande (istanza di prelievo). L?article 8, alin?a 2, de l?annexe no 2 du m?me code ?tablit que ? le pr?sident (du TAR) peut d?roger au crit?re chronologique pour des raisons d?urgence, en tenant ?galement compte de l?istanza di prelievo, soit pour les exigences li?es ? l?activit? du tribunal, soit en raison de la connexion de mati?re ou lorsque le Conseil d??tat a annul? un jugement ou une ordonnance et renvoy?e l?affaire au juge de premi?re instance ?.
56. La Cour note que le libell? des deux textes de loi montre que le pr?sident du TAR a une simple facult? de fixer la date de l?audience. En deuxi?me lieu, l?istanza di prelievo est consid?r?e comme un crit?re parmi les autres pr?vus ? l?article 8 de l?annexe no 2 du code de proc?dure administrative. Enfin, faute d?informations du Gouvernement ? ce sujet, il y a lieu de remarquer qu?il ne semble pas que la l?gislation nationale ait pr?vu des modalit?s pr?cises quant au traitement de la demande en question, en particulier les crit?res que le pr?sident du TAR doit appliquer pour rejeter ou faire droit ? la demande et les cons?quences, en cas de d?cision favorable ? la partie, sur le d?roulement de la proc?dure.
57. La Cour rappelle que le Gouvernement a affirm? que la demande de fixation en urgence de la date de l?audience serait un rem?de acc?l?ratoire comparable ? ceux existant dans d?autres syst?mes juridiques des pays membres du Conseil de l?Europe. Force est, toutefois, de constater qu?il n?a fourni aucun exemple de la pratique judiciaire sur ce point. ? cet ?gard, le Cour s?est pench?e sur une s?rie d?arr?ts de la Cour de cassation rendus entre 2014 et 2015 en mati?re de dur?e excessive de proc?dures juridictionnelles administratives, afin d??valuer l?effet pratique de la demande de fixation en urgence de la date de l?audience (l?istanza di prelievo) sur le d?roulement de la proc?dure principale.
58. Il r?sulte de ces arr?ts que, entre la date de la pr?sentation de la demande et la date de fixation de l?audience de discussion, la proc?dure juridictionnelle administrative a eu une dur?e ult?rieure de plus d?un an et demi (arr?t no 23902/14, d?p?t du 10 novembre 2014), de presque deux ans (arr?t no 24030/14, d?p?t du 12 novembre 2014), de plus de deux ans (arr?t no 1652/2015, d?p?t du 28 janvier 2015), d?environ 4 ans (arr?t no 24031/14, d?p?t du 12 novembre 2014), d?environ douze ans (arr?t no 2307/15, d?p?t du 6 f?vrier 2015).
59. La Cour s?est ?galement pench?e sur la pratique des tribunaux administratifs r?gionaux. ? cet ?gard, elle rel?ve que le traitement des demandes semble d?pendre de mani?re al?atoire de la politique de priorit?s de chaque TAR. ? titre d?exemple, dans une proc?dure devant le TAR du Latium (RG no 8937/95), la partie demanderesse a d?pos? une demande de fixation en urgence de la date de l?audience le 7 juillet 1995. L?audience de discussion a eu lieu le 9 d?cembre 2010. Devant le TAR de Campanie (RG no 6183/97), la partie a d?pos? deux demandes, le 18 mars 2008 et le 30 mars 2009 et l?audience de discussion a eu lieu le 20 mai 2010. Toujours devant le TAR de Campanie (RG no 8813/00), la partie a saisi ? deux reprises le tribunal, le 9 avril 2008 et le 17 avril 2009, avant d?obtenir la fixation de l?audience de discussion pour le 3 juin 2010.
60. Compte tenu de ces ?l?ments, la Cour rel?ve qu?il ne ressort ni du libell? des deux textes mentionn?s (voir paragraphes 54 et 55), ni de la pratique judiciaire qu?elle a d? appr?cier de son propre chef, que la demande de fixation en urgence de la date de l?audience puisse efficacement h?ter la prise d?une d?cision sur l?affaire dont le tribunal est saisi. La Cour constate, en outre, qu?aucune condition visant ? garantir l?examen d?une telle demande n?est pr?vue par le syst?me national (voir, a contrario, Techniki Olympiaki c. Gr?ce (d?c.), no 40547/10, 1er octobre 2013 et Grzin?i? c. Slov?nie, no 26867/02, ? 87-88, 3 mai 2007; voir aussi Xynos pr?cit?, ? 38 et S?rmeli pr?cit?, ?? 106-108).
61. La Cour consid?re que l?introduction d?une demande de fixation en urgence de la date de l?audience (istanza di prelievo) n?a pas un effet significatif sur la dur?e de la proc?dure, soit en d?bouchant sur son acc?l?ration, soit en l?emp?chant d?aller au-del? de ce qui pourrait ?tre consid?r? comme raisonnable (voir, a contrario, Holzinger (no1) c. Autriche, no 23459/94, ? 22, CEDH 2001-I). Il y a donc lieu de conclure que le r?sultat de cette demande est al?atoire.
62. La Cour observe ?galement que la nouvelle disposition, en absence de r?gime transitoire, s?applique de fa?on automatique ? tout recours ? Pinto ?, ind?pendamment de la dur?e de la proc?dure administrative principale, ce qui oblige les parties ? multiplier les demandes visant ? obtenir la conclusion d?un proc?s dont la dur?e est d?j? d?raisonnable.
63. Dans les cas d?esp?ce, chaque requ?rant, sollicit? en ce sens par le greffe du TAR, a pr?sent? une deuxi?me demande de fixation de l?audience (istanza di fissazione dell?udienza) afin d??viter la p?remption de son affaire. D?pos?es entre juillet et septembre 2008, ces demandes ont ?galement entra?n? la fixation de l?audience de discussion pour chaque affaire. Les audiences ont eu lieu entre novembre 2008 et mars 2009 (voir tableau en annexe). Les requ?rants n?avaient donc aucun int?r?t ? solliciter une deuxi?me fois le greffe du TAR pour demander la fixation en urgence de la date de l?audience.
64. Selon la Cour, la condition de recevabilit? d?un recours ? Pinto ? pr?vu ? l?article 54, alin?a 2 de la loi no 112/2008 appara?t comme une condition formelle qui a pour effet d?entraver l?acc?s ? la proc?dure ? Pinto ?. Elle consid?re que l?irrecevabilit? automatique des recours ? Pinto ?, fond?e uniquement sur le fait que les requ?rants n?ont pas pr?sent? l?istanza di prelievo, a priv? ceux-ci de la possibilit? d?obtenir un redressement appropri? et suffisant (voir a contrario Mifsud c. France (d?c.) [GC], no 57220/00, ? 16-17, CEDH 2002 VIII).
65. ? titre surabondant, la Cour observe que le l?gislateur a modifi? en 2010 la disposition litigieuse, en confirmant les doutes ?voqu?s par la Cour dans sa d?cision Daddi (pr?cit?e).
66. Dans la version du texte applicable aux pr?sentes affaires, l?article 54, alin?a 2, du d?cret-loi no 112 de 2008 pr?voyait qu?une demande de satisfaction ?quitable aux sens de la loi Pinto pouvait ?tre introduite seulement si la partie ? la proc?dure juridictionnelle administrative avait d?pos?e pr?alablement une demande de fixation en urgence de la date de l?audience. Cette pr?vision laissait ouverte au juge national la possibilit? d?inclure, dans le calcul de la dur?e excessive, la p?riode ant?rieure ? la date d?entr?e en vigueur de la norme contest?e.
67. Par la suite, le d?cret-l?gislatif no 104 du 2 juillet 2010 introduisant le code de proc?dure administrative, a modifi? la disposition en question. Celle ci pr?voit d?sormais que :
? La demande de satisfaction ?quitable pour se plaindre de la violation pr?vue par l?article 2, premier alin?a (de la loi no 89 du 24 mars 2001) dans une proc?dure devant le juge administratif ne peut pas ?tre introduite si, dans la proc?dure en cause, n?a pas ?t? pr?sent?e une demande de fixation en urgence de l?audience (istanza di prelievo) au sens de l?article 71, deuxi?me alin?a, du code de proc?dure administrative, ni par rapport ? la p?riode ant?rieure ? sa pr?sentation. ?
68. ? cet ?gard, la Cour a estim? qu?? une pratique d?interpr?tation et application de l?article 54, deuxi?me alin?a, dudit d?cret-loi qui a pour effet de s?opposer ? la recevabilit? des recours Pinto portant sur la dur?e d?une proc?dure juridictionnelle administrative qui s?est termin?e avant le 25 juin 2008, en raison exclusivement du manque d?une demande de fixation en urgence de l?audience, pourrait ?tre de nature ? exempter les requ?rants int?ress?s de l?obligation d??puiser le recours ? Pinto ?. Il en serait de m?me par rapport aux proc?dures encore pendantes dans lesquelles la fixation en urgence de l?audience a ?t? sollicit?e seulement apr?s l?entr?e en vigueur de la disposition en question. Dans ces cas, on ne peut pas exclure qu?elle soit interpr?t?e par les juges nationaux dans le sens d??carter de la d?termination de la dur?e indemnisable toute p?riode ant?rieure au 25 juin 2008. Une telle pratique pourrait en effet priver de fa?on syst?matique certaines cat?gories de requ?rants de la possibilit? d?obtenir, dans le cadre ? Pinto ?, un redressement appropri? et suffisant ? (Daddi pr?cit?e).
69. Cette m?me conclusion s?applique ? la nouvelle formulation de l?article 54, alin?a 2, du d?cret-loi no 112 de 2008 (tel que modifi? par le d?cret-l?gislatif no 104 du 2 juillet 2010).
70. La Cour r?it?re que l?article 13 de la Convention se fonde sur l?hypoth?se que l?ordre interne offre un recours effectif quant ? la violation all?gu?e (Selmouni pr?cit?, ? 74, et Kud?a pr?cit?, ? 152). Elle rappelle qu?un recours dont la partie dispose pour se plaindre de la dur?e de la proc?dure est ?effectif?, au sens de l?article 13 de la Convention, s?il permet d??viter la survenance ou la continuation de la violation all?gu?e ou s?il permet de ? fournir ? l?int?ress? un redressement appropri? pour toute violation s??tant d?j? produite ? (ibidem ? 158). Ce qui n?est pas le cas dans les pr?sentes affaires.
71. ? la lumi?re de tout ce qui pr?c?de, la Cour estime que la proc?dure pour se plaindre de la longueur excessive d?une proc?dure juridictionnelle administrative, r?sultant de la lecture combin?e de l?article 54, alin?a 2, du d?cret-loi no 112 de 2008 et de la loi Pinto, ne peut pas ?tre consid?r?e comme un recours effectif au sens de l?article 13 de la Convention. Il y a donc lieu de rejeter l?exception de non-?puisement soulev?e par le Gouvernement et de conclure ? la violation de l?article 13 de la Convention.
b) Sur la violation all?gu?e de l?article 6 ? 1 de la Convention
72. En ce qui concerne la dur?e de la proc?dure des pr?sentes affaires, la p?riode ? consid?rer a d?but?e le 23 ao?t 1990 et s?est termin?e soit le 5 d?cembre 2008, soit le 13 mars 2009 (voir tableau en annexe).
73. La Cour note que, selon le Gouvernement d?fendeur, les requ?rants n?auraient pas montr? un v?ritable int?r?t ? la conclusion des proc?dures. Il soutient ?galement l?absence de souffrance des requ?rants, compte tenu du caract?re manifestement mal fond? de leurs pr?tentions. De leur c?t?, les requ?rants se plaignent de la dur?e des proc?dures, jug?e excessive.
74. La Cour rel?ve qu?il ressort des dossiers que chaque partie a pr?sent? deux demandes de fixation de l?audience au cours de la proc?dure juridictionnelle administrative. Par la suite, dans le cadre de la proc?dure ? Pinto ?, les requ?rants ont pr?sent? tous un recours devant la cour d?appel comp?tente ratione loci, puis form? un pourvoi en cassation contre le rejet de cette derni?re. Par cons?quent, l?int?r?t des requ?rants ? la conclusion des proc?dures ne saurait ?tre mis en doute.
75. Quant ? la dur?e de la proc?dure, la Cour a trait? ? maintes reprises des requ?tes soulevant des questions semblables ? celle des cas d?esp?ce et a constat? une m?connaissance de l?exigence du ? d?lai raisonnable ?, compte tenu des crit?res d?gag?s par sa jurisprudence bien ?tablie en la mati?re (voir, en premier lieu, Cocchiarella pr?cit?).
76. N?apercevant aucune raison de se d?partir de ses pr?c?dentes conclusions, la Cour estime qu?il y a lieu de constater une violation de l?article 6 ? 1 de la Convention pour les m?mes motifs.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
77. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage moral
78. Les requ?rants r?clament respectivement :

– pour la requ?te no 17708/12, la somme de 27 375 euros (EUR) ;
– pour la requ?te no 17717/12, la somme de 27 750 euros (EUR) ;
– pour la requ?te no 17729/12, la somme de 27 375 euros (EUR) ;
– pour la requ?te no 22994/12, la somme de 27 750 euros (EUR).
79. Le Gouvernement soutient que ces pr?tentions ne sont pas en accord avec les param?tres de la jurisprudence de la Cour et s?av?rent excessives, compte tenu du fait que les proc?dures internes sur le fond n?ont pas ?t? favorables aux requ?rants.
80. La Cour rappelle qu?elle a conclu ? la violation des articles 6 ? 1 et 13 de la Convention. Statuant en ?quit?, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer pour chaque requ?te 22 000 EUR au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
81. Les requ?rants ne demandent pas le remboursement des frais et d?pens engag?s devant les juridictions internes et devant la Cour. Rien ne leur sera donc accord? ? titre de frais et d?pens.
C. Int?r?ts moratoires
82. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?cide de joindre les requ?tes ;

2. Joint au fond du grief tir? de l?article 13 l?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes et la rejette ;

3. D?clare, les requ?tes recevables ;

4. Dit, qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;

5. Dit, qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention ;

6. Dit,
a) que l??tat d?fendeur doit verser pour chaque requ?te, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, la somme de 22 000 EUR (vingt deux mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

7. Rejette, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 25 f?vrier 2016, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Andr? Wampach Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffier adjoint Pr?sidente

ANNEXE : OMISSIS

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

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