AFFAIRE MOTTOLA ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MOTTOLA ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41
Numero: 29932/07/2018
Stato: Italia
Data: 2018-09-06 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni:
Danno patrimoniale e danno morale – risarcimento, Articolo 41 – Danno morale
Danno patrimoniale,

PRIMA SEZIONE

CAUSA MOTTOLA ED ALTRI C. ITALIA

, Richiesta no 29932/07,

SENTENZA
(Soddisfazione equa)

STRASBURGO

6 settembre 2018

DEFINITIVO

06/12/2018

Questa sentenza ? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Mottola ed altri c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Jovan Ilievski, giudici,
e di Renata Degener, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 10 luglio 2018,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 29932/07) diretta contro la Repubblica italiana e di cui sei cittadini di questo Stato, OMISSIS (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 6 luglio 2007 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Con una sentenza del 4 febbraio 2014 (“la sentenza al principale”), la Corte ha giudicato che l’inammissibilit? del ricorso dei richiedenti che mirano ad ottenere il versamento, con l’universit? di Napoli, delle quote per la loro pensione aveva violato l’articolo 6 ? 1 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo no 1. La Corte ha stimato che non c’era luogo di esaminare il motivo di appello derivato dell’articolo 14 della Convenzione, Mottola ed altri c. Italia (fondo), no 29932/07, 4 febbraio 2014.
3. Appellandosi sull’articolo 41 della Convenzione, i richiedenti richiedevano una soddisfazione equa di 253 500 EUR ciascuno per danno patrimoniale e di 10 000 EUR ciascuno per danno giuridico, pi? il rimborso degli oneri e spese impegnate tanto dinnanzi alle giurisdizioni interne che dinnanzi alla Corte.
4. La questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione che non si trova in stato, la Corte l’ha riservata e ha invitato il Governo ed i richiedenti a sottoporrgli per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni su suddetta questione ed in particolare a dargli cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare (ibidem, ? 70, e spunta 5 del dispositivo.
5. Tanto i richiedenti che il Governo ha depositato delle osservazioni.
IN DIRITTO
6. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Dommage
1. Argomenti delle parti
ha, I richiedenti
7. I richiedenti avevano richiesto inizialmente 253 500 EUR ciascuno a titolo del danno patrimoniale che avrebbero subito, a sapere l’importo delle quote di pensione non versato con l’amministrazione. Questo importo era stato calcolato sulla base del foglio di paga del personale dell’amministrazione pubblica di posto comparabile a quello dei richiedenti.
8. I richiedenti si erano riservati per? di precisare le loro pretese sulla base di un rapporto di perizia contabile, che hanno prodotto dopo il pronunziati della sentenza al principale. Questa perizia si ? basata attualmente in vigore sul metodo per calcolare rispettivamente il costo del riscatto delle quote di pensione, tentando conto delle percentuali applicabili, ai medici universitari, ai medici ospedalieri ed ai medici detti “convenzionati” (convenzionati) cos? come del numero di ore lavorate effettivamente da ciascuno dei richiedenti. Inoltre, il perito ha basato i suoi calcoli sui fogli di paga dei richiedenti in 2014. Risulta del rapporto di perizia che il costo per il riscatto delle quote che l’universit? avrebbe dovuto versare per la coperta sociale dei richiedenti ? il seguiamo:
– per il primo richiedente, il Sig. Michele MOTTOLA, 213 363,79 euros (EUR) per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1984 a 1994;
– per il secondo richiedente, il Sig. Pasquale ABETE, 240 438,40 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1984 a 1997;
– per il terzo richiedente, la Sig.ra Amalia Di Renzo, 263 014,64 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1981 a 1997;
– per il quarto richiedente, Franco FULCINITI, 283 615,06 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1981 a 1997;
– per il quinto richiedente, il Sig. Antonio FUSCO, 214 381,29 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1984 a 1994;
– per il sesto richiedente, la Sig.ra Maria Angela LOSI, 176 826,42 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1984 a 1997.
9. I richiedenti considerano avere subito inoltre un danno giuridico e chiedono 15 000 EUR ciascuno a questo titolo.
b, Il Governo,
10. Il Governo contesta le pretese dei richiedenti. Pure affermando la difficolt? di ricostruire le posizioni di ogni richiedente tenuto conto delle differenti riforme del sistema delle pensioni in Italia durante gli anni 1980 e 1990, produce un quadro stabilito dall’istituto nazionale di sicurezza sociale (INPS, menzionando gli importi delle quote dovute dall’universit?,).
11. Concernente i criteri di calcolo, il Governo precisa innanzitutto che i periodi di riferimento sono queste stimati in considerazione col tribunale amministrativo regionale (TAR) nel giudizio del 24 marzo 2005, differenti di queste indicate coi richiedenti nel loro quadro di perizia. Nella cornice di questi periodi, il Governo propone di rimborsare solamente le quote relative ai mesi durante quali i richiedenti hanno lavorato almeno 120 ore. Di pi?, propone di escludere i periodi durante quali i richiedenti beneficiavano gi? di una coperta sociale in ragione di altri impieghi, senza indicarli tuttavia nel quadro. Inoltre, il Governo chiede alla Corte di indennizzare solamente i richiedenti all’altezza le quote dovute dal datore di lavoro e di non includere la parte delle quote al carico dei richiedenti.
12. Secondo il quadro fornito dall’INPS, le somme a concedere ai richiedenti sono il seguiamo:
– per il primo richiedente, il Sig. Michele MOTTOLA, 32 243 euros (EUR) per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997;
– per il secondo richiedente, il Sig. Pasquale ABETE, 33 485,01 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997;
– per il terzo richiedente, la Sig.ra Amalia Di Renzo, 31 148,77 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997;
– per il quarto richiedente, Franco FULCINITI, 32 439,83 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997;
– per il quinto richiedente, il Sig. Antonio FUSCO, 31 980,91 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997;
– per il sesto richiedente, la Sig.ra Maria Angela LOSI, 29 535,62 EUR per il periodo lavorati “al gettone” arzillo del 1986 a 1997.
2. Valutazione della Corte
ha, Le violazioni constatate nella sentenza al principale
13. La Corte nota che nella sua sentenza al principale ha concluso alla violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo no 1 per il seguente ragioni.
14. I richiedenti sono dei medici. Durante il periodo compreso entro 1986 e 1997, lavorarono presso del policlinique dell’universit? “Federico II” di Napoli sulla base di contratti a durata determinata che ha per oggetto l’esercizio di un’attivit? professionale rimunerata “al gettone”, questo essere-a-argomento alla vacazione, attivit? professionale remunerata “ha gettone”). Furono assunti poi sulla base di un contratto di lavoro a durata indeterminata. Parecchi altri medici che si trovano in una situazione analoga investirono con successo le giurisdizioni amministrative per ottenere la riconoscenza dell’esistenza di un rapporto di lavoro a durata indeterminata tra essi e l’universit? ed i loro diritti al versamento dei contributi afferenti per la sicurezza sociale e la pensione. I richiedenti ne fecero parimenti ed ottennero guadagno di causa in prima istanza con un giudizio del TAR del 24 marzo 2005. L’universit? avendo interposto appello, la questione fu riesaminata dal Consiglio di stato che dichiar? il ricorso dei richiedenti inammissibili con una sentenza del 13 novembre 2006. Osserv? che ai termini del testo unificato sull’impiego pubblico, le giurisdizioni amministrative erano competenti per pronunciarsi solamente sui ricorsi concernente l’impiego pubblico se questi erano stati introdotti prima del 15 settembre 2000. Dopo questa data, bisognava rivolgersi avuto giudice del lavoro. Ora, il ricorso dei richiedenti era stato introdotto nel 2004. Il Consiglio di stato precis? che i richiedenti erano preclusi oramai di introdurre il loro ricorso dinnanzi al giudice del lavoro (paragrafi 6-19 della sentenza al principale).
15. La Corte ha giudicato che questa decisione abbia violato il diritto dei richiedenti di accesso ad un tribunale, come garantito con l’articolo 6 ? 1 della Convenzione. Ha notato che i richiedenti che avevano investito le giurisdizioni amministrative di buona fede ed in una cornice legale potendo dare luogo ad una pluralit? di interpretazioni, erano stati privati della possibilit? di reintrodurre alla fine i loro ricorsi dinnanzi alla giurisdizione considerata come competente, a sapere il giudice del lavoro, paragrafi 27-31 della sentenza al principale.
16. La Corte ha concluso anche che c’era stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Ha giudicato che i richiedenti erano titolari di un “bene”, perch? avevano una speranza legittima di vedersi riconoscere, come i loro colleghi, il diritto al versamento, con l’universit? di Napoli, delle quote di pensione e di sicurezza sociale, paragrafi 40-44 della sentenza al principale. L’annullamento a causa di inammissibilit? del giudizio che aveva dato loro guadagno di causa in prima istanza aveva defraudato questa aspettativa (paragrafi 45-46 della sentenza al principale), obbligandoli a sopportare un carico eccessivo ed esorbitante. A questo riguardo la Corte ha sottolineato che bene che avendo una base legale in dritta interno (paragrafo 50 della sentenza al principale), l’inammissibilit? del ricorso dei richiedenti era stata pronunciata in un contesto giuridico incerto, perch? poteva essere sostenuto che il termine in questione non si applicava ai richiedenti in ragione per il fatto che potevano essere assimilati ai ricercatori universitari, questa fu l’interpretazione considerata dalla giurisdizione di prima istanza. Era sproporzionato di privarli dunque, con via di un cambiamento improvviso giurisprudenziale operato dal Consiglio di stato nella loro causa, della possibilit? di reintrodurre le loro pretese dinnanzi alla giurisdizione competente, paragrafi 51-58 della sentenza al principale.
b, Gli sviluppi della causa dopo la sentenza al principale
17. Il 17 giugno 2014, i richiedenti introdussero dinnanzi al Consiglio di stato un ricorso in revisione (“revocazione”) contro la sentenza del 13 novembre 2006. Adducevano in particolare che la sentenza al principale della Corte costituiva un fatto nuovo che giustifica l’annullamento della decisione interna definitiva e la sua sostituzione con una decisione conforme agli articoli 6 ? 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1. A titolo accessorio, era chiesto al Consiglio di stato di sollevare dinnanzi alla Corte costituzionale un incidente di costituzionalit? delle disposizioni interne incompatibili coi principi enunciati dalla Corte.
18. Con una decisione del 4 marzo 2015, l’assemblea plenaria del Consiglio di stato sollev? una questione di costituzionalit? dell’articolo 106 del decreto legislativo no 104 di 2010, a sapere la disposizione che stabilisce le condizioni per ottenere la revisione di una decisione delle giurisdizioni amministrative, nella misura in cui non contempla la possibilit? di chiedere la riapertura del procedimento sulla base di una sentenza di violazione della Corte europea dei diritti dell’uomo.
19. Con la sentenza no 123 del 7 marzo 2017, la Corte costituzionale dichiar? inammissibile la questione di incostituzionalit?. Afferm? che, contrariamente alla tenuta penale, l’obbligo di riaprire un procedimento civile o amministrativo in seguito ad una condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo non ? stabilito in modo prova generale, dal momento che appartiene agli Stati membri di introdurre una tale possibilit? nei loro sistemi nazionali rispettivi. La decisione di modificare l’articolo 106 del decreto legislativo no 104 del 2010 spettava cos?, esclusivamente al legislatore italiano.
20. Il 15 novembre 2017, il Consiglio di stato, avendo preso atto della decisione della Corte costituzionale, dichiar? inammissibile il chiedo di revisione dei richiedenti.
c, I danni subiti dai richiedenti,
21. La Corte nota che il principio che sottende la concessione di una soddisfazione equa ? buono stabilito: occorre, si pu? tanto quanto fare, porre l’interessato in una situazione equivalente a quella dove si troverebbe se la violazione della Convenzione non avesse avuto luogo, Andrejeva c. Lettonia [GC], no 55707/00, ? 111, CEDH 2009. Peraltro, la condizione sine qua non alla concessione di un risarcimento di un danno patrimoniale ? l’esistenza di un legame di causalit? tra i danni addotto e la violazione constatata, Nikolova c. Bulgaria [GC], no 31195/96, ? 73, CEDH 1999-II, ed Agrati ed altri c. Italia (soddisfazione equa), nostri 43549/08, 5087/09 e 6107/09, ? 12, 8 novembre 2012, ed egli ne vanno parimenti del danno giuridico, Kadiis ?c. Lettonia (no 2), no 62393/00, ? 67, 4 maggio 2006.
22. Girandosi verso il caso di specifico, la Corte osserva innanzitutto che la giurisprudenza interna era favorevole alla posizione dei richiedenti prima del cambiamento improvviso giurisprudenziale operato dal Consiglio di stato nella loro causa. Cos?, cos? nessuna violazione della Convenzione non si era prodursi, i richiedenti avrebbero potuto ottenere la conferma del giudizio del TAR del 24 marzo 2005. La Corte deduce ne che le violazioni della Convenzione constatata nello specifico hanno causato ai richiedenti un danno patrimoniale certo.
23. Per stabilire la natura del danno subito dai richiedenti, la Corte giudica opportuna di dedicarsi sulla portata di suddetto giudizio del TAR e di esaminare ne il contenuto. Rileva che il tribunale, facendo diritto alle pretese dei richiedenti ed applicando in materia la giurisprudenza consolidata, condann? l’universit? di Napoli nella sua qualit? di datore di lavoro ad iscrivere presso i richiedenti dell’organismo di pensione competente ed a versare le quote per la sicurezza sociale e la pensione afferente ai periodi durante che i richiedenti avevano lavorato in quanto precari.
24. La Corte rileva che il sono proposte a titolo di danno patrimoniale con le parti si riferiscono agli importi delle quote che sarebbero dovute essere versate dall’amministrazione. Per?, le tesi ed i metodi di calcolo delle parti divergono in modo molto importante. Cos?, tenuto conto dello scarto che divide le somme proposte ed avuto riguardo alle informazione in possesso della Corte, ? impossibile stabilire con precisione gli importi delle quote di pensioni che sarebbero dovute essere versate dall’universit?. Di pi?, nella misura in cui i richiedenti sono stati privati della possibilit? di vedere prese in conto gli anni lavorate “al gettone” al momento del loro collocamento alla pensione, il danno subito ? necessariamente aleatorio e riguardi un ?v?nement futuro al motivo del quale la Corte non pu? concedersi alle speculazioni.
25. Tuttavia, avuto riguardo alle circostanze particolari della causa ed all’occorrenza di mettere un termine alle violazioni constatate, la Corte stima appropriata di fissare delle somme forfetarie, calcolate sulla base delle informazione nel suo possesso, in risarcimento del danno che deriva dell’impossibilit? di fare valere coi richiedenti i periodi in questione nel calcolo delle loro pensioni. Suddette somme dovranno tenere conto dei periodi lavorate in quanto precari coi richiedenti come indicate col TAR nel suo giudizio; delle qualifiche professionali che sarebbero dovute essere riconosciute ai richiedenti secondo il TAR; delle rimunerazioni fissate dalle convenzioni collettive nazionali del settore sanitario applicabile agli anni in questione; e del tasso dei carichi padronali.
26. Quindi, la Corte decide di assegnare ad ogni richiedente l’intimo forfetario di 34 000 EUR.
27. Inoltre, in ci? che riguarda il danno giuridico, la Corte considera che la doppia violazione della Convenzione ha causato ai richiedenti un torto certo e considerevole, soprattutto se si tiene conto del lasso di tempo considerevole durante che le violazioni constatate hanno perdurato. Deliberando in equit?, decide di concedere ai richiedenti 8 000 EUR ciascuno a questo titolo.
B. Oneri e spese
28. I richiedenti sollecitano infine tanto il rimborso degli oneri e spese impegnate dinnanzi alle giurisdizioni interne che dinnanzi alla Corte. Chiedono alla Corte di fissare ne l’importo in equit?.
29. Il Governo non ha presentato di osservazioni su questo punto.
30. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, il sussidio di oneri e spese ad un richiedente pu? intervenire solamente nella misura in cui si trovano stabilisco la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso, Belziuk c. Polonia, 25 marzo 1998, ? 49, Raccolta delle sentenze e decisioni 1998-II. La Corte rileva che richiesti non hanno fornito di giustificativi a sostegno delle loro domande e decidi di niente non assegnare essi a questo titolo.
C. Interessi moratori
31. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
CON QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dice
ha, che lo stato convenuto deve, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, versare ad ogni richiedente per danno patrimoniale, 34 000 EUR, trentaquattromila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta coi richiedenti,;
b, che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, negli stessi tre mesi, per danno giuridico, 8 000 EUR, ottomila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta coi richiedenti;
c che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;

2. Respingi la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 6 settembre 2018, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re collaboratrice Presidente
?
ALLEGATO

OMISSIS

Testo Tradotto

Conclusions:
Dommage mat?riel et pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Dommage mat?riel)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE MOTTOLA ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?te no 29932/07)

ARR?T
(Satisfaction ?quitable)

STRASBOURG

6 septembre 2018

D?FINITIF

06/12/2018

Cet arr?t est devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Mottola et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Jovan Ilievski, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 10 juillet 2018,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 29932/07) dirig?e contre la R?publique italienne et dont six ressortissants de cet ?tat, OMISSIS (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 6 juillet 2007 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Par un arr?t du 4 f?vrier 2014 (? l?arr?t au principal ?), la Cour a jug? que l?irrecevabilit? du recours des requ?rants visant ? obtenir le versement, par l?universit? de Naples, des cotisations pour leur retraite avait viol? l?article 6 ? 1 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no 1. La Cour a estim? qu?il n?y avait pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 14 de la Convention (Mottola et autres c. Italie (fond), no 29932/07, 4 f?vrier 2014).
3. En s?appuyant sur l?article 41 de la Convention, les requ?rants r?clamaient une satisfaction ?quitable de 253 500 EUR chacun pour pr?judice mat?riel et de 10 000 EUR chacun pour pr?judice moral, plus le remboursement des frais et d?pens engag?s tant devant les juridictions internes que devant la Cour.
4. La question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouvant pas en ?tat, la Cour l?a r?serv?e et a invit? le Gouvernement et les requ?rants ? lui soumettre par ?crit, dans les trois mois, leurs observations sur ladite question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir (ibidem, ? 70, et point 5 du dispositif).
5. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations.
EN DROIT
6. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
1. Arguments des parties
a) Les requ?rants
7. Les requ?rants avaient initialement r?clam? 253 500 EUR chacun au titre du pr?judice mat?riel qu?ils auraient subi, ? savoir le montant des cotisations de retraite non vers? par l?administration. Ce montant avait ?t? calcul? sur la base de la feuille de paie du personnel de l?administration publique de rang comparable ? celui des requ?rants.
8. Les requ?rants s??taient cependant r?serv?s de pr?ciser leurs pr?tentions sur la base d?un rapport d?expertise comptable, qu?ils ont produit apr?s le prononc? de l?arr?t au principal. Cette expertise s?est fond?e sur la m?thode actuellement en vigueur pour calculer le co?t du rachat des cotisations de retraite, en tentant compte des pourcentages applicables, respectivement, aux m?decins universitaires, aux m?decins hospitaliers et aux m?decins dits ? conventionn?s ? (convenzionati) ainsi que du nombre d?heures effectivement travaill?es par chacun des requ?rants. En outre, l?expert a bas? ses calculs sur les feuilles de paye des requ?rants en 2014. Il ressort du rapport d?expertise que le co?t pour le rachat des cotisations que l?Universit? aurait d? verser pour la couverture sociale des requ?rants sont les suivantes :
– pour le premier requ?rant, M. Michele MOTTOLA, 213 363,79 euros (EUR) pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1984 ? 1994 ;
– pour le deuxi?me requ?rant, M. Pasquale ABETE, 240 438,40 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1984 ? 1997 ;
– pour la troisi?me requ?rante, Mme Amalia DE RENZO, 263 014,64 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1981 ? 1997 ;
– pour le quatri?me requ?rant, Franco FULCINITI, 283 615,06 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1981 ? 1997 ;
– pour le cinqui?me requ?rant, M. Antonio FUSCO, 214 381,29 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1984 ? 1994 ;
– pour la sixi?me requ?rante, Mme Maria Angela LOSI, 176 826,42 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1984 ? 1997.
9. Les requ?rants consid?rent en outre avoir subi un pr?judice moral et demandent 15 000 EUR chacun ? ce titre.
b) Le Gouvernement
10. Le Gouvernement conteste les pr?tentions des requ?rants. Tout en affirmant la difficult? de reconstruire les positions de chaque requ?rant compte tenu des diff?rentes r?formes du syst?me des retraites en Italie au cours des ann?es 1980 et 1990, il produit un tableau ?tabli par l?Institut national de s?curit? sociale (INPS) mentionnant les montants des cotisations dues par l?universit?.
11. Concernant les crit?res de calcul, le Gouvernement pr?cise tout d?abord que les p?riodes de r?f?rence sont celles prises en consid?ration par le tribunal administratif r?gional (TAR) dans le jugement du 24 mars 2005, diff?rentes de celles indiqu?es par les requ?rants dans leur tableau d?expertise. Dans le cadre de ces p?riodes, le Gouvernement propose de rembourser seulement les cotisations relatives aux mois durant lesquels les requ?rants ont travaill? 120 heures au moins. De plus, il propose d?exclure les p?riodes durant lesquelles les requ?rants b?n?ficiaient d?j? d?une couverture sociale en raison d?autres emplois, sans pourtant les indiquer dans le tableau. En outre, le Gouvernement demande ? la Cour d?indemniser les requ?rants seulement ? hauteur des cotisations dues par l?employeur et de ne pas inclure la partie des cotisations ? la charge des requ?rants.
12. Selon le tableau fourni par l?INPS, les sommes ? octroyer aux requ?rants sont les suivantes :
– pour le premier requ?rant, M. Michele MOTTOLA, 32 243 euros (EUR) pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997 ;
– pour le deuxi?me requ?rant, M. Pasquale ABETE, 33 485,01 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997 ;
– pour la troisi?me requ?rante, Mme Amalia DE RENZO, 31 148,77 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997 ;
– pour le quatri?me requ?rant, Franco FULCINITI, 32 439,83 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997 ;
– pour le cinqui?me requ?rant, M. Antonio FUSCO, 31 980,91 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997 ;
– pour la sixi?me requ?rante, Mme Maria Angela LOSI, 29 535,62 EUR pour la p?riode travaill?e ? au jeton ? allant de 1986 ? 1997.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Les violations constat?es dans l?arr?t au principal
13. La Cour note que dans son arr?t au principal elle a conclu ? la violation de l?article 6 ? 1 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no 1 pour les raisons suivantes.
14. Les requ?rants sont des m?decins. Pendant la p?riode comprise entre 1986 et 1997, ils travaill?rent aupr?s de la policlinique de l?universit? ? Federico II ? de Naples sur la base de contrats ? dur?e d?termin?e ayant pour objet l?exercice d?une activit? professionnelle r?mun?r?e ? au jeton ?, c?est-?-dire ? la vacation (attivit? professionale remunerata ? a gettone ?). Ils furent ensuite embauch?s sur la base d?un contrat de travail ? dur?e ind?termin?e. Plusieurs autres m?decins se trouvant dans une situation analogue saisirent avec succ?s les juridictions administratives afin d?obtenir la reconnaissance de l?existence d?un rapport de travail ? dur?e ind?termin?e entre eux et l?universit? et leur droit au versement des contributions aff?rentes pour la s?curit? sociale et la retraite. Les requ?rants en firent de m?me et obtinrent gain de cause en premi?re instance par un jugement du TAR du 24 mars 2005. L?universit? ayant interjet? appel, la question fut r?examin?e par le Conseil d??tat, qui d?clara le recours des requ?rants irrecevable par un arr?t du 13 novembre 2006. Il observa qu?aux termes du texte unifi? sur l?emploi public, les juridictions administratives ?taient comp?tentes pour se prononcer sur les recours concernant l?emploi public seulement si ceux-ci avaient ?t? introduits avant le 15 septembre 2000. Apr?s cette date, il fallait s?adresser eu juge du travail. Or, le recours des requ?rants avait ?t? introduit en 2004. Le Conseil d??tat pr?cisa que les requ?rants ?taient d?sormais forclos d?introduire leur recours devant le juge du travail (paragraphes 6-19 de l?arr?t au principal).
15. La Cour a jug? que cette d?cision a viol? le droit des requ?rants d?acc?s ? un tribunal, tel que garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention. Elle a not? que les requ?rants, qui avaient saisi les juridictions administratives de bonne foi et dans un cadre l?gal pouvant donner lieu ? une pluralit? d?interpr?tations, avaient ?t? priv?s de la possibilit? de r?introduire leurs recours devant la juridiction finalement consid?r?e comme comp?tente, ? savoir le juge du travail (paragraphes 27-31 de l?arr?t au principal).
16. La Cour a ?galement conclu qu?il y avait eu violation de l?article 1 du Protocole no 1. Elle a jug? que les requ?rants ?taient titulaires d?un ? bien ?, car ils avaient une esp?rance l?gitime de se voir reconna?tre, ? l?instar de leurs coll?gues, le droit au versement, par l?universit? de Naples, des cotisations de retraite et de s?curit? sociale (paragraphes 40-44 de l?arr?t au principal). L?annulation pour cause d?irrecevabilit? du jugement qui leur avait donn? gain de cause en premi?re instance avait frustr? cette expectative (paragraphes 45-46 de l?arr?t au principal), les obligeant ? supporter une charge excessive et exorbitante. ? cet ?gard la Cour a soulign? que bien qu?ayant une base l?gale en droit interne (paragraphe 50 de l?arr?t au principal), l?irrecevabilit? du recours des requ?rants avait ?t? prononc?e dans un contexte juridique incertain, car il pouvait ?tre soutenu que le d?lai en question ne s?appliquait pas aux requ?rants en raison du fait qu?ils pouvaient ?tre assimil?s aux chercheurs universitaires (celle-ci fut l?interpr?tation retenue par la juridiction de premi?re instance). Il ?tait donc disproportionn? de les priver, par voie d?un revirement jurisprudentiel op?r? par le Conseil d??tat dans leur affaire, de la possibilit? de r?introduire leurs pr?tentions devant la juridiction comp?tente (paragraphes 51-58 de l?arr?t au principal).
b) Les d?veloppements de l?affaire apr?s l?arr?t au principal
17. Le 17 juin 2014, les requ?rants introduisirent devant le Conseil d??tat un recours en r?vision (? revocazione ?) contre l?arr?t du 13 novembre 2006. Ils all?guaient notamment que l?arr?t au principal de la Cour constituait un fait nouveau justifiant l?annulation de la d?cision interne d?finitive et sa substitution par une d?cision conforme aux articles 6 ? 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1. ? titre subsidiaire, il ?tait demand? au Conseil d??tat de soulever devant la Cour constitutionnelle un incident de constitutionnalit? des dispositions internes incompatibles avec les principes ?nonc?s par la Cour.
18. Par une d?cision du 4 mars 2015, l?assembl?e pl?ni?re du Conseil d??tat souleva une question de constitutionnalit? de l?article 106 du d?cret l?gislatif no 104 de 2010, ? savoir la disposition qui ?tablit les conditions pour obtenir la r?vision d?une d?cision des juridictions administratives, dans la mesure o? il ne pr?voit pas la possibilit? de demander la r?ouverture de la proc?dure sur la base d?un arr?t de violation de la Cour europ?enne des droits de l?homme.
19. Par l?arr?t no 123 du 7 mars 2017, la Cour constitutionnelle d?clara irrecevable la question d?inconstitutionnalit?. Elle affirma que, contrairement au domaine p?nal, l?obligation de rouvrir une proc?dure civile ou administrative ? la suite d?une condamnation de la Cour europ?enne des droits de l?homme n?est pas ?tablie de mani?re g?n?rale, d?s lors qu?il appartient aux ?tats membres d?introduire une telle possibilit? dans leurs syst?mes nationaux respectifs. Ainsi, la d?cision de modifier l?article 106 du d?cret l?gislatif no 104 de 2010 revenait exclusivement au l?gislateur italien.
20. Le 15 novembre 2017, le Conseil d?Etat, ayant pris acte de la d?cision de la Cour constitutionnelle, d?clara irrecevable la demande de r?vision des requ?rants.
c) Les pr?judices subis par les requ?rants
21. La Cour note que le principe sous-tendant l?octroi d?une satisfaction ?quitable est bien ?tabli : il faut, autant que faire se peut, placer l?int?ress? dans une situation ?quivalente ? celle o? il se trouverait si la violation de la Convention n?avait pas eu lieu (Andrejeva c. Lettonie [GC], no 55707/00, ? 111, CEDH 2009). Par ailleurs, la condition sine qua non ? l?octroi d?une r?paration d?un dommage mat?riel est l?existence d?un lien de causalit? entre le pr?judice all?gu? et la violation constat?e (Nikolova c. Bulgarie [GC], no 31195/96, ? 73, CEDH 1999-II, et Agrati et autres c. Italie (satisfaction ?quitable), nos 43549/08, 5087/09 et 6107/09, ? 12, 8 novembre 2012), et il en va de m?me du dommage moral (Kadi?is c. Lettonie (no 2), no 62393/00, ? 67, 4 mai 2006).
22. Se tournant vers le cas d?esp?ce, la Cour observe tout d?abord que la jurisprudence interne ?tait favorable ? la position des requ?rants avant le revirement jurisprudentiel op?r? par le Conseil d??tat dans leur affaire. Ainsi, si aucune violation de la Convention ne s??tait produite, les requ?rants auraient pu obtenir la confirmation du jugement du TAR du 24 mars 2005. La Cour en d?duit que les violations de la Convention constat?es en l?esp?ce ont caus? aux requ?rants un dommage mat?riel certain.
23. Afin d??tablir la nature du pr?judice subi par les requ?rants, la Cour juge opportun de se pencher sur la port?e dudit jugement du TAR et d?en examiner le contenu. Elle rel?ve que le tribunal, faisant droit aux pr?tentions des requ?rants et appliquant la jurisprudence constante en la mati?re, condamna l?universit? de Naples en sa qualit? d?employeur ? inscrire les requ?rants aupr?s de l?organisme de retraite comp?tent et ? verser les cotisations pour la s?curit? sociale et la retraite aff?rentes aux p?riodes pendant lesquelles les requ?rants avaient travaill? en tant que vacataires.
24. La Cour rel?ve que les sommes propos?es au titre de dommage mat?riel par les parties se rapportent aux montants des cotisations qui auraient d? ?tre vers?es par l?administration. Cependant, les th?ses et les m?thodes de calcul des parties divergent de mani?re tr?s importante. Ainsi, compte tenu de l??cart qui s?pare les sommes propos?es et eu ?gard aux informations en possession de la Cour, il est impossible d??tablir avec pr?cision les montants des cotisations de retraites qui auraient d? ?tre vers?s par l?universit?. De plus, dans la mesure o? les requ?rants ont ?t? priv?s de la possibilit? de voir prises en compte les ann?es travaill?es ? au jeton ? au moment de leur mise ? la retraite, le pr?judice subi est n?cessairement al?atoire et concerne un ?v?nement futur au sujet duquel la Cour ne peut pas se livrer ? des sp?culations.
25. N?anmoins, eu ?gard aux circonstances particuli?res de l?affaire et au besoin de mettre un terme aux violations constat?es, la Cour estime appropri? de fixer des sommes forfaitaires, calcul?es sur la base des informations en sa possession, en r?paration du pr?judice d?rivant de l?impossibilit? de faire valoir par les requ?rants les p?riodes en question dans le calcul de leurs retraites. Lesdites sommes devront tenir compte des p?riodes travaill?es en tant que vacataires par les requ?rants telles qu?indiqu?es par le TAR dans son jugement ; des qualifications professionnelles qui auraient d? ?tre reconnues aux requ?rants selon le TAR ; des r?mun?rations fix?es par les conventions collectives nationales du secteur sanitaire applicables aux ann?es en question ; et du taux des charges patronales.
26. D?s lors, la Cour d?cide d?allouer ? chaque requ?rant la somme forfaitaire de 34 000 EUR.
27. En outre, en ce qui concerne le pr?judice moral, la Cour consid?re que la double violation de la Convention a caus? aux requ?rants un tort certain et consid?rable, surtout si l?on tient compte du laps de temps consid?rable pendant lequel les violations constat?es ont perdur?. Statuant en ?quit?, elle d?cide d?octroyer aux requ?rants 8 000 EUR chacun ? ce titre.
B. Frais et d?pens
28. Les requ?rants sollicitent enfin le remboursement des frais et d?pens engag?s tant devant les juridictions internes que devant la Cour. Ils demandent ? la Cour d?en fixer le montant en ?quit?.
29. Le Gouvernement n?a pas pr?sent? d?observations sur ce point.
30. Selon la jurisprudence constante de la Cour, l?allocation de frais et d?pens ? un requ?rant ne peut intervenir que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (Belziuk c. Pologne, 25 mars 1998, ? 49, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998-II). La Cour rel?ve que requ?rants n?ont pas fourni de justificatifs ? l?appui de leurs demandes et d?cide de ne rien leur allouer ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
31. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention, verser ? chaque requ?rant pour dommage mat?riel, 34 000 EUR (trente-quatre mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t par les requ?rants ;
b) que l??tat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les m?mes trois mois, pour dommage moral, 8 000 EUR (huit mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t par les requ?rants ;
c) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

2. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 septembre 2018, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Linos-Alexandre Sicilianos
Greffi?re adjointe Pr?sident
?
ANNEXE

OMISSIS

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

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Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

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    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024