AFFAIRE MILAZZO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MILAZZO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 34, 35, 29, P1-1
Numero: 77156/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-11-02 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; soddisfazione equa riservata (P1-1); Danno morale – risarcimento pecuniario, art. 6-1,; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale e procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA MILAZZO C. ITALIA
( Richiesta no 77156/01)
SENTENZA
STRASBURGO
2 novembre 2006
DEFINITIVO
02/02/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Milazzo c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, il Sig.re A. Gyulumyan,
I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, giudici, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 12 ottobre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 77156/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. S. M. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 16 ottobre 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. A. A. A., avvocato a Caltagirone (Catania). Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. IM. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 29 giugno 2004, la Corte, prima sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1931 e ha risieduto a Catania.
6. Era comproprietario coi suoi tre fratelli di un terreno di una superficie globale di 2 640 metri quadrati ubicato a Caltagirone, registrato al catasto, scanalo 108, appezzamento 852.
7. Con un’ordinanza del 12 aprile 1976, la regione della Sicilia decise l’occupazione di emergenza di suddetto terreno in vista della sua espropriazione per la costruzione di una scuola. Con una seconda ordinanza del 2 marzo 1977, l’amministrazione fiss? il periodo massimale di occupazione di emergenza a quattro anni.
8. Il terreno fu occupato materialmente ad una data che non ? stata precisata ed i lavori furono iniziati.
9. Il 21 settembre 1981, la regione fiss? l’importo dell’indennit? provvisoria da accordare ai proprietari del terreno a 47 520 lire italiane (ITL). Il 27 febbraio 1982, la regione prorog? fino al 1 marzo 1983 il termine necessario al compimento del procedimento di espropriazione, questa non essendo finita nel termine di quattro anni.
10. Con un’ordinanza del 5 febbraio 1983, la regione dichiar? l’espropriazione del terreno del richiedente definitiva e conferm? l’importo dell’indennit? provvisoria gi? fissata.
11. Il richiedente ed i suoi fratelli rifiutarono l’offerta di acconto dell’amministrazione il cui importo fu versato cos? alla Cassa dei depositi e prestiti, e citarono la regione a comparire dinnanzi alla corte di appello di Catania per ottenere un’indennit? di espropriazione.
12. Con una sentenza del 4 dicembre 1987, la corte di appello dichiar? il ricorso inammissibile.
1. Il procedimento di risarcimento dinnanzi al tribunale di Caltagirone
13. Il 17 marzo 1992, il richiedente cit? la provincia di Catania e X, responsabile dell’impresa di costruzione, a comparire dinnanzi al tribunale di Caltagirone per ottenere un risarcimento. Fece valere che l’occupazione del terreno controverso era illecita, poich? era proseguita al di l? del termine fissato per l’espropriazione, perch? l’ultima proroga del termine da parte dell’amministrazione era irregolare. Le parti convenute si costituirono nel procedimento e sostennero la legalit? dell’occupazione del terreno.
14. Il collocamento in stato della causa cominci? il 30 aprile 1992. Alla prima udienza, l’avvocato del richiedente chiese che la causa fosse unita al ricorso introdotto dai suoi fratelli nel luglio 1989 che aveva lo stesso oggetto. Suddetta domanda fu reiterata dalle parti all’udienza del 2 luglio 1992.
15. L’udienza dell? 8 ottobre 1992 fu rinviata in ragione della mancanza delle parti. Il 1 dicembre 1994, il giudice istruttore dispose la congiunzione delle cause.
16. Il 11 gennaio 1996, le parti chiesero un termine per esaminare le nuove disposizioni in materia di indennit? di espropriazione, introdotta dall’ultima legge di bilancio dello stato.
17. All’udienza del 30 giugno 1996, il processo fu interrotto in ragione del decesso di X, una delle due parti convenute.
18. Il 4 gennaio 1997, il richiedente chiese al tribunale la riapertura del processo contro la regione Sicilia. Con un’ordinanza del 10 gennaio 1997, il tribunale accolse la domanda del richiedente.
19. Il 12 giugno 1997, l’udienza fu rinviata su richiesta delle parti.
20. Il 1 ottobre 1998, le parti chiesero al tribunale di ordinare una perizia tecnica che mirava a stabilire il valore del terreno controverso. Il 1 dicembre 1998, la causa fu affidata al collegio di magistrati incaricati di trattare le cause pi? vecchie, sezione stralcio.
21. All’udienza del 16 marzo 1999, le parti reiterarono la loro domanda di perizia. Con un’ordinanza dello stesso giorno, il tribunale nomin? un perito. Questo ultimo prest? giuramento all’udienza del 12 maggio 1999 ed ottenne un termine di ottanta dieci giorni per il deposito del suo rapporto.
22. Il 24 novembre 1999 e 29 marzo 2000, le udienze furono rinviate su richiesta delle parti perch? la perizia non era stata ancora deposta. Il perito deposit? il suo rapporto alla cancelleria il 11 aprile 2000.
23. Il 3 maggio 2000, le parti chiesero al tribunale di troncare la causa sulla base dei conclusioni della perizia. Il giudice fiss? al 5 luglio 2000 la data dell’udienza per la presentazione delle conclusioni.
24. Con un giudizio del 20 dicembre 2000, depositato il 13 febbraio 2001, il tribunale di Caltagirone accolse il ricorso del richiedente e dei suoi fratelli alla cancelleria. Afferm? che il periodo autorizzato per l’espropriazione si era concluso nel 1983 e, facendo applicazione dei criteri introdotti dalla legge no 662 del 1996, condann? la regione a pagare ai quattro richiedenti la somma di 397 254 331 ITL a titolo di risarcimento e 132 522 856 ITL a titolo di indennit? di occupazione lecita.
25. Con un atto notificato il 31 ottobre 2001, l’amministrazione regionale interpose appello. Il procedimento dinnanzi alla corte di appello di Catania rimane pendente.
26. Nel frattempo, l’amministrazione pag? al richiedente la somma assegnata dal tribunale di Caltagirone.
2. Il procedimento “Pinto”
27. Il 7 ottobre 2001, il richiedente investe la corte di appello di Messina al senso della legge no 89 del 24 marzo 2001, detta “legge Pinto”, per lamentarsi della durata eccessiva del procedimento dinnanzi al tribunale di Caltagirone.
28. Il richiedente chiese alla corte di dichiarare che c’era stata una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e di condannare il governo italiano al risarcimento dei danni materiali e morali subiti. Il richiedente chiese in particolare 50 000 000 ITL a titolo di danno materiale e la stessa somma a titolo di danno morale.
29. Con una decisione del 16 febbraio 2002, la corte di appello respinse la domanda del richiedente e lo condann? al pagamento degli oneri di procedimento. Afferm? che le parti avevano chiesto solamente una perizia tecnica il 1 ottobre 1998, ovvero circa sei anni dopo l’inizio del procedimento, dimostrando una mancanza di interesse per la causa. Inoltre, la corte mise in evidenza il fatto che a partire da questa ultima data, la durata del procedimento era stata ragionevole, poich? era durata solamente poco pi? di due anni.
30. Il richiedente ricorse in cassazione. Fece valere che la corte di appello aveva fondato la sua sentenza esclusivamente sulla valutazione del comportamento delle parti, senza prendere in conto gli altri criteri consacrati dalla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo per valutare la durata dei procedimenti, ovvero la complessit? della causa ed il comportamento delle autorit? giudiziali. Afferm? che le parti erano state diligenti. In compenso, gli intervalli tra le udienze cos? come i ritardi nel deposito della perizia, imputabili alle autorit? giudiziali, avevano provocato una lunghezza sproporzionata nel trattamento della causa che non era complessa.
31. Con una sentenza del 10 aprile 2003, la Corte di cassazione respinse il richiedente per il suo ricorso. Afferm? che la corte di appello aveva preso in conto il livello di complessit? della causa. In quanto alla questione concernente gli intervalli tra le udienze, stim?, da una parte, che la verifica di questo elemento non poteva essere oggetto del suo esame e, dall?altra parte che niente dimostrava solamente che questo elemento era decisivo nella valutazione della durata globale del procedimento.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
32. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
33. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
34. Il Governo solleva da prima un’eccezione di tardivit?. Fa valere che il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ? cominciato a decorrere a contare dal 13 febbraio 2001, data di adozione del giudizio del tribunale di Caltagirone, che ha dichiarato il trasferimento della propriet?.
35. In secondo luogo, solleva un’eccezione di non esaurimento delle vie di ricorso interne, essendo il procedimento pendente dinnanzi alla corte di appello di Catania attualmente.
36. Il richiedente si oppone agli argomenti del Governo.
37. Per ci? che riguarda la prima eccezione, la Corte ricorda che ha respinto eccezioni simili nelle cause La Rosa ed altri c. Italia (no 2), (, d?c.), no 58274/00, 1 aprile 2004, Il Rosa ed altri c. Italia (no 3), (, d?c.), no 58386/00, 1 aprile 2004, Carletta c. Italia, (, d?c.), no 63861/00, 1 aprile 2004, Donati c. Italia, (, d?c.), no 63242/00, 13 maggio 2004, Maselli c. Italia (no 2) (, d?c.), no 61211/00, 27 maggio 2004, e Chir? c. Italia (no 2) (, d?c.), no 65137/01, 27 maggio 2004. Non vede nessuno motivo per derogare alle sue precedenti conclusioni e respinge l’eccezione in questione dunque.
38. Per quel che riguarda l’eccezione derivata dal non-esaurimento delle vie dei ricorsi interne, la Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che ? legata strettamente in fondo alla richiesta e decide di unirla al merito.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
39. Il Governo reitera gli argomenti avanzati in numerose cause (vedere, tra altri, Serrao, precitato, ?? 56-72, ed Immobiliare Cerro s.a.s c. Italia, no 35638/03, ?? 49-65, 23 febbraio 2006): la privazione dei beni che risultano dall’espropriazione indiretta ? “prevista dalla legge” e risponde ad un interesse collettivo di utilit? pubblica; la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che condiziona il trasferimento al patrimonio pubblico del bene illegalmente occupato; l’illegalit? commessa dall’amministrazione ? una semplice trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo; l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato poich? la determinazione del suo importo rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati.
40. Alla luce di queste considerazioni, il Governo chiede alla Corte di concludere alla non-violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) Il richiedente,
41. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo.
42. Fa osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
43. Denuncia una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al suo caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
44. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivata della non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
45. Per il richiedente, c’? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo, cos? che in sostanza ci sarebbe stata un’espropriazione di fatto.
46. Per il Governo, il richiedente ? stato privato del suo bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dalle giurisdizioni nazionali come momento del trasferimento di propriet?.
47. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
48. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-ha, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
49. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che di fatto deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
50. La Corte rileva che nello specifico, il richiedente ha perso la disponibilit? terreno a contare della sua occupazione, e che in seguito questo terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico. Le giurisdizioni interne hanno stimato che l’occupazione ? diventata senza titolo a contare dal 1983 ed in questa stessa data il richiedente ? stato privato del suo bene. Il procedimento ? ancora pendente dinnanzi alla corte di appello di Catania.
51. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet? suscettibile di esporre i suoi effetti ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che tale trasferimento deve essere considerato come realizzato, Carbonara e Ventura, precitato, ? 80, e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinato con l’impossibilit? fino ad orai di ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali il richiedente ha subito un’espropriazione di fatto, incompatibile col suo diritto al rispetto dei loro beni (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
52. Quindi, l’eccezione derivata dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne non potrebbe essere considerata e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
53. Il richiedente sostiene che il procedimento impegnato per ottenere il risarcimento per la perdita del terreno ha ignorato il principio del “termine ragionevole” posto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
54. Il Governo afferma che il richiedente non pu? pi? definirsi vittima della violazione addotta, essendosi pronunciate la corte di appello e la Corte di cassazione sulle sue affermazioni e avendole respinte con decisioni motivate ed in conformit? coi principi emanati dalla giurisprudenza di Strasburgo.
55. Il richiedente contesta l’eccezione del Governo e si lamenta di avere esaurito il rimedio offerto dalla legge Pinto senza avere ottenuto tuttavia n? una constatazione di violazione n? un risarcimento per il danno subito.
56. La Corte ricorda da prima che la questione di sapere se una persona pu? definirsi ancora vittima di una violazione della Convenzione implica essenzialmente per la Corte di concedersi ad un esame ex post facto della situazione della persona riguardata. Il principio di sussidiariet? non notifica che rischia di rinunciare ad ogni controllo sul risultato ottenuto a causa dell’utilizzazione della via di ricorso interno, sotto pena di svuotare di ogni sostanza i diritti garantiti dall’articolo 6 ? 1. Inoltre, come la Corte ha detto gi? in altre cause di durata di procedimento, il fatto di sapere se la persona riguardata ha ottenuto per il danno che gli ? stato causato un risarcimento-comparabile alla soddisfazione equa di cui parla l’articolo 41 della Convenzione -riveste una certa importanza.
57. La Corte ? chiamata a verificare dunque se il modo in cui il diritto interno viene interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione come interpretati nella sua giurisprudenza. Un errore manifesto di valutazione da parte del giudice nazionale pu? derivare inoltre, anche da una cattiva applicazione o interpretazione della giurisprudenza della Corte (vedere, tra altri, Cocchiarella c. Italia [GC], no 64886/01, ? 82, CEDH 2006 -….).
58. Deriva da ci? che precede che, per valutare la qualit? di vittima di una persona in una causa di durata di procedimento dopo l’utilizzazione della via di ricorso interna, appartiene alla Corte di verificare, da una parte, se c’? stata riconoscenza da parte delle autorit?, almeno in sostanza, di una violazione di un diritto protetto dalla Convenzione e, dall?altra parte, se la correzione pu? essere considerata come appropriata e sufficiente (vedere, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ? 191, CEDH 2006 -…).
59. Non essendo state assolte nessuna di queste condizioni nel caso di specifico, la Corte stima che il richiedente pu? sempre definirsi “vittima” di una violazione dell’esigenza del “termine ragionevole.” Pertanto, l’eccezione del Governo deve essere respinta.
B. Sul merito
60. Il Governo sostiene che, tenuto conto in particolare del comportamento delle parti e della complessit? della causa, la durata del procedimento controverso non potrebbe essere considerata eccessiva.
61. Il richiedente contesta la tesi del Governo e, sostenitore che la causa non era complessa, attira l’attenzione della Corte sui numerosi ritardi imputabili allo stato.
62. La Corte osserva che attualmente il procedimento ? pendente dinnanzi alla corte di appello di Catania. Per?, il richiedente essendosi avvalso del ricorso Pinto per lamentarsi della durata del procedimento dinnanzi al tribunale di Caltagirone, la Corte stima che il periodo da considerare ? cominciato il 17 marzo 1992, con l? atto di citazione dinnanzi al tribunale di Caltagirone, per concludersi il 13 febbraio 2001, data del deposito alla cancelleria della decisione di suddetto tribunale. ? durata quasi nove anni per un grado di giurisdizione dunque.
63. La Corte ricorda avere concluso in quattro sentenze contro l’Italia del 28 luglio 1999, Bottazzi c. Italia [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V, Ferrari c. Italia [GC], no 33440/96, ? 21, 28 luglio 1999, A.P. c. Italia [GC], no 35265/97, ? 18, 28 luglio 1999, e Di Mauro c. Italia [GC], no 34256/96, ? 23, CEDH 1999-V, all’esistenza di una pratica in Italia incompatibile con la Convenzione.
64. Ricorda avere affermato inoltre in nove sentenze contro l’Italia del 29 marzo 2006, Scordino (no 1), precitato, ? 224, Cocchiarella, precitato, Musci c. Italia [GC], no 64699/01, ? 119, CEDH 2006 -…, Riccardi Pizzati c. Italia [GC], no 62361/00, ? 116, 29 marzo 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italia (no 1) [GC], no 64705/01, ? 117, 29 marzo 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italia (no 2) [GC], no 65102/01, ? 116, 29 marzo 2006, Apicella c. Italia [GC], no 64890/01, ? 116, 29 marzo 2006, Ernestina Zullo c. Italia [GC], no 64897/01, ? 121, 29 marzo 2006, e Giuseppina ed Orestina Procaccini c. Italia [GC], no 65075/01, ? 117, 29 marzo 2006, che la situazione dell’Italia a proposito dei ritardi nell’amministrazione della giustizia non ? cambiata sufficientemente per rimettere in causa la valutazione secondo la quale l’accumulo di trasgressioni ? costitutivo di una pratica incompatibile con la Convenzione.
65. Inoltre, il fatto che il procedimento “Pinto” esaminato nel suo insieme non abbia riconosciuto al richiedente la sua qualit? di “vittima”, paragrafi 56-58 sopra, costituisce una circostanza aggravante in un contesto di violazione dell’articolo 6 ? 1 per superamento del termine ragionevole. La Corte sar? portata a ritornare su questa uestione sotto l’angolo dall’articolo 41 dunque.
66. Dopo avere esaminato i fatti alla luce delle informazione fornite dalle parti e della pratica precitata, e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che nello specifico la durata del procedimento controverso ? eccessiva e non risponde all’esigenza del “termine ragionevole.”
67. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
68. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno, oneri e spese
1. Sul risarcimento chiesto in ragione della privazione del terreno
69. Per danno materiale, il richiedente sollecita la restituzione del terreno.
70. A titolo sussidiario, nell’ipotesi in cui la restitutio in integrum non fosse possibile nello specifico, il richiedente richiede 521 516 EUR, ossia la somma che corrisponde alla differenza tra il valore commerciale del terreno, rivalutata ed aumentata del plusvalore che deriva dalla realizzazione del lavoro pubblico, e l’importo ottenuto a seguito del giudizio del tribunale di Caltagirone.
Ad ogni modo, chiede alla Corte di ordinare una perizia per valutare il danno subito.
71. Il richiedente chiede 70 000 EUR per il danno morale derivante dalla violazione degli articoli 1 del protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione.
72. Infine, chiede il rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte, o 43 122,13 EUR.
73. In quanto al danno materiale, il Governo contesta le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato dal richiedente e stima che la somma sollecitata a questo titolo ? eccessiva ed in grande parte ingiustificata.
74. Per quel che riguarda il danno materiale e gli oneri di procedimento, il Governo stima sproporzionato la somma rivendicata dal richiedente.
75. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 per ci? che riguarda la constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
2. Sul risarcimento chiesto in ragione della durata del procedimento
76. Per quel che riguarda il danno morale nella cornice della constatazione di violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, il richiedente rinvia alla somma chiesta nella cornice della domanda di risarcimento della violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
77. Chiede inoltre il rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte e dinnanzi alle autorit? interne. In quanto ai primi, rinvia alla somma sollecitata nella cornice della domanda di risarcimento della violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Per quanto riguarda i secondi, li valuta a 7 835 EUR.
78. Il Governo si oppone a queste pretese.
79. In quanto agli oneri di procedimento, stima le domande del richiedente eccessive.
80. Per quel che riguarda il risarcimento del danno morale, avuto riguardo degli elementi della presente causa e tenuto conto del fatto che la via di ricorso scelto dall’Italia non ? giunta ad una constatazione di violazione, la Corte, deliberando in equit?, stima che il richiedente deve vedersi assegnare 10 000 EUR, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
81. In quanto agli oneri e spese nella cornice della constatazione di violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, la Corte ricorda che secondo la sua giurisprudenza stabilita, il sussidio degli oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si stabilisca la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002, e Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
82. Se la Corte non dubita della necessit? degli oneri richiesti n? che siano stati impegnati effettivamente a questo titolo, trova per? eccessiva la parcella rivendicata dal richiedente. Considera quindi che debbano essere rimborsati solo in parte. Tenuto conto delle circostanze della causa, assegna al richiedente 5 500 EUR al totale per l’insieme degli oneri esposti dinnanzi alle giurisdizioni nazionali ed a Strasburgo, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
B. Interessi moratori
83. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce, in quanto alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza;
5. Stabilisce, in quanto alla violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione,
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 10 000 EUR (diecimila euro) per danno morsle,;
ii. 5 500 EUR (cinquemila cinque cento euro) per oneri e spese,;
iii. ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su suddette somme;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 2 novembre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e (P1-1) ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire (art. 6-1) ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale et proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MILAZZO c. ITALIE
(Requ?te no 77156/01)
ARR?T
STRASBOURG
2 novembre 2006
D?FINITIF
02/02/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Milazzo c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mmes A. Gyulumyan,
I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 12 octobre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 77156/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. S. M. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 16 octobre 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me A. A. A., avocat ? Caltagirone (Catane). Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 29 juin 2004, la Cour (premi?re section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1931 et r?side ? Catane.
6. Il ?tait copropri?taire avec ses trois fr?res d’un terrain d’une superficie globale de 2 640 m?tres carr?s sis ? Caltagirone, enregistr? au cadastre feuille 108, parcelle 852.
7. Par un arr?t? du 12 avril 1976, la r?gion de Sicile d?cida l’occupation d’urgence dudit terrain en vue de son expropriation pour la construction d’une ?cole. Par un deuxi?me arr?t? du 2 mars 1977, l’administration fixa la p?riode maximale d’occupation d’urgence ? quatre ans.
8. Le terrain fut occup? mat?riellement ? une date qui n’a pas ?t? pr?cis?e et les travaux furent entam?s.
9. Le 21 septembre 1981, la r?gion fixa le montant de l’indemnit? provisoire ? accorder aux propri?taires du terrain ? 47 520 lires italiennes (ITL). Le 27 f?vrier 1982, la r?gion prorogea jusqu’au 1er mars 1983 le d?lai n?cessaire ? l’accomplissement de la proc?dure d’expropriation, celle-ci ne s’?tant pas achev?e dans le d?lai de quatre ans.
10. Par un arr?t? du 5 f?vrier 1983, la r?gion d?clara l’expropriation d?finitive du terrain du requ?rant et confirma le montant de l’indemnit? provisoire d?j? fix?.
11. Le requ?rant et ses fr?res refus?rent l’offre d’acompte de l’administration, dont le montant fut ainsi vers? ? la Caisse des d?p?ts et pr?ts, et assign?rent la r?gion ? compara?tre devant la cour d’appel de Catane afin d’obtenir une indemnit? d’expropriation.
12. Par un arr?t du 4 d?cembre 1987, la cour d’appel d?clara le recours irrecevable.
1. La proc?dure de d?dommagement devant le tribunal de Caltagirone
13. Le 17 mars 1992, le requ?rant assigna la province de Catane et X, responsable de l’entreprise de construction, ? compara?tre devant le tribunal de Caltagirone afin d’obtenir un d?dommagement. Il fit valoir que l’occupation du terrain litigieux ?tait illicite, puisqu’elle s’?tait poursuivie au-del? du d?lai fix? pour l’expropriation, car la derni?re prorogation du d?lai de la part de l’administration ?tait irr?guli?re. Les parties d?fenderesses se constitu?rent dans la proc?dure et soutinrent la l?galit? de l’occupation du terrain.
14. La mise en ?tat de l’affaire commen?a le 30 avril 1992. A la premi?re audience, l’avocat du requ?rant demanda que l’affaire f?t jointe au recours introduit par ses fr?res en juillet 1989 et ayant le m?me objet. Ladite demande fut r?it?r?e par les parties ? l’audience du 2 juillet 1992.
15. L’audience du 8 octobre 1992 fut report?e en raison de l’absence des parties. Le 1er d?cembre 1994, le juge d’instruction disposa la jonction des affaires.
16. Le 11 janvier 1996, les parties demand?rent un d?lai pour examiner les nouvelles dispositions en mati?re d’indemnit?s d’expropriation, introduites par la derni?re loi budg?taire de l’Etat.
17. A l’audience du 30 juin 1996, le proc?s fut interrompu en raison du d?c?s de X, l’une des deux parties d?fenderesses.
18. Le 4 janvier 1997, le requ?rant demanda au tribunal la reprise du proc?s ? l’encontre de la r?gion Sicile. Par une ordonnance du 10 janvier 1997, le tribunal fit droit ? la demande du requ?rant.
19. Le 12 juin 1997, l’audience fut report?e ? la demande des parties.
20. Le 1er octobre 1998, les parties demand?rent au tribunal d’ordonner une expertise technique visant ? ?tablir la valeur du terrain litigieux. Le 1er d?cembre 1998, l’affaire fut confi?e au coll?ge de magistrats charg? de traiter les affaires les plus anciennes (sezione stralcio).
21. A l’audience du 16 mars 1999, les parties r?it?r?rent leur demande d’expertise. Par une ordonnance du m?me jour, le tribunal nomma un expert. Ce dernier pr?ta serment ? l’audience du 12 mai 1999 et obtint un d?lai de quatre-vingt dix jours pour le d?p?t de son rapport.
22. Les 24 novembre 1999 et 29 mars 2000, les audiences furent renvoy?es ? la demande des parties car l’expertise n’avait pas encore ?t? d?pos?e. L’expert d?posa son rapport au greffe le 11 avril 2000.
23. Le 3 mai 2000, les parties demand?rent au tribunal de trancher l’affaire sur la base des conclusions de l’expertise. Le juge fixa au 5 juillet 2000 la date de l’audience de pr?sentation des conclusions.
24. Par un jugement du 20 d?cembre 2000, d?pos? au greffe le 13 f?vrier 2001, le tribunal de Caltagirone accueillit le recours du requ?rant et de ses fr?res. Il affirma que la p?riode autoris?e pour l’expropriation s’?tait termin?e en 1983 et, faisant application des crit?res introduits par la loi no 662 de 1996, il condamna la r?gion ? payer aux quatre demandeurs les sommes de 397 254 331 ITL ? titre de d?dommagement et 132 522 856 ITL ? titre d’indemnit? d’occupation licite.
25. Par un acte notifi? le 31 octobre 2001, l’administration r?gionale interjeta appel. La proc?dure devant la cour d’appel de Catane demeure pendante.
26. Entre-temps, l’administration paya au requ?rant la somme allou?e par le tribunal de Caltagirone.
2. La proc?dure ? Pinto ?
27. Le 7 octobre 2001, le requ?rant saisit la cour d’appel de Messine au sens de la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ? loi Pinto ?, afin de se plaindre de la dur?e excessive de la proc?dure devant le tribunal de Caltagirone.
28. Le requ?rant demanda ? la cour de d?clarer qu’il y avait eu une violation de l’article 6 ? 1 de la Convention et de condamner le gouvernement italien au d?dommagement des pr?judices mat?riels et moraux subis. Le requ?rant demanda notamment 50 000 000 ITL ? titre de dommage mat?riel et la m?me somme ? titre de dommage moral.
29. Par une d?cision du 16 f?vrier 2002, la cour d’appel rejeta la demande du requ?rant et le condamna au paiement des frais de proc?dure. Elle affirma que les parties avaient demand? une expertise technique le 1er octobre 1998 seulement, ? savoir environ six ans apr?s le d?but de la proc?dure, faisant ?tat d’un manque d’int?r?t pour l’affaire. En outre, la cour mit en exergue le fait qu’? partir de cette derni?re date, la dur?e de la proc?dure avait ?t? raisonnable, puisqu’elle n’avait dur? qu’un peu plus de deux ans.
30. Le requ?rant se pourvut en cassation. Il fit valoir que la cour d’appel avait fond? son arr?t exclusivement sur l’?valuation du comportement des parties, sans prendre en compte les autres crit?res consacr?s par la jurisprudence de la Cour europ?enne des Droits de l’Homme pour appr?cier la dur?e des proc?dures, ? savoir la complexit? de l’affaire et le comportement des autorit?s judiciaires. Il affirma que les parties avaient ?t? diligentes. En revanche, les intervalles entre les audiences ainsi que le retard dans le d?p?t de l’expertise, imputables aux autorit?s judiciaires, avaient provoqu? une longueur disproportionn?e dans le traitement de l’affaire, qui n’?tait pas complexe.
31. Par un arr?t du 10 avril 2003, la Cour de cassation d?bouta le requ?rant de son pourvoi. Elle affirma que la cour d’appel avait pris en compte le niveau de complexit? de l’affaire. Quant ? la question concernant les intervalles entres les audiences, elle estima, d’une part, que la v?rification de cet ?l?ment ne pouvait pas faire l’objet de son examen et, d’autre part, que rien ne d?montrait que cet ?l?ment ?tait d?cisif dans l’?valuation de la dur?e globale de la proc?dure.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
32. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
33. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
34. Le Gouvernement soul?ve d’abord une exception de tardivet?. Il fait valoir que le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir ? compter le 13 f?vrier 2001, date d’adoption du jugement du tribunal de Caltagirone, ayant d?clar? le transfert de la propri?t?.
35. En deuxi?me lieu, il soul?ve une exception de non ?puisement des voies de recours internes, la proc?dure ?tant actuellement pendante devant la cour d’appel de Catane.
36. Le requ?rant s’oppose aux arguments du Gouvernement.
37. S’agissant de la premi?re exception, la Cour rappelle qu’elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires La Rosa et autres c. Italie (no 2), ((d?c.), no 58274/00, 1er avril 2004), La Rosa et autres c. Italie (no 3), ((d?c.), no 58386/00, 1er avril 2004), Carletta c. Italie, ((d?c.), no 63861/00, 1er avril 2004), Donati c. Italie, ((d?c.), no 63242/00, 13 mai 2004), Maselli c. Italie (no 2) ((d?c.), no 61211/00, 27 mai 2004) et Chir? c. Italie (no 2) ((d?c.), no 65137/01, 27 mai 2004). Elle n’aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc l’exception en question.
38. S’agissant de l’exception tir?e du non-?puisement des voies des recours internes, la Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, qu’elle est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre au fond.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
39. Le Gouvernement r?it?re les arguments avanc?s dans de nombreuses affaires (voir, parmi d’autres, Serrao, pr?cit?, ?? 56-72, et Immobiliare Cerro s.a.s c. Italie, no 35638/03, ?? 49-65, 23 f?vrier 2006) : la privation des biens r?sultant de l’expropriation indirecte est ? pr?vue par la loi ? et r?pond ? un int?r?t collectif d’utilit? publique ; le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui conditionne le transfert au patrimoine public du bien ill?galement occup? ; l’ill?galit? commise par l’administration est un simple manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative ; l’indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress? puisque la fixation de son montant rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux Etats.
40. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement demande ? la Cour de conclure ? la non-violation de l’article 1 du Protocole no 1.
b) Le requ?rant
41. Le requ?rant s’oppose ? la th?se du Gouvernement.
42. Il fait observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
43. Il d?nonce un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son cas au motif qu’un principe jurisprudentiel, tel que celui de l’expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
44. La Cour rappelle d’embl?e qu’elle a joint au fond l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
45. Pour le requ?rant, il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d’expropriation ni indemnisation, si bien qu’en substance il y aurait eu une expropriation de fait.
46. Pour le Gouvernement, le requ?rant a ?t? priv? de son bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par les juridictions nationales comme moment du transfert de propri?t?.
47. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
48. La Cour rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l’existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
49. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI , et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
50. La Cour rel?ve qu’en l’esp?ce, le requ?rant a perdu la disponibilit? du terrain ? compter de son occupation, et que par la suite ce terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible ? la suite de la r?alisation d’un ouvrage public. Les juridictions internes ont estim? que l’occupation est devenue sans titre ? compter de 1983 et ? cette m?me date le requ?rant a ?t? priv? de son bien. La proc?dure est encore pendante devant la cour d’appel de Catane.
51. A d?faut d’un acte formel de transfert de propri?t? susceptible de d?ployer ses effets et ? d?faut d’un jugement national d?clarant qu’un tel transfert doit ?tre consid?r? comme r?alis? (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l’impossibilit? jusqu’ici de rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que le requ?rant ait subi une expropriation de fait, incompatible avec son droit au respect de leurs biens (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
52. D?s lors, l’exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
53. Le requ?rant soutient que la proc?dure engag?e afin d’obtenir le d?dommagement pour la perte du terrain a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? pos? par l’article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
54. Le Gouvernement affirme que le requ?rant ne peut plus se pr?tendre victime de la violation all?gu?e, la cour d’appel et la Cour de cassation s’?tant prononc?es sur ses all?gations et les ayant rejet?es par des d?cisions motiv?es et en conformit? avec les principes d?gag?s par la jurisprudence de Strasbourg.
55. Le requ?rant conteste l’exception du Gouvernement et se plaint d’avoir ?puis? le rem?de offert par la loi Pinto sans toutefois avoir obtenu ni un constat de violation ni une r?paration pour le dommage subi.
56. La Cour rappelle d’abord que la question de savoir si une personne peut encore se pr?tendre victime d’une violation de la Convention implique essentiellement pour la Cour de se livrer ? un examen ex post facto de la situation de la personne concern?e. Le principe de subsidiarit? ne signifie pas qu’il faille renoncer ? tout contr?le sur le r?sultat obtenu du fait de l’utilisation de la voie de recours interne, sous peine de vider les droits garantis par l’article 6 ? 1 de toute substance. En outre, comme la Cour l’a d?j? dit dans d’autres affaires de dur?e de proc?dure, le fait de savoir si la personne concern?e a obtenu pour le dommage qui lui a ?t? caus? une r?paration ? comparable ? la satisfaction ?quitable dont parle l’article 41 de la Convention ? rev?t de l’importance.
57. La Cour est donc appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention tels qu’interpr?t?s dans sa jurisprudence. En outre, une erreur manifeste d’appr?ciation de la part du juge national peut aussi d?couler d’une mauvaise application ou interpr?tation de la jurisprudence de la Cour (voir, parmi d’autres, Cocchiarella c. Italie [GC], no 64886/01, ? 82, CEDH 2006-….).
58. Il d?coule de ce qui pr?c?de que, pour appr?cier la qualit? de victime d’une personne dans une affaire de dur?e de proc?dure apr?s l’utilisation de la voie de recours interne, il appartient ? la Cour de v?rifier, d’une part, s’il y a eu reconnaissance par les autorit?s, au moins en substance, d’une violation d’un droit prot?g? par la Convention et, d’autre part, si le redressement peut ?tre consid?r? comme appropri? et suffisant (voir, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ? 191, CEDH 2006-…).
59. Aucune de ces conditions n’ayant ?t? remplie dans le cas d’esp?ce, la Cour estime que le requ?rant peut toujours se pr?tendre ? victime ? d’une violation de l’exigence du ? d?lai raisonnable ?. Partant, l’exception du Gouvernement doit ?tre rejet?e.
B. Sur le fond
60. Le Gouvernement soutient que, compte tenu notamment du comportement des parties et de la complexit? de l’affaire, la dur?e de la proc?dure litigieuse ne saurait ?tre consid?r?e excessive.
61. Le requ?rant conteste la th?se du Gouvernement et, soutenant que l’affaire n’?tait pas complexe, attire l’attention de la Cour sur les nombreux retards imputables ? l’Etat.
62. La Cour observe que la proc?dure est actuellement pendante devant la cour d’appel de Catane. Cependant, le requ?rant s’?tant pr?valu du recours Pinto pour se plaindre de la dur?e de la proc?dure devant le tribunal de Caltagirone, la Cour estime que la p?riode ? consid?rer a commenc? le 17 mars 1992, avec la l’acte d’assignation devant le tribunal de Caltagirone, pour s’achever le 13 f?vrier 2001, date du d?p?t au greffe de la d?cision dudit tribunal. Elle a donc dur? presque neuf ans pour un degr? de juridiction.
63. La Cour rappelle avoir conclu dans quatre arr?ts contre l’Italie du 28 juillet 1999 (Bottazzi c. Italie [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V, Ferrari c. Italie [GC], no 33440/96, ? 21, 28 juillet 1999, A.P. c. Italie [GC], no 35265/97, ? 18, 28 juillet 1999, et Di Mauro c. Italie [GC], no 34256/96, ? 23, CEDH 1999-V) ? l’existence d’une pratique en Italie incompatible avec la Convention.
64. Elle rappelle en outre avoir affirm? dans neuf arr?ts contre l’Italie du 29 mars 2006 (Scordino (no 1), pr?cit?, ? 224, Cocchiarella, pr?cit? , Musci c. Italie [GC], no 64699/01, ? 119, CEDH 2006-…, Riccardi Pizzati c. Italie [GC], no 62361/00, ? 116, 29 mars 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italie (no 1) [GC], no 64705/01, ? 117, 29 mars 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italie (no 2) [GC], no 65102/01, ? 116, 29 mars 2006, Apicella c. Italie [GC], no 64890/01, ? 116, 29 mars 2006, Ernestina Zullo c. Italie [GC], no 64897/01, ? 121, 29 mars 2006, et Giuseppina et Orestina Procaccini c. Italie [GC], no 65075/01, ? 117, 29 mars 2006) que la situation de l’Italie au sujet des retards dans l’administration de la justice n’a pas suffisamment chang? pour remettre en cause l’?valuation selon laquelle l’accumulation de manquements est constitutive d’une pratique incompatible avec la Convention.
65. En outre, le fait que la proc?dure ? Pinto ? examin?e dans son ensemble n’ait pas reconnu au requ?rant sa qualit? de ? victime ? (paragraphes 56-58 ci-dessus), constitue une circonstance aggravante dans un contexte de violation de l’article 6 ? 1 pour d?passement du d?lai raisonnable. La Cour sera donc amen?e ? revenir sur cette question sous l’angle de l’article 41.
66. Apr?s avoir examin? les faits ? la lumi?re des informations fournies par les parties et de la pratique pr?cit?e, et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime qu’en l’esp?ce la dur?e de la proc?dure litigieuse est excessive et ne r?pond pas ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ?.
67. Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
68. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage, frais et d?pens
1. Sur le d?dommagement demand? en raison de la privation du terrain
69. Pour pr?judice mat?riel, le requ?rant sollicite la restitution du terrain.
70. A titre subsidiaire, dans l’hypoth?se o? la restitutio in integrum ne serait pas possible en l’esp?ce, le requ?rant r?clame 521 516 EUR, ? savoir la somme correspondant ? la diff?rence entre la valeur marchande du terrain, r??valu?e et augment?e de la plus-value d?rivant de la r?alisation de l’ouvrage public, et le montant obtenu suite au jugement du tribunal de Caltagirone.
En tout ?tat de cause, il demande ? la Cour d’ordonner une expertise pour ?valuer le dommage subi.
71. Le requ?rant demande 70 000 EUR pour le pr?judice moral d?rivant de la violation des articles 1 du protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention.
72. Enfin, il demande le remboursement des frais encourus devant la Cour, soit 43 122,13 EUR.
73. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement conteste les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es par le requ?rant et estime que la somme sollicit?e ? ce titre est excessive et en grande partie injustifi?e.
74. S’agissant du pr?judice moral et des frais de proc?dure, le Gouvernement estime disproportionn?e les sommes revendiqu?es par le requ?rant.
75. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 en ce qui concerne le constat de violation de l’article 1 du Protocole no 1 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
2. Sur le d?dommagement demand? en raison de la dur?e de la proc?dure
76. S’agissant du pr?judice moral dans le cadre du constat de violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, le requ?rant renvoie ? la somme demand?e dans le cadre de la demande de r?paration de la violation de l’article 1 du Protocole no 1.
77. Il demande en outre le remboursement des frais encourus devant la Cour et devant les autorit?s internes. Quant aux premi?res, il renvoie ? la somme sollicit?e dans le cadre de la demande de r?paration de la violation de l’article 1 du Protocole no 1. S’agissant des secondes, il les chiffre ? 7 835 EUR.
78. Le Gouvernement s’oppose ? ces pr?tentions.
79. Quant aux frais de proc?dure, il estime les demandes du requ?rant excessives.
80. S’agissant de la r?paration du dommage moral, eu ?gard aux ?l?ments de la pr?sente affaire et compte tenu du fait que la voie de recours choisie par l’Italie n’est pas parvenue ? un constat de violation, la Cour, statuant en ?quit?, estime que le requ?rant doit se voir allouer 10 000 EUR, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
81. Quant aux frais et d?pens dans le cadre du constat de violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, la Cour rappelle que selon sa jurisprudence ?tablie, l’allocation des frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002, et Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
82. Si la Cour ne doute pas de la n?cessit? des frais r?clam?s ni qu’ils aient ?t? effectivement engag?s ? ce titre, elle trouve cependant excessifs les honoraires revendiqu?s par le requ?rant. Elle consid?re d?s lors qu’il n’y a lieu de les rembourser qu’en partie. Compte tenu des circonstances de la cause, elle alloue au requ?rant 5 500 EUR au total pour l’ensemble des frais expos?s devant les juridictions nationales et ? Strasbourg, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
B. Int?r?ts moratoires
83. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit, quant ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1, que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin ;
5. Dit, quant ? la violation de l’article 6 ? 1 de la Convention,
a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 10 000 EUR (dix mille euros) pour dommage moral ;
ii. 5 500 EUR (cinq mille cinq cents euros) pour frais et d?pens ;
iii. tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur lesdites sommes ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 2 novembre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.