AFFAIRE MESSANA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MESSANA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: P1-1
Numero: 26128/04/2017
Stato: Italia
Data: 2017-02-09 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni: Violazione dell?articolo 1 del Protocolli N. 1- Protezione della propriet? (articolo 1 al. 1 del Protocollo N.1 ? Rispetto dei beni)
PRIMA SEZIONE
CAUSA MESSANA c. ITALIA
(Sentenza n. 26128/04)
SENTENZA
STRASBURGO
9 febbraio 2017
Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell?articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Messana c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da:
? Mirjana Lazarova Trajkovska, presidente,
? Ledi Bianku,
? Guido Raimondi,
? Kristina Pardalos,
? Ale? Pejchal,
? Armen Harutyunyan,
? Pauliine Koskelo, giudici,
? e da Renata Degener, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 17 gennaio 2017,
Emette la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 26128/04) presentato contro la Repubblica italiana con cui tre cittadini di tale Stato, sig. Calogero e sigg.re Rosa e Giuseppa Marianna Messana (?i ricorrenti?), hanno adito la Corte l?8 luglio 2004 in virt? dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. I ricorrenti sono stati rappresentati dagli avvocati G. Ingrasc? e A. Bozzi, rispettivamente del foro di Catania e Milano. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora, dal suo ex co-agente N. Lettieri, e dal suo co-agente P. Accardo.
3. Il 24 marzo 2006 il ricorso ? stato comunicato al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
4. I ricorrenti sono nati rispettivamente nel 1946, 1944 e 1948 e risiedono a Caltanissetta.
5. I ricorrenti erano comproprietari di un terreno edificabile di 3.690 metri quadrati situato a Canicatt? e iscritto in catasto al foglio 67, particelle 12 e 14.
6. Con decreto del 14 aprile 1980, il comune di Canicatt? approv? il progetto per la costruzione di case popolari.
7. Con decreto del 18 giugno 1980, il comune di Canicatt? autorizz? l?Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) a occupare d?urgenza il terreno dei ricorrenti, per un periodo massimo di cinque anni, in vista della sua espropriazione per pubblica utilit?.
8. Il terreno fu occupato materialmente il 16 luglio 1980.
9. Con atto di citazione notificato l?11 gennaio 1991, i ricorrenti convenivano in giudizio il comune di Canicatt? e lo IACP dinanzi al tribunale di Agrigento chiedendo il risarcimento del danno. Sostenevano che, sebbene i lavori di costruzione effettuati sul loro terreno avessero trasformato quest?ultimo, non vi era stato alcun decreto di esproprio n? risarcimento. Riferendosi al principio dell?espropriazione indiretta (?occupazione acquisitiva? o ?accessione invertita?), i ricorrenti invitavano il tribunale a dichiarare che la costruzione delle case popolari aveva trasformato irreversibilmente il loro terreno. Chiedevano il valore venale del bene e, inoltre, chiedevano un risarcimento per il mancato godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata.
10. Nel corso del processo, in una data non precisata, fu depositata in cancelleria una perizia dalla quale risulta che la trasformazione irreversibile del terreno si era verificata prima del 28 febbraio 1982, data in cui secondo il perito era cessato il periodo di occupazione legittima.
11. Con sentenza del 23 gennaio 1997 il tribunale di Agrigento osserv? che la realizzazione delle case popolari aveva comportato il trasferimento della propriet? del terreno all?amministrazione, conformemente alla giurisprudenza della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta. Tuttavia il tribunale decise che ai ricorrenti non era dovuta alcuna riparazione in quanto l?azione per il risarcimento danni era soggetta a un termine di prescrizione di cinque anni che, nel caso di specie, iniziava a decorrere dal 18 giugno 1985.
12. Con atto notificato il 27 febbraio 1998, i ricorrenti si rivolsero alla corte d?appello di Palermo.
13. Nel corso del procedimento, la corte d?appello ordin? una perizia. Secondo il perito, l?occupazione legittima era cessata il 18 giugno 1986, dopo essere stata prorogata di un anno. Il valore venale del terreno a tale data era di 45,45 euro (EUR) al metro quadrato (ossia 167.710,50 EUR).
14. Con sentenza dell?11 ottobre 2002, la corte d?appello di Palermo rilev? che l?occupazione legittima era cessata il 18 giugno 1986 e consider? che i ricorrenti erano stati privati del loro bene a decorrere da tale data. Consider? anche che il termine di prescrizione quinquennale aveva cominciato a decorrere da questa stessa data. Poich? il ricorso era stato presentato l?11 gennaio 1991, la corte d?appello ritenne che il diritto degli interessati non fosse prescritto.
15. Di conseguenza, in applicazione della legge n. 662 del 1996, condann? il comune di Canicatt? e lo IACP a pagare ai ricorrenti le somme di 92.316,67 EUR per la perdita della propriet? del terreno, pi? rivalutazione fino alla data della sentenza, e di 25.177,27 EUR a titolo d?indennit? di occupazione temporanea.
16. Tale sentenza ? divenuta definitiva il 12 gennaio 2004.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. Il principio dell?espropriazione indiretta (?occupazione acquisitiva? o ? accessione invertita?)
17. Il diritto interno pertinente relativo all?espropriazione indiretta ? descritto nella sentenza Guiso-Gallisay c. Italia (equa soddisfazione) [GC], ?? 18-48 n. 58858/00, 22 dicembre 2009.
B. Le sentenze della Corte costituzionale nn. 348 e 349 del 22 ottobre 2007
18. Con le sentenze nn. 348 e 349 del 22 ottobre 2007 (dette anche le sentenze gemelle) la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali alcune disposizioni in materia di indennit? di espropriazione contenute nel decreto legge n. 333 dell?11 luglio 1992, nella legge n. 662 del 1996 e nel decreto del Presidente della Repubblica n. 327 dell?8 giugno 2001. In particolare, nella sentenza n. 349 la Corte costituzionale ha rilevato che l?insufficiente livello di indennizzo previsto dalla legge del 1996 era in contrasto con l?articolo 1 del Protocollo n. 1 e, di conseguenza, con l?articolo 117, comma 1, della Costituzione italiana, che prevede il rispetto degli obblighi internazionali.
19. In seguito alle sentenze della Corte costituzionale, sono intervenute delle modifiche legislative nel diritto interno. L?articolo 2/89 e) della legge finanziaria n. 244 del 2007 ha stabilito che in un caso di espropriazione indiretta il risarcimento deve corrispondere al valore venale del bene, non essendo ammessa alcuna riduzione.
20. Questa disposizione ? stata applicata a tutti i procedimenti pendenti al 1? gennaio 2008, ad esclusione di quelli per i quali la decisione sull?indennit? di esproprio o sul risarcimento era stata accettata o era divenuta definitiva.
IN DIRITTO
I. SULLA RICHIESTA DI CANCELLAZIONE DEL RICORSO DAL RUOLO AI SENSI DELL?ARTICOLO 37 DELLA CONVENZIONE
21. Dopo il fallimento dei tentativi di composizione amichevole, il 16 dicembre 2015 il Governo ha comunicato alla Corte di aver formulato una dichiarazione unilaterale al fine di risolvere la questione sollevata con il ricorso. Il Governo ha invitato la Corte a cancellare il ricorso dal ruolo in applicazione dell?articolo 37 della Convenzione dietro versamento di una somma complessiva (236.777 EUR), a copertura di tutti i danni materiali e morali, nonch? delle spese e del riconoscimento della violazione del diritto al rispetto dei beni ai sensi dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 e dell?articolo 6 ? 1 della Convenzione.
22. Il 15 gennaio 2016 i ricorrenti hanno dichiarato di non essere soddisfatti dei termini della dichiarazione unilaterale tenuto conto della somma offerta.
23. La Corte ha dichiarato che, in determinate circostanze, pu? essere opportuno cancellare un ricorso dal ruolo in virt? dell?articolo 37 ?. 1 c) della Convenzione sulla base di una dichiarazione unilaterale del governo convenuto anche se il ricorrente desidera che l?esame della causa prosegua. Saranno tuttavia le circostanze particolari della causa che permetteranno di stabilire se la dichiarazione unilaterale offra una base sufficiente per permettere alla Corte di concludere che il rispetto dei diritti umani sanciti dalla Convenzione non esige che essa prosegua l?esame della causa ai sensi dell?articolo 37 ? 1 in fine (si vedano, tra altre, Tahsin Acar c. Turchia (eccezioni preliminari) [GC], n. 26307/95, ? 75, CEDU 2003-VI; Melnic c. Moldavia, n. 6923/03, ? 14, del 14 novembre 2006).
24. Tra i fattori da prendere in considerazione a tale proposito vi ?, tra l?altro, l?eventuale formulazione da parte del Governo, nella sua dichiarazione unilaterale, di una qualche concessione per quanto riguarda le dedotte violazioni della Convenzione e, in questa ipotesi, quali siano la portata di tali concessioni e le modalit? del risarcimento che intende fornire al ricorrente. Per quanto riguarda quest?ultimo punto, nei casi in cui ? possibile cancellare le conseguenze di una presunta violazione (ad esempio in alcuni cause sulla propriet?) e in cui il Governo convenuto si dichiara disposto a farlo, il risarcimento previsto ha pi? probabilit? di essere considerato adeguato ai fini di una cancellazione del ricorso dal ruolo (si veda Tahsin Acar, sopra citata, ? 76).
25. Quanto alla questione di stabilire se sia opportuno cancellare il presente ricorso dal ruolo sulla base della dichiarazione unilaterale del Governo, la Corte rileva che l?importo dell?indennizzo offerto ? insufficiente rispetto alle somme da lei riconosciute in casi simili in materia di espropriazione indiretta (si vedano Guiso-Gallisay c. Italia (equa soddisfazione) [GC], n. 58858/00, 22 dicembre 2009; Rivera e di Bonaventura c. Italia, n. 63869/00, 14 giugno 2011; De Caterina e altri c. Italia, n. 65278/01, 28 giugno 2011; Macr? e altri c. Italia, n. 14130/02, 12 luglio 2011).
26. In queste condizioni, la Corte osserva che la dichiarazione unilaterale in causa non costituisce una base sufficiente per concludere che il rispetto dei diritti dell?uomo sanciti dalla Convenzione non impone la prosecuzione dell?esame del ricorso.
27. In conclusione, la Corte rigetta la domanda del Governo volta alla cancellazione del ricorso dal ruolo in virt? dell?articolo 37 ? 1 c) della Convenzione e, di conseguenza, prosegue l?esame della causa sulla ricevibilit? e sul merito.
II. SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1
28. I ricorrenti sostengono di essere stati privati del loro terreno in maniera incompatibile con l?articolo 1 del Protocollo n. 1 in ragione dell?applicazione del principio dell?espropriazione indiretta. Invocano anche l?articolo 13 della Convenzione, in combinato disposto con l?articolo 1 del Protocollo n. 1 senza, tuttavia, esporre argomenti a sostegno. La Corte esaminer? tale motivo di ricorso unicamente dal punto di vista dell?articolo 1 del Protocollo n. 1, il quale ? cos? formulato:
?Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non per causa di pubblica utilit? e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l?uso dei beni in modo conforme all?interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende.?
29. Il Governo si oppone a questa tesi.
A. Sull?ammissibilit?
30. La Corte constata che questo motivo di ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell?articolo 35 ? 3 a) della Convenzione e che non incorre in altri motivi di irricevibilit?. ? quindi opportuno dichiararlo ricevibile.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
a) I richiedenti
31. I ricorrenti rammentano che sono stati privati del loro bene in virt? del principio dell?espropriazione indiretta, un meccanismo che consente all?autorit? pubblica di acquisire un bene illegittimamente, fatto che ? inammissibile in uno Stato di diritto.
32. Osservano che solo con la sentenza della corte d?appello di Palermo i ricorrenti hanno avuto la certezza di essere stati privati del loro bene e che era stato applicato il principio dell?espropriazione indiretta. Secondo i ricorrenti, questa situazione non pu? essere considerata prevedibile.
b) Il Governo
33. Il Governo prende atto del fatto che la giurisprudenza della Corte, ormai consolidata, si pronuncia per l?incompatibilit? del meccanismo dell?espropriazione indiretta con il principio di legalit?. Tuttavia, alla luce della sentenza della corte d?appello di Palermo in cui si dichiara che vi era stato un trasferimento di propriet?, e che per il Governo ? assimilabile ad un atto formale di espropriazione, l?espropriazione in questione non potrebbe pi? considerarsi incompatibile con il rispetto dei beni e il principio della preminenza del diritto.
34. Per quanto riguarda il risarcimento, il Governo riconosce che i parametri applicati nel caso di specie sollevano problemi di compatibilit? con la Convenzione, in quanto i ricorrenti non sono stati risarciti in base al valore venale del terreno.
2. Valutazione della Corte
a) Sull?esistenza di una interferenza
35. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza costante relativa alla struttura dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione e alle tre norme distinte che questa disposizione contiene (si vedano, fra molte altre, Sporrong e L?nnroth c. Svezia, 23 settembre 1982, ? 61, serie A n. 52, Iatridis c. Grecia [GC], n. 31107/96, ? 55, CEDU 1999 II, Immobiliare Saffi c. Italia [GC], n. 22774/93, ? 44, CEDU 1999 V, Broniowski c. Polonia [GC], n. 31443/96, ? 134, CEDU 2004 V, e Visti?? e Perepjolkins c. Lettonia [GC], n. 71243/01, ? 93, 25 ottobre 2012.
36. La Corte constata che le parti concordano sul fatto che vi ? stata una ?privazione? della propriet? ai sensi della seconda frase del primo comma dell?articolo 1 del Protocollo n. 1.
37. La Corte deve quindi accertare se la privazione denunciata sia giustificata dal punto di vista di questa disposizione.
b) Sul rispetto del principio di legalit?
38. La Corte rammenta che l?articolo 1 del Protocollo n. 1 esige, prima di tutto e soprattutto, che un?ingerenza dell?autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale: la seconda frase del primo comma di questo articolo autorizza una privazione di propriet? soltanto ?alle condizioni previste dalla legge?; il secondo comma riconosce agli Stati il diritto di disciplinare l?uso dei beni mettendo in vigore delle ?leggi?. Inoltre, la preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? insita in tutti gli articoli della Convenzione (Amuur c. Francia del 25 giugno 1996, ? 50, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 -III, [GC] Iatridis c. Grecia, sopra citata., ? 58).
39. La Corte rinvia poi alla propria giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (si vedano, fra altre, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, n. 31524/96, CEDU 2000-VI; Scordino c. Italia (n. 3), n. 43662/98, 17 maggio 2005, e Velocci c. Italia, n. 1717/03, 18 marzo 2008) per un riepilogo dei principi pertinenti e per una sintesi della sua giurisprudenza in materia, in particolare per quanto riguarda la questione del rispetto del principio di legalit? in questa tipologia di cause.
40. Nella presente causa, la Corte rileva che, applicando il principio dell?espropriazione indiretta, i giudici nazionali hanno ritenuto che i ricorrenti fossero stati privati del loro bene a decorrere dalla data della cessazione del periodo di occupazione legittima. Ora, in assenza di un atto formale di espropriazione, la Corte ritiene che tale situazione non possa essere ritenuta ?prevedibile?, poich? soltanto con il provvedimento giudiziario definitivo si pu? considerare effettivamente applicato il principio dell?espropriazione indiretta e legittimata l?acquisizione del terreno da parte delle autorit? pubbliche. Di conseguenza, i ricorrenti hanno avuto la certezza giuridica per quanto riguarda la privazione del terreno non prima del 12 gennaio 2004, data in cui la sentenza della Corte d?appello di Palermo ? divenuta definitiva.
41. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha consentito all?amministrazione di trarre vantaggio da una occupazione di terreno illegittima. In altre parole, l?amministrazione ha potuto appropriarsi del terreno in violazione delle norme che disciplinano l?espropriazione in debita forma.
42. Alla luce di queste considerazioni, la Corte ritiene che l?ingerenza in causa sia incompatibile con il principio di legalit? e che abbia pertanto violato il diritto al rispetto dei beni dei ricorrenti.
43. Di conseguenza, vi ? stata violazione dell?articolo 1 del Protocollo n. 1.
III. SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
44. I ricorrenti lamentano una mancanza di equit? della procedura e sostengono che non hanno potuto essere indennizzati sulla base del valore venale del terreno a causa dell?applicazione della legge n. 662 del 1996, entrata in vigore mentre il procedimento era ancora in corso.
45. Essi invocano l?articolo 6 ? 1 della Convenzione, che nelle sue parti pertinenti recita:
?Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia trattata equamente (…) da un tribunale (…), il quale sia chiamato a pronunciarsi (…) sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile (…).?
46. La Corte osserva che questo motivo di ricorso ? legato a quello esaminato sopra e deve pertanto essere dichiarato ricevibile.
47. La Corte ha appena constatato, dal punto di vista dell?articolo 1 del Protocollo n. 1, che la situazione denunciata dai ricorrenti non ? conforme al principio di legalit?. Tenuto conto dei motivi che hanno condotto a tale constatazione di violazione, essa ritiene di non dover esaminare separatamente se vi sia stata, nella fattispecie, violazione dell?articolo 6 ? 1 (si vedano Macr? e altri c. Italia, sopra citata, ? 49; Rivera e di Bonaventura c. Italia, sopra citata, ? 30; Iandoli c. Italia, n. 67992/01, 14 giugno 2011; Velocci c. Italia, n. 717/03, 18 marzo 2008; Farina c. Italia, n. 75259/01, 17 maggio 2011).
IV. SULLE ALTRE PRESUNTE VIOLAZIONI
48. I ricorrenti invocano anche l?articolo 17 della Convenzione, senza tuttavia produrre elementi a sostegno della loro doglianza.
49. Di conseguenza, la Corte ritiene che quest?ultima debba essere dichiarata irricevibile in quanto manifestamente infondata ai sensi dell?articolo 35, ?? 3 e 4 della Convenzione.
V. SULL?APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
50. Ai sensi dell?articolo 41 della Convenzione,
?Se la Corte dichiara che vi ? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli e se il diritto interno dell?Alta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, un?equa soddisfazione alla parte lesa.?
A. Danno materiale
51. I ricorrenti chiedono una somma corrispondente alla differenza tra il valore venale del terreno e l?ammontare dell?indennizzo corrisposto a livello nazionale, da rivalutare. A loro avviso, questo importo dovrebbe essere calcolato sulla base del valore attuale del terreno. Chiedono, inoltre, il versamento di 297.421 EUR per il mancato godimento del terreno, 1.050.000 EUR a titolo di plusvalenza derivante dalla costruzione dell?opera pubblica e 1.514.213 EUR per il mancato godimento degli immobili edificati sul terreno da parte dell?amministrazione. Infine, chiedono la somma di 29.080 EUR per la perdita di chance.
52. Il Governo si oppone a queste richieste.
53. La Corte rammenta che nella causa Guiso-Gallisay c. Italia (equa soddisfazione) [GC], sopra citata, la Grande Camera ha modificato la giurisprudenza della Corte sui criteri di indennizzo nei casi di espropriazione indiretta, stabilendo che l?indennizzo concesso deve corrispondere al valore integrale del terreno al momento della perdita della propriet?, accertato dalla consulenza tecnica d?ufficio disposta dal giudice competente nel corso della procedura interna. Inoltre, una volta dedotta la somma eventualmente accordata a livello nazionale, tale importo deve essere attualizzato per compensare gli effetti dell?inflazione e maggiorato di interessi tali da compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo che ? trascorso dallo spossessamento dei terreni. Infine, occorre valutare la perdita di chance eventualmente subita dagli interessati.
54. Nel caso di specie, secondo i giudici nazionali, i ricorrenti hanno perso la propriet? del loro terreno il 18 giugno 1986. Risulta dalla sentenza della corte d?appello di Palermo che il valore del terreno a tale data era di 45,45 EUR al metro quadrato, per un totale di 167.710,50 EUR (paragrafo 13 supra). Tenuto conto di questi elementi, la Corte ritiene ragionevole accordare ai ricorrenti, congiuntamente, 323.800 EUR, pi? gli importi eventualmente dovuti a titolo di imposta su tale somma.
55. Per quanto riguarda la perdita di chance subita a seguito dell?espropriazione, la Corte ritiene che occorra prendere in considerazione il danno derivante dall?indisponibilit? del terreno nel periodo compreso tra l?inizio dell?occupazione legittima (16 luglio 1980) fino al momento della perdita della propriet? (18 giugno 1986). Dall?importo cos? calcolato sar? dedotta la somma gi? ottenuta dai ricorrenti a livello interno a titolo di indennit? di occupazione. La Corte ritiene ragionevole accordare ai ricorrenti, congiuntamente, la somma di 2.500 EUR.
B. Danno morale
56. I ricorrenti chiedono 100.000 EUR ciascuno per il danno morale.
57. Il Governo si oppone a queste richieste.
58. La Corte ritiene che il senso di impotenza e di frustrazione per l?espropriazione illegittima del loro bene abbia causato ai ricorrenti un danno morale cui si deve porre rimedio adeguatamente.
59. Tenuto conto delle circostanze del caso di specie, e decidendo in via equitativa la Corte assegna ai ricorrenti, congiuntamente, la somma di 5.000 EUR a titolo di danno morale.
C. Spese
60. Producendo i relativi documenti giustificativi i ricorrenti chiedono inoltre il rimborso di 90.000 EUR per le spese sostenute dinanzi ai giudici nazionali e dinanzi alla Corte.
61. Il Governo si oppone a queste richieste.
62. La Corte non dubita che sia stato necessario sostenere delle spese, ma ritiene eccessiva la somma richiesta.
63. Tenuto conto delle circostanze del caso, la Corte ritiene ragionevole concedere un importo di 5.000 EUR per tutte le spese sostenute dai ricorrenti.
D. Interessi di mora
64. La Corte ritiene opportuno basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea maggiorato di tre punti percentuali.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL?UNANIMIT?,
1. Rigetta la domanda di cancellazione del ricorso dal ruolo;
2. Dichiara il ricorso ricevibile per quanto riguarda i motivi relativi all?articolo 1 del Protocollo n. 1 e all?articolo 6 ? 1 della Convenzione, e irricevibile per il resto;
3. Dichiara che vi ? stata violazione dell?articolo 1 del Protocollo n. 1;
4. Dichiara non doversi esaminare separatamente il motivo di ricorso relativo all?articolo 6 ? 1 della Convenzione;
5. Dichiara
a. che lo Stato convenuto deve versare ai ricorrenti, congiuntamente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza sar? divenuta definitiva ai sensi dell?articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 326.300 EUR (trecentoventiseimilatrecento euro) pi? l?importo eventualmente dovuto per il danno materiale;
ii. 5.000 EUR (cinquemila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto per il danno morale;
iii. 5 000 EUR (cinquemila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto dai ricorrenti a titolo di imposta, per le spese;
b. che a decorrere dalla scadenza di detto termine e fino al versamento tali importi dovranno essere maggiorati di un interesse semplice a un tasso equivalente a quello delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante quel periodo, aumentato di tre punti percentuali;
6. Rigetta la domanda di equa soddisfazione per il resto.
Fatta in francese, poi comunicata per iscritto il 9 febbraio 2017, in applicazione dell?articolo 77 ?? 2 e 3 del regolamento della Corte.

Renata Degener
Cancelliere aggiunto

Mirjana Lazarova Trajkovska
Presidente

Testo Tradotto

Conclusions : Violation de l’article 1 du Protocole n? 1 – Protection de la propri?t? (article 1 al. 1 du Protocole n? 1 – Respect des biens)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE MESSANA c. ITALIE

(Requ?te no 26128/04)

ARR?T

STRASBOURG

9 f?vrier 2017

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Messana c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Ale? Pejchal,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 17 janvier 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 26128/04) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants de cet ?tat, M. Calogero et Mmes Rosa et Giuseppa Marianna Messana (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 8 juillet 2004 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants ont ?t? repr?sent?s par Mes G. Ingrasc? et A. Bozzi, avocats ? Catane et ? Milan respectivement. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora, son ancien coagent M. N. Lettieri, et son coagent Mme P. Accardo.
3. Le 24 mars 2006, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1946, 1944 et 1948 et r?sident ? Caltanissetta.
5. Les requ?rants ?taient copropri?taires d?un terrain constructible de 3 690 m?tres carr?s sis ? Canicatt? et enregistr? au cadastre, feuille 67, parcelles 12 et 14.
6. Par un arr?t? du 14 avril 1980, la municipalit? de Canicatt? approuva le projet de construction d?habitations ? loyer mod?r? (HLM).
7. Par un arr?t? du 18 juin 1980, la municipalit? de Canicatt? autorisa l?Institut autonome de gestion des HLM (l?IACP) ? occuper d?urgence le terrain des requ?rants, pour une p?riode maximale de cinq ans, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique.
8. Le 16 juillet 1980, il y eut occupation mat?rielle.
9. Par un acte notifi? le 11 janvier 1991, les requ?rants introduisirent une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la municipalit? de Canicatt? et de l?IACP devant le tribunal d?Agrigente. Ils all?guaient que, bien que les travaux de construction effectu?s sur leur terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d?expropriation et aucune indemnisation n??taient intervenus. Se r?f?rant au principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?), les requ?rants invitaient le tribunal ? d?clarer que la construction des HLM avait transform? leur terrain de mani?re irr?versible. Ils r?clamaient la valeur v?nale du bien ; en outre ils r?clamaient une r?paration pour la non-jouissance du terrain pendant la p?riode d?occupation autoris?e.
10. Au cours du proc?s, ? une date non pr?cis?e, une expertise fut d?pos?e au greffe. Il ressort de cette expertise que la transformation irr?versible du terrain avait eu lieu au plus tard le 28 f?vrier 1982, ? savoir ? la date de la cessation de la p?riode d?occupation l?gitime identifi?e par l?expert.
11. Par un jugement du 23 janvier 1997, le tribunal d?Agrigente constata que la r?alisation des HLM avait entra?n? le transfert de propri?t? du terrain ? l?administration, conform?ment ? la jurisprudence de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte. Toutefois le tribunal statua qu?aucun d?dommagement n??tait d? aux requ?rants au motif que l?action en dommages-int?r?ts ?tait soumise ? un d?lai de prescription de cinq ans commen?ant ? courir en l?esp?ce ? compter du 18 juin 1985.
12. Par un acte notifi? le 27 f?vrier 1998, les requ?rants saisirent la cour d?appel de Palerme.
13. Au cours de la proc?dure, la cour d?appel ordonna une expertise. Selon l?expert, l?occupation l?gitime avait pris fin le 18 juin 1986, suite ? l?application d?une prorogation d?un an. La valeur v?nale du terrain ? cette date ?tait de 45,45 euros (EUR) le m?tre carr? (soit 167 710,50 EUR).
14. Par un arr?t du 11 octobre 2002, la cour d?appel de Palerme releva que l?occupation l?gitime avait pris fin le 18 juin 1986 et consid?ra les requ?rants priv?s de leur bien ? compter de cette date. Elle consid?ra ?galement que le d?lai de prescription de cinq ans avait commenc? ? courir ? partir de cette m?me date. Le recours ayant ?t? introduit le 11 janvier 1991, elle estima que le droit des int?ress?s n??tait pas prescrit.
15. Par cons?quent, en application de la loi no 662 de 1996, elle condamna la municipalit? de Canicatt? et l?IACP ? verser aux requ?rants la somme de 92 316,67 EUR pour la perte de la propri?t? du terrain, plus r??valuation jusqu?? la date de l?arr?t, ainsi que 25 177,27 EUR ? titre d?indemnit? d?occupation temporaire.
16. Cet arr?t est devenu d?finitif le 12 janvier 2004.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)
17. Le droit interne pertinent relatif ? l?expropriation indirecte se trouve d?crit dans l?arr?t Guiso-Gallisay c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], ?? 18-48 no 58858/00, 22 d?cembre 2009.
B. Les arr?ts de la Cour constitutionnelle nos 348 et 349 du 22 octobre 2007
18. Par les arr?ts nos 348 et 349 du 22 octobre 2007 (dits ?galement les ? arr?ts jumeaux ? ? sentenze gemelle) la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnelles certaines dispositions en mati?re d?indemnit? d?expropriation contenues dans le d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992, dans la loi no 662 de 1996 et dans le d?cret du pr?sident de la R?publique no 327 du 8 juin 2001. En particulier, dans l?arr?t no 349 la Cour constitutionnelle a relev? que le niveau insuffisant d?indemnisation pr?vu par la loi de 1996 ?tait contraire ? l?article 1 du Protocole no 1 et par cons?quent ? l?article 117 ? 1 de la Constitution italienne, lequel pr?voit le respect des obligations internationales.
19. Suite aux arr?ts de la Cour constitutionnelle, des modifications l?gislatives sont intervenues en droit interne. L?article 2/89 e) de la loi de finances no 244 de 2007 a ?tabli que dans un cas d?expropriation indirecte le d?dommagement doit correspondre ? la valeur v?nale des biens, aucune r?duction n??tant admise.
20. Cette disposition a ?t? appliqu?e ? toutes les proc?dures en cours au 1er janvier 2008, sauf celles o? la d?cision sur l?indemnit? d?expropriation ou sur le d?dommagement avait ?t? accept?e ou ?tait devenue d?finitive.
EN DROIT
I. SUR LA DEMANDE DE RADIATION DE LA REQU?TE AU SENS DE L?ARTICLE 37 DE LA CONVENTION
21. Apr?s l??chec des tentatives de r?glement amiable, le 16 d?cembre 2015, le Gouvernement a inform? la Cour qu?il a formul? une d?claration unilat?rale afin de r?soudre la question soulev?e par la requ?te. Il a invit? la Cour ? rayer celle-ci du r?le en application de l?article 37 de la Convention en contrepartie du versement d?une somme globale (236 777 EUR), couvrant tout pr?judice mat?riel et moral ainsi que les frais et d?pens et de la reconnaissance de la violation du droit au respect des biens au sens de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention.
22. Le 15 janvier 2016, les requ?rants ont d?clar? qu?ils n??taient pas satisfaits des termes de la d?claration unilat?rale compte tenu du montant offert.
23. La Cour a affirm? que, dans certaines circonstances, il peut ?tre indiqu? de rayer une requ?te du r?le en vertu de l?article 37 ? 1 c) de la Convention sur la base d?une d?claration unilat?rale du gouvernement d?fendeur m?me si le requ?rant souhaite que l?examen de l?affaire se poursuive. Ce seront toutefois les circonstances particuli?res de la cause qui permettront de d?terminer si la d?claration unilat?rale offre une base suffisante pour que la Cour conclue que le respect des droits de l?homme garantis par la Convention n?exige pas qu?elle poursuive l?examen de l?affaire au sens de l?article 37 ? 1 in fine (voir, parmi d?autres, Tahsin Acar c. Turquie (exceptions pr?liminaires) [GC], no 26307/95, ? 75, CEDH 2003 VI; Melnic c. Moldova, no 6923/03, ? 14, 14 novembre 2006).
24. Parmi les facteurs ? prendre en compte ? cet ?gard figure, entre autres, si dans sa d?claration unilat?rale le Gouvernement d?fendeur formule l?une ou l?autre concession en ce qui concerne les all?gations de violations de la Convention et, dans cette hypoth?se, quelles sont l?ampleur de ces concessions et les modalit?s du redressement qu?il entend fournir au requ?rant. Quant ? ce dernier point, dans les cas o? il est possible d?effacer les cons?quences d?une violation all?gu?e (par exemple dans certaines affaires de propri?t?) et o? le Gouvernement d?fendeur se d?clare dispos? ? le faire, le redressement envisag? a davantage de chances d??tre tenu pour ad?quat aux fins d?une radiation de la requ?te (voir Tahsin Acar, pr?cit?, ? 76).
25. Quant au point de savoir s?il serait opportun de rayer la pr?sente requ?te sur la base de la d?claration unilat?rale du Gouvernement, la Cour rel?ve que le montant du d?dommagement offert est insuffisant par rapport aux sommes octroy?es par elle dans des affaires similaires en mati?re d?expropriation indirecte (voir Guiso-Gallisay c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 58858/00, 22 d?cembre 2009 ; Rivera et di Bonaventura c. Italie, no 63869/00, 14 juin 2011 ; De Caterina et autres c. Italie, no 65278/01, 28 juin 2011 ; Macr? et autres c. Italie, no 14130/02, 12 juillet 2011).
26. Dans ces conditions, la Cour consid?re que la d?claration unilat?rale litigieuse ne constitue pas une base suffisante pour conclure que le respect des droits de l?homme garantis par la Convention n?exige pas la poursuite de l?examen de la requ?te.
27. En conclusion, la Cour rejette la demande du Gouvernement tendant ? la radiation de la requ?te du r?le en vertu de l?article 37 ? 1 c) de la Convention et va en cons?quence poursuivre l?examen de l?affaire sur la recevabilit? et le fond.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
28. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain de mani?re incompatible avec l?article 1 du Protocole no 1 en raison de l?application du principe de l?expropriation indirecte. Ils invoquent ?galement l?article 13 de la Convention, pris en combinaison avec l?article 1 du Protocole no 1 sans, toutefois, arguments ? l?appui. La Cour examinera ledit grief uniquement sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, lequel est ainsi libell?:
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
29. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
30. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention. Elle rel?ve, par ailleurs, qu?il ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
a) Les requ?rants
31. Les requ?rants rappellent qu?ils ont ?t? priv?s de leur bien en vertu du principe de l?expropriation indirecte, un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui est inadmissible dans un ?tat de droit.
32. Ils observent que seulement par l?arr?t de la Cour d?appel de Palerme les requ?rants ont eu la certitude d?avoir ?t? priv?s de leur bien et que le principe de l?expropriation indirecte avait ?t? appliqu?e. Aux yeux des requ?rants, cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme pr?visible.
b) Le Gouvernement
33. Le Gouvernement prend acte de ce que la jurisprudence de la Cour, d?sormais consolid?e, conclut ? une incompatibilit? du m?canisme de l?expropriation indirecte avec le principe de l?galit?. Toutefois, ? la lumi?re de l?arr?t de la cour d?appel de Palerme d?clarant qu?un transfert de propri?t? avait eu lieu, et qui est aux yeux du Gouvernement assimilable ? un acte formel d?expropriation, l?expropriation en question ne pourrait plus se consid?rer comme ?tant incompatible avec le respect des biens et le principe de pr??minence du droit.
34. Quant au d?dommagement, le Gouvernement reconna?t que les param?tres appliqu?s dans le cas d?esp?ce posent des probl?mes de compatibilit? avec la Convention, car les requ?rants n?ont pas ?t? d?dommag?es sur la base de la valeur v?nale du terrain.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence
35. La Cour renvoie ? sa jurisprudence constante relative ? la structure de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention et aux trois normes distinctes que cette disposition contient (voir, parmi beaucoup d?autres, Sporrong et L?nnroth c. Su?de, 23 septembre 1982, ? 61, s?rie A no 52, Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999 II, Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 44, CEDH 1999 V, Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, ? 134, CEDH 2004 V, et Visti?? et Perepjolkins c. Lettonie [GC], no 71243/01, ? 93, 25 octobre 2012).
36. La Cour constate que les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu une ? privation ? de propri?t? au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1.
37. La Cour doit donc rechercher si la privation d?nonc?e se justifie sous l?angle de cette disposition.
b) Sur le respect du principe de l?galit?
38. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect de biens soit l?gale : la seconde phrase du premier alin?a de cet article n?autorise une privation de propri?t? que ? dans les conditions pr?vues par la loi ? ; le second alin?a reconna?t aux ?tats le droit de r?glementer l?usage des biens en mettant en vigueur des ? lois ?. De plus, la pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 50, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 III, Iatridis c. Gr?ce [GC], pr?cit?, ? 58).
39. La Cour renvoie ensuite ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (voir, parmi d?autres, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, et Velocci c. Italie, no 1717/03, 18 mars 2008) pour une r?capitulation des principes pertinents et pour un aper?u de sa jurisprudence dans la mati?re, notamment en ce qui concerne la question du respect du principe de l?galit? dans cette typologie d?affaires.
40. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter de la date de la cessation de la p?riode d?occupation l?gitime. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain par les pouvoirs publics a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la s?curit? juridique concernant la privation du terrain qu?au plus t?t le 12 janvier 2004, date ? laquelle le jugement de la cour d?appel de Palerme est devenu d?finitif.
41. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme.
42. ? la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
43. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
44. Les requ?rants se plaignent de l?absence d??quit? de la proc?dure. Ils font valoir qu?ils n?ont pas pu ?tre d?dommag?s sur la base de la valeur v?nale du terrain en raison de l?application de la loi no 662 de 1996, entr?e en vigueur en cours de proc?dure.
45. Ils invoquent l?article 6 ? 1 de la Convention, qui dans ses passages pertinents dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…). ?
46. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
47. La Cour vient de constater, sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n?est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs l?ayant amen?e ? ce constat de violation, elle estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 6 ? 1 (voir Macr? et autres c. Italie, pr?cit?, ? 49 ; Rivera et di Bonaventura c. Italie, pr?cit?, ? 30 ; Iandoli c. Italie, no 67992/01, 14 juin 2011 ; Velocci c. Italie, no 717/03, 18 mars 2008 ; Farina c. Italie, no 75259/01, 17 mai 2011).
IV. SUR LES AUTRES VIOLATIONS ALL?GU?ES
48. Les requ?rants invoquent ?galement l?article 17 de la Convention, sans toutefois l??tayer.
49. La Cour estime par cons?quent qu?il doit ?tre d?clar? irrecevable en tant que manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
V. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
50. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
51. Les requ?rants sollicitent une somme correspondant ? la diff?rence entre la valeur v?nale du terrain et le montant du d?dommagement accord? au niveau national, ? r??valuer. Selon eux, cette somme devrait ?tre calcul?e sur la base de la valeur actuelle du terrain. Ils demandent, en outre, le versement de 297 421EUR pour la non-jouissance du terrain, 1 050 000 EUR ? titre de plus-value d?coulant de la construction de l?ouvrage public, et de 1 514 213 EUR pour la non-jouissance des immeubles b?tis sur le terrain par l?administration. Enfin, ils r?clament 29 080 EUR ? titre de perte de chance.
52. Le Gouvernement s?oppose ? ces pr?tentions.
53. La Cour rappelle que dans l?affaire Guiso-Gallisay c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], pr?cit?, la Grande Chambre a modifi? la jurisprudence de la Cour concernant les crit?res d?indemnisation dans les affaires d?expropriation indirecte en ?tablissant que l?indemnisation ? octroyer doit correspondre ? la valeur pleine et enti?re du terrain au moment de la perte de la propri?t?, telle qu??tablie par l?expertise ordonn?e par la juridiction comp?tente au cours de la proc?dure interne. Ensuite, une fois d?duite la somme ?ventuellement octroy?e au niveau national, ce montant doit ?tre actualis? pour compenser les effets de l?inflation et assorti d?int?r?ts susceptibles de compenser, au moins en partie, le long laps de temps qui s?est ?coul? depuis la d?possession des terrains. Enfin, il y a lieu de d??valuer la perte de chances ?ventuellement subie par les int?ress?s.
54. En l?esp?ce, d?apr?s les juridictions nationales, les requ?rants ont perdu la propri?t? de leur terrain le 18 juin 1986. Il ressort de l?arr?t de la cour d?appel de Palerme que la valeur du terrain ? cette date ?tait de 45,45 EUR le m?tre carr?, soit 167 710,50 EUR au total (paragraphe 13 ci dessus). Compte tenu de ces ?l?ments, la Cour estime raisonnable d?accorder aux requ?rants, conjointement, 323 800 EUR, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur cette somme.
55. Quant ? la perte de chance subie ? la suite de l?expropriation, la Cour juge qu?il y a lieu de prendre en consid?ration le pr?judice d?coulant de l?indisponibilit? du terrain pendant la p?riode allant du d?but de l?occupation l?gitime (16 juillet 1980) jusqu?au moment de la perte de propri?t? (18 juin 1986). Du montant ainsi calcul? sera d?duit la somme d?j? obtenue par les requ?rantes au niveau interne ? titre d?indemnit? d?occupation. La Cour estime raisonnable d?accorder aux requ?rants, conjointement, 2 500 EUR.
B. Dommage moral
56. Les requ?rants demandent 100 000 EUR chacun ? titre de pr?judice moral.
57. Le Gouvernement s?oppose ? ces pr?tentions.
58. La Cour estime que le sentiment d?impuissance et de frustration face ? la d?possession ill?gale de leur bien a caus? aux requ?rants un pr?judice moral qu?il y a lieu de r?parer de mani?re ad?quate.
59. Compte tenu des circonstances de l?esp?ce, et statuant en ?quit? la Cour alloue aux requ?rants, conjointement, 5 000 EUR ? titre de dommage moral.
C. Frais et d?pens
60. Notes d?honoraires ? l?appui, les requ?rants demandent ?galement le remboursement de 90 000 EUR pour les frais et d?pens engag?s devant les juridictions internes et devant la Cour.
61. Le Gouvernement s?oppose ? ces pr?tentions.
62. La Cour ne doute pas de la n?cessit? d?engager des frais, mais elle consid?re excessive la somme r?clam?e.
63. Compte tenu des circonstances de la cause, elle juge raisonnable d?allouer un montant de 5 000 EUR pour l?ensemble de frais expos?s par les requ?rants.
D. Int?r?ts moratoires
64. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Rejette la demande de radiation du r?le de la requ?te ;

2. D?clare la requ?te recevable quant aux griefs tir?s de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention, et irrecevable pour le surplus ;

3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

4. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;

5. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser aux requ?rants, conjointement, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes:
i. 326 300 EUR (trois cent vingt-six mille trois cent euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage mat?riel ;
ii. 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral ;
iii. 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par les requ?rants ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 9 f?vrier 2017, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffi?re adjointe Pr?sidente

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